L’Open day ad Associati Fisiomed di Sforzacosta riguardava la presentazione al pubblico del “Bemer”, il macchinario di ultima generazione che riesce con grande efficacia a conservare e ripristinare il microcircolo.
La giornata del 7 febbraio si è rivelata alla fine troppo breve per soddisfare tutte le richieste di prova della terapia. Associati Fisiomed con un’iniziativa davvero apprezzata ha gratuitamente elargito gli intervenuti col “Bemer” che nei giorni precedenti erano stati prenotati. Per i medici ed i tecnici del centro medico che lavorano con il “Bemer” ci sarebbero voluti più giorni per soddisfare tutti. L’occasione naturalmente è stata anche proficua per una accurata informazione sul “Bemer”. Tre signore che hanno usufruito del servizio, Tamara, Nina e Noemi dopo il trattamento sono state da noi intercettate per registrare le loro impressioni. Anzitutto sono rimaste soddisfatte per l’estrema semplicità del trattamento, recependo poi le informazioni ed intuendo l’azione dell’apparecchio sono animate da buone aspettative. Lo stress e la mancanza di un sonno regolare sono proprio i problemi accusati dalla signora Tamara con una progressivo gonfiore delle gambe durante la giornata ed una sensazione di stanchezza. La signore Nina e Noemi invece hanno voluto provare il “Bemer” perché da qualche tempo notano un cambiamento e rallentamento della circolazione dei capillari.
Perché tanto interesse per questa terapia innovativa? Lo stress intenso, la carenza di sonno, un'alimentazione inadatta, cattive abitudini di vita, malattie ed il naturale processo di invecchiamento, rallentano il movimento di pompaggio dei microvasi.
Questo è un problema che riguarda circa l’83% della popolazione italiana. Il movimento troppo lento delle cellule del sangue impedisce l'efficace svolgimento della loro funzione. L'irrorazione dei tessuti e degli organi è insufficiente e, col passare del tempo, causa la riduzione delle prestazioni fisiche e mentali, dolori, disturbi dell'umore e malattie.
La Terapia fisica vascolare BEMER può contribuire efficacemente a contrastare il rallentamento della vasomozione. Mediante una stimolazione basata su specifici segnali (emessi con l'ausilio di onde elettromagnetiche) BEMER favorisce il movimento di pompaggio dei microvasi normalizzando il flusso sanguigno e ripristinando l'approvvigionamento delle cellule del corpo.
Ne consegue che tutte le cellule possono riprendere a lavorare adeguatamente, possono riprendere a debellare le malattie, combattere il dolore, guarire le ferite, rifornire il corpo di energia per le varie prestazioni fisiche e mentali e ripristinare il benessere generale.
Un ulteriore occasione per tutti cittadini ed in questo caso in particolare le donne per una buona informazione, anche questa organizzata dal centro medico Associati Fisiomed di Sfrozacosta sarà a Civitanova Marche Alta il 18 febbraio dalle ore 15.50 presso la Galleria Centofiorini. Il centro ha deciso di organizzare con il patrocinio del comune di Civitanova Marche ed in collaborazione con Artep un incontro gratuito ed aperto a tutti sul benessere femminile dal titolo “La prevenzione: un atto d’amore”. Saranno presenti diversi specialisti per parlare della prevenzione e del benessere nella sfera femminile
“La memoria dei martiri delle Foibe va tenuta viva, il Giorno del Ricordo deve essere occasione per riflettere su quella che è stata una tristissima pagina di storia”.
Lo sottolinea l’amministrazione comunale di San Severino Marche che ha deciso di unirsi e partecipare a tutte le iniziative che ricordano la solennità civile nazionale, istituita con legge del 30 marzo 2004, per ricordare le drammatiche vicende che avvennero a cavallo del 1945 e che videro torturate e uccise almeno diecimila persone a Trieste e nell'Istria per mano delle milizie e dei fiancheggiatori del dittatore Tito. Soprattutto italiani, ben cinquemila, ma anche sloveni e croati, subirono atroci torture e vennero gettati, alcuni dopo essere stati fucilati altri ancora vivi, dentro le “foibe”, cavità naturali presenti sull'altipiano del Carso triestino ed in Istria.
Venerdì 10 febbraio, presso il ristorante La Filarmonica di Macerata (inizio ore 20.30), si terrà un incontro con il prof. Emanuele Tondi dal titolo “I terremoti dell’estate-autunno 2016 in Italia centrale : dall’emergenza alla prevenzione”.
Dopo i saluti del sindaco di Macerata Romano Carancini, il Direttore della sezione di geologia della scuola di scienze e tecnologie dell’Università di Camerino spiegherà le caratteristiche dei terremoti che si sono verificati nel centro Italia da agosto 2016 in poi con la consueta chiarezza che lo caratterizza.
Per il docente di Unicam fondamentale è la tematica della prevenzione che “resta l’unico modo per difendersi dai terremoti“.
Tondi da sempre afferma che è importante sapere dove un evento sismico potrà avvenire e ritiene uno strumento fondamentale in questo senso la carta di pericolosità sismica: essa che permette di individuare le aree piu’ pericolose rispetto ad altre, dove poter dunque concentrare l’attività di messa in sicurezza prima che si verifichi un terremoto, e non dopo.
Introdurrà l'incontro e dialogherà con il professor Tondi, il direttore di Picchio News Roberto Scorcella. L'ingresso alla conferenza è libero e aperto a tutta la cittadinanza. Per chi non avesse la possibilità di intervenire, ci sarà la possibilità di seguire la conferenza in diretta streaming all'indirizzo www.picchionews/tv
Nella tarda serata di ieri è stato promulgato dal Presidente della Repubblica il nuovo decreto legge sulla ricostruzione post sisma nel suo testo definitivo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 febbraio 2017 e rubricato “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017”.
Il provvedimento, di cui sono stati indicati gli elementi centrali in nostro un articolo lo stesso 2 febbraio 2017, nello specifico modifica la legge 229/2016 di conversione del decreto 189/2016 introducendo diverse novità tra le quali:
in primis “l’immediata effettuazione di un piano finalizzato a dotare i Comuni della microzonazione sismica di III livello e prevedendo l’affidamento degli incarichi da parte dei Comuni ad esperti di comprovata esperienza in materia iscritti nell’Elenco speciale”.
Ricordiamo al riguardo che la microzonazione sismica consiste in studi attraverso i quali è possibile individuare e caratterizzare le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazione locale e le zone soggette a instabilità, quali frane, rotture della superficie per faglie e liquefazioni dinamiche del terreno. Gli studi di Microzonazione Sismica hanno come obiettivo quello di razionalizzare la conoscenza sulle alterazioni che lo scuotimento sismico può subire in superficie, fornendo informazioni utili per il governo del territorio, per la progettazione, per la pianificazione per l’em Lo studio di Microzonazione Sismica è uno strumento conoscitivo dalle diverse potenzialità, che ha costi differenti in funzione del livello di approfondimento che si vuole raggiungere:
- il livello 1 è un livello propedeutico ai veri e propri studi di MS, in quanto consiste in una raccolta di dati preesistenti, elaborati per suddividere il territorio in microzone qualitativamente omogenee
- il livello 2 introduce l’elemento quantitativo associato alle zone omogenee, utilizzando ulteriori e mirate indagini, ove necessarie, e definisce una vera carta di MS
- il livello 3 restituisce una carta di MS con approfondimenti su tematiche o aree particolari.
Venendo poi alle altre novità principali previste nel decreto, riguardo alla compilazione delle schede Aedes viene eliminato (articolo 12) il limite di assunzione degli incarichi (30) né rilevano i criteri per evitare la concentrazione di incarichi in capo alla stessa persona.
Il provvedimento prevede poi in materia di opere di urbanizzazione, ai fini di velocizzare il tutto, un’anticipazione fino al 30% dell’importo per la loro realizzazione.
Per quanto riguarda gli appalti per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, delle strutture abitative d’emergenza, dei moduli provvisori per attività economiche e rurali, le Regioni colpite dal sisma vengono individuate a tali fini Stazioni appaltanti e le stesse provvedono a sorteggiare all’interno dell’Anagrafe antimafia cinque operatori economici tra i quali poi procedere all’aggiudicazione delle opere in base al criterio del prezzo più basso.
L’articolo 4 invece fissa al 31 luglio 2017 il termine ultimo per presentare la documentazione relativa alla domanda di richiesta dei contributi.
In materia di rifiuti si stabilisce che i Presidenti delle Regioni entro il 1 marzo 2017 il piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dalla ricostruzione.
L’articolo 13 prevede la possibilità per i Comuni di acquisire all’edilizia pubblica degli immobili disponibili da destinare a chi ha casa nella zona rossa oppure dichiarata inagibile con esito E o F.
Sono previste poi misure a sostegno delle fasce deboli della popolazione – nel limite di 41 milioni di euro per l’anno 2017 - in base agli indicatori ISEE (reddito non superiore a 6000 euro) e dunque forse troppo bassi, nonché esenzioni fiscali per le aziende residenti nei territori colpiti dal sisma, in una sorta di zona franca fiscale limitata però in quanto esclude le aziende non residenti ma con l’intenzione di investire nelle aree terremotate e che di conseguenza andrebbero premiate con le medesime esenzioni.
Specifiche misure economiche sono previste inoltre (articolo 14) per il sostegno alle aziende agricole, agroalimentari e zootecniche.
Infine è previsto il potenziamento del personale tecnico ed amministrativo per le amministrazioni pubbliche sia comunali che regionali, anche tra esperti di livello universitario, oltreché un aumento dell’organico a disposizione del Commissario Straordinario e vengono stanziate delle risorse economiche a favore del Dipartimento di Protezione civile.
Debbo chiedere pubblicamente scusa a Vasco Errani. Lo faccio prontamente da questa rubrica e senza attenuante alcuna. Solo qualche giorno fa l’ho accusato di appesantire gli iter burocratici, senza nessuna ragione plausibile. Sbagliando ancora, ho anche molto criticato l’impianto normativo sul terremoto, soggetto a diverse verifiche da parte di alcune autorità di controllo. L’assunto delle mie critiche si basava e faceva forza sulla correttezza e sul profondo senso di responsabilità dell’intera comunità marchigiana. Una percezione, questa, che si è rivelata completamente distorta e sbagliata. Non solo annullata, ma addirittura completamente ribaltata da un recentissimo studio effettato da una autorevole testata giornalistica regionale sull’abuso dei medicinali nel post sisma. In particolare di Viagra. Davvero un’autentica vergogna, come segnalavano qualche giorno fa le locandine pubblicitarie, disseminate per ogni dove, dello stesso giornale.
Do ovviamente per scontato che questo studio, prima di essere pubblicato, sia stato realizzato con rigorosissimi criteri scientifici. Sarebbe infatti da pazzi solo pensare di dare alle stampe determinati numeri e percentuali se non si hanno in mano inattaccabili riscontri oggettivi e certosine tabelle con quantità e qualità del campione intervistato. Soprattutto se esso studio offre uno spaccato discutibilissimo dei marchigiani. Pronti ad approfittare, come si evince dagli articoli a corredo, pure delle altrui disgrazie. In questo caso per fare incetta - come ampiamente dimostrato - di pillole blu, a tutti note per le capacità di far fronte, in erotici diletti, al non trascurabile problema della disfunzione erettile. Certo è che se nei numerosi articoli, si fosse fatto riferimento agli autori e ai criteri matematici utilizzati nel lavoro di ricerca sarebbe stato meglio per tutti. Del resto parole che si trasformano in pietre come: beffa, vergogna, delusione, farmacie prese d’assalto e sanità deviata non si utilizzano se non si ha nel sacco una granitica certezza sull’inoppugnabilità del lavoro effettuato. Studio corroborato, peraltro dagli autorevolissimi pareri della dirigente regionale della sanità, Lucia di Furia e del segretario regionale del PD Francesco Comi, che definisce il fenomeno dell'abuso di medicine "ingiusto e intollerabile.”
Quindi la notizia di cui dobbiamo – ahimè – prendere realisticamente atto è che moltissimi nostri concittadini, con la scusa del terremoto, stanno addirittura abusando dei medicinali. Se è così oggi, figuriamoci cosa accadrà quando verrà il momento della vera e propria ricostruzione. Se tanto dà tanto, e con questi presupposti, chiedere di mettere un freno alla burocrazia e ai controlli, non solo diventa impossibile, ma suonerebbe come un’autentica provocazione: quasi un istigazione a delinquere! Anzi, visto questo odioso e prontamente documentato precedente, occorrono più verifiche e maggiori controlli. Se c’è chi oggi si approfitta delle medicine, quando sarà il momento di scavi, mattoni, piastrelle ed infissi, ci troveremo verosimilmente in presenza di un pericoloso suk afgano, popolato da malavitosi e malfattori da far impallidire Alì Babà e i quaranta ladroni. Il biglietto da visita che abbiamo offerto con i medicinali richiede dunque e senza indugi la pronta presenza di numerosi gendarmi in ogni angolo del territorio. Possibilmente armati di carabine e dotati anche dei desueti, ma sempre efficacissimi schiavettoni.
A me resta l’amaro in bocca per aver combattuto fino ad oggi una battaglia dalla parte sbagliata. Ma con la stessa onestà intellettuale con la quale chiedo apertamente scusa a Errani, ribadisco la mia totale buona fede in proposito. Buona fede che, nonostante le risultanze dell’approfondita indagine scientifica del noto quotidiano regionale, mi porta ancora a scrivere (e se ve ne fosse bisogno anche a giurare) sulla correttezza della totalità dei marchigiani. Soprattutto in circostanze drammatiche come questa che stiamo vivendo. Di tutti, terremotati e non. D’altra parte al cuore non si comanda e così come l’amore cieco verso una donna - ancorchè fedifraga - riesce a far velo anche sulla vera e cruda realtà, allo stesso modo uno studio – per quanto documentato e scientificamente avvalorato – non riuscirà a farmi cambiare la stima e l’impagabile considerazione che ho dei miei conterranei.
Ieri, mercoledì 8 febbraio, molti cittadini del quartiere Pace, a Macerata, si sono riuniti spontaneamente nei locali della parrocchia “Santa Maria della Pace” per discutere dei ripetuti furti subiti.
Negli ultimi anni è andata persa quella sicurezza che nella nostra Macerata ci faceva tenere le chiavi sulle porte di casa; i tagli ai pattugliamenti delle forze dell’ordine (Polizia e Carabinieri) hanno ridotto al minimo la sorveglianza del territorio. Si parla da tempo dell’istituzione del vigile di quartiere, ma non se ne conoscono i tempi di attuazione.
La legislazione vigente in materia sembra tutelare di più gli aggressori che gli aggrediti. L’esasperazione ha portato alla volontà di creare spontaneamente un comitato per avviare una serie di iniziative volte a una maggiore attenzione alla sicurezza delle nostre famiglie.
Si è già provveduto a creare un gruppo Whatsapp per lo scambio di segnalazioni; si utilizzeranno applicativi tipo “altolà” che in tempo reale verifica le targhe delle auto. È inoltre emersa la volontà di ritrovarsi periodicamente per un’attenzione costante sulla problematica e programmare nuove iniziative.
Il filo conduttore di tutto l’incontro è stata la certezza di non voler rimanere inermi e rassegnati di fronte ad un diritto fondamentale come la sicurezza delle nostre abitazioni, minacciate costantemente da continue ruberie.
È stata ultimata in questi giorni la pulizia della scarpata del primo tratto del viale della Rimembranza a Civitanova Alta. Ne hanno dato notizia oggi pomeriggio gli assessori Francesco Peroni (Commercio, con delega alla Città Alta) e Gustavo Postacchini (Urbanistica) sottolineando che gli interventi per la sistemazione del secondo tratto proseguiranno con l'arrivo della bella stagione.
In concomitanza sono stati sistemati i cassonetti dei rifiuti ubicati lungo la carreggiata. Nella postazione dell'isola ecologica, dove spesso vengono conferiti oggetti in maniera impropria, sono previsti maggiori controlli e in futuro sarà posizionata una telecamera per la videosorveglianza atta a disciplinare comportamenti errati di abbandono dei rifiuti da parte delle utenze private e commerciali.
La razionalizzazione degli spazi dei bidoni ha permesso di ricavare altri due parcheggi per le automobili. Inoltre sono state posizionate quindici stazioni di avvelenamento per topi, interamente ricaricate da una settimana.
Gli assessori Peroni e Postacchini hanno poi precisato che i lavori di consolidamento di Porta Marina stanno procedendo senza interruzioni, anche in questi giorni di maltempo. L'obiettivo, come già annunciato, è quello di vedere ultimato il restauro entro il mese di marzo, in base alla gara di appalto.
Dal 30 aprile al 30 giugno per arrivare al 31 dicembre 2017 ed eventualmente anche oltre fino alla fine dell’emergenza: le prime due sono le date di disponibilità date degli albergatori della costa per le persone provenienti dalle zone terremotate. Il 30 aprile sono scaduti i 180 giorni della durata dello stato di emergenza dichiarato. Lo stesso potrà poi essere prorogato una sola volta per altri 180 giorni.
L’ultima data invece, ovvero 31 dicembre 2017 (e anche oltre), parrebbe essere la data richiesta dalle autorità preposte, sotto forme non ufficiali, dell’ennesimo posticipo della permanenza degli sfollati nelle strutture al mare.
Stefano Mei, titolare dell’albergo Velus a Civitanova Marche e probabile candidato sindaco del Comune, è preoccupato per vari motivi: nessuno costringe ovviamente gli albergatori, ma dal punto di vista umano viene posta su di loro tutta la responsabilità sulla collocazione di persone che ormai conoscono e con cui condividono la quotidianità e per le quali tra l’altro percepiscono soltanto 40 euro al giorno e, laddove non ci sia il ristorante, devono ricomprendervi anche il cibo per il pranzo e la cena (almeno 10 ero al giorno).
Al riguardo nella provincia di Macerata i soldi stanno arrivando ora, mentre nella provincia del fermano i pagamenti sono già stati effettuati.
“Ormai giochiamo a carte insieme la sera e siamo diventati una piccola famiglia”, ci riferisce Mei. “Dispongo di 24 camere e 48 posti letto ed ospito 27 sfollati”.
“Ma si può vivere in un albergo per un periodo limitato. E’ comunque un piccolo spazio rispetto ad un’abitazione e soprattutto non è una casa”.
Anche per gli animali che hanno lasciato nelle zone terremotate (cani, gatti e altri) la responsabilità non è assunta dalle autorità, ma dai volontari che ogni giorno partono dal mare per accudirli.
“Devo inoltre rifiutare le richieste di rappresentanti ed operatori commerciali ed ora anche dei turisti per Pasqua ed il primo periodo estivo”. Continua Mei.
Si ricorda infatti che luoghi come Civitanova Marche, oltre ad avere un fiorente turismo, sono caratterizzati da molte attività economiche e commerciali che fanno sì che la città viva sia d’estate che d’inverno. E gli alberghi sono pochi in relazione alla domanda che ogni anno permette di far lavorare tutti.
Il problema si pone per i mesi di luglio e agosto, piena stagione turistica, poi a settembre i terremotati potrebbero tornare. Se infatti si perdono le prenotazioni esterne di quest’anno, di questo si avrà una ricaduta pesantissima nell’anno 2018 perché i turisti avranno ormai scelto altre strutture. Il rapporto tra clienti ed albergatori è infatti di tipo fiduciario e laddove ci si trovi bene poi si ritorna.
Nei camping la situazione degli sfollati è migliore dal punto di vista della qualità della vita, ci spiega il titolare del Camping La Medusa di Porto Recanati, perché si dispone di bungalow indipendenti. Ma dal punto di vista del sacrificio richiesto ai gestori in termini economici è lo stesso degli alberghi. Il camping ospita attualmente 180 persone terremotate, mentre il Camping Holiday a Porto Sant’Elpidio, di proprietà del cognato, ne alloggia ben 500.
Anche volendo spostare queste persone, che non sono pacchi postali, quale luogo potrebbe ospitarne così tante?
Gli enormi ritardi nella gestione dell’emergenza nelle zone montane stanno mettendo seriamente in pericolo l’economia della costa: turismo e consumi in negozi, ristoranti e outlet.
Non arriveranno le famigerate casette? Dove andranno gli sfollati? Chi risarcirà le strutture ricettive da un danno che potrebbe essere irreparabile?
Questo è un problema enorme e gravissimo: gli enti preposti, in questo caso la Regione Marche, devono assumersi le proprie responsabilità e deve prevenire già da ora il crollo di tutto un sistema economico che si estende, nella provincia di Macerata, dai monti fino alle zone di mare.
Ancora lavori a Tolentino per rendere più accogliente e vivibile il villaggio container di via Colombo, dove hanno trovato solidarietà le famiglie che hanno la propria casa inagibile a causa del terremoto.
Per venire incontro alle tante persone che hanno scelto di vivere nel villaggio, il sindaco e la giunta hanno autorizzato la realizzazione di un impianto tv nelle singole unità abitative delle tre aree attualmente funzionanti. Inoltre, per la funzionalità e la sicurezza dei moduli, le tre aree saranno dotate anche di un impianto di segnalazione degli incendi.
La spesa rientra in quella del progetto generale degli impianti elettrici e già approvato e finanziato con i fondi del sisma.
Va inoltre segnalato che Sky ha regalato televisori, decoder e pacchetti di abbonamento per gli sfollati che vivono al villaggio container (ANSA).
Il prossimo 13 febbraio, il Rewind di Tolentino con inizio alle 20.30, ospiterà una cena solidale il cui ricavato andrà interamente devoluto per finanziare il progetto di educazione ambientale dell’agriturismo “La quercia della memoria di San Ginesio” che permetterà a quest’ultimo, con lo stabile inagibile, di continuare la propria attività in una yurta, tenda mobile in legno con una copertura in lana di pecora.
Ad organizzare l’evento sono l’agriturismo Agra Mater di Colmurano, agriturismo Coroncina di Belforte del Chienti, Galliano pizzeria ristorante chalet di Civitanova Marche, agriturismo Ponterosa di Morrovalle.
"I prodotti – dicono gli organizzatori – saranno acquistati in aziende colpite dal sisma perché la filiera che difendiamo e sosteniamo ogni giorno non è solo quella agro alimentare, ma anche quella della solidarietà. La cena si svolgerà al Rewind di Tolentino, una delle città dove il terremoto ha causato molti danni. Vogliamo aiutare senza abbandonare i luoghi del sisma, ma anzi popolandoli e promuovendoli".
Per prenotazioni 366/9238075.
Marco Massei, vicepresidente del comitato per la salvaguardia dell'ospedale Bartolomeo Eustachio, lancia il suo appello con un video per la situazione del nosocomio settempedano. Le sue parole sono principalmente indirizzate al presidente della Regione Ceriscioli e all'assessore alla sanità Sciampichetti.
"Alcuni servizi non sono partiti, ci è stato tolto il punto nascita in modo assolutamente ingiusto e assistiamo a un ridimensionamento continuo, che si attua o con la spoliazione dei servizi o con il non rimpiazzamento dei medici che vanno in pensione o che vengono trasferiti in altre zone." dichiara Massei nel suo video "A questo punto, alla luce dei recenti fatti, tragici, del terremoto, ci suona come un fatto gravissimo, quasi, mi permetto di dire, sembra un atto di sciacallaggio ai danni delle popolazioni terremotate dell'entroterra e in particolare a quelle che si rivolgono al nostro nosocomio".
La preoccupazione più grande riguarderebbe quindi la situazione dell'entroterra nel post terremoto, il diminuire dei servizi crea solo altri problemi a persone che già hanno molto di cui preoccuparsi. Secondo Massei è necessario c'è uno squilibrio tra la zona dell'entroterra maceratese e il restante della regione per ciò che riguardano scuola, sicurezza e, soprattutto, sanità: "Questo deve avvenire, perché altrimenti si creano come ho accennato in alcuni casi dei cittadini con diritti diversi, dei cittadini di serie A, che stanno nelle zone privilegiate, di serie B che stanno nelle zone dell'entroterra e di serie C mi permetto di aggiungere che sono i terremotati privi di ogni possibile tutela, spogliati di tutto".
La richiesta è quella di poter vivere nelle zone di origini nel migliore dei modi partendo proprio da cosa ha comportato la riforma sanitaria dopo un anno di attuazione e in un perido come questo di emergenza, per questo Massei ha indetto una pubblica assemblea a cui tutti sono invitati a partecipare, soprattutto Ceriscioli e Sciampichetti.
I tanti danni creati dal sisma lasciano segni indelebili nella vita delle comunità colpite.Fra tante macerie, fisiche e psicologiche, germogliano, però, anche bellissime testimonianze di solidarietà: criticità che si trasformano in opportunità! E’ quanto accaduto fra Treia e la comunità di Cazzago Brabbia, piccolo comune in provincia di Varese, posto sulle sponde dell’omonimo lago.
Gli amici di Cazzago Brabbia, come racconta padre Luciano Genga, “hanno conosciuto il disagio del Santuario del SS. Crocifisso, subito dopo la grande scossa del 30 ottobre 2016, tramite un articolo comparso sulla stampa locale e hanno sposato subito la nostra causa con grande generosità ed entusiasmo”.
Infatti il 30 novembre, una delegazione della parrocchia varesina è venuta in visita a Treia per consegnare un’offerta di 3.000,00 euro raccolta da una iniziativa della loro comunità e, constatando i disagi causati dal sisma, si sono subito resi conto delle varie necessità da fronteggiare.
Fra queste, l’impossibilità di far suonare le campane del SS. Crocifisso per il grave danno subito dal complesso del Santuario: questo li ha spronati a donare un impianto in grado di sostituire il suono delle campane; poco prima di Natale, il 22 dicembre scorso, sono tornati a Treia con il nuovo impianto, “dicendoci che non potevamo stare senza “la voce di Dio”, sottolinea padre Luciano Genga.
Ma la generosità della comunità di Cazzago Brabbia non si è esaurita in questi nobili gesti: infatti, dopo l’accertamento della inagibilità dei piani superiori del convento e il venir meno della possibilità di utilizzare gli spazi del Convento, si sono messi in moto per reperire moduli sostitutivi: tramite la regione Lombardia, e, nello specifico, grazie all’assessore Francesca Brianza, sono riusciti a farci avere alcuni moduli, consegnati dalla protezione civile della Lombardia il 21 gennaio scorso. Gesti di grande attenzione e generosità che hanno creato un legame solido fra la comunità di Cazzago Brabbia e Treia.
Per rinsaldare questo legame, sabato 4 febbraio il sindaco di Treia Franco Capponi e padre Luciano Genga, accompagnati da tre amici della confraternita del SS. Crocifisso, Dino Branchesi, Carlo Paoli e Armando Giacomini, sono stati accolti dall’amministrazione comunale e dalla parrocchia di Cazzago Brabbia; è stata l’occasione per condividere con la comunità questa bellissima esperienza e per ringraziare per l’aiuto che, in questi mesi di emergenza sisma, è stata offerta al Santuario treiese.
La visita a Cazzago Brabbia ha rappresentato un momento molto significativo, per chi ha donato e per chi ha ricevuto; una giornata intensa in cui la comunità varesina ha potuto conoscere più da vicino la situazione attuale del santuario e dell’intera Città di Treia, anche tramite foto e immagini dei gravi danni riportati non solo dal santuario del SS. Crocifisso ma anche da moltissimi beni che fanno parte del patrimonio pubblico e privato della Città di Treia, come ampiamente illustrato dal sindaco Capponi. Un momento forte di condivisione delle difficoltà, ma anche dalla voglia di ripartire con rinnovata energia. Nelle parole del Sindaco di Cazzago Brabbia si legge tutta la solidarietà e la vicinanza alla comunità treiese e alla Città di Treia, annoverata fra i borghi più belli d’Italia: il maltempo di domenica scorsa, si legge in un suo messaggio, è stato un ostacolo, ma “voi siete avvezzi ad affrontare situazioni ben più gravi e difficili”.
“Siamo sicuri che Treia risorgerà più bella e più forte di prima! La vostra, la nostra presenza qui testimonia questo ottimismo della volontà e la nostra piccola comunità vuole esprimere con voi solidarietà, amicizia e fiducia nel futuro”.
La celebrazione eucaristica, presieduta da padre Luciano Genga e l’incontro con la comunità di Cazzago Brabbia, alla presenza del Sindaco ing. Emilio Magni, sono stati i momenti forti di una giornata che ha visto rinsaldare il bellissimo legame che unisce due cittadine, distanti fisicamente ma legate da una amicizia destinata a sviluppare solide radici.
Significativa la riflessione di Padre Luciano Genga in questa circostanza: “Sempre di più il Signore mi sta facendo sperimentare la Sua grande Provvidenza. Infatti, se nei momenti più difficili della nostra vita continuiamo a fidarci, Lui sempre ci farà sentire la Sua presenza in particolare attraverso i tanti volti di fratelli e sorelle che incontriamo nella nostra strada. Ringrazio ancora di vero cuore, a nome di tutti, la comunità di Cazzago Brabbia e rinnovo ancora l’invito a venire a trovarci nel nostro Santuario che ormai è diventato a pieno titolo anche il loro! Grazie, grazie, grazie! Il Signore vi benedica e vi dia pace”.
Il Sindaco di Treia, Franco Capponi, ha voluto esprimere al sindaco di Cazzago Brabbia un particolare ringraziamento per la testimonianza di autentica solidarietà offerta alla comunità francescana, alla Città di Treia e a tutti i treiesi.
“La distanza fisica che ci separa” si legge nelle parole del Sindaco “è pienamente colmata dal calore e dalla vicinanza che abbiamo percepito con i Vostri concreti segni di aiuto.
Il dono della apparecchiatura, simbolicamente denominata “La Voce di Dio”, che la Vostra parrocchia ha inteso offrire al Santuario del SS. Crocifisso, autentico punto di riferimento per i fedeli marchigiani, unitamente alla preziosa intermediazione per ottenere i moduli sostitutivi per la comunità francescana, sono gesti di grande valore, che rafforzano e danno linfa al desiderio di riprendere un cammino che gli eventi sismici hanno solo sospeso.
La tenacia e la laboriosità dei treiesi aiuterà a risolvere questi momenti difficili; tuttavia, poter contare su gesti concreti come i Vostri alimenta la certezza che valga la pena di lottare per recuperare pienamente l’integrità e la bellezza dei nostri luoghi”.
Una nuova scossa di terremoto è stata registrata questa mattina alle 10.58. L'epicentro è stato localizzato fra Spoleto e Terni a una profondità di 9 chilometri. La scossa è stata distintamente avvertita anche nelle zone delle Marche dove il sisma ormai non dà tregua da diversi mesi.
Ma, a differenza della sequenza sismica precedente, stavolta sembra essersi attivato un nuovo sistema di faglie. A confermarlo è il sismologo Alessandro Amato con un post sul suo profilo Facebook: "Terremoto fra Terni e Spoleto alle 10.58, magnitudo 3.9. Decisamente fuori dalla sequenza iniziata ad agosto 2016. Altro sistema di faglie".
E la situazione, ovviamente, viene costantemente monitorata.
L’azione di solidarietà nazionale di attivismo per aiutare il prossimo di Massimo Pazzaglini e i suoi amici è arrivata anche nel maceratese.
Dopo aver fatto un sopraluogo della situazione in alcune zone terremotate e le loro aziende agricole, Max ha identificato quattro beneficiari a cui ieri ha consegnato fieno e mangime per gli animali nei comuni di Colmurano, San Ginesio e Pievebovigliana.
"I fondi raccolti per comprare i beni donati sono stati raccolti in Romagna" dice Primo Corona di Colmurano, fra i beneficiari della donazione "e consegnati direttamente alle aziende agricole di questi tre comuni. Piccoli gesti che creano grandi emozioni e la speranza di non essere dimenticati soprattutto per questi piccoli agricoltori che, nonostante il sisma, non sono mai finiti sotto i riflettori ma che hanno tantissime difficoltà per portare avanti la loro attività".
Piace alla Presidenza della Repubblica il modello di fiscalità agevolata per i territori colpiti dal sisma elaborato dall’Università di Macerata e dal Comune di Ussita. Il sindaco Marco Rinaldi ha ricevuto, per tramite della Prefettura di Macerata, una telefonata da parte del consulente giuridico per l’area tributaria del Quirinale, che ha espresso interesse e grande apprezzamento per il Modello Ussita, giudicato estremamente concreto e utile per la risoluzione dei problemi che stanno affrontando i Comuni danneggiati, sollecitando a portare avanti tutte le iniziative utili e a fornire aggiornamenti sui futuri sviluppi.
Come spiega il professor Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario a Unimc che ha lavorato alle linee guida, secondo il Modello Ussita il legislatore tributario, in una prospettiva di sviluppo, dovrebbe prevedere misure finalizzate a rendere i territori attrattivi per investimenti e attività da parte di soggetti economici già presenti e per altri che intendano contribuire al progresso economico e sociale delle popolazioni colpite da eventi sismici. In particolare: ricostruire, partendo da una programmazione di alto spessore per tutto territorio che non sia l’iniziativa di un singolo comune; realizzare una pianificazione di iniziative strutturali per garantire un futuro alle nuove generazioni; arginare il fenomeno dello spopolamento; recuperare l’identità territoriale come elemento di sviluppo che non sia alternativo, ma che, in una dimensione plurale, abbia sua dignità e forza propositiva per far rinascere quelle realtà.
“Questi territori rappresentano una connessione forte tra passato e futuro e noi vogliamo costruire il futuro senza abbandonare il passato. L’apprezzamento della presidenza della Repubblica è uno sprone autorevole per continuare a lavorare su questo progetto”, è il commento del rettore Francesco Adornato.
E' nato tutto per gioco, qualche mese fa, quando insieme ad un'amica ne hanno iniziato a parlare per la prima volta. Questa le prepara un volantino e la cosa è piaciuta così tanto che sono arrivate fin da subito molte richieste.Parliamo di Emanuela Sagripanti, titolare di un negozio di sartoria a Montecosaro, che non aveva mai pensato di dedicarsi all'insegnamento, nonostante ne abbia di cose da dire, data la sua lunghissima esperienza nel settore e la forte passione ed amore per questo lavoro.Da quella cosa scherzosa sono nate le prime idee e si è iniziato a pensare più seriamente al progetto. Il primo passo è stato trovare una sede dove svolgere le lezioni che è stata gentilmente concessa da un'amica, mentre un fornitore le ha fatto avere dieci macchine da cucire. A questo punto, una volta stilato un programma, era tutto pronto per iniziare.Lunedì scorso si è tenuta la prima lezione a cui ne seguiranno altre undici e come orario, per cercare di accontantare un po' tutte, si è scelto quello serale, dalle 21 alle 23. Dovevano essere presenti dieci ragazze ma se ne sono aggiunte quattro all'ultimo momento che, appena saputo, non hanno voluto assolutamente mancare.L'età delle allieve è sulla fascia dai 20 a 40 anni, abbastanza giovani. Alcune lavorano in proprio, altre studiano ma la maggior parte è composta da casalinghe e mamme a tempo pieno. La cosa che le unisce è la voglia di imparare questo mestiere che sta sempre più scomparendo tra le nuove generazioni.Il programma è iniziato dalle basi, dall'attaccare un bottone ed è proseguito con gli automatici, i "sotto punti" e tutto quello che possa servire a livello domestico. Si passerà poi nei prossimi incontri a cose più impegnative come il cartamodello, sviluppare una gonna dalla sagoma al taglio, dalla messa in prova fino a completarla.Tutti i materiali e gli strumenti tecnici sono forniti da Emanuela che, se all'inizio sembrava un po' scettica, adesso appare invece molto soddisfatta di questa iniziativa e si dice addirittura speranzosa di poter replicare il corso e perché no, di avere anche qualche uomo come allievo.
“Sinergia” è senz’altro la parola d’ordine delle aziende che rientrano nell’Ato 3, l’ambito territoriale di Macerata (in cui sono organizzati i servizi pubblici integrati come ad esempio quello idrico o quello dei rifiuti) e che hanno fronteggiato l’emergenza sisma prima e l’emergenza neve poi.
Per quanto riguardo il servizio idrico integrato, normalmente l’Ato ha lo scopo di garantire un ottimale approvvigionamento d’acqua potabile, privilegiando la qualità pur salvaguardando le risorse idriche nel rispetto per l’ambiente.
Quella del terremoto, soprattutto del 30 ottobre, è stata un’emergenza drammatica anche per quanto riguarda il servizio idrico, ma sotto il coordinamento di Confservizi Cispel Marche (che associa aziende ed enti che gestiscono diversi servizi) e grazie ad un grande spirito di collaborazione si è riusciti ad evitare tragedie ben più gravi. A darne conto, il direttore dell’Ato 3 Massimo Principi e il responsabile tecnico Daniele Nardi: “Subito dopo il sisma del 30 ottobre – raccontano – a Pieve Torina si era verificata una perdita d’acqua e diverse aziende, coordinate da Confservizi, sono intervenute per rintracciarla e risolvere il problema. In questo contesto è intervenuta anche l’Apm di Macerata e, il giorno seguente, l’Assm di Tolentino”.
Non solo a Pieve Torina ma anche negli altri comuni colpiti è stato necessario monitorare la potabilità dell’acqua: “La situazione doveva sempre essere aggiornata – spiegano – e tutte le aziende intervenute si sono mosse in maniera coordinata anche per quanto riguarda le analisi in laboratorio dei campioni d’acqua. Con il nostro ufficio tecnico invece, ci siamo resi disponibili per la corretta individuazione dei punti di smaltimento delle macerie”.
L’efficacia degli interventi in fase emergenziale, secondo Nardi e Principi è stata senz’altro dovuta al lavoro in sinergia di tutte le aziende: “Il nostro territorio è gestito da tante diverse realtà – sottolineano – ma abbiamo visto che questo tipo di collaborazione porta buoni frutti. Da anni perseguiamo l’obiettivo di un gestore unico e se l’Ato riesce ad avere il supporto delle aziende allora il lavoro diventa ancora più efficace. L’intervento tempestivo ha evitato disagi ancor più gravi non solo alle persone ma anche agli animali”.
(Nella foto, da sinistra Massimo Principi e Daniele Nardi)
Pioggia in arrivo sulle Marche con la possibilità di smottamenti e dissesti a causa della saturazione dei terreni dovuta alle precipitazioni dei giorni scorsi. E' l'indicazione dei un avviso di condizioni meteo avverse e di un avviso di criticità idrogeologica, diramati dal Centro funzionale della Protezione civile regionale, valido dalle 12 di domani alle 12 di venerdì 10 febbraio.
Le piogge saranno diffuse, anche a carattere di rovescio, più insistenti nella zona collinare e montana centromeridionale con cumulate moderate e localmente elevate. La criticità idrogeologica e idraulica è moderata (il livello inferiore alla criticità elevata) per le zone della costa e dell'entroterra delle province di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, ordinaria per costa ed entroterra delle province di Ancona e Pesaro Urbino.
"Oltre 100 mila sopralluoghi svolti, più di 50 mila le scosse in questi mesi. Se avessimo dovuto scrivere un film dell'orrore, non avremmo potuto immaginare una sequenza così devastante". Così Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, parlando a margine dell'inaugurazione della nuova sede del Municipio di Visso, in località Palombare, primo comune fra quelli terremotati del Centro Italia ad avere una nuova struttura.
"Ora sono due i problemi primari da risolvere - ha aggiunto Curcio -, lavoriamo per dare risposte immediate per i fabbisogni delle zone rosse e per la determinazione delle aree adatte in prossimità dei luoghi colpiti. Vogliamo che il Centro Italia viva". "Da oggi torniamo in condizione di lavorare - ha commentato il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini. Non si può ricostruire senza gli strumenti adatti e questa sede provvisoria è un primo passo. La ricostruzione deve partire dalle persone''.
(Foto Ansa)
Il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani è arrivato questa mattina a Tolentino per incontrare il sindaco Giuseppe Pezzanesi. Al centro del colloquio, la richiesta fatta dal primo cittadino tolentinate di utilizzare i sopralluoghi fatti a suo tempo dai tecnici comunali come schede Fast in modo da poter dar modo di iniziare la cosiddetta ricostruzione leggera in tempi brevi e far rientrare a casa migliaia di tolentinati nel giro di pochi mesi.
La richiesta, fra l'altro, era stata fatta esplicitamente anche da alcuni rappresentanti delle delegazioni che la scorsa settimana a Roma hanno incontrato i parlamentari del Partito Democratico i quali si erano impegnati ad interessarsi della cosa.
"Chiediamo ancora una volta di non dover ricominciare con le verifiche degli stabili e quindi di poter utilizzare le schede già compilate da tecnici autorizzati, ovvero del gran lavoro svolto dai nostri tecnici, dai tecnici degli ordini e dai dipendenti comunali che a vario titolo hanno elaborato le stesse pratiche in tutti questi mesi.
Di queste nostre ferme intenzioni abbiamo debitamente informato i vertici nazionali e regionali della gestione dell’emergenza sisma, e ci auguriamo che il buon senso prevalga ancora una volta e che non venga vanificato di conseguenza tutto il lavoro svolto fino ad oggi" aveva scritto Pezzanesi alla fine di gennaio. E sembra che ci siano buone possibilità che questa richiesta possa essere accolta. Il semplice fatto che Errani sia arrivato a Tolentino per discutere della cosa, lascia intendere quantomeno un interesse concreto.