"Nelle Marche su 90.500 domande di sopralluogo quelli effettuati dall'ufficio della ricostruzione sono 67 mila, mentre 37.500 quelle realizzate in Umbria, poco meno di 31 mila in Abruzzo, circa 20.500 nel Lazio. Numeri che descrivono un'operazione imponente messa in piedi dai tanti tecnici volontari e per questo noi ringraziamo gli ordini professionali per il ruolo che hanno avuto in questa fase''.
Lo dice l'assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, che risponde alle critiche del sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli. ''Se il sindaco Castelli pensa di attaccare la Regione - aggiunge Sciapichetti - in realtà offende i tanti tecnici volontari che in questi mesi hanno lavorato e stanno lavorando a titolo gratuito per la rinascita dei comuni" (ANSA).
"Sarà una Pasqua sotto le tende": lo dice monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, vescovo della Diocesi di Camerino-San Severino Marche al termine dell'incontro mensile con i vescovi del cratere terremotato e il commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani.Incontro che si è svolto nel pomeriggio a Torre del Parco, nel comune di Camerino."Nella mia diocesi si contano 326 chiese danneggiate, di cui 267 in maniera grave e così le celebrazioni della Santa Pasqua saremo costretti a viverle nelle tensostrutture. Tra gli sfollati del sisma ci sono 30 parroci e pure io sono costretto a vivere lontano dalla Diocesi", aggiunge il monsignore. A fornire un quadro più complessivo dei danni al patrimonio ecclesiastico causati dal sisma è monsignor Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica: "Nelle Marche sono un migliaio le segnalazioni di chiese più o meno danneggiate inviate al ministero" (ANSA).
Il maresciallo capo dei carabinieri Cesare Proietti lascia la Stazione di Porto Recanati per approdare in quella di Appignano. E cambia anche il ruolo: infatti, da vice comandante di Stazione a Porto recanati, ad Appignano sarà il nuovo comandante.
Il maresciallo capo Proietti era arrivato a Porto Recanati il 31 dicembre 2009 e sin da subito si è dimostrato un ottimo collaboratore del suo superiore diretto e della scala gerarchica, dimostrando le sue doti di investigatore che gli hanno permesso in questi anni di raggiungere degli ottimi risultati operativi che gli hanno portato il plauso dei Comandanti e la concessione di due Encomi.
Benvoluto e stimato dalla cittadinanza e dalle autorità locali, intorno al maresciallo capo Proietti i colleghi si stringono in un abbraccio simbolico con l’augurio del raggiungimento di nuovi e più soddisfacenti traguardi professionali.
"La ricostruzione la dobbiamo chiamare sviluppo e, una volta completata, ci dovrà consegnare una Camerino migliore di prima": a dirlo è Mario Cucinella, architetto di fama internazionale, che nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Centro operativo comunale, ha illustrato le linee guida che muoveranno il pensiero di come dovrà rinascere la città.
"Il nostro piano dovrà partire da una strategia condivisa da tutti i protagonisti, a partire dalle istituzioni fino ad arrivare all'università, passando per i cittadini" ha aggiunto Cucinella. Da qui l'idea di realizzare "una Casa dei cittadini dove dialogare e confrontarsi e quindi progettare il futuro non solo dal punto di vista urbanistico" ha spiegato. L'architetto ha anche parlato di "far diventare Camerino un esempio di metodo della ricostruzione post sisma, perché se è vero che il terremoto è un dramma è altrettanto vero che deve essere un'opportunità di sviluppo".
A Camerino c'è un'opera straordinaria di Giovan Battista Tiepolo che è l'apparizione della Madonna col bambino a San Filippo Neri, dobbiamo far sì che questo capolavoro torni ad essere visibile a tutti", ha aggiunto Mario Cucinella, l'architetto chiamato a disegnare la ricostruzione di Camerino, nel corso della conferenza stampa in cui si sono illustrate le linee guida che muoveranno il recupero della città della Provincia di Macerata, quasi distrutta dal sisma. "Ci sono opere e monumenti di grande valore storico e artistico che occorre restituire alla gente non tra dieci anni, ma adesso", ha aggiunto Cucinella, sottolineando l'importanza che possono avere questo tesori dell'arte anche "in chiave di richiamo turistico in queste zone". L'architetto e urbanista ha citato il teatro, "che è magnifico e che ora deve rientrare a far parte della quotidianità di questi luoghi.
''I danni che ha subito Camerino non li hanno subiti gli altri centri e oggi la nostra città è un malato in rianimazione che ha bisogno di un'attenzione giusta. Soprattutto c'è la necessità di non sbagliare il percorso da fare da questo momento in poi". È quanto ha detto il sindaco Gianluca Pasqui aprendo la conferenza stampa in cui l'architetto e urbanista Mario Cucinella ha presentato le sue idee per la ricostruzione della città. Pasqui ha ricordato che al momento ci sono 6.200 persone in autonoma sistemazione e 500 ancora negli alberghi della costa, mentre le attività che hanno chiuso dopo il terremoto sono 220.
Riferendosi all'architetto Cucinella, il sindaco ha voluto evidenziare come "sia qui per aiutare Camerino e il suo territorio in modo da individuare il percorso giusto da intraprendere". (Ansa)
Dimenticati da tutti. Anche dagli artisti che all'indomani del sisma de L'Aquila presero parte ad un'iniziativa corale senza precedenti e con la vendita del cd Domani raccolsero quasi 1,2 milioni di euro.
Il 6 aprile, in concomitanza con gli otto anni dal sisma aquilano, abbiamo pubblicato un pezzo (qui), amaro e provocatorio, proprio su come la tragedia del centro Italia sia passata quasi inosservata anche dai grandi nomi dello spettacolo. E questo articolo è arrivato anche ad artisti di chiara fama. Uno di loro ha risposto alla provocazione, con una dichiarazione che da un lato sconcerta e dall'altro lascia aperti enormi interrogativi sull'utilizzo dei fondi che vennero raccolti all'epoca grazie al cd Domani.
Piero Pelù storico front man dei Litfiba e fra i principali protagonisti del cd Domani insieme a Jovanotti, ha risposto così al nostro articolo: "Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio... certo che lo so. Sapete però che i soldi raccolti per il teatro de L'Aquila rimasero bloccati per sei anni e ancora oggi non si sa per cosa furono usati veramente?".
Una dichiarazione molto forte che, fra le righe, lascia intendere che se c'è stato un certo "disimpegno" a fronte della tragedia del centro Italia del 2016, forse è anche per come vennero gestiti allora i soldi.
I fondi, versati dall'allora ministro Sandro Bondi su un conto corrente intestato al Mibac, vennero destinati alla ricostruzione del Conservatorio 'Alfredo Casella' e in piccola parte (69 mila euro) a quella del Teatro comunale.
Fu proprio Jovanotti nell'aprile 2012 a denunciare come i fondi non fossero ancora stati utilizzati: ""Parte dei fondi (6%) sul Teatro Comunale - scriveva in un tweet - risulta spesa. Il grosso, assegnato al Conservatorio, è fermo".
Il 25 luglio 2012, il Ministero dei Beni Culturali emanava un comunicato dove si leggeva "I proventi della vendita del brano “Domani 21 aprile 2009”, registrato all’indomani del sisma in Abruzzo, hanno una nuova destinazione: il Teatro San Filippo Neri nel centro storico de L’Aquila. La donazione di 1.121.607 euro, disponibile presso il Ministero dei Beni Culturali, era inizialmente destinata alla ricostruzione del Conservatorio Casella e del Teatro Comunale dell’Aquila, semi-distrutti dal sisma.
Nell’ambito dell’azione di accelerazione della ricostruzione che il Ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, svolge su delega del Presidente del Consiglio, il Governo sta infatti intervenendo per accelerare l’utilizzo delle risorse ancora disponibili dalle donazioni verso destinazioni di massima utilità.
In questo caso è stata acquisita la disponibilità dei destinatari originari della donazione – conferita con il vincolo di impiego sull’intervento di recupero del Conservatorio e del Teatro Stabile dell’Aquila – a orientare queste risorse finanziarie verso un progetto di più celere realizzazione individuato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tramite la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo. Questa scelta è stata attuata da coloro che hanno realizzato il progetto artistico “Domani 21 aprile 2009” al fine di garantire, in tempi più rapidi, il proficuo impiego del ricavato della loro iniziativa. I protagonisti del progetto di raccolta fondi “Domani 21 aprile 2009”, ovvero, gli artisti coinvolti su iniziativa di Mauro Pagani – autore e produttore artistico del brano -, Lorenzo Jova Cherubini “Jovanotti”, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e Caterina Caselli, produttore discografico SugarMusic S.p.a., hanno quindi acconsentito al cambio di destinazione dei fondi proprio nei giorni scorsi.
La donazione conferita da SugarMusic S.p.A. per conto degli “Artisti Uniti per l’Abruzzo”– derivante dalla vendita del CD della canzone “Domani 21 aprile 2009” eseguita gratuitamente da questi ultimi – è stata quindi riassegnata all’urgente finanziamento del restauro degli interni del Teatro San Filippo Neri, senza il quale l’opera non poteva recuperare la propria funzionalità nel tessuto culturale urbano. Grazie a tale liberalità, si potrà ripristinare e rendere utilizzabile il teatro".
Il 6 aprile 2017, Piero Pelù afferma che "ancora oggi non si sa per cosa furono usati veramente" quei soldi. Misteri italiani.
Soltanto pochi giorni fa la notizia della visita di Carlo e Camilla di Inghilterra in Italia lasciava sperare in un aiuto (leggi qui) per tutti i territori gravemente colpiti dal sisma. Ma in sette mesi si è radicata una regola che anche questa volta ha dettato legge: il territorio maceratese non è protagonista del terremoto. Così anche in questo caso, sebbene i reali d’Inghilterra abbiano degustato i nostri prodotti e promesso aiuti, la notizia di oggi è che Carlo donerà 3 milioni ad Amatrice.
Sembra che il territorio maceratese soffra di invisibilità. Come se la situazione nei paesini dell’alto maceratese sia migliore di altri posti, dimenticando che l’epicentro del 6.5 del 30 ottobre è stato a Castelsantangelo sul Nera. Insito, probabilmente, nel DNA di queste persone che abitano la zona dei Monti Sibillini è l'evitare polemiche per passare invece subito ai fatti.
Così, il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, ha dato un segnale concreto proprio di questa mentalità, dello spirito di chi non molla nonostante l’indifferenza dei media e di chi ha potere; poche ore fa il primo cittadino di Visso ha pubblicato su Facebook un post per annunciare la collaborazione tra il suo Comune e quelli di Castelsantangelo, Ussita e Preci nata ieri, con un incontro proprio nella cittadina umbra, una piccola galanteria visto che gli altri tre sono marchigiani.
La motivazione di questa unione sta nel fatto che “per poter sostenere le proprie ragioni occorre mettere insieme più realtà... in questo caso poi parliamo di realtà che hanno in comune molto di più dei danni del terremoto visto che si tratta di un territorio omogeneo per conformazione, densità abitativa, storia, prodotti e ambiente” come dichiara Pazzaglini. “Il primo passo è stato quello di inviare una lettera al Ministero dell’Ambiente per chiedere un incontro. Parliamo una sola lingua, con una sola voce in modo tale da avere più forza”. L’obiettivo è quello di avere una ricostruzione condivisa e il rilancio di questo territorio: i danni subiti in questi Comuni non sono di un livello inferiore rispetto agli altri. "Abbiamo visto raccolte importanti per Norcia e Amatrice e l’essere sempre esclusi da questi benefici non aiuta, anzi, potrebbero far morire le nostre realtà".
Quattro sindaci, oltre a Pazzaglini anche Falcucci, Rinaldi e Bellini, che “ancora una volta hanno dimostrato di non rassegnarsi al destino (e forse anche al disegno di qualcuno) avverso” e che faranno di tutto per ridare nuova vita a queste terre".
"Alla base di tutto ciò c'è un errore" spiega Pazzaglini: “Hanno nominato un commissario per la ricostruzione sei mesi fa in una fase di emergenza ancora alta e prima delle scosse del 26 e del 30 ottobre. Lo scenario è cambiato il sistema no e quindi c’è stato un intasamento, si è creato un circolo vizioso dal quale lo Stato non riesce ad uscire. Anche se a volte c’è la sensazione che ci sia la volontà di lasciarci morire, io voglio essere ancora ottimista, voglio credere che sia il problema a monte di una cattiva gestione ad avere creato tutto questo caos. Non ci sono arrivate le stalle, non abbiamo le casette ma ancora macerie”.
Così la ricostruzione sembra lontana nel tempo e la cosa migliore, secondo il sindaco di Visso, è fare in modo che questa venga gestita dai Comuni e che la Regione e lo Stato vigilino, come in teoria sarebbe più logico che funzionasse.
Non è un’unione per gridare cosa non va, ma voler mettere insieme forze diverse per fare proposte concrete: “Non serve lamentarci, è necessario agire per fronteggiare la mole di lavoro che abbiamo di fronte”.
Il governo scioglie la riserva e dice sì al'incontro con i terremotati. Mediante una nota inviata ai coordinatori dei Comitati "Quelli che il terremoto e "La terra trema noi no", hanno accettato la richiesta di aprire un tavolo intergovernativo per discutere sul da farsi e sulle problematiche evidenziate lo scorso 1 aprile dai cittadini delle zone colpite.
La risposta è arrivata in concomitanza con l'ottavo anniversario del sisma che colpì la città de L'Aquila nel 2009. Le Istituzioni e i Comitati che hanno aderito alla richiesta di apertura del tavolo interistituzionale, in queste ore impegnate a fissare la prima data utile per questo importante confronto, tanto atteso dai cittadini, quanto dall'opinione pubblica. A questo confronto si sono unite anche le repliche positive dei capigruppo di forze politiche come Forza Italia, Movimento 5 stelle, Lega e Fratelli d'italia.
Inizieranno all'inizio della prossima settimana, i lavori di demolizione dell'Itis di San Severino che andranno avanti per trenta giorni.
Il progetto di demolizione, è stato affidato alla società Torelli Dottori S.p.A. di Cupramontana. I lavori sono stati finanziati dalla provincia di Macerata per una cifra di 600.000 Euro di spesa complessiva. L'istituto Divini fu costruito alla fine degli anni '50. Le apparecchiature dei laboratori sono già state recuperate nei mesi post - sisma. Il nuovo plesso nascerà in un'area adiacente di novemila metri quadrati circa. I tempi per la ricostruzione del "nuovo Divini" non sono stati ancora definiti: solo dopo la demolizione del vecchio istituto colpito come tanti edifici nella provincia di Macerata dal terremoto del 2016, si sapranno le modalità e i tempi per la ricostruzione.
"Una bella risposta di tempestività da parte dell'istituzione che rappresento. Noi abbiamo fatto la nostra parte sia economica che logistica, ora tocca alle istituzioni sopra alla provincia di Macerata fare il resto per la ricostruzione dell'Istituto Divini" ha detto il presidente Antonio Pettinari.
E' stato presentato il progetto della nuova scuola di Pieve Torina, uno dei comuni più danneggiati dal terremoto. L'incontro si è svolto nella tensostruttura dove ora i ragazzi frequentano le lezioni ''facendo 150 chilometri al giorno, andata e ritorno dalla costa dove sono sfollati'' ha detto il sindaco Alessandro Gentilucci.
''Con nostalgia si è demolita la vecchia scuola - ha aggiunto - ma manterremo il filo tra passato e futuro, tra quella che è l'antica Pieve e quella che sarà la nuova''. ''Speriamo di non perdere troppi ragazzi, all'inizio del prossimo anno scolastico''. Il nuovo edificio ospiterà 120 studenti. La settimana scorsa è stato condotto l'esame di microzonazione sismica per avere la sicurezza che non ci siano rischi per la struttura, che sarà a due piani: al primo livello la scuola primaria, al secondo la secondaria di primo grado. Intanto c'è l'ufficialità sull'arrivo delle casette. "Le avremo al massimo per il 21 agosto'' ha assicurato Gentilucci. (Ansa)
Dall'architetto Mario Sensini riceviamo
Lo scorso 20 marzo in Ancona, tra il Vice Commissario presidente della regione Marche Ceriscioli, il presidente della provincia di Macerata Pettinari e il sindaco di Tolentino Pezzanesi, è stato sottoscritto un accordo finalizzato alla realizzazione in località “zona Pace” di Tolentino di un campus dedicato alle scuole secondarie di II grado le cui sedi in centro storico sono state dichiarate inagibili. Sembrerebbe il coronamento dell’iniziativa sostenuta da uno specifico comitato di professori e studenti dei Licei di Tolentino come emerso nell’assemblea autogestita del 10 febbraio scorso.
C’ero andato anche io a quell’assemblea, sollecitato da alcuni genitori, con l’intento di sottoporre all’attenzione dei ragazzi quell’idea che aveva guidato le scelte dell’amministrazione comunale di qualche anno indietro, quando si decise di mantenere la sede dei licei all’interno dell’area storica. Quell’idea un po’ visionaria, che anticipava in qualche modo il documento del MIUR sulle linee guida per le scuole innovative, aveva individuato nel centro storico tutte quelle condizioni necessarie per un modello di scuola innovativo basato su di uno stretto rapporto con l’urbano, una scuola intesa come nodo all’interno di una matrice di relazioni funzionali e spaziali che avrebbe permesso di valorizzare il centro storico come civic-center. La sede dei licei all’ex orfanotrofio faceva parte di quel programma, un programma solo in parte attuato, dove il rapporto scuola-città poteva contare sulla biblioteca di Palazzo Fidi, sul teatro Vaccai (allora pienamente funizionante) sui musei di Palazzo Parisani-Bezzi e San Gallo, sul Palazzetto dello sport, sulla Piscina.
Soprattutto poteva contare su quel pesante bagaglio di cui si faceva riferimento nel video proiettato nel corso dell’assemblea, video prodotto da un gruppo di ragazzi con “lo scopo di raccogliere fondi per la costruzione di un campus scolastico atto ad ospitare le scuole superiori di Tolentino che attualmente sono inagibili. Le scuole sono la base della cultura e della formazione critica di ogni giovane cittadino”.
Una forte emozione nell’ ascoltare la voce narrante “Volevo volare come le rondini leggere che viaggiano senza bagaglio, ma il bagaglio ce lo avevo ed era anche pesante, dentro c’erano le colline pezzate da colture antiche, lo scricchiolio dei sanpietrini sotto i miei passi, il fruttivendolo e la carne dolce dell’uva, la profumeria che odora di rossetto della mamma, il porticato della piazza che vuole abbracciare i propri figli, il viso candido della basilica accarezzato dal primo sole, i vicoli storti che profumano di bucato e sugo al pomodoro, c’era il cielo con incollate poche nuvole di zucchero filato, e poi una mattina le montagne corsero verso il mare ……….”
Una eccezionale interpretazione della città storica, quella città storica da tutelare, anche dalle azioni devastanti del sisma, quella città storica da valorizzare e non da abbandonare “Sono un albero, siamo tutti alberi per questo non possiamo sradicarci “ con questa frase terminava il video dei giovani autori. Quella città storica che, forse con una visione troppo innovativa per allora, aveva accolto le sedi delle scuole superiori ma che nel corso degli anni si è caricata di uno sterile rapporto tra scuola e città gravato dal falso problema di gestione degli spostamenti, dall’assenza di percorsi protetti, dal rigoroso rispetto degli orari, riducendo così quell’idea innovativa in un semplice rapporto edificio-funzione all’interno dei suoi limiti fisici, per cui quella visione: “nel pomeriggio si studia in biblioteca” oppure “oggi tutti in piscina” oppure “assemblea d’istituto al Teatro” è rimasta solo nelle intenzioni; poi ci ha pensato il terremoto e quel vecchio edificio ha mostrato tutta la sua debolezza ed anche qualche cenno di cedimento, la paura ha fatto il resto.
In quell’assemblea, avrei sottoposto all’attenzione dei ragazzi quel modello, quel modello che nel video da loro prodotto, traspariva in ogni parola e in ogni nota, quel modello rimasto sospeso, ma, che presenta ancora tutte le condizioni per essere attuato, compresa la messa in sicurezza dell’ex orfanotrofio. Raccolsi l’invito dei ragazzi dell’autogestione rinunciando al mio intervento che sarebbe risultato fuori dal coro del comitato dei promotori che avevano organizzato l’incontro proprio per sostenere la realizzazione del “nuovo campus” abbandonando quel modello che avrebbe offerto al comune di Tolentino una nuova occasione scaturita dall’ipotesi di costruire una palestra sopra al parcheggio “Matteotti”.
Una nuova occasione per Tolentino: città laboratorio della modernità che l’Amministrazione comunale, di sicuro inconsapevolmente, nell’ambito di un Accordo di programma con la Provincia di Macerata, aveva individuato, nel tentativo di risolvere un problema (dotare la scuola collocata in un antico edificio del centro storico di una palestra), un percorso e una soluzione spaziale che presentava tutte quelle caratteristiche che gli addetti ai lavori collocano all’interno della definizione “spazi innogenetici”, cioè spazi che producono innovazione, spazi che sono all’origine di un continuo rinnovamento di conoscenze - specialmente di carattere tecnologico - spazi altri, spazi aggiuntivi, spazi sovrapposti. Un percorso pedonale in quota di appena 200 metri, tra gli alberi di piazza dell’Unità e dei giardini “John Lennon” per collegare la scuola con la nuova palestra - Una palestra sopra un parcheggio, una forma innovativa di rispondere alle esigenze di rispetto degli standard urbanistici del vecchio decreto interministeriale due aprile 1968 n. 1444.
Si poteva riscontrare, in quell’accordo di programma, la possibilità di individuare nella copertura del parcheggio “Matteotti”, il primo di quei possibili luoghi dell’innovazione dove intervenire con strategie progettuali capaci di innescare nuove esperienze e nuovi immaginari dell’ urbano caratterizzati da spazi pubblici sospesi tesi a reinventare le forme della città insieme al cambiamento dei modi di usare lo spazio. Nel mondo accademico è in corso, da diversi anni, un dibattito su questo tema e cioè sul tentativo reale di superamento dei principi e del linguaggio moderno verso il contemporaneo della quarta rivoluzione industriale. La materia è scabrosa ma intrigante: purtroppo il percorso scelto dall’Amministrazione comunale di Tolentino in accordo con la Provincia di Macerata e la Regione Marche non va nella direzione di coniugare i valori tramandati dalla tradizione della modernità (standard urbanistici – zoning – ecc.) con nuove forme dello spazio pubblico, si è preferito andare sul “facile”: un’area libera in pianura, pure collegabile alla ferrovia ….. In ogni caso, al di la dei comitati del SI o del NO, per il passaggio dalla città moderna alla città contemporanea, sarebbe auspicabile non perdere questa occasione per far misurare il mondo delle professioni su questo tema attraverso l’autopromozione di un concorso d’idee come forma di partecipazione a quel laboratorio della modernità che farebbe di Tolentino una piccola Singapore.
Alle 3.33 di otto anni fa un tremendo terremoto devastò L'Aquila. L’impatto del sisma sulla città abruzzese e su tanti paesi, borghi e località vicine, fu devastante. Nei crolli morirono più di 300 persone, oltre 1600 furono i feriti, e 80.000 gli sfollati. Uno dei crolli rimasti emblematici di quel terremoto fu quello della Casa dello Studente, dove dormivano decine di studenti universitari.
Ancora una volta l’Italia si trovò a piangere morti che potevano essere evitate: da tempo infatti si conosceva l’elevata sismicità dell’area, ma l’edilizia si mostrò del tutto inopportuna a resistere a un terremoto di quelle proporzioni.
Solo un mese dopo, cinquantasei artisti fra i più apprezzati e popolari in Italia (Afterhours, Al Bano, Alioscia (cantante dei Casino Royale), Antonella Ruggiero, Antonello Venditti, Baustelle, Bluvertigo, Caparezza, Claudio Baglioni, Carmen Consoli, Caterina Caselli, Cesare Cremonini, Dolcenera, Elio e le Storie Tese, Elisa, Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Fabri Fibra, Francesco Renga, Franco Battiato, Frankie hi-nrg mc, Gianluca Grignani, Gianna Nannini, Gianni Maroccolo, Gianni Morandi, Giorgia, Giuliano Palma, Giusy Ferreri, J-Ax, Jovanotti, Laura Pausini, Luca Carboni, Ligabue, Malika Ayane, Mango, Mario Venuti, Marracash, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Max Pezzali, Morgan, Negramaro, Negrita, Nek, Niccolò Agliardi, Niccolò Fabi, Pacifico, Piero Pelù, Roberto Vecchioni, Ron, Roy Paci, Samuele Bersani, Sud Sound System, Tiziano Ferro, Tricarico, Zucchero) diedero vita a "Artisti uniti per l'Abruzzo", incidendo un singolo, "Domani 21/04/2009", per devolvere interamente i proventi della vendita del disco alla campagna Salviamo l'arte in Abruzzo.
Ora, al di là del gesto generoso e apprezzabilissimo, possibile che di questi 56 artisti, nessuno abbia saputo che fra l'agosto e l'ottobre del 2016 un terremoto anche più forte di quello de L'Aquila ha devastato un territorio che coinvolge quattro regioni del centro Italia? Perchè questo terremoto continua a passare sempre in secondo piano, senza che ci sia anche un gesto, come quello degli "Artisti uniti per l'Abruzzo", capace di tenere alta l'attenzione su una tragedia di cui a distanza di mesi e mesi non si riesce a venire a capo?
Meno male che ci sono gli artisti di casa nostra, quelli come Tranca e Paulet che cercano di far capire all'Italia cosa realmente sia capitato da queste parti. E per questo il loro video, il loro "O marchigiani karma" deve essere condiviso ovunque, fino a che qualcuno non si accorga che esiste anche una parte del Paese devastata e dimenticata. Comunque, se avete modo, magari a Jovanotti, a Pelù e agli altri, informateli che anche nelle Marche c'è stato un terremoto devastate. Visto mai che qualcosa si muova...
Si torna a parlare della famigerata spazzatrice e della pulizia dei marciapiedi di Corso Umberto I.
Nella mattinata di oggi, il titolare di un negozio ivi ubicato, ha pubblicato delle foto mentre era intento nello spazzare la parte prospicente il suo esercizio. Memori delle polemiche di qualche settimana fa relative all'utilizzo della spazzatrice, che il vice sindaco Silenzi affermava passare da anni dalle 5 in poi, l'abbiamo contattato per farci spiegare quelle foto.
Abbiamo ipotizzato che potesse essere un maniaco della pulizia e nonostante il passaggio del macchinario, volesse comunque lustrare a dovere il marciapiede di fronte al suo negozio per accogliere nel migliore dei modi i suoi clienti ma la sua risposta va in tutt'altra direzione: "dopo il 25 marzo, la spazzatrice del comune non è più passata e siamo noi commercianti che lo facciamo tutti i giorni". Ci fa sapere inoltre che oltre a lui, che oggi ha fatto delle pulizie un po' più rigorose, c'erano altre tre colleghi.
A questo punto la palla torna in municipio perché qualcosa non quadra: passa o non passa questa spazzatrice?
Una gattina salvata dagli operai del comune. È la storia che racconta un cittadino di Corridonia, con gratitudine nei confronti del Comune.
"A causa - racconta - dei lavori del taglio di tutti i rami degli alberi del giardino dell’ex-convento delle Clarisse, ora nuove case popolari, la mia gattina Susi, che era andata sui tetti arrampicandosi sui rami di un albero, non poteva più ridiscendere. Miagolava disperata. Ho chiamato l’ufficio tecnico del Comune che ha inviato immediatamente due operai elettricisti e una gru con cestello, permettendomi così di recuperare Susi. Il mio è un doveroso riconoscimento sia all’ufficio tecnico che ai due operai per il consapevole aiuto nel risolvere il problema di un animale domestico".
"I danni sono estensivi e molto gravi e sarà molto difficile riuscire a recuperare la situazione". Lo ha detto il prof. Edward James Blakely, commissario straordinario per la ricostruzione di New Orleans dopo l'uragano Katrina, ospite dell'Università di Macerata, dopo aver compiuto un sopralluogo nelle zone terremotate dell'alto Maceratese. Per Blakely "è molto presto per parlare di ricostruzione. E non si può evidentemente ricostruire come abbiamo fatto in passato. Serve una ricostruzione nuova".
"Il primo principio - ha aggiunto - è che non si può ricostruire senza che ci sia una comunità alle spalle. Bisogna prima ricostruire la comunità. Non dobbiamo solo ricostruire, dobbiamo riposizionare. Le persone debbono avere le stesse cose che avevano prima del disastro ma in un posto differente" (ANSA).
Il 7 aprile chiuderà il Di.Coma.C. di Rieti. L'ufficialità arriva in una nota della Protezione Civile.
"A più di sette mesi dal terremoto del 24 agosto si è ormai consolidato il sistema di governance dell’emergenza in capo a Regioni e Comuni, creando le condizioni per procedere a una rimodulazione dell’articolazione operativa della struttura che, nella prima fase emergenziale, ha assicurato il coordinamento delle componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile e la gestione unitaria dell’emergenza, per meglio rispondere alle nuove esigenze e al generale contesto in evoluzione.
Per questo, il prossimo 7 aprile, dopo 223 giorni dalla sua istituzione, la Di.Coma.C (Direzione comando e controllo) terminerà le proprie attività. Lo ha disposto un’ordinanza firmata ieri, d’intesa con i Presidenti delle quattro Regioni colpite e con il Commissario straordinario alla ricostruzione, Vasco Errani, dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, “per favorire e regolare il subentro, senza soluzione di continuità, delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria”. L’ordinanza rappresenta il punto d’arrivo di un percorso avviato già dagli inizi di marzo con le regioni interessate, con cui sono stati condivisi tempi e modi della necessaria rimodulazione operativa, per rafforzare l’organizzazione territoriale e renderla ancora più funzionale nel rispondere alle necessità dei cittadini.
La rimodulazione prevede, in ogni caso, che il Dipartimento della Protezione Civile prosegua, fino alla scadenza dello stato di emergenza prevista il prossimo 19 agosto, nel coordinamento di alcune delle attività in corso. Tra queste, il completamento dello svolgimento delle verifiche di agibilità post-sismica degli edifici, il monitoraggio degli appalti specifici per l’allestimento delle strutture abitative d’emergenza (SAE), il coordinamento delle attività del volontariato di protezione civile, degli interventi del primo stralcio del programma definito da Anas di ripristino e messa in sicurezza della rete stradale, oltre alla gestione delle risorse finanziarie stanziate dal Consiglio dei Ministri attraverso le delibere e di quelle che verranno destinate attraverso l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea.
Alla chiusura della Di.Coma.C, infatti, corrisponderà l’istituzione di una Struttura di missione composta da personale del Dipartimento che opererà – prevalentemente da Roma, ma anche da Rieti o sul territorio colpito, secondo necessità – per garantire la continuità amministrativa e il raccordo con le componenti e strutture operative a supporto dei sistemi regionali di protezione civile. Restano, ovviamente, in capo ai sistemi regionali le attività per le quali i Presidenti delle quattro regioni, ciascuno per il proprio territorio, già assicuravano il coordinamento degli interventi.
L'ordinanza prevede anche che la prosecuzione delle attività residue volte alla messa in sicurezza di beni culturali mobili e immobili e all’adozione delle contromisure tecniche urgenti sugli edifici prima in capo a due Soggetti Attuatori siano assicurate rispettivamente dal Segretariato Generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e dalla Direzione Centrale per l’emergenza e il soccorso tecnico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Allo stesso modo le eventuali attività residue per la realizzazione di scuole temporanee saranno portate a termine dalla Direzione Generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica del Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca".
Iniezione di risorse per Aerdorica spa da parte della Regione Marche, proprietaria per oltre l'80% della società di gestione dell'aeroporto. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (18 sì, 5 astenuti e 7 contrari) una legge di pochi articoli per il salvataggio e la ristrutturazione della spa per poco più di 21 milioni, di cui 7 milioni e 280 mila euro come prestito per il salvataggio e le altre risorse come ricapitalizzazione, successivamente all'autorizzazione del piano di ristrutturazione presentato dall'azienda.
Nell'ammontare complessivo c'è anche un altro milione e 50 mila euro di contributo al funzionamento. L'esecutività della legge è però subordinata al "positivo espletamento delle procedure previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato", cioè al via libera della Commissione Europea. Il presidente Ceriscioli ha parlato di una "misura importante per il rilancio dello scalo". Dura l'opposizione: "sono solo soldi per pagare i debiti" ha detto Piero Celani (Fi), che si è astenuto (ANSA).
Dieci disegni e un progetto grafico premiati in una cerimonia che ha rinnovato il legame e la presenza dell’Avis nel mondo della scuola.
All’auditorium dell’istituto per geometri è andato in scena l’ultimo atto del concorso di disegno “Donare il sangue è donare la vita” che l’Avis comunale di Macerata da 10 anni propone per coinvolgere e sensibilizzare anche i più piccoli sul tema della donazione del sangue. Centinaia i disegni pervenuti in sede e realizzati dagli alunni delle classi quinte delle scuole primarie sia del capoluogo che delle frazioni.
Tra tutti, la commissione tecnica esaminatrice ha ritenuto il più bello quello di Elena Branciari della “Medi”. Al 2° posto Emma Pugnaloni (Mameli) e al 3° ex aequo Simone Greco (D.Prato) e Caterina Giacomini (IV Novembre). Premi speciali sono stati assegnati a Elena Rociola (IV Novembre) per lo spirito fantasioso, Costantino Zucconi (San Giuseppe) per la componente fumettistica, Lucia Zappelli (Mameli) per l’uso gioioso del colore e Anna Teneriello (D’Acquisto) per l’interpretazione espressiva. A Sara Bellini (D.Prato) l’importante riconoscimento per lo slogan migliore, mentre gli utenti di Facebook hanno votato il disegno di Nicole Giustozzi (Alighieri). Agli studenti delle superiori del “Pannaggi” infine il compito di progettare la locandina proprio per la premiazione e la preferenza è andata al lavoro di Gloria Gentili della classe 4 B. Tutti i premiati hanno ricevuto una sostanziosa somma di denaro.
La cerimonia, breve ma in un auditorium affollato, è stata introdotta dal saluto della presidentessa dell’Avis Elisabetta Marcolini che ha sottolineato in questo momento la carenza ed il bisogno di sangue gruppo A e B positivo. Inoltre ha ricordato il giovane Leonardo, ex studente proprio ai Geometri, che, malato di un terribile tumore alle ossa, poté vivere più a lungo proprio grazie alle trasfusioni. Presenti molte delle maestre che hanno collaborato all’iniziativa, sono intervenuti il sindaco Romano Carancini, l’assessore Stefania Monteverde e Riccardo Sbaffi vice presidente dell’Admo appena ricostituita a Macerata. Federico Cippitelli del gruppo folk Li Pistacoppi ha rallegrato il pomeriggio con canti, balli e animazione.
I disegni premiati sono visibili sulla pagina Facebook ufficiale Avis Comunale Macerata.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal consigliere comunale PD di Potenza Picena Tommaso Gaballo
"Tra 2015 e 2016, nel Comune di Potenza Picena, siamo passati dal dover smaltire un totale di 8,72 mln di kg di rifiuti, a dover far fronte a 9,48 mln di kg, per un aumento di 755 tonnellate in un solo anno.
Una vera e propria esplosione se consideriamo che la media dal 2011 al 2015 si aggirava sugli 8.55 mln di kg all’anno.
Di queste 755 tonnellate in più (+8% rispetto al 2015), 640 erano costituite da rifiuti differenziati, 115 di non differenziato, ed hanno comportato un aumento di costo per lo smaltimento al Cosmari di 96757,24 €.
Se qualcuno pensasse che questo aumento sia riconducibile alle comunità della Valnerina ospitate sul nostro territorio a seguito degli eventi sismici, rischia di incappare in un grave errore, in quanto ben 522 tonnellate (il 69% di 755) erano costituite da ferro (+44,8 ton), rifiuti ingombranti (+52,16 ton), legnosi (+165,50 ton), verde in impianto (+178,97 ton) e inerti (+81,18 ton), tutti materiali conferiti presso le isole ecologiche tranne gli inerti per cui è in essere una convenzione con un’impresa locale.
(Dati consultabili al link: http://www.cosmarimc.it/rifiuti_dati_raccolta_differenziata.asp)
In Consiglio Comunale abbiamo chiesto conto di questo aumento spropositato di rifiuti, chiedendo anche se la maggioranza ne fosse consapevole e se venissero regolarmente controllati i registri di conferimento, incassando l’imbarazzata ammissione dell’Amministrazione, che ha ammesso ci sia un problema nella gestione delle isole ecologiche. Non vorrei infatti che vi si conferiscano rifiuti di cittadini ed imprese che dovrebbero essere smaltiti autonomamente, perché non è giusto caricare la collettività di quasi 100000,00€ in più di spesa per i mancati controlli, specialmente mentre si assiste ai pianti greci della maggioranza sulla mancanza di risorse.
In tre anni non si è organizzata nessuna campagna informativa per tentare di sensibilizzare i cittadini sul tema della riduzione dei rifiuti, con il risultato di un aumento della spesa sulle loro spalle ed un ulteriore carico ambientale sul territorio. Che senso ha spingere fortemente sulla differenziata se non si tenta di ridurre il volume complessivo prodotto?
Questo dato influenza anche la percentuale di differenziata, che aumenta sì di qualche decimo, ma non in un’ottica virtuosa di riduzione del volume di rifiuti ed in particolare di quello non differenziato, bensì per un aumento maggiore del differenziato rispetto al non differenziato in un contesto di aumento generale
E’ urgente intervenire e mettere un freno a questo aumento, per risparmiare importanti risorse ed evitare ai cittadini di pagare più del dovuto, oltre a reinvestire una parte di quelle economie per tentare di ridurre i costi totali di gestione".
Dati dal 2014
2014
2015
2016
Tot Differenziato [kg]
6.587.370
6.643.533
7.282.720
Tot Indifferenziato [kg]
2.087.655
2.081.805
2.197.455
Tot [kg]
8.675.025
8.725.338
9.480.175
Costo Tot [€]
1.664.479,98
1.688.804,34
1.785.561,58
Percentuale [%]
75,93%
76,14%
76,82%
1988-2017: tantissimi i cambiamenti in 29 anni di attività del salone Anna Orazi.
Con l'apertura dello Zen Club un altro passo nel futuro: spazio riservato all'interno del salone in cui rilassarsi, per una cura personalizzata di bellezza e benessere.
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Garantita massima collaborazione tra la Regione e le parti sociali del settore edile delle Marche nell'incontro che si è tenuto questa mattina sul tema della ricostruzione post terremoto e sulla ripartenza dei territori colpititi dal sisma. A cominciare dalla costituzione di un tavolo tecnico permanente di confronto come richiesto dalle organizzazioni.
"Un incontro molto costruttivo - ha detto il presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli -. L'idea è, attraverso tutto quello che servirà nelle Marche per uscire dal terremoto e ricostruire quella che è la parte pubblica e privata, di convogliare dentro la ricostruzione l'impegno delle tante imprese del settore con una collaborazione forte tra le associazioni di categoria che seguono gli imprenditori e il sindacato attento al tema del lavoro e alla sicurezza sul lavoro per avere una ricostruzione pulita, senza infiltrazioni, potendo quindi farne una grande occasione in termini di sviluppo e di crescita" (ANSA).