Nei corsi dei lavori di pavimentazione dell'intera frazione, su proposta della ditta appaltatrice e del fornitore del bitume, era stata fatta una sperimentazione relativa alla mano di attacco del nuovo tappetino con il vecchio.
Poichè tale tipologia di intervento ha dato esiti non soddisfacenti per cui oggi e domani la ditta, a suo carico, sistemerà quel tratto con del nuovo tappetino.
Vasco Errani spiega i motivi della fine del suo impegno come commissario per la ricostruzione post sisma: "Il 9 settembre scade il mio contratto, ringrazio Gentiloni e Renzi, con i governi e i premier c'è stato il massimo della collaborazione, era una cosa chiara ed è finita perchè era previsto che il mio ruolo finisse con la scadenza del contratto. E' semplice, non ci sono retroscena, figuratevi se a 62 anni mi metto a fare ragionamenti su poltrone".
"È da tempo che - afferma Errani - sottolineo che, fatto l'impianto, la ricostruzione è del territorio che in primo luogo deve assumere la gestione del processo e credo che l'impianto lo consenta. Questa è la verità, è semplice, non ci sono retroscena, non c'è stata una discussione nel governo". L'ex governatore dell'Emilia Romagna afferma di prender "atto di altre interpretazioni" sul suo addio ma si è detto "sinceramente sereno".
"Per una valutazione corretta del lavoro fatto in quest'anno, si deve partire dalla sequenza di eventi sismici di dimensioni davvero senza precendenti, l'accumulo di eventi sismici ha coinvolto 140 comuni colpiti, alcuni centri storici sono stati quasi annientati". Così il premier Paolo Gentiloni parlando di "impegno eccezionale" dello Stato.
"Vasco Errani concluderà il mandato a settembre come previsto e colgo l'occasione per ringraziarlo, ha fatto davvero un ottimo lavoro". Così il premier Paolo Gentiloni
Nonostante i grandi sforzi e le risorse "di numerosi miliardi" stanziati "non tutto sta marciando alla velocità necessaria": per questo "rivolgo oggi il mio invito come capo del governo a tutte le amministrazioni, dalle Regioni ai Comuni, a fare il massimo sforzo e assunzione di responsabilità per accelerare le procedure". Così il premier Paolo Gentiloni aggiungendo che "siamo al lavoro per superare i ritardi"
"Il governo continuerà a svolgere un ruolo di coordinamento in un sistema che si evolverà con una maggiore responsabilità di Regioni e territori". Così il premier Paolo Gentiloni ringraziando il commissario Vasco Errani per il lavoro svolto nella ricostruzione post-sisma e indicando come le responsabilità del commissario saranno ridistribuite. (Ansa)
Oltre 3.700 opere recuperate dai 483 volontari di Legambiente che hanno operato in questo anno in 26 comuni colpiti dal sisma per un totale di 3775 ore di volontariato.
"Un anno di volontariato a sostegno delle opere colpite dal sisma. Continuano i lavori di recupero con la collaborazione del gruppo di Protezione Civile Beni Culturali Legambiente Marche. Oltre 3.700 i beni recuperati dai volontari di Legambiente in 26 comuni. Legambiente: uno straordinario lavoro di comunità per ricostruire i nostri comuni, insieme si può. Le opere d'arte sono un'opportunità di ripartenza oltre che pezzi insostituibile della nostra identità"
Oltre 3.700 opere recuperate dai 483 volontari di Legambiente che hanno operato in questo anno in 26 comuni colpiti dal sisma per un totale di 3775 ore di volontariato. Questo è il bilancio dell'attività svolta dal gruppo di Protezione Civile Beni Culturali di Legambiente Marche che ha iniziato la sua attività fin dal 24 agosto dello scorso anno.
I tanti volontari hanno prestato soccorso alle opere danneggiate dal sisma lavorando a supporto dei funzionari del ministero dei beni culturali, dei vigili del fuoco e dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale, intervenendo tra le macerie e nelle zone rosse. "Questo lavoro è frutto di un percorso collettivo che nasce nel 1997, in seguito al terremoto che ha colpito Marche e Umbria. Grazie a tanti anni di lavoro condiviso tra cittadini e istituzioni abbiamo costruito una nuova consapevolezza sui beni culturali che ha permesso oggi alle Marche di essere più forte e meno impreparata di fronte al dramma che ha colpito tutta la nostra Regione - commenta Antonella Nonnis, coordinatrice del gruppo di protezione civile beni culturali Legambiente Marche - ".
Continuano le operazioni di recupero delle opere d'arte in cui saranno coinvolti i volontari del gruppo di Protezione Civile Beni Culturali Legambiente Marche. Oggi i volontari sono al lavoro nel Comune di Valfornace mentre da domani fino a giovedì le attività proseguono al Castello di Lanciano nel Comune di Castelraimondo per lo spostamento dei beni. “Per quanto riguarda il futuro delle opere d’arte nelle aree terremotate - spiega Francesca Pulcini, Presidente di Legambiente Marche - è urgente uscire dall’emergenza e passare alla fase successiva, fare il punto sulla nuova geografia del patrimonio culturale marchigiano post sisma, l’ubicazione e lo stato dei depositi e iniziare un percorso di gestione e organizzazione dei depositi temporanei al fine di avviare un lavoro di valorizzazione attraverso mostre diffuse e laboratori di restauro nelle zone più prossime ai luoghi di origine, per rinsaldare il sentimento di coesione di cui ha bisogno una comunità per ricominciare a pensare al futuro senza rischiare di disgregarsi. Attività di questo tipo, aperte anche alle scuole, ai restauratori, agli amanti dell’arte, alle università, ai centri di formazione e agli addetti ai lavori che dopo il sisma hanno perso l’impiego, aiuterebbero a creare occupazione e flusso turistico”.
Sarà molto probabilmente Maria Elena Boschi a succedere a Vasco Errani, ma con poteri diversi rispetto a quelli dell'ex presidente della Regione Emilia. Secondo le indiscrezioni del Fatto Quotidiano, alla scadenza del mandato di Errani il prossimo 9 settembre, il Governo dovrebbe nominare la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio coordinatrice dei quattro presidenti della Regioni colpite dal sisma (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) i quali, invece, vedranno accresciute le proprie competenze. In pratica, la figura del commissario alla ricostruzione dovrebbe essere bypassata.
Resta comunque molta confusione su cosa stia realmente accadendo fra Errani e il Governo. Da un lato sembra che Errani non sia intenzionato a dimettersi e che, quindi, alla scadenza del mandato sia il Governo a non rinnovargli l'incarico, considerando conclusa l'esperienza come commissario straordinario del sisma 2016. Uno dei portavoce di Errani, infatti, ha dichiarato al Fatto in merito alle paventate dimissioni: "Non sappiamo quale sia la fonte di questa notizia, non c’è nessuna volontà personale di Errani di abbandonare, siamo a una scadenza e con il governo e le Regioni si dovrà fare insieme un bilancio e valutare se e come proseguire”.
Resta fermo che nessuno ha smentito il fatto che dal 9 settembre, comunque stiano le cose, Errani non sarà più il commissario del sisma 2016.
A parte il sindaco di Arquata, quando si è diffusa la notizia non c'è stata propriamente una levata di scudi dei sindaci. I primi cittadini del terremoto puntano ad avere maggiori poteri sia per loro che per i presidenti di regione. Errani in questi dodici mesi ha voluto perseguire il modello Emilia che non poteva essere rapportato al sisma 2016. Qui, nelle zone specialmente dell'entroterra maceratese, i collegamenti sono difficili, le strade impervie e il terremoto ha spezzato letteralmente i collegamenti con parte dell'Umbria per la chiusura della Valnerina, fondamentale arteria di raccordo.
Errani, malgrado si fosse intuito da subito, ha insistito nel continuare a proporre ordinanze che poi, puntualmente, venivano corrette dopo qualche mese, creando una confusione inaccettabile non solo nei cittadini ma anche nei professionisti, lasciando inattese le richieste giunte quasi unanimi di un testo unico che raccordasse definitivamente tutta la struttura normativa della ricostruzione.
Certamente non tutte le responsabilità possono e devono ricadere sul Commissario, ma i numeri sono impietosi e coinvolgono inevitabilmente anche lui e la sua struttura: ad oggi solo il 10 per cento delle macerie è stato rimosso, di quaranta aree individuate per le casette ne sono state consegnate neanche un terzo, sono stati assegnati appena 400 moduli abitativi a fronte del quasi 3800 richiesti. Non se lo sono inventato i terremotati: dopo il sisma erano state fatte delle promesse. precise. Con tempistiche altrettanto precise. Tutte clamorosamente disattese. Sull’Espresso Fabrizio Gatti ha fatto il paragone col terremoto del ’97 nelle Marche e in Umbria, calcolando che rispetto ad allora i tempi di intervento sono aumentati del 366 per cento.
Certo. Ci sono stati più terremoti, in tempi diversi, che hanno aggravato una situazione già difficile. Ma chi gestiva l'emergenza (non Errani, in questo caso), non ha neanche immaginato che in montagna nell'entroterra maceratese d'inverno nevica. Nevica tanto. Non se n'è accorto nessuno e non sono arrivate le stalle.
I riflettori su questo terremoto si sono spenti quasi fin da subito. Nessuno ricorda la diaspora che sta avvenendo da paesi come Castelsantangelo, Ussita, Visso che rischiano di scomparire se non si fa qualcosa in fretta. Se non si riporta la gente a casa, è inutile fare le scuole o le sedi dei Comuni. A meno che quella dello spopolamento programmato non sia una strategia che qualcuno vuol perseguire sistematicamente.
Errani non ci mancherà. Non ci mancherà perchè in questi dodici mesi, francamente, la ricostruzione non è esistita. Speriamo solo che ci sia una svolta seria e decisa e che le prossime elezioni politiche non diventino un altro strumento per ritardare ulteriormente la ricostruzione e per fare sciacallaggio sulla pelle dei terremotati.
"Orgoglio italiano nel mondo" al maestro Mogol, autore di pagine indelebili della musica italiana, "Orgoglio del cinema Italiano" all'attrice Ornella Muti, questi gli ospiti della 19^ de La Notte dell'Orgoglio Marchigiano andata in scena venerdì sera nel Fermano, a Francavilla d'Ete in una piazza gremita all'inverosimile. Alla conduzione Tiziano Zengarini insieme a Manila Nazzaro, Miss Italia 1999 e conduttrice di programmi Rai.
La manifestazione, promossa da Comune e Pro Loco con il patrocinio di tutto il mondo istituzionale, in primis della Regione Marche, premia con la statuetta il Guerriero Marchigiano le personalità che si sono distinte in vari ambiti professionali. La serata è stata aperta con le categorie Sociale e Volontariato ricordando la ferita del terremoto che ha devastato le Marche.
Tra i premiati, scelti da una commissione formata da giornalisti, anche il Comune di Visso, simbolo del terremoto 2016. Sul palco il sindaco Giuliano Pazzaglini premiato dal vicesindaco di Francavilla d'Ete Gianluca Giandomenico.
"Senza rancore o pretese credevo che tanti sacrifici sarebbero passati inosservati. Sembra invece che qualcuno li abbia notati. Essere premiato da una giuria di qualità per l'impegno sociale" ha commentato il sindaco di Visso "è la soddisfazione più grande che avrei potuto avere. Dal primo giorno ho sempre sostenuto che la priorità dovesse andare alle persone. La prima critica che ho mosso alla gestione del terremoto è stata appunto che la legalità (quindi le procedure) fosse stata considerata prioritaria anche rispetto alle persone. E' una piccola cosa ma nel mare di grandi cose da fare sapere che si sta andando nella direzione giusta è un grande conforto".
La serata è stata l'occasione per fare il punto sulla ricostruzione. Giandomenico ricordando la vittoria del campionato della squadra di calcio del Visso ha sottolineato come la rinascita di una comunità possa partire anche dallo sport.
A differenza di quanto si creda, nonostante le molto foto pubblicate e le lamentele espresse sui social, il senso unico più infranto di Civitanova non è quello del lungomare nord, percorso spesso da moto e scooter in direzione sud per evitare di arrivare al Broccolo. Se volessimo essere proprio precisi, non sarebbe nemmeno un controsenso dato che il senso di marcia è giusto, l'unico problema è che non si può transitare con quei mezzi sulla pista ciclabile.
Per numero di mezzi che lo infrangono, il senso unico percorso più volte in direzione opposta a quello corretto è invece il ponticello di via Castellara, in uscita dal parcheggio adiacente. Parcheggio peraltro di cui abbiamo giù parlato per essere stato usato per lungo tempo, nei mesi scorsi, di diversi camper e di recente diventato rimessa di camion vela pubblicitari, il tutto in barba ai divieti che prevedono per lo stesso l'accesso solamente alle automobili.
Mentre sul lungomare il problema è quasi esclusivamente estivo, da questo parcheggio escono auto in continuazione, durante tutto l'anno e facendo una stima approssimativa, possiamo tranquillamente quantificare inalmeno il 25/30% quelli che lo percorrono nel senso contrario. La cosa, oltre ad essere un infrazione al codice della strada, potrebbe essere anche pericolosa per i ciclisti che passano su quel ponte per immettersi sulla pista ciclabile adiacente.
Ribadendo che tale cattiva abitudine debba cessare quanto prima, come parziale giustificazione, possiamo dire che in certi giorni, in determinate ore, uscendo dalla direzione giusta si entrerebbe in un girone infernale di traffico, da entrambe le direzioni, che quasi uno preferirebbe pagare una multa piuttosto che trovarsi imbottigliato in quel modo.
"Prima o poi ci si sarebbe arrivati. Se i presidenti di Regione avranno maggiori responsabilità o meglio, diventeranno commissari alla ricostruzione, sarà un vantaggio operativo". E' il commento del sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini alla notizia che il commissario alla ricostruzione Vasco Errani si avvia a lasciare l'incarico (per altro in scadenza a settembre). "Ora bisogna adeguare l'impianto normativo" dice all'ANSA Pazzaglini, che ha preparato una serie di osservazioni alle varie ordinanze commissariali, segnalando gli aspetti "che ostacolano la ricostruzione". "Un altro commissario a mio avviso non serve - conclude -, per me non è una struttura necessaria, anzi è una infrastruttura di cui non vedo l'utilità".
Per il sindaco di San Ginesio, Mario Scagnetti, con Errani c'è stato "un ottimo rapporto sotto il profilo umano e tecnico".
"Certo - osserva - siamo tutti legati al filo della burocrazia, ma le cose di cui abbiamo parlato con lui sono realizzate o in fase di realizzazione". Quanto all'ipotesi che le Regioni abbiano più responsabilità, "il ritorno ad una modello simile a quello terremoto del 1997, più vicino ai territori, può essere una cosa positiva, ma - ammonisce- bisogna vedere come si muoveranno le Regioni, se cammineranno insieme o se vorranno essere libera di seguire ognuna la propria strada". (Ansa)
In estate la bicicletta è una comodità irrinunciabile, anche grazie alle numerose tratte della pista ciclabile cittadina, dove in molti vengono anche dai paesi limitrofi per fare una bella passeggiata, soprattutto in quella che parte dal Castellaro, immersa nella natura.
Sono molti anche quelli che la usano di notte, non sempre in regola con le dotazioni di base che una bici dovrebbe avere, che siano almeno le luci. Se il girare "a fari spenti nella notte", come cantava Battisti non crea particolari problemi in zone centrali e ben illuminate, non si può dire altrettanto per quelle persone che transitano fuori dal centro, soprattutto a Santa Maria Apparente, come il caso di ieri sera, quando a mezzanotte abbiamo incontrato uno dei tanti ciclisti notturni. Questo in particolare, per di più, indossava pantaloni e maglietta nera, per cui, quel poco di visibilità che avrebbe potuto avere, era anche ridotto dalla scelta cromatica del suo outfit.
Dopo i numerosi avvistamenti in superstrada, il problema quindi si allarga anche da altre zone, soprattutto la provinciale che collega Civitanova a Montecosaro, dove è molto frequente imbattersi in queste persone, come minimo irresponsabili. Oltre al rischio di essere investiti, infatti, possono mettere in difficoltà anche gli automobilisti che trovandoseli di fronte all'ultimo momento potrebbero sia investirli che creare incidenti nel tentativo di evitarli.
A dimostrazione del rischio concreto che corrono queste persone, citiamo uno degli ex candidati sindaco della scorsa tornata elettorale, il coriaceo Dimitri Papiri, che è stato messo sotto dalle auto per ben quattro volte, di cui due con la luce del sole e due di notte, ma con entrambe le luci regolarmente accese che, però, non sono state sufficienti ad evitargli gli incidenti.
Si chiama "La botta grossa. Storie da dentro il terremoto" un docufilm pensato e diretto da Sandro Baldoni, regista originario della piccola frazione nursina di Campi, che nel terremoto del 30 ottobre 2016 ha perso la casa. E' stato realizzato in coproduzione con Rai Cinema e verrà trasmesso su RaiUno ad ottobre, ad un anno dal sisma.
"Volevo indagare cosa succede all'anima delle persone che vivono un'esperienza forte come questa" ha spiegato all'ANSA Baldoni. "La prima parte del documentario - ha aggiunto - è interamente dedicata a Campi e racconta l'esperienza della gestione in autonomia di questa comunità nella fase del post terremoto. Nella seconda ci spostiamo nelle Marche e in tutti quei paesi, come Visso e Ussita, che si sono svuotati perché le persone sono state portate negli alberghi. La terza parte è invece dedicata alla storia di un eremita che vive tra Norcia e Castelluccio e all'esperienza del sisma vissuta in totale solitudine". (Ansa)
Procede la demolizione della scuola media di Sarnano sulla cui area sorgerà il nuovo edificio scolastico donato dalla Fondazione Andrea Bocelli e dalla Only The Brave Foundation.
E in merito ai lavori, ieri l'avvocato Giorgio Salustri, consigliere comunale di opposizione, aveva innescato una polemica sul materiale presente all'interno della scuola: "Ho visto l'inizio della demolizione della scuola media e mi ha fatto un po' male... in più mi sono girato verso la palestra ed ho visto un'altra cosa che mi ha fatto ancora più male: ho visto un grosso mucchio di cose buttate via ammassate nello storico campetto. Sono stati buttati via, penso senza la benché minima cernita: computer, stampanti, scanner, libri, carte geografiche e tematiche, cestini getta carta nuovi, materiali per la pulizia nuovi e mai usati, disegni e quadri realizzati dagli studenti. Penso che gran parte di quella roba avrebbe potuto essere riutilizzata, regalata a chi ne avesse avuto bisogno. Non ho parole. Tanto arriverà qualche altro benefattore che ci regalerà tutto nuovo... oppure dovremo ricomprarlo".
La spiegazione del sindaco Franco Ceregioli, non si è fatta attendere
"Devo fare due puntualizzazioni sulla questione relativa al materiale scartato dal vecchio edificio, in merito alla quale ieri è stato pubblicato un post in cui si rappresenta una situazione completamente diversa dalla realtà.
In primo luogo (è un fatto noto ma è opportuno ribadirlo), il Comune è proprietario dell'edificio, mentre tutte le attrezzature, suppellettili, materiale didattico e quant'altro relativo alle attività scolastiche sono di proprietà della scuola.
In secondo luogo, la scuola ha curato la cernita del materiale recuperabile e riutilizzabile dal vecchio edificio, materiale che è stato trasportato in altro luogo con una innumerevole serie di viaggi da parte del personale comunale, dei bidelli e dei volontari della protezione civile. Tra il materiale recuperato ci sono tutti gli arredi riutilizzabili, le apparecchiature informatiche ancora in uso e i disegni e lavori presenti nell'edificio.Se qualche disegno è finito tra il materiale da scartare (mi dicono si contino sulle dita di una mano, a fronte di tantissimi disegni, pressoché la totalità, debitamente ed accuratamente recuperati) è perché erano comunque rovinati.Le attrezzature informatiche scartate erano obsolete e già in disuso da anni (invero avrebbero dovuto essere smaltite da tempo).Il materiale didattico scartato, al pari di qualche suppellettile di alcun valore, è stato valutato dalla scuola come non riutilizzabile ai fini scolastici.Le stesse modalità operative sono state applicate in occasione della demolizione della scuola materna: tutto il materiale recuperabile ed in buone condizioni è stato recuperato, mentre il resto è stato necessariamente scartato. Francamente una polemica senza alcun fondamento".
''La cosa più importante di questa ricostruzione così difficile è crederci, e avere fiducia''. Così il Commissario straordinario Vasco Errani, che oggi, con il presidente delle Marche Luca Ceriscioli, ha partecipato all'inaugurazione delle nuove Terme di Sarnano, un complesso definitivamente delocalizzato dopo il terremoto del 2016.
''La riapertura delle Terme di San Giacomo è un esempio per tutti noi, un'attività che si è rialzata ed è ripartita nel territorio" ha aggiunto Ceriscioli. Il nuovo complesso, che nasce da una storia lunga 80 anni, ha trovato spazio in una struttura di via Alcide de Gasperi, con vari reparti termali e di bagno terapia. Il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli ha ricordato che per l'amministrazione le "priorità sono le scuole e le imprese. Solo attraverso sinergia e collaborazione con le istituzioni è possibile raggiungere questi obiettivi''. (Ansa)
"Il terremoto di Colfiorito, venti anni di ricerche": questo, il complesso quanto interessante tema, del convegno dibattito in programma sabato 19 agosto nella tensostruttura auditorium della Sagra della Patata Rossa.
In occasione del quarantennale della mostra mostra mercato della montagna umbro marchigiana, gli organizzatori hanno voluto avviare di fatto anche le manifestazioni per il ventennale del sisma che nel 1997 sconquassò l’Umbria e le Marche.
Per l’occasione, saranno presentati gli studi dei recenti sciami sismici nell’intera fascia appenninica da Gubbio a Sulmona.
Saranno presenti ospiti di assoluto rilievo, personaggi di primo piano a livello internazionale del calibro di: Alessandro Amato, direttore del Centro Nazionale Terremoti; Massimiliano Barchi, direttore del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia; Cristiano Fidani, direttore della Rete Elettromagnetica dell’Italia Centrale; Alice Bertuzzi, psicologa Osservatorio Gea, Luisito Sdei meteorologo Osservatorio Gea.
Con l’occasione verranno inoltre illustrate nuovo tecnologie.
Al convegno ‘Il terremoto a Colfiorito, venti anni di ricerche’ – fa sapere il presidente Stefano Morini – sono stati invitati oltre quaranti sindaci, sia quelli delle città coinvolte nel terremoto del ’97 che dei comuni interessati dai successivi sciami sismici, sino a quelllo dello scorso anno di Amatrice e Norcia.
Da lunedì prossimo 21 agosto, nell’ambito dell’intervento di manutenzione straordinaria di viale Indipendenza, inizieranno i lavori che riguarderanno entrambi i marciapiedi nel tratto di strada compreso tra la chiesa di Santa Croce e via Lorenzoni.
I lavori consisteranno nella fresatura dell’asfalto, risistemazione degli scivoli a servizio dei disabili e delle scalette che conducono nel quartiere di Ficana.
Sono lavori preliminari all’asfaltatura vera e propria dei marciapiedi che verrà effettuata i primi giorni di settembre prima dell’inizio del nuovo anno scolastico e che non comporteranno cambiamenti alla circolazione stradale nella zona dato che l’intervento andrà avanti a piccoli stralci.
Dopo il noto decreto legge n. 73 del 7 giugno 2017 in materia di vaccinazioni, dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, il Ministero della salute ha emanato le circolari, la prima del 14 agosto 2017, che fornisce indicazioni operative su quattro vaccinazioni raccomandate per i minori di età compresa tra zero e 16 anni (anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus) e quella del 16 agosto 2017 con le prime indicazioni operative per l’attuazione del suddetto Decreto che contiene i modelli per l'autodichiarazione e una tabella di ausilio per il controllo dell'adempimento delle vaccinazioni obbligatorie. La norma, viene specificato espressamente, sostituisce le indicazioni fornite con la Circolare 12 giugno 2017.
Alla luce delle nuove circolari, in particolare quella del 16 agosto, è opportuno riportare di seguito in sintesi alcune tra le principali le direttive che non mancheranno di riaccendere il già infuocato dibattito tra pro e contro l’obbligo di vaccinazione, con prevedibili ripercussioni anche di natura giudiziale per il probabile tentativo da parte dei contrari di adire la Consulta per la verifica della costituzionalità della normativa.
Le vaccinazioni sono offerte gratuitamente dalle Asl, in base a specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita."La sanzione estingue l'obbligo della vaccinazione - si legge - ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell'infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l'anno di accertamento dell'inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all'adempimento dell'obbligo vaccinale". Il divieto di iscrizione ai non vaccinati non vale invece per la scuola dell'obbligo. "Diversamente, per gli altri gradi di istruzione, e precisamente per quelli dell'obbligo - si legge sempre nella circolare - la presentazione della documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado, centri di formazione professionale regionale) o agli esami". I minori non vaccinabili per ragioni di salute, spiega la nota, sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati. "Inoltre, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie comunicheranno alla ASL, mediante modalità operative decise localmente dalla ASL, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati".
Dopo l’abbattimento degli edifici pericolanti, o parzialmente crollati a seguito delle scosse di terremoto, sono più di 10mila le tonnellate di macerie rimosse nel Comune di San Severino Marche. Grazie alla fattiva collaborazione avviata tra Amministrazione comunale e Cosmari, il consorzio che si sta occupando del recupero dei materiali, negli ultimi giorni è stata intensificata l’attività di rimozione in particolare nel quartiere Uvaiolo, uno dei maggiormente colpiti dal sisma, dove in due settimane sono stati definitivamente chiusi ben tre cantieri.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto personalmente effettuare un sopralluogo per rendersi conto della situazione e per accelerare l’opera di rimozione delle macerie: “Il Cosmari non è al momento in grado di smaltire il tonnellaggio previsto nel piano macerie comunale per problemi legati alle dimensioni dell’impianto di stoccaggio ma si sta lavorando per il suo ampliamento. Nei lavori di rimozione abbiamo chiesto che fosse data priorità a San Severino Marche anche per liberare la viabilità vista la presenza in alcune zone di tanti edifici demoliti ormai da diverso tempo. Quanto stoccato verrà lavorato e riutilizzato nella ricostruzione degli edifici e dei manufatti comprese le massicciate nelle aree dove verranno installate le Sae, le strutture abitative emergenziali”.
Anas e quattro imprese aggiudicatarie dei lavori necessari al ripristino della transitabilità sulla strada provinciale 209 “Valnerina”, colpita dal sisma in prossimità del confine umbro-marchigiano, hanno sottoscritto questa mattina l’atto di consegna che dà ufficialmente il via agli interventi.
I lavori, del valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, prevedono tra le altre cose la realizzazione di una viabilità di circa 600 metri, utilizzabile sotto monitoraggio ed in fasce orarie limitate, in grado di ripristinare nel più breve tempo possibile la circolazione in modalità provvisoria. A tal fine, i lavori comprendono anche 3 interventi di disgaggio dei massi pericolanti sull’intero versante e di protezione della sede stradale dal rischio di caduta massi.
In seguito al terremoto del 30 ottobre il tratto in questione, nel comune di Visso (MC) era stato compromesso da una grave situazione idrogeologica generata dal sisma, che ha interessato tutto il versante. In particolare, un’ampia frana di circa 60 mila metri cubi ha travolto l’infrastruttura e ha deviato il corso del fiume Nera, causando la formazione di un bacino lacustre che ha sommerso il piano viabile. Il tratto è stato inoltre interessato da una diffusa caduta di massi provenienti dal costone roccioso e da una condizione di forte instabilità geologica con rischio di ulteriori frane e cadute massi.
Tale situazione ha richiesto, nei mesi scorsi, l’esecuzione di numerosi rilievi tecnici e geologici nonché di un’approfondita fase di progettazione, di concerto con Comuni di Visso, Ussita, Castelsantangelo, la Provincia di Macerata e la Regione Marche.
Lo scorso 12 luglio erano stati poi pubblicati i bandi di gara, aggiudicati con procedura aperta accelerata lo scorso 10 agosto. Le imprese aggiudicatarie sono: “Dolomiti Rocce Srl” con sede in provincia di Belluno, “Ricci Guido Srl” con sede in provincia dell’Aquila, “Nagostinis Srl” con sede in provincia di Udine e “Ingegneria e Costruzioni Srl”, con sede a Messina.
I lavori rientrano nel primo stralcio del “Programma di ripristino delle strade colpite dal sisma”, che prevede 500 interventi per un importo complessivo stimato in circa 474 milioni di euro. Si tratta, in particolare, di interventi sulle strade in gestione Anas che non era stato possibile eseguire in regime di emergenza per l’entità dei danni che richiedevano rilievi tecnici e una approfondita fase di progettazione nonché di interventi di ricostruzione da eseguire su strade di competenza di Comuni, Province e Regioni che, in base al decreto legge n. 205 del 11/11/2016, hanno deciso di delegare all’attuazione di Anas in qualità di Soggetto Attuatore di Protezione Civile.
Per informazioni sull’avanzamento del Programma di ripristino delle strade colpite dal sisma e sui relativi bandi di gara è possibile consultare il sito internet www.anas-sisma2016.it.
Verranno consegnate il 23 agosto le chiavi delle prime 10 Sae nel comune di Fiastra, nell'area di Polverina, dove troveranno posto 10 famiglie residenti nella frazione, a San Lorenzo in Colpolina, Collevecchio e San Marco.
Il 21 invece verranno assegnate le casette dell'area di Acquacanina e San Lorenzo e entro la fine agosto verranno occupati anche gli appartamenti dell'area di Fiegni, già assegnati. L'area Sae di Fiastra, dove trovano posto 24 appartamenti, verrà consegnata entro il mese di ottobre. Si allungano, invece, i tempi di realizzazione della scuola. A seguito delle indagini geologiche, infatti, la ditta che ha in carico la costruzione del nuovo complesso sta studiando soluzioni per risolvere alcuni problemi tecnici che si sono presentati.
Di concerto con le famiglie degli alunni, quindi, è stato deciso di allestire uno spazio provvisorio nel modulo polivalente e a breve inizieranno i lavori per riadattare gli spazi e consentire, così, il regolare avvio dell'anno scolastico.
L’Uomo Gatto è più carico e determinato che mai nella sua Porto San Giorgio. La vincita a Caduta Libera, il tormentone Mooseca con Enrico Papi, l’innovativo singolo Samba e la ricerca di una nuova love story. “Non chiamatemi leggenda, non lo accetto. Vi stupirò ancora"
Grinta, carica ed entusiasmo. Un’estate all’insegna del bel tempo per l’Uomo Gatto, al secolo Gabriele Sbattella, uno dei personaggi più amati della storia della televisione italiana. Davvero un Catman a tutto campo quello che, qualche giorno fa, si è concesso ad una lunga intervista. Un autentico fiume in piena, ricco di emozioni ed aspettative e con tante cartucce ancora da sparare. Da Porto San Giorgio, città in cui attualmente abita, a Civitanova Marche per una gustosa cena in un noto locale della zona in cui si è raccontato a 360 gradi, senza limitazioni o censure.
La storia dell’Uomo Gatto parla chiaro e non ha bisogno di grandi presentazioni. Icona indimenticabile del noto programma televisivo Sarabanda condotto da Enrico Papi, Catman nasce a Sant’Elpidio a Mare il 7 Novembre 1971. Termina gli studi e la scuola di interpreti linguistici a Misano Adriatico, poi inizia a lavorare come animatore turistico in alcuni villaggi, dalla regione Toscana all’Emilia Romagna. Apparse in tv per la prima volta il 12 novembre 2002 nel programma Sarabanda, in seguito a due casting, e riuscì subito a sconfiggere il famosissimo Giulio De Pascale, in arte Max Il Campione Mascherato. Da lì una scalata ininterrotta di 79 puntate da protagonista: tre mesi consecutivi di successi fino all’uscita di scena ad opera di Tiramisù.
Gabriele - con il suo look inconfondibile fatto di camicie bizzarre e pettinatura stravagante ma soprattutto grazie alla sua cultura musicale da oscar - riuscì subito ad entrare nel cuore della gente. Fu ribattezzato da Enrico Papi come L’Uomo Gatto per i suoi trascorsi come ballerino nel musical Cats, in cui interpretava il dio dei gatti.
Ecco l’intervista integrale.
Il 2002 per te rappresenta l’anno della svolta… Gabriele Sbattella diventa ufficialmente l’Uomo Gatto. Cosa ricordi di quell’annata? Quando sono riuscito a sconfiggere Max il Campione Mascherato mi sono sentito il Rocky Balboa della situazione, anche se a dir la verità non mi sono goduto al massimo la vittoria. Infatti temevo che la gente avrebbe reagito male.. Max era stimato ed amato un casino, io non ero nessuno. Fortunatamente poi non è andata come pensavo e ancora oggi tanta gente mi ama. L’annata 2002? A dire il vero preferisco dimenticarla specie per tre motivi: il nostro capo-villaggio, nel Ravennate, si divertiva a creare tensione in noi animatori piuttosto che spirito di squadra. Il clima non era dei migliori, pioveva sempre… L’Italia calcistica uscì agli ottavi mondiali contro la Corea con un arbitraggio contestatissimo
Quasi 80 puntate consecutive con Enrico Papi, poi è arrivato Tiramisù che ti ha mandato a casa… Che sensazioni hai provato nell’uscire di scena? Complimenti a Tiramisù, d’altronde era normale che prima o poi sarebbe arrivato qualcuno capace di sconfiggermi in puntata… In ogni modo, da lì in avanti sono arrivate per me tante chiamate da giornali, studi televisivi, locali e club del centro-nord. Addirittura qualche fan mi mandava regali a casa…
Sinceramente ti saresti mai aspettato tutto questo successo griffato Catman? No, nella maniera più assoluta. All’inizio, appena entrò Tiramisù al mio posto, pensavo di tornare in qualche villaggio turistico da animatore, poi il calore del pubblico mi ha fatto cambiare idea… A tal proposito ricordo con piacere la mia presenza negli studi Rai di Via Teulada a Roma e negli studi di Quelli che il Calcio in via Mecenate a Milano con Simona Ventura… In tanti mi bloccarono all’ingresso chiedendo foto, autografi, c’era perfino chi intendeva stamparmi baci sulla guancia… Nel ricordare quelle scene di isteria collettiva, mi sembra di vivere ancora un sogno.. Qualche regista, sin dai primi tempi, chiese al mio agente: ma chi diavolo mi hai portato oggi, che ci sono così tanti fans? Un attore di Hollywood? E più di una volta, all’uscita dagli studi televisivi, ho rischiato di perdere taxi, treni e voli… Un’emozione immensa
Cosa non concepisci del contesto televisivo? Non mi piace chi vive solamente per criticare i personaggi famosi. Non sopporto l’arroganza e la maleducazione di quella fascia di stakeholder chiamata haters.. Ancora oggi qualcuno mi critica sui social network per partito preso e io mi diverto a rispondere postando sotto al commento una semplice caramella. Se tanta gente mi ha voluto e mi vuole ancora bene ci sarà un valido motivo….
Cosa rispondi invece a coloro che sostengono che l’Uomo Gatto è ormai una figura morta e sepolta? Che sono ancora vivo ed estremamente carico… Gabriele Sbattella si diverte e ricevo tante chiamate e inviti in locali, eventi, manifestazioni e studi tv… E il recente successo a Caduta Libera non rappresenta per me un punto di arrivo perché ho ancora numerose cose da proporvi
Sei stato uno dei protagonisti dell’ultimo Sarabanda… Hai vissuto questa esperienza con l’entusiasmo di 15 anni fa, lo si è visto bene… Come è nata l’idea di tornare da Enrico Papi? A dir la verità non ci volevo andare inizialmente al programma Sarabanda del Ventennale. Ma non perché non ero allenato a livello musicale... Io, la mia famiglia e la mia ex ragazza abbiamo subito negli ultimi tempi numerosi attacchi mediatici da parte dei cosiddetti haters. Mi hanno perfino accusato di essere stata la causa principale della rovina di Sarabanda… Mi hanno ferito fino in fondo dandomi perfino dell’omosessuale, categoria di popolo che io personalmente rispetto in tutte le sue forme… Dopo aver seguito a febbraio il Festival di Sanremo in qualità di giornalista (Gabriele è iscritto all’ordine giornalisti pubblicisti, ndr) insieme ad una troupe televisiva di Sky, la gente che mi vedeva in giro in Liguria mi ha riempito d’affetto, chiedendomi molte foto e autografi… Tutto ciò ha rappresentato per me un chiaro emblema che il popolo televisivo mi vuole ancora bene e dunque non ho voluto darla vinta agli haters.
Come hai vissuto lo scorso dicembre le puntate in Caduta Libera, trasmissione Mediaset con Gerry Scotti, e il viaggio vinto a Dubai? Io personalmente adoro Gerry, condividiamo la stessa passione per la musica. D’altronde la mia famiglia è cresciuta a pane e Deejay Television. A Caduta Libera sono riuscito a portare a casa 11.000 euro. Il viaggio a Dubai me l’ho invece guadagnato rispondendo ad una domanda che riguardava proprio una città degli Emirati. Una città, Dubai, che considero il Lunapark dei grandi, con vie di shopping e skyline di grattacieli impressionanti. Di notte sembra essere nel film Blade Runner con Harrison Ford. Che dire, è stato bello vedere da italiano auto come Ferrari e Lamborghini e negozi di moda tutto Made in Italy. Forse è simbolo che qualcosa noi italiani sappiamo anche fare…
Non dimentichiamo nemmeno il tormentone estivo Mooseca con Enrico Papi… Che grandi risate. Enrico è un amico, ci siamo conosciuti per la prima volta al mio casting nel 2002. Se fossimo giocatori di calcio saremmo due punte, magari del Barcellona o Real Madrid. Siamo due tipi molto comici, uno la spalla dell’altro. Con Enrico mi piacerebbe un giorno realizzare una trasmissione televisiva del tipo ‘Viaggio Milano-Roma” dove potrebbero esserci due personaggi che raccontano con sorriso a trentadue denti le proprie storie e i propri aneddoti personali
Cosa rappresenta per te la musica? Per me le note musicali rappresentano linfa vitale. Ascolto musica da quando avevo 2 anni. All’inizio era un passatempo poi è diventata una grande passione. La mattina, tuttora, apro gli occhi ed ascolto musica. Durante i viaggi mi fa una compagnia immensa, mi piace ascoltare numerosi artisti degli anni 60-70 e ho anche delle compilation che amo creare io ad hoc
Quali sono i tuoi singoli del cuore? Sicuramente Occidentali’s Karma di Gabbani, canzone che mi dà grande allegria e mi ricorda Sanremo; A Blue Shadow di Berto Pisano, pezzo del 1974; a pari merito il Risveglio dei Pooh del 1977, singolo di una dolcezza infinita; infine la Pastorale di Beethoven, che infonde tanta pace, e la colonna sonora C’era una volta in America che riesce ancora ad emozionarmi
Ti abbiamo visto anche nei panni di cantante, in occasione della presentazione il 31 maggio scorso del tuo nuovo singolo Samba… Mi è sempre piaciuto cantare, ma assolutamente non voglio diventare un cantante professionista. Voglio solo divertire, divertire e divertirvi. Samba è un brano carnevalesco, è una canzone con ritmo latino-americano che se da un lato possiede una vena malinconica dall’altro trasmette allegria. L’idea mi è venuta in mente in occasione di Sanremo lo scorso febbraio. Appena ho visto l’Ariston mi sono detto che avrei potuto morire davanti a quella fantastica cornice. Clima incredibile, indescrivibile. Proprio la colorita tintarella che mi ha saputo offrire il sole di Sanremo mi ha ‘regalato’ l’idea di improvvisarmi cantante nel nuovo singolo Samba…Una cover del successo datato 1968 di Don Backy, già in vendita su iTunes. A tal punto voglio salutare David Marchetti della Ghiro Records (Marchetti produce il singolo Samba ed è l’ex produttore anche di Anna Tatangelo, ndr) il quale durante la settimana del Festival mi ha fatto questa proposta. Con lui ho instaurato un grande rapporto professionale ed umano, lo considero ‘l’amico che non ho mai avuto’…
David Marchetti ti reputa un suo grande amico e ci comunica che hai un’intelligenza di livello superiore …e che la sua scelta di puntare su di te in Samba è stata una scelta artistica, visto che ti considera uno dei più grandi conoscitori della musica italiana, capace di pubblicizzare anche brani meno noti… Ringrazio David, una persona per me speciale
L’ultimo scherzo delle Iene è stato molto divertente per il pubblico… Preferisco non parlarne…
Obiettivi e ambizioni future? Vorrei realizzare il mio secondo singolo nonché uscire con un album vero e proprio… E soprattutto trovare l’amore, ovvero la persona giusta che mi voglia bene non per il personaggio Uomo Gatto bensì per Gabriele Sbattella uomo… Il mio cuore ha sofferto troppo, ho avuto una difficile situazione sentimentale negli ultimi anni. Adesso voglio trovare la persona giusta, voglio che trionfi il vero amore
Sei un marchigiano doc… Cosa pensi della regione Marche e ci sono luoghi italiani che ti sono rimasti nel cuore? Durante la mia vita ho avuto la fortuna di girare molto. Ciononostante adoro la mia terra in tutto e per tutto, specie per la varietà di paesaggio che riesce ad offrire. Spero ci si riesca a rialzare dopo questo terremoto brutale che ha colpito il centro Italia. La mia seconda casa rimane in ogni modo l’Emilia Romagna. E’ una regione che amo fino in fondo, mi piace molto il carattere delle persone, accoglienti e disponibili. La città di Cento, dove ho vissuto con l’ex mia ragazza per 3 anni e mezzo, è e sarà sempre nel mio cuore. Si vive e si mangia molto bene e ha un carnevale bellissimo a cui ho partecipato come figurante per ben tre edizioni. Lì ero telecronista sportivo della squadra di basket della città, e se ancora porto con me la sciarpa dei tifosi di Cento è perché gli Old Lions sono un tifo unico in Italia. Non dimentico nemmeno gli anni trascorsi a Misano Adriatico, quando frequentavo da giovane una validissima scuola di interpreti linguistici. Ancora oggi so utilizzare le lingue molto bene, di conseguenza mi piace viaggiare
Hobby e rimpianti dell’Uomo Gatto? Musica, Milan e Bayern Monaco. Mi piace molto anche andare al mare a Porto San Giorgio e rilassarmi. A livello di rimpianti invece, sicuramente il non aver mai imparato a suonare la chitarra classica
Uomo Gatto e Gabriele Sbattella… Figure differenti o identiche? Gabriele è una cosa, l’Uomo gatto è un’altra.. Il primo è molto riflessivo, il secondo è più istintivo. Indubbiamente mi piacerebbe essere chiamato in qualche trasmissione televisiva e far sapere alla gente chi è veramente Gabriele Sbattella. Avrei tante cose da dire e tante cartucce da sparare
Allora Gabriele ci prometti che tornerai presto in tv? Certo, non chiamatemi leggenda, mi fate arrabbiare. L’Uomo Gatto graffierà ancora e saprà stupirvi. A tutti coloro che mi vogliono bene mando intanto un caloroso Miao Miao…
Intervista realizzata dal giornalista Daniele Bartocci
La parola “riconciliazione” è stata al centro dell'omelia del vescovo Luigi Conti che ha celebrato oggi pomeriggio, nella chiesa di Cristo Re, la messa per la festa del patrono San Marone, insieme ai parroci della città. La liturgia precede, come tradizione, la storica processione delle barche in mare e il corteo che accompagna, insieme alla banda cittadina, l'urna del martire ospitata quest'anno dal peschereccio “Il Predatore”. Tantissime le persone che hanno partecipato alla ricorrenza e tra loro, un'ampia rappresentanza di autorità civili e militari, associazioni, volontari della Protezione civile e Croce verde. In prima fila, per la prima volta a questa celebrazione nella veste di Primo cittadino, il sindaco Fabrizio Ciarapica, il vice Fausto Troiani, il presidente del consiglio Claudio Morresi, gli assessori Gabellieri e Capponi, l'ex vicesindaco Giulio Silenzi, il consigliere regionale Francesco Micucci e diversi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.
“E' per me un momento sempre molto affascinante venire a Civitanova – ha detto mons. Conti – una città in crescita e piena di vitalità, ma sappiamo che lo sviluppo porta dietro anche molti problemi, quali la droga, la prostituzione, il riciclaggio, il gioco d'azzardo. Questa è una città di grande richiamo, una grande città. Voglio salutare la nuova Amministrazione comunale, le autorità presenti e chi fino ad oggi ha amministrato, perché su tutti voi pesa questa grande responsabilità di guidare una comunità così complessa. Sono lieto che i parroci, coadiuvati dalla società civile, abbiano ripristinato questa bella tradizione. Ma è necessario andare nel profondo, non prendere a pretesto San Marone per fare poi tutt'altro”. Il Vescovo Conti ha quindi richiamato i fedeli a non legare la festa alla mondanità, alle apparenze, ma a riflettere sul suo significato profondo per la comunità. “San Marone – ha detto – è morto martire per la cristianità e a questo dobbiamo pensare nel nostro cammino simbolico verso il mare, in memoria delle persone che in mare hanno perso la vita e di chi con il mare lavora. Occorre impegnarsi verso la riconciliazione. Gesù ce lo ha detto nel Vangelo, e noi dobbiamo seguire il suo insegnamento. Non sarebbe male ci fosse anche in Giunta un assessore alla riconciliazione, al Sindaco affido questo compito: la pace è un dono che viene dall'alto e che dobbiamo chiedere e se lo chiediamo unendoci agli altri, ci sarà dato”.
A fine messa il corteo religioso con l'urna del santo ha percorso viale Matteotti, via Trento verso il molo sud dove erano posizionate le imbarcazioni che hanno preso il largo. Lasciato il porto ad un miglio, i parroci hanno benedetto il mare e gettato la corona di fiori per ricordare i caduti in mare. Al ritorno, la processione ha raggiunto dalle vie del centro il santuario di San Marone.
Venerdì 18 agosto, il programma dei festeggiamenti proseguirà nella Città Alta e terminerà con il concerto di Luca Barbarossa in piazza della Libertà e i fuochi d'artificio al pincio.
"Ancora una volta presa in giro dai servizi sociali". E' questa la dichiarazione di Eleonora O., giovane mamma con un bambino di 10 anni senza casa e senza lavoro, aiutata dai militanti di CasaPound Macerata nel cercare di trovare una soluzione sia abitativa che lavorativa, della quale abbiamo già scritto qua nei giorni scorsi.
"Sei anni fa i servizi sociali mi suggerirono di rivolgermi alla Diocesi, che mi fece un regolare contratto d'affitto per un appartamento di loro proprietà, pur sapendo che io ero senza lavoro. Chi mi ha fatto il contratto era a conoscenza della mia situazione e ci eravamo accordati perché io fossi aiutata non tanto nel pagamento dell'affitto, ma nella ricerca di un lavoro che non sono mai riuscita a trovare. Ho anche fatto richiesta alla curia per pulire le scale dei loro edifici in cambio del canone d'affitto ma la mia richiesta è stata rifiutata. Quindi dopo essere stati sfrattati da quell'appartamento" continua Eleonora "io e mio figlio siamo stati ospiti di mio cognato, in una casa che però per problemi strutturali è stata dichiarata inagibile e dovrà essere lasciata entro breve."
La donna si è così rivolta di nuovo ai servizi sociali, ma a quanto pare con scarso successo.
"Ai servizi sociali ho ricevuto la proposta di un 'aiuto' da parte del Comune che consisterebbe nel pagarmi metà dell'affitto per le prime due mensilità qualora riuscissi a trovare un appartamento. Ma come faccio se non ho un lavoro? Quale proprietario di casa affitterebbe un appartamento a queste condizioni? Ciò di cui ho bisogno è di un lavoro che mi permetta di pagare poi l'affitto, non di un palliativo senza senso."
Ad aiutare e sostenere Eleonora ci sono i ragazzi di CasaPound Macerata, che nel frattempo hanno anche organizzato delle collette alimentari per la giovane donna e per suo figlio.
"Come già capitato in passato, ci ritroviamo di fronte al totale menefreghismo da parte dell'amministrazione comunale nei confronti di una famiglia italiana che ha davvero bisogno d'aiuto", affermano i militanti. "In una città come Macerata, in cui i soldi destinati ai servizi sociali dovrebbero garantire un welfare stile Nord Europa, è inaccettabile che una famiglia in difficoltà si trovi a non avere nessuna prospettiva e nessun aiuto da parte delle istituzioni. Ci rendiamo conto che una donna italiana, laureata, e con un figlio non rappresenti fonte di grande guadagno a differenza dei tanti immigrati che qui trovano facilmente comode sistemazioni, e che quindi non sia così appetibile; ma chiediamo a gran voce" concludono i militanti di CasaPound "che chi di dovere dimostri di tenere ai propri concittadini a differenza di chi guarda solo al proprio portafogli."