Stanno arrivando in questi giorni nelle abitazioni di tanti cittadini, richieste di pagamento da parte del Consorzio di Bonifica con una nota esplicativa non chiara che sembra sospendere e non annullare il pagamento ai soli residenti.
Un'attività in controtendenza con quella che è stata la sospensione, se non l'eliminazione parziale, delle bollette di riscossione da parte dei diversi erogatori di servizi dopo il disastro sismico del 2016. La domanda che in molti si pongono, infatti, è perchè la eventuale sospensione sia limitata ai soli residenti, visto che le bollette riguardano comunque utenze che ricadono in Comuni ricompresi nel cratere sismico.
"Speriamo che qualcuno possa intervenire" dicono diversi cittadini che hanno inoltrato la loro richiesta a parlamentari e consiglieri regionali delle Marche.
Ben 4577 farmaci non scaduti recuperati da ottobre 2015, per un valore di 64.850 euro. Prodotti che sono poi stati consegnati a chi ne aveva bisogno. Questi gli importanti numeri del Banco Farmaceutico nella Provincia di Macerata, che presto si allargherà interessando anche una farmacia dell'entroterra colpita dal sisma.
L'iniziativa è stata avvviata nel maceratese con la collaborazione dei comuni di Civitanova (come capofila), Morrovalle e vede in prima linea il Rotary Club Civitanova. Proprio sabato mattina, il club civitanovese ha tenuto in città un workshop aperto a tutti i presidenti dei Rotary nelle Marche, per far conoscere il lavoro svolto e ampliare il raggio di azione.
"Da anni abbiamo aderito con risultati lusinghieri - ha esordito il presidente del Rotary Civitanova Dino Gazzani - troviamo sia importante informare tutti i partner di questa iniziativa per collaborare insieme alla buona riuscita di un service così importante".
Ad aprire il seminario, Filippo Ciantia, direttore della Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, che ha ossevrvato come "un italiano su quattro non riesce ad avere accesso ai farmaci: la povertà purtroppo è stagnante e peggiora da alcuni punti di vista". Il Banco Farmaceutico, partito dal 2000 grazie a due farmacisti, ha portato oltre 3850 farmacie in rete con gli enti, raggiungendo oltre mezzo milione di persone".
"Le farmacie che al momento hanno aderito in Provincia sono la Comunale 3 e 5 di Civitanova e la Comunale di Morrovalle, - ha detto Pierluigi Monteverde, delegato della Onlus per la Provincia di Macerata - con gli enti beneficiari che sono l'Asp, Opera Pia Antonio Gatti di Montecosaro e l'Ali, Associazione Latino Americana in Italia, per l'eccedenze. Presto anche una quarta farmacia, a Gagliole, farà la raccolta del farmaco non scaduto, con i prodotti che andranno ad una casa di riposo del territorio. Con il terremoto questa struttura ha visto crescere le esigenze".
Al seminario ha relazionato sull'esperienza in Italia Franco Lo Mauro, responsabile del territorio per il Banco. Il workshop, che si è tenuto al ristorante "Orso" di Civitanova, ha visto partecipare molti presidenti dei club Rotary delle Marche. Tra il pubblico il maggiore Enzo Marinelli, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Civitanova, la dottoressa Tiziana Bentivoglio, dirigente medico del dipartimento di Prevenzione dell'Asur Area Vasta 3 sede di Civitanova e l'assessore ai Servizi sociali del comune costiero Barbara Capponi.
Le scosse di fine ottobre 2016 hanno reso inagibile il loro ambulatorio veterinario all'ingresso del centro abitato di Ussita: ma Valentina, Monica e Noemi, tre veterinarie, non si sono perse d'animo e hanno continuato a lavorare, praticamente su base volontaria. Ogni giorno caricano la loro auto di sacchi di mangime e partono dirette alle frazioni del piccolo paese devastato dal terremoto.
Portano da mangiare e, se necessario, praticano qualche terapia o anche danno solo una carezza, a galline, conigli, pecore, qualche cavallo, e soprattutto una settantina di cani e quasi 150 gatti, alcuni rimasti senza padrone, altri componenti di varie colonie di randagi. Da un po' hanno lanciato anche una serie di iniziative per autofinanziarsi, vendendo sassi artistici, magneti, calendari, stampe che raffigurano i loro 'pazienti': "Gli animali del terremoto".
(Fonte Ansa)
159 uffici postali a rischio chiusura in tutte le Marche, 52 solo in provincia di Macerata. Dopo l'allarme lanciato da Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati a seguito di un question time in Parlamento, arriva l'intervento di Slp Cisl che intende fare chiarezza sulla questione precisando che il piano quadriennale è al momento congelato.
La speranza del sindacato dei lavoratori postali è che non si voglia procedere alle chiusure prospettate, che determinerebbero un pesante depauperamento dei territori già denunciato in passato attraverso una serie di iniziative e di manifestazioni che hanno visto la partecipazione di centinaia di persone e il coinvolgimento di tutti i sindaci della regione.
"Non bisogna confondere - si legge nella nota stampa diffusa - poi il piano di riduzioni con la questione del recapito a giorni alterni, al centro dell’attuale piano di riorganizzazione aziendale per risparmiare sul costo del lavoro e che dovrebbe essere applicato nelle Marche, ultima regione interessata dall’attuazione, tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2018. Invece trae origine da un progetto di riorganizzazione aziendale la cui principale ragione è risparmiare sul costo del lavoro. Nelle regioni dove il recapito a giorni alterni è già entrato a regime, gli effetti del nuovo modello sono stati devastanti e la qualità del servizio è in caduta libera: in molte località del paese il portalettere non bussa alla porta del cittadino più di una volta a settimana. Da una indagine sulla qualità condotta internamente alla azienda, la struttura del recapito delle Marche risulta essere la migliore a livello nazionale. La nostra impressione è tuttavia completamente diversa: vi sono molte criticità sia per garantire il recapito a domicilio, sia riguardo il ritiro della corrispondenza descritta (raccomandate, assicurate ed atti giudiziari) di cui è stato lasciato avviso presso gli uffici postali. L’applicazione del recapito a giorni alterni non potrà dunque che andare ad inficiare questo quadro già di per sé problematico, con crescenti disagi per i cittadini".
La Slp Cisl ritiene che le priorità del settore siano ben altre, innanzitutto il rinnovo del contratto, l’organizzazione del lavoro, regole certe sullo sviluppo professionale, sulle politiche di incentivazione economica e meritocratiche. Mancano politiche attive del lavoro utili a superare le condizioni di vero e proprio precariato che vivono i Part Time e il personale flessibile assunto con contratto a tempo determinato.
"Come già denunciato in passato - si conclude la nota - permangono esagerate pressioni in capo agli addetti di sala consulenza e ai direttori degli uffici che, nonostante la firma di un protocollo ad hoc, vengono continuamente vessati affinché aumentino ricavi e quindi utili per gli azionisti. L’impressione è che la funzione sociale dell’azienda e dei servizi che offre sembra perdere di valore ogni giorno che passa".
Spunta anche una tenda nel sottopasso di via Mugnoz. Scritte sui muri, sporcizia e un persistente cattivo odore di urina stanno rendendo la zona dei Giardini Diaz a Macerata sempre più degradata e l'amministrazione comunale sembra quasi non accorgeresene.
Ora nel sottopasso c'è anche una tenda, come testimonia la foto scattata da un cittadino ieri mattina, dove dormono in due persone: un vero e proprio bivacco che non può essere ignorato sia per lo spettacolo indecoroso che restituisce ai cittadini che passano di là sia per l'emergenza povertà della quale questa immagine si fa cartolina.
Forti temporali, pioggia e vento in tutte le Marche, ma anche la prima neve.
Il maltempo si è abbattutto in tutta la regione e ha portato con sé i primi fiocchi che hanno imbiancato le zone di Bolognola e Sassotetto. Nelle immagini si vede la stazione di Bolognola Ski a Pintura.
Una prima neve e un maltempo che di certo non agevolerà i lavori di costruzione delle casette per gli sfollati del terremoto.
Come era prevedibile, la esternazioni del portavoce del comitato di terremotati "La terra trema, noi no" sulla politicizzazione della manifestazione di sabato a Montecitorio e la conseguente accusa agli organizzatori ha scatenato l'immediata reazione di chi si è sentito chiamato in causa.
Un certo malcontento, a dire il vero, serpeggiava già da qualche tempo in maniera forse più sotterranea, ma stavolta si è di fronte a una sorta di resa dei conti che, però, potrebbe anche avere la conseguenza di portare a un chiarimento definitivo.
A intervenire è Francesco Pastorella, fra gli organizzatori della manifestazione di sabato a Roma e fin dai primi giorni in prima linea per chiedere interventi urgenti al Governo e al Commissario Straordinario.
Questo il testo integrale delle dichiarazioni di Pastorella:
Anche se non mi fa piacere scendere a questi livelli, sono costretto a rispondere punto per punto visto che un giornale seguito come Picchio News ha pubblicato le accuse di chi da mesi mi diffama ....
PRESUNTO INTERESSE POLITICO: premettendo che essere accusato di essere politicizzato dal l’assessore al turismo Pieroni che stava cacciando i terremotati dagli hotel della costa per far spazio ai turisti è stato un onore perché significava che la protesta che stavamo portando avanti insieme a chi adesso mi diffama, aveva colto nel segno tanto da far innervosire l’assessore, lui sì politico .
A proposito di favori e benefici personali, mi risulta che la maggior parte dei terremotati siano stati cacciati da quelle strutture, ma il diffamatore è rimasto e nessuno ha osato spostarlo.
MANIFESTAZIONE DI APRILE E TAVOLI TRATTATIVE: Quando si parla del comitato La terra trema noi no, si dimentica che il sottoscritto ne è stato il fondatore insieme al diffamatore e che la crescita del comitato è stata generata anche grazie al lavoro che ho portato avanti in tutte le sedi, legali, comunicative, operative ed economiche. Sono stato io che, sin dalla prima manifestazione del 2 febbraio ho mandato le mail ai presidenti di camera e senato ed a tutti i capogruppo alla Camera; sempre io mi sono presentato a palazzo Chigi chiedendo di incontrare Gentiloni o Errani nel giorno della manifestazione (incontrammo Errani). Parlarne come una cosa di sua proprietà mi risulta quantomeno incomprensibile. La manifestazione dell'1 aprile è stata interamente organizzata da quelli che il terremoto e dal sottoscritto supportato dalla maggior parte degli aderenti all’allora anche mio comitato, la terra trema noi no, escluso il diffamatore che non ha voluto neanche organizzare i pullmann perché già in disaccordo con la linea strategica (a suo avviso troppo morbida) che avevamo tracciato (eppure bloccammo la Salaria, organizzammo 10 stalli in tutto il cratere e la contemporanea manifestazione a Roma ). Non credevo e non credo che insultare i sindaci, il prefetto di Macerata (evitiamo quelli ai politici sui quali magari concordo anche ), venire quasi alle mani con uno dei soci dell’hotel nel quale erano ospitati dei terremotati, fosse il comportamento giusto per uno dei leader dei comitati e neanche la strategia da seguire per ottenere risultati. Quindi per fare il punto, alla manifestazione dell'1 aprile “quelli che” insieme a “la terra trema” hanno partecipato alla manifestazione ed i coordinatori erano Servillo e Mileto per quelli che e Pastorella ed il diffamatore per la terra trema (basta andare a guardare le immagini e le interviste ). Grazie a questa manifestazione abbiamo ottenuto un incontro interistituzionale. Prima dell’incontro del 26 aprile tutti insieme abbiamo deciso di coinvolgere i vari comitati presenti nel cratere al fine di decidere una linea comune e chiedere il “mandato” a rappresentare tutti i comitati .Alla riunione era ovviamente presente il diffamatore che abbiamo fatto sedere al tavolo del coordinamento.Aggiungo che alla riunione del 26 aprile con il governo, la prot civile il commissario Errani ed i 4 presidenti delle regioni , il diffamatore era presente nella delegazione, ha preso la parola più volte e spesso, purtroppo, è stato ripreso per aver detto cose errate a supporto di accuse pretestuose, creando al coordinamento ovvii problemi di credibilità. Il perpetrarsi di atteggiamenti poco rappresentativi nei confronti di terremotati, istituzioni e dello stesso coordinamento dei comitati ha indotto quest’ultimo ad allontanare il diffamatore per evidenti incompatibilità strategiche . Ognuno ha il diritto di pensare ed agire come ritiene opportuno e nonostante i continui attacchi, gli insulti, ed i comportamenti poco amichevoli, non abbiamo mai risposto alle provocazioni nè commentato alcuna altrui decisione. A fronte di quanto sopra dichiarare che il coordinamento sia nato dal nulla non corrisponde ovviamente a verità
VERI TERREMOTATI: Premettendo che l’impegno che si mette a favore della causa non può essere giudicato da nessuno (ognuno pensi al suo ) e che non esistono, a mio avviso, terremotati di serie A o di serie B, sono costretto a mettere i puntini sulle i visto che si continua a diffamarmi pretestuosamente. A differenza di molti che diffamano, io sono proprietario di due case crollate (cat E); sarebbe interessante se verificaste o chiedeste a questi diffamatori che si professano terremotati doc, se siano proprietari di casa terremotata. Sarebbe curioso scoprire che dove vivono non è neanche casa loro! (Confido nelle vostre capacità investigative) .Aggiungo che, sebbene residente (con bollette di gas, luc,e telefono, wifi, etc, molto pesanti già da un paio di anni purtroppo) ho rifiutato il CAS e la SAE proprio perché mi ritengo un fortunato ed una casa dove andare ce l’ho.
STOP AI TAVOLI: Ricordando che grazie ai tavoli abbiamo scoperchiato moltissime “decisioni discutibili “ da parte delle regioni (una su tutte il finanziamento della pista ciclabile e la grotta sudatoria con i soldi provenienti dagli sms solidali - riunione 28 giugno - virgolettato Pastorella Spuri), abbiamo deciso di interromperli non appena è stato evidente che la zona franca urbana era una presa in giro e, per l’ennesima volta, le promesse non venivano mantenute . A questo si sono aggiunti i ritardi nella consegna delle SAE (che nelle Marche sono al 9,5%) , nella rimozione delle macerie, nel ripristino della viabilità, negli aiuti ai lavoratori artigiani e piccole imprese, al mancato ripristino dei nostri cimiteri che ci hanno indotto ad interrompere le trattative ed indire assemblee popolari in previsione della manifestazione del 21 ottobre.
MANIFESTAZIONE PASSERELLA PER POLITICI: Nel corso delle assemblee popolari (in quella di San Severino erano presenti 6 sindaci), è emersa la volontà di coinvolgere i sindaci che si sono schierati a fianco dei propri cittadini.Abbiamo mandato mail a TUTTI i sindaci del cratere senza alcuna distinzione di partito! La manifestazione era aperta a tutti a patto che non fosse esposto alcun simbolo partitico. A conferma di questo hanno partecipato l’estrema sinistra (con i bravissimi ragazzi delle BSA che sin dal primo giorno hanno supportato i terremotati ), la destra (con il Modavi che ha gestito campi nel Lazio e nelle Marche) , sindaci, consiglieri, ma soprattutto terrmotati e nessuno ha fatto politica! Hanno tutti parlato esclusivamente di ciò che hanno vissuto durante il terremoto e ciò che si potrebbe fare . Vi do una notizia: nel corso dell’assemblea tenutasi la scorsa settimana ad Amatrice, il sindaco Pirozzi aveva dato la sua disponibilità, ma a fronte della probabile candidatura alle regionali nel Lazio, è stato concordato che la sua presenza non sarebbe stata utile ai terremotati perché avrebbe spostato l’attenzione. Se fossimo stati politicizzati, quale migliore occasione? Detto questo, sostenere che di terremotati “veri” ieri ce ne siano stati solo 50, lo ritengo un’offesa non soltanto alla mia persona, ma a quella gente che sta soffrendo da più di un anno e che continua a fare sacrifici per venire alle manifestazioni e protestare contro chi ci ha ridotto in queste condizioni. Queste situazioni fanno gola ai politici che stanno malgestendo il terremoto. Mi hanno sempre insegnato che i panni sporchi bisogna lavarli in casa e da uomo, ho provato a parlare di persona con coloro i quali diffamano, solo che davanti a me non hanno esternato tutto questo astio, per poi, pubblicamente, essere molto più convinti ed arroganti .... Per chiudere: il nemico è chi ci governa e ci sta rendendo impossibile riappropriarci delle nostre terre , non il terremotato che non ci sta simpatico.
Andiamo avanti #insiemejelafamo
Il Tar delle Marche ha respinto il ricorso dei genitori di una bambina di 7 anni, che avevano impugnato la promozione della figlia in seconda elementare in una scuola di Civitanova Marche, chiedendo di farle ripetere la prima elementare, dato che aveva denotato deficit di apprendimento e comportamentali. Secondo i consulenti della famiglia, la piccola se fosse stata costretta a frequentare la seconda elementare senza averne gli strumenti di base, sarebbe andata incontro a una "regressione psichica e comportamentale".
Dopo la sentenza del Tar, la famiglia attacca la scuola, accusandola di non avere fatto quanto doveva per supportare la bambina, predisponendo un piano personalizzato (Pdp) "soltanto a fine aprile". Domani i genitori porteranno la bimba a scuola, "ma abbiamo la netta sensazione che non sia stata fatta giustizia per la nostra famiglia".
(Fonte Ansa)
All'indomani della manifestazione dei terremotati a Montecitorio, scoppia la polemica fra i comitati che rappresentano le migliaia di persone colpite dal sisma.
Con un post al vetriolo comparso sulla pagina Facebook del comitato "La terra trema, noi no" (quasi 15mila iscritti), il portavoce Diego Camillozzi parla apertamente di una manifestazione strumentalizzata politicamente e afferma senza mezze misure che è stata organizzata da "un coordinamento sbucato dal nulla".
Per scrivere il suo sfogo, Camillozzi ha atteso il giorno dopo la manifestazione. Ma questo è il testo del post pubblicato da La terra trema, noi no.
".Ora basta. E' ora che la gente sappia.Ho aspettato il giorno dopo la manifestazione perchè mai avrei voluto dicessero che siamo stati noi a boicottarla.
LA TERRA TREMA NOI NO ha deciso di non partecipare alla manifestazione perché già da tempo sappiamo che dietro il fantomatico coordinamento dei comitati si nota interesse politico ora più che mai in previsione dell'avvicinarsi delle imminenti elezioni politiche. Il coordinatore per l'appunto fu accusato di essere politicizzato in prima sede dall'assessore regionale Pieroni ed in seconda addirittura da Errani.
Ecco come mai l'ottenimento dei tavoli di trattativa, delle assurdità ottenute con l'inganno, visto che erano i due gruppi principali, quelli che avevano organizzato le prime due manifestazione e cioe' "quelli che... il terremoto" ed appunto noi a dover essere accreditati, non questo coordinamento sbucato dal nulla se non dalla politica per soffocare le proteste di tutti quei pochi REALI comitati attivi. Chi provava ad alzare i toni di protesta, come nel mio caso, veniva allontanato, perché appunto servivano a placare gli animi e magari a mettersi in luce o a far ottenere i soliti aiuti a qualcuno che era lì solo per interesse personale.
Ora per l'assurdo vengo a conoscenza (mi riportano, essendo stato bannato da questi leoni da tastiera perdipiù estranei ai fatti) che stanno accusando noi di essere complici di politici. Il bello è che posso provare tutto, dalle minacce personali, dagli screenshot che ho postato nel loro gruppo che logicamente hanno cancellato, dove chiedevo chi, da chi e da quanti fossero rappresentati questi ipotetici comitati, dalle registrazioni al tavolo regionale e a quello nazionale a Roma, dove gli unici VERI terremotati al tavolo di trattativa eravamo solo 2 e dalla mail di risposta girataci dalla regione Marche nella quale questo coordinatore spiegava i motivi per i quali ci negava l'accredito alla riunione, cioè di essere irruenti e poco collaborativi verso le istituzioni.
Poi,dopo la vera manifestazione dalla quale loro hanno preso le distanze, abbiamo bloccato la Salaria per 5 ore. A questo punto stop dei tavoli che erano fino a quel punto riusciti nel loro intento: -fermare tutte le azioni di protesta e di rivolta-far ottenere risalto e magari favori personali ai facente parte..Quindi...? Quindi facciamo la protesta, ma la minestra riscaldata non piace a nessuno perché magari voi romani penserete che siamo montanari, ma mica stupidi. Ieri abbiamo assistito ad una sfilata di politici e di movimenti politici. Di veri terremotati ce ne saranno stati 50?
Poi mi spiegheranno come mai questa volta hanno voluto anche i sindaci, visto che il primo aprile mi toccò fare da paciere tra lui ed il Sindaco di Visso che avrebbe voluto partecipare. Ora chi vuole, si faccia la sua opinione".
Già avviata l'operazione che prevede la chiusura di 4300 uffici postali in tutta Italia, 159 quelli nelle Marche che dovrebbero quantomeno subire radicali riduzioni di orari di apertura se non la soppressione vera e propria entro il 2019, 52 quelli solo nella provincia di Macerata. Una scelta quella di Poste Italiane basata sulla razionalizzazione dicono, ma che già da tempo trova diversi oppositori.
Infatti già molte sono le segnalazioni dei cittadini che si trovano e si troverebbero ancor più in difficoltà, famiglie che per un invio postale devono e dovranno fare diversi chilometri. Per non parlare della mole di lettere in giacenza, bollette consegnate dopo la scadenza, o addirittura raccomandate urgenti portate al destinatario "con calma". Questi i dati che risultano dalle prime verifiche effettuate. E non sono decisamente confortanti.
A lanciare l'allarme è Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati. “Uno scenario che desta non poca preoccupazione - commenta Terzoni - Se da una parte è vero che oggi tante operazioni si possono fare online o altrove, penso soltanto alla possibilità di pagare una bolletta dal tabaccaio, dall’altra ci sono piccoli centri dove il servizio postale ha ancora un ruolo basilare, soprattutto laddove è alta la concentrazione di cittadini in là con gli anni. In base al documento di 124 pagine che ci è stato consegnato, gli uffici a cui diremo addio sono 52 nella provincia di Pesaro-Urbino, 11 in quella di Ancona, 52 in quella di Macerata, 22 in quella di Fermo e altri 22 in quella di Ascoli-Piceno, molti dei quali in piccole realtà o in comuni interni dove a breve per un invio postale bisognerà fare svariati chilometri. Comprendiamo l’esigenza di riorganizzazione di Poste Italiane, ma un taglio così netto ci pare una scelta scriteriata”.
Il Ministero risponde cercando di rassicurare, dicendo che in alcuni casi degli uffici rimarranno aperti due volte a settimana e che si tratta solo di un piano di razionalizzazione, ma al contrario delle intenzioni la risposta non rassicura per nulla.
"In base alle prime verifiche - prosegue la Terzoni - abbiamo appurato che non sono pochi nelle Marche gli uffici chiusi in via definitiva. Inoltre la scure su questo servizio ha prodotto una mole notevole di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell'Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi. Naturalmente come M5s non staremo a guardare, e chiederemo al ministro Graziano Delrio di prendere in mano la situazione, perché i cittadini in difficoltà per queste chiusure rischiano di diventare parecchi e molte famiglie ci stanno già inviando segnalazioni”.
Un problema da risolvere con la massima urgenza, considerati i tempi stretti con cui si sta procedendo nell'effettuazione di questa manovra. Gli Uffici Postali del maceratese sub judice sono quelli di Acquacanina, Apiro, Appignano , Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Colmurano, Corridonia, Esanatoglia, Fiastra, Fiordimonte, Fiuminata, Gagliole, Gualdo, Loro Piceno, Matelica, Mogliano, Monte Cavallo, Monte San Martino, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Morrovalle, Muccia, Penna San Giovanni, Petriolo, Pieve Torina, Pievebovigliana, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Potenza Picena, Recanati, Ripe San Ginesio, San Ginesio, San Severino Marche, Sant'Angelo in Pontano, Sarnano, Sefro, Serrapetrona, Serravalle di Chienti, Tolentino, Treia, Urbisaglia, Ussita, Visso.
Dalla lista evidente anche la chiusura di tantissimi uffici nel cratere dei comuni terremotati. Un ulteriore disagio quindi per le popolazioni colpite dal sisma. Viene da chiedersi se il Ministero abbia valutato anche questo di aspetto.
IN QUESTO LINK L’ELENCO DI TUTTI I 4300 UFFICI POSTALI INTERESSATI DAL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE: https://www.poste.it/Elenco_def_Fase-3_Step-1.pdf
"Che cos'è l'Alzheimer?" Si è aperta così la conferenza stampa di questo pomeriggio riguardante la presentazione di Macerata come "Città amica della persona con demenza". Un percorso finalizzato alla comprensione, all'accoglienza, all'ascolto e al cambiamento verso una malattia, di cui spesso si pensa di avere un quadro più o meno completo, mentre in realtà si sa ben poco. Davanti ad una ricca platea, si sono alternati interventi del sindaco Romano Carancini, dell'assessore alle Politiche sociali Marika Marcolini, dello scrittore Flavio Pagano, autore del libro "Infinito presente", della presidente Alzheimer Uniti Italia Manuela Belardinelli e della neuropsicologa coordinatrice del progetto Susanna Cipollari.
"Il progetto nasce perchè - ha affermato la neuropsicologa - l'Alzheimer è una malattia molto diffusa; ogni tre secondi una persona si ammala di demenza. Purtroppo il problema non è soltanto per la persona in questione, alla quale viene impedito di svolgere le attività che era abituata a fare quotidianamente, ma anche per la famiglia, soprattutto se questa non è supportata sin dalla diagnosi". Proprio da questi due punti centrali nasce la volontà di intraprendere il progetto, attraverso il quale si svilupperanno centri di ascolto, eventi, migliorie alla città, incontri nei luoghi pubblici, focus nelle scuole, in modo da farla diventare una città ideale per tutti, soprattutto per i malati.
"Ci vuole consapevolezza di quello che stiamo provando a fare. - ha dichiarato Carancini - La città di Macerata potrà rappresentare, spero, un modello. Questo è un grande passo, poiché abbiamo il dovere di misurarci con l'Alzheimer e con tutto ciò che comporta difficoltà, disagio e fatica. E' necessario condividere un percorso di socialità ed è chiaro che bisogna lavorare moltissimo sulla comunicazione. Ritengo che questi eventi siano tappe importanti, intesi anche come occasioni per una maggiore sensibilizzazione. Si sta lavorando ad un progetto particolare, ci vorrà impegno e costanza".
"Chi di noi non ha dei bisogni speciali? - ha detto Manuela Belardinelli - Il bisogno speciale appartiene alla persona e non alla persona malata. Siamo noi a fare delle distinzioni, a creare delle "barriere". Io stessa sono stata molto indecisa, perchè quando è partito il progetto avrei voluto chiamarlo la "Città amica della persona", poiché esiste la persona e non quella con demenza. Ovvio, bisogna avere delle attenzioni maggiori, ma non devono crearsi distinzioni, intese come barriere mentali e sociali".
Per poter affrontare un percorso di questa portata, è stato e sarà necessario il coinvolgimento di più soggetti, i quali dovranno lavorare e collaborare per un fine comune. Pertanto, un grande ringraziamento è stato rivolto all'Amministrazione comunale, all'Alzheimer Uniti Italia Onlus e all'AFAM Alzheimer Marche Onlus che hanno reso possibile tutto questo. Questo di oggi è stato soltanto il primo della serie di proposte programmate per i prossimi mesi, ma ha già riscontrato molto successo.
“Bentornato nella sua San Severino Marche”. Con queste parole il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha salutato questa mattina, accogliendolo nell’ufficio Anagrafe del Municipio, il cardinale Edoardo Menichelli che ha chiesto ufficialmente il cambio di residenza per tornare a vivere nella frazione di Serripola, dov’è nato il 14 ottobre 1929.
Nominato cardinale a 75 anni da Papa Francesco nel concistoro del 14 febbraio 2015, Menichelli è stato arcivescovo prima dell’Arcidiocesi di Chieti – Vasto, e dal 2004, dell’Arcidiocesi di Ancona - Osimo.
Originario di San Severino Marche si è formato nell’allora seminario settempedano per poi compiere gli studi filosofici e teologici nel pontificio seminario regionale “Pio XI” di Fano. A Roma, presso la Pontificia Università Lateranense, ha conseguito la licenza in teologia pastorale. È stato ordinato sacerdote il 3 luglio 1965. Dopo l'ordinazione, fino al 1968, ha prestato la sua opera come vice parroco della parrocchia di S. Giuseppe sempre a San Severino Marche e, contemporaneamente, ha avuto anche l'incarico di insegnante di religione. Dal 1968, e fino al 1991, ha lavorato come officiale presso il supremo tribunale della Segnatura Apostolica. In seguito, dal 1992 al 1994 è stato chiamato a collaborare presso la Congregazione per le Chiese Orientali come addetto di segreteria. Ha ricoperto anche l'incarico di segretario particolare dell'allora Prefetto della Congregazione, il cardinale Achille Silvestrini. Dal 1970 al 1994 ha prestato la sua opera nella pastorale come cooperatore presso la parrocchia romana dei SS. Cuori di Gesù e Maria, seguendo soprattutto la pastorale familiare. E’ stato assistente spirituale nella clinica Villa Mafalda per più di venti anni. E’ stato anche collaboratore del Consultorio familiare della facoltà di Medicina al Policlinico Gemelli dove, per alcuni anni, ha insegnato etica professionale nella scuola per infermieri professionali. Ha preso parte attiva al Sinodo della Diocesi di Roma. Nella Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, ha ricoperto gli incarichi di vice presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana e di membro della commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università. È stato assistente ecclesiastico nazionale dell’Amci, l’associazione che riunisci i medici cattolici italiani.
Il 24 settembre scorso ha salutato l’Arcidiocesi di Ancona – Osimo dopo tredici anni di ministero. Di recente è stato nominato membro del Supremo tribunale della Segnatura, un dicastero della Curia Romana e supremo tribunale della Santa Sede.
In arrivo i primi fiocchi di neve in quota sulle Marche, ma si tratterà di un peggioramento solo momentaneo. Queste sono le previsioni di Francesco Cangiotti del portale www.geometeo.it (qui), secondo il quale "questa lunga fase anticiclonica che ha caratterizzato gran parte del mese di ottobre vedrà tra domenica e lunedì un temporaneo break".
Nello specifico Cangiotti sottolinea come "A partire da domenica i primi effetti del fronte freddo in arrivo si manifesteranno dalle prime ore del pomeriggio, quando ad un generale aumento delle nubi saranno associati possibili brevi rovesci in particolare sui settori centro-meridionali della regione, in un contesto caratterizzato da un rinforzo dei venti pre-frontali da sud-ovest sulle aree interne.
Il vero e proprio fronte perturbato accompagnato da un’attiva ventilazione nord-orientale, impatterà sulle Marche nelle prime ore di lunedì 23 determinando un deciso peggioramento su tutta la regione. Piogge anche sotto forma di rovescio si muoveranno velocemente dalle aree costiere verso i settori appenninici dove complice un modesto effetto stau, le precipitazioni potranno a tratti risultare moderate.
Il tutto sarà accompagnato da un sensibile abbassamento delle temperature che stando alle ultime emissioni modellistiche vedranno valori a 1400 metri di +1° con zero termico sui 1500 metri; tali valori potranno quindi favorire anche nevicate sui nostri rilievi ed in particolare sui Sibillini con accumulo anche di qualche centimetro a partire dai 1400-1500 metri di quota.
Si tratterà comunque di un peggioramento abbastanza veloce, infatti già dalla serata di lunedì e ancor più nei giorni successivi la saccatura si sposterà verso la Grecia sotto la nuova spinta da ovest dell’alta pressione che riporterà condizioni di tempo stabile e temperature in nuovo aumento nella seconda parte della prossima settimana".
(Mappa a cura di meteo.sm)
"Le macerie ve le portiamo noi". Questo il grido delle diverse decine di terremotati arrivati a Roma dalle zone del sisma che, più di un anno fa, ha devastato il centro Italia.
Carichi di rabbia e indignazione, si sono presentati - con carriole piene di massi e pietre delle loro case crollate - davanti a Montecitorio, dove si sono radunati per un sit-in. Protestano per l’inefficace risposta del governo: in gran parte dei centri abitati, infatti, ci sono ancora macerie.
"E’ un anno che i politici fanno promesse - hanno gridato i terremotati davanti a Montecitorio - è un anno che fanno passerelle e non hanno ancora concluso nulla". Inoltre, lamentano il fatto che le casette sono state consegnate solo al 25% delle famiglie.
Erano presenti, con la fascia tricolore anche i sindaci di Cingoli Filippo Saltamartini, di Visso Giuliano Pazzaglini e il vicesindaco di Camporotondo Leonardo Roselli.
"Vogliamo ricostruire le nostre case, vogliamo ricostruire le nostre stalle che sono dispregiativamente definite come luoghi sporchi ma sono invece i luoghi da dove far ripartire la nostra economia": così Pazzaglini che ha iniziato il suo intervento ringraziando tutti i presenti, i manifestanti, definendoli come "Le persone più importanti che ci sono in questa piazza", e gli organizzatori per aver dato la possibilità di far sentire la voce dei terremotati. "Una voce" prosegue "che chiede ricostruzione ma che, a distanza di un anno è ancora rimasta inascoltata".
Pazzaglini ha proseguito tra gli applausi della gente, motivando le sue parole e affermando che la richiesta di ricostruzione è rimasta inascoltata "Perché da subito si è fatta una scelta sbagliata perché la burocrazia invece di essere semplificata, è stata complicata dall'aggiunta di ordinanze e della legge 189".
"Non voglio polemizzare - ha concluso - e prima di venire qua ho tentato tutte le strade possibile perché non mi piace lamentarmi ma voglio proporre soluzioni. Le soluzioni noi le abbiamo proposte, questa piazza ha sempre spiegato cosa doveva essere fatto e l'unica accusa che faccio a voi è quella di essere rimasti inascoltati".
Riutilizzare beni dismessi - ma ancora funzionanti – per evitare sprechi e gestire virtuosamente gli oggetti di uso quotidiano.
È questo l’obiettivo del Centro del Riuso inaugurato questa mattina a Montecassiano, ente capofila del progetto che ha visto coinvolti anche i comuni di Appignano Recanati e Treia. L’opera, realizzata in via Montale nella zona industriale Villa Mattei, ha richiesto un investimento complessivo di 120 mila euro (di cui 96 mila finanziati dalla Regione e il restante dai quattro comuni per un importo di seimila euro ciascuno) ed occupa una superficie di 150 mq (su un lotto di 930 mq). Nella fase sperimentale iniziale il Centro del Riuso sarà aperto a partire dal 28 ottobre per nove ore settimanali (il venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato 10 – 13 / 16 – 19) per consentire la consegna e il prelievo di beni usati a disposizione di tutti i cittadini di Montecassiano, Appignano, Recanati e Treia. “Si possono portare gratuitamente e successivamente prelevare, attraverso il pagamento di un piccolo contributo da 1 a 5 euro, beni di consumo ancora in buono stato e funzionanti – ha spiegato il primo cittadino Leonardo Catena –, che possono essere ri-utilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originarie e non inseriti nel circuito della raccolta dei rifiuti urbani”. Tra i principali beni conferibili ci sono mobili, arredi, apparecchiature da ufficio, piccoli elettrodomestici funzionanti, tv fino a 24 pollici, stoviglie, casalinghi, pubblicazioni e giocattoli. Non è invece consentito consegnare elettrodomestici di grandi dimensioni e indumenti il cui conferimento può avvenire mediante gli appositi cassonetti stradali di colore giallo. Dall’attività del Centro non può derivare alcun lucro, pertanto è vietato il prelevamento di beni da parte degli operatori dell’usato. Chi preleverà un bene dovrà versare al momento del prelievo un contributo economico fissato in base ad un tariffario prestabilito.
“L’obiettivo – ha aggiunto il sindaco – è quello di sensibilizzare ulteriormente tutti noi ad una gestione sempre più virtuosa e integrata dei rifiuti, nella fattispecie di quegli oggetti ancora in buono stato non più utili a chi li possiede, ma che possono diventare utili a chi ne ha magari bisogno. “In questi ultimi anni – ha concluso il sindaco –, grazie all’impegno di tutti noi cittadini e delle imprese del territorio, abbiamo raggiunto una elevata cultura del sistema di raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti, divenendo uno dei migliori Comuni Ricicloni delle Marche e del Centro Italia. Ma possiamo e dobbiamo fare di più e meglio”. Lo scorso luglio il comune di Montecassiano è stato insignito del marchio delle Spighe Verdi, la bandiera blu dei comuni rurali, un riconoscimento che in Italia possono vantare soltanto 27 Comuni. Questa mattina alla cerimonia di inaugurazione erano presenti tra gli altri,il presidente della provincia Antonio Pettinari, i sindaci di Recanati Francesco Fiordomo e di Appignano Osvaldo Messi, il vice sindaco di Treia Edi Castellani, il presidente del Cosmari Graziano Ciurlanti e il direttore Giuseppe Giampaoli, e il presidente di Legambiente Francesca Pulcini.
A un anno dal terremoto sei punto cinque l’amministrazione di San Ginesio ha deciso di ringraziare i suoi cittadini con un consiglio comunale aperto, per dare vita a un momento che rappresenti lo spirito di una comunità che ha unito e messo a disposizione forze e competenze per non soccombere di fronte a una serie sismica tra le più forti della storia.
Il 30 ottobre alle 21, nel salone dell’ostello comunale, luogo emblema dell’emergenza per tutti i ginesini che lì hanno vissuto i momenti più difficili dopo la chiusura delle zona rossa, o che nelle stanze di quella struttura hanno trovato riparo per mesi dopo essere stati allontanati dalle proprie abitazioni inagibili, il sindaco e i consiglieri ricorderanno il dramma e insieme la forza, la passione e l’abnegazione di tutti i dipendenti comunali, della polizia municipale, del gruppo locale della Protezione civile, dei carabinieri della caserma di San Ginesio e il Gus - Gruppo umana solidarietà, i parroci, la Caritas e tutti coloro che, semplicemente e gratuitamente, hanno aiutato e assistito in maniera straordinaria una intera popolazione tanto duramente provata.
“La condotta di tutti è stata encomiabilmente caratterizzata e animata da profondo attaccamento al paese, da tenace volontà di lavorare incessantemente, in molti casi anche con sacrificio personale, per superare le varie situazioni di emergenza contrate dalla comunità”, si legge nel manifesto affisso per le vie del paese.
Questa seduta speciale del Consiglio comunale sarà preceduta da tre momenti istituzionali pubblici in tre frazioni, nelle strutture dove erano allestiti i dormitori e i punti di raccolta dei cittadini nella fase di emergenza: alle 18 al circolo ricreativo di Santa Maria, alle 18.30 nel salone parrocchiale di Pian di Pieca e alle 19 al centro di aggregazione di Passo San Ginesio.
Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente alle ore 18.16.
L'evento, di magnitudo 3.4 e profondità di 10 chilometri secondo i rilevamenti Ingv , ha fatto registrare l'epicentro nella zona tra Norcia e Castelsantangelo sul Nera.
Inutile dire che questo nuovo evento, a un anno quasi esatto dalle tremende scosse dell'ottobre del 2016, non ha fatto altro che alimentare ulteriormente paure e angosce in una popolazione provata a dismisura da un dramma che sembra senza fine.
Inoltre, soltanto questa mattina c'era stata un'altra scossa di magnitudo 2.8 con epicentro a Fiordimonte, per via della quale sono state evacuate le scuole di Camerino, mentre ieri mattina una scossa di magnitudo 3.2 era stata registrata sempre nella zona di Castelsantangelo.
Approvata dalla regione Marche il progetto presentato dal comune di Ussita per la spesa per gli interventi urgenti di messa in sicurezza ed il ripristino della viabilità di accesso al Cimitero di Castelmurato, nonché per la realizzazione di loculi prefabbricati per l’allocazione delle salme maggiormente esposte e per le eventuali nuove tumulazioni, la somma di 100mila euro a frontedell’importo complessivo autorizzato pari a 1.118.339 euro.
“Voglio ringraziare la protezione civile regionale e il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – spiega il commissario del comune di Ussita - per la collaborazione. Grazie anche all’impegno degli uffici comunali nella consapevolezza che il provvedimento, auspicato e sentito da tutta la Comunità, costituisce l’avvio certo per il recupero dell’area cimiteriale del Comune di Ussita”.Come è noto, a seguito degli eventi sismici di eccezionale intensità, verificatesi nel periodo agosto-ottobre 2016, tutto il territorio comunale tra cui il Cimitero monumentale di Castelmurato, ha subito ingentissimi danni alle strutture oltre lo smottamento del versante e il danneggiamento dell’unica strada di accesso che porta anche alla frazione di Castelfantellino. A tutela dell’incolumità pubblica, con Ordinanza n. 110 del 28.10.2016, il Sindaco ha dichiarato tutti i nuclei abitati di Ussita, nonché il cimitero monumentale di Castelmurato, “zona rossa”, con interdizione assoluta di accesso a mezzi e persone.
Tenuto conto della situazione del Cimitero, sin dall’atto dell’insediamento della gestione commissariale avvenuta in data 07.06.2017, sono stati svolti numerosi sopralluoghi congiunti, nei quali è emersa, da parte del Comune, la necessità di individuare e concertare gli interventi indispensabili al rispristino della viabilità, all’eliminazione delle problematiche igienico-sanitarie ed all’eventuale parziale realizzazione di nuove sepolture provvisorie che serviranno anche ad accogliere i resti dei defunti compromessi da alcune porzioni crollate delle strutture.
Il Comune di Ussita nel progetto di fattibilità comprendente gli interventi di seguito elencati e chiesto, contestualmente, il relativo riconoscimento della spesa: il ripristino della viabilità di accesso; la sistemazione dei feretri maggiormente esposti e la collocazione degli stessi in strutture cimiteriali di emergenza; il posizionamento di strutture cimiteriali di emergenza per nuove tumulazioni e interventi minori su alcune porzioni delle murature perimetrali; l’espletamento di indagini geologiche e geognostiche specifiche finalizzate al possibile recupero del Cimitero o alla sua delocalizzazione.
(Foto L'Ape Ronza)
"A tutti gli assegnatari delle Sae (casette) del campo sportivo. L'amministrazione comunale ha intenzione di incaricare un legale per agire nei confronti del consorzio Arcale per mancato rispetto dei termini di consegna delle casette. Riteniamo ci siano gli estremi per un'azione in danno sia come Comune che come singoli assegnatari. Per chi volesse approfondire la possibilita' organizzero' un incontro appena valutato con l'avvocato".
Lo scrive su Facebook il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini. Il Consorzio Arcale è il gruppo costituito da cinque aziende operanti nel settore edile che ha sede legale a Firenze e che fornisce e monta le Sae nelle aree marchigiane colpite dal sisma. Il Consorzio, che è stato individuato tramite un accordo con la Protezione civile nazionale, era già stato oggetto nei giorni scorsi di un ordine di servizio della Regione Marche con cui l'amministrazione regionale, temendo di non riuscire a rispettare l'impegno di consegnare il 90% delle casette entro dicembre, ordinava al Consorzio, in base a quanto previsto dal contratto, di lavorare sia di notte che nei festivi. (Agenzia Dire)
Confcommercio Marche Centrali è tornata nelle aree toccate dal sisma del 2016 con il format Info Desk Terremoto studiato per aggiornare gli imprenditori del territorio sulle possibilità offerte dai decreti legislativi di ripresa economica della zona.
I primi appuntamenti, molto partecipati, si sono tenuti nei giorni scorsi a Sen Severino Marche e a Monsampietro Morico.
Il prossimo incontro si terrà lunedì 23 ottobre a Camerino presso la Sala Convegni del Rettorato in via D’Accorso 16 ed è stata una tappa che è il frutto di una collaborazione sempre più fattiva e di una nuova sinergia con l’Università di Camerino. L’idea di individuare il Rettorato come luogo di incontro con gli imprenditori del territorio è nata negli ultimi incontri tra il Direttore Confcommercio Marche Centrali prof.Massimiliano Polacco e il nuovo Rettore dell’Università di Camerino Antonio Pettinari. L’intesa trovata sullo sviluppo di nuove sinergie è stata l’ulteriore risultato di una nuova condivisione che ha come obiettivo lo sviluppo del territorio e delle PMI dell’area.
Per Info Desk Terremoto a Camerino i professionisti di Confcommercio Marche Centrali saranno a disposizione degli imprenditori interessati dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30 con informazioni aggiornate in particolare su Credito, Lavoro, Normative Tecnico e Tributario. Questo ciclo di appuntamenti si concentrerà sui temi della Zona Franca Urbana e del Danno Indiretto che sono argomenti di grande interesse per le Imprese del territorio. Molto soddisfatto dei risultati dell’iniziativa e dell’impegno dell’Associazione il direttore generale: “Si tratta di un’iniziativa molto importante – dice il prof.Massimiliano Polacco –, che sta avendo una continuità e che sta andando incontro alle reali necessità post-sisma delle Imprese. Confcommercio Marche Centrali continua, anche attraverso questi moduli, ad essere protagonista nella fase di ricostruzione e di ripresa del territorio terremotato. A Camerino saremo nella Sala del Rettorato dell’Università come testimonianza di una collaborazione sempre più forte con l’Ateneo con il quale stiamo sviluppando anche altri progetti”.