"Il Paese vi è riconoscente, grazie per quello che fate". Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato la medaglia d'oro al Valore Civile al dipartimento della Protezione civile per l'intervento nei terremoti che dall'agosto 2016 hanno colpito il centro Italia.
(Ansa Marche)
"Accolgo con soddisfazione e gioia il riconoscimento che mi è stato conferito. Lo dedico alla vittime del terremoto e alle persone che vivono ancora nel bisogno".
Così, in un videomessaggio inviato dall'alto Atlantico, dove è in navigazione solitaria l'attore e regista marchigiano Neri Marcorè ha ringraziato per il conferimento del premio Picchio d'oro, il massimo riconoscimento della regione, conferitogli oggi a Fermo nell'ambito della Giornata delle Marche.
Premio speciale del presidente alla Lega del Filo d'oro. Il Picchio d'oro è stato consegnato dal presidente Luca Ceriscioli alla moglie di Marcorè, Selene, e a Giambattista Tofoni, direttore esecutivo di RisorgiMarche, il festival per la rinascita delle comunità colpite dal sisma, voluto da Marcorè, con 13 concerti allestiti sui monti Sibillini.
La motivazione del premio, letta dal consigliere Claudio Minardi, sottolinea che RisorgiMarche ha rappresentato per molti "un'autentica scoperta delle bellezze naturali e artistiche delle Marche''.
(Ansa)
Questa mattina a Camporotondo di Fiastrone si è tenuto un incontro tra il sindaco Emanuele Tondi e il coordinatore dei Comitati Terremoto Centro Italia, Francesco Pastorella per fare il punto della situazione sui vari iter burocratici per arrivare alla consegna delle Sae e sulle condizioni in cui versano le stesse. Presente anche una delegazione del Comitato 30 Ottobre di Tolentino.
"Il 27 dicembre 2016: questa la data entro cui abbiamo dovuto comunicare il numero preciso di Sae di cui necessitavamo e, ci era stato detto che la costruzione delle stesse avrebbe richiesto 6 mesi - ha affermato il sindaco Tondi. A gennaio poi - ha continuato - abbiamo proposto l'area su cui edificare le Sae. Il mese successivo, geologi e ingegneri hanno provveduto a fare i controlli del caso e solo nel mese di marzo abbiamo ricevuto il placet a costruire in quanto l'area è risultata idonea".
"Nonostante ciò - ha poi affermato Tondi - a Camporotondo 7 Sae forse non riusciranno ad essere consegnate neanche alla fine dell'anno in corso in quanto, pur essendo terminati i lavori di costruzione, il progetto non prevedeva l'allaccio alla rete fognaria e questo ha richiesto una variante con un conseguente allungamento dei tempi.
Casi analoghi li abbiamo riscontrati a Pieve Torina, dove due anziane a cui è stata consegnata una casetta, non possono abitarla in quanto vi è una fuga di gas; ancora a Fiastra, dove vi sono casette le cui porte blindate non chiudono come dovrebbero, lasciando passare così aria gelida nelle abitazioni".
La situazione è decisamente critica, sia per le abitazioni in quanto tali, sia per il clima rigido che interessa i comuni terremotati che di certo non facilita le cose.
E’ sempre stato desiderio dell’Arcivescovo Francesco Giovanni che i beni artistici e culturali presenti nelle chiese e nelle cappelle della diocesi di Camerino – San Severino Marche restassero, nei limiti del possibile, in diocesi in quanto opere appartenenti al popolo, testimonianza di fede, storia e tradizione tramandata nel corso dei secoli, ad esclusione delle opere gravemente danneggiate che sono state trasferite direttamente alla Mole Vanvitelliana di Ancona per il necessario restauro.
Questo è stato fin dai primi giorni successivi al devastante sisma del 2016 poiché a causa gli innumerevoli danni subiti dagli edifici in cui tali beni da secoli si trovavano, si è reso necessario il loro trasferimento in sedi più sicure.
Sono stati, così, individuati dai competenti uffici diocesani, primo fra tutti l’ufficio per i beni culturali, alcuni luoghi ritenuti idonei per la conservazione, nei quali sono stati fatti i lavori necessari per rendere tali ambienti dotati delle condizioni necessarie per il deposito delle opere stesse.
Una decisione quella dell’arcivescovo che ha trovato anche la condivisione dei sindaci dell’intero territorio, consapevoli che soltanto in tal modo il patrimonio presente nelle chiese e nelle cappelle “ferite” potesse essere tutelato evitandone il trasferimento altrove.
Questa scelta ha ricevuto nella giornata di giovedì 7 dicembre anche il placet delle competenti autorità. Ricevuti dall’Arcivescovo e dal responsabile dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, mons. Cherubino Ferretti, la dottoressa Francesca Furst, coordinatrice del Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per le Marche, il Maggiore Carmelo Grasso, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, l’architetto Gisella Capponi, Direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, insieme a tre restauratori tra cui l’architetto Scarpitti che ha curato il progetto di allestimento dei depositi dell’arcidiocesi, hanno visitato il Palazzo Vescovile di San Severino, i sotterranei medievali del Palazzo Arcivescovile e il deposito Pennesi di Camerino, e hanno espresso parere favorevole in merito alle condizioni ambientali e di sicurezza predisposte per a conservazione delle opere che potranno così rimanere nella diocesi.
Dal prossimo mese di gennaio, infatti, grazie anche all’aiuto assicurato dal Ministero, tali opere saranno posizionate in rastrelliere e soppalchi attrezzati per la loro conservazione e l’eventuale esposizione al pubblico.
Due squadra unite nel nome di un grandissimo appassionato di sport. La partita fra Casette Verdini e Montemilone, un derbyssimo sempre molto sentito, è stata il momento per ricordare Valerio Belfiori, collaboratore delle giovanile del Montemilone scomparso prematuramente il 19 giugno scorso ad appena 44 anni (qui).
Al termine della partita, i presidenti delle due società, Peppe Marinangeli e Paolo Pasquali, hanno voluto dedicare una targa da affiggere nei rispettivi campi sportivi in ricordo di Valerio, un ragazzo sempre sorridente, correttissimo, che incarnava perfettamente quello che dovrebbe essere il vero spirito sportivo. Un momento di grandissima emozione che ha profondamente e sinceramente commosso i presenti.
Oltre alle due targhe per le società, altre due sono state consegnate ai genitori e alla compagna di Valerio.
Ha accusato problemi respiratori, ma è stata dimessa già nella serata di ieri dall'Ospedale di Civitanova Marche, nonna Peppina, la terremotata 95enne di San Martino di Fiastra diventata un simbolo del popolo del sisma.
Giuseppa Fattori è andata a stare a casa di una delle figlie: con il freddo e la neve infatti è troppo pericoloso tornare nel container che la ospita. La norma 'salva-Peppina' approvata dal Parlamento dovrebbe consentirle di rientrare nella casetta di legno, abusiva, fatta costruire dai familiari a San Martino, ma le procedure sono ancora in corso. (Ansa)
In realtà, la signora Peppina, però, ancora non sta bene. A chiarirlo è la figlia Agata in un commento sui social network affermando che "Mamma è stata dimessa perché in ospedale corre maggiori rischi di prendere delle infezioni ma non sta bene. Qualcuno ha scritto che noi figlie dovremmo vergognarci perché non l'abbiamo portata con noi prima che si ammalasse. Io sono convinta che non siamo io e mia sorella a doverci vergognare ma che l'epilogo fosse questo. Dopo una strenua resistenza mia madre si è dovuta rassegnare a ciò che non voleva assolutamente fare: lasciare San Martino e andare al mare".
Le luci installate sulle palme dei giardini di Piazza XX settembre, come si dice in questi casi, sono diventate virali ed hanno raggiunto la ribalta nazionale.
Nel pomeriggio se ne sono occupati anche giornalisti di un certo calibro, dato che perfino lo storico Giordano Bruno Guerri, ha twittato una foto dei nostri giardini con il seguente commento: "A Civitanova Marche festeggiano il Natale così, forse si sono dimenticati che Gesù è stato concepito in un altro modo”.
Anche il quotidiano Huffingtonpost, nella sua edizione digitale, si è occupato dell'affaire palme "falliche", titolando: "Le 'ambigue' luci natalizie di Civitanova Marche non sono passate inosservate per un (ovvio) motivo".
Dopo l'ubriacatura iniziale, però, fatta di una vera e propria valanga di post e condivisioni, sempre nel pomeriggio, qualcuno spinto dal dubbio ha iniziato a curiosare tra vecchi articoli di giornale, scoprendo quello che era noto a molti ma che nessuno aveva detto fino a quel momento, per non "rompere il giocattolo": l'illuminazione delle palme è identica a quella degli anni precedenti, solo che per qualche strano motivo, se n'è parlato solo quest'anno.
La discussione sui social non è passata inosservata nemmeno dalle parti di Palazzo Sforza e questa sera c'è stato un finale inaspettato per il "palme gate", con le luminarie sulla parte superiore che sono state spente, lasciando acceso solamente il busto.
La Protezione civile delle Marche ha diffuso un nuovo avviso di condizioni meteo avverse valido dalla mezzanotte del 10 dicembre a tutto l'11 dicembre.Venti forti in particolare nelle zone interne, deboli precipitazioni e un repentino rialzo del campo termico.L'intensità delle raffiche di vento raggiungerà il grado di tempesta nelle zone montane, di burrasca forte nelle zone alto collinari e di burrasca lungo la fascia basso collinare e costiera.Già oggi si sono visti i primi effetti dell'ondata di venti forti, con i vigili del fuoco impegnati in numerosi interventi per rimuovere alberi caduti o insegne pericolanti.FONTE ANSA
Ventotto sanginesini hanno, da oggi, una casa che possono considerare il loro nuovo focolare domestico.
Sono state consegnate stamattina, infatti, le prime 12 casette (strutture abitative d’emergenza) del Comune di San Ginesio, quelle alle porte del centro storico del paese, in viale del Tramonto.
Un momento atteso a lungo da cittadini e amministratori, e che dà un segnale positivo verso la ripresa della normalità. L’inaugurazione del piccolo agglomerato ha visto la presenza del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dell’assessore regionale alla Protezione Civile, Angelo Sciapichetti, dell’intera amministrazione e di tutto il personale del Comune di San Ginesio.
Tanti i rappresentanti delle associazioni che sono state vicine alla popolazione nell’emergenza e oltre, come il Gus-Gruppo umana solidarietà, la Croce rossa Italiana, la Caritas.
La firma dei documenti da parte delle 12 famiglie ha avuto luogo nella sala consiliare del nuovo palazzo comunale, nell’ex Villa Giuffrè, al cospetto dei suggestivi Monti Sibillini stagliati di fronte.
"La sede del nuovo municipio - ha sottolineato Ceriscioli - restituisce grandissima qualità perché il Comune è la casa di tutti ed è un punto di riferimento per la comunità. Un plauso all'amministrazione comunale di San Ginesio che fa poche chiacchiere e lavora molto. Con oggi siamo arrivati a consegnare 579 casette un numero importante se lo sommiamo a 250 che sono quelle finite e in fase di completamento delle opere di urbanizzazione. I cantieri sono sempre tutti in azione per consegnare le casette e proprio ieri abbiamo fatto degli ordini di servizio a ditte che non volevano lavorare. In questi giorni sono state fatte scelte significative per la ricostruzione privata, semplificate le ordinanze sia per la leggera che per la pesante, facilitate le condizioni per i professionisti che possono avere un anticipo per la progettazione, il tutto per far tornane al più presto i cittadini nelle proprie case".
“Restituiamo, dopo più di un anno, ambienti privati e domestici a tanti cittadini costretti a lasciare le proprie case e, in alcuni casi, anche il paese a causa del terremoto - ha commentato il vicesindaco, Eraldo Riccucci - Ci auguriamo che da qui riparta la ricostruzione che tanto aspettiamo. Noi siamo gente abituata a lavorare in silenzio, a lottare. Ce la faremo”.
Emanuele Tondi, Sindaco di Camporotondo di Fiastrone, scrive e inoltra il seguente comunicato in merito al Decreto Legislativo “Salva Peppina”, che a parere del Primo Cittadino sembra valere solo per Nonna Peppina... forse.
“Subito dopo le scosse di fine ottobre 2016, insieme a diversi Sindaci chiedemmo ad Errani una ordinanza per permettere ai terremotati la possibilità di costruire o installare a proprie spese e nei propri terreni alloggi di emergenza, come piccole casette in legno, roulotte, case mobili, container e/o moduli abitativi.
Strutture temporanee che sarebbero state demolite o rimosse una volta finita l’emergenza.
Niente da fare, la risposta fu “i terremotati devono essere tutti uguali, sia se abitano in città che in campagna”.
Peccato però che grazie alle sue ordinanze i terremotati non sono tutti uguali.
Ci sono quelli ancora negli alberghi lungo la costa, hanno perso il lavoro e non hanno nessun reddito da più di un anno.
Ci sono quelli a cui il terremoto ha distrutto casa ma non il lavoro, si sono trasferiti ed usufruiscono di contributi ed agevolazioni.
Ci sono quelli a cui il terremoto non ha distrutto nè casa nè lavoro, ma hanno contributi ed agevolazioni perché residenti nei comuni del cratere.
Poi ci sono tutti quelli che resistono, contro disservizi, freddo e caldo, neve e siccità.
L’alternativa era andare “al mare” e molti di loro si sono organizzati autonomamente, per non lasciare i loro animali, i loro campi, la loro attrezzatura incustodita e i loro luoghi. Così facendo hanno “alleggerito” il dramma dell’emergenza a comuni e protezione civile, non hanno chiesto le costosissime SAE e rimanendo nei territori hanno contribuito da subito alla loro ripresa.
Questo fino alla scorsa estate, quando a causa di una solerte Forestale e un ancor più solerte Procuratore venne ordinata la demolizione di una casetta in legno che aveva costruito, senza tutte le necessarie autorizzazioni, Peppina, una terremotata di 95 anni residente a Fiastra. La vicenda salì alla ribalta nazionale e dopo una serie di vicissitudini, anche grottesche, finalmente il Governo pubblica sulla GU n.284 del 5-12-2017 il Decreto Legge 148/2017, dove all’Art. 2bis (pag. 75) è contenuta la norma “salva Peppina”. Tutti convinti che, finalmente, oltre a Peppina anche gli altri che avevano costruito alloggi temporanei o posizionato roulotte/container/moduli abitativi sui propri terreni potessero finalmente dormire tranquilli.
E invece no, per poter rimanere nella casetta temporanea, che verrà comunque demolita una volta ricostruita la propria abitazione, questa deve essere posizionata in terreno proprio ed EDIFICABILE, che può andar bene per Peppina ma non per tutti, ovviamente.
Per quanto riguarda le strutture mobili tipo roulotte/case mobili/container/modulo abitativo, non è necessaria un’area edificabile ma occorre presentare la comunicazione al comune attestante la conformità igienico-sanitaria (altezza utile 270 cm) e quella sismica.
Contestualmente, occorre aver presentato richiesta di contributo per la ristrutturazione o la ricostruzione dell’immobile danneggiato all’ufficio sisma entro il 31 Gennaio 2018. Inoltre, in tutti i casi si perde il CAS (Contributo di Autonoma Sistemazione).
Queste norme appaiono come un vero e proprio accanimento nei confronti dei terremotati a cui sono rivolte. Quali strutture mobili tipo roulotte/container/moduli abitativi possono avere la conformità igienico-sanitaria che prevede un’altezza utile di 270 cm? Per quale ragione chi ha istallato una struttura temporanea “in house”, e la vuole regolarizzare, è obbligato a presentare il progetto di ristrutturazione/ricostruzione entro il 31 gennaio, mentre a tutti gli altri si da tempo fino al 31 Marzo? Considerando che il rispetto della scadenza non dipende dal terremotato ma dal progettista incaricato, dai risultati della microzonazione e dai sondaggi geologici, visto che per la maggior parte si tratta di ricostruzione pesante.
Inoltre, qual è il nesso tra il permettere a queste persone di rimanere ad abitare nelle loro strutture temporanee e il CAS? Il primo riguarda problemi di vincoli territoriali e autorizzazioni mancanti a cui si va in deroga, appunto, con il decreto legge. Il secondo è un contributo per autonoma sistemazione e più autonoma di chi a spese proprie si è comprato ed istallato un container, casa mobile, modulo abitativo o roulotte cosa c’è?
Caro Commissario De Micheli, queste persone hanno agito autonomamente per sopperire alla mancata risposta delle Istituzioni nell’affrontare l’emergenza. Se come promesso a suo tempo dalla Protezione Civile Nazionale e dal Commissario Errani le SAE fossero arrivate in 6 mesi e contestualmente partite le ristrutturazioni “leggere”, tali norme sarebbero state anche condivisibili, ma a 15 mesi dal terremoto, con le SAE ancora in gran parte da consegnare e la ristrutturazione/ricostruzione al palo, assolutamente no!!! Se non abitavano in un container su ruote, acquistato ed installato a proprie spese, avrebbero richiesto le costosissime e incredibilmente impattanti da un punto di vista ambientale SAE.
Hanno fatto risparmiare un sacco di soldi allo stato ed evitato uno scempio ambientale enorme del nostro territorio. Alcuni comuni, come il mio, avrebbero dovuto raddoppiare la richiesta di SAE, senza per altro avere luoghi idonei per il loro posizionamento. E invece di ringraziarli vi permettete di fare questo che a tutti gli effetti non sembra altro che un dispetto?”.
Dall’avvocato Andrea Marchiori riceviamo e pubblichiamo una nota stampa riguardante un intervento sulla situazione dell'immigrazione e, in particolare, sulla destinazione delle spese dei progetti di accoglienza.
La situazione dei migranti irregolari, abbandonati a se stessi, rifiutati dagli enti che si proclamano solidali con le persone in stato di bisogno e che vivono in accampamenti improvvisati non è più tollerabile. Il sentimento di pietà che suscita ogni situazione di disagio sociale non può mettere in secondo piano le responsabilità politiche di chi governa ed ha favorito questo modello di accoglienza.
E’ stato detto che la soluzione del problema verrà affidata ai servizi sociali. Ancora una volta ci si rifiuta di affrontare la questione nel rispetto della legalità e si propongono soluzioni estemporanee che altro non fanno che alimentare la protesta. Si destinano ulteriori risorse economiche e di personale dipendente dell’Ente in maniera sconclusionata e poi, sistemate dieci persone, ne verranno altre venti a dormire in tenda.
E’ di questi giorni la notizia che il Gus si è aggiudicato l’appalto triennale per altri 110 richiedenti asilo, ampliabile sino a 165 e con importi che oscilleranno tra 3,5 e 4,5 milioni di euro. La prima considerazione che viene spontanea è perché mai, anche per il prossimo triennio il Comune dovrà ospitare il triplo dei richiedenti asilo rispetto al numero prestabilito dal Ministero. E, poi, quanti di questi 110/165 immigrati avranno diritto di ottenere il riconoscimento di rifugiati e quanti altri, invece, finiranno in un sottopasso?
Il terzo e consequenziale argomento di riflessione è perché gli immigrati irregolari non vengono rimpatriati? Quali ragioni ostacolano in questo Paese il rispetto del principio di legalità e quali interessi reali ruotano attorno al fenomeno della gestione dell’immigrazione.
Vale allora la pena capire come vengono destinate le risorse economiche elargite dal Ministero e dagli Enti locali alle onluscaritatevoli. Prendendo in esame una trance di € 800 mila del progetto MacerataAccoglie, si scopre che la spesa per il personale dipendente e per le consulenze, assunto senza alcuna procedura ad evidenza pubblica (€ 235 mila) è superiore a quello generale per l’assistenza degli immigrati (€ 200 mila) e che le spese per l’allestimento degli uffici dell’Associazione (€ 48.000) è poco inferiore a quella sostenuta per la locazione degli appartamenti ai beneficiari del progetto (€ 54.000). Resta veramente difficile non ritenere che i bilanci di queste onlus, di fatto, somigliano a quello delle aziende che fanno business ma, soprattutto, non è accettabile che il presupposto della solidarietà che anima le associazioni finisca nell’istante in cui all’immigrato viene negato lo status di rifugiato. Così come non è accettabile che mentre con i soldi pubblici dell’accoglienza si paga il leasing per l’acquisto di una autovettura intestata all’Associazione, ci siano immigrati che patiscono la fame ed il freddo nel Parco di Fontescodella.
Mi auguro che almeno quest’anno la sinistra che governa la città eviti di organizzare il pranzo di Natale della solidarietà con l’Assessore comunale che si improvvisa cameriere e quello regionale che mangia sul piattino di plastica.
L’impresa civitanovese ha inviato un questionario ad un campione di clienti italiani, spagnoli e tedeschi. A chi risponderà, in omaggio un pacco con i prodotti dal territorio colpito dal sisma e uno speciale ricettario.
ICA Group prosegue il suo impegno a sostegno del territorio maceratese colpito dal terremoto dello scorso anno.
Dopo aver donato nel 2016 al Comune di Fiastra centomila euro per la costruzione di un edificio polifunzionale e aver contribuito alla campagna UNICAM #ilfuturononcrolla, la scelta di quest’anno è aiutare l’economia delle aziende del settore gastronomico, acquistando prodotti tipici.
La società civitanovese della famiglia Paniccia, leader mondiale nella produzione di vernici per legno a basso impatto ambientale, invierà un omaggio a tutti i clienti che, in questi giorni, dopo aver ricevuto una comunicazione con un questionario online, lo compileranno per migliorare la customer experience.
ICA Group, infatti, dà un alto valore al rapporto con il cliente e in questo modo può misurare il grado di soddisfazione delle propria clientela rispetto ai prodotti e servizi offerti, in modo da raccogliere indicazioni per migliorare sempre di più.
Coloro che hanno ricevuto la newsletter, in pratica, verranno premiati se risponderanno al breve sondaggio. Oltre a ricevere il pacco con i prodotti del territorio dell’entroterra maceratese, colpito duramente dal sisma, potranno anche scaricare uno speciale ricettario marchigiano per cucinare al meglio le tipicità inviate.
Un’operazione di marketing territoriale solidale che sostiene l’economia delle aziende locali e che permette di far conoscere i loro prodotti nelle varie regioni italiane e all’estero; infatti la comunicazione è stata inviata anche ai clienti tedeschi e spagnoli. Germania e Spagna sono due dei Paesi dove ICA Group opera direttamente tramite società controllate.
Il progetto dei Cento Mecenati continua a riscuotere successo. Dopo aver ottenuto la menzione speciale al premio nazionale Cultura + Impresa 2016, nella categoria Art Bonus, ora ha l’occasione di diventare Progetto dell’anno.
Il MiBACT e Ales, società in house del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo di supporto alla tutela del patrimonio culturale Italiano, hanno istituito il concorso Progetto Art Bonus dell’anno.
L’iniziativa è nata con l’obiettivo di gratificare mecenati ed enti che insieme hanno reso possibile il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale del Paese, ma allo stesso tempo di divulgare in maniera sempre più forte Art Bonus come opportunità per cittadini e imprese di dare valore alla cultura identitaria dei loro territori.
Il progetto dello Sferisterio risulta tra i finalisti di questa edizione che raccoglierà voti on line sulla piattaforma www.concorsoartbonus.it, fino al 6 gennaio 2018. Gli utenti potranno votare una sola volta e per un solo progetto.
Secondo i tempi previsti dagli organizzatori, a fine gennaio sarà poi comunicato il vincitore. E a gennaio ripartirà anche la nuova campagna dei mecenati dello Sferisterio che, come negli anni precedenti, attraverso Art Bonus, permette di avere agevolazioni fiscali del 65% in tre anni. Chi decide di sostenere lo Sferisterio con 1000 euro attraverso questo strumento, ne recupera 650 sotto forma di credito d’imposta.
Per informazioni sui Cento Mecenati: mecenati@sferisterio.it, tel. 346 8581624.
Da questa mattina i "giardinetti" di Piazza della Libertà a Sarnano sono diventati "Il Giardino del Magico Natale".
“Insieme ai bambini e ai ragazzi della scuola elementare e della scuola media di Sarnano abbiamo realizzato questo progetto che potremo sviluppare nel tempo e farlo divenire una ulteriore caratteristica del Natale sarnanese - scrive su Facebook il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli - Un ringraziamento particolare a Genny Monterotti per l'idea, all'assessore Stefania Innamorati che ha coordinato il progetto, a Pietro Enei, Antonio Enei e Massimo Senarighi che hanno preparato il materiale che è stato utilizzato, al personale del comune che ha curato l'installazione e la predisposizione dell'illuminazione, alla preside Maura Ghezzi, a tutti gli insegnanti e soprattutto ai bambini ed ai ragazzi che con grandissimo impegno hanno lavorato per rendere ancora più bella ed accogliente la nostra Sarnano in questo periodo di festa”.
Doppio taglio del nastro, all'ospedale "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche, per inaugurare i nuovi spazi della Medicina, al primo piano della struttura di via del Glorioso, e salutare la consegna di un nuovo mezzo destinato alle emergenze/urgenze. Al mezzo a breve sarà destinato anche nuovo personale medico.
Secondo i dati forniti dal "118" nel 2016 le ambulanze in servizio all'ospedale settempedano hanno effettuato, in base al numero delle partenze, 955 missioni di cui 222 in codice rosso, 578 in codice giallo e 191 in codice verde. A queste hanno fatto seguito 631 ospedalizzazioni di cui 422 presso lo stesso nosocomio. Ogni giorno, in media, si sono registrati 2,72 interventi, in prevalenza nella fascia oraria dalle ore 8 alle 16 (449 uscite). I restanti interventi hanno riguardato le fasce orarie dalle ore 16 alle 24 (366) e dalla mezzanotte alle ore 8 (180). Oltre a San Severino Marche le ambulanze del "Bartolomeo Eustachio" hanno risposto a chiamate provenienti dai Comuni di Tolentino, Gagliole, Treia, Pioraco, Matelica, Esanatoglia e Macerata.
Nel corso di un incontro con i giornalisti, seguito alla doppia cerimonia del taglio del nastro, il direttore dell'Area Vasta 3 dell'Asur Marche, Alessandro Maccioni, ha voluto ricordare gli investimenti in corso per le strutture ma anche per le attrezzature.
All'Oculistica, eccellenza provinciale destinata a crescere nella speranza che divenga un'eccellenza regionale, sono stati destinati cinque nuovi posti letto ed è stato ampliato il budget a disposizione mentre dal 1 settembre è stata potenziata anche l'Ortopedia con l’utilizzo delle sale operatorie della Week Surgery per interventi di piccola chirurgia ortopedica. Maccioni ha anche ricordato che a gennaio il Consip aprirà la procedura per l'acquisto di un nuovo mammografo e che, in caso di necessità, si procederà alla sostituzione della risonanza magnetica aperta già in dotazione al reparto di Radiologia.
Altri lavori hanno negli ultimi mesi riguardato la messa a norma e la risistemazione del reparto di Medicina e la risistemazione del sistema antincendio di gran parte della struttura, mentre opere esterne stanno interessando tutte le facciate dell’ospedale.
Da parte sua il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha richiamato ancora una volta al rispetto della dotazione stabilita con apposito atto dalla Giunta regionale proprio per il "Bartolomeo Eustachio" e ha ricordato la necessità di attivare, nel più breve tempo possibile, i 20 posti letto di lungodegenza promessi dal presidente e assessore regionale alla Salute, Luca Ceriscioli.
A Visso oggi la comunità ha voluto rispettare ugualmente la tradizione della messa del falò, quella che da sempre si celebra, in occasione dell'Immacolata, l'8 dicembre alle 6,30 nella Chiesa della Concezione. Un lungo corteo di fedeli raggiunge a piedi con le fiaccole la Chiesa molto cara agli abitanti e, ascoltata la messa, si beve davanti ad un grande falò lo squaglio di cioccolata.
Quest'anno con la chiesa inagibile, danneggiata dal terremoto e in piena zona rossa, la messa è stata spostata nel container sociale che accoglie le circa 50 persone rimaste a Visso. Alle 9, per consentire anche agli abitanti che vivono, ormai, lontano dal paese, di raggiungere Visso la tradizione è stata rispettata con la messa a cui hanno partecipato oltre 150 persone e a seguire lo squaglio si cioccolato. "Un modo per mantenere unità la comunità, per rincontrarsi e non perdersi" hanno detto i fedeli.
(fonte Ansa)
Con un doppio brindisi, prima in piazza della Libertà a Civitanova Alta e poi al Varco sul mare, l'Amministrazione comunale ha dato il via ai festeggiamenti per il Natale 2017 e per il nuovo anno. Un centinaio le persone che si sono riunite su Colle per assistere all'accensione delle luci dell'abete, in un pomeriggio dal clima tiepido, mentre al Lido Cluana erano migliaia tra le casette di legno con prodotti tipici e artigianali, il mini Luna park, la pista di pattinaggio sul ghiaccio di grandi dimensioni inaugurata per l'occasione dalle majorette. Accanto, nella palazzina nord recentemente aperta, è stata inaugurata la mostra per i 70 anni degli scout di Civitanova.
A portare i saluti sono intervenuti il sindaco Fabrizio Ciarapica insieme agli assessori comunali. Il Primo cittadino ha ringraziato in particolare gli assessori Maika Gabellieri (Turismo) e Pierpaolo Borroni (Commercio) che hanno confezionato il calendario degli eventi per rendere più accattivante la città, in accordo con i commercianti. Presenti anche il presidente del Consiglio comunale Claudio Morresi, gli assessori Ermanno Carassai e Enrico Giardini e diversi consiglieri comunali, il presidente della Croce Verde Cesare Bartolucci, l'ex assessore Gustavo Postacchini, i ragazzi dell'istituto Paolo Ricci, i volontari e il presidente della Pro Loco, gli uomini della Protezione civile.
In un'atmosfera festosa e chiassosa tra le luci laser e la musica al Varco, e più raccolta nel borgo Alto, il Sindaco ha portato il suo saluto, dopo la lettura della leggenda dell'albero di Natale da parte di Vanessa Spernanzoni della Scuola di recitazione Cecchetti e l'incantevole voce di Maria Cristina Domenella che ha intonato “O Holi Night”.
“Sono felice ma anche emozionato per questo mio primo Natale da sindaco – ha detto Ciarapica ringraziando i presenti – è bello vedere Civitanova invasa da tanta gente. Il Natale è un simbolo di speranza, amore, un periodo in cui si attende più sereni e fiduciosi il domani ritrovando i veri valori. Ma non ci sono solo luci buone, ci sono anche i problemi della città su cui non vogliamo spegnere i fari. Amministrare non vuol dire non commettere errori, ne abbiamo fatti e ne faremo e siamo dispiaciuti di questo, ma si agisce in buona fede e in una prospettiva di miglioramento continuo. Accettiamo le critiche costruttive, ai cittadini chiediamo collaborazione e consigli, siamo una comunità e ognuno, partendo dai piccoli gesti di rispetto, nel quotidiano può fare tantissimo. Diamo il buon esempio tutti insieme. Auguro a tutti serenità, pace, opportunità di lavoro e crescita economica e sicurezza. Buone Feste”.
Domani in piazza XX Settembre, saranno accese anche le luci dell'abete donato da Esine, città gemellata con Civitanova (ore 18), con ricevimento della delegazione e la partecipazione della Banda Cittadina e Concerto Quartetto di Archi “Le armonie”.
Ricca di appuntamenti domenica 10 dicembre: alle 11 “Babbo Natale arriva dal mare” con la Croce Verde e il Centro Culturale del Balletto (area portuale) e dalle 11 alle 20, Babbo Natale della Croce Verde con la slitta e la casetta in Piazza XX Settembre dalle. Torna poi “A Teatro con mamma e papa” al Teatro Annibal Caro h.17,00: “Il pesciolino d'oro”; e alle 17 “I Girovaghi” - Animazioni e Spettacoli Piazza XX Settembre. In Biblioteca, La Scuola di cultura e scrittura poetica “Sibilla Aleramo” si riunirà per la seconda lezione del calendario, alle h.17.00.
La città di Treia è stata identificata come il centro ideale per ospitare due attività legate alla Sport economy di cui Symbola si è fatta interprete per raccontare lo sport non solo attraversi i risultati e i numeri ma anche per svelare storie aziendali e artigianali anche, legami del territorio con quella che è una vera passione nazionale.
La Sport economy ha un suo fatturato, numeri importanti e costantemente in crescita, è un comparto del Made in Italy che vince specie all'estero, ed è un solido contributo reputazionale per altre attività del Paese, il turismo in primis.
Come primo comune Made in sport Treia riceverà dalla Fidal le strutture necessarie per trasformare uno dei suoi tanti percorsi urbani e naturali in un tracciato contraddistinto da segnali che misureranno il tragitto percorso. Non solo: quanti lo frequenteranno per le loro corse, ma anche per le loro camminate, avranno la compagnia di installazioni non invasive che spiegheranno i benefici dell'attività fisica che così da fatto sportivo diventa pure esercizio sociale restituendo ai cittadini un migliore stato di salute.
Cosi' Treia diventa anche il primo comune Runcard Friendly e potra' dialogare direttamente con i quasi 60 mila runner che si sono iscritti alla community Runcard proprio per trovare compagni di corsa e territorio che permettono la migliore pratica sportiva o anche solo di correre in mezzo alla natura e ai centri urbani in assoluta sicurezza, sapendo di poter contare sull'ospitalita'del territorio per godere di tariffe agevolate.
In questi giorni Runcard festeggia i suoi primi tre anni invitando gli iscritti a raccontare il bello della corsa con testi e foto. Poi nell'estate 2018, in occasione del Seminario Estivo di Symbola, il parco consegnato da Fidal ospitera' la prima festa evento aperta a tutti
Sabato 16 dicembre alle ore 11 presso l’aula multimediale ci sarà la presentazione della donazione del parco con i rappresentanti della Fidal Cosimo Bianchi e Alessandro Torroni, il Presidente Fidal Marche Giuseppe Scorzoso, il Sindaco di Treia Franco Capponi e l’Assessore allo Sport David Buschittari. L’incontro sarà coordinato dal giornalista sportivo Luca Corsolini.
Alle ore 12 ci sarà l’inaugurazione del parco delle querce (partenza Piazza Don Antonio De Mattia – Località Chiesanuova).
Alle ore 15 la partenza del nordic walking organizzato dal Green Nordic Walking di Macerata di Danilo Tombesi e dall’Us Acli di Ulisse Gentilozzi.
Sono partner dell’iniziativa anche Atletica Avis Macerata Nordic Walking e Nordic Walking Valli della Marca.
L'accordo di programma tra l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) era stato sottoscritto a Roma nel 2015 per la condivisione del “Progetto Parchi”. Il progetto prevede appunto, la creazione di appositi percorsi permanenti - certificati dalla Federazione e a disposizione della cittadinanza - nel contesto delle aree verdi dei Comuni d’Italia che accoglieranno l’iniziativa.
Secondo l'amministrazione comunale di Treia che ringrazia la Fondazione Symbola, la Fidal e l'Anci per aver scelto la Città del Bracciale come primo comune “Made in sport”: “Con il "Progetto Parchi" l'atletica, declinata nel running o nella semplice camminata, si connota come sport per tutti. In palio c'è la medaglia più importante: quella del benessere fisico e della gioia di correre e riappropriarsi di spazi naturali che appartengono alle nostre città. Creare circuiti permanenti nei parchi più importanti di Italia significa promuovere la socialità e, soprattutto, gettare le basi per uno stile di vita sano che possa ispirare le persone, a partire dai giovani. Anche questo vuol dire correre insieme verso il futuro".
Domani protesta dei Vigili del Fuoco, con quattro ore di sciopero nazionale, dalle 9 alle 13, in tutta Italia, che vedrà coinvolti anche i vigili del fuoco di Macerata. L'iniziativa è del Conapo, il sindacato autonomo che da tempo ha sollevato il caso delle retribuzioni e delle pensioni dei Vigili del Fuoco, comparandole con gli appartenenti alle Forze di Polizia, rispetto ai quali “percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale”.
I Vigili del Fuoco di Macerata, insieme ai colleghi di tutta Italia, invieranno al governo il forte segnale del loro malessere: chiedono attenzione politica immediata nella legge di bilancio in discussione in questi giorni in parlamento con stanziamenti di risorse finanziarie specificatamente dedicate ai Vigili del Fuoco per equiparare il loro trattamento retributivo e pensionistico con quello degli altri Corpi dello Stato, ma anche più attenzione al personale in divisa per quanto riguarda il contratto di lavoro e il riordino delle carriere perché per il Conapo “bisogna differenziare chi indossa una divisa e chi fa l’impiegato pubblico”.
"Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato ‐ sottolineano i rappresentanti del primo sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco ‐ e siamo impiegati nei servizi di pronto intervento dal giorno dell' assunzione sino al giorno della pensione, un servizio operativo che non ha eguali nello Stato, eppure ‐ spiega Michele Cicarilli segretario provinciale del Conapo di Macerata ‐ siamo il Corpo più bistrattato dallo Stato, nonostante mettiamo costantemente a disposizione, come e più degli altri corpi, la nostra vita per la sicurezza dei cittadini”.
Alla base della protesta anche la cronica carenza di pompieri determinata dai tagli alle assunzioni. Per il Conapo: “mancano in Italia circa 3 mila vigili del fuoco dai 32 mila previsti. Il piano di assunzioni straordinarie inserito dal governo nella legge di bilancio ne recupera 1300 nei prossimi 5 anni, è una bella inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato, ma ha la grave criticità di rimandare il grosso delle assunzioni troppo al futuro, infatti prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover per il 2018 in tutta Italia, troppo poche per pensare di far fronte adeguatamente alle nuove emergenze dovute ai cambiamenti climatici, ai ripetuti terremoti, alle alluvioni, ma anche agli incendi, specie dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato.
Anche a Macerata la situazione non è da meno, mancano 23 unità operative per completare l'organico del distaccamento di visso, per non considerare la precaria condizione operativa della sede centrale di Macerata dove normalmente non si riesce più a garantire la presenza di una seconda squadra e alla inadeguata classificazione del distaccamento di Civitanova Marche che ogni anno si trova ad affrontare circa 1600 interventi di soccorso con un organico sotto dimensionato rispetto alle reali esigenze della popolazione”.
“I politici – aggiunge il segretario generale Conapo Antonio Brizzi - si ricordano di noi solo durante le emergenze per sfruttare la nostra popolarità ma ci dimenticano sistematicamente quando chiediamo di darci la stessa dignità retributiva e pensionistica degli altri corpi, siamo a fine legislatura, qualche piccola attenzione c’è stata, ma continuiamo ad essere trattati come un corpo di serie B e nella legge di bilancio non ci sono misure adeguate a risolvere questa situazione. Con lo sciopero nazionale i pompieri del Conapo chiamano in causa direttamente il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche a tutti i politici di maggioranza e opposizione perché i vigili del fuoco e la sicurezza sono di tutti e necessitano di impegno bipartisan”
Il Conapo fa sapere che lo sciopero è nazionale ed interesserà tutte le sedi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, comprese le sedi aeroportuali e coinvolgerà tutto il personale dipendente, escluse le regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige che dispongono di corpi regionali e provinciali dei Vigili del Fuoco. Per quanto riguarda il comando di Macerata saranno interessate dallo sciopero la sede centrale di Macerata ed i distaccamenti di Civitanova marche, camerino, Tolentino e visso.
I Vigili del Fuoco del Conapo informano che durante l'azione di sciopero, saranno comunque garantiti tutti i servizi di soccorso pubblico alla popolazione, i servizi pubblici essenziali ed i servizi di trasporto aereo, come previsto dalle norme che regolamentano gli scioperi di settore.
L'ordinanza del Commissario per la ricostruzione che semplifica le procedure per gli interventi sugli edifici privati danneggiati in modo lieve è stata accolta con favore dal presidente delle Marche Luca Ceriscioli. ''Il provvedimento - sottolinea - è frutto della volontà della commissaria Paola De Micheli di snellire ulteriormente le procedure e del lavoro di questi mesi degli uffici della ricostruzione che hanno raccolto quello che andava migliorato''.
Una delle innovazioni prevede che la gara fra le imprese venga fatta al termine della procedura, evitando così di lasciare le ditte in attesa del percorso di approvazione. ''C'è poi il contributo concesso dall'inizio ai professionisti, una possibilità fortemente caldeggiata dagli addetti ai lavori, per avere disponibilità economica che consenta di svolgere l'attività propedeutica vera e propria''. Con l'ordinanza, Ceriscioli auspica che si accelerino la presentazione dei progetti da parte dei privati ''e i tempi di valutazione da parte degli uffici''.
(Fonte Ansa)