Il nuovo Dpcm, che scatterà il 6 marzo, potrebbe essere valido per un mese: secondo una bozza del test i divieti e le restrizioni resteranno in vigore anche per Pasqua e Pasquetta, le seconde dell'era Covid, scadendo il 6 aprile. Sono anche previste riaperture, anche se non da subito: dal 27 marzo riapriranno - nel rispetto di specifici protocolli - cinema e teatri mentre sarà possibile andare al museo anche nei week end. Il testo del decreto ministeriale dovrà essere approvato dagli enti locali, poi sarà emanato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il tutto dovrebbe avvenire entro il week-end.
A differenza di quanto successo in precedenza con Conte, il premier Draghi non parlerà dopo l'approvazione del nuovo Dpcm.
Queste dovrebbero essere le misure contenute nel nuovo provvedimento.
BARBIERI E PARRUCCHIERI CHIUSI (ZONA ROSSA): in questa fascia sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell'allegato 24, dove - a differenza del precedente provvedimento - non vengono menzionati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere.
IN CASA POSSONO ENTRARE ANCHE I NON CONVIVENTI (ZONA GIALLA), MA FESTE VIETATE: In questa fascia viene cancellata dal bozza del nuovo dpcm la misura - citata nel precedente documento, secondo cui - "con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza". Nella bozza del nuovo provvedimento restano comunque "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose".
CINEMA E TEATRI APRONO DAL 27/3, MUSEI ANCHE NEL WEEK END (ZONA GIALLA): A decorrere dal 27 marzo 2021 - i zona gialla - gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, spiega la bozza del Dpcm. Il ministro Franceschini ha annunciato anche l'accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend (questi ultimi per ora aperti in questa stessa fascia solo nei giorni infrasettimanali).
VIAGGI VIETATI, STOP SPOSTAMENTI TRA LE REGIONI: Il divieto di spostamento tra le Regioni è valido fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Come sempre è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni.
SECONDE CASE: E' consentito recarsi nelle seconde in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo.
SHOPPING: Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta, cura della persona, parrucchieri. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati.
CONTINUA LA SERRATA DI PISCINE E PALESTRE: Ancora lontana la possibilità di andare in palestra o in piscina. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l'attività motoria individuale all'aperto come la camminata, la bici e la corsa. Al momento il Cts visto l'andamento dei contagi non ritiene opportuno allentare le restrizioni in questo settore. Se le cose dovessero migliorare si potrebbe pensare almeno a lezioni individuali o su prenotazioni. Agli agonisti è permesso di allenarsi.
LA SERA NIENTE RISTORANTE Niente cene al ristorante. Nonostante l'asse Salvini-Bonaccini al ristorante e bar in zona gialla si potrà andare solo di giorno. Si temono gli assembramenti fuori dai locali, che puntualmente avvengono anche a locali chiusi anche nel fine settimana. Dunque le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l'asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.
SCUOLA: La scuola resta in presenza per gli alunni dell'infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori la didattica è in presenza "almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%". E' quanto prevede la bozza del Dpcm. Nel testo si introduce un'ulteriore misure: "al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa". Nelle prossime ore - sulla base del quadro epidemiologico delle nuove varianti del Covid che sarà esaminato dai tecnici - non si esclude che possano arrivare dal Governo ulteriori provvedimenti restrittivi sulla didattica in presenza, in particolare nelle zone arancioni, e sull'utilizzo delle mascherine da parte dei bimbi tra i 6 e 11 anni. In alcuni casi i governatori hanno già applicato misure più restrittive come ad esempio nelle Marche, in Campania e Puglia.
(Fonte Ansa)
Per il secondo anno consecutivo, la Federcaccia Provinciale di Macerata e l’ ACMA (Associazione Cacciatori Migratori e Acquatici) settoriale dell’associazione che si interessa specificamente di ricerca, monitoraggio e gestione della fauna acquatica - in collaborazione con l’Ambito Territoriale di Caccia MC2 - hanno rimesso in campo il progetto dei nidi artificiali predisposti per la nidificazione dei germani reali.
Il germano reale è un’anatra di superficie, appartenente all’ordine degli anseriformi e della famiglia degli anatidi; è una delle più grandi e il maschio in livrea nuziale, si distingue facilmente dalla femmina screziata di bruno.
Questa specie frequenta molto le aree stagnanti e le zone lungo i fiumi, dove nidifica nei mesi di marzo e aprile, deponendo una covata in media di 7/11 uova.
Grazie alla fattiva opera di alcuni soci, i nidi artificiali, sono stati ristrutturati e sono stati collocati nei comuni di Montecosaro, Potenza Picena e Montelupone e vista l’esperienza dell’anno passato sono stati posizionati in alcuni laghi artificiali, mettendoli più vicino al livello dell’acqua ed occultandoli tra la vegetazione palustre.
I nidi hanno l’enorme vantaggio di permettere una tranquilla nidificazione a questa anatra, evitando il concreto rischio a predazione da parte di corvidi e volpi.
Terminati i lavori, i nidi verranno monitorati periodicamente dalle guardie venatorie volontarie della FIDC, al fine di verificare la consistenza della nidificazione.
Dal mese di marzo, a Tolentino, entrerà in vigore il nuovo piano della sosta a pagamento. Il suo funzionamento, con annessa descrizione delle fasce di pagamento e delle tariffe orarie che saranno tra breve valide, è illustrato in un opuscolo che in questi giorni tutte le famiglie tolentinati stanno ricevendo nelle proprie abitazioni.
MEZZ'ORA GRATUITA - Un punto cruciale sul quale viene fatta chiarezza riguarda la possibilità di usufruire della mezz'ora di sosta gratuita. Si tratta di un'agevolazione che potrà essere sfruttata soltanto una volta nell'arco dell'intera giornata. Per attivarla bisognerà digitare la targa del proprio automezzo sui nuovi parcometri, stampare lo scontrino ed esporlo sul cruscotto. È consentita in tutte le aree di sosta della zona "Blu" e "Rossa A".
Vediamo, ora, proprio come saranno divise le nuove zone di sosta.
LE NUOVE ZONE DI SOSTA - Saranno cinque: "Blu", "Rossa A", "Rossa B", "Verde A" e "Verde B". Queste le tariffe per singola zona: 1,20 euro all'ora per la zona blu (con un minimo di 40 centesimi per 20 minuti di sosta), 0,70 centesimi all'ora per la zona rossa A e B (con un minimo di 35 centesimi per 30 minuti di sosta), 0,40 centesimi all'ora per la zona verde A e B (con un minimo di 20 centesimi per 30 minuti di sosta).
Le zone di sosta "Blu" interesseranno le seguenti piazze e vie: piazza Martiri di Montalto, corso Garibaldi, piazza Strambi, piazza delle Libertà, via Roma, via S. Salvatore, piazza Marcorelli-Mazzini, via Oberdan, piazza Niccolò Mauruzi, via Parisani, piazza Madama, via Tambroni, piazza Don Bosco, via Pacifico Massi, piazza dell'Unità e piazza Piccinino.
Le zone di sosta "Rossa A" interesseranno le seguenti piazze e vie: piazzale Bartolozzi, viale Benadduci, viale delle Cartiere, viale Matteotti - prima tratto (fino all'intersezione con l'uscita dal parcheggio di struttura Matteotti, viale XXX Giugno - primo tratto (fino all'intersezione con via Caselli) e via Caselli.
Le zone di sosta "Rossa B" interesseranno le seguenti piazze e vie: viale Matteotti - secondo tratto, via Gramsci, Cavour-Pallotta, via del Mattatoio, via Rutiloni, via Murat, viale XXX Giugno - secondo tratto, viale Filzi, via Flaminia, piazza Marconi.
Le zone di sosta "Verde A" interesseranno le seguenti piazze e vie: Filzi (in silos), Foro Boario (in silos) e Matteotti (in silos)
Le zone di sosta "Verde B" interesseranno le seguenti piazze e vie: viale Matteotti, Borgo Foro Boario, Filzi (di superficie), Foro Baorio (in superficie) e Matteotti (di superficie)
L'ORARIO DI PAGAMENTO - La sosta, in tutte le zone ad esclusione della "Verde A", sarà a pagamento nei giorni feriali (dal lunedì al sabato) e sarà disciplinata con il seguente orario: dalle 8 alle 13 (mattino), dalle 15 alle 20 (pomeriggio). Nella zona "Verde A" (parcheggi coperti in struttura) la sosta sarà a pagamento nei soli giorni feriali (dal lunedì al sabato) per l'intera giornata (00-24).
Dalle ore 20 alle ore 8 del mattino la sosta nei parcheggi a raso sarà gratuita, mentre in quelli in struttura sarà gratuita solo sui posti scoperti.
MODALITA' DI PAGAMENTO - Sarà possibile pagare la sosta direttamente sul parcometro tramite monete, bancomat contactless, carta di credito contactless, nfc (smartphone), l'app EasyASSM, l'app MyCicero, l'app Telepass Pay.
Gli ausiliari verificheranno la regolare attivazione della sosta attraverso dispositivi di lettura della targa. Il controllo della sosta verrà effettuato dall'ASSM Spa che vi provvederà mediante proprio personale.
Gli addetti ai controlli agiranno in veste di "ausiliari del traffico", a seguito di specifico provvedimento di nomina da parte del sindaco. Saranno dotati di idonea tessera di riconoscimento da esibire su richiesta degli utenti e specifico abbigliamento distintivo dotato di inserti rifrangenti.
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QUANDO SCATTA LA MULTA - Saranno previste sanzioni pei i veicoli in sosta privi di pagamento e per i veicoli in sosta con pagamento scaduto. Per entrambe le sanzioni il Comune di Tolentino prevede la possibilità di pagamenti "in sanatoria" rispettivamente di 20 euro (per i veicoli in sosta privi di pagamento) e di 6 euro (per i veicoli in sosta con pagamento scaduto).
Il pagamento delle multe potrà anche essere effettuato tramite i nuovi parcometri, inserendo il codice dell'avviso e premendo poi il tasto "i" fino alla visualizzazione della tipologia di avviso da pagare.
GLI ABBONAMENTI - La sottoscrizione e il rinnovo degli abbonamenti può essere effettuato presso gli sportelli dell'ASSM (in via S.Salvatore, 1) e online tramite l'apposito portale.
Il numero massimo di abbonamenti rilasciati - come comunicato dalla stessa ASSM - non potrà superare il 55% dei posti disponibili nella zona tariffaria di riferimento. Verrà rilasciato un apposito contrassegno, previa compilazione da parte del richiedente di un'autodichiarazione che attesti il possesso dei requisiti richiesti con allegata la copia di un documento di riconoscimento valido.
Questo il prezziario per gli abbonamenti ordinari:
Di seguito le categorie che godranno di una riduzione sul prezzo dell'abbonamento mensile, trimestrale e annuale. Tra queste è prevista un'agevolazione per tutti i cittadini di età uguale o superiore a 65 anni:
Consegnato il cantiere per la nuova sede provvisoria del Comune di Camerino, che sorgerà nell'ex area di Protezione civile nel quartiere Vallicelle che, nei mesi scorsi, è stata liberata dai container.
Presente il sindaco Sandro Sborgia che ha spiegato: “È il primo impegno che abbiamo firmato, deliberato e promosso appena insediati ritenendo di fondamentale importanza questa struttura. È un progetto a cui teniamo tanto che ospiterà tutti gli uffici comunali, attualmente dislocati in tre diversi edifici, garantendo una migliore logistica e maggiore funzionalità".
"L’opera – conclude Sborgia – consentirà un importante risparmio di risorse, dal momento che il Comune non dovrà più affrontare la spesa relativa all’affitto dei locali destinati agli uffici (svariate decine di migliaia di euro l’anno). Inoltre la struttura rimarrà a disposizione della cittadinanza anche una volta terminati i lavori di ricostruzione e tornati nella sede comunale definitiva”.
Sarà finanziata con i fondi del sisma 2016. La nuova sede provvisoria comunale occuperà una superficie di 2.700 metri quadrati, su due piani e ogni settore avrà un'ala dedicata, ci saranno spazi per la giunta, l'amministrazione comunale e l'ufficio del sindaco.
Presenti alla consegna del cantiere anche l'ingegnere Romina Fattoretti responsabile dei lavori; il geometra Giuliano Piccioni coordinatore della sicurezza; Sabino Dicataldo titolare dell'impresa che effettuerà i lavori.
Inoltre, nel centro storico di Camerino torneranno le panchine. La città ducale riassapora piccoli aspetti di normalità attraverso il ripristino di una zona relax in Piazza Garibaldi. Non solo panchine, ma anche cestini per i rifiuti posizionati nuovamente in Piazza Caio Mario che erano stati, naturalmente tolti dopo il sisma del 2016, quando l’intero centro storico divenne zona rossa.
Dopo la riapertura di Corso Vittorio Emanuele II, lo scorso mese, pian piano il cuore di Camerino sta riacquistando parti di normalità. “Per rendere più ospitali gli spazi che vogliamo tornare a vivere nella quotidianità e prenderci cura della nostra città servono piccole attenzioni – ha detto il sindaco Sandro Sborgia - Noi ce la mettiamo tutta, convinti ad andare avanti su questa strada”.
L’amministrazione comunale sta anche lavorando a una serie di eventi ed iniziative proprio da riportare nel centro storico, sempre se la pandemia ne permetterà lo svolgimento, dopo che già la scorsa estate il Camerino Festival è tornato a rompere il silenzio di piazza Cavour, riempendolo con la splendida musica degli artisti di calibro internazionale che si sono succeduti sul palco.
Diverse le iniziative pensate nella stessa direzione, accanto alla riapertura di alcune attività commerciali.
Da domani, sabato 27 febbraio, dalle ore 8, sarà possibile prenotare nelle Marche il vaccino anti-Covid19 per il personale scolastico delle scuole pubbliche e delle università, docente e non docente, con un’età fino a 55 anni non compiuti. Le vaccinazioni inizieranno lunedì 1 marzo.
"Per il personale scolastico docente e non docente con un’età superiore a 55 anni, si attiveranno le prenotazioni non appena il Ministero trasferirà alla Regione le liste con i nominativi". A comunicarlo è l'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini.
Le modalità di prenotazione sono le stesse già avviate, quindi tramite portale di Poste Italiane, https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it e il numero verde 800.009966 (attivo eccezionalmente questo fine settimana, sabato 27 e domenica 28, e poi dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18).
Per la prenotazione del vaccino sono a disposizione anche i 242 ATM Postamat (sarà sufficiente inserire la tessera sanitaria, digitare i dati richiesti in modo semplice e veloce e ritirare il promemoria con i dettagli della prenotazione) e anche la rete dei portalettere (il postino attraverso l’apposita funzione “prenotazione vaccini” sviluppata per il dispositivo palmare, verificherà le disponibilità in base al CAP).
Al momento della vaccinazione, insieme al personale sanitario, saranno compilati alcuni moduli (scheda anamnestica, modulo di consenso e trattamento dei dati personali e nota informativa) che si possono scaricare e stampare dal sito dell’Asur Marche (https://www.asur.marche.it/web/portal/modulistica1) o sul portale di prenotazione di Poste Italiane. I moduli sono comunque disponibili nei punti vaccinali.
Al momento della prima vaccinazione, sarà comunicato il giorno per la somministrazione della seconda dose.
L’Università Politecnica delle Marche e l’Università di Camerino procederanno alla vaccinazione autonomamente presso le loro sedi, avendo a disposizione proprio personale sanitario: una messa a disposizione degli atenei per alleggerire il sistema regionale. Il personale rispettivo dunque non dovrà procedere alla prenotazione.
"Mi ha appena comunicato il ministro Speranza che da lunedì la nostra regione sarà in zona arancione. Mi dispiace moltissimo per le restrizioni che condizioneranno la nostra quotidianità e tutte le attività, ma mi preme raccomandarvi la massima attenzione". L'annuncio arriva dal presidente regionale Francesco Acquaroli dopo il colloquio avuto con il Ministro della Salute.
"Sapete quanto in altre occasioni mi sono battuto per chiedere di consentire lo svolgimento di attività personali ed economiche - ha aggiunto Acquaroli -, ma in questo momento abbiamo il dovere di fermare il prima possibile questa fase di recrudescenza del virus a tutela della salute e della sicurezza di tutti i cittadini marchigiani".
Dopo quattro settimane "in giallo", la Regione cambia colore. In base al monitoraggio della Cabina di Regia le Marche diventano arancioni insieme a Lombardia e Piemonte. Non è l'Rt a farle spostare di zona, perché resta sotto 1, ma il rischio per tutte tre alto (Marche Rt 0,98).
Resta in vigore l'ordinanza firmata questa mattina dal presidente regionale, la quale dispone, a partire da domani (sabato 27 febbraio) e fino al 5 marzo, la didattica a distanza (DAD) al 100% in tutte le scuole superiori (secondarie di secondo grado) delle Marche. E nelle province di Ancona e Macerata la stessa modalità in DAD al 100% riguarderà anche le seconde e terze classi delle scuole medie (secondarie di primo grado). (Leggi qui per saperne di più)
L'ordinanza della Regione Marche firmata oggi dal Presidente Francesco Acquaroli ha disposto anche la proroga delle misure già in vigore che prevedono sia i limiti di spostamento in entrata e in uscita nella provincia di Ancona nei soli casi di salute, studio, lavoro e necessità comprovate e le restrizioni per i 20 comuni dell'anconetano che rientrano in zona arancione. Queste misure restano in vigore anche domenica 28 febbraio. Da lunedì 1 marzo tutta la Regione Marche sarà in zona arancione.
Si è tenuto oggi, in modalità remoto, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto Falvio Ferdani alla quale hanno preso parte, oltre ai vertici delle Forze dell'Ordine, il Presidente della Provincia, il Direttore Generale dell'Asur Marche, il Direttore Generale dell'Asur Area Vasta 3, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale, il Presidente della CON.TR.A.M. S.p.a., il Presidente dell’A.P.M., il Presidente dell’A.T.A.C., il Direttore Provinciale della Confindustria, il Direttore Provinciale della Confcommercio, il Presidente Provinciale della Confesercenti, il Direttore Provinciale della Coldiretti, il Presidente Provinciale della Confagricoltura, il Presidente Provinciale della Copagri, il Presidente Provinciale della Confederazione Nazionale Artigianato, il Responsabile RFI – Trenitalia, nonché i Sindaci dei Comuni di molti Comuni del Maceratese.
Il summit ha avuto come scopo il coordinamento e il monitoraggio delle azioni di prevenzione degli assembramenti e dei controlli sull’applicazione delle misure di contenimento del Covid-19 nel territorio provinciale. Ciò anche alla luce delle nuove disposizioni con cui sono stati introdotti taluni elementi di novità in tema di mobilità territoriale, finalizzati a mitigare e contrastare l’emergenza sanitaria ancora in atto.
Al riguardo, il Prefetto ha preso atto della dettagliata relazione sull’ andamento della situazione epidemiologica da covid 19 da parte del Direttore Generale Asur dal quale risulta un recente incremento dei casi di positività registrato nel territorio regionale, dovuto anche al diffondersi della variante inglese al Covid-19, e delle conseguenti ordinanze adottate dal Presidente della Giunta Regionale recanti misure restrittive per contrastare e contenere il diffondersi del virus. Al riguardo ha evidenziato come si renda necessario intensificare ulteriormente i controlli, anche con riferimento alla parte del territorio provinciale confinante con i Comuni interessati dalle predette misure restrittive.
Inoltre, con riferimento alle località maggiormente attrattive presenti nel territorio provinciale, è stato chiesto di valutare l'opportunità di disporre ulteriori misure per ridurre gli ingressi, l'affluenza nelle piazze e nelle strade.
È stato altresì chiesto di rafforzare i dispositivi di controllo del territorio anche nei fine settimana e nelle fasce orarie più avanzate, al fine di verificare il rispetto delle regole fondamentali (distanziamento, utilizzo corretto della mascherina).
Particolare attenzione è stata raccomandata nei confronti del mondo della scuola al fine di prevenire l'insorgere di focolai, in ragione dei recenti casi di riscontrata positività che hanno determinato l'attuazione di misure di contenimento in vari Istituti.
È necessario infatti impedire un aumento della pressione sulle strutture ospedaliere, nella consapevolezza che solo lo sforzo unitario fondato sul senso di responsabilità di tutti può essere strumento efficace nella lotta alla diffusione del virus.
Alla riunione erano altresì presenti i rappresentanti del mondo industriale e delle Associazioni di categoria ai quali è stato richiesto- in un ottica di condivisa responsabilità- di sensibilizzare i propri associati ad ogni forma di collaborazione per evitare assembramenti che determinano situazioni di rischio alla salute pubblica.
"Questa mattina sono risultato positivo al secondo tampone di controllo effettuato presso il comune di Sarnano". Lo comunica il sindaco Luca Piergentili in un post su Facebook.
"Sono in isolamento preso la mia abitazione, spiega il primo cittadino. Continuerò a portare avanti le varie questioni da remoto.
La fase è molto delicata, raccomando a tutti la massima attenzione".
Nel territorio di Sarnano, attualmente, si registrano 33 casi di positività al Coronavirus con 123 persone in isolamento domiciliare.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5563 tamponi: 3475 nel percorso nuove diagnosi (di cui 1157 nello screening con percorso Antigenico) e 2088 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 19,7%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 686 (84 in provincia di Macerata, 323 in provincia di Ancona, 144 in provincia di Pesaro-Urbino, 37 in provincia di Fermo, 66 in provincia di Ascoli Piceno e 32 fuori regione).
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (73 casi rilevati), contatti in setting domestico (144 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (211 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (19 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (4 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (6 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (30 casi rilevati), screening percorso sanitario (2 casi rilevati) e 1 caso proveniente da fuori regione. Per altri 196 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 1157 test e sono stati riscontrati 86 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 7%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 19,74% oggi, rispetto al 13,01% di ieri.
In diminuzione di 1 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 642, di cui 81 in terapia intensiva (- 3 rispetto a ieri). Sono, invece, 28 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 123 pazienti: 49 all'ospedale di Macerata, 56 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altre 14 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio Sanità delle Marche:
Lunedì primo marzo aprirà il cantiere per consentire i lavori di rifacimento del marciapiede del vialetto nord di piazza XX Settembre (lato abitazioni e negozi), un intervento che la Giunta comunale ha approvato a fine 2020 nell’ottica di una riqualificazione del borgo marinaro e del centro città e che rientra nell’ambito del piano triennale delle Opere Pubbliche.
Il nuovo marciapiede sarà realizzato in marmo rosato, rispecchiando quello esistente che costeggia il perimetro della piazza. L’opera sarà eseguita dalla “Edilpiazzali” di Filottrano, che procederà a smantellare l’esistente e al rifacimento della nuova pavimentazione. Stessa procedura prevista per il vialetto sud, che partirà una decina di giorni dopo, a cura della ditta “Edil Europa” di Macerata.
L’Ufficio viabilità del Comune ha comunicato che non ci saranno modifiche alla circolazione delle auto né durante i giorni feriali né durante il sabato, quando si svolgerà regolarmente il mercato settimanale.
Il restyling consentirà oltre all’abbellimento del percorso, un miglioramento della fruibilità pedonale del centro abitato e l’abbattimento delle barriere architettoniche, poiché verranno eliminati eventuali ostacoli presenti e situazioni che inibiscono o limitano la persona nell’interazione con lo spazio architettonico e urbano.
Per il Comune di Civitanova Marche il responsabile della procedura è il geom. Maurizio De Florio, mentre il direttore dei lavori è il geom. Simone Salvatelli. Tempo per la consegna dei lavori stimato in 70 giorni circa.
(Foto di archivio)
Il Comune di Macerata procederà, a partire da lunedì 1 marzo, all'abbattimento di alcune essenze arboree protette presso l'area verde di largo Pascoli a seguito di imposizione della Rete Ferroviaria Italiana in quanto tali piante sono site a una distanza non a norma dalla più vicina rotaia e rischiano quindi di arrecare pregiudizio alla sicurezza e regolarità della circolazione ferroviaria in caso di avverse condizioni meteo con forti perturbazioni atmosferiche.
"Un intervento resosi obbligatorio per evitare eventuale violazione di legge alla normativa in materia di circolazione ferroviaria e non incorrere in ulteriori sanzioni e diffide come avvenuto in passato – ha detto l’assessore con delega al decoro urbano e ai parchi pubblici Paolo Renna -. Nell’ottobre del 2019 infatti il Comune era stato obbligato con una sanzione e con una diffida ad abbattere alcune piante che insistevano in via Annibal Caro. Oggi dobbiamo obbligatoriamente procedere all’abbattimento delle essenze arboree in largo Pascoli".
Rete Ferroviaria Italiana, lo scorso gennaio, ha quindi obbligato il Comune di Macerata a procedere all’abbattimento delle piante in oggetto. In data 24 febbraio l’agronomo del Comune e il funzionario RFI hanno effettuato un sopralluogo per definire l’entità dell’intervento funzionale alla messa in sicurezza della ferrovia.
Il D.P.R. 753 dell’11/7/1980, all’art. 52 prevede infatti che “gli alberi debbono essere ubicati a una distanza non inferiore a 6 metri dalla più vicina rotaia e, per gli alberi di altezza superiore a 4 metri, tale distanza deve essere uguale all’altezza dell’albero aumentata di 2 metri”.
Durante il sopralluogo è stata constatata la presenza di alcuni alberi Pinus pinea e Cedrus libani di altezza ben superiore ai 4 metri e posizionati al limite dell’area verde a confine con la proprietà Rfi a una distanza inferiore rispetto a quella prevista dalla norma.
Inoltre all’interno dell’area, gli alberi posti in posizione più arretrata rispetto a quelli in previsione di abbattimento, sono situati a una distanza tale da non rispettare le prescrizioni di legge: a questo proposito si procederà all’abbassamento dell’altezza degli stessi al fine di rientrare nei parametri prescritti dalla normativa evitando l’abbattimento.
"Teniamo molto al patrimonio arboreo della città e abbiamo quindi pensato di ripiantumare il doppio delle piante che saranno abbattute in altri spazi della città – ha concluso l’assessore Renna -. L’Amministrazione inoltre, in seguito alla mancata manutenzione degli ultimi anni che è sotto gli occhi di tutti, ha in mente un piano di potature e di recupero delle varie piante della città che vada a salvaguardare e tutelare l’incolumità dei cittadini".
Il Comune di San Severino Marche ha pubblicato un avviso relativo all’individuazione di operatori economici da invitare alla procedura negoziata per l’affidamento dei lavori di riqualificazione esterna del palazzetto dello sport “Albino Ciarapica”. L’importo complessivo dell’appalto è pari a 317.291,49 euro. Per l’aggiudicazione si seguirà il criterio del minor prezzo.
Gli interessati potranno inoltrare domanda di partecipazione, esclusivamente attraverso la piattaforma telematica di negoziazione dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, all’indirizzo https://umpotenzaesinoappalti.regione.marche.it/PortaleAppalti/it/homepage.wp. L’istanza, redatta su apposito modello, va presentata entro il termine perentorio del 12 marzo 2021 ore 13.
Approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale di Recanati il progetto di fattibilità tecnico economico e la relativa variante urbanistica per la realizzazione della nuova bretella stradale di collegamento della Zona Industriale Squartabue di Recanati e la Strada Provinciale numero 3, che attraversa la Zona Acquaviva di Castelfidardo per poi collegarsi alla S.S. Adriatica.
Un’importante e attesa arteria stradale che decongestionerà il traffico veicolare pesante, indotto dalle zone industriali, dall’area abitata di Villa Musone.
“Grazie ad un lavoro congiunto tra i Comuni di Loreto, Castelfidardo e le aree delle Provincie di Ancona e Macerata l’opera vede oggi il suo avvio - ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi - Un’importante e complessa collaborazione istituzionale congiunta che ha dato il risultato che ci eravamo prefissati.”
Il tratto della bretella ricadente nel territorio recanatese ha una lunghezza di 450 metri e una rotatoria dal diametro di 50 metri, per un costo d’intervento pari a circa 995mila euro, finanziato per 850mila euro dalla Regione Marche nell’ambito degli investimenti per l’ampliamento ed il potenziamento delle infrastrutture stradali regionali.
I restanti 145mila euro verranno finanziati dal Comune di Recanati per gli indennizzi di esproprio e le spese tecniche.
"È un progetto atteso dal territorio che completa l'intervento di Osimo, Castelfidardo e Loreto - spiega l'assessore ai lavori pubblici Francesco Fiordomo - una bretella che serve alle aziende, ai lavoratori, ai residenti di Villa Musone che vedranno alleggerito il transito di mezzi pesanti e non, specie nelle ore di punta."
La variante si concluderà entro l'anno con i vari passaggi previsti dalle leggi e per il 2022 è previsto l’appalto per l’importante opera viaria.
L’assalto al convoglio ONU e la tragica morte dell’Ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Iacovacci. Maurizio Petrocchi, Ricercatore in storia contemporanea all’Università di Macerata ed esperto in violenza politica, conflitti e terrorismo ha cercato di fare un po’ di chiarezza su cosa è successo a Goma in Congo.
Di seguito l'analisi integrale redatta dal prof. Petrocchi:
"In base alle informazioni del governo italiano la mattina del 22 febbraio, tra le 10 e le 11 locali, il convoglio del World Food Programme (Wfp) su cui viaggiavano l'ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo sono stati attaccati da alcuni uomini dotati di armi leggere, verosimilmente presso Kibumba, a circa 25 chilometri da Goma, nel Governatorato di Kivu Nord, mentre percorrevano la strada N2 in direzione di Rutshuru. Il diplomatico italiano venerdì 19, con un aereo della missione ONU Monusco era arrivato nella cittadina congolese di Goma. In base alle informazioni raccolte, ancora da verificare, la prima autovettura del convoglio del Wfp, su cui viaggiavano le vittime, sarebbe stata oggetto di colpi di arma da fuoco. Del convoglio facevano parte, oltre all'ambasciatore e al carabiniere, anche cinque membri del World Food Programme, tra cui il vice direttore per il Congo, Rocco Leone. Il convoglio è stato attaccato alle 10,15 all'altezza del villaggio di Kanya Mahoro, nei pressi di una località chiamata “Tre Antenne”. Il gruppo, formato da sei elementi, avrebbe costretto i mezzi a fermarsi ponendo ostacoli sulla strada e sparando alcuni colpi di armi leggere in aria.
Il governatore del Nord Kivu ha confermato che i sei assalitori, dopo aver sparato colpi in aria e bloccato il convoglio, hanno ordinato ai passeggeri di scendere dai veicoli. Il rumore degli spari ha allertato i soldati delle Forze armate congolesi e i ranger del parco Virunga che, trovandosi a meno di un chilometro di distanza, si sono diretti verso il luogo dell'evento.
Il governatore ha aggiunto che per costringere le loro vittime a lasciare la strada ed entrare nella boscaglia, gli assalitori hanno ucciso l'autista del Wfp.
A fare da teatro all’attacco di miliziani armati e al sospetto tentativo di sequestro finito nel sangue, il parco nazionale del Virunga, un tempo noto per la folta presenza di turisti occidentali in avvistamento degli ultimi gorilla di montagna e oggi tristemente al centro delle cronache per le ricorrenti violenze contro le guardie forestali, incaricate di contrastare lo sfruttamento illegale delle risorse naturali nella zona. Nel gennaio di quest’anno, l’uccisione di sette ranger congolesi aveva fatto innalzare i livelli di allarme per la sicurezza nella riserva naturale: più in generale, da oltre due decenni il Nord Kivu e la Regione orientale del paese sono attraversati da dinamiche di violenza politica, banditismo e insorgenza, che ne fanno una tra le aree più instabili del continente africano.
In base alle prime ricostruzioni, gli assalitori avrebbero, poi, condotto il resto dei membri nella foresta.
Poco distante dal luogo dell'evento era appunto presente una pattuglia di ranger dell’istituto congolese per la conservazione della natura, di stanza presso il vicino parco di Virunga e un'unità dell'Esercito che avrebbero cercato di recuperare i membri del convoglio.
Nelle fasi immediatamente successive all’agguato, secondo quanto riportato dal Ministero dell'Interno congolese, nel momento in cui la pattuglia di ranger ha intimato agli assalitori di abbassare le armi (o semplicemente ha mostrato le armi al seguito), questi ultimi avrebbero aperto il fuoco contro il militare dell'Arma dei carabinieri, uccidendolo sul colpo, e contro l'ambasciatore italiano, ferendolo gravemente. La pattuglia di ranger e l'unità dell'esercito successivamente avrebbero evacuato l'ambasciatore italiano presso l'ospedale Monusco di Goma, dove sarebbe avvenuto il decesso a causa delle ferite riportate nell'attacco. Al riguardo, si specifica, inoltre, che il responsabile del convoglio avrebbe negoziato con gli assalitori per allontanarsi dall'area e portare i feriti in una zona sicura.
Le province del Kivu del Nord (luogo dell’omicidio) e del Kivu del Sud compongono un’area di quasi 125 mila chilometri quadrati e con oltre 12 milioni di abitanti nell’estremo lembo orientale dell’ex Congo belga. Questa regione è dilaniata da decenni di violenza e saccheggi, inoltre è allo stesso tempo molto fragile per quanta riguarda la sicurezza, e piena di contraddizioni tipiche dei Paesi africani: enormi ricchezze naturali, povertà e violenza. Non dimentichiamo che il Congo ha la seconda riserva di rame al mondo, un quarto dell'oro globale, un terzo dei diamanti, l'80% di cobalto e coltan, minerali sempre più ricercati per cellulari e batterie, ma ufficialmente il paese è privo di miniere, e allo stesso tempo è anche uno degli ultimi paesi per indice di sviluppo umano.
La lotta per il controllo di queste ricchezze ha favorito la nascita di svariati gruppi guerriglieri che agiscono nella zona. Nella regione orientale del Paese si contano oltre 120 gruppi armati, proliferano autorità paramilitari, reduci delle grandi guerre di fine anni ’90 nella Regione dei grandi laghi, e forze ribelli che, da decenni, si contendono il controllo del territorio, alimentando un'economia informale di guerra che vive dello sfruttamento illegale di risorse, di contrabbando e di estorsioni.
Il contrabbando delle ricchezze del Kivu viene favorito anche dalle multinazionali europee e americane e dai paesi confinanti, difatti nella capitale Kigali, hanno sede le direzioni delle multinazionali, soprattutto belghe e americane, che commerciano in minerali e preziosi, va precisato che la presenza italiana è relativamente bassa.
L'attuale situazione di conflitto trae origine dalla guerra etnica fra Hutu e Tutsi, che raggiunse l'apice dell'orrore nel tristemente noto genocidio del 1994 in Ruanda, quando gli Hutu operarono una pulizia etnica ai danni dei Tutsi. Nella regione ad est della Repubblica Democratica del Congo l'impatto di quel conflitto e della successiva vendetta dei Tutsi è ferita ancora aperta.
In quella parte del Congo agiscono, in particolare, le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda che hanno perso l'originaria potenza militare, ma stanno riorganizzandosi grazie all'alleanza con altre milizie. Sempre di origine Hutu è il cosiddetto Collettivo dei movimenti per il cambiamento. Mentre, nell'intento di difendere i locali, si ergono formazioni quali i Mai Mai, milizie di cosiddetti patrioti.
Le ripetute incursioni delle Forze democratiche alleate, principale gruppo ribelle di origine ugandese, hanno inoltre provocato massicci spostamenti di popolazione.
Le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (FdlR) sono state accusate dell’agguato dal governo congolese, ma declinano ogni responsabilità. L’FdlR ha vissuto momenti migliori; è un movimento etnico hutu che si rifà all’Hutu Power, ma il disimpegno dei finanziatori stranieri ne ha ridotto le possibilità di azione. Il gruppo che negli ultimi anni ha preso il sopravvento è l’Adf (Allied democratic forces). Dopo alcuni anni di crisi a seguito dell’arresto del leader Mukulu, oggi sventola la bandiera dell’islamismo e sembra quello più organizzato nel Nord Kivu. La sua reale aderenza ai precetti islamici è dubbia, ma viene utilizzata anche dal governo di Kinshasa per cercare aiuti internazionali nella lotta al jihad. Oggi l’Allied democratic forces è solo un gruppo di congolesi – mentre i fondatori erano ugandesi – senza un vero programma politico, dedito alla predazione delle ricchezze locali.
Oltre a gruppi creati da ruandesi e ugandesi, nella regione del Kivu operano molte milizie di autodifesa spesso su base etnica chiamate Mai-Mai, nate per difendere i propri villaggi durante la guerra, esse sono attive per lo sfruttamento delle tante ricchezze congolesi. Inoltre, nel maggio del 2020 lo Stato Islamico ha invitato alla guerra santa tutti i jihadisti africani e rivendicato un attentato nel Kivu settentrionale qualche mese dopo.
Tutte queste milizie cercano di mettere le mani sui giacimenti e sulle foreste, ma si autofinanziano con i rapimenti sia di elementi locali sia quando possibile di stranieri.
I caschi blu e il personale delle Nazioni Unite sono malvisti perché testimoni dei traffici, mentre le guerriglie tollerano di più l’esercito congolese, che non brilla certo per correttezza nei confronti della popolazione.
La Repubblica Democratica del Congo vive enormi difficoltà. Nelle province di Kivu, Ituri ed Equatore continua a imperversare il virus Ebola che dal 2019 ha fatto oltre duemila morti. Il World Food Programme ha lanciato l’allarme più volte negli ultimi anni, dichiarando che 13 milioni di persone sono allo stremo, soprattutto nelle zone centrali. Medici Senza Frontiere ha chiesto un intervento urgente dalle Nazioni Unite, mentre l’UNHCR (l’agenzia Onu dei rifugiati) dichiara insostenibile la situazione dei campi profughi che insistono sui confini ruandesi e ugandesi. Tutto nell’indifferenza della lontanissima capitale Kinshasa.
Secondo l’UNHCR, si sono registrati negli ultimi due anni in totale 5 milioni di sfollati interni (il 91 per cento dei quali donne e bambini) nel Paese, di cui quasi 2 milioni soltanto nella provincia del Nord Kivu. Il Congo è teatro della più grande crisi di sfollati mai registrata in Africa e gli scontri nel Kivu tra ribelli e forze di sicurezza proseguono ancora":
(Foto: ANSA)
“Dopo quattro mesi sono guarito dal Covid anche se la strada verso la normalità sarà ancora lunga. Da pochi giorni sono tornato a casa dopo aver percorso tutte le possibili e inimmaginabili tappe di questa malattia tremenda e reale - è quanto scrive in una lettera Mario Pazzarelli, usciere 61enne del Comune di Macerata - Dal 30 ottobre, dopo qualche a giorno a casa, sono stato costretto al ricovero nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale di Macerata e successivamente, sono stato trasferito al Covid Hospital di Civitanova Marche dove sono stato intubato e poi sottoposto a tracheotomia".
"Nel corso di questa mia personale via Crucis sono ho affrontato anche un intervento chirurgico d’urgenza di cui non ho nessuna memoria date le condizioni fisiche in cui mi trovavo - racconta Mario - Dopo il risveglio, avvenuto gradualmente e con molta difficoltà, sono stato trasferito al reparto di Pneumologia del nosocomio cittadino e poi al Santo Stefano di Porto Potenza Picena per la riabilitazione".
"L’appello che vorrei fare è che questa malattia va presa seriamente e non è assolutamente una cosa su cui scherzare, sconvolge e distrugge famiglie intere, mentre il consiglio che suggerisco a tutti è di prendere le dovute precauzioni e rispettare le norme anti Covid, per rispetto nei confronti di noi stessi e quello degli altri - sottolinea Mario che dopo 4 lunghi mesi è riuscito a sconfiggere il Covid- Il desiderio più grande, dopo quello di aver potuto riabbracciare mia moglie Nadia e la mia famiglia, adesso è quello di ringraziare tutti, tutti coloro che mi sono stati accanto, che mi hanno aiutato, che mi hanno sostenuto anche solo con il pensiero e da lontano, che hanno tifato per me e reso possibile la mia rinascita".
"Parlo dei medici, persone di una umanità che non ha paragoni, degli infermieri, angeli di giorno e di notte, degli operatori sanitari, delle strutture a partire dalla Medicina d’urgenza e dal reparto di Pneumologia dell’ospedale di Macerata, al Covid Hospital di Civitanova Marche, dalla Direzione sanitaria del Santo Stefano di Porto Potenza Picena con i suoi operatori che mi hanno supportato nel percorso riabilitativo facendomi sentire come a casa - conclude Mario - E ancora grazie a tutti i familiari, gli amici, i colleghi, i conoscenti, e in ultimo, ma non ultimi, al sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e al consigliere regionale Anna Menghi per la loro vicinanza. Grazie a tutti per avermi ridato la vita”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 7870 tamponi: 5625 nel percorso nuove diagnosi (di cui 2892 nello screening con percorso Antigenico) e 2245 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 13%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 732: 139 in provincia di Macerata, 307 in provincia di Ancona, 83 in provincia di Pesaro-Urbino, 76 in provincia di Fermo, 105 in provincia di Ascoli Piceno e 22 fuori regione
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (82 casi rilevati), contatti in ambito domestico (149 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (266 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (16 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (3 casi rilevati), contatti in ambito assistenziale (6 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (32 casi rilevati), screening percorso sanitario (4 casi rilevati) e 1 caso proveniente da fuori regione.
Per altri 173 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 2892 test e sono stati riscontrati 230 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari all'8%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si evidenzia un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 13,01% oggi, rispetto al 17,72% di ieri.
In aumento di 4 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 643, di cui 84 in terapia intensiva (numero invariato rispetto a ieri). Sono, invece, 33 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 121 pazienti: 48 all'ospedale di Macerata, 55 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altre 12 persone sono accolte nei Pronto Soccorso (7 a Civitanova Marche, 4 a Macerata, 1 a Camerino).
A pochi mesi di distanza dal terremoto dell’ottobre 2016, nel dicembre dello stesso anno un gruppo di docenti dell’Istituto “Francesco Filelfo” decise di riunirsi per promuovere un progetto di costruzione di una nuova sede per le scuole superiori di Tolentino.
L’idea di riunire in un unico edificio tutti i corsi superiori era già stata discussa sui banchi del consiglio comunale sul finire degli anni ’90, ma non aveva trovato unanime consenso tra le forze politiche.
Il sisma, pur nella sua tragicità, ha spinto i docenti a riprendere in mano l’idea progettuale, con l’intento di coinvolgervi tutte le parti sociali. Nasce così l’associazione riconosciuta denominata “Filelfo per un campus”.
Nei mesi a venire i rappresentanti dell'assocciazione ebbero incontri con il sindaco di Tolentino e un’affollata assemblea d’istituto il 10 febbraio 2017 vide la presenza, tra gli altri, dell’ingegnere Cesare Spuri, in qualità di responsabile dell’Ufficio sisma della regione.
L’amministrazione comunale, dopo aver sposato l’iniziativa, mise subito a disposizione un lotto di terreno in contrada Pace e l’architetto Ubaldo Severini ricevette l’incarico di redigere un progetto di massima. Lo studio d’architettura svolse egregiamente il suo compito in collaborazione con il RUP della provincia, l’architetto Giordano Pierucci.
Nella primavera del 2018, presso i locali del cinema ‘Giometti’, il progetto del nuovo campus scolastico fu presentato agli studenti e alla cittadinanza, alla presenza del presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, dell’assessore regionale Angelo Sciapichetti e del sindaco Giuseppe Pezzanesi.
"Già in quella sede dalle risposte piuttosto evasive da parte di più di un responsabile si comprese come si fosse solo all’inizio di un lungo e difficoltoso iter burocratico, caratterizzato da lunghi silenzi e rimpalli di responsabilità" sottolineano in una lettera aperta docenti, studenti e genitori che fanno parte parte del comitato "Filelfo per un Campus".
Di seguito proponiamo il testo della lettera pervenuta alla nostra redazione, nella quale si chiede un incontro chiarificatore in merito alla tempistica riguardante la costruzione del campus delle scuole superiori a Tolentino:
"Il 4 febbraio 2019 - cioè più di due anni fa! -, alla presenza del presidente della Provincia Antonio Pettinari, del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, di due dirigenti scolastici, del Rup l'architetto Giordano Pierucci e dell'ingegnere Alessandro Mecozzi firmatari del progetto insieme allo studio Severini e associati, venne presentato il progetto preliminare dell’opera. Nel frattempo istituti di comuni vicini hanno beneficiato di fondi prontamente messi a disposizione e, forse, anche di corsie preferenziali; ciò che è stato negato, invece, alla nostra comunità. I cantieri sono stati avviati e diverse strutture scolastiche della zona sono state già consegnate o sono in via di completamento. E Tolentino?.
Venendo alla situazione attuale, dispiace che da parte di qualcuno si metta ancora in discussione l’ubicazione del polo scolastico delle superiori quando il progetto del nuovo plesso è ormai finanziato e nella sua fase definitiva. Abbiamo letto nelle cronache locali le risposte risentite del presidente Pettinari e del sindaco di Tolentino in merito ai ritardi accumulati in più di quattro anni dall’evento sismico.
Senza voler individuare in tutto ciò un capro espiatorio o rinfocolare polemiche, chiediamo oggi ai responsabili di poter far chiarezza sull’intera vicenda (stato dei lavori e finanziamento) individuando un cronoprogramma da rispettare rigorosamente. Le scuole superiori di Tolentino stanno subendo una situazione di precarietà ormai divenuta insostenibile e la cittadinanza del quarto centro della provincia di Macerata per numero di abitanti reclama a gran voce risposte ineludibili.
Il tempo dei confronti, delle schermaglie politiche e dei ripensamenti è scaduto. È ora di agire e non ci accontenteremo più di generiche promesse e sorrisi di circostanza, esigiamo certezze sui tempi e sui modi dell’attuazione del progetto.
Proponiamo quindi un incontro in videoconferenza che veda la presenza del commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini, del sindaco della città Giuseppe Pezzanesi, del presidente della provincia Antonio Pettinari e del presidente o, comunque, di un rappresentante della nostra regione per fare il punto della situazione e per rimuovere eventuali ostacoli di ordine burocratico e/o finanziario che ancora sembrano incombere sul futuro delle scuole superiori tolentinati. Pertanto a breve contatteremo gli organi competenti per fissare la data di tale incontro. Terremo al corrente di ogni sviluppo la cittadinanza tolentinate".
Arriva la conferma delle agevolazioni tariffarie sulle utenze domestiche per gli immobili inagibili per tutto il 2021, insieme all’aumento da 75 a 150 mila euro del tetto per gli affidamenti diretti degli incarichi di progettazione delle opere pubbliche nel cratere del sisma 2016.
Le due novità sono state introdotte alla Camera nel corso dell’esame del Decreto Milleproroghe, approvato oggi e che sarà da domani all’esame del Senato per la conversione definitiva in legge. Il provvedimento contiene la proroga di numerose scadenze di legge che riguardano i territori delle regioni del Centro Italia colpite dal sisma, ma anche un nuovo stanziamento per finanziare la ricostruzione nel cosiddetto “doppio cratere”, cioè i Comuni abruzzesi colpiti sia dal sisma del 2009 che da quello del 2016, e che possono contare su 60 milioni aggiuntivi annui (per un totale di 100 milioni l’anno).
Tra le proroghe approvate anche l’estensione a tutto il 2021 delle agevolazioni tariffarie sulle utenze domestiche per gli immobili inagibili e per le Sae, le Soluzioni abitative di emergenza, dell’esclusione degli immobili inagibili ai fini della determinazione del reddito Ires ed Irpef e dell’Isee, nonché dall’Imu.
“Nel provvedimento ci sono misure molto attese dalla popolazione del cratere, che non è ancora uscito dall’emergenza sisma e deve affrontare, al pari del resto del Paese, quella sanitaria dovuta al Covid-19. Ringrazio il Governo ed il Parlamento, i Presidenti delle commissioni, i relatori del provvedimento ed i deputati di maggioranza e opposizione per il grande lavoro svolto sul decreto e che ha portato a risultati concreti, anche in termini di semplificazione delle procedure, come la norma sugli appalti della progettazione” ha detto il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini.
Il provvedimento, che non dovrebbe subire modifiche al Senato, esenta le attività produttive dal pagamento della Tosap e della Cosap per tutto il 2021, prevede il differimento a fine anno dei termini entro i quali le Regioni possono utilizzare le procedure derogatorie per il deposito temporaneo delle macerie, dispone l’impignorabilità dei contributi alla ricostruzione fino al 2023 e concede a chi era in affitto al momento del sisma la possibilità di usufruire di un contributo per gli oneri di costruzione a chi decide di realizzare una nuova abitazione.
Per quanto riguarda gli incarichi di progettazione viene elevato da 75 a 150 mila euro, come per l’esecuzione dei lavori, l’importo entro il quale è possibile l’affidamento diretto ai professionisti. La norma, come alcune altre deroghe al codice dei contratti pubblici, è valida per i procedimenti avviati entro il 31 dicembre 2021.
Dopo i sopralluoghi di questa mattina, la Provincia di Macerata ha dovuto chiudere la provinciale 29 “Collamato”.
Nella serata di ieri, si erano distaccati dalle pareti rocciose alcuni massi che erano finiti in strada proprio all’altezza di Collamato, tra Esanatoglia e Fabriano. Repentino l’intervento dei tecnici che hanno disposto subito la chiusura della strada.
Le verifiche odierne hanno evidenziato l’impossibilità a riaprire l’arteria per questioni di sicurezza e si rende necessario un intervento per il ripristino della circolazione.
“Purtroppo abbiamo dovuto chiudere la provinciale Collamato - ha dichiarato il presidente della Provincia Antonio Pettinari - perché sono necessari dei lavori di messa in sicurezza. L’obiettivo dell’Amministrazione è ripristinare quanto prima la circolazione, operando con la massima urgenza”.
Il traffico da e per Collamato e Fabriano è dirottato in direzione Matelica.
Nel corso di una conferenza stampa, ospitata nella sala riunioni dell’Assm, il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ha annunciato la conclusione di una importante fase per la ricostruzione dell’ospedale San Salvatore di Tolentino, gravemente danneggiato a seguito degli eventi sismici del 2016 che hanno fortemente colpito tutto il territorio tolentinate.
Si sta, infatti, giungendo alla definizione del progetto esecutivo che sarà pronto a marzo e che consentirà l’avvio di tutte le procedure per l’indizione della gara.
I lavori inizieranno nel prossimo autunno. Prevista una spesa di circa 16 milioni di euro. La nuova struttura vedrà la conferma di tutti i servizi sanitari finora erogati tra cui il Punto di primo intervento e il reparto dialisi, oltre a tutti gli ambulatori.
Previsti anche 50 posti per la lungodegenza con linee di ossigeno che consentiranno la cura di tutte le patologie intermedie. Ovviamente la nuova struttura sarà completamente antisismica e dotata di impianti antincendio, tra le poche delle Marche.
Cronoprogramma e struttura dei servizi sono state confermate dall’Assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini e dalla responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’Asur Area Vasta 3 Fulvia Dini, entrambi presenti all’incontro con la stampa.
Già prevista la figura del RUP individuata nella persona di Lucia Mosciatti, la quale sta lavorando al percorso burocratico che porterà all’approvazione del progetto esecutivo e a tutte le procedure per l’indizione della gara per l’assegnazione dei lavori.
Durante i lavori resterà funzionante, seppur in moduli prefabbricati ma comunque funzionali, il Punto di Primo Intervento mentre, in accordo con il primario Sopranzi e sentiti i pazienti ed i familiari, chi usufruisce del servizio di dialisi sarà, temporaneamente, dirottato - in base alla zona di residenza - o al centro dell’ospedale di Camerino oppure all’ospedale di Macerata, con orari compatibili alle singole esigenze.
Anche gli ambulatori resteranno attivi a Tolentino in appositi spazi allestiti nel parcheggio del nosocomio, compatibilmente con i lavori di ricostruzione.
Tutti hanno ribadito, più volte, nel corso della conferenza stampa, che l’ospedale di Tolentino non verrà depotenziato, al contrario manterrà tutti i servizi sanitari erogati attualmente. Sarà un ospedale di nuova concezione capace anche di fornire prestazioni sanitarie di livello, capaci di curare e contrastare tutte le patologie intermedie, anche riferite al Covid-19.
Per far capire l’importanza degli investimenti previsti, l’Assessore Saltamartini, ha sottolineato che a Tolentino verranno investiti, nei prossimi anni, circa 16 milioni di euro: la stessa cifra che è a disposizione a livello regionale per la manutenzione di tutti gli altri ospedali.
"Quindi c’è la forte volontà di ricostruire un nuovo ospedale funzionale - ha ribadito l'assessore regionale -, strategico per la sua posizione e per i servizi offerti e capace di dare ristoro alle popolazioni già fortemente provate dal sisma e ora dal Covid. Infatti i cittadini hanno bisogno di un ospedale di prossimità che sia in grado di rafforzare l’offerta dei servizi sanitari sul territorio".
Saltamartini ha anche ringraziato il Sindaco Pezzanesi per il costante impegno che ha portato a questi importanti risultati.
"Non meno importante - ha ricordato lo stesso Sindaco Pezzanesi -, l’opportunità che prevede la possibile realizzazione, a fianco del nuovo ospedale, di una sede staccata dell’ASP per ospitare quei pazienti con maggiori difficoltà sanitarie che potrebbero vivere più tranquilli in una struttura posizionata al fianco dell’ospedale cittadino, usufruendo di una importante gamma di servizi sanitari".