L’Amministrazione comunale di Macerata ricorda alla cittadinanza che a causa della pandemia in atto, l’accesso agli uffici demografici è consentito esclusivamente su prenotazione. Per fissare un appuntamento occorre chiamare il numero 0733.256347 dalle ore 8.30 alle 13.30 dal lunedì al venerdì.
“Ricordo – afferma l’assessore ai Servizi demografici Marco Caldarelli – che queste sono, per il momento, le uniche modalità per svolgere qualsiasi tipo di pratica e risulta quindi inutile che gli utenti si presentino agli sportelli”.
Le certificazioni inoltre, possono essere richieste anche per e mail all’indirizzo comune.macerata.demografici@legalmail.it. Per ricevere informazioni gli utenti possono telefonare al numero 0733.2561 e chiedere dell'ufficio interessato.
Si ricorda anche che la validità delle carte d’identità scadute o in scadenza è stata prorogata fino al prossimo 30 aprile, tuttavia va precisato che la validità del documento ai fini dell’espatrio rimane limitata alla data di scadenza.
Infine, per chi volesse invece firmare per la proposta di legge Stazzema, gli interessati potranno recarsi all’URP, anche in questo caso solo previo appuntamento da richiedere al numero 0733.256420 in orario di ufficio.
La CISL FP Marche denuncia il ritardo del Governo nella riattivazione dei congedi parentali straordinari per i dipendenti pubblici con figli costretti alla didattica a distanza e che non riescono ad assisterli, contestualmente al lavoro prestato in presenza o in smart-working.
"Chiediamo fortemente l’immediata riattivazione dei congedi straordinari per i genitori con figli in DAD - afferma Alessandro Moretti referente territoriale Cisl Fp Macerata - . "Sollecitiamo, inoltre, la necessità, ad oggi inascoltata, di aprire tavoli di confronto nazionali al fine di promuovere un diverso sistema di welfare sociale improntato alla fornitura di supporti educativi ed assistenziali alle famiglie che non hanno la possibilità di lasciare i propri figli in DAD alla custodia di nonni e parenti, scelta a cui molte famiglie sono costrette anche contro le indicazioni di OMS e Ministero della Salute".
La CISL FP evidenzia che in queste settimane è stato riscontrato, presso molte autonomie locali, e non solo, presenti nel territorio maceratese, una forte resistenza degli amministratori locali a seguire i contenuti del DPCM del 2 marzo 2021 inerenti le indicazioni di collocare in smart-working i dipendenti
Selezionata la giuria tecnica per la valutazione delle manifestazioni di interesse relative al “Concorso di idee per la valorizzazione del centro storico della città di Recanati” indetto dal Comune di Recanati nel mese di dicembre 2020, per avviare un processo virtuoso di miglioramento diffuso del centro storico della Citta dell’Infinito.
Un concorso che mira a identificare le migliori idee per poter dare un nuovo slancio al centro storico attraverso la messa in atto di misure di marketing territoriale e urbanistico capaci di iniettare elementi di vitalità e di presidio sociale sul territorio, per evitare possibili fenomeni di progressivo abbandono e di rarefazione delle reti socio-economiche un tempo attive.
Le misure prese in esame dovranno prevedere il supporto alle attività commerciali esistenti e interventi sugli spazi commerciali sfitti e sulla possibilità di far nascere nuove attività, sia attraverso incentivi o contributi sia attraverso il coinvolgimento del mondo associazionistico e delle categorie economiche, per animare lo spazio urbano e promuovere le nuove attività.
A vagliare le proposte pervenute da tutta Italia è stato scelto un team di professionisti, selezionati sulla base di una valutazione comparativa dei curriculum vitae e dei lavori effettuati in merito alla valorizzazione di centri storici dal lato sociale, economico e ambientale.
Il Segretario Generale del Comune di Recanati dott. Bruno Bonelli, presiederà la giuria selezionata composta dai seguenti professionisti: dott. Alessio Cavicchi, dott. Alberto Monachesi, arch. Federico Orfeo Oppedisano, dott. Paolo Tombolini.
La partecipazione dei professionisti alla giuria è a titolo gratuito e il Comune di Recanati ha previsto un rimborso spese complessivo di mille euro.
Al loro insindacabile giudizio, il compito ora di valutare le proposte pervenute e di invitare i soggetti proponenti, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, all’eventuale successiva procedura per la redazione finale della proposta progettuale.
Due colonnine di ricarica per auto elettriche sono state installate nel parcheggio della piazza del mercato di San Lorenzo al Lago, nel comune di Fiastra. Grazie ad un accordo siglato tra l’amministrazione comunale ed Enel X, la società del gruppo Enel che fornisce servizi per la trasformazione energetica, le colonnine sono state installate senza costi per il comune, che ha fornito in comodato d’uso alla società quattro stalli auto del parcheggio già esistente.
Nei prossimi giorni - terminate le pratiche di affidamento della gestione da parte della società - le due colonnine, dotate di due attacchi ciascuna, entreranno in funzione. Sulla stessa area sorger anche la stazione di ricarica per le e-bike prevista dal progetto strategico della Regione Marche sulle Aree Interne dell’alto Maceratese.
Si configura quindi una piccola oasi per lo sviluppo della mobilità sostenibile al servizio della comunità e dei visitatori. Se i servizi alla mobilità sostenibile sono sempre più richiesti nei grandi centri urbani infatti, è altrettanto importante fornirli anche laddove potranno costituire uno strumento di attrazione e accoglienza turistica.
Ammonta ad oltre 800 mila euro il finanziamento ottenuto dal Comune di Potenza Picena, con decreto del Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, da destinare ad investimenti relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio.
Il Comune di Potenza Picena aveva provveduto, entro lo scorso 15 settembre, a comunicare al Ministero dell’Interno cinque richieste di contributo per altrettanti interventi. Su 9.151 progetti presentati a livello nazionale, gli Enti Locali beneficiari sono 1.912. Ritenute ammissibili tutte e 5 le richieste presentate dal Comune di Potenza Picena: per quanto riguarda gli edifici, i progetti candidati sono la Torre Civica del Capoluogo e la manutenzione straordinaria della scuola materna. Per quel che concerne, invece, la messa in sicurezza del territorio sono stati candidati i progetti relativi a Contrada Pianetti - Sant’Angelo, Contrada Tergi, Cutini – Alessandrini.
Solo 2.846 sono le opere finanziate a livello nazionale tra cui 2 presentate dal Comune per la messa in sicurezza del territorio (in particolare interventi di manutenzione straordinaria sulla viabilità) di Contrada Pianetti-Sant’Angelo e Contrada Tergi, per oltre 800.000 euro.
Per l’importo delle opere finanziate si prevede che i lavori vadano affidati entro ottobre 2021 dopo aver esperito le fasi di progettazione.
Viste le disposizioni in materia di contenimento del contagio da Covid-19, l’Amministrazione comunale di Civitanova Marche ha provveduto ad annullare gli eventi fieristici tradizionalmente organizzati in città in occasione della Festa di San Giuseppe e della Domenica delle Palme.
Attraverso un’ordinanza pubblicata oggi a firma del Sindaco, si è ritenuto opportuno cancellare la Fiera di San Giuseppe in programma il giorno 21 marzo e la Fiera delle Palme in programma il giorno 28 marzo, al fine di non creare eventuali situazioni di assembramento e concorrere al contenimento della diffusione dell’epidemia in corso.
Inoltre il comune di Civitanova Marche ha rinnovato le convenzioni con le parrocchie San Carlo Borromeo, San Marone, San Paolo Apostolo e Santa Maria Apparente per la gestione dei rispettivi C.A.G., centri di aggregazione giovanile presenti nei quartieri: “Chi la fa l’aspetti”, “Dopo la scuola”, “San Paolo Apostolo” e “San Domenico Savio”.
La Giunta ha approvato in data 4 marzo le relative delibere, recependo le richieste pervenute dalle parrocchie per garantire continuità ai progetti avviati e in considerazione della valenza delle attività dei Centri, che suscitano un forte interesse nei giovani e nelle famiglie del quartiere, coinvolgendo i ragazzi in attività ludico-culturali, anche in collaborazione con gli istituti scolastici.
In base agli atti varati dall’esecutivo di Palazzo Sforza, la convenzione avrà durata di un anno.
Autonomi, artigiani, lavoratori in cassa integrazione, piccole imprese: il Comune di Morrovalle continua a sostenere le realtà in crisi a causa dell'emergenza Covid-19. Dopo gli aiuti erogati nei mesi scorsi sotto forma di buoni spesa alle famiglie per 140mila euro, alle attività per 150mila euro, alla Caritas e alla Croce Verde per 10mila euro a testa, l'amministrazione è riuscita a mettere a disposizione delle categorie più colpite dagli effetti della pandemia ulteriori 150mila euro. Un'iniziativa condivisa da tutti i gruppi consiliari e scaturita dal tavolo di confronto che si è tenuto tra l'amministrazione e le minoranze con l'obiettivo di sostenere la cittadinanza in questo difficile momento.
Tre i bandi che sono stati emanati con risorse del bilancio comunale.
Il primo bando con un fondo di 105mila euro è destinato a srl, ditte individuali e lavoratori autonomi o liberi professionisti in possesso dei seguenti requisiti: avere la sede legale e operativa oppure la residenza o il domicilio fiscale nel Comune di Morrovalle; avere registrato nel 2019 un fatturato non superiore ai 100mila euro; avere registrato nel 2020 una riduzione di fatturato di almeno il 33% rispetto al fatturato relativo al 2019. In base alla percentuale di riduzione di fatturato registrata, verrà modulato il contributo da erogare. In particolare, il contributo sarà di 500 euro se la riduzione di fatturato registrata nell’anno 2020, rispetto al fatturato del 2019, va dal 33% al 49,99%; il contributo sarà di 800 euro se la riduzione di fatturato registrata nel 2020 è pari o superiore al 50% rispetto al fatturato dell’anno 2019. Potranno accedere al bando anche le società di persone e srl, ditte individuali e lavoratori autonomi o liberi professionisti che hanno iniziato la loro attività tra il 1 gennaio 2019 e l’11 marzo 2020, a loro spetterà un contributo pari a 500 euro. Non potrà partecipare chi già ricevuto un contributo economico col precedente bando “Morrovalle Capoluogo. Chi invece ha partecipato al bando Covid-19” ed ha percepito un contributo di 500 euro, potrà presentare domanda purché abbia avuto una riduzione di fatturato pari o superiore al 50%. In questo caso il contributo sarà di 300 euro. I contributi saranno ridotti proporzionalmente sulla base del numero complessivo di domande ammesse.
Il secondo ha un fondo di 15mila euro ed è destinato ad artigiani, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori colpiti dal Covid-19. Tra i requisiti per accedere ai contributi: essere residente nel comune di Morrovalle; essere risultato positivo al Covid-19 per un minimo di 14 giorni nel periodo che va dal 1 gennaio 2020 alla data di presentazione della domanda; non aver ricevuto forme previdenziali o indennizzi assicurativi per il periodo di chiusura dell'attività. L'importo di ogni singolo contributo sarà di 500 euro. Qualora le domande ammesse dovessero essere superiori rispetto al fondo costituito, il contributo sarà ridotto proporzionalmente; in caso contrario, cioè se le domande ammesse dovessero essere inferiori al fondo costituito, l'importo sarà aumentato proporzionalmente fino ad un massimo di 1.000 euro.
Il terzo bando è invece rivolto ai lavoratori dipendenti posti in cassa integrazione a causa della pandemia. In questo caso a disposizione ci sono 30mila euro. Possono partecipare tutti coloro che sono residenti a Morrovalle; sono stati posti in cassa integrazione guadagni causa Covid-19 per almeno 12 settimane (anche non consecutive) nel periodo tra il 1° marzo 2020 e fino alla data di presentazione della domanda; appartengono a un nucleo familiare monoreddito. L’importo di ogni singolo contributo sarà pari a 500 euro. Anche in questo caso, se le domande ammesse dovessero essere superiori rispetto al fondo costituito, il contributo sarà ridotto proporzionalmente; in caso di contrario, l'importo sarà aumentato proporzionalmente fino ad un massimo di 1.000 euro.
Gli avvisi dei bandi sono stati pubblicati sul sito istituzionale del Comune https://www.comune.morrovalle.mc.it/ Le domande vanno presentate entro le 12 de 9 aprile.
Sono iniziate ieri, lunedì 8 marzo, presso il cantiere del Centro Fiere di Villa Potenza, le operazioni di demolizione dei fabbricati con la separazione delle parti metalliche per un corretto smaltimento dei materiali inerti. L’avvio è stato conseguente alla complessa operazione di asportazione dei materiali di copertura contenenti l’amianto effettuata da una ditta specializzata. Successivamente seguirà la pulizia del cantiere e l’allestimento delle strutture di logistica per poi avviare la fase di realizzazione delle fondazioni.
"Le operazioni di demolizione dovrebbero durare circa quattro settimane ma a giudicare l’operosità dell’impresa è probabile che saranno ultimate in anticipo rispetto al crono programma – ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Marchiori -. Ho voluto assistere personalmente a questa fase di partenza dei lavori insieme al dirigente, l’ingegnere Tristano Luchetti, per verificare la consistenza e soprattutto condividere con l’impresa l’importanza dell’opera strategica per la città. Abbiamo affrontato molti temi specifici inerenti le lavorazioni e ciò che abbiamo rilevato è la professionalità della RTI Francucci srl e la disponibilità a perseguire le esigenze dell’Amministrazione".
"Siamo consapevoli che l’emergenza sanitaria e il cantiere comportano inevitabilmente lo stop delle manifestazioni fieristiche ed è per questo che cercheremo di trovare soluzioni di compromesso che possano far riprendere le tradizionali fiere prima ancora dell’ultimazione dei lavori prevista in circa 500 giorni – ha concluso l’assessore Marchiori -. Tra maggio e giugno potremo fare un primo punto della situazione sia in merito all’evoluzione della pandemia che allo stato dell’opera edile. In ogni caso, come avevamo scritto nel nostro programma elettorale, siamo sin da ora impegnati a costruire un nuovo Centro Fiere di Macerata come struttura in grado di supportare l’intera provincia nel rilancio dell’economia artigianale, agricola e commerciale".
Il Comune inoltre ha costituito l’Ufficio di direzione dei lavori composto da tre ingegneri e un geometra dell’Ente. Il costo complessivo dell’intervento che riguarda il Centro Fiere di Villa Potenza è di 12.783.114,03 euro.
Torna ad aumentare il numero dei contagi al Covid-19 nel Comune di San Severino Marche. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal Gores, il gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, sono 70 i pazienti positivi e 95 le persone in quarantena.
“I dati sui contagi - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei - ci impongono di prestare massima attenzione e di attuare, ora come non mai, i noti accorgimenti preventivi che permettono di limitare la diffusione del virus che sembra essere ancora più aggressivo rispetto al passato anche con nuove fasce della popolazione”.
Si ricorda comunque che in caso di sintomi o dubbi è bene rimanere a casa, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiamare al telefono il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica. Oppure chiamare il numero verde regionale 800936677 attivo tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18.
Solo in caso di necessità si possono contattare i numeri 112 oppure 118.È inoltre attivo anche il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute.
A casa, nei luoghi di lavoro, ovunque è bene sempre seguire i comportamenti di igiene, come lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica, mantenere puliti gli ambienti, far areare i locali, disinfettare spesso gli oggetti di uso comune, mantenere le distanze di sicurezza interpersonali, indossare sempre la mascherina ed evitare spostamenti non necessari.
Per chi fosse infine interessato alla campagna vaccinale, over80 in primis, si informa che al fine di ridurre i tempi di attesa e per ottimizzare i percorsi di vaccinazione, il Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 3 Asur Marche raccomanda, a chi avesse già prenotato il vaccino, di collegarsi ai siti dei Comuni sede di vaccinazione (nel caso di San Severino Marche www.comune.sanseverinomarche.mc.it) per scaricare la necessaria documentazione ovvero la scheda anamnestica, il modulo di consenso, il consenso al trattamento dei dati personali e la presa visione della nota informativa, comunque disponibili anche in ambulatorio. I moduli, già compilati, andranno consegnati al momento dell’accesso nella sede vaccinale.È possibile prenotarsi sul sito di Poste italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/. Per informazioni ci si può rivolgere al contact center 800.009966
“Purtroppo qualche ora fa ho avuto l’esito del tampone molecolare e sono positiva al Covid. Questa parola voglio che rimanga nella sua accezione originale e spero che passi tutto il prima possibile”.
A comunicarlo, su Facebook , è l’assessore alla Cultura della Regione Marche Giorgia Latini .
“Ad ora ho solo sintomi lievi fortunatamente - spiega l’assessore - non abbassate la guardia”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 6041 tamponi: 3983 nel percorso nuove diagnosi (di cui 2115 nello screening con percorso Antigenico) e 2058 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 10,6%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 423 (115 in provincia di Macerata, 128 in provincia di Ancona, 79 in provincia di Pesaro-Urbino, 37 in provincia di Fermo, 50 in provincia di Ascoli Piceno e 14 fuori regione).
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (64 casi rilevati), contatti in setting domestico (115 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (129 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (6 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (3 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (4 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (12 casi rilevati), screening percorso sanitario (2 casi rilevati). Per altri 88 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 2115 test e sono stati riscontrati 204 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 10%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un notevole decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 10,6% oggi, rispetto al 20,17% di ieri.
In aumento di 5 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 734, di cui 103 in terapia intensiva (-1 rispetto a ieri). Sono, invece, 47 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 126 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 58 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altre 29 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche, Macerata e Camerino.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio Sanità delle Marche:
Riceviamo e pubblichiamo la Lettera Aperta del consigliere regionale Anna Meghi scritta in occasione della Festa della Donna:
"In questi giorni di grande lavoro ho avvertito il bisogno di una riflessione più profonda sul senso di alcune questioni che mi stanno a cuore. Fatti di vita che si intrecciano ad eventi dell’attualità e che tornano ad avere risonanza, malgrado il tempo trascorso e le esperienze maturate.
Chi mi conosce sa che non amo vivere a favore di “telecamere”, come pure che non ho mai messo davanti al bene comune quello del singolo, ritenendo l’imparzialità e la ricerca di una ragione oggettiva nelle cose qualità primarie dei percorsi politici che mi apprestavo ad intraprendere. Per questo ho sempre cercato di mettere da parte chi ero per far emergere, al di là della persona, il ruolo che andavo a ricoprire. Sentivo così tanto il peso della responsabilità, da vedere solo ciò che avevo bisogno di dimostrare, oltre la gratitudine nei confronti di chi mi aveva dato fiducia e opportunità.
Ed è proprio questa, tra le tante, una delle parole che hanno suscitato alcune mie riflessioni delle ultime settimane: opportunità. Se ne parla di continuo, riferendola a tante condizioni. Non sempre, tuttavia, se ne percepisce l’importanza, soprattutto se la rapportiamo alle innumerevoli implicazioni che può avere nelle tante declinazioni della vita.
Noto infatti, mio malgrado, che talvolta se ne faccia un uso/abuso e che il senso dato a certe espressioni non si riferisca al significato che potrebbe assumere nel linguaggio delle istituzioni, bensì a quello, pur importante ma non sempre pertinente, delle conversazioni tra amici. È chiaro, infatti, ed evidente che le opportunità, possono essere qualificate in tanti modi, possono essere pari, ma anche dispari, purché portino al bene e aiutino a sviluppare la società nel suo complesso.
Se penso alla mia storia, devo dire che le opportunità sono state, il più delle volte, dispari. Da quando avevo sei mesi e contrassi la poliomielite dopo aver fatto il vaccino ho vissuto un’esistenza contrassegnata da disabilità evidente. Quando la vita ti colpisce in modo così duro, le opportunità che ti offre sono tutt’altro che “pari”, sono “dispari” e diverse. Diverse da tutto quanto ci sembra logico e sensato, diverse da quelle che ogni genitore desidererebbe per i propri figli, diverse dai tuoi compagni di scuola. E questo tipo di “diversità” pesa, tanto più se a viverla sulla sua pelle è una bambina degli anni ’60-’70, incapace di comprendere come mai proprio a lei sia capitato di portare in dote un così pesante fardello. Il contesto storico della mia infanzia non era certamente emancipato. Erano gli anni del boom economico, ma il dibattito del cambiamento della società era solo agli inizi e in Italia, in quel preciso momento, essere “disabile” in una terra di provincia come le Marche, non era certamente facile. Eppure oggi, che ho 58 anni e di vita ne ho cavalcata un bel po’, posso dire di aver trasformato quelle opportunità “dispari” che mi venivano date in un’occasione di crescita, in una condizione di partenza favorevolissima a comprendere prima i problemi degli altri.
Eppure le difficoltà non sono mancate, cristallizzandosi nel giudizio di chi, a suo modo, percepiva quella mia condizione come un elemento di difformità alla società troppo grande per essere considerato un valore aggiunto e una ricchezza. Certi sguardi di commiserazione e cattiveria ancora li porto dentro. Sono l’emblema del mondo che volevo e voglio cambiare, abiurando qualunque forma di discriminazione e ipocrisia.
Quando ero piccola sono stata oggetto di attenzioni “particolari” da parte di un amico di famiglia che, per fortuna, non sono mai andate oltre. Questa persona, che godeva della fiducia totale dei miei genitori, ha provato ad inculcarmi l’idea secondo cui, a causa della mia disabilità, nessun uomo mi avrebbe mai guardato e voluto, motivo per cui avrei dovuto accontentarmi di lui. Ancora ricordo molto bene lo stato di disagio nel quale mi trovavo ogni volta che rimaneva da solo con me e penso di poter dire che certe violenze psicologiche sono destinate a cambiare la tua personalità per sempre.
La reazione a quell’esperienza fu di “ribellione” totale al sentirmi anche solo lontanamente come gli occhi di quell’uomo volevano dipingermi. Ho provato dapprima vergogna, ma poi rabbia, che si è trasformata in seguito in “fame” di esistere ed essere qualcosa di più della mia disabilità.
Volevo che la mia condizione fosse una reale opportunità, una possibilità di andare oltre il pregiudizio e le apparenze, ma anche uno strumento di realizzazione di progetti che andassero nella direzione di migliorare la società affinché nessuno dovesse sentirsi mai come me in quella situazione e in altre che pure la vita mi aveva da subito prospettato.
A distanza di tanti anni, pur provata da tutta una serie di delusioni che la vita non mi ha certo risparmiato, su una cosa ho mantenuto il punto, rifiutandomi di darla vinta a chi voleva, in nome di un ulteriore pregiudizio, limitare le mie possibilità: sebbene costretta ad impostare l’esistenza su basi differenti, ho potuto contare sul fatto di essere donna, circostanza per la quale non ho mai smesso di ringraziare, anche se, unita alla mia disabilità, costituiva una doppia ragione di discriminazione.
Forse anche per questa ragione non ho mai conferito alla data dell’8 marzo un significato che andasse oltre la semplice connotazione storica. Voglio dire che, al netto di ciò che ricorda, ho sempre pensato alla realtà della condizione femminile come ad un qualcosa cui dedicarsi a prescindere, impegnandosi in prima persona ogni giorno dell’anno. E l’ho fatto, accollandomi il peso di tante battaglie.
Ad un certo punto è stato infatti evidente il bisogno di protagonismo che le donne reclamavano, ma non tutte avevano la mia corazza. Quel bisogno l’ho avvertito anche nella mia famiglia, in cui la linea femminile ha sempre prevalso su quella maschile. Non ringrazierò mai abbastanza mia madre Teresa, per aver reso possibile, nonostante le sue/nostre umili (ma dignitose) origini, il sogno che avevo di iscrivermi all’università e laurearmi, condizione che ho sempre considerato alla base di qualunque emancipazione.
Quando, nei primi anni ’90, agli albori della nascita dell’Unione Europea, l’ANMIC (associazione nazionale mutilati ed invalidi civili) mi designò quale rappresentante italiana in un gruppo di lavoro della Fimitic, organismo internazionale di associazioni di persone disabili di cui l’Amnic era membro, mi resi conto dell’enorme gap esistente tra quanto accadeva in Italia e nel resto dei paesi europei. Noi che eravamo la culla del diritto, avevamo tante leggi e valori riconosciuti, ma di fatto solo sulla carta. Nel Nord Europa, per fare un esempio, avevano già una serie di servizi dedicati a conciliare i tempi della vita delle donne con gravi disabilità, costrette a dividersi tra lavoro e famiglie, e comunque non disposte a rinunciare ad essere mamme. Noi no.
Fu molto istruttiva, in quel tempo, la conoscenza di una cittadina svedese che guidava con il solo uso dei piedi, cosa impensabile in quel momento nel nostro Paese. La rivendicazione di un diritto così importante permise ad un mio amico tetraplegico, primo fra gli italiani, di prendere la patente e avviare anche da noi quel percorso di emancipazione che riguarda le minoranze e le categorie più fragili. Fatto quest’ultimo che mi ha sempre spinto a lottare a prescindere da quale fosse la fragilità in questione. Non l’ho mai reputato neppure un fatto politico, bensì umano e come tale l’ho sempre trattato in tutte le sedi.
Qualche anno dopo, in qualità di membro della Commissione regionale per le Pari Opportunità, ho avuto la possibilità di lavorare con un’altra donna, disabile come me. Si tratta di Carmen Mattei, persona eccezionale che conoscevo da tempo e che, come me, si era sempre impegnata sul fronte associativo delle disabilità. Ritrovarla in quell’esperienza fu di stimolo a proseguire la battaglia per il riconoscimento di certi diritti. Mi resi subito conto che, rispetto alle altre donne che facevano parte del gruppo, Carmen ed io eravamo, per così dire, più concrete, protese a ricercare soluzioni ai problemi reali. Eravamo “diverse”, perché avevamo vissuto e vivevamo sulla nostra pelle il peso enorme di una serie di limiti. Trovare soluzioni a quelli e ad altri era, per noi, non solo un vezzo politico, ma una necessità. Ragion per cui ci prodigammo ad alimentare un dibattito serio sul tema delle vere opportunità, volendo fare delle Marche, in tal senso, un modello di riferimento in Italia e in Europa. Non trovammo tuttavia sempre la solidarietà delle altre donne, che anzi, in taluni casi, mostravano una certa difficoltà ad appoggiare le nostre battaglie. Comprendemmo insomma che la strada da fare per il riconoscimento delle opportunità di cui tutti parlavano era lontano e che non sempre le donne sono solidali con le altre donne.
Nel momento in cui scrivo sono membro dell’Assemblea Legislativa delle Marche. Vivo con responsabilità il mio ruolo in un tempo certamente non facile. Sento tuttavia che ci sia spazio per nuove proposte e ci sia lo spirito per intraprendere nuove battaglie. Lo sento e voglio credere che saremo in grado di cambiare il corso degli eventi applicando a queste, come ad altre questioni, il criterio del buon senso.
Le pari opportunità sono realmente “pari” se danno ad ogni individuo la possibilità di essere diverso.
Se concepiamo le politiche di genere come uno strumento di omologazione neghiamo la differenza che c’è tra un uomo e una donna, tra individuo e individuo. Se non riempiamo tali politiche di contenuti che considerino le differenze una ricchezza, allora non solo non capiremo di cosa abbiamo bisogno per vivere, ma negheremo il più universale dei diritti, quello all’espressione della personalità di ciascun individuo, al di là dei suoi valori di riferimento.
Mi auguro che con pari opportunità si intenda sempre più il dare a ciascun essere umano, in quanto tale, parità di accesso alle impalcature sociali del paese, tenendo conto di tutte le diversità. Non siamo uguali. Siamo diversi. Ci accomuna solo la nostra umanità e a quella dovremmo tendere quando ci apprestiamo a gestire la cosa pubblica".
"Questa mattina abbiamo effettuato la valutazione dei dati settimanali della pandemia nella nostra regione e numeri indicano il forte incremento di casi anche nelle province di Pesaro e Urbino e di Fermo, che mostrano una tendenza di crescita molto elevata seppure per poco non raggiungano la soglia di 250 casi ogni 100.000 abitanti".
A comunicarlo è il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che ha aggiunto: "Nella provincia di Ascoli Piceno invece si registra un trend inverso, con un lieve calo dei contagi"
"Per questi motivi, dopo un confronto con il servizio sanità, visto anche l’incremento degli accessi nei pronto soccorso e della pressione sulle strutture ospedaliere dell’ultima settimana, ho firmato l'ordinanza con la quale, da mercoledì e, per ora, fino a domenica, anche le province di Pesaro e Urbino e di Fermo saranno in zona rossa - ha annunciato -Nel fine settimana, tutte le province saranno rivalutate in base all’andamento della situazione epidemiologica".
"A seguito di una riunione appena terminata tra i sindaci del territorio, l'assessore regionale Saltamartini e l'Asur Marche, ci è stata ufficializzata la decretazione da parte della Regione della zona Rossa per la provincia di Fermo, oltre che quella di Pesaro, da mercoledì fino a domenica".
E' quanto annunciato dal primo cittadino di Fermo Paolo Calcinaro:" la decisione è stata presa non in base ai numeri attuali ma per il trend di aumento registrato nell'ultima settimana sul territorio. Do immediatamente questa notizia poichè la zona rossa comprende la chiusura di ogni scuola di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, siano essi pubblici o privati".
Questa mattina è stata formalmente stipulata la convenzione fra l’amministrazione comunale e l’A.S.D. Tiro a volo Cluana riguardo l’impianto comunale, che si trova in Contrada Ippodromo.
L’impianto viene affidato dal Comune alla Società che provvederà alla cura, a sue spese, della pulizia, della vigilanza e degli interventi di ordinaria manutenzione mantenendo l’impianto in perfetto stato di efficienza e conservazione. L’iter aveva preso la luce con il primo Atto di Giunta il 9 agosto del 2019 e oggi si conclude positivamente con la consegna.
L’A.S.D. Tiro a volo Cluana si impegna, a fronte dell’aggiudicazione di gara, a prestare la propria collaborazione tecnico-organizzativa, fornire la disponibilità dell’impianto per iniziative di promozione allo sport ed assicurare l’apertura negli orari stabiliti.
La durata dell’affidamento è di cinque anni e tre mesi ed il canone annuo stabilito è di 5.000 euro (+IVA).
"L’impianto destinato al Tiro a volo viene considerato, non solo dagli addetti ai lavori, un’eccellenza a livello nazionale e l’affido della gestione e della manutenzione a una società seria e qualificata, come è l’A.S.D Tiro a Volo Cluana, prova la nostra attenzione ad avvalorare e riqualificare gli impianti sportivi e culturali presenti a Civitanova Marche. Un altro sport valorizzato e un'altra promessa mantenuta con la speranza che la vaccinazione anti covid già in atto nella nostra Regione ci trascini fuori da questo incubo e che presto potranno essere riprese tutte le attività sportive ". Questo il commento del Sindaco Fabrizio Ciarapica.
Al via la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori di recupero, restauro e rigenerazione dello Stadio della Vittoria per complessivi 1,9 milioni di euro, somma interamente finanziata dalle risorse stanziate nel fondo “Sport e Periferie”.
Il bando di gara è consultabile nel sito del Comune di Macerata sezione Amministrazione trasparente. Il criterio di aggiudicazione è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, mentre il termine di ricevimento delle offerte è fissato per il 25 marzo, entro le ore 14. L’apertura delle stesse avverrà invece in seduta pubblica telematica da remoto, alle ore 10 del 26 marzo.
Il progetto, come noto, verrà attuato attraverso il recupero del complesso sportivo con il restauro degli elementi architettonici di pregio della tribuna, delle gradinate, delle balaustre, dei muri perimetrali e dei cancelli. È prevista anche la riorganizzazione di tutti i percorsi interni al parco con delle installazioni.
Per quanto riguarda il campo da calcio il progetto prevede lavori di manutenzione con la sostituzione del manto in erba sintetica, il rifacimento di quello minore con moderne tecniche per il miglioramento del manto drenante, delle panchine in campo e la sostituzione degli elementi in metallo lungo le gradinate. E’ previsto, inoltre, il potenziamento dell’offerta strutturale organizzando all’interno del parco anche un Percorso vita e una zona denominata Area terzo tempo per favorire la socializzazione tra squadre avversarie, favorendo, in modo particolare, la fascia di età più giovane
Nel cuore delle Marche, l’incantevole terra di Valfornace torna a pulsare con una delle sue strutture ricettive. Inaugurata sabato 6 marzo 2021 alla presenza del Sindaco Massimo Citracca e del Vice Sindaco Simone Marchetti, la nuova attività di ristorante, pizzeria ed affittacamere “Locanda della Pieve”, che si affaccia direttamente sulla principale Piazza Vittorio Veneto di Pievebovigliana e che arricchisce l’offerta turistica del piccolo centro, porta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è pronta ad accogliere i clienti e a rappresentare un segnale forte di rinascita e di ripresa economica.
“A quasi quattro anni e mezzo dal sisma del 2016 per la prima volta - comunica il Sindaco Citracca - un’attività ricettiva, rinnovandosi, torna a riaprire. Questo è un fatto emblematico che rappresenta l’effettiva ripresa economica del centro storico di Valfornace, motivo per noi di soddisfazione e gioia, anche se per l’Amministrazione comunale resta ancora un lungo lavoro da fare. La nuova apertura assume un doppio significato simbolico: non solo la ripartenza dopo il sisma del 2016, ma anche la voglia di superare l’emergenza pandemica in corso. Anche i locali della struttura ricettiva sono il segno di un cambiamento: si tratta infatti del primo immobile di proprietà del Comune di Valfornace recuperato dopo il sisma 2016. I lavori di manutenzione sono stati particolarmente rapidi. L’Ente infatti ha deciso di eseguirli con risorse proprie al fine rendere l’immobile disponibile prima possibile per attrarre una nuova impresa sul territorio. Proprio per questo nell’estate del 2020 è stato emanato un bando al quale hanno partecipato i due fratelli Leonardo e Laura Re che, dopo l’aggiudicazione, hanno reso il locale accogliente e originale”.
Dal 6 marzo il territorio di Valfornace grazie all’intraprendenza dei fratelli Re dispone di un nuovo bar, ristorante, pizzeria e di 8 comode camere a disposizione non solo dei residenti e degli abitanti dei comuni limitrofi, ma anche dei turisti che, dopo la fine della pandemia, si spera torneranno numerosi a Valfornace, anche per poter apprezzare le molteplici bellezze presenti, dal Lago di Boccafornace all’Oasi di Polverina, dalla Chiesa di San Giusto ai numerosi castagneti. Il nuovo locale potrà offrire anche un servizio di mensa e alloggio per le imprese edili che, provenendo da fuori Regione, sono e saranno impegnate nei lavori di ricostruzione pubblica e privata, oltre al servizio di catering e banqueting, completando in tal modo l’offerta turistica del territorio, soprattutto per il periodo estivo.
L’intera comunità di Valfornace ha partecipato idealmente a questo evento che, pur in un momento difficile per le attività ricettive, testimonia la volontà di resilienza e la voglia di rinascere e di ripartire.
Attualmente i servizi offerti prevedono solo l’asporto, come per tutte le attività di ristorazione, così come previsto dall’ultimo DPCM.
Dopo l’approvazione in consiglio comunale della proposta del Programma Straordinario di Ricostruzione, proseguono gli incontri per accelerare la ricostruzione a Pieve Torina. Nei giorni scorsi è stata la volta dei tecnici professionisti: “la priorità è fare bene ed in fretta” sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci. “Ci siamo dotati di tutti gli strumenti necessari per far sì che, a cominciare dai nuclei storici del capoluogo e delle frazioni e seguendo le priorità indicate dal PSR come, ad esempio, gli aggregati edilizi, si possa proseguire celermente nel processo di ricostruzione. Un processo che – prosegue Gentilucci - parte dall’ascolto dei nostri stessi cittadini, dall’esserci confrontati insieme sulle esigenze e le priorità specifiche emerse nei vari incontri che abbiamo avuto”. Per il sindaco di Pieve Torina “è fondamentale mettere i cittadini nelle condizioni di poter rientrare nelle proprie case quanto prima, e per questo occorre la massima sinergia tra pubblico e privato ed attenersi al cronoprogramma concordato nell’attuare gli interventi di competenza per ognuno”.
Il PSR ha previsto anche la redazione di una scheda per ogni immobile del centro storico del capoluogo, nella quale vi sono espresse le indicazioni puntuali di ciò che si può fare. “Programmare e condividere il percorso per il raggiungimento dell’obiettivo, questo il nostro sforzo prioritario: Pieve Torina deve tornare a vivere pienamente. Con nuove possibilità di sviluppo e di crescita in linea con quelle che sono le opportunità che si possono aprire dopo il superamento della pandemia”. Durante l’incontro con i tecnici, alcuni collegati in remoto, Gentilucci ha anche comunicato la scadenza di 90 giorni per la consegna dei progetti, “un tempo adeguato ma sufficientemente breve per consentire quella accelerazione di cui tutti noi abbiamo bisogno”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2694 tamponi: 1730 nel percorso nuove diagnosi (di cui 562 nello screening con percorso Antigenico) e 964 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 20,2%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 349 (86 in provincia di Macerata, 209 in provincia di Ancona, 11 in provincia di Pesaro-Urbino, 21 in provincia di Fermo, 18 in provincia di Ascoli Piceno e 4 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (62 casi rilevati), contatti in setting domestico (71 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (118 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (7 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (6 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (3 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (5 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 caso rilevato). Per altri 76 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 562 test e sono stati riscontrati 50 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 9%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 20,17% oggi, rispetto al 24,43% di ieri.
In aumento di 15 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 729, di cui 104 in terapia intensiva (+6 rispetto a ieri). Sono, invece, 25 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 126 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 58 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altre 23 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche, Macerata e Camerino.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio Sanità delle Marche:
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5893 tamponi: 3487 nel percorso nuove diagnosi (di cui 803 nello screening con percorso Antigenico) e 2406 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 24,4%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 852: 109 in provincia di Macerata, 353 in provincia di Ancona, 186 in provincia di Pesaro-Urbino, 101 in provincia di Fermo, 74 in provincia di Ascoli Piceno e 29 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (97 casi rilevati), contatti in ambito domestico (210 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (305 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (19 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (4 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (2 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (20 casi rilevati), screening percorso sanitario (3 casi rilevati) e 2 casi provenienti da fuori regione.
Per altri 190 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 803 test e sono stati riscontrati 66 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari all'8%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 24,43% oggi, rispetto al 19,07% di ieri.
In aumento di 20 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 714, di cui 98 in terapia intensiva (+4 rispetto a ieri). Sono, invece, 39 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 124 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 56 al Covid Hospital e 18 a Camerino. Altre 14 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche, Macerata e Camerino.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale: