Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4494 tamponi: 2340 nel percorso nuove diagnosi (di cui 621 nello screening con percorso Antigenico) e 2154 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 14,1%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 330 (57 in provincia di Macerata, 69 in provincia di Ancona, 126 in provincia di Pesaro-Urbino, 23 in provincia di Fermo, 42 in provincia di Ascoli Piceno e 13 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (61 casi rilevati), contatti in setting domestico (58 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (141 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (4 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (16 casi rilevati), screening percorso sanitario (3 casi rilevati). Per altri 46 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 621 test e sono stati riscontrati 34 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 5%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 14,1% oggi, contro il 12,2% ieri.
In diminuzione di 14 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 475, di cui 67 in terapia intensiva (-3 rispetto a ieri). Sono, invece, 27 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 126 pazienti: 47 all'ospedale di Macerata, 54 al Covid Hospital e 25 a Camerino. Altre 11 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
La redazione di Picchio News ha ospitato la storia di Fabiana, una ragazza immagine che lavora nei night club della provincia di Macerata e che ha avuto il coraggio di raccontare il suo percorso, sogni ed aspirazioni davanti ai nostri microfoni.
Raccontaci qualcosa della tua vita. Come sei arrivata a fare questo lavoro?
"Vengo da Latina e sono arrivata a Civitanova cercando su Internet dei lavori per diventare cameriera. Qui mi sono imbattuta in un annuncio di lavoro night club della Miss Agency di Marco Marozzi in cui si accettavano candidature come ragazza immagine. Ho preso il primo treno e sono partita, all’inizio pensavo di dover fare la cameriera ma il giorno che sono arrivata qui ho conosciuto una ragazza e lei mi ha raccontato tutto quello che si faceva nel night e ho deciso di provare"
Hai ancora contatti con la tua famiglia?
"Si, siamo sempre in contatto. Li sento tutti i giorni. Non sono entusiasti del mio lavoro, ma sono contenti della mia felicità. Devo scegliere io cosa fare nella mia vita"
Perché hai scelto proprio Civitanova?
"Perché mi sono trovata benissimo con le ragazze che sono tutte gentilissime. Età media si aggira tra 24 e 25 anni, io sono la più piccola del locale. Viviamo tutte insieme e stiamo bene, unico problema è che abbiamo una sola lavatrice"
Cos’è cambiato in quest’anno di Covid?
"Prima lavoravamo dalle 10 di sera alle 4 del mattino. Ora lavorare il pomeriggio porta molti meno clienti anche perché alcuni sono sposati e devono trovare la scusa per andare. Durante l'estate, dopo il primo lockdown, abbiamo avuto numerosi clienti, ma dopo le ultime chiusure hanno iniziato a venirne molti meno. Non sono spaventati per il Covid. Ci misuriamo la febbre ogni volta che entriamo nel locale"
Com’è la vita a casa con le altre ragazze?
"Sono molto altruiste; la prima ragazza che ho conosciuto ha dato quasi tutto il suo guadagno ad un mendicante e ci aiutiamo l’un l’altra. Se a qualcuna serve una mano economicamente ci siamo sempre. Loro sono la mia vera famiglia, quella a cui tengo davvero. Questo lavoro mi porta lauti guadagni, sebbene a seguito del lockdown siano dimezzati, e capita spesso che buona parte di essi li doni alle mie colleghe per le spese di ogni giorno come quelle dell'asilo per i figli"
A qualcuna è capitato di prendere il Covid nei locali in cui lavori?
"A nessuna di noi, ma molti altri proprietari hanno chiuso perché qualcuna è stata contagiata. Noi cerchiamo di stare attenti"
Hai mai pensato di lasciar perdere, cambiare vita?
"A volte sì, ma solo perché alcune 'pischelle' andavano via e io ero molto legata a loro. Mi dispiace quando se ne vanno ma alla fine poi resto. Non vorrei fare altro al momento. Anche da piccola indicavo il night a mio padre e dicevo io lavorerò lì. Mi attirava il fatto che fosse un posto chiuso e lontano da tutto il resto della società e volevo sapere che cosa succedesse lì dentro"
Hai mai pensato di lasciare per un uomo?
"No, ho ottimi rapporti con tutti ma no. Ma se dovessi un giorno innamorarmi di qualcuno nessuno mi vieterebbe di frequentarlo. Lavoro da un anno e questo significa che sono capace di gestire bene le cose. Personalmente faccio questo lavoro per piacere invece altre perché hanno bisogno di soldi per mantenere la famiglia"
Idee per il futuro?
"Vorrei guadagnare per aprire un night e desidero che la gente capisse che non si devono giudicare le persone per il lavoro che fanno"
“Voglia di bio e di promuovere il brand Marche. Già 571 le adesioni pervenute”. È quanto evidenzia il vicepresidente Mirco Carloni, assessore all’Agricoltura, commentando l’alto numero di realtà produttive marchigiane che hanno aderito al neonato Distretto biologico unico delle Marche, a pochi giorni dalla firma del Patto per il biologico con le organizzazioni agricole più rappresentative e la Camera di commercio.
“Un risultato che non ci sorprende perché atteso, in quanto abbiamo sempre creduto nelle potenzialità di questo settore e della necessità di metterlo a rete, superando le frammentazioni, per poter incidere sui mercati nazionale e internazionale”, commenta Carloni.
Quello del Distretto biologico, “è uno strumento nuovo a cui la nuova Giunta regionale ha lavorato subito dal suo insediamento. Abbiamo trovate nelle associazioni aderenti (Agci, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Legacoop, Uecoop, Unci), grande attenzione e voglia di essere protagoniste con noi, partendo dalle esperienze consolidate come le filiere biologiche e gli accordi agroambientali di area. Ora, insieme, potremo guardare con più ottimismo al vero obiettivo della Regione e delle associazioni: fare delle Marche il distretto più grande d’Italia e d’Europa
Stop alla Ztl in centro storico: misure prorogate fino al 31 luglio
Facendo seguito al prolungamento dell’emergenza sanitaria fino al 31 luglio 2021 (D.L. 22 aprile 2021 n. 52) e in vista della scadenza (30 aprile) dell’ordinanza per la regolamentazione della ztl in centro storico, il Comune di Macerata ha deciso di prorogare la revisione della misura entrata in vigore lo scorso novembre, fino al 31 luglio 2021.
“In piazza della Libertà rimarranno gli stalli di sosta (ventuno) regolamentati a disco orario per un massimo di 60 minuti (il disco orario sarà valido dalle 7:30 alle 23) in modo da favorire la rotazione del parcheggio”, spiega l’Ente in una nota.
«La misura è volta a favorire le attività presenti all’interno del centro storico in questo momento di ripartenza e con il prolungamento dello stato di emergenza da parte del Governo abbiamo deciso di prorogare nuovamente l’accesso in ztl – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Con la riapertura di ristoranti e bar e con l’ingresso della nostra regione in zona gialla ci auguriamo che la misura possa agevolare la permanenza in centro storico dei cittadini nel rispetto delle norme anti-contagio».
I provvedimenti prorogati:
Accesso di via Don Minzoni: apertura dalle ore 6:00 alle ore 24:00 e quindi ZTL attiva dalla mezzanotte alle ore 6:00 sia nei giorni feriali sia nei giorni festivi; il mercoledì, apertura con orario 15:00 – 24:00 e quindi ZTL attiva dalla mezzanotte alle ore 15:00.
Accesso di via Mozzi: apertura con orario 10:00 – 14:00 e 18:00 – 22:00 e quindi ZTL attiva dalla mezzanotte alle ore 10:00 – dalle ore 14:00 alle ore 18:00 e dalle ore 22:00 alle ore 24:00 sia nei giorni feriali sia nei giorni festivi; il mercoledì apertura con orario 18:00 – 22:00 e quindi ZTL attiva dalla mezzanotte alle ore 18:00 e dalle ore 22:00 alle ore 24:00.
Parrucchieri ed estetisti aperti anche il primo maggio. È quanto stabilito dal sindaco Pezzanesi tramite apposita ordinanza.
"Vista la richiesta pervenuta dall’ associazione Confartigianato, in merito alla necessità, richiesta da tutta la categoria del benessere e dei servizi alla persona, di poter lavorare anche nella giornata del primo maggio - spiega il Comune - considerata la situazione di estrema difficoltà in cui le predette attività si sono trovate e attualmente si trovano a causa del Covid- 19, il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha emesso un'ordinanza con la quale si deroga all’obbligo di chiusura. Pertanto le attività di acconciatore e estetista potranno essere aperte".
Tornano le persone ai tavoli e tornano anche i sorrisi, sotto le mascherine. Basta fare una passeggiata sul Lungomare di Civitanova per rendersi conto che qualcosa dalla scorsa settimana è cambiato e non si parla solo di coperti e prenotazioni. Il pranzo al ristorante non basterà a pensare che il peggio è passato.
La voglia di tornare a qualche vecchia abitudine non prelude a comportamenti irresponsabili, questi primi giorni di riaperture controllate lo dimostrano.
Da un primo parziale bilancio sono emersi atteggiamenti propositivi e cauto ottimismo di clienti e ristoratori con un occhio attento alla stagione estiva che si avvicina.
Il Cala Maretto ha registrato una buona affluenza di clienti nei primi giorni di pranzi e cene "anticipate" causa coprifuoco. Nicola Della Valle, proprietario del locale commenta così:"Siamo aperti dall'ora di pranzo alle 22, ad orario continuato. Facciamo pranzo, caffè, aperitivo e cena anticipata. La gente ha voglia di tornare e già il pranzo di lunedì ha mandato un buon segnale. Attualmente usiamo 50 dei 140 posti disponibili, va bene come ripartenza ma speriamo presto decidano di togliere il coprifuoco".
"E' un nodo fondamentale per il turismo: molti clienti stranieri decidono di andare altrove quando capiscono che alle 22 l'Italia chiude - e passando ad un ragionamento di più ampio respiro - è trascorso più di un anno, non possiamo più nasconderci dietro l'emergenza. Servono decisioni e regole che ci permettano di aiutare il paese lavorando. I sussidi non servono, servono locali frequentati e sicuri" aggiunge Della Valle.
Spostandoci zona Lungomare nord abbiamo incontrato Mirko Ciavattini, gestore del Veneziano per un parere sulla ristorazione di un balneare storico: "Non mi lamento. Buoni numeri per i primi giorni e un weekend con ottime prenotazioni. Per le cene ho deciso che finchè non ci sarà una posizione netta per l’interno non le predisporremo, è ancora troppo freddo".
C'è positività nelle parole di Ciavattini: "Nella dialettica della vita ad ogni crisi segue sempre una fase di crescita e quando vediamo il peggio dobbiamo sempre pensare che lo paragoniamo ad un meglio che abbiamo in mente e che può tornare in nuove consapevolezze. Dobbiamo reagire con la volontà dell'ottimismo e il pessimismo della ragione per usare le parole di Gramsci. Fare chiedendoci sempre il perchè di quello che facciamo. Non parlo solo da ristoratore ma da uomo che cerca nella vita di tutti i giorni il senso della vita".
Ciavattini commenta il periodo appena trascorso: "Non possiamo lamentarci ma è evidente che esiste una categoria di garantiti e una di non garantiti. Chi vive di imprenditoria e spese vive non è più garantito mentre cassa integrazione e sussidi vari garantiscono un minimo di supporto. Non parlo della mia situazione ma i locali che hanno aperto da poco non sono stati per nulla aiutati. Affitti e bollette erano e sono tutt'ora il problema. Risarcire sul guadagno non ha senso con questi lunghi stop lavorativi. Se mi fai chiudere devi darmi opportunità di sopravvivere in una visione sistemica di beneficio per l'economia tutta. Speriamo di tornare presto a non doverci preoccupare solo del pane ma anche delle rose. Vivere day by day significa sopravvivere, torniamo a vivere per dotare di un senso ulteriore lo spirito".
Mara Petrelli, proprietaria del Lido Cristallo e presidente dell'ABAT, ci ha dato una visione d'insieme delle condizioni di locali e balneare Civitanovesi: "Apriamo con fiducia. Siamo pronti ad accogliere i turisti. Stiamo spianando le spiagge e piantando gli ombrelloni. Pronti e felici di riaprire quanto prima. Le richieste e le prenotazioni sono ancora variabili, dipendono dalle novità che arrivano giorno per giorno con le disposizioni. La gente ha voglia di uscire e di stare al mare anche per un fattore di salute. Fare una passeggiata all'aria aperta aiuta tantissimo".
"Sul lungomare sud ci concentriamo più su un discorso di ristorazione e movida mentre quindi speriamo riparta presto anche un minimo di socialità, il coprifuoco in questo caso penalizza molto - aggiunge Petrelli -. Siamo sicuramente messi meglio di altre categorie ma molti dipendenti stagionali sono appesi ad un filo. Dobbiamo aver chiaro che se parte comparto turistico partono tutte le altre filiere ad esso collegate (negozi, professionisti, tecnici ecc). Pronti a rimboccarci le maniche, non ci tiriamo mai indietro. Siamo famiglie che si aiutano per ripartire e riorganizzarsi per lavorare".
Due famiglie settempedane tornano a casa dopo il terremoto del 2016. Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha infatti firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale aveva dichiarato non utilizzabile uno stabile sito in via Cavour.
Dopo i lavori di riparazione del danno e miglioramento sismico della struttura che ospita due appartamenti, opere finanziate dall’ufficio speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per un importo complessivo di circa 255mila euro, è arrivato il provvedimento che consentirà il rientro a casa per i proprietari.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4613 tamponi: 2526 nel percorso nuove diagnosi (di cui 642 nello screening con percorso Antigenico) e 2087 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 12,2%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 308: 74 in provincia di Macerata, 44 in provincia di Ancona, 95 in provincia di Pesaro-Urbino, 24 in provincia di Fermo, 59 in provincia di Ascoli Piceno e 12 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (61 casi rilevati), contatti in ambito domestico (62 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (102 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (5 casi rilevati), contatti in ambito assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (17 casi rilevati), contatti provenienti da fuori regione (1 caso rilevato).
Per altri 59 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 642 test e sono stati riscontrati 39 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 6%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un leggero aumento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 12,2% oggi, contro il 11,4% ieri.
In diminuzione di 17 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 489, di cui 70 in terapia intensiva (+2 rispetto a ieri). Sono, invece, 31 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 131 pazienti: 46 all'ospedale di Macerata, 55 al Covid Hospital e 26 a Camerino. Altre 10 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
"La prima sera che abbiamo riaperto ho avuto quattro ragazzi che hanno voluto provare l'emozione di mangiare al freddo, dopo di loro ovviamente non si è visto più nessuno": lo racconta all'ANSA, Rossella Orazi, la titolare del ristorante "La Mezza Luna Club" di Ussita dopo aver riaperto il suo locale a seguito delle nuove disposizioni anti Covid emanate dal governo: "Non comprendo quale sia stata la logica che ha mosso questa decisione di far mangiare solo all'esterno - dice la ristoratrice -.Per altro nel mio locale si viene a creare un autentico paradosso".
"Avendo stipulato un contratto di mensa con gli operai impegnati nella ricostruzione post sisma del paese - spiega - loro, i lavoratori, possono consumare i pasti, pranzi e cene, tranquillamente all'interno del ristorante, tutti gli altri fuori. E' semplicemente incredibile". "Lunedì sera - racconta ancora Orazi - quando sono arrivati i 4 giovani, tutti con giacche a vento pesanti e cappelli per resistere alle basse temperature di questi giorni, mi sono ritrovata con 10 operai all'interno e al caldo e questi 4 giovani sul tavolo all'aperto, nel giardinetto del ristorante".
"Per fortuna - sottolinea - i 4 ragazzi erano venuti per mangiare all'esterno per vivere una serata da ricordare - conclude Orazi - così non può certo andare avanti e la cosa che mi fa più rabbia è che nella precedente zona gialla si potevano consumare i pasti all'interno, adesso che, invece, è pure in corso la vaccinazione, ci costringono a tenere i nostri clienti al freddo e qui ad Ussita fa ancora davvero tanto freddo".
(Fonte: Ansa)
Il Contratto Istituzionale di Sviluppo del Cratere Centro Italia, previsto dall’ultima Legge di Bilancio, con una dotazione di 160 milioni di euro, e finalizzato a sostenere la crescita economica delle aree colpite dal sisma, è già una realtà. L’avvio del Contratto è stato formalizzato oggi nel corso di una riunione indetta dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, alla quale hanno partecipato il Commissario alla Ricostruzione del Centro Italia, Giovanni Legnini, i Presidenti e gli Assessori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, i rappresentanti dei Sindaci del cratere, l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ed il nuovo direttore dell’Agenzia per la Coesione, Paolo Esposito.
Il Contratto Istituzionale di Sviluppo è destinato a sostenere progetti ed investimenti integrativi e complementari rispetto alla ricostruzione materiale degli edifici, per assicurare la ripresa e lo sviluppo dell’economia delle aree colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Le aree di intervento individuate sono cinque e riguardano: ambiente e risorse naturali, cultura e turismo, trasporti e mobilità, riqualificazione urbana e infrastrutture sociali. I tempi di attivazione dei progetti saranno brevissimi: l’obiettivo è quello di attivare concretamente i primi progetti entro l’estate.
Il CIS Cratere Centro Italia ha a disposizione 100 milioni di euro stanziati dalla Legge di Bilancio e 60 milioni di euro provenienti dalla contabilità speciale del Commissario. A questi potranno affiancarsi altri strumenti, sempre destinati al Centro Italia, a cominciare dai 60 milioni per la creazione dei centri di ricerca delle Università del cratere, che saranno presto ripartiti dal Ministro, ed i 50 milioni frutto dei risparmi della Camera dei Deputati affidati alla Cabina di Regia di Palazzo Chigi.
Il valore aggiunto del CIS è quello di assicurare un coordinamento strategico per l’attuazione rapida e integrata degli interventi, con la regia del Ministro per il Sud, la gestione dell’Agenzia per la Coesione e l’apporto di Invitalia come soggetto attuatore degli interventi. A definire gli ambiti di intervento sarà un Tavolo Istituzionale, composto dalla Cabina di Coordinamento che governa la ricostruzione sisma 2016, presieduta dal Commissario, con la partecipazione dei presidenti delle quattro Regioni e i rappresentanti dei sindaci.
“Non è casuale la scelta delle aree terremotate del Centro Italia per il primo Cis della mia esperienza come ministro del Sud e della Coesione Territoriale” dichiara Mara Carfagna. “Ho ritenuto un dovere dare priorità a una delle aree italiane più fragili ed esposte alla crisi, non per loro demerito ma per le conseguenze di una catastrofe naturale che tutta Italia ricorda ancora con angoscia. Intendo portare a termine l’iter del Contratto entro l’estate. Renderà disponibile un totale di 160 milioni di euro per interventi sulla riqualificazione urbana, i trasporti, le infrastrutture sociali, la cultura, il turismo, l’ambiente. Cinque anni dopo il sisma, puntiamo a offrire ai cittadini e alle cittadine, ai giovani, alle famiglie, una concreta alternativa all’emigrazione o alla dipendenza dall’assistenza pubblica, in osservanza del principio-guida che spero ispiri tutti in questo difficile momento: creare le condizioni perché nessuno resti indietro”, conclude il Ministro.
“Ringrazio sentitamente il ministro Carfagna che ha voluto attivare immediatamente il Contratto Istituzionale di Sviluppo con cui, ora che la ricostruzione materiale del Centro Italia è ben avviata, cominciamo a realizzare la seconda gamba, essenziale per la ripresa dell’economia di questi territori, quella dello sviluppo, che finora è mancata. Il CIS ed i suoi meccanismi – ha detto da parte sua il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini – peraltro, faranno da apripista alla definizione di una strategia più vasta di rilancio del Centro Italia con l’attivazione delle ingenti risorse previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ed ora confluite nel Fondo complementare da 30 miliardi che affiancherà il Recovery Fund”.
“I Centri Commerciali possono stare aperti sette giorni su sette e deve essere subito data questa possibilità alle attività economiche presenti in queste strutture”. E’ la netta presa di posizione di Confcommercio Marche Centrali, non accettando la decisione con la quale è stata annullata la previsione di cancellare, nonostante la collocazione della nostra regione in fascia gialla, le misure restrittive per queste strutture in riferimento alla chiusura di gran parte delle attività nel fine settimana.
“Risulta del tutto incomprensibile – attacca il Direttore Generale Confcommercio Marche Centrali Massimiliano Polacco -, come gli stessi protocolli di sicurezza che consentono ai centri commerciali di restare aperti da lunedì a venerdì, non risultino adeguati nel fine settimana, permettendo la stessa garanzia nella gestione degli accessi e degli afflussi".
"Sin dall’inizio dell’emergenza, centri, parchi e gallerie commerciali hanno adottato misure di sicurezza ancor più stringenti rispetto a quanto richiesto a livello governativo ed hanno ribadito a più riprese la totale disponibilità a rafforzarle qualora necessario per assicurare tutte le garanzie necessarie a tutelare al meglio consumatori, dipendenti e fornitori dai rischi connessi alle possibilità di contagio - aggiunge Polacco -. Va ricordato che dall’inizio della pandemia non è stato mai registrato alcun caso di focolaio nelle 1200 strutture presenti nel Paese”.
La mobilitazione per far riaprire i centri commerciali nel fine settimana è già partita anche a livello nazionale: "Si tratta di un provvedimento del tutto inatteso che va a gravare ulteriormente su un settore fortemente compromesso da chiusure straordinarie che si protraggono da oltre un anno - ribadisce Polacco -. Per questo Confcommercio Nazionale ha già chiesto un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Draghi per comprendere le ragioni di questa scelta e per portare sul tavolo del Governo la richiesta di riapertura immediata dei Centri Commerciali nel fine settimana".
“In un contesto fortemente in evoluzione – conclude Polacco –, in cui stiamo assistendo alla riapertura di numerose attività, è assolutamente necessario fornire risposte chiare ai 600 mila lavoratori dei centri commerciali e fare chiarezza sui criteri utilizzati dal Governo e dagli organismi di supporto come il CTS per valutare una volta per tutte il grado di rischio connesso all’apertura delle strutture di grandi dimensioni in presenza di opportuni protocolli condivisi”.
A seguito delle richieste di informazioni sulla possibilità per le imprese di servizio alla persona (acconciatura/estetica) di esercitare regolarmente l’attività nel territorio comunale nella giornata festiva di sabato 1 maggio, motivata dalla maggiore concentrazione di appuntamenti e richieste di servizio nella giornata di sabato, dalle difficoltà economiche e finanziarie in cui versano le attività economiche a seguito della situazione emergenziale causata dalla pandemia da covid-19 e infine dall'opportunità di diluire e rendere più veloce e sicura l’evasione delle richieste.
Il Comune di Macerata rende noto che l’ordinanza del sindaco che regola gli orari delle attività di acconciatore ed estetista, la n. 310 del 2014, prevede la possibilità, nel caso di due giornate festive consecutive, di apertura di una mezza giornata a scelta dell'operatore.
Gli esercenti quindi possono fin d'ora scegliere la mezza giornata festiva dell'1 o del 2 maggio in cui restare aperti con il solo onere di renderlo noto al pubblico attraverso l’esposizione dell'orario.
Nei giorni scorsi il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, e lo staff tecnico del comune si sono incontrati con il subcommissario per la ricostruzione Gianluca Loffredo. Al centro della discussione gli interventi urgenti e prioritari da ricomprendere nell’ordinanza speciale rivolta ai centri storici maggiormente colpiti dal sisma.
“Si è trattato di un ulteriore passo avanti per verificare le opportunità attivabili con urgenza per il nostro comune e per il territorio circostante, in un’ottica di ricostruzione che si sviluppi per priorità d’interventi e che contempli un orizzonte di sostenibilità ambientale e di rivitalizzazione delle economie locali” ha dichiarato Gentilucci, a margine della riunione. “È vitale stabilire alcuni punti fermi per l’ordinanza speciale. Mi riferisco, in particolare, al tema del lavoro, al recupero degli impianti sportivi, al castello di Torricchio, alla ricettività”. Non solo. Si è parlato anche di sostenibilità e di come inserire gli interventi, legati anche al dissesto idrogeologico, in eventuali successive ordinanze speciali. “È chiaro che dovremo sfruttare tutte le opportunità che la ricostruzione ci offre e, dunque, anche inserire queste progettualità in un contesto più ampio legato alle risorse attivabili con il recovery plan in un’ottica di sostenibilità ambientale”.
Prioritario per Gentilucci arrivare a definire un quadro operativo che non trovi ostacoli ma che anzi, grazie al confronto, incontri disponibilità e agevolazioni, “e su questo abbiamo avuto un riscontro positivo da Loffredo che si è impegnato a partecipare ad incontri periodici con i nostri tecnici per fare il punto, volta per volta, sulle varie situazioni in essere”.
Riparte con energia l’attività dall’Azienda dei Teatri di Civitanova. Con l’ultimo decreto, dal 26 aprile possono riaprire musei, cinema e teatri, sia all’aperto che al chiuso e l’Azienda dei Teatri è subito pronta con la programmazione cinematografica.
Da domani, 29 aprile, si accendono i riflettori del cinema Cecchetti, dopo la lunga pausa forzata dovuta all’intensificarsi della pandemia.
Il film del rilancio è Nomadland, diretto da Chloé Zhao, che ha vinto tre Oscar pochi giorni fa e ha fatto la storia della 93ª edizione: miglior film, miglior regia (la seconda in assoluto a una donna dalla storia del premio, la prima a una asiatica) e migliore attrice protagonista, Frances McDormand che ne è anche coproduttrice.
La pellicola racconta la storia straordinaria di Fern (Frances McDormand) che, rimasta senza lavoro e vedova, si mette in viaggio verso gli stati occidentali, determinata a vivere come una nomade dei nostri giorni, al di fuori della attuale società e delle convenzioni odierne.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo Nomadland: un racconto d’inchiesta (2017) della giornalista Jessica Bruder.
L’orario di proiezione è unico, alle 19.30, fino a mercoledì 5 maggio (lunedì chiuso). Prezzo del biglietto: intero € 5,00 – ridotto € 4,00 (fino a 18 anni, oltre i 65 e studenti universitari fino a 24 anni). Per informazioni è attivo il numero TDiC informa: 351/5715757.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 4772 tamponi: 2636 nel percorso nuove diagnosi (di cui 695 nello screening con percorso Antigenico) e 2136 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari all'11,4%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 301 (51 in provincia di Macerata, 60 in provincia di Ancona, 86 in provincia di Pesaro-Urbino, 25 in provincia di Fermo, 73 in provincia di Ascoli Piceno e 6 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (58 casi rilevati), contatti in setting domestico (80 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (100 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (3 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (2 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (15 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 caso rilevato). Per altri 42 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 695 test e sono stati riscontrati 38 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 5%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un leggero aumento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 11,4% oggi, contro il 10,7% ieri.
In diminuzione di 17 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 506, di cui 68 in terapia intensiva (+2 rispetto a ieri). Sono, invece, 36 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 131 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 54 al Covid Hospital e 27 a Camerino. Altre 6 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Le porte di cinema, teatri e live-club tornano ad aprirsi per accogliere il pubblico con nuove condizioni. Distanziamento tra i posti preassegnati. Capienza non superiore al 50% di quella massima autorizzata. Numero massimo di spettatori non superiore a 1.000 per gli spettacoli all'aperto e 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi.
Le linee guida sono definite ma le prossime settimane paiono ancora incerte. I nostri riflettori cercano le figure professionali del territorio, chi vive e lavora per lo spettacolo. Obiettivo: tracciare un primo contorno di luci e ombre.
Il Politeama di Tolentino, realtà dinamica e intraprendente, nella voce del direttore Massimo Zenobi, esprime relativo ottimismo: "Non parliamo di falsa partenza ma di segnale di ripartenza. Siamo chiaramente felici di queste riaperture perché possono rappresentare un primo passo nella ripresa delle attività ma credo che non saranno molti i teatri in grado di ripartire subito perché normalmente i teatri al coperto a maggio chiudono per la stagione estiva e anche perchè il teatro ha bisogno di un minimo di programmazione. Non possiamo aprire e aspettare che arrivi il pubblico. C’è bisogno di individuare gli spettacoli disponibili, di programmarli, di comunicarli adeguatamente e poi lo spettatore deve avere il tempo per conoscere un determinato evento e pre-acquistare il biglietto".
“Credo che una vera ripartenza nel settore teatrale, se le condizioni continueranno a migliorare dal punto di vista dei contagi, sarà non prima di ottobre 2021 con direttive che speriamo meno restrittive – ipotizza Zenobi - per alcuni teatri 500 spettatori non sono sufficienti a programmare spettacoli adatti (ad esempio parlo di teatri con 1500 posti) e non sarebbe nemmeno gestibile. Per il Politeama la limitazione del 50% è ancora un po' strettina perché abbiamo una capienza di 170 persone ma con file molto larghe e poltrone grandi. In caso di congiunti, che possono stare vicini, potremo utilizzare più del 50% della sala mantenendo il distanziamento necessario”.
“Non parliamo di una svolta, ma almeno i teatri possono tornare a programmare per quando ci saranno condizioni ancora migliori – e sul mese di maggio Zenobi dichiara - Il Politeama sta pensando, se non cambiano le condizioni, di programmare anche a maggio (soprattutto spettacoli che erano stati sospesi nella pandemia da riproporre) ma noi siamo fortunati. Abbiamo spazi grandi e possiamo accogliere in sicurezza il pubblico e soprattutto abbiamo un sistema di ricambio dell’aria nuovissimo. Il tutto unito all’uso della mascherina, alla sanificazione delle mani, alla mascherina e alla misurazione della temperatura fa sì che stare a teatro risulti davvero sicuro”.
Il coprifuoco alle 22 è un grande problema: “I rappresentanti di categoria stanno lavorando per chiedere al governo che il biglietto cinematografico possa servire da lasciapassare per il rientro a casa dopo le 22 ma non è ancora stato approvato. Al momento dovremmo fare gli spettacoli alle 19.30 ed è davvero difficile da immaginare”.
Angelo Cioci, del Teatro Don Bosco di Macerata, racconta come il nuovo provvedimento incide sulla sua realtà: “E’ una riapertura fittizia. Siamo un teatro privato convenzionato con il Comune quindi non ripartiamo con una nostra programmazione. Noi abbiamo attivato tutti i protocolli e aspettiamo di vedere se qualcuno ha necessità del teatro. Organizzare qualcosa è difficile per l’instabilità che ha contraddistinto gli ultimi periodi. Da venerdì, quindi dall’ufficialità del passaggio in zona gialla, avremmo dovuto organizzare qualcosa per ieri: impossibile tra permessi, gestione e comunicazione. Se programmi qualcosa di più ampio respiro a metà maggio, per esempio, non sei sicuro di poter poi fare lo spettacolo”.
“Aprire il teatro comporta parecchi costi vivi, devi gestire i protocolli, avere un presidio antincendio, organizzare il personale, attivare le utenze, rendere l’ambiente salubre e pulito. Non è di certo qualcosa che si improvvisa. Economicamente è difficile – evidenzia Cioci - per questo come programmazione ci orienteremo a ottobre, non ha senso fare qualcosa al chiuso perché maggio era il periodo dei saggi ma ovviamente non ci saranno”.
Ben altra prospettiva quella dei multisala. Marcello Perugini, responsabile del Multiplex 2000 di Piediripa, commenta rammaricato le disposizioni in vigore da oggi: “Rimarremo chiusi per il 26. Apriremo forse a giugno. Ora non ci sono le condizioni con il coprifuoco alle 22, aspettiamo decidano di spostarlo per permettere uno spettacolo serale. Per il momento no a spettacoli pomeridiani. Confido che per giugno riusciremo ad aprire per non richiudere più. Sempre attenti a che si mantengano mascherina, distanziamento, sistemi di filtraggio e areazione”.
Prosegue Perugini:” Vorremmo fare almeno uno spettacolo serale altrimenti diventa complicato. Le proiezioni pomeridiane nei giorni feriali hanno una bassa affluenza e non possiamo contare su questo”.
I grandi costi di gestione dell’industria dell’intrattenimento non permettono aperture lampo. Nell’ordine della gradualità le rappresentanze territoriali spingono per tornare a far emozionare le persone, ma fanno notare che il nodo coprifuoco può fare la differenza tra un inizio di stenti e una vera possibilità. Se saranno applausi o fischi, non è ancora possibile dirlo.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha firmato oggi un’ordinanza per dare la possibilità di apertura al pubblico alle attività presenti all’interno Mercato coperto (ex Pescheria), nonché alle attività di acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing presenti sul territorio comunale nella giornata del 1° maggio 2021.
“Quest’anno la festività del 1° maggio 2021 cade di sabato – spiega il Primo cittadino nel testo - giorno in cui alcune attività registrano una maggiore concentrazione di appuntamenti e richieste di servizio. Con questo provvedimento abbiamo voluto tener conto delle difficoltà economiche e finanziarie in cui versano le attività economiche a seguito della situazione emergenziale causata dalla pandemia da Covid-19, e pertanto abbiamo ritenuto opportuno concedere la delega. L’adattamento dell’orario permette anche di diluire e rendere più veloce e sicura l’evasione delle richieste delle persone”.
A partire dal primo maggio sino al 6 giugno, come previsto dall'ordinanza sindacale del primo cittadino del comune di Fiastra Sauro Scaficchia, è prevista la chiusura a tutti del percorso turistico che dalla diga del Lago di Fiastra conduce alle Lame Rosse, alla Grotta dei Frati, alle Gole del Fiastrone e alla Valle del Rio Sacro nei giorni festivi e pre-festivi, ad eccezione di coloro che vi si recano per comprovate esigenze lavorative.
La decisione viene motivata dal sindaco con l'arrivo della belle stagione in cui "si potrebbe riscontrare, come già verificatosi negli ultimi anni, un notevole afflusso turistico concentrato nel weekend" a seguito del quale risulterebbe "impossibile assicurare il rispetto delle distanze di sicurezza interpersonali di almeno un metro".
"Le persone le quali non si adeguino senza giustificato motivo, saranno sanzionate con l'applicazione della sanzione amministrativa da 25 a 500 euro" si legge ancora nell'ordinanza del primo cittadino Sauro Scaficchia.
Nonostante un anno intenso per le attività legate alle restrizioni Covid, non è venuta mai meno l’azione di controllo del territorio dal punto di vista ambientale da parte della Polizia locale di Macerata, guidata dal comandante Danilo Doria.
Un impegno finalizzato alla salvaguardia dell’ambiente e a indirizzare corretti comportamenti da parte dei cittadini, sia nel rispetto delle aree verdi, sia delle disposizioni relative ai cani compreso l’obbligo del microchip, sia al corretto conferimento dei rifiuti, in stretto raccordo con l’Amministrazione comunale.
“L’ambiente, la qualità e il decoro dello stesso sono una delle priorità di questa amministrazione comunale – afferma l’assessore Paolo Renna – e il nostro impegno si muove in due direzioni: una corretta informazione ed educazione ambientale, anche fin dalla più tenera età attraverso iniziative nelle scuole, e il controllo e la repressione dei comportamenti non rispettosi della normativa e del rispetto del nostro territorio”.
“Dall’inizio dell’anno, la Polizia locale ha svolto attività di controllo sui diversi aspetti che concorrono alla tutela ambientale con una decina di sopralluoghi – afferma il comandante Danilo Doria – Operiamo in stretta collaborazione con il Cosmari, l’ufficio Ambiente del Comune e con la Asl per quanto riguarda rispettivamente l’aspetto dei rifiuti, delle aree verdi e il rispetto delle norme da parte dei proprietari di cani”.
Particolare attenzione si rivolge al centro storico all’interno delle mura, nella zona Pace, Santo Stefano, via Ghino Valenti, Valleverde dove la polizia locale è intervenuta nel corso dell’anno effettuando sopralluoghi ambientali con il rilevamento di 85 sanzioni, la maggior parte delle quali per il non corretto conferimento dei rifiuti, mentre una decina sono relative all’abbandono dei rifiuti su strada.
Gli agenti controllano in particolare l’uso del guinzaglio da parte dei proprietari dei cani, la pulizia affinché non sporchino aree urbane e le aree verdi. Controlli speciali nelle aree di gioco dei bambini dove, si ricorda, i cani vanno sempre tenuti al guinzaglio e devono stare almeno a 10 metri dai giochi.
D’intesa con il Cosmari e con l’ufficio Ambiente, si definisce il posizionamento dei cassonetti della raccolta rifiuti e controllano aspetti che riguardano la pulizia delle aree in cui sono collocati nonché, su loro segnalazione o dei cittadini, si interviene quando si verificano situazioni di degrado dovute alla non corretta modalità di conferimento dei rifiuti, dal mancato rispetto dell’orario di conferimento all’abbandono dei rifiuti su strada o aree pubbliche. A questo riguardo si ricorda che il centro raccolta rifiuti di Piediripa in via Volturno, in questo periodo in cui quella di Fontescodella è chiusa per lavori, è accessibile ogni giorno sia di mattina che di pomeriggio dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Bentornati cari lettori a questo primo giorno di riapertura. I dati della scorsa settimana sono stati generalmente positivi e quasi tutte le regioni sono tornate in zona gialla, incluse le Marche che erano rimaste in bilico fino all'ultimo giorno.Nella nostra regione si sono abbassati i sintomatici giusto in tempo per poter tornare 'gialli'.
A livello nazionale i contagi scendono di un 10% circa ed i dati ospedalieri sono in generale miglioramento.
Il miglioramento generale trapela anche dalla tabella delle regioni dove solo alcune territori del sud rimangono in ‘arancione’ assieme alla Valle d’aAosta.Veniamo al punto più interessante: questa settimana con il gestore della pagina facebook ‘L’Argano Porto Recanati’ abbiamo in maniera certosina raccolto i dati dei decessi marchigiani dal primo gennaio, suddividendoli per fasce d'età per renderci conto dell’effetto che stanno avendo i vaccini.
Si nota come, seppur i decessi siano rimasti abbastanza stabili, come sia nelle scorse settimane scesa costantemente la componente delle vittime tra gli over 80, contando che le vaccinazioni per gli stesso hanno avuto inizio il 20 Febbraio.
Il risultato è evidente:siamo passati dal fatto che il 75% dei decessi riguardanti persone ultra ottantenni ad un 50%,quindi la mortalità del virus in questa fascia è scesa del 25% e certamente continuerà a scendere via via che si concludono le seconde dosi dello Pfizer/Moderna. Probabilmente per fine maggio avremo ridotto la letalità negli over 80 di circa il 90% e a metà mese maggio inizieremo a vedere anche un calo nella percentuale della fascia 70-79.
Considerazione finale sui sintomatici: esaminando i dati di varie regioni abbiamo Marche circa 20% , Campania 30% Emilia Romagna circa il 50% , sono valori completamente sballati fra una regione e l'altra. Significa una totale arbitrarietà nel computo dei sintomatici da parte delle regioni e ciò è gravissimo poiché il famoso Rt che decide se si apre o si chiude è deciso proprio in base al numero di sintomatici rilevate.