Questa mattina il sindaco Sandro Parcaroli e il vice sindaco e assessore ai Servizi Sociali Francesca D’Alessandro hanno incontrato la presidente Rosaria Del Balzo Ruiti e una delegazione della Croce Rossa Italiana - Comitato di Macerata. In vista dell’8 maggio, Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, anche a Macerata si è deciso di celebrare questo importante momento, nel rispetto delle norme anticontagio, con un importante gesto simbolico.
La presidente Del Balzo Ruiti ha consegnato al sindaco Parcaroli la bandiera della Croce Rossa Italiana che è stata issata sul Palazzo Comunale e che rimarrà esposta per tutta la settimana. Nelle giornate del 7 e dell’8 maggio inoltre lo Sferisterio sarà appositamente illuminato in occasione della Giornata Mondiale.
«La Croce Rossa di Macerata rappresenta un valore importante per la città – ha sottolineato il sindaco Parcaroli -. La sinergia con il Comune è massima ed è compito delle istituzioni riconoscere il grande lavoro a cui sono chiamati ogni giorno i volontari e che, soprattutto in questo ultimo anno, è stato reso più complesso dalla pandemia».
«Un ringraziamento alla presidente Del Balzo Ruiti che, con tutti i volontari della Croce Rossa di Macerata, in questo ultimo anno ha fronteggiato una situazione complessa a livello umano e operativo – ha aggiunto il vice sindaco D’Alessandro -. Con questo gesto siamo certi che i volontari possano rivivere un po’ del calore che hanno cercato di trasmettere ai tanti pazienti che hanno assistito rivelandosi un valore aggiunto fondamentale per la comunità. Siamo già a lavoro per future e prossime iniziative che andranno a sostenere sempre di più chi vive momenti di fragilità e difficoltà».
«Lo Sferisterio è stato scelto come simbolo perfetto di questa unione nata da tempo immemore e che quest’anno ci vede ancora come charity partner della stagione lirica – ha detto la presidente Del Balzo Ruiti -. Proprio l’idea nata lo scorso anno di svolgere il servizio di assistenza in modo completamente gratuito durante le serate della lirica rappresenta più di ogni altra cosa il rapporto che lega i nostri volontari con la città e la loro inesauribile voglia di aiutare la stessa in un momento di grave difficoltà per l’economica e, in particolare, per tutto il mondo dello spettacolo e della cultura. Il momento vissuto oggi è un piccolo ma importante segnale che dà valore al lavoro dei 900 volontari della Croce Rossa di Macerata che rappresentano una forza essenziale che si occupa dell’uomo nei momenti di difficoltà».
"Nessuna chiusura ma un invito alla ragionevolezza per far fronte a situazioni emergenziali come quelle già registratesi in determinate occasioni ad Elcito e Canfaito che ad esempio, nel periodo di Ferragosto. non hanno permesso a un’ambulanza di raggiungere persone che avevano bisogno di assistenza. Il provvedimento, che replica iniziative analoghe già assunte negli anni scorsi e su cui non ha polemizzato nessuno, non ha imposto divieti il 1 e il 2 maggio, per il ponte della Festa del Lavoro, né li imporrà se non ve ne sarà bisogno. Le auto, infatti, lo scorso fine settimana hanno transitato regolarmente e senza sbarramenti”.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, spiega così il provvedimento in merito alla viabilità per raggiungere la frazione di Elcito e la Riserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito entrato in vigore in questi giorni su disposizione della Provincia di Macerata.
“Nella Ordinanza emanata dalla Provincia – sottolinea il primo cittadino settempedano intervenendo per spiegare la vicenda – è scritto chiaramente che il provvedimento avrà efficacia solo al verificarsi di particolari condizioni. Quando i parcheggi in zona saranno off-limits e le strade impraticabili, chiuderemo al transito la Provinciale che sale ad Elcito dalla località di Castel San Pietro. Per la sicurezza di tutti non possiamo fare diversamente ma, sottolineo, si tratterà di casi eccezionali e non appena la situazione rientrerà e lo permetterà, anche nel giro di poche ore, provvederemo a riaprire. Dobbiamo necessariamente garantire un afflusso sicuro – spiega ancora il sindaco – sia a chi sarà già riuscito a raggiungere queste due straordinarie località sia a chi vorrà recarvisi per trascorrere qualche ora a contatto con la natura. Come lo scorso anno allestiremo un parcheggio a ridosso dell’abitato di Elcito che servirà per sfogare l’afflusso di tante auto e continueremo a studiare soluzioni con l’Unione Montana Potenza Esino Musone, che è l’ente gestore della Riserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, con la Pro Elcito e con gli operatori che gravitano in zona, perché tutto vogliamo fuorché evitare che i turisti arrivino in quella che è una delle mete di richiamo del nostro territorio. Questo però lo faremo anche nell’ottica di tutelare un’oasi protetta e un habitat naturale che non ha confronti nell’intera regione Marche”.
La bandiera della Croce Rossa il prossimo 8 maggio sarà issata per tutta la giornata accanto a quella della Regione Marche nella sede di Palazzo Raffaello ad Ancona. Il vessillo è stato consegnato il 29 aprile, nel giorno di Santa Caterina da Siena protettrice delle infermiere volontarie, al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli da una delegazione della Croce Rossa in occasione della ricorrenza dell’8 maggio, quando, in tutto il mondo, si festeggia il lavoro di soccorso che svolgono quotidianamente milioni di volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale.
“Siete un punto di riferimento essenziale per tante comunità – ha detto il presidente Acquaroli - Le vostre sedi sono diffuse, capillari, coinvolgenti e soprattutto sempre pronte a fianco della popolazione. L’impronta che lasciate è forte, perché forti sono i valori alla base dell’associazione”.
La festività cade il giorno della nascita di Henry Dunant (08.05.1828), considerato il fondatore dell'Associazione. L'obiettivo, è quello di avvicinare la cittadinanza al movimento della Croce Rossa e far conoscere quali sono i compiti svolti dai volontari. Durante questa giornata si svolgono simulazioni di primo soccorso (ad esempio sul come comportarsi davanti ad una situazione di emergenza prima dell'arrivo dell'ambulanza) e vengono spiegate le campagne attive a livello nazionale ed internazionale. La delegazione in Regione era guidata dal dott. Andrea Galvagno presidente CRI Marche. Con lui Maria Serena Rosini - vice Presidente Cri Marche -, Andrea Corinaldesi consigliere Cri Marche e Carmen Gregoretti ispettrice Regionale delle II.VV. (Infermiere Volontarie).
Nelle Marche i volontari della Croce Rossa sono oltre seimila.
Proseguono le assemblee elettive dei diversi mestieri rappresentati dall’Associazione di categoria degli artigiani e delle piccole imprese di Macerata. Nei giorni scorsi è stata la volta dei balneari, raccolti in un nutrito gruppo, nella nuova area di rappresentanza CNA. Nel corso dell’assemblea, gli associati hanno eletto presidente Mara Petrelli, titolare del Lido Cristallo a Civitanova Marche.
All’incontro on-line erano presenti anche l'Assessore regionale alla difesa della costa Stefano Aguzzi ed i rappresentati del settore balneare e turistico della CNA Cristiano Tomei, del Nazionale, e Sabina Cardinali portavoce nazionale balneari.
Così la neo-presidente Petrelli: “Il turismo marchigiano ha già dato prova di saper tornare in fretta tra le mete più ambite dei visitatori nazionali e stranieri; è successo dopo il terremoto del 2016 e siamo convinti che trascorsa questa enorme crisi sanitaria potremo tornare alle presenze del 2018 e andare ancora oltre. Le imprese balneari – prosegue Mara Petrelli – hanno fatto in questi anni enormi investimenti nelle loro strutture in concessione, per migliorare l’accoglienza ed aumentare i servizi attrattivi e ciò ha fatto sì che le nostre zone balneari, ma anche montane, siano molto ambite sia dai turisti italiani che dagli stranieri, in cerca di posti dove ritrovare lentezza e tranquillità”.
La rappresentante di categoria ha quindi avanzato proposte e necessità all’assessore Aguzzi: “Non dobbiamo mollare su questo fronte, servono progetti attrattivi di sviluppo e, insieme, interventi in difesa dell’erosione costiera”. Cristiano Tomei, responsabile CNA turismo, ha inoltre ribadito l’importanza degli investimenti in queste strutture: “investire sull'ospitalità significa avere la certezza del ritorno dell’investimento, per questo gli enti pubblici devono essere al fianco delle imprese aiutandole in questa delicata fase di ripartenza”.
L’assessore Aguzzi ha potuto illustrare il programma regionale di difesa della costa e anticipare l’arrivo di cospicue risorse destinate a questo e ad altri settori produttivi di qualità della nostra regione.
Un servizio che guarda al futuro e alla crescita del territorio camerte in una prospettiva europea: questo è Europe Direct, un centro di informazione sulle opportunità messe a disposizione dall’Europa in ambiti strategici quali lavoro, imprenditoria, infrastrutture, digitalizzazione, mobilità, sviluppo sostenibile. Da maggio sarà operativo ed itinerante nei vari comuni dell’Unione, con l’intento di intercettare finanziamenti europei da destinare ad investimenti sul territorio.
“Mentre stiamo lavorando alla ricostruzione post sisma, progettiamo anche come riempire di contenuto gli spazi che andremo a recuperare, sviluppando opportunità di lavoro”. È perentorio Alessandro Gentilucci, Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino: “l’istituzione dell’Europe Direct va inteso in questo senso, come opportunità di conoscenza ed utilizzo delle risorse messe a disposizione dall’Europa. E il fatto che si sia riusciti a portare questo centro nel nostro contesto, superando competitor importanti che ambivano ad averlo per sé, testimonia la validità del nostro agire. Insieme al Recovery Fund e ai fondi europei disponibili per il tramite della regione, l’Unione, con l’assegnazione dell’Europe Direct offre al territorio un’opportunità in più. Lo sportello itinerante sarà l’interfaccia diretta con l’Europa, senza filtri statali o regionali, e giocherà anch’esso un ruolo nello sviluppo delle aree interne”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 779 tamponi: 318 nel percorso nuove diagnosi (di cui 52 nello screening con percorso Antigenico) e 461 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 18,6%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 59 (7 in provincia di Macerata, 16 in provincia di Ancona, 30 in provincia di Pesaro-Urbino, 2 in provincia di Fermo, 2 in provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (18 casi rilevati), contatti in setting domestico (13 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (14 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (1 caso rilevato), contatti in ambiente di vita/socialità (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (1 caso rilevato), screening percorso sanitario (1 caso rilevato) e 1 caso proveniente da fuori regione. Per altri 9 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 52 test e sono stati riscontrati 2 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 4%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un incremento rispetto alla giornata precedente (cosa consueta nei weekend visto che vengono fatti tamponi più mirati): incidenza al'18,6% oggi, contro il 13,6% ieri.
Rimane invariato, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (482), di cui 69 in terapia intensiva (+2 rispetto a ieri). Sono, invece, 12 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 128 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 53 al Covid Hospital e 25 a Camerino. Altre 4 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Torna l'appuntamento con la rubrica settimanale "La Strada delle Vittime", nella quale si affronta l'analisi della casistica criminale con approccio vittimologico.
“L’impronta scarlatta dell’assassino che scagiona la Franzoni” fu la notizia riportata da tutti i maggiori quotidiani nazionali dell’epoca, quando tutta Italia era mediaticamente coinvolta dal delitto avvenuto a Cogne, in cui fu ucciso il piccolo Samuele.
Ma qualcosa non quadrava! Furono i consulenti tecnici incaricati dalla Procura di Aosta che scoprirono che la famosa “impronta dell’assassino” non era stata impressa sul sangue e/o col sangue, bensì che era stata stampata come un timbro sul luminol. Fu scoperto che prima era stato spruzzato il luminol e che l’impronta era arrivata solo dopo. Cosa era accaduto? Lo ammise in aula con deposizione spontanea in un’udienza del Cogne bis, il fotografo svizzero che fu accusato di aver inquinato la scena del delitto del piccolo Samuele Lorenzi:
“Per errore ho lasciato l’impronta sulla porta della camera da letto della villa di Cogne, dove mi ero recato per fare fotografie ai risultati del trattamento del luminol per conto del collegio difensivo – ha detto – e volevo presentare le dimissioni dall'istituto per cui lavoro, ma i miei superiori mi hanno dissuaso dal farlo perché la condizione in cui avevo lavorato quella notte poteva spiegare un incidentale contatto con la porta”.
Il delitto di Cogne ebbe immediatamente un forte impatto mediatico. I carabinieri preposti alle indagini si trovarono innanzi ad una scena del delitto compromessa a causa dei numerosi accessi sui luoghi anche a seguito dei tentativi di soccorso di numerose persone.
Alla fine, arriva la svolta e viene accusata di omicidio volontario la madre del piccolo Samuele, Annamaria Franzoni. A 19 anni dal terribile delitto la donna, che dopo anni di detenzione è ritornata in famiglia, non ha mai confessato la sua colpevolezza mentre gli esperti, nel giugno del 2006, conclusero che la Franzoni avrebbe sofferto di un grave disturbo di personalità e avrebbe compiuto il delitto in uno “stato crepuscolare” per cui può aver ucciso il suo bambino ma l’ avrebbe rimosso.
Il caso è risolto ma molti ancora si chiedono se Annamaria è colpevole o innocente.
Questo è solo uno, forse il primo di tanti casi mediaticamente altisonanti, in cui si è iniziato a parlare dell’importanza della fase del sopralluogo, che ha quale fine quella importantissima di assicurare le fonti di prova, chiarire la dinamica del crimine ed identificarne l’autore.
L’analisi della scena del crimine è una tappa fondamentale delle indagini che nella maggior parte dei casi diventa determinante per la risoluzione del caso stesso.
Proprio per questa sua rilevanza occorre adottare tutta una serie di regole per un corretto intervento.
Le indagini tecniche consistono in un’opera di ricerca che ripercorre a ritroso l’iter del crimine per ricostruire, tra l’altro, lo scenario, il modus operandi dell’autore, fornendo utili dati per la sua identificazione.
La legge in Italia non prevede l’individuazione del così detto ”Responsabile della scena del crimine”: ossia di una figura istituzionale che si faccia carico di conservare il più intatto possibile l’ambiente interessato da un delitto. Eppure la conservazione ottimale del luogo del delitto è una componente indispensabile per raccogliere prove “non corrotte”, utili ai fini delle indagini. Un reperto degradato, mal conservato, contaminato da agenti esterni non potrà rivelarsi decisivo in sede dibattimentale, una scena del crimine mal gestita può dar luogo a gravi conseguenze.
Proprio per l’importanza che le tecniche investigative assumono nell’indagine su di un fatto delittuoso, esse richiedono la conoscenza e l’attuazione di adeguati protocolli di svolgimento e una specifica e sempre aggiornata professionalità in chi le compie.
Continua la campagna solidale verso le famiglie recanatesi in difficoltà che hanno avuto un grave peggioramento dalla crisi determinata dal protrarsi del periodo pandemico.
Grazie all’impegno dell’associazione AltraEco, in collaborazione con il GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) “Gassosa”, con la Bottega del Commercio Equo e il patrocinio del Comune di Recanati, riparte l’iniziativa della Spesa Solidale.
Il progetto, da giovedì 6 maggio, intende sostenere settimanalmente e costantemente per tutta l’estate, almeno dieci famiglie “fragili”, individuate dall'ufficio servizi sociali in rispetto della normativa sulla privacy, con pacchi di spesa di generi alimentari preparati con il contributo dei soci e dei simpatizzanti delle Associazioni coinvolte.
L’iniziativa parte grazie ad un nucleo base di persone che si sono rese disponibili a sostenere continuativamente l’impegno per il tempo che sarà necessario e fa affidamento su un effetto positivo e trascinante verso tutti coloro che vorranno unirsi alla campagna solidale, per poter sostenere l’impegno di spesa ed aiutare un sempre maggior numero di famiglie in difficoltà.
Il Sindaco di Recanati Antonio Bravi manifesta "il suo apprezzamento alle associazioni coinvolte nell'iniziativa e invita i concittadini e le concittadine che hanno possibilità ad aggiungersi a quanti hanno già dato disponibilità".
L'Assessora alle Politiche Sociali Paola Nicolini aggiunge il suo plauso all'iniziativa, che cade in un momento difficile per molte famiglie e riesce a venire incontro ad alcune esigenze difficilmente colmabili con gli strumenti a disposizione: “Come spesso accade, la bellezza del volontariato riesce a creare benessere e meraviglia. Ne siamo grati.”
Per aderire alla campagna solidale si potranno utilizzare le seguenti modalità di contributo:
- ordine di una cassetta/prodotto solidale per i soci del GAS 2;
- donazione di contributi in denaro, possibilmente periodici e continuativi, per chi è volontario o cliente della bottega di Mondosolidale, oppure con un acquisto diretto di prodotti;
- donazione di contributi in denaro possibilmente periodici e continuativi per i clienti del mercatino del biologico Ti Porto l’Orto e per i soci di Altraeco, oppure acquisto diretto di prodotti;
- erogazione liberale, possibilmente mensile, per la spesa solidale all’IBAN di Altraeco: IT 52 Z 0760113400001030117145
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2008 tamponi: 974 nel percorso nuove diagnosi (di cui 44 nello screening con percorso Antigenico) e 1034 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 13,6%).I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 132: 18 in provincia di Macerata, 70 in provincia di Ancona, 11 in provincia di Pesaro-Urbino, 6 in provincia di Fermo, 22 in provincia di Ascoli Piceno e 5 fuori regione.Questi casi comprendono soggetti sintomatici (30 casi rilevati), contatti in setting domestico (33 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (36 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (4 casi rilevati), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (2 casi rilevati) e 1 caso proveniente da fuori regione. Per altri 26 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 44 test ed è stato riscontrato un caso positivo (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è pari al 2%.
In aumento di 18 unità, rispetto alle ultime 24 ore, il numero di persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali che ad oggi sono 482, di cui 67 in terapia intensiva (+1 rispetto a ieri). Sono, invece, 18 le persone dimesse ieri dagli ospedali regionali.
Nel Maceratese sono accolti 129 pazienti: 50 all'ospedale di Macerata, 55 al Covid Hospital e 24 a Camerino. Altre 7 persone sono accolte nei Pronto Soccorso di Civitanova Marche e Macerata.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall'avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato tematiche riferibili al mondo dello sport ed in particolare alla recente riforma del diritto sportivo con l’approvazione in data 24.11.2020 da parte del Consiglio dei Ministri di 5 dei 6 decreti legislativi in attuazione della Legge Delega n. 86/2019 in materia di riforma dell'ordinamento sportivo e di semplificazione del sistema sportivo.
Di seguito l’analisi dell’avvocato Oberdan Pantana su tale vicenda.
Mentre sulla Superlega Europea è scontro totale, dal 1° luglio 2022 le limitazioni alla libertà contrattuale dell’atleta, individuate come vincolo sportivo, sono eliminate; le Federazioni sportive nazionali possono dettare una disciplina transitoria che preveda la diminuzione progressiva della durata massima dello stesso. Decorso il termine di cui sopra il vincolo sportivo si intende abolito (art. 31 del D.lgs. 28.02.2021, n. 36).
La questione del vincolo sportivo è annosa, ha impegnato fiumi di inchiostro in dottrina e giurisprudenza, ma non è mai stata risolta e quindi il legislatore è finalmente intervenuto.
Il vincolo sportivo è quel rapporto giuridico che vincola, in conseguenza del tesseramento, un giocatore ad un club in forza del quale l’atleta si obbliga a svolgere la propria attività agonistica esclusivamente con la società con cui si tessera. L’obbligo di tesseramento annuale è stato fissato sino al compimento del 16esimo anno del giocatore e, fino ad oggi, il tesseramento annuale in ambito dilettante era previsto solo in favore dei ragazzi sotto i 14 anni. Dal 14esimo al 16esimo anno di età si poteva decidere di continuare a giocare presso la società di appartenenza con un vincolo annuale, tranne se si decideva, fin dal primo tesseramento successivo al 14esimo anno, di un vincolo pluriennale, la cui durata veniva fissata sino al termine della stagione in cui il ragazzo compiva 25 anni. Per il calcio bisogna fare riferimento alle NOIF - Norme Organizzative Interne della FIGC e, in particolare, all’art. 32 che disciplina i giovani dilettanti il quale così recita:
1. I calciatori, giovani, dal 14esimo anno di età anagraficamente compiuto possono assumere con la società della Lega Nazionale Dilettanti, per la quale sono già tesserati, vincolo di tesseramento sino al termine della stagione sportiva entro la quale abbiano anagraficamente compiuto il 25esimo anno di età acquisendo la qualifica di “giovani dilettanti”.
Appare evidente come il diritto fondamentale dell’atleta di svolgere liberamente l’attività agonistica in forma non professionistica sia gravemente compromesso dal vincolo sportivo, al quale egli si assoggetta per un tempo irragionevole con la famigerata sottoscrizione del “cartellino” che ne certifica la relazione con una società.
In dottrina si è sempre sostenuto che il vincolo sportivo per un tempo indeterminato o irragionevolmente lungo deve ritenersi nullo di diritto ex art. 1418 c.c. perché contrasta con i principi generali stabiliti dalla Carta Costituzionale, dall’art. 1 della Legge 23.03.1981, n. 91 secondo cui “l’esercizio dell’attività sportiva, si essa svolta in forma individuale o collettiva, sia in forma professionistica o dilettantistica, è libero”; sino ad oggi però il vincolo sportivo è stato sempre salvato sulla base della cd. “patrimonializzazione dell’atleta”.
Si è infatti sempre sostenuto che il vincolo sportivo trova la sua ragion d’essere nell’esigenza di evitare la dispersione del patrimonio sociale che, costituito dagli atleti tesserati, sarebbe l’unica fonte di sostegno dell’attività agonistica nelle associazioni dilettantistiche.
Così l’atleta è diventato una “res in commercio” come dimostra la persistente e diffusa speculazione economica di prestiti, compravendite di calciatori anche nelle piccole società.
Di sportivo non vi è nulla se non una mentalità che ha portato alla mercificazione delle prestazioni sportive. Finalmente il legislatore italiano è intervenuto abolendo il vincolo sportivo e disciplinando la materia nel senso che:
Le Federazioni Sportive Nazionali prevedono con proprio regolamento che, in caso di primo contratto di lavoro sportivo:
a) le società sportive professionistiche riconoscono un premio di formazione tecnica proporzionalmente suddiviso, secondo modalità e parametri che tengono conto della durata e del contenuto formativo del rapporto, tra le società sportive dilettantistiche presso le quali l'atleta ha svolto attività dilettantistica, amatoriale o giovanile ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione, ovvero tra le società sportive professionistiche presso le quali l'atleta ha svolto attività giovanile ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione;
b) le società sportive dilettantistiche riconoscono un premio di formazione tecnica proporzionalmente suddiviso, secondo modalità e parametri che tengono adeguatamente conto della durata e del contenuto formativo del rapporto, tra le società sportive dilettantistiche presso le quali l'atleta ha svolto attività amatoriale o giovanile ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione.
La misura del premio di cui al presente articolo è individuata dalle singole federazioni secondo modalità e parametri che tengano adeguatamente conto dell'età degli atleti, nonché della durata e del contenuto patrimoniale del rapporto tra questi ultimi e la società o associazione sportiva con la quale concludono il primo contratto di lavoro sportivo.
A mio giudizio l’abolizione del vincolo sportivo interpreta i principi costituzionali e non nuocerà al mondo dei dilettanti perché metterà fine solo alla mercificazione della prestazione sportiva. Capisco che è un cambio di prospettica Copernicano ma era tempo di arrivarci e ora tutti gli interpreti lo devono vivere con molta serenità di giudizio e di intenti.
D’altra parte in Europa il vincolo sportivo esiste ancora solo in Grecia e in Italia. Nato come salvaguardia per le società più piccole è diventato di fatto una fonte di guadagno e di ricatto impedendo la libertà individuale.
Di sicuro interesse, per completare il quadro, sono gli artt. 25, 26 e 29 con i quali vengono introdotte le figure dell’amatore sportivo e del lavoratore sportivo.
Rammento per l’amatore sportivo che oltre la soglia di € 10.000,00 le entrate diventano professionali per l’intero importo con necessità di inquadrare il rapporto come "lavoratore sportivo", definito come colui che "senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l'attività sportiva verso un corrispettivo al di fuori delle prestazioni amatoriali", tramite un contratto di lavoro subordinato anche a termine non superiore ai 5 anni, autonomo o co.co.co con tutte le ricadute di natura tributaria e previdenziale conseguenti.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
"La situazione nel nostro comune è stazionaria. Nell'ultima settimana non registriamo nuovi contagi ma questo non deve assolutamente far calare l'attenzione. Con le riaperture benché limitate della zona gialla, la ripresa della circolazione del Virus è possibile, quindi le attenzioni devono essere ancora maggiori. Distanziamento, Igiene delle mani, evitare assembramenti e mascherina sono le armi che abbiamo, quindi Responsabilità di ognuno di noi". È questo il messaggio lanciato ai propri concittadini dal sindaco di Esanatoglia Luigi Nazzareno Bartocci, in occasione del primo maggio.
"Nel nostro Comune, in rapporto agli abitanti, bastano 5 contagiati in una settimana per ritornare in zona rossa e quindi dover richiudere tutto di nuovo" l'avvertimento di Bartocci.
"Nessuno di noi è escluso dal prestare le attenzioni necessarie o dal rispettare le regole, sia che abbia già contratto il virus oppure no, nessuno può sentirsi immune e soprattutto ognuno di noi è anche responsabile della altrui salute ed anche del lavoro degli altri" ha concluso il sindaco.
"Vi auguro di trascorrere un buon primo maggio. In particolare il mio pensiero oggi va a chi, a causa delle restrizioni per contrastare la pandemia, ha visto ridotta la possibilità di lavorare".
E' quanto affermato dal Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli in occasione della Festa dei Lavoratori che ricade in una situazione sociale ed economica che l'emergenza sanitaria ha reso ancor più complessa e difficile, il presidente del Consiglio regionale delle Marche Dino Latini ricorda "le tante, troppe ferite aperte nella nostra Regione, tutti quelli che sono senza lavoro, che equivale a essere senza dignità di persona. Troppo poco e troppo superficialmente affrontiamo, e quasi mai con il dovuto coraggio, la questione di dare un'occupazione stabile a chi la sta cercando - ammonisce - Non è un percorso irreversibile quello dell'uscita anzitempo dal lavoro, degli anni di cassa integrazione. E pensiamo a molti giovani che neppure hanno entrambe le possibilità". Secondo il presidente uno dei problemi è quello di essersi abituati al fatto che "così vanno le cose, per l'economia su scala globale, le dinamiche economiche, la straordinaria trasformazione dei luoghi di lavoro, delle modalità produttive, che travolgono tutti nell'onda di un diverso sistema in cui l'occupazione nei nostri territori diminuisce sempre di più. Si è dei perdenti .- sottolinea - se si pensa che non sia possibile fare nulla per cambiare".
l messaggio di Latini è quello che "dobbiamo osare, imporre un sistema di lavoro che appartenga alle Marche ed ai suoi cittadini, con riduzione di sacche di privilegi derivanti da una politica, e non dai politici, che risulta non essere autorevole se non è in grado di togliere il gravame burocratico che ingessa tante iniziative e di tutelare i lavoratori nel loro status di persona con dignità di essere rispettata quando è al servizio degli altri. Se non osiamo - insiste -, la diseguaglianza, che la pandemia ha allargato fra garantiti e non garantiti, ci porterà a scontri sociali tra chi chiede giustizia e sopravvivenza e chi non sente la necessità di condividere con gli altri le sue prerogative".
"Osiamo ora come Regione, come marchigiani e come cittadini . esorta - per tutelare il lavoro come deve essere inteso nel 2021 e negli anni a venire. Il nostro pensiero va oggi ai lavoratori, alle loro vite di sacrifici, alle persone che chiedono lavoro, ai giovani che desiderano occupazione".
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 5258 tamponi: 2944 nel percorso nuove diagnosi (di cui 990 nello screening con percorso Antigenico) e 2314 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari all'8,8%).
I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 259: 50 in provincia di Macerata, 27 in provincia di Ancona, 80 in provincia di Pesaro-Urbino, 34 in provincia di Fermo, 51 in provincia di Ascoli Piceno e 17 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (51 casi rilevati), contatti in ambito domestico (50 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (70 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (1 caso rilevato), contatti in ambito assistenziale (1 caso rilevato), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (8 casi rilevati), screening percorso sanitario (1 caso rilevato).
Per altri 77 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nel Percorso Screening Antigenico sono stati effettuati 990 test e sono stati riscontrati 72 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare).
Il rapporto positivi/testati è pari al 7%.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati, si registra un decremento rispetto alla giornata precedente: incidenza all'8,8% oggi, contro il 14,1% ieri
Firmata questa mattina l’acquisizione del palazzo ex Banca Marche da parte del Comune di Camerino.
A distanza di un mese dal Consiglio comunale in cui è stato deliberato a maggioranza, con il voto contrario dell’opposizione, l’acquisto a 50mila del palazzo ex sede della Cassa di Risparmio prima, e di Banca Marche poi, è avvenuto il rogito che ha consacrato la nuova proprietà in capo al Comune della città ducale. “Una grande soddisfazione a conclusione di un lungo lavoro durato più di un anno e mezzo - afferma il vice sindaco Lucia Jajani che ha condotto dall’inizio le trattative - Dal giorno in cui è diventato ufficiale l’acquisto, ci sono giunte numerose manifestazioni di gioia e positivo stupore da parte di tanti cittadini che hanno confermato quanto questo palazzo, per la sua indiscutibile bellezza e storicità, rappresentasse per tutta la comunità”. Si tratta dell’unico esemplare di edificio in stile liberty presente nella città, iniziato a costruire nel 1913 ed inaugurato il 1 maggio 1918.
E’ un edificio cielo terra su 6 livelli di cui un garage piano terra, 3 appartamenti e un attico. La parte in precedenza occupata dall’agenzia bancaria si sviluppa su un grande salone centrale, un piano superiore con sala riunioni e due uffici, due piani sotterranei all’interno dei quali sono presenti due caveau in cemento armato. I piani sono collegati da un’imponente scala di marmo bianco e molte stanze, ancora arredate con mobili d’epoca, si distinguono per la presenza di stucchi nei soffitti. “ La città è molto affezionata a quel palazzo e chiunque abbia varcato il suo maestoso portone se ne innamora immediatamente per la sua eleganza ed immensità. Per rispettare la sua struttura architettonica e per non distruggere la sua originale bellezza, la naturale destinazione sarebbe quella di un centro culturale, sede di mostre, convegni, eventi e possibile sede della Biblioteca Valentiniana, che da anni non ha più una dimora dignitosa - continua il vice sindaco - Mi piacerebbe poter veder realizzato un progetto originale, unico nel suo genere, che renda questo palazzo ineguagliabile, a disposizione in primis di tutti i cittadini camerinesi, ma anche motivo di grande attrattiva turistica e culturale. Devo ringraziare il sindaco che da subito ha sostenuto quest’operazione, la Giunta, i Consiglieri di maggioranza, tutti i cittadini che da sempre mi incoraggiano ad andare dritta per la mia strada nonostante le difficoltà e le sterili polemiche a cui abbiamo assistito anche in questo caso”.
Il Comune di Camerino, ha inserito la richiesta di finanziamento della ristrutturazione nell’Ordinanza di ricostruzione scritta proprio per Camerino, che sarà in discussione oggi pomeriggio.
“La città avrà a disposizione un edificio che, in prospettiva, rappresenterà un patrimonio di grande pregio architettonico proprio nel cuore del centro. Nei mesi scorsi, abbiamo considerato tutti gli aspetti che potevano riguardarlo e, lavorando senza proclami, silenziosamente, abbiamo cercato di inserire il finanziamento della ristrutturazione in quella che sarà l’ordinanza della ricostruzione pensata proprio per Camerino, così da riconsegnare alla comunità un importante edificio, senza gravare sulle casse comunali”.
Il transito di una perturbazione sul nord Italia attiverà sulla regione Marche forti venti di Garbino dal pomeriggio di sabato e fino al pomeriggio di domenica con raffiche fino a tempesta violenta sulle zone altocollinari e montane, burrasca forte sulle zone collinari e vento forte lungo la costa.
A sottolinearlo è un'allerta meteo della Protezione Civile, valida sino alle ore 15:00 di domenica 2 maggio.
In particolare, per la giornata di sabato primo maggio si prevede un cielo poco nuvoloso, per l'alternanza di annuvolamenti e schiarite dovute al transito di nubi orografiche, ma con maggiori addensamenti sui rilievi appenninici. Ci sarà, inoltre, la possibilità di brevi piovaschi sulle zone montane e occasionali altrove.
Le temperature saranno stazionarie o in lieve aumento. Al primo mattino i venti saranno deboli dai quadranti meridionali, per disporsi da sud-ovest nel pomeriggio e aumentare gradualmente di intensità con raffiche che in serata arriveranno fino a tempesta violenta sulle zone alto-collinari e montane e fino a burrasca sulla fascia collinare.
Nella giornata di domenica 2 maggio, invece, si segnalano venti forti sud-occidentali con raffiche fino a tempesta violenta. Le precipitazioni, però, saranno assenti con temperature in aumento.
"Il Ministro Speranza mi ha confermato che anche la prossima settimana la nostra regione resterà in zona gialla. Mi raccomando la massima attenzione"
Attraverso una stringata nota sui social il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha confermato la zona gialla del territorio marchigiano per la seconda settimana di fila.
Il monitoraggio settimanale dei casi Covid vede l'indice Rt nazionale in lieve aumento rispetto alla scorsa settimana: 0.85 rispetto allo 0.81 di venerdì scorso. È scesa invece l’incidenza: 146 casi settimanali per centomila abitanti (contro i 157 di 7 giorni fa).
Ci si potrà, dunque, spostare liberamente senza green pass o autocertificazione, mentre per spostarsi da o verso regioni rosse o arancioni servirà il pass (rappresentato dal certificato vaccinale, di negatività al tampone o di guarigione dal Covid).
In zona gialla, riprenderanno diverse attività. Sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all'aperto.
Riapriranno anche i musei, mentre gli eventi in teatri, sale da concerto, cinema, live-club e in altri locali o spazi anche all'aperto saranno svolti solo con posti a sedere preassegnati con distanza di almeno un metro; la capienza non può essere superiore al 50% di quella massima, ma con un tetto di 1.000 spettatori all'aperto e 500 al chiuso.
Alcuni eventi si potranno riservare solo a chi abbia certificato verde. In relazione all'andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all'aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida.
Alla presenza del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini, ed il Prefetto Carmine Valente, responsabile della Struttura di Missione sisma del Viminale, è stato firmato oggi a Roma un Accordo di Collaborazione per la definizione dei Protocolli di legalità con le Prefetture per i controlli sui cantieri della ricostruzione post sisma 2016.
Il Protocollo attiva tutte le procedure che dovranno essere seguite nei cantieri, sia pubblici che privati, anche attraverso sistemi di rilevazione elettronica delle presenze di uomini e mezzi, ai fini dei controlli affidati alle autorità proposte.
“Questo accordo segna un passaggio strategico per garantire legalità e sicurezza nell’opera di ricostruzione nel Centro Italia”, ha dichiarato il Ministro Lamorgese. “L’impegno comune del Commissario di Governo, della Struttura di missione del ministero dell’Interno e di tutte le Prefetture coinvolte costituisce infatti – ha aggiunto il Ministro - una preziosa rete sul territorio in grado di intercettare e di contrastare possibili infiltrazioni criminali, anche ponendo una doverosa attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e senza penalizzare la celerità nell’apertura dei cantieri”.
“Il Protocollo è di fondamentale importanza – ha sottolineato il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini - perché attiverà dinamiche e processi concreti, senza precedenti, per il controllo delle attività nei cantieri della ricostruzione. In questi mesi abbiamo fatto tutto il possibile per semplificare norme e procedure, ma è necessario che ci sia un equilibrio con l’esigenza di assicurare la legalità. Il Protocollo serve proprio a questo: irrobustire i controlli antimafia, contrastare il lavoro nero, il dumping contrattuale, l’evasione contributiva, assicurare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il badge di cantiere ci permetterà di acquisire i dati su tutte le presenze di uomini e mezzi nei luoghi di lavoro che servono alle autorità preposte per i necessari controlli”.
I contenuti dell’accordo contemplano l’attivazione della piattaforma informatica, che conterrà tutti i dati preventivi dai badge e settimanale di cantiere, e l’attivazione dei tavoli di legalità in tutte le 10 Prefetture del cratere, con il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, delle casse edili e degli enti bilaterali.
Si tratta di un altro importante passo verso una ricostruzione rapida e di qualità: “Semplicità e legalità devono stare insieme, è un dovere a cui lo Stato deve assolvere nei confronti dei moltissimi cittadini danneggiati dal sisma”.
Il Questore Vincenzo Trombadore ha fatto visita ieri al comando di Polizia Locale di Macerata, accolto dall’assessore alla sicurezza urbana, Paolo Renna, e dal comandante Danilo Doria. Presente anche il personale della Polizia locale che ha avuto il piacere di poterlo salutare.
Nel corso del cordiale incontro il Questore ha visitato la sala operativa, insieme al Capo di Gabinetto ed al Commissario responsabile delle Volanti della Questura, e potuto conoscere da vicino l’organizzazione e l’operatività del comando, insieme alle attività quotidiane che vengono svolte in stretta collaborazione con le altre Forze dell’ordine del territorio.
Un ringraziamento è stato rivolto al Questore dall’assessore Renna che ha sottolineato come la gradita visita del Vincenzo Trombadore “testimonia la sinergia tra l’Amministrazione comunale e le Forze dell’ordine che operano congiuntamente perché essa si rafforzi ulteriormente per garantire buoni servizi e la sicurezza del cittadino.
Il Comandante ha approfondito con il Questore alcuni aspetti del sistema della sicurezza della città di Macerata, basato oltre che sul sistema di videosorveglianza, sul sistema del rilevamento delle targhe dei veicoli in transito, della formazione della Polizia locale a cura di funzionari della Questura e di tutte le altre attività istituzionali dedicate al controllo del territorio che vengono svolte con il più proficuo coordinamento con la Questura, al fine di garantire maggiore legalità e sicurezza.
"La sua visita e la sua vicinanza – ha detto Doria - hanno dato energia e entusiasmo all’azione degli agenti di Polizia locale e alle attività che essi svolgono con grande impegno per rafforzare sempre più la sicurezza integrata tra Forze dell’ordine, uno degli obiettivi primari da perseguire.”
Ammonteranno a 2,7 i milioni di euro di ristori nazionali destinati alle attività dei comprensori sciistici marchigiani danneggiati dall’emergenza Covid-19. Indennizzeranno le imprese legate alle attività della filiera “neve” che operano nelle località montane, penalizzate dalla mancata riapertura degli impianti.
Contributi ulteriori sono previsti anche per i gestori degli impianti, le scuole e i maestri di sci. Lo comunica l’assessore Guido Castelli, a seguito dei lavori della Commissione speciale turismo e industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province autonome. La riunione era dedicata alla definizione dei criteri di riparto delle risorse stanziate dal decreto legge “Sostegni”. La proposta unanime delle Regioni prevede ristori calcolati sulla base dei mancati guadagni, rispetto alla proposta governativa incentrata sulle presenze turistiche. “La riapertura degli impianti e delle strutture ricettive era stabilita per il 15 febbraio 2021, ma poche ora prima della data di ripresa era arrivato un nuovo stop dal Governo.
È in questo contesto che nasce la necessità di stabilire dei ristori specifici per il turismo invernale”, ricorda Castelli. Le risorse che saranno assegnate alle Marche, da apposito decreto del ministero del Turismo, “rappresentano un importo significativo per i nostri comprensori montani e per la loro ripartenza. La Regione provvederà a definire criteri e modalità di assegnazione, considerando tutte le realtà e le imprese penalizzate, per poi procedere all’erogazione”.
“La circolare del 24 aprile scorso. con cui il Ministero dell’Interno ritiene che il DL“Riaperture” vieta ai bar la possibilità di effettuare la somministrazione al banco è giuridicamente incomprensibile e non ha alcun fondamento di sicurezza sanitaria”. Così la Confcommercio Fipe Marche in una nota.
“Si tratta di un’interpretazione che nessuno si aspettava considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al banco ma, al contrario, ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il consumo al tavolo (esclusivamente all’esterno fino al 31 maggio). D’altra parte, dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione, almeno l’aspettativa di una regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita: in zona gialla i bar hanno sempre avuto la possibilità di effettuare la somministrazione al banco anche in virtù del fatto che si tratta di un consumo veloce, che non implica una lunga permanenza all’interno degli esercizi”.
In sostanza, stando alla circolare del Ministero dell’Interno, la somministrazione al bancone non si potrà fare prima del 1° luglio mentre a partire dal 1° giugno sarà possibile consumare al chiuso ma al tavolo. Un paradosso giuridico e sanitario.
“È un attacco al modello di offerta del bar italiano” – dichiara Moreno Cedroni, presidente di FipeConfcommercio Marche Centrali- “che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo ingiustificato anche sotto il profilo scientifico sui rischi sanitari che si corrono. Anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto".
Per dare voce ai3186 bar del nostro territorio (817 per la provincia di Ancona, 543 per la provincia di Ascoli Piceno, 601 per la provincia di Macerata, 860 per la provincia di Pesaro e Urbino, 365 per la provincia di Fermo), il Direttore di Confcommercio Marche, il Prof. Massimiliano Polacco - si associa alla richiesta del Presidente Stoppani di un intervento urgente da parte del MISE, perché ormai il tema della salute pubblica non può essere separato da quello della tenuta di un intero settore produttivo.