Quiete assoluta e distacco quasi totale dalla realtà. E' questo lo scenario nel quale ci siamo proiettati per il quinto appuntamento con "Storie", la rubrica attraverso la quale ogni sabato mattina Picchio News vi porta alla scoperta di nuovi racconti e curiosità sulle province marchigiane.
Ci troviamo sulle colline che separano il territorio di Fermo da quello di Macerata, dove le stradine sembrano essere tutte uguali e l'unico modo di orientarsi alla vecchia maniera è quello di riconoscere siepi e querce che si stagliano all'orizzonte. Questi campi sono oggi diventati terreno fertile per grandi imprenditori che hanno deciso di dare una seconda occasione di vita ai casolari abbandonati che spopolano in zona. "Nel corso dell'800 - raccontano alcuni abitanti del posto - qui era un fermento di lavoratori ed aziende agricole. Oggi, invece, ci vengono in vacanza le star di Hollywood".Da quindici anni a questa parte Maja e la sua famiglia hanno deciso di investire in questo business e oggi gestiscono alcune delle più belle residenze presenti in tutte le Marche. Un'esperienza di vita, non una semplice vacanza è quella che cerca chi viene a visitare questi territori e poi se ne innamora. E le strade sterrate necessarie a raggiungere quelle che un tempo sono state luogo di fatica, lo dimostrano.
"Chi viene qui sente l'esigenza di sganciarsi dalla frenesia della propria vita. Parliamo di grandi imprenditori, personaggi politici, esponenti dell'alta finanza e anche star di Hollywood - racconta la property manager. Si tratta di persone che si riuniscono una o due volte l'anno con tutti gli amici e i parenti che di solito non riescono a vedere e che così, a Natale o durante l'estate ritrovano".
Tanti marchigiani presenti qui in zona non si sono lasciati sfuggire l'opportunità di rimettere in sesto casolari appartenuti alle famiglie. Ma c'è chi ha fiutato il business anche a lunga distanza: "La maggior parte dei proprietari di queste ville sono tutti stranieri. Olandesi, francesi, inglesi e tanti scandinavi hanno deciso di acquistare in questi territori e ristrutturare gli immobili. Non sempre riescono a venire qui in vacanza ed è per questo che affittano le loro proprietà".
Il mixture culturale lo si respira soprattutto nella stagione estiva, quando la sera le luci delle feste illuminano i campi. E sono diversi i turisti che si sono ritrovati per caso in queste zone e hanno scelto di restare a viverci. Sue, Annie e Lucy sono tre inglesi in Italia da 15, 10 e 6 anni: "Qui abbiamo trovato la pace e sentivamo l'esigenza di vivere una avventura prima che fosse troppo tardi", hanno raccontato durante un incontro davanti a una tazza di tè caldo al termine di una loro lezione di italiano. Le ville sono case da sogno: tre piani, ampi spazi esterni con prato inglese, piscine private, ogni tipo di comfort immaginabile. Minimo comune denominatore: massima discrezione. "Qui anche i vicini di casa spesso non sanno chi si trovano di fianco ed è per questo che chi è più conosciuto preferisce spostarsi qui", dice Maja. "Il costo? Assolutamente top secret!"
Picchio News è entrato all'interno di queste ville. E questo è il nostro racconto:
Castelraimondo compie un enorme passo avanti nell’organizzazione generale del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. A partire dal 10 gennaio 2022, saranno operative nel territorio comunale le nuove isole ecologiche informatizzate denominate “Green Point”.
In città si sperimenta da tempo la raccolta con sacchi identificati con microchip, questa novità garantirà ulteriori miglioramenti sotto diversi punti di vista, ma soprattutto si elimineranno tutti i vecchi cassonetti stradali attualmente in uso nel territorio per il conferimento solo di umido, vetro, pannolini, sfalci e potature, a vantaggio sia del decoro urbano, che della contabilizzazione dei rifiuti.
Ogni isola ecologica Green Point sarà inoltre dotata di telecamera di sorveglianza per evitare abbandoni e atti di vandalismo. Il funzionamento è molto semplice. Per accedere al servizio è necessario avere la nuova tessera che va ritirata presso il Comune, riconsegnando quella attualmente in uso. Si seleziona il contenitore di cui ci si vuole servire, in base al rifiuto da buttare, si preme il relativo tasto, si passa la tessera, si preme il tasto che consente l’accesso e subito dopo si apre il coperchio per gettare i rifiuti. La novità, come anticipato, riguarderà esclusivamente i rifiuti organici, i pannolini/pannoloni e il vetro.
Resta invariato il conferimento porta a porta di tutto il resto, ovvero il multimateriale, sacchetto blu con imballaggi in plastica, alluminio e barattolame metallico, sacchetto di carta con il cartone, cartoni per bevande e carta, sacchetto giallo con i rifiuti indifferenziati, sporchi o non riciclabili. I sacchetti dovranno essere conferiti come sempre fuori della propria porta di casa, rispettando l’orario, il giorno e la tipologia di rifiuto (il calendario rimane lo stesso: lunedì giallo, martedì carta, mercoledì e sabato blu).
I nuovi Green Point sono stati presentati venerdì mattina (26 novembre) presso la sala consiliare del Comune di Castelraimondo. Hanno partecipato il sindaco Patrizio Leonelli, il direttore e vicepresidente del Cosmari Giuseppe Giampaoli e l’assessore all’Ambiente Elisabetta Torregiani. Il primo cittadino, nel ricordare che questa operazione non è costata nulla al Comune in quanto Castelraimondo è risultata vincitrice di un apposito bando regionale, si è detto molto soddisfatto di questa innovazione che «migliorerà il rapporto tra cittadini, Cosmari e Comune». Grande felicità espressa anche dall’assessore Torregiani, che da mesi seguiva l’intera operazione in prima linea grazie all’ottimo rapporto costruito negli anni con il Cosmari. «Come cittadini di Castelraimondo teniamo molto al comune in cui viviamo. Vedere per strada i vecchi cassonetti non era il massimo, vedere questi nuovi point è un passo in avanti molto grande – ammette Elisabetta Torregiani -.
Oltre alla vista, questi nuovi Green Point sono anche fissi e chiusi, un vantaggio a livello igienico e una soluzione al problema del vento che spesso poteva spostare, rovesciare o comunque aprire i vecchi contenitori riversando la sporcizia in strada. Ci teniamo moltissimo al decoro urbano come amministrazione e come cittadini. È stato scelto come colore una tonalità particolare del grigio riprendendo l’esempio di Lucca, città che è candidata a diventare patrimonio mondiale dell’Unesco. È un vanto, per questo chiedo la massima collaborazione a tutti i nostri concittadini per l’utilizzo corretto di questi nuovi cassonetti intelligenti, invitandoli a partecipare agli incontri pubblici che si terranno nei prossimi giorni».
Gli appuntamenti aperti alla cittadinanza sono fissati per giovedì 2 dicembre alle ore 18 e venerdì 3 dicembre alle ore 21 presso l’atrio della scuola media Strampelli. Si ricorda che verrà consegnata una nuova tessera in sostituzione dell’attuale, utile sia per il conferimento presso i Green Point, che per il ritiro dei sacchetti in Comune. Il conferimento presso i Green Point potrà avvenire in maniera libera, senza orari, semplicemente avvicinando la tessera al lettore per lo sblocco del coperchio del contenitore selezionato. Per la distribuzione dei sacchetti, la riconsegna delle vecchie tessere e il ritiro delle nuove, ci si potrà recare presso la sede provvisoria del Palazzo Comunale via De Gasperi (locali piano terra) martedì 7 dicembre dalle ore 15.30 alle 18.30, venerdì 10 e sabato 11 dicembre dalle ore 8.30 alle 12.30.
La Giunta di Civitanova Marche ha approvato questa mattina i progetti di ammodernamento e riqualificazione delle aree verdi pubbliche in tutte le zone del territorio comunale. Il lato ovest del Lungomare Piermanni sarà interamente dedicato ai bambini, i quali potranno accedere ai giochi anche grazie ad una pista ciclo-pedonale a loro riservata. Si parte con il parco delle altalene nel verde Norma Cossetto, area adiacente al Varco sul Mare per un importo di circa 350 mila euro.
Saranno effettuati lavori di riqualificazione ai parchi in via Matilde Serao, via Guerrazzi e via Fontanelle. Saranno forniti, inoltre, elementi di arredo urbano per l’area verde di viale Vittorio Veneto mentre in via Fontanelle si restaurerà la pista di pattinaggio arricchendola con dei murales di Giulio Vesprini. Sarà potenziato anche il sistema di videosorveglianza in via Guerrazzi con due nuove telecamere, mentre in via Fontanelle ne saranno aggiunte quattro. Sono già state istallate delle telecamere nel parco Naturino. L’importo totale per la riqualificazione delle aree verdi nel centro cittadino e l’installazione degli impianti di videosorveglianza è di quasi 54 mila euro.
“Stiamo concretamente provvedendo a riqualificare e riammodernare aree verdi e parchi cittadini – ha spiegato l’assessore all’Ambiente e Decoro Urbano Giuseppe Cognigni - con attrezzature moderne che consentiranno ai bambini ed ai loro familiari di poter disporre di spazi sicuri, fonti di svago e di divertimento”.
Continuano a crescere in maniera esponenziale i contagi al coronavirus nelle Marche. Sono 575 i casi positivi registrati nell'ultima giornata con un'incidenza delle infezioni che supera la soglia dei 150 ogni 100mila abitanti, toccando quota 162,30. In totale sono stati eseguiti 6258 tra tamponi e test antigenici con l'indice di positività giornaliero che aumenta al 16,4% rispetto al 12,7% di ieri. Lo fa sapere il Servizio Sanità della Regione Marche che dà conto anche del fatto che i ricoverati in area medica sono aumentanti di due unità rispetto alle ultime 24 ore (97) mentre rimane stabile il numero complessivo di ricoverati in terapia intensiva (23). Sono, invece, 11 i soggetti dimessi.
Tra le province, rimane Pesaro-Urbino quella che fa contare il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore (164), seguita da Ancona (132), Ascoli Piceno (103), Macerata (86) e Fermo (63), 9 nuovi contagi provengono invece da fuori regione. Tra i positivi sono 139 le persone che presentano sintomi; i casi, inoltre, comprendono 148 contatti stretti di positivi, 162 contatti domestici, 21 in ambiente di scuola/formazione, 5 di lavoro, 5 extra-regione, 2 in ambito assistenziale e 3 sanitario, 3 in ambiente di vita-socialità; per 87 casi approfondimenti epidemiologici in corso.
Il numero più alto di infezioni giornaliere si conferma essere nella fascia d'età 45-59 anni (143) seguita da quella tra i 25 e i 44 anni (137). Tra giovani e giovanissimi si registrano 5 contagi tra gli 0-2 anni, 17 tra i 3-5 anni, 55 tra i 6-10 anni, 29 tra 11-13 anni, 44 tra 14-18 anni, 28 tra 19-24 anni. Inoltre ci sono 62 contagi tra persone tra i 60 e 69 anni, 39 nella fascia 70-79, 10 in quella 80-89 e 6 in quella dai 90 anni in su. Purtroppo, nelle ultime 24 ore, si soni registrati anche tre decessi correlati al Covid-19: si tratta di una 85enne di Pesaro spirata presso l'ospedale di Pesaro, un 82enne di Fiuminata che ha perso la vita all'ospedale di Macerata mentre una 85enne di Monteroberto si è spenta all'ospedale Torrette di Ancona.
Tra le 18 province italiane che superano la soglia di incidenza dei 150 casi per 100.000 abitanti, sono presenti anche Fermo (172) ed Ascoli Piceno (166), nelle Marche. Ad evidenziarlo sono i dati emersi dal monitoraggio settimanale (17-23 novembre) della Fondazione Gimbe. Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta puntualizza: "Quando l’incidenza supera i 150 casi per 100 mila abitanti, gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l’esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio". Si tratta, dunque, di un'incidenza da zona gialla.
Anche a livello nazionale l'incidenza settimanale continua ad aumentare, secondo quanto rilevato dall'Istituto Superiore di Sanità: 125 per 100mila abitanti (19/11/2021-25/11/2021) contro 98 per 100mila abitanti della scorsa settimana (12/11/2021-18/11/2021, dati flusso Ministero Salute). Nel periodo tra il 3 e il 16 novembre, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,23 (range 1,15 - 1,30), stabile rispetto alla settimana precedente (quando era pari a 1,21) e al di sopra della soglia epidemica.
Una Regione risulta classificata a rischio alto questa settimana: secondo quanto apprende Ansa, sarebbe il Veneto. Diciotto Regioni e Province autonome, rileva l'Iss, risultano classificate a rischio moderato. Dieci Regioni e Province autonome riportano, invece, un'allerta di resilienza mentre nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.
In crescita anche l'occupazione dei reparti ospedalieri per i casi di Covid-19. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 6,2% in Italia (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 25 novembre) contro il 5,3% di sette giorni fa (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 18/11). Nelle Marche invece il tasso di occupazione in terapia intensiva, stando al monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, è vicino alla soglia critica del 9%: peggio soltanto il Friuli Venezia-Giulia con il 14%. Diciassettesimo posto per la regione sia per percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale (75,5% contro una media nazionale del 76.6%) e sia per il tasso di copertura vaccinale con dose "booster" (33,7% contro il 29,1% della media nazionale).
Preoccupa anche la nuova variante dal Sudafrica. Per questo motivo l'Italia ha bloccato gli ingressi da sette paesi africani per 14 giorni. "Ho firmato una nuova ordinanza che vieta l'ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini. I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante B.1.1.529. Nel frattempo seguiamo la strada della massima precauzione". Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza.
"Piena soddisfazione per il raggiungimento della stabilizzazione dei precari del sisma". Ad esprimerla sono le organizzazioni sindacali Funzione pubblica Cigl e Cisl Funzione pubblica Marche nel sottolineare come si sia trattato di un "traguardo raggiunto grazie alla propria tenacia e a quella dei propri Rsu negli enti grazie ai quali 499 lavoratrici e lavoratori potranno vedere stabilizzato il proprio rapporto di lavoro"
"Tuttavia il lavoro proseguirà incessante in ogni ente per ottenere una rapida e formale conclusione del processo non oltre il 31 dicembre 2021 e continuare a tutelare coloro i quali, seppure impegnati nelle pratiche per la ricostruzione post-sisma, non saranno inclusi dal decreto medesimo" spiega Alessandro Moretti, responsabile Cisl Fp di Macerata. Si tratta di un risultato raggiunto dopo reiterate istanze rivolte al governo, alle Regioni, al commissario per la ricostruzione, e dopo numerose manifestazioni sindacali per chiedere, tra le altre cose, il superamento del precariato nel pubblico impiego.
EDITORIALE. Come spesso accade di fronte alle giornate di rilevanza storica, occorre rallentare, fermarsi e provare a mettere un punto. Dal quale poi, di norma, si tenta di andare a ritroso, riavvolgere il nastro delle puntate precedenti, nella speranza di avere un quadro della situazione più chiaro e meno ingannevole. Quella di “Mario” – persona tetraplegica da 10 anni – è senz’altro una vicenda che segna, in qualche modo, una svolta nella storia del comparto etico e morale dell’Italia (leggi qui). L’uomo è risultato il primo malato in Italia ad ottenere il via libera – a fronte del possesso dei requisiti legali, secondo il comitato etico dell'Asl delle Marche (Asur) – per procedere al suicidio medicalmente assistito, meglio noto ai più come “eutanasia legale”.
Una richiesta durata ben 14 mesi, quella di Mario, e che ha messo le istituzioni nuovamente con le spalle al muro, dimostrandone la mancata presenza e decisione rispetto a un tema di questa portata. Si è parlato di scaricabarile, di ideologie, di indecisione del Governo (si pensi alla diffida nei confronti dei Ministri Speranza e Cartabia), di paralisi del Parlamento (che a tre anni di distanza dalla richiesta della Corte costituzionale, ancora non si è espresso). E più di tutti, di indifferenza. Eppure, il 6 ottobre di quest’anno, il Referendum sull’Eutanasia – promosso dall’Associazione Luca Coscioni - raccoglieva più di 1,2 milioni di firme, diventando il primo referendum consegnato presso la Corte Costituzionale sul quale sono state depositate le firme dopo 10 anni. Di fatto, quindi, il 93% degli italiani (sondaggio SWG) è pro eutanasia. Perché, allora, c’è chi – attraverso la vicenda di “Mario” – continua a non volersi esprimere, o a considerare quello del suicidio medicalmente assistito un crimine piuttosto che un diritto?
Innanzitutto, è bene sottolineare che - giuridicamente parlando - quella del suicidio assistito rientra a pieno titolo nella gamma di modalità attraverso le quali la “buona morte” (dal greco, eutanasia) può essere messa in pratica. Ma sebbene il Parlamento italiano tardi a pronunciarsi in termini legislativi sulla questione – essendo la nostra una società pluralista fondata su valori – è stato possibile per la Corte Costituzionale stabilire le condizioni per le quali “l’assistente al suicidio” possa rimanere impunito, invece di incappare nell’art.580 c.p. e le relative conseguenze. Parliamo di 4 condizioni - legate al paziente – definite nell’ordinanza n.207/2018, ratificata nella sentenza n.242/2019: la patologia deve essere irreversibile; le sofferenze, sia psicologiche che fisiche, devono essere insopportabili; la persona deve essere tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale; la persona deve essere capace di intendere e di volere.
Molto è stato dibattuto a riguardo anche nelle ultime settimane, soprattutto dal Popolo della Famiglia, a seguito delle firme raccolte dal referendum. Da sempre strenuo oppositore della cosiddetta “cultura dello scarto”, il leader Mario Adinolfi si è in questo senso espresso lamentando l’imbroglio che sarebbe stato nascosto agli italiani firmatari, ovvero che si trattasse in realtà di una manovra atta ad abrogare le pene dall’art. 579 che punisce l’omicidio consenziente. Una sorta di via di fuga per il politico e attivista Marco Cappato - noto per il sostegno nel caso Piergiorgio Welby (2006) e per l’assistenza in quello di Fabiano Antoniani-Dj Fabo (2017). Da qui il passo è stato breve nel dare ulteriore slancio alla campagna in difesa dell’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana, facendo leva sull’impossibilità da parte della Corte Costituzionale di agire rispetto all’eutanasia legale per la “vacatio legis” che ne deriverebbe. Quindi, sì al diritto di nascere e di vivere, ma non a quello di morire.
Resta emblematico, a tal proposito, il caso che interessò Eluana Englaro, risalente al 1992. La ragazza 21enne finì in coma per alcuni mesi a seguito di un grave incidente stradale, per poi uscirne ed essere dichiarata in stato vegetativo, ovvero in una condizione tendenzialmente perpetua di totale incoscienza. Solo dopo 17 anni di vicende giudiziarie, il padre di Eluana ottenne l’autorizzazione a interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione forzata presso la casa di cura "Beato Luigi Talamoni" di Lecco, ma solo dopo il ricorso presentato alla Corte di Cassazione ai sensi dell’art.32 della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
Peraltro, le Suore Misericordine che dal 1994 assistevano la ragazza si opposero all’autorizzazione concessa dalla Corte d’Appello di Milano - alla quale fu rinviato il caso (decreto del 9 luglio 2008) -, chiedendo che venisse lasciata alle loro cure e che i genitori si dimenticassero di lei. Fatto che costrinse gli stessi a trasferire Eluana in un'altra struttura ove poter eseguire le sue ultime volontà. Quelle ricostruite secondo le testimonianze delle amiche e dei familiari, che nel corso del tempo provarono a interagire con lei nel tentativo di coglierne delle risposte coscienti.
Va detto che, per la scienza medica, parlare oggi di stato vegetativo rappresenta una forzatura: di fatto, un paziente che non risponda a stimoli esterni non significa che non li senta o percepisca. Nel 2014, uno studio della Cambridge University ha dimostrato come la ricchezza delle reti neurali che comporta il nostro stato di coscienza in cervelli sani sia tipicamente - ma non sempre - compromessa in pazienti in stato vegetativo. In alcuni pazienti in tale condizione infatti si preservano le reti neurali, che rimangono simili a quelle degli adulti sani. Una linea di confine molto sottile, ma significativa: la scoperta sta permettendo concretamente ai ricercatori di sviluppare un modo relativamente semplice per riuscire a differenziare i pazienti in un completo stato vegetativo da quelli che in realtà lo sembrano solamente, ma che sentono, percepiscono e rispondono a qualunque forma di stimolo esterno.
Nel frattempo, però, l’eutanasia in Italia resta ancora illegale. E il Parlamento italiano presto dovrà affrontare a viso aperto la questione ed esprimersi sul tema della “buona morte” in quanto diritto umano (in primis) e giuridico (in secundis). Tenendo presente, allo stesso tempo, di appartenere ad uno Stato laico, ovvero neutrale in campo religioso. E quindi, non discriminante nei riguardi di alcuna confessione.
A causa di un avvallamento del terreno in una parte delle due carreggiate di viale Trieste, per motivi precauzionali, gli agenti della Polizia locale di Macerata hanno proceduto a restringere la strada a una sola corsia. L’avvallamento si è creato nella corsia di sinistra, nei pressi dell’intersezione di viale Trieste con viale Don Bosco.
Dopo un sopralluogo effettuato da parte dei servizi tecnici del Comune e dal personale dell’Apm, è stato appurato che l’avvallamento non sia stato causato da una perdita d’acqua. Nella mattinata di venerdì la ditta incaricata procederà ad alcune verifiche per scoprirne le cause. Verifiche che potrebbero protrarsi per alcuni giorni e per questo il restringimento della corsia rimarrà in vigore fino a quando il problema non verrà risolto.
Nuova stretta sulla movida: musica abbassata e stop alla vendita di alcolici dalle 2 alle 6 del mattino.
Sarà valida da oggi e fino a domenica 5 dicembre la nuova ordinanza firmata dal sindaco Sandro Parcaroli relativa alle misure che riguarderanno le serate dei giovedì e il contestuale contenimento dell’emergenza pandemica. “Il provvedimento si è reso necessario per garantire le condizioni di vivibilità e decoro urbano, con riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, dato che durante le ultime serate del giovedì sono state registrate situazioni di grave incuria e degrado del territorio e dell’ambiente comunale", si legge in una nota diffusa dal sindaco. A ciò si aggiunge l’aumento dei contagi da Covid-19 che richiede una maggiore attenzione in relazione ai fenomeni di assembramento e al rispetto delle normative anti-contagio.
“Da oggi, giovedì 25 novembre, fino a domenica 5 dicembre, tutti i giorni, dalla mezzanotte fino alle 6, al fine di contenere l’inquinamento acustico, tutelare i residenti ed evitare fenomeni di assembramento, dovranno essere adottate le dovute misure per non rendere udibile la musica all’esterno degli esercizi", si legge nell'ordinanza. "Dalla 2:00 del venerdì fino alle 6:00, è inoltre vietata la vendita per asporto e la somministrazione per il consumo al tavolo delle bevande alcoliche su tutto il territorio comunale". Sempre per la notte della movida, "dalle 2:00 del venerdì fino alle 6:00 sarà vietata la somministrazione per il consumo al tavolo di bevande alcoliche, in qualsiasi pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, all’interno di tutto il territorio comunale".
"Tutti i giorni - si specifica ancora nell'ordinanza - dalla mezzanotte e fino alle 6:00, è vietata la vendita da asporto di qualsiasi bevanda contenuta in contenitori di vetro e di alluminio con riferimento a tutte le attività che si trovano sul territorio comunale. Il venerdì, sempre dalla mezzanotte alle 6:00 è vietato detenere qualsiasi bevanda contenuta in bottiglie o contenitori di vetro o alluminio su tutto il territorio comunale. Tutti i giovedì infine, dalle 22:00 fino alle 2:00 del giorno successivo, è disposta la chiusura di via Don Minzoni per l’ingresso dei veicoli al centro storico”.
Un'azione silenziosa, anonima e pacifica, per ribadire un secco "NO" alla violenza sulle donne. In occasione del 25 novembre, anche i più giovani hanno mosso le loro iniziative personali volte a sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto al tema. Fra queste, spicca quella di alcune studentesse dell'Accademia delle Belle Arti di Macerata che sono scese per le strade del centro storico - e non solo - con l'intento di tappezzare la città di immagini tratte da opere d'arte provocatorie e senza filtri.
Le performance di Marina Abramović e di Ana Mendieta, le tele di Frida Kahlo, le proiezioni di Jenny Holzer, fino alle proposte culturali di vari paesi nel mondo: sono solo alcune delle riproduzioni nelle quali è possibile imbattersi percorrendo le vie principali e i vicoli di Macerata. E di fronte alle quali non si può rimanere infdifferenti e provare a concedersi almeno una piccola riflessione.
«Ci siamo volute avvalere del linguaggio di artiste - hanno dichiarato le ragazze - che a loro modo sono venute in contatto con episodi di cronaca o hanno subito direttamente un qualche tipo di violenza psicologica e/o fisica. Con questa iniziativa vogliamo attirare l'attenzione dei passanti, e far capire loro che il tema della violenza sulle donne non deve essere ricordato solamente in occasione del 25 novembre, ma tutti i giorni.» Una vera e propria forma "non-violenta" di comunicazione, quasi un esperimento per testare il livello di interesse e curiosità delle persone: il linguaggio dell'arte torna protagonista nella volontà dei più giovani, per dare maggiore respiro alla memoria di chi già in precedenza si è battuto rispetto al tema della violenza sulle donne. Un contributo diretto che vuole unire passato, presente e futuro.
Di seguito, il servizio:
Impennata di contagi al coronavirus nelle Marche. Sono 480 i casi positivi registrati nell'ultima giornata con un'incidenza delle infezioni che continua a salire e si attesta al 149,99 (ieri era al 137,33) su 100mila abitanti. In totale sono stati eseguiti 6376 tra tamponi e test antigenici con l'indice di positività giornaliero che aumenta al 12,7% rispetto all'11% di ieri. Lo fa sapere il Servizio Sanità della Regione Marche che dà conto anche del fatto che i ricoverati in area medica sono aumentanti di tre unità rispetto alle ultime 24 ore (95) mentre rimane stabile il numero complessivo di ricoverati in terapia intensiva (23). Sono, invece, 3 i soggetti dimessi.
Tra le province, diventa Pesaro-Urbino quella che fa contare il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore (147), seguita da Ancona (123), Ascoli Piceno (93), Macerata (66) e Fermo (42), 9 nuovi contagi provengono invece da fuori regione. Tra i positivi sono 114 le persone che presentano sintomi; i casi, inoltre, comprendono 125 contatti stretti di positivi, 136 contatti domestici, 17 in ambiente di scuola/formazione, 4 di lavoro, 2 in ambito assistenziale e 1 sanitario, 3 in ambiente di vita-socialità; per 75 casi approfondimenti epidemiologici in corso.
Il numero più alto di infezioni giornaliere si conferma essere nella fascia d'età 25-44 anni (132) seguita da quella tra i 45 e i 59 anni (123). Tra giovani e giovanissimi si registrano 11 contagi tra gli 0-2 anni, 9 tra i 3-5 anni, 36 tra i 6-10 anni, 27 tra 11-13 anni, 36 tra 14-18 anni, 32 tra 19-24 anni. Inoltre ci sono 28 contagi tra persone tra i 60 e 69 anni, 30 nella fascia 70-79, 13 in quella 80-89 e 3 in quella dai 90 anni in su. Purtroppo, nelle ultime 24 ore, si è registrato un decesso correlato al Covid-19: si tratta di una 90enne fermana spirata presso la Residenza Valdaso.
“Migliore epilogo non si sarebbe potuto prospettare per la criticità evidenziata circa lo stato di degrado nella copertura del tetto dell'ex consorzio agrario di Sambucheto di Montecassiano”. Lo annuncia, in una nota, Maurizio Maccioni, presidente del Comitato "Voce Libera di Montecassiano". I proprietari dell’immobile, infatti, hanno deciso di intervenire sanando la situazione, dopo la denuncia da parte di due associazioni cittadine.
“La collaborazione posta in essere intorno a questa situazione tra il comitato "Voce libera Montecassiano" ed il gruppo "vivere Montecassiano" ha portato buoni frutti tali da prospettare per le due realtà un cammino fatto di unità di intenti nell'affrontare le problematiche che si potranno riscontrare per la comunità di Sambucheto, come voler dire che l'unione fa la forza”, prosegue Maccioni.
“La situazione relativa alla presenza di lastre rotte nella tettoia dell'ex consorzio agrario a Sambucheto era stato sollevato dal comitato che ha saputo ben districarsi per la risoluzione di questa criticità considerata l'esperienza data dall'impegno sin ora profuso per il sito dell'ex Fornace Smorlesi, mentre il gruppo "Vivere Montecassiano" visto che ha diversi membri proprio nella frazione di Sambucheto ha deciso di affiancare l'impegno del comitato, assumendosi l'impegno di monitorare la situazione”.
“ Ora a soli 10 giorni dalla scadenza dell'ordinanza emessa dal sindaco – spiegano - la proprietà ,un immobiliare avente sede legale ed amministrativa a Milano, ha deciso di intervenire per sanare la situazione.
“L' impegno delle due realtà si uniranno da qui in poi per cercare di risolvere ciò che la cittadinanza vorrà segnalare, ma si pone il quesito su come può un comune non avere una mappatura esatta circa lo stato dell'amianto nel territorio comunale, in considerazione che la salute dei cittadini può essere preservata solo con un attento monitoraggio ed un intervento tempestivo, considerando che ormai sono ben noti le conseguenze delle polveri di amianto nell'organismo umano”.
Il comune di Pieve Torina ha ottenuto il terzo piazzamento nell’ambito del premio nazionale Go Slow per le buone pratiche di mobilità e di turismo sostenibile grazie alla realizzazione del “percorso delle acque” lungo il torrente Sant’Angelo. È lo stesso sindaco Alessandro Gentilucci a renderlo noto.
“Dedico a mio padre, cui è intitolato il sentiero, questo premio” ha dichiarato Gentilucci. “È molto importante per noi perché rappresenta il riconoscimento di una intuizione, quella di voler realizzare una pista ciclopedonale in un contesto di straordinaria bellezza, come segnale di ripartenza anche dal punto di vista turistico dei nostri territori”.
Nella motivazione si legge che, dopo il sisma del 2016, l’amministrazione comunale “è riuscita ad attivare il meccanismo della resilienza, portando l’attenzione sulla comunità, sull’importanza della memoria e sulla possibilità di rinascita, perché alle forze della natura si sono contrapposte capacità di rinnovamento, volontà di rifare ciò che è stato distrutto accrescendone la qualità e non di rado la solidità, in un reciproco dialogo fra natura, memoria e mobilità dolce”.
Go Slow, giunto alla 9° edizione, è un progetto ideato nel 2006 da Go Slow Social Club, sostenuto da Co.Mo.Do (Cooperazione per la Mobilità Dolce) e da SIMTUR nell’ambito del Meeting All Routes lead to Rome e gode del patrocinio dell’Agenzia Nazionale Turismo Italia e del Gruppo Italiano Stampa Turistica.
Macerata città violenta con le donne. È fra le mura domestiche che si riscontra ad oggi il tasso maggiore di consumo della violenza di genere, confermando le impressioni già fissate in merito agli effetti del lockdown del 2020. A stabilirlo è il report annuale stilato dall’Agenzia Sanitaria Regionale, con il contributo della Regione, del Ministero dell’Interno e del coordinamento degli enti gestori dei centri antiviolenza e delle case rifugio.
In tutti i territori delle Marche si è potuto assistere ad un incremento preoccupante dei casi (+18%) che coinvolgono la salute e la vita delle donne. Più precisamente, sono risultate essere 483 – rispetto ai 471 del 2019 - le vittime che si sono rivolte ai Centri antiviolenza della regione, un dato che si accompagna anche quello delle chiamate fatte al 1522 (il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking), segnando un aumento del 79,5 per cento rispetto al 2019. Guardando al numero di casi regionali, nel 2020 è stata Macerata ad aggiudicarsi il podio, con 131 casi su un totale marchigiano di 483 (di cui il 39% coniugata e il 22% separata). Di questi, 87 donne sono a maggioranza italiana, comprese in una fascia d’età va da 30 a 49 anni. Al secondo e terzo posto seguono Ancona con 123 e Pesaro con 118.
Il report tiene conto anche dei dati degli uffici giudiziari, sottolineando come la pandemia abbia notevolmente influenzato nelle Marche – così come nel resto del Paese – la crescita dei casi di violenza sulle donne. Tra il primo agosto 2019 e il 31 luglio del 2020, infatti, la percentuale dei procedimenti iscritti per maltrattamenti e abusi contro familiari e conviventi è aumentata dell’11% a livello nazionale, con un sensibile incremento delle denunce tra il primo gennaio e il 31 maggio 2020. Nelle Marche, i dati relativi alle denunce si legano a quelli delle richieste d’accoglienza, registrando un calo di -60 punti nei primi 5 mesi del 2020. Il denunciato, solitamente, è di origine italiana (84% dei casi), di età compresa tra 30 e 60 anni, e la metà di loro ha un lavoro stabile o la pensione. Sono in tutto 381 gli uomini con rapporti/relazioni di coppia con la vittima, pari al 79%. Si attesta il dato secondo cui la relazione di coppia poggia generalmente sul rapporto di prevaricazione dell’uomo sulla donna.
[dati Istat]
Cari lettori bentornati a questa nuova puntata della mia rubrica settimanale, nella quale analizzo l’andamento del contagio da coronavirus nelle Marche e in Italia. Continua il trend di crescita dei casi, con un incremento pari a circa il 30% settimanale. Una situazione che, ovviamente, non è sostenibile a lungo: al momento in Italia si registrano, in media, 10 mila casi giornalieri. Tutto ciò, in prospettiva, significherebbe arrivare a Natale con circa 30 mila casi medi giornalieri. A ciò si aggiunga come le grandezze ospedaliere stiano salendo di circa il 20% settimanalmente.
S riaffaccia, quindi, lo spettro della zona gialla: il Friuli Venezia Giulia sarà, molto probabilmente, la prima regione a cambiare colore. La prossima candidata è la provincia autonoma di Bolzano, molto alla vicina alla soglia di cambio fascia. La regione Marche rimane sempre in bilico, con un 10% delle terapie intensive occupate. Un dato che, però, con il crescere dei contagi rischia soltanto di crescere.
Nel grafico sottostante, che raffigura l'incremento dei contagi, si può notare come - nelle Marche - la curva dei sintomatici sia salita molto di più rispetto a quella dei casi positivi. Questo, ancora una volta, indica come lo screening stia funzionando abbastanza male e via via stia peggiorando, visto che il rapporto fra sintomatici e positivi è in costante rialzo. Da ciò si deduce come i positivi vengano individuati, in gran parte, solo perchè presentano sintomi.
Guardando alla situazione europea, i paesi con percentuale maggiore di vaccinati mostrano un incremento dei contagi più lento rispetto agli altri. In particolare, tra l'Italia e la Germania balla circa un 10% di percentuale di popolazione vaccinata: in Italia abbiamo il 79% di vaccinati contro il 69% della Germania. Questo significa che il nostro Paese può contare su una copertura vaccinale più efficace di circa il 50%.
Via libera, nel pieno rispetto dei tempi previsti, ai primi quattro progetti del Piano Nazionale di ripresa e resilienza per le aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016, per un importo complessivo di 478 milioni di euro. L’intesa, dopo il riparto dei fondi Pnrr tra le due aree, è stata raggiunta oggi dalla Cabina di Coordinamento presieduta dal Commissario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, e composta dal Capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, il Capo della Struttura di Missione Aquila 2009, Carlo Presenti, i presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e i sindaci dei territori interessati.
Il primo dei quattro progetti riguarda la rigenerazione urbana di borghi, paesi e città danneggiati dai terremoti, con uno stanziamento iniziale di 200 milioni di euro per i due crateri, che saranno successivamente integrati, per la riparazione dei danni inferti dal sisma, con 300 milioni per il 2009 con i fondi della Struttura di Missione, e con 400 milioni provenienti dalla contabilità speciale del Commissario per i territori colpiti dal sisma 2016.
Il secondo progetto approvato oggi riguarda le infrastrutture stradali di rilievo nazionale che interessano le due aree, ed è dotato di risorse per 175 milioni di euro, con le quali viene finanziata la progettazione e parte dei lavori, affidando al Contratto di programma tra Ministero Infrastrutture ed Anas il finanziamento del fabbisogno residuo. Gli interventi riguardano le strade statali Salaria (Rieti-Sigillo), la Picente (Amatrice- L’Aquila), la Piceno Aprutina, la Pedemontana Teramo-Ascoli, la Tre Valli Umbre, la statale 78 (Amandola- Sarnano-Servigliano).
L’altro progetto avviato oggi riguarda la riqualificazione delle stazioni ferroviarie di alcuni centri del cratere, con un finanziamento di 33,5 milioni di euro. Si tratta, in particolare, delle stazioni di Macerata, Ascoli Piceno, Fabriano, Tolentino, Tolentino Campus, Spoleto, Baiano, Teramo, L’Aquila, Antrodoco e Rieti.
Ulteriori 60 milioni sono destinati al recupero e alla rifunzionalizzazione degli alloggi temporanei realizzati a L’Aquila dopo il 2009 (Progetto Case), che verranno poi messi a disposizione dei volontari, dei docenti e del personale del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale che sarà realizzato nella città, come previsto dall’ultima legge di Bilancio.
Il Pnrr per le aree del sisma, finanziato dal Fondo complementare nazionale, è dotato di 1 miliardo e 780 milioni. I progetti approvati oggi ricadono tutti nella prima misura, dedicata a “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”, che ha una dotazione di poco più di un miliardo, e che dovranno essere definiti entro la fine del 2021. La seconda misura è finalizzata al rilancio economico e sociale con uno stanziamento di 700 milioni, gran parte dei quali destinati alle imprese. La Cabina di Coordinamento ha deciso, sempre oggi, di convocarsi ogni giovedì per garantire l’attuazione tempestiva degli interventi previsti dal Piano, e rispettare così le scadenze molto stringenti imposte dal Governo per la realizzazione degli stessi.
“I vescovi delle Marche esprimono vicinanza e pregano per chi è nella sofferenza di ogni malattia o sta affrontando situazioni di dolore e di sofferenza. Si rammaricano che ci sia chi nella sofferenza ritiene di rinunciare alla vita, scelta che ritengono di non poter mai condividere”. Lo si legge in una nota dei vescovi marchigiani nel commentare la vicenda di Mario, il 43enne tetraplegico che potrebbe essere il primo in Italia ad ottenere il suicidio medicalmente assistito (leggi qui).
I prelati "ritengono che la scelta di darsi la morte non sia mai giustificabile e che compito di solidarietà sociale sia creare le condizioni affinché questo non avvenga mai, senza lasciare nessuno nella solitudine della sua malattia. La vita è un bene ricevuto che va sempre difeso e tutelato".
La giunta regionale delle Marche ha mantenuto la sua promessa, in fase di approvazione dell’assestamento di bilancio sono stati assegnati poco più di 100 mila euro, come prima tranche, per i lavori di completamento del Teatro Comunale di Caldarola. Lo rende noto il sindaco Luca Maria Giuseppetti.
L’impegno era stato preso, sia dall’assessore alla ricostruzione Guido Castelli, che dallo stesso presidente della Regione Francesco Acquaroli, durante due recenti visite istituzionali. I fondi serviranno per recuperare alcuni affreschi danneggiati dal terremoto, migliorare i camerini ed adeguare gli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Un’ulteriore tranche di contributi sarà messa a disposizione dell’Amministrazione caldarolesi nei primi mesi del 2022.
È una bella soddisfazione” ha affermato il primo cittadino di Caldarola - “il presidente Acquaroli, insieme agli assessori Castelli e Latini, hanno compreso l’importanza di restituire un piccolo gioiello come il nostro Teatro a tutta la cittadinanza, perché per ricostruire un paese è necessario ricostruire anche i centri di aggregazione e socialità. Il mio ringraziamento va a loro soprattutto perché, con questa e con altre azioni concrete, si sono dimostrati sensibili alle necessità del nostro territorio”.
Nelle Marche sono 361 i casi di contagio al coronavirus registrati nell'ultima giornata con un'incidenza delle infezioni che continua a salire e si attesta al 137,33 (ieri era al 135,01) su 100mila abitanti. In totale sono stati eseguiti 6054 tra tamponi e test antigenici con l'indice di positività giornaliero che aumenta all'11% rispetto al 6,8% di ieri. Lo fa sapere il Servizio Sanità della Regione Marche che dà conto anche del fatto che i ricoverati in area medica sono aumentanti di due unità rispetto alle ultime 24 ore (92) così come il numero complessivo di ricoverati in terapia intensiva (23, +1 rispetto a ieri). Sono, invece, 8 i soggetti dimessi.
Tra le province, è di nuovo Ancona a contare il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore (119), seguita da Fermo (63), Ancona (60), Macerata (59) e Pesaro Urbino (54), 6 nuovi contagi provengono invece da fuori regione. Tra i positivi sono 74 le persone che presentano sintomi; i casi, inoltre, comprendono 88 contatti stretti di positivi, 109 contatti domestici, 16 in ambiente di scuola/formazione, 3 di lavoro, 1 in ambito assistenziale e 1 sanitario, 8 in ambiente di vita-socialità; per 57 casi approfondimenti epidemiologici in corso.
Il numero più alto di infezioni giornaliere si è rilevato nella fascia d'età 25-44 anni (86) seguita da quella tra i 45 e i 59 anni (78). Tra giovani e giovanissimi si registrano 4 contagi tra gli 0-2 anni, 10 tra i 3-5 anni, 37 tra i 6-10 anni, 16 tra 11-13 anni, 31 tra 14-18 anni, 14 tra 19-24 anni. Inoltre ci sono 37 contagi tra persone tra i 60 e 69 anni, 29 nella fascia 70-79, 14 in quella 80-89 e 5 in quella dai 90 anni in su. Fortunatamente, nelle ultime 24 ore, non si sono avuti decessi correlati al Covid-19.
Sono stati stanziati circa 24 milioni di euro per la realizzazione della bretella di collegamento tra la superstrada 77 Val di Chienti e la Statale Adriatica, nella zona sud ricadente nei comuni di Civitanova, sant’Elpidio a Mare e Porto Sant’Elpidio per un tratto di 2 chilometri. Lo ha annunciato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, presente all’incontro unitamente all’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, al sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, all'assessore alla sicurezza Giuseppe Cognigni oltre a vari esponenti delle due giunte come i consiglieri regionali Pierpaolo Borroni, Anna Menghi, e l'assessore ai lavori pubblici del Comune Ermanno Carassai. In rappresentanza di Confindustria hanno partecipato il direttore Gianni Niccolò e Germano Ercoli i quali hanno espresso soddisfazione per l'avvio del progetto.
Dell’opera, molto attesa dalla cittadinanza, non si conoscono, tuttavia, i tempi certi riguardanti la realizzazione poiché deve essere ancora lanciata la gara d’appalto. “Obiettivo principale della bretella è il decongestionamento del traffico cittadino al fine di consentire ai civitanovesi di raggiungere l’area a nord del Comune in maniera agevole”, spiega il sindaco Ciarapica. "Tra gli obiettivi primari anche facilitare l’accesso al polo ospedaliero”.
Presto ci sarà un incontro tra istituzioni e professionisti che stanno operando in sinergia per trovare soluzioni utili alla cittadinanza. Questo progetto rientra in un investimento complessivo importante portato avanti dalla Regione Marche, insieme alle amministrazioni e alla Provincia come l’apertura della Pedemontana, o la rotatoria di Costamartina a Civitanova. “La Regione sta investendo a livello infrastrutturale per dotare il territorio di un’autonomia che il boom economico e abitativo ha portato con sé", ha dichiarato Acquaroli.
L’ipotesi progettuale per la realizzazione della bretella è stata illustrata dal dirigente Nando Goffi e dovrà essere condivisa dagli amministratori locali di tutte le province interessate per trasformarsi in progetto di fattibilità. L’Ente poi potrà avvalersi dello strumento dell’appalto integrato per accorciare i tempi per la realizzazione delle opere. A questo proposito il governatore Acquaroli ha invitato agli amministratori presenti a siglare in tempi brevi un protocollo d’intesa tra i comuni interessati.
A Civitanova nord, invece, la bretella dovrà collegare via Einaudi all’ospedale per un tratto di 1,5 chilometri e un costo stimato di 13 milioni di euro. “Obiettivo dell’amministrazione regionale – ha detto Acquaroli – è completare gli assi portanti della viabilità delle Marche, incontrando amministratori pubblici e categorie. Non intendiamo lasciare nel cassetto i 24 milioni di euro già destinati al collegamento tra SS77 e SS16, per questo chiedo sin da ora agli amministratori di stringersi intorno ad un tavolo e siglare un protocollo d’intesa in collaborazione con le categorie. La Quadrilatero ha portato un enorme sviluppo all’economia del territorio, ma bisogna garantire la fluidità della circolazione veicolare. Stiamo lavorando sia con le Ferrovie sia con società Autostrade per ulteriori miglioramenti a beneficio della sicurezza e della vivibilità. Unire la valle del Potenza a quella del Chienti è una delle priorità. Le nostre sono soluzioni di buon senso, da vedere realizzate il prima possibile”.
Di seguito il servizio completo con le interviste: