Protezione dell’ambiente, agricoltura, promozione culturale e conservazione del patrimonio storico, promozione dei diritti, promozione della pratica sportiva, politiche sociali, protezione civile. Sono tra i principali obiettivi dei 160 progetti che vedranno l’avvio nella primavera 2022 e distribuiti in oltre 600 sedi operative nelle Marche. Sono stati proposti da tantissime associazioni marchigiane che hanno aderito al bando del Servizio Civile Universale rivolto a giovani operatori volontari: più di 2000 i posti a cui concorrere nelle Marche e le domande scadranno tra pochi giorni, il prossimo 26 gennaio alle ore 14.00.
Tutte le indicazioni ed i requisiti di partecipazione sono riportati nel bando pubblicato sul sito regionale www.serviziocivile.marche.it e sul sito governativo https://scelgoilserviziocivile.it . Tutti i progetti hanno una durata di 12 mesi a fronte di un assegno mensile di 444 euro e prevedono al loro interno un percorso formativo.
“Quello del Servizio Civile è un tema che mi sta particolarmente a cuore - ha affermato l’assessore alle Politiche giovanili, Istruzione, Cultura e Sport, Giorgia Latini – non solo perché riunisce idealmente le mie deleghe assessorili ed è trasversale al mondo dell’associazionismo in settori importanti per lo sviluppo del nostro territorio, ma soprattutto perché lo ritengo un’opportunità formativa unica e preziosa per i giovani. E’ un arricchimento di conoscenze e costituisce l’occasione di acquisire un bagaglio di esperienze anche umane di indubbio valore. La Regione ha un Ufficio dedicato che è sempre attivo nel sostenere gli Enti territoriali e nella collaborazione con lo stesso Dipartimento nazionale del SCU. Un bando nazionale che si affianca ai progetti di servizio civile regionale (L.R. 15/2005), finanziati dal Programma PON IOG Garanzia Giovani, tutt’ora in corso nella nostra regione.”
Sono previste, in alcuni progetti, riserve di posti per giovani con minori opportunità (disabilità, bassa scolarizzazione, difficoltà economiche, care leavers e giovani con temporanea fragilità personale e sociale). Previste poi, in altri progetti, alcune misure “aggiuntive” (un periodo di tutoraggio nell’ambito del servizio da svolgere oppure, per i progetti che si realizzano in Italia, un periodo da uno a tre mesi da trascorrere in un altro Paese europeo). Per candidarsi ai posti riservati il candidato dovrà necessariamente possedere lo specifico requisito richiesto.
Dopo aver selezionato il progetto d’interesse, gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre essere riconosciuto dal sistema e utilizzare lo Spid per i cittadini italiani, mentre i cittadini stranieri possono richiedere apposite credenziali al Dipartimento nazionale.
Nel giorno in cui si festeggia San Sebastiano protettore, la Polizia locale ha reso ufficiali i numeri controlli e degli interventi effettuatisul suolo di Macerata nel corso del 2021. Nonostante l'ostacolo della pandemia, la crescita in senso positivo è stata sottolineata sotto più aspetti dal Comandante Danilo Doria, intervenuto nella conferenza stampa assieme al sindaco e neo-presidente della Provincia Sandro Parcaroli e l'assessore alla Sicurezza Paolo Renna.
I dati hanno dimostrato un incremento dei servizi legato in primis alla riorganizzazione del Comando - che oggi conta 38 operatori in divisa (7 di questi assunti nell'ultimo anno) - e alla sinergia maturata fra forze dell'ordine (anche di altri comuni), amministrazione locale e il cittadino. Per quel che riguarda in senso più stretto l'emergenza Covid, i controlli sull'osservanza delle norme sono più che raddoppiati rispetto al 2020, con 65340 persone verificate - per un ammontare di circa 30 sanzioni - e almeno 15449 per gli esercizi commerciali - con 2 sanzionati e 2 a chiusura provvisoria (l'ultimo, due giorni fa a Tolentino).
Sul fronte della viabilità, dell'infortunistica e dei provvedimenti da parte della Polizia giudiziaria, sono stati rilveati 271 incidenti stradali (96 feriti, 2 morti), 9 procedimenti sulla violazione degli art.589 bis/590 bis del codice penale (lesioni personali stradali gravi, 6 per guida in stato d'ebbrezza, 1 per omissione di soccorso, 41 denunce, 2 arresti e 17 sequestri. Le violazioni in materia di rifiuti/ raccolta differenziata sono saliti in tutto a 227, mentre quelle legate al Codice della Strada - grazie anche all'uso della strumentazione OCR - hanno evidenziato 14.998 casi fra veicoli senza assicurazione (95) o revisione (293), eccesso di velocità (52), soste vietate (743) e altre infrazioni.
Gli unici dati negativi sono segnati dall'aumento dei reati per droga - quasi 300 denunce, che consacrano Macerata al primo posto nelle Marche - e degli atti vandalici ad opera soprattutto di giovani e graffitari provenienti da altre zone del Maceratese. In questo senso, le uniche soluzioni prospettate rimangono le stesse del 2021: ulteriore implementazione degli strumenti di videosorveglianza - per un costo di 200 mila euro, al vaglio del Ministero che deciderà entrò metà febbraio -, e un programma di incontri presso le scuole e le università per sensibilizzare i più giovani.
"A dispetto della pandemia - ha commentato il Comandante Doria - l'intero corpo di polizia ha lavorato bene per garantire sicurezza e decoro. La collaborazione dell'amministrazione Comunale in questo senso è stata fondamentale in termini di quantità e qualità, soprattutto per migliorare il rapporto con il cittadino. Nuove azioni sono in fase di progettazione per scoraggiare le attività illecite come spaccio e imbrattamento degli edifici pubblici del centro storico, ma ci occorrerà tempo e aiuto anche da parte degli altri Comuni".
"Personalmente mi sono voluto impegnare in prima linea quest'anno - ha dichiarato l'assessore Renna - per essere al fianco della Polizia locale e dei cittadini. Molti hanno perso fiducia nei confronti delle istituzioni: a noi sta il compito di restituirgliela facendo della parola "sicurezza" un sinonimo di "bellezza".
"Il mio più sentito ringraziamento - ha aggiundo il sindaco Parcaroli - va alla mia giunta, alle forze dell'ordine e alla comunità perché siamo tutti ugualmente coinvolti nel mantenere la sicurezza e il decoro nella nostra città. Questi ultimi due anni sono stati molto difficili, ma grazie al lavoro di squadra - coordinato dalla prefettura - che abbiamo fin qui messo in pratica continueremo anche per il nuovo anno a lavorare per il bene collettivo".
Il cantiere della Scuola di San Vito riprende la sua normale attività come da programma, dopo la breve sospensione di qualche giorno dovuta ad alcune incongruenze a tutela della sicurezza dei lavoratori rilevate dai Carabinieri. Nel cantiere erano state rilevate andatoie, scale e passerelle non a norma (leggi qui).
Alla scuola di San Vito sono in via di ultimazione i lavori strutturali di miglioramento sismico dell'edificio con i fondi gestiti dall’Ufficio Ricostruzione della Regione Marche per il sisma del 1997, iniziati nel mese di ottobre 2020 e con termine previsto nella primavera prossima. Alle opere strutturali sono connessi anche i ripristini delle finiture edili, come pavimenti tinteggiature e di alcune parti dell’impianto elettrico e idrosanitario.
I lavori hanno previsto anche il miglioramento funzionale e distributivo degli spazi didattici e dei laboratori e dei servizi, con l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante rampe e l’installazione di un ascensore. Rinnovata anche la palestra della scuola che sarà dotata di due nuovi spogliatoi.
"La scuola di San Vito che ospiterà i suoi studenti dal prossimo settembre per l’anno scolastico 2022-2023, rappresenterà per la città un vero e proprio modello di efficienza e modernità all’interno di un edificio storico al quale è legata la memoria di tanti recanatesi" sottolinea il sindaco Antonio Bravi "Recanati negli ultimi anni risulta tra le città marchigiane più in movimento nel rinnovamento delle opere e degli edifici pubblici con fondi che tra l’altro non ricadono nel bilancio comunale in quanto reperiti, ciò è stato possibile grazie ad una politica che guarda al futuro migliore della città, valorizza il passato trasformandolo in un’ottica di modernità ed efficienza in una visione collettiva che promuove la sua importante storia artistica e culturale".
Con il Decreto n.10 del 18 gennaio, la Conferenza Permanente presieduta dal Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini ha espresso all'unanimità parere favorevole al Programma Straordinario di Ricostruzione del Comune di Fiastra. Si tratta di uno strumento urbanistico cruciale per la ricostruzione pubblica e privata che, risolvendo tutte le criticità riscontrate, darà la spinta definitiva alla ricostruzione del capoluogo e delle tante frazioni, grandi e piccole, del comune.
“È un risultato straordinario, raggiunto grazie al grande impegno profuso dall'Ufficio tecnico del Comune – dichiara il sindaco Sauro Scaficchia -. La sua approvazione all'unanimità, pur se con prescrizioni, certifica l'ottimo lavoro svolto. Voglio ringraziare i dipendenti del comune e la struttura commissariale che ci ha sempre fornito il suo apporto”.
“Insieme alla riqualificazione del borgo di Ravaio, finanziata tramite il Contratto Istituzionale di Sviluppo, alla rigenerazione urbana e alla sicurezza stradale finanziate con il Pnrr complementare, l'approvazione di questo documento fondamentale completa il quadro per gettare le basi del futuro del nostro comune” ha concluso Scaficchia.
Cari lettori, bentrovati alla mia consueta rubrica settimanale, nella quale analizzo l’andamento del contagio da coronavirus nelle Marche e in Italia. È probabile che il picco di contagi sia già stato raggiunto, sebbene sia difficile calcolarlo con esattezza in quanto è cambiata la modalità di conteggio dei positivi, per cui è sufficiente il tampone (anche antigenico) effettuato in farmacia o in altra struttura simile.
A livello nazionale la crescita dei contagi si è arrestata, mentre nella regione Marche - con le nuove regole - si registra un boom di positivi, ma la crescita dei sintomatici è molto più ridotta.
I ricoveri in terapia intensiva si sono arrestati e anche i ricoveri ordinari stanno crescendo sempre più lentamente. Sembra evidente come la variante Omicron mandi molte meno persone in terapia intensiva, in proporzione al fatto che sembri azzerata la crescita delle stesse terapie intensive. Da ciò si potrebbe dedurre che la variante Delta sia in via di estinzione.
Le regioni sono quasi tutte gialle ed appare la prima regione arancione, ovvero la Val d'Aosta. Vi è la possibilità che anche altre seguano (come annunciato dal governatore Acquaroli) ma è molto probabile che nell'arco di due o tre settimane inizino a scendere le grandezze ospedaliere.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi firmerà oggi il nuovo Dpcm sulle misure anticovid legate al possesso obbligatorio del Green Pass per accedere ai negozi dal 1° febbraio 2022. Oltre ai già annunciati parrucchieri, barbieri e centri estetici - per i quali sarà opportuno almeno il certificato base ottenuto con tampone antigenico o molecolare - è ampia la lista degli esercizi commerciali nei quali sarà obbligatorio esibirlo.
Tra questi i pubblici uffici, i servizi postali, bancari e finanziari, oltre ai tabaccai e le librerie. Già dal 7 gennaio, inoltre, è previsto l'obbligo della certificazione verde di base per accedere ai colloqui presso le carceri. A rimanere esclusi, invece, saranno tutti i negozi di alimentari (al dettaglio e i supermercati), compresi quelli di surgelati, prodotti ittici, bevande e mercati rionali.
Si aggiungono a questa lista farmacie, parafarmacie, negozi di prodotti per la cura del corpo, quelli igienico sanitari, gli ottici, i prodotti per animali, vendita del carburante (per i veicoli, ma anche per il riscaldamento) e le edicole all'aperto.
Dal 1° febbraio 2022 il Green Pass sarà valido per 6 mesi, sia per chi risulterà guarito dal Covid sia per chi si sarà vaccinato: alla scadenza dell'ultima somministrazione, la certificazione verrà automaticamente bloccata.
Non si arrestano i contagi, in virtù della variante Omicron e del conteggio dei tamponi rapidi. Dopo i 5.850 casi di ieri, oggi si registrano 6.905 nuovi positivi. Il tasso di positività passa al 41,89% (ieri 39,1%) sui 16.528 tamponi analizzati. L'incidenza settimanale si attesta, invece, a 2.549,41 casi su 100mila abitanti: numero invariato rispetto a ieri.
Il virus continua a correre soprattutto in due province: Ancona (1.859) e Pesaro Urbino (1.713), seguite da Macerata (1.340), Ascoli Piceno (911) e Fermo (783); sono 299 i contagi provenienti da fuori regione. Per quanto riguarda le classi di età, le più colpite si confermano quelle tra i 25 e 44 anni con 1.985 casi e tra 45 e 59 anni con 1.564 nuovi casi.
Resta alta l'attenzione anche per i contagi tra i più giovani: nelle tre fasce che comprendono bambini e adolescenti tra 6 e 18 anni, infatti, sono stati registrati 1.856 casi. Nella sola fascia 0-2 si hanno ben 103 contagiati. I non vaccinati rappresentano il 75% dei ricoverati nelle terapie intensive, il 67% di quelli nell'area medica.
I soggetti con sintomi sono 699, i casi in fase di approfondimento epidemiologico 1.655, 72 i positivi in setting scolastico/formativo. Sono 2.703 i contatti stretti di casi positivi, 1.746 i contatti domestici, 9 i contatti in ambiente di vita socialità, 6 in setting lavorativo, 11 casi extra regione.
Nelle ultime 24 ore sono scesi a 342 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (-7 rispetto a ieri), dei quali 50 in Terapia intensiva (-5 rispetto a ieri) e 292 in Area medica (-2); in particolare i pazienti in Semintensiva sono 75 (+4) e quelli in reparti non intensivi 217 (-6 rispetto a ieri) mentre 26 persone sono state dimesse nell'ultima giornata.
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano tre decessi correlati al Covid: una 90enne di Fano, una 63enne di San Costanzo e una 72enne di Fermignano.
Solo nel 2020 – in pieno lockdown - sono state 1812 le persone nelle Marche che hanno richiesto beni di prima necessità, accoglienza e aiuto. 565 solo a Civitanova Marche. È questo il quadro che emerge dalla silenziosa strage pandemica.
Il 2021 ha segnato un ulteriore dato negativo, facendo più che raddoppiare il numero degli indigenti – soprattutto italiani - ritrovatisi improvvisamente senza un lavoro e, nei casi più gravi, senza nemmeno un tetto. Una situazione che ha visto coinvolti clochard, famiglie, tossicodipendenti, persone con patologie psichiatriche.
“La povertà non è solo economica, ma anche isolamento, solitudine, fragilità, paura del futuro, precarietà lavorativa” – hanno dichiarato Barbara Moschettoni, neo-diretttice della Caritas diocesana, e Marco Malacari, responsabile della Caritas di Civitanova Marche.
In quanti si sono rivolti presso la vostra struttura negli ultimi due anni? Dal 2020 il numero di famiglie che aiutiamo qui a Civitanova con i pacchi alimentari sono più che triplicate: da circa 300 nel periodo pre-Covid sono arrivate ad almeno 600. Questo soprattutto perché a seguito del lockdown molti hanno perso il lavoro. Stiamo parlando di circa 3000 persone in tutto.
Quante sono state le persone che avete accolto nel 2021? Abbiamo registrato una media di 450 famiglie e abbiamo chiesto anche l'aiuto della Protezione Civile per la distribuzione dei pacchi, più che triplicata. Già prima della pandemia contavamo più italiani che stranieri. Ad oggi molti non riescono più a pagare neppure l'affitto.
Fra i vari servizi che offrite – mensa, dormitorio, ambulatorio, distribuzione pacchi – è compreso anche il sostegno di tipo psicologico? Di base, viene preposto ai volontari del centro di ascolto. In più, abbiamo anche una psicologa interna che ci aiuta per i casi più seri, e non ultimi i servizi sociali. In questo modo i compiti sono ben distribuiti e possiamo aiutare tutti sotto più aspetti. Fra questi, tante donne vittime di violenza e prostitute che vogliono cambiare vita.
Come riuscite a sostenere i costi di questi servizi? Il Comune ci dà sessantamila euro l’anno, oltre ai buoni. A questo si aggiungono le donazioni, i fondi dell’8x1000 e il sostegno di alcuni privati. Durante il lockdown abbiamo voluto anche intraprendere delle convenzioni con supermercati e ristoranti. Civitanova ha dimostrato di avere un grande cuore.
Quanti volontari ci sono oggi nella Caritas di Civitanova? Prima della pandemia erano un centinaio, ora poco più di una ventina. È un lavoro molto faticoso, e spesso non abbiamo le competenze per gestire casi limite di alcolismo, tossicodipendenza o malattie psichiatriche.
Avete avuto a che fare con molti tossicodipendenti negli ultimi anni? Durante il lockdown sono aumentati, perché avevamo reso possibile il servizio di cibo da asporto senza richiedere più alcun tipo di documento. Normalmente, si tratta di ragazzi che si riforniscono nei supermercati e vivono per strada o nei casolari abbandonati. Con la chiusura dei negozi non si sono più vergognati di venire da noi, ma la situazione adesso è peggiorata.
Cosa riuscite a fare per chi si rivolge al vostro centro? Cerchiamo di creare i presupposti per farli tornare da noi, offrendo magari la possibilità di un posto dove dormire, lavarsi, prestare curare e persino vaccinarsi. L'obbiettivo è intercettare i casi più problematici e monitorarli in modo da poter permettere loro di reintegrarsi nella società, riavvicinarsi alle loro famiglie, pensare ad una prospettiva di vita migliore.
Nelle scorse settimane è stato depositato il terzo ricorso al Tar presentato per conto del Comitato No Discarica Montefano-Recanati dallo Studio Grimaldi di Roma. Questo ennesimo recente atto formale è la risposta che il Comitato dà all’ATA3 di Macerata a seguito dell’emanazione della delibera n. 5 dello scorso ottobre 2021 "nella quale sono stati riproposti esattamente tutti i 70 siti inseriti nelle prime Delibere del 2020", sottolinea Fabio Lanari, il presidente del Comitato.
“Si tratta di una situazione incredibile - aggiunge Lanari -. Dal mese di giugno 2020 nulla è cambiato e dopo più di un anno e mezzo viene nuovamente confermato quanto scritto nella prima Delibera nonostante gli approfondimenti richiesti con le 'schede tecniche' dall’ATA a tutti i Comuni interessati, le ingenti spese sostenute da quest’ultimi e dall’ATA per gli affidamenti di numerosi incarichi a tecnici e restano vincolate le stesse 70 aree individuate originariamente, nonostante i numerosi ricorsi presentati da Comitati, Comuni e singoli cittadini".
"L’ATA3 si rende conto della situazione in cui versano decine di migliaia di cittadini che ancora oggi non sanno se nei prossimi anni dovranno convivere con una discarica sotto casa, adiacente alla propria attività agricola o commerciale, al confine con il proprio ristorante o agriturismo? Per non parlare del valore delle case e dei terreni” si chiede Lanari “qualcuno si è chiesto quanto questa inspiegabile situazione di stallo possa influire sulla qualità della vita dei cittadini?”.
"La situazione sembra essere fuori controllo - spiega Fabio Lanari - e, con il passare dei mesi, sempre maggiore è la confusione che regna tra i vari attori ed Enti chiamati a trovare una soluzione efficace ad una problematica da sempre nota, nel rispetto delle vite di coloro che abitano i nostri splendidi luoghi che attendono dagli amministratori risposte chiare, informazioni puntuali e dialogo costruttivo".
È proprio su questo ultimo punto che il Presidente del Comitato desidera tornare per ribadire che “ancora una volta il Comitato ha fatto il primo passo verso il neo eletto Presidente della Provincia Sandro Parcaroli al quale, solo alcuni giorni dopo la sua nomina, abbiamo inviato le nostre congratulazioni per il nuovo incarico assunto unitamente alla richiesta formale d’incontro per avviare un confronto costruttivo sul tema discarica, mai ottenuto dal suo predecessore. Ad oggi nessuna risposta è pervenuta al Comitato che attende ancora pazientemente".
Sono iniziati i lavori di sistemazione e regolarizzazione del marciapiede in via Murri, nel tratto che dall’incrocio del Palavirtus conduce al Parcheggio Garibaldi, per circa un chilometro. L’opera, affidata alla ditta Giemme snc, consiste nella pulizia dalle erbe infestanti, nella regolarizzazione del sottofondo e nella realizzazione definitiva della pavimentazione; l’importo complessivo dell’intervento è di 30mila euro. La conclusione dei lavori è prevista per la fine di gennaio.
«Con questa opera completiamo la viabilità di via Murri che era stata lasciata senza marciapiede e costringeva i pedoni a camminare sulla sede stradale – ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -. L’intero intervento è stato finanziato con residui di bilancio del 2021 e questo è motivo di soddisfazione dal momento che mette in evidenza l’oculatezza con la quale vengono gestite le risorse senza ricorrere a indebitamento. Anche quest’anno proseguiremo l’opera di miglioramento dei percorsi pedonali e della viabilità perché riteniamo che la manutenzione debba essere fatta in modo costante e diffuso e non concentrata a fine mandato».
L’Amministrazione comunale per il secondo anno consecutivo azzera l’imposta in considerazione del perdurare dello stato di crisi derivante dalla pandemia da Covid-19. Stop per il secondo anno consecutivo alla tassa di soggiorno che deve essere corrisposta da chi sceglie di alloggiare in una delle strutture ricettive operanti nel territorio di Civitanova Marche. La decisione è stata presa ieri dalla Giunta comunale, come riferisce il sindaco Fabrizio Ciarapica.
“La situazione drammatica che le imprese che operano nel settore turistico si trovano ad affrontare per il terzo anno consecutivo – spiega il sindaco Ciarapica, che ha la delega alla Cultura e Turismo – ci ha fatto decidere senza esitazione di riproporre la sospensione dell’imposta di soggiorno, quale ulteriore provvedimento di sostegno dell’Amministrazione comunale alle imprese del territorio. Anche se la situazione è diversa da inizio pandemia, gli operatori sono indubbiamente ancora in sofferenza e compito dell’Amministrazione comunale è sostenere le attività turistiche e commerciali locali. In vista della fine dell’emergenza sanitaria, che si legherà alla ripresa dell’economia, proseguiamo a sostenere chi è in difficoltà in questo particolare momento”.
Con la deliberazione G.C. n. 86 del 9/3/2018, il Comune di Civitanova aveva introdotto l’imposta con l’approvazione del relativo Regolamento per le tariffe giornaliere da 1 euro al giorno e 1,5 euro al giorno per alberghi 5 stelle. Nella seduta di ieri, dunque, la Giunta comunale ha stabilito la sospensione dell’imposta di soggiorno anche per l’anno 2022, riproponendo il provvedimento attuato nello stesso periodo del gennaio del 2021. Nel 2020, con lo scoppiare della pandemia, l’applicazione dell’imposta veniva sospesa dal 17/04/2020 al 31/12/2020.
Non dovranno versare pertanto alcuna tariffa giornaliera per l’anno in corso, le strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta con 5 stelle, le residenze turistico-alberghiere, campeggi e centri vacanze, villaggi turistici, le locazioni brevi e altre strutture ricettive. L’azzeramento delle tariffe giornaliere comporterà una minore entrata nel Bilancio comunale 2022 stimabile in € 150.000,00.
Non si arrestano i contagi, in virtù della variante Omicron e del conteggio dei tamponi rapidi. Dopo il record di ieri (7.748) oggi si registrano 5850 nuovi positivi. Il tasso di positività passa al 39,1% (ieri 40,5%) sui 14.975 tamponi analizzati (19.138). L'incidenza settimanale si attesta, invece, a 2.549,41 casi su 100mila abitanti (2.319,16). Curva Covid che però sembra andare verso una "stabilizzazione", come afferma l'osservatorio epidemiologico delle Marche.
Il virus continua a correre soprattutto in due province: Ancona (1.581) e Pesaro Urbino (1.494), seguite da Macerata (916), Ascoli Piceno (913) e Fermo (698); sono 248 i contagi provenienti da fuori regione. Per quanto riguarda le classi di età, le più colpite si confermano quelle tra i 25 e 44 anni con 1.593 casi e tra 45 e 59 anni con 1302 nuovi casi. Resta alta l'attenzione anche per i contagi tra i più giovani: nelle tre fasce che comprendono bambini e adolescenti tra 6 e 18 anni, infatti, sono stati registrati 1.466 casi.
Nelle ultime 24 ore sono aumentati a 349 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (+2 rispetto a ieri), dei quali 55 in Terapia intensiva (-4 rispetto a ieri) e 294 in Area medica (+6); in particolare i pazienti in Semintensiva sono 71 (-1) e quelli in reparti non intensivi 223 (+7 rispetto a ieri) mentre 22 persone sono state dimesse nell'ultima giornata.
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano otto decessi correlati al Covid: un 76enne di Fermo, un 85enne di Mondolfo, un 76enne di Fano, un 88enne di Venarotta, un 98enne di Rotella, una 70enne di Civitanova (senza patologie pregresse), un 79enne di Macerata e un 87enne di Treia.
Ha suscitato scalpore negli ultimi giorni il ritrovamento di tre lupi brutalmente uccisi nella zona di Corinaldo (AN), vittime di un bracconaggio illecito sempre più diffuso nelle Marche. Ad alimentare l'escalation di violenza quella che dalle associazioni animaliste è stata definita come una "sistematica campagna di terrore e odio". Nel frattempo, Regione e ATC (Ambito Territoriale Caccia) fanno muro: nascosti i dati sulle uccisioni degli animali. "Siamo di fronte a politici scellerati", racconta Danilo Baldini della LAC (Lega Abolizione Caccia), da anni in prima linea per la salvaguardia delle specie protette.
Da almeno tre o quattro anni è in corso una vera e propria campagna di demonizzazione della figura del lupo nelle Marche. I media e i social continuano a riportare notizie e informazioni per lo più false, anche perché spesso quelli avvistati non sono nemmeno dei veri e propri lupi, ma semplicemente dei cani dalle caratteristiche fisiche simili.
Perché questa campagna ha raggiunto livelli così ampi? Ci sono degli interessi politici di fondo all'interno della giunta Acquaroli. Le informazioni vengono volontariamente distorte ed esasperate per tornaconto elettorale, avallando le richieste dei cacciatori più incalliti che soffrono la competizione con il lupo, soprattutto per quel che riguarda il cinghiale.
Chi, secondo lei, fomenta le ragioni dei cacciatori? Gente come l’assessore regionale Stefano Aguzzi, anche lui cacciatore: nell’ultimo Consiglio Regionale ha fatto delle dichiarazioni assurde, parlando della pericolosità dei lupi per l’uomo, per i bambini. Ma senza alcun fondamento logico o scientifico. La dieta principale del lupo è basata su cinghiale e capriolo, quindi è pressoché impensabile che attacchi l’essere umano con l’intento di cibarsene.
È pur vero che soprattutto nell’ultimo anno abbiamo assistito a una grande proliferazione di cinghiali sul territorio marchigiano. Fino a 50 anni fa il cinghiale era presente in Italia in poche zone della Maremma, e per di più aveva dimensioni più piccole. Poi all’inizio degli anni '70 i cacciatori hanno importato dall’Est Europa la specie ungherese che è molto più prolifica e di grandi dimensioni. Questo fatto ha permesso anche al lupo di ripopolarsi.
Quali sono le argomentazioni dell’assessore Aguzzi per giustificare la pericolosità del lupo? Nell’ultimo Consiglio Regionale si è limitato a rispondere a un’interrogazione del consigliere Giacomo Rossi - noto paladino degli “odiatori di lupi”. Inoltre, recentemente l’assessore alla caccia Mirco Carloni è riuscito a far approvare due emendamenti. Il primo per incentivare i giovani a prendere la licenza di caccia, esentandoli dal pagare la tassa dovuta nei primi due anni di iscrizione; il secondo è volto a coprire le spese delle squadre di cinghialai attraverso le risorse regionali, quindi denaro pubblico.
Cosa sarebbe più opportuno fare per una corretta sensibilizzazione sull’argomento? Smettere di dire che il lupo è pericoloso per l’uomo, perché per natura è molto elusivo. Poi è ovvio che può approfittare di un gregge incustodito. Sarebbe più opportuno fare prevenzione, adeguare gli allevamenti con recinzioni e cani da guardia adatti come i pastori abruzzesi.
Il 2021 che anno è stato per questo tipo di caccia? Un anno tremendo: in giro ci sono molti bracconieri, e alcuni di essi uccidono semplicemente per divertimento. A livello di indagine, poi, per noi è complicato risalire ad un profilo definito del tipico cacciatore marchigiano. Quel che è certo è che queste persone hanno dei referenti politici che li tutelano, noi animalisti no. E tanto meno gli animali.
Avete richiesto dei dati alla Regione per poter eseguire un approfondimento sul fenomeno? Ci siamo rivolti a più riprese a Carloni e all’ATC, ma schivano sempre queste nostre richieste. Non avendo dati a sufficienza in realtà non si potrebbe nemmeno programmare la stagione venatoria, ma guarda caso lo fanno lo stesso.
Cosa vi proponete di fare nel prossimo futuro? Continueremo con i nostri ricorsi al TAR, al Consiglio di Stato, chiedendo degli interventi concreti anti bracconaggio. Noi vorremmo intensificare il controllo sul territorio marchigiano, visto che oltre alle armi e i bocconi avvelenati spesso i lupi finiscono in trappole che non sono neppure riservate loro.
“Le Marche non hanno bisogno di nuovi termovalorizzatori, tantomeno la provincia di Macerata, che offre un eccellente servizio con ottimi risultati nella gestione dei rifiuti, che va solo implementato su alcuni aspetti. È quanto dichiara Marco Ciarulli presidente di Legambiente Marche, riguardo l’idea paventata di un nuovo impianto termovalorizzatore in provincia di Macerata.
“L’impiantistica – prosegue Ciarulli - va sviluppata realizzando gli impianti di riciclo, non quelli di recupero energetico da combustione dei rifiuti che andrebbero a depotenziare l’ottimo lavoro fatto con la raccolta differenziata, vincolando le politiche future ad una produzione costante di rifiuti per alimentare l’impianto. La priorità deve essere la riduzione della produzione di rifiuti, ed attorno a questa priorità, dobbiamo sviluppare strategie opportunamente legate all’economia circolare”.
“L’associazione, nella recente edizione di “Ecoforum Marche”, ha comunque sottolineato l’importanza del lavoro che sta svolgendo il Cosmari, Consorzio provinciale di Macerata, attraverso l’impianto di digestione anaerobica e i green point installati a Castelraimondo, due ottime pratiche in termini di economia circolare”.
“La direzione è stata tracciata – conclude Ciarulli – perseguiamola sviluppando azioni di prevenzione e nuovi impianti di riciclo, come il biodigestore o l’impianto per il riciclo dei prodotti assorbenti della persona. Con queste soluzioni possiamo realmente affamare le discariche e raggiungere l’obiettivo fissato dall’UE di conferire al 2035 meno del 10% dei rifiuti urbani prodotti. Abbiamo premiato il Cosmari nell’aprile 2017 a Bruxelles al Parlamento europeo, davanti all’allora vicepresidente della Commissione Ue Katainen, come uno dei campioni dell’economia circolare italiana per le politiche coraggiose e all’avanguardia portate avanti negli anni. La strada da perseguire nel futuro è quella fondata sull’economia circolare, sarebbe davvero incomprensibile un’inversione a U, tornando al passato con la termovalorizzazione”
Da domani per l’ingresso a parrucchieri e centri estetici sarà necessario avere con sé il Green Pass base, vale a dire quello che si ottiene anche attraverso un tampone negativo. La certificazione base, inoltre, servirà anche per andare dal tabaccaio o nelle profumerie, come anche per alcuni negozi.
Nelle prossime ore, inoltre, sarà varato un altro Dpcm che allungherà l’elenco dei luoghi accessibili solo con il Green pass base. Dalle prime indiscrezioni emerge che per andare in profumeria a comprare cosmetici e prodotti per l’igiene del corpo servirà il Green pass base, che non sarà invece richiesto per acquistare prodotti analoghi in farmacia. Anche per andare dal tabaccaio, dal fioraio o a comprare abiti da neonati servirà il certificato verde da guarigione dal Covid o con un tampone negativo.
Le edicole, sempre secondo le prime indiscrezioni riportate dalle agenzie di stampa, sarebbero state esentate, come negozi di alimentari e sanitari, i negozi di ottica e quelli per l’acquisto di pellet o legna per il riscaldamento, così come i carburanti. Per l’ingresso in farmacie e parafarmacie non servirà il pass verde, che non sarà necessario nei negozi al dettaglio di alimentari e nei supermercati.
"Occorre un provvedimento urgente che consenta anche per il 2022 la sospensione delle rate dei mutui bancari sugli immobili resi inagibili dal sisma del 2016 in Centro Italia". Lo ha detto il Commissario straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, nel corso di un’audizione in Commissione Bilancio al Senato sul decreto milleproroghe, preannunciando un’iniziativa comune con l’Associazione Bancaria italiana.
“Proprio in questi giorni le banche stanno riattivando le procedure per la riscossione delle rate sui mutui concessi alle imprese e ai cittadini, che sono molto preoccupati, e i tempi di conversione del decreto milleproroghe rischiano di essere troppo lunghi” ha osservato Legnini, che ha aperto l’audizione con un ricordo delle vittime, a cinque anni dalla sciagura di Rigopiano.
“La legge di bilancio 2022 è stata molto positiva per la ricostruzione, ma alcune norme, non solo quella sui mutui dei privati, non sono state confermate e sono necessarie” ha aggiunto il Commissario, sollecitando anche la proroga della sospensione delle rate dei mutui dei comuni, il rinnovo delle compensazioni, sempre a favore dei comuni, per il mancato gettito della Tari, la conferma, per le scuole del cratere, delle deroghe al numero di studenti per la composizione delle classi e la possibilità di utilizzare anche per il 2022 il credito d’imposta sugli investimenti delle imprese.
Legnini ha chiesto al Parlamento anche una norma che consenta, con le risorse già stanziate, di raforzare la struttura organizzativa del Commissario, che deve gestire il Fondo complementare del Pnrr per le Aree Sisma da un miliardo e 780 milioni, assicurando il rispetto di un cronoprogramma strettissimo senza distrarre risorse essenziali all’attività della ricostruzione.
Nelle Marche nuovo record di contagi: sono 7.748 i casi positivi segnalati nelle ultime 24 ore, con il tasso di positività che sale al 40,5% su 19.138 tamponi testati (ieri era del 40,3%) mentre l'incidenza si attesta a 2.319,16 casi su 100mila abitanti (ieri 1.919,13). Questo quadro emerge dai dati rilasciati dall’Osservatorio Epidemiologico delle Marche. Si tratta anche dell'effetto dei nuovi criteri che sanciscono la diagnosi di positività anche con testa antigenici rapidi, effettuati in farmacie, laboratori e strutture convenzionate.
Non si arresta, dunque, la quarta ondata dominata dalla variante Omicron, che "si è già allargata a macchia d'olio nelle Marche, specie nella provincia di Ancona dove ha raggiunto la massima prevalenza". A dirlo è il virologo Stefano Menzo, direttore del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Nelle altre province delle Marche (Macerata, Pesaro Urbino e Ascoli Piceno) "la prevalenza è sopra il 90%", mentre "è più indietro" a Fermo.
La quota restante di infezioni "è ancora causata dalla variante Delta" presente in maniera residuale. Secondo il professor Menzo, questa differente distribuzione della prevalenza di Omicron potrebbe dipendere "dai maggiori rapporti commerciali che la provincia di Ancona detiene, rispetto alle altre, con la Lombardia, regione dove sappiamo che la variante è arrivata prima". "Nei prossimi giorni - aggiunge - mi aspetto una ulteriore risalita dei contagi per effetto della riapertura delle scuole".
Oggi è stata proprio la provincia di Ancona quella con più contagi (2.122), seguita da Pesaro Urbino (1.977), Macerata (1.392), Ascoli Piceno (1.097) e Fermo (859); sono 301 i contagi provenienti da fuori regione. Il contagio rimane più concentrato nelle fasce di età 25-44 anni con 2.100 casi, e 45-59 anni con 2.045 casi. Nelle fasce di età da zero a 18 anni si contano 2.109 casi, dei quali 704 tra i bambini 6-10 anni.
Nelle ultime 24 ore sono aumentati a 347 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (+4 rispetto a ieri), dei quali 59 in Terapia intensiva (-5 rispetto a ieri) e 288 in Area medica (+9); in particolare i pazienti in Semintensiva sono 72 (+9) e quelli in reparti non intensivi 216 (numero invariato rispetto a ieri) mentre 29 persone sono state dimesse nell'ultima giornata.
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano otto decessi correlati al Covid: una 90enne e un 57enne (si tratta di Roberto Verdenelli, il cui decesso è stato notificato dalla Regione soltanto oggi) di Recanati, una 56enne di San Costanzo, un 82enne di Penna San Giovanni, una 72enne di Ascoli Piceno, una 80enne di Senigallia, una 66 di Monte Urano e un 69enne di Montegiorgio.
Il mercato del lavoro, insieme ai tentativi di rilancio dell’economia italiana, rappresentano, in questo periodo storico, uno dei temi più critici da affrontare. Mentre si attende l’arrivo dei fondi del PNRR dall’Unione Europea, anche nella Regione Marche ci si domanda se questo denaro sarà opportunamente investito per il bene comune di tutti i lavoratori.
A fronte di una disoccupazione galoppante, dell’aumento degli incidenti sul lavoro e del fenomeno della delocalizzazione, il 2021 ha segnato una serie di dati negativi che tutto lasciano pensare fuorché ci si appresti ad una reale ripartenza. Un quadro nel quale la politica è sempre più distante dalle esigenze reali dei cittadini, come confermato anche dal segretario regionale CGIL Marche, Giuseppe Galli.
Nella Regione Marche il tasso di infortuni è arrivato al +6%, con 30 decessi nel 2021. Come si spiega questo aumento? Dopo il lockdown si è guardato principalmente alla ripresa. Nelle Marche va posta maggiore attenzione sulla tutela della salute negli ambienti di lavoro, ma serve la partecipazione sia degli imprenditori che dei lavoratori. Informazioni insufficienti, poca formazione, mancanza di ispezioni o di dispositivi di protezione. Le variabili sono tante.
Serviva la pandemia per riportare la giusta attenzione sui temi del lavoro? Il Covid ha sicuramente costretto le imprese a rivedere il DVR (documento di valutazione dei rischi), e aggiornarlo con le pratiche anti-contagio oggi richieste a livello nazionale.
E fino al 2019 le politiche sindacali cosa hanno fatto per la sicurezza sul lavoro? Le aziende avevano già l’obbligo dettato dal decreto legge 81 di organizzare un luogo di lavoro sicuro. Questo però in molti casi significa rallentare la produzione. E allora l’imprenditore, per non andare in perdita, risparmia sui costi per la sicurezza e la protezione del lavoratore. Basti pensare alla morte tragica di Luana D’Orazio, il maggio scorso. Anzi, spesso poi molti operai non denunciano il proprio datore di lavoro a causa della forte precarietà e la paura di perdere il posto.
Secondo lei vengono fatte abbastanza ispezioni da parte dell’INAIL? Si dividono generalmente in indagine di tipo ispettivo e di tipo conoscitivo. Ma nel secondo caso serve un confronto fra le parti che l’imprenditore spesso rifugge volontariamente.
Corrispondono a circa 30 mld di euro i fondi del PNRR che rientreranno nel piano strategico dell’inclusione sociale. Ci saranno dei vantaggi per i lavoratori? Il PNRR è il secondo ciclo di investimento economico più importante a livello internazionale dopo il piano Marshall del 1947. Gli economisti lo chiamerebbero “intervento di politica espansiva di tipo keynesiano”, ovvero gli Stati si sostituiscono agli imprenditori investendo direttamente nella crescita economica.
Al tempo del piano Marshall però furono introdotte delle metodologie applicative al mondo dell’economia, cosa che oggi nonostante il PNRR non sta succedendo perché si è più concentrati sugli imprenditori. Il mondo del lavoro cambia, e con essa l’attenzione rispetto a certe questioni come, ad esempio, la Carta dei Diritti del lavoratore. Il caso Caterpillar è emblematico: c’è stata indignazione politica, ma nessuno si è interessato realmente ai lavoratori. Adesso poi sono tutti concentrati sull’elezione del Presidente della Repubblica. Per discutere di certi temi serve il momento opportuno e una conformazione parlamentare più adatta.
Negli ultimi anni sembra quasi che i sindacati abbiano perso il loro peso specifico a livello di dialogo fra le parti. Dipende dalla materia trattata. La politica non riesce ad essere partecipe e unita sulle norme legate ai profitti aziendali e la tutela del lavoratore. Il jobs act lo ha dimostrato: doveva generare dei posti stabili, e invece non l’ha fatto. E la pandemia oggi ha aumentato la disoccupazione e rallentato anche i processi di riassunzioni. Alcune norme però siamo riusciti a farle applicare, come il blocco sui licenziamenti.
Che ad oggi però non sta più funzionando. Siamo in una fase delicata di ripartenza. Possiamo solo aspettare e vedere cosa succederà nei prossimi mesi.
Come vi state comportando, invece, con i lavoratori non vaccinati? Anche questo è un tema delicato perché rischia di bloccare la produzione e la ripartenza economica del Paese. Non sappiamo quanti non vaccinati ci siano oggi nelle Marche perché non abbiamo mai svolto questo tipo di indagine. Penso che alla fine tutti si sottoporranno alla profilassi, perché nessuno vuol perdere il proprio posto di lavoro. Ciò che conta è non fare distinzioni fra lavoratori buoni e quelli cattivi. E bisogna vaccinarsi.
A partire da mercoledì 19 gennaio sarà operativo un nuovo punto tamponi a Macerata, nei locali adiacenti la Farmacia Comunale 3, in via Pace 5/A. Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Apm, Icrc e Comune di Macerata. Questa mattina, il sindaco Sandro Parcaroli, ha effettuato un sopralluogo in loco prima dell’apertura del nuovo punto tamponi. Presenti anche gli assessori Francesca D’Alessandro, Oriana Piccioni, Laura Laviano e Paolo Renna, il presidente Apm Gianluca Micucci Cecchi e il consigliere Claudio Gigli, il presidente dell’Ircr Giuliano Centioni e il direttore Francesco Prioglio e il consigliere comunale delegato alla Sanità del Comune, il dottor Giordano Ripa.
«Ringraziamo Apm e Ircr per aver collaborato in maniera concreta; anche in questo caso, come Amministrazione, dimostriamo di dare risposte fattive alla cittadinanza – ha commentato il sindaco Parcaroli -. Nel locale di via Pace l’utenza avrà a disposizione spazi molto ampi e spaziosi dove effettuare i tamponi antigenici. Nonostante sia già attiva la convenzione con l’Avis di Macerata, siamo a lavoro per implementare il servizio anche in altre farmacie comunali tenuto conto della sempre maggiore richiesta di effettuare tamponi rapidi antigenici da parte della comunità».
Il nuovo punto tamponi di via Pace sarà operativo a partire da mercoledì 19 gennaio dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 16 fino alle 20 mentre il sabato dalle 8:30 alle 12:30. Non è necessaria la prenotazione. Per gli adulti il prezzo del tampone è di 15 euro mentre per i minori di 7 euro. Tampone gratuito invece per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con ricetta elettronica.
Sarà prorogata al 31 maggio 2022 la scadenza per la presentazione delle dichiarazioni di persistenza dei requisiti per il mantenimento del contributo di autonoma sistemazione, come comunicato dall’Ufficio ricostruzione della regione Marche. A tal proposito nel Comune di Treia ad oggi risultano 93 i nuclei familiari che usufruiscono di forme di assistenza a seguito dell’abitazione inagibile per il sisma 2016. In particolare 62 nuclei percepiscono il CAS (contributo autonoma sistemazione),7 nuclei vivono nelle SAE, 24 in alloggi Erap. Stabilito, inoltre, il 30 giugno 2022 come ultima data per presentare il progetto di ricostruzione, la mancata presentazione entro questa data comporterà la cessazione del contributo e della relativa gratuità della misura assistenziale.
“Alla luce delle nuove date, a Treia – spiega il sindaco Franco Capponi – dei 93 nuclei familiari in assistenza ad oggi, 37 rischierebbero di perdere CAS o la gratuità dell’utilizzo della Sae, dal momento che non hanno ancora presentato il progetto di ricostruzione. La mia raccomandazione e il mio invito sono, dunque, a compilare le procedure che consentiranno il rientro nella propria abitazione”. Al momento, sono circa 480 i progetti totali che non sono stati ancora presentati, ma per la maggior parte dei quali sono state inoltrate le manifestazioni d’interesse. I cantieri sisma completati sono 88; 56 sono i lavori in corso di esecuzione mentre 32 sono i progetti sisma presentati e in corso di istruttoria Ufficio Speciale Ricostruzione – Comune.
Il protocollo di intesa prevede anche la realizzazione e l’attivazione di una nuova piattaforma informatica, che sarà resa disponibile dalla struttura commissariale, con la quale si intende avviare l’armonizzazione delle misure assistenziali con le misure di ricostruzione voluta dal Commissario straordinario Giovanni Legnini, il Capo dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio e i presidenti delle quattro regioni del cratere sismico