Putin: è l'Europa a volere la guerra, non la Russia
Vladimir Putin è recentemente tornato sulla vexata quaestio della guerra con l’Europa. E ha rilasciato due dichiarazioni degne della massima attenzione. Ha detto che l’Unione Europea vuole la guerra con la Russia: se in precedenza Putin si era limitato a dire che la Russia non aveva alcun piano per aggredire l’Europa, adesso si spinge oltre e afferma senza perifrasi edulcoranti che è l’Europa che si sta adoperando in ogni modo per occasionare il conflitto con la Russia.
La tesi di Putin appare inconfutabile, suffragata com’è da una miriade di fatti registrati in questi ultimi mesi, non da ultimo il ridicolo episodio del drone su Lipsia, subito identificato dalla Germania come drone russo.
In secondo luogo, il presidente russo ha dichiarato testualmente che se l’Unione Europea invia le truppe in Ucraina, allora è a tutti gli effetti guerra con la Russia. Anche in questo caso le sue parole sono difficilmente smentibili: è infatti del tutto evidente che l’invio di truppe europee in Ucraina, così come era stato per la prima volta sciaguratamente suggerito tempo addietro da sire Macron, comporterebbe ipso facto l’ingresso dell’Europa stessa in guerra con la Russia di Putin.
Anche un bambino di sei anni può capire facilmente il perché: se l’Ucraina è in guerra con la Russia e se l’Europa manda truppe a combattere dalla parte dell’Ucraina, è lampante che l’Europa entri in guerra.
Insomma, Vladimir Putin ha detto a chiare lettere ciò che era chiaro a tutti ormai da mesi: l’Unione Europea, treno in corsa verso l’abisso, sta facendo letteralmente di tutto per propiziare la guerra con una Russia che, di per sé non avrebbe alcun interesse al conflitto con l’Europa.
Queste riflessioni ci inducono a fare i conti con la curiosa tesi, diffusa nei circuiti egemonici, secondo cui la Russia di Vladimir Putin e gli Stati Uniti d’America di Trump avrebbero come obiettivo quello di “sfasciare” l’Unione Europea, in ciò trovandosi d’accordo al di là delle pur non trascurabili differenze che contraddistinguono le due nazioni.
Ora, la tesi in questione ci pare francamente piuttosto debole e non supportata da dati: soprattutto ci sembra una tesi decisamente eurocentrica, fondata com’è sulla discutibile idea secondo cui l’Europa sarebbe il centro del mondo e, come recentemente ancora ha dichiarato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il paradiso invidiato e osteggiato dall’intero pianeta.
La realtà, tuttavia, si incarica di smentire senza riserve una simile posizione: già da diversi lustri, l’Europa ha perso la sua centralità per ridefinirsi come semplice colonia della civiltà del dollaro. La Russia non ha di fatto alcun interesse per l’Europa e anzi se ne tiene a debita distanza, come si fa con gli appestati. Gli Stati Uniti d’America, per parte loro, non hanno nulla da temere, se si considera che l’Unione Europea non ha fatto altro che rinsaldare la subalternità europea rispetto a Washington.
La verità, che gli interpreti politicamente corretti si guardano bene dal fare emergere, è che l’Unione Europea si sta sfasciando da sola, supportando contro il proprio interesse la guerra di Kiev e cercando in ogni modo il conflitto con la Russia di Putin. Per non tacere, poi, di pratiche surreali come la cancellazione della cultura e dell’identità, ma poi anche il nichilismo liberista innalzato a sola sorgente di senso.
Insomma, l’Unione Europea rischia davvero di cadere a pezzi ma non certo per colpa di Washington o di Mosca, bensì per la propria intrinseca nequizia, per l’armata Brancaleone che attualmente la gestisce e, non da ultimo, per l’intima contraddittorietà che fin dalla sua fondazione la caratterizza. Insomma, la UE deve temere anzitutto se stessa.

cielo sereno (MC)
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