Attualità

Covid Marche, oltre 5.400 nuovi casi oggi: più contagi nella fascia di età 25-44 anni

Covid Marche, oltre 5.400 nuovi casi oggi: più contagi nella fascia di età 25-44 anni

Nelle ultime 24 ore sono 5.483 nuovi i casi di contagio al coronavirus registrati nelle Marche, con l'incidenza cumulativa su 100mila abitante risulta solo in lieve rialzo rispetto a ieri (da 2.609,65 a 2.647,05) con la curva che si è in sostanza quasi appiattita negli ultimi tre giorni. È ancora il capoluogo di regione Ancona a rilevare il numero più alto di casi (1.563; ieri 1.583); seguita dalle province di Pesaro (1.293), Macerata (991), Ascoli Piceno (798), Fermo (623); 215 i contagiati provenienti da fuori regione. Tra i nuovi positivi 609 accusano sintomi (da pauci sintomatici a critici); i casi comprendono 3.021 contatti stretti di positivi, 857 contatti domestici, 20 in ambito scolastico/formativo, 11 in ambiente di vita/socialità, 5 in setting lavorativo, 2 in ambito assistenziale e 2 sanitario; per 935 casi in corso approfondimenti epidemiologici. Non muta la 'classifica' delle classi d'età con più casi di contagio: 1.465 persone tra i 25 e 44 anni, 1.222 tra 45 e 59 anni, 567 ragazzini tra i 6 e i 10 anni e 445 nella fascia 14-18 anni. Il totale di tamponi eseguiti è 17.081 (14.386 tra tamponi di diagnosi e test antigenici, con il 38,1% di positivi; 2.695 nel percorso 'guariti'). Nelle ultime 24 ore sono scesi a 341 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (-5 rispetto a ieri), dei quali 53 in Terapia intensiva (numero invariato rispetto a ieri) e 288 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 76 (+1) e quelli in reparti non intensivi 212 (-6 rispetto a ieri) mentre 28 persone sono state dimesse nell'ultima giornata. Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano quattro decessi correlati al Covid: una 78enne di Terre Roveresche, una 71enne di Porto Sant'Elpidio, una 57enne di Montegranaro e una 67enne di Monsampolo del Tronto. 

23/01/2022 12:45
Tamponamento a catena: a chi va addebitata la responsabilità del sinistro?

Tamponamento a catena: a chi va addebitata la responsabilità del sinistro?

Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa ai sinistri stradali e la loro risarcibilità. Ecco la risposta dell’avvcato Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Civitanova Marche che chiede: “A chi spetta il risarcimento danni in occasione di un tamponamento a catena?” Il tamponamento è un tipo di sinistro stradale che si realizza quando un veicolo con la sua parte anteriore urta la parte posteriore di un altro veicolo che lo precede in strada. In questi casi, la responsabilità viene normalmente addebitata in capo al veicolo che ha dato luogo al tamponamento, poiché l'art. 141 del Codice della Strada afferma che "è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione". Pertanto, si presume che la colpa sia di chi tampona, a causa dell'inosservanza delle prescritte distanze di sicurezza che avrebbero consentito un adeguato spazio di frenatura e manovra; ciò a meno che il tamponatore non dimostri che il sinistro si è verificato per causa a lui non imputabile (ad es. a causa di un comportamento abnorme della vettura tamponata). Ipotesi molto frequente e maggiormente problematica per quanto riguarda l'individuazione del "colpevole" è quella dei cc.dd. tamponamenti a catena, ovverosia quelli che coinvolgono diverse autovetture l'una dietro l'altra. In simili ipotesi, per individuare il responsabile, è necessario effettuare una distinzione tra il sinistro avvenuto tra veicoli fermi in colonna e quello avvenuto tra veicoli in movimento. Nell'ipotesi di colonna di veicoli ferma (ad esempio perché in coda dinanzi a un semaforo rosso, bloccati nel traffico, ecc.) la giurisprudenza ha ritenuto che la responsabilità vada addebitata al conducente dell'ultimo veicolo, ossia a colui che, con la sua condotta, genera la prima collisione dalla quale promanano i successivi tamponamenti. Pertanto, in caso di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile delle conseguenze delle collisioni è il conducente che le abbia determinate tamponando da tergo l'ultimo dei veicoli della colonna (cfr. Cass., n. 8646/2003; Cass., n. 18234/2008). Le richieste risarcitorie andranno, pertanto, rivolte al veicolo che ha cagionato il primo tamponamento. Diverso è il caso in cui il tamponamento a catena coinvolga autoveicoli in movimento. In simile ipotesi, per giurisprudenza costante occorre fare riferimento all'art. 2054 c.c., comma 2 il quale sancisce che "nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli". Di conseguenza, opera la presunzione iuris tantum di colpa in forza della quale devono ritenersi responsabili del sinistro, in eguale misura, entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), a causa dell'inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante (Cass., n. 4021/2013). In pratica, la presunzione fa scattare in capo ad ogni conducente la responsabilità nei confronti del veicolo che gli sta davanti, per i danni che questa abbia subito nella sua parte posteriore. In caso di tamponamenti a catena di veicoli in movimento, il rinvio all'articolo 2054 c.c. lascia salva la possibilità di fornire adeguata prova liberatoria e di essere così tenuto indenne all'addebito di responsabilità; tale prova avrà come oggetto l'aver fatto tutto il possibile, una volta tamponati, per evitare di tamponare il veicolo davanti, rispetto al quale erano comunque rispettate le distanze di sicurezza. Si pensi, ad esempio, al caso in cui si riesca a provare che l'urto con il veicolo anteriore non sia derivato dall'eccessiva vicinanza con lo stesso ma solo ed esclusivamente dall'eccessiva velocità del veicolo proveniente da tergo. Resta da dire che, come è evidente, il primo veicolo della colonna (il quale viene tamponato, ma non tampona nessun altro) non avrà mai alcuna responsabilità. L'ipotesi del tamponamento a catena, vedendo il coinvolgimento di più veicoli, rientra tra quelle che esulano dal campo di applicazione del sistema del cd. indennizzo diretto. Di conseguenza, la domanda risarcitoria non andrà mai inoltrata alla propria compagnia di assicurazione. A seconda dei casi, occorrerà rivolgersi o al veicolo direttamente tamponante (in ipotesi di veicoli in movimento) o all'ultimo veicolo, che ha dato origine all'incidente complessivo (in ipotesi di veicoli incolonnati in sosta). Il trasportato su uno dei veicoli coinvolti, tuttavia, dovrà sempre richiedere i danni alla compagnia che assicura il mezzo sul quale si trovava al momento dello scontro. Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che, “Nell'ipotesi di tamponamento a catena tra veicoli in movimento, trova applicazione l'art. 2054, secondo comma, cod. civ., con conseguente presunzione "iuris tantum" di colpa in eguale misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull'inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, mentre nel caso di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l'ultimo dei veicoli della colonna stessa (Cass. n. 4304/2021, Cass., 19/02/2013, n. 4021, Cass., 15/06/2018, n. 15788).Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.                                                        

23/01/2022 11:03
Marche, “Se sei madre non lavori”: nel 2022 aumenterà la disoccupazione femminile

Marche, “Se sei madre non lavori”: nel 2022 aumenterà la disoccupazione femminile

Nonostante la leggera ripresa del tasso di occupazione nel 2021 dovuta all’allentamento delle restrizioni anti-Covid, la disparità di genere continua a penalizzare in maniera sensibile le donne lavoratrici. A confermarlo sono il rapporto dell’Osservatorio sul precariato (INPS) e il “Gender Policies Report 2021” (INAPP). A pari condizioni, in Italia le donne attive arrivano solo al 49,5%, contro il 67,8% degli uomini. Il fattore determinante è sempre più quello della “genitorialità”, per cui oggi 1 donna su 2 è costretta a rinunciare a prospettive di lavoro per mettere su famiglia. I dati sono influenzati anche dalla mancanza di politiche lungimiranti e dalla generale percezione della questione come “di parte”: lo sviluppo economico del Paese, oggi legato ai fondi del PNRR, continuerà ad escludere la partecipazione delle donne. Nelle Marche, già nel 2020 l’occupazione femminile aveva accusato una forte inflessione: -3% rispetto al -1,6% di quella maschile. Si tratta di numeri che non si registravano dal 2013, e che attualmente includono anche le donne più giovani. Nonostante la maggiore qualifica – basti pensare che oggi le donne laureate sono il 22,4% contro il 16,8% degli uomini – il comparto femminile sconta su tutto il territorio marchigiano un’attivazione dei contratti di lavoro (determinato e indeterminato) inferiore alla media: si parla del 32,7% rispetto al 37,8% per gli uomini solo nel I° semestre del 2021. Pertanto, essendo la soglia nazionale di incidenza del tempo indeterminato sul totale dei contratti a donne del 14,5%, le Marche si collocano al terzo posto con una soglia del 10,6%. Peggio solo Valle D’Aosta (8,5%) e Trentino Alto Adige (7,2%). Fonti: INPS, INAPP

23/01/2022 10:00
Macerata piange la scomparsa del dottor Marco Carelli: luminare della chirurgia vascolare

Macerata piange la scomparsa del dottor Marco Carelli: luminare della chirurgia vascolare

Sabato 22 gennaio è venuto a mancare il dottor Marco Carelli, noto chirurgo vascolare protagonista del florido periodo di ripresa del Reparto di Chirurgia nella “Casa di Cura Dr. Marchetti”, nel quale è stato anche giovane primario di talento. Uno dei primi diagnosti dal 1982 con Doppler ed Ecodoppler, nel campo della chirurgia vascolare, e libero professionista nello Studio Associato con la figlia Liza, nella Casa di Cura. Maceratese, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, si specializza in Chirurgia Vascolare, ne consegue l’abilità di aiuto e primariato. Dal ’78 artefice del primo posizionamento di Pace-Maker e della prima T.E.A. carotidea, nominato Cavaliere del Lavoro, ottiene la Gran Croce al Merito dell’Accademia Internazionale di Scienze Economiche e Sociali e la Gran Croce al merito dell’Accademia Italo-Americana, di cui nell’89 diviene Presidente. Nell’’83 stila la classificazione della S.P.F. degli arti inferiori. Viene nominato Grande Ufficiale e Rappresentante Provinciale della Società Italiana di Flebologia, ottenendo nel 2011 il Premio S.I.F. alla Carriera di Flebologo.Compositore regolarmente iscritto alla S.I.A.E., amante dell’arte e della filosofia, lascia un grande vuoto in famiglia, per la moglie Nadia, le figlie Lara e Liza, i parenti ed amici tutti.I funerali avranno luogo lunedì 24 gennaio, alle ore 10.00, presso la Chiesa di Santa Croce.  

23/01/2022 08:45
Elezioni Tolentino, Civico 22 apre ai tavoli tematici. "Per il futuro della città serve una coalizione matura"

Elezioni Tolentino, Civico 22 apre ai tavoli tematici. "Per il futuro della città serve una coalizione matura"

In vista delle prossime elezioni per il sindaco di Tolentino, tornano a parlare dopo mesi di voluto silenzio - "per meglio concentrare le energie in vista di una nuova e più efficiente amministrazione locale" - i coordinatori di Civico 22 Paolo Dignani e Massimo D'Este. A seguito della recente alleanza fra Movimento 5 Stelle, Tolentino Popolare e Partito Democratico (leggi qui) la realtà civica locale ha ritenuto opportuno aprire ai tavoli tematici con l'obbiettivo di dare un contributo fattivo e costruttivo alla definizione di idee e proposte utili allo sviluppo di un programma che guardi al futuro della città secondo l'auspico della buona politica, priva di logiche personalistiche. "La nostra dichiarata disponibilità al dialogo - si evince dal comunicato diffuso - con movimenti, gruppi politici, liste civiche, la chiarezza e la linea di pensiero di Civico 22 non sono una fragile ossessione, ma elementi fondanti di un'idea che ha due cardini imprescindibili: un no categorico a coalizioni politicamente innaturali, senza prospettive di dialogo a lungo termine e la ricerca di un candidato Sindaco autenticamente civico. "Ci preme ribadire - prosegue la nota - che occore oggi formare una sana e matura coalizione che annoveri fra i suoi valori l'equità sociale, la tutela dei diritti individuali e collettivi, la tutela dell'ambiente, la solidarietà e la sussidiarietà, l'integrazione sociale e culturale e non ultimo la sicurezza e il benessere dei nostri concittadini. Per questo, bisogna prendere le distanze da uomini e donne legati ai vecchi modi di fare politica: le nuove figure dovranno essere autorevoli poiché spetterà loro anche il difficile compito di riattivare la voglia di partecipazione dei cittadini, mettendo a disposizione competenza ed entusiasmo, nel solco della discontinuità sia nei metodi che nei contenuti".

22/01/2022 19:19
Macerata, la Fondazione Carima dona all'ospedale una macchina per la risonanza magnetica

Macerata, la Fondazione Carima dona all'ospedale una macchina per la risonanza magnetica

L’ospedale di Macerata si prepara a riceve ufficialmente l’installazione di una nuova risonanza magnetica. Un grande passo in avanti per la struttura in termini di dotazione volti a migliorare i percorsi diagnostici: si tratta infatti di una strumentazione avanzata e di ultima generazione (produzione Siemens) da “utilizzare esclusivamente – si legge in una nota diffusa dalla direttirice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi - per fini istituzionali finalizzati all’erogazione di cure sanitarie e delle correlate ricerche mediche". Benefattrice della donazione - per un importo di 603.764 euro, che andrà a coprire anche i lavori di strutturazione degli spazi in cui l’attrezzatura verrà allocata – è stata la Fondazione Carima di Rosaria Del Balzo Ruiti, che negli ultimi due anni ha dimostrato particolare vicinanza e partecipazione alle dinamiche del territorio legate alla sanità. Basti pensare agli ultimi investimenti effettuati: 768mila euro nel 2020 destinati alla salute pubblica, alla medicina preventiva e riabilitativa, e a supporto della lotta al Covid-19; 30mila euro nel 2021 a sostegno della campagna vaccinale.

22/01/2022 18:33
Allarme del Cosmari: "Aumento dei contagi imponente". Si punta su nuova gestione dei rifiuti Covid

Allarme del Cosmari: "Aumento dei contagi imponente". Si punta su nuova gestione dei rifiuti Covid

"A causa dell’imponente aumento dei contagi registrati nell’ultimo periodo e, di conseguenza, dell’alto numero di persone sottoposte ad isolamento o quarantena obbligatoria, l’azienda non è più in grado di ottemperare, come fatto finora, alle disposizioni tecnico gestionali a causa delle enormi difficoltà oggettive che si sono via via registrate". A scriverlo sono il presidente del Cosmari Giuseppe Pezzanesi e il direttore generale Giuseppe Giampaoli in una nota informativa inviata al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e all’assessore all’ambiente Stefano Aguzzi, e per conoscenza dall’Ata 3 e a tutti i Comuni soci.  La disciplina di gestione dei rifiuti urbani prodotti dai soggetti positivi al Covid-19, o in quarantena obbligatoria, è divenuta insostenibile per l'azienda: “Ad oggi, a fronte delle precedenti problematiche legate al ritardo dell’inserimento dei soggetti interessati nell’apposito elenco da parte dell’Asur, si registra un vero e proprio aumento esponenziale del numero di utenze da raggiungere pari ad oltre 9.000 - evidenziano i vertici del Cosmari -, conseguenza del cambio di modalità operativa di inserimento, permanendo invece la problematica relativa alla cancellazione dagli elenchi al momento della fine quarantena o negativizzazione dell’utente”. Rilevante anche ai fini dell’espletamento del servizio il fatto che il Covid ha colpito anche la forza lavoro in forza al Cosmari: circa il 10% del personale operativo è assente per malattia o in isolamento domiciliare.  “Pertanto - suggeriscono i vertici del Cosmari - si auspica che la Regione voglia prendere i provvedimenti necessari al fine di semplificare la procedura in essere, magari sulla scorta dell’analoga Ordinanza emessa dal Presidente della Regione Toscana”. La proposta lanciata dal Cosmari prevede le seguenti caratteristiche. Il servizio di raccolta dei rifiuti domestici dei soggetti positivi al Covid-19 e soggetti in quarantena sarà quello comunemente utilizzato per la raccolta del secco non riciclabile. Durante il periodo di isolamento domiciliare l’utenza dovrà: inserire tutti i rifiuti nel sacco dell’indifferenziato (non fare la raccolta differenziata); raccogliere i rifiuti utilizzando almeno due sacchi (uno dentro l’altro); chiudere bene i due sacchi uno dentro l’altro, con i lacci di chiusura o con del nastro adesivo. Per il conferimento dei rifiuti Cosmari adotterà e comunicherà alla cittadinanza le modalità operative che saranno messe a punto nell’ottica della massima sicurezza e della semplificazione per l’utenza, che, in ogni caso, supereranno l’attuale organizzazione. Rimarranno comunque attivi il numero verde 800640323 e la mail COVID-19@cosmarimc.it, sia per gli utenti che per i Comuni, per la segnalazione e la conseguente gestione di tutte quelle situazioni, che per difficoltà, spazio e/o particolare problematiche, necessitano di servizio integrativo specifico. Infine, per garantire condizioni di sicurezza nello smaltimento si conferma che il Trattamento Meccanico Biologico a cui saranno destinati i rifiuti indifferenziati raccolti con la nuova organizzazione, unitamente al sacco giallo del normale porta a porta, è attrezzato con sistemi di nebulizzazione in linea di prodotto disinfettante atti ad abbattere l’eventuale presenta del virus, e che, in ottica puramente preventiva, saranno proseguite le verifiche analitiche periodiche in linea per escludere la presenza dello stesso.  

22/01/2022 12:30
Covid, anche oggi quasi 6mila casi nelle Marche: la metà dei contagi nella fascia 25-59 anni

Covid, anche oggi quasi 6mila casi nelle Marche: la metà dei contagi nella fascia 25-59 anni

Restano alti i numeri della quarta ondata, spinti dalla variante Omicron, anche se la curva continua a mostrare una fase di stabilizzazione. Questo quanto emerge dai dati giornalieri diffusi dall’Osservatorio Epidemiologico delle Marche. Oggi il Gores ha segnalato 5.952 nuovi positivi (ieri erano 5.853), il 38,7% (il tasso di positività ieri era del 38%%) dei 15.362 (15.406) tamponi analizzati. L'incidenza scende a 2.609,65 (2.985,12) casi settimanali ogni 100mila abitanti. Sono 633 persone con sintomi; i casi comprendono anche 3.004 contatti stretti di positivi, 1.199 contatti domestici, 59 in ambienti di scuola/formazione, 4 in ambiente di lavoro, 3 di vita/socialità, 1 in setting sanitario e 1 assistenziali; oltre mille (1.034) i contagi sui quali è in corso un approfondimento epidemiologico.ì È ancora la provincia di Ancona la più colpita con 1.583 casi. Seguono: Pesaro-Urbino (1.456), Macerata (1.174), Ascoli (800), Fermo (704) e 235 da fuori regione. La fascia d’età fra 25-44 anni fa registrare 1.648 casi, quella 45-59 fa registrare 1.339 casi. Sono ben 1.642 quelli tra i ragazzi da zero a 18 anni, 334 tra 19-24enni, 989 tra over 60.  Nelle ultime 24 ore sono scesi a 349 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (-4 rispetto a ieri), dei quali 53 in Terapia intensiva (+2 rispetto a ieri) e 293 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 75 (-1) e quelli in reparti non intensivi 218 (-4 rispetto a ieri) mentre 39 persone sono state dimesse nell'ultima giornata. Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano cinque decessi correlati al Covid: un 91enne di di Potenza Picena, una 94enne di Ripatransone, una 85enne di Porto Recanati, un 79enne di Monteprandone e una 83enne di Ancona.   

22/01/2022 11:29
Marche, stop zona arancione. Acquaroli comunica il dietrofront: "Si rimane in zona gialla"

Marche, stop zona arancione. Acquaroli comunica il dietrofront: "Si rimane in zona gialla"

Niente più passaggio in arancione: le Marche rimarrà anche per la prossima settimana in zona gialla. A comunicarlo è il presidente della Regione Francesco Acquaroli: "Alla luce dei dati degli ultimi tre giorni, l’andamento sta cambiando soprattutto nelle terapie intensive. Pur non trattandosi di un'inversione di tendenza netta, questa settimana siamo tornati al di sotto della soglia della zona arancione, considerando anche i parametri realtivi all'Area Medica. uindi per questa settimana restiamo in zona gialla". Dietrofront dunque, nonostante le percentuali rese note solo due giorni fa (23% saturazione Intensive e 28,5% Area Medica), che avevano dato ormai per scontato il passaggio di colore entro il 24 di gennaio (leggi qui). Nel frattempo, proseguono le difficoltà in termini di tracciamento dei contagi e di assistenza medica - causa il deficit di risorse tecniche e umane conclamate.    

21/01/2022 19:16
Monoclonali, Saltamartini elogia gli anticorpi per il Covid. "Siamo tra i primi in Italia"

Monoclonali, Saltamartini elogia gli anticorpi per il Covid. "Siamo tra i primi in Italia"

Secondo i dati relativi alla settimana compresa fra il 12 e il 18 gennaio, la Regione Marche ha raggiunto quota 226 somministrazioni degli anticorpi monoclonali - 60 in più rispetto i giorni precedenti. Il risultato è stato accolto con plauso dall'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, accompagnando agli stessi numeri anche quelli relativi al Molnupiravir: nello stesso periodo, la pillola anti-Covid è stata ricevuta da 81 pazienti, dimostrando la diffusione capillare del farmaco presente sul mercato già dal 4 gennaio. "Dopo la Valle D'Aosta, siamo tra i primi con il maggior numero di prescrizioni - ha dichiarato Saltamartini - I monoclonali hanno da tempo dimostrato la loro efficacia, e sono il contributo più valido per curare il Covid a livello ambulatoriale specie nei soggetti fragili". Per la prossima settimana - secondo quanto comunicato dalla Regione - sono già previste 229 prescrizioni: un aumento che va di pari passo anche con l'utilizzo del Remdesivir Precoce in somministrazione ambulatoriale, riducendo di conseguenza quello del farmaco utilizzato in regime ospedaliero. "Da metà febbraio - ha aggiunto l'assessore -  è atteso anche l'arrivo del nuovo vaccino Novavax basato su proteine ricombinanti, destinato a coloro i quali hanno avuto dubbi sui vaccini vettoriali e a base Rna. Questo ci permetterà di proseguire al meglio la campagna vaccinale".      

21/01/2022 18:23
Post sisma: dal Governo partono i primi interventi per la ricostruzione

Post sisma: dal Governo partono i primi interventi per la ricostruzione

Via libera oggi dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega per l’adozione di un “Codice della ricostruzione”. “Una riforma di portata storica, che punta a definire un quadro normativo uniforme per le attività di ricostruzione post sisma, con l’attuazione di un modello che garantisca certezza, stabilità e velocità di questi processi, e che al tempo stesso assicuri una ripresa delle attività economiche e sociali nei territori colpiti” hanno sottolineato il Commissario Straordinario per la ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, che hanno contribuito alla stesura del testo. Oggi in Italia sono in corso almeno sette ricostruzioni post sisma, ciascuna con le sue regole, le sue procedure, un proprio modello di gestione. Il “Codice” nasce proprio per superare questa frammentazione, che genera confusione normativa e diseguaglianze nei diritti riconosciuti ai cittadini colpiti dalle catastrofi naturali. La delega propone la creazione di uno specifico Dipartimento delegato alle ricostruzioni nell’ambito della Presidenza del Consiglio, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con possibilità di nomina di Commissari straordinari per le ricostruzioni più complesse, e l’introduzione di uno “stato di ricostruzione”, distinto e susseguente allo “stato di emergenza”. Sarà possibile in sostanza realizzare quel passaggio coordinato tra prima assistenza alla popolazione e gestione dello stato di emergenza, affidati al sistema di Protezione Civile, e la successiva fase di ricostruzione. Si introducono, inoltre, alcuni principi nuovi ed importanti. Innanzitutto, quello che i processi di ricostruzione non si limitino alla riparazione materiale dei danni, ma assicurino ai territori colpiti anche il recupero del tessuto socioeconomico, ad esempio con gli aiuti alle imprese. Si prevede poi che, in caso di danni molto elevati e di situazioni complesse, si possa attuare una ricostruzione pubblica dei centri urbani e storici dei comuni più colpiti attraverso progetti unitari. Per il rifacimento delle opere pubbliche si prevedono anche semplificazioni e meccanismi di accelerazione, come l’obbligo di utilizzare centrali uniche di committenza. Per la prima volta, inoltre, si apre alla possibilità di introduzione di polizze assicurative private per il ristoro dei danni da sisma, delegando il Parlamento a valutare l’eventuale introduzione di forme di indennizzo diverse dal contributo pubblico. Molte delle soluzioni proposte dalla delega sono mutuate dalle esperienze passate, ed in particolare dalle più recenti innovazioni nella ricostruzione post sisma 2016, come il modello di gestione multilivello delle grandi ricostruzioni, affidate ad una Cabina di coordinamento, guidata dal Capo del Dipartimento o dal Commissario, con i presidenti delle Regioni interessate, i rappresentanti dei sindaci ed il Capo Dipartimento della Protezione Civile, con il quale vengono stabilite precise modalità di raccordo nel passaggio dalla fase di emergenza a quella della ricostruzione. Viene poi confermato il modello amministrativo delle attività di ricostruzione, basato sugli Uffici Speciali Regionali, che assistono i comuni anche nella pianificazione urbanistica e attuano gli interventi pubblici più rilevanti, così come quello del monitoraggio, basato sulle piattaforme digitali, e dei controlli di legalità, con il rafforzamento della Struttura di missione del Ministero dell’Interno. La nuova struttura della Presidenza del Consiglio potrà essere dotata di un contingente di personale tecnico altamente specializzato, ricorrendo a professionalità attualmente impegnate nelle ricostruzioni dell’Aquila, dell’Emilia-Romagna e del Centro Italia. “Tutto il Servizio Nazionale della Protezione Civile darà il suo contributo di esperienza al grande cantiere normativo che prenderà il via grazie alla legge delega approvata oggi dal Consiglio dei Ministri. È un risultato particolarmente importante perché da tempo sentivamo l’esigenza di armonizzare, in caso di grandi terremoti, il superamento dell’emergenza e la fase di ricostruzione. La scelta del Governo consente di avviare questo percorso che garantirà ai cittadini non solo una pronta risposta all’emergenza ma anche uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale” ha aggiunto il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. “Si tratta di una proposta virtuosa, resa possibile dalla collaborazione e dalla condivisione delle esperienze di tutti. L’idea di fondo è quella di assicurare una policy stabile della ricostruzione e messa in sicurezza del territorio, ispirata ai principi di semplificazione, accelerazione dei tempi e dello sviluppo. Un modo per individuare un’ordinarietà nella straordinarietà dell’emergenza ricostruzione perché, come suggerito dalla Corte dei Conti, anche nella fase successiva all’emergenza è necessaria una regolamentazione che individui modelli organizzativi e procedurali idonei a dare certezza e a ridurre i tempi della ricostruzione” ha detto il Capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande. “Ringrazio il Governo per l’approvazione del disegno di legge delega che potrà finalmente essere sottoposto all’esame del Parlamento, presso il quale pende già il disegno di legge dell’On.le Pezzopane. Mi auguro che si proceda celermente con l’approvazione del testo, in tempo utile per il varo del Codice entro la Legislatura, una riforma che potrà finalmente dare certezze ai cittadini, alle imprese e agli enti locali dei territori colpiti dai terremoti, così superando le lungaggini e le incertezze che hanno da sempre caratterizzato l’avvio dei processi di ricostruzione“ ha concluso il Commissario Giovanni Legnini.

21/01/2022 17:40
Muccia, riapre l'ufficio postale

Muccia, riapre l'ufficio postale

L’ufficio postale di Muccia riapre domani nella nuova sede in via Clementina 10. "La sede, che garantisce gli standard di accoglienza e sicurezza per i clienti e il personale - si legge in una nota di Poste Italiane -  è dotata di due sportelli abilitati a tutte le operazioni e una sala consulenza con personale qualificato per fornire chiarimenti e consigli in modo riservato sui prodotti di risparmio, protezione e investimento dell’azienda. Inoltre, l'ufficio dispone del servizio wi-fi gratuito per connettersi a internet in modo facile e veloce". “Il sindaco ha ringraziato Poste Italiane "per aver dato una sede stabile e ben organizzata, non solo ai cittadini di Muccia ma anche a quelli di tutto il territorio, in un momento in cui nelle zone montane, a causa della diminuzione della popolazione, alcuni servizi vengono soppressi. Bisogna sottolineare, inoltre, che Poste Italiane ha mantenuto attivo il servizio anche nelle difficili condizioni derivate dal sisma; perciò il nostro plauso va a Poste Italiane per essere vicino ai cittadini, anche nelle zone più marginali. È doveroso, inoltre, un ringraziamento a tutto il personale che ha contribuito a migliorare e rendere più efficiente il servizio.” - ha dichiarato Mario Baroni. L’ufficio di Muccia è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.45 e il sabato dalle 8.20 alle 12.45.  

21/01/2022 17:13
Maestri e scuole di sci, nuovi contributi a fondo perduto: ecco il bando

Maestri e scuole di sci, nuovi contributi a fondo perduto: ecco il bando

Pubblicato l’avviso pubblico per la concessione dei contributi a favore dei maestri e delle scuole di sci delle Marche colpiti dalla crisi Covid-19. Il bando è il frutto della convenzione tra la Regione Marche e il Collegio regionale dei Maestri di sci delle Marche per l’attribuzione di contributi che ammontano complessivamente a 267.576,08 euro. “Un sostegno ad una categoria fortemente colpita dalla crisi pandemica – dice l’assessore allo Sport Giorgia Latini – settore importante per gli amanti dello sport sulla neve e attrazione turistica che ha subìto forti limitazioni nel corso delle ultime stagioni sciistiche”.     Il contributo a fondo perduto è rivolto ai Maestri di sci, di tutte le discipline, iscritti all’albo del Collegio Regionale delle Marche alla data del 9 marzo 2020 e che risultano ancora iscritti alla data del 14 febbraio 2021; alle Scuola di sci operanti nella Regione Marche ed autorizzate con DGR prima del 9 marzo 2020 e che risultino ancora operanti alla data del 14 febbraio 2021. Le domande di contributo dovranno essere inviate entro 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione dell’avviso pubblicato il 20 gennaio 2022.  Il bando è consultabile al link: https://www.maestridiscimarche.it/avvisi-e-bandi

21/01/2022 16:54
Macerata, nuovo look per lo stadio della Vittoria: al via i lavori

Macerata, nuovo look per lo stadio della Vittoria: al via i lavori

Sono stati avviati i lavori di recupero, restauro e rigenerazione dello stadio della Vittoria: l’intervento avrà ad oggetto il campo sportivo, la struttura storico-architettonica della tribuna con gli spogliatoi e la gradinata, il parco e le mura di cinta. I lavori, interamente finanziati con le risorse stanziate dal fondo “Sport e Periferie” per un importo complessivo di 1.468.779,65 euro, sono stati affidati alla R.T.I. Consorzio stabile Alta Val di Cecina srl/Inveni srl.  Al momento sono iniziati i lavori di bonifica del calcestruzzo delle gradinate con idrolavaggio, rasatura, ripristino e pulizia delle superfici imbrattate da graffiti. Seguirà il ripristino delle mura perimetrali esterne anche nelle due campate in cui si è verificato un principio di ribaltamento. Il campo sarà, poi, oggetto di manutenzione straordinaria con integrale rifacimento del manto in erba sintetica e delle panchine che verranno posizionate lungo il lato delle gradinate. La novità rilevante riguarderà l’allestimento del parco che costituirà un anello completo attorno al campo sportivo e sarà dotato di area giochi, area fitness e benessere e area pic-nic. Sull’intera area verrà inoltre allestito un nuovo impianto di illuminazione e di videosorveglianza. «Dopo aver approvato il progetto esecutivo ed espletato la gara di appalto, abbiamo dato avvio ai lavori lo scorso mese di dicembre, in concomitanza con l’ultimazione della rigenerazione del campo sportivo San Giuliano nel quartiere Pace – ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -. In questo periodo abbiamo completato anche le opere di adeguamento del campo sportivo di Collevario a dimostrazione di quale sia l’impegno concreto dell’Amministrazione nella cura e gestione degli impianti. Questo intervento può essere sintetizzato come il connubio tra sport, natura e benessere psico-fisico in un luogo storico e strategico della città fruibile da tutti i maceratesi». «L’Amministrazione continua a dimostrare la propria rapidità ed efficacia nel portare a compimento opere incompiute ereditate dal passato con, allo stesso tempo, un’ambiziosa e concreta programmazione e capacità realizzativa abbinate a una chiara visione strategica del futuro della città e sui nuovi progetti – ha aggiunto l’assessore allo Sport Riccardo Sacchi -. Con i lavori allo stadio della Vittoria andiamo a recuperare e valorizzare un’area nevralgica di Macerata, simbolica non solo a livello sportivo ma anche sociale».  

21/01/2022 15:23
Macerata diventa "città": il presidente Mattarella firma il decreto

Macerata diventa "città": il presidente Mattarella firma il decreto

Il Prefetto Flavio Ferdani ha notiziato nei giorni scorsi il sindaco Sandro Parcaroli del decreto presidenziale firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che conferisce a Macerata il titolo di città. L’avvio dell’iter per la formalizzazione del titolo di città proposto dal presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani, era stato approvato lo scorso maggio all’unanimità dall’assiste cittadina. Successivamente il sindaco Sandro Parcaroli aveva inviato formale richiesta – corredata da apposita documentazione relativa al tessuto sociale, economico, architettonico e culturale di Macerata - al Prefetto Flavio Ferdani che l’aveva, a sua volta, sostenuta e inoltrata al Ministero dell’Interno. Il decreto firmato dal Presidente della Repubblica è arrivato nei giorni scorsi conferendo così, formalmente e ufficialmente, il titolo di “Città” a Macerata. Storicamente infatti, il Comune di Macerata ha avuto l’attribuzione del titolo di “Città grande” con le Costituzioni egidiane, leggi promulgate a Fano durante il Parlamento convocato il 29 aprile del 1357 dal Cardinale Edigio Albornoz ma mai formalizzate. «Un importante riconoscimento per Macerata che arriva in un periodo non facile per la comunità ma che ci inorgoglisce profondamente – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Il nostro grazie va al presidente del Consiglio Francesco Luciani per aver avviato l’iter, a tutta l’assise cittadina che ha appoggiato la proposta e alle istituzioni locali e nazionali per averla supportata e per aver formalizzato il riconoscimento. La storia e il passato della nostra città sono stati riconosciuti, anche in questa occasione, in modo unanime e anche da ciò partiamo per un nuovo futuro che ci siamo impegnati a costruire». «Finalmente per Macerata arriva il formale riconoscimento del titolo di città da parte dal Presidente della Repubblica – ha commentato il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani -. Un obiettivo che ho fortemente voluto e che, con il sostegno dell’Amministrazione e di tutto il Consiglio comunale, siamo riusciti a portare a casa. Un ringraziamento va al Prefetto di Macerata, come organo di governo sul territorio, che ha condiviso e sostenuto l’iniziativa inoltrandola, al Ministero degli Interni, per la tempestiva istruttoria, e al Presidente della Repubblica per aver riconosciuto a Macerata il titolo di città. Grazie poi a tutti gli Uffici che hanno collaborato e che stanno collaborando per rendere effettivo il passaggio da “Comune” a “Città” e alla dottoressa Laura Mocchegiani per il minuzioso lavoro documentale. Non appena l’emergenza sanitaria lo permetterà, sarà programmato un Consiglio comunale straordinario per formalizzare il riconoscimento all’interno dell’assise cittadina». A esprimere il proprio apprezzamento anche il Prefetto Flavio Ferdani. «È un riconoscimento che riveste di altissimo valore simbolico proprio perché avviene in uno dei periodi più difficili per il nostro paese a causa della gravissima pandemia che continua ad affliggerci – ha commentato -. Il riconoscimento rappresenta per la comunità maceratese non solo un motivo di orgoglio e rafforzamento del senso di appartenenza ma costituisce soprattutto un momento di rigenerata e rinnovata speranza per la crescita di nuove opportunità soprattutto per le nuove generazioni».

21/01/2022 13:29
San Severino, post sisma: demolito poi ricostruito, torna agibile un villino a Uvaiolo

San Severino, post sisma: demolito poi ricostruito, torna agibile un villino a Uvaiolo

Demolito e poi ricostruito dopo le scosse di terremoto dell’ottobre 2016, torna abitabile un villino in località Uvaiolo di San Severino Marche.  Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha revocato l’Ordinanza con la quale, a suo tempo, aveva dichiarato non utilizzabile lo stabile. I proprietari potranno ora fare rientro a casa dopo i lavori per i quali l’Usr, l’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche, ha stanziato un finanziamento di 285mila euro.  

21/01/2022 11:59
Civitanova, passi avanti per la pista ciclopedonale sul Chienti: acquisite aree  private

Civitanova, passi avanti per la pista ciclopedonale sul Chienti: acquisite aree private

Pista ciclabile del parco fluviale del Chienti, la Giunta ha deliberato l’acquisizione di alcune aree private per tracciare il percorso di mobilità sostenibile in base al progetto redatto in passato dagli architetti Claudio Ridolfi e Raffaella Cuppoletti incaricati dall'Ente. L’approvazione del progetto definitivo relativo alla realizzazione di percorsi ciclo-pedonali attrezzati sulla sponda del fiume risale al 2006, successivamente sono state attivate le procedure espropriative con occupazione anticipata delle aree a seguito dell’immissione nel possesso da parte del Comune di Civitanova Marche. Ulteriori provvedimenti sono stati presi nel 2020 dall’Amministrazione comunale per la partecipazione ai bandi regionali, che hanno consentito al Comune di Civitanova Marche di ricevere il relativo finanziamento (Decreto Regione Marche n. 13 del 04/06/2020). La Regione ha però stabilito che le spese degli espropri o acquisizione delle aree funzionali alla realizzazione del ponte debbano essere a carico del Comune di Civitanova Marche. Parte della pista ciclabile nell'ambito del parco fluviale del Chienti ricade in area privata e il Comune ha ricevuto la disponibilità da parte dell’attuale proprietario alla cessione bonaria delle zone necessarie alla realizzazione degli interventi, intenzione palesata attraverso gli incontri effettuati presso gli uffici comunali, per una superficie complessiva di 5.517 mq (salva più esatta misurazione in sede di frazionamento) ed un importo complessivo di 55.170 Euro. La somma necessaria al finanziamento delle prestazione trova capienza al capitolo n. 2523/0 del Bilancio comunale.  

21/01/2022 11:39
Covid Marche, oltre 5.800 casi nelle ultime 24 ore: incidenza del virus vicina a quota tremila

Covid Marche, oltre 5.800 casi nelle ultime 24 ore: incidenza del virus vicina a quota tremila

Restano alti i numeri della quarta ondata, spinti dalla variante Omicron, anche se la curva sembra stabilizzarsi. Questo quanto emerge dai dati giornalieri diffusi dall’osservatorio epidemiologico delle Marche. Oggi il Gores ha segnalato 5.853 nuovi positivi (ieri erano 6.905), il 38% (il tasso di positività ieri era del 41,89%) dei 15.406 (16.528) tamponi analizzati. L'incidenza sale a 2.985,12 (2.879) casi settimanali ogni 100mila abitanti. È ancora la provincia di Ancona la più colpita con 1.649 casi. Seguono: Pesaro-Urbino (1.275), Macerata (1.183), Ascoli (888), Fermo (632) e 226 da fuori regione. La fascia d’età fra 25-44 anni fa registrare 1.661 casi, quella 45-59 fa registrare 1.298 casi. Sono ben 1.653 quelli tra i ragazzi da zero a 18 anni, 370 tra 19-24enni, 871 tra over 60. Sono 622 i sintomatici, 1.461 i contatti domestici, 2.551 i contatti stretti di casi positivi, 1.119 i casi in fase di approfondimento epidemiologico, 8 nella casella positivi in ambiente di vita socialità, 64 in setting scolastico/formativo, 5 nei contatti in setting lavorativo, 2 nei contatti in setting assistenziale, 2 negli screening sanitari e 19 nei casi extra regione. Nelle terapie intensive il 73% dei ricoverati non è vaccinato, il 65% nell’area medica. Nelle ultime 24 ore sono aumentati a 349 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (+7 rispetto a ieri), dei quali 51 in Terapia intensiva (+1 rispetto a ieri) e 298 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 76 (+1) e quelli in reparti non intensivi 222 (+5 rispetto a ieri) mentre 39 persone sono state dimesse nell'ultima giornata. Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano sei decessi correlati al Covid: una 94enne di Pesaro, una 86enne di Falconara Marittima, una 84enne di Porto San Giorgio, una 93enne di San Costanzo, una 87enne di Vallefoglia e un 86enne di Pesaro.    

21/01/2022 11:12
Marche, entro un anno milioni di persone senza lavoro. Il PD alza la voce contro Acquaroli (FOTO)

Marche, entro un anno milioni di persone senza lavoro. Il PD alza la voce contro Acquaroli (FOTO)

“Dobbiamo salvaguardare la continuità delle imprese, il loro valore sociale, economico e di tutela del patrimonio marittimo e della biodiversità”. Questo l’imperativo ad animare il vertice del Partito Democratico Regionale che si è tenuto ieri sera presso Il Veneziano di Civitanova Marche, ristorante rinomato del lungomare nord. Sul tavolo dell’incontro la tanto discussa direttiva Bolkestein promossa dall’UE: una manovra che rischia di penalizzare balneari e gestori di attività in aree demaniali marittime. Durante il dibattito intitolato "Per superare la Bolkestein", sono intervenuti i rappresentanti del Pd Umberto Buratti e Mario Morgoni (responsabili in Parlamento), Maurizio Mangialardi (capogruppo Pd della Regione) e Francesco Micucci (componente dell’assemblea nazionale per il Pd di Civitanova). Fra i presenti, anche la candidata sindaco del centrosinistra Mirella Paglialunga. «Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli – hanno dichiarato i dem - dovrà impegnarsi di più nella prossima Conferenza Stato-Regioni affinché il Parlamento giunga quanto prima a una legge nazionale che tuteli il lavoro e gli investimenti di migliaia di piccole imprese a conduzione familiare operanti nel settore balneare. Stiamo parlando della ricchezza prodotta nel territorio e che deve restare nel territorio, a differenza di quanto accadrebbe qualora le future concessioni fossero assegnate a grandi gruppi di carattere nazionale e internazionale». Pochi giorni prima era tornata ad esprimersi sull’argomento anche la rappresentanza di centrodestra delle Marche, nel corso dell’ultimo Consiglio Regionale tenutosi ad Ancona. «L’Europa pretende il rispetto del principio della concorrenza per le nostre micro concessioni balneari – ha dichiarato il consigliere Marco Marinangeli (Lega) -, ma poi non interviene quando si tratta di regolamentare quella dei giganti del web. La sentenza del Consiglio di Stato del 13 gennaio 2022 che prorogherebbe le concessioni a fine 2023 – e non più al 2033 come era stato richiesto – rischia di avere un serio impatto su tutto il settore interessato, con notevoli difficoltà economiche per gli operatori locali e la preclusione di ogni prospettiva imprenditoriale». A fare da èco alle parole di Marinangeli quelle della forzista Jessica Marcozzi e del presidente del consiglio regionale Dino Latini (UDC). «Ci aspettiamo che la giunta Acquaroli a solleciti e supporti ogni azione a favore delle migliaia di attività marittime, piccole e medie imprese, in larga parte a conduzione familiare. Allo stesso tempo, il Governo e il Parlamento dovranno impegnarsi in termini sia legislativi, sia di forte dialogo a livello europeo».  

21/01/2022 10:00
Recanati, colletta alimentare e scatole sospese: successo per la  campagna di solidarietà

Recanati, colletta alimentare e scatole sospese: successo per la campagna di solidarietà

La comunità di Recanati ha risposto con successo agli appelli  di solidarietà lanciati dal Comune in collaborazione con le Associazioni alle iniziative delle scatole sospese e  della raccolta alimentare  di cibi natalizi non utilizzati. "Quando lanciamo questo tipo di iniziative siamo certi che le risposte arrivano in abbondanza. – Ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi - Perché la nostra comunità sa essere solidale, quando è interpellata. Un ringraziamento particolare alla cittadinanza, alle nostre Associazioni di volontariato e alla Protezione civile, sempre pronti ad accogliere le chiamate e alla condivisione."  Recanati notoriamente in prima linea  su questi importanti temi di solidarietà,  anche in questa occasione è scesa in campo sia nell’iniziativa delle scatole sospese, dove i cittadini hanno regalato cinque tipi di cose diverse: qualcosa di dolce, qualcosa per la cura di sé, un passatempo, del vestiario morbido e caldo, un bigliettino con un pensiero e  sia  nella colletta di generi alimentari non utilizzati, durante le feste,  tra cui panettoni,  dolci di vario tipo,  legumi, zamponi, formaggi e frutta secca. Una donazione di generi alimentari che insieme al contrasto allo spreco, con il  recupero e la ridistribuzione alle famiglie in difficoltà, da forza a sentimenti di  solidarietà e anche  di consapevolezza a salvaguardia dell'ambiente come ha sottolineato  l'Assessore Michele  Moretti al lancio dell'iniziativa. “Non si tratta di un atto di mera carità, anche se nella carità c'è anche il senso profondo dell'amore per il prossimo, quanto piuttosto di fare un esercizio di allargamento dei propri confini, per prendere in considerazione realtà a cui spesso preferiamo non pensare. –Ha affermato l’Assessora alle Politiche Sociali Paola Nicolini -  E queste realtà, frutto di pesanti disuguaglianze che la pandemia e quanto ne è conseguito sul piano delle scelte politiche e delle ripercussioni forti sul mondo del lavoro hanno persino accentuato, stanno aumentando. Questo tipo di iniziative, che 'scomodano' la nostra tranquillità, possono aiutarci anche a riflettere sul mondo che esiste fuori dalle mura delle nostre case.”  Oltre 400 sono state le scatole sospese raccolte e distribuite dalla Croce Gialla grazie anche all'impegno di Altra Eco, Bottega del commercio equo, Comitato di quartiere Montefiore, Comitato di quartiere Castelnuovo e Protezione Civile. E oltre 50 pacchi alimentari con cibi natalizi sono stati  raccolti da Altra Eco, Bottega del commercio equo, Circolo Acli dell'Addolorata e Protezione Civile. Sono stati inoltre donati  dai cittadini anche dei buoni acquisto per alimenti che saranno consegnati alla Caritas per essere distribuiti a persone o famiglie in difficoltà.    

21/01/2022 09:12
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