I membri della Comunità Ucraina nelle Marche e i cittadini maceratesi scenderanno fianco a fianco in piazza sabato mattina alle ore 11 al grido di "Stop War". Migliaia gli ucraini attesi nelle principali piazze della regione.
Piazza Cesare Battisti a Macerata si prepara a ricevere i cittadini che pacificamente intenderanno dimostrare la loro vicinanza al popolo ucraino. Ad annunciarlo è Marina But, componente della Comunità ucraina marchigiana.
Poche parole in questi attimi di fortissima tensione: "Non posso parlare al telefono, devo lasciarlo libero per le notizie che arrivano dalla mia famiglia", spiega la But. "Scenderemo in piazza insieme a tutti i componenti della nostra comunità per chiedere di fermare la guerra. Sfileremo con solo bandiere del nostro popolo, purtroppo tutti abbiamo ancora le famiglie lì e la situazione è tragica".
Nel corso delle ultime ore gli appelli anche da parte del presidente della Regione Acquaroli e del sindaco di Macerata Parcaroli per porre fine a un bagno di sangue che mira a ridisegnare i confini della geografia internazionale e che porterà con sé gli strascichi di una guerra per l'energia che si preannuncia ancora lunga.
Un tesoro sulla via del completo recupero post sisma quello dell’Accademia Georgica di Treia che è stata inserita nell’integrazione del piano unitario di rigenerazione del centro storico cosi da tornare in tutto il suo splendore, dopo i danni riportati a causa del sisma 2016.
Il ricco patrimonio librario e documentario della città presente nella prestigiosa palazzina Valadier, sede dal XV secolo dell’Accademia Georgica, in piazza della Repubblica, è stato completamente trasferito, rendendo così visitabili altri spazi della struttura che custodiscono ulteriori archivi e il patrimonio librario anche di privati.
Tornerà, dunque, fruibile a breve grazie al restauro e agli interventi di recupero post sisma rimettendo a disposizione della cittadinanza, di studiosi e visitatori la ricca biblioteca con oltre 14 mila volumi nonché l’archivio storico comunale, che vanta ben 1.196 pergamene.
La scelta di inserire anche l’Accademia nel piano di rigenerazione del centro storico – spiega il sindaco Franco Capponi – va inserita in una visione più ampia che abbiamo in mente per la città in cui vanno valorizzate al massimo le sue specificità e ricchezze cercando di rendere sempre più ospitale il cuore del borgo, rigenerando il suo nucleo più storico ed identitario.
Di pari passo vanno altre azioni, pensate per altre zone di Treia, ma le vie e gli edifici ospitati all’interno delle mura siamo convinti che vadano valorizzati a livello culturale e turistico, come per altro hanno dimostrato i numeri registrati nel corso dell’estate, in aumento rispetto al periodo pre-pandemia per quanto riguarda i visitatori”.
Sono state, inoltre, avviate una serie di procedure volte al riordino dell’intero patrimonio archivistico, librario e artistico, utilizzando sistemi convenzionali, anche informatici, finalizzati non solo alla tutela, ma anche alla maggiore e moderna fruibilità, anche da remoto.
Un impegno per cercare di offrire alla collettività un servizio che possa rispondere sempre di più alle nuove esigenze. Tutti gli archivi sono stati catalogati e informatizzati; la biblioteca antica è consultabile nell’OPAC del Sistema Bibliotecario Nazionale e per la stessa è in atto un progetto di digitalizzazione con il quale sono in fase di digitalizzazione 9.560 sugli oltre 15.000 custodito (ad oggi ne risultano trattati circa 4.000).
Dopo oltre 5 anni dagli eventi sismici del 2016 riapre, da sabato, la stazione sciistica di Frontignano di Ussita. A darne notizia è il Comune montano, attraverso la sindaca Silvia Bernardini.
"Con grande soddisfazione - dice la sindaca - l'amministrazione comunale e la Società funivie Bolognolaski comunicano che sono terminate le operazioni di collaudo delle seggiovie Pian dell'Arco - Belvedere e Lo Schiancio - .
Le Saliere, svolte nella giornata odierna da parte dei funzionari dell'Ansfisa, Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali che, dal primo gennaio 2022, è subentrata nelle competenze già attribuite all'Ustif di Venezia".
"Dopo quasi 6 anni dai terremoti che hanno reso inagibili gli impianti funiviari, e dopo l'individuazione del nuovo gestore nella Società funivie Bolognolaski, con questo ultimo passaggio, appunto, si annuncia con immensa soddisfazione la riapertura della stazione turistica già a partire dal fine settimana del 26 febbraio", aggiunge Bernardini.
Il sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza di inagibilità con la quale, a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabile una singola abitazione nella frazione di Stigliano.
Dopo i lavori di riparazione del danno sismico, con rafforzamento localizzato della struttura, i tecnici incaricati hanno dichiarato il termine dei lavori di ricostruzione, finanziati con un contributo pubblico di 55mila euro, dall’Usr della Regione Marche.
Prosegue la lenta discesa dell'incidenza di casi da coronavirus ogni 100mila abitanti nelle Marche: nell'ultima giornata 1.578 positivi e incidenza che passa da 740,37 a 720,79.
Ancora vicina al 40% (39,2%) la percentuale di casi tra i tamponi del percorso diagnosi (4.032) che sommati a quelli nel percorso guariti (2.026) danno il totale dei testi eseguiti in 24ore (6.058).
Le persone con sintomi tra gli ultimi casi sono 395; ci sono 444 contatti stretti di positivi, 302 contatti domestici, 36 in ambito di scuola/formazione, 4 in setting lavorativo, 3 in ambiente di vita/socialità, uno ciascuno in ambiente assistenziale e sanitario.
In provincia di Ancona rilevati 470 positivi; seguono le province di Macerata (325), Pesaro Urbino (260), Ascoli Piceno (244), Fermo (217); 63 i casi da fuori regione. È ancora la fascia d'età 25-44 anni a registrare il numero più alto di positivi (458) seguita da 45-59 anni (341).
Ancora il discesa il numero di ricoveri per Covid-19 nelle Marche: 11 degenti in meno nell'ultima giornata. Restano ricoverate nelle strutture marchigiane 249 persone di cui 27 in Terapia intensiva (-2), 52 in Semintensiva (-7) e 170 in reparti non intensivi (-2). Lo comunica la Regione.
Nell'ultima giornata 1.579 positivi (incidenza cala a 720,79). Tre le persone decedute, tutte con patologie pregresse: si tratta di un 69enne di Senigallia (Ancona), di una 85enne di Corridonia (Macerata) e di un 88enne di Ascoli Piceno); il totale regionale sale a 3.581.
L'occupazione dei pazienti Covid nelle Terapie intensive scende al 10,5% (27 su 256 posti letto), fa sapere la Regione, e in Area Medica al 21,6% (222 su 1.027). In 24ore 24 persone sono state dimesse dagli ospedali.
Nelle strutture territoriali sono assistite 173 persone e 22 in osservazione nei pronto soccorso. Il totale di positivi (isolati più ricoverati) resta sostanzialmente stabile (23.049; +4) mentre gli isolati a domicilio per 'contatto' calano a 20.747 (-559); i guariti/dimessi sono 297.332
“Condanniamo fermamente l'attacco della Russia all'Ucraina e mai avremmo pensato di dover vedere, in Europa, immagini di guerra e disperazione come quelle di oggi”. Si è espresso così il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, riguardo l'inizio del conflitto russo-ucraino.
“Una situazione drammatica e preoccupante per tanti civili e tante famiglie, per la democrazia, i valori di pace e di libertà e un ulteriore colpo all'economia mondiale dopo anni difficili, ha aggiunto.
L'augurio è che venga posto fine a questo dramma che ha sconvolto tutti noi il più presto possibile; la nostra massima solidarietà al popolo ucraino affinché possano tornare il dialogo e la pace”.
La Russia di Putin ha dato il via all’invasione dell’Ucraina con i primi bombardamenti. Un'operazione militare speciale – così come l’ha definita il leader del Cremlino – volta a proteggere i separatisti del Donbass. Ma che nel frattempo ha già scatenato le reazioni dell’UE, intenzionata a riccorere a pesantissime sanzioni economiche.
Ma a chi convengono queste sanzioni? Non all’Italia, che ad oggi è costretta a compensare tre quarti del proprio fabbisogno energetico con le importazioni – e solo il 20% fornito dalle rinnovabili. Sintomo di una forte dipendenza dall’estero e dai combustibili fossili come petrolio, carbone e gas naturale.
Il rischio maggiore per gli italiani, dopo gli ultimi sviluppi della situazione geopolitica a Oriente, è di riuscire a usufruire del Decreto Bollette 2022 solo per poco tempo, poiché a fare la differenza sarrano i futuri accordi commerciali tra gli Stati più forti.
Non solo: secondo le ultime dichiarazioni del ministro dell’Economia Daniele Franco, le nuove impennate sui prezzi dell’energia potrebbero avere serie conseguenze anche sull’applicazione del Pnrr.
Quanto peserà, dunque, il 'caro bollette' nelle finanze di famiglie e imprese italiane nelle prossime settimane? Dipende dalla sorte dei prezzi all’ingrosso nel mercato energetico, che nell’ultimo trimestre (ottobre-dicembre 2021) ha segnato un aumento delle spese del +55% per l’elettricità e del 41,8% per il gas naturale. Con l'assenza dei bonus sociali.
Ciò è giustificato dalla forte crescita subita dalle quotazioni internazionali rispetto alle materie prime. Detto altrimenti, nel 2021 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è arrivato a un +400%, quello del gas naturale a un +500%. Se fino al 2020 la spesa per famiglie e aziende era di 30 euro al MWh, a fine 2021 si è arrivati a 180euro al MWh.
L’ultimo Decreto Bollette varato dal governo per fornire agevolazioni e crediti d’imposta dovrebbe rappresentare di per sé una garanzia, una sorta di 'botte di ferro'. Ma il rischio di scontrarsi con un nuovo quadro geopolitico mondiale rimette in discussione ogni aspettativa. Soprattutto se si considera che l’Italia importa quasi il 40% del gas naturale necessario al proprio fabbisogno direttamente dalla Russia. Per conto proprio, riesce a produrne solo il 4,4%, più il 13,1% di GNL.
Nel frattempo, gli Stati Uniti, la Cina, la Germania, la Francia (i paesi con il maggior peso nel mercato energetico, oltre alla Russia) continueranno a stabilire le regole del gioco e della concorrenza. L’Italia invece, in mancanza di azioni volte a una maggiore autosufficienza produttiva, può solamente restare a guardare e aspettare.
(dati ARERA - Autorità di regolazione per energia reti e ambiente)
La Giunta comunale ha deliberato nei giorni scorsi la stipula di un accordo tra Comune e IRCR, mediante un protocollo d’intesa, per partecipare al bando del Ministero della Cultura relativo alle proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini storici vincolati dalla Soprintendenza da finanziare nell’ambito del PNRR.
L’IRCR è infatti proprietaria del parco urbano di Villa Cozza, aperto 24 ore su 24, bene di notevole valore storico, culturale, botanico e paesaggistico inserito in un contesto urbano fortemente densificato che abbraccia la struttura residenziale per anziani e un asilo d’infanzia.
Nel 1951, al parco, è stato riconosciuto il vincolo di interesse pubblico “perché con la sua vegetazione arborea costituisce una nota panoramica di non comune bellezza”. Il parco di Villa Cozza, per essere preservato, necessita di continui interventi di conservazione, di restauro, riqualificazione e manutenzione straordinaria, legati all’impiantistica e alla messa in sicurezza, valorizzazione, fruizione e accessibilità mediante anche l’eliminazione delle barriere architettoniche.
«Si tratta di un bando a punteggio e quindi molto competitivo; dunque più alto sarà il livello esecutivo e maggiore la possibilità di vincerlo con importi che vanno da un minimo di 200mila euro a un massimo di due milioni – ha commentato l’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi -.
La parte vincolata del parco storico, posta sulla sommità di un colle identificato sin dall’XI secolo come “Castrum Adam”, confina con la sottostante “boscaglia” di proprietà comunale che ricopre, con una superficie di oltre tre ettari, l’intero versante sud del colle. L’auspicio dell’Amministrazione è che il progetto possa rappresentare l’avvio di un ampliamento con vocazione ambientale per la fruizione di tutta l’area con il recupero della boscaglia in un unicum ambientale e passando così dal parco al bosco urbano con finalità legate sia alla salute umana sia al benessere animale. All’interno di questa area insiste infatti il manufatto vincolato, fatto realizzare dal Conte Caccialupi, dell’ex fornace Torresi la cui struttura, che potrebbe essere utilizzata come spazi espositivi, rappresenta una forte potenzialità».
Il progetto di riqualificazione di Villa Cozza prevede la valorizzazione delle specie arboree e dell’impiantistica connessa al recupero delle acque atmosferiche di superficie da riciclare per l’irrigazione sistematica di tutto il parco; l’installazione di impianti di compostaggio per il riciclo del materiale residuo della manutenzione del bosco; interventi riguardanti la videosorveglianza; la sistemazione della recinzione; l’installazione di una colonnina di ricarica per le auto elettriche nel parcheggio a monte e il rifacimento del percorso sensoriale Alzheimer e dell’area giochi per bambini.
L’IRCR e il Comune hanno deciso di partecipare al bando con il progetto; l’Ente comunale metterà a disposizione la propria esperienza e le strutture tecnico-operative per la redazione del progetto, la presentazione della domanda e le procedure di appalto mentre l'IRCR prenderà in carico gli onorari dei consulenti esterni.
A essere interessato dal bando anche il parco di Villa Lauri di proprietà dell’Università di Macerata e gestito, con convenzione, dal Comune. Si tratta di un parco extra urbano realizzato dal Conte Lauri nella seconda metà dell’Ottocento sul versante nord del crinale del Sasso d’Italia con essenze arboree di ogni parte del mondo. Per il bando di Villa Lauri il Comune sarà ente attuatore del progetto mentre l’Unimc comparteciperà alle spese che il Comune sosterrà per la progettazione. La riqualificazione prevede il ripristino dei tratti di percorso originale che nel tempo si sono dispersi e la valorizzazione delle essenze arboree.
Macerata è il primo comune italiano ad attivare l’ufficio Ambiente e Tutela del Benessere Animale. L’aggiornamento dell’organigramma dell’Ente è stato votato all’unanimità dalla Giunta maceratese, su proposta dell’assessore Laura Laviano, al fine di sostituire l’Ufficio Ambiente con uno rispondente alle recenti modifiche costituzionali.
“Si tratta di una vera e propria unità operativa che va a completare la funzionalità del servizio, non di un semplice sportello Diritti e Tutela degli Animali, che, per altro, rappresenterebbe già un traguardo visto che non tutti i comuni italiani ne dispongono - spiega l’assessore Laviano che è anche responsabile per le Marche del Dipartimento Tutela del Benessere Animale della Lega guidato dall’onorevole Filippo Maturi – .
"È significativo il riferimento alla dignità degli animali che, per legge, non vanno considerati come cose. Lavoriamo sulla scia del rafforzamento delle politiche ambientali che non possono continuare ad essere interpretare nella modalità classica: serve un approccio olistico, fondamentale per una città cui la logistica impone forte interazione non solo con animali da compagnia, ma con ambiente e animali di prossimità”.
“Votare una legge che preveda l’inserimento in Costituzione della tutela dell’ambiente e degli animali è una svolta importante, della quale siamo orgogliosi, ma a ciò dovranno seguire norme operative – osserva l’onorevole Maturi - C’è ancora molto lavoro da fare nel nostro Paese in tal senso, se pensiamo che il codice civile inquadra gli animali come beni mobili, senza considerare la soggettività dell’animale stesso.
Le politiche attuate a Macerata grazie all’impegno dell’assessore Laura Laviano sono la dimostrazione del buon amministrare della Lega, che utilizza senso pratico e concretezza, anche in queste tematiche sempre più sentite dai cittadini. È mia intenzione divulgare l'operato di amministrazioni come Macerata, tramite linee guida standardizzate, anche a tutti gli amministratori locali italiani della Lega”.
“Sono orgoglioso che il comune di Macerata continui ad essere un modello di riferimento a livello nazionale - commenta il commissario della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti - l’attivazione dell’ufficio Ambiente e Tutela del Benessere Animale è un obiettivo importante raggiunto grazie al lavoro del nostro assessore Laura Laviano. Continueremo ad impegnarci con serietà e concretezza per garantire la tutela non solo degli animali da compagnia, ma anche di quelli di prossimità, oltre che per il rafforzamento delle politiche ambientali”.
L’amministrazione Parcaroli, sempre su spinta dell’assessore Laviano, anche professionalmente specialista in materia, aveva già istituito la figura del medico veterinario Comunale, con la conseguente assunzione di una figura professionale dedicata. Il nuovo sportello, quindi, completa nei tempi e nei modi, una risposta operativa attivata sin dall’avvio del mandato.
“Già nel programma avevamo ribadito che la salute dei maceratesi passa anche dal potenziamento della profilassi e dell’igiene urbana veterinaria - aggiunge l’assessore leghista – Una visione fondata su consapevolezza e proattività in cui rientra l’attenzione all'Oasi Rifugio Appa che incarna questa filosofia e si trova al centro di un contenzioso che coinvolge la gestione del canile maceratese”.
Brusco abbassamento delle temperature e nevicate anche a quote collinari: nel prossimo fine settimana l'inverno tornerà a bussare prepotentemente alla porta. È quanto si evince dal bollettino meteo della Protezione Civile della regione Marche.
LE PREVISIONI - Dalla serata di venerdì il transito di un fronte freddo porterà un peggioramento delle condizioni meteorologiche e un abbassamento delle temperature che perdurerà per tutta la giornata di sabato. Domenica, invece, si avranno soltanto fenomeni residui nelle zone alto collinari e montane.
Andando nel dettaglio delle singole giornate, per la serata di venerdì si assisterà all'arrivo di forti venti nord orientali con conseguente rischio mareggiate lungo le coste esposte. Proprio in ragione di ciò, la Protezione Civile ha diramato un'allerta meteo valida dalle 18 alla mezzanotte, in tutta la regione.
A partire dal pomeriggio, inoltre, si avranno dapprima deboli piovaschi sparsi che si tramuteranno in serata in veri e propri rovesci con limite delle nevicate in repentino calo da 1400 metri fino a 500-600 metri.
Precipitazioni diffuse sono previste anche per la giornata di sabato. Limite delle nevicate fissato attorno ai 600 metri nel settore centro settentrionale della regione, e attorno ai 300-400 metri nei settori meridionali. Temperature in calo, in particolare nei valori massimi. Venti che potranno toccare raffiche sino a burrasca nel crinale appenninico. Diffuse gelate si avranno nelle zone collinari e montane.
Domenica 27 febbraio il cielo sarà irregolarmente nuvoloso per il transito di strutture cumuliformi in ingresso dal mare. Copertura in diminuzione nella seconda parte della giornata, nelle zone collinari e costiere delle Marche. Precipitazioni deboli, in esaurimento dal pomeriggio, con limite delle nevicate attorno ai 600 metri. Il mare sarà molto mosso o agitato, mentre le temperature non avranno variazioni di rilievo.
Si è svolta ieri la Conferenza dei servizi che ha approvato il progetto per i lavori di riapertura della strada della Gola del Furlo. “Convocata dalla Provincia di Pesaro e Urbino, in presenza dei rappresentanti della Riserva Statale Gola del Furlo, Unione montana, Comune di Fermignano, Enel Green Power e Regione Marche – comunica l’assessore alla Difesa del Suolo Stefano Aguzzi – la Conferenza ha dato una valutazione positiva sul progetto, di conseguenza Enel Green Power si è presa l’impegno di insediare il cantiere per i lavori di messa in sicurezza della strada del Furlo e la rimozione del masso pericolante già dai primi giorni di marzo”.
Grande soddisfazione esprime quindi l’assessore Aguzzi che ha coordinato in questi mesi la predisposizione di tutto il percorso: “Ringrazio – ha detto - tutte le parti per il lavoro congiunto, la Provincia di Pesaro e Urbino per la Conferenza dei Servizi, ed Enel Green Power che con solerzia ha seguito la procedura per i lavori. Sono convinto che prima dell’estate si potrà aprire la strada e ridare slancio alle attività del territorio”.
Il Comune di San Severino Marche ha candidato la suggestiva località di Elcito tra i “Progetti pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio di abbandono e abbandonati”, nell’ambito dell’intervento del Pnrr a regia del Ministero della Cultura.
A formalizzare la candidatura, per il tramite del Servizio sviluppo e valorizzazione della Regione Marche, è stato il sindaco Rosa Piermattei con una proposta di intervento, elaborata da un pool di tecnici, che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro con creazione di percorsi turisti e culturali, la realizzazione di un vero e proprio sistema di collegamento con scale mobili e ascensori sotterranei, il recupero delle mura storiche e delle fonti di quello che viene considerata come il “Tibet delle Marche”.
Tra gli interventi previsti anche il recupero di un immobile che sarà destinato ad info point, la creazione di un museo e di una foresteria, il rifacimento di tutte le pavimentazioni, dei sottoservizi e dell’illuminazione pubblica. La Città di San Severino Marche prenderà parte alla selezione del bando denominato “Attrattività dei borghi” insieme ad altri 13 Comuni.
Obiettivo primario dell’iniziativa, a livello regionale, è quello di individuare proposte altamente sostenibili in termini di fattibilità tecnica, urbanistica e paesistico – ambientale e di arrivare alla realizzazione di un’iniziativa unitaria che consenta l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, appunto, ma anche del turismo, del sociale e della ricerca e che sia in grado di costituire pure occasione di rilancio occupazione, in particolare delle nuove generazioni, oltre che di rinnovata attrattività residenziale.
L’intervento si inquadra nell’ambito delle strategie che interpretano la cultura come fattore trasversale nelle politiche di sviluppo territoriale e locale alle quali specificatamente concorrono le iniziative per il rafforzamento dell’attrattività dei piccoli borghi storici.
Entro il 15 marzo la Regione Marche dovrà scegliere tra i tredici progetti in lizza quello da candidare. Poi, d’intesa con i Comuni interessati, lo invierà al Ministero della Cultura. Il processo istruttorio si concluderà entro maggio con l’ammissione, o meno, a finanziamento delle proposte e l’assegnazione delle risorse alle amministrazioni locali cui saranno delegate le responsabilità gestionali e attuative degli interventi.
S'impenna il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam, benchmark del metano per l'Europa continentale. Dopo l'attacco russo all'Ucraina, i future sono saliti fino a un massimo del 41%, a 125 euro al megawattora, in quello che si preannuncia il quarto giorno consecutivo di rialzi.
"La situazione è di monitoraggio costante in coordinamento con le istituzioni europee, a livello nazionale si è già riunito diverse volte il comitato di emergenza gas". Lo aveva affermato ieri il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nell'informativa alla Camera sull'incremento dei costi dell'energia e sulle misure adottate per contrastarne gli effetti.
"Come sapete", aveva aggiunto, "le possibili misure del piano di emergenza includono una maggiore flessibilità dei consumi di gas, come interrompibilità al settore industriale e regole sui consumi di gas nel settore termoelettrico".
Nei giorni scorsi il sindaco Andrea Staffolani ha incontrato il nuovo amministratore unico della Morrovalle Servizi Alver Torresi e i dipendenti della farmacia comunale per approvare il Piano-programma 2021-2023, il documento che indica le linee guida programmatiche dell’attività per il prossimo triennio.
Sono sei le direttrici stabilite dal piano: il mantenimento della redditività aziendale; il miglioramento della qualità dei servizi offerti al pubblico; il rafforzamento della funzione sociale della farmacia; un’oculata gestione del patrimonio e della finanza aziendale; il mantenimento del servizio socio-assistenziale relativo agli studenti portatori di handicap; il mantenimento della gestione dei servizi socio-ricreativi-educativi.
"La farmacia comunale si è confermata negli anni un punto di riferimento non solo a livello cittadino, ma per tutta la provincia e oltre: è infatti tutt’oggi uno dei più importanti, se non il più importante, centro di distribuzione del farmaco nel Maceratese e si classifica tra i primi cento a livello nazionale" ha sottolineano il sindaco.
"Ciò nonostante il periodo che stiamo vivendo abbia imposto decisi cambiamenti – rimarcano Staffolani e Torresi – tutto quello che rappresentava un territorio di frontiera per la farmacia solo poco tempo fa, come i vaccini e i tamponi, a causa della pandemia covid-19 è diventata attività quotidiana. Questo ha generato un importante cambiamento del ruolo della farmacia verso una dimensione di salute e servizio rispetto a una più puramente commerciale".
"Per cui le funzioni della farmacia comunale andranno sempre di più nella direzione di una vicinanza ai pazienti da un lato e di un percorso di formazione professionale dall’altra - aggiungono -. Nonostante sia cresciuto molto l’online, la funzione del farmacista come presidio primario cui rivolgersi di persona resta insostituibile. Con esso grande enfasi verrà posta sul concetto di domiciliarità per venire incontro alle esigenze dei pazienti, un’area di sviluppo che si andrà ad implementare in maniera significativa".
Particolarmente importante la questione della gestione del personale, con la volontà di spingere su un riassetto organizzativo che possa portare anche ad un incremento dell’organico a disposizione, che consta attualmente, oltre all’amministratore unico e al revisore dei conti, di otto farmacisti e una estetista responsabile del laboratorio estetico assunti a tempo indeterminato. M
a resta cruciale anche la funzione del volontariato organizzato, soprattutto nei riguardi di alcuni servizi come il supporto clinico (Cup), a cui risulta difficile destinare personale professionale proprio. "Colgo l’occasione per ringraziare Luca Muzi per il lavoro portato avanti in questi anni", conclude il sindaco Staffolani.
Ancora giù l'incidenza di positivi al coronavirus ogni 100 mila abitanti nelle Marche: da 765,88 di ieri è passata nell'ultima giornata a 740,37. Sono stati rilevati 1.791 casi: 377 le persone con sintomi, 551 i contatti stretti di positivi, 458 i contatti domestici, 45 positivi in ambiente di scuola/formazione, 5 di vita/socialità, 3 in ambito lavorativo, due in ambito assistenziale e uno sanitario; 341 i casi su cui si sta svolgendo un approfondimento epidemiologico.
Resta alta la percentuale di positivi sui tamponi del percorso diagnostico: 41,9% su 4.273 analizzati; in tutto eseguiti 6.180 test che comprendono 1.907 tamponi del percorso guariti. Dai test antigenici sono emerse 1.456 positività. A livello provinciale 538 positivi in provincia di Ancona, 411 a Macerata, 292 a Pesaro Urbino, 262 a Ascoli Piceno e 233 a Fermo.
Sopra 100 casi giornalieri le fasce d'età 25-44 anni (537), 45-59 anni (346), 14-18 anni (156), 60-69 anni (142), 6-10 anni (126) e 19-24 anni (119).
(Servizio in aggiornamento)
Nella quarta puntata di “Storie di Cucina” è proseguito il nostro viaggio alla ricerca della tradizione enogastronomica marchigiana. Per l'occasione siamo stati ospiti dell'azienda Angeletti, storici allevatori e produttori di salumi nelle campagne di Pollenza.
"Come famiglia siamo tra le colline pollentine da qualche centinaio di anni - racconta Enzo Angeletti durante la nostra visita -. È invece dal 1968 che abbiamo iniziato questa attività di allevamento di suini e pollame che oggi ci ha permesso di crescere su tutto il territorio".
Anche queste zone sono però state interessate dalla contrazione sui mercati conseguente al terremoto del 2016: "Prima di quel momento, la nostra produzione era doppia rispetto a quella odierna. Avevamo diverse centinaia di maiali e adesso abbiamo dovuto rallentare".
In tavola con il sommelier ed esperto culinario Mirko Salvatori proveremo i prodotti tipici dell'entroterra maceratese: dal ciauscolo al salame lardellato passando per il magrello, la lonza, il capocollo e il lonzino. Non solo palato ma anche olfatto con l'assaggio dei vini prodotti sul territorio.
Se anche voi siete ristoratori, agricoltori, allevatori o viticoltori e volete far conoscere i vostri prodotti, scriveteci a redazionepicchio@gmail.com oppure inviate un messaggio Whatsapp al 3421682258 o telefonate al 0733 1653692. Sarete ricontattati da parte della nostra redazione.
Le truppe russe avanzano verso Kiev, le soluzioni diplomatiche tra Putin e l’Occidente sono sempre meno, l’Italia resta a guardare. La guerra è ormai alle porte, con i primi bombardamenti in corso. E con essa, sono in arrivo anche le probabili conseguenze che questa avrà sugli accordi commerciali rimasti validi fino ad oggi tra il nostro Paese, l’America e la Russia. Oltre al costo umano, s'intende.
A essere a rischio per il futuro non è solamente la fornitura di gas naturale dall'estero – per la quale le tasche degli italiani stanno già pesantemente pagando con il ‘caro bollette’ - ma anche l’approvvigionamento del grano che metterebbe in crisi gli allevamenti e la produzione nostrana di pane, pasta e derivati.
Non tutte le aziende italiane, però, sono impreparate al peggio. Nelle Marche, ad esempio, il fattore 'eccellenza' è spesso sinonimo di scelte imprenditoriali sagge. E che hanno poco a che vedere con l’iper-produttività e il mero profitto.
È il caso de La Campofilone, pastificio operante nella provincia di Fermo - simbolo di tradizione e artigianato – e del suo patron Enzo Rossi, che ci ha spiegato come la sua azienda si prepari a reagire a un peggioramento della “questione-Ucraina”.
Che idea si è fatto di quello che sta succedendo in questo momento storico? Mi dispiace tanto, soprattutto per le popolazioni locali. Sul fronte del mercato mi sento tranquillo: la nostra azienda è strutturata per auto-rifornirsi sia di energia e sia di grano e uova. Abbiamo una filiera circolare, ci produciamo tutto da soli.
Cosa dovrebbero fare imprese come la vostra? Dovremmo tornare a proteggerci e tutelarci come facevano i nostri nonni, quando preventivamente a una crisi mondiale si riempivano la dispensa e la legnaia. Oggi parliamo di cibo, corrente e gas. L’obbiettivo è quello di servirci sempre di più delle energie rinnovabili. Con giudizio, s’intende.
In che senso? Per produrre energia noi ci serviamo di acqua, aria, sole e scarti del legname. Vogliamo essere autosufficienti, ma si tratta di una forte presa di posizione. Ad oggi abbiamo usato e abusato dell’energia fornitaci da altri paesi. Siamo diventati dei bravi consumatori, spreconi. Dobbiamo imparare ad essere più parsimoniosi e a distribuire energia a chi non ne ha.
Quindi siete riusciti anche sopperire al ‘caro bollette’? Abbiamo bloccato per due anni l’energia elettrica, ottimizzato i nostri macchinari e ridotto i consumi al 32% aumentando contemporaneamente del 50% la produzione. Si può fare: basta fare qualche investimento più saggio e le giuste modifiche.
L’investimento nelle rinnovabili quando è cominciato? Negli ultimi anni, riducendo del 60% il consumo di energia elettrica. Abbiamo poi sostituito il tutto con gas e pannelli solari. Inoltre, avendo vasti terreni, puntiamo anche al recupero dei gas prodotti dalle potature stagionali.
Cosa vi ha convinto a intraprendere questa scelta? Io ho 57 anni e ho capito che l’egoismo va messo da parte. Gli arricchimenti personali vanno ridotti e gli investimenti devono poter migliorare i consumi e abbattere gli sprechi.
Basta con l’imprenditoria che pensa solo al profitto. Non entro nel merito delle scelte altrui, ma senz’altro occorre farsi un esame di coscienza.
Quindi non importate nulla dall’estero? Nel 2021 abbiamo prodotto il 140% di grano, e venduti ben 900 quintali. Tutto “made in Valdaso”. Ci vuole sacrificio, ma è il prezzo da pagare se vogliamo diventare veramente autosufficienti senza più impattare sull’ambiente.
Cari lettori, bentornati all'appuntamento settimanale con la mia rubrica, nella quale analizzeremo l’andamento del contagio da coronavirus nelle Marche e in Italia. Come vi avevo precedentemente indicato, il peggio - per quanto riguarda la quarta ondata - è certamente alle spalle. I contagi registrati negli ultimi 7 giorni hanno subito una diminuzione di oltre il 20% rispetto al periodo precedente ed è iniziato anche un sostanzioso svuotamento degli ospedali, con un calo dei ricoveri attorno al 20%. I decessi, invece, scendono di oltre il 10%.
Anche guardando le singole regioni si nota un miglioramento generalizzato, rimane arancione unicamente il Friuli. Vorrei poi porre l'attenzione sul caso di Hong Kong, salito alla ribalta delle cronache la scorsa settimana per via della diffusione estremamente rapida della variante Omicron.
Questo dimostra quello che sostengo da tempo: la variante Omicron è troppo contagiosa per essere contenuta, considerando il fatto che i protocolli sanitari di Hong Kong sono decisamente più stretti di quelli europei. In ogni caso, la situazione è perfettamente sotto controllo: vi è per ora un picco di 7500 casi al giorno, ma gli abitanti di Hong Kong sono 7 milioni. Basti pensare che, se si rapporta questo dato a quanto avvenuto nella regione Marche - che conta 1.5 milioni di abitanti - si scopre che qui il picco è stato di 2500 casi.
Il Comune di Civitanova Marche ha approvato lo schema di convenzione per accogliere, presso tutte le strutture comunali, i tirocinanti dell’Università degli Studi di Macerata e dell’Università Politecnica delle Marche che siano interessati ad effettuare attività di tirocinio di formazione e orientamento negli Uffici pubblici della città.
Come noto, gli Atenei promuovono periodi di tirocinio a beneficio di coloro che hanno assolto l'obbligo scolastico (ai sensi della Legge n.1859/62), al fine di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell'ambito dei processi formativi.
La collaborazione può costituire utile esperienza sia per i tirocinanti, che per gli operatori dei servizi comunali, consentendo un importante momento di sintesi tra la formazione pratica e quella teorica appresa durante le lezioni in Facoltà.
L’opportunità di accogliere gli studenti verrà di volta in volta valutata sulla base della disponibilità dei settori/servizi e concordata con il competente dirigente, che provvederà ad individuare anche il tutore aziendale.
Oggi l’Assessorato al Welfare e alla Famiglia di Civitanova Marche ha anche reso noto che la spesa complessiva per i “Voucher Family” nell’anno 2021 è stata di 150mila euro, somma con cui sono stati soddisfatti 294 nuclei familiari.
I “Voucher”, già accreditati sulla tessera sanitaria dei beneficiari, potranno essere utilizzati presso gli esercizi convenzionati. Ecco la lista: le sei Farmacie Comunali; Farmacie “Angelini” in piazza Venti Settembre 89 e “Foresi” in via Duca degli Abruzzi 39; Parafarmacia all’interno del punto “Conad” in via Duca degli Abruzzi 39; Supermercati “Conad” in via Castelfidardo 33, in via San Costantino 18, in via Silvio Zavatti 6, in via Vasco da Gama 1/H, in via Saragat; Supermercati “Coal Market” in via Giosuè Carducci e in via Giuseppe Ungaretti 18; i Supermercati “Tigre” in corso Vittorio Emanuele e in via Marche 2, Supermercato “Lidl Italia” in via Silvio Pellico 3; Supermercati “Sì con Te” in via Segni 1, in via Nelson Mandela e in via Venti Settembre.
I beni acquistabili con i “Voucher” devono appartenere alle seguenti categorie merceologiche: prodotti alimentari, farmaci, materiale didattico, articoli per la prima infanzia, prodotti per l’igiene della casa e della persona, con esclusione di alcolici, tabacchi, ricariche telefoniche, giochi e lotterie, prodotti di cosmesi ed estetica ivi inclusi i profumi. I beneficiari dei buoni possono acquistare i beni presso gli esercizi commerciali sopra indicati presentando la tessera sanitaria valida senza necessità di un PIN. La scadenza per poter usufruire dei “Voucher” è fissata al 31 gennaio 2023.
“Gli Uffici, che ringrazio per il lavoro puntuale dietro le quinte, stanno lavorando alle fasi finali della trafila per consentire l’utilizzo a centinaia di famiglie degli accrediti dovuti ai “Voucher Family”, intervento ormai giunto al quarto anno, voluto e progettato da questa Amministrazione – ha dichiarato l’Assessore Barbara Capponi - Abbiamo raggiunto molti beneficiari che mai erano stati sostenuti prima e tarato sulle loro necessità le possibilità di acquisto, pensate sulle esigenze reali e quotidiane dei nuclei familiari".
"Uno degli interventi ritenuto prioritario dall’attuale amministrazione è sicuramente quello della riqualificazione dei giardini pubblici, a causa dello stato di quasi abbandono degli alberi presenti, perdurato diversi anni e sotto gli occhi di tutti i cittadini matelicesi".
È quanto afferma l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Matelica, Rosanna Procaccini, dopo aver riscontrato - all'interno dei giardini - la presenza di "numerosi alberi e siepi aggrediti da agenti patogeni o con evidenti danni".
Procaccini sottolinea di aver affidato l'incarico a "un esperto in materia" per "verificare le effettive condizioni vegetative, fitosanitarie e di stabilità degli esemplari arborei presenti nel parco".
Dalla perizia redatta dall’agronomo incaricato è stato evidenziato che "nel complesso i giardini pubblici sono caratterizzati dalla presenza di numerosi esemplari arborei disetanei, poiché nel corso dei decenni si è proceduto ad un rinfittimento delle essenze andando a piantumare giovani esemplari vicino a piante già sviluppate. A seguito di questa condizione, con il trascorrere degli anni, gli alberi sono entrati in competizione per la luce e gli spazi radicali, cosicché molti si sono trovati in condizioni sfavorevoli che ne hanno compromesso il normale sviluppo e lo stato fito-sanitario" spiega l'assessore.
"Considerato il pericolo di potenziali cedimenti o crolli con rischio per la pubblica incolumità, l'agronomo ha individuato 4 esemplari da sottoporre a potatura straordinaria e 53 esemplari da abbattere, alcuni dei quali per l’elevato rischio statico - spiega ancora Procaccini -. La soluzione dell’abbattimento di questi 53 esemplari è risultata, purtroppo, l’unica alternativa valida".
"Per le altre assenze, data la vetustà di molte piante presenti all’interno dei giardini pubblici e le particolari condizioni del parco, al fine di essere il più conservativi possibile e mantenere intatto il valore estetico del giardino per non stravolgerne l’essenza, verrà effettuato un monitoraggio periodico" conclude l'assessore Rosanna Procaccini.