Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa al risarcimento dei danni dovuti dall’affittuario a seguito di un contratto di locazione immobiliare.
Ecco la risposta del legal Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: “A quali responsabilità va incontro l’inquilino, che alla scadenza di un contratto di locazione ad uso abitativo, riconsegna l’immobile danneggiato?”
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto delicata, su cui spesso ha avuto modo di pronunciarsi la Corte di Cassazione, sancendo il generale principio giuridico secondo il quale:
“Qualora, in violazione dell'art. 1590 c.c., al momento della riconsegna la cosa locata presenti danni eccedenti il degrado dovuto al normale uso della stessa, incombe al conduttore l'obbligo di risarcire tali danni; pertanto, il locatore può addebitare al conduttore la somma necessaria al ripristino del bene nelle stesse condizioni in cui era all'inizio della locazione, dedotto il deterioramento derivante dall'uso conforme al contratto” (Cass. Civ.; Sez. III; sentenza n.23721del 16/09/2008) .
Infatti l’art. 1590 c.c. al comma 1°, escludendo la naturale alterazione dello stato dell’immobile, conseguente all’utilizzo prolungato dello stesso, fissa in capo all’affittuario l’obbligo di riconsegnare in buone condizioni la cosa locata, stabilendo testualmente: “Il conduttore deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l'ha ricevuta, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall'uso della cosa in conformità del contratto”.
In aggiunta, con la recentissima Ordinanza n. 6596/2019, la Suprema Corte chiamata a pronunciarsi sulla colpevolezza del conduttore di un immobile riconsegnato con danni di gran lunga eccedenti il normale utilizzo, ha valutato la circostanza relativa alla gravosità della messa in ripristino dell’appartamento, estendendo la sua responsabilità, oltre che al risarcimento del costo dei lavori di ristrutturazione occorrenti, anche al pagamento dei canoni d’affitto per il periodo necessario alle riparazioni effettuate dal locatore, non potendo quest’ultimo disporre in nessun modo del proprio immobile, né dunque, trarne alcun vantaggio.
Difatti, la Corte adita, ha fatto proprio il principio giuridico secondo il quale, qualora a causa della condotta posta in essere dal conduttore, sia preclusa al locatore la diretta disponibilità dell’immobile, quest’ultimo conservi in ogni caso, il diritto a conseguire il corrispettivo convenuto, equiparando il periodo necessario per i lavori di restauro, alla ritardata restituzione dell’immobile, disciplinata dall’art. 1591 c.c., il quale prevede espressamente che: “Il conduttore in mora a restituire la cosa, è tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno”.
Pertanto, in linea con la più recente giurisprudenza di legittimità ed in risposta alla domanda del nostro lettore, si può affermare che:
“Qualora, in violazione dell’art. 1590 c.c., al momento della riconsegna l’immobile locato presenti danni eccedenti il degrado dovuto a normale uso dello stesso, incombe al conduttore l’obbligo di risarcire tali danni, consistenti non solo nel costo delle opere necessarie per la rimessione in pristino, ma anche nel canone altrimenti dovuto per tutto il periodo necessario per l’esecuzione e il completamento di tali lavori, senza che, a quest’ultimo riguardo, il locatore sia tenuto a provare anche di aver ricevuto – da parte di terzi – richieste per la locazione, non soddisfatte a causa dei lavori” (Cass. Civ. ; Sez. III; Ord. n. 6596 del 07/03/2019). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Sono in corso dalle 9 le operazioni di spolettamento di un ordigno della Seconda Guerra Mondiale rinvenuto nel territorio di Pesaro durante dei lavori lungo la Strada Montefeltro.
Si tratta di una bomba d'aereo del peso di mille libbre (pari a 453 kg circa) di fabbricazione americana, rinvenuta in pessime condizioni di conservazione, ma ancora attiva e subito posta in sicurezza dai genieri dell'Esercito effettivi al Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (Bologna).
Sul luogo, distante circa un chilometro dal casello dell'autostrada A14 e circa 7 chilometri dal centro di Pesaro, stanno operando 10 artificieri e 10 genieri agli ordini del colonnello Salvatore Magazzù.
Chiuso il tratto autostradale con uscita a Fano che chi viene da sud e a Cattolica per chi viene da nord. Stamattina tra le 6 e le 8 è stato evacuato il quartiere di Case Bruciate, circa 900 persone. Gli addetti della protezione civile hanno suonato casa per casa, invitando i residenti ad andarsene, mentre le strade sono state percorse da automobili con altoparlanti che avvisavano la popolazione.
Presenti anche bus navetta e ambulanze per persone non autosufficienti o malate. È stato allestito un centro di accoglienza alla Vitrifrigo Arena (il palasport). Molti però hanno deciso di trascorrere la mattinata altrove: al mercato domenicale, a messa o al ristorante. Le operazioni, che si svolgono sotto il coordinamento della Prefettura di Pesaro Urbino, dovrebbero concludersi entro mezzogiorno.
+++ Aggiornamento delle 11 del 4 dicembre +++
L'ordigno bellico, una bomba d'areo americana da mille libbre, è stato disinnescato dai militari del Genio Ferrovieri dell'Esercito di Castel Maggiore (Bologna) e rimosso dall'area del rinvenimento, un cantiere stradale nel territorio di Pesaro.
La bomba è stata fatta poi brillare in luogo sicuro, vale a dire l'ex cava della Pica in via Stoppato. Le operazioni di disinnesco sono durate meno del previsto: la conclusione era revista per mezzogiorno. Possono quindi tornare a casa i circa 900 residenti del quartiere di Case Bruciate, evacuati stamane a scopo precauzionale.
(Foto Ansa)
Una struttura di oltre 1.000 mq con all’interno un’ampia area residenziale (circa 700 mq), servizi e accoglienza, uffici amministrativi, una sala per attività polifunzionali (sala pranzo/attività ricreative) e un soggiorno. Questa sarà 'Casa Amica Camerino', struttura di assistenza agli anziani della Croce Rossa Italiana (CRI), di cui oggi si è svolta, presso la Sala consiliare del Comune di Camerino, la cerimonia di posa della prima pietra.
Si tratta della quattordicesima struttura della CRI realizzata nei territori colpiti dal Sisma del 2016, dieci delle quali terminate (tra cui gli alloggi dell’UNICAM) e tre in conclusione entro l'estate del 2023 (tra cui i Centri polifunzionali di Muccia e Valfornace). L'opera, che prende spunto da un'idea dell'architetto Andrea Lupacchini, Professore dell'Università di Camerino (UNICAM), sviluppata con l’architetto Giuseppe Losco, sarà un nuovo punto di riferimento per gli anziani del comune maceratese che, proprio a causa del terremoto di sei anni fa, hanno dovuto rinunciare alla costruzione che Fondazione Casa Amica aveva realizzato all'interno del Centro storico, divenuto 'zona rossa'.
L’edificio sarà caratterizzato da un sistema modulare prefabbricato, con struttura in acciaio e resistenza sismica con Classe d'uso III. Gli spazi residenziali saranno idonei ad accogliere anche pazienti non autosufficienti o con patologie gravi. Nell’area adiacente alla costruzione sarà realizzata una zona verde che comprenderà un percorso Alzheimer, un giardino terapeutico e una serie di spazi destinati alle attività ludico-ricreative e all’arteterapia, un'esperienza sensoriale e uno spazio per la musicoterapia.
“Con la posa di questa pietra - ha dichiarato durante la cerimonia Rosario Valastro, vicepresidente della Croce Rossa Italiana - confermiamo, ancora una volta, una promessa fatta nel 2016, a seguito del sisma che colpì il Centro Italia: non vi lasceremo soli. Oggi siamo qui per ribadire il nostro impegno. Con la 'Casa Amica di Camerino' consegneremo un’opera rivolta all’assistenza degli anziani e al sostegno di quanti tra loro soffrono maggiormente”.
Alla cerimonia nella Sala consiliare del Comune di Camerino hanno partecipato: Elena Leonardi, senatore della Repubblica Italiana; Gianluca Pasqui, vicepresidente del Consiglio della Regione Marche; Roberto Lucarelli, sindaco di Camerino; Andrea Galvagno, presidente regionale CRI Marche; Gianfranco Broglia, presidente del Comitato CRI di Camerino; Sante Elisei, presidente della Fondazione Casa Amica Camerino; Graziano Leoni, Pro Rettore Vicario dell’Università di Camerino (UNICAM); Valerio Principi, Area Manager della Marche di BNL, tra i partner della Croce Rossa Italiana nell’iniziativa, insieme ad Ambasciata Italiana a Berna, CAF America, Becton Dickinson e Croce Rossa Svizzera (CRS).
A seguito della cerimonia, alle ore 12:30, nella sede del Comitato della CRI di Camerino (viale Giacomo Leopardi), è stato inaugurato lo Sportello sociale, un punto unico di accesso ai servizi sociali e socio-sanitari della Croce Rossa Italiana.
Dalle briciole di pane lasciate sull’altrui proprietà ai rumori molesti in tarda notte, fino al danneggiamento di alberi da frutta, la disattivazione del contatore della corrente elettrica e la ‘sosta selvaggia’ con le rispettive autovetture. Una bagarre fra condomini di una palazzina bifamiliare nel fabrianese si è trasformata, nel corso delle ultime settimane, in un vero e proprio scambio di atti di provocazione e ripicca.
In seguito a ripetute segnalazioni, si è ritenuto necessario l’intervento della polizia di Fabriano. Dai controlli effettuati, gli agenti hanno opportunamente proceduto “in via cautelativa a a salvaguardia della pubblica sicurezza” al sequestro di ben sei fucili da caccia detenuti da un uomo di 54 anni, con relative munizioni a palla non regolarmente segnate.
Giunge al termine un percorso lungo e travagliato per la chiesa di San giovanni. Dopo 25 anni e due eventi drammatici, il terremoto umbro-marchigiano del 1997 e il sisma del centro Italia del 2016, la chiesa riaprirà finalmente le sue porte ai fedeli dopo 14 mesi di lavori e 3,2 milioni di euro spesi per i lavori di restauro.
La chiesa, dedicata a San giovanni Battista e San Giovanni evangelista, verrà inaugurata il 17 dicembre prossimo, esattamente 400 anni dopo la morte del suo ideatore, il grande arcihetto marchigiano Rosato Rosati.
"Dovevamo restituire San Giovanni alla città - ha dichiarato il vescovo Nazzareno Marconi- Era un progetto che avevamo in mente ma che non riuscivamo a realizzare. L'amministrazione comunale di Macerata e la regione hanno scelto la chiesa di San Giovanni come edificio simbolo a cui destinare i fondi europei per la valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale."
Nel corso della conferenza stampa, tenutasi presso la biblioteca Mozzi Borgetti, ha preso la parola l'architetto Giovanni Issini, soprintendente della sezione archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata: "La riapertura della chiesa è un evento importante per la città, in particolare il nostro contributo è stato di intraprendere un'azione a livello legale per riconoscere il valore storico, culturale e urbanistico dell'edificio."
Infine è intervenuto il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli: "La chiesa di San Giovanni è immensa e bellissima, quando sono entrato mi è sembrato di essere a San Pietro. Stasera accenderemo le luci delle vie e la guarderemo illuminata".
"É stato bello vederla crescere - ha concluso il primo cittadino- Stiamo facendo rivivere la città nelle sue bellezze. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato al progetto.”
La solidarietà in un pacco dono, questa l’iniziativa “Scatole di Natale sospese” dell'amministrazione di Recanati che negli anni scorsi ha riscosso un grande successo e che anche quest’anno prende il via a ridosso delle feste natalizie. Un piccolo gesto simbolico di solidarietà che permette di far arrivare un regalo da mettere sotto l’albero a molte famiglie.
“Quella verso la solidarietà è una spinta che abbiamo voluto dare da subito, come amministrazione locale.- ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi - Riteniamo che sia un modo per far sentire curata la parte più fragile della nostra popolazione. Sono gesti piccoli, ma possono portare alleviare qualche sofferenza.”
Per partecipare all’iniziativa, giunta alla sua III edizione, basta soltanto una scatola in cui vanno messi: una cosa calda, un gioco, un dolcetto, un passatempo e soprattutto un biglietto di auguri affettuoso, in modo che chi lo riceve possa sentire tutto il calore del dono.
“Solidarietà fa rima con comunità ed è importante creare le occasioni per spingersi a pensare a quella parte di comunità che resta maggiormente isolata e marginale. –ha affermato l’assessora alle politiche sociali Paola Nicolini - Vogliamo dare segnali di attenzione, creando un momento di attenzione, perché vivere il Natale è anche e soprattutto, riflettere sul senso profondo delle cose.”
Grazie alla disponibilità di alcune associazioni di volontariato a partire dall'8 dicembre e fino ai primi di gennaio sarà possibile consegnare le scatole sospese alla Croce Gialla, ad AltraEco, alla Bottega del Commercio equo, al Comitato di quartiere di Montefiore e alla Protezione civile.
Il sindaco di San Severino Rosa Piermattei, a seguito delle dichiarazioni del tecnico incaricato dalla proprietà, ha firmato la revoca dell’ordinanza con la quale, dopo le scosse di terremoto dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabile un’abitazione singola in viale Varsavia.
Dopo i lavori di ricostruzione, finanziati con un contributo pubblico di 80mila euro da parte dell’Usr, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, l’immobile è tornato nuovamente utilizzabile.
''Il territorio comunale di Ussita ha due importanti vincoli identificati con i codici R3 e R4, legati al rischio idrogeologico e al rischio frane che nel tempo hanno purtroppo dato segni delle loro pericolosità: nella Frazione di Vallestretta sono state le frane a colpire, mentre le alluvioni hanno già interessato il territorio dove sono situati gli impianti sportivi come il palazzo del ghiaccio e la piscina, oltre al camping, il parco giochi e le numerose abitazioni. Mentre sembra imminente la risoluzione del vincolo R4, grazie alla regia e all’autorevole intervento del Commissario Straordinario Legnini, la risoluzione del problema R3 legato alle frane non sembra ancora sulla linea di partenza, nonostante siano già stati stanziati diversi milioni di euro sia per i lavori a Vallestretta - rischio valanga -, sia per la riforestazione del Monte Rotondo- rischio valanghina''.
Questo è quanto afferma in nota stampa il consigliere di minoranza al Comune di Ussita Guido Rossi, il quale già in data 23 settembre aveva presentato alla sindaca di Ussita Silvia Bernardini un’interrogazione: ''Sulla scorta della terribile alluvione che si è abbattuta sulle Marche nelle provincie di Ancona e Pesaro, la quale ha colpito con estrema violenza città e borghi meravigliosi, lasciando dietro di sé un bilancio in termini di perdite umane pesantissimo, avevo chiesto alla prima cittadina che tipi di interventi fossero stati fatti o predisposti dall’amministrazione comunale a difesa del territorio e della popolazione per affrontare eventuali problemi dovuti ad eventuali piogge a carattere straordinario e se nel territorio a vincolo R4 ci fossero abitazione con la presenza di privati o cantieri aperti''.
''In attesa di una risposta tranquillizzante, alla luce della violenta alluvione che ha spazzato via Ischia provocando dieci morti, tenendo presente che gli eventi ambientali e atmosferici stanno diventando sempre più gravi, impattanti e imprevedibili - conclude Guido Rossi - ho contatto nuovamente la sindaca, sollecitando una risposta a quanto richiesto oltre due mesi fa con la speranza di avere un riscontro positivo. Ho scritto anche al Prefetto di Macerata, al Presidente della Regione Marche – recentemente nominato Commissario Delegato per gli eventi alluvionali - affinché intervengano autorevolmente in caso di ‘mancanze’ da parte dell'amministrazione. Sono ormai diversi anni che l'amministrazione ha a disposizione oltre 3.000.000 di euro per intervenire sulla frazione di Vallestretta e oltre 1.500.000 euro per la riforestazione di Monte Rotondo ma ancora non vediamo alcun cantiere aperto''.
A partire da mercoledì 7 Dicembre fino a domenica 8 Gennaio 2023, tornerà attivo il servizio Jolly Sosta che permetterà di parcheggiare la propria auto a Porto Recanati in uno stallo blu gratuitamente per mezz’ora.
La misura è stata voluta dall'amministrazione comunale di concerto con l'APPR per favorire il commercio locale e lo shopping natalizio.Tale procedura sarà fruibile per una sola volta nell’arco delle 24 ore.
Per poterne fruire occorre semplicemente mandare un SMS con la targa del proprio auto veicolo al numero 339 9957691: il sistema produrrà in automatico una risposta che avrà validità dalla avvenuta conferma dell’autorizzazione alla sosta gratuita per 30 minuti nello stallo blu.
Nuovi lavori in superstrada. Da lunedì prossimo, 5 dicembre, saranno eseguiti i lavori di sostituzione dei giunti di dilatazione su un tratto della strada statale 77 "della Val di Chienti" a Tolentino. A comunicarlo, in una nota, è Anas.
Per consentire lo svolgimento dei lavori il transito in corrispondenza del cantiere sarà regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta mentre lo svincolo di Tolentino Sud sarà temporaneamente chiuso in uscita per chi viaggia in direzione Civitanova Marche. Il completamento di questa fase è previsto entro il 22 dicembre.
Da giovedì primo dicembre è in funzione nel territorio comunale di Porto Recanati, presso l’impianto semaforico presente sulla strada statale 16 Adriatica, all’incrocio tra Via Bocci e Viale dei Pini (in direzione nord), un impianto T-red.
Impianto, sottolinea il sindaco Andrea Michelini, "che provvederà a segnalare ogni mezzo motorizzato che non rispetterà il rosso. A norma di legge - aggiunge -, è tarato per entrare in funzione dopo 4 secondi dalla comparsa del giallo sull’impianto".
"La contestazione della violazione, come da normativa vigente, non sarà elevata sul posto, ma avverrà in modo automatico tramite le immagini rilevabili da remoto che lo stesso impianto provvederà a produrre in costanza di violazione dello stop imposto dal rosso", spiega il primo cittadino.
"Invitiamo quindi tutta la cittadinanza ad una guida della propria autovettura o del proprio motociclo con la massima prudenza, anche in considerazione del fatto che il mancato rispetto del rosso al semaforo è violazione del codice della strada che può comportare severe conseguenze. Si spera - conclude Michelini - che l’installazione di tale impianto possa contribuire ad una maggiore sicurezza di quel tratto stradale e possa costituire un deterrente a comportamenti alla guida poco corretti".
La comunità di Valfornace ha salutato con affetto il carabiniere Sergio Dimaggio che, dopo sette anni di servizio nella locale stazione dell’Arma, è stato chiamato alla stazione di Fasano, in provincia di Brindisi.
Per l’occasione il sindaco Massimo Citracca e l’assessore Domenico Iori, a nome dell’intera cittadinanza, hanno voluto consegnargli una targa ricordo “per la dedizione e la disponibilità manifestata al servizio del territorio”.
In servizio dall’ottobre 2015 in quella che è stata la sua prima destinazione, il carabiniere Dimaggio ha vissuto a Valfornace tutto il periodo del terremoto collaborando con i colleghi nel fornire aiuto e assistenza alla popolazione. Un impegno, il suo, riconosciuto anche dai suoi superiori. Da sindaco e assessore, infine, i migliori auguri per il nuovo incarico.
L’Unione Montana Potenza Esino Musone ha pubblicato un avviso di manifestazione d’interesse per progetti che intendono promuovere e sostenere l’autonomia delle persone adulte con disabilità, focalizzandosi sull’area abitativa e quella lavorativa.
Attraverso tali progettualità l’ente comunitario intende avviare percorsi di autonomia finalizzati alla costituzione di due gruppi appartamento, composti da 6 persone ciascuno, e di promuovere l’occupazione attraverso l’inserimento lavorativo e percorsi formativi professionalizzanti anche digitali.
I progetti saranno finanziati ai sensi del Pnrr Next Generation. La proposta è rivolta a 12 beneficiari e consiste nell’attivazione di 2 gruppi appartamento in soluzioni residenziali identificate sul territorio dell’Ambito Territoriale Sociale 17, avrà durata triennale, con conclusione entro marzo 2026, e sarà articolato in varie fasi.
È prevista una prima valutazione multidimensionale, effettuata da parte di un’équipe multidisciplinare specifica, sulla base della quale si valuterà l’inserimento all’interno di un percorso e la predisposizione di un progetto personalizzato. Vi sarà poi un percorso laboratoriale di osservazione e accompagnamento volto alla costituzione del gruppo appartamento e al potenziamento delle competenze per l’autonomia abitativa.
L’obiettivo è quello di aumentare le autonomie personali (gestione della propria persona,organizzazione dell’abitazione, piano spese ecc.) e vivere con un sostegno per realizzare un percorso di vita maggiormente indipendente e che valorizzi le risorse di ciascuno.
In un secondo momento si avvieranno percorsi di graduale sperimentazione di residenzialità all’interno degli appartamenti previsti, ristrutturati e adattati alle esigenze di autonomia con interventi di domotica.
Rispetto alla componente lavorativa, si realizzeranno specifici percorsi formativi, quali laboratori di competenze professionali e digitali, volti allo svolgimento di un tirocinio o inserimento lavorativo. La finalità è comunque quella di sostenere l’accesso del beneficiario al mercato del lavoro.
Possono presentare domanda di ammissione al progetto le persone in possesso deiseguenti requisiti: essere persone con disabilità o essere in carico al Dipartimento di Salute Mentale, essere in possesso della certificazione della legge 104/92 art. 3 comma 1 oppure articolo 3 comma 3; oppure essere iscritte alla Legge 68/99, avere età compresa tra i 18 e i 64 anni ed essere residente in uno dei Comuni dell’ATS 17 o dell’ATS 18.
I comuni interessati sono Apiro,Castelraimondo, Cingoli, Esanatoglia, Fiuminata, Matelica, Gagliole, Pioraco, Poggio San Vicino, San Severino Marche, Sefro eTreia. Il bando è consultabile al seguente link
Diventano 28 i Frecciarossa sulla linea ferroviaria Adriatica con l'orario invernale che scatta l'11 dicembre: Oltre alla conferma degli attuali 24, diventano Frecciarossa 4 collegamenti tra Venezia e Lecce con fermate nelle Marche e in Abruzzo. Lo rende noto Trenitalia
Si arricchisce anche l'offerta nelle Marche con 161 treni al giorno, per circa 80mila posti a sedere offerti e circa 700 posti bici (che saliranno a 1.100 nel periodo primaverile), arrivano due nuovi collegamenti regionali veloci tra Ancona e Ascoli Piceno: uno in partenza dal capoluogo marchigiano, alle 19:15, che permetterà di raggiungere Ascoli Piceno in 45 minuti e Ascoli in 89, il secondo partirà invece da Ascoli alle 18:15, con arrivo ad Ancona alle 20:00.
Previsti due treni straordinari tra Ancona e Bologna il 22 e 23 dicembre. Ulteriore miglioramento anche dei collegamenti diretti tra nord e sud della regione, senza dover cambiare treno. Confermati infine i servizi combinati treno + bus per le città di Urbino, Fermo e per la Politecnica di Ancona, che hanno avuto grande successo, ormai consolidati nell'offerta ferroviaria regionale.
Maggiore efficienza sul fronte riscaldamento per la palestra Mancinelli situata in via Bellini a Matelica. Grazie a un cofinanziamento tra Comune e Regione Marche, l’impianto di riscaldamento dello stabile è stato riqualificato con nuovissime macchine che avranno nuove funzionalità e apporteranno dei miglioramenti sotto tutti i punti di vista.
Questi lavori sono stati fatti anche grazie a dei fondi di avanzo che ogni consigliere regionale ha a disposizione sulle varie commissioni. In questo caso il consigliere regionale Renzo Marinelli, nel bilancio 2021, ha deciso di dirottare queste cifre per riqualificare gli impianti della palestra Mancinelli che non erano più a norma.
«La palestra Mancinelli è un punto d’incontro fondamentale per la città di Matelica perché la usano tutti: scuole elementari, medie, superiori e società sportive – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Rosanna Procaccini -. Si tratta inoltre di lavori molto importanti in vista della stagione invernale e sul fronte dell’efficientamento energetico».
Soddisfazione anche da parte dell’assessore allo sport Graziano Falzetti: «Un intervento necessario che migliora la qualità delle attività all’interno di una struttura molto utilizzata – aggiunge Falzetti –. Siamo molto felici di aver partecipato come Comune al cofinanziamento della Regione e di questo ringraziamo il consigliere Marinelli per l’interesse che ha costantemente per il territorio».
Il comando regionale Marche della guardia di finanza e la Regione siglano un protocollo quadro di intesa per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto delle condotte lesive degli interessi economici e finanziari connessi alle misure di sostegno e di incentivo previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Nell’ambito del protocollo la Regione Marche fornirà i dati e le risultanze disponibili ritenuti utili per l’attività di controllo, comunicando le informazioni e gli elementi riscontrati nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, relativi ad anomalie ricorrenti o irregolarità, nonché le violazioni e le irregolarità riguardanti i finanziamenti e i contributi.
Inoltre, Regione Marche potrà consentire alla guardia di finanza l’accesso alle proprie banche dati, al fine di consentire la diretta acquisizione delle informazioni utili per l’avvio e lo sviluppo delle indagini a contrasto delle frodi.
A sua volta, le Fiamme Gialle potranno utilizzare i dati e gli elementi acquisiti per orientare l’azione di prevenzione, ricerca e repressione degli illeciti economici e finanziari, comunicando, nel caso di accertamento di irregolarità o frodi, alla Regione Marche, nel rispetto delle disposizioni in tema di riservatezza delle indagini, le specifiche informazioni rilevate, ai fini dell’adozione dei provvedimenti di competenza.
L’intesa prevede, inoltre, che le due istituzioni sviluppino ogni utile iniziativa di carattere formativo attraverso incontri e corsi, per favorire lo scambio di esperienze maturate nei vari settori interessati.
Il protocollo prevede una collaborazione strutturata anche sul piano della governance operativa dell’intesa: per le attività previste sono individuati quali referenti per la Regione Marche il segretario generale e il direttore del dipartimento “Programmazione integrata Ue e risorse finanziarie, umane e strumentali” e, per la guardia di finanza, il capo di Stato Maggiore del comando regionale e il comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona. Quali referenti per l’attuazione del protocollo sul territorio sono indicati i comandanti provinciali della guardia di finanza che si interfacceranno con molteplici direzioni della Giunta regionale.
Il protocollo ha durata biennale e la sua concreta attuazione verrà monitorata da un apposito Tavolo tecnico, composto da rappresentanti di entrambe le amministrazioni, che si riunirà tendenzialmente con cadenza quadrimestrale.
“Il protocollo con il comando Regionale della guardia di finanzia consolida una collaborazione strategica tra le due istituzioni e conferma la centralità che il rigore e il contrasto a qualsiasi forma di illegalità rivestono nell’azione della Giunta regionale”, afferma il presidente Francesco Acquaroli.
“Per tali finalità la prevenzione collaborativa e la condivisione informativa sono priorità fondamentali a cui questo protocollo potrà offrire un valido contributo, soprattutto in considerazione delle ingenti risorse che il Pnrr mette a disposizione per la ripresa economica e sociale della nostra comunità”.
“La guardia di finanza si pone a tutela della corretta attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, ha aggiunto il comandante delle Fiamme Gialle delle Marche Alessandro Barbera.
“Tale azione si esplica anche attraverso la proficua collaborazione con gli enti locali, testimoniata dalla stipula dell’odierno protocollo, nella convinzione che la salvaguardia del tessuto economico da qualsiasi forma di inquinamento illegale e il corretto impiego dei fondi pubblici possano concretamente aiutare la crescita produttiva e occupazionale”.
Sono state inaugurate questa mattina le nuove case popolari nella suggestiva piazza Alberico Gentili, a San Ginesio. Si tratta del primo progetto pubblico finanziato dal commisario per la ricostruzione per mezzo del quale si è potuto procedere a degli interventi di miglioramento sismico, alla sistemazione di un edificio di proprietà del Comune di San Ginesio e in piccola parte della curia Arcivescovile di Camerino e San Severino che proprio prima del sisma ospitava le case popolari e la sede dell’associazione musicale Selifa.
“Oggi la piazza di San Ginesio sarà illuminata da quattro nuovi appartamenti di circa 65 metri quadri l’uno che andranno ad ospitare tre famiglie che al momento hanno le case ancora danneggiate dal sisma”, si legge in una nota dell'amministrazione comunale.
“Grazie anche all’affidabilità della ditta vincitrice della gara di appalto, la Iter Costruzioni, il cantiere è stato un ottimo esempio di ricostruzione pubblica, efficiente e veloce nell’esecuzione dei lavori”.
L’intervento è costata complessivamente 685.000 euro, importo interamente coperto dall’ordinanza commissariale, il cui progetto è stato realizzato dall’architetto Alessandra Arrà, mentre la direzione dei lavori è stata eseguita internamente dall’ufficio del comune dal geometra Sergio Marcelli, responsabile unico del procedimento, dall’architetto Eder Staffolani e dall’Ingegner Eleonora Carducci. Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del Sindaco Giuliano Ciabocco e degli assessori Giordano Saltari e Francesco Paletti.
Il questore di Macerata Vincenzo Trombadore ha fatto visita questa mattina al sindaco Luca Maria Giuseppetti, per dimostrare la vicinanza istituzionale alla comunità di Caldarola, così come a tutte le popolazioni dei territori del Maceratese colpiti dal terribile terremoto del 2016.
Il questore, ricevuto presso la sala consiliare dell'edificio che ospita la sede comunale, ha voluto visionare concretamente e personalmente la situazione nella quale versa il paese; per questa ragione ha attraversato le principali vie del centro storico, accompagnato dal primo cittadino che gli ha illustrato la gravità dei danni riportati dal comune a seguito del sisma.
Dopo aver richiesto alcuni dati sullo stato attuale della ricostruzione e dei cantieri già avviati, il questore ha mostrato particolare sensibilità per la vita della popolazione residente, informandosi su eventuali necessità legate ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, sull'esistenza di spazi e iniziative di aggregazione dedicate ai più giovani, e sulla gestione della zona Sae.
Il sindaco, nell'esprimere la sua soddisfazione per la gradita visita, ha omaggiato il questore con alcuni volumi fotografici che ripercorrono per immagini i luoghi più suggestivi e significativi di Caldarola. Il dottor Trombadore si è, quindi, congedato con il proposito di mantenere vivi i contatti con l'amministrazione comunale, pronto ad intervenire per ogni eventuale criticità legata alla sicurezza pubblica.
"Sabato 3 dicembre alle ore 17, presso l’area Sae, daremo il via simbolicamente, con l’accensione delle luminarie, alle festività natalizie. Lo faremo insieme a tutta la cittadinanza e in particolar modo ai più piccoli" ha annunciato il sindaco, Alessandro Gentilucci.
“È il settimo Natale dopo il sisma - ha dichiarato il primo cittadino- e tutti quanti noi aspettiamo di trovare un bel dono sotto l’albero: la nostra casa. È per questo che sollecito le istituzioni a garantire i finanziamenti adeguati che pongano la nostra gente in condizione di poter ricostruire".
"Sarà anche l’occasione per inaugurare il nuovo parco giochi in via Aldo Moro, scelto insieme alle mamme di Pieve Torina perché saranno i loro figli a usufruirne. Ed è proprio questo spirito di condivisione che anima la mia comunità, che mi inorgoglisce: una comunità che non si arrende, che lotta e che supera le difficoltà. E allora - conclude il sindaco - accendiamo una luce per ricordare a chiunque passi, che siamo ancora qui, in tanti, augurando un Natale di serenità soprattutto a chi, da troppo tempo, una casa non ce l’ha”.
Il neo-eletto governo di Giorgia Meloni ha ufficialmente presentato alla Camera la bozza della prossima Legge di Bilancio 2023, già controfirmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una manovra da 35 mld di euro, che annovera fra le misure di alto spicco la riduzione fino all’annullamento del reddito di cittadinanza, una soglia della flat tax alzata fino ad 85.000 euro, tetto al contante di 5.000 e l’obbligo per i commercianti di rifiutare i pagamenti tramite Pos (quindi con carte di credito, debito o bancomat) per acquisti inferiori ai 60 euro (prima erano 30).
Se nei circa 174 punti dell'articolato vengono toccati altri temi - come il lavoro, il cuneo fiscale, i nuovi finanziamenti alle imprese, il taglio dell’Iva dal 10 al 5% per combattere l’inflazione, i sostegni (seppur minimi) a scuola e sanità -, l’attenzione generale in quel di Macerata è rivolta oggi ai negozianti che cercano, nell’attesa di approvazione della Legge entro fine anno, di farsi un’idea preliminare sull’effettiva utilità del nuovo 'pagamento elettronico' e dell'innalzamento del limite al denaro contante. Arrivando a dubitare, in alcuni casi, anche della paventata risolutezza in termini di evasione fiscale.
“Per noi non cambia niente - spiega Gloria, titolare di una cartolibreria in Corso Cairoli - perché di norma accettiamo pagamenti senza alcun limite. Da commerciante avrei preferito una diminuzione delle tariffe fisse e mobili sul Pos”. Dello stesso parere anche Emanuel, gestore di un bar. “Penso che sia una cosa buona per altri tipi di commercianti, cioè quelli che processano versamenti pari o superiori a 60 euro”.
“Se per 10 centesimi di gomme da masticare 5 sono di commissione, allora è giusto mettere un freno ai pagamenti elettronici - aggiunge Stefano, proprietario di una tabaccheria vicina allo Sferisterio - altrimenti non c’è margine di guadagno. Sono d’accordo anche con l’innalzamento del contante: così saremo liberi di girare con qualche soldo in più in tasca, senza problemi”.
“Fare acquisti con le carte di credito è diventato per molte persone più semplice - afferma Cristina, bazar 48 nel centro storico - soprattutto quando vengono i turisti da fuori. Il vero problema sono le banche, che dovrebbero agevolare i tassi d’interesse sulle transazioni per noi negozianti. Io di contante a chiusura di giornata ne calcolo ormai poco, pur accettando ogni tipo di pagamento: diversamente, sarebbe una scorrettezza nei confronti del cliente. E penso anche che ci sia malafede sui famosi pagamenti in nero (io gli scontrini li faccio sempre!), ma questo dipende dal comportamento civile che ogni cittadino decide o meno di assumere”.
Di seguito, il servizio: