Attualità

Macerata, corso Matteotti chiuso per lavori fognari: ecco come cambia la viabilità

Macerata, corso Matteotti chiuso per lavori fognari: ecco come cambia la viabilità

La Polizia Locale di Macerata ha emesso una nuova ordinanza che prevede modifiche temporanee alla circolazione stradale in corso Matteotti a causa di lavori di allaccio fognario. Il provvedimento sarà in vigore dalle ore 8 del 22 gennaio alle ore 18 del 23 gennaio e dalle ore 8 del 26 gennaio alle ore 18 del 27 gennaio. Durante questo periodo, largo Amendola avrà direzione obbligatoria a sinistra verso via Gramsci, eccetto per i veicoli autorizzati. Corso Matteotti sarà chiuso al transito per 150 metri, con eccezione per i veicoli autorizzati, e sarà regolato da senso unico alternato a vista con precedenza per i veicoli in uscita. Via Armaroli, nel tratto compreso tra via Berardi e corso Matteotti, avrà divieto di transito con direzione obbligatoria a destra verso via Berardi, eccetto per i residenti; i veicoli autorizzati dovranno invece svoltare a destra verso piazza della Libertà, in deroga alla regolamentazione APU di corso Matteotti. Infine, via Tommaso Lauri, tra corso Matteotti e via Crescimbeni, sarà regolata da senso unico alternato a vista, sempre con precedenza per i veicoli in uscita. La Polizia Locale invita automobilisti e residenti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a rispettare le deviazioni indicate.

20/01/2026 19:34
Polizia locale di Macerata: 140 anni di storia e un 2025 all’insegna degli interventi (4.500). 400 gli incidenti rilevati

Polizia locale di Macerata: 140 anni di storia e un 2025 all’insegna degli interventi (4.500). 400 gli incidenti rilevati

Centquarant’anni di storia, di servizio alla città e di presenza quotidiana sul territorio. La Polizia locale di Macerata ha aperto ufficialmente oggi, martedì 20 gennaio, il programma delle celebrazioni per l’importante anniversario della fondazione del Corpo con una giornata che unisce memoria, bilancio dell’attività e uno sguardo rivolto al futuro. Le celebrazioni si sono aperte con l’inaugurazione della mostra allestita presso gli Antichi Forni di Macerata, uno spazio carico di storia che per l’occasione ospita fotografie d’epoca, documenti originali, cimeli e materiali storici capaci di raccontare l’evoluzione della Polizia locale dal 1886 a oggi. Un percorso espositivo che restituisce alla città immagini inedite, regolamenti dei primi del Novecento e testimonianze di un Corpo che ha accompagnato tutte le trasformazioni sociali e urbane di Macerata. «Questa giornata rappresenta un traguardo importante che pone le basi per un’ulteriore evoluzione futura», ha spiegato il comandante della Polizia locale Danilo Doria durante l’inaugurazione. «La memoria storica che siamo riusciti a ritrovare, dagli scatti antichi ai documenti dei primi anni del Novecento, fino al primo regolamento del 1886, ci ha dato un ulteriore stimolo per continuare a crescere e fare bene. È un patrimonio di autorevolezza e identità che oggi restituiamo anche alla città». Una mostra che non è solo celebrazione del passato, ma anche occasione per riflettere sul presente e sul ruolo che la Polizia locale riveste oggi. «Ringrazio tutto il Corpo e l’amministrazione comunale – ha aggiunto Doria – che hanno reso possibile questa ricerca e ci hanno permesso di donare alla città questo momento di condivisione». Accanto alla memoria storica, la giornata ha rappresentato anche l’occasione per tracciare un bilancio dell’attività svolta nel 2025, un anno definito dallo stesso comandante «complesso ma estremamente significativo». Al centro dell’azione del Corpo, il presidio del centro storico, la sicurezza urbana, il controllo dei cantieri legati alla ricostruzione post-sisma e alla riqualificazione edilizia, oltre alla sicurezza stradale. «Nel 2025 abbiamo rilevato circa 400 incidenti stradali – ha ricordato Doria – un dato in crescita rispetto agli anni precedenti che ci impone una riflessione e rafforza la necessità di investire ancora su prevenzione, controllo e sensibilizzazione. È una risposta alle richieste della città e alle indicazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica». Ma il cuore dell’attività resta la prossimità: «Il nostro core business è la presenza, la vicinanza ai cittadini. Sempre più spesso veniamo interpellati anche per problematiche che vanno oltre le nostre competenze, ma cerchiamo comunque di ascoltare, intercettare i bisogni e fare da tramite. La sicurezza passa anche da qui». Concetti condivisi dall’assessore alla Sicurezza Paolo Renna, che ha sottolineato il valore simbolico delle celebrazioni: «È un grande orgoglio per la città poter dire che dal 1886 Macerata ha ininterrottamente un Corpo di Polizia locale. All’epoca erano le guardie comunali, oggi una realtà moderna e strutturata che ha sempre servito la comunità con onore e professionalità». Renna ha ricordato come uno degli obiettivi dell’amministrazione sia stato quello di valorizzare al massimo la Polizia locale: «I numeri dimostrano che il potenziale c’era ed è stato espresso. Abbiamo lavorato in stretta sinergia e collaborazione, e i risultati si vedono in ogni settore». Un lavoro riconosciuto anche dai cittadini: «Sono esigente – ha ammesso l’assessore – perché so quanto questo Corpo possa dare. Ma sono contento delle risposte positive che arrivano dalla città, che percepisce la vicinanza della Polizia locale e dell’amministrazione. Senza il loro impegno, la loro serietà e il rispetto del giuramento fatto all’istituzione, questi risultati non sarebbero stati possibili. Viva la Polizia locale di Macerata». Il bilancio dell’attività del Comando nel 2025 restituisce l’immagine di una Polizia locale fortemente impegnata su tutti i fronti. Le richieste di intervento pervenute alla centrale operativa sono state circa 4.500, con una risoluzione positiva nell’85% dei casi, mentre le ore di servizio esterno sul territorio hanno superato le 5.400. Sul piano della sicurezza stradale sono stati rilevati 400 incidenti (+21%), di cui 116 con feriti e 3 mortali, con un incremento significativo rispetto agli anni precedenti. Le violazioni al Codice della strada sono state complessivamente 19.048, accompagnate da 384 rimozioni di veicoli, 101 sequestri e fermi amministrativi e 80 sequestri per mancanza di assicurazione. Importante anche l’attività legata alla videosorveglianza, con un sistema composto da 206 telecamere, comprese 56 OCR, fondamentali sia per il controllo della circolazione sia per le indagini. Sul fronte della tutela ambientale e del decoro urbano sono stati effettuati 456 controlli sui rifiuti, accertate 238 violazioni e svolti 204 interventi tra ambiente, benessere animale ed edilizia. Nel settore della mobilità urbana, il Comando ha gestito 763 concessioni di occupazione di suolo pubblico, 568 cantieri, di cui 27 in centro storico, e redatto 16 piani di viabilità per i lavori più rilevanti. Non meno rilevante l’impegno sociale e di prossimità, con 2.352 accertamenti anagrafici, 40 trattamenti sanitari obbligatori, 23 minori stranieri non accompagnati presi in carico, 21 corsi di educazione stradale nelle scuole e 43 servizi antidroga nell’ambito del progetto “Scuole sicure”. Numeri che confermano un’attività intensa e capillare, a testimonianza di un Corpo che, nel solco dei suoi 140 anni di storia, continua a rappresentare un presidio fondamentale di sicurezza, legalità e vicinanza alla comunità maceratese. Le celebrazioni sono proseguire con la Santa Messa solenne officiata dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, per poi concludersi con la cerimonia civile celebrativa al Teatro Lauro Rossi. Nel corso dell’omelia, il vescovo ha richiamato la figura di San Sebastiano, patrono della Polizia locale, come esempio luminoso di coraggio, dedizione al servizio e difesa dei più deboli. Ufficiale dell’esercito romano al tempo delle persecuzioni, Sebastiano seppe unire fedeltà al dovere e coerenza di fede, mettendo il proprio ruolo al servizio della tutela delle persone fragili, tanto da essere ricordato come “defensor ecclesiae”. La sua scelta di non sottrarsi al rischio e di restare fedele ai propri valori, anche a costo della vita, rappresenta – ha sottolineato il vescovo – un modello attuale per chi opera nelle forze dell’ordine. L’augurio finale è che i valori umani e cristiani del santo patrono continuino a ispirare l’azione quotidiana della Polizia locale, a servizio della comunità e del bene comune, rinnovando gratitudine, stima e vicinanza per il lavoro svolto.

20/01/2026 18:50
Taglio alberi a Macerata, Europa Verde denuncia: "Scempio ambientale in contrada Fontescodella"

Taglio alberi a Macerata, Europa Verde denuncia: "Scempio ambientale in contrada Fontescodella"

Europa Verde solleva un coro di proteste e profonda indignazione per quanto avvenuto recentemente in contrada Fontescodella, dove un intervento programmato per la manutenzione dei bordi stradali avrebbe causato, secondo gli esponenti ambientalisti, "danni irreparabili al patrimonio arboreo locale" di Macerata. Quello che doveva essere un lavoro di routine si è trasformato, a detta del partito ecologista, in un "vero e proprio brutale abbattimento" che ha colpito numerosi esemplari, anche di grandi dimensioni. "Non si è trattato di semplice manutenzione o sfalcio di arbusti, sono stati abbattuti alberi maturi, che a vederli sembrano perfettamente in salute", denunciano i rappresentanti di Europa Verde, sottolineando come tali piante svolgessero una funzione ecologica fondamentale attraverso l'assorbimento di CO₂, l’ombreggiamento e la stabilizzazione del terreno. Gli ambientalisti pongono interrogativi diretti agli enti responsabili: "Chi ha autorizzato questo intervento? Con quali perizie tecniche? Dove sono i documenti che certificano il reale pericolo per la sicurezza stradale?". Il comunicato prosegue con un monito severo rivolto all'amministrazione comunale di Macerata e alla Provincia, ricordando che "gli alberi non sono arredo urbano sacrificabile, ma infrastrutture verdi strategiche". Europa Verde evidenzia come, nel 2026, tagliare alberi sani in piena crisi climatica rappresenti "una scelta anacronistica, miope e irresponsabile", in aperto contrasto con la Strategia Europea per la Biodiversità 2030 che chiede di fermare la perdita di alberi maturi. Le richieste ufficiali puntano ora su due fronti: la creazione di "un piano di compensazione ambientale serio, con nuove piantumazioni realmente equivalenti per numero e dimensione" e "l’apertura di un tavolo di confronto con associazioni ambientaliste e cittadini". Europa Verde avverte che non verranno accettate giustificazioni di facciata: "Non accetteremo la solita narrazione rassicurante del 'taglio necessario'. I cittadini vedono, fotografano, documentano". La nota si chiude con un appello per una gestione più lungimirante del territorio, ribadendo che "Macerata ha bisogno di più verde, non di meno, di più alberi, non di strade spoglie e asfaltate e di amministratori coraggiosi, non di gestioni pigre che scelgono la motosega perché è la soluzione più facile".

20/01/2026 11:00
La palestra è piena (anche sui social)

La palestra è piena (anche sui social)

Primi di gennaio 2026, una cliente mi scrive su WhatsApp alle 7 di mattina. “Barbara, ho bisogno di te. Ho iniziato il mio percorso di trasformazione e voglio documentarlo sui social. Mi servi per la strategia di contenuti. Partenza: lunedì prossimo”.  Okay. Non è la prima volta. Ogni gennaio ne arriva almeno una. Sempre con lo stesso entusiasmo. Sempre con la stessa determinazione. Sempre con la stessa richiesta: “Voglio ispirare le altre persone”. Le dico di sì. Facciamo una call. Mi mostra il piano: foto in palestra ogni giorno, frullato la mattina, outfit sportivo coordinato, citazioni motivazionali. Ha già preparato 13 bozze di post. “Pensavo di postare ogni giorno fino a marzo, poi vedremo”.  E io, mentre la ascolto, penso: “Tra tre settimane sarà sparita”. Non glielo dico, ovviamente. Ma lo so. Lo so perché succede sempre. Sempre.  E infatti, due settimane dopo: silenzio radio. Niente più post. Niente più palestra.  IL TEATRO DELLA TRASFORMAZIONE In più di 18 anni di lavoro nella comunicazione digitale, gennaio è sempre lo stesso spettacolo. I social si riempiono di foto in palestra. Selfie sudati davanti allo specchio. Foto dei pesi. Video sul tapis roulant. “Primo giorno, si parte!”, “Quest’anno ce la faccio”.  E io, da esperta che ormai conosce il copione, guardo e penso: “Tra due settimane saranno spariti”. Non perché sono cattiva. Ma perché succede sempre. Senza eccezioni. Il problema non è la palestra. Il problema è che hanno iniziato postando invece di iniziare facendo.  Hanno comprato l’outfit perfetto per le foto prima ancora di capire se gli piaceva allenarsi. Hanno preparato il piano editoriale prima ancora di fare la prima lezione. Hanno annunciato la trasformazione prima ancora di sapere se volevano davvero trasformarsi.  QUANDO HO CAPITO TUTTO  Anni fa andavo in una palestra vicino al mio studio. C’era questo ragazzo, sempre lì. Stesso orario, stessa routine. Mai visto con il telefono in mano. Mai una foto. Mai un post.  Un giorno, dopo mesi, gli chiedo: “Ma tu non hai i social?”  “Sì, li ho. Ma non posto la palestra”.  “Come mai?” .  “Perché se la posto non la faccio”.  Ecco. Lui aveva capito tutto.  Quando posti la palestra, ottieni i complimenti senza la fatica. Il cervello registra: “Missione compiuta, ci hanno applaudito”. E tu? Tu sei soddisfatto senza aver fatto niente di reale.  Risultato: dopo due settimane molli. Perché la gratificazione l’hai già avuta. Ora resta solo la fatica. E la fatica senza ricompensa non la regge nessuno.  LA REGOLA DEL SILENZIO  Ecco la lezione che vale oro: le cose vere non hanno bisogno di pubblico. Spesso se posti non fai, se fai non posti.  Se vai in palestra ogni giorno per tre mesi, puoi postare. Se fai solo tre giorni, taci. Se hai perso davvero 10 kg, condividi. Se hai solo comprato le scarpe nuove, risparmia il post.  Perché il problema dei propositi fitness sui social non è che falliscono. È che li hai già sabotati annunciandoli.  IL TEST INFALLIBILE  Vuoi davvero andare in palestra nel 2026? Fai questo esperimento.  Non postare niente. Per un mese. Zero foto, zero storie. Vai, fai, torna a casa. In silenzio.  Se dopo un mese ci vai ancora, allora forse è vero. Forse non era per i like. Forse lo stai facendo davvero.  E a quel punto, se proprio vuoi, posta pure. Ma sarà diverso. Perché non sarà il post del proposito. Sarà il post del risultato.  E i risultati, quelli veri, non hanno bisogno di caption motivazionali. Si vedono da soli.

17/01/2026 13:19
San Severino: concorso per operatore necroforo a tempo indeterminato

San Severino: concorso per operatore necroforo a tempo indeterminato

La città di San Severino Marche ha indetto un bando di concorso pubblico per l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di un operatore esperto necroforo. La figura professionale sarà inserita nell’Area Manutenzioni, Servizi Esterni e Patrimonio dell'ente.  Per partecipare alla selezione, i candidati devono essere in possesso dei requisiti generali per l'accesso al pubblico impiego, tra cui la cittadinanza italiana, un’età non inferiore ai 18 anni, l’idoneità psico-fisica alle mansioni e la patente di guida di categoria B. L'operatore esperto si occuperà di attività tecnico-manuali specialistiche legate ai servizi cimiteriali quali tumulazioni, inumazioni, esumazioni, manutenzione dei loculi e cura del verde pubblico cimiteriale. Sono inoltre richieste capacità nell’utilizzo di attrezzature comunali (alzaferetri, decespugliatori, mezzi d'opera) e conoscenze di base per piccoli interventi edilizi manutentivi.  Le domande di partecipazione dovranno essere presentate, a pena di esclusione, entro le ore 23:59 del 20 gennaio 2026, esclusivamente per via telematica attraverso il Portale del reclutamento inPA (www.inpa.gov.it). Per la partecipazione è previsto il versamento di una tassa di concorso di 10 euro. Il concorso prevede due prove: una prova pratica che si svolgerà lunedì 26 gennaio alle ore 9:30 presso il cimitero urbano di San Michele e che consisterà in dimostrazioni tecniche sull'uso di attrezzature e nell'esecuzione di piccole opere manutentive, e una prova orale prevista per martedì 3 febbraio alle ore 9:30 presso il Palazzo Comunale su elementi di ordinamento degli enti locali, rapporto di lavoro pubblico, sicurezza sul lavoro e nozioni di polizia mortuaria, oltre alla verifica della conoscenza della lingua inglese e delle applicazioni informatiche. Tutte le comunicazioni ufficiali e gli elenchi dei candidati ammessi saranno pubblicati sul portale inPA e nella sezione "Amministrazione Trasparente - Bandi di Concorso" del sito istituzionale del Comune di San Severino Marche. Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare l'ufficio Personale ai numeri 0733 641228 o 0733 641296.

17/01/2026 12:44
Polizia Locale San Severino, il bilancio 2025: 40 sinistri, 129 multe e tecnologia decisiva

Polizia Locale San Severino, il bilancio 2025: 40 sinistri, 129 multe e tecnologia decisiva

Un anno di presenza capillare sul territorio, attenzione costante alla sicurezza urbana e un utilizzo sempre più strategico delle tecnologie. È il quadro che emerge dal bilancio delle attività svolte nel 2025 dalla Polizia Locale della città di San Severino Marche, guidata dal vice commissario Adriano Bizzarri, un lavoro che va ben oltre il semplice controllo del traffico. Nel corso dell’anno gli agenti hanno effettuato 350 controlli su autoveicoli, rilevando 40 sinistri stradali, di cui 19 con feriti. Fondamentale il contributo della rete di videosorveglianza cittadina, che ha consentito di ricostruire la dinamica di 25 incidenti con danni a veicoli in sosta, permettendo di risalire ai responsabili inizialmente allontanatisi dal luogo del sinistro. Sul fronte delle sanzioni, sono state 129 le multe per sosta irregolare, mentre 8 interventi hanno riguardato la guida pericolosa legata all’uso del cellulare al volante. Imponente anche l’attività amministrativa: nel 2025 la Polizia Locale ha emesso 455 ordinanze in materia di circolazione stradale, oltre a circa 25 modifiche urgenti alla viabilità dovute a rotture idriche o a lavori post-sisma. A queste si aggiungono 10 ordinanze per la sicurezza urbana e 20 sopralluoghi di polizia commerciale, che hanno portato alla sanzione di due esercizi. Il vero fulcro della sicurezza cittadina si conferma però il sistema di videosorveglianza, oggi composto da 129 telecamere fisse, 3 postazioni mobili e 2 fototrappole. Questo apparato si è rivelato decisivo in 28 operazioni di polizia giudiziaria svolte in collaborazione con le altre Forze dell’Ordine. Le immagini hanno avuto un ruolo chiave anche in episodi di particolare gravità avvenuti in piazza del Popolo, come la violenta lite di fine luglio e il colpo di arma da fuoco esploso a novembre, che hanno portato in tempi rapidi all’identificazione dei responsabili. Numerosi anche gli interventi sul rispetto delle norme civiche: 59 sopralluoghi di polizia edilizia, 14 verbali per occupazione abusiva di suolo pubblico o irregolarità nei cantieri della ricostruzione e 34 sanzioni per errato conferimento dei rifiuti, sia per l’indifferenziato che per la raccolta differenziata. Inoltre, 6 verbali hanno accertato irregolarità nella cessione di fabbricati a cittadini stranieri. Non è mancata l’attività di prossimità: la Polizia Locale ha svolto 27 servizi serali, con turni prolungati fino a mezzanotte, alle 2 o alle 4 del mattino, e ha promosso 4 giornate di educazione stradale dedicate agli alunni delle scuole primarie, oltre a percorsi formativi specifici rivolti a extracomunitari e rifugiati. Sul piano degli interventi strutturali, nel 2025 è stata ripristinata la segnaletica orizzontale e verticale su oltre 5 chilometri di strade comunali e sono stati realizzati 6 nuovi stalli di sosta riservati ai disabili.   A commentare i risultati è il vice sindaco e assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale, Jacopo Orlandani:«I numeri del 2025 confermano quanto la nostra Polizia Locale sia un presidio irrinunciabile per la legalità e la convivenza civile. Abbiamo investito molto sulla tecnologia e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: oggi chi commette atti illeciti a San Severino Marche sa che le probabilità di essere individuato sono altissime. Ma la nostra visione non è solo punitiva: gli 1,2 milioni di euro previsti dal piano triennale dei proventi delle multe saranno interamente reinvestiti in sicurezza, segnaletica e manutenzione stradale. Vogliamo una città protetta, moderna e rispettosa, dove il lavoro degli agenti continui a essere un valore aggiunto per ogni cittadino».

16/01/2026 09:50
"Lavoro nelle Marche: solo il 35% degli under 30 non è precario. Crescono gli occupati, ma gli stipendi restano bassi"

"Lavoro nelle Marche: solo il 35% degli under 30 non è precario. Crescono gli occupati, ma gli stipendi restano bassi"

Nel corso dell’analisi diffusa dalla Cgil Marche, basata su dati certi e consolidati relativi al 2024, emerge un quadro del mercato del lavoro regionale caratterizzato da segnali di crescita numerica ma anche da criticità strutturali che riguardano qualità dell’occupazione, livelli retributivi e stabilità contrattuale. Nelle Marche i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi operai agricoli e domestici, sono stati 468.465, con un incremento di quasi 5.000 unità rispetto all’anno precedente, pari a +1,1%. Una crescita che però risulta più contenuta rispetto a quella registrata nel Centro Italia (+1,7%) e sull’intero territorio nazionale (+2,0%). L’aumento complessivo dell’occupazione regionale coincide quasi interamente con la crescita dei contratti a tempo indeterminato, che in un anno registrano 4.616 lavoratori in più (+1,4%). I lavoratori a tempo pieno e indeterminato aumentano di 3.304 unità, ma questo incremento è concentrato quasi totalmente nella fascia di età dai 50 anni in su, che cresce di 4.093 unità, come effetto combinato dell’invecchiamento demografico e dell’innalzamento dell’età pensionabile. Al contrario, i contratti a tempo determinato diminuiscono di 474 unità (-0,4%) e rappresentano il 23,4% del totale, mentre i lavoratori stagionali aumentano di 774 unità (+4,1%), mantenendo un’incidenza sostanzialmente stabile. Nel confronto con dieci anni fa, la crescita occupazionale in termini assoluti si distribuisce tra tempo indeterminato (+39.000 unità) e tempo determinato (+35.000 unità), ma nel tempo il peso dei contratti stabili si è ridotto all’interno della forza lavoro. Particolarmente rilevante è l’aumento dei lavoratori intermittenti, cresciuti del 4,3% in un anno (+1.662 unità) e addirittura del 122,5% in dieci anni (+21.991 unità), arrivando a rappresentare l’8,5% dei dipendenti privati. Sul fronte delle retribuzioni, nel 2024 la retribuzione media lorda annua nelle Marche si attesta a 21.740 euro, in aumento di 772 euro rispetto all’anno precedente (+3,7%), ma resta nettamente inferiore alla media del Centro Italia (-2.110 euro, -8,8%) e a quella nazionale (-2.746 euro, -11,2%). I lavoratori a tempo parziale percepiscono in media 12.690 euro, cifra che scende a 5.626 euro per i lavoratori stagionali, mentre i contratti a tempo determinato si fermano a 10.424 euro lordi annui. Anche i lavoratori con contratto standard a tempo pieno e indeterminato, che percepiscono 30.557 euro lordi annui, risultano penalizzati rispetto ai colleghi del Centro Italia (-4.180 euro) e del resto del Paese (-4.768 euro). Le donne rappresentano 205.610 lavoratrici, pari al 43,9% del totale, ma oltre la metà di loro ha un rapporto part-time (50,4%), contro il 18,6% degli uomini, e solo il 34,6% può contare su un contratto a tempo pieno e indeterminato, a fronte del 65,2% degli uomini. La crescita occupazionale nell’ultimo anno è stata maggiore tra gli uomini (+1,2%) rispetto alle donne (+0,9%), mentre il divario salariale di genere rimane molto elevato: nelle Marche le lavoratrici percepiscono 7.343 euro lordi annui in meno (-29,4%) rispetto agli uomini. Anche a parità di contratto stabile e full-time, il gap resta significativo, con 4.249 euro in meno (-13,4%) per le donne. Dal punto di vista anagrafico, l’aumento occupazionale è attribuibile soprattutto ai lavoratori over 50, cresciuti di 6.974 unità (+4,5%), mentre gli under 30 registrano comunque un incremento di 1.579 unità (+1,6%). In calo, invece, le fasce centrali tra i 30 e i 49 anni. La precarietà continua a colpire in modo particolare i giovani: solo il 35,3% degli under 30 ha un contratto a tempo pieno e indeterminato, contro il 51,8% del totale, mentre il part-time riguarda il 38,4% dei giovani, rispetto al 32,6% complessivo. Gli under 30 percepiscono mediamente 13.023 euro lordi annui, circa 8.717 euro in meno (-40,1%) rispetto alla media dei lavoratori, con differenze che persistono anche a parità di contratto stabile. A livello settoriale, prosegue la flessione del manifatturiero, che in un anno perde 2.263 lavoratori (-1,4%), con una contrazione particolarmente forte nel tessile e abbigliamento (-1.396 unità, -4,1%). Cresce invece il terziario, con 5.092 occupati in più, soprattutto nel commercio (+1.515 unità, +2,5%) e in alberghi e ristorazione (+2.283 unità, +4,4%), rafforzando una dinamica occupazionale concentrata in settori a basso valore aggiunto e a retribuzioni medio-basse. L’analisi prende in considerazione anche la discontinuità lavorativa, uno dei principali fattori di disagio salariale. I lavoratori a termine che non raggiungono un anno retribuito sono 118.242, pari al 25,2%, con redditi inferiori ai 10.000 euro lordi annui. Nel complesso, il 60,9% dei lavoratori percepisce salari inferiori alla media generale, includendo 220.000 lavoratori discontinui (47%) e oltre 65.000 part-time per l’intero anno (13,9%). Secondo Eleonora Fontana, segretaria regionale Cgil Marche, “sebbene aumenti il numero degli occupati, le dinamiche del mercato del lavoro restano invariate e segnate da disuguaglianze inaccettabili in termini di qualità, stabilità, retribuzioni e opportunità di crescita, soprattutto per donne e giovani under 30”. Fontana sottolinea come il 40% dei giovani marchigiani abbia un contratto part-time con retribuzioni medie di circa 13.000 euro lordi annui, una condizione che, unita alla discontinuità lavorativa, non consente di progettare il futuro nella regione. La segretaria evidenzia inoltre la necessità di politiche regionali strutturate, il rafforzamento della Commissione regionale Lavoro e la costruzione di una filiera efficace delle politiche attive, capace di integrare orientamento, formazione, incontro tra domanda e offerta e reinserimento lavorativo, in coerenza con le sfide del modello di sviluppo marchigiano.

15/01/2026 14:30
Ryanair potenzia Ancona: 6 destinazioni e oltre 40 voli settimanali per l’estate 2026

Ryanair potenzia Ancona: 6 destinazioni e oltre 40 voli settimanali per l’estate 2026

Ryanair ha annunciato il proprio operativo estivo 2026 da Ancona, confermando sei collegamenti verso Bruxelles, Charleroi, Catania, Cracovia, Dusseldorf-Weeze e Londra Stansted, per un totale di oltre 40 voli settimanali. Un’offerta che rafforza ulteriormente la presenza del vettore nelle Marche e consolida il ruolo dello scalo dorico nella rete della compagnia aerea low cost. La relazione tra Ryanair e Ancona dura da 27 anni e, dall’avvio delle operazioni, ha permesso di trasportare più di 4,5 milioni di passeggeri da e per l’aeroporto marchigiano. Un legame di lungo periodo che, secondo la compagnia, testimonia l’impegno costante verso il territorio e il suo potenziale turistico. "In qualità di compagnia aerea numero uno in Italia, siamo lieti di presentare l’operativo estivo 2026 per Ancona, che dimostra la nostra attenzione continua per lo scalo e per la regione Marche", ha dichiarato Fabrizio Francioni, head of communications Italy di Ryanair. Nel suo intervento, Francioni ha ribadito come la crescita del traffico e del turismo passi anche attraverso interventi strutturali sui costi aeroportuali, invitando il Governo e le Regioni ad abolire l’addizionale comunale in tutti gli aeroporti italiani, seguendo l’esempio di Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna. Secondo Ryanair, una misura di questo tipo potrebbe innescare una crescita trasformativa, portando a un investimento di 4 miliardi di dollari in Italia, l’introduzione di 40 nuovi aeromobili, l’aumento del traffico fino a 80 milioni di passeggeri l’anno, oltre 250 nuove rotte e la creazione di 15.500 nuovi posti di lavoro sul territorio nazionale. Per celebrare il lancio del nuovo operativo estivo 2026, la compagnia ha inoltre annunciato una promozione speciale con tariffe a partire da 29,99 euro, valida per viaggiare nell’estate 2026. L’offerta è disponibile su Ryanair.com, prenotabile entro il 20 gennaio e soggetta a disponibilità. Soddisfazione anche da parte della gestione aeroportuale. “La collaborazione con Ryanair, avviata 27 anni fa, continua a essere un elemento centrale nel percorso di sviluppo del nostro aeroporto”, ha commentato Giorgio Buffa, amministratore delegato di Ancona International Airport, sottolineando come il lavoro congiunto proseguirà affinché il vettore resti protagonista nello sviluppo dello scalo e nella definizione del Piano Strategico 2027-2030.

15/01/2026 11:50
Bollette italiane tra le più care d’Europa: nel 2025 l’energia costa alle imprese fino al 30% in più

Bollette italiane tra le più care d’Europa: nel 2025 l’energia costa alle imprese fino al 30% in più

Le elaborazioni di Confindustria su dati Eurostat e GME relativi al 2025 confermano che le bollette italiane restano tra le più care d’Europa, evidenziando un gap competitivo e strutturale rispetto ai principali Paesi UE in tutte le fasce di consumo. Un divario che pesa in modo trasversale su PMI e grandi imprese e che deriva da una combinazione di fattori: prezzo della materia prima più elevato, costi di rete e di dispacciamento superiori e compensazioni ETS meno incisive rispetto a quelle garantite ai competitor europei. Nel primo semestre del 2025 il prezzo medio dell’energia elettrica per le imprese in Italia ha raggiunto 278 euro/MWh, a fronte dei 242 euro/MWh della Germania, 183 della Francia, 171 della Spagna e 216 della media europea. Il dato colloca l’Italia quasi il 30% sopra la media UE, con un aggravio strutturale che riduce la competitività del sistema produttivo nazionale e incide direttamente sui margini delle imprese. Il differenziale emerge con ancora maggiore chiarezza osservando i prezzi all’ingrosso. Tra gennaio e ottobre 2025, secondo il GME, il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia è stato pari a 116 euro/MWh, contro 87 euro/MWh in Germania, 65 in Spagna e 61 in Francia. Alla base di questo scarto c’è la diversa composizione del mix energetico. In Italia il gas naturale copre circa il 70% delle ore di produzione, rendendo il sistema fortemente dipendente dalla tecnologia marginale più costosa e più esposta alla volatilità dei mercati. In Francia il prezzo è spesso determinato dal nucleare, che non emette CO₂ in fase di generazione, mentre in Germania prevalgono carbone ed eolico e in Spagna un mix più bilanciato tra gas, nucleare e rinnovabili. Il meccanismo del prezzo marginale fa sì che l’impianto più costoso necessario a soddisfare la domanda determini il prezzo dell’energia per tutte le unità prodotte. In Italia questo ruolo è svolto per la maggior parte delle ore da centrali a gas, con un impatto diretto sui costi. A ciò si aggiunge uno spread strutturale tra il prezzo del gas italiano PSV e il TTF tedesco, che si riflette sul prezzo elettrico e genera un extracosto stimato in circa 1 miliardo di euro l’anno, pari a 5–6 euro/MWh a carico di tutti i consumatori. Oltre alla componente energia, i costi di rete e di dispacciamento rappresentano un ulteriore elemento di penalizzazione. Un’impresa con consumi medi pari a 3,7 GWh sostiene in Italia una spesa di circa 133.000 euro, contro i 78.000 euro della Francia, con un differenziale di circa il 70%. Per una piccola impresa con consumi di 755 MWh, il costo italiano si attesta intorno ai 25.000 euro, più del doppio rispetto ai meno di 10.000 euro registrati in Spagna. Ancora più marcato è il divario sul fronte delle compensazioni per i costi indiretti ETS. La Germania destina a questo strumento 2,4 miliardi di euro, mentre l’Italia si ferma a 150 milioni, con un incremento previsto fino a 600 milioni dal 2025. Una distanza che continua a penalizzare in modo significativo le imprese energivore italiane, riducendo la loro capacità di competere sui mercati internazionali. Secondo Confindustria, colmare il gap energetico è una priorità strategica per il futuro dell’industria italiana. L’obiettivo è allineare i costi energetici nazionali alla media europea, intervenendo su più leve: dal disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità rinnovabile da quello del gas, anche attraverso contratti di lungo termine, alla piena attuazione dell’energy release, dal rafforzamento delle compensazioni ETS alla riduzione degli oneri generali di sistema e dei costi di rete. Centrale è anche la costruzione di un mix energetico più competitivo, basato su rinnovabili e nucleare, insieme all’eliminazione dello spread gas PSV–TTF e alla promozione di contratti di lungo periodo per il biometano. In sintesi, senza un intervento strutturale sul costo dell’energia, il rischio è che il divario con i principali Paesi UE continui ad ampliarsi, compromettendo competitività, investimenti e crescita sostenibile del sistema produttivo italiano. (Fonte Confindustria)

15/01/2026 11:20
Marche: "Consiglio di Stato sospende la chiusura anticipata della caccia a beccacce e turdidi

Marche: "Consiglio di Stato sospende la chiusura anticipata della caccia a beccacce e turdidi

Il Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia della sentenza n. 965/2025 del Tar Marche, che prevedeva la chiusura anticipata della caccia a beccaccia e turdidi. La decisione consente alla Regione Marche di mantenere operativo il calendario venatorio originario, che fissava al 31 gennaio il termine dell’attività per entrambe le specie. A comunicarlo è l’assessore regionale con delega alla Caccia, Giacomo Bugaro, precisando che la Giunta "sta adottando tutti gli atti necessari per garantire il pieno svolgimento della stagione venatoria secondo le disposizioni originarie". I giudici del Consiglio di Stato hanno riconosciuto la legittimità delle scelte della Giunta regionale, sottolineando che esse sono state adottate sulla base di valutazioni tecniche coerenti e motivate. Particolarmente rilevante è il riconoscimento del ruolo del comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, organo consultivo ministeriale composto da esperti in materia faunistica e ambientale. Il Comitato aveva infatti espresso parere favorevole al calendario venatorio predisposto dalla Regione, ritenendolo compatibile con la tutela delle specie interessate. Alla luce della sospensione della sentenza del Tar, la caccia a beccaccia e turdidi (tordo sassello, tordo bottaccio e cesena) potrà proseguire fino al termine previsto del 31 gennaio, nel rispetto delle modalità stabilite dal calendario regionale.

14/01/2026 14:24
San Severino, lavori urgenti alla rete fognaria in via XX Settembre: come cambia la viabilità

San Severino, lavori urgenti alla rete fognaria in via XX Settembre: come cambia la viabilità

Il Comune di San Severino Marche informa la cittadinanza che, a causa di urgenti lavori di scavo per la riparazione della condotta fognaria, la viabilità in via XX Settembre subirà alcune variazioni temporanee nella giornata di giovedì 15 gennaio. I provvedimenti saranno in vigore dalle ore 08:15 di giovedì e fino alle ore 18 di venerdì 16 gennaio o comunque fino al termine effettivo dell'intervento da parte della municipalizzata Assem. Il provvedimento in questione prevede il divieto di transito e sosta in via XX Settembre nel tratto compreso tra via Manzoni e via Roma/Matteotti. Per i veicoli in difetto sarà applicata la rimozione forzata. All'intersezione tra via XX Settembre e via Manzoni, vige l'obbligo di svolta a destra per le vetture, mentre gli autocarri superiori a 3,5 tonnellate e gli autobus dovranno deviare obbligatoriamente verso via Ludovico Ariosto. All'altezza dell'incrocio tra via Porta Orientale e via XX Settembre, i mezzi pesanti (sopra le 3,5 t) e gli autobus avranno l'obbligo di svoltare a destra verso via Ludovico Ariosto per tutte le direzioni. I soli residenti del tratto senza sbocco di vicolo Lumi potranno entrare e uscire verso via Manzoni seguendo le indicazioni fornite dal personale di cantiere presente sul posto.

14/01/2026 12:10
Villa Potenza, lo studio fotografico di Mirko Isidori compie 30 anni: "Dall'analogico al digitale, ecco come tutto è cambiato"

Villa Potenza, lo studio fotografico di Mirko Isidori compie 30 anni: "Dall'analogico al digitale, ecco come tutto è cambiato"

MACERATA - Villa Potenza, Borgo Peranzoni, una vetrina che da mezzo secolo racconta volti, famiglie, eventi e cambiamenti di un territorio. Qui, il 13 gennaio 1996, un giovane ventiduenne di nome Mirko Isidori decideva di fare una scommessa: aprire il proprio studio fotografico. Oggi, 13 gennaio 2026, a distanza di trent’anni, quella scommessa è diventata una storia di lavoro, passione e legame con il territorio. «È nato tutto quasi una scommessa», racconta Mirko. Il fotografo storico di Villa Potenza stava chiudendo e l’idea fu del padre, Giuseppe Isidori, già attivo nel mondo delle foto e dei video. «Mi chiese se me la sentivo. Avevo 22 anni, una piccola esperienza di due anni da Photoshop, uno studio di via Roma a Macerata, e il militare appena finito. Non avevo un lavoro stabile e mi sono buttato». Una passione, quella per la fotografia, nata quasi per osmosi. «All’inizio aiutavo mio padre, lo seguivo nei matrimoni. Diciamo che la passione c’è sempre stata. Poi è diventata un mestiere». In trent’anni il mondo della fotografia è stato rivoluzionato e Mirko ha vissuto tutte le epoche: dalla pellicola al digitale, dalla camera oscura ai software di post-produzione. «Nel ’96 esisteva solo l’analogico, il rullino. La gente veniva in negozio a portare le pellicole da sviluppare. Oggi il fotografo è anche grafico, videomaker, content creator. È cambiato tutto». Un cambiamento che non è stato indolore. «L’avvento del digitale è stato devastante dal punto di vista commerciale: niente più sviluppo, niente più stampe. Le foto finivano negli hard disk e non uscivano più». A questo si sono aggiunte le crisi del 2003, quando la vendita di fotocamere digitali superò quella delle analogiche, quella economica del 2008, la pandemia. «Eppure siamo riusciti a superarle tutte». Ma proprio mentre il digitale prendeva il sopravvento, l’analogico — il “primo amore” — non ha mai smesso di far battere il cuore. «Sta tornando forte, soprattutto tra i giovani. Ragazzi stanchi del “tutto e subito” che rispolverano le macchine dei padri e dei nonni». Un segnale chiaro: «Dopo dodici anni, a novembre, ho ricomprato i rullini, un evento eccezionale per uno studio fotografico. Fuji, Kodak e altri grandi marchi hanno rimesso in commercio le pellicole storiche degli anni ’80 e ’90. Quando entra in negozio un ragazzo con una vecchia reflex, a me si riempie il cuore». Il legame con Villa Potenza resta fortissimo. Lo studio è un punto di riferimento da quasi cinquant’anni: «Qui il fotografo c’è dal 1976. Prima Paolo Rossi di Montecassiano, poi Giovanni Scarpetta di Morrovalle, dal ’96 ci sono io». Terzo proprietario, stesso luogo e stessa funzione sociale, con quello studio che da mezzo secolo racconta la vita della Val Potenza attraverso immagini, volti e storie. Se dovesse scegliere un’immagine simbolo di questi trent’anni, Mirko un'idea ce l'ha: «La nevicata del ’96 a Macerata. Uscii alle tre di notte per fotografare il Monumento ai Caduti, con corso Cavour completamente innevato. Ero agli inizi, ma venne fuori uno scatto incredibile». Tra i ricordi più forti c’è anche la magia della camera oscura, vissuta in prima persona agli inizi dell’attività. «Nei primi anni avevo tutta l’attrezzatura qui in negozio, addirittura nel bagnetto. Sviluppavo e stampavo le foto da solo», racconta. «La fotografia ha una magia incredibile: dal nulla, sotto i tuoi occhi, viene fuori la stampa. È un’emozione pazzesca, difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta». E sul finale dell’intervista non poteva mancare una battuta, inevitabile conoscendo la sua fede calcistica (nerazzurra, ndr). Lo abbiamo stuzzicato chiedendogli se, per celebrare i trent’anni di attività, avesse in programma di pitturare lo studio di bianconero. Mirko sorride e ricorda un episodio diventato ormai leggenda tra gli amici: «Nel 2017 ho rischiato fortissimo. Se la Juve avesse fatto il triplete, mi avevano promesso di murarmi il negozio». Per sua fortuna, la storia ha preso un’altra piega: «Grazie a Dio – e al 4-1 segnato da Asensio – non è successo». E lo studio, oggi come allora, resta orgogliosamente e rigorosamente… di tutt’altri colori. Trent’anni dopo, la tecnologia è cambiata, il mondo corre veloce, ma dietro quell’obiettivo a Villa Potenza c’è ancora la stessa passione di un ragazzo di 22 anni che, nel 1996, decise di crederci.

13/01/2026 19:30
Morti sul lavoro, Macerata la più colpita nelle Marche nel 2025: "Il 71% delle vittime è over 50"

Morti sul lavoro, Macerata la più colpita nelle Marche nel 2025: "Il 71% delle vittime è over 50"

Nei primi undici mesi del 2025 torna a crescere il numero degli infortuni sul lavoro nelle Marche, segnando un’inversione di tendenza che desta forte allarme. Secondo i dati Inail rielaborati, tra gennaio e novembre sono state presentate 15.661 denunce, con un incremento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato più grave riguarda però i decessi, che passano da 19 a 28 vittime, registrando un aumento del 47,4% in un solo anno. Di questi, 19 lavoratori hanno perso la vita durante l'attività lavorativa, mentre quattro decessi sono avvenuti in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro. Particolarmente critico risulta il settore manifatturiero, dove i morti salgono da 2 a 9, evidenziando un forte peggioramento delle condizioni di sicurezza. Sul piano territoriale, la provincia più colpita è Macerata con 9 vittime, seguita da Pesaro Urbino con 6. Ancona, Ascoli Piceno e Fermo contano 4 decessi ciascuna, ma proprio Ascoli Piceno mostra l’aumento più marcato, passando da una a quattro vittime in dodici mesi. L’analisi del profilo delle persone coinvolte conferma criticità strutturali già note. Il 71,4% delle vittime aveva un’età compresa tra 50 e 75 anni. I decessi riguardano in larga parte uomini, 25 su 28, mentre tre sono donne, con una netta prevalenza di lavoratori italiani. La maggioranza degli incidenti mortali si concentra nei comparti industria e servizi, mentre l’agricoltura registra quattro casi. Restano elevati anche gli infortuni non mortali, con Ancona che guida la classifica per numero di denunce, seguita da Pesaro Urbino, Macerata e Ascoli Piceno. Si segnala una crescita significativa nei settori delle costruzioni, della sanità, dell’istruzione e dell’industria alimentare. Preoccupa inoltre l’aumento delle malattie professionali, in particolare quelle legate a disturbi psichici, al sistema respiratorio e a quello nervoso.

13/01/2026 16:10
Macerata, aria più pulita in provincia: il 2025 segna il record positivo per le polveri sottili

Macerata, aria più pulita in provincia: il 2025 segna il record positivo per le polveri sottili

I primi dati diffusi da ARPA Marche sulla qualità dell’aria nel 2025 consegnano un bilancio estremamente positivo per il territorio maceratese, inserendosi in un trend regionale di netto miglioramento. Per quanto riguarda il PM10, l'anno appena trascorso viene definito come il "migliore di sempre". In particolare, la centralina di Macerata si è distinta come una delle sei località regionali in cui non è stato registrato alcun superamento del limite giornaliero di 50 μg/m³. Insieme a Civitanova Marche, il capoluogo ha fatto segnare i valori medi annuali più bassi degli ultimi cinque anni, restando ampiamente al di sotto del limite di legge di 40 μg/m³. Anche per gli altri inquinanti i risultati sono rassicuranti. Il PM2,5, la frazione più fine e pericolosa del particolato, è rimasto sotto i limiti in tutte le stazioni della regione. Allo stesso modo, il biossido di azoto (NO2) non ha presentato criticità, mantenendo concentrazioni basse anche nelle zone più esposte al traffico veicolare. Questo quadro complessivo di miglioramento fa ben sperare in vista del 2030, quando entreranno in vigore i nuovi e più stringenti limiti imposti dalla Direttiva Europea 2024/2881. Tuttavia, non mancano le note dolenti, rappresentate principalmente dall'ozono (O3). Questo gas, che si forma soprattutto durante i mesi estivi a causa delle alte temperature e del forte irraggiamento solare, continua a essere la principale criticità per le aree interne. Macerata figura infatti tra le cinque stazioni regionali che nel 2025 hanno superato il limite dell’Obiettivo a Lungo Termine. Secondo le analisi di ARPA Marche, le ondate di calore sempre più frequenti giocano un ruolo determinante in questo fenomeno, rendendo la gestione dell’ozono la sfida principale per il futuro. Se da un lato i cittadini possono godere di un'aria sensibilmente più povera di polveri sottili, dall'altro la combinazione tra emissioni da traffico e cambiamenti climatici richiede ancora attenzione e misure mirate per i picchi di calore estivi. 

13/01/2026 10:10
'L’apittu rusciu e niro' cantato dai Vincisgrassi è realtà': nasce Fiat tris, lo spot girato a Elcito (FOTO)

'L’apittu rusciu e niro' cantato dai Vincisgrassi è realtà': nasce Fiat tris, lo spot girato a Elcito (FOTO)

«So partito dall’Apiro, co l’apittu rusciu e niro… me so spinto tanto giù e so arrivato a Ouagadougou». Chiunque sia cresciuto tra Macerata e dintorni ha cantato almeno una volta questo verso, uno dei passaggi più iconici e surreali del repertorio dei Vincisgrassi. La storia è quella di Vincè, che scappa da Apiro a bordo dell’Ape rossa e nera del padre per arrivare fino in Burkina Faso, salvo poi tornare a casa dopo la “gita del buon Gesù con Don Terno e mezza Apiro a Ouagadougou”. Ecco, oggi possiamo finalmente dirlo: l’apittu rusciu e niro esiste davvero. Due giorni fa, infatti, al Salone dell’Auto di Bruxelles 2026, ha debuttato ufficialmente Fiat Tris, il nuovo veicolo commerciale elettrico a tre ruote che raccoglie l’eredità della storica Ape Piaggio e la rilancia in chiave moderna, urbana e sostenibile. Un mezzo compatto, agile e pensato per districarsi nei centri storici più congestionati, con tanto spazio di carico e zero emissioni. In poche parole: piccolo fuori, pratico dentro. Fiat Tris è lungo poco più di tre metri, gira praticamente su sé stesso, può trasportare carichi importanti ed è spinto da un motore elettrico con un’autonomia più che sufficiente per le consegne quotidiane in città. Arriverà sul mercato nel 2026: partirà dall’Italia, ed entrerà a far parte della gamma Fiat Professional. Altro che fuga da Apiro: qui si punta a conquistare le ZTL.  Ma non è finita qui, perché la storia si fa ancora più marchigiana. In arrivo c’è anche uno spot pubblicitario girato proprio nelle Marche, tra Jesi, il Monte Conero ed Elcito. Ed è stato proprio Maurizio Serafini, storico cantante e fondatore dei Vincisgrassi (oltre che anima del Montelago Celtic Festival), a imbattersi quasi per caso nella troupe. «Abito a Elcito e alle prime ore della mattina vedo arrivare una fila di automobili e camion. Mi sono chiesto: che succede, è arrivata una produzione hollywoodiana?», racconta Serafini. «C’era di tutto: camion, truccatori, oggetti di scena… e ovviamente gli apetti Fiat». Lo scorso novembre Serafini aveva anche pubblicato un video sui social con le riprese dello spot (GUARDA QUI), accompagnato – manco a dirlo – proprio dal celebre brano dei Vincisgrassi. E la chicca finale è tutta per i fan storici: «Io nella canzone l’avevo messo rusciu e niro… e il caso ha voluto che sia stato realizzato proprio così». Alla domanda su come commenta l’arrivo del Fiat Tris, Maurizio Serafini risponde con una battuta che è già storia: «Chissà se ci arriva a Ouagadougou?» Per ora si ferma alle città europee. Ma, come ci hanno insegnato i Vincisgrassi, con l’apittu giusto non si sa mai dove si può arrivare.

12/01/2026 17:00
San Severino, via libera alla riparazione dei danni della Cappella di Pitino

San Severino, via libera alla riparazione dei danni della Cappella di Pitino

Un altro passo avanti nel percorso di recupero delle strutture monumentali e dei luoghi della memoria della città: l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR) della Regione Marche ha ufficialmente approvato il progetto esecutivo relativo all'intervento denominato “Riparazione danni cimitero di Pitino con cappella” concedendo al Comune di San Severino Marche, in qualità di soggetto attuatore, la somma di 238.610,00 euro quale contributo ammissibile per l'esecuzione delle opere. Il progetto rientra nel quadro delle disposizioni dell'Ordinanza n. 137/2023 del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli. La gestione della procedura è affidata al responsabile unico del procedimento, il geometra Massimo Boldrini. L'approvazione definitiva del progetto esecutivo e la concessione del finanziamento rappresentano il passaggio fondamentale per l'avvio della fase di affidamento dei lavori. L'obiettivo è riparare completamente i danni subiti dal cimitero e, in particolare, dalla cappella restituendo decoro e sicurezza a un sito di grande valore per la comunità locale.

12/01/2026 16:00
Notte gelida sui Sibillini: il Pian Grande tocca -27°C

Notte gelida sui Sibillini: il Pian Grande tocca -27°C

Una notte da brividi sui Monti Sibillini ha visto Castelluccio di Norcia svegliarsi sotto una coltre di gelo. Le condizioni meteorologiche – cielo sereno, aria ferma e neve al suolo – hanno favorito un forte calo termico, con temperature che sono scese fino a -26°C durante le ore più fredde della notte. Il valore più basso è stato registrato al Pian Grande, dove la minima ha raggiunto -27°C intorno alle 6.44 del mattino, confermando condizioni di freddo estremo per la zona. Il raffreddamento notturno è stato favorito dall’irraggiamento e dall’inversione termica, un fenomeno che “intrappola” l’aria fredda nei fondovalle, causando gelate diffuse anche nei bassi strati. Di conseguenza, molte aree della regione hanno registrato temperature sotto lo zero, con un paesaggio completamente imbiancato e ghiacciato. Le gelate persistenti, unite al paesaggio innevato, hanno trasformato Castelluccio e il Pian Grande in uno scenario invernale spettacolare, ma richiedono attenzione a chi si sposta in auto o si trova all’aperto nelle ore più fredde della giornata. (Foto di Scenari digitali) 

12/01/2026 12:14
Civitanova, “Fontanelle chiuse e bagni assenti: così l’accoglienza non c’è”

Civitanova, “Fontanelle chiuse e bagni assenti: così l’accoglienza non c’è”

Nella discussione sul turismo e sulla vivibilità urbana, spesso l’attenzione si concentra su eventi, promozione e numeri di presenze. Un altro aspetto, però, riguarda i servizi di base che incidono sull’esperienza quotidiana di residenti e visitatori: dalla disponibilità di acqua pubblica ai servizi igienici accessibili e funzionanti. Su questo tema interviene Manola Gironacci di Viviamo Civitanova: "L’accoglienza che non c’è Parlo da cittadina, da ex assessore e da presidente di Viviamo Civitanova aps, ma soprattutto da persona che Civitanova la vive ogni giorno. E mi faccio una domanda semplice: di che turismo stiamo parlando, se poi mancano i servizi essenziali? Fontanelle chiuse e bagni pubblici assenti non sono dettagli. Sono il minimo indispensabile per una città che si definisce turistica". Gironacci prosegue approfondendo quelle che sarebbero le criticità sulla gestione dei servizi tutto l’anno:"Da anni le fontanelle sul lungomare restano chiuse, nonostante esistano e siano mappate. E lo stesso vale per i bagni pubblici: annunci, rassicurazioni, ma nella realtà manca un servizio stabile, soprattutto in centro e al Borgo Marinaro. E sentire dire che d’inverno i bagni vanno chiusi “per sicurezza” mi lascia sinceramente allibita. Allora che facciamo? Chiudiamo i parchi, le panchine, le stazioni? Nel mondo civile i servizi si gestiscono, non si eliminano. Civitanova è una città turistica tutto l’anno. Famiglie, anziani, bambini, persone con disabilità e turisti non possono sentirsi dire: se ti scappa, arrangiati". "Il decoro- conclude Manola Gironacci-non è togliere servizi.Il decoro è saperli gestire. Prima di chiederci quanti turisti arrivano, dovremmo chiederci come li accogliamo. E oggi, purtroppo, la risposta non è all’altezza delle ambizioni che raccontiamo".

11/01/2026 15:15
Marche, torna l'allerta per neve: rovesci fino in pianura domenica, possibili accumuli sulle colline

Marche, torna l'allerta per neve: rovesci fino in pianura domenica, possibili accumuli sulle colline

La Protezione Civile ha diramato un’allerta meteo per neve per la giornata di domenica, a causa dell’ingresso di aria fredda dal mare Adriatico. Nella prima parte della giornata sono attesi rovesci nevosi fino a quote di pianura, soprattutto lungo la fascia costiera e il primo collinare. Sulle zone costiere e nel primo entroterra i fenomeni saranno prevalentemente di pioggia mista a neve o brevi nevicate senza accumuli significativi. Diversa la situazione nelle aree collinari, dove oltre i 50-100 metri di quota potranno registrarsi accumuli locali di neve tra i 5 e i 10 centimetri. Per la giornata di lunedì è previsto un miglioramento delle condizioni meteo, con progressiva attenuazione dei fenomeni.

10/01/2026 17:00
Appignano, Giessegi completa a proprie spese i lavori sulla “Jesina variante”

Appignano, Giessegi completa a proprie spese i lavori sulla “Jesina variante”

Una collaborazione pubblico-privata ha permesso di completare i lavori di risanamento della strada provinciale 183, nota come “Jesina variante”, nel territorio di Appignano. L’intervento ha visto la Provincia di Macerata collaborare con la ditta Giessegi Industria Mobili S.p.A., che si è offerta di completare, a proprie spese, l’asfaltatura e il ripristino del manto stradale su un tratto della provinciale. La scelta dell’azienda è legata all’importanza dell’arteria per la sua attività: la strada è infatti molto frequentata dai mezzi pesanti aziendali e dalle auto dei dipendenti. La Provincia, che aveva già appaltato diversi tratti della “Jesina” per un importo complessivo di circa 150mila euro, ha accolto positivamente la proposta, permettendo così di finanziare ulteriori interventi di manutenzione. “Ringraziamo sentitamente l’ingegner Gabriele Miccini e tutta la Giessegi per il significativo contributo economico che ha reso possibile il completamento dei lavori, essenziale per garantire la sicurezza della circolazione e degli utenti”, hanno commentato il presidente Sandro Parcaroli e il vicepresidente Luca Buldorini. Secondo i vertici provinciali, questa collaborazione pubblico-privata non solo ha consentito di terminare l’intervento sulla provinciale, ma ha anche liberato risorse che potranno essere destinate alla manutenzione di altre strade. Allo stesso tempo, l’azienda ha dimostrato attenzione al territorio, garantendo maggiore sicurezza sia ai propri dipendenti che a tutti gli utenti della strada.

10/01/2026 11:09
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