La raccolta differenziata in provincia di Macerata segna una nuova battuta d’arresto. I dati Cosmar relativi al 2025 parlano di una percentuale complessiva del 73,12%, in lieve calo rispetto al 73,73% registrato nel 2024 e con una flessione ancora più evidente se il confronto viene fatto con il 2020, quando si sfiorava il 75%. In termini assoluti, nel corso dell’anno sono state raccolte 118.723 tonnellate di rifiuti differenziati.
Il rallentamento riguarda soprattutto i centri più popolosi. Macerata scende dal 74,71% al 73,51%, Civitanova passa dal 71,57% al 70,65%, Tolentino arretra dal 73,64% al 72,82% e Recanati cala leggermente dal 76,83% al 76,44%. In controtendenza Potenza Picena, che migliora passando dal 72,33% al 72,78%.
Segnali positivi arrivano invece da diversi piccoli comuni dell’entroterra, dove la raccolta differenziata cresce anche in modo significativo. Sefro compie un vero balzo in avanti, salendo dal 47,97% al 60,49%, mentre Ussita passa dal 50,20% al 58,77%. Migliorano anche Cessapalombo, Colmurano, Fiastra, Monte San Martino e Muccia, tutti con percentuali in aumento rispetto all’anno precedente.
In cima alla classifica provinciale cambia però il vertice. Dopo un anno fuori dal primo posto, Camporotondo di Fiastrone torna sul gradino più alto con l’83,52% di raccolta differenziata, confermandosi una delle realtà più virtuose del territorio. Alle sue spalle si piazzano Montelupone, con l’81,02%, e Appignano, che chiude il podio all’80,53%. Scende invece Serrapetrona, che dal primato del 2024 scivola al quarto posto dopo il calo dall’84,71% all’80,06%.
Il sindaco di Camporotondo Massimiliano Micucci commenta con entusiasmo il risultato: «Non posso che essere felice e complimentarmi con la cittadinanza. Da sempre siamo tra le prime posizioni in questa classifica e diverse volte abbiamo vinto il premio del “Comune Riciclone”». Secondo Micucci, la chiave del successo parte dalle nuove generazioni: «Coinvolgiamo la scuola primaria, lavorando con maestre e bambini per trasmettere l’attenzione alla raccolta differenziata fin dai più piccoli. Inoltre, promuoviamo campagne informative per tutti i cittadini, rispondendo alle loro esigenze e integrando i servizi dove necessario, come aggiungendo cassonetti per facilitare il conferimento corretto».
Un altro fattore determinante è l’isola ecologica dei cinque comuni, che consente di smaltire correttamente rifiuti ingombranti e materiali che altrimenti verrebbero conferiti in maniera errata. «Abbiamo esteso l’orario di apertura anche al sabato pomeriggio e collaboriamo strettamente con il Cosmari. È un mix di fattori che ha portato a questo successo», conclude il sindaco.
Il quadro si fa più complicato nei comuni colpiti dal sisma, molti dei quali perdono posizioni e percentuali. Camerino scende dal 67,53% al 64,42%, Esanatoglia dal 77,35% al 73,86%, mentre arretrano anche Gagliole, Fiuminata, Valfornace, Pieve Torina e Visso, che registra uno dei cali più marcati. In coda alla classifica resta Poggio San Vicino, che pur rimanendo ultimo mostra comunque un lieve miglioramento della percentuale di raccolta. In penultima posizione Castelsantangelo sul Nera, mentre Bolognola, terzultima, registra un piccolo passo avanti rispetto al 2024.
Un quadro complessivo che evidenzia una provincia ancora su buoni livelli di differenziata, ma alle prese con un rallentamento strutturale, soprattutto nei centri più grandi, mentre i piccoli comuni continuano a rappresentare, in molti casi, un modello di buone pratiche.
Dopo le correnti miti di ieri pomeriggio e le piogge cadute durante la notte, l’Appennino marchigiano si prepara a tornare a tingersi di bianco. Questa mattina alle 10, la stazione meteo in vetta al Monte Prata, nella rete del Centro Funzionale della Regione Marche, ha registrato una temperatura di +0,8°C con lo zero termico posizionato oltre i 1800 metri sui Sibillini.
Le prime nevicate sono attese già nel primo pomeriggio di oggi, con accumuli previsti sopra i 1200-1300 metri. Il ritorno della neve garantirà alcune giornate ancora invernali nel weekend, accompagnate da temperature in calo di qualche grado.
La prossima settimana, invece, è previsto un rialzo termico più sensibile, ma resta presto per decretare la fine dell’inverno. Le proiezioni a medio e lungo termine e l’allerta stratwarming – un riscaldamento anomalo della stratosfera con possibili ripercussioni sul vortice polare e sulla troposfera – indicano che dalla seconda decade di febbraio potrebbero ancora verificarsi precipitazioni e giornate con basse temperature.
Gli appassionati di neve e montagna possono seguire le condizioni in diretta grazie alla rete di webcam di Scenari Digitali, progetto #overtheclouds, e assistere allo spettacolo dei fiocchi che torneranno a imbiancare i prati di Frontignano di Ussita nel pomeriggio.
Dopo l’intervento realizzato in corso Cavour, dove sul lato destro sono stati ricavati diciannove parcheggi con mezz’ora di sosta gratuita tramite disco orario (LEGGI QUI), a Macerata si apre ora la possibilità di estendere un’idea simile anche ad altre zone del centro. Tra le ipotesi allo studio, c’è anche corso Cairoli, una delle vie più frequentate e commercialmente attive della città.
L’esperimento avviato in corso Cavour viene guardato con interesse, soprattutto in una fase in cui i cantieri ancora presenti rendono più complicata la ricerca di parcheggi per residenti e clienti. L’eventuale applicazione di una sosta breve gratuita anche in corso Cairoli rappresenterebbe, almeno nelle intenzioni, una risposta concreta alle difficoltà quotidiane di chi vive e lavora nella zona.
Ne abbiamo parlato con Franca Ercoli, titolare del negozio Pizzi e Ricami e referente dei commercianti di corso Cairoli, che accoglie l’ipotesi con prudenza ma anche con apertura. «Tutto quello che è utile per il commercio, per i residenti e per i clienti va sempre bene», spiega. «L’idea non ci dispiace, l’importante è che non crei problemi. In questo momento, con i cantieri ancora in giro e le difficoltà di parcheggio, una possibilità in più può essere positiva per tutti».
Secondo Ercoli, il tema della sosta resta uno dei nodi principali per il commercio cittadino. «I parcheggi sono sempre un problema, perciò ogni soluzione che può aiutare è benvenuta anche per noi che lavoriamo nei negozi». La situazione attuale, soprattutto in corso Cairoli, viene definita complessa, ma in parte inevitabile per una zona così viva. «È una delle aree più in movimento di Macerata, quindi è normale che ci siano difficoltà nei giorni di maggiore afflusso».
Resta però il tema della fattibilità tecnica. L’ipotesi di ricavare parcheggi a tempo in una strada a due corsie solleva interrogativi che, come sottolinea la stessa Ercoli, dovranno essere valutati da chi ha le competenze necessarie. «Io non entro nel merito, non sono competente. Mi affido a chi deve fare i collaudi e valutare come funziona la cosa».
In attesa di decisioni ufficiali, tra i commercianti prevale un atteggiamento di disponibilità. L’idea di una sosta gratuita breve viene vista come una possibile soluzione utile, capace di favorire la rotazione delle auto e rendere più accessibili i negozi, senza penalizzare residenti e viabilità. Un’ipotesi che ora attende di essere approfondita e, eventualmente, tradotta in un nuovo intervento sul territorio.
SANREMO - Manca meno di un mese alla 76ª edizione del Festival di Sanremo. Martedì 24 febbraio 2026, infatti, si alzerà il sipario al Teatro Ariston per la prima serata della gara che ogni anno tiene incollati milioni di italiani davanti alla tv. Come da tradizione, a circa un mese dall’inizio del Festival, la stampa ha avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima le 30 canzoni dei Campioni in gara.
Dopo l’ascolto, i colleghi della stampa hanno espresso le loro prime pagelle. Un dato da leggere con la giusta cautela: si tratta di voti personali, frutto del gusto e della sensibilità di ogni testata. Per questo motivo, la redazione ha deciso di analizzare le pagelle pubblicate dai giornalisti e di calcolare una media dei voti assegnati ai 30 brani in gara. Una media che, seppur non definitiva, permette di individuare un trend più affidabile rispetto ai singoli giudizi. Per questa verifica sono state considerate 23 testate e siti che hanno pubblicato voti numerici: All Music Italia, Vanity Fair, Il Sole 24 Ore, Sky Tg24, Il Messaggero, Wired, Corriere della Sera, InDonna, La Gazzetta dello Sport, Rockit, Il Mattino, Grazia.it, Leggo, Open, BellaOggi, HuffPost, Cosmopolitan, Newsic.it, Adnkronos, Mi Tomorrow, Gay.it, Donna Moderna e La Stampa.
Va precisato che la classifica che segue rappresenta esclusivamente la media delle pagelle. Un dato comunque utile per capire i possibili favoriti, ma che non tiene conto degli altri voti che entreranno in gioco durante il Festival: oltre alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, voteranno anche il pubblico tramite Televoto e la Giuria delle Radio. La serata finale, come da regolamento, prevede una votazione che tiene conto di tutti e tre i sistemi: televoto 34%, giuria della Sala Stampa 33% e giuria delle Radio 33%.
Secondo la media delle 23 testate, la favorita è Ditonellapiaga con 7,55, seguita da Fulminacci con 7,46. Sul terzo gradino del podio, però, c’è la coppia marchigiana composta da Maria Antonietta e Colombre, con una media di 7,29 che li posiziona tra i brani più apprezzati dalla critica.
Una presenza che fa particolarmente piacere alle Marche: i due cantautori, fidanzati nella vita (lei di Pesaro, lui di Senigallia), porteranno all’Ariston non solo la loro musica, ma anche la loro storia d’amore. Una collaborazione nata dall’ultimo album scritto a quattro mani, “Luna di miele”, che ora arriva sul palco più importante della canzone italiana. Tra i voti più alti per il brano di Maria Antonietta e Colombre spiccano il 9 assegnato da Open e Gay.it, l’8 di Sky Tg24 e Rockit, e l’8,5 di Grazia.it. Il voto più basso invece è il 4 assegnato da La Stampa.
In fondo alla classifica, con una media di 4,95, c’è Elettra Lamborghini. Deludono invece due tra i nomi più attesi e favoriti dai bookmaker: Fedez e Marco Masini, che si fermano al tredicesimo posto con una media di 6,37.
Le prime pagelle, quindi, consegnano alle Marche un motivo in più per guardare con attenzione al Festival: Maria Antonietta e Colombre, con il loro progetto autentico e fuori dai canoni, sono già tra i brani più apprezzati dalla stampa. E il podio della media dei voti sembra confermare che la loro musica, fatta di ironia, poesia e quotidianità, può davvero fare la differenza all’Ariston.
La Protezione Civile regionale delle Marche ha emanato un’allerta meteo per frane, piene dei corsi d’acqua minori e vento, valida dalla mezzanotte di mercoledì 28 gennaio fino alla mezzanotte di giovedì 29 gennaio.
Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della Regione Marche, per la giornata di mercoledì 28 gennaio, e in particolare a partire dalla tarda mattinata, sono previste condizioni meteo in peggioramento soprattutto per quanto riguarda il vento. In diverse zone della regione soffieranno infatti venti forti sud-occidentali, con raffiche che potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte, comprese tra i 75 e gli 88 chilometri orari.
L’allerta riguarda in particolare le zone di allerta 1, 3 e 5 e si accompagna anche a un rischio idrogeologico di livello giallo, classificato come ordinario. Le aree interne settentrionali delle Marche sono infatti interessate da un’allerta per possibili frane e piene dei corsi d’acqua minori, fenomeni che potrebbero manifestarsi in maniera localizzata in caso di precipitazioni intense. Per quanto riguarda il vento, l’allerta gialla interessa una porzione più ampia del territorio regionale, comprendendo le aree interne settentrionali, centrali e meridionali.
La Protezione Civile invita la popolazione a prestare la massima attenzione, a limitare gli spostamenti non necessari nelle ore più critiche e a mettere in sicurezza oggetti e strutture che potrebbero essere spostati o danneggiati dal vento.
Culturae Lab srl, gestore dell'Incubatore di start-up innovative con sede a Servigliano, avvia una selezione pubblica per titoli e colloquio finalizzata all'individuazione di 2 figure professionali da inserire nel proprio team. Cerchiamo persone capaci, proattive e orientate all'innovazione, pronte a contribuire alla crescita dell’ecosistema imprenditoriale locale, a intercettare talenti e idee e a rafforzare il ruolo di Culturae Lab come hub di riferimento per start-up, creativi e imprese.
Il ruolo
Le risorse selezionate, con la qualifica di Animatore territoriale e gestore delle attività di incubazione, collaboreranno con la Direzione dell’incubatore nelle seguenti attività: progettazione e realizzazione di azioni di animazione territoriale; organizzazione di eventi, workshop e incontri divulgativi; scouting di idee imprenditoriali e start-up innovative; accoglienza e prima valutazione dei team interessati all’incubazione; supporto operativo alle attività quotidiane dell’incubatore; collaborazione alle attività di comunicazione (online e offline); redazione di report periodici.
Durata e sede
L’incarico ha durata di 12 mesi, con possibilità di proroga. Le attività si svolgeranno prevalentemente in presenza, presso la sede di Culturae Lab e nei luoghi interessati dalle iniziative sul territorio.
Requisiti
Possono candidarsi persone in possesso di: cittadinanza italiana o UE; laurea triennale o magistrale (ambiti economici, giuridici, sociali, comunicazione, innovazione o affini). Costituisce titolo preferenziale esperienza, anche non continuativa, in: incubatori/acceleratori e start- up; imprenditoria innovativa; progettazione territoriale o culturale; comunicazione e strumenti digitali. Completano il profilo: autonomia e responsabilità, capacità di lavorare in team, networking e public speaking, orientamento ai risultati.
Contratto e trattamento economico
Contratto di lavoro subordinato a tempo determinato (12 mesi, prorogabile). Inquadramento: CCNL Commercio/Servizi o altro CCNL coerente. Livello: impiegato medio, con incentivi legati ai risultati conseguiti (definiti in base all’esperienza).
Candidatura
La candidatura deve includere: curriculum vitae (formato europeo, firmato); lettera motivazionale; copia di documento di identità. La documentazione dovrà pervenire entro le ore 24:00 del 12 febbraio 2026 esclusivamente via email a: culturaelab@gmail.com. La selezione avverrà tramite valutazione dei curricula ed eventuale colloquio conoscitivo- motivazionale. I dati personali saranno trattati ai sensi del Regolamento UE 679/2016.
Il simbolo di Tolentino si ferma per lavori di riqualificazione. Proseguono in questi giorni le operazioni di allestimento del cantiere per la ristrutturazione del Palazzo comunale. Nell’ambito degli interventi programmati, martedì 27 e mercoledì 28 gennaio verrà spostata la centralina che regola il funzionamento dell’orologio della torre civica di piazza della Libertà, come comunicato in una nota del Comune.
Durante le due giornate necessarie al trasferimento dell’apparecchiatura all’interno della torre, l’orologio potrà registrare temporanei arresti o malfunzionamenti. Al termine delle operazioni tecniche, il sistema sarà nuovamente regolato e tutti i quadranti torneranno a funzionare regolarmente.
L’Amministrazione comunale si scusa per gli eventuali disagi arrecati alla cittadinanza, precisando che si tratta di interventi necessari e funzionali ai lavori di riqualificazione dell’edificio comunale, finalizzati a garantire maggiore sicurezza e tutela di uno dei luoghi simbolo della città.
Dopo le feste, è comune avvertire gonfiore e senso di pesantezza, ma la soluzione non sempre è togliere, a volte può essere utile aggiungere. Ad esempio, inserire nella dieta alimenti fermentati può aiutare a riequilibrare il microbiota e sostenere la salute intestinale. Durante il periodo natalizio, tra cibi ricchi, dolci e alcol, l’intestino è sottoposto a stress e può rispondere con gonfiore, digestione rallentata e senso di pesantezza. Invece di concentrarsi solo sulle restrizioni, può essere più efficace introdurre piccole porzioni quotidiane di alimenti fermentati, che favoriscono la diversità del microbiota, migliorano la funzione digestiva e aiutano a modulare l’infiammazione intestinale.
Gli alimenti fermentati nascono da un processo naturale in cui batteri e lieviti trasformano zuccheri e amidi in acidi organici e altri composti, rendendo il cibo più stabile, gustoso e ricco di microbi vivi e metaboliti bioattivi. Non si tratta solo di nutrienti potenziati o vitamine aggiunte: questi microrganismi interagiscono con l’ecosistema intestinale, promuovendo una maggiore diversità microbica, un indicatore chiave di benessere digestivo e immunitario.
La scienza conferma i benefici di un consumo regolare di fermentati. Studi controllati mostrano che chi aumenta l’assunzione di yogurt, kefir, kimchi, kombucha e simili presenta una diversità microbica più elevata e livelli più bassi di proteine infiammatorie rispetto a chi modifica solo l’apporto di fibra. Yogurt e kefir, ad esempio, contengono ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium che supportano la barriera intestinale, rendono la digestione più agevole e possono modulare la risposta immunitaria.
Ma gli alimenti fermentati non sono solo “probiotici”: offrono anche metaboliti bioattivi, come acidi organici e vitamine, che nutrono i batteri già presenti nell’intestino e ne migliorano la funzionalità. Sono quindi una fonte completa di molecole e microrganismi che favoriscono un microbioma più resiliente e performante.
Non serve stravolgere la dieta per trarne beneficio. Piccoli aggiustamenti quotidiani, come uno yogurt naturale a colazione, una porzione di kimchi a cena o una zuppa con miso o tempeh, possono arricchire il piatto e sostenere il microbiota senza ricorrere a integratori costosi o diete drastiche. Anche bevande fermentate a base vegetale, come il kombucha, possono sostituire in modo salutare bibite zuccherate e dare un piccolo contributo alla salute intestinale.
Dopo le feste, quindi, invece di pensare a cosa eliminare, può essere più utile concentrarsi su cosa aggiungere: alimenti fermentati semplici e naturali che sostengono l’intestino e favoriscono benessere, energia stabile e digestione più confortevole. Piccoli cambiamenti quotidiani possono fare la differenza, e se il tuo corpo ha esigenze particolari, come nel caso di sindrome dell’intestino irritabile, SIBO o intolleranze specifiche, è sempre consigliabile personalizzare l’introduzione di questi alimenti con il supporto di un professionista.
MACERATA - Una vittoria che ha fatto parlare tutta la provincia. Il Country House I Gelsi, in località Acque Salate nelle campagne di Sambucheto, ha trionfato nella puntata di “Alessandro Borghese – 4 Ristoranti” girata nel Maceratese, dedicata alla migliore cucina della tradizione contadina. La prova speciale della serata, il ragù di papera, ha messo alla prova la tecnica e l’anima dei locali in gara e, alla fine, è stato proprio il casale di Francesca e Pietro a conquistare il titolo, con un punteggio altissimo e complimenti sinceri da parte degli avversari e dello stesso Borghese.
Dopo la puntata, abbiamo incontrato Francesca e Pietro per raccontare cosa c’è dietro la loro cucina, cosa ha significato partecipare a una trasmissione così seguita e quali sono i progetti per il futuro.
Francesca non nasconde l’emozione quando ripensa ai giorni della registrazione. “L’esperienza è stata bellissima, diversa, sicuramente molto emozionante… porterò un ricordo per sempre molto piacevole”. E racconta come si vive l’arrivo di Borghese in cucina: “Borghese è un personaggio importante e anche impegnativo… hai un cliente a tavola che non è un cliente normale. In quel giorno sei sotto la critica, c’è più tensione, più emozione. Cerchi che tutto vada bene, ma si può scivolare”.
La tensione però non ha impedito ai concorrenti di dare il meglio: “Se uno guarda i punteggi della puntata sono veramente molto alti… meritatissimi. Quindi penso quattro vincitori”.
Oltre al risultato numerico, per Francesca il momento più significativo è stato ricevere complimenti veri dai colleghi. “Quando un concorrente mi parla di un ricordo, di un piatto che lo porta alla cucina di casa, per me è importantissimo. Il tema della puntata era la cucina contadina tradizionale, e qui forse l’hanno trovata”.
Alla domanda su cosa abbia fatto la differenza nel loro approccio culinario, Francesca risponde in modo chiaro e appassionato: “Noi puntiamo molto sulla tradizione… abbiamo un forno a legna della fine del Settecento che ancora utilizziamo. Non è come usare un forno moderno: non c’è timer, non c’è termostato… è complicato”. E sottolinea la fatica e l’impegno di chi cucina con metodi antichi: “Mio marito sta davanti alla brace per tante ore… è faticoso, ma credo che queste cose, oltre alle ricette, siano state la vera differenza”.
La storia del Country House I Gelsi nasce da lontano e da una scelta di vita coraggiosa. Francesca, originaria di Bologna e laureata in farmacia, racconta: “Io e mio marito ci siamo incontrati nel mondo farmaceutico. Poi abbiamo acquistato questo casale… meritava di essere riportato alla luce. Abbiamo fatto una grande ristrutturazione, ma senza rovinare la sua bellezza originale”.
E la passione per la cucina nasce quasi per caso, trasformando una scelta di vita in un progetto concreto: “La passione per i cavalli ci ha portato qui e la passione per la cucina… piano piano dalle ricette della farmacia siamo passati alle ricette della cucina”.
Sul suo essere metà bolognese e metà marchigiana, Francesca ci svela anche una battuta di Borghese nei fuori onda: “Alessandro è stato sagace… mi ha detto: ‘tu mi sembri 50% ciauscolo e 50% mortadella’”.
Nel corso della nostra intervista abbiamo avuto modo di vedere lo chef Mirco Elisei all’opera in cucina, un professionista che ha portato tecnica e precisione al servizio della tradizione. Abbiamo anche avuto il piacere di assaggiare lo special della puntata: le tagliatelle al ragù di papera, un piatto che rappresenta l’anima delle domeniche contadine marchigiane e che, secondo Francesca, è stato uno dei momenti chiave della gara.
Intanto il loro telefono squilla all'impazzata, con tantissimi marchigiani curiosi di scoprire la loro offerta culinaria. Sul futuro invece Francesca svela: "Per prima cosa prenderemo un'affettatrice nuova, perché quella che ho ha lavorato già parecchio”. Poi aggiunge: “Pensavamo già alla pensione, ma per ora resteremo qui. Vogliamo portare avanti la cucina del territorio, tradizionale, con metodi di cottura difficili da trovare… lo facciamo con passione e con il cuore”.
A volte, quando si parla di gare e di televisione, si tende a cercare “strategie” o “tattiche” dietro ogni scelta. Ma guardando da vicino la storia di Francesca e Pietro, la sensazione è un’altra: la loro vittoria non nasce da calcoli, ma da una scelta semplice e coraggiosa. Hanno puntato sulla tradizione, sulle ricette di casa, su metodi di cottura antichi e lo hanno fatto con la passione di chi ama davvero ciò che fa. In un mondo in cui tutto corre veloce, la loro forza è stata proprio questa: prendersi il tempo di cucinare bene. E se durante la puntata qualcuno ha parlato di “strategia”, a noi è sembrato chiaro che la vera strategia del Country House I Gelsi è stata un’altra: fare ciò che sanno fare meglio, senza rinunciare alla propria identità.
Finita la fase della sensibilizzazione, a Civitanova Marche si passa all’azione. L’Amministrazione comunale ha deciso di dichiarare guerra al degrado e all’abbandono indiscriminato dei rifiuti, inaugurando una nuova stagione di “tolleranza zero”. Al centro della strategia, accanto a una imminente campagna di comunicazione visiva, c’è la tecnologia: nei prossimi giorni entrerà infatti pienamente in funzione un progetto sperimentale triennale che prevede l’utilizzo di video-fototrappole mobili per individuare e sanzionare i cosiddetti “furbetti del sacchetto”.
Non si tratterà di telecamere fisse, facilmente individuabili e aggirabili, ma di un sistema dinamico e itinerante. Come previsto dal Nuovo Regolamento comunale sulla videosorveglianza, i dispositivi verranno spostati ciclicamente e posizionati nelle aree più critiche sotto il profilo dell’abbandono dei rifiuti. La mappa dei controlli è già stata tracciata: sotto la lente della Polizia Locale finiranno diverse zone della città, tra cui – a titolo esemplificativo – via Tripoli, via Battisti, via Conchiglia, via Molise, via Duca degli Abruzzi, piazza Nassiriya e le intersezioni di via San Costantino.
Il Comune tiene però a precisare che tutto avverrà nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Nessun “Grande Fratello” nascosto: la presenza delle fototrappole sarà sempre segnalata da apposita cartellonistica, posizionata prima del raggio d’azione delle telecamere, come imposto dalle regole europee e dal regolamento comunale. L’obiettivo non è fare cassa, ma educare, prevenire e, quando necessario, punire chi continua a non rispettare le regole.
Le regole del conferimento: cosa si rischia davvero
Per capire a cosa va incontro chi sbaglia, è necessario tornare alle Ordinanze dirigenziali n. 34 e 35 del 2016, che disciplinano in modo puntuale il conferimento dei rifiuti. Il principio è semplice: non basta differenziare, bisogna farlo nei giorni, negli orari e con le modalità corrette.
Per le utenze domestiche la finestra temporale per l’esposizione dei rifiuti è molto ristretta e non ammette deroghe, salvo casi specifici nelle zone rurali per motivi logistici, dove comunque il sacchetto deve essere lasciato sulla via pubblica e utilizzando esclusivamente i sacchetti previsti. Regole ancora più stringenti valgono per le utenze non domestiche, come attività commerciali e produttive, spesso responsabili di grandi quantitativi di scarti. L’Ordinanza n. 35, ad esempio, impone che gli imballaggi in cartone vengano piegati, legati e privati di impurità (polistirolo, nylon o altri materiali) prima dell’esposizione, nel rispetto degli orari stabiliti per ciascuna zona.
Chi viene sorpreso a conferire correttamente il rifiuto ma nel giorno sbagliato o fuori orario incorre nella sanzione amministrativa base prevista dalle ordinanze: 50 euro. Una cifra contenuta, pensata per colpire disattenzione e superficialità.
Diverso il discorso quando il comportamento produce degrado urbano. In questi casi entra in gioco il Regolamento di Polizia Urbana: l’articolo 16, ad esempio, punisce chi accumula rifiuti, sterpaglie o oggetti nelle proprie pertinenze creando situazioni di incuria e rischio igienico-sanitario. Qui la sanzione può arrivare fino a 160 euro.
Particolarmente severa è la normativa contro una pratica purtroppo diffusa: abbandonare i rifiuti accanto ai cestini gettacarte o ai cassonetti stradali. In questo caso non si parla più di semplice violazione comunale: il Testo Unico dell’Ambiente prevede una sanzione amministrativa che va da 1.000 a 3.000 euro.
Ancora più grave è l’abbandono di rifiuti nell’ambiente o in discariche abusive, che da alcuni anni costituisce un vero e proprio reato penale anche per i cittadini privati. Chi abbandona rifiuti in fossi, campagne o aree non autorizzate rischia un’ammenda da 1.500 a 18.000 euro o, nei casi più gravi, la reclusione fino a cinque anni. Se i rifiuti sono pericolosi, la pena va da uno a cinque anni di carcere. Per le imprese le sanzioni sono ancora più severe, con arresto o ammende fino a 27.000 euro e pene detentive che possono superare i cinque anni.
Un dettaglio spesso sottovalutato riguarda le sanzioni accessorie: in determinate circostanze, oltre alle multe o alle pene penali, possono scattare anche la sospensione della patente, il fermo del veicolo o addirittura la confisca.
«L’adozione delle fototrappole rappresenta un salto di qualità nella nostra capacità di controllo del territorio», spiega il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi. «Non si tratta solo di elevare sanzioni, ma di attuare una deterrenza efficace: chi utilizza il proprio veicolo per trasformare la città in una discarica deve sapere che rischia concretamente di restare a piedi e di finire denunciato».
Sulla stessa linea l’assessore al Decoro Urbano e all’Ambiente, Giuseppe Cognigni: «Vogliamo lanciare un messaggio chiaro: Civitanova deve essere più pulita e più bella. Questo sistema serve a tutelare la stragrande maggioranza dei cittadini che rispettano le regole e a isolare chi continua a non farlo. Oggi abbiamo strumenti tecnologici e normativi efficaci, e li useremo fino in fondo».
Si è svolto questo pomeriggio, a Macerata, presso il Centrale Plus in Piazza della Libertà, l’evento dedicato alla Riforma della Giustizia, un confronto pubblico orientato a sostenere le ragioni del "Sì" e ad approfondire, punto per punto, i contenuti della riforma.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Battistoni, segretario regionale di Forza Italia, e di Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale delle Marche e segretario provinciale FI Macerata, che hanno sottolineato l’importanza di un confronto pubblico fondato sui contenuti e non su contrapposizioni ideologiche. A seguire sono intervenuti Paolo Parisella, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, e Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata, richiamando il ruolo centrale dell’avvocatura nella difesa delle garanzie costituzionalie dei diritti dei cittadini.
“Un sistema penale accusatorio richiede necessariamente che ci sia una posizione di parità dell'accusa e della difesa davanti a un giudice terzo e imparziale, perché il giudice sia davvero terzo è necessario che abbia una carriera totalmente separata rispetto al pubblico ministero che è la parte dell'accusa – ha spiegato Parisella – questa riforma ha il pregio di realizzare un’effettiva separazione delle carriere, garantendo ad entrambi una vera autonomia e assicurando così una parità tra accusa e difesa effettiva e sostanziale, non solo formale”.
Nel corso degli interventi, Stefano Montecchiarini, responsabile provinciale del Dipartimento Giustizia e Affari Costituzionali e della campagna referendaria di Forza Italia per il Sì, ha illustrato l’impianto complessivo della riforma e le sue finalità. Barbara Antolini, segretaria comunale FI Macerata e presidente del Comitato per il Sì “Macerata Provincia”, ha posto l’accento sulla necessità di un sistema giudiziario che non renda il cittadino succube del processo, ma lo riconosca come soggetto titolare di diritti, valorizzando l’equilibrio tra accusa e difesa. Presenti anche Riccardo Sacchi, assessore del Comune di Macerata, e Chiara Biondi, consigliere regionale e responsabile regionale per la campagna referendaria di Forza Italia per il Sì nelle Marche.
A offrire una riflessione tecnica e culturale sul significato della riforma è stato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola Territoriale della Camera Penale: “Più la campagna elettorale prosegue e più ci rendiamo conto che il problema non è la contrapposizione tra Sì e No, ma far comprendere che non esistono argomenti tecnici per sostenere il No. Forse può sembrare perentorio, ma da tecnici siamo certi che queste ragioni non ci siano. Il dibattito si sposta quindi sulla suggestione, contro la quale dobbiamo informare e spiegare che non ci sarà alcuna sottomissione della magistratura alla politica, né tentativi di controllo della magistratura requirente, che a livello costituzionale rimane organizzata esattamente come oggi. Parlare di origini complottiste della riforma significa fare un processo alle intenzioni privo di basi normative”.
Mattinata complicata per migliaia di utenti in tutta Italia a causa di diffusi disservizi sulle reti di telefonia e connessione internet. Nella giornata di oggi, numerose segnalazioni hanno riguardato in particolare Tim, ma problemi sono stati registrati anche per Vodafone e WindTre. Disagi segnalati anche nel territorio della provincia di Macerata.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, le informazioni disponibili arrivano esclusivamente dal portale Downdetector, che raccoglie le segnalazioni spontanee degli utenti. Nessun comunicato ufficiale è stato diffuso, fino al pomeriggio, dalle compagnie telefoniche coinvolte.
Tim risulta l’operatore maggiormente interessato dal down, con un picco di circa 2.500 segnalazioni intorno alle 10:40. La maggior parte dei problemi ha riguardato la connessione internet da rete fissa, che rappresenta circa la metà delle segnalazioni complessive. Seguono i disservizi sulla rete mobile, mentre una percentuale minore di utenti ha indicato altri tipi di malfunzionamento. Episodi simili si erano già verificati nel dicembre 2025, quando i problemi avevano interessato soprattutto le chiamate vocali.
Anche Vodafone e WindTre hanno registrato anomalie, seppur in misura più contenuta. Al momento, Downdetector segnala potenziali problemi per Vodafone, mentre per WindTre la situazione appare più stabile. Le segnalazioni riguardano comunque linee fisse, rete mobile e, in alcuni casi, assenza totale di segnale.
A partire da mezzogiorno e nelle prime ore del pomeriggio, il numero delle segnalazioni ha iniziato a diminuire, stabilizzandosi su qualche centinaio per Tim. Il problema sembrerebbe quindi in fase di rientro, anche se non completamente risolto.
I disservizi risultano distribuiti su più aree del Paese. Per quanto riguarda il centro Italia, le ultime segnalazioni del pomeriggio provengono anche da Macerata, San Severino Marche, Ancona, Jesi, Perugia e Pesaro, oltre a grandi città come Roma, Milano e Bologna.
In assenza di comunicazioni da parte degli operatori, non è al momento possibile stabilire le cause del disservizio: non è chiaro se si tratti di guasti tecnici, interventi di manutenzione o criticità temporanee. Restano ignote anche le tempistiche di risoluzione completa. Gli utenti sono invitati a monitorare i canali ufficiali degli operatori e a segnalare eventuali anomalie persistenti.
Questa mattina sono stati segnati i nuovi parcheggi sul lato destro di corso Cavour, partendo dalla parrocchia di Maria Santissima Immacolata fino al civico 48. Il tratto di corso Cavour interessato era da tempo soggetto a sosta selvaggia, creando disagi alla circolazione e ai residenti.
Ora sarà possibile parcheggiare gratuitamente rispettando il disco orario per 30 minuti, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Questa novità rappresenta un miglioramento importante per chi frequenta il centro e per chi abita nella zona, garantendo più ordine e sicurezza lungo corso Cavour.
Il dossier A14 è uno dei più rilevanti sul tavolo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo ha ribadito il vicepremier e ministro Matteo Salvini nel corso del question time alla Camera, spiegando che l’importo complessivo dei lavori in corso ammonta a 441 milioni di euro, di cui 187 milioni già eseguiti entro il 2025 e 115 milioni destinati agli interventi previsti nel 2026.
Secondo quanto riferito dal ministro, entro febbraio di quest’anno è prevista la conclusione del cantiere tra gli svincoli di Pedaso e Grottammare, un tratto strategico dell’A14 Adriatica che interessa sia l’adeguamento delle gallerie sia il sistema di smaltimento delle acque.
Si tratta di un intervento che, pur essendo fuori provincia, incide sull’intero tratto autostradale marchigiano. Attualmente le tre corsie arrivano fino all’uscita di Porto Sant’Elpidio, mentre da Pedaso iniziano i lavori che creano un imbuto viario capace di generare disagi fino a Civitanova Marche.
Quando a questi cantieri si sommano anche interventi sulle uscite o sui tratti autostradali maceratesi, il rischio di code prolungate aumenta in modo significativo, con conseguenze dirette sulla sicurezza stradale. In condizioni di traffico rallentato e carreggiate temporaneamente modificate, cresce infatti anche il pericolo di incidenti, spesso legati alla velocità non adeguata in tratti particolarmente complessi della rete autostradale.
Nel 2025 il mercato dell’RC Auto in Italia ha mostrato un rallentamento evidente della crescita dei prezzi rispetto ai due anni precedenti, pur mantenendo livelli ancora elevati. Secondo l’analisi di Segugio.it, portale leader nella comparazione online di prodotti assicurativi, utilities e servizi di credito, il premio medio annuale si è attestato a 469,86 euro, registrando un incremento del +2,7% rispetto al 2024.
L’andamento dei prezzi nel corso del 2025 non è stato lineare. Il premio RC Auto è cresciuto in modo quasi costante da gennaio, quando la media era di 440 euro, fino a giugno, mese in cui ha raggiunto i 466 euro. Tra giugno e luglio si è verificata un’accelerazione più marcata, con il valore massimo dell’anno pari a 493 euro. A partire da agosto i prezzi hanno mostrato una lieve flessione, con il minimo annuale registrato a dicembre, quando la media si è fermata a 477 euro.
Nonostante la riduzione osservata nella parte finale dell’anno, il livello medio dei premi resta alto. In questo scenario, la comparazione delle offerte assicurative continua a rappresentare uno strumento efficace per contenere la spesa. Le stime dell’Osservatorio assicurativo di Segugio.it indicano che nel 2025 il risparmio potenziale medio nazionale ha raggiunto il 52,2%.
Focalizzando l’attenzione sulle Marche, nel 2025 il premio medio RCA è stato pari a 440,01 euro, con una variazione annua del +3,8%, superiore alla media italiana. Durante l’anno il mese più conveniente è stato febbraio, con una media di 400,07 euro, mentre novembre è risultato il più caro, con un valore medio di 462,53 euro.
Dal punto di vista anagrafico, nella regione a pagare meno sono stati gli Over 60, con un premio medio di 370,89 euronel 2025, nonostante un aumento del +5,4% rispetto al 2024. La stessa variazione percentuale si è registrata anche per gli Under 25, che restano la fascia più penalizzata, con un premio medio di 1.165,26 euro. I proprietari di veicoli under 25 sono diminuiti del -4,5% su base annua, rappresentando solo il 3,3% del totale regionale. La quota più consistente è quella dei proprietari tra 45 e 59 anni, pari al 36,6%, in lieve calo rispetto al 2024, mentre gli Over 60 sono cresciuti del +5,8%, arrivando a rappresentare il 25,3% del totale nelle Marche.
A livello provinciale emergono differenze significative. Nel 2025 la provincia più cara per l’RC Auto nelle Marche è stata Ancona, con un premio medio di 453,53 euro e un aumento del +3,5%. La più economica è risultata Ascoli Piceno, dove il prezzo medio si è fermato a 398,07 euro, nonostante un rincaro del +3,9%. L’aumento più marcato della regione si è registrato a Fermo, con un +5,9% e un premio medio di 450,88 euro. Macerata si distingue invece per aver fatto segnare l’incremento più contenuto delle Marche, pari al +2,2%, con un premio medio RCA di 450,48 euro, dato che colloca la provincia tra le più stabili sul fronte dei rincari nel 2025.
Il declassamento del lupo segna l’avvio di una nuova fase nella gestione della specie in Italia e nelle Marche, fondata su un equilibrio più stretto tra tutela della fauna selvatica e sicurezza delle comunità locali. A sottolinearlo è l’assessore regionale alla Caccia, Giacomo Bugaro, commentando il decreto dello Stato italiano, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che recepisce la decisione del Parlamento Europeo di riclassificare lo status del lupo.
«Cambia l’impostazione della gestione – spiega Bugaro – e si apre una fase più aderente ai territori, in cui la presenza del lupo deve essere compatibile con le esigenze di sicurezza e convivenza delle popolazioni».
Con il nuovo assetto normativo, il lupo rientra ora nell’ambito dell’articolo 19 della legge 157 del 1992, che attribuisce alle Regioni il compito di predisporre e attuare piani di gestione e controllo. Un passaggio che, secondo l’assessore, introduce un approccio completamente diverso rispetto al passato, basato su strumenti operativi e scientificamente fondati.
Un successivo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha inoltre fissato il contingente massimo di prelievo per l’anno in corso: 160 lupi a livello nazionale, di cui 8 nelle Marche.
La Regione Marche, evidenzia Bugaro, ha iniziato a lavorare sul tema già dai primi mesi di mandato. «Il 18 novembre – ricorda – abbiamo scritto a tutti i sindaci marchigiani trasmettendo il protocollo ISPRA e chiesto ai prefetti di attivare tavoli di confronto con gli amministratori locali».
In particolare, il prefetto di Ancona ha promosso una riunione con la partecipazione di Carabinieri Forestali, ISPRA, amministratori locali e portatori di interesse, dalla quale sono emerse indicazioni operative precise. Ai sindaci è stato chiesto di adottare ordinanze sul corretto trattamento delle frazioni umide dei rifiuti, di regolamentare la somministrazione di cibo alle colonie feline e agli animali da compagnia e di evitare che i centri urbani diventino fonti di alimentazione per il lupo.
Un altro aspetto cruciale riguarda le segnalazioni di presenze anomale: i primi cittadini dovranno comunicare i casi in cui il lupo manifesta comportamenti “confidenti” nei pressi dei centri abitati. Situazioni che, sottolinea l’assessore, devono essere affrontate «con rigore scientifico, senza allarmismi ma anche senza sottovalutazioni».
Alla luce del nuovo quadro normativo, la Regione Marche avvierà immediatamente la redazione di un Piano di gestione del lupo, partendo da un monitoraggio aggiornato della specie sul territorio. «In collaborazione con ISPRA e con il Ministero dell’Ambiente – spiega Bugaro – definiremo le modalità di intervento nei casi di lupi problematici o potenzialmente pericolosi».
Tra le novità annunciate figura anche l’aggiornamento della legge regionale n. 7 del 1995, che includerà tra i danni risarcibili anche quelli derivanti da incidenti stradali con il lupo, attualmente esclusi. «Si tratta di una lacuna normativa che va colmata», osserva l’assessore.
«Il lupo è una specie di grande valore naturalistico – conclude Bugaro – ma la sua presenza deve essere compatibile con il territorio e circoscritta alle aree a vocazione naturale. I centri abitati non possono diventare il suo habitat. Oggi, grazie al cambiamento normativo, possiamo governare il fenomeno in modo equilibrato e responsabile».
La Giunta comunale di San Severino Marche ha approvato all’unanimità il provvedimento che consente al Comune di rientrare ufficialmente in possesso di un edificio situato nella frazione di Castel San Pietro, da tempo inutilizzato e finora parzialmente gestito dall’Erap Marche.
L’immobile, realizzato negli anni Cinquanta, è stato oggetto di un articolato percorso di regolarizzazione della proprietà, conclusosi positivamente grazie a una mediazione civile con gli eredi Lucarelli, precedenti proprietari dell’area. Al termine della procedura, il fabbricato è stato formalmente riconosciuto come bene comunale.
Con la delibera approvata dalla Giunta è stata disposta la cancellazione dell’alloggio dall’elenco degli immobili in gestione all’Erap Marche e il contestuale rientro in possesso dell’edificio da parte dell’ente comunale, che ora potrà procedere alla sua valorizzazione.
La struttura si trova in una posizione strategica, lungo i percorsi ciclo-pedonali che collegano Castel San Pietro al borgo di Elcito, alla Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito e ai borghi storici del territorio. Un contesto che rende l’immobile particolarmente idoneo a diventare un punto di riferimento per escursionisti, visitatori e residenti.
L’Amministrazione comunale ha infatti previsto che, una volta completati gli interventi di riqualificazione edilizia, l’edificio venga destinato a punto ristoro, punto di informazione turistica, punto di primo soccorso e sede della ex Comunanza Agraria “Comunioni Familiari di taglio di Castel San Pietro”, restituendo così alla comunità uno spazio multifunzionale.
La scelta risponde anche alle esigenze espresse dalla popolazione locale, che da tempo chiede maggiori servizi e luoghi di aggregazione nelle frazioni più periferiche, spesso penalizzate dalla carenza di spazi pubblici. Un intervento che coniuga valorizzazione del patrimonio comunale, sviluppo turistico e coesione sociale, rafforzando il legame tra territorio e comunità.
I Wedding Awards tornano anche nel 2026, celebrando la loro 13ª edizione e confermandosi uno dei riconoscimenti più ambiti nel panorama del settore nuziale italiano. Come ogni anno, il premio viene assegnato alle migliori aziende del wedding sulla base delle recensioni lasciate dalle coppie su Matrimonio.com, che hanno valutato qualità del servizio, professionalità, flessibilità e rapporto qualità/prezzo. Nella provincia di Macerata, l’edizione 2026 segna un perfetto equilibrio tra conferme di eccellenza e nuove realtà emergenti, a testimonianza di un comparto in continua evoluzione.
Per quanto riguarda la categoria banchetto, si confermano i cinque protagonisti già premiati lo scorso anno: Villa Giustozzi di Pollenza, Il Casolare dei Segreti di Treia, Palazzo Carradori di Montefano, Villa Anton di Recanati e Villa Castellani di Mogliano . Accanto a queste realtà consolidate, fanno il loro ingresso tre new entry: Country House Le Case di Macerata, Villa Antinori di Loro Piceno e Villa Gazzani di Civitanova Marche, strutture che si sono distinte per ambientazioni suggestive e servizi di alto livello.
Nel settore fotografia, arriva una nuova conferma per Atlante Wedding di Macerata, apprezzato per la capacità di raccontare con sensibilità ed eleganza i momenti più intensi del giorno del sì.
Ampio spazio anche alla musica, elemento imprescindibile per rendere ogni matrimonio unico. Conferma per Acoustic Sunset, I Ragazzi del Gilet e Attenti a Quei Due, tutte realtà maceratesi, oltre a Max Ruggeri, premiato sia come solista che insieme alla sua band The Rhumska Lions di Urbisaglia. Tra le novità spicca Folkappanka Bifolk Band di Macerata: sei elementi, energia pura e una miscela esplosiva di voci, organetto, sax, chitarra, percussioni, basso e batteria, capaci di dare agli eventi un tocco di originalità travolgente.
Per la categoria partecipazioni, viene confermato l’unico premio a La Spiga Lilla di Civitanova Marche, mentre nel settore fiori e decorazioni si affacciano due nuove eccellenze maceratesi: Francesco Mencucci Wedding e Lunaria Wedding, entrambe apprezzate per creatività, eleganza e attenzione ai dettagli.
Nel comparto animazione, si conferma Cabina Photobooth di Civitanova Marche, premiata per la capacità di aggiungere un tocco di divertimento e spontaneità ai matrimoni. Attiva dal 2016, la realtà civitanovese ha contribuito a creare ricordi divertenti e senza tempo per tantissime coppie.
Per quanto riguarda sposa e accessori, debutta tra i premiati Massimo Calzature di Recanati. Conferma per Gabriella Atelier Sposa di Morrovalle, presente anche nella categoria sposo e accessori con Gabriella Atelier For Man, insieme a Italian Ambassador di Recanati.
Infine, nel settore bellezza e benessere, arrivano nuove conferme e interessanti novità. Riconoscimento rinnovato per Beatrice Livi Makeup Artist di Macerata, Eleonora Belfiore Makeup Artist e Laura Pontillo di Civitanova Marche. Fanno il loro ingresso Claudia Palombari MUA di Macerata e Arianna Bottaccio Makeup Artist di Tolentino.
I Wedding Awards 2026 confermano così l’altissima qualità delle aziende wedding della provincia di Macerata, capaci di offrire servizi d’eccellenza e di accompagnare le coppie in uno dei giorni più importanti della loro vita con stile, professionalità e passione.
FILOTTRANO – È stato un intervento destinato a far discutere quello del sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, ospite in collegamento a La Zanzara, la trasmissione di Radio24 condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Invitato a parlare di sicurezza e criminalità, il primo cittadino ha espresso posizioni molto nette, che hanno rapidamente acceso un confronto durissimo in studio, in particolare con la giornalista e scrittrice Annarita Briganti.
«Qui non è più tempo di tavoli di confronto, siamo di fronte a un’emergenza», ha detto Paolorossi nel corso della trasmissione, rivendicando la necessità di risposte immediate da parte delle istituzioni. «Noi sindaci ci confrontiamo ogni giorno con situazioni che toccano le famiglie e la gente per bene», ha aggiunto, parlando di sicurezza urbana e criminalità.
Il tema della repressione è diventato centrale nel suo intervento. «Se non c’è la volontà di integrarsi e di lavorare, allora bisogna reprimere», ha detto più volte, chiarendo cosa intendesse: «Reprimere vuol dire anche chiudere i campi rom. Non è razzismo, è rispetto delle regole».
Il confronto si è fatto ancora più teso quando la discussione è scivolata su fascismo e antifascismo. Briganti ha richiamato vecchi post attribuiti a Paolorossi, sostenendo che certe posizioni non dovrebbero appartenere a chi ricopre un incarico pubblico. Il sindaco ha replicato con forza: «Non sono fascista. Il fascismo è finito 80 anni fa. Io sono italiano e sono a favore degli italiani», respingendo ogni etichetta ideologica.
Incitato da Cruciani e incalzato da Parenzo, Paolorossi ha distinto tra giudizio storico e adesione politica, riconoscendo l’esistenza della dittatura fascista ma sostenendo che «nel Ventennio ci sono state cose sbagliate e anche alcune cose buone, come in ogni periodo storico». Una posizione che ha ulteriormente alimentato lo scontro in studio, con continue interruzioni, accuse reciproche e toni sempre più accesi.
Nel corso della trasmissione Paolorossi ha assunto toni particolarmente duri anche sul tema della legittima difesa, sostenendo che in Italia si sarebbe ribaltato il rapporto tra vittime e colpevoli.«Siamo diventati un Paese che tutela anche l’attività del ladro», ha detto Paolorossi, invocando uno Stato più deciso e schierato «dalla parte di chi si difende e non di chi viola le regole».
All’indomani della messa in onda, Paolorossi è tornato sull’episodio attraverso i propri canali social, pubblicando un lungo post in cui ha raccontato integralmente il suo punto di vista. Questo il testo: “Buongiorno gente Ieri sera sto matto di Cruciani mi ha tirato un bel colpo basso ma io non sono stato di certo zitto. La Zanzara su radio 24 mi hanno invitato a parlare di sicurezza… e come sempre hanno provato a trasformarla nel solito tritacarne. In studio c’era una signora preparatissima che invece di parlare del tema ha tirato fuori il mio passato, roba di 10 anni fa. Classico: quando non hai argomenti, attacchi la persona. Ma con me cascano male: io non sto zitto. E soprattutto non mi faccio mettere in un angolo. Qui la scelta è semplice: o stai con la gente per bene, o stai con chi rovina tutto. Io ho scelto da che parte stare. E io sera non glielo mandate a dire né a lei né a Parenzo”.
La partecipazione del sindaco di Filottrano alla trasmissione di Radio24 ha inevitabilmente generato polemiche e reazioni, soprattutto sui social, dividendo l’opinione pubblica tra chi ne apprezza il linguaggio diretto e chi ne critica i toni e le posizioni.
La Polizia Locale di Macerata ha emesso una nuova ordinanza che prevede modifiche temporanee alla circolazione stradale in corso Matteotti a causa di lavori di allaccio fognario. Il provvedimento sarà in vigore dalle ore 8 del 22 gennaio alle ore 18 del 23 gennaio e dalle ore 8 del 26 gennaio alle ore 18 del 27 gennaio.
Durante questo periodo, largo Amendola avrà direzione obbligatoria a sinistra verso via Gramsci, eccetto per i veicoli autorizzati. Corso Matteotti sarà chiuso al transito per 150 metri, con eccezione per i veicoli autorizzati, e sarà regolato da senso unico alternato a vista con precedenza per i veicoli in uscita. Via Armaroli, nel tratto compreso tra via Berardi e corso Matteotti, avrà divieto di transito con direzione obbligatoria a destra verso via Berardi, eccetto per i residenti; i veicoli autorizzati dovranno invece svoltare a destra verso piazza della Libertà, in deroga alla regolamentazione APU di corso Matteotti. Infine, via Tommaso Lauri, tra corso Matteotti e via Crescimbeni, sarà regolata da senso unico alternato a vista, sempre con precedenza per i veicoli in uscita.
La Polizia Locale invita automobilisti e residenti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a rispettare le deviazioni indicate.