Attualità

San Severino, quasi 13 milioni per il nuovo Centro Pastorale: sarà intitolato al cardinale Menichelli

San Severino, quasi 13 milioni per il nuovo Centro Pastorale: sarà intitolato al cardinale Menichelli

Arrivano quasi 13 milioni di euro per la ricostruzione e il rilancio del Centro Pastorale Ex Don Orione a San Severino Marche, uno degli interventi più significativi per la rinascita sociale e comunitaria della città dopo il sisma del 2016. Il complesso, situato all’interno del centro edificato, era stato gravemente danneggiato dal terremoto e attendeva da anni una risposta concreta. L’immobile, di circa 3.920 metri quadrati, fu edificato negli anni Trenta come essiccatoio di tabacchi e successivamente riconvertito a spazio multifunzionale: oratorio, ambienti per lo sport e il tempo libero, casa del clero, centro di accoglienza, sale polifunzionali e cappelle per le celebrazioni. Di proprietà della parrocchia di Sant’Agostino e della diocesi di Camerino–San Severino Marche, tornerà ora a essere un punto di riferimento per l’intera comunità. Il nuovo progetto prevede la realizzazione di un edificio moderno, sicuro e altamente funzionale, con struttura prefabbricata e progettazione in classe d’uso IV, secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni. Una scelta che permetterà alla struttura di essere pienamente operativa anche in situazioni di emergenza, ospitando funzioni pubbliche e strategiche in caso di calamità. Il complesso sarà articolato in tre grandi blocchi disposti a “C”, che creeranno un cortile centrale aperto. I due corpi laterali si svilupperanno su tre livelli, mentre quello centrale sarà in parte su due e in parte su tre piani. I blocchi saranno collegati da passaggi coperti, terrazzi e da un portico interno in acciaio, pensato per garantire continuità e spazi protetti all’esterno dell’edificio. Le funzioni saranno distribuite in modo organico: nell’ala nord-ovest troveranno spazio l’oratorio e, all’ultimo piano, le attività degli scout; nel blocco sud-est saranno ospitati i servizi della Caritas, gli spazi per l’accoglienza e gli alloggi temporanei, il consultorio familiare e gli spogliatoi a servizio delle strutture sportive. Il corpo centrale accoglierà la cappella a doppia altezza e, ai piani superiori, gli appartamenti dei sacerdoti. Le aree esterne continueranno a essere dedicate allo sport, al gioco, al verde attrezzato e ai parcheggi. Grande soddisfazione è stata espressa dal commissario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha definito l’intervento "una notizia di grande valore per San Severino", sottolineando il ruolo fondamentale di questi spazi per i giovani, la Diocesi e l’intera comunità. Parole di gioia anche dall’arcivescovo Francesco Massara, che ha parlato di "un’opera strategica per la città e per la Diocesi, destinata a diventare uno dei luoghi simbolo del territorio e che sarà intitolata alla memoria del cardinale Edoardo Menichelli". Anche il sindaco Rosa Piermattei ha evidenziato l’importanza dell’investimento, definendolo "un passo decisivo verso la piena rinascita di San Severino Marche"". Il nuovo Centro Pastorale Ex Don Orione non sarà soltanto uno spazio di aggregazione, ma un presidio di sicurezza e di servizi, capace di restituire speranza, identità e futuro a una comunità duramente colpita dal sisma".  

06/02/2026 16:22
Mareggiata a Porto Recanati: lavori urgenti sulla provinciale 100

Mareggiata a Porto Recanati: lavori urgenti sulla provinciale 100

A meno di 24 ore dalla violenta mareggiata che ha colpito il litorale di Porto Recanati, la Provincia ha affidato ieri i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza della strada provinciale 100, erosa in diversi tratti. L’arteria, che collega Porto Recanati a Numana, era stata inizialmente interdetta nella notte tra il 4 e il 5 febbraio, per poi essere riaperta ieri intorno alle 13, dopo la pulizia dei marciapiedi e la messa in sicurezza tramite transenne. A seguito di un sopralluogo, i tecnici dell’Ufficio Viabilità della Provincia hanno deciso di procedere con interventi urgenti volti a consolidare il rilevato stradale e prevenire ulteriori fenomeni di dissesto. La provinciale 100 rappresenta un collegamento strategico per la viabilità locale e sovracomunale, oltre a costituire un’infrastruttura fondamentale in vista della prossima stagione turistica. I lavori, affidati alla ditta Brutti srl di Porto Recanati, prevedono pulizia della carreggiata e dei marciapiedi dai detriti, posizionamento di massi a protezione della strada e saturazione degli stessi con materiale più piccolo nei tratti di accesso al mare per mezzi pesanti. Inoltre, verranno sistemati i sacconi Big Bag di sabbia, ribaltati o deteriorati dalla mareggiata, e collocati nuovi sacconi nei tratti carenti, così da ripristinare la continuità delle opere di protezione e garantire la sicurezza della circolazione. L’obiettivo dell’intervento è duplice: tutelare l’incolumità degli utenti e prevenire danni futuri in caso di nuove mareggiate, assicurando al contempo la piena funzionalità di una strada strategica per residenti e turisti. (Foto di Stefano Alpini) 

06/02/2026 13:30
Cingoli, il vescovo Marconi inaugura il cantiere della chiesa di Santa Maria Assunta

Cingoli, il vescovo Marconi inaugura il cantiere della chiesa di Santa Maria Assunta

Questa mattina, alle ore 9, il vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, ha benedetto l’apertura del cantiere di lavoro presso la chiesa di Santa Maria Assunta a Troviggiano di Cingoli. Durante la cerimonia, affidata all’intercessione della Madre di Misericordia, patrona della diocesi, il vescovo ha pregato per il buon esito dei lavori e ha invitato la comunità parrocchiale a sostenere il cantiere con la preghiera. L’intervento riguarda la riparazione dei danni strutturali provocati dal sisma del Centro Italia del 2016. Il progetto è stato curato dall’architetto Carlo Maria Accrescimbeni e dall’ingegnere Fabrizio Santori, con la collaborazione dei geometri Massimiliano Borsini e Francesco Santori, sotto il coordinamento dell’Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. I lavori saranno eseguiti dall’ATI composta da Impresa Edile Paolini Simone srl, Angeletti Mariano e Artè di Milko Morichetti. Si tratta di un intervento di completamento, pertanto la programmazione delle celebrazioni liturgiche nella chiesa non subirà variazioni. Il progetto è finanziato tramite l’Ordinanza del Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma n. 105 del 22 agosto 2020, e il termine dei lavori è previsto indicativamente entro il mese di giugno 2026. Alla cerimonia hanno partecipato il parroco don Gabriele Crucianelli, don Marco Petracci, alcuni collaboratori pastorali e il sindaco Michele Vittori. La diocesi ha voluto ringraziare in particolare l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata per la preziosa collaborazione sia sul piano istituzionale sia tecnico-amministrativo.

06/02/2026 11:41
Civitanova, associazioni locali confermate negli spazi dell’ex Stazione Marittima

Civitanova, associazioni locali confermate negli spazi dell’ex Stazione Marittima

L’Amministrazione comunale di Civitanova Marche ha rinnovato le concessioni in uso temporaneo dei locali dell’ex Stazione Marittima, in Largo Donatori di Sangue, alle quattro associazioni già titolari dei permessi: il Camping Club Civitanova Marche, l’A.N.M.I. – Associazione Nazionale Marinai d’Italia, l’Associazione sportiva Golden Fish e il Rotary Club. La decisione della Giunta comunale tiene conto dell’interesse espresso dai fruitori e mira a garantire la continuità delle attività delle associazioni, considerate realtà consolidate nel tessuto sociale della città. Le associazioni potranno usufruire dei locali alle stesse condizioni già vigenti fino al 31 dicembre 2030, con possibilità di rinnovo tramite apposito atto di Giunta. La suddivisione dei locali prevede il Camping Club Civitanova Marche nell’angolo Nord-Ovest con un canone annuo di 200 euro; l’A.N.M.I. nell’angolo Nord-Est e nel locale intermedio lato Sud, ad eccezione del sabato riservato alla Polizia Locale per esigenze mercantili, con un canone di 150 euro; l’Associazione sportiva Golden Fish nel locale intermedio lato Ovest, con canone di 200 euro; e il Rotary Club nel locale lato Sud, con canone annuo di 150 euro. Ciascuna associazione è tenuta ad attivare una polizza assicurativa contro infortuni e responsabilità civile, a copertura di eventuali danni a persone o cose durante lo svolgimento delle proprie attività, da consegnare all’Ufficio Patrimonio prima della stipula del rinnovo. Il locale intermedio lato Est, denominato “sala polifunzionale”, continuerà a essere utilizzato il sabato dalla Polizia Locale per lo svolgimento delle funzioni connesse al mercato settimanale. Il rinnovo delle concessioni è stato approvato subordinatamente all’iscrizione all’Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato e non comporta oneri finanziari aggiuntivi per l’amministrazione comunale.

06/02/2026 11:16
Maltempo sulle Marche: allerta gialla per vento e mareggiate

Maltempo sulle Marche: allerta gialla per vento e mareggiate

Il maltempo torna a colpire le Marche. Dopo le mareggiate che hanno interessato la regione nella notte, una nuova perturbazione atlantica è in arrivo sull’Italia centro-meridionale, portando con sé temporali e venti forti. A segnalarlo è un’allerta meteo della Protezione Civile, che per la giornata di venerdì 6 febbraio ha diramato un’allerta gialla per vento sull’intero territorio marchigiano. Secondo le previsioni, la giornata sarà caratterizzata da cielo nuvoloso o molto nuvoloso, con possibili schiarite in serata. Le precipitazioni saranno diffuse nella prima parte della giornata, con locali rovesci soprattutto sul settore centro-settentrionale della regione. I fenomeni tenderanno ad attenuarsi nel corso del pomeriggio. Per quanto riguarda le temperature, le minime resteranno stazionarie. Le massime sono previste in aumento nel settore meridionale, per effetto del garbino, mentre scenderanno nel nord delle Marche a causa dell’ingresso di aria più fredda. I venti soffieranno inizialmente dai quadranti sud-occidentali, moderati o tesi, con raffiche fino a burrasca forte o tempesta nelle zone alto-collinari e montane, e fino a burrasca sulla fascia collinare. Dalle ore centrali della giornata è attesa una rapida rotazione dai quadranti nord-occidentali, con raffiche fino a burrasca lungo la costa settentrionale. Il mare si presenterà mosso, con condizioni di molto mosso nel pomeriggio, e non si escludono nuove mareggiate lungo le coste esposte.

05/02/2026 19:47
Tolentino, ok al progetto per il restauro di Palazzo Fidi: sul piatto quasi 4 milioni

Tolentino, ok al progetto per il restauro di Palazzo Fidi: sul piatto quasi 4 milioni

È stato approvato il progetto di fattibilità tecnico‑economica per il miglioramento sismico e il restauro di Palazzo Fidi, sede della Biblioteca Comunale e Filelfica, uno degli edifici culturali più rappresentativi di Tolentino. Il via libera è arrivato dalla Conferenza Regionale ai sensi dell’ordinanza commissariale 137 del 2023, che inserisce l’intervento nel programma straordinario di rigenerazione urbana attivato dopo il sisma del 2016/2017. L’intervento, dal valore complessivo di 3.869.698 euro, nasce dalla necessità di riparare i danni provocati dal terremoto, che aveva reso inagibili due dei tre corpi di fabbrica del complesso, con problemi strutturali estesi alle murature, ai solai, ai vani scala e alla facciata su via Curlamonti, già puntellata nel 2016 per evitare ribaltamenti. “Con la conclusione della Conferenza Regionale, Palazzo Fidi si avvicina alla fase operativa- ribadisce il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Una volta completata la progettazione esecutiva e ottenuta la validazione finale, potranno essere avviati i lavori che restituiranno alla città un edificio sicuro, restaurato e pienamente fruibile, riaffermando il ruolo centrale della Biblioteca Filelfica nel tessuto culturale di Tolentino. Ringrazio la forte sinergia con il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”. “La biblioteca, il campanile, il municipio, la piazza, la chiesa e il Duomo sono quei luoghi essenziali che caratterizzano la vita e la storia del comune stesso. La nostra è una biblioteca estremamente fornita e con volumi rari. Stiamo cercando una soluzione temporanea per dare alla popolazione la possibilità di fruirne durante il periodo dei lavori” dichiara il sindaco Mauro Sclavi.

05/02/2026 15:14
Civitanova in un click: il verde pubblico diventa un’esperienza virtuale a 360 gradi

Civitanova in un click: il verde pubblico diventa un’esperienza virtuale a 360 gradi

Nuova vetrina digitale per Civitanova, che mette online le aree del verde pubblico e i parchi gioco, offrendo al cittadino e al turista la possibilità di fare una passeggiata virtuale alla scoperta di spazi da vivere in relax, in compagnia o insieme ai propri figli.  La visita virtuale consente di esplorare parchi e giardini direttamente da PC, smartphone e visori per la realtà aumentata, attraverso fotografie a 360° collegate tra loro per una visione completa e immersiva degli ambienti, offrendo una visione chiara e accessibile degli spazi pubblici. Il nuovo virtual tour delle aree verdi, progettato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune, è stato presentato questa mattina nella Sala della Giunta comunale dal sindaco Fabrizio Ciarapica, insieme all’assessore a Verde e Decoro Urbano Giuseppe Cognigni, al consigliere comunale Paolo Nori e a Lucia Gelosi, designer di interni e fondatrice di VID (Visual Interior Design). “Un ottimo lavoro, molto accattivante che va nella direzione di dare quante più informazioni possibili a tutti, in special modo a chi vuole trascorrere le vacanze a Civitanova – ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica. In questi anni, l’Amministrazione comunale ha investito risorse nella riqualificazione dei parchi gioco, anche in un’ottica di inclusività, per garantire l'accessibilità e il divertimento a tutti i bambini. Questo tour virtuale potrà essere aggiornato e arricchito con i nuovi progetti che stiamo portando avanti, come la riqualificazione del Varco sul Mare. Ringrazio l’azienda VID e l’assessore Cognigni per questo ulteriore progetto che rappresenta un nuovo modo di raccontare la città, in cui il digitale diventa il mezzo per eccellenza di promozione e informazione del futuro. I virtual tour non sostituiscono la visita fisica, ma la affiancano, stimolando curiosità e partecipazione e invitando i cittadini a vivere in prima persona gli spazi verdi rinnovati”.  La navigazione avviene tramite hotspot interattivi, che permettono di muoversi all’interno dello spazio e di accedere a contenuti informativi aggiuntivi, come dettagli sui punti di interesse, immagini, video e collegamenti diretti a siti web e canali social. “Il virtual tour delle zone verdi della città nasce dall'idea di far conoscere le aree recentemente riqualificate, con l’aiuto dei nuovi strumenti di comunicazione visiva che descrivono gli ambienti in modo efficace e immediato – ha spiegato l’assessore Giuseppe Cognigni. Siamo il primo comune in Provincia di Macerata ad offrire questo tipo di prodotto, realizzato in maniera ottimale dalla “VID”, che si è già occupata del tour di Vedo a colori, ideato da Giulio Vesprini, che racconta la città attraverso immagini immersive a 360 gradi. Abbiamo scelto 12 delle 34 aree verdi più belle e frequentate, tra cui il nuovo parco delle altalene sul lungomare, ma queste potranno essere aggiornate ed implementate sulla base dei nuovi progetti realizzati dall’Amministrazione comunale”. “I virtual tour permettono di osservare nel dettaglio i nuovi giochi installati, le aree riprogettate e i diversi percorsi presenti, facilitando l’orientamento e anticipando l’esperienza di visita reale – spiega Lucia Gelosi, designer di interni e fondatrice di VID. Si tratta di uno strumento intuitivo e coinvolgente, pensato per rendere il verde urbano fruibile da tutti, anche da chi non può raggiungere immediatamente i luoghi interessati”. Dopo la presentazione di oggi, nei prossimi giorni il tour sarà disponibile nei canali social del Comune di Civitanova.  

04/02/2026 15:00
Acli Terra, Venanzio Pennesi eletto nel Comitato Nazionale: le Marche ai vertici dell'associazione

Acli Terra, Venanzio Pennesi eletto nel Comitato Nazionale: le Marche ai vertici dell'associazione

Si è concluso con un importante riconoscimento per il territorio marchigiano l’ottavo Congresso Nazionale di Acli Terra, svoltosi a Bologna il 22 e 23 gennaio 2026. Venanzio Pennesi, presidente di Acli Terra Macerata, è stato eletto nel Comitato Nazionale dell’associazione. Il riconfermato presidente Nazionale, Nicola Tavoletta, ha voluto dare un ulteriore segnale di fiducia al lavoro svolto nelle Marche, chiamando Pennesi a far parte della sua squadra di presidenza nazionale in qualità di invitato permanente. Un risultato che corona un percorso di crescita associativa costante: Pennesi è stato infatti tra i protagonisti della nascita di Acli Terra Fermo e figura oggi tra i principali promotori della costituzione di Acli Terra Marche, la struttura regionale dell'associazione professionale agricola delle Acli dedicata allo sviluppo del mondo rurale, delle marinerie e dei territori. L’elezione ai vertici nazionali non è un punto di arrivo, ma il consolidamento di un lavoro iniziato da tempo. Già nel corso dell'ultimo anno, Acli Terra ha avviato i primi contatti con la Regione Marche e con diverse amministrazioni locali. L’obiettivo è quello di concertare azioni concrete e proposte politiche che rispondano alle reali esigenze del comparto agricolo e ittico marchigiano. Le dichiarazioni di Venanzio Pennesi: "Sono molto felice per questa nuova avventura ed è per me un orgoglio poter rappresentare la nostra regione nel Comitato Nazionale e portare le istanze del nostro territorio in presidenza". "In questi mesi di confronto con il presidente Tavoletta, che ha visitato più volte Macerata, ci siamo focalizzati su una priorità assoluta: le aree interne". Secondo Pennesi, occuparsi di questi territori non è un’operazione nostalgica: "Non si tratta solo di 'salvare i borghi', ma di attuare una strategia complessa per contrastare l’abbandono di zone distanti dai servizi essenziali, ma che restano la colonna vertebrale del Paese. Inoltre, la pesca è per noi un settore vitale che non può essere lasciato in balia degli eventi. Tecnologia, mutamenti climatici e nuovi tessuti sociali ci impongono di ripensare l’attività produttiva senza dimenticare il rispetto e la promozione dell'ambiente. C'è tanto da fare, ma mettersi in moto è già un grande punto di partenza".

04/02/2026 13:34
Sicurezza sul lavoro Marche 2025: 31 morti e aumentano gli infortuni, Macerata provincia più colpita

Sicurezza sul lavoro Marche 2025: 31 morti e aumentano gli infortuni, Macerata provincia più colpita

Il 2025 si chiude con un bilancio pesante per la sicurezza sul lavoro nelle Marche. I dati definitivi Inail confermano un quadro in peggioramento rispetto al 2024, con un aumento significativo dei decessi, delle denunce di infortunio e delle malattie professionali. Il dato più allarmante riguarda le morti sul lavoro: si passa dai 22 casi del 2024 ai 31 del 2025, con un incremento del 40,9%. A crescere sono soprattutto i decessi avvenuti nei luoghi di lavoro, saliti da 15 a 27, mentre calano le morti in itinere, scese da 7 a 4. Dei 31 decessi complessivi, 27 si sono verificati nel settore industria e servizi e 4 in agricoltura. La provincia più colpita è Macerata con 11 vittime, seguita da Pesaro (6), Ancona e Ascoli Piceno (5 ciascuna) e Fermo (4). A livello nazionale l’aumento è più contenuto: si passa da 1.090 a 1.093 morti, pari a un +0,3%, dato nettamente inferiore rispetto all’incremento registrato nelle Marche. «Il dato marchigiano è particolarmente preoccupante – dichiara Luca Talevi, segretario regionale della CISL Marche – perché evidenzia una crescita delle morti sul lavoro molto più marcata rispetto alla media nazionale. Non possiamo accettare che il lavoro continui a essere un luogo di rischio estremo». Anche le denunce di infortunio risultano in aumento: dalle 16.676 del 2024 alle 16.889 del 2025 (+1,3%). Crescono sia le denunce in occasione di lavoro (da 13.897 a 14.074) sia quelle in itinere (da 2.779 a 2.815). Nel dettaglio settoriale, si registra un incremento nel comparto industria e servizi (da 13.014 a 13.255 denunce) e nella pubblica amministrazione, con particolare riferimento alla sanità (da 2.751 a 2.829). In controtendenza l’agricoltura, dove gli infortuni scendono da 911 a 805. Il 65,4% delle denunce riguarda uomini, il 34,5% donne. In crescita del 9,2% le denunce di lavoratori provenienti da Paesi extraeuropei. Oltre un terzo degli infortuni interessa lavoratori con più di 50 anni, elemento che richiama l’attenzione sull’invecchiamento della forza lavoro. Sul piano territoriale, l’unica provincia a registrare un calo degli infortuni è Fermo (da 1.359 a 1.316 denunce). In aumento tutte le altre: Ancona passa da 5.641 a 5.750; Ascoli Piceno da 2.196 a 2.221; Macerata da 3.528 a 3.545; Pesaro da 3.963 a 4.057. In crescita anche le denunce di malattia professionale, che salgono da 7.725 nel 2024 a 7.987 nel 2025 (+3,4%). L’aumento interessa tutti i comparti: industria e servizi (da 7.088 a 7.342), agricoltura (da 590 a 596) e pubblica amministrazione, in particolare la sanità (da 47 a 49). A livello provinciale, calano le denunce ad Ancona (da 1.729 a 1.656) e a Macerata (da 2.388 a 2.355), mentre aumentano ad Ascoli Piceno (da 809 a 982), Fermo (da 919 a 974) e Pesaro (da 1.880 a 2.020). Le denunce maschilipassano da 5.595 a 5.818, quelle femminili da 2.130 a 2.169. In aumento le patologie osteo-muscolari e del sistema respiratorio, mentre risultano in calo i casi di tumori. «Siamo di fronte a un anno che conferma un andamento negativo – prosegue Talevi – che impone un rafforzamento dell’azione sindacale nei luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento degli Rls e degli Rlst. È necessario implementare in modo sinergico le azioni di prevenzione tra parti sociali e istituzioni». La CISL Marche chiede un impegno condiviso su formazione, prevenzione e incremento dei controlli. «Il 2026 deve diventare l’anno della prevenzione – conclude Talevi – con un deciso calo degli infortuni e una diffusione sempre più ampia della cultura della sicurezza, intesa come bene comune tra imprese e lavoratori».

04/02/2026 12:50
San Severino, approvato il progetto per la cappella cimiteriale di Corsciano

San Severino, approvato il progetto per la cappella cimiteriale di Corsciano

L’Usr Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche ha approvato il progetto esecutivo relativo ai lavori di riparazione dei danni e rafforzamento locale della cappella del cimitero di Corsciano. L’atto decreta la concessione di un contributo complessivo di 85mila euro a favore del Comune di San Severino Marche, che agirà in qualità di soggetto attuatore dell'intervento, prevedendo un pacchetto di opere strutturali e di finiture necessarie per restituire piena agibilità e decoro alla struttura. Oltre ad interventi mirati sulle murature esterne e al rafforzamento del solaio di copertura sono previsti il rinforzo dei maschi murari, per incrementare la resistenza strutturale dell'edificio, la realizzazione di un vespaio interno, l’impermeabilizzazione delle pareti contro terra, per eliminare le problematiche legate all'umidità, ed il rifacimento completo degli intonaci insieme alla posa di una nuova pavimentazione interna e alla tinteggiatura finale di tutte le pareti, sia interne che esterne. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha sottolineato l'importanza dell'intervento: “Il recupero della cappella cimiteriale di Corsciano, atteso da tempo, è un segnale di grande attenzione verso le nostre frazioni e verso il rispetto dei luoghi cari a tante famiglie. Anche gli interventi considerati minori, come questo, sono fondamentali per restituire decoro e sicurezza a tutto il nostro vasto territorio. Grazie al costante lavoro dei nostri uffici e alla sinergia con l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, stiamo portando avanti insieme al commissario straordinario, Guido Castelli, un programma serrato di opere pubbliche mantenendo fede all'impegno di non lasciare indietro nessuna realtà danneggiata dal sisma”. L’approvazione del finanziamento, che attinge alle risorse stanziate dall’Ordinanza Commissariale n. 137/2023, permetterà ora all'Amministrazione di procedere celermente con l'indizione della gara d'appalto e l'apertura del cantiere. 

04/02/2026 10:47
Sisma, saranno potenziati i vigili del fuoco a Visso e Camerino: presidi confermati per tutto il 2026

Sisma, saranno potenziati i vigili del fuoco a Visso e Camerino: presidi confermati per tutto il 2026

La presenza dello Stato nelle aree ferite dal sisma del 2016 non arretra. È ufficiale la proroga per tutto il 2026 dei presìdi straordinari dei vigili del fuoco ad Amatrice e Arquata del Tronto, una decisione ratificata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. La notizia, tuttavia, porta con sé un ulteriore potenziamento che riguarda da vicino l'entroterra maceratese: i distaccamenti permanenti di Visso, Camerino e Norcia saranno ulteriormente rinforzati per supportare le delicate operazioni di demolizione, messa in sicurezza e assistenza alla popolazione. La proroga nasce dalla consapevolezza che, nonostante i passi avanti della ricostruzione, il territorio dell’Appennino centrale rimane fragile. I "caschi rossi" continueranno a operare in stretta sinergia con la Protezione Civile, garantendo non solo la sicurezza tecnica dei cantieri, ma anche un presidio fondamentale contro il rischio idrogeologico e la tutela del vasto patrimonio boschivo dell'area. "La continuità e il potenziamento dei presìdi rappresenta una scelta di responsabilità e di attenzione concreta verso territori ancora fragili - ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, ringraziando il personale del Corpo per la dedizione mostrata in questi anni difficili -. Garantire tempestività di intervento significa accompagnare con serietà il percorso di ricostruzione". Sulla stessa linea il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, che ha sottolineato come la collaborazione tra Governo, Ministero dell'Interno e Protezione Civile sia la chiave per non lasciare soli i borghi dell'Appennino. "Viene ribadita la sinergia volta a garantire la piena operatività di strutture indispensabili - ha spiegato Castelli -. La presenza dei Vigili del Fuoco è particolarmente importante in queste zone, caratterizzate da fenomeni idrogeologici che vanno monitorati e governati costantemente. Questi presìdi simboleggiano la vicinanza dello Stato alle nostre comunità".

03/02/2026 10:40
Muccia, 223mila euro per salvare Massaprofoglio: due nuove trincee drenanti per fermare il dissesto

Muccia, 223mila euro per salvare Massaprofoglio: due nuove trincee drenanti per fermare il dissesto

La ricostruzione di Massaprofoglio, piccola frazione di Muccia segnata dal sisma del 2016/2017 e da una lunga storia di dissesti idrogeologici, compie un passo decisivo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione relativo all’intervento che mira a ripristinare la sicurezza dell’area attraverso l’abbattimento della falda acquifera, elemento chiave nell’equilibrio del versante. Il via libera dà sostanza al finanziamento di circa 223.400 euro assegnato dal commissario straordinario Guido Castelli. Per Massaprofoglio si tratta di un passaggio atteso. L’abitato sorge infatti su un versante interessato da dissesti complessi, già censiti come frana a pericolosità P2 e rischio R3. "Per gli abitanti questo atto non è solo un atto amministrativo - spiega il commissario Castelli -. È il segnale che la ricostruzione può finalmente procedere verso la fase concreta, dopo verifiche, approfondimenti e attese dovute alla complessità del dissesto. Il via libera al Dip non risolve da solo tutti i problemi, ma rappresenta la soglia necessaria affinché il Pua possa arrivare alla sua approvazione definitiva e il paese possa avvicinarsi a un futuro in cui tornare a vivere in sicurezza non sia più un progetto sulla carta, ma una prospettiva reale. Ringrazio l’ottimo lavoro svolto dall’Usr e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli". A confermare la criticità del sistema è stato un lungo percorso di indagini: prima gli studi storici avviati dopo il sisma del 1997, poi le campagne geognostiche e i monitoraggi  realizzati tra il 1999 e il 2009, infine gli approfondimenti condotti dal 2023 al 2025 sotto il coordinamento del Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dell’Usr Marche. Tali analisi hanno evidenziato che oltre la metà dei dreni sub-orizzontali non è più funzionante e che le condizioni della falda richiedono un nuovo intervento mirato. Il nodo principale rimane l’instabilità del terreno, aggravata dalla dinamica della falda che, in occasione delle piogge, mostra oscillazioni rapide e condizioni non compatibili con la futura ricostruzione delle abitazioni. Gli studi più recenti hanno confermato che l’unico modo per garantire la stabilità del versante è un’opera che riporti efficienza al sistema drenante, non più recuperabile nei suoi elementi originari. Da qui è nata la scelta progettuale oggi approvata: la realizzazione di due trincee drenanti profonde circa 3,5 metri, per una lunghezza complessiva di 400 metri. Il Dip stabilisce le linee tecniche e operative che guideranno i progettisti verso il progetto di fattibilità tecnico-economica e, successivamente, verso il progetto esecutivo. Si tratta di un documento sostanzioso, che ricostruisce l’intera evoluzione del dissesto, individua i vincoli paesaggistici e idrogeologici, definisce i criteri di progettazione e prescrive anche l’attivazione di un monitoraggio piezometrico stagionale per affinare i parametri dell’intervento.

02/02/2026 17:30
"Lucette tutto l'anno nel centro storico di Macerata? Rischio sagra permanente"

"Lucette tutto l'anno nel centro storico di Macerata? Rischio sagra permanente"

Il dibattito sul decoro urbano e sull'attrattività del cuore antico della città di Macerata si accende prepotentemente a seguito della proposta di mantenere attive, per tutto l'anno, le luminarie decorative nel centro storico. Una scelta che ha spinto il Comitato centro storico di Macerata a intervenire con una nota ufficiale estremamente critica, volta a tutelare l'identità architettonica del capoluogo. "C’è chi le chiama 'atmosfera', chi 'accoglienza', chi semplicemente 'allegria'. Ma la proposta di installare lucette stile festa di quartiere per tutto l’anno nel centro storico di Macerata solleva più di un dubbio, soprattutto quando si sposta lo sguardo dall’effetto immediato alle conseguenze sul lungo periodo" esordisce il Comitato, mettendo subito in guardia contro un approccio giudicato superficiale. Secondo i rappresentanti dei residenti, l'estetica della città non può essere trattata come un elemento ornamentale qualsiasi, poiché "il centro storico di Macerata non è una scenografia neutra da riempire a piacere. È un tessuto urbano di grande valore architettonico, fatto di palazzi storici, chiese, scorci e prospettive che già oggi sono valorizzati da un’illuminazione pubblica studiata appositamente per metterne in risalto forme, materiali e volumi". Il Comitato sottolinea come l'attuale assetto sia "un progetto pensato, non casuale, che dialoga con la storia della città e ne restituisce identità e prestigio", un equilibrio che risulterebbe compromesso da interventi estemporanei. La critica si fa particolarmente serrata nei confronti delle motivazioni che avrebbero spinto alcuni esercenti a caldeggiare l'iniziativa. "Inserire in modo permanente lucette decorative, per l'idea quantomeno balzana di alcuni commercianti convinti di attrarre clienti con effetti non tanto speciali, rischia di ottenere l’effetto opposto: invece di valorizzare, coprire. Invece di esaltare l’architettura, appiattirla" si legge nella nota. Il timore principale è quello di uno snaturamento dell'area: "Il centro storico potrebbe finire per assomigliare più a una sagra permanente che a uno dei luoghi simbolo della città, perdendo quella sobrietà elegante che lo distingue". Oltre al piano estetico, la nota affronta con decisione il tema economico e la gestione delle risorse collettive. "C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che secondario: il costo. Anche ammettendo che la spesa per l’energia elettrica sia 'solo' di un migliaio di euro, resta il fatto che si tratta comunque di denaro pubblico" incalza il Comitato. Pur ammettendo che si tratti di una cifra modesta, i firmatari pongono una questione di principio etico e amministrativo: "È giusto che i cittadini paghino, in bolletta, un’illuminazione decorativa permanente che non risponde a esigenze di sicurezza né a un reale progetto culturale o urbano?". In chiusura, il Comitato centro storico tiene a precisare che la posizione assunta non deriva da un pregiudizio verso lo sviluppo economico della città, ma da un profondo senso civico. "La questione, dunque, non è essere contrari alla vivacità o all’attrattività del centro. Al contrario: è proprio per rispetto verso Macerata che vale la pena chiedersi se la strada delle lucette tutto l’anno sia davvero quella giusta". La riflessione finale è un invito a guardare con occhi diversi il patrimonio esistente: "Forse la vera bellezza sta già lì, nelle pietre, nelle facciate, nelle luci pensate per raccontarle. E forse basterebbe non coprirla".

01/02/2026 11:00
Discarica, Morgoni attacca la maggioranza: “Basta gioco delle tre carte, si decida il sito. La lista c'è già"

Discarica, Morgoni attacca la maggioranza: “Basta gioco delle tre carte, si decida il sito. La lista c'è già"

Nel confronto politico sulla gestione dei rifiuti e sull’individuazione del nuovo sito di discarica provinciale interviene l’onorevole Mario Morgoni, che in una presa di posizione pubblica critica duramente tempi, modalità e responsabilità delle decisioni in corso. Al centro dell’intervento, le ricadute economiche sui cittadini, le prospettive del Cosmari e il rischio di una crisi strutturale del sistema. "Invece di coprirsi dietro la foglia di fico del termovalorizzatore, come ha fatto di recente nella conferenza stampa con l’Ordine dei giornalisti, Acquaroli intervenga per far cessare il gioco delle tre carte di cui la destra della nostra provincia si sta rendendo protagonista con la procedura dell’individuazione del sito della nuova discarica" Secondo Morgoni, a pagare il prezzo di questa situazione sarebbero cittadini e lavoratori: "Un gioco di cui pagano il conto salato i cittadini che tra il 2026 e il 2027 subiranno ulteriori aumenti della Tari, nell’ordine, ben che vada, del 15%, e le centinaia di dipendenti del Cosmari che guardano con legittima preoccupazione al loro futuro". Inoltre, ricorda come gli strumenti tecnici per arrivare a una decisione siano già disponibili e si pone critico nei confronti della maggioranza: "La graduatoria dei siti è stata stilata dall’Università Politecnica delle Marche ed è a disposizione dell’assemblea dei sindaci dell’ATA. La destra ha una maggioranza schiacciante nell’assemblea, la smetta di esercitarsi in manovre dilatorie dal sapore francamente tragicomico, assolva ai suoi doveri e si prenda la responsabilità di decidere, evitando di continuare a prendere per il naso l’intera comunità provinciale, come hanno fatto di recente gli imbarazzanti responsabili provinciali di Fratelli d’Italia e della Lega. In mancanza dell’individuazione del sito che dovrà subentrare a quello del suo Comune, il sindaco di Cingoli, Vittori, ha già pubblicamente e ufficialmente chiarito, a pieno diritto, che non ci sarà alcun ampliamento della discarica di Cingoli". Secondo l’onorevole, questo scenario avrebbe conseguenze immediate sull’intero sistema provinciale: "Questo vuol dire che il sistema sarà condannato al fallimento, visto che a fine anno non sarà più disponibile, in quanto esaurita, neanche la discarica di Corinaldo. Sarebbe una disfatta che ricadrebbe direttamente sul Cosmari, in quanto già oggi l’azienda ha maturato crediti milionari non fatturati verso i Comuni soci, crediti destinati a lievitare in modo esponenziale, trascinando il Cosmari verso una grave crisi finanziaria". Da qui l’invito ad agire rapidamente: "Gravi danni sono stati già fatti, bisogna correre velocemente ai ripari. In questa situazione paradossale, cosa aspetta il presidente del Cosmari a porre con la dovuta drammaticità e in termini ultimativi la questione, anziché lanciare sottovoce timidi appelli per non mettere a disagio la destra che lo ha premiato per la sua fedeltà?" La conclusione è un appello rivolto agli amministratori locali e agli organi di controllo: "E cosa aspettano i sindaci più responsabili ad alzare la loro voce per far cessare questo teatrino? O dobbiamo attendere la valutazione della Corte dei Conti sulle risorse impegnate per la progettazione della nuova vasca di Cingoli e per l’individuazione del nuovo sito, visto il rischio concreto che siano risorse sperperate che non produrranno alcun effetto?".

31/01/2026 17:20
La settimana delle polemiche inutili: dai social all’ananas sulla pizza

La settimana delle polemiche inutili: dai social all’ananas sulla pizza

Fine gennaio. I social si accendono per il nulla.  “Il cappuccino dopo le 11 non si può bere”, “La carbonara NON si fa con la panna”, “La carta igienica va messa con il foglio davanti, non dietro”. E via con 300 commenti inferociti, persone che si insultano, schieramenti che si formano.  Benvenuti nella settimana delle polemiche inutili.  Succede sempre. Ogni anno. Quando i contenuti finiscono, le energie sono basse e nessuno sa più cosa postare, ecco che spuntano i dibattiti assurdi. Quelli dove tutti hanno un’opinione fortissima su cose che non cambiano la vita a nessuno.  Settimana scorsa un brand di caffè ha postato: “Cappuccino dopo pranzo: sì o no?”. Post semplicissimo. Foto di un cappuccino. Una domanda. Risultato? 847 commenti in 3 ore. Il post con più engagement dell’anno. Azz!  Perché funzionano queste polemiche ridicole? Semplice: perché tutti possono partecipare. Non serve essere esperti. Non serve pensare. Hai un’opinione sul cappuccino? Ce l’hanno tutti. E tutti vogliono dirla.  È engagement facile. Troppo facile.  Il gioco è semplice  Le polemiche inutili hanno sempre le stesse caratteristiche: riguardano cose quotidiane che tutti conoscono, non hanno una risposta giusta quindi il dibattito è infinito, e fanno arrabbiare le persone giuste, quelle che commentano di più.  Ananas sulla pizza. L’esempio perfetto. Zero conseguenze reali, infinito dibattito.  Ora, posso dirti “non usarle mai” e fare la purista. Oppure posso dirti la verità: a fine gennaio, quando non hai idee e il pubblico è morto, una polemica ben fatta ti salva.  Ma devi farla bene. Non quella stupida del “Voi cosa ne pensate?” che puzza di disperazione. Devi prenderla di petto: “Io lo dico: il cappuccino dopo le 11 è sacrosanto. E se non sei d’accordo, convincimi”. Dai alle persone qualcosa contro cui combattere. E poi, questo è fondamentale, devi starci dentro. Rispondi ai primi venti commenti. Con ironia. Alimenta il dibattito ma con leggerezza. Se lanci la bomba e scappi, sembra solo fame di like. Se partecipi, diventa conversazione. Però attenzione: le polemiche durano 24 ore. Dopo un giorno sono già morte. Non ripeterle, non tirarle per le lunghe. Fai il colpo e via. Il trucchetto che uso io C’è un sito che si chiama Answer The Public. È gratuito nella versione base. Inserisci una parola del tuo settore e ti mostra tutte le domande che la gente fa su Google. Tipo “cappuccino dopo pranzo”, “carbonara con panna perché no”. Le polemiche già pronte. Quelle vere. Quelle che le persone già cercano. Non devi inventare niente. Cinque minuti di ricerca = un mese di idee.  Ovviamente non usarle se sei un brand istituzionale o lavori nella sanità. Le polemiche sono uno strumento potente ma delicato. Usi male, ti esplodono in faccia. La verità? Le polemiche inutili funzionano perché in assenza di contenuti veri, le persone si attaccano a qualsiasi cosa. È engagement facile per te, sfogo facile per loro. Usalo a fine gennaio quando serve. Ma non farne una strategia. Perché un feed pieno solo di polemiche è un feed che non ha nient’altro da dire. E questo, le persone lo capiscono.  

31/01/2026 14:12
La dittatura dell’aspetto - Tra filler, botox e insicurezze: in Italia +42,5% di interventi tra  2020 e 2024

La dittatura dell’aspetto - Tra filler, botox e insicurezze: in Italia +42,5% di interventi tra 2020 e 2024

“Specchio, servo delle mie brame…” esordiva Grimilde, attendendo che il suo fedele oggetto magico le rinnovasse lo stesso vaticinio di sempre. Un tempo, leggendo la fiaba, mai ci saremmo aspettati di poterci identificare nella perfida antagonista disposta a tutto pur di restare eternamente giovane e bella. Eppure, quell’era è arrivata. Volti perfetti e tutti uguali tra loro, corpi scolpiti e irrealistici, pelle di seta, uniforme e liscia come il guscio di un uovo. Tutto, al di là dello “schermo delle brame”, appare armonioso, levigato e privo di asperità. Ciò che un tempo era eccezione - appannaggio di poche elette, il più delle volte assoggettate alle pressioni degli ambienti in cui vivevano o lavoravano - è divenuto regola. A ricorrere agli eufemistici “ritocchini” non sono più le privilegiate esponenti di un’élite distante, quasi cristallizzata nel suo irraggiungibile benessere, ma giovani donne (e, contrariamente a quanto si pensi, anche uomini) date in pasto ad una comunicazione ingannevole e spietata, che gioca su una sbagliata narrazione dell’imperfezione al fine di instillare nella mente del consumatore il germe dell’insicurezza. È così che un naso adunco, un labbro sottile e un occhio incappucciato diventano storture. Secondo un sondaggio dell’ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) pubblicato nel 2025, dal 2020 al 2024 si è registrato un aumento del 42,5% dei trattamenti estetici (chirurgici e non). All’interno del panorama mondiale, l’Italia si posiziona al quarto posto per il ricorso a questo tipo di procedure mentre, nel 2023, era soltanto nona. Salta immediatamente all’occhio l’incremento massiccio di interventi di chirurgia e medicina estetica, con una particolare adesione alla rinoplastica (10,7%) e alla blefaroplastica (10,4%), seguite da liposuzione, mastoplastica e lipofilling facciale. Stando alle statistiche registrate dall’ISAPS, inoltre, alla fobia per il difetto fisico si aggiungerebbe quella dello scorrere del tempo: iniezioni di botulino e di acido ialuronico (il famigerato filler) si posizionano rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica delle procedure non chirurgiche praticate nel nostro paese.  Botox, filler, mastoplastiche e rinoplastiche sono soltanto la punta di un profondo iceberg alla cui base sta la pressione crescente che i più importanti brand di cosmetici esercitano su un target di consumatori sempre più giovani e sempre più esposti. Il mercato crea il prodotto e, al tempo stesso, insinua nei potenziali fruitori la convinzione di averne bisogno: è in questo modo che una crema rassodante si trasforma in cellulite, un filler in labbra sottili, e un siero rimpolpante in rughe da prevenire. In un mondo ormai alla mercè di pubblicità ingannevoli, di immagini ritoccate e dell’uso massiccio dell’intelligenza artificiale, chi si guarda allo specchio non coglie più il tratto caratteristico da valorizzare e da esprimere al meglio, ma piuttosto l’imperfezione da aggiustare.  Resta da chiedersi, dunque, quali siano le motivazioni profonde alla radice di questa escalation: il desiderio (legittimo) di riconoscersi nel proprio riflesso, o l’intossicazione da standard irraggiungibili. La crepa, se così la si vuole definire, si insinua proprio nel sottile e impercettibile confine tra ciò che si fa per piacere agli altri e ciò che si fa per amore di sé stessi. Forse, nell’era della perfezione performativa e dell’ostentazione a tutti i costi, il vero atto politico non è tanto ignorare il difetto, quanto contemplarlo e, un giorno o l’altro, farci pace: essere Grimilde, ma senza l’ossessione di diventare Biancaneve.    

31/01/2026 11:00
"Non cerco vendetta, solo giustizia e verità per Pamela": l'appello di Alessandra Verni alla città di Macerata (FOTO e VIDEO)

"Non cerco vendetta, solo giustizia e verità per Pamela": l'appello di Alessandra Verni alla città di Macerata (FOTO e VIDEO)

Questa mattina i Giardini Diaz di Macerata hanno ospitato la cerimonia commemorativa per l'ottavo anniversario della scomparsa di Pamela Mastropietro. Come ogni anno, accanto alla targa commemorativa, è stata piantata una camelia bianca, simbolo della purezza di una giovane vita stroncata prematuramente, ma ancora viva nel ricordo della comunità e soprattutto di chi l'ha amata. Alessandra Verni, che non ha mai smesso di cercare giustizia per sua figlia, ha voluto ribadire l'importanza del ricordo: "Oggi sono qui perché lo devo a mia figlia e perché è ciò che lei vorrebbe. Questa è un'occasione per commemorarla, ma questa storia, così come molte altre, dovrebbe essere ricordata tutti i giorni. La mia battaglia non è ancora finita, perché i complici di Oseghale sono ancora a piede libero".  Durante la mattinata, si sono susseguiti gli interventi di monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, del sindaco Sandro Parcaroli e di Francesca D'Alessandro, vicesindaco e assessore alle pari opportunità. Ma sono state soprattutto le parole del prefetto Giovanni Signer, ad aver colpito nel segno: "Dal punto di vista giudiziario, una responsabilità individuale è stata riconosciuta, ma io credo che qui si debba parlare di responsabilità collettiva. Quando Pamela lasciò Corridionia, furono in molti a vederla e ad accorgersi che si trovava in difficoltà. Questa tragedia, quindi, ci rende tutti responsabili: è la responsabilità morale di tutti coloro che si sono voltati dall'altra parte. La nostra Costituzione ci dice che quello della solidarietà è un dovere fondamentale: spero che questa cerimonia e questa camelia siano un monito per tutti noi".  La cerimonia si è conclusa con l'appello di una madre che non si è mai arresa, e che sta ancora lottando per ottenere la verità, ma soprattutto la giustizia che merita: "Sono qui oggi come madre e come testimone di un dolore e di un amore che non possono essere seppelliti dal silenzio e dalla paura. Calpestare queste strade significa ripercorrere i passi di Pamela, passi che sono stati interrotti brutalmente tra l'ombra di queste colline, in via Spalato. Davanti ai resti di mia figlia, in obitorio, mi è stato detto di dimenticare. Ma io, oggi, chiedo a voi: come si può chiedere a una madre di dimenticare la propria carne? Dire a una madre di dimenticare è come sputare sulla croce, è come andare ai piedi della Madonna mentre piange suo figlio e dirle di tacere, di dimenticare, di far finta di nulla. Io non dimentico. L'ho promesso all'obitorio baciando la fronte fredda di mia figlia".  Ma il suo discorso non si è limitato a sottolineare il valore eternante del ricordo e l'impossibilità di una madre di lasciarsi alle spalle il dolore di una perdita brutale e disumana. Alessandra Verni ha infatti proseguito con una esplicita denuncia dei mali "invisibili" e intoccabili che appestano la comunità: "Non c'è palazzo del potere, non c'è sagrestia, non c'è vicolo oscuro che possa nascondere per sempre ciò che è stato fatto. Pamela è stata vittima di un male che non è solo di strada, ma ha radici profonde in antichi riti di potere, consumati nel silenzio di palazzi e sedi che pensate essere invisibili. No, io non posso dimenticare: ci sono ancora troppe domande a cui non è stata data risposta e ci sono ancora molti punti oscuri e zone d'ombra che pesano su questa città e sul mio cuore. Ma non c'è segreto, per quanto occulto, che non sia destinato a essere incenerito dalla verità".   

30/01/2026 17:40
Il declino di corso Garibaldi: dodici le vetrine chiuse. Negozianti in fuga: "Così Macerata è morta" (FOTO)

Il declino di corso Garibaldi: dodici le vetrine chiuse. Negozianti in fuga: "Così Macerata è morta" (FOTO)

I parcheggi gratuiti a tempo introdotti in corso Cavour (LEGGI QUI) sembrano aver trovato il favore dei commercianti. Una soluzione che, secondo molti operatori del centro, ha migliorato la rotazione delle auto e reso più semplice l’accesso alle attività. Un modello che qualcuno vorrebbe estendere anche a corso Cairoli, ipotesi però più complessa dal punto di vista urbanistico. C’è però un altro corso di Macerata che oggi racconta una storia molto diversa. È corso Garibaldi, un tempo una delle arterie più vive e affollate della città, porta d’ingresso verso il centro storico. Oggi, invece, passeggiarci restituisce un’immagine desolante: serrande abbassate, vetrine vuote, cartelli “affittasi” e “vendesi”. Le abbiamo contate: sono dodici le vetrine che risultano sfitte lungo il corso. Dodici. L’ultima ad abbassare la serranda è stata quella di Vinteggiando, negozio di abbigliamento vintage che a fine 2025 ha deciso di chiudere. Al posto dei Levi’s 501 e dei montoni di pelle, ora restano solo locali vuoti. A raccontare le ragioni di questa lenta moria è Lucio Gateano, fondatore di Vinteggiando, che da giovane aveva scommesso su un’idea originale e su una delle vie storiche della città. Secondo lui, il problema principale è sempre lo stesso: i parcheggi. «È difficile raggiungere il centro – spiega –. Intorno alle mura non si trovano parcheggi e, quando ci sono, sono a pagamento. Alla fine sei costretto a parcheggiare ai Garibaldi o allo Sferisterio, spendendo e restando comunque scomodo. E non lo dico solo io: è una lamentela comune tra i negozianti». Ma non è solo una questione di viabilità. Lucio Gateano chiama in causa anche le politiche dell’amministrazione comunale. «Credo che la giunta potrebbe fare qualcosa in più per rendere attrattivo un capoluogo di provincia. Oggi le uniche attività che funzionano sono quelle della ristorazione: pub e bar, soprattutto per gli universitari. Per il resto, basta guardarsi intorno: è tutto sfitto». Il commerciante ricorda anche un’iniziativa che, anni fa, sembrava poter rappresentare una svolta: «Il sindaco aveva parlato di aiutare i giovani che volevano aprire un’attività, sostenendo gli affitti. Un’idea bellissima. Quando però chiamai in Comune per capire come funzionasse, la risposta non fu positiva. Non ci fu mai una vera apertura. Zero aiuto, zero sostegno». A pesare, secondo Lucio Gateano, sono anche i canoni di locazione rimasti ancorati a un’altra epoca: «Molti proprietari dei locali non sono di Macerata e chiedono cifre che si potevano permettere quando la città “andava”. Ma i tempi sono cambiati, bisognerebbe ridimensionarsi». Infine, il colpo definitivo: la pandemia. «Già prima del Covid la situazione era peggiorata, ma dopo c’è stata la mazzata finale. Hanno chiuso locali storici come il Tartaruga o il Quattroporte, posti che portavano movimento. È stato un insieme di fattori che ha portato a questo: Macerata, così, è morta». E il futuro? Gateano non si arrende, ma cambia strada. «Non aprirò un altro negozio fisso. Sto pensando a un furgone, a una sorta di viaggio ambulante. E poi ho un altro progetto in mente: vedremo se porterà qualcosa». Intanto, corso Garibaldi resta lì, con le sue dodici vetrine vuote, simbolo di un centro storico che chiede risposte concrete. Se i parcheggi a tempo hanno funzionato altrove, la domanda ora è se – e come – Macerata riuscirà a ridare vita anche a uno dei suoi corsi più storici.

29/01/2026 19:55
Tolentino, il tetto del nuovo ospedale pronto per giugno. Calcinaro: "Il punto di primo intervento resterà aperto H24"

Tolentino, il tetto del nuovo ospedale pronto per giugno. Calcinaro: "Il punto di primo intervento resterà aperto H24"

Una mattinata per toccare con mano la realtà socio-sanitaria di Tolentino e tracciarne il futuro. L’Assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha visitato oggi i centri d’eccellenza e i principali cantieri della città, accompagnato dal sottosegretario Silvia Luconi, dal direttore dell'Ast 3 Alessandro Marini e dal sindaco Mauro Sclavi. La visita è iniziata all'ASP Porcelli, dove la delegazione ha discusso della necessità di mettere a terra i fondi del sisma 2016 per il ripristino dell’intera struttura, per poi spostarsi al Centro Arancia. Qui gli ospiti hanno potuto toccare con mano l’attenzione verso la disabilità, culminata nel progetto "Dopo di noi" da 300.000 euro. Il tour è proseguito verso le Terme di Santa Lucia, dove è stato illustrato il cantiere in corso, che non ha fermato le attività termali. Uno dei momenti centrali è stato il sopralluogo al cantiere del nuovo ospedale, dove i lavori procedono spediti e dove, entro giugno, si arriverà alla realizzazione del tetto. Il sindaco ha inoltre illustrato il progetto di una nuova casa di riposo adiacente alla struttura ospedaliera, necessaria per aumentare i posti letto e funzionale anche a una futura collaborazione con i medici di Medicina generale. L’ultima tappa è stata il nuovo Distretto Sanitario, dove l’assessore Calcinaro ha confermato il mantenimento dell’apertura h24 del Punto di Primo Intervento. Sul fronte della carenza di personale, l’assessore ha annunciato la possibilità di impiegare medici in pensione, ricordando anche il bando dell’AST per il reclutamento di nuovi professionisti. "La visita di questa mattina è stata molto proficua e propedeutica ad una fattiva collaborazione - ha dichiarato il Sindaco Mauro Sclavi - apprezzando la concretezza dell’approccio dell’assessore". 

28/01/2026 19:30
Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

I dati Istat sulla popolazione nelle Marche mostrano come dinamiche demografiche opposte finiscano per bilanciarsi. Da una parte continua a pesare il saldo naturale negativo, con i nuovi nati che restano meno della metà dei decessi, dall’altra la spinta dei movimenti migratori, soprattutto dall’estero, che portano nella regione molte più persone di quante non se ne vadano. Il risultato complessivo è che tra gennaio e ottobre dello scorso anno, all’ultimo aggiornamento mensile pubblicato dall’Istat, le Marche hanno perso appena 283 residenti, pari a 0,19 per mille, scendendo a 1.480.262 abitanti. Un dato in linea con la media italiana, visto che al 31 ottobre 2025, secondo i primi dati provvisori Istat, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.956.824 abitanti, in diminuzione di 13 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Per la regione si tratta comunque di un rallentamento della decrescita demografica rispetto al 2024, quando nei primi dieci mesi aveva perso 599 residenti, più del doppio rispetto al dato attuale. Il quadro resta segnato da poche nascite. Nelle Marche il mese di ottobre 2025 ha fatto registrare 752 nascite, il dato mensile più alto dell’anno, per un totale di 6.852 nati da inizio anno, solo 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che restano però molto lontani da quelli del triennio 2007-2010, quando le nascite annue si aggiravano tra 14.000 e 14.600. A fronte di questi valori, nei primi dieci mesi del 2025 si sono registrati 14.221 decessi, con un saldo naturale negativo di 7.269 unità. A limitare l’impatto di questo squilibrio interviene il contributo dei flussi migratori, che producono un saldo positivo di 6.459 residenti, grazie a 9.884 ingressi contro 3.425 uscite. È questo elemento a ridurre al minimo il calo demografico complessivo e a sostenere in particolare i centri urbani marchigiani, più attrattivi per chi arriva dall’estero e da altre regioni italiane. Delle dodici città marchigiane più importanti, nove presentano un segno positivo nei primi dieci mesi del 2025. In questo contesto si inserisce il dato di Macerata, che registra un incremento di 80 residenti nei primi dieci mesi del 2025. Un valore contenuto, ma significativo perché va in controtendenza rispetto al saldo naturale negativo e conferma come anche per il capoluogo maceratese il ruolo dei movimenti migratori sia determinante nel mantenere stabile la popolazione. Accanto a Macerata mostrano segnali positivi anche Fermo (+73), Jesi (+68) e Civitanova Marche (+50), mentre alcune città importanti restano in calo, come Ascoli Piceno (-28), Senigallia (-26) e Osimo (-15). (Dati Istat)

28/01/2026 16:00
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