Attualità

Doveva essere abbattuto: ora è il simbolo del Natale

Doveva essere abbattuto: ora è il simbolo del Natale

Un abete rosso che rischiava di abbattersi sulla linea ferroviaria della stazione di Macerata è stato donato alla città come albero simbolo del Natale. L'idea è partita da un accordo fra la società dei trasporti con il comune di Macerata: una volta avvertiti gli operai, l'abete è stato trasportato dalla stazione fino a piazza della Libertà, dove si stanno eseguendo dei lavori per cercare di adattarlo alla basa di cemento che si trova sotto la torre dell'orologio. 

24/11/2015 16:42
Un progetto per riportare l'antica Torre ai fasti di un tempo

Un progetto per riportare l'antica Torre ai fasti di un tempo

Riportare a Passo di Treia la Torre al centro del villaggio. Parafrasando un vecchio proverbio e data l'importanza avuta nello sviluppo cittadino, la sua origine risale, infatti, tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, nelle scorse settimane la struttura è stata oggetto di confronto da parte di alcuni cittadini, riunitisi ora in un gruppo di lavoro allo scopo di porre fine all'attuale stato di sottoutilizzo. Dalle varie ricerche scientifiche e dall'importante opera di recupero compiuta a metà degli anni Novanta, all'interno e negli spazi adiacenti la Torre del Mulino fortificato si sono alternate numerose iniziative, sia pubbliche che legate alle associazioni locali, che, tuttavia, non sono riuscite a garantire una stabilità e una continuità al di là degli eventi realizzati con merito durante l'anno. Ciò è dovuto alla mancanza di una progettualità condivisa, al centro delle finalità del gruppo, nato dapprima spontaneamente sui social network, che vuole riunire professionalità e persone di buona volontà attraverso un concorso di idee concrete e finanziabili da proporre all'Amministrazione comunale nell'interesse della collettività oltre le naturali opere di manutenzione. Definiti anche i principi che animano i promotori: ribadire la valenza identitaria del luogo; renderlo un contenitore eterogeneo di proposte; evidenziarne l'importanza storica, affinché diventi un importante istituto deputato al mantenimento del patrimonio immateriale del territorio “in riva Potentiae”; consentire la massima fruibilità a cittadini, scuole e associazioni secondo la progettualità successivamente definita e i limiti previsti dalla legge; ricavare, dove possibile, uno spazio laico di aggregazione da restituire alla cittadinanza. A tal scopo, sarà presto comunicata la data del primo incontro operativo, aperto a chiunque voglia offrire il proprio personale contributo alle finalità individuate (o suggerirne di ulteriori), dando origine a un positivo confronto. Si tratta, perciò, di un'azione in positivo, completamente civica, senza interessi di parte se non quello che pone in cima all'ambizioso impegno la storia passata, presente e futura di Passo di Treia.

24/11/2015 16:13
Le MenseverdiBio di Macerata riconosciute dall'Anci tra le migliori

Le MenseverdiBio di Macerata riconosciute dall'Anci tra le migliori

Le MenseverdiBio delle scuole maceratesi al centro del seminario Dalle migliori pratiche dei Comuni le idee per lo sviluppo dei servizi per l’infanzia che si è tenuto a Pisa organizzato dal Dipartimento Istruzione, Politiche educative ed edilizia scolastica dell'Anci nell’ambito dell’indagine sulle buone prassi avviata nei mesi scorsi dall’Associazione per rilevare le iniziative migliori mese in campo dai Comuni sul tema dei servizi per l’infanzia.Il progetto è stato presentato dall’assessore alla Scuola Stefania Monteverde: "Siamo contenti di essere presi ad esempio di buona politica. Il progetto MenseverdiBio è frutto di un lavoro di collaborazione tra Comune, scuole, famiglie, imprese, spinti tutti da un comune obiettivo: i diritti dei bambini sono una priorità. Con le mense verdi bio stiamo lavorando per il diritto a un'alimentazione di qualità e a un ambiente sostenibile. E' parte di un progetto più ampio per la difesa e la promozione dei diritti dell'infanzia che ci vede attivi con il Tavolo 0-6 anni e il Tavolo Nati per Leggere, e tanti altri progetti di qualità per la cura dei bambini. Molto c'è da fare, ma siamo sulla buona strada"."Menseverdibio ha l'ambizione di crescere e migliorare - ha affermato l'assessore Monteverde durante la presentazione a Pisa - per essere pienamente un progetto di sviluppo globale della città che sa coinvolgere le filiere produttive, l'educazione per una corretta alimentazione, la cultura della sostenibilità ambientale e del consumo consapevole. Non è solo un progetto per le scuole, riguarda tutta la città perché stiamo parlando di diritti e di etica della responsabilità: il diritto dei bambini ad una sana crescita e l'impegno di tutti per una nuova etica della cura del mondo" "Siamo orgogliosi di questo riconoscimento - commenta il sindaco Romano Carancini - che arriva in questi giorni in cui celebriamo la Giornata Internazionale dell'infanzia. Le mense scolastiche del Comune di Macerata sono un'eccellenza grazie all'impegno di tutti, dall'amministrazione, alle famiglie, alle scuole, al personale comunale. Questa è la vera buona pratica: saper lavorare insieme con fiducia per correggerci e migliorare ancora". Alla presentazione del progetto ha partecipato anche il dirigente Gianluca Puliti che insieme al personale dell'ufficio Scuola cura il servizio delle mense comunali. Insieme a Macerata sono state selezionate altre 7 città italiane – Bologna, Imola, Milano, Prato, Sassari, Torino, Unione Bassa Romagna - che si sono distinte nell'anno per le buone politiche dell'infanzia. 

24/11/2015 12:42
La scelta di Serena: "No alle slot nel mio bar!"

La scelta di Serena: "No alle slot nel mio bar!"

Nell'universo del consumismo e della ricerca del guadagno ad ogni costo c'è anche chi riesce ancora a fare scelte etiche. Antieconomiche, forse, ma certamente forti e di grande impatto sociale. Serena Cerescioli da qualche tempo gestisce il Pop Caffè di Camerino e fin da subito si è distinta per la sua determinazione contro il gioco d'azzardo. La giovane, da quando è subentrata nella gestione del bar, ha fatto la scelta di togliere le slot-machine, presenti nelle precedenti gestioni, per varie ragioni: "Ho scelto di non mettere le slot, perchè non voglio quelle macchinette 'sfascia famiglie' nel mio locale. Il gioco d'azzardo è una dipendenza e non non mi sembra giusto contribuire a questo circolo vizioso. Chi è affetto da questa patologia passa parecchio tempo davanti alle slot, togliendo del tempo prezioso alla famiglia,  ai suoi impegni e magari alla ricerca di un vero e proprio lavoro, senza stare a sperare nella manna dal cielo, perchè, nel gioco d'azzardo, sono più i soldi che si perdono che quelli che si vincono. Molti rappresentanti che arrivano nel mio locale, mi consigliano di mettere le macchinette per aumentare gli incassi, ma tutto ciò va contro i miei principi e la mia morale: non mi piace fare soldi facili, soprattutto in questo modo, approfittandomi di qualcuno che sta passando momenti difficili derivanti da una dipendenza e arricchirmi sopra le sue debolezze. Un'altra ragione per la quale non ho contribuito a questo circolo vizioso è per un fattore di sicurezza: gli affetti da azzardopatia, quando non vincono, si irritano e diventano pericolosi, quindi ho deciso di tutelare me e i miei dipendenti".Il Pop Caffè di Camerino è stato anche protagonista di uno "Slotmob": una manifestazione di cittadinanza che ha previsto un aperitivo di massa e un flashmob da fare nei bar che hanno fatto la scelta di rinunciare alle slot-machine e ai loro cospicui guadagni. L'evento all'interno del locale, è stato ricco non solo di aperitivi ma anche di giochi sani con lo scopo di socializzare. Lo Slotmob ha rappresentato una forma di sensibilizzazione e prevenzione contro il gioco d'azzardo patologico.

24/11/2015 12:21
"In fumo i risparmi di una vita": l'altra faccia del salvataggio di Banca Marche

"In fumo i risparmi di una vita": l'altra faccia del salvataggio di Banca Marche

"Da questa mattina le mie azioni di Banca Marche sono carta straccia. In una giornata hanno mandato in fumo quasi tutti i miei risparmi": il signor Mario (nome di fantasia perchè, per ovvie ragioni, ha richiesto la massima riservatezza sulla sua identità) ha 68 anni e vive in un paese vicino a Macerata. E' uno dei 40mila piccoli azionisti di Banca Marche che, dopo il decreto legge di ieri con il quale il Governo e Bankitalia hanno salvato i depositi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie, ha visto azzerato il valore delle sue azioni. Suona alla porta della nostra redazione e chiede di poter parlare con qualcuno. Vuole sfogarsi, vuole esternare tutta la sua rabbia, la sua delusione, la sua amarezza. "Con l'operazione di ieri, hanno scaricato le perdite sui piccoli azionisti. Avevo acquistato diverse migliaia di euro di azioni con i soldi della liquidazione, perchè mi è sempre stato consigliato di differenziare gli investimenti. Oggi quei soldi non li ho più. Mi resta qualcosa da parte che avevo investito in obbligazioni ordinarie, ma chi mi ridarà il mio denaro? Voglio che la mia storia venga conosciuta da tutti, perchè mi pare che si stia facendo passare sotto silenzio la verità su di me e sugli altri piccoli azionisti che, nel giro di una notte, hanno perso tutto. Oggi in giro non ho sentito altro che osannare l'operazione del Governo e plaudire a un qualcosa che è costato caro a tanta gente. Hanno salvato la banca? E a noi chi ci salva? Tutti i cori di osanna e di compiacimento non dicono mai che ci sono persone che hanno dovuto comunque pagare in prima persona i danni fatti da gente che se ne sta a casa con milioni di euro sul conto corrente. Dovete dirle queste cose! Dovete farle sapere. Almeno questo ce lo dovete, voi come stampa che in questi giorni non avete fatto altro che dire bravi a chi ha azzerato il valore dei nostri risparmi. Perchè dobbiamo pagare noi le speculazioni e la mala gestione che hanno contrassegnato Banca Marche negli ultimi anni? Perchè? Hanno salvato i correntisti e gli obbligazionisti, ma non hanno salvato noi piccoli azionisti, uniche vittime di questa tristissima storia. Scrivete tutto, scrivete la verità, non solo quello che viene comunicato per interessi di parte. Io non mi arrendo: valuterò tutte le possibilità perchè questa è un'ingiustizia troppo grossa da accettare".Mario se ne va, dimenticando l'ombrello che aveva portato con sè. Quando tornerà a riprenderlo rileggerà la storia sua che è anche quella di un piccolo universo di 40mila persone che in una notte hanno visto andare in fumo, non certo per loro colpa, parte dei risparmi e che non vuole rassegnarsi e dichiara di voler lottare per ottenere giustizia.[widgets_on_pages id=2]

23/11/2015 17:52
Luciano Goffi è l'amministratore delegato della "Nuova Banca Marche"

Luciano Goffi è l'amministratore delegato della "Nuova Banca Marche"

E' Luciano Goffi, già direttore generale di Banca Marche, il nuovo amministratore delegato della ''Nuova Banca Marche'', una delle 4 banche ripulite dai crediti deterioriati e nate a seguito del piano di salvataggio e risoluzione approvato ieri dal Consiglio dei ministri. L'amministratore delegato è stato designato da Bankitalia. Il presidente di ''Nuova Banca Marche'' e degli altri tre istituti è Roberto Nicastro, ex d.g di Unicredit.

23/11/2015 16:28
Anche a Macerata la settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Anche a Macerata la settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Giovedì 26 novembre, in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, il Comune di Macerata e il Centro di Educazione Ambientale Parco di Fontescodella organizzano un doppio appuntamento aperto alla cittadinanza.Alle ore 11, a Borgo Ficana, verranno presentati i risultati del Trashware, azione gestita dall’associazione Collettivo CSA Macerata all’interno di Cool to reuse, progetto europeo per la riduzione dei rifiuti di cui l’Amministrazione comunale è promotore e capofila.Il Trashware consiste nel recuperare personal computer obsoleti prima che entrino nel ciclo dei rifiuti, rendendoli nuovamente utilizzabili attraverso piccole riparazioni e installazioni di software liberi ed open-source. L’incontro si concluderà con la consegna di 4 PC rigenerati all'associazione maceratese OZ, al Centro per Famiglie di via Indipendenza ed al centro di aggregazione giovanile Icaro a Piediripa. In serata, alle 21, nell’aula didattica del CEA Parco di Fontescodella, in via Mugnoz 5/A (all'interno del parco), si svolgerà l’incontro La gestione dei rifiuti a Macerata: risultati e nuove prospettive. L’appuntamento, rivolto alla cittadinanza, sarà focalizzato alla presentazione delle modalità adottate negli ultimi anni per la raccolta differenziata, i dati numerici dei risultati ottenuti, le problematiche riscontrate e le nuove strategie che in futuro saranno messe in campo per la diminuzione dei rifiuti prodotti nel territorio maceratese. I relatori saranno l’assessore all’Ambiente, Mario Iesari,, Giovanni Romagnoli dell’ufficio Ambiente del Comune di Macerata e il direttore del Cosmari, Giuseppe Giampaoli.

23/11/2015 15:52
Bankitalia: "Tutelati depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie"

Bankitalia: "Tutelati depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie"

Subito dopo il decreto legge con il quale il Consiglio dei Ministri ha dato il via al salvataggio di Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti, la Banca d'Italia ha diffuso un articolato comunicato stampa. Questo il testo integrale:Il Governo e la Banca d’Italia, in stretta collaborazione e intesa, agendo ciascuno in base alle proprie competenze e responsabilità, hanno dato soluzione alla crisi di quattro banche in amministrazione straordinaria: Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti. Si tratta di banche di dimensione piccola o media, aventi nel complesso una quota del mercato nazionale dell’1 per cento circa in termini di depositi. La soluzione adottata assicura la continuità operativa delle banche e il loro risanamento, nell’interesse dell’economia dei territori in cui esse sono insediate; tutela pienamente i risparmi di famiglie e imprese detenuti nella forma di depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie; preserva tutti i rapporti di lavoro in essere; non utilizza denaro pubblico. Le perdite accumulate nel tempo da queste banche, valutate con criteri estremamente prudenti, sono state assorbite in prima battuta dagli strumenti di investimento più rischiosi: le azioni e le "obbligazioni subordinate", queste ultime per loro natura anch’esse esposte al rischio d'impresa. Il ricorso alle azioni e alle obbligazioni subordinate per coprire le perdite è espressamente richiesto come precondizione per la soluzione ordinata delle crisi bancarie dalle norme europee (“Direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie” - BRRD), recepite nell’ordinamento italiano dallo scorso 16 novembre con il Decreto Legislativo 180/2015. Tale normativa ha assegnato alla Banca d’Italia la funzione di autorità di risoluzione delle crisi nel settore bancario. La soluzione adottata, compatibile con le norme europee sugli "aiuti di Stato", si articola secondo il seguente schema. 1) Per ciascuna delle quattro banche la parte "buona" è stata separata da quella "cattiva" del bilancio. 2) Alla parte buona (“banca buona” o "banca-ponte" o bridge bank) sono state conferite tutte le attività diverse dai prestiti “in sofferenza”, cioè quelli di più dubbio realizzo; a fronte di tali attività vi sono i depositi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie. Il capitale è stato ricostituito a circa il 9 per cento del totale dell’attivo (ponderato per il rischio) dal “Fondo di Risoluzione”. Il Fondo di Risoluzione è previsto dalle norme europee e italiane ed è amministrato dall’Unità di Risoluzione della Banca d'Italia. Esso è alimentato con contribuzioni di tutte le banche del sistema. La banca buona viene provvisoriamente gestita, sotto la supervisione dell’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia, da amministratori da questa appositamente designati; in tutti e quattro i casi la carica di Presidente è rivestita dal dott. Roberto Nicastro, ex Direttore Generale di Unicredit. Gli amministratori hanno il preciso impegno di vendere la banca buona in tempi brevi al miglior offerente, con procedure trasparenti e di mercato, e quindi retrocedere al Fondo di Risoluzione i ricavi della vendita. Nella tabella sono forniti i dati per ciascuna delle quattro banche buone e per l’aggregato delle stesse. 3) Si è inoltre costituita una "banca cattiva" (bad bank), priva di licenza bancaria nonostante il nome, in cui sono stati concentrati i prestiti in sofferenza che residuano una volta fatte assorbire le perdite dalle azioni e dalle obbligazioni subordinate e, per la parte eccedente, da un apporto del Fondo di Risoluzione. Quest’ultimo fornisce alla banca cattiva anche la necessaria dotazione di capitale. Tali prestiti in sofferenza, svalutati a 1,5 miliardi dall’originario valore di 8,5 miliardi, saranno venduti a specialisti nel recupero crediti o gestiti direttamente per recuperarli al meglio. Per semplicità viene costituita un’unica banca cattiva che raccoglie le sofferenze di tutte e quattro le banche originarie. Nella tabella sono forniti i relativi dati. 4) Lo Stato, quindi il contribuente, non subisce alcun costo in questo processo. L’intero onere del salvataggio è posto innanzitutto a carico delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle quattro banche, ma è in ultima analisi prevalentemente a carico del complesso del sistema bancario italiano, che alimenta con i suoi contributi, ordinari e straordinari, il Fondo di Risoluzione. 5) L’impegno finanziario immediato del Fondo di Risoluzione è, complessivamente per le quattro banche, così suddiviso: circa 1,7 miliardi a copertura delle perdite delle banche originarie (recuperabili forse in piccola parte); circa 1,8 miliardi per ricapitalizzare le banche buone (recuperabili con la vendita delle stesse), circa 140 milioni per dotare la banca cattiva del capitale minimo necessario a operare. Quindi, In totale, circa 3,6 miliardi. 6) La liquidità necessaria al Fondo di Risoluzione per iniziare immediatamente a operare è stata anticipata da tre grandi banche (Banca Intesa Sanpaolo, Unicredit e UBI Banca), a tassi di mercato e con scadenza massima di 18 mesi. 7) Le quattro banche originarie divengono dei contenitori residui in cui sono confinate le perdite e la loro copertura, e vengono subito poste in liquidazione coatta amministrativa. Le banche buone (banche-ponte) ne assumono la stessa denominazione con l’aggettivo “Nuova” davanti e proseguono nell’attività essendo state ripulite delle sofferenze e ricapitalizzate. La banca cattiva resterà in vita solo per il tempo necessario a vendere o a realizzare le sofferenze in essa inserite. Questa è la soluzione compatibile con le norme sugli aiuti di Stato che è emersa dopo che altre proposte erano state ritenute non compatibili durante le discussioni con la Commissione europea. Infine le Autorità italiane hanno adottato questa soluzione che ha effetti immediati ed evita il prolungamento dello stallo per le quattro banche, al fine di risolverne la crisi.

23/11/2015 15:43
Toni Capuozzo affascina Macerata

Toni Capuozzo affascina Macerata

Grande successo per la presentazione del libro "Il segreto dei marò" di Toni Capuozzo, tenutasi domenica pomeriggio presso la sede della redazione Picchio News. Durante l'incontro il giornalista, nato in Friuli da padre napoletano e madre triestina, laureatosi in Sociologia a Trento, ha presentato il suo nuovo libro, in cui ricostruisce gli eventi della vicenda dei due fucilieri di marina, a cominciare dalla legge che consentì l’impiego di personale militare a bordo di navi mercantili. Spiega il groviglio giuridico che ha intrappolato due Paesi amici, l’Italia e l’India, e il peso degli interessi economici e politici che hanno condizionato la vicenda, gli errori di tre governi e cinque ministri degli Esteri italiani. Ma soprattutto ricostruisce l’incidente del 15 febbraio facendo emergere tutte le contraddizioni e le lacune dell’inchiesta indiana e avanzando un’ipotesi di innocenza dei due militari, mai fatta propria dalla diplomazia italiana. Latorre e Girone hanno sempre detto: «Siamo innocenti». Ma nessuno finora li ha creduti. Perché?La sede di Picchio News era gremita di persone attente ad ascoltare il noto giornalista che oltre a presentare il suo libro, ha raccontato anche altri fatti di attualità. L'evento è stato organizzato in collaborazione con la libreria Feltrinelli che, per l'occasione, ha installato un maxischermo per la proiezione dell'incontro il quale ha attirato parecchie persone intente nella loro passeggiata domenicale in C.so della Repubblica.https://www.youtube.com/watch?v=HnrGmjzqq74 

23/11/2015 12:50
Un grande parcheggio a raso alla ex Ceccotti

Un grande parcheggio a raso alla ex Ceccotti

Un grande parcheggio a raso: ripristinare e utilizzare semplicemente l’esistente, senza cambiamenti o stravolgimenti. Questo il progetto principale con cui la Depositi & Vendite Srl intende finalmente risistemare, dopo decenni di abbandono, l’area Ceccotti di Civitanova Marche, di cui è diventata la nuova proprietaria in seguito alla vendita all’asta dello scorso luglio.Grazie a questa operazione di valorizzazione in cui convivono e si intrecciano interessi pubblici e privati, i benefici per la comunità saranno molteplici. La società ha infatti intenzione di procedere, auspicando a breve un accordo con le Ferrovie dello Stato, con le eventuali necessità di ampliamento della stazione ferroviaria di Civitanova Marche, che rappresenta il principale snodo della provincia di Macerata ed è di fondamentale importanza per i collegamenti in ambito regionale e nazionale, e di conseguenza per il futuro sviluppo economico del territorio.Un accordo con le Ferrovie dello Stato appare infatti imprescindibile, per restituire a Civitanova il ruolo che le spetta. L’auspicio della Depositi & Vendite Srl è che questo venga raggiunto con uno spirito costruttivo da parte di tutti, anche del Comune, che deve poter consentire lo svolgimento di un lavoro che verrà fatto anche nell’interesse pubblico.L’area in questione ha un valore molto elevato per la sua posizione altamente strategica a ridosso del centro cittadino, fra la ferrovia e la strada statale, ed presenta una chiara vocazione che va assecondata: quella di area di scambio della mobilità urbana ed extraurbana, perciò la sua sistemazione non è più rimandabile. Altra priorità della Depositi & Vendite Srl è ridare sicurezza all’area per il bene di tutti i cittadini, anche attraverso l’adozione di sistemi avanzati di controllo e l’installazione di impianti di video-sorveglianza. Ciò permetterà di risolvere una volta per sempre il gravoso problema del degrado dovuto all’occupazione e al bivacco da parte dei rom, che negli ultimi mesi sono stati fatti sgombrare più volte da vigili urbani e polizia ma con scarsi risultati.

22/11/2015 18:17
Oggi il Consiglio dei Ministri approva il salvataggio di Banca Marche

Oggi il Consiglio dei Ministri approva il salvataggio di Banca Marche

Il Consiglio dei Ministri convocato per questo pomeriggio alle 17.30 sancirà definitivamente il salvataggio di Banca Marche. Insieme agli altri tre istituti i credito commissariati, BancaEtruria, Cassa di risparmio di Ferrara e CariChieti, Banca Marche si prepara a ricevere una somma che potrebbe arrivare fino a tre miliardi di euro da Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi Banca che, grazie all'intervento decisivo del Governo, renderanno possibile un salvataggio immediato che fino a qualche giorno fa non era pensabile. L'accelerazione del Governo, determinante in una fase di stallo pericolosa (dovuta anche allo stop dell'Europa ai cosiddetti aiuti di Stato), è stata indispensabile per trovare una soluzione prima dell'arrivo del 31 dicembre e dell'introduzione del famigerato bail-in, per via del quale sarebbero stati chiamati in causa nel risanamento delle banche disastrate anche i correntisti con oltre 100mila euro di giacenza.In queste ore il Ministero del Tesoro è al lavoro per trovare la soluzione ottimale e il meccanismo di intervento ideale, ma il risultato dovrebbero essere alcuni decreti attuativi di raccordo con la normativa comunitaria, di cui sempre oggi è atteso il benestare al salvataggio. Per aggirare lo stop posto dall'Europa agli aiuti di Stato, tutto avverrà infatti attraverso il neonato «Fondo di risoluzione», cui partecipano i 155 istituti dell'universo Abi. L'onere complessivo sui bilanci 2015 dell'industria bancaria si attesterà quindi a 2-2,5 miliardi. Vista l'impossibilità di attendere i tempi di un incasso così frazionato, Intesa, Unicredit e Ubi inietterebbero però subito denaro nel fondo con un prestito ponte suddiviso in due tranche, una a breve termine (3 mesi) e una a medio-lungo. L'importo potrebbe toccare i 3 miliardi, così da assicurare oltre ai 2,5 miliardi di oneri anche una dose di liquidità.Così, già da domani, Banca Marche e gli altri tre istituti in difficoltà avranno al timone dei nuovi commissari nominati dall'Autorità di risoluzione. Il loro lavoro sarà quello di trovare degli acquirenti, smaltire i crediti deteriorati e restituire i soldi a Intesa, Unicredit e Ubi. Un percorso che, alla fine, andrà probabilmente a costare più dell'intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi. Sempre in attesa che chi ha causato tutto questo, facendo passare inevitabili momenti di preoccupazione ai risparmiatori, sia chiamato a rispondere e, magari una volta tanto, anche a restituire in solido il frutto di anni di malagestione.

22/11/2015 11:49
"Non in mio nome": la comunità musulmana maceratese contro il terrorismo

"Non in mio nome": la comunità musulmana maceratese contro il terrorismo

Non in mio nome, not in my name. Il grido della comunità musulmana maceratese è chiaro: "Siamo italiani, siamo musulmani, siamo uomini, siamo gente di pace". Questa mattina, in piazza Vittorio Veneto a Macerata, si è tenuta la manifestazione voluta dalla comunità islamica contro il terrorismo. L’imam Mohammed Tarakji ha chiamato a raccolta i fedeli musulmani, invitando tutti i cittadini, di qualunque credo e nazionalità, a manifestare la loro distanza dal terrorismo che all’Islam dice di ispirarsi, dall’Isis e dalle carneficine, non ultima, purtroppo, quella di Parigi "Perché siamo fratelli – dice l’imam –, siamo un’unica cosa. Condanniamo tutti insieme il terrorismo".Bambini musulmani col tricolore in mano, cartelli e striscioni con versetti di pace, volti distesi e un'unica certezza: "Siamo italiani, siamo musulmani, siamo uomini, siamo gente di pace. Noi non conosciamo i criminali che spargono il sangue di innocenti, non frequentano i nostri luoghi di preghiera. L’Isis non ci rappresenta, mai un musulmano deve cedere all’orrore della violenza, sono criminali e ogni attacco ad un cittadino europeo è un attacco a noi. Anche noi abbiamo figli e famiglia qui a Macerata".(FOTO GUIDO PICCHIO)

22/11/2015 11:22
Appello di Porto Recanati Sud a Commissario e Prefetto: "aiutateci a vincere la criminalità"

Appello di Porto Recanati Sud a Commissario e Prefetto: "aiutateci a vincere la criminalità"

A più di venti giorni dalla richiesta di un incontro col Prefetto, tornano alla carica gli abitanti della zona sud di Porto Recanati (per il tramite dell’amministratrice del River Giuliana Fava ed il direttivo del comitato “Sicurezza Quartiere Europa”, con la costante consulenza di Carlo Sirocchi), con una seconda lettera indirizzata al Commissario Passerotti, al quale si appellano con una accorata preghiera di continuare le brillanti azioni intraprese fino ad ora, ed inoltre intercedere nei confronti del Prefetto affinché renda possibile al più presto l’incontro con rappresentanti di questa parte della città, ove purtroppo le attività illegali sembrano non cessare.L’ex assessore alla sicurezza Sirocchi auspica che il progetto di bonifica della zona Pineta, costata più di due anni di energie e finanze, tra pubblico, privato ed associazioni, possa proseguire tramite alcuni passi successivi che, se messi in atto, potrebbero certamente migliorare la situazione.Nella lettera, numerose sono inoltre le richieste formulate (tra queste la bonifica argini lungofiume Potenza, completamento opere presso il parco Alighieri, aumentare l’illuminazione di via Salvo d’Acquisto, ove creare anche una pensilina per attesa utenti trasporto pubblico e scolastico,organizzare un tavolo di lavoro per il controllo degli effettivi occupanti del condominio, ecc.), tra le quali spicca la richiesta di valutazione e di presentazione di apposita domanda entro il 30 Novembre 2015, da parte del Comune di Porto Recanati, per la possibilità di attingere ai fondi per le aree urbane degradate come da recente bando pubblicato nella G.U. N 249 del 26 Ottobre 2015. Gli interventi potrebbero riguardare sia la zona Pineta, sia la camminata lungofiume, sia come contributo al condominio River Village per completare opere di recinzione e cancelli.La situazione difficile che in molti vivono quotidianamente deve raccogliere l’aiuto di tutti per fare in modo che la malavita e la criminalità non abbiano il sopravvento sui cittadini onesti.

22/11/2015 11:00
Galà di premiazione a Roma del Golden Media Marche

Galà di premiazione a Roma del Golden Media Marche

Il Palazzo delle Esposizioni ha accolto la cerimonia di consegna del VII Golden Media Marche, il premio giornalistico assegnato annualmente dal Centro Studi Marche "Giuseppe Giunchi" alle eccellenze marchigiane della comunicazione. Il prestigioso riconoscimento quest'anno è stato conferito a Silvia Alessandrini Calisti, Alessia Ballanti, Giacomo Galeazzi, Gaudenzio Tavoni, Fulvio Fulvi e Mario La Rocca.Sei le categorie: Web, Tv, Quotidiano, Magazine, Editoria-Pubblicistica e Radio.Alla web writer maceratese Silvia Alessandrini Calisti, ideatrice del sito www.mammemarchigiane.it, è stato assegnato il premio dedicato ai media online. La giornalista RAI Alessia Ballanti, originaria di Fabriano, è stata premiata per la Tv. Per la categoria Quotidiano ha ricevuto il riconoscimento il vaticanista de "La Stampa" Giacomo Galeazzi, nato a Jesi. Gaudenzio Tavoni, originario di Ancona, direttore della rivista Why Marche (Theta Edizioni), è stato premiato per la categoria Magazine mentre il riconoscimento per l'Editoria-Pubblicistica è stato conferito al giornalista settempedano Fulvio Fulvi, autore di numerosi saggi di storia e critica cinematografica.Ha ricevuto il premio per la Radio il giornalista sportivo Mario La Rocca, originario di Ascoli Piceno.Alla cerimonia di premiazione, condotta dalla giornalista Rosanna Vaudetti e dall’attore Gianluca D'Ercole, hanno preso parte numerose personalità di spicco del mondo dell’arte, della cultura e dell’imprenditoria,Il premio, costituito dalla scultura "Spazio-Luce" dell'artista Paolo Gubinelli, realizzata e gentilmente offerta dalla Fiam di Vittorio Livi (Pesaro), è stato consegnato dal professor Fernando Aiuti e dall'imprenditore Franco Moschini, rispettivamente presidente onorario e presidente del CESMA.La manifestazione è stata organizzata dalla direttrice del CESMA Pina Gentili, in collaborazione con il professor Luigi Ricci e grazie al supporto delle aziende marchigiane Ciriaci, Nuova Simonelli e Distilleria Varnelli. 

22/11/2015 10:50
Marche, Toscana e Umbria insieme? Per i tre presidenti si può fare

Marche, Toscana e Umbria insieme? Per i tre presidenti si può fare

Marche, Toscana e Umbria si assomigliano. Hanno numeri, necessità ed opportunità comuni e possono dunque formare utilmente una macroregione. Soprattutto possono integrare molti servizi tra loro: un’alleanza tra Toscana, Umbria e Marche per una nuova regione che dal Tirreno arrivi fino all’Adriatico, un progetto di “regionalismo differenziato” e Regioni diverse da quelle che sono ora per ridurre i costi e contare di più in Europa, un luogo su cui si distendono opere importanti come l’incompiuta Grosseto-Fano che, se realizzata, intreccerebbe i flussi del grande corridoio europeo Kiev-Lisbona connettendo anche due porti, Ancona e Livorno. Di questo hanno parlato a Perugia, a pranzo, il presidente della Toscana Enrico Rossi con la presidente dell’Umbria Catiuscia Marini e il presidente delle Marche Luca Ceriscioli: l’occasione per avviare una comune riflessione sull’integrazione dei servizi e la riforma dell’assetto regionalista dello Stato. In Europa la Francia ha ridotto l’anno scorso da 22 a 13 le proprie regioni, in Germania i Laender più piccoli stanno chiedendo di unirsi, per ridurre costi e sprechi, e anche nel Parlamento italiano, dopo le Province, si torna a discutere di una possibile modifica ai confini delle Regioni, nate quarantacinque anni fa, per farle passare magari da venti a dodici: è la proposta del senatori Ranucci e Morassut, che gira dal dicembre dell’anno scorso e che il Governo ha fatto propria ad ottobre con un ordine del giorno votato in Senato, stessi numeri ma confini non sempre identici rispetto all’altro famoso ridisegno in chiave federalista elaborato nel 1992 dalla Fondazione Agnelli. Furono i ricercatori di quella fondazione a parlare per primi dell’opportunità di creare macroregioni. Per la Toscana avevano previsto una fusione con tutta l’Umbria o, seconda ipotesi, solo con la provincia di Perugia per fondere quella di Terni con il Lazio. Le Marche si allungavano per la Fondazione Agnelli da Pesaro fino all’Aquila e Campobasso. Nella proposta Ranucci-Morassut, in discussione al Parlamento, Toscana ed Umbria si arricchirebbero ulteriormente della Provincia di Viterbo, irrobustendosi dunque non solo a levante ma anche a sud.. Le Marche, senza Pesaro, vanno assieme all’Abruzzo e le province di Rieti e Isernia. Per Rossi invece la geografia più congeniale è quella di un’unica regione che dal Tirreno, attraverso gli Appennini, si possa affacciare sull’Adriatico. Una geografia che permetterebbe di ristabilire un continuum anche con un’exclave, quella umbra di Monte Ruperto (fisicamente nella Marche ma amministrativamente dipendente da Città di Castello), mentre non si potrebbe fare per Ca’ Raffaello, ex clave toscana fino al 2009 in territorio marchigiano ma che da sei anni fa è diventata terra toscana in Romagna, per il passaggio dei comuni attorno da una regione all’altra.Insieme Toscana, Umbria e Marche, con un asse lungo quasi 400 chilometri da Zeri in Lunigiana fino a Porto d’Ascoli sull’Adriatico, raccoglierebbero un territorio di oltre 41 mila chilometri quadrati, quasi il doppio dell’attuale Toscana che ne misura oggi poco meno di 23 mila, e 570 chilometri di costa continentale, per oltre due terzi in Toscana e il resto nelle Marche. Ad abitare la grande regione 6 milioni e 230 mila cittadini, somma di 3 milioni e 790 mila toscani, 1 milione e 550 mila marchigiani e 890 mila umbri. Già oggi le tre regioni si assomigliano per tanti aspetti, per la storia e l’economia, per l’arte di Giotto, Piero della Francesca e Raffaello migranti tra il Mugello, Assisi, Jesi e Fabriano, tra Arezzo, Perugia, Urbino, Loreto e Ancona o tra Urbino e Firenze, per l’origine delle piccole e medie imprese che affondano le loro radici nella scuola offerta dalla mezzadria, ovunque ampiamente diffusa fino a metà del secolo scorso e poi scomparsa, per la dolcezza della collina che nelle Marche e in Umbria coprono sette decimi di territorio e in Toscana un quarto, per la distribuzione anche degli abitanti (circa 160 per chilometro quadrato in Toscana e Marche, un centinaio in Umbria). Una comunanza già sottolineata da Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia” negli anni Cinquanta. Ovunque nelle tre regioni le piccole imprese, quelle con meno di dieci addetti, oscillano tra il 56 e il 54 per cento, mentre quelle con più di cinquanta sono il 13 per cento e oltre 250 meno del sette. Nei consigli regionali siedono in 40 in Toscana, in 20 in Umbria e in 30 nelle Marche, rispettivamente con 279, 92 e 239 comuni. Le giunte regionali contano invece otto assessori in Toscana, cinque in Umbria e sei nelle Marche.

22/11/2015 10:35
Extrasbarchi, Golini: "Al setaccio la zona della stazione"

Extrasbarchi, Golini: "Al setaccio la zona della stazione"

Tommaso Golini, coordinatore di Forza Nuova a Macerata, interviene sulla questione degli ultimi controlli svolti dalle forze dell'ordine in merito all'allarme terrorismo."Speravamo che con i controlli svolti l’ultima settimana dalle forze dell’ordine nel territorio provinciale, in merito all’allarme terrorismo derivato dagli attentati di Parigi, si arrivasse finalmente a mettere la lente d’ingrandimento sul fenomeno dei cosiddetti immigrati “extrasbarchi”, fenomeno perfettamente spiegabile in una città di frontiera come Trieste ad esempio, dove possiamo certamente comprendere che in questo periodo non sia facile per le istituzioni gestire il flusso dei migranti, ma decisamente insolito per una città del centro Italia come Macerata, distante quasi 550 Km dal confine con la Slovenia. Speravamo si potesse finalmente arrivare a comprendere come arrivano in città i presunti profughi, capire se c’è qualcuno che li indirizza a Macerata, che magari traffica o lucra sulla loro pelle. Speravamo che in consiglio comunale si muovesse qualcosa, soprattutto da parte di chi in campagna elettorale aveva promesso clamorosi giri di vite sull’immigrazione clandestina. Insomma speravamo (forse colpevolmente a questo punto), si potesse fare di più, da parte delle istituzioni, per arginare il degrado crescente in via Prezzolini e tutelare il diritto alla sicurezza dei residenti. Invece no, in questi mesi a nostro avviso è stato lanciato un messaggio molto chiaro: venite, accampatevi dove vi pare, (anche sui loggiati dell’università!), fatevi identificare a Macerata, chiamate gli amici, gli amici degli amici, fate come vi pare, siete nell’Eden dell’accoglienza. Non tutti però sono disposti a farsi invadere e farsi prendere in giro in questo modo. La prossima settimana effettueremo un ciclo di libere e tranquille passeggiate in città, concentrandoci in particolare sulla zona della stazione; chissà che da li qualcuno non ci indirizzi per sbaglio all'Ufficio Immigrazione, o magari addirittura non ci conceda uno strappo a Collevario". 

22/11/2015 10:06
Out il semaforo per l'accesso in centro: proteste di commercianti e cittadini

Out il semaforo per l'accesso in centro: proteste di commercianti e cittadini

Da circa una settimana non funziona più il semaforo che regola l'accesso in piazza della Libertà all'incrocio fra via Zara e via Don Minzoni a Macerata. Il mancato funzionamento del semaforo sta provocando inevitabili malumori e proteste non solo fra i commercianti del centro, ma anche in alcuni automobilisti che sono incappati nelle telecamere e nelle successive inevitabili multe. E' vero che gli orari di accesso sono scritti sulla segnaletica, ma il semaforo dava sicuramente un'indicazione immediata e univoca sulla possibilità o meno di poter entrare in centro. Quello che si chiedono commercianti e cittadini, quindi, è perchè chi di dovere non provveda quanto prima a ripristinare il regolare funzionamento del semaforo, pagato con i soldi dei cittadini e che con gli stessi soldi deve essere rimesso a posto.

21/11/2015 17:18
Comuni Ricicloni della provincia di Macerata: Camporotondo da record

Comuni Ricicloni della provincia di Macerata: Camporotondo da record

Buone pratiche, nuova economia, innovazione e una comunità più forte, coesa e pronta alle nuove sfide. Questo è il bilancio della premiazione di Comuni Ricicloni per la Regione Marche 2015 – Provincia di Macerata. Grazie al lavoro svolto in questi anni dalle amministrazioni, dal Cosmari e dai cittadini, la Provincia di Macerata oggi è il territorio più avanzato nella gestione del ciclo dei rifiuti. Sono, infatti, ben 45 le amministrazioni che nel 2014 hanno superato il 65% di raccolta differenziata previsto dalla legge e ben 11 comuni hanno superato la soglia record dell’80%, con Camporontondo di Fiastrone che raggiunge la percentuale record di 87, 29%. L’Ato della Provincia di Macerata, nel 2014, è il primo nella Regione Marche con la percentuale di raccolta differenziata che si attesta al 72,83%; la produzione dei rifiuti annua è di 453kg per abitante. Inoltre sono state consegnate tre menzioni speciali: al Comune di Tolentino per aver realizzato e aperto il primo Centro del Riuso della Provincia di Macerata, attivando una proficua collaborazione con il Cosmari e con il Circolo “Il Pettirosso – Legambiente”, con l’intento di promuovere il riuso e lo scambio solidale degli oggetti finalizzato alla riduzione della produzione dei rifiuti. La seconda menzione speciale è stata assegnata al Comune di Castelraimondo per aver aderito al progetto Cosmari che prevede la raccolta differenziata con sacchetti dotati di microchip e all’avvio sperimentale dello studio per l’applicazione della “tariffa puntuale” che premia i comportamenti virtuosi. Un riconoscimento speciale è stato consegnato al Comune di Macerata per la migliore performance nella raccolta differenziata tra le città più reattive in uno degli indici più importanti dal punto di vista della qualità ambientale. Macerata si attesta a oltre il 60% (60,3%) di raccolta differenziata dei rifiuti provenendo, nel 2013, dal 47,8%. La Fater spa ha consengnato una menzione speciale al Comune di Civitanova Marche per la migliore raccolta dedicata di pannolini per bambini e/o ausili per l’incontinenza. Sono 123 i Comuni marchigiani che hanno superato il 65% di raccolta differenziata prevista dalla legge nell'anno 2014 e che si aggiudicano i 95mila euro messi in palio dalla Regione Marche che sta adottando l’atto di riparto delle risorse per il premio ai comuni vincitori. I vincitori hanno anche ricevuto una targa realizzata in materiale riciclato dal Laboratorio Linfa. Al comune più riciclone della provincia è stato donato un elettrodomestico rigenerato nell’ambito del progetto Second Life promosso da Legambiente e Adriatica Green Power come esempio di buona gestione del ciclo dei rifiuti e di economia circolare. Durante la cerimonia di premiazione sono stati presentati i progetti innovativi a cui sta lavorando il Cosmari come “Fatti gli avanzi tuoi” per la riduzione dello scarto alimentare nei ristoranti e pizzerie attraverso l’informazione ai clienti e alla possibilità di portare a casa le eventuali eccedenze dei pasti. Inoltre è stato presentato il nuovo impianto di riciclo di pannolini e pannoloni a cura di Fater spa per il recupero e il riutilizzo del materiale derivante dalla sanificazione e sterilizzazione di questo rifiuti che rappresenta un’alta percentuale dell’indifferenziato. Inoltre è stato illustrato il progetto “RaeeMida” per la rigenerazione degli elettrodomestici a cura di Second Life che con il Cosmari ha un accordo per l’inserimento degli elettrodomestici fuori uso della Provincia nella filiera della rigenerazione.L’Assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, si è complimentato con i Comuni premiati e con l’Amministrazione Provinciale di Macerata perché l’ATO ha continuato nel 2014 a svolgere il positivo ruolo di “traino” per tutto il sistema regionale verso la progressiva riduzione del ricorso alla discarica attraverso una sempre più efficiente ed innovativa raccolta differenziata. Ha sottolineato inoltre l’importanza di mettere in campo progetti innovativi che partendo dalle problematiche della gestione dei rifiuti sviluppino iniziative imprenditoriali ed economiche di portata più vasta verso un’economia sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale.“Oggi celebriamo il modello Marche – commentano Stefano Ciafani e Francesca Pulcini, rispettivamente vice presidente nazionale e presidente di Legambiente Marche -. Il territorio maceratese, grazie al lavoro svolto dal Cosmari, in questi anni ha rappresentato il punto di riferimento nella gestione dei rifiuti per l’intera Regione, stimolando i territori che ancora non avevano intrapreso con forza la via del porta a porta, facendo delle Marche la terza regione in Italia per raccolta differenziata. Il consorzio maceratese, con la sua gestione completamente pubblica e frutto delle scelte maturate dagli amministratori locali, ha traghettato la Regione verso un modello di gestione integrata dei rifiuti, fatto di consapevolezza e responsabilità tra i cittadini. Un modello che punta a rafforzare il territorio e che fa dei propri rifiuti un opportunità ambientale, economica e sociale. Siamo convinti che il metodo Cosmari sia quello che più incarna le esigenze dei cittadini, dell’ambiente e che risponde alle necessità del territorio e per questo è il modello da seguire in tutta la Regione”.Alla premiazione hanno preso parte: Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente; Angelo Sciapichetti, assessore all’ambiente della Regione Marche; Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata; Gianni Corvatta, direttore tecnico scientifico Arpa Marche; Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino; Rosalia Calcagnini, vice presidente Cosmari; Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche; Giuseppe Giampaoli, direttore Cosmari; Luigino Quarchioni, responsabile nazionale green economy Legambiente; Luciano Basti, Service Logistics Leader Fater e Simone Brunetti, Second Life. L’iniziativa è stata promossa da Regione Marche e Legambiente Marche con il patrocinio e il contributo di Comieco e Fater, la collaborazione del Comune di Tolentino e con il patrocinio di: Provincia di Macerata, Ata Macerata, ARPAM, ANCI Marche, UNCEM Marche, Conai, CiAl, Consorzio Italiano Compostatori, COREPLA, CoReVe, Ricrea, Sartori Ambiente, SecondLife.Di seguito la lista dei 45 comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziato previsto dalla legge:1. Camporotondo di Fiastrone 87,29% 2. Montecassiano 82,91% 3. Appignano 82,44% 4. Pollenza 81,29% 5. Belforte del Chienti 81,28% 6. Esanatoglia 81,17% 7. Montelupone 81,14% 8. Urbisaglia 80,76% 9. Monte San Giusto 80,75% 10. Loro Piceno 80,54% 11. San Severino Marche 80,1% 12. Recanati 79,55% 13. Pievebovigliana 78,56% 14. Ripe San Ginesio 78,33% 15. Castelraimondo 78,23% 16. Corridonia 77,44% 17. Caldarola 77,23% 18. Montefano 77,17% 19. Petriolo 77,01% 20. Fiordimonte 76,78% 21. Pioraco 76,29% 22. Apiro 76,22% 23. Potenza Picena 75,93% 24. Morrovalle 75,77% 25. Monte San Martino 75,66% 26. Montecosaro 75,62% 27. Colmurano 75,25% 28. Matelica 74,86% 29. Monte Cavallo 74,64% 30. Cingoli 74,38% 31. Visso 74,2% 32. Treia 73,8% 33. San Ginesio 73,75% 34. Serrapetrona 73,57% 35. Camerino 73,17% 36. Tolentino 72,85% 37. Sant'Angelo in Pontano 72,72% 38. Gualdo 72,53% 39. Fiuminata 72,17% 40. Civitanova Marche 71,87% 41. Mogliano 71,49% 42. Penna San Giovanni 71,15% 43. Sarnano 70,79% 44. Porto Recanati 68,94% 45. Gagliole 68,53% 

21/11/2015 16:40
Prove di unità generale a Tolentino per salvare l'ospedale

Prove di unità generale a Tolentino per salvare l'ospedale

L'altra sera Tolentino ha fatto le prove generali per cercare di compattare quante più forze politiche nel tentativo di salvare l'ospedale.Al termine dell'incontro è stata stilata una nota, nella quale viene rimarcata la presenza di partiti e movimenti oggi assenti in consiglio comunale."Erano veramente tante le forze politiche" si legge nella nota "che hanno preso parte nei giorni scorsi, presso la Sala Giunta del Comune di Tolentino, alla tavola rotonda sul futuro dell’ospedale cittadino.  Il Sindaco che da tempo conduce un’aspra battaglia per evitare che vengano meno i requisiti minimi di assistenza e sicurezza sanitaria ai cittadini tolentinati e di tutto il territorio montano circostante, sottovalutati dai vertici regionali in nome di una “ipotetica” realizzazione della Casa della Salute, ha voluto coinvolgere il più ampio contesto politico che repentinamente ha prodotto la propria risposta dimostrando sensibilità, preoccupazione e sollecitudine ad un’azione propositiva volta a far conoscere ai cittadini quale sarà il loro futuro nel tunnel della sanità marchigiana, all’indomani della riorganizzazione del sistema delle reti cliniche territoriali e dell’applicazione della delibera di Giunta Regionale 735/2013 di prossima attuazione.Seduti al tavolo della concertazione, oltre i partiti che compongono l’attuale amministrazione di centro destra (NCD, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Tolentino nel Cuore, Democrazia Cristiana) anche il Movimento 5 Stelle, rappresentato dal capogruppo consiliare Gian Mario Mercorelli, nonché partiti e movimenti politici assenti in Consiglio comunale come il Partito Comunista d'Italia, presente con il segretario Sandro Ruggeri facente parte della Direzione Regionale e Danilo Berardi della Direzione Provinciale, che per primo ha accolto l’invito facendosi promotore di varie proposte, e la lista Civica “Voce alla Città”, con Fausto Domenicucci candidato sindaco nelle amministrative del 2012.Certi di non confondere i propri ruoli ed i valori partitici nell’affrontare congiuntamente una vicenda così importante per la popolazione tolentinate nel più ampio panorama della sanità regionale e nazionale, tutte le parti si sono dette  disponibili a condividere due linee distinte ma parallele: quella istituzionale in cui l’Amministrazione ed il Sindaco in prima persona si farà portavoce delle scelte adottate, sostenute e ribadite con forza nelle opportune sedi istituzionali attraverso il documento consiliare già al vaglio della Regione ed una attività separata ma concorrente di coinvolgimento popolare per il tramite d’iniziative di massa, tra cui una prossima assemblea pubblica annunciata per i primi di dicembre, con cui s’intende spiegare ai cittadini che non esistono i presupposti per l’attuazione della Casa della Salute entro il 31.12.2015 e che il risparmio prospettato con la riorganizzazione delle reti cliniche non porterà se non ad un totale depauperamento dell’assistenza sul territorio".

21/11/2015 15:11
La Città di Tutti: "Sul tema Park Sì la città ha fatto un passo in avanti"

La Città di Tutti: "Sul tema Park Sì la città ha fatto un passo in avanti"

La lista civica "La Città di Tutti" dice la sua sulla questione Park SìLe elezioni hanno segnato la direzione da seguire sul tema che da moltissimi anni anima il dibattito politico maceratese in termini di parcheggio.L’incontro “Il centro storico e la sosta –Focus sul Park Sì” tenutosi al Claudiani è servito per fornire ulteriori elementi  di confronto sul Park Sì, che già nel 2016 potrebbe essere a servizio dei maceratesi.Oggi possiamo dire che la città ha fatto un passo in avanti su questo tema, ed il percorso intrapreso è quello volto a non aumentare il quantitativo di cemento nella nostra città, evitando la costruzione di una nuova area. Inoltre la scelta del Park Sì viene ponderata in un disegno atto a rivitalizzare la zona dei giardini Diaz, e ovviamente il parcheggio stesso che versa in condizioni non idonee al corretto utilizzo della struttura e non in grado di soddisfare le esigenze della cittadinanza.La Città di Tutti considera questa scelta valorizzante per la città, e un atto di coerenza non solo con il programma elettorale che il consiglio comunale ha approvato al suo insediamento, ma anche e soprattutto verso i nostri elettori, considerando che il Park Sì è uno degli elementi che accompagneranno il progetto di pedonalizzazione del centro storico e fungerà, così, da polo attrattivo per tutti coloro che vorranno facilmente accedere al centro cittadino a prezzi in linea con le altre strutture gestite da APM.Non è compito della nostra lista civica formulare delle proposte tecniche, che attendiamo dall'amministrazione e dagli uffici competenti, nei tempi adeguati ad un’operazione così delicata. La nostra posizione politica è chiara, come è altrettanto chiaro il nostro appoggio al Sindaco Romano Carancini, al quale abbiamo sempre espresso la nostra sensibilità verso questo progetto che va conseguito in modo tale da massimizzare le potenzialità di questa struttura a favore della cittadinanza.Ben vengano il confronto, l’attenta verifica e l'analisi accurata sulle possibili soluzioni, ma, al fine di ottimizzare il lavoro del Consiglio Comunale e della Giunta evitando allungamenti di tempi e aumenti di costi oltre le reali necessità, riteniamo utile non intraprendere percorsi che non hanno consistenza e che non hanno come obiettivo principale quello di migliorare la vita dei maceratesi, che vivono in una città che può vantare il quinto posto nella classifica della XXII edizione di Ecosistema Urbano.L’auspicio infine è che, con questa operazione, si ripensi in termini globali il sistema parcheggi della città, magari aggiornando la sosta a Macerata con l’ausilio di nuove tecnologie volte a migliorare la fruibilità del servizio per il cittadino in termini di semplificazione e, naturalmente, anche di vantaggi economici.

21/11/2015 13:00
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