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Tolentino, dopo dieci anni riapre il Cappellone di San Nicola: "La Sistina delle Marche" (FOTO e VIDEO)

San Nicola-cappellone-riapertura

A dieci anni dal sisma del 2016 che ne aveva danneggiato gli ambienti, riaprono oggi le porte del Cappellone di San Nicola, nell’omonima chiesa della città di Tolentino. I lavori di consolidamento e restauro che hanno interessato il ciclo di affreschi trecentesco di scuola giottesco-riminese, sono oramai giunti al termine, restituendo così ai cittadini, ai fedeli e ai turisti, un grande patrimonio artistico e religioso.

Dopo la benedizione del Cappellone da parte del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, che lo ha definito “la Sistina delle Marche del 1300”  la parola è passata al sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi: “Con questa illuminazione, con la luce che vedete, abbiamo voluto dare un senso di intimità - afferma -. Ma questa mattina c'era anche una luce data dalle persone. Questa mattina qui si lavorava, qui si è lavorato sempre. Questa mattina qui c'era un lavoro spirituale e un lavoro fisico". E aggiunge: “Sono orgoglioso di essere sindaco di questa città che oggi non riapre solo ai cittadini, ma anche al mondo, questa bellezza che trasmette quella spiritualità che vedete ancora scritta sulle pareti”.

Durante i saluti istituzionali è intervenuto anche Padre Massimo Giustozzo, priore della comunità agostiniana di San Nicola, che ha sottolineato come sia stato proprio l’Ordine dei monaci agostiniani a volere, nel 1300, la realizzazione di questo lavoro. Poi il ricordo al sisma del 2016 che ha impedito di poter accedere al Cappellone per dieci anni: “Per noi è stato come non poter più avere contatti con i propri genitori, coi i propri avi. Ci siamo sentiti un po’ spezzati”.

L’augurio di Padre Massimo è quello di non fermarsi, di andare oltre la sola riapertura, unendosi in uno sguardo comune che possa continuare a dare la giusta dignità a questo patrimonio artistico. Quest'ultimo è stato raccontato anche da Padre Gabriele Pedicino, priore provinciale della Provincia d'Italia degli Agostiniani.

Sul sisma che ha colpito la città di Tolentino, torna poi il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Ringrazio chi ha lavorato alla riapertura della Cappella di San Nicola e chi sta lavorando ogni giorno per restituire normalità a questa terra a dieci anni dal sisma - ha affermato -. La ricostruzione è un dovere, una sfida costante e una responsabilità che sentiamo nostra dal primo giorno. Quella di oggi è una bella giornata perché, proprio nella ricorrenza di San Nicola, restituiamo alla comunità un luogo dal profondo valore simbolico e spirituale”.

Acquaroli, inoltre, riconosce le difficoltà che hanno reso lungo e complesso il processo di ricostruzione soprattutto nella prima fase, quando a pesare è stata in particolar modo la burocrazia: “La nostra è una storia e una civiltà imponente, che trae forza dalle persone e dai valori profondi che ci sono stati trasmessi. Principi che abbiamo il dovere di recuperare, proprio oggi che in molti li stanno smarrendo. Quanto realizzato qui è la dimostrazione di come la fede e la spiritualità sappiano rigenerarsi, generando speranza e futuro. L'augurio è che l'apertura di questa Cappella sia un'occasione per riflettere sul senso della nostra storia e sulle basi della nostra civiltà”.

La fama del Cappellone di San Nicola deriva soprattutto dal ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese che ricopre la volta a crociera e le pareti, risalente al terzo decennio del Trecento. Le storie narrate sono quelle della Vergine, di Cristo e di San Nicola. Sulla volta sono invece presenti i quattro Evangelisti e i dottori della Chiesa.

Nel corso del tempo il Cappellone ha assunto sempre più rilievo per i fedeli, diventando luogo di culto e pellegrinaggio alla tomba del Santo, morto a Tolentino nel 1305.

Ad intervenire, inoltre, anche Ilaria Persico, ingegnere dello Studio Acale e direttore dei lavori, ricordando “il lungo e complesso percorso che ci ha consentito di arrivare fino a qui” e ribadendo l’impegno che il cantiere ha richiesto e continua a richiedere: “Abbiamo lavorato all'interno di ogni scelta tecnica, della sicurezza e della ricostruzione, oltre che con problematiche amministrative e finanziarie".

"Proprio per questo desidero sottolineare i valori di collaborazione che si è creati in questi anni. In un intervento come questo non è possibile procedere a compartimenti separati. I problemi devono essere affrontati insieme - ha sottolineato Persico, ribadendo i suoi ringraziamenti -. Il nostro compito è stato soprattutto quello di prendercene cura, proteggerlo e riconsegnarlo alla comunità nella sua straordinaria bellezza” , ha aggiunto riferendosi al Cappellone.

A prendere parola, anche Katiuscia Faraoni, responsabile dei lavori pubblici del comune di Tolentino, che ha sottolineato il grande impegno dell'importanza che il coordinamento ha avuto nella fase dei lavori e Marta Paraventi, professoressa di Storia dell'Arte Medievale all'Accademia di Belle Arti di Macerata, oltre che assessore alla Cultura del Comune di Ancona che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Il Medioevo ritrovato. Il Cappellone di San Nicola torna a parlare”.

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