UniMc protagonista a Glasgow: McCourt unico rettore italiano alla conferenza EAIE 2026
L’Università di Macerata guarda sempre più oltre i confini nazionali e porta la propria esperienza a Glasgow, dove è in corso la 36ª Conferenza annuale della European Association for International Education (EAIE 2026), principale appuntamento europeo dedicato all’internazionalizzazione dell’istruzione superiore.
Tra gli oltre 7mila partecipanti provenienti da tutto il mondo c’è anche il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, presente con una doppia veste: quella di guida dell’Ateneo maceratese e quella di presidente del Board of Rectors della European Reform University Alliance (ERUA).
Una presenza che assume anche un particolare rilievo sul piano nazionale, dal momento che McCourt è l’unico rettore di un ateneo italiano presente alla conferenza.
A Glasgow, insieme al rettore, sono presenti la prorettrice all’Internazionalizzazione Emanuela Giacomini e Antonella Tiberi, responsabile dell’Area Internazionalizzazione dell’Ateneo. Una delegazione che consente di unire la rappresentanza istituzionale di ERUA alla possibilità di sviluppare nuovi rapporti e partnership internazionali per l’Università di Macerata.

Nel corso della conferenza sono infatti numerosi gli incontri bilaterali con università, reti e potenziali partner internazionali. Tra gli appuntamenti istituzionali, McCourt ha incontrato anche il console generale d’Italia per la Scozia, Luca Fratini.
Il rettore, inoltre, nella sua veste di componente del Consiglio di amministrazione di Uni-Italia in rappresentanza della Crui, ha portato il saluto all’Italian Reception organizzato da Uni-Italia e Indire. L’incontro ha riunito almeno quaranta rappresentanti di università e agenzie internazionali, insieme a numerosi atenei italiani.
Il tema della conferenza di Glasgow è “Il ritmo della rivoluzione”, un invito rivolto al mondo universitario a ripensare i modelli esistenti e a rafforzare le forme di collaborazione internazionale.
Un confronto ampio, articolato in oltre 240 sessioni, che affrontano questioni centrali per il futuro dell’istruzione superiore: dai programmi europei alle politiche universitarie, dalle partnership internazionali alla mobilità, dall’innovazione nella didattica alla responsabilità sociale.
“Essere presenti a Glasgow significa partecipare al luogo nel quale si sta discutendo il futuro internazionale dell’università”, sottolinea McCourt.
In un contesto internazionale segnato da nuove divisioni e contrapposizioni, secondo il rettore le università devono invece mantenere aperto il dialogo.
“In un mondo che sembra spesso orientarsi verso nuove chiusure e contrapposizioni, le università devono muoversi nella direzione opposta. La loro natura è transnazionale: devono costruire ponti verso nuove conoscenze, mantenere aperti gli spazi del dialogo e creare opportunità per studenti, ricercatori e territori”.
Da qui la convinzione che l’internazionalizzazione non possa essere considerata un'attività secondaria, ma rappresenti una componente fondamentale della missione degli atenei.
“L’internazionalizzazione non è un’attività accessoria, ma una responsabilità fondamentale dell’università contemporanea”, ribadisce il rettore.
La presenza a Glasgow permette dunque all’Università di Macerata di muoversi su più livelli, mettendo insieme la dimensione istituzionale, quella accademica e quella operativa.
“La presenza congiunta del rettore, della prorettrice e dell’Area Internazionalizzazione – conclude McCourt – ci permette di tenere insieme la dimensione politica, quella accademica e quella operativa”.
Un’occasione non soltanto per rappresentare ERUA, ma anche per presentare a livello internazionale le competenze e le peculiarità dell’Ateneo maceratese.
“Rappresentiamo ERUA, ma nello stesso tempo presentiamo la specificità e le competenze di UniMC, costruendo rapporti che possano tradursi in opportunità concrete per tutta la nostra comunità universitaria”.

pioggia moderata (MC)
Stampa
PDF
