Aggiornato alle: 22:22 Lunedì, 23 Aprile 2018 cielo sereno (MC)
Attualità Politica

Provincia nuova, partiti nuovi? Speriamo...

Provincia nuova, partiti nuovi? Speriamo...

Adesso che i risultati delle elezioni provinciali sono definitivi e sono pure sommariamente elaborati, si può fare qualche ragionamento politico in più. Ma prima, parto dai numeri e da qualche curiosità.

Intanto il presidente dura in carica quattro anni, mentre il consiglio solo due. Quindi nel caso il referendum costituzionale venisse bocciato, Pettinari si troverà a presiedere due diversi consigli. Questo è così distribuito: 5 consiglieri al PD, 1 a Uniti per la Marche, 3 a per la nostra terra, 2 alle liste civiche di centrodestra e 1 a Sindaci insieme. Vengono elette quattro donne su cinque candidate. Otto consiglieri sono alla loro prima esperienza, mentre quattro (Montesi, Micozzi, Acquaroli e Ubaldi) sono dei “veterani”. La montagna elegge ben quattro consiglieri, due vanno alla costa, due al capoluogo e gli altri distribuiti tutti in centri medio – grandi.

In questo quadro, se si realizzasse in provincia la stessa coalizione regionale che ha appoggiato Ceriscioli, essa si troverebbe ad avere sicuramente nove consiglieri compreso il presidente. (6 della lista del Pd più due dell’UDC). Verosimilmente si aggiungerebbe immediatamente pure Massi, il terzo eletto sulla lista dell’UDC. Occorre ricordare al riguardo come i segretari regionali dei partiti di maggioranza, insieme al vicesegretario nazionale del PD Guerini, avessero invitato tutti a perseguire questo obiettivo. Come si sa, queste voci non solo non furono ascoltate, ma furono presi tutti a male parole dal senatore Morgoni.

Pettinari riceve, in termini assoluti 303 voti, pari al 57.2%. La Formica 227, pari al 42.8% su un totale di 530 amministratori votanti. Ma poiché il voto degli amministratori delle grandi città vale molto di più di quello dei piccoli centri è stato introdotto il così detto voto ponderato. Il calcolo del risultato del voto ponderato è il seguente: Pettinari 40753 voti pari al 56.1%, mentre la Formica 31931 pari al 43.9%. Questo per quanto riguarda l’elezione del presidente.

Relativamente al consiglio e su 561 amministratori votanti i risultati sono i seguenti: il PD assieme ad Uniti per le Marche riceve 187 voti pari al 33.3%. La lista dell’UDC 152 voti pari al 27.1%. La lista dei sindaci 133 voti pari al 23.7% ed infine la lista di centrodestra 89 voti pari al 15.8%.

Con il voto ponderato questi numeri cambiano totalmente e cambia pure la classifica. Il PD riceve la bellezza di 35038 voti sale al 43.9%. L’UDC con 19819 scende al 24.9%. Il centrodestra sale al terzo posto con 15217 voti e con il 19.1%. Infine i sindaci con i loro miseri 9658 voti scendono al 12.1%. Per i consiglieri hanno votato 31 amministratori in più rispetto alla votazione per il presidente. Si desume quindi che l’elezione del consiglio sia stata più sentita di quella del presidente.

Già da questi impietosi numeri si legge la disfatta del Partito Democratico. Ma bisogna approfondire meglio quello che è avvenuto in fascia E. Appartengono alla fascia E i comuni con un moltiplicatore più alto e decisivi per la vittoria. Sono quelli di Macerata e Civitanova: tutti e due saldamente in mano al Partito Democratico. Ebbene lì emerge la tragedia di un partito improbabile e grottesco. In fascia E, per il consiglio, su 43 elettori ben 27 vanno alla lista del PD.  27 a 16 dunque a favore del PD.  Ci sono dunque 11 pesanti voti di differenza.

Sempre sulla stessa fascia E, ma questa volta solo per l’elezione del presidente su 41 votanti 22 voti vanno a Pettinari e 19 alla Formica.  Il gap larghissimo a vantaggio del PD per l’elezione dei consiglieri viene non solo annullato, ma addirittura superato da Pettinari.

La sconfitta del PD sta tutta qua dentro: in fascia E.  La corsa di Ornella Formica si ferma a Macerata e a Civitanova. Ora le accuse sono tutte rivolte agli alleati minori del PD di queste due città. Ma la verità vera e che, in fase di candidature, la segreteria provinciale dei democratici non solo non li ha mai consultati né nominati (basta leggere i comunicati stampa), ma li ha sempre trattati come dei paria, indegni di considerazione.. La prospettiva di autosufficienza pervicacemente perseguita della segreteria provinciale dei democratici, si è schiantata contro questi numeri. Incapaci di tenere unita la coalizione di maggioranza, hanno provato a tenere unito il partito. Non ci sono riusciti. Il doppio, pesante tracollo va ascritto a tutto il gruppo dirigente. Ma in particolare al segretario provinciale e al senatore Morgoni che si sono intestati questa battaglia in prima persona.

In breve: dopo aver assistito, in diretta, a questo suicidio politico - peraltro da me annunciato in tempi non sospetti -l’unica cura possibile per il Partito Democratico provinciale è un bel bidone di diserbante e poi sopra una bella colata di asfalto alta non meno di una decina di centimetri.

Presentazione Liste provincia MC macerata20160808_18

Sul fronte opposto lo spettacolo è stato più o meno lo stesso. Il centrodestra si è frammentato e non è riuscito a trovare, in fase progettuale, la sintesi unitaria che, nei fatti e poi soprattutto col voto, si è realizzata su Pettinari. L’unica stella che è ha brillato di luce propria è stato il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui. Sembrava a tutti – anche a me e faccio pubblica ammenda – che, chiuso tra le sue montagne, non avesse nessuna possibilità di elezione. Invece si è rivelato il più votato di tutti: 116 assoluti e 8197 voti ponderati. Di fatto porta la montagna in provincia con i voti della città. Oltre al pieno scontato della sua comunità, riceve due pesantissimi voti in fascia E; 11 in fascia D e 6 in fascia C. E questo non accadeva dai tempi delle elezioni, in Regione dell’Avvocato Grifantini. Pasqui è anche l’unico consigliere iscritto a Forza Italia e oltre al ruolo istituzionale di sindaco ha pure una caratterizzazione politica forte. In più è ambizioso e particolarmente diplomatico. Non a caso contro di lui si sono concentrati tutti gli attacchi della segreteria regionale del suo stesso partito. La Pantana è tanto caruccia quando, sullo sprint ed ostentando il suo grado di dirigente regionale di Forza Italia,  tenta di mettere il cappello su una vittoria che sua non è. Intanto la decisione era già stata presa: il niet della Cacciolari a Pettinari, in tempi non sospetti, è irrecuperabile. Se è per questo è pure incomprensibile, ma di questo abbiamo già parlato in altra occasione. Inoltre tutti sanno che lei - la Pantana - e la capogruppo regionale, la fermana Marcozzi, portavano il sindaco di Castelraimondo, Marinelli. E che, soprattutto la Marcozzi ha tempestato di telefonate, al limite dello stalking, i poveri amministratori montani, alle prese con il terremoto, per farli votare Marinelli e non Pasqui. Ordini superiori: evidentemente del coordinatore regionale Ceroni. Perché, secondo lui, dentro Forza Italia nessuno deve assolutamente emergere. Soprattutto nel maceratese. Invece Pasqui, nonostante gli ostacoli frapposti, ha avuto un gran successo. Essendo giovane, motivato e capace di costruire, con la sola presenza mette in difficoltà un vecchio bollito e con l’attitudine solo a distruggere. Troverà Pasqui, sicuramente un valido appoggio nella coordinatrice provinciale attualmente in carica: Lorena Polidori che, a titolo personale (ci tiene a precisarlo con una punta di veleno), si è messa sin da subito accanto a lui e a Pettinari.  Nella fase della campagna elettorale e con la massima discrezione, la Polidori ha lavorato per i due. Era presente inoltre, mettendoci la faccia, immediatamente prima dello spoglio, accanto a quelli che poi si sarebbero rivelati i veri vincitori. La Forza Italia che sarà, secondo il mio parere, deve partire da queste due figure, non prima di aver cacciato tutti gli altri. A cominciare dal coordinatore regionale Ceroni e la sua vice Cacciolari. In poco più di due anni hanno fatto più danni loro che manco la peronospora della vite...

petinari provincia (4)

Fabrizio Cambriani
Opinionista e polemista, scrive solo per passione. In caso di guerre e/o calamità naturali diventa anche reporter e narratore. Politicamente ormai apolide, è sempre incuriosito e attratto dalle dinamiche relative alle continue trasformazioni sociali. Ama la buona tavola, l'ottima musica e le donne (anche contemporaneamente)...

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