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Caso Crucianelli, i sindacati dal prefetto: "Tavolo di crisi immediato e l'Usr paghi gli stipendi arretrati"

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Un tavolo di crisi urgente per affrontare le conseguenze dell'inchiesta "Ricostruzione", che riguarda anche Crucianelli Rest Edile, e un aggiornamento delle normative e dei protocolli esistenti per rafforzare le tutele lungo tutta la filiera del post-sisma. Sono i due fronti sui quali si concentra l'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil Macerata, che hanno sottoposto al prefetto di Macerata, Giovanni Signer, un documento articolato in sei punti, con una serie di interventi ritenuti prioritari per tutelare i lavoratori, le imprese e i cittadini interessati dalla ricostruzione.

La presa di posizione dei sindacati arriva dopo l'operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e dalla Guardia di finanza, che ha portato alla luce un presunto sistema di infiltrazioni e irregolarità nella gestione di appalti e lavori legati alla ricostruzione post-terremoto del 2016. Un'inchiesta che ha investito anche il territorio maceratese e che, secondo le organizzazioni sindacali, impone risposte immediate per evitare che le conseguenze dell'indagine ricadano sui lavoratori, sulle loro famiglie e sull'intero tessuto economico locale.

I sindacati ribadiscono il proprio "profondo riconoscimento alla magistratura e alle forze dell'ordine per l'attività svolta" e il pieno rispetto dell'accertamento delle responsabilità. Allo stesso tempo, sottolineano la necessità di assicurare la"regolare prosecuzione dei lavori e il rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni".

IL TAVOLO IN PREFETTURA PER GESTIRE L'EMERGENZA

La prima richiesta riguarda l'immediata costituzione di un tavolo operativo coordinato dalla Prefettura, al quale dovrebbero partecipare Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dell'edilizia, alle associazioni datoriali, all'Ufficio speciale per la ricostruzione (USR) e al Commissario straordinario. La composizione dovrebbe essere integrata, in base alle questioni affrontate, con gli enti bilaterali, le istituzioni e gli organismi competenti.

L'obiettivo è "censire le imprese, i cantieri e i lavoratori interessati dalla crisi", verificando le "retribuzioni già scadute e quelle in scadenza". Il tavolo dovrebbe, inoltre, individuare soluzioni per garantire la continuità occupazionale e il pagamento degli stipendi, anche nel caso di sospensione delle attività o di subentro di altre imprese. I sindacati chiedono responsabilità definite e tempi certi, con aggiornamenti almeno settimanali durante la prima fase di emergenza.

BADGE OBBLIGATORIO IN TUTTI I CANTIERI E PIÙ CONTROLLI SUI SUBAPPALTI

Un altro capitolo centrale riguarda il rafforzamento degli strumenti di tracciabilità della manodopera. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l'importanza del badge e del settimanale di cantiere per contrastare il lavoro irregolare e chiedono che l'utilizzo del badge diventi obbligatorio in tutti i cantieri della ricostruzione, indipendentemente dall'importo dei lavori.

I dati raccolti dovrebbero essere integrati con quelli relativi alle imprese, ai rapporti di lavoro e alle ore denunciate, così da individuare tempestivamente eventuali anomalie e orientare i controlli. Le organizzazioni chiedono anche di conoscere le criticità operative del sistema e di ricevere riscontri sulle segnalazioni, oltre a restituzioni periodiche dei dati in forma aggregata.

Attenzione anche alla filiera degli appalti e dei subappalti. Secondo i sindacati, prima di affidare nuovi lavori è necessario verificare che le imprese abbiano una capacità organizzativa effettivamente adeguata agli impegni assunti, considerando il numero di cantieri attivi contemporaneamente, la disponibilità di manodopera, le qualifiche professionali, i mezzi e le risorse a disposizione.

Le verifiche dovrebbero riguardare sia le imprese affidatarie sia quelle subappaltatrici, accertando la loro autonomia organizzativa e la reale capacità di eseguire le lavorazioni. Viene, inoltre, richiesto un contrasto più incisivo agli appalti non genuini e all'utilizzo improprio dei distacchi di manodopera, verificando chi esercita concretamente la direzione dei lavoratori.

Tra gli aspetti da monitorare figurano anche la congruità della manodopera, i livelli di inquadramento, le mansioni effettivamente svolte e le eventuali concentrazioni anomale di lavoratori al primo livello. Particolare attenzione viene chiesta anche sui trasferimenti collettivi di personale tra imprese e sui cambi di esecutore, per individuare possibili operazioni elusive e tutelare i diritti contrattuali.

STIPENDI GARANTITI E INTERVENTO SOSTITUTIVO DELL'USR

Il terzo fronte riguarda direttamente i salari. Le organizzazioni sindacali chiedono di introdurre l'obbligo mensile, esteso a tutte le imprese della filiera, di documentare l'effettivo pagamento delle retribuzioni.

La verifica, secondo la proposta, dovrebbe mettere in relazione presenze, ore denunciate, cedolini e pagamenti tracciabili. La semplice emissione di una busta paga o la disposizione di un bonifico non ancora eseguito non sarebbero sufficienti a dimostrare che il lavoratore abbia effettivamente ricevuto quanto dovuto.

In caso di primo mancato pagamento, dovrebbe scattare una verifica tempestiva con il coinvolgimento dell'impresa affidataria.

La richiesta più significativa riguarda però l'introduzione di una procedura espressa di intervento sostitutivo dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, che consenta il pagamento diretto delle retribuzioni non corrisposte, previa verifica degli importi e utilizzando le somme dovute e disponibili per i lavori.

Una misura che, nelle intenzioni dei sindacati, dovrebbe essere resa operativa attraverso gli atti necessari, definendo responsabilità, risorse e tempi e rispettando le diverse discipline della ricostruzione pubblica e privata, oltre agli eventuali vincoli giudiziari.

PIÙ ISPETTORI, RECLUTAMENTO TRASPARENTE E TUTELA DEI LAVORATORI

Nel documento viene evidenziata anche la necessità di rafforzare il personale degli organismi ispettivi, ritenuto insufficiente rispetto alla situazione straordinaria del territorio e al numero di imprese e lavoratori arrivati nella provincia di Macerata per partecipare alla ricostruzione.

Accanto ai controlli, Cgil, Cisl e Uil propongono di consolidare i canali certificati di reclutamento, attraverso la collaborazione tra istituzioni, Centri per l'impiego, sistema bilaterale dell'edilizia e parti sociali.

In questo contesto viene valorizzato il ruolo del Blen, il sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore edile, che dovrebbe mettere in relazione le disponibilità dei lavoratori con i fabbisogni delle imprese, verificare le competenze, promuovere formazione e qualificazione e favorire assunzioni dirette e regolari.

Lo strumento potrebbe inoltre essere utilizzato per accompagnare la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nell'attuale crisi, riducendo il ricorso a intermediari opachi.

STRUTTURE RICETTIVE, ALLOGGI E CAMPI BASE PER LE MAESTRANZE

L'ultimo punto riguarda le condizioni di vita dei lavoratori impegnati nei cantieri della ricostruzione e le possibili ripercussioni della crisi sulle attività economiche locali.

I sindacati chiedono un monitoraggio immediato delle strutture ricettive, degli alloggi e delle attività di ristorazione che ospitano o forniscono servizi alle maestranze, con particolare attenzione ai pagamenti insoluti o ancora in sospeso. L'obiettivo è evitare che le difficoltà della filiera si estendano ulteriormente al tessuto economico del territorio.

Viene, inoltre, richiesta una maggiore efficacia degli obblighi di comunicazione degli alloggi utilizzati dai lavoratori. La normativa già prevede questo adempimento, ma secondo le organizzazioni sindacali l'assenza di specifiche sanzioni in caso di omissione rischia di comprometterne l'efficacia.

Infine, viene rilanciata una proposta avanzata più volte: la realizzazione di campi base organizzati e vigilati, in grado di garantire il controllo delle presenze e della provenienza delle maestranze, oltre a condizioni dignitose di vita, salute e sicurezza.

Una soluzione che, secondo Cgil, Cisl e Uil, avrebbe anche un'altra ricaduta positiva: liberare progressivamente gli alloggi attualmente destinati ai lavoratori della ricostruzione, restituendoli alla cittadinanza e contribuendo ad affrontare la crisi abitativa che interessa il territorio marchigiano. "Ringraziamo il prefetto per l’attenzione e per l’impegno assunto a convocare urgentemente un tavolo con le controparti e le istituzioni competenti, per discutere le nostre proposte e individuare risposte concrete per i lavoratori e il territorio", concludono le sigle sindacali.

 

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