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Scuola e università Camerino

Unicam, tre appalti nell’inchiesta Ricostruzione: cosa dice l’ordinanza

inchiesta Unicam

Tre gare d’appalto dell’Università di Camerino, presunti accordi per orientarne gli esiti e un giro di somme che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe raggiunto complessivamente i 500mila euro.

È il quadro che emerge da uno dei filoni dell’inchiesta “Ricostruzione”, contenuto nell’ordinanza del Tribunale di Ancona. Al centro delle contestazioni ci sono i lavori di Palazzo Fazzini, il progetto STRIC e Palazzo Ducale, con il presunto coinvolgimento di funzionari dell’Ateneo e imprenditori. I dipendenti Unicam citati nell’ordinanza sono Gian Luca Marucci, ingegnere e responsabile dell’Area tecnica, edilizia e sostenibilità dell’Università di Camerino, Bruno Mogliani, geometra in servizio nella stessa area tecnica, e Francesco Tomassetti, funzionario dell’area tecnica e componente di commissioni di gara.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il loro ruolo sarebbe stato quello di favorire, attraverso informazioni riservate e interventi nelle procedure, alcuni imprenditori che si sarebbero rivolti ad Antonio Cervigni, ritenuto dagli investigatori il principale intermediario. Un altro nome ricorrente nelle intercettazioni è quello di Antonio Ezechielli, con il quale Cervigni avrebbe discusso le somme da ottenere attraverso le tre procedure.

Per quanto riguarda Palazzo Fazzini, edificio destinato a diventare uno studentato e danneggiato dal sisma, l’ordinanza ricostruisce un presunto accordo per favorire l’associazione temporanea di imprese formata da Inveni Srl e Italstem Spa. Quest’ultima società è riconducibile all’imprenditore Francesco Quadraccia, indicato nell’ordinanza come legale rappresentante di Italstem e procuratore speciale dell’ATI. Secondo gli inquirenti, Cervigni avrebbe contribuito a preparare un’offerta tecnica mirata, con elementi che avrebbero consentito di ottenere punteggi aggiuntivi. La gara venne aggiudicata all’ATI Inveni-Italstem il 16 dicembre 2024. Il valore complessivo dei lavori previsto dal quadro economico del progetto esecutivo è di 7.423.032,91 euro, comprensivi degli oneri per la sicurezza.

Nella stessa vicenda viene ricostruita la posizione di Enrico Crucianelli, imprenditore edile, che, secondo l’ordinanza, avrebbe rinunciato a partecipare alla gara di Palazzo Fazzini e a quella di Palazzo Ducale in cambio della prospettiva di ottenere i lavori di ristrutturazione di Palazzo Battibocca, attraverso la società Crucianelli Rest/Edile Srl. Palazzo Battibocca è un edificio storico di Camerino, già sede del Rettorato dell’Università. L’eventuale affidamento dei lavori a Crucianelli avrebbe rappresentato, secondo la ricostruzione accusatoria, la contropartita delle rinunce alle altre gare.

Si tratta di un presunto accordo distinto da quello che riguarda la Sardellini Costruzioni Srl. Il nome di quest’ultima società compare infatti in un altro episodio. L’ordinanza riferisce che il 5 maggio 2025 Crucianelli contattò Tobia Sardellini, della Sardellini Costruzioni, per comunicargli che sarebbe stato opportuno rinunciare alla partecipazione alla gara per Palazzo Ducale. La società era stata scelta da Crucianelli per partecipare in ATI o RTI, cioè in raggruppamento temporaneo con altre imprese, a procedure che richiedevano specifici requisiti economici e tecnici. Gli investigatori collegano anche questa rinuncia alla prospettiva dell’affidamento dei lavori di Palazzo Battibocca a Crucianelli.

Un episodio particolarmente significativo riguarda la gara per lo STRIC, acronimo del Centro internazionale per la ricerca sulle scienze e tecniche della ricostruzione fisica, economica e sociale. Si tratta di un appalto integrato che comprende la realizzazione dell’edificio destinato a ospitare il laboratorio e la fornitura di un sistema di tavole vibranti, utilizzato per simulare e studiare il comportamento degli edifici sottoposti a sollecitazioni sismiche. L’importo a base di gara indicato nell’ordinanza è di 13.298.117,16 euro.

Il raggruppamento risultato aggiudicatario faceva capo a Minerva Srl, il cui rappresentante legale è indicato nell’ordinanza in Gianluca Ascari. Ne facevano parte anche la società britannica Servotest, produttrice delle tavole vibranti, e la società IME. Per la parte tecnico-esecutiva erano inoltre coinvolti professionisti e realtà tecniche, tra cui Matteo Massaccesi e lo studio Archisal. L’ordinanza menziona anche la prospettiva di un subappalto di parte dei lavori alla società Full Service, ricondotta a Cervigni.

Il 12 febbraio 2025, durante una conversazione intercettata, Mogliani avrebbe informato Cervigni che mancava un documento obbligatorio per la partecipazione dell’ATI alla procedura: l’impegno a costituire il raggruppamento. Il funzionario avrebbe anche spiegato che sarebbe stato necessario tornare in commissione. Poco dopo, in una nuova telefonata, lo stesso Mogliani avrebbe rassicurato l’imprenditore dicendogli: «Non è andata male».

Per il giudice, quelle comunicazioni riguardavano informazioni riservate sull’andamento della gara e sui punteggi. L’ordinanza ricostruisce inoltre il successivo ricorso al cosiddetto soccorso istruttorio, attraverso il quale l’ATI avrebbe potuto regolarizzare la documentazione e proseguire nella procedura, mentre il concorrente Consorzio Stabile Rennova veniva escluso. In un’altra conversazione, Cervigni avrebbe raccontato di aver firmato documenti per conto della società inglese Servotest senza che i rappresentanti dell’azienda ne fossero a conoscenza. Gli investigatori ritengono che anche queste condotte si inseriscano nel tentativo di indirizzare l’appalto verso il raggruppamento favorito.

Il terzo appalto esaminato è quello per il Palazzo Ducale da Varano, edificio monumentale nel centro storico di Camerino, sede universitaria e danneggiato dal terremoto del 2016. La procedura riguarda i lavori di riparazione dei danni e miglioramento sismico. L’importo a base d’asta era di 11.613.579,55 euro; l’aggiudicazione alla società I.E.S. Fratelli Mammarella Srl è stata poi formalizzata per 11.143.641,67 euro, secondo quanto riportato nell’ordinanza. La società è riconducibile alla famiglia Mammarella e il nome indicato negli atti è quello di Vincenzo Mammarella, legale rappresentante della Fratelli Mammarella.

Secondo la Procura, l’offerta della società sarebbe stata assistita da Cervigni, che avrebbe avuto un ruolo anche nella definizione dei contenuti del bando e nella scelta dei componenti della commissione. L’ordinanza riporta una conversazione del 7 marzo 2025 nella quale Cervigni afferma: «Io la gara la sto preparando». Nello stesso dialogo si parla anche del possibile inserimento in commissione di Matteo Massaccesi, progettista indicato come vicino all’imprenditore. La ricostruzione investigativa richiama poi il ruolo di Tomassetti nella valutazione dell’offerta tecnica della I.E.S., alla quale sarebbero stati attribuiti punteggi particolarmente favorevoli.

Le somme indicate nell’ordinanza per le tre procedure sono 100mila euro per Palazzo Fazzini, 150mila per STRIC e 250mila per Palazzo Ducale. In un’intercettazione dell’11 luglio 2025, Cervigni ed Ezechielli discutono proprio di questi importi, arrivando a quantificare in 500mila euro il totale. L’ordinanza ricostruisce anche le modalità con cui sarebbero stati gestiti questi compensi: per Palazzo Fazzini, ad esempio, gli investigatori individuano fatture emesse da una società di consulenza nei confronti di Italstem, nell’ambito di un contratto ritenuto fittizio. Per STRIC e Palazzo Ducale, invece, le somme sarebbero state ancora da percepire o da incassare secondo le tempistiche discusse dagli interlocutori. Si tratta della ricostruzione accusatoria dei compensi illeciti previsti per il presunto orientamento degli appalti: non significa che tutte le somme siano state effettivamente versate.

L’Università di Camerino ha risposto alla vicenda ribadendo la fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine e la disponibilità a collaborare per fare piena chiarezza. L’Ateneo ha richiamato i principi di legalità, trasparenza e correttezza amministrativa. Il direttore generale ha inoltre disposto un audit straordinario sulle procedure dell’Area tecnica e, in attesa delle verifiche, ai tre dipendenti coinvolti non saranno assegnati nuovi incarichi nella gestione di gare, appalti e lavori. Il controllo dovrà concludersi entro quindici giorni dall’avvio. Il rettore Graziano Leoni ha precisato che le iniziative adottate non costituiscono un giudizio sulle responsabilità individuali, richiamando il principio della presunzione di innocenza.

L’inchiesta dovrà ora fare il suo corso e accertare le contestazioni contenute nell’ordinanza.

Francesco Silla
Sono nato a Fermo il 15 agosto 1997. Giornalista pubblicista dal 2024, dal 2019 scrivo di cinema collaborando con riviste del settore come NPC Magazine e N3rdcore.it. Al cinema associo la mia passione per il ciclismo, la politica e la musica. Dal 2022 scrivo per Cronache Fermane. Da luglio 2024 collaboro con Picchio News, dove mi occupo di politica, cronaca locale e realizzo video dedicati alla provincia di Macerata, ai suoi eventi e alle questioni del territorio.
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