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Unicam, Premio Mazzi alla ricercatrice Paola Stabile per gli studi sull'economia circolare

Unicam, Premio Mazzi alla ricercatrice Paola Stabile per gli studi sull'economia circolare

Un riconoscimento al valore della ricerca scientifica e al suo contributo alle sfide ambientali del futuro. La dottoressa, Paola Stabile, ricercatrice della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, ha ricevuto il Premio Mazzi nel corso del Congresso nazionale congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia.

Un premio che valorizza il lavoro svolto nello studio dei materiali derivati dai rifiuti e delle loro potenzialità nell'ambito dell'economia circolare. Durante il congresso, Stabile ha inoltre coordinato per la quarta volta la sessione scientifica dedicata ai geomateriali derivati dai rifiuti e al loro riutilizzo sostenibile, con particolare attenzione alle tecniche avanzate di caratterizzazione mineralogica.

Nel corso dell'appuntamento scientifico la ricercatrice ha presentato uno studio sul comportamento e sulla stabilizzazione dei metalli pesanti presenti nel bottom ash, ovvero le ceneri pesanti prodotte dagli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di materiali complessi, composti da fasi vetrose e cristalline, che possono contenere sia elementi potenzialmente inquinanti sia sostanze di interesse strategico e tecnologico.

Comprendere come questi elementi si distribuiscono nelle diverse componenti mineralogiche è fondamentale per valutarne i possibili rischi ambientali e individuare modalità di recupero e riutilizzo. Proprio su questo aspetto si concentra il lavoro di ricerca di Paola Stabile, che punta a individuare nuove opportunità per trasformare residui e scarti in materiali utili.

Il premio ottenuto sarà destinato a sostenere un ulteriore approfondimento scientifico ad alta temperatura sulla cristallochimica e sulla distribuzione degli elementi durante la vetrificazione degli scarti da incenerimento. Particolare attenzione sarà riservata al possibile recupero di elementi minori di valore.

«La mia attuale attività di ricerca si concentra sullo studio dei materiali derivati da rifiuti e residui industriali, con particolare attenzione ai processi che permettono di trasformare uno scarto in una nuova risorsa», spiega la ricercatrice. «Comprendere come questi elementi si distribuiscono tra le diverse fasi mineralogiche è fondamentale per valutare sia il loro impatto ambientale sia le possibili strategie di recupero e riutilizzo».

Per raggiungere questi obiettivi vengono impiegate diverse tecniche di indagine, tra cui la diffrazione a raggi X, le analisi chimiche, la microscopia elettronica e le spettroscopie infrarossa e Raman. Un insieme di strumenti che consente di studiare le trasformazioni delle ceneri durante i trattamenti termici, approfondendo i processi di cristallizzazione, fusione e vetrificazione e il modo in cui gli elementi metallici vengono incorporati e stabilizzati nelle componenti vetrose o cristalline.

Il lavoro si inserisce in una prospettiva più ampia di economia circolare, nella quale il rifiuto non viene considerato soltanto un materiale da smaltire, ma una possibile risorsa da conoscere, caratterizzare e valorizzare. Le conoscenze mineralogiche e cristallochimiche possono infatti contribuire allo sviluppo di nuovi geomateriali, vetri e vetro-ceramiche ottenuti da materie seconde.

«La ricerca scientifica può offrire un contributo concreto alle grandi sfide ambientali contemporanee», sottolinea infine Stabile. «Studiare in profondità la struttura e la composizione dei materiali significa acquisire conoscenze fondamentali per ridurre l'impatto ambientale, utilizzare in modo più efficiente le risorse e sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per trasformare ciò che oggi consideriamo uno scarto in una possibile risorsa per il futuro».

Un risultato che premia dunque il lavoro della ricercatrice e conferma il ruolo della ricerca universitaria nello sviluppo di soluzioni innovative per una gestione più sostenibile dei materiali e delle risorse.

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