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Tenersi per mano: accoglienza e offerta di sé

Tenersi per mano: accoglienza e offerta di sé

Se chiudo gli occhi, ancora sento le mani di mia madre: erano la mia guida, il confine sicuro che separava il mondo fuori dalla quiete del sentirmi protetta. Anche oggi, nonostante la sua assenza, quel contatto continuo a sentirlo, una presenza che sa ancora dove orientarmi.

Allora era un atto di affidamento naturale; nel caos della vita, quella mano tracciava un argine protettivo contro il senso di smarrimento e, in questo modo, mi riconoscevo attraverso lo specchio della sua guida sicura.

Poi si diventa grandi e un gesto naturale, che racchiude in sé un legame così immediato, si trasforma in una frontiera. Nelle coppie mature, persino in quelle giovani, il contatto fisico nello spazio pubblico si è ritirato in una zona d’ombra.

Concedersi la vulnerabilità di camminare per strada mano nella mano significa rinunciare a quell’immagine di autonomia a tutti i costi; è più semplice, piuttosto, manifestare desiderio o passione. Abbiamo sdoganato quasi ogni forma di esposizione emotiva digitale, ma viviamo un forte imbarazzo nel mostrare la nostra tenerezza.

Camminare accanto a qualcuno e cercare il suo palmo senza un motivo preciso è il modo più antico per dire: «Voglio condividere con te questo tratto di strada». Non è soltanto un contatto fisico; è un atto di fiducia. Quando le dita si intrecciano, i confini tra i corpi sfumano.

Nel momento in cui quel gesto viene accolto senza giudizio, si assiste all’abbandono di ogni resistenza, per immergersi nel mondo dell’altro. Tenere una mano lungo il cammino significa esserci senza controllare nulla, aprirsi e accettare che la vicinanza comporti un'inevitabile esposizione.

È una dichiarazione che va oltre ogni parola; è il modo attraverso cui il corpo decide l’appartenenza.Abbiamo bisogno di riabilitare questo gesto dimenticato. Di smettere di considerarlo un residuo dell’infanzia o un eccesso di romanticismo.

Finché saremo capaci di cercare la mano di qualcuno per attraversare la strada o percorrere insieme un tratto della nostra vita,vorrà dire che non abbiamo smesso di credere nella possibilità di salvarci a vicenda.

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