Tiroide e osteoporosi, i consigli dell'esperto: il professor Giancarlo Balercia riparte da Fisiomed
L’endocrinologia è la branca della medicina che studia il sistema endocrino, l’insieme delle ghiandole che producono e rilasciano gli ormoni. Questi stimolano, regolano e conservano la funzionalità dei nostri organi e dalla loro efficienza dipende la nostra buona salute, la loro mancanza e a volte il loro eccesso causano malattie o stati patologici più o meno gravi.
Da quanto descritto si può dedurre la complessità del lavoro specialistico dell’endocrinologia sia nella ricerca, sia nella diagnosi e nella cura di patologie che possono avere nessuna attinenza tra di loro. La clinica di endocrinologia dell’Università Politecnica delle Marche ha sempre avuto un ruolo di prim’ordine nell’ambito di attività di ricerca e clinica locale e nazionale.
Chi ha diretto l’istituto negli ultimi tredici anni, il Professor Giancarlo Balercia, proprio il 31 ottobre ha raggiunto l’età della pensione ed è stato salutato con affetto da tutti i suoi collaboratori e dal mondo scientifico ed accademico. Il Prof. Balercia comunque vuole mettere a disposizione la sua cultura e la sua esperienza a favore della comunità, riservando la sua collaborazione con strutture sanitarie che abbiano un ruolo ed un modello di intervento nel territorio, stimolando sia l’educazione sanitaria che la prevenzione, oltre alla diagnosi e cura della malattia.
Nel centro-sud delle Marche la sua consulenza sarà riservata al gruppo medico Associati Fisiomed, che da sempre ha coltivato e raggiunto ottimi risultati nella visione di sanità che abbia quei requisiti. Approfittiamo della disponibilità del Prof. Balercia per approfondire due argomenti importanti della salute che fanno parte della miriade riservata alla sua specialità.
Parliamo con lui della tiroide e di una patologia molto diffusa nel genere femminile: l’osteoporosi. Ci riserviamo di interloquire con lui per la divulgazione su altri argomenti di endocrinologia.
Prof. Balercia qual è la funzione della tiroide?
"La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella regione anteriore del collo, ipofisario tramite il meccanismo di feedback negativo esercitato dall'ormone tireostimolante (TSH).Gli ormoni tiroidei agiscono sul metabolismo basale, sulla regolazione cardiovascolare, sull'omeostasi termica e sul consumo di ossigeno tessutale deputata alla sintesi degli ormoni iodati tetraiodotironina (T4) e triiodotironina (T3) a partire dallo iodio. La secrezione ormonale è finemente regolata dall'asse ipotalamo".
Quali sono le patologie più frequente ascritte a questa ghiandola?
“Le patologie più frequenti a carico della tiroide sono:
1) Ipotiroidismo: Condizione caratterizzata da una ridotta produzione di ormoni tiroidei. Si manifesta con disturbi quali astenia, rallentamento ideo-motorio, incremento ponderale, intolleranza al freddo, secchezza cutanea, diradamento dei capelli e bradicardia. La causa più frequente nell'adulto è la tiroidite cronica autoimmune (tiroidite di Hashimoto).
2) Ipertiroidismo: Condizione determinata dall'eccesso di ormoni tiroidei in circolo, con conseguente stato ipermetabolico. I sintomi cardine comprendono tachicardia,palpitazioni, calo ponderale con appetito conservato, tremori agli arti superiori, intolleranza al caldo, insonnia e ansia. Le cause più frequenti sono il morbo di Basedow-Graves, l'adenoma di Plummer e il gozzo multinodulare tossico.
3) Patologia Nodulare: I noduli tiroidei sono frequentemente riscontrati nella popolazione e si stima che il gozzo tiroideo riguardi il 10% della popolazione italiana; sebbene la maggior parte delle lesioni sia di natura benigna, è fondamentale l'inquadramento ecografico per stimare il rischio di malignità e, in alcuni casi, l’esecuzione dell’esame citologico da agoaspirato. Una diagnosi precisa e un monitoraggio specialistico consentono di individuare precocemente eventuali alterazioni funzionali o morfologiche della tiroide, permettendo di impostare terapie mirate e personalizzate che prevengono le complicanze a lungo termine e garantiscono il mantenimento dell'ottimale equilibrio metabolico e psicofisico del paziente".
Parliamo di un altro argomento importante della sua specialità. Che cos’è Prof Balercia l’osteoporosi?
"L'osteoporosi è una patologia caratterizzata da una progressiva riduzione della densità minerale ossea dello scheletro e/o da alterazioni della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente predisposizione a fratture spontanee o da trauma di lieve entità. I segmenti ossei più colpiti sono i corpi vertebrali, del femore prossimale e del radio distale.
L'osso è un tessuto dinamico, risultante dall'equilibrio dell’attività di neo-apposizione ossea ad opera degli osteoblasti e del riassorbimento della matrice ad opera degli osteoclasti. In condizioni patologiche (terapia cortisonica prolungata, menopausa precoce, sottopeso corporeo) l’equilibrio tra neo-apposizione e riassorbimento viene perso, con il progressivo assottigliamento delle trabecole ossee e riduzione dello spessore dell'osso corticale”.
Chi è maggiormente colpito da questa patologia?
"L’osteoporosi rappresenta un problema di salute particolarmente rilevante, soprattutto nella popolazione femminile: secondo le stime epidemiologiche, interessa circa una donna su tre dopo i 50 anni e quasi una donna su due oltre i 70 anni.
Uno degli aspetti più caratteristici della malattia è il suo decorso spesso asintomatico, senza manifestazioni dolorose, che si presentano solo in seguito all’evento fratturativo. Per tale motivo, l'identificazione precoce dei soggetti a rischio è fondamentale e si avvale della mineralometria ossea computerizzata (MOC), che rappresenta il gold standard per la diagnosi di osteoporosi, coadiuvata dal dosaggio ematochimico dei parametri del metabolismo calcio-fosforo".
Come curarla?
"L'approccio terapeutico non si limita al trattamento farmacologico, ma prevede una gestione complessiva del paziente, che comprende la correzione degli stili di vita e un adeguato apporto di calcio e vitamina D, anche tramite supplementazione. Infine, in casi selezionati, si ricorre ad una terapia anti-osteoporotica mirata, che comprende sia agenti antiriassorbitivi che agenti anabolici, volti a stimolare la neoformazione di tessuto osseo nei quadri a più elevata severità.
Una valutazione densitometrica e clinica consente di intercettare la perdita di massa ossea prima che si verifichino gli eventi fratturativi, permettendo di impostare strategie terapeutiche e preventive personalizzate in grado di preservare l'integrità dello scheletro, ridurre il rischio di complicanze e garantire la qualità della vita e l'autonomia del paziente".
Ringraziamo il Prof. Balercia; gli argomenti sono tanti e lo coinvolgeremo ancora in questa rubrica.

cielo coperto (MC)
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