Voci oltre i muri: al Barcaglione il trionfo della musica e dell’umanità con il concerto dei vincitori di Musicultura
Le canzoni come un ponte che attraversa i confini, accorcia le distanze e restituisce prospettive. Ieri pomeriggio, nella Casa di reclusione di Barcaglione ad Ancona, si è rinnovata la magia de “La casa in riva al mare”, il progetto culturale e sociale promosso dal Garante regionale dei diritti della persona, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, in stretta sinergia con Musicultura.
Un appuntamento che, catalogato come best practice dal Dipartimento nazionale dell’Amministrazione penitenziaria, rappresenta un unicum nel panorama nazionale. Al centro dell'iniziativa, i laboratori musicali curati dall'associazione e l'istituzione di un'apposita giuria composta da più di 25 detenuti che, dopo settimane di ascolto e confronto, hanno decretato il vincitore del Premio omonimo, accompagnato da un riconoscimento di 2.500 euro.

L'emozione è stata la vera protagonista della giornata, palpabile sui volti dei ragazzi detenuti e degli artisti presenti. Tra i momenti più intensi spicca l'esibizione di Rosita Brucoli con il brano "Agente!", un pezzo che scava nella vita di chi resta fuori ad attendere chi in carcere c'è. La cantante ha voluto lanciare un messaggio forte e di speranza ai presenti: «Non siete solo i vostri sbagli e la vostra pena, potete dimostrare fuori chi siete, vi aspetta una vita da cui ripartire».
Tanta emozione anche per la vincitrice del premio di quest'anno, Dduma, visibilmente commossa nell'esibirsi proprio davanti a chi l'ha votata e premiata. L'artista si è detta onorata e grata che il messaggio della sua canzone sia stato compreso a fondo. Dduma ha chiuso la carrellata delle esibizioni con il brano "Fimmine di guerra", un momento culminato in un gesto simbolico: la firma della sua maglietta da parte dei detenuti del laboratorio che le hanno assegnato il riconoscimento. Già due di loro, lo ricordiamo, erano stati ospiti d'onore sul palco dello Sferisterio di Macerata durante la finalissima del festival per consegnare materialmente il premio.

Il racconto della giornata si è arricchito di ulteriori sfumature grazie alla lettura di poesie — una autografa e l'altra firmata da un autore tunisino — interpretate da due detenuti, a testimonianza della profondità del lavoro svolto durante gli incontri.
Grande la soddisfazione espressa dalla direttrice dell'istituto penitenziario, Sonia Razzetti: «Siamo onorati e soddisfatti, questo è un progetto di rilievo, non solo un'occasione formativa, ma anche di ascolto e di confronto. Complimenti ai detenuti, capaci di cogliere quest'opportunità».

A tracciare il bilancio dell'iniziativa è il Garante Giancarlo Giulianelli, che ha voluto innanzitutto rivolgere il proprio pensiero ai veri protagonisti dell'intero percorso, ringraziando calorosamente le persone detenute che hanno scelto di mettersi in gioco. Nel sottolineare la costante crescita dell'iniziativa — che quest'anno ha visto la partecipazione attiva di oltre venticinque ospiti della struttura —, Giulianelli ha evidenziato con orgoglio come questo modello continui a rappresentare un unicum in tutto il territorio nazionale.

«Ci piace continuare così, con progetti sempre più ricchi», ha affermato il Garante, ribadendo la volontà di potenziare ulteriormente le attività. Nel suo intervento, inoltre, ha voluto estendere un sentito ringraziamento a chi ha contribuito concretamente a migliorare gli spazi di aggregazione, menzionando quanti hanno donato i nuovi strumenti musicali destinati alla stanza della musica.
La giornata si è chiusa in un clima di festa, condivisione e leggerezza. I detenuti e i cantanti di Musicultura si sono esibiti insieme sul palco, chi suonando e chi cantando, sulle note intramontabili di "Vivere" di Vasco Rossi. Un finale corale e travolgente che ha suggellato il senso più profondo di questa esperienza: un carcere di rieducazione dove i confronti aperti con l'esterno trasformano il tempo della detenzione in un'autentica opportunità di partecipazione, dimostrando come la musica sappia azzerare le distanze tra dentro e fuori.


cielo coperto (MC)
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