Sanità, a Macerata il confronto tra pubblico e privato: territorio, prevenzione e intelligenza artificiale al centro
Dalla medicina di prossimità al ruolo della sanità privata, passando per la prevenzione, la formazione e le nuove tecnologie. Si è svolto venerdì 23 ottobre, alla Filarmonica di Macerata, l’incontro “Territorio, Salute, Sostenibilità e Investimenti: il Futuro della Sanità”, un momento di confronto tra istituzioni, professionisti e realtà imprenditoriali per discutere le prospettive del sistema sanitario e le possibili sinergie tra pubblico e privato.
L’iniziativa, ideata da Giovanni Torresi, titolare di TS Commercial e socio del Poliambulatorio Paidos, insieme a System Cleaning di Camerino, azienda attiva nel settore dei prodotti e delle sanificazioni, ha messo al centro le trasformazioni che interessano la sanità, con particolare attenzione alle esigenze del territorio, all’innovazione e alla sostenibilità dei servizi.
«Abbiamo ideato insieme questa giornata in ambito sanitario, ma che va a relazionarsi con tutto il territorio, con l’idea di lasciare degli spunti interessanti per chi interviene e per chi ascolta», ha spiegato Torresi. Tra i temi affrontati, il ruolo delle Case della comunità e il possibile contributo del settore privato, non soltanto sul versante medico, ma anche per quanto riguarda l’igiene ambientale, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture necessarie a garantire servizi capillari. «Dobbiamo capire quale potrebbe essere il supporto in ambito privato», ha aggiunto, sottolineando l’importanza di ragionare sulle necessità emerse con particolare evidenza negli ultimi anni.

Tra gli interventi della serata quello di Paolo Calcinaro, assessore regionale alla Sanità, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare i servizi territoriali per alleggerire la pressione sugli ospedali.
«In questo momento siamo di fronte a una sorta di controrivoluzione», ha osservato Calcinaro, riferendosi al passaggio da un modello progressivamente accentrato sugli ospedali alla necessità di riportare i servizi più vicino ai cittadini. Dopo una fase in cui, secondo l’assessore, il territorio ha visto ridursi il proprio peso, la direzione intrapresa è quella di sviluppare le Case della comunità e gli ospedali di comunità.
L’obiettivo è offrire alternative al ricorso massiccio alle strutture ospedaliere, che da sole rischiano di non riuscire a sostenere la domanda, sia nei pronto soccorso sia nei reparti per acuti. Un tema strettamente collegato a quello delle liste d’attesa, definito da Calcinaro una questione di rilevanza nazionale.

«Dobbiamo approntare un territorio che porti alternative al ricorso all’ospedale massivo», ha spiegato l’assessore, indicando nei prossimi mesi una fase di ulteriore sviluppo del modello territoriale, accompagnata da un’attività di informazione capillare.
Al confronto ha partecipato anche Elena Leonardi, senatrice, che ha posto l’accento sulla pluralità degli attori coinvolti nella tutela della salute pubblica e sulla necessità di affiancare agli investimenti economici una maggiore attenzione alla prevenzione.
Leonardi ha richiamato gli interventi del Governo sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, sostenendo che gli investimenti abbiano raggiunto livelli record, e ha evidenziato l’importanza di promuovere una collaborazione tra sistema pubblico e privato.

«Insieme a questo dobbiamo guardare alla prevenzione e quindi anche a una collaborazione che si va formando con il sistema pubblico, con il sistema privato e anche a guardare quelli che sono i corretti stili di vita», ha dichiarato la senatrice.
Un percorso che, secondo Leonardi, deve partire anche dalle nuove generazioni. In quest’ottica ha ricordato l’intervento legislativo volto a promuovere i corretti stili di vita nelle scuole, sottolineando il valore dell’educazione alla salute fin dall’età giovanile.
Uno sguardo internazionale è arrivato da Aroldo Curzi Mattei, presidente della Fondazione Social Economic Development Enrico Mattei, che ha illustrato il contributo che l’esperienza marchigiana può offrire nella costruzione di modelli sanitari destinati anche a contesti caratterizzati da una minore densità abitativa.

«Quello che io posso dare è la mia esperienza nell’ambito della costruzione di macromodelli, soprattutto destinati al continente africano dove noi operiamo», ha spiegato Curzi Mattei. Il presidente della Fondazione ha evidenziato le potenzialità della Regione Marche nel trasferimento di competenze, nella formazione e nello sviluppo di modelli di servizio adatti ai territori meno densamente popolati.
«Reputiamo che la Regione Marche abbia molto da offrire, soprattutto nel trasferimento di competenze, nell’ambito della formazione, nell’ambito dei modelli a servizio di aree poco densamente popolate», ha aggiunto, precisando che l’attività della Fondazione resta concentrata sul proprio ambito di competenza.
Il programma ha affrontato anche il rapporto tra innovazione tecnologica e qualità dei servizi sanitari, con approfondimenti sulla sicurezza degli ambienti, sulla formazione professionale e sulla conservazione delle competenze cliniche nell’era dell’intelligenza artificiale.

Tra gli argomenti in agenda, il rischio che il ricambio generazionale dei medici possa disperdere conoscenze maturate in decenni di pratica professionale, un patrimonio che non può essere ricostruito automaticamente attraverso i modelli linguistici e che rende centrale la formazione sul campo.
Spazio anche alla presentazione di Affianco Salute, un sistema di risposta alle chiamate per i centri medici in grado di verificare l’agenda e gestire le prenotazioni, senza intervenire nell’ambito clinico.
L’incontro ha così riunito prospettive differenti attorno a una questione comune: come costruire un sistema sanitario capace di rispondere alle esigenze dei cittadini, valorizzando il territorio e le competenze professionali e integrando innovazione, prevenzione e collaborazione tra soggetti pubblici e privati.



nubi sparse (MC)
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