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Decreto sicurezza 2026: cosa rischiano il minore e la sua famiglia se il ragazzo partecipa a una rissa?

Decreto sicurezza 2026: cosa rischiano il minore e la sua famiglia se il ragazzo partecipa a una rissa?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla violenza giovanile e nello specifico le possibili sanzioni con il nuovo Decreto sicurezza 2026. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Cingoli che chiede: “A quali conseguenze vanno incontro un minore e la sua famiglia se il ragazzo partecipa ad una rissa?".

Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto delicata, riguardante la violenza giovanile sempre più diffusa tanto da aver spinto il legislatore a rafforzare gli strumenti di prevenzione. In questa direzione si colloca il recente decreto sicurezza, D.L. n. 23/2026, che va a rafforzare le misure già introdotte dal "Decreto Caivano", convertito con la legge del 13 novembre 2023, n. 159.

A tal proposito, tale normativa prevede che, quando un minore con più di 14 anni commette nei confronti di altri minori reati come percosse (art. 581 c.p.), lesioni (art. 582 c.p.), violenza privata (art. 610 c.p.), minaccia (art. 612 c.p.) o danneggiamento (art. 635 c.p.), e non sia ancora stata presentata querela o denuncia, è possibile l’applicazione della procedura amministrativa dell’ammonimento da parte del questore con finalità preventive e dissuasive; in tal caso, il minore viene convocato insieme a un genitore o a chi esercita la responsabilità genitoriale e dell’incontro il questore redige apposito processo verbale che viene rilasciato copia agli interessati.

L’articolo 2 del d.l. n. 23/2026 (nuovo decreto sicurezza) introduce ulteriori modifiche alla disciplina dell’ammonimento nei confronti dei minori, rafforzando in particolare il sistema sanzionatorio che coinvolge i genitori: in caso di recidiva delle condotte da parte di un minore ultraquattordicenne già ammonito dal questore, la nuova norma prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale, con possibilità di pagamento in misura ridotta pari a 333 euro.

A differenza di quanto previsto in altri casi, non è prevista l’esimente della dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto. Il decreto amplia inoltre i casi in cui l’ammonimento può essere applicato ai minori tra i 12 e i 14 anni, includendo alcuni reati considerati “spia” quando commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere portati senza giustificato motivo; viene poi stabilito che l’irrogazione delle sanzioni amministrative nei confronti degli esercenti la responsabilità genitoriale, sia per i minori infraquattordicenni sia per quelli ultraquattordicenni, spetta al Prefetto secondo la procedura prevista dalla l. n. 689/1981.

Davanti a episodi di violenza tra minorenni, la risposta dell’ordinamento non si limita più al comportamento del singolo, ma mira a coinvolgere direttamente anche i genitori nel percorso educativo dei figli, nella prospettiva di intervenire tempestivamente su fenomeni che, se trascurati, rischiano di degenerare in forme più gravi di criminalità giovanile.

Pertanto, in questo quadro normativo ed in risposta alla nostra lettrice, le novità introdotte dal decreto sicurezza incidono direttamente anche sulla posizione dei genitori, riprendendo l’esempio del ragazzo coinvolto in una rissa e successivamente destinatario dell’ammonimento del questore, le conseguenze non riguardano più soltanto il minore: se, dopo il primo richiamo formale, il giovane dovesse reiterare condotte analoghe o altre ipotesi di reato, come minacce, diffamazioni o altri comportamenti riconducibili al fenomeno del bullismo scatterebbe la responsabilità amministrativa degli esercenti la responsabilità genitoriale. Il messaggio del legislatore appare dunque chiaro: la prevenzione dei fenomeni di violenza tra giovani, non può essere demandata esclusivamente alle istituzioni, ma richiede un coinvolgimento diretto delle famiglie.

Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

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