Martedì 21 febbraio alle 9 nella Sala di Banca Marche torna la Winter School organizzata dall'Istituto Confucio dell’Università di Macerata insieme al China Center, in collaborazione con l’incubatore CreaHUB e la Fondazione Symbola. Questa volta si guarda alla Cina per parlare di ricostruzione, gestione dei grandi rischi, preservazione del patrimonio artistico-culturale. L’evento è gratuito e aperto a tutti.
Hanno confermato la loro presenza Bernardino Chiaia, delegato all’internazionalizzazione ed esperto di ingegneria sismica del Politecnico di Torino, che presenterà l’accordo strategico di collaborazione per gli studi sulla Cina sottoscritto con Unimc; Michele Bonino, prorettore alle relazioni con la Cina del Polito; Fabio Renzidi Fondazione Symbola; Elisabetta Muscolo di Invitalia; Sara Vegni di ActionAid; Lorenzo Perone di onData; Francesca Pulcini di Legambiente Marche, Paola Nicolini, Mara Cerquetti e Giuseppe Rivetti di Unimc.
L'evento rappresenta una continuazione del dibattito e del confronto avviato il 26 gennaio scorso con l'incontro "Recuperare il valore del territorio dopo il sisma: opportunità per agricoltura, cultura e turismo". In questa logica, nel pomeriggio del 21 febbraio i locali di CreaHUB saranno a disposizione di chi vorrà sviluppare le idee generate in quella occasione. Per informazioni e iscrizioni: www.unimc.it.
Con la presentazione dei progetti di impresa, si è conclusa la quarta edizione del Laboratorio Umanistico per la Creatività e l’Innovazione dell’Università di Macerata, coordinato da Francesca Spigarelli, con il supporto dell’ufficio valorizzazione della ricerca e placement e dei tutor Lorenzo Compagnucci e Leonardo Seri. Il Luci è un percorso formativo centrato sul tema dell’auto-imprenditorialità nella prospettiva di un umanesimo orientato alla contemporaneità, capace di legare tradizione e innovazione, creatività e tecnologia.
“E’ stata una grande soddisfazione ascoltare i progetti degli allievi – è il commento della professoressa Spigarelli -. Colpiscono la creatività e la capacità di lavorare insieme creando sinergie tra competenze e saperi diversi, età e passioni diverse. I ragazzi hanno raggiunto la prima tappa di un percorso di autoimprenditorialità che potrà continuare con il supporto di Unimc. Aspettiamo gli allievi a CreaHub, l’atelier di idee-incubatore che da diversi mesi è operativo in pieno centro storico per supportare lo sviluppo di idee ed accompagnare i giovani all’avvio di impresa. Un ringraziamento a tutte le scuole e ai professionisti che ci supportano”.
All’evento erano presenti, tra gli altri, anche il prorettore Claudio Ortenzi e Silvano Gattari della Camera di Commercio di Macerata, che dallo scorso anno è partner del percorso formativo. Durante questa edizione il Laboratorio ha avviato un’efficace sinergia con il Distretto Culturale Evoluto delle Marche, i Cammini Lauretani e il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” di Macerata.
Otto i progetti elaborati da gruppi multidisciplinari composti dai 28 allievi, tra studenti universitari, laureati e dottorandi e studenti dell’ultimo anno dei licei, istituti tecnici e professionali della provincia maceratese. Le idee di impresa presentate hanno spaziato dalla valorizzazione del territorio attraverso l’export (“Made in Marche Export Consultancy” di Irene Del Bufalo, Eleonora Redolfi e Martina Scauda) ed il turismo (“Il Gusto delle Marche” di Maria Lazko, Alina Tyshchenko e Rachele Sabbatini), alla formazione di figure professionali in ambito socio-sanitario (“A.D.C. Assistenza Domiciliare Certificata” di Monica Platinetti, Emanuela Coppa e Fausto Monaldi). Gli allievi hanno anche promosso l’accessibilità museale (“Inclusive Museum” di Chiara Ciurlanti, Roberta Frungillo e Lucia Paciaroni) e ideato soluzioni a supporto della didattica per gli studenti universitari (“UniUni - Università Unite” di Ilaria Gobbi, Giada Bruni, Sara Zengarini, Federica Simonetti). Particolare attenzione è stata dedicata al tema della ricostruzione del territorio dopo i recenti eventi sismici (“MarcheInfoPoint” di Paola Kishta, Davide Lillini, Aurora Torresi e Francesco Mottola). Due i progetti legati a “I Cammini Lauretani”, che hanno puntato alla riscoperta del percorso secolare sotto i profili storico, culturale, ambientale, religioso e ricettivo (“I Tesori Nascosti della Via Lauretana”, di Giacomo Alimenti, Alessandra Belli, Letizia Marini, Manuele Piccinini e Matteo Tamanti; e “I Cammini Lauretani On Tour!” Di Giorgia Frongia, Elisa Mosciatti e Alessandro Rinaldi).
Dopo la presentazione delle idee, gli allievi hanno ricevuto il diploma di partecipazione da un testimonial d’eccezione, Marcello Mancini, fondatore di Performace Strategies.
La giuria di docenti, professionisti ed imprenditori ha eletto e premiato i due progetti migliori: “Inclusive Museum” per la migliore idea e “I Cammini Lauretani On Tour!”, per la miglior presentazione. I vincitori potranno partecipare gratuitamente a un ciclo di seminari tenuti da Cesare Catà dal titolo “La forza delle storie. Lo Storytelling dall’Epica al linguaggio televisivo.
Mercoledì 22 febbraio alle 11 nell'Aula Blu del Polo Didattico Pantaleoni l’Università di Macerata e l’Accademia di Belle Arti di Macerata presenteranno il Bando Erasmus+ Studio e daranno il benvenuto agli studenti internazionali in entrata per il secondo semestre nell’ambito del programma Erasmus e degli accordi bilaterali. Gli studenti in arrivo sono circa 40, provenienti principalmente dall’Europa, per un totale di 12 nazionalità diverse, che si sommano ai circa 140 arrivati nel primo semestre.
Durante la giornata, gli studenti italiani ed internazionali saranno accolti dai docenti referenti per le relazioni internazionali dell’Università e dell’Accademia, Benedetta Giovanola e Teresa Marasca, dallo staff dell’ufficio rapporti internazionali e dai coordinatori Erasmus dei dipartimenti di Unimc.
Gli studenti italiani che intendono candidarsi per svolgere un periodo di mobilità Erasmus potranno apprendere le modalità di partecipazione al bando ed incontrare i loro colleghi internazionali, mentre gli studenti internazionali in entrata potranno assistere all’esibizione del coro dell’Ateneo e conoscere alcune associazioni con cui l’Università coopera e con cui potrebbero collaborare durante la loro permanenza a Macerata. Potranno inoltre visitare la città accompagnati da guide professionali.
Lunedì prossimo una delegazione del Comitato Pro Scuole Sicure di San Severino sarà a Roma, insieme al Comitato scuole sicure centro Italia per un incontro con l'associazione “Save the children” per parlare di sicurezza scolastica e diritti dell'infanzia ed attivare progetti di collaborazione.
Il gruppo di genitori settempedani di recente si è costituito ufficialmente in associazione, con il nome “108 una scuola per la vita” con l'obiettivo di sensibilizzare la collettività sui temi della sicurezza scolastica e della prevenzione antisismica e su tutto ciò che riguarda i diritti dei minori.
“Guardando il servizio di domenica scorsa della trasmissione Le Iene sulla sicurezza scolastica, realizzato da Nadia Toffa, si conferma che la nostra associazione non si è inventata nulla – affermano i componenti del gruppo settempedano – la legge prescrive tre livelli di sicurezza per gli edifici scolastici, secondo le norme quelli che sono sotto lo 0,3 sono ad alto rischio. Riguardo alla Luzio, con i due diversi indici di vulnerabilità sismica dettati dalle perizie, pari allo 0,22 ed allo 0,05, nella migliore delle ipotesi la scuola è ad altissimo rischio. Vorremmo sapere se sono stati fatti i lavori prescritti dalle schede Aedes, oppure se sia stato riaperto senza lavori”. L'associazione aveva chiesto nel merito informazioni al Comune ricevendo risposta lo scorso 19 dicembre, in cui si diceva che non erano stati fatti dei lavori. “Vorremmo chiarezza, sapere se e cosa è stato fatto e quando e chi si è preso la responsabilità di riaprire l'edificio alla frequenza scolastica – concludono i genitori – il nostro primo interesse è che gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado a San Severino, abbiano oltre alla garanzia del diritto allo studio, quella di avere a disposizione un ambiente sicuro e tranquillo in cui poter trascorrere ore proficue con insegnanti e compagni”.
Nasce Wine Lab, un progetto europeo coordinato dall’Università di Macerata, che ha l’obiettivo dicreare relazioni virtuose tra università e piccoli produttori delle aziende vitivinicole: attraverso eventi, mobilità studentesca, proposte formative e la creazione di legami extraregionali, con altre regioni europee di simile profilo, The Wine Lab favorirà il dialogo e lo scambio di saperi, e la co-creazione di nuovi saperi per trovare soluzioni a problemi attuali e formulare nuovi obiettivi di sviluppo. Oltre l’ateneo maceratese, sono coinvolti undici partner di cinque nazioni: Italia, Grecia, Austria, Ungheria, Cipro.
Il progetto presentato da Unimc ha dovuto superare una selezione durissima, ricevendo un cofinanziato per circa un milione di euro dall’Unione Europea nel quadro del programma “Erasmus+, Alleanze della conoscenza”: su 200 presentati, solo 20 progetti sono stati finanziati. I fondi che saranno gestiti dall’Ateneo ammontano a 140 mila euro. “La Comunità Europea – ha sottolineato Alessio Cavicchi, coordinatore del Wine Lab - sta iniziando a capire il valore delle piccole università presenti in aree marginali e rurali da valorizzare. Lo studente è visto come punto fondamentale che può imparare e capire come aiutare le imprese”.
“Questo progetto dimostra una straordinaria sensibilità sociale nell’aver voluto privilegiare ipiccoli produttori. L’Università di Macerata sta diventando un volano dello sviluppo del territorio all’interno di uno scenario globale”, ha commentato il rettore Francesco Adornato durante la presentazione, alla quale sono intervenuti anche Roberto Gaudio, presidente del Centro internazionale di ricerca, studi e valorizzazione per la viticoltura di montagna, partner del progetto, e Francesca Spigarelli, delegata del rettore ai rapporti tra ateneo, imprese e territorio. Come ha spiegato Cavicchi, “l’attenzione alle produzioni vitivinicole è senz’altro alta a livello nazionale ed europeo, ma è chiaro che i piccoli produttori hanno difficoltà ad affermarsi sul mercato. Non è sempre facile creare reti territoriali, soprattutto per le imprese vitivinicole che operano in zone svantaggiate, come la montagna, o le isole”.
Durante i tre anni di progetto, saranno diverse le attività in cui i soggetti del territorio – imprese, associazioni, enti locali, decisori politici e cittadini – saranno coinvolti: eventi di formazione esperienziale, per “interpretare” il vino insieme ai consumatori, comprendere quali strategie di marketing si possano mettere in atto e coinvolgere il territorio nell’implementazione delle strategie individuate; “maratone del vino”, incontri di scambio e discussione tra soggetti diversi; settimane di formazione in mobilità; scambi studenteschi tra università ed impresa; formazione a distanza e in presenza;concorsi per giovani studenti sul vino e sulle aziende vitivinicole. Alcune di queste saranno ospitati all’interno del CreaHub, l’incubatore di idee di impresa di Unimc. Nelle Marche il progetto coinvolgerà l’Istituto marchigiano tutela vini, che mette insieme i produttori del centro nord, e il Consorzio vini piceni, Fermano e Ascolano.
Oggi presso la sede del Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in viale Trastevere a Roma, si sono incontrati il direttore generale del Miur per interventi in materia di edilizia scolastica, Simona Montesarchio, il dirigente dell’ufficio Partecipazione scolastica, legalità e cittadinanza, Giuseppe Pierro, il dirigente dell’ufficio Misure di attuazione degli interventi di edilizia scolastica, Paola Iandolo, i rappresentanti delle aziende e delle società donatrici e il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei.
La finalità dell'incontro è quella di stipulare la convenzione per la consegna di moduli scolastici necessari per eliminare i doppi turni presso l’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi” di San Severino Marche.
Adesso inizierà la corsa contro il tempo per la sistemazione delle strutture che allevieranno i disagi della popolazione studentesca a seguito delle scosse di terremoto dei mesi scorsi.
Dopo aver vinto la Start Cup Marche, la business plan competition targata Unicam, grazie al successo ottenuto al Premio Nazionale dell'Innovazione, dove BioVecBlok è stato uno dei quattro finalisti per la categoria Life science ed è stato premiato con la menzione speciale "Social Innovation”, i giovani ricercatori hanno acquisito il diritto all’ammissione diretta alla fase finale della Global Social Venture Competition, i cui vincitori potranno accedere alla finale internazionale che si svolge all’Università di Barkeley.
La Global Social Venture Competition è un concorso internazionale, ideato e promosso dalla HAAS School of Business di Berkeley, che intende favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese a forte rilevanza sociale e/o ambientale (social venture). Obiettivo principale è creare una sinergia tra mondo accademico, imprenditoriale e finanziario al fine di favorire la nascita e lo sviluppo di imprese presso giovani imprenditori, in cui sostenibilità economica e impatto sociale e/o ambientale siano integrati nella strategia aziendale.
ATLAS, questo il titolo del progetto che sta suscitando così tanto interesse, è un insetticida biologico e non tossico, innovativo strumento di controllo ecologico di zanzare vettrici di malattie come Malaria, Dengue e la nuova emergenza Zika.
Il progetto è stato ora selezionato per la finale a sei di Global Social Venture Competition, che si terrà il prossimo 23 febbraio all'Arena S. Paolo di Milano.
“Siamo stati ovviamente molto soddisfatti – ha dichiarato la dott.ssa Claudia Damiani, dello spin off BioVecBlok – per questo importante risultato. Abbiamo superato una durata competizione che ci ha consentito di entrare tra i 22 selezionati su oltre 500 progetti, ed una ulteriore selezione che ha individuato i sei progetti finalisti.”
Delle sei start up partecipanti, due saranno le vincitrici che saranno premiate con un assegno di 10.000 euro e potranno andare a Berkeley, in California, dove le migliori start up si contenderanno un premio di 80.000 dollari.
Sono tante le iniziative a cui l’Istituto Varnelli di Cingoli ha partecipato recentemente, a dimostrazione della sua vivacità e la vicinanza con il territorio.
Lo scorso 28 gennaio gli alunni dell’Alberghiero hanno partecipato a: “E’ ora di fare di più” promosso dal Comune di Macerata e Cosmari, presso la galleria Scipione di Macerata: show-cooking con degustazione con creazione di piatti a base di cibi di avanzo. Per ulteriori informazioni clicca qui.
Poi c’è stata la visita della città di Firenze con partecipazione alla conferenza organizzata dall'Osservatorio “Il quotidiano in classe”, il cui principale relatore era il direttore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau. Infine l’incontro con referenti dell’azienda Loccioni per l’alternanza scuola-lavoro (classi 4 dell’indirizzo di accoglienza turistica).
Queste e tante altre sono le molteplici attività a cui partecipa l’istituto per dare una formazione a trecentosessanta gradi ai propri studenti.
Domenica 19, le porte del Varnelli saranno di nuovo aperte per accogliere i futuri studenti delle superiori e per far conoscere il suo mondo alle famiglie. Vista la festività di carnevale gli adulti del corso serale faranno il "gran fritto" di carnevale mentre i ragazzi del settore sala prepareranno cocktail e piatti alla fiamma; il tutto sarà curato dagli alunni dell'indirizzo di accoglienza turistica.
Per onorare la memoria della giornalista Maria Grazia Capulli, l'Università di Macerata, d'intesa con la famiglia Capulli e con la Rai, ha bandito la prima edizione del Premio Maria Grazia Capulli dedicato a tesi di laurea magistrale in ambito giornalistico. Le tesi dovranno trattare temi e casi giornalistici, con particolare riguardo al cosiddetto 'giornalismo costruttivo', ovvero - spiega l'Ateneo - un giornalismo "rigoroso, in grado di valorizzare gli aspetti positivi e la ricerca di soluzioni al fine di presentare al pubblico un quadro più completo e veritiero della situazione, mantenendo come fondamenta le classiche funzioni e l'etica di base del giornalismo".
Nella valutazione delle tesi sarà criterio preferenziale il riferimento a argomenti trattati nella carriera giornalistica di Maria Grazia: cultura, ecologia, terzo settore e più in generale buone notizie, storie positive e di speranza, imprese straordinarie di persone comuni. Il vincitore riceverà una borsa di studio di 2.000 euro. (Ansa)
Pedibus, obiettivo raggiunto e promessa mantenuta. Infatti, come annunciato dall’Amministrazione comunale all’inizio dell’anno scolastico, i gruppi che hanno aderito al progetto di accompagnamento pedonale a scuola e che hanno raggiunto i venti iscritti, riceveranno un riconoscimento di 1.000 euro da utilizzare in beni o servizi per attività didattica del proprio istituto.
Sono tre i gruppi che in pochi mesi hanno tagliato questo traguardo e ora, di conseguenza, le loro scuole - le primarie Natali di Sforzacosta, l’Anna Frank di Villa Potenza e la Montessori - avranno il contributo del Comune.
Nel frattempo si sono costituiti altri tre gruppi e, seppure non abbiano ancora raggiunto l’obiettivo minimo di 20 partecipanti, l’Amministrazione comunale ha deciso, come apprezzamento del lavoro fatto fino ad oggi, di riconoscere alle loro scuole un contributo di 500 euro che potrà arrivare a 1000 prima della fine dell’anno scolastico. Si tratta delle scuole primarie Quartiere Pace e Sandro Pertini di Piediripa e della scuola primaria Goffredo Mameli. Infine, da non dimenticare che da pochi giorni si è avviato anche un altro piccolo gruppo nella scuola Enrico Medi delle Vergini.
“Sono particolarmente soddisfatto di questo riconoscimento - interviene l’assessore all’Ambiente, Mario Iesari - per i bambini, i genitori, e anche gli insegnanti che hanno sposato il progetto Pedibus proposto dall’Amministrazione. Questo contributo alle attività scolastiche arriva grazie al loro impegno e alla loro fiducia nella possibilità di rendere possibile uno stile di vita più virtuoso e sostenibile. Inoltre vedo con soddisfazione che i bambini che partecipano al progetto sono davvero contenti e i loro genitori apprezzano l’iniziativa. Ma questo è solo l’inizio. Ci saranno ulteriori novità nei prossimi mesi e Pedibus coinvolgerà di certo ancora più bambini e genitori. Spero davvero che andare a scuola a piedi tutti insieme diventi nella nostra città la norma e non l’eccezione. Come abbiamo scritto in un post del gruppo Facebook per commentare i tanti disegni dei bambini che partecipano al progetto Pedibus libera la fantasia, l’auto nel traffico no”.
In totale a Macerata sono 110 i bambini, 15 gli accompagnatori volontari e 7 le scuole primarie coinvolte nel progetto Pedibus. Un progetto che si sta diffondendo in molte città e i cui vantaggi non sono soltanto di tipo ambientale, come la riduzione del traffico e di conseguenza delle polvere sottili e dei gas serra, ma anche di tipo sociale perché permette ai bambini di inserirsi in maniera più positiva nella realtà urbana e a questa ultima di diventare più sicura e gradevole adattandosi alle loro esigenze. Pedibus si concretizza in un percorso pedonale in genere di circa 1 chilometro, lungo il quale i bambini possono attendere l’arrivo del gruppo come avviene normalmente per gli autobus. La sicurezza è garantita dalla presenza di accompagnatori volontari, a Macerata gli stessi genitori, e dall’utilizzo di segnali indicatori e di casacchine particolarmente visibili per bambini e accompagnatori.
L’associazione La luna a dondolo ha consegnato i libri ricevuti dall’APM di Macerata e dalle case editrici Rrose Sélavy eZOOlibri al primario del reparto di Pediatria, il dottor Francesco Perri.
Oltre 150 persone hanno partecipato all’iniziativa “Il Banco del somaro”, il weekend letterario organizzato, sabato 11 e domenica 12, dal Museo della scuola «Paolo e Ornella Ricca» dell’Università di Macerata in collaborazione con l’associazione La luna a dondolo.
Simone Maretti, circondato dalla suggestiva atmosfera dell’aula scolastica degli anni Trenta, ha raccontato tre storie che hanno soddisfatto tutte le età: dal racconto dell’orchessa Babayaga per i piccoli dai 4 ai 7 anni a quella per i grandi, “Il piccolo sarto e il cappellaio” di Simenon, per poi concludere con “Thomas e le gemelle” di Carlo Lucarelli per le famiglie con bambini dagli 8 agli 11 anni. Domenica è intervenuto anche Massimo De Nardo, della casa editrice Rrose Sélavy, per presentare la storia in giallo di Lucarelli, che, per la prima volta, ha scritto un libro per ragazzi.
Il weekend letterario è stato l’occasione per consegnare al primario del reparto di Pediatria, il dottor Paolo Francesco Perri, i tanti libri che l’associazione La luna a dondolo ha ricevuto come donazione dall’APM di Macerata e dalle case editrici ZOOlibri e Rrose Sélavy. L’attività principale dell’associazione è, infatti, quella di volontariato nel reparto dell’ospedale di Macerata: ogni giorno i volontari vanno a trovare i piccoli ricoverati per leggere un libro insieme o per consigliare una lettura da fare con la propria famiglia. Alla cerimonia di donazione è intervenuta anche la professoressa Anna Ascenzi, direttore del Museo della scuola, per dare il benvenuto al pubblico.
L’iniziativa “Il Banco del somaro” si ripeterà anche amarzo. Info: www.museodellascuola.unimc.it. Pagina Facebook: “Museo della scuola Paolo e Ornella Ricca”.
Ancora un importante riconoscimento per Synbiotec srl, storico spin off dell’Università di Camerino, ora PMI Innovativa, che da anni opera con successo nel settore della produzione di probiotici.
Il progetto “Probiosenior” è stato infatti finanziato dalla Regione Marche nell’ambito del bando volto a “Promuovere soluzioni innovative per affrontare le sfide delle comunità locali nell’ambito della salute e benessere attraverso progetti collaborativi di ricerca e sperimentazione tra imprese e strutture pubbliche/private che erogano servizi ai cittadini”.
Tra gli 8 progetti finanziati c’è infatti anche Probiosenior, classificatosi al primo posto nell’ambito tematico “Nutraceutica e Alimenti Funzionali”, rappresentato dall’azienda capofila Synbiotec che dirige una cordata costituita da aziende del settore agro-alimentare (Caseificio Val D’Apsa snc di Urbino, Pittalis Srl di Ostra, Synbiofood Srl di Civitanova Marche, Torrone Camerinese Casa Francucci snc di Camerino), del settore tecnologico-informatico (Fidoka Srl di Ripe San Ginesio, IT Innovative Technology Srl di Camerino), dell’ambito sociale (COOSS Marche onlus Soc. Coop P.A. di Ancona) nonché soggetti sperimentatori sia pubblici che privati (Unione Montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino, Unione Montana dei Monti Azzurri, Unione Montana Marca di Camerino e Labor Spa di Jesi). Partner strategici della ricerca scientifica sono l’Università di Camerino e l’Università di Firenze.
Obiettivo del progetto è sviluppare e sperimentare un set di nuovi alimenti funzionali e nutraceutici contenenti probiotici, distribuiti in modo capillare e monitorato, in grado di migliorare parametri correlati con il processo di invecchiamento.
Per la Synbiotec, che ha seguito tutte le fasi di organizzazione del partenariato e di progettazione scientifica, si tratta di un piano molto ambizioso e di ampia portata. Lo stesso propone, infatti, innovazioni che mirano da una parte ad aumentare la specializzazione produttiva delle imprese marchigiane, e dall’altra a proporre reti di servizi per la cura e il benessere della popolazione del territorio, con particolare riferimento agli anziani.
Il progetto, della durata di 3 anni, ha ottenuto un contributo di circa due milioni di euro e prevede una fase di sperimentazione presso alcuni Ambiti Territoriali Sociali e Case di Cura del territorio. Si tratta quindi di una sfida e di un contributo estremamente importanti per la ripresa della nostra Regione dopo gli ultimi eventi sismici che l’hanno colpita e le relative conseguenze, una risposta positiva con la voglia e la determinazione per ricominciare che da sempre ci contraddistingue: Il Futuro non crolla!
È una storia di coraggio quella raccontata all’Aula magna dell'I.I.S. Garibaldi di Macerata. Pino Masciari, imprenditore edile calabrese e testimone di giustizia, ha parlato agli studenti, delle classi V del Tecnico agrario e del professionale, della sua lotta contro la ‘ndrangheta.
Nell’ottobre del 1997, Masciari e la sua famiglia, con due figli appena nati, entrarono nel programma speciale di protezione e dal 2010 vivono sotto scorta. Denunciò il racket della ‘ndrangheta, e ora prosegue la sua vita con forza e determinazione, nonostante abbia dovuto rinunciare alle certezze di un'esistenza agiata e appagante: niente più lavoro, affetti, niente più Calabria, dalla notte al giorno.
Il testimone di giustizia è stato accompagnato al tavolo dei relatori da Elio Veltri, medico, scrittore e sindaco di Pavia negli anni Novanta, uomo in prima linea per la lotta alla corruzione.
Gli alunni hanno seguito con molto interesse gli interventi, intrattenendosi poi con Masciari e Veltri, anche oltre il termine. L’incontro, dal titolo Organizzare il coraggio, è stato curato dall'Istituto Agrario, in collaborazione con Paolo Cudini del ristorante macrobiotico di Macerata, e con la partecipazione dell’Avvocato Marco Ginesi, Console Onorario della Federazione Russa di Ancona, e del Cav. Renato Barchiesi, coordinatore della segreteria consolare della Federazione Russa di Ancona.
Intanto, con il prolungamento del termine delle iscrizioni al 7 marzo deciso dal Ministero dell’Istruzione, l’Istituto Agrario ha organizzato un’ulteriore data di Scuola aperta. Per studenti e genitori l’appuntamento è domenica 19 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Per info e iscrizioni: www.itagaribaldi.it oppure telefonare allo 0733/262036.
Per il corso di formazione “Alla scoperta del Medio Evo” mercoledì 15 febbraio alle ore 15.00, presso l’auditorium dei Geometri di Macerata, saranno relatori il prof. Nazareno Morresi con la lezione su “La trasformazione dell’amore dall’età Classica al Medio Evo” e la dottoressa Isabella Cervellini, funzionario archivista di stato, su “Approccio metodologico alla ricerca storica”.
Molti partecipanti al corso sonodegli appassionati dell’argomento ma soprattutto sono docenti che coraggiosamente vengono da tutta la Provincia, nonostante i tanti problemi.
Promotrice dell’iniziativa è l’Associazione Diesse - Didattica e innovazione scolastica-che vuole valorizzare e promuovere la professionalità degli insegnanti anche con attività culturali e di aggiornamento, coinvolgendolidirettamente in un lavoro.
In questo caso è stato prezioso il contributo dell’ITCAT Bramante e del Centro Studi San Claudio al Chienti: la sinergia porta sempre frutto.
La prossima lezione è programmata per il 21 febbraio: “Colture e ambiente nell’Europa e nelle Marche del Medio Evo” con il prof. Enzo Mancini e “La cartografia e le strade nelle Marche del Medio Evo” con lo studioso e collezionista Antonio Volpini.
Oltre all’appuntamento del 14 marzo, è prevista anche una visita alla chiesa di San Claudio, guidata dall’architetto Riccardo Garbuglia, e un ultimoincontro su “Il cibo tradizionale a tavola” con illustrazioni, commenti e degustazioni, curato dal pluristellato chef Silvano Scalzini. Il suo ristorante “Picciolo di rame” si trova all’interno del castello di Vestignano ed è un esempio di chi non trema e ricomincia prendendo per la gola.
Il corso è valido ai fini della formazione dei docenti ed è ancora possibile iscriversi.
Per informazioni scrivere a diesse.allascopertadelmedioevo@gmail.com
Domenica 12 febbraio, presso l'auditorium del IPSIA “Don Enrico Pocognoni” di Matelica si è tenuto un seminario sulla progettazione industriale e il design in occhialeria. Ciò è stato possibile grazie alla professionalità e al vivo interesse dei professori Paolo Trau' e Rossella Baroni dell'indirizzo ottico dell'Istituto, sostenuti dal patrocinio dell'Università di Camerino.
Sono stati invitati a confrontarsi e a relazionare di fronte ad un folto pubblico esperti di settore come Davide Nobile, Lucio Stramare, Elizabeth Sorentino, Michela De Faveri e Paolo Insogna, delle prestigiose Compagnia Italiana dell'Occhiale e New Optic Italia. Ciascun relatore si è mostrato disponibile a fornire testimonianza della propria passione, della professionalità acquisita e della storia personale maturata.
Gli interventi principali hanno riguardato un excursus storico sull'origine e sugli sviluppi dell'occhialeria in Italia, su come si possa dar vita ad una nuova collezione sia per quanto riguarda i materiali, i dimensionamenti, il design nonché la realizzazione del prototipo, per poi continuare ad illustrare il valore attuale dell'immagine e della comunicazione per la diffusione di un brand tramite i social media. Molto interessante è stato lo studio del caso della New Optic Italia, una delle pochissime aziende che ha fatto dello studio dell'occhialeria destinata ai bambini una vera e propria mission. Per concludere il ciclo di interventi della mattinata i professionisti si sono soffermati sul ruolo strategico della figura dell'ottico, vero trait d'union tra il mercato nazionale o globale e la realtà locale in cui egli vive ed opera.
Dopo la pausa pranzo i lavori sono continuati con un workshop specialistico sulla progettazione in occhialeria, che ha visto impegnati gi studenti dell' IPSIA Pocognoni e i loro colleghi degli istituti “Sacconi” di Ascoli Piceno, “Benelli” di Pesaro e “Pacinotti” di Foggia.
Sono ben 4 anni che i docenti dell'indirizzo ottico si prodigano per organizzare eventi del genere come occasione di formazione per gli studenti, ma anche di scambio culturale tra tecnici e professionisti sia del settore socio sanitario, sia dell'impresa dell'occhiale, tutto rivolto nella direzione dell'innovazione.
Continua la gara di solidarietà e vicinanza verso l’ITTS “DIVINI” di San Severino da parte di ex studenti che hanno sfondato nel mondo del lavoro. Questa è la volta di Daniele Caschera, settempedano diplomatosi appena nel 2013 in Elettrotecnica al Divini, che, dopo aver vinto un importante concorso in RAI, è stato inviato dalla nostra azienda televisiva nazionale come tecnico del suono al Festival di Sanremo.
Daniele ha voluto far sentire la propria voce a favore degli studenti e dei docenti del Divini attraverso un video che potete vedere nella pagina face book dell’istituto (all’indirizzo https://www.facebook.com/itdivini/) girato proprio nella sala suoni del prestigioso Teatro Ariston della Città dei Fiori.
Tutte queste autorevoli e genuine testimonianze che si stanno succedendo sull’efficacia e l’utilità della preparazione ricevuta al Divini, considerata fondamentale per il successo lavorativo ottenuto, rappresentano senza dubbio il migliore biglietto da visita per lo storico e rinomato istituto settempedano.
Tutti i giornali hanno parlato nei giorni scorsi della firma, al Ministero dell’Interno, del ‘Patto per un Islam italiano’: ne abbiamo parlato col Prof. Stefano Testa Bappenheim, docente di Diritto ecclesiastico e di Diritto musulmano e dei Paesi islamici alla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino.
Nei giorni scorsi è stato firmato il "'Patto nazionale per un Islam italiano, espressione di una comunità aperta, integrata e aderente e ai valori e principi dell'ordinamento statale". Di cosa si tratta?
È un documento d’impegni firmato, grazie al Ministro Minniti, da una ragguardevole porzione delle Comunità musulmane in Italia, ed è una tappa importante d’un iter di conoscenza e dialogo avviato dal Ministro Pisanu nel 2005, con la creazione della Consulta per l’Islam in Italia, poi proseguito col Ministro Amato, nel biennio 2006-2008, con la ‘Carta dei valori della cittadinanza e dell’immigrazione’ e la ‘Dichiarazione d’intenti’, e continuato ancora col Ministro Maroni, al cui Comitato per l’Islam si debbono altri documenti importanti sugli Imam e sulle moschee.
Cosa cambia in concreto rispetto alle relazioni che c'erano finora?
Sono stati siglati impegni concreti riguardo in primis la trasparenza, l’uso dell’italiano per i sermoni in moschea, la definizione di curricula formativi degli Imam, il controllo dei luoghi per l’aggregazione religiosa onde si evitino interferenze straniere, assicurando la libertà di culto e di religione ai Musulmani che vivono e lavorano in Italia. L’obiettivo e duplice: garantire la libertà religiosa ai fedeli islamici, come a quelli d’ogni altra religione, con l’Intesa o di fatto, respingendo sentimenti xenofobi, e, al contempo, favorire l’integrazione della confessione islamica nel quadro dei diritti e doveri che la Costituzione garantisce a tutti quelli che si trovano nel nostro Paese.
Il documento potrebbe essere anche utile a relazionare le stesse comunità islamiche, spesso in contrasto fra loro?
In vari Paesi europei vi sono accordi similari già operativi di cui mi sono occupato e che stanno funzionando anche in tal senso, mentre è uscito da poco un libro, frutto d’un PRIN-progetto di ricerca d’interesse nazionale cui ho partecipato, che illustra proprio queste prospettive; bisogna comunque tener presente che l’Accordo dell’altro giorno, pur importantissimo, non è ancora un’Intesa ex art. 8 della Costituzione, sicché il cammino resta lungo, quantunque sia stato compiuto uno straordinario investimento per il futuro, come ha detto il Ministro Minniti.
In concreto, invece, per quanto riguarda il diritto che lei insegna, quali modifiche vengono apportate nell'insegnamento?
Io insegno, alla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, due materie, Diritto ecclesiastico e Diritto musulmano e dei Paesi islamici, ed entrambe sono interessate da questa prospettiva; il diritto ecclesiastico, infatti, studia le norme dello Stato che regolano il fenomeno sociale religioso, ed è evidente che ove venisse firmata un’Intesa sarà soprattutto il Diritto ecclesiastico a doversene occupare; d’altro canto, poi, già ora, in alcuni casi, il diritto italiano recepisce o rinvia a norme degli ordinamenti confessionali, sia delle Confessioni con Intesa sia di quelle senza, nonché a norme dei Paesi islamici, pure rilevantissime per l’export del Made in Italy, e questo è l’ambito di studio della mia seconda materia.
Senza sosta l’attività del Rotary di Tolentino, presieduto da Fabio Nardi, a favore delle popolazioni colpite dal sisma. Il club finanzia due borse di studio, “Rotary reagisce al sisma”, a favore di giovani ricercatori per offrire loro l’opportunità di dedicarsi a due diversi progetti per una migliore interpretazione del terremoto e ad una più efficace ricostruzione post sisma.
Il primo progetto, coordinato dal docente Emanuele Tondi, geologo dell’Università di Camerino, è di tipo geologico che verterà sull’analisi macro sismica e geologica-strutturale dell’area epicentrale del terremoto avvenuto nel 1799 in Appennino centrale, sisma che colpì abbastanza duramente il territorio di Cessapalombo, Caldarola, Sarnano, San Ginesio, Camerino e San Severino Marche. Del terremoto del 1799, infatti, non si conosce ancora bene quale sia stata l’area epicentrale e l’aspetto macro sismico. I risultati di questa ricerca aiuterebbero anche ad una migliore interpretazione degli ultimi eventi.
Il secondo progetto è di tipo urbanistico, riguarda le modalità di ricostruzione di un borgo danneggiato dagli ultimi eventi sismici, individuando percorsi di sviluppo per la rinascita di un’area che rientra nel comprensorio del Rotary di Tolentino. Il coordinatore di tale lavoro, con il quale si cercherà quindi di capire come ricostruire una zona di media pericolosità sismica in modo che il prossimo terremoto non crei problemi come hanno fatto i precedenti, è Massimo Sargolini, docente di Urbanistica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino. Ecco, allora, che questi studi saranno molto importanti sia nell’interpretazione degli eventi sismici nel territorio che nella pianificazione urbanistica nella fase di ricostruzione.
Nella corsa contro il tempo per rinnovare il patto sui prezzi dei prodotti agricoli in seno alla Comunità Europea del 1964, i ministri dell'agricoltura dell'epoca fermarono gli orologi prima che scattasse la mezzanotte e rimasero in consesso fino al raggiungimento dell'accordo.
L'episodio ricordato dal Magnifico Rettore dell'Università di Macerata, il professor Francesco Adornato - che si è detto emozionato e inorgoglito dell'invito a tenere la relazione di prolusione all'inaugurazione del 27° anno accademico dell'UTE del Rotary Club di Macerata svoltasi ieri in un'affollata sala ex cinema allo Sferisterio - indica nella forza di volontà e nella volontà di coesione due elementi irrinunciabili.
Valori fondamentali per la collettività che si declinano, nel progetto di formazione firmato Rotary, in un ventaglio ampio di proposte a partire, dal marzo prossimo, dal corso aperto e gratuito sull'assistenza ai malati di demenza e Alzheimer. "Una risposta concreta a un'esigenza reale", ha sottolineato Marco Meldolesi, presidente del Rotary Club di Macerata, secondo quel principio di sussidiarietà orizzontale individuabile fra l'Università per tutte le età e le altre istituzioni formative.
Perché Macerata, nelle parole dell'assessore alle politiche giovanili del Comune di Macerata, Federica Curzi, è città della formazione e proprio la formazione è azione di fondamentale importanza, secondo la visione del governatore del Distretto Rotary 2090, Paolo Raschiatore: non soltanto in quelle aree del mondo meno fortunate in cui dà l'opportunità di affrancarsi dalla povertà e dal degrado, ma anche in luoghi più fortunati ma colpiti da profonda crisi come l'Italia in questo particolare frangente storico.
In ottica di cooperazione nel sociale il Rotary di Macerata sta stringendo accordi con l'ANFFAS presieduta da Marco Scarponi, presente ieri. La volontà del Club è di proporre azioni che mettano al centro la persona e i suoi bisogni. Sempre all'impronta dell'amicizia e della convivialità che contraddistinguono l'Università per tutte le età.
Oltre 300 corsisti l'anno è il dato medio di adesione all'iniziativa rotariana che organizza l'attività formativa nella sede di via Roma a Macerata con aule attrezzate e un comodo parcheggio. La segreteria dell'associazione è a disposizione per informazioni chiamando lo 0733 235200 o scrivendo a segreteria@rotarymacerata.it.
Sono stati ricevuti dal rettore Francesco Adornato i 26 insegnanti di italiano provenienti da tutto il mondo che hanno partecipato al corso di aggiornamento itinerante "Parole in contesto" organizzato da Edulingua, un evento che la scuola organizza annualmente e a cui partecipano spesso anche i docenti Unimc Italint in qualità di formatori.
I docenti venivano da Argentina, Belgio, Brasile, Croazia, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Spagna, Ungheria oltre che dall’Italia. “Il mondo in una stanza”, è stato commentato durante l’incontro. Al corso collaborano in particolare i docenti Unimc del master in didattica dell'italiano L2/LS in prospettiva interculturale.
Giunto alla settima edizione, il corso intende formare professionisti dell’ambito educativo specializzati nella didattica dell’italiano L2 e LS a stranieri e nella facilitazione linguistico-culturale in enti pubblici e privati, sia in Italia che all’estero