Con il 97,2% l'ateneo di Camerino si conferma al primo posto nella classifica Censis dei piccoli Atenei. L'università di Macerata si colloca invece al terzo posto.
Tra le piccole università, che hanno fino a 10mila iscritti, Camerino si distanzia dalla seconda, Teramo, di ben 8 punti.
Lo studio del Censis è un'articolata analisi del sistema universitario italiano attraverso la valutazione degli atenei - statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione - facendo riferimento ai parametri delle strutture disponibili, dei servizi erogati,il livello di internazionalizzazione e la capacità di comunicazione 2.0.Da quest'anno tutte le classifiche sono disponibili in formato interattivo. Se si clicca sul punteggio del singolo ateneo si possono visualizzare i punteggi ottenuti per ciascuno degli indicatori.
Nel dossier del Censis disponibile sul sito www.censis.it sono 40 le classifiche stilate, in cui emergono ancora una volta tra le mega statali l'ateneo di Bologna, la Bocconi di Milano tra le università private, Perugia tra i grandi atenei, Siena tra i medi e Camerino tra i piccoli.
“La conferma per il quattordicesimo anno consecutivo del primo posto tra gli atenei di pari dimensioni – sottolinea il Rettore professor Flavio Corradini – non può che riempirci di soddisfazione: è evidente che il risultato ottenuto conferma il forte impegno del nostro ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorare dove è possibile, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Quest’anno poi il risultato ha una valenza ancora più significativa, perché malgrado tutto ciò che è successo, Unicam c’è, ci abbiamo creduto fino in fondo, ripartendo subito anche grazie alla magnifica collaborazione dei nostri studenti, è con loro e per loro che #ilfuturononcrolla”.
Ottimi risultati anche per quanto riguarda la didattica. Unicam è infatti prima a livello nazionale per il gruppo geo-biologico che per l'Ateneo comprende i corsi di laurea triennali negli ambiti della biologia, delle biotecnologie e delle scienze geologiche, naturali e ambientali, con il punteggio di 101, e terza sempre a livello nazionale per il gruppo di materie scientifiche, che comprende nello specifico i corsi negli ambiti dell’informatica, della fisica e della matematica, con un punteggio di 103 (+2 rispetto allo scorso anno).
Più che positivi, sono inoltre i piazzamenti negli ambiti disciplinari cui fanno capo gli altri corsi di laurea attivati dalle Scuole di Unicam.
Anche per quanto riguarda l'Università di Macerata grande soddisfazione è espressa dal rettore Francesco Adornato per il risultato raggiunto: “Si tratta di una dimensione sempre più preponderante per la nostra Università che attraverso l’internazionalizzazione porta il mondo a Macerata e Macerata nel mondo.
Da anni, inoltre, l’Università di Macerata offre ai proprio studenti tre corsi di laurea in inglese in scienze politiche, in management del turismo e in economia, che richiamano studenti da tutto il mondo, e corsi di laurea internazionale a doppio titolo, che permettono di studiare giurisprudenza, scienze filosofiche o lingue in Francia, management del turismo in Spagna, scienze politiche internazionali in Russia o in Ucraina, ottenendo un doppio titolo di studio valido in Italia e nel Paese dell’Ateneo partner. Quest’anno la nostra offerta internazionale si arricchisce ulteriormente con un percorso di laurea magistrale a titolo multiplo in finanza ed economia internazionale con l’Università Nicolaus Copernicus di Torun di Polonia e con l’Università di Angers in Francia”.
Oltre alle graduatorie generali, il Censis ha elaborato la classifica dei corsi di classi di laurea triennali e dei corsi a ciclo unico, rispetto alle possibilità di fare passi avanti nella carriera e alle opportunità di spendere il proprio titolo di studio all'estero.
Per quanto riguarda la didattica, quindi, Unimc è seconda in Italia per i corsi in beni culturali, lettere, storia e filosofia; si colloca in terza posizione per il corso di laurea in scienze dell’educazione e della formazione e al sesto posto per i corsi in scienze del turismo, scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, scienze della comunicazione, scienze politiche e delle relazioni internazionali, servizio sociale.
“La reputazione circa la qualità dei nostri corsi cresce di anno in anno – specifica il rettore – e ci ha portato a una crescita costante delle iscrizioni al primo anno, che, anche quest’anno, hanno conosciuto un aumento di quasi il 3% e per un totale di circa 3.300 nuovi iscritti”.
"A quasi un mese dall’ incontro avvenuto in comune in sede di Commissione consiliare, nulla è dato di sapere circa le sorti dell’Asilo nido comunale L’Aquilone di Porto Potenza Picena" scrivono in un comunicato stampa i genitori dei bambini.
"In quella sede - i genitori proseguono - l’amministrazione, a seguito di una votazione, ha deciso con una prova di forza della maggioranza di procedere per l'esternalizzazione della struttura pubblica nonostante le richieste dei genitori di evitare quella strada e senza prendere in considerazione le alternative proposte dalla minoranza del PD. Ad oggi, purtroppo, dobbiamo constatare come l’amministrazione comunale non sia ancora riuscita a dare formale seguito alle proprie decisioni e non sia quindi nelle condizioni di comunicare ufficialmente le sorti della struttura dato che, a quanto pare, non è neppure chiara la modalità con cui intende procedere all’esternalizzazione".
"A meno di otto settimane - spiegano - dall’inizio della riapertura dell’asilo per l’anno 2017-2018 si sta infatti verificando esattamente ciò che i genitori temevano di più e cioè la totale incertezza su cosa ne sarà della struttura, su chi si occuperà dei nostri bambini e sull’impatto economico che l’esternalizzazione avrà sulle famiglie. Aumenta giorno per giorno il rischio di iniziare il nuovo anno con l’attuale gestione per poi procedere ad un cambio in corsa con i nuovi entrati, eventualità che rappresenta davvero la circostanza peggiore e va assolutamente scongiurata, perché per i bambini significherebbe un avvicendarsi continuo di educatori diversi, senza la minima garanzia di continuità".
"La situazione ha assunto per questo carattere di urgenza e i genitori, che hanno potuto solo subire decisioni di chi avrebbe invece dovuto ascoltarli con maggiore attenzione, chiedono adesso risposte e tempi certi anche per poter essere messi nelle condizioni di prendere le giuste decisioni per propri figli. Ci si domanda come sia stato possibile giungere ad un simile stato delle cose considerando che l’Amministrazione ha avuto oltre sette mesi di tempo per gestire il problema senza essere riuscita in tutto questo tempo a convincere nessuno delle proprie ragioni, forse neppure sé stessa, considerando le innumerevoli contraddizioni e retromarce di cui è costellata la vicenda" evidenziano.
"Si ha tutta l’impressione che per realizzare un risparmio si torni a dimenticare il cuore del problema: i bambini, l’offerta educativa e la qualità del servizio! A ben guardare l’indecoroso spettacolo di incompetenze che l’Amministrazione comunale sta offrendo ci si domanda chi siano i veri immaturi tra i bimbi dell’asilo ed i cosiddetti adulti che stanno dando un pessimo esempio proprio a chi, come i bambini, si affida totalmente alle loro, supposte, competenze" concludono i genitori nel comunicato.
Proseguono le iniziative di sostegno a favore dell’Università di Camerino e del Comune di Camerino. In questa occasione protagonisti sono i Rotary Club.
Sabato 8 luglio, infatti, il Rotary Club di Camerino organizza l’evento “Il Rotary per la rinascita”, al quale prenderanno parte anche il Rettore UNICAM Flavio Corradini ed il Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui.
Nel corso dell’evento, che si terrà presso l’aula S. Tulipani del Polo Informatico di Unicam a partire dalle ore 18, i Rotary Club di Lecce sud, Nardò e Ceglie Messapica-Terre dei Messapi consegneranno una donazione in denaro ad UNICAM, frutto di una raccolta fondi tra i soci, mentre i Rotary Club di Torino Chieri e Torino Stupinigi doneranno un’autovettura Fiat Panda al Comune di Camerino.
“Ringrazio davvero di cuore, anche a nome dell’intera comunità universitaria – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – i Rotary club che, per il tramite del Rotary Club di Camerino, hanno voluto concretamente esprimere la loro vicinanza non solo al nostro Ateneo ma all’intero territorio”.
L’incontro si aprirà con il saluto del Presidente del Rotary Club di Camerino prof. Piergiorgio Fedeli, al quale seguiranno gli interventi del Rettore Corradini, del Sindaco Pasqui e dei Presidente dei Rotary Club ospiti
Al termine si terrà l’esibizione del coro “I cantori di Ippocrate” di Lecce, diretto dal maestro Raffaele Lattante.
Il lavoro, si sa, è una questione di passione ma anche di sacrifici: tutti noi cominciamo la nostra carriera sin dall’università, dunque scegliendo un percorso consci delle sue difficoltà e degli ostacoli che dovremo superare. Ma lo facciamo perché, appunto, sentiamo di nutrire una forte passione, che rende quel preciso obiettivo più semplice da raggiungere. In altre parole: per seguire i nostri sogni professionali serve tanto pelo sullo stomaco. Soprattutto quando la nostra vocazione è l’infermieristica: una delle professioni socialmente più importanti, per la quale le esigenze di noi singoli vengono messe in secondo piano rispetto a quelle del prossimo. Ecco perché in questo articolo vedremo di analizzare la professione di infermiere, anche per capire quali sono le prospettive lavorative che attendono i laureati.
Professione infermiere: scopriamola meglio
Competenze professionali, certo, ma anche spiccate doti umane: quello dell’infermiere è un lavoro che richiede non solo un alto grado di sopportazione delle difficoltà altrui, ma anche una particolare lucidità ed una prontezza d’azione non da tutti. Si tratta, infatti, di una delle professioni legate al settore sanitario più complesse, che richiede una cura continua del paziente, dunque un impegno slegato dai canonici orari lavorativi. L’infermiere può poi lavorare presso strutture sanitarie pubbliche, istituti privati oppure a domicilio, dunque come libero professionista. I suoi compiti, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, sono sempre orientati all’altro individuo: cosa che ovviamente crea un’empatia ed un coinvolgimento emotivo alle volte molto duro da sostenere.
Infermieristica: le prospettive lavorative
Il settore dell’infermieristica è senza ombra di dubbio uno di quelli che vanta le prospettive più promettenti. Secondo i dati riportati dalla Federazione Ipasvi, infatti, nei prossimi 13 anni la domanda relativa alle assunzioni di infermieri salirà di circa 70.000 unità, e questo tenendo in considerazione solo il settore del pubblico. Questo fattore è anche dovuto all’aumento dell’età media degli italiani, che viene accompagnata da una crescita di casi relativi alle malattie croniche da sostenere, soprattutto nell’ambito assistenziale a domicilio. E la richiesta in questo campo è già oggi molto ampia: basta visitare siti come Jobrapido per trovare svariate offerte di lavoro per infermiere, il che testimonia le enormi potenzialità di una laurea o specializzazione in infermieristica.
Quali sono gli sbocchi professionali per gli infermieri?
Come già detto, un laureato in infermieristica può contare su diversi sbocchi lavorativi: può lavorare nel settore sanitario pubblico, nel settore privato oppure come infermiere a domicilio freelance. Ma va anche specificato che questa professione – al pari delle altre – sta conoscendo una evoluzione e dunque nuovi percorsi carrieristici, che offrono delle validissime alternative a quelli “tradizionali”. Ad esempio, il modello “See and Treat” attualmente in vigore presso alcune strutture ospedaliere a Londra, potrebbe essere presto adottato anche da quelle italiane: ma in cosa consiste? Di fatto, ogni struttura è suddivisa in diverse stanze, che fungono da veri e propri studi privati di un singolo infermiere. In questo modo la logistica viene snellita, i pazienti accolti e curati più in fretta, ed il sistema dimostra dunque di funzionare anche in assenza di un “cervello pensante” univoco.
Porte aperte al master Unicam “Wine export management”: il Presidente della Confederazione nazionale dei Consorzi di tutela dei vini (Federdoc) salirà in cattedra per una lezione del Master presso la sede Unicam di Civitanova Marche.
“Sarà una lezione ordinaria, aperta a tutti, quella che il dottore Riccardo Ricci Curbastro terrà venerdì 30 giugno dalle ore 15 – afferma il professore Luca Petrelli direttore del master e docente della Scuola di giurisprudenza di Unicam, nell’ambito del corso di formazione post laurea ideato e realizzato dalla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino in collaborazione con il Comune di Matelica, l’Istituto marchigiano di tutela Vini e il Consorzio di Tutela dei vini Piceni. La lezione verterà sul tema “I consorzi di tutela dei vini a denominazione di origine: compiti e attività”.
“Non potevamo scegliere un professionista più completo per affrontare il complicato tema della tutela e della promozione in Italia e sui mercati mondiali dei vini Italiani di qualità legata all’origine geografica” prosegue il Prof. Petrelli. “Il dott. Ricci Curbastro è saldamente alla guida di Federdoc dal 1988 e oltre ad essere un “vignaiolo”, così come ama definirsi, anche per continuare una lunga tradizione familiare, è autore di numerose pubblicazioni sul regime di tutela e sul marketing dei vini di qualità legata all’origine geografica e, nel tempo, in ragione di prestigiosi incarichi assunti a livello sia nazionale che europeo, ha avuto modo di influire sulla scrittura delle regole nazionali e dell’Unione Europea che hanno determinato la crescita di un settore oramai strategico per uno sviluppo sostenibile delle zone rurali italiane”.
“La lezione vuole essere un momento di condivisione - continua il direttore Petrelli- con il territorio e con tutti coloro fossero interessati a conoscere le attività del Master rivolte alla diffusione della cultura del vino e della vigna la cui coltivazione è parte della bellezza ed, al contempo, risorsa economica importante del nostro territorio regionale.”
Il master, oramai giunto alla sua seconda edizione, è da quest’anno aperto anche a laureati di paesi stranieri, in alcuni dei quali la nostra offerta formativa ha già assunto grande notorietà: infatti, a seguito di importanti accordi sottoscritti tra l’Università di Camerino ed altre sedi Universitarie, europee ed extraeuropee, in questa seconda edizione del master il 30% dei corsisti è di nazionalità non italiana.
“Per la terza edizione del master già in programma dal prossimo gennaio alla quale sarà possibile iscriversi dal 17 luglio, contiamo di raggiungere il 50% di partecipanti stranieri – afferma il Prof. Luca Petrelli - il buon nome che l’Italia ha saputo conquistare nel mercato mondiale del vino grazie all’ottima qualità del nostro prodotto, unito all’alta professionalità dei docenti impiegati nei nostri corsi ed alla qualità del programma di studi è alla base della grande notorietà acquisita all’estero dal Master Wine export management dell’Università di Camerino che, anche per questa seconda edizione, ha potuto contare sul generoso sostegno degli sponsor privati il cui contributo è destinato quasi completamente alla istituzione di borse di studio a favore dei corsisti. La fiducia accordataci per il secondo anno consecutivo ci lusinga – conclude il direttore – e ci rende ottimisti anche l’ottima risposta occupazionale dei partecipanti alla prima edizione: a tre mesi dalla consegna dei primi diplomi più del 50% degli iscritti al corso ha trovato lavoro o migliorato le precedenti condizioni lavorative grazie anche all’ottima offerta di stage possibili grazie alla collaborazione dei Consorzi di tutela vini marchigiani e della Regione Marche grazie alla sensibilità della vice presidente Anna Casini”.
Un milione di euro in voucher per aiutare i genitori che lavorano e hanno un basso indice di reddito a pagare le rette dei nidi e dei centri dell'infanzia e conciliare quindi meglio i tempi famiglia lavoro.
Domani verrà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Marche il bando sui Voucher di conciliazione (fondi Por Marche Fse 2014-2020), per favorire l'inclusione sociale e potenziare i servizi di cura, e incrementare i tassi di attività e di occupazione femminili. Il valore massimo del voucher è pari a 2.000 euro per una quota mensile di 200 euro, che andrà a coprire in tutto o in parte il costo della retta mensile a carico delle famiglie che utilizzano il servizio.
Nelle famiglie nucleari entrambi i genitori devono essere occupati e avere un indice Isee non superiore a 25.000 euro l'anno. Si può presentare una sola domanda per nucleo familiare (info http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Sociale/News-ed-event i/post/27691).
(Fonte: ANSA)
La giunta comunale di Treia ha approvato una delibera avente ad oggetto un protocollo d’intesa con l’Istituto Comprensivo Paladini e il Coni Marche per un progetto di educazione motoria nella scuola primaria del Comune di Treia.
L’attività sarà realizzata da un “esperto”, individuato dal Coni, in possesso di specifiche competenze nel Gioco Sport, comunque diplomato ISEF o laureato in Scienze Motorie, e in possesso dei necessari corsi di aggiornamento richiesti dal Coni, senza nessuna caratterizzazione riferibile ad una unica disciplina sportiva.
Il progetto inizierà il prossimo 16 ottobre fino alla conclusione delle sei lezioni previste per ogni classe e comunque terminerà entro il 15 dicembre e interesserà le 21 classi della primaria di Treia.
Le ore per ogni classe saranno 6 per complessive 126 ore.
Il costo complessivo per l’Amministrazione comunale di Treia è di 1.512 euro. Tale somma, già prevista in bilancio per la partecipazione alle Olimpiadi Provinciali 2017, poi annullate a causa degli eventi sismici che hanno interessato molti Comuni della Provincia di Macerata, comunque utilizzata dall’Amministrazione entro la fine del 2017, vuole essere un ulteriore segnale di vicinanza e attenzione alle giovani generazioni ed è teso ad incrementare la pratica motoria e sportiva degli alunni della scuola primaria del territorio del Comune di Treia.
Sabato 1 luglio alle ore 10 presso la sala convegni del Rettorato dell'Università di Camerino si terrà la giornata di studio di presentazione dei primi risultati del progetto di ricerca “PicHer - Picenum Heritage. Il patrimonio culturale delle Marche centro-meridionali dal Tardo Antico all’Alto Medioevo”.
Il progetto Picenum Heritage (PicHer), sviluppato con un piano triennale dall'Università di Camerino in partenariato con la Regione Marche, è giunto a metà del percorso prefissato. I risultati fino ad oggi ottenuti, finalizzati alla conoscenza e alla valorizzazione del vasto patrimonio culturale del Piceno, sono il frutto dell'innovativa impostazione sistematica che è alla base del progetto stesso: l'interdisciplinarietà dei diversi gruppi di ricerca (geologico, archeologico, storico, architettonico ecc..).
“Nonostante le enormi difficoltà del momento, in conseguenza dei recenti eventi sismici che hanno tormentato proprio il territorio oggetto di studio e le sedi dei laboratori universitari coinvolte - ha dichiarato il professore Gilberto Pambianchi, docente della sezione di Geologia di Unicam e coordinatore del progetto - il progetto ha prodotto eccellenti risultati, inattesi anche rispetto alle conoscenze correnti al riguardo. E proprio in questo momento storico i risultati delle ricerche rappresentano e rappresenteranno una opportunità concreta per la positiva ricaduta sul territorio di itinerari turistici e culturali di qualità. Il Picenum Heritage prevede, infatti, anche il coinvolgimento attivo dei Comuni, delle Unioni Montane, di Fondazioni e di altri Enti dei territori interessati, tutti sollecitati a 'fare sistema' per offrire nel tempo una costante collaborazione”.
L’incontro si aprirà con i saluti delle autorità, cui seguiranno gli interventi programmati di Marco Materazzi di UniCAM su “Aspetti ‘geologici’, evoluzione del paesaggio e antropizzazione”, Enzo Catani di UniMC su “Aspetti storici e archeologici”, Enrica Petrucci di UNICAM su “Storia, architettura e restauri delle fondazioni monastiche medievali nel bacino del Chienti: nuove indagini”, Graziella Roselli di UNICAM su “Il ruolo delle indagini diagnostiche nello studio dell'architettura e della pittura”. Il professore Gilberto Pambianchi modererà poi una tavola rotonda su “Conoscere e valorizzare il patrimonio culturale delle Marche centro-meridionali” alla quale sono state invitate a partecipare autorità accademiche e regionali, nonché i sindaci dei Comuni coinvolti nel progetto.
Alcuni studenti cinesi della scuola di lingue “Italiano & Co” di Macerata, un ragazzo e sei ragazze ventenni, sono stati scelti come comparse nella Madama Butterfly che verrà rappresentata il 22 e 28 luglio, il 6 e 12 agosto prossimi all’interno del programma del Mof 2017.
Un’ulteriore testimonianza, questa, dell’impegno speso dall’Associazione a favore dell’integrazione della comunità degli studenti cinesi nel tessuto sociale cittadino. Superate le selezioni dell’Arena Sferisterio, i ragazzi - futuri studenti nei conservatori italiani - proveranno l’emozione di calcare il palcoscenico con la speranza di salirci nuovamente in qualità di cantanti o di musicisti. “Non potevamo non partecipare alle selezioni” - ha commentato il presidente della scuola, Andrea Severini - considerato che l’Oriente è il filo conduttore della nostra Associazione e di questa stagione lirica della prestigiosa Arena maceratese”.
L’Università di Macerata cerca imprenditori, giornalisti, studenti e wine lovers per l’evento “Il vino nelle Marche: innovazione, sostenibilità e mercato” che si terrà giovedì 6 luglio, a partire dalle 14.00, nell’ambito del Festival della Soft Economy di Symbola all'Ex Monastero della Visitazione a Treia.
Organizzato dall’Università di Macerata, coordinatore del progetto The Wine Lab www.thewinelab.eu, e dal Laboratorio Umanistico per la Creatività e l'Innovazione (Luci), l’incontro ha come obiettivo quello di stimolare il dialogo tra imprenditori, ricercatori, esperti, studenti e appassionati di vino marchigiano, i quali, facilitati mediante l’uso di tecniche partecipative, affronteranno insieme temi quali innovazione, sostenibilità, mercato e profili professionali del settore vitivinicolo marchigiano. I principali bisogni e le idee, che emergeranno dal confronto, saranno oggetto di approfondimento nei prossimi due anni, tramite workshop dedicati, contest ed eventi organizzati con la collaborazione degli studenti di Unimc. E’ possibile iscriversi entro il 30 giugno compilando il modulo on line sul sito www.creahub.it.
Dopo la presentazione da parte del prof. Alessio Cavicchi dei primi risultati del progetto The Wine Lab e di altre iniziative del territorio, saranno allestiti tavoli di lavoro paralleli, in cui verranno discussi i temi segnalati come importanti dai partecipanti stessi all’atto dell’iscrizione. In chiusura, la condivisione delle idee emerse dai tavoli di lavoro consentiranno una riflessione in plenaria su possibili azioni congiunte per lo sviluppo del territorio. Il ruolo dei giovani sarà particolarmente importante, sia durante l’evento che per la realizzazione di successive iniziative imprenditoriali, all’interno di aziende già esistenti o con la creazione di nuove start-up.
Il progetto europeo The Wine Lab, promotore dell’iniziativa insieme al Laboratorio Luci e a Creahub, ha lo scopo di creare relazioni tra università e piccoli produttori vitivinicoli, per supportare l’innovazione d’impresa nel settore e coinvolgere i giovani nel futuro sviluppo del territorio. Facilitando il dialogo e la co-creazione di conoscenza tramite tecniche partecipative, The Wine Lab intende contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio partendo da problemi reali, cui dare risposta con obiettivi ed azioni condivisi e coordinati.
L’evento avrà luogo nel quadro del Festival della Soft Economy di Symbola, fondazione nata nel 2005 con lo scopo di promuovere un modello di sviluppo orientato all’innovazione, alla ricerca alla cultura e al design, senza però dimenticare quelle che sono le tradizioni e le identità del territorio.
La necessità di rilanciare il sistema universitario come fattore di sviluppo per l’intero Paese è stato il tema al centro del convegno organizzato ieri, lunedì 26 giugno, dall’Università di Macerata e da Nens - Nuova Economia Nuova Società - a partire dal volume “Università in declino. Un’indagine sugli atenei da Nord a Sud” a cura dell’economista Gianfranco Viesti. Ospite speciale è stata la ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Valeria Fedeli, ricevuta in tarda mattinata dal rettore Francesco Adornato insieme alla prefetto Roberta Preziotti, al direttore generale Mauro Giustozzi e ai direttori dei Dipartimenti.
Per l’occasione, sono state fornite rassicurazioni circa l’effettiva assegnazione dei cinque milioni di finanziamento straordinario promessi lo scorso febbraio dall’allora ministra Stefania Giannini per riparare i danni inflitti dal sisma all’Università di Macerata. Il rettore ha evidenziato infatti come, per mantenere la caratteristica dimensione di campus urbano, l’Unimc abbia dovuto affittare nuovi spazi, che rappresentano un costo, mentre un altro nodo basilare è rappresentato dalla residenzialità, che vede sia la necessità di uno studentato per iscritti e docenti internazionali, sempre più numerosi in ateneo, sia una soluzione per il problema degli alloggi, vista l’inagibilità di molti appartamenti del centro storico. “I nostri uffici – ha rassicurato la ministra Fedeli - stanno completando l’accordo di programma in tempi rapidi per permettere all’Università di Macerata di svolgere appieno il proprio ruolo nel rapporto con il territorio in un’ottica globale e locale insieme. Un territorio che fa fatica a vedere la conoscenza come motore anche dell’economia”.
Dallo studio di Viesti, al centro del successivo convegno, è emersa l'immagine di un'università in declino, con un peso e un ruolo fortemente ridimensionati rispetto a quanto accade nel resto dei paesi avanzati. In controtendenza rispetto agli altri contesti nazionali, in particolare in Europa, l'Italia ha visto sensibilmente calare gli studenti iscritti e i laureati. “Con la Romania, siamo il paese con meno laureati giovani. E la situazione nel Mezzogiorno è catastrofica”, ha sottolineato Viesti. Si è inoltre ridotto il numero dei docenti ed è diminuito vistosamente l'impegno finanziario pubblico. Una serie di fenomeni preoccupanti si concentra maggiormente al Sud, dove si acuiscono le distanze rispetto al Nord del paese.
“Io non farò riforme – ha dichiarato Fedeli – perché preferisco che si inizi un confronto tra i soggetti che fanno l’università”. “Il sistema universitario – ha proseguito – non può essere considerato a sé stante, ma come parte del sistema formativo in generale”. Ed è su questo che, secondo la ministra, bisogna lavorare per superare le lacune evidenziate da Viesti, rivedendo il contenuto dei cicli formativi e potenziando l’orientamento nelle scuole per ridurre l’abbandono. Per quanto riguarda l’università nello specifico, questioni centrali sono state quelle del costo standard studente, per il quale “sono stati introdotti elementi che fungono da riequilibrio per le zone più svantaggiate” e del diritto allo studio, “non esiste che ci siano idonei senza borsa – ha rimarcato Fedeli – e su questo punto abbiamo avviato un terreno di confronto con la conferenza Stato-Regioni”. Centrale anche il tema dei criteri di valutazione per l’assegnazione delle risorse agli atenei, che non sono di per sé neutrali – è stato detto – ma che orientano le scelte politiche. Introdotti e coordinati da Gianluca Busilacchi, direttore scientifico Nens, si sono confrontati con l’autore, oltre alla ministra Valeria Fedeli, anche il rettore Francesco Adornato, il presidente dell’Istituto Confucio di Macerata Luigi Lacchè, la delegata del rettore ai progetti europei Francesca Spigarelli, il docente Emmanuele Pavolini, che ha collaborato al volume, e la rappresentante degli studenti Beatrice Bianconi.
Nei giorni scorsi, alla presenza del presidente del consiglio regionale Mastrovincenzo e della coordinatrice del comitato nazionale aree interne e del rettore di Unicam Claudio Pettinari, sono stati consegnati i diplomi del master "Paesaggi delle aree interne", organizzato da Unicam dal professore Sargolini.
I diplomi sono andati a: Massimo Luciani, Claudia Difazio, Matteo Sagratella, Leonardo Roselli, Serena Tuccini, Danilo Procaccini, Pier Giuseppe Vissani, Sandro Venanzi.
Federico Benuzzi, il "giocoliere della scienza", presenterà il suo spettacolo “Fisica Sognante” mercoledì 28 giugno alle ore 18.30 presso le strutture della piscina di Camerino in località Le Calvie.
Federico, fisico per formazione e giocoliere per passione, presenta con straordinaria perizia numeri sorprendenti con palline, clave, cerchi, mattoni da giocoliere, monociclo e diablo, spiegando poi i principi fisici che sottendono al loro funzionamento. Chiunque, indipendentemente dall'età, si entusiasmerà vedendo le sue performance; qualcuno, di gusti scientifici più spiccati, si entusiasmerà ancora di più capendo quali principi rendono possibili tali esibizioni.
Molte e varie sono le domande cui Federico Benuzzi si propone di rispondere: come è possibile che un giocoliere possa fare tali performance? Perché esistono certi limiti? Come l’essere tale della natura condiziona l’agire? Cosa vuol dire modellizzare? Cosa si intende per rappresentare? Cos’è il metodo scientifico? E ancora: cosa vuol dire fare arte e come le leggi della fisica l’influenzano? Cosa vuol dire studiare/allenarsi davvero? Quante diverse sfaccettature esistono dell’intelligenza e come posso svilupparle tutte? A che pro? Come la scuola può aiutare in questo?
L'ingresso è libero e l'organizzazione a cura del gruppo Unicam Science Outreach dell'Università di Camerino, con la collaborazione di tutto lo staff della piscina, che ospita gratuitamente lo spettacolo. Il bar sarà in funzione durante tutto l'evento, proponendo consumazioni "solidali": per ciascuna, una quota sarà devoluta al progetto "Il nuoto non affonda", a sostegno della piscina e delle sue attività.
Con il Collegio Docenti del 15 giugno e l’ultima seduta del Consiglio d’Istituto di martedì 20 giugno, all’I.P.S.E.O.A. “G. Varnelli” si sono conclusi gli appuntamenti collegiali previsti per l’anno scolastico 2016-17, un anno ricco di soddisfazioni e riconoscimenti, nonostante tutte le difficoltà vissute. A conclusione del Collegio, un festoso momento conviviale presso il ristorante “Il cerro” per festeggiare il personale docente e non docente giunto al pensionamento.
Come ha evidenziato la Dirigente, a compimento del suo primo anno di Dirigenza all’istituto Varnelli, i risultati raggiunti dagli alunni supportati dai professori e dal personale non docente, nelle varie partecipazioni ad iniziative nazionali o internazionali, concorsi, occasioni formative di vario genere e livello, sono da considerarsi ottimi. La progettualità messa in atto, la scelte didattiche innovative ed attente alle esigenze degli alunni, la realizzazione di aule digitalizzate e di nuovi laboratori, come il laboratorio Smart per l’indirizzo di Accoglienza turistica, hanno permesso il compimento di un percorso scolastico ricco di grandi soddisfazioni.
Durante i momenti collegiali, inoltre, la Dirigente ha più volte sottolineato l’importanza di realizzare con i fondi predisposti per la ricostruzione degli istituti scolastici nelle zone terremotate, una realtà che possa offrire spazi accoglienti, sicuri ed adeguati alle specifiche esigenze dell’istituto, in pieno accordo con le proposte delle autorità comunali e provinciali. Il personale dell’istituto, ribadendo la piena soddisfazione e la completa fiducia nell’operato della Dirigente, ha accolto con applausi ed acclamazioni la proposta di realizzare un campus scolastico per l’alberghiero di Cingoli.
Sette maxi illustrazioni in sette luoghi di Appignano, una mostra/itinerario che da lunedì 26 giugno 2017, giornata mondiale per la lotta alla droga, rappresenterà con l'arte grafica il nuovo scenario di dipendenze e problematiche che ha portato la rivoluzione tecnologica del 21° secolo, la cosiddetta era digitale. Ogni illustrazione è dedicata a un particolare social network e ai pericoli in cui si può incorrere con un utilizzo esagerato e non consapevole: dipendenza, omologazione, haters e cyberbullismo, esibizionismo e voyerismo, sexting, profilazione e violazione della privacy, gogna mediatica, diffusione di fake news e disinformazione.
La mostra "Art Walking - l'Era dei Social" è ideata e realizzata dal Team Stammibene del Dipartimento Dipendenze Patologiche Area Vasta 3, dal Comune di Appignano e dall'associazione Glatad, che insieme stanno compiendo un percorso di prevenzione delle dipendenze e di promozione del benessere che sta coinvolgendo in diverse iniziative il tessuto sociale appignanese: scuola, associazionismo, famiglie, forze dell'ordine.
"Art Walking -. L'era dei social" in particolare arriva al culmine di un percorso sul tema dei pericoli della Rete che ha coinvolto anche la Polizia Postale e che attraverso incontri informativi con genitori, insegnanti e studenti delle scuole medie ha permesso di approcciare e approfondire i rischi che si possono correre sul web, di dare risposta agli interrogativi sull'età e le modalità giuste e sicure per usare smartphone, social network e Web.
L'ideazione delle opere in mostra è stata affidata alla fantasia di tre creativi: Anita Habluetzel Esposito, Paolo Nanni e Francesca Torelli che hanno scelto di mettere al centro di ogni illustrazione il logo modificato di uno dei sette social più utilizzati: Whatsapp, Twitter, Facebook, Snapchat, Google +, Instagram, YouTube. Ne è nato un percorso di immagini molto significativo, di grande impatto grafico e tutto da decifrare.
"I linguaggi artistici permettono di stimolare il pensiero critico, di far nascere curiosità e domande, stanno alla base di parole chiave come "relazione" e "espressione" che sono fondamentali per fare prevenzione in modo efficace. Proprio quest'anno abbiamo ampiamente utilizzato i linguaggi artistici, in particolare il teatro, ma anche musica, video e illustrazione per lavorare sul tema dei pericoli della Rete, in progetti impegnativi e dai risultati confortanti come Tra palco e reatà, realizzato insieme alla Questura, alla Polizia Postale e ai comuni. "Artwalking - L'era dei social" si pone in continuità con questa strategia". Queste le parole di Gianni Giuli, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche Area Vasta 3.
L'esposizione a cielo aperto andrà avanti per una settimana, fino al 3 luglio 2017, e i luoghi dove saranno montate le illustrazioni saranno individuabili in un flyer/mappa distribuita in anteprima da ieri sera durante la festa di San Giovanni attraverso lo stand di Stammibene.
Tra le iniziative dedicate alla giornata mondiale lotta alla droga quella di Appignano risulta una delle più originali. Non solo per la formula particolare con cui si è scelto di destare l'attenzione e la riflessione della popolazione, ma anche per aver mirato al tema della Rete e dei Social Network, che ci riguarda tutti, in questo modo provocando un aggiornamento necessario sulla visione di ciò che riteniamo "sostanza d'abuso", e su quanto ognuno di noi sia quotidianamente a rischio di dipendenze, comportamenti ossessivi, nevrotici, distruttivi, pericolosi.
Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del Rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato
“L’Università di Macerata partecipa con viva commozione alla scomparsa del prof. Stefano Rodotà, giurista autorevole e uomo politico di grande rilievo. In particolare, ricordiamo gli anni di Stefano Rodotà nel nostro Ateneo dal 1963 al 1968, Ateneo che ha costituito per lui un luogo importante per la formazione del suo pensiero giuridico e che, nel 2010, a riconoscimento dei suoi straordinari meriti, gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienza della politica”.
Stefano Rodotà, appena trentenne, è stato docente incaricato di diritto civile dal 1963 al 1966 e professore straordinario della stessa materia dal 1966 al 1968 nella facoltà maceratese di Giurisprudenza. Nel corso degli anni è tornato nell’Ateneo maceratese in diverse occasioni, come la tavola rotonda del 1974 organizzata da Adolfo Di Majo o il convegno sulla riforma dei contratti agrari del 1982 voluto da Carlo Alberto Graziani, la laurea honoris causa del 2010. “Qui – disse allora -è iniziata la mia carriera accademica, che si è sempre intrecciata con Macerata: l’Aula Magna, la prolusione che tenni in questo Ateneo 44 anni fa rappresentano momenti significativi di una riflessione proseguita fino ad oggi”. Tra le sue ultime volta a Unimc, la partecipazione al convegno “Umano e post-umano. Confronto con l’antropologia tecnologica” organizzato da Francesco Totaro nel 2011.
Nei giorni scorsi un gruppo di studenti composto da Serena Canullo dell’ I.I.S. "Matteo Ricci", Sara Piancatelli del Liceo linguistico Leopardi, Francesco Pallotto ed Elisa Valente Pietrosanto del Liceo classico Leopardi, Vittorio Natalini del Liceo Scienze Umane Leopardi di Recanati, Gay Lion Rance dell’IPS Ivo Pannaggi e Pieri Maria Silvia del Liceo linguistico Leopardi di Recanati, a conclusione del periodo di stage del progetto Alternanza lavoro, è stato salutato dal sindaco di Macerata Romano Carancini.
I ragazzi sono stati ospitati dai Musei civici e hanno svolto attività di accoglienza e assistenza al pubblico in visita oltre che a Palazzo Buonaccorsi anche allo Sferisterio e alla Galleria Antichi Forni, dove nello stesso periodo era allestita la mostra Super Natural. Gli studenti hanno scelto i Musei civici di Palazzo Buonaccorsi soprattutto sollecitati dalle esperienze dei compagni che hanno svolto negli anni passati il percorso formativo nella stessa struttura. Anche uno studente universitario del corso di Mediazione linguistica, Marcello Dinisi, ha scelto i musei per il tirocinio curricolare.
La copresenza di studenti provenienti da diversi istituti di istruzione superiore e studenti universitari, ha sottolineato il sindaco durante il saluto, è un ulteriore arricchimento, uno scambio di esperienze in un clima di grande "cameratismo". Alcuni studenti hanno messo in luce il senso di responsabilità provato nel rapportarsi con i visitatori, in special modo adulti, e i momenti divertenti con i bambini delle scuole d'infanzia presenti in gran numero in questi giorni.
La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli lunedì pomeriggio 26 giugno sarà all’Università di Macerata per partecipare a un incontro su un tema ritenuto centrale per lo sviluppo del Paese e per la promozione della giustizia sociale: le politiche per l'Università. L’appuntamento è per le ore 15 nell’aula verde del Polo Pantaleoni.
Promossa dall’Ateneo e dal centro studi Nens - Nuova Economia Nuova Società - l’iniziativa prevede un confronto, introdotto e coordinato da Gianluca Busilacchi, direttore scientifico Nens, a partire dal volume “Università in declino. Un’indagine sugli atenei da Nord a Sud” a cura dell’economista Gianfranco Viesti. Insieme al curatore stesso, interverranno Francesco Adornato, rettore dell’Università di Macerata, Luigi Lacchè, presidente dell’Istituto Confucio di Macerata, Francesca Spigarelli e Emmanuele Pavolini, docenti di Unimc, Beatrice Bianconi, rappresentante degli studenti. Le conclusioni sono affidate a Valeria Fedeli, ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Il tema dell'istruzione e della formazione di capitale umano qualificato è sempre più riconosciuto come fattore cruciale per uno sviluppo economico solido e capace di coesione sociale. Dopo aver già analizzato il tema dell'istruzione secondaria (2015), la Fondazione Res dedica il suo Rapporto annuale all'istruzione universitaria nel nostro paese: le iscrizioni, le carriere e i servizi per gli studenti, l'offerta didattica e la qualità della ricerca, il trasferimento tecnologico e il contributo allo sviluppo economico dei territori, le modalità di finanziamento sono solo alcuni degli aspetti affrontati nel volume. Ne emerge l'immagine di un'università in declino, con un peso e un ruolo fortemente ridimensionati rispetto a quanto accade nel resto dei paesi avanzati. In controtendenza rispetto agli altri contesti nazionali, in particolare in Europa, l'Italia ha visto sensibilmente calare gli studenti iscritti e i laureati. Si è inoltre ridotto il numero dei docenti ed è diminuito vistosamente l'impegno finanziario pubblico. Se è vero che il declino dell'università è una questione nazionale, non vi è dubbio tuttavia che una serie di fenomeni preoccupanti si concentra maggiormente al Sud, dove si acuiscono le distanze rispetto al Nord del paese.
La sezione di Geologia dell’Università di Camerino ha ottenuto l’associatura al Centro di Microzonazione Sismica e le sue applicazioni (CentroMS) del CNR.
“Il CentroMS – ha dichiarato il prof. Piero Farabollini, docente della sezione di Geologia Unicam e coordinatore delle attività legate alla microzonazione sismica – che fa capo al CNR e al quale partecipano università e enti di ricerca, è la struttura individuata dal Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani per coordinare le attività di microzonazione sismica della zona del cratere e di conseguenza è anche il punto di riferimento per tutte quelle attività che riguardano la ricostruzione post-sismica. Questo accreditamento all’interno del Centro è quindi molto importante perché riconosce l’impegno di Unicam in questo settore e conferma la qualità del lavoro che l’Ateneo svolge da tempo mettendo a disposizione del territorio le proprie competenze e conoscenze”.
“Il progetto che ci è stato assegnato – ha affermato il prof. Emanuele Tondi, responsabile della Sezione di Geologia Unicam – riguarda lo studio geologico e morfostrutturale delle faglie attive e capaci del territorio del cratere che insiste nella Regione Marche. Lo studio va effettuato seguendo le linee guida che riguardano le faglie attive e capaci del 2015: per attive si intendono quelle faglie che in futuro possono generare dei terremoti, per capaci si intendono quelle che sono in grado di generare fagliazione superficiale e quindi associate a terremoti medi e forti. Lo studio di microzonazione, quindi, oltre a valutare le amplificazioni che vari terreni di fondazione possono avere nel momento in cui si verifica un terremoto, riguarda anche la presenza di faglie, che vanno individuate, caratterizzate e zonate”.
“Conoscere dove sono le faglie e caratterizzarle – ha proseguito il prof. Tondi – sarà poi molto importante anche per avere una pianificazione territoriale legata alle infrastrutture, quali strade, dighe, viadotti che attraversano l’Appennino”.
Sono partiti i lavori per la realizzazione delle ulteriori tre aule, con relativi servizi igienici, che il prossimo settembre accoglieranno le classi precedentemente allocate nei locali dell’Oratorio Don Bosco di Porto Potenza Picena.
“Come da programma – ha precisato l’Assessore ai Lavori Pubblici Luisa Isidori – sono stati avviati i lavori per concentrare la maggior parte delle classi della Primaria Douhet presso la palazzina della Fondazione Divina Provvidenza – Santo Stefano in via Rossini, dove, peraltro erano già state trasferite la maggior parte delle classi fin dallo scorso mese di gennaio a causa dei noti problemi di vulnerabilità sismica del vecchio plesso”.
Delle 18 classi necessarie a soddisfare le necessità didattiche delle elementari di Porto Potenza Picena, ben 12 troveranno posto nei due piani della Fondazione, gentilmente concessi in uso prima dal Presidente Antonello Rosali e quindi ribaditi dall’attuale Presidente Mario Ferraresi, mentre le 6 classi già allocate nella struttura della Scuola Media Sanzio resteranno nel Plesso di Viale Piemonte.