Un contributo di 300 euro per sostenere le famiglie e, allo stesso tempo, incentivare la scelta della scuola secondaria di primo grado di Valfornace. È la misura confermata dall’Amministrazione comunale in vista del nuovo anno scolastico 2026/2027, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta formativa locale e contrastare lo spopolamento.
Il Comune ha stanziato complessivamente 3.300 euro per l’iniziativa. Il contributo, una tantum, è destinato ai genitori degli alunni iscritti alla scuola media di Valfornace.
Una scelta che l’Amministrazione lega a una precisa strategia: investire sulle giovani generazioni, sostenere concretamente le famiglie che vivono sul territorio e valorizzare le opportunità offerte dalle scuole locali.
«Abbiamo voluto dare nuovamente un segnale di attenzione, riproponendo un’iniziativa che abbiamo fatto nostra negli anni passati», spiega il sindaco Massimo Citracca.
Il primo cittadino sottolinea anche il particolare momento che sta vivendo Valfornace sul fronte dell’edilizia scolastica. «Stiamo vivendo una stagione storica – afferma –. Prosegue a ritmo serrato il cantiere per la realizzazione del nuovo Polo scolastico “Ugo Betti”».
Il nuovo plesso, nelle intenzioni dell’Amministrazione, rappresenterà un investimento strategico per il futuro della comunità: una struttura moderna e sostenibile, con spazi polifunzionali e dotazioni pensate per una didattica adeguata alle esigenze degli studenti.
«Il nuovo polo rappresenta un vero fiore all’occhiello e una certezza per il futuro dei nostri ragazzi», aggiunge Citracca, secondo il quale anche il contributo economico alle famiglie può contribuire a rendere più attrattiva la scuola del territorio.
«L’offerta delle nostre scuole è unica sul fronte della didattica – prosegue il sindaco – e il contributo economico pensato per le famiglie costituisce un ulteriore tassello tangibile con cui il Comune intende accompagnare la crescita dei nostri giovani e contrastare lo spopolamento, incentivando la frequenza dei plessi locali».
Le famiglie interessate potranno presentare la domanda entro e non oltre il 4 settembre 2026. Per partecipare è necessario utilizzare l’apposito modulo predisposto dal Comune, disponibile insieme all’avviso completo sul sito istituzionale dell’ente.
Sulla scuola Enrico Medi di Macerata il Comune interviene per fare chiarezza, soprattutto nei confronti delle famiglie e della comunità del quartiere Vergini. Al centro del confronto c’è la proposta avanzata da Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, di riconvertire l’attuale edificio scolastico in uno spazio destinato ad attività culturali e sociali (leggi qui).
Una proposta alla quale l’Amministrazione risponde ribadendo un punto: la demolizione dell’edificio non sarebbe una scelta discrezionale della Giunta, ma una condizione legata al finanziamento ottenuto attraverso il bando Scuola Futura.
A spiegare la posizione del Comune è l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori. «Il Comune di Macerata si è aggiudicato il bando Scuola Futura – chiarisce – che prevedeva la demolizione e la ricostruzione di una scuola caratterizzata da un basso indice di vulnerabilità sismica e situata in un’area classificata a rischio».
Il progetto, dunque, prevede la sostituzione dell’attuale edificio con una nuova struttura, pensata per garantire maggiore sicurezza e rispondere alle esigenze della comunità scolastica. Marchiori sottolinea inoltre il lavoro svolto con il Ministero per consentire la delocalizzazione della nuova scuola e mantenere operativa quella attuale fino alla conclusione dei lavori. «È stata una scelta importante per evitare disagi alle famiglie e garantire la continuità delle attività didattiche», aggiunge l’assessore.
Il punto centrale della replica riguarda il Pnrr. Il target relativo alla demolizione è fissato al 31 agosto 2026 e, secondo l’Amministrazione, si tratta di un termine vincolante.
«Rispettarlo non è una scelta dell’Amministrazione, ma un requisito inderogabile del bando e del finanziamento ottenuto», ribadisce Marchiori.
L’assessore entra quindi direttamente nel merito della proposta di Lattanzi: «La sinistra, che per venti anni ha promesso alle famiglie la nuova scuola delle Vergini, oggi crea ad arte una polemica priva di fondamento. È desolante come possa essere strumentalizzata una notizia così bella per la città, per i bambini e i docenti. Questo non è solo populismo, ma incompetenza».
E rivolgendosi direttamente al capogruppo de L’Altra Macerata conclude: «Il consigliere Lattanzi dovrebbe sapere che la demolizione è un target del bando Pnrr, non una scelta derogabile».
Sul tema interviene anche l’assessora alla Cultura e all’Istruzione Lorella Benedetti, che respinge l’ipotesi di conservare l’attuale edificio per destinarlo ad altre funzioni.
«Comprendiamo il valore affettivo che la scuola Medi rappresenta per il quartiere Vergini, ma un’Amministrazione ha il dovere di assumere decisioni responsabili e guardare prima di tutto alla sicurezza dei ragazzi», sottolinea Benedetti.
Per l’assessora, non è possibile mettere sullo stesso piano il valore storico e affettivo dell’edificio e la necessità di garantire agli studenti una struttura adeguata. «Stiamo parlando di una scuola con un basso indice di vulnerabilità sismica, inserita in un’area a rischio. Il finanziamento ottenuto attraverso il Pnrr nasce proprio dalla necessità di sostituire quell’edificio con una struttura nuova, sicura, moderna ed efficiente».
Benedetti definisce quindi irrealizzabile l’ipotesi di rinunciare alla demolizione per trasformare la vecchia scuola in uno spazio culturale o sociale. «Non si tratta di scegliere se conservare o meno un edificio per una diversa destinazione d’uso. Rinunciare alla demolizione significherebbe mettere in discussione il finanziamento ottenuto e perdere risorse fondamentali per il quartiere e per la città».
E aggiunge: «Non possiamo chiedere alle famiglie di rinunciare a una scuola nuova, sicura e adeguata per mantenere un immobile che presenta criticità strutturali e che, in caso di mancata demolizione, dovrebbe essere mantenuto con risorse comunali».
La replica alla proposta di Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, è dunque diretta: «Il confronto è sempre possibile, ma non sulle condizioni del finanziamento. Le risorse Pnrr vanno utilizzate rispettando gli obiettivi per i quali sono state assegnate. Il nostro compito è consegnare ai bambini e alle famiglie del quartiere una scuola all’altezza delle loro esigenze, non conservare a ogni costo un edificio che il progetto prevede di sostituire».
«Questa – conclude Benedetti – non è una scelta contro il quartiere, ma una scelta per il quartiere. E soprattutto è una scelta fatta nell’interesse degli studenti, dei docenti e delle famiglie».
Un terzo posto in Italia nelle ultime classifiche Censis per le lauree triennali dell’area delle Scienze giuridiche e un’offerta formativa sempre più orientata alla specializzazione, all’internazionalizzazione e all’ingresso nel mondo del lavoro. È con questi punti di forza che il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico.
L’obiettivo è coniugare la tradizione degli studi giuridici con percorsi capaci di intercettare professioni e ambiti in evoluzione, offrendo agli studenti la possibilità di costruire un percorso formativo il più possibile personalizzato.
Tra le proposte spicca la laurea triennale in Scienze per i servizi giuridici, articolata in cinque curricula: Consulente del lavoro e delle relazioni industriali, Consulente dei trasporti e della logistica, Operatore giudiziario e criminologico, Operatore giuridico per le amministrazioni e Consulente giuridico per lo sport.
Proprio quest’ultimo rappresenta una delle peculiarità dell’offerta dell’Ateneo maceratese, che ha inserito stabilmente il diritto dello sport nella formazione universitaria.
«La forza del nostro Dipartimento sta nella capacità di mantenere salda una tradizione giuridica di lunga data e, nello stesso tempo, di intercettare ambiti professionali nuovi e in continua trasformazione», sottolinea la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari.
«I curricula specialistici, l’attenzione al diritto dello sport, all’innovazione e alle amministrazioni, così come la dimensione internazionale dei nostri corsi, permettono agli studenti di costruire una preparazione solida ma anche fortemente personalizzata, adeguata a percorsi professionali molto diversi tra loro», aggiunge Cesari.
L’apertura internazionale trova una delle sue espressioni principali nella laurea triennale International, European and Comparative Legal Studies (IECoLS), interamente in lingua inglese. Il corso affronta lo studio del diritto attraverso una prospettiva europea, comparata e globale, preparando gli studenti anche a possibili percorsi professionali nelle imprese, nelle istituzioni europee e nelle organizzazioni internazionali.
Rimane centrale anche la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, tradizionalmente orientata alla preparazione per le professioni di avvocato, magistrato e notaio, ma caratterizzata da una crescente possibilità di personalizzazione.
Gli studenti possono infatti orientare il proprio piano di studi verso percorsi dedicati al giurista forense, al giurista d’impresa, alle organizzazioni pubbliche oppure all’innovazione e alla sostenibilità.
A questa offerta si aggiunge il Comparative, International and European Law and Innovation Programme, percorso parzialmente in lingua inglese con una forte componente comparatistica, europea e internazionale.
Per chi punta a un’esperienza ancora più internazionale è inoltre disponibile il percorso a doppio titolo con l’Università di Orléans. L’opportunità consente di trascorrere una parte dei cinque anni di studio in Francia e ottenere, insieme alla laurea magistrale dell’Università di Macerata, i corrispondenti titoli francesi.
L’offerta del Dipartimento comprende anche un articolato percorso nell’ambito del servizio sociale. La laurea triennale in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale consente di accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di assistente sociale.
Chi intende proseguire la formazione può iscriversi alla laurea magistrale in Politiche e programmazione dei servizi alla persona, proposta anche in modalità mista, con la possibilità di seguire le lezioni da remoto.
Il percorso permette di acquisire competenze avanzate e di ampliare le prospettive professionali, anche in vista di ruoli di maggiore responsabilità e funzioni dirigenziali.
In continuità con i percorsi dedicati alle amministrazioni e ai servizi giuridici si inserisce infine la laurea magistrale in Governance dell’amministrazione pubblica e delle organizzazioni complesse.
Il corso punta a sviluppare competenze innovative nella gestione e nel governo delle organizzazioni, formando figure professionali qualificate per la pubblica amministrazione e per realtà organizzative complesse. Anche questa magistrale è disponibile in modalità mista, con l’obiettivo di rendere la frequenza più flessibile e compatibile con esigenze lavorative e personali.
Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si presenta così al nuovo anno accademico con un’offerta che punta a unire formazione giuridica tradizionale e nuovi sbocchi professionali, con particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi, alla dimensione internazionale e alle esigenze di un mercato del lavoro in continua trasformazione.
La decisione dell’Amministrazione comunale di procedere con la demolizione della scuola Enrico Medi divide e suscita la netta opposizione de L’Altra Macerata. La lista consiliare esprime «dissenso e sconcerto» per la scelta della Giunta Parcaroli e chiede di valutare una possibile riconversione dell’immobile in uno spazio a disposizione del quartiere delle Vergini e dell’intera città.
A intervenire è Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, secondo cui l’ex plesso scolastico potrebbe rappresentare una risposta concreta alla carenza di spazi destinati all’associazionismo e alla socialità.
«Un immobile che potrebbe essere riconvertito come spazio per il quartiere delle Vergini e dell’intera città, vista anche la carenza di spazi per l’associazionismo culturale, sociale e ricreativo», sostiene Lattanzi.
Il tema si inserisce, secondo la lista, in una proposta già avanzata durante la campagna elettorale: quella di realizzare un centro di aggregazione in ogni quartiere, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
«In campagna elettorale abbiamo lanciato l’idea di un centro di aggregazione per ogni quartiere come strumento di crescita soprattutto per le nuove generazioni – spiega Lattanzi –. La scuola Medi poteva essere un’occasione per dimostrare come l’Amministrazione comunale possa realmente rispondere a un bisogno diffuso di socializzazione».
La scelta di demolire l’edificio viene invece giudicata dall’Altra Macerata come un’occasione persa.
«La Giunta Parcaroli sceglie di demolire la vecchia scuola spendendo decine di migliaia di euro inutilmente e creando una ferita con i cittadini che per decenni hanno frequentato il plesso scolastico, prima come alunni e poi come genitori», afferma il capogruppo.
Da qui la richiesta rivolta direttamente al sindaco di Macerata.
«Chiediamo al sindaco di fare un passo indietro su questa scelta e di aprire un dibattito nella città con i cittadini per scegliere la migliore destinazione da dare alla scuola», sottolinea Lattanzi.
L’Altra Macerata annuncia inoltre che continuerà a seguire la vicenda, ponendo particolare attenzione alla futura destinazione dell’area.
«In ogni caso vigileremo affinché questa demolizione non sia l’anticamera di una futura speculazione edilizia», conclude il capogruppo Michele Lattanzi.
Il nodo, dunque, non riguarda soltanto la sorte dell’edificio scolastico, ma anche il futuro di uno spazio pubblico che, secondo L’Altra Macerata, potrebbe essere trasformato in un luogo di aggregazione e socialità al servizio del quartiere e della città.
Prenotazioni in aumento rispetto allo scorso anno per l’Open Day dell’Università di Macerata, in programma giovedì 27 agosto. L’Ateneo si prepara ad accogliere studentesse, studenti e famiglie con una giornata dedicata all’orientamento e alla scelta del percorso universitario. Il Rettore John Mc Court sarà presente per tutta la giornata per incontrare direttamente i futuri studenti e i loro genitori.
Dopo l’appuntamento dello scorso 22 luglio, UniMC torna ad aprire le proprie porte con un programma articolato tra il Polo Pantaleoni, in via Pescheria Vecchia 22, e la Loggia del Grano, in via Don Minzoni, nel centro storico di Macerata.
A partire dalle 9.30, nell’aula blu del Polo Pantaleoni si alterneranno le presentazioni dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico dei diversi dipartimenti, mentre l’aula verde sarà dedicata agli incontri sulle lauree magistrali. Sarà possibile partecipare a più appuntamenti, effettuando una prenotazione separata per ciascuna presentazione.
"Il dato delle prenotazioni ci incoraggia e conferma un trend positivo – sottolinea Mc Court –. È un segnale importante, soprattutto in una fase demografica non semplice per il sistema universitario e per i nostri territori. Ma al di là dei numeri, ciò che conta è riuscire a parlare ai giovani nel momento in cui stanno compiendo una delle prime grandi scelte della loro vita".
Il Rettore pone l'accento anche sul significato della scelta universitaria, che va oltre il semplice percorso di studi. "Scegliere l’università non significa semplicemente scegliere un corso di laurea o anticipare una professione. Significa cominciare a immaginare il proprio futuro e sé stessi nel futuro", spiega Mc Court, evidenziando il ruolo dell’università nello sviluppo di competenze, autonomia, pensiero critico e capacità di affrontare un mondo in continua evoluzione.
Le novità dell'offerta formativa
Tra i protagonisti dell’Open Day ci saranno anche i nuovi corsi dell’offerta formativa 2026/2027. Tra le novità figura "Scienze motorie e sportive per l’inclusione", percorso che integra sport, educazione e attenzione ai bisogni inclusivi.
Debutta inoltre la nuova laurea magistrale in "Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali nativi e digitalizzati", pensata per formare professionalità legate alla gestione della memoria e ai processi di transizione digitale.
Complessivamente, l’Ateneo offre per il nuovo anno accademico 15 lauree triennali, 17 lauree magistrali e due corsi magistrali a ciclo unico. Un’offerta che comprende ambiti molto diversi: dall’economia al diritto, dalla giurisprudenza alla formazione, dai beni culturali al turismo, dalle scienze politiche alla comunicazione e alle relazioni internazionali, fino alle lingue, alla mediazione, alla letteratura, alla storia, alla filosofia e ai servizi sociali.
Spazio anche alle famiglie e ai servizi
L’Open Day sarà dedicato non soltanto ai futuri universitari, ma anche alle famiglie, che potranno trovare risposte alle proprie domande nell’aula rossa del Polo Pantaleoni. Per tutta la giornata il personale dell’Ufficio orientamento sarà a disposizione per fornire informazioni sui corsi e sui servizi dell’Ateneo.
Alla Loggia del Grano sarà invece allestita un’area informativa con docenti, personale universitario, rappresentanti degli studenti e referenti dei servizi per il diritto allo studio e l’accoglienza abitativa. Presenti anche i rappresentanti dell’Ersu, del Centro universitario sportivo e di Radio RUM.
L’obiettivo sarà quindi quello di mostrare ai partecipanti non soltanto cosa studiare, ma anche come si vive l’esperienza universitaria a Macerata. Un percorso che punta sulla relazione diretta tra studenti e docenti e su una dimensione internazionale sempre più consolidata, con oltre 500 accordi di mobilità internazionale e la partecipazione a 23 reti e consorzi internazionali.
"Ho voluto essere presente per tutta la giornata perché l’Open Day è prima di tutto un’occasione di ascolto – conclude il Rettore –. Voglio incontrare le ragazze e i ragazzi che stanno pensando di scegliere Macerata, ma anche i loro genitori, ascoltare le loro domande e raccontare loro che cosa significa far parte della nostra comunità universitaria".
L’appuntamento è quindi per giovedì 27 agosto 2026, dalle 9.30 alle 20, al Polo Pantaleoni e alla Loggia del Grano. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione.
Programma completo, informazioni e prenotazioni: www.unimc.it/it/orientamento/futuri-studenti/open-day
Internazionalizzazione, innovazione della didattica e un rapporto sempre più stretto con il mondo del lavoro. Sono questi i punti di forza con cui il Dipartimento di Economia e Diritto dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico, forte di due importanti risultati: il quarto posto nazionale nella classifica Censis per l’internazionalizzazione delle lauree magistrali dell’area economica e una nuova partnership con IBC, Italy Bureau of Certification.
Nell’ultima classifica Censis, infatti, l’area economica di UniMc ha raggiunto il quarto posto in Italia per i rapporti internazionali dei corsi magistrali. Un risultato sostenuto in particolare dai percorsi in “Management e Marketing Internazionale” e “Finanza e Mercati”, che offrono agli studenti opportunità di studio all’estero e la possibilità di accedere ad accordi con università straniere per il conseguimento di titoli doppi o multipli.
A rafforzare il collegamento tra formazione universitaria e mondo professionale è anche l’accordo siglato con IBC, organismo accreditato per la certificazione delle competenze. Grazie alla convenzione, il Dipartimento di Economia e Diritto entra nel ristretto gruppo delle cinque realtà accademiche italiane convenzionate per la valorizzazione delle figure professionali legate al commercio internazionale, unica nelle Marche.
Gli studenti potranno accedere a condizioni agevolate alla certificazione di Export-Import Manager e vedersi riconosciuto il tirocinio universitario come esperienza richiesta per poter sostenere l’esame. Un’opportunità che punta a integrare la preparazione accademica con competenze professionali immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
L’offerta formativa del Dipartimento comprende tre lauree triennali. “Economia e Management” propone una solida formazione economico-aziendale articolata nei curricula di Economia Aziendale, Banca e Finanza ed Economia e Commercio Internazionale. “Economia e Marketing per la Sostenibilità” unisce invece le competenze economico-aziendali a una preparazione multidisciplinare sui temi della transizione ecologica e sociale, formando professionisti capaci di accompagnare imprese ed enti pubblici nelle strategie legate alla sostenibilità, all’economia circolare e ai criteri ESG.
“Data Analysis per le Scienze Sociali” è invece orientata alla formazione di figure in grado di raccogliere, interpretare e utilizzare i big data a supporto dei processi decisionali.
Dopo la laurea triennale, gli studenti possono proseguire il percorso con la magistrale in “Management e Marketing Internazionale”, articolata nei curricula in Management e consulenza aziendale e Marketing e mercati globali, oppure con “Finanza e Mercati”, che approfondisce finanza aziendale, intermediari, investimenti e gestione dei rischi, con insegnamenti anche in lingua inglese e percorsi internazionali.
Il Dipartimento contribuisce inoltre alla laurea magistrale interdipartimentale in “Archeologia e sviluppo dei territori”. L’offerta si completa con master, corsi di formazione e perfezionamento, iniziative di specializzazione professionale, esami di Stato per dottori commercialisti ed esperti contabili e con il dottorato internazionale in “Quantitative Methods in Economics”.
“Il Dipartimento punta a offrire una formazione solida, internazionale e sempre più vicina alle trasformazioni del mondo del lavoro – commenta la direttrice Elena Cedrola –. Il posizionamento nella classifica Censis premia l’impegno nel costruire percorsi di livello europeo. L’accordo con IBC consente alle nostre studentesse e ai nostri studenti di affiancare alla preparazione accademica il riconoscimento di competenze professionali richieste dalle imprese”.
È inoltre in fase di definizione un nuovo percorso di collaborazione con aziende, professionisti ed enti del territorio, pensato per creare sinergie di lungo periodo tra studenti e mondo produttivo. “Il nostro obiettivo – conclude Cedrola – è accompagnare ciascuno nella costruzione di un profilo capace di affrontare mercati sempre più complessi, digitali e interconnessi”.
Un percorso che conferma la volontà dell’Università di Macerata di rafforzare il legame tra formazione, dimensione internazionale e opportunità professionali, offrendo agli studenti strumenti sempre più aderenti alle trasformazioni dell’economia e del mercato del lavoro.
Le immatricolazioni all'Università di Camerino crescono di circa il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È il dato registrato dall'Ateneo nelle prime settimane di iscrizione al nuovo anno accademico 2026/2027, un andamento che Unicam accoglie con soddisfazione, pur trattandosi ancora di numeri provvisori: le iscrizioni resteranno infatti aperte fino al 6 novembre.
Il dato arriva dopo la conferma degli ottimi risultati ottenuti dall'Ateneo nelle classifiche Censis, che hanno visto Unicam al primo posto assoluto tra gli Atenei statali italiani e, per il 23° anno consecutivo, al vertice tra le università di pari dimensioni.
"Siamo davvero soddisfatti di questo andamento", sottolinea il rettore di Unicam Graziano Leoni, secondo cui la crescita delle immatricolazioni conferma "la qualità della nostra offerta formativa e didattica e dei servizi che mettiamo a disposizione delle nostre studentesse e dei nostri studenti".
Nuovi corsi e investimenti nelle strutture
Per il rettore, alla base del risultato ci sono anche le strategie messe in campo dall'Ateneo per mantenere elevato il livello dell'offerta formativa e dei servizi. Per l'anno accademico 2026/2027, Unicam ha infatti ampliato la propria proposta con diversi nuovi corsi di laurea. Tra questi c'è la triennale in "Scienze delle Attività Motorie e Sportive", che formerà il chinesiologo di base e potrà contare sugli impianti sportivi del CUS Camerino come una sorta di laboratorio a cielo aperto.
Debutta inoltre la laurea magistrale in "Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie", pensata per mettere in dialogo medicina umana e medicina animale. Nell'ambito del progetto EduNext sono stati inoltre attivati i corsi in "Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea" e "Informazione Scientifica sul Farmaco", erogati prevalentemente a distanza.
L'Ateneo ha inoltre investito sulle strutture didattiche e laboratoriali, con l'obiettivo di renderle sempre più efficienti e innovative, e ha sostenuto il progetto dello Studentato diffuso, che consente di mettere a disposizione degli studenti numerosi alloggi.
Confermato anche il nuovo accesso a Medicina Veterinaria
Prosegue anche la nuova modalità di accesso al corso di Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso. Il percorso è attivo presso la sede di Matelica.
L'Università di Camerino sottolinea inoltre la possibilità di offrire corsi affini di alta qualità agli studenti che sceglieranno percorsi alternativi nell'ambito della formazione veterinaria e delle discipline collegate.
"Gli studenti sono al centro della nostra mission"
"Sono le strategie che l'Ateneo sta mettendo in campo per mantenere sempre alto il livello sia dell'offerta didattica sia dei servizi", spiega Leoni, ricordando come Unicam abbia attivato nuovi corsi, investito nelle strutture e sostenuto il progetto abitativo dedicato agli studenti.
"Le studentesse e gli studenti sono da sempre al centro della nostra mission e delle nostre azioni strategiche: rappresentano l'anima pulsante dell'Ateneo", conclude il rettore.
Per il nuovo anno accademico, Unicam mette a disposizione l'offerta formativa delle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie.
A queste si aggiunge il percorso di eccellenza della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani". Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 6 novembre, mentre sul sito dell'Ateneo sono disponibili tutte le informazioni sui corsi, sulle modalità di immatricolazione, sulle agevolazioni e sugli appuntamenti di orientamento estivo.
MACERATA – Due corsi ai vertici delle graduatorie nazionali e una nuova laurea dedicata allo sport come strumento di benessere, educazione e inclusione. Il Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo dell’Università di Macerata inaugura il nuovo anno accademico con risultati importanti e una nuova proposta formativa, rafforzando il proprio ruolo nella preparazione di educatori e insegnanti e ampliando un’offerta già consolidata nei settori del patrimonio culturale e del turismo.
Nelle più recenti classifiche Censis, il corso triennale in Scienze dell’educazione e della formazione si colloca al secondo posto in Italia nel proprio raggruppamento disciplinare, mentre la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria figura tra le prime cinque a livello nazionale.
La principale novità dell’offerta è il corso triennale in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, pensato per formare professionisti in grado di utilizzare l’attività motoria e sportiva come strumenti di benessere, educazione, relazione e partecipazione sociale.
Il percorso integra competenze scientifiche, pedagogiche, psicologiche e sociali e pone particolare attenzione alle persone con disabilità, ai bisogni educativi speciali, alle diverse fasce d’età e alle situazioni di fragilità.
Nel piano di studi trovano spazio discipline come fisiologia e anatomia, psicologia dello sport, pedagogia speciale, tecnologie inclusive e gestione delle organizzazioni sportive. L’obiettivo è preparare figure capaci di progettare e condurre attività motorie e sportive adattate ai diversi contesti e alle esigenze delle persone.
«Questi risultati riconoscono la qualità del lavoro svolto e la capacità del Dipartimento di accompagnare i cambiamenti della società», commenta il direttore Simone Betti. «Il nuovo corso in Scienze motorie nasce da un’idea precisa: considerare il movimento e lo sport non soltanto come attività fisica, ma come strumenti educativi, relazionali e di inclusione».
Secondo Betti, lo stesso approccio caratterizza l’intera offerta del Dipartimento, che punta a mettere in dialogo formazione, territorio e patrimonio culturale, preparando professionisti in grado di operare nei diversi contesti sociali.
Nel settore educativo, il corso in Scienze dell’educazione e della formazione prepara professionisti destinati ai servizi per l’infanzia, alle comunità e ai percorsi socioeducativi. La laurea magistrale in Scienze pedagogiche forma invece pedagogisti per la progettazione, il coordinamento e la valutazione dei servizi.
Il corso quinquennale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, a numero programmato, consente di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
Accanto all’area educativa, il Dipartimento mantiene una forte presenza nei settori dei beni culturali e del turismo. L’offerta comprende la laurea triennale in Beni culturali e turismo e le magistrali in Management dei beni culturali e International Tourism and Destination Management.
Quest’ultimo corso, interamente in lingua inglese, è orientato alla gestione delle destinazioni turistiche nel mercato internazionale e offre anche la possibilità di intraprendere percorsi a doppio titolo.
A completare la proposta formativa sono i corsi di specializzazione per il sostegno, i master e i percorsi di formazione e perfezionamento, la Scuola di specializzazione in Beni storico-artistici e il dottorato nazionale in Teaching & Learning Sciences.
Una filiera che mette in relazione formazione accademica, tirocinio, ricerca e mondo delle professioni e che, con la nuova laurea in Scienze motorie, amplia ulteriormente il raggio d’azione dell’Università di Macerata, puntando su inclusione, benessere e partecipazione.
L'Università di Macerata amplia la propria offerta formativa con due nuovi corsi di laurea dedicati a settori in rapida trasformazione: da una parte sport, benessere e inclusione, dall'altra digitalizzazione, gestione documentale e intelligenza artificiale.
L'Anvur, Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha concluso positivamente la procedura di accreditamento per la laurea triennale in “Scienze motorie e sportive per l'inclusione” e per la laurea magistrale in “Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali nativi e digitalizzati”. Entrambi i percorsi prenderanno il via con il nuovo anno accademico.
«Con questi due nuovi corsi vogliamo offrire ai giovani percorsi capaci di unire interessi, competenze e concrete opportunità professionali», sottolinea il rettore John McCourt, evidenziando come sport, inclusione e trasformazione digitale stiano modificando profondamente la società e il mercato del lavoro.
Il corso triennale in Scienze motorie e sportive per l'inclusione formerà professionisti capaci di progettare e gestire attività motorie, sportive ed educative. Lo sport viene considerato non soltanto come attività fisica, ma anche come strumento di benessere, educazione, inclusione e partecipazione sociale.
Il percorso, della classe L-22R, combina discipline biomediche, pedagogiche, psicologiche, sociali e gestionali, con laboratori, attività pratiche e tirocinio. Tra gli sbocchi previsti figurano l'esperto nelle attività motorio-sportive e nell'educazione psicomotoria e il chinesiologo di base.
Guarda invece alla trasformazione digitale la nuova laurea magistrale in Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali nativi e digitalizzati. Il corso nasce dalla crescente necessità di figure professionali in grado di gestire l'intero ciclo di vita dei documenti digitali, dalla produzione alla conservazione.
Archivistica, diritto delle tecnologie, protezione dei dati personali, sicurezza delle informazioni e intelligenza artificiale applicata agli archivi saranno alcuni degli ambiti affrontati durante il percorso, affiancati da laboratori specialistici e da un tirocinio obbligatorio.
Tra gli sbocchi professionali ci sono i ruoli di responsabile della gestione documentale, della conservazione e della transizione digitale, oltre alle figure di archivista digitale e consulente per la digitalizzazione, tanto nella pubblica amministrazione quanto nelle imprese e negli istituti culturali.
Entrambi i corsi prevedono inoltre una didattica mista, con parte delle lezioni teoriche fruibile online. Una modalità pensata anche per gli studenti fuori sede e per chi deve conciliare lo studio con il lavoro, l'attività professionale o lo sport agonistico.
Per gli studenti-atleti sono previste le agevolazioni del programma “Dual Career”, mentre entrambi i corsi rientrano nell'offerta dell'Ateneo nell'ambito di “PA 110 e lode”, rivolto ai dipendenti pubblici.
Con i due nuovi percorsi, l'Unimc aggiorna così la propria offerta intercettando due trasformazioni già in atto nel mondo del lavoro: la crescente centralità dello sport come strumento di benessere e inclusione e la necessità di governare la rivoluzione digitale e l'intelligenza artificiale.
L'amministrazione comunale di Macerata ha approvato la rimodulazione delle tariffe per l’utilizzo delle palestre degli istituti scolastici in orario extrascolastico, in vigore a partire dalla stagione sportiva 2026/2027. Il provvedimento, adottato con deliberazione della Giunta comunale n. 319 del 6 agosto 2026, recepisce le disposizioni introdotte dalla Legge 7 aprile 2026, n. 53.
L’adeguamento si rende necessario per conformare il regolamento comunale al nuovo quadro normativo, che disciplina in maniera uniforme le modalità di concessione degli impianti scolastici alle società e alle associazioni sportive al di fuori dell’orario delle attività didattiche.
La nuova disciplina prevede che il Comune, d’intesa con le istituzioni scolastiche interessate, metta a disposizione le palestre e le relative attrezzature attraverso apposite convenzioni, mentre ai concessionari fanno capo gli obblighi di custodia, cura e pulizia degli spazi, oltre agli adempimenti necessari a garantire la piena funzionalità delle strutture al termine di ogni utilizzo.
La rimodulazione delle tariffe per l’utilizzo delle palestre comunali tiene conto anche del fatto che le stesse erano ferme da 13 anni, rendendosi dunque necessario un adeguamento in forza sia dell’evoluzione normativa sia dei costi di gestione delle strutture che nel negli ultimi anni sono sensibilmente aumentati. Il ritocco della quota dovuta al Comune, fissata in 7 euro l’ora oltre IVA, non determina tuttavia un aumento sostanziale dell’onere complessivo a carico delle società sportive.
Contestualmente all’aggiornamento della tariffa comunale è stata infatti eliminata la quota mensile di 19 euro, moltiplicata per le ore di utilizzo settimanali, precedentemente destinata agli Istituti Comprensivi. Una modifica che consente di compensare in larga parte l’adeguamento della tariffa comunale e di mantenere sostanzialmente invariato il costo complessivo per le associazioni, nel rispetto delle nuove disposizioni legislative.
Le tariffe saranno aggiornate annualmente con deliberazione della Giunta comunale sulla base della variazione dell’indice ISTAT FOI. Per informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi all’Ufficio Sport del Comune di Macerata ai numeri 0733 256250 e 0733 256287 oppure scrivere all’indirizzo e-mail ufficiosport@comune.macerata.it.
Aumentano le risorse destinate alle università marchigiane. Per il 2026 gli atenei statali della regione potranno contare complessivamente su quasi 233 milioni di euro del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il principale strumento attraverso cui lo Stato sostiene il funzionamento delle università, dalla didattica alla ricerca, fino al personale.
Il dato segna un incremento di circa 4,4 milioni di euro rispetto al 2025, pari al 2% in più, e una crescita del 21,6% rispetto al 2019. A livello nazionale, il FFO 2026 raggiunge invece quota 9,415 miliardi di euro, con un aumento di 25,6 milioni rispetto allo scorso anno e del 26% rispetto al 2019.
A beneficiare delle nuove risorse sono anche le università del Maceratese. All'Università di Camerino (Unicam) sono stati assegnati 41,2 milioni di euro, mentre la stessa cifra, 41,2 milioni, è destinata all'Università di Macerata (UniMC).
L'importo destinato a Unicam assume particolare rilievo per un ateneo che ha nella ricerca scientifica e nell'alta formazione uno dei propri principali punti di forza, mentre per UniMC le risorse rappresentano un sostegno alle attività di didattica, ricerca e funzionamento dell'università.
Il finanziamento più consistente tra gli atenei marchigiani va all'Università Politecnica delle Marche, che riceverà 92,1 milioni di euro, con un incremento del 5% rispetto al 2025. All'Università di Urbino Carlo Bo sono invece destinati 58,4 milioni di euro.
Il decreto che stabilisce i criteri di ripartizione del Fondo è stato firmato dalla ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Tra le novità previste per il 2026 c'è anche l'introduzione di una misura destinata al finanziamento di progetti strategici presentati dagli atenei.
«Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e marchigiane», ha dichiarato Bernini, sottolineando come l'incremento debba tradursi in una maggiore capacità di programmazione, sostegno alla ricerca, qualità della didattica e nuove opportunità per studenti, ricercatori e docenti.
L'obiettivo indicato dal ministero è rafforzare un sistema universitario sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito e di fare della conoscenza un motore di crescita economica, sociale e civile.
Cambia la disposizione delle aule per centinaia di alunni dell’istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" di San Severino Marche in vista dell'inizio delle lezioni, fissato per il prossimo 14 settembre. La riorganizzazione temporanea della "geografia scolastica" si è resa necessaria per consentire l’avvio dei cantieri di ricostruzione post-sisma e di riqualificazione strutturale programmati dal comune di San Severino Marche presso l'asilo "Gentili".
La nuova articolazione delle sedi, predisposta dalla dirigente scolastica Catia Scattolini in stretta sinergia con l'amministrazione comunale, vedrà la sezione A della scuola dell'infanzia "Gentili" trasferita presso il plesso "Virgilio". Il plesso "D'Alessandro" accoglierà invece sei sezioni d'infanzia, accorpando le sezioni B e C della "Gentili" e le sezioni B, C, D ed E della scuola dell'infanzia "Luzio". Contestualmente, le classi quinte (5^B, 5^C e 5^D) della scuola primaria "D'Alessandro" saranno ospitate nella sede centrale dell'istituto.
Le famiglie degli studenti coinvolti riceveranno nei prossimi giorni le indicazioni di dettaglio su orari, modalità di accesso e gestione dei servizi di mensa e trasporto scolastico. "La nuova organizzazione si è resa necessaria per avviare un cantiere molto importante per la futura edilizia scolastica della nostra città", ha spiegato il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, scusandosi per gli inevitabili disagi e confidando nella collaborazione di genitori e personale scolastico.
L’Università di Macerata introduce una riduzione fino a 500 euro sulle tasse di iscrizione ai percorsi di formazione iniziale e abilitazione all’insegnamento che saranno attivati nell’anno accademico 2026/2027.
L’agevolazione è rivolta a coloro che intendono intraprendere il percorso per diventare docenti e che, entro il prossimo 15 settembre, completeranno la procedura di manifestazione di interesse predisposta dall’Ateneo. La richiesta dovrà essere effettuata attraverso il form online, con successiva conferma della ricezione dell’e-mail automatica e invio della documentazione necessaria per la prevalutazione.
La manifestazione di interesse, precisa l’Università, non comporta alcun obbligo di iscrizione ai corsi e non sostituisce la partecipazione al futuro bando ufficiale. L’invio della documentazione, inoltre, non garantisce l’ammissione ai percorsi né il conseguimento di una posizione utile in graduatoria.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di agevolare quanti intendono ottenere l’abilitazione all’insegnamento e, allo stesso tempo, permettere all’Ateneo di programmare con maggiore efficacia l’organizzazione delle attività formative.
Per il prossimo anno accademico, UniMc ha infatti richiesto al Ministero dell’Università e della Ricerca l’accreditamento di 16 classi di concorso, relative a diversi ambiti disciplinari: letterario, linguistico, filosofico, storico, geografico, artistico, economico, giuridico, informatico e motorio.
Tra le classi per cui è stato richiesto l’accreditamento figurano anche quelle relative alle lingue straniere francese, inglese, spagnolo e cinese.
L’avvio effettivo dei percorsi abilitanti resta comunque subordinato al via libera ministeriale e alla successiva pubblicazione dei bandi da parte dell’Ateneo.
Le informazioni sulla procedura, sulla documentazione necessaria e sulle agevolazioni previste sono disponibili sul sito dell’Università di Macerata.
Le 16 classi di concorso richieste da UniMc
Le classi di concorso per le quali l’Università di Macerata ha presentato richiesta di accreditamento al MUR sono:
A001 – Disegno e storia dell’arte nell’istruzione secondaria di I e II grado
A011 – Discipline letterarie e latino
A012 – Discipline letterarie nell’istruzione secondaria di I e II grado
A013 – Discipline letterarie, latino e greco
A018 – Filosofia e scienze umane
A019 – Filosofia e storia
A021 – Geografia
AA22 – Lingue e culture straniere (francese)
AB22 – Lingue e culture straniere (inglese)
AC22 – Lingue e culture straniere (spagnolo)
AI22 – Lingue e culture straniere (cinese)
A041 – Scienze e tecnologie informatiche
A045 – Scienze economico-aziendali
A046 – Scienze giuridico-economiche
A048 – Scienze motorie e sportive nell’istruzione secondaria di I e II grado
A054 – Storia dell’arte
Secondo un approfondimento pubblicato dal Sole 24 Ore, in Italia oltre 15mila studenti universitari idonei ai benefici per il diritto allo studio rischiano ogni anno di rimanere senza un posto letto nelle residenze pubbliche. Una criticità che interessa l'intero Paese e che coinvolge anche le Marche, dove negli ultimi mesi sono stati avviati nuovi interventi per ampliare l'offerta abitativa destinata agli universitari.
Le rilevazioni dell'Andisu, l'associazione che riunisce gli organismi per il diritto allo studio universitario italiani, evidenziano come gli enti pubblici gestiscano circa 40mila posti letto, un numero ancora insufficiente rispetto alle richieste.
«Le domande di studenti fuori sede che possiedono i requisiti Iseeu e Ispe, oltre a quelli di merito per gli anni successivi al primo, superano di oltre 15mila unità la disponibilità dei nostri enti», ha spiegato il presidente Emilio Di Marzio. Un dato che emerge dalle graduatorie provvisorie e che testimonia una difficoltà strutturale del sistema universitario nazionale.
Nelle Marche il tema assume un'importanza particolare per la presenza di importanti poli accademici come Ancona, Macerata, Camerino e Urbino, oltre al ruolo svolto da ERDIS Marche nella gestione delle residenze universitarie e dei servizi destinati agli studenti.
Proprio da Macerata è arrivato recentemente un segnale concreto nella direzione indicata da Andisu. Lo scorso 27 luglio è stata infatti inaugurata la nuova residenza universitaria JHS Home, una struttura da 50 posti letto realizzata nell'ambito del piano nazionale per l'housing universitario. Di questi, 15 saranno riservati per almeno tre anni agli studenti vincitori di borsa di studio ERDIS, mentre i restanti saranno disponibili a tariffe calmierate.
Durante l'inaugurazione, la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha ribadito la centralità del tema abitativo per garantire un accesso equo all'istruzione universitaria.
«Il diritto allo studio deve avere un luogo, una stanza e dei servizi», ha dichiarato la ministra, sottolineando come l'incremento dei posti letto rappresenti una delle priorità nazionali a sostegno di studenti e famiglie.
Secondo Andisu, per colmare il divario tra domanda e offerta sono necessari nuovi investimenti pubblici, il rafforzamento del fondo statale integrativo e la realizzazione di ulteriori studentati nelle aree universitarie. L'obiettivo è aumentare il numero di alloggi gestiti dagli enti per il diritto allo studio, riducendo la dipendenza dal mercato privato degli affitti e garantendo agli studenti idonei la possibilità di accedere a una sistemazione a costi sostenibili.
Un possibile aiuto potrebbe arrivare dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Pnrr prevede infatti che il 30% dei 60mila nuovi posti letto finanziati venga destinato agli enti per il diritto allo studio. In termini assoluti si tratta di circa 18mila posti, un numero che, almeno sulla carta, consentirebbe di assorbire il fabbisogno degli oltre 15mila studenti idonei oggi privi di sistemazione nelle strutture pubbliche.
L'Università di Macerata ha pubblicato due bandi per il conferimento di incarichi professionali destinati a rafforzare i servizi di inclusione per gli studenti e le attività di comunicazione legate ai progetti di innovazione didattica.
Il primo avviso riguarda la selezione di un massimo di 15 figure per attività di supporto accademico e mediazione rivolte a studentesse e studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Gli incaricati affiancheranno gli studenti nello studio, nella preparazione degli esami e della prova finale, nei tirocini e nei rapporti con docenti e strutture universitarie.
La selezione avverrà per titoli e colloquio. Possono candidarsi persone con una formazione specifica in ambito pedagogico, educativo o nel sostegno didattico e con esperienza nel settore. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 14 del 19 agosto.
Il secondo bando è invece finalizzato all'individuazione di un'esperta o un esperto in comunicazione multimediale per il progetto "MEraviglIA – Metodologie didattiche inclusive e intelligenza artificiale", finanziato nell'ambito del Programma regionale Marche del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027.
La figura selezionata si occuperà della progettazione e realizzazione di contenuti audiovisivi e podcast, dell'attuazione del piano di comunicazione, del coordinamento di eventi divulgativi e della promozione dei risultati del progetto attraverso i canali digitali.
Per partecipare è richiesto un titolo accademico di secondo livello, esperienza nella comunicazione di progetti innovativi e la presentazione di un portfolio professionale. Le candidature dovranno essere inviate entro il 26 agosto.
I bandi completi, con i requisiti richiesti e le modalità di presentazione delle domande, sono disponibili nella sezione "Ateneo – Bandi e concorsi – Collaborazioni esterne" del sito dell'Università di Macerata.
L'Università di Camerino festeggia undici nuove specializzande e specializzandi che hanno conseguito il titolo di specialisti in farmacia ospedaliera durante la seduta di diploma svoltasi al Polo Sant’Agostino. Un traguardo fondamentale che consente l'accesso diretto alla dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), figura strategica per la gestione economica, clinica e organizzativa delle strutture sanitarie.
A guidare il percorso di studi è la scuola diretta dal professor Carlo Cifani, che ha evidenziato l'elevato profilo formativo e la forte selettività dell'accesso: "La scuola provvede alla formazione dei laureati in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutiche (CTF) attraverso l'approfondimento teorico e pratico finalizzato all'espletamento della professione nell'ambito delle strutture farmaceutiche ospedaliere e territoriali del Servizio Sanitario Nazionale e/o internazionale. Sono specifici ambiti di competenza la gestione dei medicinali e dei dispositivi medici, la produzione di medicinali anche a carattere sperimentale, l'informazione e la documentazione sul farmaco, la vigilanza sui prodotti sanitari, la vigilanza sull'esercizio farmaceutico. L’accesso alla scuola di specializzazione è molto competitivo e avviene tramite concorso: solitamente sono tra 100 e 120 i partecipanti per 12 posti".
L'offerta didattica si caratterizza per un'intensa attività sul campo, come rimarcato dal direttore della scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute, professor Gianni Sagratini: "Un percorso formativo della durata di 4 anni che affianca alla didattica in presenza un totale di oltre 5.000 ore di tirocinio in strutture ospedaliere e territoriali della rete formativa dell’università. Le attività professionalizzanti sono incentrate su: farmaco e dispositivo-vigilanza, area gestionale e di governo clinico, gestione operativa, clinico-terapeutica ed economica, management, sperimentazione clinica, galenica clinica, terapie oncologiche e farmaceutica territoriale".
In un panorama sanitario che richiede sostenibilità economica e innovazione continua, l'Università di Camerino conferma la volontà di investire nella crescita di figure manageriali e tecnico-scientifiche avanzate.
A ribadirlo è la pro rettrice alla didattica, professoressa Giulia Bonacucina: "L’Università di Camerino ha investito molto su questa figura professionale, garantendo un percorso formativo potenzialmente completo a partire dai corsi di laurea di Farmacia e CTF, per proseguire con la scuola di specializzazione ed infine con diversi master di II livello per integrare le competenze tecnico-scientifiche con capacità manageriali, necessarie per affrontare efficacemente le sfide emergenti del SSN: innovazione ed evoluzione dei percorsi di cura, delle tecnologie e dei ruoli organizzativi e di governance".
Una serata di ricordi, sorrisi e amicizia per gli ex studenti della classe 5°C del Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Macerata. A trent'anni esatti dalla maturità del 1996, i compagni di classe si sono ritrovati intorno a un tavolo per un nuovo, simbolico appello.
A riaprire idealmente quel vecchio registro è stato Fabio Fusari, che ha scandito uno dopo l'altro i nomi dei compagni proprio come accadeva ogni mattina tra i banchi. E la risposta, dopo tre decenni, è stata ancora la stessa: «Presente!».
Alla rimpatriata hanno partecipato Giacomo Andrenelli, Paola Arma, Elena Astolfi, Andrea Capponi, Lucia Compagnoni, Roberta Corvari, Fabio Fusari, Sara Giusti, Salvatore La Porta, Antonello Lattanzi, Luca Luccerini, Laura Manzetti, Maura Mastrocola, Mirko Ortensi, Sauro Stacchiotti, Giordano Piancatelli, Mirko Pompei e Laura Vagni. Assenti giustificate Mary Cesetti e Manuela Menichelli.
La serata è stata un viaggio nella memoria, tra immagini dell'aula al primo piano con il celebre murales, interrogazioni, gite scolastiche e occupazioni. Sono tornati alla mente i pomeriggi trascorsi sui libri, le ore dedicate allo studio della fisica, le feste dei diciotto anni, i momenti di condivisione e anche quelle piccole abitudini che hanno accompagnato gli anni del liceo, dalla pasta e fagioli consumata insieme alle colonne sonore degli anni Novanta, da "What Is Love" a "Saturday Night" fino a "It's a Rainy Day".
Immancabile il ricordo degli insegnanti, protagonisti di tanti aneddoti rimasti impressi nella memoria degli studenti: dalla professoressa Marsili ai professori Mogetta e Golini, passando per Calcagni, Massarini, Carassai, Battisti, i Bellesi, Fabiani, Centioni, Giustozzi, Giacchetta e la professoressa Barchiesi.
Di ognuno è rimasta una frase, un gesto o un insegnamento. Come la regola del professor Mogetta: "non fare domande se non si è sicuri di comprendere le risposte", oppure il curioso episodio legato a "Fontamour", citazione rimasta misteriosa fino alla scoperta che il riferimento corretto fosse in realtà "Fontamara" di Ignazio Silone.
Una classe vivace anche fuori dall'aula, protagonista delle "Performance dello Scientifico" del 1995 e 1996, dove portò in scena "Una jornata a li vagni" di Mario Affede. Proprio durante una rappresentazione, quando la scenografia rischiò di crollare, tutti gli studenti si mobilitarono per sorreggerla: un episodio diventato negli anni il simbolo dello spirito di gruppo che li ha sempre contraddistinti.
Tra fotografie, firme e risate, il ritrovo si è concluso con la consapevolezza che il tempo può cambiare le vite, ma non cancellare i legami costruiti negli anni più intensi della formazione.
La maturità del 1996 è stata una tappa importante, ma soprattutto l'inizio di un percorso che, trent'anni dopo, ha riportato tutti idealmente davanti a quel registro di classe.
Perché, come hanno voluto ricordare gli ex studenti, «la classe non è acqua».
Cinquanta nuovi posti letto per gli studenti universitari, 15 dei quali destinati ai borsisti ERDIS, e un investimento da oltre 998 mila euro finanziato attraverso il PNRR. È stata inaugurata oggi in via Gino Valentini, a Macerata, JHS Home, la nuova residenza universitaria realizzata nell'ambito del piano nazionale per l'housing studentesco promosso dal Ministero dell'Università e della Ricerca.
Al taglio del nastro hanno partecipato il ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, la commissaria straordinaria per l'housing universitario Manuela Manenti, il sindaco Sandro Parcaroli, il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, la presidente di ERDIS Marche Agnese Sacchi e Giovanni Binci, rappresentante di JHS Srl.
La nuova struttura mette a disposizione 50 posti letto distribuiti in appartamenti dotati di cucina e servizi, ai quali si aggiungono spazi comuni, un bar e una lavanderia. L'obiettivo, hanno sottolineato i promotori del progetto, non è soltanto offrire un alloggio, ma creare un ambiente in cui gli studenti possano condividere esperienze, costruire relazioni e vivere pienamente la dimensione universitaria. Quindici posti saranno riservati, per almeno tre anni, agli studenti vincitori di borsa di studio ERDIS, mentre gli altri saranno offerti a tariffe calmierate.
«Il diritto allo studio deve avere un luogo, una stanza e dei servizi», ha affermato il ministro Anna Maria Bernini, ricordando come l'obiettivo di aumentare i posti letto universitari, avviato nel 2022, sia oggi una realtà grazie alla collaborazione tra istituzioni e operatori privati. «Non esistono decreti che costruiscono case, ma sinergie ed ecosistemi», ha aggiunto, evidenziando il valore di residenze pensate anche come luoghi di socialità e condivisione.
La commissaria straordinaria per l'housing universitario Manuela Manenti ha ricordato il lavoro svolto per raggiungere gli obiettivi del piano nazionale, sottolineando come investire nell'housing significhi permettere agli studenti di scegliere l'università più adatta ai propri talenti senza che il costo di un alloggio rappresenti un ostacolo. «Questa è solo la prima di tante inaugurazioni», ha affermato.
Per il sindaco Sandro Parcaroli la nuova residenza rappresenta «un segnale concreto di attenzione verso i giovani». «Garantire alloggi moderni, sicuri e sostenibili significa valorizzare la presenza degli studenti e rendere Macerata sempre più una città a misura di universitario».
«Qui non ci saranno soltanto studenti, ma ragazze e ragazzi che costruiranno un percorso di crescita e di vita», ha osservato il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, evidenziando anche il valore dell'intervento dal punto di vista della riqualificazione urbana.
Sulla stessa linea il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, che ha parlato di un investimento capace di offrire opportunità anche a chi ha maggiori difficoltà economiche «fare politica significa non dimenticare nessuno».
Emozionata la presidente di ERDIS Marche Agnese Sacchi, che ha definito l'inaugurazione «un traguardo ma anche un nuovo inizio». «Adesso questi spazi inizieranno a popolarsi. Abbiamo il dovere di accompagnare chi ha talento e merito ma non dispone delle risorse economiche necessarie. Il gioco di squadra ci ha permesso di raggiungere questo risultato». Sacchi ha ricordato anche l'impegno dell'ente, che sta portando avanti cantieri per circa 64 milioni di euro destinati ad ampliare ulteriormente l'offerta di alloggi universitari nelle Marche.
A chiudere gli interventi è stato Giovanni Binci, rappresentante di JHS Srl: «Questo risultato è frutto della collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Vogliamo offrire agli studenti fuori sede un ambiente che permetta loro di vivere il percorso universitario con maggiore serenità».
L'apertura di JHS Home rappresenta un nuovo tassello nella crescita dell'offerta abitativa per gli universitari a Macerata. La struttura si inserisce nel programma nazionale finanziato dal PNRR e punta a rendere la città sempre più attrattiva per gli studenti che scelgono di frequentare l'Ateneo maceratese.
Quaranta promossi su 43 candidati agli esami di abilitazione sostenuti martedì a Coverciano e alcuni corsisti già entrati a lavorare nelle società di calcio. Sono i risultati con cui l'Università di Macerata, attraverso il Dipartimento di Giurisprudenza, ha presentato la terza edizione del corso di formazione per l'accesso all'esame di abilitazione a direttore sportivo, accreditato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc).
La presentazione si è svolta nell'Aula Verde del Polo Pantaleoni, alla presenza del presidente del Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti, Ivo Panichi, del componente della commissione federale Figc e coordinatore del Dipartimento interregionale Lnd Luigi Barbiero e del giornalista di Sky Sport Maurizio Compagnoni, laureato dell'Università di Macerata, che ha dedicato il proprio intervento al ruolo del direttore sportivo nella gestione delle notizie di mercato.
Nel corso dell'incontro è stato annunciato anche il nuovo bando, già pubblicato e aperto fino al 22 settembre, una scelta che consentirà di iscriversi anche a chi in questo periodo è impegnato fuori sede con le squadre.
Il corso dell'Università di Macerata è oggi il più frequentato in Italia tra quelli organizzati dagli atenei e propone una formazione che integra competenze giuridiche, organizzative e manageriali, con l'obiettivo di preparare figure professionali capaci di operare nelle società calcistiche in un settore in continua evoluzione.
«L'impegno del Dipartimento di Giurisprudenza in questo settore rappresenta un apripista del lavoro che l'Università di Macerata sta sviluppando con il mondo dello sport. Il nostro Ateneo vuole diventare un punto di riferimento per la formazione sportiva, anche con il nuovo corso in Scienze motorie, mettendo a disposizione competenze accademiche e costruendo percorsi capaci di offrire reali opportunità di occupazione», ha sottolineato il rettore John McCourt.
Il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc è tra i pochi in Italia a includere il diritto dello sport nella propria offerta formativa.
«Il dato di Coverciano conferma la solidità del progetto. La preparazione dei nostri corsisti è stata particolarmente apprezzata. È un percorso impegnativo, ma i risultati si vedono anche nel confronto con altre esperienze italiane. Alcuni partecipanti sono già stati assunti da società calcistiche», ha evidenziato il direttore del corso Stefano Pollastrelli.
Anche l'assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli ha rimarcato il valore dell'iniziativa, sottolineando come «l'elevata qualità delle figure professionali passi anche attraverso la formazione accademica e una collaborazione operativa tra le diverse filiere istituzionali».
Consoli ha inoltre ricordato che le Marche sono la prima regione italiana per numero di atleti e la terza per associazioni affiliate, evidenziando la vivacità del movimento sportivo regionale anche nelle discipline considerate in passato minori.
Per la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari, il corso «si inserisce nella strategia di Ateneo che affianca alla formazione di base percorsi professionalizzanti capaci di intercettare i bisogni del territorio».
Alla presentazione hanno partecipato anche l'arbitro di Serie A Gianluca Sacchi, il neo presidente della Figc Marche Stefano Giombetti, il direttore sportivo della Maceratese Giulio Spadoni, il presidente degli arbitri delle Marche Riccardo Piccioni e il direttore tecnico Fabio Massimo Conti.
Vent’anni di formazione, ricerca e rapporto con il territorio. Il Dipartimento di Scienze della formazione, dei Beni culturali e del Turismo dell’Università di Macerata ha celebrato il ventennale del Polo didattico “Luigi Bertelli” a Vallebona, un traguardo che racconta una crescita costante e il consolidamento di una vera comunità accademica.
La cerimonia ha riunito studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo in un momento dedicato ai ricordi, ai risultati raggiunti e alle nuove prospettive. Oggi il Polo rappresenta un punto di riferimento per oltre 3.500 studentesse e studenti, con una squadra composta da 65 docenti e 33 unità di personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.
All’incontro hanno partecipato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt, il direttore del Dipartimento Simone Betti e il professore emerito Michele Corsi, già preside della Facoltà di Scienze della formazione dal 2003 al 2009 e successivamente direttore del Dipartimento fino al 2018.
«Il Polo Bertelli dimostra come una sede universitaria possa diventare un motore di conoscenza e sviluppo per il territorio – ha sottolineato il rettore McCourt –. I nuovi corsi e i centri di ricerca rappresentano investimenti concreti per migliorare la qualità dello studio e dei servizi, rafforzando il legame tra Università e città».
A testimoniare la vitalità del Dipartimento sono i nuovi progetti sul fronte della didattica e della ricerca. Dall’anno accademico 2026/2027 partirà il nuovo corso di laurea triennale in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, ampliando ulteriormente l’offerta formativa.
Importante anche il percorso del Centro “TIncTec”, dedicato alle tecnologie educative e al rapporto tra innovazione, scuola e società, che ha recentemente ottenuto l’ingresso ufficiale nel Disability Health Equity Network dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riconoscimento che ne valorizza l’attività nel campo dell’inclusione e dell’accessibilità.
«Crescere significa non soltanto avere più studenti e nuovi spazi, ma costruire relazioni tra didattica, ricerca, comunità e territorio – ha spiegato il direttore di Dipartimento Simone Betti –. Questo risultato nasce dall’impegno condiviso di docenti, personale e studenti e dalla capacità di rispondere insieme alle nuove esigenze».
La giornata celebrativa si è conclusa con un momento conviviale sulle terrazze del Polo, occasione per ripercorrere tappe e successi di questi vent’anni e rafforzare il senso di appartenenza della comunità accademica.
Il futuro del Polo Bertelli passa anche dagli interventi sulla struttura: sono infatti in fase di ultimazione i lavori di ampliamento che consentiranno di mettere a disposizione nuove aule e laboratori, migliorando ulteriormente gli spazi dedicati alla formazione e alla ricerca.