Si è svolta il 20 maggio scorso, presso l’Biblioteca Mozzi Borgetti – Auditorium Dante Cecchi – l’assemblea dei soci dell’Unitre Macerata, Università delle Tre Età.
Nel corso dell’incontro, dopo un’ampia e dettagliata relazione del presidente uscente Renzo Serrani, che ha illustrato la ricca attività svolta dall’associazione nel suo primo anno di operatività, si sono svolte le votazioni per il rinnovo del consiglio direttivo.
Al termine delle operazioni elettive è stato definito il nuovo assetto dell’organo direttivo, composto da nove membri. La presidenza è stata affidata a Gloria Pierucci, mentre Mauro Gentili ricoprirà il ruolo di vicepresidente.
Completano la nuova squadra Francesca Caldarelli (direttore dei corsi), Fabrizio Lanciani (segretario), Nadia Falcioni (tesoriere), insieme ai consiglieri Rita Pieristè, Francesco Compagnoni, Paola Azzacconi e Maria Grazia Paoletti.
Il rinnovo del direttivo segna un nuovo capitolo per Unitre Macerata, realtà che continua a rappresentare un importante punto di riferimento culturale e formativo per il territorio.
È stato presentato nella mattinata di oggi, martedì 26 maggio, presso il Polo didattico Sant’Agostino dell’Università di Camerino, il nuovo corso di laurea triennale in “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”, attivato dalla Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute a partire dall’anno accademico 2026/2027. Un nuovo percorso formativo che amplia ulteriormente l’offerta didattica di Unicam e che punta a formare professioniste e professionisti capaci di coniugare competenze scientifiche, preparazione tecnica e utilizzo delle tecnologie applicate al movimento, allo sport e al benessere della persona.
L’evento di presentazione ha visto la partecipazione del rettore Graziano Leoni, del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Stefano Mei, della prorettrice alla didattica Giulia Bonacucina, del delegato al benessere fisico e allo sport Filippo Maggi, del direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini, del direttore del corso Seyed Khosrow Tayebati, del delegato all’orientamento del corso Pietro Picerno, del presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli e del chinesiologo e osteopata Gilberto Pallotta.
Nel corso degli interventi è stata sottolineata la crescente importanza della figura del chinesiologo e dei professionisti dell’attività motoria in una società sempre più attenta alla prevenzione, alla salute, al benessere e alla qualità della vita. Il nuovo corso nasce infatti con l’obiettivo di formare il “chinesiologo di base”, figura professionale riconosciuta dalla normativa nazionale, attraverso un percorso che integra solide basi scientifiche, attività pratiche e utilizzo delle più moderne tecnologie per l’analisi del movimento e della performance sportiva.
“Con questo nuovo corso di laurea – ha dichiarato il rettore Unicam Graziano Leoni – il nostro Ateneo continua ad investire in una formazione capace di intercettare i bisogni emergenti della società e del mondo del lavoro.”
Le scienze motorie rappresentano oggi un ambito strategico che unisce salute, prevenzione, sport, innovazione tecnologica e qualità della vita. Unicam mette a disposizione competenze scientifiche, eccellenti e innovative strutture sportive gestite dal CUS Camerino, laboratori e un approccio multidisciplinare, per formare professionisti preparati, consapevoli e pronti ad affrontare le sfide del futuro.
“L’attivazione del nuovo corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive – ha dichiarato il direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini – rappresenta una scelta perfettamente coerente con la visione ‘One Health’ che da sempre caratterizza le attività della nostra Scuola”.
La salute, è stato sottolineato, non può essere interpretata esclusivamente come cura e terapia farmacologica, ma va sempre più letta in ottica preventiva, attraverso corretti stili di vita, alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.
Il corso si caratterizza per una forte impronta tecnologica e biomeccanica, grazie all’integrazione di strumenti digitali, analisi funzionali e metodologie innovative applicate all’attività motoria e sportiva. Ampio spazio sarà dedicato alle attività tecnico-pratiche, con laboratori e momenti sul campo che si svolgeranno negli impianti del CUS Camerino, considerati un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
Il percorso formativo affronterà temi che spaziano dall’anatomia alla fisiologia dello sport, dalla biomeccanica alla preparazione atletica, dalla psicologia dello sport alla prevenzione degli infortuni, fino al diritto sportivo e agli ecosistemi software intelligenti applicati allo sport. Particolare attenzione sarà riservata agli studenti-atleti attraverso il programma “Unicam4Sport”, che consente di conciliare carriera universitaria e attività agonistica grazie al riconoscimento dello status di “dual career student”.
Il nuovo corso conferma così la volontà di Unicam di investire in percorsi innovativi e interdisciplinari, capaci di valorizzare il legame tra scienza, salute, sport e benessere, offrendo alle nuove generazioni opportunità formative sempre più orientate al futuro professionale
Superare l’ormai obsoleta visione dell’invecchiamento come mero declino biologico e promuovere una solida cultura della longevità attiva, inclusiva e relazionale. Questo è il cuore scientifico e sociale del XIX Convegno Nazionale della Società Italiana di Psicologia dell’Invecchiamento, che si terrà venerdì e sabato, 29 e 30 maggio 2026, all’Università di Macerata. L’evento rappresenta il principale osservatorio e tavolo di confronto nazionale per ridisegnare i modelli di cura, assistenza e sviluppo legati alla terza e quarta età. Le sessioni saranno presiedute da autorevoli studiosi della psicologia e della gerontologia italiane. Il convegno riunirà oltre cinquanta rappresentanti di oltre dieci università e centri di ricerca, associazioni del terzo settore e del volontariato, istituzioni pubbliche e territoriali e imprese locali.
Il dibattito sarà inaugurato da tre letture magistrali di altissimo profilo: Fiorenzo Conti dell’Università Politecnica delle Marche, introdotto da Alberto Di Domenico, spiegherà capacità del nostro cervello di modificarsi e reagire anche in età avanzata. Federica Gottardi, psicologa-psicoterapeuta e Consigliera dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, introdotta da Erika Borella, interverrà con un focus sulla comunicazione consapevole in ambito sanitario. Luisa Cassetti, ordinaria di istituzioni di diritto pubblico, introdotta dal Nicola Mammarella, analizzerà i pilastri legislativi italiani a partire dalla Costituzione, legati al diritto alla salute e alla solidarietà generazionale.
Sono previsti quattro simposi, sei tavole rotonde e tre workshop esperienziali dedicati alle principali sfide dell’invecchiamento attivo. Al centro del confronto ci saranno la neuroplasticità e i nuovi training cognitivi per preservare memoria e funzioni esecutive, anche attraverso stimolazione non invasiva e giochi strutturati; le comunità amiche della demenza, con il caso di Macerata, e il turismo inclusivo come strumento di benessere per caregiver e persone fragili; il dialogo tra generazioni e la valorizzazione degli anziani come custodi della memoria del territorio, anche attraverso l’esperienza dell’Ecomuseo di Villa Ficana. Spazio anche alle tecnologie, dall’intelligenza artificiale alla robotica fino ai sistemi di assistenza domestica, con attenzione al superamento del divario digitale che penalizza le persone anziane. Chiuderà il quadro il tema dell’age management, con strategie per valorizzare nei luoghi di lavoro il personale maturo e favorire il passaggio di competenze tra generazioni.
Per l’occasione, Unimc lancerà la proposta di istituire un premio di laurea, sostenuto dal Comitato unico di garanzia, in memoria di Barbara Pojaghi, docente dell’Ateneo e figura impegnata anche nella vita civile della città, nel decimo anniversario della scomparsa.
Il convegno è patrocinato dall’Associazione Italiana di Psicologia, dall’Università di Urbino, dal Comune di Macerata e dall’Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi. L’iniziativa si svolge con il contributo di Auser Marche, Tre Valli, Fior di grano, Clementoni, Girolomoni, L’oro della terra ed Eli.
A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, l’Università di Macerata dedica un momento di confronto pubblico al cammino delle donne nelle istituzioni e al loro contributo alla vita democratica del Paese. Giovedì 28 maggio alle ore 11, nella Sala Conferenze del Dipartimento di Economia e Diritto, si terrà la tavola rotonda “A 80 anni dalla nascita della Repubblica italiana: l’ingresso delle donne nelle istituzioni”, promossa dalla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”.
L’incontro conclude il percorso della mostra storica “Deputate e Senatrici della Repubblica. Ruoli, tempi e azione delle donne in Parlamento (1948-1992)”, ideata da Michela Minesso, dell’Università Statale di Milano, inaugurata nell’ambito del LeoLiveFest e visitabile al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata fino al pomeriggio di giovedì.
Alla tavola rotonda interverranno John McCourt, rettore dell’Università di Macerata, Carla Danani, direttrice della Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”, Luigi Lacchè dell’Università di Macerata, Loredana Garlati dell’Università di Milano-Bicocca, Michela Minesso dell’Università di Milano e Natascia Mattucci, prorettrice dell’Università di Macerata con delega a Benessere e Welfare.
Attraverso fotografie e documenti inediti provenienti da archivi pubblici e privati, tra cui Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Presidenza della Repubblica, la mostra accompagna visitatrici e visitatori in un itinerario che attraversa oltre quarant’anni di storia italiana: dalla ricostruzione postbellica al cosiddetto “miracolo economico”, dalle stagioni della contestazione agli anni Ottanta, fino alla conclusione della X legislatura nei primi anni Novanta. Al centro del percorso espositivo c’è il ruolo delle donne parlamentari nel trasformare la rappresentanza femminile: da una presenza inizialmente spesso confinata a settori considerati “tipicamente femminili” a un impegno progressivamente esteso all’intera attività legislativa.
L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto “Educating Future Citizens”, finanziato dal D.M. 291/2024 – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 4 “Istruzione e ricerca”, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”.
Lo sport giovanile non è soltanto allenamento, competizione e prestazione, ma rappresenta uno dei più importanti contesti educativi per la crescita delle nuove generazioni. Con questa visione nasce il corso teorico-pratico: “Come essere l’allenatore di tutti – Corso sull’individualizzazione dell’insegnamento nell’attività motorio-sportiva”, in programma sabato 30 maggio 2026, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso la Virtus Basket s.s.d. a r.l. di Civitanova Marche. L’iniziativa vanta la collaborazione tra CONI – Scuola Regionale dello Sport Marche, Tavolo Tecnico per la promozione della salute e del benessere dei giovani – Città di Civitanova Marche, con il contributo dell’Assessorato allo Sport del Comune di Civitanova Marche e della Rete OLTRE, a conferma di un impegno condiviso volto a costruire ambienti sportivi sempre più attenti alla crescita integrale della persona.
Il corso, tenuto da Roberto Mancini, formatore e coordinatore dell’area psico-pedagogica della Scuola Regionale dello Sport delle Marche, affronta una delle sfide più significative dell’attività sportiva di base: come riuscire a rispettare i tempi, le capacità e le differenze individuali all’interno di gruppi naturalmente eterogenei, offrendo strumenti concreti per personalizzare l’insegnamento e favorire la partecipazione di tutti. L’obiettivo va oltre la sola acquisizione di competenze tecniche. Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano infatti che i contesti sportivi giovanili di qualità possono incidere in modo significativo sullo sviluppo cognitivo, relazionale ed emotivo dei ragazzi, favorendo competenze trasversali quali autonomia, autoregolazione, capacità di cooperazione, resilienza, senso di appartenenza e sviluppo dell’autoefficacia.
Come sottolinea il coordinatore del Tavolo Tecnico per la promozione della salute e del benessere dei giovani e promotore dell’iniziativa, dottor Andrea Foglia: “Lo sport giovanile di base rappresenta uno straordinario laboratorio educativo. La letteratura scientifica evidenzia come esperienze sportive condotte in ambienti positivi e pedagogicamente competenti possano favorire non solo il benessere fisico, ma anche lo sviluppo delle competenze socio-emotive, della capacità di gestione delle relazioni, della fiducia in sé stessi e della motivazione. L’allenatore/educatore sportivo diventa quindi figura che accompagna la crescita del giovane ben oltre l’apprendimento del gesto tecnico: contribuisce alla costruzione dell’identità, al senso di appartenenza e alla formazione di cittadini più consapevoli e partecipi.”
L’iniziativa si rivolge ad allenatori, insegnanti, educatori e operatori sportivi interessati ad approfondire metodologie e strumenti per costruire esperienze sportive realmente inclusive, capaci di riconoscere e valorizzare l’unicità di ogni giovane atleta. L’idea di fondo che guida l’iniziativa è semplice ma essenziale: non chiedere ai giovani di adattarsi rigidamente allo sport, ma rendere lo sport capace di adattarsi ai giovani, riconoscendo nelle differenze una risorsa educativa e non un limite.
L’incontro proporrà un percorso articolato in tre momenti: una parte teorica dedicata ai fondamenti pedagogici dell’individualizzazione, una fase pratica sul campo e un laboratorio di progettazione in sottogruppi finalizzato alla costruzione di proposte operative applicabili nei diversi contesti sportivi.
“Mi fa molto piacere questa collaborazione tra la Città di Civitanova Marche, CONI e Tavolo Tecnico per la promozione della salute e del benessere dei giovani – spiega l’assessore allo Sport Claudio Morresi. Sono assolutamente convinto che lo Sport sia fondamentale per la crescita dei ragazzi, non solo dal punto di vista fisico, ma psicologico, educativo e sociale. L’Amministrazione si sta muovendo da tempo su queste tematiche anche ristrutturando strutture sportive, ampliandone anche l’offerta e facilitandone l’accesso”.
Che cosa significa vedere un’opera d'arte andata perduta per sempre? E in che modo lo spazio espositivo riesce a orientare lo sguardo di chi osserva? Intorno a questi affascinanti interrogativi si sviluppa "Vedere, Mostrare, Guardare", la prestigiosa Scuola di Alta Formazione promossa dalla Scuola di Studi Superiori "G. Leopardi" dell’Università di Macerata, in stretta collaborazione con i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi. Nelle giornate di martedì 26 e giovedì 28 maggio, l'iniziativa aprirà gratuitamente le sue porte alla cittadinanza con due grandi eventi pubblici che uniranno la storia dell'arte locale alle più moderne tecnologie digitali.
Il primo imperdibile appuntamento è fissato per domani, martedì 26 maggio, dalle 17:00 alle 19:00, proprio nella suggestiva cornice di Palazzo Buonaccorsi. Al centro dell'incontro ci sarà l'eccezionale presentazione della ricostruzione digitale di una pala d'altare perduta di Federico Barocci, l’Immacolata Concezione. L'opera, commissionata nel 1605 per la chiesa dei Cappuccini di Macerata, andò distrutta nel 1799 a causa dell'arrivo delle truppe napoleoniche. Di quel capolavoro oggi resta solo una piccola tela di bottega conservata nei Musei Civici; partendo proprio da questa traccia, il professor Ian Verstegen dell'Università della Pennsylvania e Gregory Vershbow di Penn Art & Sciences sono riusciti a ricreare l'immagine della pala originaria grazie all'intelligenza artificiale e a tecniche avanzate di elaborazione digitale. La ricostruzione sarà svelata per la prima volta al pubblico proprio nelle sale che custodiscono il dipinto superstite.
Il programma della Scuola di Alta Formazione – inserita nel più ampio progetto “Educating Future Citizens” finanziato dal PNRR – riprenderà poi nella mattinata di giovedì 28 maggio, dalle 9:00 alle 13:00, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni. In questa sede verrà presentata in anteprima assoluta "Expositio Mundi. Lo spazio come medium", l'attesa mostra internazionale che animerà l'estate maceratese a partire dal prossimo 10 luglio tra Palazzo Buonaccorsi, lo Sferisterio e la Biblioteca Mozzi Borgetti. Il curatore Lorenzo Benedetti guiderà i presenti dentro i dettagli del progetto, illustrando l'inedito dialogo tra le opere storiche legate a Giuseppe Ghezzi e i contributi di importanti artisti contemporanei.
Il pomeriggio di giovedì si sposterà nuovamente sul fronte della creatività dal vivo. A partire dalle ore 15:00, Vincent Lecoq, artista in residenza alla Scuola Leopardi, dialogherà con Benedetti sul tema della sensibilità urbana filtrata attraverso i cinque sensi. L'intensa due giorni culturale si concluderà ufficialmente nella sala di Palazzo Rotelli-Lazzarini, in via Matteotti 43, con l'inaugurazione della mostra "Cartografia fotografica maceratese. Il vissuto di una città attraverso i suoi giovani". L'esposizione raccoglie gli scatti nati da un laboratorio fotografico partecipativo, capace di restituire un racconto inedito e sensoriale di Macerata fatto di luci, suoni, odori e atmosfere quotidiane vissute dalle nuove generazioni.
Un gesto simbolico per non dimenticare la solidarietà, l’accoglienza e un’amicizia capace di superare migliaia di chilometri. L’Istituto di Istruzione Superiore “Garibaldi Bramante Pannaggi”, diretto dalla dirigente Antonella Canova, ha organizzato per martedì 26 maggio alle ore 11:00 la cerimonia di apposizione di una targa commemorativa in ricordo di Nonna Lu di Taicang.
La figura di Nonna Lu è rimasta profondamente impressa nella comunità maceratese per un gesto di grande generosità compiuto nel 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica da COVID-19, quando riuscì a raccogliere e inviare a Macerata circa 10.800 mascherine a sostegno della popolazione in un momento di forte difficoltà.
Il legame tra la donna e l’istituto scolastico affonda però le sue radici in anni precedenti, durante i viaggi di studio in Cina degli studenti, accolti più volte nella sua abitazione di campagna a Taicang. In quelle occasioni, Nonna Lu si distingueva per la sua straordinaria ospitalità, attendendo spesso per ore l’arrivo dei ragazzi lungo la strada e accogliendoli come membri della propria famiglia.
Come ricordato dalla scuola, la sua casa diventava un punto di incontro autentico tra culture, dove i giovani studenti italiani venivano accolti con calore, tradizioni culinarie locali e momenti di condivisione che hanno lasciato un segno indelebile.
Insieme alla famiglia, Nonna Lu aveva inoltre avviato una tradizione simbolica: la piantumazione degli “alberi dell’amicizia” nel villaggio di Taicang, a testimonianza viva del legame tra le due culture e delle esperienze condivise.
La cerimonia si svolgerà presso l’Istituto Agrario, luogo simbolico legato alla cura della terra e della crescita, dove verrà ufficialmente collocata la targa commemorativa come riconoscimento permanente alla sua umanità, al suo calore e alla sua straordinaria ospitalità.
(In foto la dirigente scolastica Antonella Canova)
Una richiesta formale, urgente e condivisa all’unanimità da Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto e personale ATA del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata. È il contenuto della lettera inviata alle principali istituzioni locali e regionali per chiedere una soluzione definitiva alla storica frammentazione delle sedi scolastiche.
Il documento, la cui referente è la docente Giuseppina Capodaglio, è stato indirizzato al presidente della Provincia di Macerata, al dirigente del settore Ricostruzione Patrimonio ed Edilizia scolastica, al sindaco di Macerata, al presidente della Regione Marche, al commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, all’Ufficio scolastico regionale e all’Ambito territoriale di Macerata.
Nel testo si sottolinea come il prestigioso istituto, fondato nel 1923 con Regio Decreto e tra i più antichi delle Marche e d’Italia, operi da oltre venticinque anni su sedi distinte, una condizione definita ormai “strutturale” e non più temporanea.
“La divisione tra sedi comporta conseguenze concrete”, si legge nella lettera, con difficoltà nella programmazione didattica, problemi nell’utilizzo condiviso dei laboratori scientifici, continui spostamenti per docenti e studenti e un aggravio organizzativo anche per il personale ATA. Una situazione che, secondo i firmatari, finisce per incidere direttamente sulla qualità dell’offerta formativa e sulla possibilità di garantire agli studenti un’esperienza scolastica pienamente unitaria.
Ad aggravare ulteriormente il quadro sono i prossimi lavori di ristrutturazione che, secondo quanto evidenziato dal documento, porteranno il liceo ad essere distribuito addirittura su tre sedi differenti, con ulteriori traslochi di aule, laboratori e attrezzature scientifiche e informatiche.
Il timore espresso dal personale scolastico è che, anche al termine degli interventi, la situazione possa rimanere invariata. Uno scenario giudicato “inaccettabile” per una scuola che rappresenta un punto di riferimento culturale e formativo per il territorio maceratese.
Nella lettera viene inoltre sollevata una riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche disponibili per l’edilizia scolastica, chiedendo se siano state realmente esplorate le opportunità offerte dai fondi per la ricostruzione post-sisma 2016, dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare.
Il mondo scolastico del Galilei chiede quindi alle istituzioni un impegno pubblico e concreto per avviare rapidamente il percorso verso una sede unica, attraverso un’istruttoria tecnica e amministrativa trasparente e condivisa con il dirigente scolastico e gli organi collegiali.
“Chiediamo una sede unica che garantisca il pieno diritto allo studio e migliori condizioni di lavoro per tutto il personale”, scrivono i firmatari, ribadendo che la situazione attuale è ormai “al limite della sostenibilità”.
La lettera si chiude con la disponibilità al confronto e alla collaborazione con le istituzioni, nella convinzione che una soluzione condivisa sia “non solo possibile ma doverosa”.
Prosegue all’Università di Camerino il corso di perfezionamento in Scienze Forensi promosso dal C.S.E.A., diretto dalla dottoressa Giusy Mazzalupi e dalla professoressa Giovanna Ricci della cattedra di Criminologia dell’ateneo camerte, che ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa.
Nella giornata di oggi si è svolta la terza lezione del percorso formativo, avviato lo scorso mese di marzo e rivolto a studenti e operatori del settore interessati ad approfondire i principali ambiti delle scienze investigative e criminologiche.
Il corso era stato inaugurato dalla lectio magistralis della professoressa Isabella Merzagora, ordinario di Criminologia presso l’Università di Milano, che aveva affrontato il tema della criminologia e delle sue applicazioni contemporanee.
La lezione odierna ha visto invece la partecipazione del dottor Giuseppe Losito, Coordinatore Provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che ha approfondito gli aspetti pratici legati alle tecniche investigative, e del dottor Luca Russo, esperto di analisi informatiche, intervenuto sui temi collegati alle indagini digitali e agli strumenti tecnologici applicati alle investigazioni.
Il percorso proseguirà con altre due lezioni previste nei mesi di giugno e settembre, confermando l’obiettivo del corso di offrire una formazione specialistica e multidisciplinare nel campo delle scienze forensi.
Una mattinata speciale per riannodare i fili del tempo, rispolverare i ricordi e celebrare un traguardo accademico indimenticabile. L’Università di Macerata, in stretta collaborazione con l’Alam (l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese), ha ufficialmente avviato i motori per l'organizzazione della storica "Giornata del Laureato 2026", che quest'anno si terrà nella mattinata di venerdì 26 giugno. L'iniziativa, nata nel lontano 2003, si propone l'emozionante obiettivo di riunire e festeggiare tutti coloro che hanno conseguito il titolo di dottore esattamente 25 e 50 anni fa.
Per l'edizione di quest'anno, l'Ateneo ha lanciato un vero e proprio appello pubblico per rintracciare e invitare ufficialmente alla cerimonia tutti coloro che si sono laureati negli anni 1976 o 2001. I partecipanti saranno i protagonisti assoluti dell'evento e riceveranno direttamente dalle mani del Rettore una pergamena celebrativa che attesta il prestigioso anniversario accademico, sigillando un legame indissolubile con la comunità universitaria marchigiana.
La macchina organizzativa dell'Ateneo ha già provveduto a contattare una vasta platea di ex studenti, ma la ricerca è ancora aperta per intercettare chi è sfuggito ai database o ha cambiato i propri recapiti nel corso degli anni.
"Chi si è laureato in quegli anni, non è già stato contattato da Unimc né telefonicamente né via email e desidera partecipare alla cerimonia, può scrivere direttamente a comunicazione@unimc.it", spiegano dall'ufficio comunicazione dell'Università di Macerata. Nella comunicazione telematica, gli ex studenti dovranno indicare un proprio indirizzo email attivo, i dati anagrafici completi, il corso di laurea frequentato all'epoca e la data esatta di conseguimento del titolo. In questo modo gli uffici della segreteria potranno validare la richiesta e provvedere all'inoltro del formale invito ufficiale con tutti i dettagli logistici della mattinata.
La Giornata del Laureato rappresenta da oltre vent'anni un momento identitario fortissimo per la città di Macerata, capace di richiamare nell'antico borgo universitario professionisti, docenti e cittadini che oggi vivono e lavorano in tutta Italia o all'estero.
Proprio per l'alto valore simbolico ed emotivo della ricorrenza, l’Ateneo ha voluto estendere l'invito a tutta la cittadinanza, chiedendo la massima collaborazione per la riuscita dell'evento. "Chiediamo a tutti di passare parola ai vecchi colleghi di studio del tempo - conclude la nota dell'Università -, così da poter raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di laureati e laureate, regalando loro l'opportunità di rivivere l'atmosfera dei propri anni universitari".
Un viaggio affascinante e suggestivo nella Macerata di metà Ottocento, osservata attraverso lo sguardo curioso, colto e partecipe di un intellettuale liberale del Risorgimento italiano. Riparte ufficialmente da questa preziosa riscoperta storica il ciclo 2026 dei "Colloqui eum", la rassegna culturale promossa dalle Edizioni Università di Macerata insieme alla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi” e alla Scuola di Dottorato dell'Ateneo. Il primo appuntamento dell'anno, intitolato “Memorie di viaggio”, ospiterà la presentazione del volume "Ricordi di un viaggio a Macerata nel 1853", scritto dal marchese modenese Cesare Campori e curato dai docenti Rosa Marisa Borraccini e Giacomo Mariani.
L’incontro si terrà questo pomeriggio, giovedì 21 maggio 2026, alle ore 17:00, nella splendida cornice della Sala Sbriccoli all'interno della Biblioteca Didattica d’Ateneo, in piazza Oberdan 4 a Macerata. Insieme ai due curatori, animeranno il dibattito Simona Antolini, presidente delle edizioni eum, Alessandra Sfrappini, già storica dirigente della Biblioteca civica Mozzi Borgetti, e Carlo Pongetti, docente di Geografia dell'Ateneo, affiancati dagli interventi di Gioia Ceccarelli e Serena Poloni, allieve della Scuola di Studi Superiori “Leopardi”.
Il libro ha un valore storico documentale straordinario poiché riporta finalmente alla luce un testo rimasto a lungo completamente inedito tra le carte private dell’autore, oggi gelosamente custodito all'interno delle collezioni della Biblioteca Estense Universitaria di Modena. Le memorie scritte di pugno da Campori offrono un ritratto vivido, inedito e per nulla convenzionale della Marca d’Ancona a pochissimi anni di distanza dalla prima guerra d’indipendenza, fotografando un territorio marchigiano ancora pesantemente segnato dall’occupazione delle truppe austriache nello Stato Pontificio e profondamente attraversato dalle tensioni politiche, culturali e sociali dell'epoca.
Cesare Campori, marchese modenese e fervente sostenitore della causa risorgimentale, visitò Civitanova Marche, Macerata e i borghi limitrofi durante il suo soggiorno del 1853 con l’attenzione del classico “viaggiatore erudito”. Le sue note restituiscono preziose impressioni sulle condizioni culturali, economiche e industriali del Maceratese, ponendo un occhio di riguardo e di profonda sensibilità verso le condizioni di vita dei ceti meno abbienti della popolazione.
L'opera si configura come uno specchio fedele delle dinamiche che avrebbero portato, da lì a pochi anni, all'Unità d'Italia, offrendo una chiave di lettura che unisce la microstoria locale ai grandi movimenti nazionali.
«La pubblicazione nasce da ragioni che superano la semplice curiosità erudita o l’interesse prettamente locale», spiegano con entusiasmo i curatori del volume, Rosa Marisa Borraccini e Giacomo Mariani, all’interno della nota introduttiva del libro. «Questo testo consente di leggere e decifrare, attraverso una preziosa testimonianza diretta e coeva, un tratto estremamente significativo e nodale della storia marchigiana e italiana dell’Ottocento».
L’appuntamento di questo pomeriggio sarà inoltre l’occasione ideale per valorizzare l'importante ruolo culturale svolto dalle edizioni universitarie eum. L'ente si conferma un pilastro fondamentale nella diffusione della ricerca scientifica e nella riscoperta di fonti storiche, testi rari e patrimoni documentari capaci di parlare con un linguaggio accessibile e affascinante non solo agli accademici e agli specialisti del settore, ma anche all’intera comunità cittadina e a tutti gli appassionati della storia culturale del territorio.
Un nuovo riconoscimento internazionale accende i riflettori sull'eccellenza della ricerca scientifica dell'Università di Camerino. Nella giornata di ieri, il professor Claudio Pettinari, stimato docente della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam ed ex rettore dell'Ateneo, ha ricevuto il prestigioso Premio "Gico Senior 2025".
La consegna è avvenuta nel corso di una solenne cerimonia ospitata nelle aule dell'Università di Bologna. Il premio, conferito dal Gruppo Tematico di Chimica Organometallica della Società Chimica Italiana, viene assegnato agli studiosi che si sono maggiormente distinti a livello globale per il loro eccezionale contributo scientifico e per l'attività di ricerca nel settore della chimica organometallica e di coordinazione.
Nello specifico, la commissione ha voluto premiare il professor Pettinari "per il suo contributo allo studio della chimica di coordinazione degli eterocicli N-, O- e S-donatori, applicata alla preparazione di nuovi materiali polifunzionali e Metal-Organic Frameworks, nonché per il suo costante impegno nella diffusione della chimica organometallica".
Questo riconoscimento rappresenta un importantissimo attestato del valore assoluto della ricerca scientifica targata Unicam, celebrando le attività d'avanguardia condotte dal docente e dal suo team nel campo della chimica inorganica e dei materiali innovativi. Nel corso della sua brillante carriera, il professor Pettinari ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo di nuovi materiali funzionali, concentrandosi in particolare sui Metal-Organic Frameworks (MOF).
Si tratta di sistemi molecolari porosi e innovativi, oggi al centro dell’interesse scientifico e industriale internazionale per le loro rivoluzionarie applicazioni in settori cruciali come l’energia pulita, la tutela dell’ambiente, la catalisi e la salute. L'assoluto valore di questi studi è testimoniato dal fatto che i MOF sono stati l'oggetto centrale delle attività di ricerca che hanno portato al Premio Nobel per la Chimica 2025 Omar Yaghi, certificando come il lavoro svolto nei laboratori di Camerino viaggi sulle medesime e ambiziose frequenze della massima comunità scientifica mondiale.
«Ricevere il Premio 'GICO Senior' è per me motivo di grande soddisfazione - ha dichiarato a caldo il professor Claudio Pettinari, visibilmente emozionato -. Mi fa particolarmente piacere condividere questo traguardo con Fabio Marchetti e Riccardo Pettinari, con cui in questi anni ho sempre lavorato in strettissima sinergia. Desidero ringraziare di cuore tutte le colleghe, i colleghi, le ricercatrici, i ricercatori, le studentesse e gli studenti che nel tempo hanno collaborato alle attività del mio gruppo di ricerca, condividendo sia i grandi successi che i comprensibili momenti di difficoltà. La chimica continua a rappresentare uno strumento fondamentale e imprescindibile per affrontare le grandi sfide della nostra contemporaneità. Proprio per questo, credo sia vitale continuare a investire con convinzione nella ricerca scientifica e nella formazione d'eccellenza delle nuove generazioni".
In un momento particolarmente delicato per il sistema penitenziario italiano, l’Università di Macerata richiama l’attenzione sul valore dell’educazione come strumento di cambiamento, recupero e reinserimento sociale.
Giovedì 21 maggio, a partire dalle ore 9 al Polo didattico Pantaleoni, si terrà una giornata di studio dedicata al ruolo delle pratiche educative nell’evoluzione personale delle persone detenute e nella costruzione di percorsi di inclusione dopo la pena.
L’iniziativa è promossa in collaborazione con la Rete delle Università italiane per l’apprendimento permanente e vedrà la partecipazione di ricercatori, docenti, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, aziende e associazioni impegnate in progetti all’interno degli istituti penitenziari.
Ad aprire i lavori sarà il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt. Il coordinamento dell’incontro sarà affidato a Gigliola Paviotti, delegata per l’apprendimento permanente, e a Lina Caraceni, delegata per il progetto “Università in carcere”.
Al centro della riflessione il principio costituzionale che assegna alla pena una funzione rieducativa. Un obiettivo che, secondo gli organizzatori, può diventare concreto solo attraverso percorsi di formazione, accompagnamento e partecipazione capaci di contrastare l’isolamento della realtà carceraria e restituire nuove prospettive alle persone detenute.
La giornata di studio sarà anche un’occasione per approfondire esperienze già avviate e progetti di ricerca in corso, favorendo il dialogo tra Università, istituzioni pubbliche, terzo settore e realtà economiche interessate a sviluppare percorsi condivisi di inclusione e cittadinanza attiva.
Si terrà nel pomeriggio di sabato 23 maggio, a partire dalle ore 15.30 presso il Comune di Monte Cavallo, l’evento finale locale del progetto europeo LIFE “BEEadapt - Un patto per l’adattamento degli impollinatori al cambiamento climatico”, iniziativa che vede tra i partner l’Università di Camerino e il coinvolgimento diretto del Comune come ente territoriale firmatario del patto per gli impollinatori.
L’appuntamento si svolgerà attraverso una passeggiata guidata della durata di circa un’ora e mezza, durante la quale i partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi con i ricercatori Unicam sui temi legati ai cambiamenti climatici e agli effetti che questi stanno producendo sul mondo degli impollinatori.
A guidare l’incontro saranno il professor Andrea Catorci, docente della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria di Unicam e responsabile del progetto, insieme ai ricercatori del suo team Irene Giorgini, Sara Moscatelli, Stefano Mugnoz e Federico Maria Tardella.
Nel corso del percorso verranno illustrate le problematiche connesse al declino degli insetti impollinatori, gli obiettivi del progetto europeo e i risultati ottenuti attraverso le attività di ricerca e monitoraggio sviluppate sul territorio.
L’iniziativa vuole rappresentare un momento di incontro tra scienza e comunità locale, con l’obiettivo di diffondere maggiore consapevolezza sull’importanza degli impollinatori per il mantenimento degli equilibri naturali e per la qualità della vita.
Gli insetti impollinatori, infatti, svolgono una funzione fondamentale per gli ecosistemi, ma risultano sempre più minacciati dagli effetti combinati dei cambiamenti climatici e delle attività umane.
In un territorio appenninico particolarmente sensibile a queste trasformazioni ambientali, il progetto “BEEadapt” punta a individuare strategie efficaci di adattamento e resilienza, coinvolgendo attivamente le comunità locali e promuovendo comportamenti sostenibili.
Al termine della passeggiata è previsto anche un momento conviviale con degustazione di prodotti locali.
La Giunta comunale di Civitanova Marche ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di manutenzione straordinaria di una porzione della copertura della scuola primaria Zavatti, in viale Vittorio Veneto.
L’intervento, dal valore complessivo di 48 mila euro, si è reso necessario per risolvere le problematiche legate alle infiltrazioni d’acqua segnalate dalla direzione scolastica dell’Istituto Comprensivo Via Ugo Bassi. L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza, funzionalità e tutela degli ambienti scolastici.
Il progetto è stato predisposto dal Servizio Patrimonio Edilizio del Comune nell’ambito delle attività del Settore Lavori Pubblici e comprende gli elaborati tecnici, il quadro economico, la stima dei costi della sicurezza e della manodopera, oltre alla documentazione grafica necessaria alla realizzazione dell’intervento.
“Prosegue il programma di manutenzione e valorizzazione degli edifici scolastici cittadini”, ha sottolineato l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai. “Intervenire tempestivamente sulle criticità significa tutelare la sicurezza degli studenti e assicurare la piena funzionalità delle strutture educative”.
A seguito dell’approvazione del progetto, gli uffici comunali procederanno con i successivi atti amministrativi necessari per l’avvio e la realizzazione dei lavori. Il responsabile unico del Progetto è il geometra Matteo Baldassarri.
A dieci anni dalla sua scomparsa, l’Università di Macerata rende omaggio alla professoressa Giovanna Maria Fabrini, figura centrale nello sviluppo dell’archeologia dell’Ateneo e tra le personalità che hanno maggiormente contribuito alla sua crescita scientifica e internazionale.
L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio alle ore 11, nell’Aula Verde del Polo didattico Pantaleoni. L’iniziativa, promossa dall’Università di Macerata insieme alla Direzione regionale Musei delle Marche e all’ALAM – Associazione Laureati Ateneo Maceratese, sarà dedicata alla memoria della docente, al suo lavoro e all’eredità scientifica e formativa lasciata a generazioni di studenti e ricercatori.
Nel pomeriggio, alle ore 16, è prevista anche una visita guidata al Parco archeologico di Urbs Salvia, condotta dalla direttrice del Parco Sofia Cingolani e dal professor Roberto Perna.
Allieva del maestro Antonino Di Vita, Fabrini si laureò all’Università di Macerata nel 1972 e da allora legò tutta la sua carriera accademica all’Ateneo, attraversandone tutti i livelli: assistente, docente, professoressa associata e ordinaria, fino alla direzione del Dipartimento di Scienze archeologiche e storiche dell’antichità.
Il suo nome è legato ad alcune delle più importanti ricerche archeologiche condotte dall’Università di Macerata, da Treia a Urbisaglia fino a Gortina di Creta, esperienze che hanno contribuito a consolidare il profilo internazionale dell’Ateneo e a formare nuove generazioni di archeologi.
Il contributo più significativo della professoressa Fabrini resta però quello legato alla città romana di Urbs Salvia, dove nel 1995 avviò una importante missione archeologica con forte vocazione didattica. Le ricerche condotte sotto la sua guida hanno ampliato in modo decisivo le conoscenze sulla città romana e riportato alla luce strutture oggi parte integrante del Parco archeologico, considerato il più importante delle Marche.
L’incontro del 23 maggio rappresenterà quindi un’occasione per ricordare la docente attraverso il racconto delle sue scoperte, del suo metodo di lavoro e dell’evoluzione delle ricerche archeologiche nell’ultimo decennio.
Camerino, 19 maggio 2026 –È stata presentata ufficialmente stamattina a Camerino la “Start Cup Marche 2026”, la Business Plan competition riservata a studenti e ricercatori che abbiano brillanti idee imprenditoriali a contenuto innovativo, in qualsiasi settore economico, ed aspirino a costituire un’impresa, anche di tipo spin-off universitario.
Anche quest’anno è confermata la stretta sinergia tra tutte e quattro le Università della Regione Marche: la Start Cup Marche 2026 è infatti organizzata e promossa dall'Università di Camerino in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, l'Università di Macerata e l'Università di Urbino, dando così modo a studentesse e studenti, laureate e laureati, nonché giovani ricercatrici e ricercatori di intraprendere un auspicato percorso di autoimprenditorialità, che porterà benefici sia per il loro futuro lavorativo e professionale, sia per il territorio.
Presenti all’incontro, il rettore Unicam Graziano Leoni, il Delegato Unicam ai Rapporti con le imprese, ricerca industriale e collaborativa, sviluppo sperimentale Andrea Polini, il rettore dell’Università di Macerata John McCourt, il prorettore vicario dell’Università Politecnica delle Marche Andrea Santarelli, il delegato dell’Università di Urbino Massimo Ciambotti.
“L’Università di Camerino – ha dichiarato il rettore Unicam professor Graziano Leoni – crede molto nelle potenzialità di studentesse, studenti, laureate, laureati, ricercatrici e ricercatori e per tale motivo ritiene fondamentale aiutarli nel settore dell’auto-imprenditorialità, per generare occupazione giovanile e creativa. Nel corso degli anni da brillanti idee dei nostri giovani sono nate diverse imprese di successo che hanno importanti ricadute nel nostro territorio, segnale estremamente positivo. Esprimo inoltre grande soddisfazione per la sinergia instaurata da qualche anno con gli altri Atenei delle Marche che ha dato importanti risultati anche in questa competizione, nonché per la consolidata collaborazione con i diversi sostenitori del progetto. Auspico inoltre che una delle prossime giornate nazionali del PNI possa essere organizzata nelle Marche dai quattro atenei”.
Sulla stessa linea il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra atenei: “È importante muoversi in maniera coordinata per creare spazi per i giovani e per le loro idee di impresa per l’industria del futuro. Abbiamo visto negli anni idee interessanti e la nostra regione ha ottimi esempi di imprenditorialità. Dobbiamo essere ispirati e sperare di far emergere altri giovani visionari, intraprendenti e un po’ ribelli. Questa è un’altra prova della collaborazione delle quattro università per il bene degli studenti e del territorio in cui siamo, ponte tra il mondo degli studi e quello del lavoro. Mi auguro che da qui qualcuno possa vincere e accedere alle selezioni per il Premio Nazionale dell’Innovazione”.
Il prorettore vicario dell’Università Politecnica delle Marche, Andrea Santarelli, ha sottolineato: “La manifestazione rappresenta una concreta possibilità di sinergia per la selezione dei talenti e anche come occasione per costruire un vero ecosistema dell’innovazione”.
Il delegato dell’Università di Urbino, Massimo Ciambotti, ha evidenziato il valore della continuità progettuale: “Crediamo molto in questa linea. Riuscire a far emergere idee imprenditoriali e accompagnarle è fondamentale. Abbiamo sempre pensato che questo potesse essere un tema di collaborazione, al di là della semplice premiazione. La fase di passaggio dall’idea alla realizzazione è molto delicata. Creare un organismo gestito insieme dalle quattro università potrebbe essere una prospettiva utile”.
Per l’Università di Camerino, il coordinamento dell’iniziativa sarà seguito dalla professoressa Serena Gabrielli. Nel dettaglio organizzativo è intervenuto il delegato Unicam ai rapporti con le imprese Andrea Polini, spiegando che l’obiettivo della competizione è quello di permettere ai giovani di provare a fare impresa con idee innovative. Possono partecipare gruppi di almeno due persone, anche non ancora costituiti in società.
Le proposte dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2026, mentre dal 30 giugno all’11 settembre si svilupperà la fase di elaborazione del business plan. In questo periodo i gruppi potranno richiedere supporto agli uffici universitari per chiarimenti e per strutturare al meglio il progetto. Il 3 luglio è previsto un incontro online con i partecipanti, mentre il 10 luglio sarà possibile richiedere ulteriori attività di supporto. L’11 settembre è fissata la consegna dei business plan. Le proposte saranno valutate da una commissione interateneo fino al 9 ottobre sulla base di cinque parametri, tra cui carattere innovativo, prospettive di mercato, sostenibilità economica-
La premiazione finale si terrà il 9 ottobre con premi da 6.000 per il primo posto, 4.000 per il secondo e 3.000 euro per il terzo, oltre a riconoscimenti speciali per innovazione sociale, imprenditoria femminile e sostenibilità.
I primi tre classificati accederanno al Premio Nazionale dell’Innovazione, in programma il 4 e 5 dicembre 2026 a Bari presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dove si confronteranno con i vincitori delle altre competizioni regionali. Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili su https://www.unicam.it/start-cup-marche
L’etica dell’intelligenza artificiale entra nel cuore delle politiche pubbliche sul lavoro anche con il contributo dell’Università di Macerata. Benedetta Giovanola, professoressa ordinaria di Etica a UniMc, studiosa di rilievo nazionale e internazionale sui temi dell’etica digitale, della giustizia sociale e della governance dell’IA, è stata nominata componente della Commissione Etica dell’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Giovanola titolare della cattedra Jean Monnet "Ethics for inclusive digital Europe" e co-titolare della cattedra Unesco "AI Ethics and Practical Wisdom", porterà nella Commissione una competenza consolidata sul rapporto tra innovazione tecnologica, diritti e dignità della persona.
La Commissione, presieduta da Paolo Benanti e composta anche da Angela Condello, Mario De Caro e Adriano Fabris, avrà il compito di offrire guida, valutazione e supervisione etica alle attività e alle proposte dell’Osservatorio. Al centro del suo lavoro ci saranno valori fondamentali come tutela della dignità umana, non discriminazione, trasparenza, equità, inclusione, protezione dei lavoratori e responsabilità nell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale. L’Osservatorio ministeriale nasce con l’obiettivo di definire una strategia sull’utilizzo dell’IA in ambito lavorativo, monitorarne l’impatto sul mercato del lavoro e individuare i settori maggiormente interessati da questa trasformazione.
“Questa nomina è motivo di grande soddisfazione per l'Università di Macerata – commenta il rettore John McCourt – perché valorizza il contributo che le scienze umane e sociali possono offrire alle grandi trasformazioni del nostro tempo. L’intelligenza artificiale non è soltanto una questione tecnologica: riguarda il lavoro, i diritti, le relazioni sociali, la qualità della democrazia. La presenza della professoressa Giovanola in questa Commissione conferma il ruolo di UniMc come luogo di ricerca capace di parlare ai processi decisionali del Paese”.
Il futuro del nostro territorio è nelle mani degli studenti del Liceo "G. Leopardi"di Recanati, sempre più scuola di riferimento per una didattica laboratoriale d'eccellenza.
Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano, un team rappresentativo delle classi 4R, 3M e 3L dell’indirizzo Scienze Applicate sfiderà le proposte di altri sette istituti provenienti da tutta Italia nella finale nazionale di "Mad for Science", il prestigioso concorso promosso dalla Fondazione Diasorin.
Oltre che una competizione, il concorso rappresenta un’esperienza didattica coinvolgente e un’occasione per potenziare con attrezzature all’avanguardia i laboratori scientifici già in dotazione alla scuola, dentro i quali, da anni, i docenti dell’indirizzo di Scienze Applicate lavorano per proiettare i ragazzi nel cuore della ricerca attiva.
In queste settimane, sotto la guida della professoressa di Scienze Naturali Lucia Galassi, mente e cuore dell'iniziativa, e del professore di Informatica Michele Brizi, gli studenti si stanno preparando ad affrontare una sfida multidisciplinare: dalla biotecnologia pura allo sviluppo di piattaforme digitali per condividere conoscenza.
Al centro di tutto c'è RootNet: un progetto nato per proteggere la biodiversità del suolo locale. Dopo una prima fase di sperimentazione condotta tra i laboratori scolastici e una serra domotica, le colline di Recanati, patrimonio di bellezza e cultura, diventeranno a loro volta un laboratorio a cielo aperto dove il team ha l’obiettivo di studiare le micorrize autoctone. Questi funghi simbionti, alleati naturali delle radici, verranno fatti proliferare attraverso l'uso di scarti agricoli locali (economia circolare) per rendere le piante più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo drasticamente la dipendenza da prodotti chimici industriali.
Il risultato è un modello di “cittadinanza scientifica attiva” dove la scuola non solo insegna, ma produce conoscenza utile al territorio.
A Roma,dunque, i ragazzi del nostro Liceo porteranno un manifesto che racconta come la scienza possa preservare concretamente la bellezza e la salute dei nostri luoghi.
SAN SEVERINO - Innovazione tecnologica, design avanzato e identità nazionale si incontrano nella nuova installazione realizzata davanti all’ingresso dell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, in viale Mazzini.
L’opera nasce dalla collaborazione tra Fonsi Costruzioni Srl, specializzata in strutture in cemento armato e muratura, e MateriaNova Srl, realtà di Montecosaro attiva nel settore della stampa 3D applicata all’edilizia.
Si tratta di tre maxi sedute, vere e proprie chaise longue urbane, realizzate con tecnologia di stampa 3D cementizia e disposte nei colori della bandiera italiana: verde, bianco e rosso. Le forme sinuose e continue generano un effetto visivo e tattile di forte impatto, trasformando l’area in uno spazio contemporaneo e riconoscibile.
L’installazione è stata collocata in un contesto di particolare rilievo istituzionale, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile che hanno visto anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche.
La realizzazione è il risultato della sinergia tra le due aziende marchigiane, con MateriaNova impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per l’architettura e l’edilizia digitale. L’azienda opera attraverso processi di deposizione strato su strato a partire da modelli CAD, riducendo tempi di lavorazione e impatto ambientale, con l’obiettivo di coniugare efficienza, sostenibilità e qualità materica.
Le sedute installate all’Istituto “Divini” non rappresentano solo un elemento di arredo urbano, ma anche un esempio concreto delle potenzialità dell’architettura sostenibile e delle nuove tecnologie applicate all’edilizia, con un forte valore educativo per gli studenti che si formano nelle discipline tecniche.
In occasione dell’installazione, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento, complimentandosi personalmente con i rappresentanti delle aziende coinvolte per il progetto realizzato.