La fisica delle nuove frontiere quantistiche si dà appuntamento nelle Marche. Ha preso il via oggi, nella sede dell'Università di Camerino a San Benedetto del Tronto, "SuperFluctuations 2026 - Fluctuations and Highly Non Linear Phenomena in Superfluids and Superconductors", la conferenza internazionale che fino al 9 settembre riunirà scienziate e scienziati provenienti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali.
A rendere particolarmente prestigiosa la giornata inaugurale è stata la presenza di Klaus von Klitzing, Premio Nobel per la Fisica e scienziato del Max Planck Institute for Solid State Research di Stoccarda, e della scienziata Francesca Ferlaino, dell'Università di Innsbruck e dell'Institute for Quantum Optics and Quantum Information. Ferlaino è stata nominata "Austria's Scientist of the Year 2025" ed è stata inserita tra le 100 donne di successo da Forbes Italia nel 2026.
Von Klitzing ha affrontato il tema dei fenomeni di condensazione eccitonica e della superfluidità nei sistemi Quantum Hall, mentre Ferlaino ha presentato le più recenti ricerche sull'emergere degli stati quantistici supersolidi.
Nel corso delle tre giornate, studiosi e studiose si confronteranno sulle più recenti frontiere della fisica della materia e dei sistemi quantistici, affrontando temi che spaziano dalla superfluidità alla superconduttività, dalle tecnologie e dai dispositivi quantistici fino all'utilizzo di machine learning e quantum computing per lo sviluppo di nuovi metodi numerici.
L'edizione 2026 assume inoltre un significato particolare perché è dedicata alla memoria del professor Antun Balaz, dell'Institute of Physics dell'Università di Belgrado, scomparso prematuramente. Balaz era stato protagonista, come invited speaker, di tutte le edizioni della conferenza a partire dal 2017.
Per ricordarne l'eredità scientifica e il contributo alla fisica teorica e computazionale dei condensati di Bose-Einstein e dei sistemi correlati, gli organizzatori hanno istituito l'"Antun Balaz – SuperFluctuations Prize", destinato a giovani ricercatrici e ricercatori e agli studiosi nelle fasi iniziali e intermedie della carriera.
"SuperFluctuations è ormai un appuntamento di riferimento per la comunità scientifica internazionale che si occupa di queste tematiche", sottolinea il professor Andrea Perali, docente dell'Università di Camerino e chair della conferenza. "Quest'anno assume per noi un significato particolare perché abbiamo voluto dedicarlo alla memoria di Antun Balaz, collega e amico che ha accompagnato SuperFluctuations fin dalla prima edizione".
Perali evidenzia inoltre il valore della presenza dei due scienziati chiamati ad aprire i lavori: "Siamo inoltre particolarmente orgogliosi di poter aprire i lavori con due scienziati di straordinario prestigio come Klaus von Klitzing e Francesca Ferlaino: la loro presenza conferma il livello scientifico raggiunto dalla conferenza e rappresenta una importante opportunità, soprattutto per le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori presenti".
La conferenza è organizzata congiuntamente dall'Università di Camerino, dall'Università di Padova e dall'Università di Salerno, nell'ambito dell'International MultiSuper Network, con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto e del Consiglio regionale delle Marche.
Per tre giorni, dunque, San Benedetto diventa un punto di incontro internazionale per la ricerca sui fenomeni quantistici, mettendo in dialogo studiosi affermati e giovani ricercatori su alcuni dei temi destinati a segnare lo sviluppo della fisica e delle tecnologie del futuro.
Dalle microalghe ai fondi di caffè, passando per le trebbie di birra: la ricerca di Natasha Waris, dottoranda dell’Università di Camerino, arriva sul palcoscenico europeo. La giovane ricercatrice è stata infatti selezionata tra i 100 finalisti europei di EU TalentOn 2026, la competizione scientifica promossa dalla Commissione europea e dedicata a ricercatrici e ricercatori all’inizio della loro carriera.
L’appuntamento è in programma a Brest, in Francia, dal 7 all’11 settembre, dove i finalisti provenienti da diversi Paesi europei si confronteranno per cinque giornate attraverso sessioni di brainstorming, workshop, incontri e attività dedicate alle grandi sfide della ricerca europea.
La candidatura di Waris nasce dal suo percorso di dottorato a Unicam ed è stata selezionata nell’ambito della Mission Arena “A Soil Deal for Europe”, collegata alla Missione dell’Unione europea dedicata alla tutela e alla salute dei suoli.
La ricercatrice svolge la propria attività presso il Soil Biodiversity and Monitoring Lab della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’Università di Camerino, sotto la supervisione della professoressa Antonietta La Terza, responsabile del laboratorio.
Al centro del suo lavoro c’è il progetto AlgaeBrew, finanziato nell’ambito di EU ERA-NET SUSFOOD2, attraverso il quale Natasha studia lo sviluppo e la valutazione di biofertilizzanti e biostimolanti a base di microalghe e sottoprodotti organici.
Tra le materie prime analizzate ci sono anche prodotti di scarto apparentemente lontani dal mondo della ricerca, come fondi di caffè e trebbie di birra. L’obiettivo è capire come questi materiali possano essere trasformati in risorse utili per l’agricoltura, valutandone gli effetti sulle proprietà del suolo, sulla crescita e sulla salute delle piante e sul microbioma della rizosfera.
Una ricerca che si inserisce pienamente nella transizione verso modelli agricoli più sostenibili e circolari: trasformare i flussi di scarto in nuove risorse significa infatti favorire il riciclo dei nutrienti e la salute del suolo, riducendo allo stesso tempo lo spreco di materiali.
La partecipazione a EU TalentOn rappresenterà ora per la dottoranda Unicam un’importante occasione di confronto internazionale. A Brest i 100 giovani ricercatori saranno chiamati a lavorare insieme sulle cinque Missioni europee di Horizon Europe, attraverso sessioni di brainstorming, workshop, incontri e attività di confronto dedicate alle grandi sfide della ricerca e dell’innovazione.
Dopo oltre dieci anni, l’Università di Macerata torna a lavorare in Cirenaica, in Libia, con un nuovo importante progetto di ricerca dedicato al patrimonio archeologico dell’antica Cirene.
Il 28 luglio, a Tripoli, è stato sottoscritto un nuovo permesso di lavoro nei siti archeologici tra l’Ateneo maceratese e il Department of Antiquities (DoA) della Libia. A firmare l’accordo sono stati Emanuela Stortoni, docente di Archeologia pubblica e Metodologie della ricerca archeologica dell’Università di Macerata, e il presidente del Dipartimento, Mohamed Faraj Mohamed al-Faloos.
L’intesa avrà una durata di cinque anni e consentirà all’Università di Macerata di sviluppare un programma di studi e ricognizioni nel territorio di Cirene, la prima colonia greca in Africa, nell’area dell’attuale Shahhat.
Il progetto, già avviato con le prime ricognizioni nel 2025, punta in particolare allo studio dell’antico paesaggio e interesserà alcune aree ancora scarsamente documentate. Tra queste figurano Gasr Battah, Siret el-Bab, la necropoli di Snibat el-Awila, la necropoli di Balagrae e il complesso di Siret el-Giamel.
La ricerca, condotta con il supporto del DoA di Cirene, diretto da Adel Bufejra, si avvarrà di un approccio multidisciplinare e di tecnologie avanzate. Le attività comprenderanno ricognizioni sul terreno, rilievi Gps, immagini satellitari, riprese con drone, fotogrammetria e sistemi Gis.
L’obiettivo è quello di censire le principali testimonianze archeologiche della chora cirenaica, nei settori meridionale, orientale e occidentale, ricostruendo i rapporti tra insediamenti, necropoli e antichi percorsi viari e monitorando al tempo stesso lo stato di conservazione di un patrimonio diffuso e particolarmente fragile.
Una prima mappatura delle evidenze archeologiche ha già permesso di delineare un quadro particolarmente ricco. Dall’età greca a quella romana e bizantina, il territorio conserva fortificazioni, abitati, impianti produttivi e necropoli monumentali, inseriti in una fitta rete viaria che in passato collegava città, villaggi, porti e aree desertiche.
Non solo ricerca sul campo. L’accordo prevede infatti anche il coinvolgimento degli operatori locali e lo sviluppo di iniziative di formazione e valorizzazione del patrimonio. Una particolare attenzione sarà riservata alle attività didattiche rivolte alle scuole locali e agli studenti universitari italiani e libici, con l’obiettivo di favorire occasioni di confronto, formazione e scambio culturale.
La nuova missione, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si inserisce nella lunga tradizione di studi e attività archeologiche condotte dall’Università di Macerata in Libia, anche nella regione della Tripolitania.
Con la firma della nuova licenza quinquennale, l’Ateneo consolida dunque la propria presenza scientifica nel Paese e torna a confrontarsi direttamente con un patrimonio ancora in larga parte inesplorato e oggi particolarmente esposto a rischi, in una regione che da millenni rappresenta un crocevia di popoli, culture e scambi, al centro delle dinamiche del Mediterraneo.
MACERATA – È un cordoglio unanime quello espresso da Macerata per Andrea Angeli. A ricordare la figura del peacekeeper, scrittore ed ex funzionario delle Nazioni Unite sono il sindaco Sandro Parcaroli, la Giunta e l’amministrazione comunale, insieme all’Università di Macerata, con cui Angeli aveva mantenuto negli anni un legame profondo.
«Macerata piange la scomparsa di un grande concittadino capace di percorrere le strade del mondo e di tessere trame di pace», sottolinea il sindaco Sandro Parcaroli, ricordando una figura che per diversi decenni è stata protagonista delle missioni internazionali di pace.
Dal Cile del dopo Pinochet ai Balcani, passando per il Kosovo e l’Iraq. Angeli era stato per tre anni a Sarajevo durante la guerra in Bosnia-Erzegovina e aveva poi operato in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, dove fu anche testimone dell’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003.
«Una vita trascorsa al servizio della pace e delle istituzioni in giro per il mondo ma sempre con le radici nella nostra città», prosegue Parcaroli. Angeli era infatti tornato a vivere a Macerata, alternando periodi a New York e Roma. Le sue esperienze nei teatri di crisi internazionali erano diventate anche il tema di diversi libri.
Il sindaco ne ricorda soprattutto la capacità di creare rapporti umani al di là delle differenze: «Ovunque nel mondo è riuscito a costruire e mantenere rapporti basati sulla disponibilità, sulla lealtà e sulla collaborazione a prescindere dalle barriere culturali, sociali, etniche, religiose».
Un ricordo condiviso anche dall’Università di Macerata, dove Angeli si era laureato in Giurisprudenza nel 1980 e in Scienze politiche nel 1982. Nel 2013 l’Ateneo lo aveva scelto tra i primi insigniti del riconoscimento di “Laureato dell’Anno”, assegnato insieme all’Alam, l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese.
«La scomparsa di Andrea Angeli ci addolora profondamente e rappresenta una perdita molto significativa per tutta la nostra comunità», afferma il rettore John McCourt. «Andrea è stato una figura davvero unica, capace di unire in modo esemplare il profondo attaccamento alle proprie radici e una straordinaria apertura al mondo».
McCourt ricorda anche «la grande generosità umana, la disponibilità e la semplicità con cui condivideva le sue esperienze, soprattutto con i giovani». Per l’Università, Angeli è stato non soltanto un laureato illustre, ma una figura capace di trasformare il proprio percorso professionale in una testimonianza concreta di impegno, dialogo e apertura verso il mondo.
Un legame con l’Ateneo che avrebbe dovuto rinnovarsi il prossimo 16 ottobre, nell’ambito del Macerata Humanities Festival, con la presentazione del suo ultimo libro, Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto. L’incontro, organizzato dall’Alam, si terrà comunque e sarà dedicato al suo ricordo.
«Avevamo fortemente voluto questo incontro e Andrea aveva accolto con entusiasmo il nostro invito», ricorda la presidente dell’Alam Daniela Gasparrini. «Per noi non era soltanto un laureato di successo, ma una persona capace di incarnare i valori più autentici che l’Università cerca di trasmettere: apertura, curiosità, coraggio, responsabilità verso gli altri».
Un appuntamento che ora assumerà un significato diverso, ma ancora più profondo: sarà l’occasione per raccontare ai giovani la straordinaria esperienza umana e professionale di Andrea Angeli e mantenere vivo quel filo che, nonostante i tanti anni trascorsi lontano, lo aveva sempre legato a Macerata.
Ventotto posti per i bambini, spazi moderni e un'attenzione particolare all'efficienza energetica. Prende forma a Chiesanuova di Treia il nuovo asilo nido realizzato dal comune di Treia all'interno del complesso scolastico della frazione, nell'ambito degli interventi per il potenziamento dell'offerta educativa dedicata alla fascia 0-6 anni.
La nuova struttura, pensata per offrire alle famiglie un servizio stabile e qualificato, ha richiesto un investimento complessivo di 872.200 euro, di cui 672mila euro finanziati attraverso il Pnrr e oltre 200mila euro con fondi di bilancio comunale.
L'edificio si sviluppa interamente al piano terra ed è affiancato da un'area verde destinata alle attività all'aperto e al gioco. La progettazione prevede inoltre una componente costruttiva in legno e soluzioni orientate alla sostenibilità: il nido sarà infatti classificato come NZEB (Nearly Zero Energy Building), grazie alla presenza di un impianto fotovoltaico, una pompa di calore, sistemi di isolamento e un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore.
Gli ambienti sono stati organizzati in due sezioni, entrambe dotate di spazi dedicati al soggiorno-pranzo, al riposo e ai servizi igienici. A questi si aggiunge un'area comune destinata alle attività e alla conservazione del materiale didattico. Una distribuzione degli spazi pensata per garantire funzionalità e sicurezza e, allo stesso tempo, rispondere alle esigenze dei bambini e degli operatori.
La realizzazione del nuovo nido rientra negli interventi finanziati dal PNRR per il potenziamento dei servizi per la prima infanzia. A completare il progetto è arrivato anche un ulteriore finanziamento di oltre 56mila euro per gli arredi.
Il Comune di Treia si è, infatti, classificato al secondo posto nella graduatoria marchigiana del Programma operativo complementare al Programma operativo nazionale "Per la Scuola" 2014-2020, cofinanziato da fondi europei. Le risorse permetteranno di dotare il nuovo asilo di arredi innovativi, con l'obiettivo di rendere gli ambienti ancora più funzionali e accoglienti.
"Con la realizzazione del nido di Chiesanuova si arricchisce ulteriormente l'offerta scolastica del nostro territorio, ma soprattutto si mette a disposizione delle famiglie un servizio importante per la prima infanzia", sottolinea il sindaco Franco Capponi.
L'obiettivo dell'amministrazione è costruire una rete di servizi per la prima infanzia distribuita sul territorio comunale. "A Passo Treia il nido è già presente, a Chiesanuova abbiamo realizzato questa nuova struttura e nel nuovo polo scolastico di Treia è previsto anche un asilo nido - aggiunge il primo cittadino -. In questo modo possiamo offrire un servizio rivolto alle famiglie e ai bambini di tutto il territorio comunale, avvicinando le opportunità alle diverse realtà del nostro Comune".
Per Capponi, il progetto presenta anche una valenza sociale. "Questi servizi possono favorire una maggiore integrazione tra i bambini. Bambini che magari non avrebbero occasione di incontrarsi prima della scuola primaria possono, invece, iniziare a conoscersi, giocare insieme e costruire relazioni già nell'età prescolare".
Con il nuovo asilo nido di Chiesanuova, dunque, Treia amplia il sistema dei servizi dedicati alla prima infanzia, puntando su una struttura inserita direttamente nel complesso scolastico della frazione e pensata per accompagnare bambini e famiglie già nei primi anni del percorso educativo.
Giovani, ragazzi con disabilità e anziani insieme per prendersi cura di uno spazio della comunità. È partito a Morrovalle il progetto di cittadinanza attiva “Insieme si può! Educhiamoci al bene comune”, promosso dall’associazione di volontariato Amici del Talento con il patrocinio del Comune.
Per due settimane, dal 31 agosto all’11 settembre, trenta giovani morrovallesi tra i 14 e i 18 anni, cinque tutor, sei ragazzi con disabilità della cooperativa sociale Il Talento e gli anziani della Caritas Interparrocchiale e dei circoli di Morrovalle e Trodica lavoreranno fianco a fianco per riqualificare l’ex scuola dell’infanzia dell’Ente Canale.
Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30. Lo spazio, al termine degli interventi, sarà destinato in autunno ai laboratori mattutini e pomeridiani rivolti ai ragazzi con disabilità.
L’iniziativa si inserisce nel Programma 2024-2027 del Patto educativo territoriale di Morrovalle, nell’ambito dell’annualità 2026-2027 dedicata al quarto valore del Patto: “Educare al Bene Comune”.
L’obiettivo non è soltanto quello di restituire alla comunità uno spazio più curato e funzionale, ma soprattutto creare un’occasione concreta di incontro tra generazioni e di inclusione. Giovani e ragazzi della cooperativa Il Talento lavoreranno come un unico gruppo, affiancati dai tutor e dall’esperienza degli adulti e degli anziani.
La riqualificazione diventa così uno strumento educativo. Attraverso le attività pratiche condivise, i partecipanti potranno sviluppare capacità relazionali e cooperative e sperimentare direttamente il valore dell’impegno civico e della collaborazione.
Non mancheranno anche momenti di convivialità, con merende e pause condivise pensate per favorire la conoscenza reciproca e la nascita di nuove relazioni.
Il progetto prevede inoltre un riconoscimento economico per i giovani partecipanti: ogni ragazzo, regolarmente assicurato, riceverà un buono spesa di 60 euro a settimana per il proprio impegno.
«Un progetto che parla di cittadinanza attiva, inclusione, conoscenza e cooperazione intergenerazionale», sottolinea la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Fabiana Scarpetta. «Quando un Comune, Enti del Terzo settore e i circoli anziani del territorio decidono di camminare nella stessa direzione – aggiunge – il risultato non è solo la riqualificazione di uno spazio, ma la costruzione di legami che resteranno ben oltre le due settimane di attività».
Per Scarpetta, vedere «ragazzi con abilità diverse lavorare fianco a fianco, imparare gli uni dagli altri e riscoprire insieme il valore del prendersi cura di ciò che è di tutti» rappresenta «la dimostrazione più concreta di cosa significhi davvero educare al bene comune».
“Insieme si può!” vuole essere infatti solo il primo passo di un percorso educativo più ampio, con l’obiettivo di trasformare l’impegno civico in una pratica quotidiana. I giovani partecipanti saranno chiamati a raccontare e condividere l’esperienza con i propri coetanei, diventando promotori di una cultura della partecipazione.
Il progetto punta infine a rafforzare la rete educativa del territorio, mettendo in relazione giovani, famiglie, scuola, associazioni, enti del Terzo settore e istituzioni locali. Un lavoro comune che parte dalla cura di uno spazio fisico per arrivare alla costruzione di una comunità più partecipata e inclusiva.
Le porte dell'università di Camerino si sono aperte oggi, primo settembre, per accogliere il "Tour in UNICAM: visita guidata con i tutor", un evento mattutino pensato per far immergere i futuri studenti e studentesse negli spazi e nell'atmosfera dell'Ateneo.
il tour, durato dalle ore 9:00 alle ore 13:00 ha visto i tutor guidare ragazzi e ragazze, insieme alle loro famiglie, alla scoperta delle aule, laboratori didattici, biblioteche, strututre universitarie, alloggi e impianti sportivi e raccontare loro, attraverso la propria esperienza personale, le opportunità che offrono Unicam e la vita universitaria.
Il tour ha toccato il Polo di Bioscienze, il Polo di Geologia, il ChIP – Chemistry Interdisciplinary Project, i Poli di Matematica, Fisica e Informatica, il Polo Sant’Agostino, la Scuola di Studi Superiori “C. Urbani”, l’Orto Botanico, il Polo di Giurisprudenza, gli alloggi universitari e gli impianti sportivi del CUS. La mattinata si è conclusa alla Rocca dei Borgia con un aperitivo di saluto.
L'evento è stato anche un'occasione per incontrare docenti, tecnici e personale amministrativo per approfondire i corsi di studio di proprio inteersse.
“Anche grazie a queste iniziative - hanno sottolineato il rettore Unicam Graziano Leoni e la delegata all’Orientamento Isolina Marota - vogliamo illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, un Ateneo vivo e vivace che le studentesse e gli studenti continuano a scegliere con grande entusiasmo. L’offerta formativa è costantemente aggiornata ed implementata per fornire alle nostre laureate ed ai nostri laureati le competenze necessarie affinché siano competitivi e possano ottenere un proficuo inserimento nel mondo del lavoro”.
"La partecipazione dell’Università di Macerata conferma il nostro impegno nel rafforzare la dimensione europea dell’Ateneo e il supporto alla ricerca". Con queste parole il rettore Jhon McCourt si riferisce al progetto europeo Cardea, conclusosi lo scorso luglio alla University College Cork, in Irlanda, e di cui Macerata rappresenta l'unico ateneo italiano. L'Università ha partecipando al progetto attraverso l'Ufficio Ricerca Internazionale, Progettazione e Open Science.
"Cardea ha permesso di valorizzare professionalità indispensabili per il futuro della ricerca europea. I Research Manager sono figure capaci di aprire opportunità, costruire reti e accompagnare la ricerca in un contesto internazionale sempre più complesso", continua il rettore.
Il lavoro del Research Manager è quello di cercare opportunità di finanziamento, costruire partenariati internazionali, inteprtare regole complesse e accompagnare ricercatori e ricercatrici nella gestione dei progetti: un impegno costante e decisivo ma poco visibile.
Il progetto europeo "CARDEA – Career Acknowledgement for Research Managers Delivering for the European Area" si è impegnato proprio nel riconoscimento professionale del Research Manager e sulla definizione di strumenti comuni a livello europeo.
All'interno della CARDEA Academy, il percorso formativo online gratuito e articolato in 17 moduli, l'Università di Macerata ha avuto un ruolo diretto nella creazione di contenuti che spaziano dalle comeptenze di base per il supporto alla ricerca fino ai temi più recenti, come l'impiego dell'intelligenza artificiale. Al termine del percorso è possibile ottenere gratuitamente un open badge e una micro-credenziale.
Tra i principali risultati figurano RM Comp, il quadro europeo delle competenze per chi opera nella gestione della ricerca, la CARDEA Academy e la proposta di una Charter for Research Managers.
RM Comp, sviluppato insieme al progetto europeo RM Roadmap e lanciato ufficialmente dalla Commissione europea nel gennaio 2025. Il quadro individua le competenze richieste ai Research Manager e può essere utilizzato sia dai professionisti sia dalle organizzazioni per orientare formazione e sviluppo professionale.
Per Francesca Spigarelli, responsabile del progetto per UniMC, la sfida è trovare "un equilibrio tra apertura alla collaborazione internazionale e sicurezza della ricerca e dei dati", costruendo forme di cooperazione dalle quali tutti gli attori possano trarre beneficio.
Il nome del progetto richiama Cardea, la dea romana dei cardini, scelta come immagine simbolica di professionisti che facilitano l’accesso a nuove opportunità. A Cork il rettore ha ringraziato il team UniMC coinvolto nel progetto, composto da Barbara Chiucconi, Erica Feliziani e Federica De Romanis, insieme alle colleghe e ai colleghi che hanno contribuito alle attività, e Mary Kate O’Regan della University College Cork, coordinatrice di Cardea.
Primo settembre, 10 dicembre e 11 gennaio 2027. Queste le date che i nuovi iscritti al Semestre aperto dell'Università Politecnica delle Marche per l'anno accademico 2026/2027 devono tenere a mente. La rinnovata modalità d' ingresso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria prevede, per il polo anconetano, l'inizio delle lezioni il 1 settembre e gli appelli per gli esami di profitto nelle date successive del 10 dicembre e dell'11 gennaio 2027.
Ad occupare le aule universitarie della sede di Ancona e frequentare i tre i corsi che fanno da cardine al semestre aperto saranno 1.060 studenti. Per un totale di 18 Cfu, i corsi da frequentare obbligatoriamente saranno Biologia, Chimica e Propedeutica Biochimica e Fisica.
La facoltà dell'Univpm permetterà agli studenti di frequentare le lezioni sia in presenza che in streaming e, tramite la Piattaforma Semestre Aperto e l'applicazione Mood, fruirà agli iscritti simulazioni di prove d'esame, verifiche di autovalutazione sui syllabus ministeriali e corsi dedicati.
Nel mese di novembre, verrà inoltre data loro la possibilità di partecipare a sessioni di approfondimento ed esercitazioni con i docenti dei corsi ed i tutor dedicati.
Una preparazione che porterà gli studenti ad affrontare la selezione per i posti a disposizione al Corso di laurea di Medicina e Chirurgia, che arrivano a 402 e a 30 per il corso di Odontoiatria e Protesi Dentaria.
Una volta terminate le sessioni di esame, i risultati alimenteranno la Graduatoria Nazionale di Merito, e assegneranno i posti per l'immatricolazione finale ai corsi di laurea.
È stato inaugurato domenica 30 agosto il nuovo asilo nido "N. Green" di Tolentino, una struttura completamente rinnovata e progettata per rispondere alle esigenze educative dei bambini e del territorio. L'intervento ha previsto la demolizione del precedente edificio e la costruzione di un nuovo plesso, realizzato in parte sull'area di sedime della struttura originaria e in parte su un lotto adiacente.
La cerimonia si è aperta con il taglio del nastro e la benedizione del nuovo stabile, alla presenza del sindaco Mauro Sclavi, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e del sottosegretario della Giunta regionale Silvia Luconi. A illustrare le caratteristiche del progetto sono stati l'assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni, Paolo Bini, responsabile della gestione degli asili nido comunali, la direttrice dei lavori Silvana Lisi e la RUP dell'Ufficio Lavori Pubblici Katiuscia Faraoni. La giornata ha visto anche la partecipazione dei bambini, con laboratori creativi particolarmente apprezzati.
Il nuovo "N. Green" nasce da un progetto sviluppato con l'obiettivo di realizzare una struttura a misura di bambino, capace al tempo stesso di integrarsi con il paesaggio e il contesto urbano di Tolentino. L'idea progettuale, sviluppata dall'architetto Carlo De Mattia insieme all'architetto Eleonora Crucianelli, è stata elaborata anche attraverso uno studio presso la struttura di Reggio Emilia di Reggio Children.
L'edificio è concepito non come un elemento separato dal quartiere, ma come un luogo di relazione tra spazi interni ed esterni, con una particolare attenzione alla permeabilità visiva e al rapporto con il verde.
Uno degli aspetti più significativi riguarda la ricettività della struttura, che passa dai precedenti 45 posti a 60, suddivisi in 53 posti per divezzi e 7 per lattanti.
Dal punto di vista architettonico, il nuovo asilo è composto da sei moduli longitudinali, collegati e suddivisi da elementi portanti. Le ampie facciate trasparenti consentono agli ambienti interni di dialogare costantemente con gli spazi esterni, mentre la copertura a falde, caratterizzata da pendenze e altezze differenti, richiama idealmente il paesaggio collinare marchigiano.
All'interno trovano spazio aule, uffici, mensa, ambienti di servizio e una grande area centrale, pensata come una vera e propria "Agorà". Il grande atrio, illuminato anche da due lucernai, rappresenta il fulcro dell'edificio e un luogo di incontro tra le diverse sezioni.
Particolare attenzione è stata riservata anche agli spazi destinati ai bambini. Ogni sezione è collegata direttamente al proprio giardino esterno, considerato parte integrante dell'attività didattica. Gli ambienti sono stati progettati per favorire il rapporto con la natura e consentire ai bambini di percepire costantemente lo spazio esterno.
La struttura comprende inoltre una cucina per la preparazione interna dei pasti, una mensa capace di ospitare fino a 36 bambini, locali per il personale educativo, uffici, lavanderia, depositi e locali tecnici.
Il progetto dedica particolare attenzione anche all'accessibilità, con soluzioni pensate non soltanto per le persone con ridotta capacità motoria, ma anche per favorire l'inclusione di persone con diverse abilità fisiche, sensoriali o cognitive.
Sul fronte energetico, il nuovo asilo è stato progettato secondo criteri di elevata efficienza e ha raggiunto la qualifica di edificio nZeb (Nearly Zero Energy Building). L'impianto di climatizzazione utilizza pompe di calore e un sistema radiante a pavimento, mentre la ventilazione meccanica è garantita da recuperatori di calore. L'acqua calda sanitaria viene prodotta attraverso boiler a pompa di calore.
A completare le dotazioni sono i corpi illuminanti a LED e un nuovo impianto fotovoltaico, destinato a contribuire alla produzione dell'energia elettrica necessaria per i consumi dell'edificio.
L'intervento è stato finanziato nell'ambito del PNRR, Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1, con un investimento complessivo di 3 milioni e 300mila euro. La progettazione definitiva è stata affidata dal Comune di Tolentino al gruppo composto da ORA Ingegneria Architettura STP Srl, Per. Ind. Fabrizio Mancini, ingegner Carlo Costantini e geologo Roberto Pucciarelli.
La direzione dei lavori è stata affidata all'architetto Silvana Lisi, mentre il coordinamento per la sicurezza è stato curato dall'ingegner Michele Bonfigli. RUP dell'intervento è l'ingegner Katiuscia Faraoni. I lavori sono stati eseguiti dalla Cetola Spa.
Con la conclusione dell'intervento, Tolentino dispone quindi di un nuovo asilo nido più grande, accessibile e tecnologicamente avanzato, con una capacità ricettiva aumentata e spazi pensati per integrare attività educative, rapporto con la natura ed esigenze delle famiglie.
Sarà un inizio di settembre da ricordare per l’Istituto Comprensivo Sant’Agostino di Civitanova Marche, atteso in due importanti appuntamenti nazionali dedicati al mondo della scuola, della cultura e dell’innovazione. Nel primo fine settimana di settembre l’istituto marchigiano porterà infatti i propri progetti su due palcoscenici di particolare prestigio: Venezia, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e Valdobbiadene, per il Festival dell’Innovazione.
Il primo appuntamento è fissato per il 4 settembre alla Match Point Arena di Venezia, dove l’Istituto Sant’Agostino sarà tra i vincitori dei ClasseViva EXTRA Awards, riconoscimento dedicato ai migliori progetti di media education realizzati dalle scuole italiane.
La premiazione si svolgerà nell’ambito dell’evento “Media Education: il potere trasformativo del cinema breve”, curato e coordinato da Spaggiari e WeShort. In questa occasione sarà presentato anche “Il posto più bello”, cortometraggio realizzato dagli studenti con il coordinamento del regista Gianluca Santoni.
Il progetto è il risultato di una collaborazione che ha coinvolto diverse realtà scolastiche del territorio. In particolare, hanno partecipato anche l’I.C. Via Regina Elena e l’I.C. Ugo Bassi di Civitanova Marche, l’I.C. Marco Polo di Morrovalle e l’I.C. Vincenzo Monti di Pollenza, coinvolti nel percorso del Premio Leopardi e il Paesaggio. Un lavoro di rete che ha trovato nel regista Santoni un coordinatore d’eccezione e che si è avvalso della collaborazione della Marche Film Commission e della Fondazione Marche Cultura.
Dalle diverse città italiane a Macerata per conoscere da vicino l’Università e iniziare a orientarsi tra corsi, servizi e opportunità. Barletta, Campobasso, Teramo, Lecco, Forlì, Foggia e Chieti sono alcune delle città di provenienza dei partecipanti al secondo Open Day estivo dell’Università di Macerata, che ha animato oggi le sedi dell’Ateneo nel centro storico di Macerata. Il Polo Pantaleoni e la Loggia del Grano hanno accolto oltre 500 partecipanti, tra ragazze e ragazzi interessati a proseguire gli studi e famiglie, offrendo l’occasione di incontrare direttamente docenti, tutor e personale universitario.
Una giornata pensata per fornire informazioni concrete e permettere ai futuri studenti di entrare in contatto con la realtà universitaria, conoscere l’offerta formativa, approfondire le possibilità di sostegno economico e scoprire i servizi a disposizione della comunità studentesca.
A rivolgere il saluto ai partecipanti è stato il rettore John McCourt, che ha sottolineato il valore dell’università come spazio nel quale costruire, con consapevolezza e libertà, il proprio percorso.
Il rettore ha inoltre invitato i giovani a dialogare con i docenti e con tutta la comunità di UniMC, a porre domande e a sfruttare l’occasione per confrontarsi direttamente con chi potrà accompagnarli nel percorso universitario: “Qualcuno di voi avrà già in mente cosa fare nella vita, ma qualcun altro sarà qui oggi per trovare la chiave di accesso per i prossimi anni. L’università serve anche a questo: non a imporre una strada già scritta, ma a darvi gli strumenti, la fiducia e la libertà per trovarla. Questo percorso sarà una preparazione alla vita e al mondo complesso che andrete a incontrare. Il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva, ma qualcosa che va immaginato e che voi dovete immaginare”.
L’Open Day ha rappresentato anche un momento di confronto per le famiglie, che hanno potuto raccogliere informazioni sugli aspetti organizzativi ed economici della vita universitaria.
“È stata una giornata ricca di colloqui, interazioni e informazioni su quello che sarà il nuovo anno accademico”, ha spiegato Rosita Deluigi, delegata del rettore per l’Orientamento. “È possibile incontrare docenti, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, conoscere tutti i servizi e le eccellenze dell’Ateneo, ma anche approfondire gli aspetti concreti della vita universitaria, dagli alloggi alle tasse. È un’occasione per farsi un’ultima idea prima di scegliere e decidere il proprio futuro”.
Il programma ha alternato momenti di presentazione e approfondimento. Al Polo Pantaleoni si sono svolti gli incontri dedicati ai corsi di laurea, mentre alla Loggia del Grano gli stand hanno permesso di conoscere più da vicino i servizi e le opportunità offerte dall’Ateneo.
Tra gli elementi che hanno suscitato maggiore interesse ci sono state anche le novità dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico. Due i percorsi nuovi presentati: “Scienze motorie e sportive per l’inclusione”, dedicato al ruolo dello sport nei processi di partecipazione e integrazione sociale; “Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali”, rivolto alla formazione di figure specializzate nella tutela e valorizzazione del patrimonio documentale digitale. Le iscrizioni per entrambi i corsi sono aperte a partire da domani, 28 agosto 2026.
Non solo didattica: gli spazi della Loggia del Grano hanno offerto una panoramica sulla vita universitaria nel suo complesso, con la presenza degli stand dedicati ai servizi dell’Ateneo, al diritto allo studio, alle associazioni studentesche, al Centro universitario sportivo e a Radio Rum. Un’occasione per conoscere anche ciò che accade fuori dalle aule e avere un quadro più completo dell’esperienza che attende le future matricole.
Sarà inaugurato domenica 30 agosto 2026, a partire dalle 17.30, il nuovo asilo nido “N. Green”. La cerimonia ufficiale si aprirà con il taglio del nastro e la benedizione del nuovo stabile, cui seguiranno il saluto delle autorità, la presentazione del progetto di riqualificazione e una serie di laboratori creativi dedicati ai bambini.
Il nuovo nido nasce dopo la demolizione del precedente edificio e si presenta con spazi più ampi, moderni e funzionali, progettati per rispondere in modo più adeguato alle esigenze educative, didattiche e di accoglienza dei bambini.
Il progetto ha previsto la realizzazione di nuove aule, uffici per le educatrici e una mensa, organizzati attorno a una grande agorà centrale, luminosa e capiente, pensata come spazio di incontro e condivisione. A disposizione dei bambini ci saranno inoltre gli ambienti destinati alle attività didattiche, lo spazio per il sonno, i servizi igienici e il giardino esterno.
L’edificio comprende anche aree dedicate alla cucina e al refettorio, locali per il personale e spazi di servizio, in un’organizzazione complessiva pensata per garantire funzionalità e qualità degli ambienti.
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, assicurando la piena fruibilità di tutti gli spazi. Sotto il profilo impiantistico, la struttura è dotata di sistemi per il riscaldamento e la climatizzazione, con soluzioni in grado di garantire il comfort sia durante la stagione invernale sia in quella estiva. Sono stati inoltre installati corpi illuminanti a Led e un impianto fotovoltaico, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.
L’intervento è stato finanziato attraverso i fondi del Pnrr – Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1 (M4C1I1.1), per un investimento complessivo di 3 milioni e 300 mila euro.
La direzione dei lavori è stata affidata all’architetta Sivana Lisi, mentre il coordinamento per la sicurezza è stato curato dall’ingegner Michele Bonfigli. Il ruolo di Ruo è stato affidato all’ingegner Katiuscia Faraoni. La realizzazione dell’opera è stata eseguita dalla Cetola Spa.
L’inaugurazione di domenica rappresenterà quindi un momento importante per la comunità: il nuovo “N. Green” mette a disposizione dei bambini e delle famiglie una struttura completamente rinnovata, più grande, accessibile e attrezzata, pensata per accompagnare le attività educative in un ambiente moderno e funzionale.
Nuovi giochi in legno, un gazebo completamente rinnovato e un’area esterna riqualificata: cambia volto il parco giochi dell’asilo nido "La Lumachina" di via Quasimodo, nel quartiere San Marone. La Giunta comunale ha dato il via libera al progetto esecutivo per la ristrutturazione dell'area, che presenta diverse criticità legate all’esposizione alle intemperie.
L’intervento prevede una riqualificazione complessiva del parco, a partire dalla rimozione del gazebo ormai usurato, dello steccato in legno interno alla corte che delimita l’area giochi e dell’attuale tappetino antitrauma.
Al loro posto saranno installati nuovi giochi in legno, in sostituzione delle vecchie strutture in plastica. Verrà inoltre realizzato un nuovo gazebo e sarà effettuata la rigenerazione del tappeto erboso, così da restituire ai bambini uno spazio esterno più sicuro, funzionale e accogliente.
Tra le novità previste dal progetto c’è anche la realizzazione di un rifugio da esterno, pensato come uno spazio protetto e stimolante dove i bambini potranno trascorrere momenti di gioco e attività all’aperto.
Tutte le nuove strutture ludiche saranno certificate e conformi ai Criteri Ambientali Minimi (Cam), secondo quanto previsto dal progetto elaborato dall’Ufficio tecnico comunale.
L’intervento avrà un costo complessivo di 36mila euro, dei quali 28.554 euro finanziati attraverso il Fondo Nazionale e Sistema Integrato 0-6 anni, annualità 2025. Responsabile Unico del Progetto è la geometra Marta Leonardi.
L’Università di Camerino continua a orientare le future studentesse e i futuri studenti anche durante l’estate. Prosegue infatti fino al 4 settembre l’iniziativa “Porte aperte in Unicam – estate 2026”, promossa nelle sedi di Camerino, Ascoli Piceno, Matelica e San Benedetto del Tronto per aiutare ragazze, ragazzi e famiglie a conoscere da vicino l’Ateneo e a raccogliere tutte le informazioni necessarie per scegliere il proprio percorso universitario.
Attraverso il calendario disponibile sul portale dedicato all’orientamento è possibile prenotare un appuntamento con docenti e tutor e approfondire i corsi di laurea attivati da Unicam, la didattica, i servizi, le borse di studio e le agevolazioni, oltre a strutture, alloggi, attività culturali ed extracurriculari e competenze trasversali.
Il tour guidato del 1° settembre
Tra gli appuntamenti in programma spicca “Tour in UNICAM: visita guidata con i tutor”, previsto martedì 1° settembre nella sede di Camerino. Dalle 9 alle 13, i tutor per l’orientamento accompagneranno future matricole, genitori e accompagnatori alla scoperta degli spazi e delle strutture dell’Università.
Durante la mattinata sarà possibile visitare aule, laboratori didattici, biblioteche, strutture universitarie, alloggi e impianti sportivi del CUS, entrando così direttamente nell’atmosfera della vita universitaria. I tutor racconteranno inoltre, sulla base della propria esperienza, le opportunità offerte dall’Ateneo.
Il percorso toccherà il Polo di Bioscienze, il Polo di Geologia, il ChIP – Chemistry Interdisciplinary Project, i Poli di Matematica, Fisica e Informatica, il Polo Sant’Agostino, l’Orto Botanico, il Polo di Giurisprudenza, gli alloggi universitari e gli impianti sportivi del CUS.
La mattinata si concluderà alla Rocca dei Borgia con un aperitivo di saluto. Nel corso della visita sarà inoltre possibile incontrare docenti, tecnici e personale amministrativo e, per chi lo desidera, proseguire il tour anche nel pomeriggio per approfondire i corsi di studio di maggiore interesse.
La partecipazione al tour è gratuita, ma è necessaria la prenotazione entro giovedì 27 agosto.
Le parole del rettore Leoni
“Anche grazie a queste iniziative – ha sottolineato il rettore Unicam Graziano Leoni – vogliamo illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, un Ateneo vivo e vivace che le studentesse e gli studenti continuano a scegliere con grande entusiasmo”.
Leoni ha quindi evidenziato il costante aggiornamento dell’offerta formativa, con l’obiettivo di fornire alle laureate e ai laureati competenze adeguate per essere competitivi e favorire un proficuo inserimento nel mondo del lavoro.
Per partecipare agli appuntamenti e conoscere nel dettaglio le modalità di prenotazione è possibile consultare il portale di orientamento di Unicam.
Tutte le informazioni e il calendario degli appuntamenti
MACERATA – Il passaggio dalla scuola superiore all’Università rappresenta una nuova fase della vita, fatta di entusiasmo ma anche di interrogativi per studenti e famiglie. Per chi sceglie l’Università di Macerata c’è però un'opportunità ulteriore: accedere alla Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi”, un percorso di alta formazione che si affianca al normale corso di laurea.
Il bando di ammissione per l'anno accademico 2026/2027 è ancora aperto. C'è tempo fino al 2 settembre per presentare la propria candidatura.
La Scuola permette di seguire il proprio percorso universitario arricchendolo con una formazione interdisciplinare, innovativa e internazionale. Nei cinque anni previsti, gli allievi partecipano a seminari, attività di alta formazione e iniziative in Italia e all'estero, anche attraverso la collaborazione con altre Scuole universitarie appartenenti alle reti nazionali.
Al termine del percorso quinquennale viene conseguito un diploma equiparato a un master universitario di II livello, che rappresenta un ulteriore elemento qualificante nel curriculum degli studenti.
Un percorso senza costi per gli allievi
Tra gli aspetti più interessanti della Scuola ci sono anche le agevolazioni economiche. Gli allievi possono beneficiare della gratuità delle tasse universitarie, della residenza e della mensa, oltre a contributi destinati ai viaggi e ai periodi di studio all'estero.
Non si tratta soltanto di un sostegno economico. La Scuola mette infatti a disposizione anche un tutor dedicato, accompagnando gli studenti nel percorso di crescita accademica e personale.
L'obiettivo è creare una vera comunità di studio e ricerca, nella quale i giovani possano sviluppare autonomia, competenze e capacità di confronto senza rinunciare al corso di laurea scelto.
Una rete nazionale e internazionale
Entrare nella Scuola Leopardi significa inoltre accedere a una più ampia rete di esperienze. La struttura di Unimc fa parte della Rete ASSI, che riunisce dieci Scuole Superiori di Ateneo italiane e promuove attività condivise di alta formazione, progetti e percorsi innovativi.
La Scuola partecipa inoltre alla Rete EFC – Educating Future Citizen, progetto finanziato dal PNRR che coinvolge Scuole di Studi Superiori Universitarie interne agli Atenei e Scuole autonome.
Attraverso questa rete vengono proposte attività di orientamento, formazione avanzata e mentoring, con particolare attenzione all'innovazione, all'internazionalizzazione e alle competenze necessarie per affrontare un mondo in continua trasformazione.
Candidature fino al 2 settembre
Per chi fosse interessato, il tempo per presentare la candidatura è ormai agli sgoccioli. La scadenza del bando per l'anno accademico 2026/2027 è fissata al 2 settembre.
Per agevolare la partecipazione alle prove di ammissione, la Scuola sostiene inoltre le spese di viaggio, vitto e alloggio degli aspiranti allievi.
«Invitiamo tutte le studentesse e tutti gli studenti che desiderano vivere un’esperienza formativa di alto livello, interdisciplinare e internazionale a presentare la propria candidatura. Sarà un investimento prezioso per il loro futuro accademico e professionale», sottolinea la direttrice della Scuola.
Tutti i requisiti, le modalità di partecipazione e le informazioni sul bando sono disponibili sul sito della Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi” dell’Università di Macerata.
L’Università di Macerata e l'intero mondo accademico piangono la scomparsa di Pietro Rescigno, figura di primissimo piano della giurisprudenza italiana del Novecento e maestro riconosciuto del diritto civile. Il suo straordinario percorso accademico prese il via proprio nell'Ateneo marchigiano, segnando l'inizio di una stagione intellettuale che avrebbe ridefinito il dibattito giuridico nazionale.
Era il 1954 quando un giovanissimo Rescigno, appena venticinquenne, vinceva il concorso per la cattedra di Diritto civile prendendo servizio a Macerata. In soli quattro anni di insegnamento, fino al 1958, il docente riuscì a lasciare un segno indelebile negli studenti e nei colleghi, avviando quelle riflessioni sui soggetti collettivi e sul ruolo del diritto privato in una società pluralista che lo avrebbero poi reso celebre.
Nonostante una carriera luminosa che lo ha portato ai vertici della cultura giuridica, il legame con la città delle Marche non si è mai spezzato. Un filo rosso riemerso con forza il 21 maggio 2008, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Teoria e tecniche della normazione giuridica. Tornato in quella stessa Aula Magna dove nel 1954 aveva pronunciato il discorso di apertura dell'anno accademico, il giurista ricordò con commozione gli esordi: «Macerata ha conservato per me un valore preziosissimo e inestimabile», affermò, evidenziando come l'Ateneo avesse saputo preservare nel tempo «l'attitudine al dialogo e allo scambio della piccola comunità di allora».
Con la scomparsa di Pietro Rescigno si chiude una pagina fondamentale della storia del diritto italiano, ma resta viva l'eredità scientifica e umana di un maestro che a Macerata trovò il primo terreno fertile per il suo pensiero.
Il rettore John McCourt, a nome dell’intera comunità universitaria, si unisce al cordoglio del mondo accademico e giuridico, ricordando con gratitudine uno studioso insigne e un maestro profondamente legato alla storia dell’Ateneo.
Sono aperte fino al 3 settembre le iscrizioni alla Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani" dell'Università di Camerino, un percorso rivolto a studentesse e studenti meritevoli e motivati che vogliono affiancare al normale corso di laurea un'esperienza formativa di alto livello.
La Scuola, diretta dalla professoressa Loredana Cappellacci, propone un programma interdisciplinare finalizzato allo sviluppo di competenze trasversali, spirito critico, capacità di leadership e apertura al dialogo tra diversi ambiti del sapere.
Il percorso prevede attività formative aggiuntive, seminari, laboratori e occasioni di confronto con docenti, ricercatori e professionisti. Al termine degli studi, il diploma rilasciato dalla Scuola è equiparato a quello conseguito al termine di un master universitario di secondo livello.
Le parole del rettore Leoni
"La Scuola di Studi Superiori 'Carlo Urbani' rappresenta una delle eccellenze del nostro Ateneo sulla quale abbiamo sempre investito", ha sottolineato il rettore Graziano Leoni, definendola "una importante opportunità che offriamo alle nostre studentesse ed ai nostri studenti migliori".
Il rettore ha evidenziato in particolare il valore dell'interdisciplinarietà tra le aree scientifiche, giuridiche e sanitarie, che permette agli studenti di confrontarsi e apprendere attraverso un percorso parallelo a quello universitario.
Tra le opportunità offerte figurano anche mobilità internazionale, stage all'estero e un supporto personalizzato per accompagnare gli studenti nelle scelte legate alla propria carriera accademica e professionale.
Due percorsi di studio
Attiva dal 2010, la Scuola di Studi Superiori "C. Urbani" rappresenta uno dei percorsi con cui Unicam punta a valorizzare il talento degli studenti universitari e accompagnarli verso un percorso di alta formazione.
La Scuola è articolata in due percorsi.
Il primo è quello delle Scienze Sperimentali e Sociali, rivolto a chi sceglie i corsi di studio delle Scuole di Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze e Tecnologie.
Il secondo è quello delle Scienze della Salute, dedicato agli studenti iscritti ai corsi delle Scuole di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e di Bioscienze e Medicina Veterinaria.
Esonero dalle tasse, borsa e alloggio gratuito
Per gli studenti ammessi sono previsti importanti benefici. Oltre all'esonero dalle tasse universitarie, la Scuola garantisce una borsa di studio di 1.400 euro, l'alloggio gratuito presso il campus universitario e la presenza di un docente tutor.
Per il prossimo anno accademico saranno disponibili 18 posti.
Le candidature potranno essere presentate fino al 3 settembre 2026. Il bando completo e tutte le informazioni relative alle modalità di ammissione sono disponibili sul sito della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani" di Unicam.
Esperienze sul campo, confronto con le principali istituzioni del Paese e occasioni di approfondimento accompagnano la didattica del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell’Università di Macerata. Tra i progetti più significativi, “Destinazione Auschwitz” ha coinvolto venti studentesse e studenti in un percorso di studio sulla memoria e sulla responsabilità civile, culminato nella visita al campo di concentramento e sterminio nazista.
L’iniziativa riflette uno dei tratti distintivi del Dipartimento: integrare gli insegnamenti con attività capaci di mettere in relazione conoscenze, competenze, territori e istituzioni. Seminari con riconoscimento di crediti, laboratori, incontri con esperti, tirocini e programmi di mobilità internazionale completano una formazione fondata sull’integrazione tra diritto, economia, storia, filosofia, sociologia, lingue, scienza politica e comunicazione.
“L’università non può limitarsi a trasmettere nozioni, ma deve aiutare studentesse e studenti a comprendere il mondo in cui vivono e ad assumersi responsabilità nei suoi confronti”, sottolinea il direttore Angelo Ventrone. “Progetti come “Destinazione Auschwitz” mostrano il valore di una formazione che unisce conoscenza, esperienza diretta e partecipazione civile. È lo stesso metodo che guida la nostra offerta formativa, costruita per fornire strumenti critici con cui interpretare la politica, la comunicazione, le trasformazioni digitali e gli equilibri internazionali”.
L’offerta del Dipartimento comprende due lauree triennali ad accesso libero. “Scienze politiche e relazioni internazionali” prepara a comprendere e gestire fenomeni politici, economici, giuridici e sociali dal livello locale a quello globale. “Scienze della comunicazione” forma invece nei campi dell’informazione, dei media, della pubblicità, delle relazioni pubbliche e della comunicazione digitale.
Tre le lauree magistrali: “Comunicazione e culture digitali”, dedicata alle trasformazioni dei media e delle professioni comunicative; “Politiche per la sostenibilità e l’innovazione digitale”, rivolta alla progettazione e alla gestione delle politiche pubbliche e dei processi di innovazione; “International Relations”, interamente impartita in inglese, con studenti provenienti da numerosi Paesi e opportunità di conseguire doppi titoli internazionali.
La formazione post laurea comprende il master interuniversitario di secondo livello in “Scienze amministrative e innovazione nella pubblica amministrazione” e il corso di perfezionamento in “Etica, diritto, tecnologie del digitale”. Percorsi che completano un’offerta multidisciplinare pensata per formare professionisti capaci di orientarsi nelle istituzioni, nelle organizzazioni internazionali, nelle imprese, nei media e nelle pubbliche amministrazioni.
Frane, alluvioni, erosione costiera e terremoti: nelle Marche la conoscenza del territorio diventa sempre più importante per prevenire i rischi. La Sezione di Geologia dell’Università di Camerino, attraverso la Regione Marche, ha firmato con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – una convenzione per la realizzazione del Foglio geomorfologico CARG n. 303 – Macerata.
Un progetto che punta a mettere a sistema conoscenze scientifiche e cartografia per individuare con maggiore precisione le aree esposte a pericolosità geologica e fornire uno strumento concreto alla pianificazione territoriale.
Le recenti ondate di maltempo che hanno interessato le Marche, tra nubifragi, grandinate, frane e mareggiate, hanno riportato in primo piano la fragilità di un territorio caratterizzato da pendii ripidi, colline, vallate attraversate da corsi d’acqua, falesie e coste. Un paesaggio di grande valore, ma allo stesso tempo sottoposto a fenomeni naturali che possono trasformarsi in emergenze quando si sommano a una crescente urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il quadro delineato dai dati del Rapporto ISPRA 2025 e dalle attività di rilevamento svolte negli anni dai geologi dell’Università di Camerino evidenzia una situazione particolarmente delicata.
Nelle Marche sono state censite oltre 42.500 frane, con una densità di circa 442 fenomeni ogni 100 chilometri quadrati, più del doppio rispetto alla media nazionale. Sono circa 90mila le persone che vivono o frequentano edifici situati in aree interessate da fenomeni franosi, mentre l’11,5% del territorio regionale è esposto al rischio di inondazione.
A questi fattori si aggiunge l’elevata pericolosità sismica che caratterizza gran parte della regione, legata anche alla particolare struttura geologica e geomorfologica del territorio.
Numeri che rendono evidente la necessità di conoscere sempre meglio il territorio e le sue trasformazioni.
È proprio questo l’obiettivo del nuovo Foglio geomorfologico CARG 303. La cartografia permetterà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche del territorio, individuando e perimetrando le principali situazioni di criticità geo-ambientale.
«Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione», sottolinea il professor Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata.
«La prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze».
Un lavoro che assume ulteriore rilevanza anche alla luce della nuova normativa regionale, che attribuisce ai Comuni un ruolo importante nell’integrazione degli studi geomorfologici all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale.
Sulla necessità di una strategia di lungo periodo interviene anche il professor Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio.
«Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – evidenzia – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio».
Da qui la sfida indicata dai geologi: «Trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio».
Il Foglio geomorfologico 303 interessa un’area particolarmente significativa anche dal punto di vista infrastrutturale e insediativo. Comprende il territorio interessato dalla crisi sismica del 2016, il capoluogo di provincia e numerosi Comuni delle aree pedemontane.
Attraversano l’area importanti infrastrutture, tra cui le direttrici vallive del Potenza e del Chienti e la ferrovia, oltre a elettrodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione.
Numerosi sono inoltre i centri abitati caratterizzati da un importante patrimonio storico e architettonico.
Il nuovo strumento consentirà quindi di approfondire le condizioni del territorio e verificare le situazioni di criticità legate, tra gli altri fenomeni, a frane, erosione del suolo e dinamiche delle acque superficiali, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione.
Il nuovo incarico affidato ai geologi di Unicam segue il lavoro già concluso con il Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino e punta a rafforzare la collaborazione tra mondo scientifico e istituzioni.
La cartografia geomorfologica, sottolineano da Unicam, non è quindi soltanto uno strumento di studio. «Può diventare un supporto concreto per le amministrazioni chiamate a pianificare lo sviluppo dei territori, individuare le criticità e orientare le scelte urbanistiche e infrastrutturali».