Scuola e università

Pochi autobus, aule con muffa e bagni inagibili: gli Studenti Medi riaccendono i riflettori sui disagi

Pochi autobus, aule con muffa e bagni inagibili: gli Studenti Medi riaccendono i riflettori sui disagi

Con l'avvio del nuovo anno scolastico, la Rete degli Studenti Medi di Macerata torna a porre l'attenzione sulle condizioni in cui studentesse e studenti vivono quotidianamente la scuola, mettendo al centro alcune delle principali criticità che, secondo l'organizzazione, interessano gli istituti e i servizi del territorio. L'obiettivo dichiarato è quello di riportare al centro il punto di vista degli studenti e chiedere una scuola pubblica «realmente accessibile, sicura, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni della nostra generazione». «Vogliamo che la scuola sia un diritto concreto, non un privilegio determinato dal luogo in cui si nasce, dalle possibilità economiche della propria famiglia o dall'identità che si sceglie di vivere», afferma la coordinatrice provinciale della Rete degli Studenti Medi, Margherita Paolucci. Tra le questioni sollevate c'è quella della mobilità. Secondo la Rete, gli orari del trasporto pubblico nel territorio maceratese non sarebbero sempre funzionali alle esigenze degli studenti. A pesare, viene evidenziato, sarebbero anche il costo degli abbonamenti e la limitata disponibilità di collegamenti al di fuori degli orari strettamente scolastici. Una situazione che, secondo gli studenti, riguarda anche il trasporto urbano a Macerata, dove vengono segnalati diversi tagli alle corse. Le difficoltà non riguarderebbero soltanto l'ingresso e l'uscita da scuola, ma anche chi frequenta attività pomeridiane, corsi o rientri, con il rischio di dover affrontare lunghe attese prima di poter rientrare a casa. Un altro capitolo riguarda l'edilizia scolastica. La Rete degli Studenti Medi segnala la presenza, in alcune scuole della provincia, di problematiche relative agli spazi e alla loro manutenzione, citando casi di bagni e aule inagibili e presenza di muffa sulle pareti. Gli studenti richiamano inoltre l'attenzione sull'efficienza energetica degli edifici scolastici. Secondo i dati del Portale Unico del Ministero dell'Istruzione e del Merito relativi al 2024-2025 citati dalla Rete, nella provincia di Macerata sarebbero 121 su 333 i plessi dotati di sistemi di isolamento termico o raffrescamento. Per gli studenti, la situazione si traduce anche in condizioni ambientali difficili durante i periodi di caldo, con temperature nelle aule che possono rendere più complicata la permanenza e lo svolgimento delle lezioni. La Rete pone poi il tema degli spazi di aggregazione giovanile. A Macerata, secondo gli studenti, esistono luoghi oggi inutilizzati che potrebbero essere recuperati e destinati alla socialità, come i magazzini Uto e i mercatini delle erbe. L'idea è quella di creare spazi accessibili dove i giovani possano incontrarsi e trascorrere il tempo libero senza essere necessariamente costretti a consumare nei locali commerciali, soprattutto durante i mesi invernali. Infine, l'organizzazione pone l'accento sulla conoscenza dei diritti. Secondo la Rete degli Studenti Medi, molti ragazzi non avrebbero una conoscenza adeguata dei diritti previsti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e, più in generale, delle tutele previste nel mondo del lavoro. Un tema che, sottolineano gli studenti, diventa particolarmente importante alla luce dei percorsi di formazione scuola-lavoro e delle esperienze lavorative che molti giovani iniziano già durante gli anni della scuola superiore. Trasporti, condizioni degli edifici, spazi di aggregazione e consapevolezza dei diritti sono dunque le principali questioni portate all'attenzione dalla Rete degli Studenti Medi di Macerata all'inizio del nuovo anno scolastico, con la richiesta di maggiore attenzione alle esigenze concrete di chi ogni giorno vive le scuole del territorio.

16/09/2026 12:27
UniMC, Giulia Lapucci vince il Premio Tesi Aiv 2026: premiata la ricerca sul welfare culturale nelle aree interne

UniMC, Giulia Lapucci vince il Premio Tesi Aiv 2026: premiata la ricerca sul welfare culturale nelle aree interne

Una ricerca sul rapporto tra cultura, arti e benessere nelle aree interne ha portato un riconoscimento nazionale a UniMC. Giulia Lapucci, dottoressa di ricerca in "Global Studies. Justice, Rights, Politics" dell’Università di Macerata, ha vinto il Premio 2026 per la migliore tesi di dottorato dell’Associazione Italiana di Valutazione (AIV). Il riconoscimento le è stato consegnato a Pisa, in occasione del congresso nazionale dell’associazione. Al centro della tesi, intitolata "Cultural Welfare for Inner Areas. A thorough research on the multidimensional effects of cultural and creative planning for Health and Well-being", c’è il tema del welfare culturale nelle aree interne e, in particolare, il contributo che la partecipazione ad attività artistiche e culturali può offrire alla salute e al benessere delle persone e delle comunità. Lapucci ha conseguito il dottorato nel luglio 2025, sotto la supervisione della professoressa Mara Cerquetti, grazie a una borsa finanziata dal Programma operativo nazionale "Ricerca e Innovazione" 2014-2020. Attualmente collabora con l’area ricerca del Cultural Welfare Center di Torino, centro multidisciplinare che studia e promuove il rapporto tra cultura, arti e salute. La ricerca guarda soprattutto ai territori più fragili, caratterizzati da un importante patrimonio culturale e ambientale ma spesso penalizzati da una minore accessibilità ai servizi essenziali. Proprio in questi contesti, secondo lo studio, le attività culturali e creative possono assumere un ruolo che va oltre la semplice fruizione, contribuendo anche alla costruzione di relazioni e al benessere collettivo. Uno dei principali risultati del lavoro è la realizzazione del modello HECWA – Holistic Evaluation for Cultural Welfare Activities, uno strumento pensato per supportare operatori, ricercatori e decisori pubblici nella progettazione e nella valutazione delle iniziative di welfare culturale. Il modello considera contemporaneamente tempi, persone coinvolte e differenti ambiti di impatto, permettendo di leggere gli effetti di un progetto culturale non soltanto sul piano individuale, ma anche su quello delle relazioni sociali e dello sviluppo delle comunità.   Il Premio Tesi AIV viene assegnato ogni anno alle migliori tesi magistrali e di dottorato dedicate ai temi della valutazione. Il riconoscimento per la migliore tesi di dottorato prevede un premio di 1.800 euro.

15/09/2026 14:36
Unitre Macerata, al via le iscrizioni: l’offerta formativa cresce da 26 a 37 corsi (FOTO e VIDEO)

Unitre Macerata, al via le iscrizioni: l’offerta formativa cresce da 26 a 37 corsi (FOTO e VIDEO)

Aprono oggi le iscrizione per il nuovo anno accademico di Unitre Macerata. Nata a Tolosa nel 1973 con la fondazione de l'Université du Troisième Âge, l’Università della terza età arriva nel territorio maceratese lo scorso anno, rappresentando un’importante implementazione dell’offerta culturale. Dopo il successo della prima edizione, quest’anno l’offerta formativa proposta si amplia, passando da 26 a 37. "Lo scopo fondamentale è la diffusione della cultura, che non è solo legata al palazzo come molti pensano. Unitre è aperta a tutti, e proprio per questo cerchiamo di renderla popolare perché la cultura è informazione e l’informazione permette di essere maggiormente consapevoli" - afferma la presidente di Unitre Macerata Gloria Pierucci, soffermandosi anche sul ruolo fondamentale che ricoprono gli associati e i volontari che mettono a disposizione il loro sapere per la realizzazione dei corsi. Numerosi gli ambiti su cui cui quest’anno si è voluto investire: dalle lingue all’economia, dall’arte alla scienza, passando anche per filosofia, finanza, e la riscoperta del territorio maceratese. "Unitre è un cantiere di idee. E' pieno di energia e relazioni. L’intento è promuovere non solo la cultura ma anche il benessere. Per noi è fondamentale il concetto di socializzazione, Unitre è uno spazio dove portare le passioni, coltivarle e condividerle. Per questo si è voluto dare importanza e interesse a più argomenti; quelli che possono incuriosire non solo la fascia d’età a cui solitamente si pensa quando si parla di Università della terza età, ma, appunto, anche i più giovani” - ha dichiarato la direttrice dei corsi Francesca Caldarelli. Proprio per questo, la volontà è stata quella di accostare a determinati corsi dei bollini specifici: quello 'Unitre Family' e 'Unitre nextgen'. Il primo indica percorsi di carattere intergenerazionale che posso essere seguiti in famiglia, mentre il secondo si accosta a tematiche più vicine ai giovani. In ogni caso, però, tutti i corsi presenti sono aperti e adatti ad ogni età. Ad intervenire, è stato anche il presidente del gruppo medico Associati Fisiomed Enrico Falistocco, realtà che svolge un ruolo importante nel programma e nella gestione di alcuni incontri - "Unitre è un momento ci concretizzazione per il lavoro che offre il servizio sanitario locale nelle fasi della tutela della salute. Quello su cui vogliamo concentrarsi è il ruolo della prevenzione, per allenare il cittadino comune alla creazione di un atteggiamento che tuteli sé stesso. In questo il servizio di informazione medico scientifica è fondamentale". "Ho trovato un’istituzione sanitaria che dona importanza e risorse all’informazione medico scientifica ed è importante che le istituzioni si rivolgano a noi per diffondere la conoscenza sul tema della salute, che va protetta con la cultura e la prevenzione" - ha dichiarato inifine Fabrizio Scoccia, giornalista medico-scientifico ed esperto di comunicazione sanitaria. Presenti anche le realtà istituzionali cittadine: l’assessore alla cultura e all’istruzione Lorella Benedetti che ha sottolineato il valore sociale e di aggregazione che Unitre rappresenta; la vicesindaca Francesca D’Alessandro che ha evidenziato la necessità di continuare ad alimentare la dimensione umana ed il rapporto con l’altro; l’assessore al bilancio e alle Società Partecipate Barbara Antolini e l'assessore ai Servizi amministrativi, alle Politiche giovanili e alla Famiglia Pierfrancesco Tasso.

15/09/2026 13:30
Scuola, nel Maceratese quattro presidenze senza titolare: nelle Marche reggenze sotto la media nazionale

Scuola, nel Maceratese quattro presidenze senza titolare: nelle Marche reggenze sotto la media nazionale

L’anno scolastico 2026/27 si apre con 439 istituzioni scolastiche prive di un dirigente scolastico titolare, affidate quindi in reggenza a presidi che guidano già un altro istituto. Il dato rappresenta il 5,9% del totale nazionale ed è tra i più bassi registrati negli ultimi dieci anni. Il ricorso alle reggenze è diminuito sensibilmente rispetto agli anni precedenti. Nel 2018/19 le presidenze scoperte erano arrivate a 2.287, mentre le nuove assunzioni legate alle procedure concorsuali e la riorganizzazione della rete scolastica hanno progressivamente ridotto il fenomeno. Le reggenze erano scese a 468 nel 2024/25 e a 403 nel 2025/26, prima della lieve risalita registrata quest’anno. I numeri vengono dalle assegnazioni degli incarichi effettuate dagli Uffici scolastici regionali e dagli aggiornamenti successivi alle operazioni di organico. Secondo il quadro nazionale, circa il 90% delle reggenze ha durata annuale. Restano però forti differenze territoriali. Il fenomeno interessa soprattutto le realtà più piccole e periferiche: tra le province con le percentuali più elevate ci sono Massa-Carrara, Vercelli e Sondrio, mentre in diverse province non risulta alcuna istituzione affidata in reggenza. La situazione è inoltre più frequente nelle scuole situate nei comuni montani, dove il ricorso alla reggenza raggiunge circa il 10%, e nei comuni con meno di 10mila abitanti, dove arriva al 9,7%. Nelle Marche il quadro appare più favorevole rispetto alla media nazionale. Sono 208 le istituzioni scolastiche presenti nella regione nell’anno scolastico 2026/27 e il dato disponibile indica 9 istituti affidati in reggenza, pari al 4,33% del totale: una percentuale inferiore al 5,9% nazionale. Nel Maceratese, tuttavia, il fenomeno presenta diversi casi concreti. Sono infatti almeno quattro le istituzioni scolastiche interessate da incarichi di reggenza: l’ITTS “Eustachio Divini” e l’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi” di San Severino Marche, l’IPSIA “Don E. Pocognoni” di Matelica e l’Istituto comprensivo “Monsignor Paoletti” di Pieve Torina. A San Severino Marche la situazione è particolarmente significativa. Per l’anno scolastico appena iniziato Catia Scattolini è alla guida dell’ITTS “Eustachio Divini” in qualità di dirigente scolastica reggente e, contemporaneamente, è stata chiamata a guidare anche l’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi”. La nomina è stata resa nota con l’avvio del nuovo anno scolastico. Per il “Pocognoni” di Matelica la reggenza è stata affidata a Emilio Procaccini, mentre l’Istituto comprensivo “Monsignor Paoletti” di Pieve Torina è affidato ad Annamaria Marcantonelli. Il dato maceratese va quindi letto all’interno di un quadro regionale complessivamente migliore rispetto alla media italiana, ma nel quale alcuni territori continuano a ricorrere alla soluzione della reggenza, con un dirigente chiamato a seguire più istituzioni scolastiche. A livello nazionale, secondo Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, il margine per ridurre ulteriormente il ricorso alle reggenze sarebbe ormai limitato. Una parte dei dirigenti formalmente disponibili, infatti, non è effettivamente in servizio alla guida di una scuola perché impegnata temporaneamente in attività sindacali, presso gli uffici ministeriali o in altre funzioni. Un altro elemento alla base della riduzione delle presidenze scoperte è la riorganizzazione della rete scolastica, entrata in vigore dal 2024/25. Il sistema ha superato il precedente meccanismo che faceva scattare automaticamente la reggenza per gli istituti “sottodimensionati”: oggi il ministero stabilisce un numero massimo di dirigenti per ciascuna regione e le scuole vengono organizzate entro quel limite, anche attraverso l'accorpamento di più sedi sotto la stessa dirigenza. Negli ultimi due anni gli incarichi dirigenziali sono diminuiti del 2,7%, più rapidamente rispetto alla riduzione complessiva della rete scolastica. I tagli all’organico dei dirigenti, tuttavia, dovrebbero fermarsi nel prossimo triennio. Il quadro che emerge è quindi quello di un fenomeno fortemente ridimensionato rispetto al picco degli anni passati. Le Marche, con una percentuale di reggenze inferiore alla media nazionale, mostrano una situazione relativamente più favorevole, anche se nel territorio maceratese restano diversi istituti affidati a dirigenti che sono chiamati a guidare contemporaneamente più scuole.

14/09/2026 17:00
Scuole, nel Maceratese interventi con il PNRR per oltre 13 milioni di euro: il quadro di Legambiente

Scuole, nel Maceratese interventi con il PNRR per oltre 13 milioni di euro: il quadro di Legambiente

La scuola italiana resta in ritardo, nonostante la spinta arrivata dal PNRR. È la fotografia che emerge dal XXVI rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, dedicato allo stato dell'edilizia scolastica e dei servizi nel 2025. I dati riguardano 7.188 edifici scolastici di competenza comunale, tra scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti. Il rapporto affianca alla fotografia sullo stato delle scuole anche un'analisi, basata sui dati del catalogo Open Data di Italia Domani aggiornati a giugno, sull'avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR. Il dato più significativo riguarda gli interventi necessari: nel 2025 quasi un edificio scolastico su tre, il 31,7%, necessita ancora di lavori urgenti. La percentuale sale al 45,2% nel Sud e raggiunge il 54,2% nelle Isole, mentre nel Centro-Nord rimane sotto il 27%. Non mancano però alcuni segnali positivi. Secondo Legambiente, gli edifici dotati di certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5% del 2025. Crescono anche gli interventi di efficientamento energetico, che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici, contro il 15,9% della precedente rilevazione. Resta particolarmente delicato il fronte della sicurezza sismica: il 57,2% delle scuole non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. Le nuove scuole costruite negli ultimi cinque anni rappresentano invece appena l'1,3% del patrimonio monitorato. Sul PNRR, il rapporto di Legambiente evidenzia come siano stati stanziati 11,65 miliardi di euro per l'edilizia scolastica, destinati a oltre 9.500 interventi. Il bilancio è però differente a seconda delle tipologie di progetto. Per la messa in sicurezza e la riqualificazione sono stati finanziati 3.078 interventi per 4,86 miliardi di euro, con il 42,9% dei progetti già concluso. Per le infrastrutture sportive scolastiche sono invece 408 gli interventi finanziati, per 310 milioni di euro, con il 36,3% già concluso. Più lenta è la realizzazione delle nuove scuole. Dei 206 progetti finanziati, per un totale di 1,15 miliardi di euro, soltanto quattro, pari all'1,9%, risultano conclusi. Il 37,9% è in fase di collaudo, mentre il 58,7% è ancora in esecuzione. Situazione ancora in evoluzione anche per gli asili nido: i progetti avviati sono 3.841, per complessivi 4,37 miliardi di euro, e il 45,5% risulta ancora in fase realizzativa. Anche nelle Marche il tema dell'edilizia scolastica continua a richiedere importanti investimenti. Secondo il Documento di economia e finanza regionale della Regione Marche, gli enti locali hanno segnalato oltre 300 edifici scolastici che necessitano di interventi. Il fabbisogno indicato supera complessivamente i 500 milioni di euro e comprende lavori di adeguamento sismico, antincendio e degli impianti, oltre a interventi di efficientamento energetico. Il dato è riferito alla programmazione regionale e non costituisce quindi una fotografia specifica del rapporto Ecosistema Scuola. La Regione Marche segnala inoltre che nel 2026 è previsto l'aggiornamento dell'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica, con l'obiettivo di adeguare il sistema informativo a nuovi standard informatici e di sicurezza. Nello stesso documento viene ricordato anche il programma regionale per la Ventilazione Meccanica Controllata, sviluppato su larga scala con il coinvolgimento di circa 2.500 aule e un investimento di 10 milioni di euro. Un ulteriore elemento arriva dalla Provincia di Macerata. Nel bilancio di fine mandato diffuso da UPI Marche, l'ente evidenzia che il PNRR ha consentito di avviare interventi di adeguamento sismico, efficientamento energetico e riqualificazione funzionale degli edifici scolastici. Gli interventi finanziati con il PNRR, tra quelli completati e quelli ancora in corso, sono 12 per un valore superiore ai 13 milioni di euro. Tra quelli indicati dalla Provincia figurano l'adeguamento sismico del liceo artistico Cantalamessa di Macerata, per oltre 4 milioni di euro, l'ampliamento dell'Istituto Mattei di Recanati e la realizzazione di tre nuove palestre a servizio degli istituti Ricci e Garibaldi di Macerata e Mattei di Recanati. Sempre nel territorio maceratese, la Provincia segnala anche gli interventi finanziati attraverso la ricostruzione post-sisma. Tra quelli già completati vengono indicati la riparazione e il miglioramento sismico del Palazzo del Provveditorato di Macerata, per oltre 3 milioni di euro, il miglioramento sismico del liceo di Sarnano, per 1,57 milioni, e l'adeguamento sismico della palestra e la realizzazione della copertura del campetto esterno del polo scolastico di Camerino, per 1,218 milioni di euro. Il rapporto tra PNRR e territorio marchigiano non è però una novità. Già nel 2023, secondo i dati riportati da ANSA sulla base dei provvedimenti del Ministero dell'Istruzione e del Merito, alle Marche erano stati assegnati 27,5 milioni di euro per nove interventi di edilizia scolastica finanziati nell'ambito del PNRR. Le risorse riguardavano interventi di messa in sicurezza, riqualificazione, adeguamento sismico e antincendio, eliminazione delle barriere architettoniche e sostituzione edilizia. Per avere invece un confronto con il passato, i precedenti rapporti di Ecosistema Scuola permettono di vedere come il patrimonio scolastico marchigiano sia stato fotografato negli anni. Nell'edizione 2017, ad esempio, l'indagine di Legambiente riguardava 125 edifici scolastici di Ancona, Macerata e Pesaro, con oltre 21mila studenti. In quella rilevazione il 20% degli edifici necessitava di interventi di manutenzione urgenti, mentre solo il 13,3% risultava sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. Si tratta, però, di dati storici e riferiti ai comuni che avevano partecipato all'indagine, quindi non sono direttamente confrontabili con quelli dell'attuale rapporto nazionale. Tornando al quadro nazionale, il rapporto evidenzia inoltre forti differenze territoriali negli investimenti. Nel 2025, per la manutenzione straordinaria, la media nazionale degli stanziamenti è stata di 48.054 euro per edificio. Nord e Centro superano rispettivamente i 64mila e i 68mila euro, mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247 euro. Anche considerando i fondi del PNRR, secondo Legambiente il riequilibrio territoriale appare più evidente nella distribuzione del numero di progetti che nella dimensione economica degli interventi. Per le nuove scuole, l'investimento medio supera infatti 8,2 milioni di euro per progetto nel Nord, contro i 6 milioni nel Sud e meno di 4,8 milioni nelle Isole. La fotografia riguarda anche i servizi scolastici. Le zone 30 sono presenti in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche interessano appena il 7,8% degli edifici. Lo scuolabus è presente in meno di una scuola su quattro, mentre i servizi di pedibus e bicibus restano sotto il 7%. I dati del rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, incrociati con quelli della Regione Marche e della Provincia di Macerata, restituiscono quindi un quadro nel quale gli investimenti ci sono, ma il fabbisogno resta significativo. A livello nazionale quasi un edificio scolastico su tre necessita ancora di lavori urgenti; nelle Marche gli enti locali hanno segnalato alla Regione oltre 300 edifici bisognosi di interventi, per un fabbisogno stimato superiore ai 500 milioni di euro. Nel Maceratese, intanto, sono 12 gli interventi finanziati dal PNRR indicati dalla Provincia, per oltre 13 milioni di euro complessivi.

14/09/2026 16:00
Zaini in spalla, primo giorno di scuola a Macerata: "Avrei preferito qualche altra settimana di vacanza"

Zaini in spalla, primo giorno di scuola a Macerata: "Avrei preferito qualche altra settimana di vacanza"

Il primo giorno di scuola è arrivato anche per gli studenti delle scuole superiori di Macerata. Zaini in spalla, nuove classi da conoscere e la voglia di capire cosa riserveranno i prossimi mesi hanno accompagnato il ritorno sui banchi per l’anno scolastico 2026/27. C'è chi è tornato in classe con entusiasmo e chi, invece, avrebbe volentieri prolungato ancora un po' le vacanze. Per alcuni ragazzi, però, tornare a scuola è sempre bello: ritrovare gli amici, rivedere i compagni e riprendere una quotidianità che, dopo la pausa estiva, torna a riempire i corridoi degli istituti maceratesi. E poi c'è chi affronta il rientro con un approccio decisamente più pragmatico. “Oggi è iniziata bene, non abbiamo fatto niente. Speriamo continui così”, scherza un ragazzo del terzo anno del Liceo Artistico, già pronto a godersi un avvio d'anno particolarmente tranquillo. Per chi invece oggi ha varcato per la prima volta la soglia delle superiori, l'emozione è quella di un vero nuovo inizio. “Oggi ho conosciuto i nuovi compagni e capito come funziona la nuova scuola”, racconta una studentessa del primo anno di linguistico. Nuovi compagni, nuove aule e nuove regole: il primo giorno serve anche a prendere confidenza con un ambiente completamente diverso da quello lasciato a giugno. C'è poi chi quest'anno guarda la scuola con occhi diversi. Sono gli studenti che affrontano l'ultimo anno delle superiori, per i quali il ritorno in classe significa anche iniziare a fare i conti con la maturità. “Ci stiamo preparando agli esami. Con le materie affrontate oggi abbiamo visto i programmi in vista della maturità”, racconta uno studente dell'ultimo anno. Ma oltre all'esame, c'è già anche il pensiero di ciò che verrà dopo il diploma. “Per l'università ancora non ho le idee chiare. So quali materie mi piacciono. Parteciperò a molti open day, poi per capire”, spiega. E quindi il primo giorno di scuola è terminato con gli studenti che si sono diretti poi al terminal dei pullman, con il traffico gestito dalla polizia locale, in collaborazione con CB Tigrotto di Villa Potenza e i dipendenti della Contram. Tra chi è appena arrivato alle superiori e deve ancora conoscere compagni e insegnanti, chi è già a metà percorso e chi invece vede all'orizzonte la maturità e deve iniziare a pensare al proprio futuro, il primo giorno porta con sé sensazioni diverse. C'è chi avrebbe preferito qualche altra settimana d'estate, chi non vedeva l'ora di tornare e chi, semplicemente, ha già iniziato a scherzare sulla quantità di lavoro che lo aspetta. Una cosa, però, è certa: a Macerata la scuola è tornata a riempire i corridoi, dando il via a un nuovo anno scolastico fatto di nuove classi, nuove sfide e, per qualcuno, dell'ultimo viaggio prima della maturità.

14/09/2026 14:49
Scuola, Valditara prepara nuovo decreto: italiano per i genitori stranieri e tetto del 30% nelle classi

Scuola, Valditara prepara nuovo decreto: italiano per i genitori stranieri e tetto del 30% nelle classi

Con la ripresa delle lezioni in gran parte delle regioni italiane, il Governo si prepara a intervenire sulle urgenze legate all’inizio del nuovo anno scolastico. È atteso infatti in Consiglio dei ministri un decreto legge che dovrebbe contenere alcune delle misure annunciate nei mesi estivi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Tra gli interventi più rilevanti c’è quello relativo ai genitori degli studenti stranieri che mostrano difficoltà nel percorso scolastico. Per loro potrebbe arrivare l’obbligo di frequentare corsi di italiano, con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione delle famiglie alla vita scolastica e un rapporto più diretto con docenti e istituti. L’idea era stata annunciata dallo stesso Valditara lo scorso 25 agosto al Meeting di Rimini. Il ministro aveva sottolineato l'importanza che i genitori conoscano la lingua italiana e possano interagire con gli insegnanti, evidenziando anche la necessità di una maggiore presenza delle famiglie straniere a scuola. A occuparsi dei corsi dovrebbero essere i Cpia, i Centri per l’istruzione degli adulti, presenti sul territorio nazionale. Nel decreto potrebbe trovare inoltre una nuova collocazione normativa il tetto del 30% di studenti stranieri per classe. Il limite era già previsto da una circolare del 2010, ma secondo quanto riportato nell'articolo è rimasto in molti casi sulla carta. Anche su questo punto Valditara è tornato recentemente a intervenire, spiegando la necessità di evitare la formazione di quelle che ha definito “classi ghetto”. L'obiettivo indicato dal ministro è quello di distribuire in maniera equilibrata gli studenti, soprattutto nei casi in cui alcuni ragazzi con background migratorio abbiano una conoscenza ancora limitata della lingua italiana. Tra le altre misure allo studio del Governo figura poi un nuovo piano di digitalizzazione rivolto a docenti e famiglie. Il progetto dovrebbe puntare, tra le altre cose, a una maggiore integrazione tra le banche dati centrali e quelle delle singole scuole. Il decreto dovrebbe intervenire anche sulle procedure relative al Piano educativo individualizzato (Pei) per gli alunni con disabilità, attraverso una serie di semplificazioni nella sua redazione. Resta invece fuori dal provvedimento, almeno secondo quanto riportato, un altro dei temi sostenuti da Valditara durante l'estate: il divieto di indossare il burqa negli istituti scolastici. La misura potrebbe trovare spazio in un altro provvedimento, probabilmente attraverso un emendamento al Ddl sicurezza.

14/09/2026 12:00
San Severino, la prima campanella porta una nuova dirigente al “Divini”: Catia Scattolini alla guida dell’istituto

San Severino, la prima campanella porta una nuova dirigente al “Divini”: Catia Scattolini alla guida dell’istituto

 La prima campanella del nuovo anno scolastico ha segnato anche l’insediamento ufficiale della professoressa Catia Scattolini alla guida dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini” di San Severino Marche. La docente è stata nominata dirigente scolastica reggente per l’anno scolastico 2026-2027. L’avvio del nuovo incarico è stato accompagnato dal saluto del sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha voluto rivolgere alla dirigente il benvenuto dell’intera comunità cittadina. Un incontro all’insegna della cordialità, culminato in una stretta di mano simbolica nei locali dell’istituto. La formalizzazione dell’incarico è arrivata con il Decreto direttoriale n. 1816 del 27 agosto 2026, firmato dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per le Marche, Donatella D’Amico. Il provvedimento ha stabilito le nuove assegnazioni delle reggenze per il territorio regionale in vista dell’anno scolastico 2026-2027. Per la provincia di Macerata, oltre alla reggenza dell’Itts “Eustachio Divini”, a Catia Scattolini è stata affidata anche la guida dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi” di San Severino Marche, con incarico dal 1° settembre 2026 al 31 agosto 2027. Un doppio incarico che porta dunque la dirigente a coordinare due importanti realtà scolastiche della città, accompagnando studenti, docenti e personale nel nuovo anno scolastico. «A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di San Severino Marche – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei – rivolgo alla professoressa Catia Scattolini i più sinceri auguri di buon lavoro per questo nuovo e prestigioso incarico alla guida dell’Itts “Divini”. La sua comprovata esperienza e la costante dedizione per il mondo della scuola rappresentano una garanzia di qualità ed efficienza per i nostri studenti, per il corpo docente e per tutto il personale». Il sindaco ha quindi ribadito la disponibilità dell’Amministrazione comunale a proseguire il percorso di collaborazione con le istituzioni scolastiche: «Rinnovo la totale disponibilità del Comune a proseguire una stretta e proficua collaborazione istituzionale nell’interesse della crescita e della formazione dei nostri giovani». Un impegno che punta a rafforzare il dialogo tra l’Amministrazione comunale e le scuole cittadine, nella consapevolezza del ruolo centrale che gli istituti scolastici rivestono nella crescita culturale, educativa e professionale delle nuove generazioni.

14/09/2026 11:15
Unimc, premiata la ricerca sull'Intelligenza artificiale: riconoscimento nazionale a Marta Giovannetti

Unimc, premiata la ricerca sull'Intelligenza artificiale: riconoscimento nazionale a Marta Giovannetti

 Prestigioso riconoscimento nazionale per la ricerca dell’Università di Macerata. Marta Giovannetti, ricercatrice e docente di marketing del Dipartimento di Economia e Diritto, ha vinto il premio SIM Norstat, promosso dalla Società Italiana Marketing in collaborazione con la società di ricerche di mercato Norstat, con un progetto dedicato all’intelligenza artificiale agentica, una delle frontiere più avanzate e attuali dell’innovazione applicata ai processi decisionali delle imprese.  Il progetto, dal titolo “Artificial Agency: il ruolo del machine learning, dell’IA generativa e dell’IA agentica nel processo decisionale strategico” (“Artificial Agency: The Role of Machine Learning, Generative AI, and Agentic AI in Strategic Decision-Making”), è stato premiato in occasione della conferenza annuale della Società Italiana Marketing, svoltasi a Rimini dal 9 all’11 settembre. Il riconoscimento consentirà di finanziare la raccolta dei dati necessari allo sviluppo della ricerca e testimonia la capacità del Dipartimento di Economia e Diritto di intercettare tempestivamente temi emergenti e di forte impatto per il mondo delle imprese. Lo studio analizza infatti il passaggio dall’intelligenza artificiale predittiva e generativa alla cosiddetta “IA agentica”, cioè a sistemi capaci non soltanto di elaborare informazioni o generare contenuti, ma anche di perseguire obiettivi, coordinare attività e intervenire con crescente autonomia nei processi decisionali. L’attenzione è rivolta in particolare ai mercati tra imprese, il cosiddetto business-to-business o B2B, e agli effetti dell’IA sulle decisioni strategiche, commerciali, operative e finanziarie.  “Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento, che conferma la qualità e la capacità di aggiornamento delle linee di ricerca del nostro Dipartimento – commenta la direttrice Elena Cedrola –. Studiare l’intelligenza artificiale agentica significa interrogarsi su come questa tecnologia possa diventare un vero e proprio attore organizzativo, capace di incidere sulla governance, sui processi decisionali e sulla leadership. Il progetto unisce rigore scientifico e concreta utilità per il mondo manageriale”.  “Questo premio rappresenta uno stimolo importante per il mio percorso di ricerca – dichiara Marta Giovannetti –. L’intelligenza artificiale sta progressivamente passando da strumento di supporto a soggetto capace di affiancare chi prende decisioni in contesti complessi. Comprendere come bilanciare autonomia dei sistemi, responsabilità umana e competenze manageriali sarà essenziale per accompagnare le imprese verso una trasformazione digitale efficace e orientata alla creazione di valore”.  La ricerca coinvolgerà dirigenti e manager di imprese B2B, tra cui amministratori delegati e responsabili delle aree digitale, vendite, acquisti e catena di fornitura. Attraverso un’indagine quantitativa saranno analizzati gli effetti dell’intelligenza artificiale sulla qualità e sulla rapidità delle decisioni, sulla capacità delle aziende di adattarsi ai cambiamenti e sulla loro resilienza organizzativa. L’obiettivo finale è anche operativo: individuare strumenti utili alle imprese per progettare percorsi di formazione centrati sulla persona, capaci di sviluppare le competenze cognitive, tecniche e relazionali necessarie a collaborare con sistemi di intelligenza artificiale sempre più autonomi, garantendo al tempo stesso responsabilità, trasparenza e controllo umano.

14/09/2026 10:33
Scuola, nelle Marche persi oltre 35mila studenti in 13 anni

Scuola, nelle Marche persi oltre 35mila studenti in 13 anni

Sono 187.247 gli studenti iscritti nelle Marche per l'anno scolastico 2026/2027, 6.672 in meno rispetto a tre anni fa. Il dato, fornito dall'Ufficio Scolastico Regionale e riportato da Ansa, segna una diminuzione complessiva del 3,44%, con la flessione più marcata nelle fasce scolastiche più giovani. Alla scuola primaria gli iscritti sono 52.133, il 6,41% in meno nel triennio. Alla scuola dell'infanzia sono 24.068 (-4,81%), mentre nella secondaria di primo grado gli studenti sono 37.706 (-3,98%). Più stabile il dato delle superiori, con 73.340 iscritti, in calo dello 0,44%. Ma è il confronto sul lungo periodo a raccontare meglio l'effetto della denatalità. Rispetto al 2013/2014, nelle Marche si contano oggi 35.511 studenti in meno. In particolare, la primaria è passata da 67.996 a 52.133 alunni, perdendo quasi 16mila iscritti in tredici anni. La diminuzione della popolazione scolastica riguarda quindi soprattutto i bambini più piccoli e rischia di avere effetti progressivi anche sui successivi livelli di istruzione. Le superiori, invece, nel confronto con il 2013/2014 rappresentano l'unico segmento ad aver mantenuto una sostanziale crescita. Nonostante il calo degli iscritti, arriva anche un dato positivo dagli Invalsi: nel 2026 le Marche sono risultate l'unica regione italiana con una media in Italiano in quinta primaria significativamente superiore a quella nazionale, secondo quanto riportato da Ansa. Il nuovo anno scolastico partirà lunedì 14 settembre, con 208 istituzioni scolastiche e 25.615 posti complessivi tra docenti e personale Ata.

11/09/2026 17:00
Civitanova, "nessuno studente rinunci a viaggi e stage per difficoltà economiche": nasce il Fondo di Inclusività

Civitanova, "nessuno studente rinunci a viaggi e stage per difficoltà economiche": nasce il Fondo di Inclusività

Una difficoltà economica o familiare non dovrà più essere un ostacolo alla partecipazione a un viaggio d’istruzione, a uno stage linguistico o alla Settimana Bianca. È questo l’obiettivo del nuovo Progetto di Inclusione per le attività formative curriculari ed extra-curriculari dell’IIS “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche, approvato dal Consiglio d’Istituto lo scorso marzo e operativo a partire dal nuovo anno scolastico. L’iniziativa nasce con l’intento di garantire a tutti gli studenti le stesse opportunità di partecipazione alle esperienze formative organizzate dalla scuola. Non si tratta di un intervento occasionale, ma di un progetto pensato per diventare parte stabile dell’offerta formativa dell’istituto, nella convinzione che le attività svolte fuori dall’aula rappresentino importanti occasioni di crescita educativa, relazionale e personale. A sostenere concretamente l’avvio del progetto sarà il Banco Marchigiano Credito Cooperativo, che metterà a disposizione 10mila euro, attraverso il Trust Carla Pepi, per contribuire all’operatività del Fondo di Inclusività Scolastica. Il sistema prevede un sostegno economico progressivo sulla base dell’ISEE, con contributi che potranno arrivare fino alla copertura integrale dei costi nei casi di maggiore difficoltà. È inoltre prevista una forma di tutela per quelle situazioni in cui, nonostante il contributo, la quota residua risulti comunque insostenibile a causa di particolari condizioni familiari o sociali. Particolare attenzione sarà riservata anche alle cosiddette “rinunce silenziose”: studenti che, consapevoli delle difficoltà economiche della propria famiglia, decidono di non chiedere nemmeno di partecipare alle attività. Il progetto punta proprio a intercettare queste situazioni, evitando che il disagio economico diventi motivo di esclusione o di isolamento. L’iniziativa, quindi, non vuole limitarsi a fornire un aiuto economico. Alla base c'è l'idea di considerare l'inclusione come una vera e propria scelta educativa, fondata sui principi del diritto allo studio, della dignità della persona, della solidarietà e della corresponsabilità. Un'impostazione che si lega anche ai valori propri del Credito Cooperativo. Il contributo del Banco Marchigiano rappresenta infatti il primo passo di un percorso nel quale mutualità e solidarietà possono tradursi in azioni concrete anche all’interno della comunità scolastica. Un ruolo importante sarà affidato anche a studenti, famiglie e docenti, chiamati a partecipare alla costruzione del progetto. L’obiettivo è fare degli studenti non soltanto i destinatari degli interventi, ma anche protagonisti di iniziative capaci di diffondere una vera cultura dell’inclusione. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, la sfida si allarga dunque all’intero territorio: costruire intorno alla scuola una comunità capace di contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, affinché le opportunità formative siano realmente accessibili a tutti. Perché, come sottolineano i promotori, dietro una rinuncia silenziosa può esserci uno studente che rischia di sentirsi escluso. Dietro un’opportunità resa possibile, invece, c’è una comunità che sceglie di crescere insieme.

11/09/2026 11:00
UniMc protagonista a Glasgow: McCourt unico rettore italiano alla conferenza EAIE 2026

UniMc protagonista a Glasgow: McCourt unico rettore italiano alla conferenza EAIE 2026

L’Università di Macerata guarda sempre più oltre i confini nazionali e porta la propria esperienza a Glasgow, dove è in corso la 36ª Conferenza annuale della European Association for International Education (EAIE 2026), principale appuntamento europeo dedicato all’internazionalizzazione dell’istruzione superiore. Tra gli oltre 7mila partecipanti provenienti da tutto il mondo c’è anche il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, presente con una doppia veste: quella di guida dell’Ateneo maceratese e quella di presidente del Board of Rectors della European Reform University Alliance (ERUA). Una presenza che assume anche un particolare rilievo sul piano nazionale, dal momento che McCourt è l’unico rettore di un ateneo italiano presente alla conferenza. A Glasgow, insieme al rettore, sono presenti la prorettrice all’Internazionalizzazione Emanuela Giacomini e Antonella Tiberi, responsabile dell’Area Internazionalizzazione dell’Ateneo. Una delegazione che consente di unire la rappresentanza istituzionale di ERUA alla possibilità di sviluppare nuovi rapporti e partnership internazionali per l’Università di Macerata. Nel corso della conferenza sono infatti numerosi gli incontri bilaterali con università, reti e potenziali partner internazionali. Tra gli appuntamenti istituzionali, McCourt ha incontrato anche il console generale d’Italia per la Scozia, Luca Fratini. Il rettore, inoltre, nella sua veste di componente del Consiglio di amministrazione di Uni-Italia in rappresentanza della Crui, ha portato il saluto all’Italian Reception organizzato da Uni-Italia e Indire. L’incontro ha riunito almeno quaranta rappresentanti di università e agenzie internazionali, insieme a numerosi atenei italiani. Il tema della conferenza di Glasgow è “Il ritmo della rivoluzione”, un invito rivolto al mondo universitario a ripensare i modelli esistenti e a rafforzare le forme di collaborazione internazionale. Un confronto ampio, articolato in oltre 240 sessioni, che affrontano questioni centrali per il futuro dell’istruzione superiore: dai programmi europei alle politiche universitarie, dalle partnership internazionali alla mobilità, dall’innovazione nella didattica alla responsabilità sociale. “Essere presenti a Glasgow significa partecipare al luogo nel quale si sta discutendo il futuro internazionale dell’università”, sottolinea McCourt. In un contesto internazionale segnato da nuove divisioni e contrapposizioni, secondo il rettore le università devono invece mantenere aperto il dialogo. “In un mondo che sembra spesso orientarsi verso nuove chiusure e contrapposizioni, le università devono muoversi nella direzione opposta. La loro natura è transnazionale: devono costruire ponti verso nuove conoscenze, mantenere aperti gli spazi del dialogo e creare opportunità per studenti, ricercatori e territori”. Da qui la convinzione che l’internazionalizzazione non possa essere considerata un'attività secondaria, ma rappresenti una componente fondamentale della missione degli atenei. “L’internazionalizzazione non è un’attività accessoria, ma una responsabilità fondamentale dell’università contemporanea”, ribadisce il rettore. La presenza a Glasgow permette dunque all’Università di Macerata di muoversi su più livelli, mettendo insieme la dimensione istituzionale, quella accademica e quella operativa. “La presenza congiunta del rettore, della prorettrice e dell’Area Internazionalizzazione – conclude McCourt – ci permette di tenere insieme la dimensione politica, quella accademica e quella operativa”. Un’occasione non soltanto per rappresentare ERUA, ma anche per presentare a livello internazionale le competenze e le peculiarità dell’Ateneo maceratese. “Rappresentiamo ERUA, ma nello stesso tempo presentiamo la specificità e le competenze di UniMC, costruendo rapporti che possano tradursi in opportunità concrete per tutta la nostra comunità universitaria”.

10/09/2026 18:38
Scuola media, un giorno gratis per provarla: a Civitanova la "Middle School Free Experience"

Scuola media, un giorno gratis per provarla: a Civitanova la "Middle School Free Experience"

Come scegliere la scuola secondaria di primo grado più adatta al proprio figlio? La Marche International School propone per tutto il mese di settembre un'iniziativa pensata proprio per aiutare famiglie e studenti a trovare una risposta concreta: è la "Middle School Free Experience", un'esperienza completamente gratuita che permette ai ragazzi di vivere per una giornata la scuola prima di sceglierla. L'iniziativa è rivolta agli studenti che stanno per concludere la scuola primaria e si preparano ad affrontare il passaggio alla secondaria di primo grado. Le famiglie possono scegliere liberamente il giorno e il periodo, dal lunedì al venerdì, e concordare direttamente con la scuola la giornata di prova. Non si tratta di una semplice visita. Il ragazzo o la ragazza potrà infatti entrare nella quotidianità scolastica, partecipare alle attività in classe, conoscere gli insegnanti, confrontarsi con gli altri studenti e familiarizzare con gli spazi e con il metodo educativo della Middle School. L'obiettivo è andare oltre le informazioni che normalmente vengono raccolte durante un Open Day o attraverso il sito internet dell'istituto. La Middle School della Marche International School propone un ambiente moderno, internazionale e innovativo, nel quale l'apprendimento viene affiancato allo sviluppo dell'autonomia, della creatività, delle competenze linguistiche e della capacità di collaborare con gli altri. "La scelta della scuola non dovrebbe basarsi soltanto su ciò che si legge o si vede durante una visita – spiegano dalla Marche International School –. Con la Middle School Free Experience vogliamo dare ai ragazzi la possibilità di essere davvero protagonisti della scelta, entrando in classe, partecipando alle attività e vivendo per un giorno la loro possibile nuova realtà scolastica". La proposta punta quindi a coinvolgere direttamente gli studenti in un passaggio importante della loro crescita, lasciando che siano l'esperienza personale e il contatto diretto con l'ambiente scolastico a orientare la scelta. La partecipazione alla Middle School Free Experience è gratuita e può essere programmata durante tutto il mese di settembre, dal lunedì al venerdì. Per concordare la giornata è necessario contattare direttamente la Marche International School. L'idea alla base del progetto è semplice: per capire se una scuola può essere davvero quella giusta, a volte non basta visitarla, bisogna viverla. Ed è proprio ai ragazzi che viene affidata la domanda decisiva: "Mi vedo qui?".

09/09/2026 17:25
Alzheimer, il sonno può rivelare i segnali della malattia: la scoperta del gruppo Unicam guidato da Michele Bellesi

Alzheimer, il sonno può rivelare i segnali della malattia: la scoperta del gruppo Unicam guidato da Michele Bellesi

Uno studio condotto dal gruppo di ricerca coordinato dal professor Michele Bellesi della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell'Università di Camerino, in collaborazione con l'Università di Bristol e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Alzheimer's & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association ha rivelato che il sonno potrebbe contenere informazioni preziose per comprendere e, in futuro, monitorare alcune delle alterazioni cerebrali associate alla malattia di Alzheimer.  Il legame tra sonno e malattia di Alzheimer è da tempo oggetto di grande interesse. Chi soffre di Alzheimer presenta spesso importanti alterazioni del sonno, ma oggi sappiamo che dormire male potrebbe non essere soltanto una conseguenza della malattia, ma contribuire attivamente alla sua progressione.   Durante il sonno il cervello svolge infatti attività fondamentali per la sua salute: consolida i ricordi, riequilibra la propria attività e attiva meccanismi che contribuiscono a mantenerlo efficiente. Capire come questi processi cambiano nell’Alzheimer potrebbe quindi aiutare a comprendere meglio la malattia stessa.Il gruppo di ricerca si è concentrato in particolare sulle oscillazioni ultra-lente dell’attività cerebrale che si verificano durante il sonno NREM.   Queste oscillazioni contribuiscono a regolare la comparsa dei cosiddetti fusi del sonno, brevi segnali elettrici prodotti dal cervello che hanno un ruolo importante anche nei processi legati alla memoria. Secondo diversi studi sperimentali, queste lente oscillazioni potrebbero essere legate all’attività di alcuni sistemi che regolano il funzionamento del cervello e, in particolare, del locus coeruleus, una piccola area cerebrale che rappresenta la principale fonte di noradrenalina. Il dato è particolarmente interessante per lo studio dell’Alzheimer, perché il locus coeruleus è una delle prime aree del cervello ad essere interessate dalla malattia.   Durante il sonno, la noradrenalina sembra avere un ruolo anche nella regolazione dei vasi sanguigni cerebrali e nei meccanismi che favoriscono la circolazione del liquido cerebrospinale, contribuendo così all’eliminazione delle sostanze di scarto dal cervello. Un’alterazione di questo naturale sistema di “pulizia” potrebbe contribuire all’accumulo di beta-amiloide, una delle proteine coinvolte nella malattia di Alzheimer. I ricercatori hanno quindi ipotizzato che le oscillazioni ultra-lente rilevabili durante il sonno potessero rappresentare un segnale attraverso il quale intercettare alcune di queste alterazioni fisiologiche.Per verificarlo è stato analizzato il sonno di persone con malattia di Alzheimer o deterioramento cognitivo lieve appartenenti allo spettro Alzheimer e di soggetti cognitivamente sani della stessa fascia di età.   Le registrazioni sono state effettuate per più notti direttamente a casa dei partecipanti attraverso un dispositivo EEG portatile. Complessivamente, lo studio ha preso in esame circa 170 ore di sonno NREM, provenienti da oltre 150 registrazioni notturne.Il risultato principale riguarda proprio la forza delle oscillazioni ultra-lente: nelle persone con Alzheimer l’ampiezza di queste oscillazioni è risultata ridotta di circa il 27% rispetto ai soggetti cognitivamente sani. “Il sonno non è uno stato passivo, ma un momento nel quale il cervello attraversa dinamiche fisiologiche estremamente organizzate – sottolinea il professore Michele Bellesi – I nostri risultati suggeriscono che, imparando a osservare con maggiore precisione queste dinamiche, possiamo ricavare informazioni sul funzionamento di sistemi cerebrali che sappiamo essere coinvolti nella malattia di Alzheimer”. Un altro risultato interessante riguarda il rapporto tra queste oscillazioni del sonno e alcuni segnali biologici della malattia misurabili nel sangue. Le persone con oscillazioni più robuste tendevano ad avere un profilo più favorevole della beta-amiloide, una delle proteine coinvolte nell’Alzheimer. Altre caratteristiche delle oscillazioni erano invece legate a indicatori di sofferenza delle cellule cerebrali e, in parte, alla capacità di ricordare ciò che era stato appreso prima di dormire.    Nel complesso, questi risultati suggeriscono che l’analisi delle oscillazioni ultra-lente durante il sonno potrebbe fornire informazioni utili sui processi biologici associati alla malattia di Alzheimer. Lo studio identifica così una nuova firma elettrofisiologica del sonno associata all’Alzheimer e apre alla possibilità di considerare in futuro queste oscillazioni come un nuovo potenziale biomarcatore digitale, misurabile in maniera non invasiva attraverso l’EEG durante il sonno.Particolarmente interessante, in una prospettiva applicativa, è la possibilità di rilevare questo segnale mediante registrazioni ripetute effettuate direttamente a domicilio.   Se i risultati saranno confermati ed estesi attraverso studi longitudinali, le misure EEG ottenute durante il sonno potrebbero contribuire allo sviluppo di strumenti non invasivi per seguire nel tempo le alterazioni associate alla malattia, affiancandosi ai biomarcatori biologici oggi disponibili. “Il messaggio che emerge dal nostro lavoro – conclude Bellesi – è che nel sonno potrebbe essere contenuta un’informazione sulla malattia che finora abbiamo sfruttato solo in parte. Registrare il sonno non significa soltanto misurarne durata o profondità: significa osservare il cervello mentre attraversa spontaneamente diversi stati fisiologici. Imparare a leggere questi segnali può aiutarci a comprendere meglio il rapporto tra sonno e Alzheimer e, in prospettiva, a sviluppare nuovi strumenti per osservare nel tempo la salute del cervello”.    

08/09/2026 16:40
Unimc, 35 borse di studio da 2.500 euro grazie al lascito del professor Bolognini

Unimc, 35 borse di studio da 2.500 euro grazie al lascito del professor Bolognini

Saranno 35 borse di studio da 2.500 euro ciascuna quelle erogate dal Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza per l'anno accademico 2026/2027 rivolte a studenti e studentesse che si immatricoleranno o iscriveranno al primo anno dei corsi del Dipartimento. L' importo complessivo di 87.500 euro deriva dal lascito testamentario di 500 mila euro disposto a favore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata dal professor Franco Bolognini, scomparso lo scorso 11 gennaio. Docente dell’Università di Macerata dal 1965 fino al pensionamento nel 2010, Franco Bolognini ha legato gran parte della propria vita accademica alla Facoltà di Giurisprudenza, dove è stato professore ordinario di Diritto canonico e punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.  "Quello del professor Bolognini – sottolinea il rettore John McCourt - è un gesto di straordinaria generosità e, insieme, di autentica lungimiranza. Ha scelto di trasformare il frutto di una vita e di oltre quarant’anni dedicati all’Università di Macerata in un investimento nel futuro delle nuove generazioni. Il suo lascito non rappresenta soltanto un sostegno economico di eccezionale rilievo: è un grande atto di fiducia nell’Università, nel valore della conoscenza e nelle capacità dei nostri giovani. Grazie a questa scelta, il merito potrà tradursi in opportunità concrete e molti studenti e studentesse potranno affrontare con maggiore serenità il proprio percorso universitario. Il professor Bolognini continuerà così a vivere nella nostra comunità e nel cammino di coloro che beneficeranno della sua generosità. È nostra responsabilità onorarne pienamente la volontà, amministrando queste risorse con rigore e facendone un sostegno duraturo al talento e al diritto allo studio". A restituire anche il profilo più personale del docente è il professor Giuseppe Rivetti, che a Bolognini era legato da un lungo rapporto professionale e di amicizia: "Il prof. Bolognini è stato un giurista colto e raffinato. La tradizione era il suo punto fermo e ispirava le sue riflessioni. Ci accumunava l’interesse per la dimensione tributaria che declinavamo in entrambi gli ordinamenti. L’Università era la sua casa, la sua famiglia, tutto. Ogni volta che passo davanti a quello che era il suo ufficio mi sembra di vederlo tra i suoi libri con una fila interminabile di studenti in attesa di chiedere la tesi o parlare dell’esame. E proprio agli studenti, tanto amati, il suo ultimo gesto di generosità". L’iniziativa rafforza gli interventi del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc per il diritto allo studio e il welfare per la sostenibilità sociale. “Il lascito del prof. Bolognini – commenta la direttrice Claudia Cesari - ci commuove e ci onora: è un gesto di grande generosità, che attesta il duraturo legame del collega con il nostro Dipartimento, ma anche il suo costante apprezzamento per noi e la sua fiducia nella nostra capacità di formare e offrire opportunità alle giovani generazioni. Di questo gli siamo grati e terremo fede alla sua volontà anche per i prossimi anni, continuando a supportare gli studenti e le studentesse capaci e meritevoli lungo il loro percorso di studio presso di noi”.   Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti nei bandi predisposti dall’Ateneo che saranno pubblicati sul sito unimc.it e giurisprudenza.unimc.it.

08/09/2026 15:10
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