Inaugurato al plesso Manzoni Isc Nord di San Benedetto del Tronto il laboratorio polifunzionale “Poly_Lab”. Si tratta di un laboratorio al servizio delle discipline, della creatività degli alunni e dei genitori.
La didattica vive un momento di stravolgimento ed innovazione tecnologica ma è importante non perdere il contatto con il mondo reale, con la creatività: l’idea di realizzare questo laboratorio nasce in risposta al bando FacciAmo Scuola, condiviso durante una specifica riunione del 2 maggio 2018, presieduta dal Dirigente Scolastico con la presenza di alcuni docenti dell’ISC NORD, dei rappresentanti dei genitori delle classi del Plesso Manzoni, della rappresentante di quartiere, degli alunni della classe 3AM e di alcune ex alunne tutor ora liceali.
In tale seduta è stata condivisa la finalità di realizzare, nel plesso Manzoni, un laboratorio che avesse come nucleo centrale lo sviluppo e il potenziamento della capacità progettuale e della manualità dei nostri giovani, figli dell’epoca del digitale, molto abili con la tecnologia, in particolare con i cellulari, e meno nella progettualità e nella manualità semplice.
“Poly_Lab” sarà un luogo del fare dove le attività che si svolgeranno richiedono azioni progettate e realizzate in contesti sociali, e “luogo del sapere” non solo in termini di conoscenze e abilità disciplinari ma di competenze e quindi di un sapere critico, metacognitivo orientato alla consapevolezza di sè.
Autoconsapevolezza e strumenti di orientamento legati soprattutto verso la pratica di lavoro. Inoltre, in quanto capace di accogliere le diverse esigenze formative, esso assume un’impronta particolare soprattutto per l’accoglienza di quegli studenti che si discostano dal normale percorso scolastico al fine di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
Nel contempo le attività del laboratorio saranno realizzate in modo da sviluppare le materie STEM acronimo che si riferisce alle discipline Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.
Compito dell’insegnante sarà cercare, individuare gli interessi dell’alunno, interessi che non vanno né repressi né lusingati, ma coltivati, in quanto offrono il riferimento, l’argomento e la materia sui quali operare con efficacia sul piano educativo.
Compito dei familiari sarà quella di supportare i ragazzi e i docenti nel percorso dell’apprendimento-apprendistato.
Ad accogliere gli invitati al taglio il Dirigente Scolastico Prof.ssa Giuseppina Carosi, la Fiduciaria del Plesso Miscia Sabrina Vallorani, la Fiduciaria del Plesso Manzoni Monica Domizi, il Referente del progetto Prof. Roberto Granato Raggi insieme alle collaboratrici Prof.sse Grazia Caselli e Roberta Schifone. Presenti i consiglieri regionali Romina Pergolesi, Gianni Maggi, Piergiorgio Fabbri e Peppino Giorgini, i rappresentanti d’Istituto dei genitori, gli alunni della scuola primaria e secondaria del Plesso Manzoni, i genitori.
Si è svolto anche un dibattito tra i partecipanti moderato da Marco Moscatelli a cui poi è seguita la visita e la presentazione degli spazi del nuovo laboratorio, dei lavori già realizzati e condivisione delle esperienze vissute nel laboratorio da parte degli allievi.
Erano presenti: la dirigente scolastica Giuseppina Carosi, la professoressa Grazia Caselli e il prof Granato Raggi Roberto. Sono intervenuti inoltre il senatore M5S Giorgio Fede e i consiglieri regionali Pierpaolo Fabbri e Peppino Giorgini che hanno contribuito al finanziamento del progetto.
Maurizia Cacciatori, una delle più grandi campionesse della pallavolo italiana, sarà all’Università di Macerata, giovedì 16 maggio alle 18, per presentare il suo libro "Senza Rete", edito da Roi Edizioni. L’incontro, organizzato in collaborazione con Pallavolo Macerata e con il patrocinio del Comune, si terrà nell’Aula blu del Polo Pantaleoni in via Pescheria Vecchia. È possibile prenotare gratuitamente online il proprio posto sul sito cacciatorimacerata.eventbrite.it.
Una storia di impegno, passione, tenacia e vittoria è quella raccontata dalla “principessa del volley” che l’Ateneo vuole offrire ai propri studenti e laureati come momento di formazione e motivazione per il proprio futuro. L’iniziativa rientra, infatti, tra i servizi di orientamento al mondo del lavoro gestiti dall’Ufficio Valorizzazione della Ricerca Ilo e Placement.
Ex capitano della nazionale italiana, opinionista televisiva di pallavolo femminile per Sky Sport, Maurizia Cacciatori ha conquistato cinque scudetti, cinque Coppe nazionali, tre Supercoppe italiane, tre Coppe Campioni, una Coppa CEV, affrontando la propria esistenza con un forte desiderio di libertà e una forza incrollabile. “Ho sempre pensato che la vita sia una miscela tra episodi che accadono e decisioni che con coraggio decidi di affrontare”, ha detto.
Uscita di casa a sedici anni per inseguire la passione della pallavolo e liberarsi da regole troppo strette, ha collezionato titoli nazionali e internazionali, fino alla nomina come migliore palleggiatrice al mondo, una serie di avventure con le compagne di squadra e ben ventidue traslochi in giro per il mondo. Con lo stesso spirito ha affrontato i momenti meno felici, come l’esclusione dalla Nazionale o una fuga dall'altare a una settimana dal matrimonio.
“Senza rete” è “un libro senza filtro, senza rete appunto. Non una biografia, non un romanzo, ma quasi un thriller”, per riprendere le parole della stessa Cacciatori.
Oggi Maurizia è madre di due bambini che hanno i suoi stessi occhi e si è costruita una carriera completamente nuova. “Senza rete” è il racconto emozionante, coinvolgente e a tratti comico di una donna che ha imparato l’arte più difficile: quella di reinventarsi per ricominciare.
Il libro, edito da Roi Edizioni, è la prima uscita della collana Assist, a cura di Demetrio Albertini, in cui grandi campioni si raccontano e raccontano le loro storie di vite straordinarie, di valore e di sport, in cui andare a caccia di emozioni, di ispirazione e di strategie per vincere.
Questa mattina il sindaco Fabrizio Ciarapica ha firmato un’ordinanza per disporre la riaccensione degli impianti termici di riscaldamento nelle scuole cittadine di competenza (asili nido, scuole materne, primarie e le secondarie di primo grado), in deroga a quanto previsto dall’art.9 del DPR 26.08.1993 n. 412.
In considerazione, infatti, del drastico abbassamento delle temperature di questi giorni e in base alle previsioni meteo per questa settimana, si è resa necessaria la riaccensione degli impianti richiesta anche dal personale scolastico.
Il decreto resterà in vigore fino a quando le temperature non rientreranno nella media stagionale.
Mercoledì 15 Maggio alle ore 18.30 presso la biblioteca didattica d’ateneo in piazza Oberdan si terrà un concerto del duo tuba - cimbasso e pianoforte Gianmario Strappati – Valeria Picardi.
L’evento organizzato dall’UNIMC in collaborazione con il Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo propone per l’occasione strumenti rari in veste solistica. La tuba e il cimbasso di Gianmario Strappati accompagnati al pianoforte da Valeria Picardi ci faranno ascoltare musiche di P. Rosato, R. V. Williams, A. Piazzolla, V. Bellini, C. Saint – Saens, A. Marcello, G. Puccini, P. Mascagni, G. Donizetti, J. Brahms, W. A. Mozart, N. R. Korsakov e V. Monti. Il duo che di recente di è esibito in Montenegro per il 150° anniversario della morte di G. Rossini, il 29 Giugno prossimo terrà un recital presso la Wiener Saal del Mozarteum di Salisburgo.
Si è svolto a Colfiorito, presso la sede del Parco, dall’8 al 12 maggio, il 38° Meeting dell'Eastern Alpine and Dinaric Society for Vegetation Ecology, società scientifica fondata nel 1960 con l'obiettivo di stimolare la cooperazione transfrontaliera per gli studi sulla vegetazione. La società raccoglie oltre 200 ricercatori nel campo delle Scienze della vegetazione e della gestione dell’ambiente provenienti da 15 paesi europei e organizza incontri scientifici ogni due anni.
Il Parco di Colfiorito e il Comune di Foligno hanno accolto la richiesta di ospitalità dell’Università di Camerino che ha patrocinato l’evento, mettendo a disposizione la struttura della sede del Parco. Ad UNICAM si devono i primi studi che hanno portato al riconoscimento della Palude di Colfiorito come area umida di importanza internazionale nell’ambito della Convenzione di Ramsar del 1971.
Il Meeting EADSVE è stato organizzato in sessioni di comunicazioni scientifiche e poster alternate ad escursioni sul territorio. Gli argomenti trattati dagli oltre 50 ricercatori di varie nazionalità hanno spaziato dalle caratteristiche morfologiche e funzionali delle piante, alla sintassonomia, dalle interazioni pianta-animale all’ecologia forestale, fino ai servizi ecosistemici. Hanno partecipato alla cerimonia inaugurale il Rettore UNICAM Prof. Claudio Pettinari, ed il Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria Prof. Guido Favia.
Particolarmente numerosa la partecipazione di giovani ricercatori ed assolutamente innovativa la presentazione di poster da parte degli studenti dei Corsi di Biological Sciences (indirizzo Biodiversity and Ecosystem management) e di Natural and Environmental Sciences, molto apprezzata dai partecipanti.
Oltre al vivace confronto scientifico, il Meeting ha rappresentato una occasione per promuovere il territorio attraverso l’utilizzo dei prodotti locali per la preparazione dei pasti offerti ai partecipanti. È infatti con questo spirito che, due anni fa poco dopo il terremoto, il Prof. Andrea Catorci, Vice-Presidente della società scientifica, ha accolto la richiesta di organizzare il Meeting 2019 insieme alla Prof.ssa Paola Scocco, proprio per contribuire sia da un punto di vista scientifico, che culturale ed economico a far ripartire il nostro territorio fortemente provato dal sisma.
All’ottima riuscita del Meeting hanno contribuito con il loro sostegno vari sponsor: la Grifo Agroalimentare di PG, la società InFormazione di Matelica e la società U-Space di con sede a Camerino. Queste ultime in particolare, occupandosi di progettazione in ambito nazionale ed Europeo, rappresentano anche i facilitatori per collaborazioni future tra i ricercatori delle nazioni afferenti all’EADSVE. Fondamentale è stato inoltre l’aiuto del Comune di Serravalle, che ha messo a disposizione una sala della struttura polivalente, per la degustazione di prodotti alimentari di aziende che offrono servizi di Agri-catering e che partecipano attivamente anche a progetti di ricerca UNICAM.
Un particolare ringraziamento da parte degli organizzatori va alla Dott.ssa Bianca Rita Eleuteri e a Laura Picchiarelli del Parco di Colfiorito, alla dott.ssa Elena De Felice, al Dott. Federico M. Tardella e alla Dott.ssa Elisa Palmioli che hanno collaborato con grande competenza all’ottima riuscita dell’evento ed infine alla sig.ra Luigina Cucculelli.
Il prossimo Meeting EADSVE si svolgerà nel 2021 a Dubrovnik e speriamo che i nostri giovani studenti e ricercatori UNICAM siano tra i partecipanti.
Si è rivelato un autentico successo l’appuntamento europeo del Liceo Leopardi con la lingua e la civiltà spagnole ¡VIVA ESPAÑA!, la giornata che è stata organizzata dal dipartimento di Lingue dell’istituto ed in particolare dalla sezione di spagnolo con i prof. Beatriz Dezi Turmo, Mara Salvucci, Stefano Torresi e Mery Cacchiò.
Tanta partecipazione fin dal venerdì e sabato mattina, con appuntamenti dedicati agli studenti di tutte le classi e non solo a coloro che studiano la lingua spagnola. Venerdì vi sono stati diversi spettacoli in lingua (Historias con duende) destinati a tutte le classi presentati dall’attrice Alay Arcelus.
Un programma ricco, articolato che per sabato pomeriggio è stato aperto anche alla cittadinanza. Alle 16 di sabato, dunque, la Dirigente Annamaria Marcantonelli, nel cortile della scuola, ha inaugurato l’inizio della festa pubblica con uno spettacolo di flamenco: danza, recitazione, musica e canto, eseguito dagli studenti del Liceo. Hanno presentato Angelica Nicole Ricca e Matteo Polimanti. Un’interpretazione superba, inattesa per alcuni versi, con delle stupende performances danzanti e musicali.
“Siamo coscienti di volerci aprire al mondo sempre di più – ha dichiarato la Dirigente Marcantonelli – e non possiamo non farlo in queste occasioni, come la festa dell’Europa. Come l’anno scorso è accaduto per la Francia, quest’anno è stata la volta della Spagna, auspicando che questa abitudine, sempre molto apprezzata, possa continuare. I nostri studenti, specie del linguistico, hanno necessità di esperienze vive per quanto attiene alla lingua e alla civiltà: queste giornate sono occasioni che, grazie alla bravura degli studenti e all’abilità dei docenti, funziona a meraviglia”.
In biblioteca poi, a seguire, apertura della mostra di abiti ed accessori originali del flamenco e diverse interessanti e affollate conferenze. Tra queste quella di Mara Salvucci dal titolo "Las sinsombrero: le donne dimenticate della Generazione del ’27"; un’altra di Pamela Grisei dal titolo “La ragione appassionata di Maria Zambrano”; poi quella di Stefano Torresi, “Una rivalità barocca tra leggenda e realtà: Luis de Gongora e Francisco de Quevedo”. Gli studenti del liceo di Cingoli hanno presentato uno spettacolo dal titolo “Dal Siglo de Oro a Picasso tra arte, musica e poesia”. La degustazione di vini spagnoli è stata guidata dal sommelier Riccardo Nocelli.
“Un’occasione magnifica per la nostra lingua e per la nostra civiltà – commenta la referente del progetto Beatriz Dezi Turmo – di essere gustata anche fuori dalla materia curriculare. I nostri studenti hanno mostrato di saper apprezzare tanti aspetti legati ad una lingua, mettendosi anche in gioco senza risparmio di energia e riuscendo anche magistralmente nel loro intento. Insieme ai miei colleghi, possiamo affermare che è stata una giornata importante, soprattutto osservata nell’ottica di apertura e di conoscenza, quindi nell’ottica europea di visione di insieme”.
La sintesi della giornata con lo spettacolo di flamenco ¡VIVA LA VIDA! dedicato a Frida Khalo, a cura di Elvira Pardi.
Ultima delle giornate di screening per il progetto Tirotary, il controllo tiroideo gratuito per tutti gli alunni delle medie e il personale dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi” di San Severino Marche. L’iniziativa, promossa dal Rotary Club di Tolentino con la collaborazione dei volontari della Croce Rossa Italiana, è tornata a scuola nei giorni scorsi ed ha visto coinvolto l’assessore comunale ai Servizi alla Persona, Vanna Bianconi, oltre al dottor Pietro Cruciani del centro medico Blugallery, e il dottor Stefano Gobbi del Rotary Club tolentinate.
Scopo del progetto, uno dei primi a livello nazionale ad essere lanciato negli scorsi anni, è quello di monitorare la funzionalità della tiroide tra i ragazzi delle scuole in una fascia di età dove avvengono i maggiori cambiamenti ormonali e fisici e valutarli preventivamente.
Sono passati esattamente 110 anni dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo a firma di Filippo Tommasi Marinetti. Si trattava del primo scardinante movimento artistico del XIX, una lode del nuovo che avanzava, dell'energia dell'uomo, della sua capacità di rinnovamento. Era una grande esaltazione della giovinezza, del coraggio e della ribellione con un'ode spassionata alla bellezza della velocità in antitesi al tardo romanticismo ottocentesco.
Oggi il futurismo torna a essere protagonista, insieme al movimento poetico dei crepuscolari, grazie allo spettacolo teatrale “ZAMG TUMB SIGH dal futuro al crepuscolo” messo in scena giovedì 9 maggio dagli alunni del laboratorio teatrale dell’Ipseoa “Varnelli” di Cingoli.
Contrari all’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale i crepuscolari, un gruppo di poeti convinti che la guerra avrebbe portato solo distruzione e che la poesia dovesse descrivere solo le cose semplici della vita quotidiana, si concentravano sulla descrizione delle atmosfere di vita quotidiana, sull’amore verso i piccoli oggetti, su uno stile di vita non eroico e su storie banali e quotidiane. Per far questo utilizzavano dei versi facili, dei concetti semplici e un linguaggio comprensibile simile a quello parlato al contrario del futuristi che adottano una tecnica poetica espressiva del tutto nuova, le parole in libertà, in cui viene distrutta la sintassi, abolita la punteggiatura ricorrendo anche ad artifici verbo-visivi.
Gli alunni, padroni del palcoscenico come veri attori professionisti, hanno interpretato le opere più significative delle due correnti letterarie riscuotendo applausi e grande successo. Gli attori hanno messo in evidenza come le due correnti, seppur tanto diverse nelle loro poetiche e forme espressive siano state entrambe espressione della crisi della civiltà romantica e positivistica, alla quale, rifiutando il passato, abbiano dato una soluzione diversa: tutta interiore e sommessa i crepuscolari, tutta esteriore e rumorosa i futuristi.
Il teatro non deve essere considerato fine a se stesso, ma deve realizzare un’attività che ha uno scopo educativo di formazione umana e d’orientamento: supportare la persona nella presa di coscienza della propria individualità e nella riscoperta del bisogno di esprimersi di là delle forme stereotipate, credendo incondizionatamente nelle potenzialità di ogni individuo. Allena gli individui ad affrontare con maggior sicurezza il reale, li aiuta a comprendere la difficile realtà sociale in cui vivono e li sostiene nel loro lavoro di crescita.
Il teatro può aiutare a riscoprire il piacere di agire e di sperimentare forme diverse di comunicazione, favorendo una crescita integrata di tutti i livelli della personalità. In questo senso è uno strumento educativo in grado di restituire una centralità all’essere umano in tutte le sue componenti, fisiche e spirituali. Il teatro può ridare dignità ai ragazzi ,valorizzandoli e può offrire loro un percorso di crescita e di sviluppo completi, al fine di educarli come soggetti sociali attivi, in grado di guidare il cambiamento e di non farsene travolgere.
Questi sono i motivi per quali l’ IPSEOA “Varnelli”di Cingoli da sempre crede profondamente in questo importante progetto.
Martedì 7 maggio, la classe 2E della Scuola Secondaria di I grado dell’IC “G. Lucatelli” di Tolentino si è recata ad Ancona per visitare la Fondazione “G. Salesi Onlus”. La visita è parte di un ampio progetto “Tutti uguali, tutti diversi” che ha visto protagonisti gli alunni e i loro docenti i quali hanno realizzato degli oggetti, venduti poi in occasione di un mercatino natalizio. Il ricavato è stato devoluto alla Fondazione Salesi di Ancona.
Gli alunni della 2E, che hanno raggiunto Villa Maria, sede della Fondazione “G. Salesi Onlus”, dove sono stati accolti dal Direttore, dott. Carlo Rossi e dalle collaboratrici Giulia e Alessandra, sono stati informati sull’organizzazione della Fondazione e sulle attività che quotidianamente medici, paramedici e volontari svolgono per i piccoli pazienti.
Gli studenti hanno fatto amicizia con un compagno di avventura davvero speciale. Extrabot! Si tratta di un robottino che accompagna e rassicura i bambini fino al loro ingresso in sala operatoria. Ma non è un semplice robot: Extrabot sa parlare, cantare, ballare, raccontare storie e… anche prendere in giro il suo simpatico programmatore.
La Fondazione ha ringraziato gli alunni della Lucatelli per il lavoro svolto e per la loro preziosa donazione, conferendo un attestato che li riconosce “amici del Salesi”.
Questa esperienza è stata molto utile per comprendere l’importanza della solidarietà, lavorando sul concetto di inclusione verso gli alunni “speciali” e i loro amici che sono al Salesi. Una bella esperienza di Inclusione con la “I” maiuscola!
Si è concluso nel migliore dei modi il progetto Cineducando all’artistico di Macerata con un toccante incontro tra Simone Riccioni, Giorgia Benusiglio e i ragazzi che frequentano liceo.
Il progetto, nato un anno fa dalla collaborazione tra la Linfa Crow 2.0 (un market place italiano rivolto alla promozione e alla valorizzazione di progetti legati al mondo della cultura) e il liceo artistico, ha un importante scopo educativo: quello di sensibilizzare i giovani, i genitori e gli educatori a una tematica particolarmente attuale: quella dell’assunzione occasionale di sostanze stupefacenti.
La vera storia di Giorgia Benusiglio, che per mezza pasticca di ecstasy ha rischiato la propria esistenza e che ora vive grazie ad un trapianto di fegato, ha colpito alcuni docenti che si sono prodigati affinchè la proposta, presentata da Simone Riccioni, venisse accolta dal Dirigente, dal Collegio docenti e dal Consiglio d’Istituto. E’ nata così la collaborazione per cui il film, “La mia seconda volta”, è stato girato, oltre che in altre location, nei laboratori e nei locali della scuola e gli alunni hanno fatto da comparsa.
All’uscita del film le classi sono andate al cinema e, dopo aver visto la proiezione, hanno riflettuto, con l’insegnante di religione ed altri docenti, sui valori trasmessi e sulle problematiche legate alla droga, per rendere consapevoli i ragazzi dei pericoli seri che possono correre e che basta un attimo per rovinarsi la vita o distruggere quella di qualcun altro.
Alcuni docenti ritengono opportuno parlare di tali argomenti perché, se si considera il quadro drammatico delle statistiche di morti per uso di droga anche occasionale, significa che non c’è abbastanza informazione e soprattutto non c’è trasmissione, da parte degli adulti, di valori, di rispetto per la propria vita e per quella degli altri e di speranze.
Quindi a conclusione di tale progetto, particolarmente formativo, vi è stato l’incontro degli alunni con Simone e Giorgia, un momento toccante ed addirittura commovente. Giorgia ha esordito raccontando la sua storia, quella di una ragazzina per bene, come ce ne sono tante, educata da una famiglia attenta, che, per superficialità, prende mezza pasticca di ecstasy tagliata con veleno per topi. Dopo essersi ritrovata in ospedale, i medici le diagnosticano un’epatite tossica fulminante e le danno poche ore di vita. Il caso vuole che in quel medesimo momento a Civitanova muore, per incidente d’auto, Alessandra Malaisi, una ragazza di vent’anni, il cui fegato viene espiantato e trapiantato nel corpo di Giorgia. E’ grazie a lei che Giorgia ora vive:
“Vivo in modo intenso ogni giorno come se fosse l'ultimo e cerco di fare della mia vita un capolavoro, solo così do un senso alla mia vita. Ho paura di non portare a termine i miei sogni perchè per i trapiantati il tempo è importantissimo, la paura ti paralizza e non ho tempo di paralizzarmi. Ho dovuto rinunciare alla mia libertà, alle 8.00 in punto devo prendere un farmaco, se non lo prendo muoio, devo fare il medesimo gesto (di portare la pasticca alla bocca) che a 17 anni mi ha quasi portato alla morte. Ho dovuto rinunciare alla mia più grande passione: la danza, quando ho appeso le scarpette al chiodo è stato doloroso rendersi conto che non potrò mai stare sul palco e che potrò essere solamente una spettatrice. ...
All'inizio avevo timore di andare nelle scuole, principalmente perché non volevo ricordare la mia esperienza, pensavo che la cicatrice fisica sarebbe stata la cosa più difficile da accettare ma sarei poi potuta tornare la Giorgia di un tempo, una volta accettata, ma quando capisci che la cicatrice fisica è la cosa più semplice da tollerare ti rendi conto che è la cicatrice dell'anima quella che continua a sanguinare e non si rimargina. Quando ho realizzato che la Giorgia di un tempo non c'era più e che avrei dovuto fare i conti con una nuova me, ho capito che l'unico modo che avevo, per imparare a convivere con questa mia nuova me, fosse quella di immergermi in ciò che mi era accaduto."
È così che ha deciso di trasformare la sua esperienza in una lezione di vita, informando e parlando ai ragazzi dei rischi legati all’assunzione di droghe. Inizialmente con il padre e ora da sola. Da più di undici anni, svolge un’attività di prevenzione, raccontandosi nelle scuole, perché il suo errore possa evitare quello di qualcun altro, per dare ai giovanissimi quella giusta informazione che lei non ha avuto, con uno sguardo attento, però, lasciando spazio alla speranza, scommettendo sulla capacità di cambiamento.
Molto toccante è stato quando Giorgia ha raccontato di come ancora senta il rimorso nei confronti dei genitori, in particolar modo nei riguardi del padre, un uomo molto responsabile e premuroso nell'educazione dei figli, orgoglioso della sua famiglia, che ha visto crollare tutte le sue sicurezze e piombare nello sconforto e nella domanda persistente: "dove ho sbagliato?" e nella risposta: "avrei dovuto vegliare di più su mia figlia".
"In un nano secondo sono andata a distruggere così tutte le sue aspettative. Mi sono resa conto di quanto dolore gli ho arrecato quando ritrovai una lettera scritta da lui stesso, pubblicata sul "Corriere della sera" una settimana dopo il trapianto, è come se avesse voluto parlare con me un'ultima volta e l'averla trasformata in video, mi permette di averlo sempre accanto a me." (https://youtu.be/8BHiS_btDtU)
L’incontro è volato in un battibaleno tra ascolto, domande e riflessioni:
Claudia : "L'incontro con Giorgia è stato davvero emozionante, è riuscita a trasmetterci il dolore che ha subito. Ci ha fatto riflettere sulla vita e sui piccoli errori che sembrano insignificanti ma che ci possono cambiare la vita per sempre. Nella maggior parte degli incontri, gli esperti ci dicono che la droga fa male e che non dobbiamo farne uso. Giorgia ci ha raccontato la sua storia e ci ha detto: "se siete in grado di superare quello che ho passato io, allora siete liberi di farlo. Queste sono le conseguenze. …. Non serve a nulla dirvi di non fare qualcosa, perchè non dareste retta a nessuno."
Rebecca: "La testimonianza di Giorgia è arrivata dritta al cuore. Giorgia ha dovuto passare le pene dell'Inferno solo per uno sbaglio commesso da ragazza. Questo mi ha fatto pensare a quanto quelle stupidaggini, che possono sembrare innocenti, possano realmente influire sul nostro futuro. Giorgia da parte sua sa relazionarsi davvero bene con noi ragazzi perchè ci tratta da pari e non come un genitore che rimprovera. Ascoltare la sua storia è un'esperienza che consiglio a tutti."
Federica: “Quest’incontro con Giorgia è stato davvero toccante, ascoltare la sua triste storia, le sofferenze, la riabilitazione, per colpa di una mezza pasticca! Il momento in cui poi ci ha parlato della sofferenza dei genitori e soprattutto del padre, è stato un pugno nello stomaco. E’ stato un padre che si è preso la colpa per “l’incidente” della propria figlia, pur non avendone. Se avessi avuto modo di avvicinarmi a lei e parlarle le avrei detto: “quanto vorrei essere forte come te. In un’ora mi hai dato tantissimo. Grazie”.
Beatrice: “Il discorso che ha fatto Giorgia è stato molto profondo e toccante. Lei si è raccontata e non ha nascosto nulla a noi, poiché, dopo l’esperienza vissuta, sa che è proprio durante l’età adolescenziale che si commettono più errori e si fanno pessime scelte. Il suo scopo, però, non è dirci di non fare certe azioni, bensì di informarci su tutto ciò che esse comportano e quali sono le conseguenze. “Consapevolezza” è la parola chiave e credo che il messaggio sia arrivato e abbia penetrato i cuori di tutti.”
Valentina:” L’incontro è stato davvero toccante; sentire Giorgia parlare di quello che le è successo, aprendosi a noi, mi ha fatto personalmente commuovere, si percepiva che parlava con sentimento e quando alla fine ci ha fatto ascoltare la lettera che suo padre aveva scritto sette giorni dopo il trapianto, mi ha fatto pensare molto a quello che i miei genitori proverebbero. Grazie a questo incontro ho dato un peso completamente superiore al mio pensiero sull’assunzione di droga e spero che anche gli altri abbiano compreso quello che Giorgia ci ha trasmesso.”
Simone: “Giorgia ci ha aperto gli occhi su delle cose che noi ragazzi non ci aspettiamo possano capitarci, perché per alcuni prendere una pasticca di ecstasy significa “sballarsi” per quell’oretta, divertirsi e sentirsi “liberi”. Giorgia con le sue parole è riuscita ad arrivare fino ai nostri cuori e ci ha fatto capire che possiamo divertirci in maniera sana.”
Esther: “L’incontro è stato molto bello perché mi ha fatto riflettere. La cosa che mi ha più colpito è il fatto di come la sua vita ora dipenda da dei farmaci che la stanno portando progressivamente alla morte e di come ora praticamente lei si è bruciata tutti i suoi sogni con solo mezza pasticca! Ma ha avuto una seconda possibilità e non vuole sprecarla! Questo mi ha spinto a voler rendere la mia vita un capolavoro anche per tutte quelle persone che non ne hanno più la possibilità, senza gettare nemmeno un’occasione.”
Caterina: “Ho visto in Giorgia una forza straordinaria come in pochissime persone. Grazie.”
Valentina: “L’incontro con Simone e Giorgia è stato diverso dagli incontri precedenti, più tempo passava e più mi sentivo un tutt’uno con lei (non perché faccia uso di droga) ma perché grazie alla sua storia, non potevo smettere di ascoltare e condividere.”
Umberto: “Giorgia è riuscita a trasmettere le sue emozioni e ci ha portato a riflettere su cosa potrebbe accadere dopo l’assunzione di certe sostanze”.
Lorenzo: “L’incontro mi è piaciuto ed è stato utile anche perchè Giorgia e Simone hanno chiarito alcuni particolari del film che non avevo percepito”.
Diego: “L’incontro mi è piaciuto non solo per ciò che Giorgia ci ha trasmesso, ma anche per la delicatezza con cui sono stati affrontati certi argomenti. E’ importante parlare di queste cose.”
Emma: “Giorgia, ci ha trasmesso la sofferenza passata e quella presente. La sua vita, purtroppo, non è un film che si può riavvolgere”.
Prof.ssa Calistri Roserita e gli alunni della classe III D indirizzo Audiovisivo e multimediale
Sabato 11 maggio, nel Liceo Leopardi, ci sarà un appuntamento con la lingua e la civiltà spagnole. ¡VIVA ESPAÑA! si chiama la giornata che è stata organizzata nel Liceo Leopardi di Macerata. Tanta civiltà, tanta storia, tanta letteratura, tanta tradizione e molto folclore, fra i colori vivi ed accesi della vida spagnola.
Il programma è intenso, soprattutto per le classi dove la lingua spagnola è materia curriculare: anche il liceo di Cingoli vive da protagonista questa festa europea che si colloca proprio nella data che festeggia l’Europa.
Come l’anno scorso ci fu VIVE LA FRANCE, quest’anno tocca alla bandiera giallo rossa sventolare alta sul pennone del Leopardi.
L’iniziativa nasce dal dipartimento di Lingue dell’istituto ed in particolare dalla sezione di spagnolo con i prof. Beatriz Dezi Turmo, Mara Salvucci, Stefano Torresi e Mery Cacchiò.
Veniamo al programma che, per la giornata di venerdì, era riservato agli interni e che, invece, per sabato è aperto anche alla cittadinanza.
Alle 16 di sabato, dunque, inaugurazione con la Dirigente, nel cortile della scuola con spettacolo di flamenco: danza, recitazione, musica e canto, eseguito dagli studenti del Liceo.
In biblioteca, a seguire, apertura della mostra di abiti ed accessori originali del flamenco; conferenze, degustazioni di vini e tanta cultura mista a danza: la sintesi della giornata che si concluderà con uno spettacolo chiamato VIVA LA VIDA dedicato a Frida Khalo, a cura di Elvira Pardi.
Unica squadra regionale a rappresentare le Marche a Chianciano Terme è formata da Edoardo Giorgio, Cristian Ricciotti e Jonathan Bossy della classe 4° A Salvo D'acquisto di Macerata
Sono partiti ieri a rappresentare le Marche 3 ragazzi della classe 4 A della scuola primaria Salvo D'Acquisto dell'Istituto Comprensivo Mestica di Macerata, Cristian Ricciotti, Edoardo Giorgio e Jonathan Bossy, accompagnati dal loro istruttore Maurizio Cavallaro, per partecipare alla 31° Finale Nazionale dei giochi giovanili scolastici di Dama a Chianciano Terme che si terrà dal 9 al 12 maggio.
Dopo aver vinto le interregionali di Sabaudia del 10 aprile 2019.
Grazie al progetto "La Dama : lo sport della mente" svolto dall'istruttore Maurizio Cavallaro a tutte le classi del tempo pieno della scuola Salvo D'Acquisto dell'Istituto Comprensivo Mestica di Macerata.
Il rilancio e la valorizzazione di un territorio possono passare anche attraverso videogiochi e smartphone. Lo dimostra la cordata di imprese, enti pubblici, associazioni culturali e docenti universitari che, sotto il coordinamento dell’Università di Macerata e dello spin off PlayMarche srl, ha lanciato l’app “PlayMarche 2.0”: uno strumento divertente ed efficace per apprendere contenuti su quindici personaggi – da Alberico Gentili a Padre Matteo Ricci, dal dinosauro Petrone a Romolo Murri - e quindici luoghi di interesse culturale della provincia attraverso quiz, video e foto, ricostruzioni 3D. Un gioco accattivante, realizzato con un linguaggio adatto anche ai più piccoli, che utilizza le tecnologie digitali per spingere alla conoscenza del reale, promuovendo il turismo nelle zone interessate.
“È il frutto di un lavoro di sistema, che dà l’idea di ciò che siamo: un ateneo non autoreferenziale, una quotidianità in movimento verso il futuro” ha commentato il rettore Francesco Adornato durante la presentazione del progetto realizzato nell’ambito del Distretto Culturale Evoluto della Regione Marche.
L’app è nata dal connubio tra competenze e linguaggi diversi. Personaggi e animazioni sono firmati Rainbow, una delle principali realtà di riferimento a livello internazionale per produzioni televisive e cinematografiche come le Winx. “Restiamo un’azienda radicata nelle Marche - ha sottolineato il presidente Iginio Straffi -. Noi ci siamo e ci saremo sempre, soprattutto ora che c’è bisogno di far rinascere la nostra regione, in particolare l’entroterra. Quando si usano tecnologia, idee e creatività, si ottengono risultati. Noi le sfide le vinciamo”. Sulla stessa linea Martino Martellini, responsabile della comunicazione: “Abbiamo dimostrato che possiamo lavorare insieme e portare a termine un progetto”.
La redazione dello storyboard è stata curata dalla casa editrice Eli. “Avevamo contenuti di grande qualità da comunicare, ma erano come una top model con il pigiama della nonna. Noi abbiamo cercato di realizzare una sceneggiatura avventurosa”, ha spiegato Diego Mecenero.
La programmazione è stata affidata al team di aziende composto da PlayMarche srl, Ett Spa, GeoInformatiX, Abaco, NetCubo Informatica, Radio Linea. Sono intervenute nello sviluppo dell’applicazione e delle realizzazioni 3D anche Digi-tales e Med Innovation, due delle impresi aderenti al Digital Innovation Hub Marke di Confartigianato Macerata.
Oltre a Unimc, gli enti e i comuni aderenti sono stati la Regione Marche che ha finanziato in parte il progetto, il Polo Museale dell’Università di Camerino, la Fondazione Marche Cinema Multimedia, il Centro Studi Alberico Gentili, il Centro Studi Romolo Murri, l’Accademia di Belle Arti, l’Accademia Georgica di Treia, i Comuni di Appignano, Loro Piceno, Treia, Gualdo, Macerata, Pievebovigliana, Serrapetrona, Serravalle di Chienti, Urbisaglia, San Severino, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Porto Recanati.
“I progetti che puntano a valorizzare il patrimonio culturale, economico e sociale del territorio – ha ribadito il coordinatore Roberto Perna - devono basarsi su un’approfondita conoscenza di quelle caratteristiche che lo rendono unico ed inconfondibile, soprattutto in un’epoca di globalizzazione nella quale anche l’uso delle nuove tecnologie rischia di farci porre l’attenzione più sui mezzi che sui contenuti.
"Lo scopo del gioco – ha spiegato Michele Spagnuolo, amministratore delegato di Play Marche - era promuovere brand culturali e icone del nostro territorio attraverso nuovi linguaggi di comunicazione. Ci auguriamo di poter replicare il progetto per altri enti, amministrazioni e aziende”.
Sono intervenuti anche il vicesindaco di Macerata Stefania Monteverde, la sindaco di Serrapetrona Silvia Pinzi, Marco Rossi della Rainbow. Presenti anche il sindaco di Gualdo Giovanni Zavaglini, il responsabile del Dih Marke di Confartigianato Giuseppe Ripano e altri rappresentanti dei partner del progetto.
Un lavoro ricco e complesso quello portato in scena dai ragazzi dell'Istituto Comprensivo "Nazereno Strampelli" di Castelraimondo. “C’era una volta Terezín. Speriamo non ci sia mai più” intreccia nozioni storiche che raccontano l’orrore del nazismo e del fascismo, mettendo in luce le atrocità del campo di concentramento di Terezín, in Cecoslovacchia.
La rappresentazione riesce a coniugare tutto questo attraverso la lettura delle poesie scritte dai bambini internati e mette in scena la “favola” allegorica su Brundibar. Quello di Terezin poteva accogliere 7mila persona ma qui ne sono state internate almeno 43mila, ci cui 15mila bambini. Di questi solo qualche centinaio è sopravvissuto.
Ad accompagnare i giovani attori c’erano le insegnanti Laura Fermanelli, Manuela Miconi e Laura Orsomando, ma anche il vicesindaco di Castelraimondo, Esperia Gregori, e l’assessora alla cultura Elisabetta Torregiani: «Da sei anni sosteniamo l’attività teatrale che per i ragazzi è una grande opportunità. Questa Rassegna è prestigiosa, siamo onorati di essere qui». Preziosa la collaborazione degli operatori Scilla Sticchi e Francesco Facciolli: «Da tre anni ormai lavoriamo con i ragazzi in orario extrascolastico – precisa Facciolli – Scegliamo uno dei momenti storici che vengono studiati in classe e lo mettiamo in scena».
Una parola chiave, “L’infinito”, ed un tema “L’educazione sentimentale e Giacomo Leopardi” per celebrare i 200 anni dell’Infinito (1819-2019) del grande poeta, guideranno la 37esima Rassegna nazionale Teatri della Scuola di Serra San Quirico, che si terrà da sabato 27 aprile a sabato 11 maggio 2019, con centinaia di giovani di scuole di ogni ordine e grado di ogni parte d’Italia e da vari paesi d’Europa.
La rassegna marchigiana, organizzata da ATGTP Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata, è la più grande kermesse nazionale dedicata al Teatro Educazione. Costruita ogni anno intorno ad un personaggio guida, per il 2019 la Rassegna Nazionale di Teatro della Scuola approfondisce – attraverso la vita e le opera di Giacomo Leopardi – la necessità di un’educazione alla vita emotiva, in un tempo e in una società in cui è sempre più difficile parlare di emozioni.
La sfida della Rassegna sarà quella di coniugare, attraverso il Teatro Educazione, educazione e sentimento, come seppe fare il grande poeta recanatese in un continuo afflato di struggete bellezza. L’Educazione Sentimentale, sia nel teatro che nella scuola, sarà la via per la crescita della persona e la realizzazione di una cittadinanza partecipata.
Sabato 11 maggio 2019, Pucciarelli Emma -classe V^C, Federico Luconi- classe 4D, Alessio Pascucci classe 4D, delle Scuole Primarie “Via della Repubblica e King dell’Istituto Comprensivo Lucatelli parteciperanno alle fasi finali della Selezione Nazionale dei Campionati Junior di Giochi Matematici 2019: categori CE4 e CE5 “Scuola primaria”.
Accompagnati dai loro genitori, i piccoli concorrenti disputeranno la fase finale presso l‘Università Bocconi di Milano.
Nel mese di marzo, sui banchi della Lucatelli 100 alunni della scuola primaria sono stati impegnati nella fase preliminare dei Giochi. In questa tornata si erano classificati, fra i primi, i seguenti alunni:
Categoria CE4: 1° Pascucci Alessio – 2° Luconi Federico -3° Della Mora Daniil, tutti della classe 4^D scuola primaria King
Categoria CE5: 1° Pucciarelli Emma ,classe 5C – 2° Orici Leonardo classe 5^D -3° Fogante Diletta, 5^C scuola primaria Via della Repubblica
Tra questi sei, l’Università Bocconi ha selezionato i tre alunni che parteciperanno alla finale.
Gli studenti e le studentesse della Lucatelli e gli insegnanti e il Dirigente Scolastico augurano un caloroso in bocca al lupo ai “piccoli matematici” affinché si impegnino e tengano alto il nome del nostro Istituto.
Una delegazione, in rappresentanza delle classi VG e VH sul palco alla Mole Vanvitelliana per ritirare il Premio “Esploratori della Memoria” . Premio vinto per le ricerche, coordinate dalla prof.ssa Daniela Meschini, sul Lavoro coatto in Germania attraverso il diario inedito di Adolfo Porfiri, L’altra metà della Resistenza ovvero le donne staffette partigiane nel maceratese e il video su: L’altra Resistenza, quella dei Soldati italiani internati.
Sul palco gli alunni: Trivellini Luca, Leonardo Pezzanesi e Denis Smoleac accompagnati dal Direttore della Sede di Macerata prof. Antonello Romagnoli e dalla Presidente dell’Associazione Invalidi e Mutilati Sezione di Macerata Gilda Coacci. Il progetto Pietre della Memoria, finalizzato al censimento di monumenti, lapidi, lastre commemorative, steli, cippi e memoriali riguardanti prima e seconda guerra mondiale e guerra di Liberazione, negli anni ha previsto una sezione dedicata al mondo della scuola, attraverso il concorso Esploratori della Memoria.
La scuola risulta essere in questo progetto partner privilegiato per le sue finalità educative ed istituzionali e la sua dislocazione territoriale. In questi ultimi anni il Concorso si è arricchito di una sezione di ricerca anche di documenti e testimonianze.
Impegno, professionalità e tanta passione, questi gli ingredienti della bella iniziativa “Dall’orto alla tavola” organizzata dal dinamico staff degli insegnanti di sostegno dell’istituto alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli, in collaborazione con l’istituto agrario “G. Garibaldi” di Macerata. Protagonisti indiscussi dell’occasione sono stati gli alunni con disabilità che inizialmente si sono messi alla prova come provetti chef, poi come appassionati degustatori.
Grazie al prezioso supporto dei docenti di cucina e di sala per la preparazione del buffet, in particolare del prof. Mauro Mandozzi, del prof. Leonardo Lancioni, della prof.ssa Simona Bonci e dei loro allievi, il laboratorio di cucina della scuola cingolana ha ospitato gli alunni dell’istituto agrario in un clima di festosa collaborazione ed operosità, una valevole occasione nella quale il cibo, ancora una volta, si fa promotore di importanti messaggi volti all’ integrazione e all’accoglienza.
L’iniziativa rientra nel ricco repertorio delle attività predisposte annualmente dai docenti di sostegno dell’istituto alberghiero di Cingoli capitanati dal prof. Giuliano Compagnucci, a favore della piena inclusione degli alunni con disabilità nell’ambito della realtà scolastica, favorendo quelle potenzialità conoscitive, operative e relazionali, spesso poco valorizzate dagli schemi della cultura corrente. Prezioso il supporto della Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Rosella Bitti, costantemente impegnata nella valorizzazione dell’istituto alberghiero cingolano quale realtà educativa inclusiva e attenta all’integrazione, al fine di favorire a pieno il personale successo scolastico di ogni alunno.
Mario Cucinella, pioniere dell'architettura sostenibile in Italia, conosce bene le aree interne, spazi che, come ha raccontato nel documentario “L’altro spazio”, rappresentano il 60% del Paese e che custodiscono il Dna della cultura italiana.
“In questi territori, che sono un po’ fragili, l’Università può giocare un ruolo fondamentale perché diventa un luogo di attrazione importante, ma anche di equilibrio per queste zone. Ci sono piccoli centri come questo che vivono perché le università portano studenti insieme a tutta una serie di attività economiche e di ricerca” ha detto in occasione della lectio magistralis tenuta oggi all’Università di Macerata nell’ambito delle lezioni di urbanistica “La città del futuro” curate da Federica Ciavattini.
“C’è sempre un dibattito – ha aggiunto - tra Università e città. A volte i rapporti sono un po’ conflittuali, quando invece possono esserci dei matrimoni meravigliosi, perché da un lato ci sono un patrimonio storico-edilizio importante, musei, una storia importante e, dall’altro, una Università che continua a produrre quella cultura che è stata il grande motore di rinnovamento e di innovazione del Paese”.
Cucinella conta all’attivo numerosi progetti nell’ambito dell’edilizia universitaria, da Roma alla Val D’Aosta. Ha ricordato la lezione del suo maestro Giancarlo De Carlo, che negli anni Sessanta ha potenziato l’Università di Urbino secondo un modello di crescita nel segno della continuità, riuscendo a mantenere l’equilibrio tra vecchi e nuovi luoghi, tra l’esterno e l’interno della città storica.
Sostenibilità ambientale, partecipazione, ascolto, rapporto con il territorio sono le linee guida della progettazione architettonica secondo il maestro, che evidenzia, quindi, il ruolo in qualche modo etico di architettura e design come strumenti di miglioramento delle condizioni di vita e, nel caso di università e scuole, di apprendimento. Per guardare al futuro bisogna guardare al passato, ma senza essere nostalgici. “Al contrario che negli ultimi duecento anni, per migliaia di anni abbiamo costruito senza energia in profonda complicità con il clima – ha fatto notare -. La nostra storia è custode di una conoscenza enorme”.
Il tema affrontato da Cucinella rientra tra le linee programmatiche del piano strategico di Unimc, che indica gli Atenei come presidi stabili e partner strategici del sistema territoriale. A questo proposito il rettore Francesco Adornato ha citato il recente saggio in cui Giorgio Donna, docente di economia aziendale e dirigente ministeriale, descrive una università che crea valore pubblico e cita l’Ateneo maceratese come esempio virtuoso.
Affollato l’auditorium dell’Ateneo, soprattutto di professionisti, accorsi ad ascoltare uno dei maggiori esponenti dell'architettura contemporanea. A completare il quadro sono stati gli interventi di Manuel Orazi dell’Università di Ferrara e di Rosita Pretaroli di Unimc.
Il Liceo Classico Linguistico "Giacomo Leopardi" di Macerata può vantare tre studenti qualificati per la finale nazionale dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici. Roberta Piloni, Maria Francioni e Matteo Costantini dopo le semifinali disputate lo scorso 16 marzo presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Camerino hanno avuto accesso alla fase finale (riservata al 6% degli oltre 100 partecipanti), la quale avrà luogo sabato 11 maggio a Milano presso la prestigiosa università Bocconi.
La referente del progetto è la prof.ssa Maria Letizia Scalpelli.
“Si tratta di un risultato veramente strepitoso – commenta la dirigente Annamaria Marcantonelli – che premia i nostri studenti e qualifica i nostri insegnanti. Credo che sia superfluo sottolineare come e quanto, anche in un liceo come il nostro, la matematica rappresenti una disciplina decisamente importante per la formazione dei giovani. E non possiamo che rallegrarcene”.
Quella di oggi, per l’Università di Camerino, è stata una importante giornata di festa e di emozione. In mattinata è stato inaugurato il nuovo edificio che ospiterà aule e laboratori per gli studenti dei corsi di Informatica, realizzato grazie al contributo della Protezione Civile delle Marche e della Regione Marche.
Dopo il taglio del nastro e la visita ai nuovi locali si è proceduto con gli interventi delle istituzioni accorse al tavolo dell’Unicam. Tra queste il Magnifico Rettore Claudio Pettinari; il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli; il Dirigente del Servizio Protezione Civile delle Marche David Piccinini; il Pro Rettore Vicario Unicam Graziano Leoni; il Direttore della Scuola di Scienze e Tecnologie David Vitali; il Preside della Facoltà di Informatica Flavio Corradini e il Responsabile della Sezione Comunità Informatica Andrea Polini.
“È una grande soddisfazione restituire dei servizi a una comunità in seguito agli eventi sismici: è segno della determinazione, della tenacia e dell’impegno che non conoscono sosta – ha esordito Ceriscoli -. Questa Università è il simbolo della rinascita dopo il terremoto e ciò che viene fatto qui illumina un’area molto più ampia intorno a noi. Il messaggio che stiamo dando oggi è che possiamo continuare a vincere questa enorme sfida che abbiamo davanti perché ci sono tutti gli ingredienti per una ricetta straordinaria.”
Il Magnifico Rettore Pettinari non ha nascosto la sua commozione per tutta la durata degli interventi. “Oggi sono più emozionato del solito – ha spiegato -. Voglio in primis ringraziare tutto il personale che in questi trenta mesi ha portato avanti, con grande sacrificio, le attività didattiche. Dopo quel terribile terremoto noi non ce ne siamo andati, non abbiamo voltato le spalle, anzi, abbiamo iniziato a lavorare più di prima. Oggi voglio ringraziare la Protezione Civile e la Regione Marche perché l’ateneo è ancora più solido e i numeri lo dimostrano: +13% sulle immatricolazioni e +3% sugli iscritti totali. 1.500 sono i laureati Unicam ma ciò che delle volte manca sono le risorse. A tal proposito, nel pomeriggio, incontrerò il Ministro e gli dirò che abbiamo mantenuto i bilanci ma, a fronte di ciò, necessitiamo di unità di personale e di linfa vitale.” Il Rettore, a termine del suo intervento, ha poi consegnato due attestati di benemerenza rispettivamente a Gianluca Marucci, dell’Area edilizia, manutenzione e sicurezza e a Maurizio Mauri, dell’Area infrastrutture, sistemi informatici e digitale.
“Quello che festeggiamo oggi è un caso concreto di intervento, fatto di aule, muri, sedie – ha commentato Piccinini, portando i saluti di Angelo Borrelli -: segno dell'operato che ogni giorno mettiamo in campo.”
Per Leoni quello di oggi rappresenta “il terzo passo che abbiamo fatto dopo il sisma. Si è iniziato con lo spostamento della segreteria e proseguito poi con l’inaugurazione di Palazzo Sabbieti – ha spiegato -. È nostra cura dare agli studenti degli spazi che non facciano pensare che siamo in emergenza ma soprattutto che facciano comprendere che noi usciremo da questa particolare situazione.”
“Quella inaugurata oggi è una struttura molto bella, un esempio tangibile della capacità di fare e del fatto che non ci siamo mai fermati - ha aggiunto Vitali -. Questo è solo un passo perché vi mostreremo che ogni investimento fatto avrà un ritorno incomparabile.”
“Non dimentichiamo che Unicam è vincitrice di tre progetti di ricerca di interesse nazionale – sono state le prime parole di Corradini, visibilmente emozionato -. Oltre ovviamente al percorso di studi e alla didattica, mi riferisco a voi studenti, prendete da queste persone l’umanità, quella qualità incredibile che rappresenta un valore aggiunto: cogliete questa importante opportunità.”
“Ci tengo a ringraziare Alberto Polzonetti che, da una felice intuizione, ha dato vita alla Facoltà – ha concluso Polini -. Quella inaugurata oggi è una bellissima location nella quale si continueranno a percepire la collaborazione e la vicinanza tra studenti e docenti.”
“L’Università di Camerino mantiene le promesse con precisione, serietà e amore e ha sempre protetto i nostri sogni – sono state le parole degli studenti intervenuti al termine del tavolo -. Questa è per noi una famiglia, con la quale c’è un costante rapporto di stima e di condivisione, oltre all’alto livello di istruzione.”
Nel pomeriggio, presso l’Università di Camerino, sono stati festeggiati i dieci anni del doubl degree con interventi dei docenti Unicam, della University of Applied Sciences and Arts Northwestern Switzerland e degli studenti coinvolti nel progetto formativo, alcuni in collegamento web dalla sede dell’Ateneo svizzero.