L’IPSIA “Don Enrico Pocognoni” e la sua Dirigente Scolastica, la professoressa Lucia Di Paola, hanno aderito alla Settimana del Pianeta Terra, organizzando tre interessanti incontri di formazione e informazione con il Geologo Fabio Lattanzi.
I tre eventi “La terra vista da un professionista: a scuola con il geologo da cui, nelle giornate del 30 ottobre, 06 novembre e 13 novembre, sono state animate rispettivamente le sedi di San Severino Marche, Matelica e Camerino, hanno rappresentato una preziosissima occasione, che ha portato i ragazzi a scoprire più da vicino le geoscienze, stimolandoli a riflettere sull’importanza della cura, del rispetto e della salvaguardia del territorio e dell’ambiente e ad acquisire, al contempo, un maggior livello di consapevolezza dei rischi naturali cui si è esposti e della loro possibile prevenzione o, quantomeno, mitigazione. Il dottor Fabio Lattanzi, infatti, dopo aver rapidamente illustrato l’attività e il ruolo del geologo, ha messo in luce come la Terra, in quanto pianeta “vivo”, sia, da sempre, costantemente sottoposta a continue evoluzioni e trasformazioni e come la sua immensa e straordinaria bellezza sia regolarmente minacciata dalla sua stessa fragilità, a cui, oltretutto, non cessa d’aggiungersi la colpevole e riprovevole incuria dell’uomo.
Ha fornito, perciò, strumenti indispensabili per giungere alla piena comprensione di quello che, sfortunatamente, sappiamo sin troppo bene essere il più pericoloso tra i rischi geologici, ovverosia il rischio sismico.
Partendo dalle dinamiche che generano il terremoto, ha, infatti, spiegato come i suoi effetti possano variare non solo in base alla maggiore o minore distanza dall’epicentro, ma anche, e soprattutto, in base alle caratteristiche stratigrafiche e topografiche del suolo e come, dunque, proprio lo studio approfondito di tali caratteristiche costituisca il primo, indispensabile e fondamentale passo per la prevenzione. Un’iniziativa alquanto significativa, quindi, a cui l’Ipsia “Don Enrico Pocognoni” ha scelto di prendere parte per promuovere nei ragazzi la sensibilizzazione su un tema così importante per il nostro territorio; per far loro capire che i rischi geologici sono sì inevitabili, ma ci si può difendere; per renderli consapevoli che, però, a tal fine, urge impegnarsi per sostituire la cultura dell’emergenza con quella della prevenzione. Solo così, infatti, sarà possibile evitare che gli eventi naturali si trasformino in disastri e che di vite umane e città resti solo il volto labile impresso nel ricordo.
Da alcuni anni ormai si parla del rapporto tra l’uomo e la tecnologia che oggi diventa sempre più complesso ed articolato. La grande Rete che connette ed avvicina riesce anche talvolta a modificare lo stile di vita, il modo di pensare ed influenza le scelte dei singoli e della collettività.
Di fronte, infatti, alle consistenti risorse e potenzialità che il mezzo tecnologico comporta, è necessario considerare che il rapporto con il dispositivo tecnologico può sfociare, in alcune occasioni ed in determinate personalità, in condotte disfunzionali, additive e compulsive. In alcuni casi, si manifesta un coinvolgimento totale della vita, specialmente tra i più giovani: i ragazzi che tramite lo smartphone non telefonano, ma aggiornano continuamente i vari profili Social, visionano video e postano foto, e sono totalmente immersi nella realtà virtuale, quasi come se il loro vero “essere” coincidesse in pratica, con l’essere on line. In alcune occasioni l’individuo sperimenta inoltre una vera e propria “sindrome da disconnessione” che porta la persona a esperire forti stati di disagio conseguenti all’impossibilità di connettersi alla rete o di utilizzare il proprio device tecnologico. Le dipendenze tecnologiche si caratterizzano per un rapporto patologico dell’individuo con i nuovi mezzi tecnologici, il cui continuo diffondersi ed evolversi stanno definendo l’emergere di nuove sindromi comportamentali e vissuti emotivi.
Tutte queste riflessioni saranno al centro di un incontro dibattito promosso dall’I.I.S. Filelfo di Tolentino con Emanuele Frontoni, professore di Informatica e di Computer Vision del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università Politecnica delle Marche. Questo primo appuntamento costituisce l’inizio di un percorso di prevenzione e sensibilizzazione che intende rivolgersi con un’attenzione particolare alle studentesse e agli studenti, ai docenti, ai genitori e alle famiglie.
Strutturare infatti, nelle scuole di ogni ordine e grado, interventi preventivi di sensibilizzazione e di contrasto ai fenomeni connessi all’uso di Internet, nelle sue potenzialità e rischi, al gioco d’azzardo e al cyberbullismo rappresenta una risposta fondamentale di fronte a un fenomeno in costante crescita e che vede sempre più spesso protagonisti i più giovani e il loro benessere psicologico.
Secondo Zygmunt Bauman la Rete ci permette di comunicare di più, sempre e dovunque permettendoci di superare il timore della solitudine. Ma le tecnologie informatiche e i media nascondono anche il pericolo di divenire nuovi strumenti di emarginazione sociale. Tra i tanti argomenti che il prof. Frontoni affronterà nel corso della serata verrà posta una particolare attenzione all’educazione dei più giovani ad un utilizzo responsabile e consapevole della rete, al potenziamento delle “life skills”, ovvero delle abilità e risorse individuali considerate “di vitale importanza” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (es. problem solving, decision making, empatia ecc.).
Questo primo incontro, a cui seguirà un secondo il 26 novembre dedicato alle studentesse e agli studenti del Filelfo, vuole gettare le basi per un importante lavoro sinergico che dovrà vedere il coinvolgimento e la collaborazione delle istituzioni scolastiche, degli studenti, dei docenti, dei genitori e della intera comunità.
di ROSITA RONCAGLIA, docente dell’istituto Comprensivo “B. Gigli” di Recanati
Chi, a Roma, visita alcuni luoghi montessoriani e, per la prima volta, vede la prima Casa dei Bambini inaugurata il 6 gennaio del 1907 in via dei Marsi, poi quella della Banca d’Italia e infine l’Opera Nazionale Montessori, e tutti quei bambini concentrati e dediti al loro lavoro, quei materiali, quelle stanze, quei libri, quelle immagini, conf ronta con meraviglia le scoperte di Maria Montessori con l’umile realtà che le ha ispirate. E riflette sul prodigio di una delle prime donne medico in Italia che ha saputo indirizzare le piccole “cose” quotidiane in grandi simboli capaci di arricchire l’es perienza e la sensibilità dei bambini e degli adulti che l’hanno seguita. Questo è accaduto a un gruppo di 23 docenti di ruolo della scuola dell’infanzia che da quasi un anno stanno frequentando presso la sede dell’Istituto comprensivo “Via Ugo Bassi” di Civitanova Marche il corso di differenziazione didattica Montessori finanziato dalla Regione Marche attraverso il Fondo Sociale Europeo. Il progetto formativo a favore dei docenti per la diffusione del metodo Montessori, “Marche Montessori: un’aula grande quanto una regione”, promosso dalla Fondazione Chiaravalle Montessori, in partenariato con la società Eurocentro Srl di Jesi, l’Università degli Studi di Macerata e l’Opera Nazionale Montessori sta permettendo alle insegnanti di conoscere il pensiero e l’opera di Maria Montessori alla quale si devono, come è ben noto, molte importanti scoperte fatte oltre un secolo fa e confermate in tempi più recenti dalla ricerca psicopedagogica e dalle neuroscienze.
Le corsiste hanno liberamente voluto tracciare un percorso di visita che dalle Marche le ha portate alla prima tappa del viaggio: la Casa dei bambini per la Banca d’Italia al Tuscolano. Ad accompagnarle la docente dell’Istituto comprensivo “E. Fermi” di Macerata e formatrice ONM, la dottoressa Concetta Foderà che per ben 10 anni ha lavorato proprio in questa scuola e la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Monte Urano, la professoressa Anna Maria Isidori. La Direttrice della Casa dei bambini della Banca d’Italia, la dottoressa Maria Elisabeth Bordino, psicologa e formatrice, ci ha aperto le porte ad una realtà che stupisce per la sua bellezza, cura ed armonia, gestita da più di 40 anni dall’Opera Nazionale Montessori. Ci spiega che la mission si concretizza in percorsi, anche individualizzati, atti a valorizzare le potenzialità dei bambini e delle bambine e ad educarli in una dimensione cosmica. Qui il bambino trova un ambiente organizzato, preparato, accogliente e familiare, dove tutto è attività, sia all’interno della sezione che fuori: i bambini possono accedere, oltre alle attività proposte nel loro nucleo, all’atelier di pittura, al laboratorio di musica, al giardino che è una vera aula verde, partecipano all’organizzazione della vita quotidiana e della vita pratica della casa, si prendono cura dell’ambiente e degli elementi che ne fanno parte: piante, piccoli animali, oggetti e materiali. Anche il gioco riveste un ruolo importante nel progetto educativo della scuola in quanto è per il bambino uno strumento straordinario di propedeutica alla vita, di allenamento alle relazioni e alla conoscenza delle emozioni. Ogni momento della giornata ha una valenza formativa rilevante.
Le potenzialità e le possibilità di fare dei bambini piccoli sono spesso sconosciute agli adulti che si sostituiscono a loro considerandoli ancora non abbastanza capaci di agire. E con la famosa frase «Aiutami a fare da me» Maria Montessori cerca di chiarire ciò che i bambini chiedono agli adulti, sia in famiglia che a scuola. Le aule sono organizzate in angoli, ognuno distinto e attrezzato per un insieme di attività. Tutto è proporzionato alle dimensioni e alle capacità dei bambini. Esistono tavoli per il lavoro individuale e per il lavoro in piccoli gruppi, si può lavorare a terra utilizzando tappetini. Nell’arco della giornata le attività indivi duali, di piccolo e grande gruppo si avvicendano in modo equilibrato. L’insegnante di inglese lavora in tutti i nuclei e nel tempo della lezione parla esclusivamente in lingua straniera.
Osservando i bambini, abbiamo riscontrato come ognuno scelga liberamente il lavoro da svolgere, seguendo i propri interessi. È possibile scegliere tra attività di vita pratica, attività che favoriscono l’educazione sensoriale, attività per l’arricchimento e lo sviluppo del linguaggio, attività per il potenziamento della mente logico-matematica, attività di geografia, di botanica, di biologia. Di ogni oggetto esiste un solo esemplare per aula, in modo che i bambini si abituino ad accordare i propri desideri con le esigenze degli altri. Quello che colpisce è la loro costante calma e concentrazione: caratteristica che ne fa “un luogo di calmo lavoro” e riflette un movente interiore al gusto della ripetizione, al silenzio, all’ordine; un piacere che sottende la condivisione tra tutti i bambini di uguali valori, in cui anche le passioni delle insegnanti vengono valorizzate, ad esempio è stato attivato un laboratorio di Yoga e l’atelier di pittura, un vero Clouseau, è nato da un’idea di una maestra.
Il nostro viaggio prosegue all’Opera Nazionale Montessori in Via di San Gallicano a Trastevere. Ci incanta la biblioteca, in cui la Vicepresidente, la dottoressa Elena Dompè, ci illustra brevemente la storia dell’istituzione: sorta come ente morale nel 1924 e chiusa temporaneamente durante il fascismo per contrasti con il regime, l’Opera Nazionale Montessori è l’istituto preposto alla diffusione del pensiero e dell’opera della grande pedagogista. Depositaria del patrimonio scientifico e metodologico lasciato da Maria Montessori, l’Opera non si limita alla trasmissione del pensiero pedagogico della fondatrice, ma è impegnata a verificarne costantemente la validità e l’attualità anche in relazione ai cambiamenti nella società e alle più attuali ricerche scientifiche; è il punto di riferimento per le scuole Montessori; promuove e cura la formazione e la specializzazione degli educatori e degli insegnanti, esercita attività di assistenza tecnica, di indirizzo e di consulenza ai fini della corretta applicazione del metodo.
La dottoressa Martina Crescenzi, biologa e insegnante Montessori, si occupa di formazione e ci spiega che la biblioteca è un Centro di documentazione, di informazione e nel contempo di ricerca sulla vita, il pensiero e le opere della Montessori. Pertanto è specializzata nella raccolta del materiale bibliografico di e su Maria Montessori edito in Italia e all'estero. Inoltre cura l'approfondimento di argomenti afferenti alle scienze dell'educazione, alla pedagogia, alla didattica, alla letteratura per l’infanzia e al mondo della scuola. Raccoglie anche fondi donati da allieve della Montessori e da privati: l'attuale dotazione è di 3.400 volumi circa tra periodici, videoregistrazioni e diapositive; un archivio di circa 2000 ritagli di stampa continuamente aggiornato; un archivio fotografico; carte d'archivio; materiale storico e documentazione varia.
Saliamo nella grande sala che conserva tutti i materiali di sviluppo ideati dalla grande scienziata italiana, alcuni sono originali e scopriamo che di fatto sono in parte diversissimi dalle edizioni successive e dalle produzioni attuali: ad esempio le spolette colorate fatte con fili di seta rivelano una preziosità unica. Restiamo incantate dalla celebrazione dei dettagli e col desiderio di tornare a studiare quei materiali. Ultima tappa del nostro viaggio è la Casa dei bambini in via dei Marsi, nel quartiere San Lorenzo, un piccolo appartamento inserito in un edificio di un complesso di case popolari che nei primi anni del ‘900 l’Istituto Romano dei Beni Stabili aveva acquistato nel tentativo di riqualificare questa zona della città. Forte l’emozione quando si varca la soglia di quella porta che ci fa entrare in un luogo quasi mistico, sembra di fare un salto nel passato: l’idea della Casa dei bambini diventa pura realtà, quasi si odono ancora le voci dei bambini che Maria Montessori ascoltava e che forse è anche più importante ascoltare oggi. Ad accoglierci l‘insegnante Daniela Dabbene che ci racconta come questa scuola fu chiusa da 1934 e poi riaperta nel 1966 dalla signorina Maria Clotilde Pini, allieva diretta della Montessori, venuta a mancare poco più di un mese fa. Lei riuscì a riaprire la Casa dei Bambini perché questo appartamento nella destinazione d’uso era stato vincolato all’esclusivo uso scolastico. Fu restituito in gravi condizioni e molti sono stati i lavori di rifacimento finanziati personalmente dalla signorina Pini. La grande intuizione fu quella di non renderlo un museo, ma una scuola viva, vissuta dai bambini, allora come oggi. Nel muoverci all’interno dell’aula siamo quasi in religioso silenzio, non riusciamo a distogliere il pensiero dalla bellezza di un luogo che fu il primo seme di un germoglio che è fiorito in tutto il mondo, forte della sua sperimentata validità e che rende universale e quanto mai attuale il messaggio di Maria Montessori: “l’educazione è l’arma della pace”.
Per aver permesso alle docenti di partecipare a questo viaggio si ringraziano i dirigenti degli istituti Comprensivi “Monte Urano”, “E. Fermi” e “E. Mestica” di Macerata, “B. Gigli” di Recanati, “Solari” di Loreto, “Bruno da Osimo”, “G. Leopardi” di Potenza Picena e Grottammare, “Fracassetti-Capodarco” di Fermo, “Cingolani” di Montecassiano, “Cupramarittima-Ripratransone”, “Spinetoli-Pagliare”, “E. Mestica” di Cingoli, “Nardi” di Porto San Giorgio, “M. Montessori” di Chiaravalle e “M. Giacomelli” di Senigallia.
"Strana scomparsa, quella della lettura a voce alta. Non si ha più diritto di mettersi le parole in bocca prima di ficcarsele in testa? Niente più orecchie? Niente più musica? Niente più saliva? Parole senza più gusto?” (Daniel Pennac).
Per chi ama leggere, per chi vuole cimentarsi con l’interpretazione a voce alta dei propri libri preferiti, e per chi ancora non ha scoperto il potere coinvolgente della lettura, Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole è un’occasione imperdibile, una sfida gioiosa alla creatività di studenti e professori. L’invito, anche in questa sesta edizione, dall’11 al 16 novembre 2019, è: includere nelle attività scolastiche delle sei giornate iniziative di lettura ad alta voce svincolate da ogni valutazione scolastica.
Dei tre filoni proposti dal centro del libro e della lettura la scuola primaria Salvo D’acquisto dell’istituto comprensivo “Ugo Betti” di Camerino nell’ambito del progetto “Il verbo leggere non conosce l’imperativo”, ha scelto quello dedicato a Gianni Rodari, in vista del centenario della nascita nel 2020, uno dei più celebri scrittori, pedagogisti, poeti e giornalisti italiani. Il tempo della lettura ad alta voce è il tempo dell’immaginazione, il tempo senza telefonino, quando tutte le distrazioni sono messe da parte.
L’oggetto della lettura rappresenta la passerella che traghetta il bambino dalla dimensione di non-lettore a quella di lettore, condizione nella quale ogni lettura che troverà interessante lo farà avanzare sempre più su, nel percorso graduale e continuo dell’alfabetizzazione. In collaborazione con la BIC, Biblioteca Itinerante di Camerino, con NPL, Nati Per Leggere sezione di Camerino, con insegnanti in quiescenza di diversi ordini di scuola e scambi di insegnanti, tutte le classi della scuola hanno avuto modo di assistere alle letture proposte. Gli alunni più grandi hanno letto ai più piccoli e si sono cimentati nella realizzazione di libricini da donare loro.
Leggere è creare uno spazio di libertà. Il piacere della lettura evolve nel corso degli anni, consente la formazione di un lettore libero di scegliere e di capire, interessato e stimolato a conoscere, capace di comunicare le proprie esperienze di lettura.
Gli alunni delle classi prime dell’Istituto Comprensivo “G. Lucatelli” di Tolentino hanno festeggiato la Giornata Mondiale della Gentilezza. Il 13 novembre, in occasione delle celebrazioni globali, per ribadire l’importanza di questo nobile sentimento ed educare i giovani a vivere improntando le loro azioni e il loro “essere” a comportamenti e linguaggi garbati, la Dirigente dell’ Istituto Comprensivo “G. Lucatelli” di Tolentino, in collaborazione con la Dott.ssa Carla Sagretti - Dirigente dell’USR per le Marche Ambito Territoriale di Macerata - ha organizzato una bellissima iniziativa: “ Gentilezza è…”.
L'incontro è stato rivolto a tutti gli alunni delle classi prime della Scuola secondaria di primo grado che, alle ore 10:30, accompagnati dai loro docenti, hanno assistito ad un vero e proprio spettacolo e interagito in prima persona all'interno di un’esperienza che li ha visti spettatori e protagonisti allo stesso tempo.
Sono Intervenuti alla manifestazione: la Dott.ssa Carla Sagretti, Dirigente dell’USR per le Marche; il Dott. De Carlini, il Capitano del Comando dei Carabinieri di Tolentino; il Dott. Hermas Ercoli; la Preside Sabrina Fondato e Riccardo Minnucci, videomaker di Popsophia.
Al termine i presenti sono stati salutati con queste parole: “Il senso profondo di questa giornata è stato sicuramente il ritrovarci insieme e pensare a come rendere bella e buona la vita dei bambini e degli adolescenti, a come proteggere 'i nostri giovani' da quei sentimenti senza gentilezza che li possono rendere emotivamente fragili".
Durante la speciale giornata c’è stato un compito da completare: svolgere un’azione gentile, non importava quale. Bastava anche un messaggio, un gesto inaspettato, un atteggiamento diverso nei confronti di qualcuno, un aiuto, oppure interessarsi a un problema altrui.
La prossima settimana l’Università di Macerata insieme ai rappresentanti degli studenti e in collaborazione con Fratelli Guzzini e Confindustria Macerata darà avvio al progetto “Università di Macerata Amica del Pianeta”: un percorso di educazione, sensibilizzazione, comunicazione e buone pratiche sui temi della salvaguardia ambientale.
Taglio ideale del nastro, martedì 19 novembre alle 17 nei locali della Biblioteca d’Ateneo Casb con l’inaugurazione della mostra fotografica “Planet or Plastic” curata dal National Geographic.
Saranno presenti il rettore Francesco Adornato, il presidente della Fratelli Guzzini Domenico Guzzini e la rappresentante del consiglio degli studenti Giada Dalla Fiora. Le azioni che saranno messe in atto all’interno dell’Ateneo saranno illustrate dal direttore generale Mauro Giustozzi insieme all’amministratore delegato di Fratelli Guzzini Sergio Grasso.
La mostra, lanciata insieme al Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite presso il Centro visitatori ONU a New York lo scorso maggio, racconta la storia della plastica dalla sua invenzione, poco più di un secolo fa, al suo attuale consumo di massa attraverso la narrazione visiva con elementi multimediali, immagini di forte impatto emotivo, nonché potenti infografiche e video.
Il giorno successivo, mercoledì 20 novembre alle ore 9:30 sempre al Casb, in collaborazione con Confindustria Macerata, si terrà la tavola rotonda “Per una economia amica dell’ambiente” con una relazione introduttiva di Padre Domenico Paoletti, Vicario della Custodia del Sacro Convento di Assisi, e il confronto fra vari i mondi dei giovani, delle imprese, dell’università, delle istituzioni, delle associazioni ambientaliste.
Interverranno, infatti, Gianluca Pesarini, presidente di Confindustria Macerata, Angelo Sciapichetti, Assessore all’ambiente della Regione Marche, Giulio Molinaro, area politiche industriali Confindustria, Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, Domenico Guzzini, presidente della Fratelli Guzzini, Nadia Capotosti di Ica Academy, Tommaso Rossi, amministratore delegato di Nerea, Benedetta Giovanola, docente UniMc, Giada Dalla Fiora, consiglio degli studenti, Marco Ciarulli, direttore Legambiente Marche. Coordina Mauro Giustozzi, direttore generale Unimc.
Conoscere i principali uffici comunali per maturare, sin da piccolini, un’educazione civica basata sulla conoscenza delle Istituzioni. È stato questo lo scopo della visita guidata in Municipio a Potenza Picena, organizzata dalla Scuola dell’Infanzia di Potenza Picena, che ha visto una lezione sul campo di una mattinata.
Oltre una trentina di bambine e bambini, accompagnati dalle loro insegnanti, hanno, infatti, visitato l’anagrafe, il comando di Polizia Locale, il Teatro Mugellini per poi essere ricevuti in Sala Giunta del Palazzo Municipale dal Vice Sindaco Giulio Casciotti il quale ha spiegato loro, in maniera giocosa ed interattiva, il funzionamento della Giunta e del Consiglio Comunale.
I giovanissimi cittadini potentini hanno strappato al Vice Sindaco la promessa di migliorare ed integrare i giochi esterni della Scuola dell’Infanzia.
"Una provincia che, rispetto alle altre, non ha specializzazioni produttive e per questo riesce a favorire contaminazioni tra diversi settori e industrie e tra mondo della produzione e mondo della cultura, dimostrando una maggiore resistenza - o resilienza – alle tempeste economiche." È il quadro di sintesi del sistema produttivo maceratese che emerge dai più recenti dati sulla stabilità finanziaria diffusi dalla Banca d’Italia. Ad illustrarli è stato nei giorni scorsi il direttore della sede di Ancona Gabriele Magrini Alunno durante il convegno “La congiuntura economica delle Marche nel contesto nazionale e internazionale” organizzato insieme all’Università di Macerata.
Il rettore Francesco Adornato ha aperto i lavori sottolineando “il valore della conoscenza all’interno dei processi di innovazione e dei cambiamenti in atto” e descrivendo la città di Macerata come un “campus internazionale per una discussione globale che parte dalle realtà locali”.
L’attenzione si è, quindi, concentrata sull’imprenditoria regionale, ampiamente rappresentata in aula da autorevoli esponenti insieme ai vertici delle istituzioni e a tanti studenti universitari. “Siamo in una fase di segnali mediamente positivi – ha rivelato Alunno - anche se siamo deboli sul mercato internazionale. Ma dobbiamo ricordare che, rispetto alla grande crisi del 2010, il sistema produttivo è molto più forte, come testimoniato dalla solidità patrimoniale delle imprese, dall’aumento delle esportazioni e dall’apertura verso nuovi settori di impresa”.
Ma le Marche non sono un’isola, come hanno spiegato Alfredo Bardozzetti e Sabrina Ferretti della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale. La fase di rallentamento globale dell’economia, che riguarda principalmente il settore manifatturiero con il rischio di ricadute anche su quello dei servizi, le tensioni tra Stati Uniti e Cina ma anche tra Stati Uniti ed Unione Europea, la guerra dei dazi, l’incertezza nella gestione della Brexit determinano un impatto negativo sulla propensione agli investimenti esteri. Nei primi nove mesi dell’anno la regione ha conosciuto una sostanziale stagnazione dell’economia, se si escludono i settori farmaceutico e navale, evidente anche nei fatturati, in particolare per quanto riguarda costruzioni e servizi. Negli anni scorsi i prestiti alle imprese sono calati in maniera nettamente superiore nelle Marche che nel resto d’Italia, ma negli ultimi tempi le tendenze si stanno riallineando con quelle nazionali e spesso si ricorre all’autofinanziamento.
Sguardo verso orizzonti esteri, flessibilità nel prevedere gli andamenti del mercato, maggiore coesione tra le imprese stesse sono alcuni dei suggerimenti emersi dal parterre dei relatori.
Lo stesso Alunno ha sottolineato l’importanza dell’internazionalizzazione, citando la collaborazione avviata da tempo con il China Center di UniMc diretto da Francesca Spigarelli. Ed è stata proprio la docente a fornire un quadro dei più attuali orientamenti economici e imprenditoriali di una Cina che, attraverso il suo presidente Xi Jimping, sta tracciando un deciso percorso verso il Chinese Dream: un Paese che crede fortemente nella ricerca - investe il 2,1 per cento del Pil contro il nostro 0,8 – e nella formazione – con tre università tra le prime al mondo, in corsa con gli Stati Uniti per la supremazia tecnologica. Il Paese è proiettato a diventare, entro il 2021, centenario della nascita del Partito Comunista, una società moderatamente benestante e, entro il 2049, centenario della Repubblica Popolare Cinese, un Paese pienamente sviluppato. Capire quali siano i settori ritenuti strategici da questo gigante può permettere di stabilire collaborazioni decisive anche per le imprese marchigiane. Tecnologie informatiche per la comunicazione, intelligenza artificiale, trasporti, industria della salute, nuovi materiali e macchinari per l’agricoltura sono alcune delle principali frontiere imprenditoriali cinesi.
Flessibilità e attenzione alle dinamiche di mercato, dunque, come ha ribadito lo stesso Maurizio Vecchiola, amministratore delegato della Finproject, una delle maggiori imprese di materie plastiche, che ha lasciato il centro di ricerca e innovazione a Morrovale, ma ha aperto siti produttivi in tutto il mondo, per essere più vicina ai proprio clienti, risparmiando ingenti spese di trasporto e logistica. La sua ricetta? Non dipendere da un solo settore, per subire meno le oscillazioni economiche, e poter contare su una grande squadra, esportando le competenze dei professionisti made in Marche. “Chi decide è il mercato, lo devi prevenire”, ha concluso. È simile il sentiero indicato da Orietta Varnelli, alla guida della storica azienda di famiglia specializzata nel settore dei liquori: alle radici forti, che offrono un valore aggiunto rispetto all’omologazione, deve accompagnarsi un’apertura ai mercati internazionali, che rappresentano non solo una fonte di fatturato, ma una “palestra formidabile per essere pronti là dove serve”, perché costringe gli imprenditori a confrontarsi con nuovi orientamenti, stili di consumo, nuove figure professionali.
Nella mattina di ieri, 14 novembre, nella bellissima cornice del Teatrino di Corte del Palazzo Reale a Napoli, si è svolta la premiazione del prestigioso Concorso Nazionale “La Scuola Adotta un monumento” promosso dalla Fondazione Napoli Novantanove.
Le due Scuole Primarie del Comune di San Ginesio, Istituto Comprensivo "V.Tortoreto", con grande orgoglio, tra le 1300 scuole partecipanti in rappresentanza di 450 Comuni, hanno ricevuto entrambe il massimo riconoscimento con due cortometraggi.
In particolare per la Scuola di Passo San Ginesio il riconoscimento della Medaglia D’Oro giunge per la terza volta consecutiva grazie al cortometraggio dedicato all'adozione dell'Ospedale di San Paolo, detto dei Pellegrini realizzato con la collaborazione delle docenti Raffaela Lambertucci e Fausta Cesetti.
Medaglia d’oro stellata invece per il cortometraggio delle classi 4 e 5 del plesso di Via Roma dedicato alla Cinta Muraria di San Ginesio e ideato grazie al contributo della giovane regista ginesina Silvia Luciani, con l’affiancamento delle docenti Eura Dell’Orso e Sabrina Chiappini, dove si è voluta ripercorrere la Storia delle Antiche Mura Castellane, possenti e gloriose, fino ad arrivare a raccontare la tragedia del sisma.
Ad accompagnare gli alunni, oltre alle insegnanti e alla Dirigente Grazia Maria Cecconi, si sono recati il Sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco e gli Assessori Mari e Alessandrini.
Il Sindaco ha voluto condividere con gli alunni questo momento di immensa felicità e ha sottolineato l’importanza del Concorso “La Scuola Adotta un Monumento” in quanto contribuisce a far conoscere tesori del nostro Paese straordinari e spesso sconosciuti che per gli studenti stessi diventano oggetto di amore e conoscenza. Allargando lo sguardo sulla storia artistica, culturale, storica, civile del luogo in cui vivono, gli studenti coinvolti possono costruire un rapporto diretto, motivato e anche affettivo, con il monumento prescelto e lo “raccontano” descrivendone le caratteristiche e rievocandone la storia, denunciandone, ove sia il caso, il degrado.
Il prestigioso riconoscimento conferma la qualità del lavoro svolto dagli alunni e dalle insegnanti, il loro amore per il territorio e il loro impegno a prendersi cura e a valorizzare il prezioso patrimonio culturale ginesino. È la testimonianza di una scuola viva, che non si arrende alle difficoltà, ma che è in grado di mettere in atto buone pratiche educative e strategie vincenti.
Ieri, in occasione dell’inaugurazione della Scuola Santini di Loro Piceno, alla presenza del vicesindaco di Calcinaia Flavio Tani, la Presidente Cinzia Maniscalchi dell’Associazione Misericordia di Fornacette del Comune di Calcinaia (Pisa) ha consegnato alla Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Colmurano, Loro Piceno ed Urbisaglia Annalisa Ruggeri un assegno di 1000 euro per la scuola primaria. La somma andrà a completare il laboratorio di arti visive a supporto della didattica e dell’apprendimento delle discipline di base, in linea con progetti didattici intrapresi negli ultimi anni.
Fornacette, insieme ad altre associazioni di Calcinaia e dell’Unione della Valdera, avevano già contribuito alla realizzazione della cucina della mensa scolastica inaugurata nell’ottobre 2017 con il consistente contributo di 30mila euro.
Il rapporto con le Associazioni del territorio nel tempo si è consolidato aprendo un canale di comunicazione costante con l’amministrazione comunale. Così, anche se a Loro Piceno vi è stato un cambio di amministrazione a maggio 2019, le tante persone conosciute dopo il sisma del 2016 hanno continuato a rapportarsi con Federica Lambertucci, Vicesindaco dell’amministrazione del precedente Sindaco Ilenia Catalini. Nel tempo necessario a progettare e realizzare la nuova scuola, amministrazione e corpo docente hanno pensato agli interni come tanti progetti singoli che hanno via via trovato dei finanziatori, regalando un edificio completo e all’avanguardia anche per il materiale scolastico di cui è dotato.
Ieri, in occasione dell’inaugurazione della Scuola Santini, Federica Lambertucci, ora Consigliere di minoranza del Gruppo Consiliare “Lavoriamo Per Loro Piceno” ha consentito l’incontro della legale rappresentante dell’associazione sociale Misericordia di Fornacette con la nuova Dirigente Scolastica Annalisa Ruggeri. Un momento molto bello, in una giornata certamente importante per Loro Piceno.
La scuola primaria è tra le prime scuole oggetto di ricostruzione commissariale ad essere inaugurata. A tre anni dal sisma il plesso scolastico è tutto ricostruito, tutto antisismico e realizzato con le migliori dotazioni interne. Una scuola sicura e all’avanguardia capace di dare a Loro Piceno una prospettiva concreta di sviluppo futuro. In questo percorso le donazioni dei privati sono state determinanti.
Festa all’Università di Macerata per trenta nuovi dottori di ricerca: Giacomo Alimenti, Mara Calloni, Chiara Capponi, Andrea Caravaggio, Valentina Carella, Angelo Carrieri, Nadia Cornettone, Sara D'Angelo, Michele Fabiani, Giorgia Frongia, Annalisa Giulietti, Alessandro Gusmitta, Marta Lancioni, Carlotta Larocca, Silvia Leoni, Dario Maglio, Michele Magnatti, Francesca Martello, Andrea Pambianchi, Matteo Papantuono, Federica Porcheddu, Margherita Rampioni, Alessandro Rinaldi, Elena Santilli, Roberto Scendoni, David Sforzini, Emanuele Sorichetti, Francesca Tartari, Giorgia Vulpiani, Sirio Zolea. Si è tenuta oggi all’Auditorium UniMc la cerimonia di consegna dei diplomi. I titoli assegnati riguardano i corsi in Scienze Umane, Metodi quantitativi per la politica economica, Scienze giuridiche, Studi linguistici, filologici, letterari,
“Il dottorato rappresenta un titolo di eccellenza, un presupposto di assoluta qualità per il mercato del lavoro e un passaporto indispensabile per entrare nel mondo della ricerca”, ha sottolineato il prorettore Claudio Ortenzi, portando anche il saluto del rettore Francesco Adornato, impegnato a Roma con l’inaugurazione dell’ottantesimo anno accademico della Lumsa e successivo incontro con Papa Francesco.
Attualmente la scuola di dottorato UniMc conta 170 allievi, di cui 38 iscritti al nuovo ciclo ai quali si aggiungono due studentesse russe in cotutela. Dodici di loro hanno vinto le borse di studio della Regione Marche per dottorati in collaborazione con le aziende.
Come ha ricordato la direttrice della Scuola Laura Melosi, quest’anno l’Ateneo ha fortemente rinnovato i dottorati di ricerca, riconosciuti dal Ministero come Dottorati innovativi: una sorta di “etichetta di qualità” che ne evidenza il carattere internazionale, interdisciplinare e intersettoriale, ossia il rapporto con le imprese e l’impatto sociale sul territorio.
“L’offerta formativa è stata rinnovata per i tre quinti, curvandola in modo deciso nel senso dell’innovazione”, ha specificato Melosi, descrivendo i cinque corsi attualmente attivi, di cui due in lingua inglese: Diritto e innovazione, Formazione, patrimonio culturale e territori, Global studies, Quantitative methods for policy evaluation, Umanesimo e tecnologie.
Per celebrare l’importante traguardo raggiunto dai neodottori – erano in quindici quelli presenti alla cerimonia – e dare il benvenuto ai nuovi arrivati, l’Ateneo ha organizzato per loro un evento speciale invitando lo storico della filosofia Antonello La Vergata dell'Università di Modena e Reggio Emilia che ha condiviso la sua riflessione, ironica e a tratti spietata, sul rapporto tra culture e linguaggi. “Il linguaggio non serve solo a comunicare, ma anche ad escludere” ha detto richiamando l’attenzione sui rischi dell’autoreferenzialità, quando i tecnicismi vengono usati solo per trasmettere senso di casta, anti democraticità e arroganza. “Il terreno di unione fra scienziati e umanisti è la cittadinanza”, ha aggiunto sottolineando la capacità delle specializzazioni di influenzare il dibattito pubblico. “Per essere umanisti bisogna prima essere umani”, ha concluso.
Su Ruote a Scuola & Canestro” e “Io Tifo Sano”, sono i due progetti pilota, unici in Italia, adottati dall’Istituto Comprensivo “Raffaello Sanzio” di Porto Potenza Picena su proposta dell’Associazione Sportiva Santo Stefano Sport e con la collaborazione del Comune di Potenza Picena. Nel corso della riunione operativa a cui hanno preso parte il Vice Sindaco Giulio Casciotti, l’allenatore della locale squadra di basket in carrozzina Campione d’Italia in carica Roberto Ceriscioli (attuale vice allenatore della Nazionale Italiana), la Preside Federica Lautizi, la Vice Preside Maria Grazia Pierluca e il Presidente del Consiglio Comunale di Potenza Picena Mirco Braconi, è stato redatto il progetto definitivo inserito nell’offerta didattica della Scuola Primaria di Secondo Grado portopotentina.
Dopo l’esperienza positiva dello scorso anno che ha coinvolto tutte le classi della Scuola Media l’amministrazione comunale ha deciso di proseguire il progetto coinvolgendo i nuovi studenti delle prime classi. La prima lezione si è tenuta questa settimana con due prime classi e proseguirà sino a fine marzo: “Una prima parte teorica – ha detto Ceriscioli – servirà per costruire una relazione educativa con i ragazzi. Lo sport vuole essere solo uno strumento per pensare e riflettere insieme su valori come la legalità, l’inclusione, la collaborazione, il rispetto reciproco e l’importanza del gruppo. Useremo anche audio visivi e, nella seconda parte, quella pratica, i ragazzi conosceranno sul campo il basket in carrozzina diventando loro i protagonisti. L’ultimo step è quello fuori scuola partecipando con un tifo attivo ed educativo al campionato del Santo Stefano”. “Lo scopo del progetto, unico nel suo genere – ha aggiunto il Sindaco Noemi Tartabini - è quello di sensibilizzare le nuove generazioni nei confronti della disabilità, delle barriere mentali e culturali, specie in un territorio come quello del Comune di Potenza Picena che ha una delle percentuali più alte in Italia di residenti portatori di handicap”.
Le scuole settempedane dicono addio per sempre alle vecchie bottigliette di plastica. Gli studenti dell’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi”, grazie alla collaborazione della municipalizzata Assem Spa e a una serie di progetti portati avanti anche con il Cosmari e dedicati all’educazione ambientale e alla corretta differenziazione dei rifiuti, sono stati dotati di borracce in materiale riutilizzabile, studiato per l’uso alimentare, prodotte da un’azienda italiana.
Un’ulteriore azione concreta che si va ad aggiungere alle tante iniziative messe in atto da tempo grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale che, nel 2017, ha firmato il Patto dei Sindaci per l’energia sostenibile e il clima e che, più di recente, ha aderito convinta al progetto Plastic Free volto alla riduzione dell’utilizzo di plastiche monouso proprio nelle scuole.
Ben 800 le borracce destinate agli alunni di tutti i plessi della Primaria e della Secondaria di primo grado. La consegna delle stesse è iniziata dal nuovo edificio di via D’Alessandro alla presenza del sindaco Rosa Piermattei, del presidente dell’Assem Spa Manila Amici, e del dirigente dell’Istituto comprensivo cittadino Sandro Luciani.
In queste settimane Assem e Cosmari stanno portando avanti una serie di incontri con gli alunni per presentare il lavoro quotidiano in materia di ciclo idrico integrato, riciclo dei rifiuti e difesa dell’ambiente volti anche alla sensibilizzazione di tutti verso comportamenti più corretti e attenti.
"Speranza e riscatto” sono le parole chiave che il premier Giuseppe Conte ha lasciato in un messaggio, durante l’inaugurazione della nuova scuola primaria “Pietro Santini” a Loro Piceno. Il presidente del Consiglio non ha potuto presenziare alla cerimonia per via della situazione di emergenza a Venezia, dove si è recato, ma ha lasciato comunque un messaggio di saluto e vicinanza ai presenti, letto dal commissario alla ricostruzione Piero Farabollini. Una cerimonia piena di gioia e commozione, un piccolo grande traguardo raggiunto nella lunga marcia verso la ricostruzione della Regione Marche, dopo i terribili eventi sismici del 2016.
A presenziare all’inaugurazione il commissario Farabollini, il governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli, il sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni, la dirigente scolastica Annalisa Ruggeri, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno collaborato all’impresa. Il progetto del nuovo istituto, demolito in seguito al sisma del 2016, è stato finanziato grazie all’ordinanza 14 del commissario straordinario per la ricostruzione, con il contributo di Unipol e della fondazione Mike Bongiorno.
All’inizio della inaugurazione i bambini della scuola hanno intonato l’inno di Mameli. Emozionata Annalisa Ruggeri, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Colmurano, di cui la nuova scuola fa parte. “Sono onorata - ha detto - di farmi portavoce dei ringraziamenti che il mondo della scuola deve a chi ha restituito dignità a un tassello fondamentale del nostro tessuto sociale”.
Un vero e proprio gioiello di stile e una “struttura idonea di classe 4” l’ha definita il sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni. “Il terremoto ci ha insegnato quanto sia importante custodire i nostri figli in un luogo sicuro, dove coltivare le loro aspirazioni”.
Visibilmente commosso anche Niccolò Buongiorno, il figlio dell’indimenticato Mike, e ambasciatore della fondazione intitolata al padre, il quale ha sottolineato: “Portiamo allegria in questo paese, proprio come avrebbe detto lui”. Per ringraziare la generosità della fondazione, un’aula della scuola è stata chiamata proprio “Allegria”.
Il commissario per la ricostruzione Farabollini ha parlato direttamente ai bambini. “In queste aule realizzerete, giorno dopo giorno, i vostri sogni più grandi, un nuovo e grande traguardo nella ricostruzione".
Soddisfazione anche da parte del presidente Ceriscioli che ha sottolineato come "questa opera sia importante non solo per la comunità lorese, ma per tutto il territorio, e che proprio dagli istituti scolastici bisogna partire nella lunga marcia verso la ricostruzione post- sisma."
Foto: Francesca Farroni
La Scuola primaria Arcobaleno di Passo Treia, nella giornata dell’11 novembre ha ospitato "Il Sole in Classe", progetto formativo Anter - Associazione nazionale tutela energia rinnovabili - nato per avvicinare i più piccoli alle energie rinnovabili e per diffonderne il corretto utilizzo.
Gli alunni e i docenti delle classi IA, IB, IIIA, IIIB, IVA e IVB sono stati affiancati dai delegati Anter Nocelli Silvano e Giorgetti Giuliano che hanno provato a trasmettere l’importanza di un atteggiamento quotidiano rispettoso dell’ambiente e di uno stile di vita eco-sostenibile.
Gli studenti hanno approfondito concetti legati all’inquinamento e alle abitudini grey; hanno inoltre potuto riflettere sull’importanza di stili di vita green, che rispettino l’ambiente che ci circonda e sulle energie rinnovabili, inesauribili, pulite, gratuite e soprattutto naturali.
Le attività proposte hanno riscosso un altissimo gradimento da parte dei bambini perchè, nonostante affrontassero tematiche importanti, sono state presentate con un approccio attivo, ludico e stimolante che li ha portati a partecipare ed interagire in maniera costruttiva.
“Pur in un contesto complesso, gli scenari internazionali oggi sono ricchi di opportunità per i giovani dotati di passione, curiosità ed entusiasmo vitale”. Ha esordito così Paolo Malatesta, il Direttore Operativo della Elitron, alla lezione che si è tenuta presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, nell’ambito del corso “Strategie per i mercati internazionali” tenuto dal Professor Gabriele Micozzi.
Questo corso cerca infatti - attraverso testimonianze di aziende eccellenti - di portare contributi operativi agli studenti, aiutandoli a cogliere i segreti del successo delle aziende vincenti sui mercati mondiali.
Elitron da oltre 30 anni è un punto di riferimento nel mondo per i sistemi avanzati di taglio, applicati ai differenti settori tra i quali: pelletteria, cartotecnica, arredamento e packaging.
Numerosi sono stati gli stimoli offerti in questa giornata e le domande che gli allievi hanno posto al manager Paolo Malatesta, che ha puntualizzato “la nostra azienda è in costante sviluppo, e pertanto il confronto con gli studenti è un’opportunità per individuare talenti in grado di poter rappresentare al meglio l’azienda sui mercati a più alto tasso di crescita”.
Il prof. Micozzi ha tenuto a precisare che “la sinergia tra mondo universitario e imprese eccellenti consente ai territori di crescere attraverso uno scambio reciproco di stimoli e progettualità, e in questo Elitron da anni si distingue per la sua dinamicità e capacità innovativa rappresentata a pieno dal DNA del suo titolare Giuseppe Gallucci”.
"Sogna ragazzo sogna" di Roberto Vecchioni ha salutato l'inaugurazione del 648esimo anno accademico Unicam alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier, arrivato alle 13:24 all'Auditorium Benedetto XIII, è stato accolto dalle autorità civili e religiose di tutta la Provincia e non solo. Grandissima emozione nei volti del rettore Unicam Claudio Pettinari e del primo cittadino Sandro Sgorbia.
Ecco il video dell'arrivo del premier:
"Bentornato al Presidente del Consiglio che ha dimostrato particolare attenzione per il nostro territorio - le parole del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli -. Il premier ha mantenuto l'impegno raccolto dando segnali ai nostri territori volti alla ricostruzione. Voglio poi ricordare l'importanza degli studenti che sono fondamentali per il rilancio del nostro territorio. Studenti che hanno deciso di non abbandonare l'Ateneo, che rappresenta il grande motore del presente, all'intero di un progetto complessivo di rilancio. Sottopongo all'attenzione del presidente Conte l'importanza dell'area delle Casermette e la sua capacità di fare ricerca; dobbiamo lavorare fattivamente insieme ed essere generosi nel momento di massima necessità."
Il primo cittadino Sandro Sborgia ha rimarcato l'attaccamento del presidente per tutta l'area colpita dal sisma. "Questo è un momento difficile della nostra storia in cui dobbiamo trovare le ragioni per andare avanti come abbiamo sempre fatto con il sacrificio del lavoro e la dignità. A voi studenti la città di Camerino rinnova gli auguri più sentiti: il vostro e il nostro futuro non crollano".
Il presidente Conte, durante tutti gli interventi, ha annotato su fogli bianchi le indicazioni dei suoi interlocutori e in modo particolare quelli dell'intervento di un emozionato rettore Claudio Pettinari. Scrupolo e utopia le parole d'ordine del nuovo anno accademico di Unicam: nella ricostruzione, nella didattica, nella ricerca, nell'economia del territorio e nel futuro.
"Grazie al presidente e alle istituzioni: è per noi importantissimo sentire questa vicinanza - le parole del rettore Pettinari, che si è rivolto direttamente al premier Conte che, con un cenno della testa, ho ringraziato il rettore -. Scrupolo e utopia hanno caratterizzato tutto il mio mandato, perché l'università deve essere a favore di tutti e alla portata i tutti. Scrupolo nel lavoro quotidiano, utopia per la parità di genere, dove i diritti precedono i doveri, dove tutti possono avere un riscatto perché il proprio successo non va mai anteposto al giusto successo degli altri. Utopia in un mondo in cui ciascuno ha diritto alla salute; principi sanciti dalla Costituzione e che non vanno traditi. Scrupolo significa che il colore della pelle non rappresenta ostacoli per la nostra crescita."
Il rettore Pettinari, applaudito da tutta la platea, ha poi ricordato una donna simbolo, Liliana Segre, dedicando a lei l'inaugurazione di questo 648esimo anno accademico. "Vicinanza e solidarietà per ciò che ha subito e che purtroppo continua a subire - ha sottolineato il rettore tornando poi a Camerino -. Scrupolo di chi continua ad abitare in queste zone. Utopia era pensare che saremmo stati ancora Università a tre anni dal sisma, scrupolo è stato crederci comunque, combattendo una giusta battaglia; oggi osserviamo la scia positiva che la nostra nave sta lasciando."
Conte, rivolgendosi a tutti i presenti, si è detto "lieto di partecipare e di essere riuscito, nonostante un periodo e una giornata complessa, a mantenete fede all'impegno preso con questa comunità. Questo passaggio è importante perché l'Università di Camerino è ormai al 648esimo anno - ha continuato Conte -. Una lunghissima tradizione che ha dimostrato una grandissima capacità di affrontare e vincere le sfide; Camerino è inoltre un punto di riferimento per molte discipline a me care."
E poi il premier si è rivolto agli studenti. "State percorrendo un itinerario di crescita culturale e state progettando il nostro e il vostro futuro: siete in un luogo che, per quanto piccolo e raccolto, è fatto di grandissima tradizione. Un dato importante e significativo sta nel fatto che il periodo di occupazione media per gli studenti Unicam dal momento della laurea si configura appena sei mesi dopo." Il presidente Conte ha poi condannato "la piaga del 'lavoretto', in contrasto con il dettato costituzionale."
"Il sisma intenso e distruttivo che ha colpito queste zone nel 2016 ha arrecato una profonda ferita a questi luoghi e a queste persone - ha continuato il premier -. Mi è anche capitato di leggere le pagine toccanti dell'allora pro rettore Pettinari che manifestò la volontà di dimostrare di essere vivi e di programmare la ripresa delle lezioni a pochi giorni dal terremoto. Il sisma ha colpito un'area che per la sua peculiare conformazione ha difficoltà anche nelle comunicazioni: Servono moderne ed efficienti infrastrutture nel rispetto del paesaggio ma queste, sono state parzialmente, o per niente soddisfatte."
"Le luci non devono essere spente - ha proseguito Conte -. La forza d'animo e il senso delle istituzioni sono state ammirevoli in questo territorio: a sette giorni dal sisma alcuni studenti Unicam hanno conseguito la laurea e 14 giorni dopo il terremoto erano riprese le lezioni. Questa comunità, ricordiamolo a quella nazionale, ha saputo stringere i denti e si è impegnata con forza per resistere e mantenersi viva. Avete un grande compito: dovete combattere e lottare per contrastate il rischio dello spopolamento che si è accentuato con il dramma e con la ferita che è stata inferta."
"Questa comunità può costituire un modello di ricostruzione: un genius loci - ha aggiunto il presidente del Consiglio -. Dobbiamo imparare da voi, da una comunità resiliente che ha una grande capacità di adattamento nell'affrontare le sfide, senza dimenticare mai il apporto armonioso con il territorio, il paesaggio e la storia."
"Ma nessuno può fare tutto da solo. Non si possono superare tragedie di questo tipo con la forza di volontà. Noi ci stiamo impegnando e dobbiamo lavorare tutti insieme - ha sottolineato il premier -. Tutti dobbiamo trovare un obiettivo e dare un contributo per quell'obiettivo. Lo abbiamo fatto con il decreto legge per le zone terremotate. Siamo intervenuti e mi sono reso conto che ancora c'era tanto da fare. È nato quindi questo strumento normativo che introduce la semplificazione e l'agevolazione al contrasto dello spopolamento in queste zone. Non dobbiamo rischiare di consegnare al futuro delle comunità locali qualcosa che non esiste. Spero che questo strumento possa essere risolutivo e se necessario torneremo a lavorarci insieme. Ci aspettiamo accelerazioni per l'edilizia privata e abbiamo puntato sull'autocertificazione dei professionisti - ha osservato il presidente -. Nel pubblico invece è fondamentale lo snellimento nello smaltimento delle macerie."
"Nell'augurare a voi studenti un buon anno scolastico voglio salutarvi con un pensiero di Umberto Eco che diceva che l'università è tra i pochi luoghi in cui le persone si trovano ancora faccia a faccia - ha concluso il Presidente Conte -. La dimensione virtuale è l'insidia del nostro tempo; sono lo studio, il dialogo e il confronto invece a renderci migliori. Noi affidiamo a voi la speranza di ciò che vorremmo essere. Grazie infine a questa comunità per ciò che ci ha insegnato in questa drammatica situazione. Buon ano accademico a tutti."
(Foto di Lucia Montecchiari)
Ieri mattino il sindaco di Recanati Antonio Bravi e l’Assessore alle Culture e Istruzione Rita Soccio hanno letto gli articoli della Costituzione nelle scuole primarie recanatesi di “Pintura del Braccio", “Lorenzo Lotto" e “Beniamino Gigli”. L'occasione è legata al progetto “Libriamoci, giornata di lettura nelle scuole” al quale il Comune ormai partecipa da cinque anni.
"Per Recanati, insignita dal MiBact del bollino Città che Legge, è ormai una consuetudine irrinunciabile - dichiara l’Assessore Rita Soccio -. È un momento educativo importante che avvicina le bambine e i bambini a temi legati all'educazione della cittadinanza. Abbiamo dedicato una parte del nostro tempo per cercare di trasmettere l’importanza della lettura, il piacere di sfogliare un libro e perdersi dentro una storia. Solo con la lettura possiamo immaginare i luoghi e i personaggi descritti, non è un apprendimento passivo come stare davanti a uno schermo ma attivo e creativo. Il libro stimola riflessioni e pensieri aiutando le bambine e i bambini nel loro delicato processo di crescita".
L’iniziativa è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBact) attraverso il Cepell (Centro per il libro e la lettura e dal Miur (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca). L’obiettivo è la promozione alla lettura tra gli studenti invitando tutti gli istituti scolastici a inserire, nelle proprie attività educative e formative, momenti da dedicare alla lettura ad alta voce.
Un flash mob per festeggiare la 30esima giornata internazionale dei diritti dell'infanzia, che ricorre il 20 novembre. La manifestazione per i diritti dell'infanzia è stata organizzata da Unimc e si terrà lunedì 18 novembre, alle ore 15:30, presso il Polo Bertelli.
Il flash mob è stato organizzato dagli studenti e dalle studentesse del quarto anno del Corso di Psicologia dell'Educazione di Scienze della Formazione Primaria, in collaborazione con il Garante rehionale dei diritti della persona.
Sarà inaugurata mercoledì 13 novembre alle ore 16:00 la scuola primaria "Piero Santini" di Loro Piceno, danneggiata dal sisma del 2016. La struttura è stata finanziata con ordinanza commissariale 14 e con il contributo del gruppo Unipol.
Al taglio del nastro della scuola, che è già tornata ad ospitare gli alunni dall'inizio dell'anno scolastico (lunedì 16 settembre, ndr), saranno presenti il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini e il presidente del consiglio Giuseppe Conte.