Non è soltanto un anniversario, ma il racconto di una comunità che ha saputo crescere guardando al futuro. Il prossimo 13 gennaio 2026, il Liceo Scientifico dell’Istituto Omnicomprensivo “A. Gentili – V. Tortoreto” di Sarnano festeggerà i suoi cinquant’anni di attività, celebrando mezzo secolo di formazione, innovazione e passione educativa.
Dalle prime lezioni avviate nel 1975 fino ai laboratori digitali e alle nuove frontiere della didattica contemporanea, il Liceo ha accompagnato generazioni di studenti, diventando un punto di riferimento culturale e formativo per l’intero territorio. Per celebrare questo importante traguardo, la scuola ha organizzato una giornata-evento aperta alla comunità, ricca di contenuti, ospiti di prestigio e momenti di forte valore simbolico.
La mattinata, in programma dalle 8.30 alle 12.30 presso la Sala Congressi di Sarnano, sarà dedicata alla riflessione e al confronto. Dopo i saluti istituzionali delle autorità regionali e della dirigente scolastica, Brigida Cristallo, si susseguiranno quattro lectio magistralis affidate a esponenti di primo piano del mondo accademico e della ricerca.
Il professor Massimo Sargolini affronterà il tema della rinascita dei territori e del ruolo della formazione nelle aree fragili; il professor emerito Fulvio Esposito (OCSE) offrirà una lettura critica e consapevole delle tecnologie emergenti; il professor emerito Filippo Mignini (Accademia dei Lincei) guiderà il pubblico attraverso la storia del pensiero come chiave per comprendere il futuro; mentre la professoressa Francesca Spigarelli parlerà di cooperazione internazionale e crescita inclusiva.
Momento particolarmente significativo sarà il dialogo tra le prime generazioni di studenti del 1975 e i maturandi del 2026, un simbolico passaggio di testimone che unirà passato e futuro in un confronto carico di emozione.
Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, l’attenzione si sposterà all’interno del Liceo con l’iniziativa “Scuola Aperta”, un percorso esperienziale guidato direttamente dagli studenti. I visitatori potranno immergersi nei laboratori STEM, scoprire i progetti di multilinguismo e conoscere da vicino le attività didattiche che caratterizzano l’offerta formativa dell’istituto. L’intera giornata sarà raccontata in diretta dalla Web Radio di Istituto, con la conduzione di David Romano, rendendo l’evento ancora più partecipato e condiviso.
Un anniversario che non celebra solo la storia di una scuola, ma l’identità di un territorio che continua a investire nella conoscenza come strumento di crescita e futuro.
Il Liceo Linguistico “Bambin Gesù” di San Severino, il più antico delle Marche con i suoi 52 anni di attività, è pronto a rinnovare la propria offerta formativa in linea con le più recenti sperimentazioni avviate a livello nazionale dal Ministero dell'Istruzione e del merito. A partire dall’anno scolastico 2026-2027, infatti, diventerà Liceo Linguistico Europeo Internazionale introducendo un nuovo percorso di studi quadriennale - meglio noto come “4+2” - con l’obiettivo di rispondere alle esigenze formative emergenti e alle richieste del mondo del lavoro.
Il nuovo Ptof (Piano dell'offerta formativa), in particolare, sarà orientato agli standard europei puntando su competenze spendibili in ambito sociale, culturale e professionale. Tre saranno le lingue straniere studiate: due obbligatorie, Inglese e Spagnola, una a scelta fra Tedesco e Francese. Poi, oltre alle materie tradizionali del piano di studi (Italiano, Matematica, Storia e Filosofia, Latino...), sono previste due discipline più specifiche come Diritto e legislazione europea ed Economia politica internazionale.
La decisione è stata assunta dal Collegio dei docenti e dal Consiglio d'Istituto, che hanno deliberato l’adozione dei nuovi profili didattici per dare impulso all'esperienza formativa del “Bambin Gesù” seguendo il solco tracciato dalla riforma ministeriale che delinea una preparazione mirata per il lavoro, con possibilità di accesso diretto agli Its Academy o all'università. Il “4+2” accorcia l'iter di studio delle Superiori a 4 anni e lo abbina a un biennio di alta specializzazione grazie a una rete di imprese e atenei che garantiscono l'inserimento automatico degli studenti nel mondo professionale su settori strategici (informatica, energie rinnovabili, meccatronica) in cui la conoscenza delle lingue risulterà fondamentale.
Il Liceo di San Severino è una scuola paritaria, fondata dalle Suore convittrici del Bambin Gesù, e ha al suo fianco l’indirizzo delle Scienze Umane. Pure questo corso di studi sarà sperimentalmente trasformato in un percorso quadriennale con la possibilità di proseguimento degli studi presso gli Its o l’università. Anche il curriculo di questo percorso, infatti, verrà rinnovato coerentemente con i nuovi orizzonti della pedagogia, della psicologia e della sociologia, con particolare riferimento all’inclusione e alla diversabilità.
Peraltro la Legge di Bilancio 2026 sostiene proprio l'istruzione paritaria avendo introdotto per la prima volta un “buono scuola” a favore delle famiglie che la scelgono. Sono stati stanziati, infatti, 20 milioni di euro per nuclei con Isee fino a 30 mila euro, con un contributo massimo di 1.500 euro per studente, destinato agli alunni delle Secondarie di I e II gradoe che va ad aggiungersi ad eventuali contributi regionali laddove previsti. “Questa novità è importante per sostenere le scelte delle famiglie - spiega la Dirigente del 'Bambin Gesù', suor Carla Oliva Pallotto - e va ad affiancare, nel momento giusto, il nostro nuovo progetto di rinnovamento, per il quale abbiamo anche formato un Comitato tecnico-scientifico composto da esperti del mondo scientifico, sociale e professionale”.
Il Comitato, coordinato dal professor Elio Carfagna, già dirigente scolastico ed ex presidente di un Istituto regionale di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativo delle Marche, affiancherà la scuola nella definizione dei nuovi percorsi e nella verifica costante degli obiettivi formativi, favorendo anche il coinvolgimento di stakeholder interessati alle competenze acquisite dagli studenti al termine del ciclo quadriennale.
Si è svolta nei giorni scorsi a Bruxelles, presso Casa Veneto, la conferenza internazionale “Famiglia & Patrimonio: quali diritti?”, un incontro di alto profilo scientifico dedicato all’evoluzione del diritto europeo di famiglia e successorio e alle sfide poste dalla crescente dimensione transnazionale dei rapporti familiari e patrimoniali.
L’evento, organizzato con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Bruxelles, ha riunito studiosi, magistrati e funzionari delle istituzioni europee per un confronto interdisciplinare sui principali nodi giuridici legati alla tutela delle famiglie internazionali, alla gestione del patrimonio familiare e all’applicazione del diritto dell’Unione europea in contesti caratterizzati da elementi di internazionalità.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del Console Generale d’Italia a Bruxelles, Francesco Varriale, il quale ha evidenziato l’importanza di una cultura giuridica attenta alle esigenze delle famiglie che per ragioni di lavoro operano al di fuori dell’Italia.
Tra gli interventi principali, quello della professoressa Lucia Ruggeri, direttrice della Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, che ha affrontato il tema del diritto di famiglia europeo e delle nuove forme di protezione per le famiglie internazionali, e del dott. Paolo Bruno, magistrato distaccato presso la Direzione Generale Giustizia della Commissione europea, che ha analizzato l’approccio regolatorio dell’Unione in materia di patrimonio e legge applicabile.
Il confronto è stato ulteriormente arricchito dai contributi di Manuel Ignacio Feliu Rey, professore ordinario di Diritto Civile presso l’Università “Carlos III” di Madrid, sul ruolo del trust nei rapporti familiari, di Giuseppe Rosanova, specialista in diritto civile, sui profili comparatistici di nuda proprietà e usufrutto tra Italia e Belgio, e di Maria Cristina Gruppuso, assegnista di ricerca dell’Università di Torino e membro della Jean Monnet CLOSER, che ha approfondito la gestione del patrimonio familiare nelle successioni con elementi di internazionalità.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato l’Osservatorio sul diritto europeo di famiglia e successorio, frutto del Progetto europeo PSEFS, con l’obiettivo di offrire uno strumento stabile di analisi, ricerca e divulgazione sui temi del diritto di famiglia e delle successioni in ambito europeo.
L’iniziativa ha confermato il ruolo di Bruxelles come luogo privilegiato di dialogo tra accademia e istituzioni e ha messo in luce la crescente rilevanza del diritto europeo nella tutela delle famiglie e del patrimonio in una società sempre più integrata e mobile.
«È ora di ringraziare, perché tante volte ciascuno, nel proprio piccolo, dimentica di dire quel grazie a tutti coloro che in vari modi aiutano a costruire questa bellissima realtà che è la nostra scuola delle Marche. Molti già lo sanno: sono stata riconfermata per un altro triennio. Avremo modo di costruire ancora di più e ancora meglio, grazie al contributo di ciascuno».
Con queste parole, pronunciate durante il consueto incontro per gli auguri di Natale, il direttore generale Donatella D’Amico ha ufficializzato la sua permanenza alla guida dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche per i prossimi tre anni. Il messaggio del direttore non è stato un semplice atto formale, ma un riconoscimento del contributo corale di tutta la comunità scolastica: dai dirigenti ai docenti, dal personale amministrativo e Ata fino agli studenti e alle loro famiglie.
D’Amico ha sottolineato come i risultati “eccellenti” raggiunti dalle Marche siano il frutto di una "collaborazione condivisa", resa possibile da un impegno che, pur essendo spesso “immane”, viene sostenuto con volontà ed entusiasmo da tutte le componenti del sistema scolastico.
Per il prossimo triennio, l’obiettivo dichiarato resta quello di consolidare una scuola aperta, dinamica e inclusiva. Come ribadito fin dal suo insediamento nel 2023, la visione della direzione generale punta a sviluppare negli studenti lo “spirito del viaggiatore”, orientato al confronto critico e a una dimensione cosmopolita. I pilastri dell’azione educativa continueranno a essere la determinazione nell’impegno costante, l’attitudine al cambiamento e la capacità di lavorare in gruppo, valori ritenuti essenziali sia per il personale scolastico sia per gli alunni.
Il rinnovo del mandato garantisce una necessaria stabilità istituzionale, fondamentale per affrontare le sfide complesse che attendono la scuola italiana nei prossimi anni.
Un distacco di intonaco e calcinacci si è verificato nei giorni scorsi sotto i porticati antistanti l’ingresso della scuola dell’infanzia dell’Istituto comprensivo Enrico Fermi, in via Pace, a Macerata. L’episodio ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, successivamente transennata.
A segnalare quanto accaduto alla redazione di Picchio News è stato un padre di due bambine che frequentano la scuola materna. L’uomo ha raccontato quanto visto e le preoccupazioni emerse: "Sabato, accompagnando le mie figlie a scuola, ho trovato la presenza dei vigili del fuoco per il distacco di un ampio pezzo di intonaco e calcinacci dai porticati che si trovano davanti l’entrata della scuola materna. Il danno è avvenuto all'altezza dell'ultima porta prima del giardino".
“Ho chiesto spiegazioni soprattutto perché sotto quel porticato spesso vengono portati i bambini della scuola materna e della primaria per farli giocare - ha aggiunto -. Due giorni prima le mie figlie erano lì sotto a giocare".
“Da settembre - precisa il genitore - è stata inoltrata una richiesta, partita dalle nostre lamentele, per la pavimentazione dello stesso porticato, perché non è in buone condizioni e presenta pezzi mancanti di mattonelle. Finora però il Comune è rimasto immobile senza provvedere alla sistemazione".
"Siamo preoccupati per l’incuria e la negligenza, anche se la scuola ci ha detto di aver segnalato la situazione da tempo", avverte il papà. Dopo il cedimento, sono state adottate alcune misure temporanee di sicurezza (vedi foto, ndr): "Attualmente la zona è transennata e l’ingresso è stato spostato dalla scuola primaria. La zona è delimitata dal nastro dei vigili del fuoco e il danno si trova all’altezza dell’ultima porta in fondo prima del giardino: lì sono caduti intonaco e calcinacci".
Il padre ha inoltre riferito di aver parlato con il personale scolastico: "Ho fatto presente che anche la pavimentazione è messa male da tempo e che, a inizio anno scolastico, noi genitori abbiamo chiesto di farla sistemare. Mi è stato risposto che la segnalazione è stata fatta a settembre al Comune di Macerata, ma ancora nessuno è intervenuto".
Il Comune di Civitanova Marche e l'Istituto di Istruzione Superiore "Bonifazi-Corridoni" hanno stretto una collaborazione per la realizzazione di itinerari turistici inediti, focalizzati sull’intero territorio comunale.
L’Ente, nell’ambito della promozione e della valorizzazione del ricco patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale, intende avviare iniziative che coinvolgano attivamente la cittadinanza, in particolare le giovani generazioni, come strumento di crescita e consapevolezza territoriale. Da qui la collaborazione con la scuola che, nel corso dell’anno, promuove attività formative e progetti volti ad incentivare l'apprendimento basato sull'esperienza e a rafforzare l'integrazione tra il percorso di studi e il contesto territoriale di riferimento
Gli itinerari saranno ideati e sviluppati dai ragazzi dell'indirizzo “Servizi commerciali travel influencer” dell'Istituto, con il contributo degli studenti dell'indirizzo "Relazioni internazionali per il marketing" per l'attività di traduzione multilingue e degli studenti dell'indirizzo "Grafica e comunicazione" per la produzione fotografica e video.
Le attività di valorizzazione turistica e la creazione degli itinerari si focalizzeranno su spazi e luoghi del comune di Civitanova Marche, includendo in modo prioritario la Città Alta. La convenzione è stata approvata dalla Giunta comunale nella seduta del 9 dicembre 2025, in accordo con la dirigente scolastica Angela Fiorillo.
Una serata all’insegna del talento e dell’emozione quella che si è svolta nell’atrio dell’Istituto Comprensivo "Tacchi Venturi". Protagonisti assoluti sono stati gli alunni della sezione musicale della scuola Secondaria che, in occasione del tradizionale Concerto di Natale, hanno regalato un momento di alta qualità artistica a genitori e parenti accorsi numerosi.
Sotto la guida esperta dei docenti Vincenzo Correnti, Cesare Sampaolesi, Joseph Clementi, Marica Lucarini, Mariana Valentini e Luca Verdicchio, gli studenti della sezione B hanno eseguito un programma variegato di ben dieci brani strumentali. Ad arricchire la performance, le tre canzoni cantate dal Coro della classe prima, che hanno saputo trasmettere appieno l’atmosfera delle festività. A condurre la serata sono stati Edoardo Alfei e Benedetta Taborro, che hanno vestito con disinvoltura il doppio ruolo di presentatori e musicisti.
Il momento più toccante dell’evento è stato dedicato alla consegna di cinque borse di studio in memoria della maestra Cristina Giacanella. Il riconoscimento è destinato agli alunni di terza media che si sono particolarmente distinti nello scorso anno scolastico, conseguendo all'esame votazioni eccellenti, tra il dieci e il dieci e lode.
I premiati di quest'anno sono stati: Isabella Antinori, Emma Carbone, Cesare Cipolletti, Ginevra Pierucci ed Elisa Piunti. Alla cerimonia di consegna hanno partecipato con commozione Fabrizio Grandinetti, marito della compianta maestra Cristina, insieme ai figli Oliviero e Gaia e alle cognate Olivia e Antonella. “Con tali riconoscimenti – ha sottolineato Fabrizio Grandinetti – intendo ricordare una donna straordinaria, figlia di una materassaia e di un caldaista, di cui tutti hanno saputo apprezzare la misuratezza e l’eleganza. Nella scuola settempedana vedo un ottimo esempio di integrazione”.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore comunale all’Istruzione, Vanna Bianconi: “Sono felicissima nel vedere come la scuola si è organizzata dall’arrivo della nuova dirigente Catia Scattolini, che continua a proporre progetti degni di nota, come quello musicale, rimanendo sempre al passo con i tempi”.
La stessa dirigente Catia Scattolini ha rinnovato i complimenti ai vincitori per l’impegno dimostrato, sottolineando il valore educativo e formativo del percorso musicale intrapreso dall’istituto.
L'evento si è concluso con l’intervento di padre Luciano Genga, che ha condiviso una riflessione finale proprio mentre risuonava il bis di "Fratello Sole, Sorella Luna" di Riz Ortolani, suggellando una serata di profonda armonia e comunità.
Via libera alla riqualificazione del parco giochi e degli spazi esterni della scuola per l'infanzia "Lo Scoiattolo" di via Guerrazzi. L'amministrazione comunale ha approvato il progetto di ristrutturazione e sistemazione dell’area esterna dell’edificio scolastico situato nel quartiere San Marone, con un investimento complessivo di 46.000 euro.
L’intervento sarà finanziato in gran parte attraverso il fondo 0-6 anni, per un importo pari a 30.124,19 euro, come previsto dal Decreto del Dirigente del Settore Istruzione, Innovazione Sociale e Sport. Le opere approvate si inseriscono in un più ampio percorso di miglioramento delle strutture scolastiche cittadine, con particolare attenzione agli spazi dedicati ai più piccoli.
L’edificio scolastico, infatti, è già interessato da un importante intervento di ampliamento per la realizzazione di un nuovo locale mensa, finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con l’ultima delibera, la Giunta comunale ha voluto dare continuità ai lavori in fase di ultimazione, ampliando la corte destinata a parco giochi e rendendo gli spazi esterni più funzionali e adeguati alle attività didattiche.
Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di una nuova recinzione, la riqualificazione delle aree verdi e l’acquisto di nuovi arredi per il parco giochi, con l’obiettivo di creare un ambiente più sicuro, moderno e stimolante per i bambini che frequentano la scuola.
Nell’ambito della "Missione 4 – Istruzione e Ricerca", alla scuola per l’infanzia "Lo Scoiattolo" sono stati assegnati 327 mila euro per la realizzazione del nuovo spazio mensa, confermando l’attenzione dell’Amministrazione verso il potenziamento dei servizi educativi. Responsabile unico del progetto è il geometra Mirko Mari, incaricato di seguire l’attuazione degli interventi previsti.
Ha preso avvio ieri il progetto “Le Comunità del Cibo”, promosso dall’Università di Camerino in collaborazione con AMAP – Agenzia per l’Innovazione nel settore agroalimentare e della pesca della Regione Marche, con l’obiettivo di avviare un percorso di confronto e progettazione condivisa per la possibile costituzione di una o più Comunità del Cibo nel territorio marchigiano.
Le Comunità del Cibo, già attive in diverse regioni italiane, rappresentano un modello partecipativo che mette al centro la biodiversità, le produzioni locali e il ruolo degli agricoltori custodi, favorendo la costruzione di reti territoriali tra imprese, istituzioni, scuole, associazioni e cittadini. Nelle Marche, ad oggi, non risultano esperienze strutturate di questo tipo: il progetto intende quindi stimolare una riflessione concreta e condivisa, attraverso un ciclo di incontri che si svilupperà nel corso di tutto il 2026.
L’incontro, dal titolo “Strategie per l’area dei Monti Sibillini”, ha rappresentato il primo appuntamento del percorso ed è stato dedicato all’areale dei Monti Sibillini, individuato come contesto pilota per valutare la fattibilità dell’attivazione di una Comunità del Cibo.
“Questo progetto – ha sottolineato il professor Gianni Sagratini, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute – rappresenta un’importante opportunità per rafforzare il legame tra ricerca, formazione universitaria e territorio. All’interno della Scuola è attivo il Corso di Laurea triennale in Scienze gastronomiche e da quest’anno anche il CdL magistrale in Scienza e Innovazione del Cibo, un percorso completo che ha proprio l’obiettivo di formare professionisti capaci di coniugare qualità delle produzioni, tutela della biodiversità, sostenibilità e valore sociale del cibo. Le Comunità del Cibo costituiscono un contesto ideale in cui queste competenze possono tradursi in pratiche concrete, a beneficio delle comunità locali e delle aree interne”.
Dopo i saluti istituzionali del delegato ai Rapporti con il territorio e diritto allo studio Andrea Spaterna, del direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini e di Ambra Micheletti referente del progetto per l’AMAP, i lavori sono entrati nel vivo con un’introduzione al modello delle Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità, seguita dalla testimonianza di una Comunità del Cibo veneta, quella dei Monti Bellunesi, già attiva a livello nazionale. Ampio spazio è stato quindi dedicato al confronto, con una discussione guidata sulle opportunità e sulle sfide legate all’applicazione di questo modello nel territorio dei Monti Sibillini, alla presenza di agricoltori custodi, enti, associazioni e altri stakeholder interessati ai temi della tutela della biodiversità e dello sviluppo sostenibile.
L’Università di Camerino contribuisce al progetto mettendo a disposizione le proprie competenze scientifiche e di ricerca nel settore agroalimentare, in particolare negli ambiti delle scienze gastronomiche, del food e del beverage, attraverso il coinvolgimento di docenti e ricercatori. In questo contesto, un ruolo centrale è svolto dal Food Lab Unicam, inaugurato nei giorni scorsi, che si propone come spazio di riferimento per attività di ricerca e sperimentazione, di formazione e animazione territoriale.
La mattinata si è conclusa proprio al Food Lab con un aperitivo, pensato come ulteriore momento di dialogo informale e networking tra i partecipanti. Il percorso avviato oggi rappresenta un primo passo verso la possibile costruzione di Comunità del Cibo capaci di generare valore economico, sociale e culturale, rafforzando il legame tra cibo, territorio e comunità locali, in una prospettiva di sostenibilità e partecipazione.
Il plesso scolastico di Cesolo dell'Istituto comprensivo "Tacchi Venturi" cambia volto e si trasforma in un libro illustrato a cielo aperto. Sono stati inaugurati ufficialmente i nuovi murales che colorano la scuola internamente ed esternamente, frutto di un progetto corale che ha visto protagonisti studenti, insegnanti e genitori, uniti per rendere gli ambienti di apprendimento più accoglienti e stimolanti.
L’iniziativa, resa possibile grazie ai materiali forniti dal Comune di San Severino Marche, ha portato alla realizzazione di splendide decorazioni sulle pareti interne ed esterne della struttura. Personaggi delle fiabe, versi poetici e frasi motivazionali accompagnano il cammino degli alunni, creando un'atmosfera di incanto che si sposa perfettamente con il clima festivo del Natale.
Il progetto ha beneficiato della creatività di diversi esperti e volontari che hanno guidato i lavori. I murales esterni sono stati realizzati con la collaborazione di Ardesia Grossi, Roberta Sanpaolo ed Elisabetta Tartabini, quelli interni grazie al preziosissimo supporto di Giovanna Zizi. Infine il cancello d'ingresso è stato decorato da Diego Governatori Gobbi. Nuovo anche il simbolo dell’istituto: la bandiera che sventola sulla scuola è stata realizzata con cura dalle mamme delle classi quarte.
Al taglio del nastro delle nuove installazioni hanno preso parte il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e la dirigente scolastica, Catia Scattolini, insieme alla referente del plesso, alle colleghe insegnanti, al personale della scuola e, ovviamente, ai piccoli alunni. La cerimonia è stata impreziosita dalla benedizione di padre Luciano Genga, parroco di San Lorenzo in Doliolo e custode del santuario di San Pacifico.
Nel suo discorso di saluto, il sindaco Piermattei ha espresso profonda gratitudine verso la comunità scolastica: “Grazie alla dirigente scolastica e agli insegnanti che stanno facendo fare delle cose bellissime anche per questa scuola con il supporto di voi alunni e dei vostri genitori. Avete reso questa scuola bella sia internamente che esternamente. Avere una scuola bella significa, per chi la frequenta, andarci anche con più piacere”.
La dirigente Scattolini ha sottolineato l'importanza del senso di appartenenza che questo lavoro collettivo ha generato, trasformando la scuola in un luogo vivo e partecipato. La mattinata si è conclusa in un clima di grande festa tra i corridoi colorati, dove la magia delle fiabe si è unita a quella del Natale ormai alle porte.
Nella Sala della Giunta comunale è stato siglato un accordo di programma annuale tra il Comune di Civitanova Marche e i quattro istituti di istruzione superiore della città: Ipsia “Corridoni”, “Bonifazi-Corridoni”, Licei “Leonardo da Vinci” e “Stella Maris”, finalizzato a migliorare l’offerta educativa e formare una cultura inclusiva tra i giovani
Presenti per conto dell’Amministrazione comunale, l’assessore ai Servizi Educativi e Formativi Barbara Capponi e il dirigente del III Settore, Maria Antonietta Castellucci. L’Istituto Scolastico Superiore I.I.S. Ipsia-Corridoni era rappresentato dal dirigente scolastico Gianni Mastrocola, per lo Stella Maris era presente la vice dirigente Annalisa Caccia, per il Da Vinci il dirigente professor Francesco Giacchetta, per il Bonifazi-Corridoni la dirigente Angela Fiorillo.
Il documento rappresenta uno strumento utile a rafforzare la collaborazione tra il Comune e le istituzioni scolastiche del territorio per individuare obiettivi strategici condivisi, tra cui la promozione di iniziative educative, culturali, formative e di orientamento rivolte agli studenti e alla comunità territoriale. Sarà formato un gruppo di lavoro che si riunirà almeno due volte durante l’anno scolastico, per definire i progetti e le iniziative da realizzare e valutarne le ricadute educative.
L’Amministrazione si impegna a sostenere le iniziative e gli eventi organizzati in collaborazione con gli Istituti Scolastici, al fine di supportare le famiglie nel percorso di orientamento scolastico.
L’assessore Barbara Capponi ha dichiarato: "È la prima volta nella storia di Civitanova che l'assessorato ai Servizi educativi e formativi della città di Civitanova Marche sigli un accordo di programma con gli istituti superiori. È un grande traguardo per tutta la comunità: entrambi le istituzioni hanno voluto impegnarsi in una volontà a reciproca di mettere a sistema collaborazione e sguardi condivisi a vantaggio dei nostri giovani, per arrivare ad una convergenza di sguardi sempre più forte e coesa nel sostenerli e incoraggiarli nel loro talento".
"Ci saranno dunque non solo eventi insieme, ma tutto nasce dalla volontà di ragionare sulle tante dinamiche in cui i nostri figli sono immersi e che vivono – come ad esempio, una su tante, la fatica di conciliare sport o volontariato e scuola – e di impegnarsi in soluzioni creative che valorizzino ogni studente con i suoi talenti e nella sua storia. Ringrazio tutti i dirigenti: formalizzare un accordo di questo tipo significa non solo volersi impegnare con delle iniziative, ma soprattutto testimoniare un cambio di passo culturale che mostra concretamente l’importanza di una rete vera, tanto necessaria alla comunità educata ed educante".
L’accordo è fondato sulle disposizioni normative di cui all’art. 7 del D.P.R. 275/1999, che disciplinano la possibilità per le istituzioni scolastiche di aderire ad accordi con enti pubblici per il perseguimento di finalità istituzionali comuni.
Si consolida e si amplia la collaborazione scientifica tra l’Università di Camerino e l’Adana Alparslan Türkeş Science and Technology University (ATU) in Turchia. Un partenariato internazionale che, nel quadro dell’Alleanza Europea KreativEU, mette a sistema competenze interdisciplinari per affrontare le criticità legate alla riduzione del rischio sismico e alla gestione delle emergenze.
Dall'emergenza alla rinascita: le fasi del progetto La cooperazione ha mosso i primi passi nel luglio 2023, quando un team multidisciplinare Unicam composto da geologi, ingegneri e urbanisti si è recato nelle aree devastate dal sisma del 6 febbraio 2023. In quella prima fase, i rilievi si sono concentrati sugli effetti distruttivi del terremoto sul patrimonio edilizio. Recentemente si è conclusa la seconda fase della missione, focalizzata sullo stato della ricostruzione e sulla ripresa socio-economica in contesti storici fragili, come la città di Antiochia (Antakya). L’obiettivo è creare un ponte scientifico tra l’esperienza maturata in Italia centrale dopo il sisma del 2016 e le attuali necessità del territorio turco, individuando buone pratiche comuni.
Il cuore della missione è stato il workshop svoltosi ad Adana lo scorso 10 dicembre. Aperto dal rettore di ATU, professor Adnan Sözen, e dal prorettore vicario Unicam, Emanuele Tondi, l’incontro ha visto la partecipazione dei vertici della ricerca camerte. Il professor Stefano Mazzoli ha illustrato il quadro della tettonica attiva in Turchia, mentre il professor Massimo Sargolini ha approfondito le strategie urbanistiche per la ricostruzione. I contributi tecnici di Tiziano Volatili, Michele Mirra e Flavio Stimilli hanno completato il quadro, spaziando dai risultati dei rilievi sul campo alle strategie ingegneristiche e al modello della ricostruzione italiana.
La missione ha aperto anche nuovi canali istituzionali. Ad Antiochia, la delegazione è stata ricevuta dal rettore Veysel Eren della Hatay Mustafa Kemal University, dove si è discusso del ruolo cruciale degli ospedali veterinari nei disastri naturali. A Kahramanmaraş, invece, è stato confermato l'impegno con la Municipalità Metropolitana per il progetto PREP-CITY, già presentato nell'ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile (UCPM).
Il partenariato tra Unicam e le istituzioni turche si conferma un modello virtuoso di diplomazia scientifica. Attraverso il confronto tra eventi sismici di grande impatto, la collaborazione mira a sviluppare strategie di prevenzione e ricostruzione che siano non solo tecnicamente avanzate, ma anche resilienti e attente all'identità sociale, economica e culturale delle comunità colpite.
La poesia nasce là dove le parole finiscono e inizia la musica, come suggeriva Heinrich Heine. Nasce dal silenzio, dalle emozioni più forti, dalle domande senza risposta. È proprio da questo spazio fragile e autentico, profondamente umano, che sono scaturiti i versi premiati al concorso provinciale di poesia “Sulle ali di Leopardi”, promosso dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” di Macerata e rivolto a tutti gli studenti di classe terza delle scuole secondarie del maceratese, capace di portare alla luce voci giovani ma già sorprendentemente profonde e mature. Voci capaci di scendere nelle zone d’ombra dell’animo umano e di risalire trasformando il dolore in parola, la fragilità in arte. Una dimostrazione del fatto che la poesia, quando è autentica, non ha età.
Tra queste, si è imposta con forza quella di Kristian Galli, alunno del Convitto Nazionale Leopardi di Macerata, vincitore del primo premio, pari a 100 euro, grazie alla poesia “Le mie tenebre”. Un testo intenso che attraversa le notti dell’animo, restituendo al lettore immagini cariche di verità emotiva, ricomposti in una architettura che ricorda quella di un sonetto libero che si specchia sul suo opposto. Accanto a lui, Anita Recchi, frequentante lo stesso istituto, ha conquistato la menzione d’onore con “Non è l’inizio è la fine”, una poesia che colpisce per la maturità dello sguardo e per la capacità di raccontare il limite, il passaggio, la consapevolezza.
Le motivazioni del premio, lette da Piero Alberto Tulli, fratello del noto pittore astrattista Wladimiro, presidente dell’Associazione Amici del Classico, sono state al centro della cerimonia di premiazione svoltasi sabato 13 dicembre scorso, durante la quale è stata messa in luce la straordinaria attitudine dei ragazzi a sondare se stessi, a dare forma poetica alle proprie insicurezze, ricomponendo contrasti interiori in un linguaggio che diventa bellezza e condivisione. Non semplici esercizi scolastici, ma vere e proprie confessioni liriche, capaci di parlare a tutti.
Alla cerimonia era presente anche il dirigente Scolastico del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”, Simone Cartuccia, membro della commissione giudicante, che ha accompagnato questo momento di valorizzazione del talento giovanile con attenzione e partecipazione.
A esprimere la soddisfazione dell’istituto è stata anche il rettore e dirigente scolastico del Convitto Nazionale Alessandra Gattari, che ha sottolineato il valore educativo del riconoscimento:
“Questo risultato – ha dichiarato – non premia soltanto il talento dei nostri studenti, ma conferma l’importanza di una scuola che sa ascoltare, accompagnando ragazzi e ragazze nella scoperta di sé e offrendo loro strumenti per trasformare le emozioni più profonde in occasioni di crescita. La poesia è un potente mezzo di espressione e formazione, capace di dare voce a ciò che spesso resta inesprimibile”. In queste poesie c’è già molto di ciò che la letteratura insegna: il coraggio di guardarsi dentro e la capacità di trasformare il dolore in arte e voce.
Un'emozionante cerimonia svoltasi il 12 dicembre presso la sala consiliare di Bergamo ha trasformato il ricordo di una tragedia in celebrazione di vita e talento giovanile. Il Premio Riboli 2025, conferito alla presenza delle istituzioni locali e dei rappresentanti di Intesa Sanpaolo e della famiglia Riboli, ha visto un protagonista indiscusso: la delegazione dell’Istituto d'Istruzione Superiore "Bonifazi Corridoni" di Civitanova Marche, capace di ottenere tutti i principali riconoscimenti nazionali in palio.
Il Premio nasce per onorare la memoria di Maria Riboli, giovane professionista vittima dell'attentato terroristico di Dacca nel 2016. La famiglia e gli enti promotori (I.I.S. Caterina Caniana, Comuni di Bergamo, Borgo di Terzo, Solza e Vigano San Martino) hanno voluto che il concorso diffondesse, attraverso la moda, i valori di libertà, rispetto della vita e identità personale.
L’edizione 2025 ha sfidato i giovani designer sul tema: "Ripensare l’abito da sposa (o l’outfit per il ‘grangiorno’) tra tradizione e contemporaneità: candore, lusso, identità personale, nuove forme di celebrazione dell’amore".
Sotto la guida della docente di progettazione moda, la professoressa Giuliana Compagnucci, le studentesse marchigiane hanno saputo interpretare la complessità del tema con preparazione tecnica e straordinaria sensibilità concettuale.
L'istituto ha letteralmente fatto "incetta" delle borse di studio nazionali. Vittoria assoluta: Anisa Shah (4º anno Moda) con il progetto “Whispers of Eternity” (Sussurri di Eternità), aggiudicandosi la borsa di studio da 800 €. Secondo posto: Martina Totò con la creazione “Diversa trasparenza” (borsa di studio da 500 €).
Il momento più emozionante della cerimonia è stato il conferimento della menzione speciale a Laura Shtrezi (5º anno Moda). Ex vincitrice assoluta dell'edizione precedente e impossibilitata a competere nuovamente, Laura ha comunque presentato un progetto fuori concorso, un vero e proprio atto d'amore ed empatia.
La sua creazione è stata dedicata specificamente alla figlia di Maria Riboli, una bambina che non ha mai potuto conoscere la madre. Questo gesto profondamente significativo ha meritato una menzione speciale e una borsa di studio simbolica di 300 €, evidenziando come l'arte possa trasformarsi in un linguaggio universale di consolazione e speranza.
La cerimonia ha riaffermato il valore del Premio Riboli come piattaforma per la creatività giovanile, onorando la memoria di una vittima e incoraggiando i talenti futuri, con Civitanova Marche protagonista assoluta.
Di fronte alle dinamiche sfide tecnologiche, organizzative e manageriali che stanno caratterizzando il panorama assistenziale (in cui farmaci e dispositivi medici giocano un ruolo imprescindibile) del nostro paese, una grande responsabilità investe l’Università, chiamata a guidare i processi evolutivi in atto. Una sfida “ad intensità crescente” che Unicam ha voluto raccogliere organizzando la quinta edizione del convegno nazionale “Nuove sfide e strategie professionali per il Farmacista Ospedaliero e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie”, che si è svolta a San Benedetto del Tronto dall’11 al 13 dicembre: un appuntamento che ha offerto un’opportunità di riflessione sull’intero percorso dell’anno ormai concluso e rilanciare le priorità su cui affrontare gli impegni futuri.
“Assegnando all’edizione 2025 il titolo Innovazione e governance farmaceutica nella cornice di sostenibilità data dal modello universalistico abbiamo voluto offrire un contributo concreto – ha sottolineato il responsabile scientifico e ideatore del convegno, professor Carlo Cifani, direttore della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e della XXIII Edizione del Master “Manager di Dipartimenti Farmaceutici” di Unicam – alle competenze professionali e manageriali di una figura chiave nei percorsi di cura sanitari, quella del farmacista che opera nel Servizio Sanitario Nazionale, in un quadro di assoluta criticità di risorse e di rispetto e a difesa del modello universalistico che caratterizza il nostro SSN”.
“Attraverso un filo conduttore che identifica gli ambiti di maggiore interesse, innovazione, cronicità, elevata specializzazione e rapida evoluzione, - ha proseguito il professor Cifani – è stato possibile esplorare modelli e percorsi di gestione delle terapie nella continua focalizzazione sulla presa in carico del paziente, dall’ospedale al territorio. Sono state infatti le istituzioni, AIFA e Società Italiana di Farmacista Ospedaliera ad aprire il dibattito e le patologie prese in esame nelle sessioni successive hanno fornito il tracciante per definire strumenti di valutazione e di governo in linea con le aspettative organizzative ed economiche del sistema. L’alternanza di esperienze e professionalità, sono intervenuti infatti oltre 35 relatori provenienti da tutta Italia, e gli ampi spazi di discussione hanno potuto garantire una visione a trecentosessanta gradi delle diverse problematiche”.
“Guardare inoltre oggi alla farmacia clinica, approccio che focalizza l’attenzione sul paziente e sul suo percorso di cura, significa aprirsi al territorio in continuità e coerenza con l’esperienza ospedaliera: anche questa direzione nell’evoluzione organizzativa è stata centrale nelle proposte di dibattito del convegno” – ha sottolineato la professoressa Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura, responsabile scientifico del convegno e membro della Commissione di Ateneo per l’Alta Formazione di Unicam.
L’evento ha visto la partecipazione di 350 farmacisti che operano nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali e fra i suoi protagonisti non sono mancate le principali aziende del settore, integrate a pieno titolo fra gli interlocutori strategici del sistema. Il percorso dei lavori è iniziato con una riflessione tra i diversi livelli di governo, tra ministero (AIFA), competenze regionali e locali, una suddivisione di compiti costantemente da riarticolare di fronte all’evoluzione delle tecnologie e del conseguente impianto normativo europeo, come suggeriscono le recenti applicazioni comunitarie sull’Health Technology Assessment (HTA), per evitare inutili duplicazioni e dare valore ai diversi livelli.
Incrociando le tematiche relative alle diverse patologie “paradigmatiche” delle diverse condizioni, cardiovascolare e psichiatria, obesità, broncopatie ostruttive e oncologia con alcuni argomenti di carattere normativo e organizzativo (gestione dispositivi medici, ruolo delle unità di allestimento, applicazioni di HTA in ambito di malattie rare e applicazione codice degli appalti in ambito biosimilari) l’intero programma è stato sviluppato coerentemente con gli ambiziosi obiettivi. Clinici, tecnici di istituzioni e accademici hanno affiancato le numerose esperienze proposte dai farmacisti esperti provenienti dai diversi sistemi regionali.
“Il convegno annuale Unicam dedicato alla farmacia clinica – ha sottolineato il professor Gianni Sagratini, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute – è perfettamente inserito in un percorso didattico che caratterizza storicamente l’impegno di questa Università nei confronti di una figura professionale chiave per il successo dei processi di assistenza dei diversi sistemi regionali”.
“Ai corsi universitari, caratterizzati nel contempo da una antica tradizione e da una rapida capacità di evolversi verso le materie più attuali – ha evidenziato il Rettore Unicam professor Graziano Leoni si affiancano il Master di secondo livello, formalmente riconosciuto a livello nazionale come titolo di accesso alla direzione di strutture complesse e altri corsi di perfezionamento in un clima di interazioni e collaborazioni con Istituzioni e strutture sanitarie di eccellenza, come quelle storiche con l’ospedale di San Benedetto del Tronto e di Bergamo”.
Il convegno si è tenuto nella sala convegni dell’Hotel Calabresi, valorizzando l’elevato livello di ospitalità che la città di San Benedetto del Tronto continua a garantire, a testimonianza delle grandi opportunità di sinergia che si possono costruire tra accademia e territorio.
L'Università di Camerino rafforza i rapporti con università e istituzioni argentine, anche nel quadro delle iniziative di Tipicità, di cui Unicam è partner. In occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, infatti, il Prorettore vicario dell’Università di Camerino e Presidente del CUIA-Consorzio Interuniversitario Italiano per l’Argentina, Emanuele Tondi, è stato impegnato in una missione istituzionale in Argentina finalizzata a consolidare e sviluppare nuove collaborazioni accademiche e scientifiche con università e istituzioni locali.
Nel corso della missione, il prorettore Tondi ha incontrato il nuovo Ambasciatore d'Italia a Buenos Aires, Fabrizio Nicoletti, sottolineando l’importanza strategica del ruolo della cooperazione universitaria nel rafforzamento delle relazioni culturali, scientifiche e formative tra Italia e Argentina.
È stato poi possibile incontrare i vertici dell’Universidad Austral di Buenos Aires, che ha manifestato un forte interesse ad avviare collaborazioni nella didattica e nella ricerca nel settore delle scienze gastronomiche, ambito strategico che unisce scienza, innovazione e valorizzazione delle tradizioni alimentari, anche alla luce del recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco.
Particolare rilievo hanno assunto anche gli incontri con l’università di Ushuaia, interessata a sviluppare progetti congiunti di ricerca nelle scienze biologiche e nelle scienze della Terra, in cui Unicam vanta competenze consolidate, con specifico riferimento agli studi sull’Antartide, di grande rilevanza scientifica e internazionale.
Sono state inoltre rafforzate le relazioni istituzionali con i Consolati d'Italia di Bahía Blanca, Ushuaia e Buenos Aires, creando un contesto favorevole allo sviluppo di future iniziative di cooperazione universitaria, mobilità internazionale di studenti e ricercatori e progettualità condivise.
Le attività si inseriscono nel più ampio quadro delle iniziative promosse da Tipicità, realtà di riferimento per la valorizzazione delle eccellenze territoriali e del Made in Italy, di cui Unicam è partner. Da oltre trent’anni, Tipicità rappresenta un luogo di incontro tra cultura, economia, ricerca e territori, favorendo dialoghi e sinergie a livello nazionale e internazionale.
La missione in Argentina conferma l’impegno dell’Università di Camerino nel rafforzare la propria dimensione internazionale, promuovendo un modello di cooperazione fondato sull’integrazione tra formazione, ricerca scientifica e valorizzazione culturale, in linea con la vocazione dell'Ateneo all’apertura e al dialogo con i contesti globali.
C'è la firma dei giovani cittadini di Matelica sulla nuova opera d'arte che da sabato pomeriggio (13 dicembre) impreziosisce la celebre frazione di Braccano, nota per i suoi colorati murales.
L’opera è stata realizzata con grande impegno e dedizione dai ragazzi e dalle ragazze delle classi terze della scuola media dell’I.C. Enrico Mattei. Si tratta di un murale di grande importanza simbolica, in quanto va a sostituire e rinnovare il murale storico intitolato “La Balena”.
L'iniziativa non si esaurirà con questo progetto: è già stato annunciato che nel corso del 2026 saranno restaurati altri tre murales esistenti, con l'obiettivo di dare sempre nuova vitalità e brillantezza all'immagine caratteristica della frazione.
All’inaugurazione di sabato scorso hanno partecipato diverse autorità, tra cui il sindaco Denis Cingolani, l’assessore alla Cultura Barbara Cacciolari e il vicesindaco di Esanatoglia Debora Brugnola, a testimonianza del valore interistituzionale dell'iniziativa.
Il sindaco Cingolani ha espresso profonda gratitudine per l'impegno della scuola: “Un vivo ringraziamento alla dirigente scolastica Roberta Carboni e alle insegnanti di arte Antonella Servili e Laura Caglini per la messa a terra di questo importante progetto. Grazie anche alla signora Marina Rotili, proprietaria della casa che ha ospitato l’opera”.
Cingolani ha concluso sottolineando il valore civico dell'iniziativa: “La scuola è anche questo, stare insieme al di fuori delle mura scolastiche e collaborare uniti per la nostra comunità”. L’inaugurazione ha così celebrato non solo un’opera d’arte, ma anche un momento di forte coesione sociale e di apprendimento attivo sul territorio.
L’Università di Camerino conferma il proprio ruolo di eccellenza nella ricerca scientifica aggiudicandosi un importante finanziamento nell’ambito del terzo bando del Fondo Italiano per la Scienza (FIS 3), lo strumento del Ministero dell’Università e della Ricerca dedicato al sostegno della ricerca di base più innovativa.
Il progetto selezionato, del valore di 1.271.776 euro, è stato presentato da Alessandro Bricca, giovane ricercatore che ha scelto proprio l’Università di Camerino come host institution per sviluppare le attività scientifiche previste.
A livello nazionale, il Ministero dell'Università e della Ricerca ha esaminato più di 5mila proposte, selezionandone 326 per un investimento complessivo superiore a 432 milioni di euro. Nelle Marche sono stati finanziati soltanto due progetti nei macrosettori disciplinari Life Sciences, tra cui quello di Unicam per un importo di 1.271.776 euro.
Il progetto, dal titolo “Valutare il ruolo delle aree protette nella conservazione della biodiversità e della multifunzionalità degli ecosistemi in un contesto di cambiamento globale”, si inserisce nella cornice della EU Biodiversity Strategy for 2030 e degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.
L’iniziativa mira a valutare in modo innovativo quanto le aree protette, nel tempo, siano uno strumento efficace di conservazione della biodiversità, con un focus particolare sugli ecosistemi forestali. La crisi globale della biodiversità rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per la comunità scientifica e per la società: proteggere il patrimonio naturale non è solo una scelta ambientale, ma un investimento sul nostro futuro. La biodiversità, infatti, garantisce servizi ecosistemici fondamentali per la nostra vita quotidiana: dall’aria pulita all’acqua, fino alla regolazione del clima.
Per questo è essenziale sapere se e come le aree protette funzionano. Valutarne l’efficacia nel tempo consente infatti di adattare le misure di gestione, così da mantenerle al passo con il cambiamento delle minacce alla biodiversità e garantirne un ruolo sempre più solido in un’epoca segnata dagli effetti del cambiamento climatico e dalla crescente pressione delle attività umane.
La scelta del dottor Bricca, ecologo funzionale con una consolidata esperienza sia nella ricerca teorica sia in quella applicata, di sviluppare il progetto presso l’Università di Camerino, conferma la solidità e il prestigio dei gruppi di ricerca dell’Ateneo nei campi dell’ecologia, della biodiversità e delle scienze ambientali. Unicam, infatti, da anni si distingue come vero e proprio centro di eccellenza scientifica riconosciuto a livello internazionale su queste tematiche.
"Sono naturalmente molto soddisfatto – ha sottolineato il dott. Bricca – per questo risultato che premia non solo la mia attività di ricerca, ma anche quella dell’Ateneo che ho scelto per svilupparla. L’obiettivo del progetto è certamente ambizioso, ma ha una forte proiezione verso il futuro. In Unicam lavorerò con vari gruppi di ricerca tra cui quello del professor Roberto Canullo e sarà per me un onore collaborare con ricercatori e ricercatrici di elevata qualità scientifica e con una forte vocazione internazionale”.
“Mi congratulo a nome dell’intera comunità universitaria con il dottor Bricca – ha affermato il rettore dell’Università di Camerino Graziano Leoni – per questo importante riconoscimento che conferma sia l’eccellenza della ricerca scientifica del nostro Ateneo sia la capacità di attrarre giovani talenti e progetti competitivi in ambito nazionale e internazionale. Unicam continua così a promuovere una ricerca di qualità, in grado di contribuire in modo significativo alle grandi sfide ambientali del nostro tempo e di produrre conoscenza utile alla società e ai territori”.
L’Università di Camerino migliora ancora la propria posizione nella Classifica GreenMetric, che valuta il livello di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale delle Università di tutto il mondo, collocandosi all’ottavo posto a livello nazionale nel ranking 2025.
Non solo, Unicam mantiene il primo gradino del podio su scala nazionale in una delle sei categorie di valutazione, quella denominata “Contesto e Infrastrutture” relativa alle politiche dell'ateneo riguardante l'ambiente verde, includendo spazi per il verde e misure per la salvaguardia dell'ambiente, oltre allo sviluppo di energie sostenibili.
Con un totale di 8575 punti, l’Università di Camerino ha incrementato di 300 punti il punteggio rispetto allo scorso anno, migliorando così di una posizione tra gli atenei italiani e di 36 posizioni a livello mondiale, passando in questo caso dal 146mo al 110mo posto.
“Siamo davvero molto soddisfatti di questo risultato, che conferma l’impegno costante del nostro Ateneo sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. Il tema della sostenibilità – ha sottolineato il rettore Unicam, Graziano Leoni – rappresenta una delle missioni strategiche dell’Università di Camerino ed è al centro delle attività che portiamo avanti quotidianamente, in tutte le nostre strutture e in tutte le dimensioni della vita universitaria".
"Nel 2022 abbiamo adottato il Piano di Sostenibilità “Route 2030” con l’obiettivo di accompagnare l’Ateneo in un percorso strutturato verso il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030. Oggi, a tre anni di distanza, i progressi registrati anche nel GreenMetric ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta".
"Questi risultati non rappresentano un punto di arrivo, ma uno stimolo ulteriore: stiamo già lavorando per aggiornare e rafforzare gli obiettivi del nostro Piano di Sostenibilità, adeguando le azioni alle nuove esigenze e alle sfide che il contesto attuale ci pone”.
Lanciato da Universitas Indonesia nel 2010, il ranking GreenMetric è pensato per coinvolgere le università di tutto il mondo nell’impegno comune sui temi della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente. Per realizzare la classifica vengono valutate le azioni e le politiche adottate dagli atenei in campo green, attraverso molteplici indicatori suddivisi in 6 criteri, su aspetti quali la gestione e il recupero dei rifiuti, la presenza di spazi verdi, l’utilizzo di energie rinnovabili e il livello di efficientamento energetico, l’attenzione alla mobilità sostenibile, il consumo di acqua e di energia, l’impegno nella didattica, nella ricerca e nella terza missione dell’Ateneo in queste tematiche.
Prevenire il bullismo e il cyberbullismo, promuovere un uso consapevole del digitale e rafforzare la cultura del rispetto: sono stati questi gli obiettivi al centro del progetto "Mister Sam", che nei mesi di ottobre e novembre ha coinvolto le classi prime e seconde dell’ITE “Gentili”.
Il percorso, articolato in quattro ore di attività formative, ha alternato laboratori, esercitazioni pratiche e momenti di confronto guidati dagli esperti pedagogisti e psicologi della Pars di Corridonia, in collaborazione con il Comune di Macerata – Ambito Politiche Sociali. Un lavoro sinergico, pensato per aiutare gli studenti a orientarsi tra rischi e opportunità del mondo digitale.
Durante gli incontri, i ragazzi hanno affrontato temi cruciali per la loro crescita: dal riconoscimento delle dinamiche di bullismo e cyberbullismo alla consapevolezza delle dipendenze digitali, da gioco e comportamentali, fino alla riflessione su linguaggi e comportamenti corretti da adottare online. L’obiettivo è stato quello di formare utenti consapevoli, capaci di muoversi nella rete con responsabilità e spirito critico.
La fase conclusiva del progetto si è svolta in aula magna, dove gli studenti hanno assistito alla proiezione del film "Sconnessi", occasione per riflettere su quanto la vita quotidiana dipenda dalle tecnologie e su come cambierebbero le relazioni senza una connessione costante. Dopo il film, una nuova attività laboratoriale ha permesso ai giovani di condividere idee, emozioni e considerazioni personali, consolidando quanto appreso nel percorso.
Soddisfatta la dirigente scolastica Alessandra Gattari, che ha sottolineato come "Mister Sam" confermi l’impegno costante dell’istituto nel promuovere il benessere degli studenti e nell’educarli a una cittadinanza digitale più responsabile e rispettosa. Un progetto che, secondo la scuola, rappresenta un tassello importante nella costruzione di una comunità educativa attenta, inclusiva e consapevole