Presentata questa mattina alle 13, nella sede elettorale di via Garibaldi a Macerata, la lista "Riformisti Macerata", formazione che sostiene la candidatura a sindaco di Gianluca Tittarelli e che riunisce l’esperienza del PSI e di Casa Riformista in un progetto definito progressista, moderato e civico. Al centro della proposta politica, il rafforzamento dell’area riformista del centrosinistra con l’obiettivo di intercettare quell’elettorato che non si riconosce “nel sovranismo della destra né negli estremismi”.
Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati i punti principali del programma, che mette al centro sviluppo sostenibile, partecipazione civica, giovani, cultura e rilancio dell’attrattività della città. Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della transizione ecologica e digitale, della gestione dei servizi pubblici, della valorizzazione del verde urbano, del turismo culturale e del rapporto strategico tra città, Università e Accademia di Belle Arti.
“La nostra soddisfazione è grande perché siamo riusciti a costruire una lista autenticamente riformista, come avevamo promesso a Gianluca Tittarelli”, ha dichiarato Ulderico Orazi di Casa Riformista. “Crediamo che questo progetto possa rappresentare un’alternativa concreta per Macerata dopo cinque anni di amministrazione che giudichiamo negativamente”.
Sulla stessa linea Antonio Zaccagnino di Avanti-Partito Socialista, che ha sottolineato il valore dell’alleanza tra anime civiche e politiche. “L’idea iniziale è stata quella di unire le nostre esperienze in una lista che rappresentasse il riformismo cittadino”, ha spiegato. “Questa coalizione nasce da un’intesa sui temi e sulle idee. Girando per la città emergono priorità precise come rifiuti, parcheggi, verde pubblico e qualità della vita”.
A intervenire anche Stefano Di Pietro, coordinatore della lista, che ha posto l’accento sul funzionamento della macchina amministrativa. “Vogliamo portare concretezza, competenza ed esperienza amministrativa”, ha detto. “Il nostro obiettivo è rendere il Comune più efficiente e più vicino ai cittadini. Pensiamo alla Tari: aumenti importanti senza un miglioramento reale dei servizi”.
La capolista Eleonora Sarti ha invece evidenziato il ruolo della partecipazione e della cultura come strumenti di crescita della città. “Una comunità cresce davvero quando i cittadini partecipano alla vita pubblica”, ha affermato. “Immaginiamo una Macerata che guarda avanti, con i giovani protagonisti e la cultura come motore di sviluppo e opportunità”.
A chiudere l’incontro è stato il candidato sindaco Gianluca Tittarelli, che ha definito la lista “una componente importante della coalizione”. “Qui ci sono persone competenti che hanno aderito con coerenza a un progetto condiviso”, ha dichiarato. “Per la prima volta il centrosinistra si presenta unito a Macerata e questa pluralità rappresenta una ricchezza per costruire una città più viva e partecipata”.
La lista “Riformisti Macerata” è composta da Eleonora Sarti, Stefano Di Pietro, Piergiuseppe Mariotti, Antonio Zaccagnino, Riccardo Vecchi, Ulderico Orazi, Fernando Froldi, Fabrizio Centioni, Fabrizio Ippolito, Matteo Teloni, Alessio Ferri, Quinto Romagnoli, Gina Latini, Simonetta Simonetti, Katiuscia Fratini, Paolo Ponzelli, Gianfranco Lattanzi, Anna Maria Stacchio, Serena Pizzabiocca, Giancarlo Moretti e Marina Bagantoni.
Sulla delicata questione della nuova discarica provinciale interviene Silvia Luconi, sottosegretaria alla presidenza della Giunta regionale ed esponente di Fratelli d'Italia. Un intervento che punta a riportare il dibattito su un binario di pragmatismo, stigmatizzando le recenti polemiche: «Sulla nuova discarica provinciale serve serietà. Non servono allarmismi, né il tentativo di trasformare una questione complessa nell’ennesima polemica politica».
Luconi sgombera subito il campo dalle accuse rivolte ai vertici regionali: «La scelta dei siti non compete alla Regione né al Presidente Acquaroli. Tirarlo in ballo significa spostare il dibattito dal piano delle responsabilità a quello della propaganda». La sottosegretaria sottolinea come l’iter riguardi esclusivamente Provincia, ATA e assemblea dei sindaci, esprimendo sostegno al neo-presidente Gentilucci chiamato a una decisione «difficile, delicata, ma non più rinviabile».
Il richiamo alla coerenza è netto: «Sorprende che chi conosce bene la materia soffi sul tema addirittura dagli “spalti” del Consiglio provinciale parlando di atti di prevaricazione o furbate. Chi dice “no” a una scelta ha anche il dovere di indicare una soluzione alternativa, concreta e praticabile».
Secondo l'esponente di FdI, il problema viene da lontano e non può più essere nascosto sotto il tappeto: «Già nel 2018, dagli stessi vertici del Cosmari, si richiamava la necessità di programmare una nuova discarica. Oggi si tratta di affrontare un problema e il compito che spetta alle istituzioni è quello di non nascondersi ma decidere».
Il rischio del rinvio, secondo Luconi, è tutto nelle tasche dei contribuenti: «Le cartelle Tari che stanno arrivando nelle nostre case dimostrano che rinviare le scelte non significa risolvere i problemi: significa spesso pagarli di più». La sottosegretaria invita a sviluppare ragionamenti politici seri, mostrando sensibilità verso territori come Macerata, Tolentino o Morrovalle che hanno già ospitato impianti in passato.
L'intervento si chiude con uno sguardo al futuro e alle tecnologie di ultima generazione. Luconi invita a rompere il tabù della termovalorizzazione: «Se vogliamo ridurre davvero il ricorso alle discariche, dobbiamo avere il coraggio di discutere seriamente anche di termovalorizzazione di ultima generazione. Le Marche continuano a non disporre di un impianto di questo tipo, a differenza di quasi tutte le altre Regioni italiane».
Citando esempi europei come Uppsala in Svezia, la sottosegretaria conclude: «La discussione sulla termovalorizzazione non può essere liquidata con slogan, paure pregiudiziali o con il solito "no" a tutto, soprattutto da parte di chi sa di non avere in prima persona l’onere e la responsabilità di dover risolvere il problema».
Oltre 1.400 persone hanno riempito il Palazzetto Fontescodella per la serata che ha visto riunirsi l’intera coalizione di centrodestra a sostegno del candidato sindaco Sandro Parcaroli. Un appuntamento partecipato, che ha rappresentato la presentazione ufficiale delle liste – Unione di Centro, Parcaroli Sindaco – Lega, I Marchigiani – I Maceratesi per Parcaroli, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Macerata Unica – e un momento di sintesi dei cinque anni di amministrazione e delle prospettive future.
Nel corso della serata sono stati proiettati video che raccontano l’operato dei cinque anni di amministrazione, contribuendo a ripercorrere i risultati raggiunti e le principali azioni messe in campo.
Sul palco si sono alternati interventi istituzionali e testimonianze, con accenti diversi ma un filo conduttore comune: la rivendicazione dei risultati ottenuti.
L’ex comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, Patrizietti, ha sottolineato l’importanza del sottopasso di via Roma, definendolo un’opera attesa da anni e finalmente realizzata, con benefici evidenti anche sul piano ambientale grazie alla riduzione di consumi ed emissioni.
Il commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha parlato di “cinque anni impressionanti” per la capacità di trasformare promesse in fatti concreti, evidenziando la forza di una filiera istituzionale coesa. “Sarebbe folle pensare alla discontinuità”, ha affermato, rilanciando la necessità di un nuovo mandato per completare i progetti avviati, a partire dall’ospedale.
Tra le testimonianze, quella della signora Velasco, italo-argentina, che ha raccontato il proprio percorso di integrazione attraverso Confartigianato, fino all’assunzione a tempo indeterminato. “Un’esperienza concreta e umana, un gesto di fiducia che apre porte”, ha detto, ringraziando l’amministrazione.
Dal mondo dello sport, Rolando Mozzoni del Macerata Rugby ha evidenziato la sensibilità mostrata verso le realtà sportive del territorio, mentre il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha ripercorso il cammino condiviso con Parcaroli dal 2020, tra pandemia, ricostruzione e rilancio infrastrutturale. Ha rivendicato il lavoro sull’ospedale, definendo il progetto reale e in fase avanzata, e ha difeso le scelte compiute: “Accettiamo critiche, ma non da chi è stato immobile per 40 anni”.
Nel suo intervento conclusivo, Sandro Parcaroli ha tracciato un bilancio dei quasi sei anni alla guida della città, segnati da emergenze globali ma anche da una crescita costante. “Macerata non si è fermata: ha continuato a costruire e a sognare”, ha detto, ricordando l’aumento del patrimonio netto comunale da 88 a oltre 200 milioni di euro, definito come segno di credibilità ritrovata.
Il candidato ha rivendicato il ritorno di attrattività della città, con l’inversione del calo demografico e nuovi investimenti, tra cui quello della fondazione Bocelli a Sforzacosta. Ampio spazio ai progetti futuri: dal potenziamento dei servizi sociali ai centri di aggregazione nei quartieri, dallo sviluppo sportivo – con il sogno di un nuovo palazzetto – alla riconversione dell’ex ospedale in un polo di silver economy.
Parcaroli ha inoltre ribadito l’importanza della cultura come servizio alla persona, citando i risultati dello Sferisterio, i fondi per il MOF, la crescita dei visitatori museali e la valorizzazione della figura di Padre Matteo Ricci. Non è mancato uno sguardo al futuro, con l’attenzione alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale.
“La città del futuro è qui”, ha concluso, rilanciando la richiesta di fiducia per un secondo mandato, con l’obiettivo di consolidare quanto fatto e completare le opere avviate.
In vista delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, il Terzo Polo lancia la sfida per una "Macerata città della persona". Il candidato sindaco Mattia Orioli, presentando la lista (leggi qui), ha voluto sottolineare il ruolo centrale delle nuove generazioni nel progetto politico, rivolgendo un ringraziamento particolare a Leonardo Piermattei per il lavoro svolto nella fase burocratica di presentazione.
«Il contributo dei nostri giovani, sia in prima linea che nel fondamentale lavoro dietro le quinte, è la linfa vitale del Terzo Polo - ha dichiarato Orioli - la dedizione di Piermattei e degli altri ragazzi in lista testimoniano la volontà di creare una classe dirigente nuova, seria ed entusiasta di lavorare per la città verso un reale cambiamento».
Proprio su istanza del gruppo giovani, la coalizione ha deciso di porre la salute mentale e il benessere della persona come pilastro del proprio programma elettorale. L'obiettivo dichiarato è quello di normalizzare il tema, rendendo il supporto psicologico un diritto accessibile a tutti, oltre ogni barriera economica.
Secondo la visione del Terzo Polo, il Comune deve assumere un ruolo attivo: «Se la sanità clinica è responsabilità della Regione, la prevenzione e il benessere sociale sono compiti primari del Comune». L’intenzione è quella di valorizzare le realtà e gli sportelli di ascolto già esistenti sul territorio, rendendoli però più incisivi attraverso una strategia strutturata e capillare.
Per tradurre questi principi in azioni amministrative, la proposta prevede l'istituzione di un "Fondo Comunale per il Benessere Psicologico". Tale fondo, alimentato da finanziamenti europei e nazionali, permetterebbe l'erogazione di voucher destinati ai cittadini, con una corsia preferenziale per le fasce giovanili e per chi vive situazioni di precarietà.
Il servizio verrebbe garantito da una rete di professionisti locali aderenti a un protocollo di tariffe agevolate, integrando il supporto negli spazi già familiari ai maceratesi come scuole, centri civici e luoghi di aggregazione. L'obiettivo finale di Orioli è quello di trasformare Macerata in una comunità più coesa, «dove il benessere non sia più un lusso per pochi o un rimedio estremo, ma un'opportunità reale di crescita».
Continua l'azione dell'amministrazione comunale di Sarnano per il ripristino e la messa in sicurezza della viabilità rurale e periferica. In questi giorni, i cantieri si sono spostati in Contrada Schito, con un intervento mirato nella zona Marconacci, un'area che da tempo soffriva di criticità strutturali.
La strada interessata dai lavori presentava condizioni particolarmente compromesse, frutto dell'azione combinata delle intemperie, dell'usura del tempo e, come sottolineato dall'ente, di una situazione di abbandono protrattasi per molti anni. Il cantiere punta a restituire sicurezza, decoro e piena percorribilità ai residenti della zona, rispondendo a un'esigenza sentita da tempo dalla comunità locale.
Il consigliere Alessandro Bruschi, che ha seguito l’iter degli impegni assunti per la sistemazione del tratto, ha rimarcato la linea dell'Amministrazione: «L’obiettivo è chiaro: intervenire dove serve, senza distinzioni, senza logiche particolari e senza favoritismi. Ci stiamo muovendo seguendo esclusivamente criteri di necessità, sicurezza e interesse pubblico».
Il Comune non nasconde che le criticità sul vasto territorio sarnanese siano ancora numerose, sia per quanto riguarda le strade comunali che quelle vicinali. Tuttavia, l'intenzione è quella di procedere con una programmazione costante nei prossimi mesi, compatibilmente con le risorse a disposizione.
«Ogni strada sistemata rappresenta un passo avanti per l’intera comunità - ha aggiunto il consigliere Bruschi - e il nostro impegno è quello di continuare su questa strada con serietà e concretezza, mantenendo alta l'attenzione verso tutte le frazioni e le contrade del nostro territorio che da anni attendono risposte concrete».
Lo scontro sulla scelta del nuovo sito per la discarica provinciale raggiunge il punto di non ritorno. Al termine dell’assemblea dell'ATO (Ambito Territoriale Ottimale) svoltasi oggi, la sindaca di Montefano Angela Barbieri ha alzato duramente i toni, parlando apertamente di un piano orchestrato per colpire i piccoli comuni amministrati dal centrosinistra. Secondo la prima cittadina, l’assemblea avrebbe confermato i «peggiori scenari immaginabili», portando a compimento quello che definisce un vero e proprio «colpo di mano» della maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Gentilucci.
Al centro della polemica c’è una mozione presentata dal sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, approvata a maggioranza, che introduce nuovi criteri per l’individuazione del sito. In base a quanto stabilito, le analisi scientifiche dell’Università Politecnica delle Marche peseranno soltanto per il 60% del punteggio finale, mentre il restante 40% sarà determinato da tre fattori definiti dalla sindaca come «criteri politici»: la densità abitativa, l’appartenenza al cratere ristretto del Sisma 2016 e l’aver già ospitato in passato un’ex discarica comprensoriale.
La sindaca di Montefano denuncia come l’applicazione di questi parametri porti, «guarda caso, a escludere comuni come Macerata, Camerino, Morrovalle, Corridonia, Recanati, Potenza Picena e Matelica, tutti amministrati dal centrodestra». In lizza resterebbero così «soltanto i siti potenzialmente idonei di Pollenza, Montefano e Loro Piceno, ovvero gli unici comuni guidati dal centrosinistra». «La verità - attacca Barbieri - è che la maggioranza di centrodestra ha prima stabilito i Comuni da penalizzare e poi ha costruito ad arte i criteri per raggiungere il risultato sperato. Un atteggiamento che non esito a definire delinquenziale!».
«Questi non sono criteri 'politici' come vuole sostenere Ciarapica, sono criteri di 'maggioranza'. Che denotano un atteggiamento proprietario delle istituzioni che il centrodestra amministra. È questa la filiera istituzionale che i marchigiani hanno votato? Per opera di Ciarapica (Civitanova Marche) e Parcaroli (Macerata), si penalizzano i piccoli Comuni a vantaggio dei Comuni più grandi che producono una maggiore quantità di rifiuti, contraddicendo ogni principio di proporzione ed impatto», punge Barbieri.
«La nostra battaglia non finisce qui. Annuncio fin da ora la nostra opposizione, espressa con voto contrario in assemblea, alla quale farà seguito un ricorso al TAR impugnando le delibere», conclude Barbieri.
MACERATA – Prosegue il nostro viaggio tra le vie del centro storico per conoscere da vicino i candidati sindaci in vista delle prossime elezioni amministrative. Tra una passeggiata e un confronto diretto con la città, questa volta è il turno di Giordano Ripa, alla guida della lista civica Futuro per Macerata, che racconta idee, priorità e visione per il futuro del capoluogo. Una lista civica “vera”, nata dal basso e destinata a durare anche oltre le elezioni. «Non è stato semplice costruire la lista – spiega – ma ci siamo riusciti partendo da zero, con un lavoro lungo e capillare». La caratteristica che sottolinea più volte è una: «Nessuno dei nostri candidati ha legami con i partiti. Siamo persone che arrivano dal mondo civico e che conoscono la città».
Il progetto, racconta, non nasce all’ultimo momento ma da un percorso iniziato oltre un anno fa, fatto di incontri con associazioni, categorie e singoli cittadini. «Abbiamo ascoltato tanto, davvero tanto. Il nostro programma viene da lì». Per spiegare il metodo usa un’immagine semplice: «È come una piramide rovesciata: alla base ci sono i cittadini, non i vertici dei partiti». E lancia anche un messaggio politico chiaro: «Non siamo una lista che si scioglie il giorno dopo le elezioni. Andremo avanti comunque, con le nostre idee».
Da ex medico ospedaliero, Ripa entra deciso sul tema sanità. E non usa giri di parole: «Sul nuovo ospedale in questi anni abbiamo sentito tante promesse, ma pochi fatti». Ripercorre annunci e tempi slittati, fino ad arrivare a oggi: «Siamo ancora alle prime fasi. E tra burocrazia e iter tecnici serviranno anni prima di vedere qualcosa di concreto». Una posizione critica, ma anche realista: «Da cittadino mi auguro che si faccia, perché Macerata ha eccellenze sanitarie. Però bisogna dire le cose come stanno».
Ripa non nasconde il passaggio politico che lo ha portato fin qui. Dopo l’elezione in maggioranza, la scelta di uscire: «Avevo delle aspettative, soprattutto sulla sanità, ma sono state disattese». Da lì la decisione di cambiare strada: «A quel punto ho capito che dovevo costruire qualcosa di diverso, completamente civico».
Sul centro storico il ragionamento è pratico: «Ci sono tre realtà che devono convivere: residenti, studenti e commercianti». Tra i problemi principali indica la viabilità e i parcheggi: «Oggi entrare in centro è complicato, soprattutto la mattina». Le soluzioni? Un parcheggio a Rampa Zara e il recupero dell’ex Cinema Corso: «È un progetto già esistente e fattibile». Non manca il tema movida: «Va gestita meglio, per garantire convivenza e qualità della vita».
Nel suo modello di città non ci sono zone di serie A e serie B: «Le periferie valgono quanto il centro, sia nei servizi che negli eventi». Sul fronte culturale, l’idea è valorizzare di più ciò che già esiste: «Abbiamo tanti musei poco sfruttati. Non ci sono solo i grandi contenitori, c’è molto di più».
Infine lo sguardo al voto. Ripa resta prudente: «È una partita aperta, difficile fare previsioni». Ma una cosa la chiarisce: «Noi siamo nati indipendenti e restiamo tali. Il nostro obiettivo è arrivare al ballottaggio». E se non dovesse succedere? «Non decideremo noi eventuali alleanze: saranno i nostri sostenitori a scegliere». Un modo per ribadire ancora una volta la linea del progetto: identità civica forte, autonomia e partecipazione.
MACERATA – Biciclette di cartone al posto di quelle vere. È l’immagine scelta dal gruppo Strada Comune, che sostiene il candidato sindaco Gianluca Tittarelli, per riportare l’attenzione sul bike sharing cittadino mai entrato in funzione: sagome simboliche collocate negli stalli vuoti per denunciare un servizio annunciato ma, di fatto, assente.
Al centro della polemica ci sono le cinque stazioni realizzate con fondi europei e inaugurate nel 2021, durante l’amministrazione del sindaco Sandro Parcaroli. Secondo quanto segnalato dal gruppo, le strutture non sono mai state attivate: “Cinque stazioni realizzate, nessuna bicicletta disponibile e nessun servizio operativo”, affermano, evidenziando anche “l’assenza di manutenzione e controllo”.
Le biciclette di cartone rappresentano, nelle parole dei promotori, “un gesto simbolico, ironico ma politico”, volto a rendere visibile quella che definiscono “un’infrastruttura fantasma”. Una protesta che punta a riaccendere il dibattito sul tema della mobilità sostenibile in città.
Nel comunicato diffuso, Strada Comune parla di “uno spazio nato per la mobilità sostenibile trasformato in un segno di abbandono e spreco di risorse pubbliche” e aggiunge: “Se le bici non sono mai arrivate, almeno queste servono a mostrare il problema”.
Oltre alla critica, vengono avanzate alcune proposte: un piano organico per la mobilità ciclabile, la riattivazione o riconversione delle stazioni esistenti e maggiore trasparenza sull’utilizzo dei fondi europei. Tra le richieste anche l’apertura di un confronto con cittadini, studenti e associazioni.
La lista civica Giovani ha presentato il proprio programma elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative, con candidato sindaco Gaetano Tomassoni. Il documento individua cinque ambiti di intervento ritenuti prioritari: mobilità, ambiente, innovazione, sport e politiche sociali
Per quanto riguarda la mobilità, il programma prevede la realizzazione di un collegamento pedonale tra piazzale Martiri dell’Olocausto e la zona degli impianti sportivi di San Liberato, oltre a interventi per la messa in sicurezza delle fermate degli autobus e della rete ciclabile.
Sul fronte della tutela del territorio, tra le azioni indicate figurano il recupero dell’ex discarica di Cimarella, la riqualificazione dei Giardini Ferri e interventi di manutenzione dei fossi e gestione delle acque con finalità di prevenzione del rischio idrogeologico. È inoltre menzionata la possibilità di rendere accessibile l’acqua del fiume Nera per uso alimentare.
In ambito di innovazione ed energia, il programma include la promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili e la digitalizzazione dei servizi comunali. Tra i punti segnalati anche l’adozione di regolamenti sui campi elettromagnetici.
Per lo sport, sono previsti interventi sugli impianti di Sambucheto e San Liberato, con opere di riqualificazione e adeguamento delle strutture.
Infine, sul piano delle politiche sociali e scolastiche, la Lista Civica Giovani propone borse di studio per studenti delle scuole superiori e universitari, il potenziamento degli spazi di aggregazione giovanile e l’ampliamento della casa di riposo. Tra le misure indicate anche un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, da realizzare con il supporto di fondi pubblici.
Si è tenuta questa mattina, presso la sede elettorale della coalizione di centrosinistra in via Garibaldi a Macerata, la conferenza stampa di presentazione delle candidate e dei candidati al Consiglio comunale della lista UniAmo Macerata, a sostegno del candidato sindaco Gianluca Tittarelli. All’incontro sono intervenuti i promotori della lista – pur non candidati – Federica Curzi, David Miliozzi, Michele Luca e Massimiliano Bianchini. A chiudere la conferenza è stato lo stesso Tittarelli, che ha tracciato le linee politiche della proposta civica.
Nel suo intervento, Tittarelli ha criticato l’operato dell’amministrazione guidata da Sandro Parcaroli, sottolineando come i principali lavori pubblici, come il sottopasso di via Roma e le piscine, vengano presentati proprio nel periodo di campagna elettorale, insieme a interventi diffusi di asfaltatura. Il candidato ha poi rivendicato la natura della lista: «Una civica autentica, dove il rapporto con le persone è centrale».
Massimiliano Bianchini ha evidenziato l’assenza di un capolista: «La forza di UniAmo Macerata è che tutti possono essere eletti». Un modello che punta sulla collegialità e sulla valorizzazione diffusa delle competenze. Sul candidato sindaco, l’ex assessore della giunta Meschini ha aggiunto: «Tittarelli è il miglior nome che si potesse proporre».
Federica Curzi, già assessora nella giunta Carancini, ha definito la lista «il meglio del civismo maceratese», fondata su partecipazione e rinnovamento: «UniAmo Macerata nasce per unire una città oggi disgregata, sciatta e non curata».
David Miliozzi, consigliere comunale uscente, ha rilanciato il tema della partecipazione e della necessità di «liberare la città dai partiti», criticando inoltre il disinteresse dell’attuale amministrazione verso la figura di Dante Ferretti, indicato invece come punto di riferimento valoriale per la lista.
Michele Luca ha infine sottolineato come Tittarelli rappresenti «la voce giusta per gli emarginati dimenticati in questi anni», evidenziando l’obiettivo della lista di costruire «un progetto unitario per la città».
“UniAmo Macerata” si presenta come una delle novità di queste elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. La lista, nata nella primavera di quest’anno, rivendica una forte impronta civica e un significativo rinnovamento: il 90% dei candidati è alla prima esperienza, con 13 donne su 29 nomi e 10 candidati tra i venti e i trent’anni.
Un progetto che, secondo i promotori, unisce esperienze e competenze maturate negli ultimi quindici anni, valorizzando al tempo stesso nuove energie provenienti dal mondo del lavoro, dello studio, dell’associazionismo, dello sport e del volontariato.
Ampia anche la rappresentanza territoriale, con candidati provenienti da tutte le zone della città: dal centro storico ai quartieri e alle frazioni, tra cui Villa Potenza, Piediripa, Colleverde, Corneto, Santa Croce e Sforzacosta.
Ecco i 29 candidati al Consiglio comunale: Edoardo Angeletti, Ervin Cakerri, Lusiana Calamante, Marco Calamita, Zoila Campos, Luisella Caporaletti, Alessio Carlocchia, Francesca Maria Liberatore, Gabriella Cingolani, Laura Copparoni, Diana Eleonori, Fabrizio Illuminati, Maurizio Gabrielli, Bahar Ghaempanag, Glauco Giglioni, Francesca Meschini, Marco Pacetti, Massimiliano Pacioni, Francesca Pagnanelli, Fabio Pallotta, Luciano Pantanetti, Tommaso Parrino, Adelia Pepa, Francesca Sampaolesi, Nicolò Santolini, Andrea Serafini, Maria Grazia Serafini, Michel Tulipani, Maurizio Zamponi.
MONTECASSIANO – Un appuntamento partecipato e ricco di contenuti quello andato in scena domenica 3 maggio all’Auditorium San Marco, dove la lista civica “Obiettivo Comune” ha presentato ufficialmente squadra e candidatura a sindaco di Alberta Giustozzi. Un incontro improntato al confronto diretto con i cittadini, accorsi per conoscere i protagonisti della nuova proposta politica locale.
Al centro dell’iniziativa, l’identità del gruppo: una squadra eterogenea che unisce giovani e figure con esperienza, accomunate – come sottolineato più volte – da un forte senso di responsabilità verso la comunità. “Il nostro unico traguardo è Montecassiano”, è il messaggio che ha accompagnato l’intervento della candidata sindaca, che ha ribadito la volontà di dare continuità al percorso già intrapreso, mantenendo simbolo e valori della precedente esperienza.
Nel suo intervento, Giustozzi ha posto l’accento sul significato dell’impegno amministrativo, definito come un “patto serio” con i cittadini. Un incarico che, secondo la candidata, deve essere portato avanti con dedizione esclusiva per tutta la durata del mandato, senza trasformarsi in un trampolino per ambizioni personali o politiche esterne al territorio.
La lista “Obiettivo Comune” si presenta dunque con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadinanza, promuovendo un modello amministrativo aperto e partecipato. L’intento dichiarato è quello di superare la percezione di distanza tra Comune e cittadini, favorendo un coinvolgimento diretto nelle scelte che riguardano il paese.
Il programma, definito come un vero e proprio “Patto con la comunità”, affronta alcune delle principali criticità del territorio: dal miglioramento dei trasporti alla gestione energetica, dalla cura del decoro urbano fino al tema della trasparenza amministrativa. Tra le priorità indicate anche la necessità di garantire stabilità politica, elemento ritenuto fondamentale dopo anni caratterizzati da incertezze.
A sostenere la candidatura di Giustozzi, una squadra composta da nove candidati con percorsi diversi ma complementari: Sara Dini, 22 anni, studentessa universitaria in comunicazione digitale e scrittura creativa; Guido Biagioli, 53 anni, progettista meccanico con competenze in progettazione 3D e gestione amministrativa; Roberto Masella, 62 anni, segretario sindacale UGL esperto in relazioni industriali e diritto del lavoro; Mario Di Venere, 36 anni, tubista specializzato; Veronica Crocetti, 27 anni, perito agrario con competenze tecniche nel settore; Alberto Sanchella, 26 anni, manutentore con esperienza in logistica e sicurezza; Aron Masella, 21 anni, operatore socio sanitario impegnato nell’assistenza e nel soccorso; Eleonora Ponsella, 50 anni, attenta ai temi ambientali e alla vita pubblica; Elisabetta Vitali, 18 anni, studentessa e cameriera, attiva nel volontariato con la Croce Verde e con competenze informatiche.
La chiusura definitiva del Donoma segna la fine di un'era per il divertimento notturno, ma apre una partita cruciale per l'urbanistica del centro. L'immobile di via Mazzini 43, ex Cinema Adriatico, è attualmente al centro di indiscrezioni che vedrebbero la nascita di nuovi appartamenti. Una prospettiva che trova la ferma opposizione dell’associazione ViviAmo Civitanova Aps.
Secondo l'associazione, la realizzazione di ulteriori abitazioni non è la risposta corretta per un'area già densamente popolata. La presidente Manola Gironacci è netta sul punto: «Non è aggiungendo nuove abitazioni in un’area già sotto pressione che si risolvono i problemi del centro, ma intervenendo sulle criticità strutturali che da anni penalizzano residenti, commercio e vivibilità».
ViviAmo Civitanova evidenzia come la città conti già un numero elevato di immobili non occupati, rendendo superflua la creazione di nuovi volumi residenziali. Da qui la proposta: l'amministrazione dovrebbe dialogare con la proprietà per acquisire l'immobile o convenzionarlo, trasformandolo in un parcheggio coperto per residenti con abbonamenti annuali sostenibili.
Una delle obiezioni principali riguarda la conformazione stretta di via Mazzini, che renderebbe difficile l'accesso a un'area sosta. Gironacci, tuttavia, ribalta la prospettiva: «È vero che l’accesso non è dei più ampi, ma proprio per questo la destinazione fa la differenza. Un flusso continuo generato da decine di nuovi appartamenti aggraverebbe la situazione. Un parcheggio per residenti, invece, con utilizzo regolato e non frenetico, renderebbe quella criticità pienamente gestibile».
Secondo la visione dell'associazione, supportare chi vive in centro ha riflessi diretti anche sull'economia locale: «Aiutare i residenti significa aiutare anche il commercio, perché una città più accessibile e ordinata è anche più accogliente e competitiva».
Il destino dell'ex Donoma viene visto come un bivio per il futuro della città. Il comunicato si chiude con un forte richiamo alla responsabilità amministrativa: «Ci sono momenti in cui una città deve decidere se subire le trasformazioni o guidarle. L'ex Donoma può diventare l’ennesima occasione persa oppure il primo passo verso una Civitanova più accessibile, più ordinata e più rispettosa dei suoi residenti».
Marche e Umbria, Fratelli d'Italia serra i ranghi con un confronto tra amministratori alla presenza di Arianna Meloni. L'incontro si è svolto ieri, a Foligno. "L’iniziativa ha rappresentato un significativo momento di confronto e condivisione, utile per fare il punto sul lavoro svolto finora e per delineare le principali sfide che attendono i territori nei prossimi mesi", ha sottolineato il consigliere regionale civitanovese Pierpaolo Borroni (in pole per la candidatura a sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative).
Oltre a Borroni, per la delegazione marchigiana, all’incontro hanno preso parte il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, la coordinatrice regionale Elena Leonardi e il coordinatore provinciale Massimo Belvederesi.
A rappresentare la città di Civitanova Marche era presente pure una delegazione composta dall’assessore Roberto Pantella, dal presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi e dai consiglieri comunali Pierluigi Capozucca e Siria Carella.
"L’incontro ha confermato l’importanza di momenti di coordinamento e confronto tra amministratori locali, fondamentali per affrontare con efficacia le sfide future e garantire risposte concrete alle comunità. Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che, ogni giorno, con impegno e dedizione operano sui territori per sostenere l’azione di governo e per valorizzare le comunità locali", conclude Borroni.
MACERATA – L’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro a Macerata per sostenere la lista civica “I Maceratesi per Parcaroli” in vista delle elezioni amministrative. L’incontro con candidati e candidate si è svolto al ristorante Verde Caffè, alla presenza del sindaco uscente Sandro Parcaroli e dei componenti della lista. Un appuntamento che segna un passaggio importante della campagna elettorale, sulla scia dell’esperienza regionale de “I Marchigiani per Acquaroli”, lista civica che alle ultime elezioni aveva riscosso un forte consenso, con lo stesso Calcinaro risultato il più votato nella provincia di Fermo. Un modello che ora viene riproposto anche a Macerata con l’obiettivo di rafforzare la coalizione di centrodestra e contribuire alla riconferma di Parcaroli.
Intervenuto ai nostri microfoni, Calcinaro ha sottolineato il valore delle candidature civiche: “Metterci la faccia nella propria città non è mai scontato. Chi si candida in una lista civica ha una spinta forte, una pulsione che lo porta a concentrarsi sui temi della città in maniera netta”. Una motivazione che, secondo l’assessore regionale, rappresenta un valore aggiunto: “È questa trazione che muove le persone. Io sono qui per dare una pacca sulla spalla e un in bocca al lupo in questa fase finale della campagna elettorale”.
Non poteva mancare un passaggio sulla sanità, tema centrale anche nel dibattito cittadino, soprattutto alla luce del progetto del nuovo ospedale di Macerata: “L’edilizia sanitaria è seguita dall’assessore Baldelli, con cui c’è piena sintonia. Credo non manchi molto al progetto che porterà al bando. Parliamo di opere da centinaia di milioni di euro, che non sono mai lineari nei tempi, ma quando le risorse ci sono non si può non dare corso ai lavori, anche per le responsabilità che ne deriverebbero”. Calcinaro ha quindi espresso fiducia sull’iter: “Si possono verificare ritardi, è normale per investimenti di questa portata, ma credo che ormai ci siamo, a Macerata come a Pesaro”.
A presentare il progetto civico è stato il capolista Francesco Luciani, presidente uscente del consiglio comunale, che ha spiegato la nascita del progetto civico: “È un’iniziativa nata insieme al senatore Piscitelli e a Gianni Giuli. C’era la necessità di costruire una lista civica forte a sostegno di Sandro Parcaroli e abbiamo preso spunto dall’esperienza regionale, trasformandola nei ‘Maceratesi per Parcaroli’”.
Un progetto con un obiettivo chiaro: “Dare la possibilità a Parcaroli di vincere al primo turno. Ho lavorato con lui come presidente del consiglio comunale e conosco il suo valore, così come quello che è stato fatto per la città e ciò che possiamo ancora realizzare”.
Luciani ha evidenziato la composizione della lista, caratterizzata da professionalità diverse: “Abbiamo tre medici, infermieri, persone del mondo sanitario, ma anche commercianti e rappresentanti di altri settori. È una lista con tante anime, ma molto forte”.
La presenza di Calcinaro, ha aggiunto, rappresenta anche un segnale politico: “La sanità pesa molto sul bilancio regionale e avere qui l’assessore è importante. È una persona con cui possiamo costruire relazioni positive”.
Tra i candidati anche il commerciante Gabriele Micarelli, che ha spiegato le ragioni della sua scelta: “La mia candidatura è un continuo delle mie esperienze politiche precedenti. Sono stato sempre nei civici e questa volta ho scelto questa posizione perchè ritengo che sia una delle poche liste civiche reali. Il mio impegno è sempre stato per il commercio e vorrei continuare a portare avanti quei punti che avevo lasciato sul tavolo politico quando mi ero candidato l’ultima volta, in maniera un po’ ironica, come sindaco appoggiato dai commercianti. In questo gruppo ognuno ha una propria specificità all’interno della società maceratese. Cerchiamo di aiutrae Sandro Parcaroli in questo percorso: dopo 5 anni avrò più epserienza come figura politica".
Una lista civica che punta dunque a replicare il modello regionale, mettendo insieme esperienze e competenze diverse per rafforzare la coalizione di centrodestra e sostenere la ricandidatura di Sandro Parcaroli alla guida della città.
Il destino dell'area dell'ex ospedale di Santa Lucia accende lo scontro elettorale tra centrodestra e centrosinistra. Andrea Perticarari, candidato consigliere comunale del Partito Democratico, attacca duramente le recenti dichiarazioni del sindaco Sandro Parcaroli sulla riconversione della struttura, definendole prive di profondità strategica.
L'ipotesi avanzata dal primo cittadino di realizzare appartamenti per anziani autosufficienti non convince il Partito Democratico. Secondo Perticarari, si tratta di una «soluzione parziale e non proporzionata alla complessità delle esigenze in campo». Il candidato dem usa una metafora forte: «proporre quale soluzione futura un condominio da 20, 30 posti per anziani è come mettere un cerotto su di una gamba amputata. Il paziente insomma muore comunque».
L’area, per dimensioni e storia, meriterebbe ben altro: «Non ci si può limitare a pensare una soluzione del genere su di un’area in cui di condomini per anziani ce ne potrebbero entrare 100».
Perticarari richiama Macerata al suo ruolo di guida provinciale nella sanità territoriale, sottolineando che la riconversione di un ospedale non può essere un intervento isolato: «Richiede una visione sistemica, capace di intercettare i bisogni presenti e futuri della popolazione».
Le criticità sul tavolo sono molteplici: dalle risposte assistenziali per patologie come Alzheimer o Autismo, alle carenze strutturali dell'attuale edificio, fino alle pesanti ripercussioni socio-economiche che la città subirà con il trasferimento verso il nuovo ospedale. «L'area dell’ospedale di Santa Lucia potrebbe invece costituire un’opportunità preziosa per rafforzare il ruolo di Macerata all’interno della rete sanitaria territoriale».
Il Partito Democratico contesta anche il metodo e il tempismo dell'annuncio. Perticarari bolla l'uscita del sindaco come una «soluzione Parcaroliana, da chiacchiera da bar, senza alcun numero, riferimento, costo, serietà».
Secondo l'esponente dem, non può trattarsi di una «battuta da campagna elettorale» lanciata a pochi giorni dal voto, dopo che «per anni in Consiglio Comunale il tema non è stato mai affrontato».
Invece di limitarsi a un condominio, Perticarari invita a guardare a modelli d'eccellenza già esistenti in Italia: «La sfida è farne un elemento qualificante della propria funzione territoriale come è stato fatto ad esempio a Sospiro vicino Cremona per l’autismo o come il Villaggio Alzheimer a Roma». L'obiettivo, conclude il candidato Pd, deve essere quello di coniugare innovazione e risposta ai bisogni complessi, evitando «soluzioni minuscole» per un’area che rappresenta uno degli snodi più rilevanti per il futuro di Macerata.
Non si placa la bufera sulla scelta del sito per la nuova discarica provinciale. Dopo le barricate di Pollenza e Loro Piceno (leggi qui), scende in campo anche il sindaco di Montefano, Angela Barbieri, denunciando presunte manovre politiche che rischierebbero di penalizzare il suo territorio a favore di una «banale logica di colore politico».
Il sindaco Barbieri punta il dito contro le indiscrezioni che vorrebbero un accordo tra i primi cittadini di centrodestra per una rosa ristretta di siti che non rispetti i criteri tecnici. Secondo queste voci, si opterebbe per «proporre soltanto siti appartenenti a Comuni non amministrati dal centrodestra», ignorando l'ordine di idoneità definito dall'Università Politecnica delle Marche.
«Se così fosse», attacca la Barbieri, «un Comune come Montefano che vede la presenza di due siti nell'elenco al 9° e 15° posto in graduatoria su 22, potrebbe "magicamente" risultare tra i papabili». Questo meccanismo servirebbe a «mettere al sicuro Comuni che possiedono siti più idonei», ma che in alcuni casi «non hanno nemmeno prodotto integrazioni in fase istruttoria per tentare di tutelare il proprio territorio».
Il sindaco di Montefano non usa giri di parole e ipotizza una strumentalizzazione politica dell'intera vicenda: «Se così fosse si tratterebbe di un vero e proprio colpo di mano da parte del Presidente dell'ATA, ed è facile pensare male viste le prossime elezioni del comune di Macerata».
Davanti a questo scenario, la Barbieri si fa portavoce dell'indignazione della sua comunità: «In qualità di rappresentante dei cittadini di Montefano non posso che denunciare queste logiche di caminetto».
La richiesta che arriva da Montefano è quella di tornare sui binari della correttezza istituzionale e tecnica, seguendo il percorso già votato dall'assemblea: «Analizzare i siti potenzialmente idonei secondo l’ordine di priorità stabilito al termine della Fase 2 da parte dell'UNIVPM».
La battaglia si sposterà ora nella sede ufficiale. «Chiederò formalmente al presidente Gentilucci di smentire tali voci in occasione della prossima assemblea dell'ATA di mercoledì prossimo», conclude Angela Barbieri, decisa a non permettere che il futuro ambientale di Montefano venga deciso in sedi extra-istituzionali.
Il progetto del nuovo ospedale di Macerata entra nel vivo del dibattito elettorale. Dopo le recenti rassicurazioni dell'amministrazione sui passaggi regionali e ministeriali, interviene Augusto Pellegrini, candidato consigliere del Terzo Polo, che pur accogliendo con favore la notizia, chiede un cambio di passo strategico per evitare che l'opera si riduca a una scatola vuota.
Secondo Pellegrini, i 185 milioni previsti nel 2024 (destinati a salire verso i 200-250 milioni per l'inflazione) potrebbero non bastare per gli arredi e le dotazioni interne. Per questo, il Terzo Polo lancia una proposta pragmatica: «Consideriamo la realizzazione di tale investimento fondamentale, al punto di lasciare aperta la porta ad una partnership tra pubblico e privato nel caso si renda necessario il reperimento di risorse non disponibili in breve tempo nel pubblico».
L'obiettivo è chiaro: evitare che la nuova struttura sia solo un contenitore. «Dobbiamo evitare che si arrivi ad un semplice trasferimento di personale e macchinari dall’Ospedale vecchio», avverte Pellegrini, sottolineando la necessità di creare attorno alla struttura un’economia della conoscenza.
La visione del Terzo Polo punta a un coinvolgimento immediato degli attori del territorio. Pellegrini propone di unire le forze con l’Ateneo e la Fondazione Carima «per assicurarci che il nuovo ospedale sia "universitario" ed in grado di attirare personale medico di livello, oltre che di avere in dotazione macchinari e tecnologie digitali e robotiche all’avanguardia».
In quest'ottica, la proposta include la creazione di un Polo Tecnologico Medicale supportato dal CNR, che garantirebbe finanziamenti aggiuntivi e un salto di qualità nei servizi ai cittadini.
Il nuovo nosocomio dovrà essere il perno di un sistema provinciale integrato tramite la telemedicina. Per Pellegrini, però, la sanità viaggia anche su gomma e rotaia: «Risulta fondamentale il potenziamento della metropolitana di superficie Civitanova-Fabriano con fermata in prossimità del nuovo ospedale», oltre al completamento dell’uscita della superstrada alla Pieve e dell’intervalliva fino a Villa Potenza.
Cosa fare della struttura attuale una volta terminata la nuova? Il Terzo Polo ha le idee chiare: «Sarebbe efficiente e di grande utilità per tutta la provincia riconvertire l'Ospedale Vecchio in un elemento portante di una Cittadella dell’Anziano e della Riabilitazione». Un progetto che si integrerebbe con Villa Cozza – IRCR per rispondere alle «liste di attesa interminabili per l’accesso alle RSA», alleviando così il carico sulle famiglie maceratesi.
Tutto il progetto, secondo Pellegrini, deve poggiare su una visione politica di ampio respiro, come auspicato dal candidato sindaco Mattia Orioli: una federazione di comuni con Macerata come perno. «Abbiamo chiaro l’obiettivo ed anche il come realizzarlo per creare, a beneficio di tutta l’area, una Città Granne», conclude il candidato del Terzo Polo.
Esplode il caso della nuova discarica provinciale. Le indiscrezioni sulla possibile scelta di Pollenza e Loro Piceno come siti definitivi hanno innescato una reazione durissima. I sindaci Mauro Romoli e Robertino Paoloni affidano a una nota congiunta tutto il loro sdegno, parlando di manovre che lasciano «a dir poco sorpresi e amareggiati».
L'attacco dei due primi cittadini parte dal metodo comunicativo adottato, giudicato irrispettoso per i territori coinvolti: «Non si può affrontare un tema tanto delicato facendo filtrare che Pollenza e Loro Piceno saranno i siti prescelti senza dire il perché e con quali criteri».
Secondo i sindaci, agire in questo modo «significa non avere rispetto dei due sindaci, ma soprattutto delle comunità che essi rappresentano», le quali, a causa di queste voci, «giustamente si sono allarmate e hanno alzato il loro livello di preoccupazione».
Il cuore della protesta è la critica alla gestione dell'ATA (Assemblea Territoriale d'Ambito). I sindaci non accettano che il confronto venga bypassato da accordi preventivi: «Non capiamo come ci sia chi possa pensare di decidere prima e nelle segrete stanze un argomento che andrà a pregiudicare il futuro di alcuni territori».
La richiesta è una sola: «Una discussione trasparente e scevra da condizionamenti politici che nulla c’entrano con l'impatto ambientale», ricordando che l'assemblea deve essere l'unica sede di confronto.
Romoli e Paoloni lanciano un avvertimento chiaro in vista dei prossimi passaggi istituzionali, richiamando il principio secondo cui «la pubblica amministrazione parla con gli atti». L'auspicio è che si tratti solo di «boutade giornalistiche», avvertendo che non accetteranno di trovarsi mercoledì mattina «davanti a un piatto già cucinato da altri senza essere stati interpellati».
Se così fosse, i sindaci sono pronti a rompere ogni indugio: «Sarebbe uno strappo irreparabile ai corretti rapporti istituzionali», una mossa che porterebbe inevitabilmente a spostare la discussione «da parte nostra, in altro tipo di aule».
MACERATA – Taglio del nastro questa mattina in piazza Mazzini per la nuova sede elettorale di Forza Italia, occasione che ha segnato anche la presentazione ufficiale dei candidati in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Sono 23 gli “azzurri” in lista a sostegno della coalizione di centrodestra guidata dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, presente all’inaugurazione insieme al coordinatore provinciale di Forza Italia Gianluca Pasqui.
Ad aprire l’incontro è stata la segretaria cittadina Barbara Antolini, che ha definito la squadra “forte e ben articolata”, entrando poi nel dettaglio della sua composizione: una lista “rappresentativa e radicata nel territorio”, formata da candidati provenienti da ambiti professionali diversi – avvocati, operatori sanitari, liberi professionisti, imprenditori – e accomunati dall’attaccamento alla città. Un gruppo eterogeneo ma coeso, che unisce esperienza amministrativa e rinnovamento: tra i candidati figurano tre assessori e tre consiglieri comunali uscenti, oltre a consiglieri e presidenti di quartiere, affiancati da nuovi volti “pieni di energia e voglia di fare”. L’obiettivo, ha sottolineato Antolini, è quello di “essere un gruppo unito, concreto e capace di ottenere risultati importanti per il territorio”.
Subito dopo ha preso la parola Sandro Parcaroli, che ha lanciato un messaggio diretto in vista del voto: “Dobbiamo prenderci di nuovo questa città. Non dobbiamo lasciarla a persone che non hanno un programma. Noi invece ce l’abbiamo chiaro, da ben 80 pagine”. Il sindaco uscente ha ribadito la volontà di proiettare Macerata verso il futuro, puntando anche su innovazione e intelligenza artificiale: “Tanti dati che dovremo cavalcare e controllare”.
Tra i temi affrontati anche quello del nuovo ospedale, al centro del dibattito degli ultimi giorni dopo la presentazione del rendering: “Sarà una struttura magnifica, con oltre 400 posti in 65mila metri quadrati. La posizione sarà cruciale, perché lì nascerà anche la Cambogiana Mattei-Pieve”. Parcaroli ha poi richiamato i progetti ancora da completare: “Centro fiere, ortomercato e altre opere. Ci servono altri cinque anni”.
Nel suo intervento non sono mancati riferimenti ai numeri del turismo: “Abbiamo registrato 65mila presenze. Mi piace parlare con gli stranieri e sentire quanto è bella Macerata. Se lo dicono da fuori dobbiamo crederci anche noi: abbiamo lo Sferisterio, Padre Matteo Ricci e tante eccellenze di cui andare fieri”.
In chiusura, un passaggio politico più netto: “Abbiamo ristrutturato mezza Macerata. Diamoci da fare. Non la diamo al centrosinistra. Abbiamo una filiera amministrativa diretta con la Regione e il Governo: basti pensare ai 400mila euro dello Sferisterio trovati dal ministro Giorgetti”.
A seguire è intervenuto il coordinatore provinciale Pasqui, che ha posto l’accento sul valore dei giovani e sulla capacità progettuale della coalizione, citando tra le più giovani candidate Giulia Pennesi: “I giovani sono il presente e il futuro. Serve immaginare per ottenere risultati concreti”.
Pasqui ha sottolineato come molte delle opere realizzate fossero attese da decenni: “Qualcuno oggi ne rivendica la paternità, ma Parcaroli le ha realizzate”. E ha avvertito: “Quando un’amministrazione che sta facendo tanto viene fermata, si rischia un blocco reale. Servirebbe metà mandato solo per riorganizzare quanto fatto”.
A chiudere l’incontro il capolista di Forza Italia e assessore uscente allo sport, turismo ed eventi Riccardo Sacchi, che ha ribadito la fiducia nel percorso intrapreso: “Il nostro partito si presenta in maniera determinata, convinta del buon lavoro svolto e soprattutto serena e ottimista rispetto al risultato. C’è una coalizione moderata che abbraccia tutte le sensibilità della città e Forza Italia è pronta a recitare un ruolo da protagonista, con l’ambizione di essere il secondo partito e avvicinarsi alla doppia cifra”.
Sacchi ha sottolineato la qualità della lista, “ben articolata per età, professioni e zone della città”, con la presenza di tre assessori uscenti, tre consiglieri comunali, ex amministratori come Giuseppe Tesei e Uliano Salvatori e tanti cittadini “preparati e determinati”.
Da assessore uscente, nel suo intervento ha evidenziato anche la ricchezza del tessuto associativo: circa 400 associazioni e 155 realtà sportive, patrimonio su cui continuare a investire in ambito culturale, sportivo e sociale. Poi il bilancio dell’attività amministrativa: “Negli ultimi cinque anni e mezzo abbiamo fatto molto di più che nei precedenti venticinque. Qualcuno parla di Pnrr, ma se altri comuni virtuosi della provincia hanno avuto 2 o 3 milioni e noi 150, un motivo c’è”.
Ampio spazio anche agli investimenti nello sport, pari a 14,5 milioni: “I lavori sono quasi tutti ultimati o in fase di conclusione. Sabato inaugureremo la piscina comunale: un’opera attesa da anni, realizzata in tre anni e mezzo e operativa da lunedì”.
Sacchi ha quindi rilanciato lo slogan di Parcaroli, affiancandogli quello di Forza Italia: “Macerata continua a crescere. E Forza Italia vuole continuare su questa strada: in cinque anni abbiamo fatto più che in venticinque”.
Tra le priorità per il futuro: destagionalizzazione degli eventi, istituzione della Fondazione Sferisterio, creazione di un nuovo polo funzionale per eventi anche invernali, rilancio delle farmacie comunali tramite APM, politiche per il centro storico e la residenzialità, potenziamento della videosorveglianza e interventi sul lavoro giovanile con una nuova agenzia dedicata.
Non è mancato infine l’affondo agli avversari: “Il centrosinistra – ha concluso Sacchi – dopo due mesi di campagna elettorale non ha ancora una proposta ed è diviso su tutto. L’elettore maceratese queste cose le guarda”. Poi ha concluso con una battuta: "Mi sembra che il centrosinistra di centro abbia solo il centro commerciale e il centro sociale".
LA LISTA DEI CANDIDATI DI FORZA ITALIA ALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE: Sacchi Riccardo, Montaguti Sandro, Antolini Barbara, Binanti Alberto, Cassese Paola, Cojocaru Alina Lucia, De Padova Sabrina, Dichiara Loretta, Farina Giulio, Giacobini Emanuele, Gonchar Natalya, Gonzales Francesco, Iommi Silvano, Laviano Laura, Pennesi Giulia Maria, Perini Paolo, Pucci Eva, Raparo Massimo, Ruani Rossella, Salvatori Uliano, Scheggia Carlo, Tamagnini Ennio, Tesei Giuseppe.
Leggevo stamani su La Stampa il sondaggio di Alessandra Ghisleri (Euromedia Research) dedicato questa settimana a ciò che maggiormente preoccupa gli italiani. Se ne ricava che l’84% è angosciato dal carovita e che le quattro priorità sono per il 47,9% l’inflazione, per il 35,2% le liste d’attesa e in genere la sanità, per il 25,5% le tasse ritenute eccessive e per il 24,6% il lavoro inteso come stabilità occupazionale. Sicurezza, immigrazione, evasione fiscale, microcriminalità sono assai marginali nelle preoccupazioni degli italiani.
A venti giorni dal voto a Macerata mi sono chiesto se le priorità indicate dai nostri connazionali abbiano trovato spazio nella campagna elettorale cittadina e se il candidato sindaco del Centrodestra che, essendo in cerca di riconferma, ha in qualche modo l’obbligo della prova di dimostrare che ha ben amministrato abbia dato un minimo spazio e dunque una risposta a quelle preoccupazioni. Farò su tutti questi temi delle riflessioni. Oggi ci occupiamo dei prezzi.
È interessante farlo perché lo slogan elettorale di Sandro Parcaroli, che aveva provato ad usare i numeri della provincia per farli ricadere in positivo sulla città, ma ha dovuto fare frettolosamente marcia indietro pena la non invidiabile contestazione di usare numeri falsi, è “Macerata continua a crescere”.
Verrebbe da dire che una cosa cresce di sicuro: l’inflazione, e con un’esuberanza che non ha pari in Italia. Macerata ha il poco invidiabile record di essere la seconda città più cara d’Italia in termini di balzo in avanti dell’inflazione e dunque è stimabile che i maceratesi, come e forse più degli italiani, siano preoccupati del carovita.
Sento già le obiezioni: ma il Sindaco che può farci sull’inflazione? Assai di più di quel che si pensi. Intanto potrebbe cercare di conoscere la composizione sociodemografica della sua città sapendo che su 40.585 (dati 2025) abitanti ne ha 11.194 sopra i 65 anni e dunque pensionati, per cui la preoccupazione sanitaria diventa preponderante e, visto che a Macerata si pagano poco meno di 11 mila pensioni con assegno medio di 1.300 euro, anche l’incidenza dell’inflazione conta, tarando i servizi su questa composizione. Invece non è così.
Ma cerchiamo di rispondere alla domanda: cosa può farci il Sindaco contro il carovita? Poteva cercare di mitigare l’impatto della Tari, ma da presidente della Provincia Sandro Parcaroli non ha saputo individuare la discarica alternativa a quella di Cingoli e costringe il Cosmari, che è una bomba finanziaria pronta ad esplodere, a portare i rifiuti in giro per l’Italia con aggravi di costi. Va anche detto che il Comune di Macerata è il primo azionista del Cosmari e non pare che il controllo di gestione sul Consorzio – si veda l’affare Pezzanesi o il concorso per direttore che ha esposto il “baraccone dei rifiuti” a spese aggiuntive e sentenze negative – sia stato il più efficace.
La Tari a Macerata è aumentata del 50% in sei anni di giunta di Centrodestra e incide mediamente per 250 euro a famiglia in più. Poi c’è la tariffa dell’acqua: in 12 mesi è cresciuta del 7,2% (14,4% in due anni, 25% in cinque). E anche qui Sandro Parcaroli sia da Sindaco che da Presidente della Provincia ha una qualche responsabilità sui ritardi per arrivare al gestore unico.
Senza considerare che per le attività economiche queste tariffe sono ancora più alte e si scaricano sui prezzi finali di beni e servizi. Andiamo avanti: il Comune ha aumentato tutti i diritti di segreteria e il costo dei parcheggi. Sembra poco in cifra assoluta: da 70 centesimi a un euro, ma se si fanno le percentuali ci si diverte. Allora i parcheggi Centro Storico, Ospedale e Sferisterio sono aumentati del 42%, Garibaldi e Tribunale del 14%.
Capitolo multe: Macerata ha incassato poco meno di 1,2 milioni di euro al netto di concedere il parcheggio gratis a qualche amico ora candidato, ma prevede di portare l’incasso a 3 milioni e soprattutto ha cominciato un’azione di recupero per 107 mila euro. Né va dimenticato che l’ufficio tributi – per le note difficoltà di cassa del Comune che ad esempio non hanno consentito al Sindaco di partecipare alla tanto strombazzata asta per il mattatoio – è stato messo sotto pressione per recuperare almeno 2,5 milioni di euro in un anno. Al netto della marea di contenziosi che questa pesca a strascico delle cartelle dormienti potrà produrre. E in parziale contrasto con le buone intenzioni sempre espresse dal ministro delle infrastrutture e segretario della Lega, il partito di Sandro Parcaroli, Matteo Salvini che ogni piè sospinto invoca la rottamazione delle cartelle.
Il biglietto del bus, e malgrado questo l’Apm registra un cronico sbilancio nei conti, è stato aumentato del 30% portandolo a 1,35 e a 2,50 euro se comprato a bordo a fronte di una riduzione delle corse.
Ma c’è molto dell’altro su cui riflettere. Ed è la struttura del commercio. La perdita continua di negozi di prossimità per i generi alimentari, la chiusura del mercato delle erbe, la non attivazione del nuovo mercato ortofrutticolo (era tra le priorità del Centrodestra, nell’elenco delle “faraoniche” realizzazioni di questa giunta chissà perché non figura) impedisce una distribuzione corta dei prodotti delle aziende agricole di Macerata che peraltro sono il secondo comparto più numeroso tra le attività produttive presenti nel territorio comunale.
Avere consegnato nelle mani della grande distribuzione – l’entusiasmo del Sindaco per il nuovo centro commerciale Simonetti dimostra quale sia la sua idea in fatto di commercio – il monopolio dei cosiddetti generi di prima necessità produce una lievitazione dei prezzi in sé. Così come la “gentrificazione”, e cioè l’accumulo di spacciatori di calorie in centro storico, innalza i prezzi della ristorazione.
Moltissimi sono gli esempi che si possono fare: uno su tutti la mancata funzione di calmierazione delle Farmacie comunali che anzi sono spinte a praticare prezzi pieni perché la gestione Apm è del tutto insoddisfacente, così come andrebbe valutata l’incidenza delle inefficienze di sistema sui prezzi.
Mentre il Sindaco parla di città smart sul modello di Barcellona (avere il senso delle proporzioni no?), qualcuno s’inventa Macerata “granne” resuscitando idee antiche di 50 anni, e Parcaroli s’arrampica a dire che bisogna arrivare a 42 mila abitanti mentre si fa bello del caso piscine su cui sarebbe consigliabile maggiore moderazione. Finirà che i maceratesi voteranno non con la scheda elettorale ma con lo scontrino. Che, almeno quello, a Macerata continua a crescere.
Alla prossima. (Continua).