Politica

Vince Civitanova a Forza Italia: “Gli accordi del 2022 valgono sempre”

Vince Civitanova a Forza Italia: “Gli accordi del 2022 valgono sempre”

Nuovo capitolo nel confronto interno alla maggioranza che sostiene il sindaco Fabrizio Ciarapica. Con una nota firmata da Marino Mercuri, Piero Croia, Fausto Troiani e Nicolò Renzi, il gruppo Vince Civitanova replica alle recenti prese di posizione del segretario cittadino di Forza Italia, Paolo Giannoni, tornando a rivendicare il rispetto degli accordi politici scaturiti dalle elezioni comunali del 2022. Nel comunicato, Vince Civitanova critica le dichiarazioni apparse negli ultimi mesi sui social e sulla stampa locale e distingue tra alcune esternazioni che ritiene non meritevoli di attenzione e i ripetuti interventi del segretario forzista. “Caro Paolo Giannoni, non hai pronunciato parola per anni e adesso ti scateni sulla stampa e sui social in difesa (?) di Morresi, ma lo vuoi difendere contro di chi?”. Il gruppo richiama quindi il tema degli accordi politici interni alla coalizione e il mancato rispetto, a suo dire, degli impegni assunti dopo il voto. “Dopo che era stata votata la sfiducia al Presidente del Consiglio, cosa hai detto in merito agli accordi scaturiti dalle urne del 2022? Quando decidevate (in tre) il da farsi in consiglio comunale, senza rendere partecipi i consiglieri eletti con i voti di F.I. tra cui il capogruppo Croia, ma solo chi arrivata dopo essere stata eletta con i voti di un’altra lista, cosa ci hai comunicato?”. Nel mirino finisce anche la difesa dell’assessore Claudio Morresi portata avanti da Giannoni. “Poi, questa ossessiva difesa di Morresi che non ha più un consigliere eletto in F.I. chi te l’ha commissionata? Potremmo parlare di tante cose in merito alla trasparenza del partito che rappresenti, tempo al tempo!”. Vince Civitanova ribadisce inoltre di non aver mai chiesto la rimozione di Morresi, ma esclusivamente un riequilibrio degli assetti amministrativi. “Vince Civitanova non ha mai menzionato Morresi nella sua richiesta di riequilibrare gli assetti dell’amministrazione, ha solo chiesto un giusto e doveroso ribilanciamento, proprio per quei patti scaturiti dall’esito delle elezioni del 2022 che tu invochi solo quando ti fa comodo; perché non hai speso una parola quando non si sono rispettati gli accordi sulla Presidenza del Consiglio?”. Nel comunicato viene poi avanzata una domanda politica sul futuro della coalizione in vista delle prossime elezioni amministrative. “O, forse, il direttivo forzista e il vannacciano Ciarapica hanno già fatto accordi per le amministrative del 2027 in barba ai F.d.I. e a tutte le altre componenti di questa maggioranza?”. La nota si conclude con una presa di posizione netta. “Forse qualcuno sarà d’accordo e connivente, noi no!! Giannoni, ti diamo un consiglio: vai al mare prima che piova”. Il comunicato porta le firme di Marino Mercuri, Piero Croia, Fausto Troiani e Nicolò Renzi per Vince Civitanova.

08/08/2026 12:15
"Patentino obbligatorio per chi possiede un cane": dalle Marche la proposta di legge

"Patentino obbligatorio per chi possiede un cane": dalle Marche la proposta di legge

Dalle Marche parte la proposta di introdurre un patentino obbligatorio per chi possiede un cane, con l'obiettivo di coniugare sicurezza pubblica, benessere animale e responsabilità dei proprietari. A presentarla alle Camere è il capogruppo UdC in Consiglio regionale Luca Marconi, che punta a introdurre un percorso formativo destinato a diventare un modello di riferimento a livello nazionale. La proposta nasce anche alla luce del crescente numero di episodi di aggressione canina e di una gestione degli animali d'affezione che, in alcuni casi, viene definita improvvisata. Il testo propone quindi un cambio di paradigma, spostando l'attenzione dalla razza del cane alla preparazione del proprietario. "Non esistono cani pericolosi per definizione – afferma il consigliere UdC Luca Marconi – esistono situazioni che possono diventare pericolose quando manca la conoscenza del comportamento animale e delle responsabilità che derivano dalla sua gestione. Per questo vogliamo investire sulla formazione delle persone, non sulla demonizzazione degli animali". La proposta prevede l'istituzione di un percorso formativo obbligatorio, articolato in una parte teorica e in una parte pratica da svolgere con il proprio cane. Al termine del percorso verrebbe rilasciato il patentino. Tra gli elementi considerati più innovativi c'è il superamento di qualsiasi classificazione basata sulla razza dell'animale. La valutazione del rischio dovrebbe infatti essere costruita su criteri scientifici e multifattoriali, prendendo in considerazione il comportamento del cane, il contesto in cui vive e la capacità gestionale del caregiver. Il testo prevede inoltre specifiche tutele per le persone anziane o fragili, campagne di sensibilizzazione nelle scuole e il monitoraggio nazionale attraverso il Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia (SINAC). Previsto anche un sistema sanzionatorio per chi non rispetterà gli obblighi introdotti dalla proposta. "Con questa proposta – conclude Marconi – vogliamo affermare una cultura della responsabilità: avere un cane significa assumersi un impegno verso l'animale, verso gli altri cittadini e verso la collettività. Una società più sicura passa anche dalla qualità del rapporto tra uomo e animale".

07/08/2026 17:03
Concessioni balneari, la sfida dei bandi: “Nelle Marche il 28% di spiagge è libero”

Concessioni balneari, la sfida dei bandi: “Nelle Marche il 28% di spiagge è libero”

Il futuro delle concessioni balneari torna al centro del dibattito politico regionale. A riaccendere la discussione è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Canafoglia, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Regione Marche di fare chiarezza sull’applicazione delle nuove regole e sulla disponibilità effettiva di spiagge libere lungo il litorale. Al centro della questione c’è l’obbligo o meno di procedere con i bandi per l’assegnazione delle concessioni, tema che da anni coinvolge migliaia di operatori balneari in tutta Italia. Secondo Canafoglia, infatti, la normativa europea legata alla Direttiva Bolkestein dovrebbe applicarsi soltanto nei casi in cui la risorsa naturale disponibile sia effettivamente scarsa. "Se la spiaggia libera c’è, i bandi non sono obbligatori – sostiene il consigliere regionale –. I numeri parlano chiaro: nelle Marche circa il 28% delle spiagge è libero, mentre in alcune realtà come Senigallia si arriva quasi al 50%". Per il rappresentante di FdI è quindi necessario partire dai dati reali prima di procedere con eventuali gare: "È urgente fare chiarezza normativa, partendo da elementi oggettivi". Una posizione che arriva mentre resta alta l’attenzione sul futuro delle imprese balneari, molte delle quali sono attività familiari che negli anni hanno investito sulla qualità dei servizi e sull’accoglienza turistica. "Non possiamo rischiare la morte di centinaia di imprese balneari familiari, spina dorsale della nostra economia costiera, a causa di interpretazioni burocratiche errate - afferma Canafoglia -. La Regione deve verificare e certificare subito la reale disponibilità del nostro litorale". Il consigliere richiama anche una recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che a suo avviso avrebbe chiarito il rapporto tra scarsità della risorsa e obbligo di gara. "Le regole europee vanno rispettate, ma fino in fondo e valorizzando i dati reali - conclude Canafoglia - per tutelare il lavoro degli operatori e la specificità del modello marchigiano".   

04/08/2026 17:00
Macerata, Iommi si dimette da presidente della Commissione Urbanistica: nuovo risiko nella maggioranza

Macerata, Iommi si dimette da presidente della Commissione Urbanistica: nuovo risiko nella maggioranza

Si apre una nuova fase all'interno della maggioranza che sostiene l'amministrazione comunale di Macerata. Silvano Iommi (Forza Italia) ha, infatti, rassegnato le dimissioni dalla presidenza della Commissione Urbanistica, mantenendo l'impegno assunto nei mesi scorsi una volta completata la composizione dell'organismo, allineandolo alle altre commissioni consiliari. La commissione è, infatti, tornata al completo dopo la nomina di Claudio Carbonari, subentrato in Consiglio comunale a Deborah Pantana, entrata a far parte della Giunta come assessore all'ambiente. Secondo gli accordi interni alla maggioranza, la presidenza della Commissione Urbanistica dovrebbe ora passare a Simone Livi, esponente di Fratelli d'Italia. Per la nomina sarà, però, necessario attendere la convocazione della commissione, che con ogni probabilità avverrà dopo la pausa estiva. Non mancano, tuttavia, le incognite. Alla luce delle tensioni che hanno caratterizzato nelle scorse settimane gli equilibri della maggioranza, c'è chi ritiene che il passaggio di consegne possa non essere così scontato. All'interno di Fratelli d'Italia, infatti, potrebbero emergere altre candidature da parte di consiglieri che puntano a un ruolo di maggiore visibilità nel secondo mandato dell'amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli. Lo stesso Livi, in passato, aveva manifestato la disponibilità a fare un passo indietro, a condizione che al suo partito venisse comunque riconosciuta la guida di una commissione consiliare, nel rispetto degli equilibri concordati tra le forze di maggioranza. La partita resta dunque aperta. Dopo le difficoltà incontrate per l'elezione del presidente del Consiglio comunale, culminate con il successivo rimpasto di Giunta, la scelta del nuovo presidente della Commissione Urbanistica rappresenta un nuovo banco di prova per la tenuta della coalizione di centrodestra.        

04/08/2026 15:30
Scuole del cratere, in arrivo gli organici in deroga. Castelli: "Pronti prima dell'inizio dell'anno scolastico"

Scuole del cratere, in arrivo gli organici in deroga. Castelli: "Pronti prima dell'inizio dell'anno scolastico"

Buone notizie per le scuole dei territori colpiti dal sisma del 2016 e 2017. È pronto il provvedimento che assegna le risorse di organico in deroga per il personale docente e Ata, destinato agli istituti scolastici del cratere, e sarà trasmesso a breve agli Uffici scolastici competenti. L'obiettivo è consentire una programmazione più tempestiva del nuovo anno scolastico, garantendo la continuità didattica e il regolare funzionamento delle scuole. Il decreto, previsto dal DL Sisma n. 3/2023, permetterà agli istituti di disporre delle risorse necessarie per lo sdoppiamento delle classi dove necessario, oltre a garantire il personale indispensabile per affrontare l'avvio delle lezioni con maggiore certezza. Si tratta di un passaggio particolarmente atteso da Comuni e dirigenti scolastici delle aree terremotate. A sottolineare l'importanza del risultato è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che parla di un traguardo raggiunto grazie alla collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito. "Per la prima volta siamo riusciti ad arrivare a questo importante passaggio prima dell'avvio dell'anno scolastico", afferma Castelli, evidenziando come gli organici in deroga rappresentino uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio nelle aree più fragili dell'Appennino centrale, dove la scuola continua a svolgere un ruolo essenziale per la tenuta delle comunità. Il commissario ha inoltre ringraziato il ministro Giuseppe Valditara e gli uffici coinvolti per aver accolto le richieste provenienti dai sindaci e dalle istituzioni scolastiche del cratere. Castelli ha ricordato anche che il decreto-legge n. 3 del 2023 ha previsto, grazie alle risorse della Presidenza del Consiglio dei ministri, il mantenimento degli organici e delle classi in deroga fino all'anno scolastico 2028-2029, misura ritenuta strategica per assicurare la continuità dell'offerta formativa e sostenere le comunità dell'Appennino centrale ancora impegnate nel percorso di ricostruzione. "Anticipare i tempi significa consentire alle scuole di programmare con maggiore serenità il nuovo anno e contribuire a rafforzare il percorso di rinascita dei territori del sisma, nel quale il sistema scolastico riveste un ruolo strategico", conclude il commissario.

03/08/2026 17:50
L'Italia userà i fondi Safe per il riarmo: guerra con la Russia sempre più vicina?

L'Italia userà i fondi Safe per il riarmo: guerra con la Russia sempre più vicina?

Lo ha recentemente annunziato il ministro Tajani, questa volta senza esibirsi nel suo proverbiale saltello: l’Italia utilizzerà il fondo Safe per il riarmo. Detto fondo prevede che gli Stati dell’Unione Europea possano attingere da Bruxelles una notevole quota di danari per armarsi. Il giullaresco governo della destra bluette neoliberale si conferma, una volta di più, per quello che realmente è: il nemico dell’interesse nazionale e il servo dell’imperialismo occidentale. Naturalmente il riarmo viene attuato in funzione antirussa, come se la Russia di Putin fosse in procinto di invadere l’Italia e l’Europa. Al di là del vitreo teatro delle ideologie e della martellante propaganda, sappiamo benissimo che è invece l’Unione Europea che si sta adoperando in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, fingendo però, con la massima ipocrisia, che sia quest’ultima a cercare il conflitto. Hanno pure il coraggio di definirsi patrioti, quando in realtà sono nemici della patria e dell’interesse nazionale: dietro il patriottismo ideale si nasconde l’atlantismo imperialistico reale. Anziché mettere a disposizione fondi per lo Stato sociale e per la scuola, per la sanità e per il lavoro, l’Unione Europea investe sulle armi e sulla guerra, con ciò rivelando una volta di più la propria natura di treno in corsa verso l’abisso. Intanto, così ha recentemente dichiarato, senza perifrasi, Elly Schlein, vestale della sinistrash fucsia padronale e nemica delle classi lavoratrici: «Il Pd sosterrà l’Ucraina con tutti i mezzi a disposizione». Non è chiaro se tra i mezzi a disposizione figurino anche i lauti stipendi dei parlamentari e dei senatori della sinistra fucsia, ma è fuor di discussione il fatto che la Schlein difenda strenuamente l’invio di armi al guitto di Kiev, attore Nato. Schlein ha, inoltre, asserito che Putin ha violato il diritto internazionale. Ammesso e non concesso che ciò sia vero, domandiamo: forse che Putin lo ha violato più di Washington, strenuamente supportata dalla sinistra come dalla destra italiana? Insomma, a conti fatti, si tratta della stessa posizione nefanda fatta valere dalla destra bluette neoliberale e filoatlantista di Giorgia Meloni. Ciò mi permette, una volta di più, di sottolineare come oggi, con la loro omogeneità bipolare, destra e sinistra rappresentino l’alternanza che nega l’alternativa, facendo sempre e comunque valere l’interesse del blocco oligarchico neoliberale e del suo tableau de bord. D’altro canto, due è il numero minimo per fingere una democrazia. I militonti della destra e quelli della sinistra (se Sparta piange, Atene non ride...) si illudono oscenamente di poter scegliere tra due paradigmi alternativi, quando in realtà la loro scelta ricade sempre e comunque sul programma delle classi dirigenti senza frontiere, rispetto alle quali destra e sinistra non sono se non gli zelanti maggiordomi. Nelle inqualificabili parole di Elly Schlein si coagula perfettamente la deplorevole adesione della sinistra al paradigma capitalistico e imperialistico dominante: quel paradigma che essa, quand’era rossa e non si era ancora sbiadita facendosi fucsia, combatteva strenuamente, opponendosi tanto al capitalismo quanto all’imperialismo. La vestale della sinistra fucsia punta il dito contro Putin, reo di aver violato il diritto internazionale. Curiosamente, però, non punta mai il dito contro Washington, che della violazione del diritto internazionale ha fatto il proprio quotidiano modus operandi. Anziché sostenere la possibilità di un mondo multipolare, sottratto alla presa dell’imperialismo americano, la sinistra, non diversamente dalla destra, supporta sempre e comunque le irragionevoli ragioni di Washington, demonizzando con la logora categoria della dittatura tutto ciò che, per una ragione o per un’altra, all’imperialismo di Washington opponga resistenza. Come ricordavo nel mio studio "Sinistrash", la figura che meglio rappresenta la metamorfosi kafkiana della sinistra arcobaleno deve essere ravvisata nel Mattia Pascal pirandelliano, il quale, da un giorno all’altro, decide di cambiare la propria identità e di rinnegare in toto il proprio passato. Così ha fatto anche la sinistra, facendosi indistinguibile dalla destra e assumendo lo sguardo di chi, in alto, ci odia.

02/08/2026 13:30
Macerata - Un bilancio da quasi crisi, ma il sindaco resta muto

Macerata - Un bilancio da quasi crisi, ma il sindaco resta muto

"Un uomo che non si interessa allo Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita a una politica, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla”. Sostituite Stato con Comune e Atene con Macerata – che pure si picca d’essere l’Atene delle Marche, ma, a giudicare dagli ultimi assessorati alla cultura, più che un’aspirazione sembra una forma di vanagloria – e avrete, partendo da questa altissima affermazione di Pericle, la spiegazione del perché un giornalista debba occuparsi di osservare l’amministrazione pubblica. Per non essere, o sentirsi, inutile. Lo spiego a beneficio di qualche consigliere di Fratelli d’Italia che si è recentemente eretto a giudice della professionalità e delle intenzioni altrui. Così ieri ho seguito il Consiglio comunale dedicato agli aggiustamenti di bilancio. Era l’ultimo giorno utile per approvare questi provvedimenti. Due articoli del Tuel (Testo unico degli enti locali) che avrebbero richiesto, da parte della maggioranza, la massima attenzione e il massimo rispetto, non foss’altro perché senza l’approvazione del bilancio – compresi gli aggiustamenti – si rischia lo scioglimento del Consiglio. Ebbene, la giunta Parcaroli è stata salvata dalla minoranza, che non ha infierito sul fatto che il governo cittadino abbia trascurato un atto fondamentale. Un eccesso di sicurezza che, da qui a qualche mese, questa amministrazione potrebbe pagare a caro prezzo. L’assessora al Bilancio, la segretaria comunale di Forza Italia, l’avvocatessa Barbara Antolini, ha pensato bene di andare in ferie e di non illustrare all’aula i conti. Una fuga dalle proprie responsabilità o dalle difficoltà del momento? La circostanza singolare è che non è stato il sindaco Sandro Parcaroli – che ha costruito la propria fama di imprenditore di successo e dunque dovrebbe avere dimestichezza con i bilanci – a fare le veci dell’assessora, ma ha passato la parola alla vicesindaca Francesca D’Alessandro, professoressa laureata in lettere classiche e apprezzata insegnante, che si occupa, tra le altre deleghe, non certo di contabilità, ma di disabilità. Forse proprio per questo ruolo le è toccato illustrare la delicata – per non dire critica – situazione finanziaria del Comune. Così, nonostante i cittadini maceratesi versino ogni mese all’avvocatessa Antolini 5.796 euro lordi come indennità di carica, hanno dovuto ascoltare le cifre dal dirigente Andrea Castellani, rafforzando l’idea, a mio avviso sbagliata, che il bilancio sia un fatto esclusivamente tecnico e non politico. E invece non è certo Castellani a decidere di attingere ai fondi di riserva – peraltro disciplinati con rigore dal Tuel – per far fronte a spese ordinarie che l’amministrazione ha deciso di classificare come straordinarie. Non è certo Castellani a decidere di concedere continue anticipazioni di cassa alle ditte che stanno realizzando i lavori autorizzati dalla coppia di assessori agli appalti Andrea Marchiori e Tristano Luchetti, con l’obiettivo di allungare la conclusione dei cantieri evitando, fin dove possibile – ma la scadenza si avvicina – i rendiconti del Pnrr, di complessa gestione. Non è il dirigente – peraltro competente – a poter stabilire che sulle piscine e sul centro fiere si debba prendere tempo perché ancora non è stato individuato un gestore. Né è il dirigente a poter decidere di non prevedere accantonamenti, fortemente raccomandati dai revisori dei conti, nell’eventualità che il Comune debba tornare a sostenere i mutui sospesi per dieci anni a causa del terremoto. Il consigliere del Pd Andrea Perticarari ha ben evidenziato come il Comune di Macerata abbia un bilancio ormai ingessato: non può accendere nuovi mutui e non dispone di margini significativi di cassa. Un quadro contabile di questo tipo avrebbe richiesto – in assenza dell’assessora competente, dove l’aggettivo è riferito alla delega e non certo alle capacità personali – una forte assunzione di responsabilità politica da parte del sindaco Sandro Parcaroli. Responsabilità che, però, ieri non si è vista. Il primo cittadino è rimasto in silenzio dietro i suoi occhiali scuri. Pare abbia problemi agli occhi e di questo occorre dispiacersi, augurandogli una pronta guarigione. A me, tuttavia, quel momento ha richiamato alla memoria Totò nella straordinaria interpretazione di Rosario Chiarchiaro ne “La patente” di Pirandello. In particolare quelle parole con cui il personaggio rivendica il riconoscimento ufficiale della propria fama: “Io stesso sono andato a fornire le prove che non solo mi ero accorto da più d’un anno che tutti, vedendomi passare, facevano le corna, ma le prove documentate e testimonianze irripetibili dei fatti spaventosi su cui è edificata incrollabilmente la mia fama di jettatore!”. E poi l’invocazione al giudice: “Io voglio, signor giudice, un riconoscimento ufficiale della mia potenza, non capisce ancora? Voglio che sia ufficialmente riconosciuta questa mia potenza spaventosa, che è ormai l’unico mio capitale!”. Mutatis mutandis, questo sembra essere il capitale politico di cui gode Sandro Parcaroli, sostenuto dal duo Lucentini-Buldorini e poi difeso da Francesco Acquaroli per evitare lo sfaldamento del centrodestra. Con questa sorta di patente di “inoperosa indispensabilità”, Parcaroli si è ritrovato nuovamente sindaco. Un sindaco che, però, ieri non ha sentito il dovere politico di spiegare ai cittadini come stanno realmente i conti del Comune. Forse perché ha altri bilanci a cui pensare: quelli della sua ex Med, la storica impresa di commercio di ausili elettronici che oggi affronta una fase difficile con licenziamenti, tra cui – secondo quanto emerso – anche quello del figlio Stefano Parcaroli; oppure quelli del progetto dell’ex Vere Italie, conclusosi con un risultato negativo e oggi trasformato, con le insegne di Di Gusto, in un locale gestito da altri imprenditori e diventato uno dei ristoranti più apprezzati della città. Resta però una domanda: quella di Parcaroli come homo oeconomicus è stata davvero una storia di successo? Oppure i conti in ordine erano garantiti dalla consulenza del commercialista di fiducia Stefano Quarchioni? Si è così realizzato ciò che il consigliere di maggioranza Marco Caldarelli aveva rappresentato con chiarezza: il Consiglio comunale esprime un’autonomia di giudizio molto più ampia rispetto al passato. Dopo l’intervento, preparato e puntuale, della consigliera Alice Verdicchio (Movimento 5 Stelle) sui conti comunali, è emerso come l’assemblea consiliare abbia mostrato, almeno sugli aggiustamenti di bilancio, un livello di competenza superiore a quello manifestato dalla giunta. Lo stesso vale per gli interventi di Luciano Pantanetti – contrario alla manovra – e soprattutto del consigliere di Fratelli d’Italia Alberto Tombesi, esponente della maggioranza ma capace di esprimere valutazioni autonome. Il quadro emerso è chiaro: il Comune di Macerata ha davanti due possibilità. Ridurre al minimo la spesa, perché le disponibilità finanziarie sono limitate, oppure aumentare il peso sui cittadini attraverso tariffe e sanzioni. Cittadini che già stanno pagando una Tari in costante aumento, conseguenza – secondo il giudizio del consigliere Perticarari – di una gestione dei rifiuti tutt’altro che positiva, anche alla luce del passato ruolo di Parcaroli come presidente della Provincia. In entrambi i casi sarebbe servita una precisa assunzione di responsabilità politica del sindaco. Ieri, però, non è arrivata. E così restano aperti gli interrogativi su come saranno finanziati i grandi progetti annunciati dalla giunta: Data Center, nuovo Palazzetto dello Sport, rampa Zara e tutte quelle “magnifiche sorti e progressive” inserite nel programma amministrativo di Parcaroli. Senza dimenticare la questione dell’ospedale, per il quale – come evidenziato dalla Corte dei Conti – risultano disponibili 2,5 milioni di euro a fronte di un investimento stimato intorno ai 180 milioni. Anche questo potrebbe diventare un punto critico per l’amministrazione. E proprio sull’ospedale si inserisce anche la questione dell’area destinata alla nuova struttura sanitaria. Un tema che sembra aver creato tensioni all’interno della maggioranza, in particolare nei rapporti tra il sindaco e il presidente della Commissione urbanistica Silvano Iommi. La questione riguarda soprattutto la superficie individuata: la Regione sostiene che siano sufficienti nove ettari, mentre il dirigente dell’ufficio tecnico Tristano Luchetti, sostenuto dall’assessore competente Andrea Marchiori, continua a mantenere come destinata ad attività sanitaria un’area di 24 ettari. Una scelta che potrebbe comportare la necessità di una Valutazione ambientale strategica (Vas). Ed è forse proprio questo uno degli elementi che rende meno semplice il percorso amministrativo, anche alla luce del nuovo assetto della Provincia, oggi guidata da Alessandro Gentilucci e non più da Parcaroli. Sta di fatto che ieri, in Consiglio comunale, la maggioranza è andata sotto su un tema legato alla trasparenza e alle informazioni ai cittadini. Il consigliere del Pd Andrea Perticarari ha chiesto al sindaco chiarimenti sul malfunzionamento del nuovo angiografo dell’ospedale e, più in generale, una relazione completa sulla situazione del servizio diagnostico. La risposta di Parcaroli è stata: “Ho telefonato al direttore dell’Ast Alessandro Marini, mi ha detto che il 5 agosto fanno il collaudo e la macchina torna in funzione”. Una risposta che non ha soddisfatto Perticarari, il quale ha ribadito la richiesta di una relazione dettagliata sul servizio. A quel punto il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani ha cercato di chiudere il confronto invitando il consigliere di opposizione a non insistere: “Ha risposto”. Ma, per la prima volta, è intervenuto il neo-consigliere di maggioranza Claudio Carbonari, che ha riconosciuto la necessità di maggiore chiarezza: “Ha ragione Perticarari, sulla salute servono informazioni puntuali”. Messa ai voti, la proposta del Pd è stata approvata. Un segnale significativo, perché racconta di un Consiglio comunale che sembra rivendicare un ruolo più autonomo rispetto alla giunta. Nel frattempo Andrea Blarasin è passato al gruppo vicino a Vannacci e dai banchi dell’aula sono arrivati, da più parti, distinguo, interrogazioni e ordini del giorno. Torna alla mente lo slogan dei coloni americani contro il dominio britannico: “No taxation without representation”. La sensazione emersa dal Consiglio comunale è proprio questa: un’assemblea che vuole contare di più e che chiede maggiore spazio decisionale. Tra tre mesi tornerà il momento del bilancio. Resta da capire se ci sarà nuovamente l’assessora Barbara Antolini a illustrarlo all’aula. Perché, in politica, non esistono rimpasti gratis.

01/08/2026 15:05
Forza Italia Civitanova dopo l’addio di Croia e Renzi: “La coerenza vale più dei repentini cambi di casacca”

Forza Italia Civitanova dopo l’addio di Croia e Renzi: “La coerenza vale più dei repentini cambi di casacca”

Forza Italia Civitanova prende posizione dopo il passaggio dei consiglieri  Piero Croia e Nicolò Renzi al gruppo civico “Vince Civitanova”, avvenuto dopo il voto sulla variante urbanistica relativa alla Zona Industriale B. Il partito di centrodestra ribadisce la volontà di mantenere una linea politica autonoma e coerente, pur prendendo atto delle scelte individuali dei due consiglieri. «Prendiamo atto delle decisioni altrui, ma restiamo fermi sulla nostra identità e sui principi che abbiamo rappresentato agli elettori», è il messaggio della segreteria cittadina. A intervenire è il segretario comunale di Forza Italia, Paolo Giannoni, che commenta il passaggio dei due esponenti consiliari: «Sorprende leggere delle dichiarazioni relative a una “profonda e sofferta riflessione” che avrebbe portato a questa scelta. Un percorso maturato, però, nello spazio di appena ventiquattr’ore. Comprendiamo la difficoltà di chi si è trovato a scegliere tra una posizione amministrativa e la linea politica del partito. Per noi la lealtà verso gli elettori viene prima di tutto».  Secondo Giannoni, il voto sulla variante urbanistica ha rappresentato un passaggio politico rilevante per il gruppo: «Forza Italia ha fermato un progetto che non rispondeva agli interessi generali della città e alla nostra idea di sviluppo del territorio». La posizione della segreteria cittadina, indicata come riferimento politico del partito, è stata portata in Consiglio comunale dalla consigliera Paola Fontana, che ha seguito l’indirizzo espresso dagli organismi locali. «Un partito politico – aggiunge Giannoni – non può limitarsi a ratificare decisioni prese altrove. La segreteria ha il compito di definire una direzione politica e i consiglieri devono confrontarsi con la comunità che li ha eletti. La coerenza con i nostri valori viene prima di qualsiasi automatismo di maggioranza». Forza Italia conclude confermando la disponibilità al dialogo con chi condivide il progetto politico del partito, ma ribadendo la propria distanza da scelte amministrative ritenute non condivisibili.

31/07/2026 16:10
Terremoto in Consiglio a Civitanova: Nicolò Renzi e Piero Croia lasciano Forza Italia e passano a "Vince Civitanova"

Terremoto in Consiglio a Civitanova: Nicolò Renzi e Piero Croia lasciano Forza Italia e passano a "Vince Civitanova"

I consiglieri comunali Nicolò Renzi e Piero Croia hanno ufficializzato l'addio al gruppo consiliare di Forza Italia Civitanova per aderire contestualmente alla lista civica "Vince Civitanova": la decisione, maturata dopo una contestazione aperta verso la gestione della segreteria locale del partito azzurro accusata di operare senza confronto, rappresenta per i due amministratori un passaggio naturale per proseguire il mandato elettorale all'insegna del pragmatismo e del radicamento sul territorio. In una nota congiunta, Renzi e Croia hanno spiegato i motivi che hanno condotto alla rottura con la dirigenza cittadina di Forza Italia: "A seguito di una lunga e approfondita riflessione, comunichiamo la decisione di lasciare il gruppo consiliare di Forza Italia. I valori e gli ideali del movimento politico azzurro fanno e continueranno a fare parte della nostra identità politica e personale. Tuttavia, non condividendo la gestione del partito da parte della locale segreteria, che da tempo opera in assoluta autonomia senza un reale confronto con tutti i consiglieri comunali e con gran parte degli iscritti, e considerato il venir meno delle condizioni per una proficua collaborazione politica e amministrativa, abbiamo ritenuto inevitabile intraprendere un percorso diverso". Contestualmente, i due esponenti politici hanno formalizzato l'ingresso all'interno della compagine civica di maggioranza: "Annunciamo la nostra adesione al gruppo consiliare 'Vince Civitanova', una scelta che riteniamo naturale e coerente. 'Vince Civitanova' rappresenta una realtà civica fortemente radicata sul territorio, che ha sempre dimostrato serietà, pragmatismo e una straordinaria vicinanza ai bisogni reali dei cittadini. In questo gruppo ritroviamo non solo una piena condivisione di valori e di visione per la città, ma anche un clima di autentica stima e amicizia con colleghi con cui abbiamo già condiviso battaglie importanti. Con loro continueremo a lavorare con serenità ed efficacia nell'interesse di Civitanova". In conclusione, Croia e Renzi hanno rivendicato il legame diretto con l'elettorato che li ha sostenuti alle urne: "Siamo stati eletti attraverso il voto di preferenza, grazie alla fiducia che i cittadini hanno riposto direttamente nelle nostre persone e nel lavoro svolto sul territorio. Continueremo pertanto a onorare quel mandato con lo stesso impegno, la stessa serietà e la stessa disponibilità all’ascolto che hanno sempre contraddistinto il nostro percorso amministrativo".

31/07/2026 10:10
Bando Centri commerciali naturali, la replica di Ruffini: "Nessuna incompatibilità, io sto con i commercianti"

Bando Centri commerciali naturali, la replica di Ruffini: "Nessuna incompatibilità, io sto con i commercianti"

 Il consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Ruffini, interviene per fare chiarezza sulle polemiche sollevate relative alla partecipazione al bando della Regione Marche sui Centri commerciali naturali.  Attraverso una nota dai toni fermi, Ruffini respinge le contestazioni avanzate nei suoi confronti: "In merito alle recenti polemiche a mezzo stampa e social, che mi hanno visto bersaglio di attacchi strumentali, ritengo doveroso fare chiarezza con la trasparenza che mi ha sempre contraddistinto, sia come cittadino e imprenditore, sia nel mio ruolo politico". "Per comprendere appieno la vicenda, è necessario spiegare il funzionamento del bando della Regione Marche denominato 'Centri commerciali naturali': si tratta di una misura strategica biennale per gli anni 2025-2026 - spiega Ruffini -. Prevede un contributo regionale fino al 30% delle spese a fronte di investimenti privati minimi di 25 mila euro. Per accedere alla misura, la normativa richiede l'adesione di un comune (chiamato a presentare un progetto pubblico nella stessa area) e di almeno due aziende vicine. Il contributo massimo erogato dalla Regione è di 50 mila euro totali a bando. In proporzione andrà suddiviso tra le aziende partecipanti e il comune. Un bando virtuoso, già finanziato con successo nel 2024, che dimostra la costante attenzione della giunta regionale guidata da Fratelli d'Italia nel sostenere chi rischia e investe sul territorio". Il consigliere precisa quindi il contesto personale che lo ha spinto ad accedere alla misura contributiva: "Nel mio caso specifico non c'è stata alcuna 'scelta commerciale ordinaria', ma una drammatica necessità. A gennaio 2025 il mio chalet è stato devastato da un incendio doloso. Per poter ripartire e non arrendermi, ho dovuto affrontare in pochissimi mesi spese altissime e impreviste, anticipate di tasca mia, ancora in attesa dei tempi lunghi dell’assicurazione. Nel ringraziare una comunità che mi ha manifestato un affetto immenso, trovo spiacevole che l'accesso a un bando pubblico – il quale coprirà forse meno del 5% dei danni reali subiti – venga oggi strumentalizzato". Sul piano procedurale e del rispetto istituzionale, Ruffini rimarca di aver preventivamente consultato gli uffici competenti: "Prima di presentare la domanda comprendente altre due aziende oltre la mia, proprio per il rispetto che porto verso le istituzioni e il mio ruolo di consigliere comunale, ho interpellato il segretario comunale. Quest'ultimo ha confermato la totale assenza di incompatibilità, trattandosi di una misura di derivazione ed emanazione regionale. La pratica ha poi seguito il normale iter tecnico e la delibera è stata approvata in Giunta". "Non ero a conoscenza e apprendo ora tuttavia che già a maggio diverse associazioni di categoria avevano sollecitato l'assessore al commercio per attivare questo bando a favore del tessuto produttivo civitanovese, ricevendo un diniego. In un momento storico complesso, in cui le imprese locali lottano quotidianamente per restare competitive, le misure della Regione Marche rappresentano una boccata d'ossigeno fondamentale - conclude Ruffini -. La mia attività politica e la mia storia imprenditoriale camminano di pari passo: io sono e sarò sempre dalla parte dei commercianti civitanovesi. Ringrazio la Regione Marche per lo straordinario lavoro a sostegno dell'economia locale. Auspico per il futuro una maggiore e più proficua sinergia tra l'assessorato locale e le concrete opportunità che la Regione mette a disposizione del nostro territorio".

31/07/2026 10:00
Montefano unita contro la discarica: ok del consiglio, mandato pieno alla sindaca per le azioni legali

Montefano unita contro la discarica: ok del consiglio, mandato pieno alla sindaca per le azioni legali

 Il consiglio comunale di Montefano ha approvato a larga maggioranza l'ordine del giorno contro la realizzazione della discarica nel territorio comunale, conferendo un mandato pieno e operativo al sindaco Angela Barbieri per intraprendere ogni azione legale, istituzionale e amministrativa utile a tutelare la comunità.  Il provvedimento, presentato dall'assessore alla gestione dei rifiuti Nicola Caporaletti, ha visto il voto favorevole sia della maggioranza che dell'opposizione, mentre è stato respinto l'emendamento della minoranza che chiedeva di vincolare ogni mossa del primo cittadino al preventivo passaggio in aula. La delibera approvata ribadisce con fermezza la netta contrarietà dell'amministrazione e dell'assise all'individuazione delle due aree montefanesi destinate al sito dei rifiuti. L'assessore all’ambiente Nicola Caporaletti ha espresso il proprio ringraziamento ai comitati "No Discarica", ai consiglieri regionali e alla cittadinanza per la mobilitazione di questi mesi, tracciando la strategia da seguire: "La strada maestra è sicuramente il ricorso al TAR, ma parallelamente è di fondamentale importanza l’azione civile condotta dai cittadini". L'assessore ha inoltre denunciato la politicizzazione delle scelte in seno all'ATA 3: "L'introduzione di criteri politici ha sminuito la validità scientifica dello studio dell'UNIVPM, rappresentando un corto circuito amministrativo a danno della salute pubblica, dell’ambiente e delle garanzie di correttezza e trasparenza". Una posizione condivisa pienamente dal vicesindaco Mirco Monina, che non ha nascosto l'amarezza per le decisioni sovraordinati: "Un'imboscata contro la comunità montefanese". Monina ha poi ricordato la forte vocazione agricola e ricettiva della vallata del Fiumicello (zona Fratte), chiedendo formalmente a provincia e ATA di "azzerare le delibere di maggio e ripartire dallo studio originario dell’UNIVPM". Sulla stessa linea d'onda il capogruppo di maggioranza Carlo Senigagliesi, che ha puntato il dito contro le modifiche procedurali introdotte a maggio: "Si è voluta imprimere velocità all’iter dando uno schiaffo in faccia ai cittadini montefanesi per ammiccare ad alcuni interessi politici locali e tradendo la logica del percorso seguito fino a quel momento dall'ATA 3, per il quale erano stati spesi centinaia di migliaia di euro dei cittadini". A chiudere il dibattito è stato il sindaco Angela Barbieri, che ha replicato alle sollecitazioni della minoranza rimarcando le responsabilità politiche dell'assemblea d'ambito: "La modifica della graduatoria è stata voluta dai sindaci dei comuni di destra che compongono la maggioranza dell’assemblea dell’ATA, ma i cittadini montefanesi non rimarranno mai in silenzio di fronte a questa ingiustizia". Con il mandato ricevuto dall'aula, l'amministrazione proseguirà lungo la strada dell'impugnazione legale di tutti gli atti.

30/07/2026 19:10
Tolentino, Tatò (FdI): "In arrivo quattro medici, la Regione non è rimasta a guardare"

Tolentino, Tatò (FdI): "In arrivo quattro medici, la Regione non è rimasta a guardare"

"L'Ast Macerata sta procedendo alla contrattualizzazione di quattro medici per rafforzare l'assistenza territoriale e dare una risposta concreta alla carenza di medici di medicina generale a Tolentino". Ad annunciarlo è la consigliera di minoranza di Fratelli d'Italia Silvia Tatò, a margine del confronto avuto con il direttore sociosanitario Massimiliano Cannas e con il direttore generale dell'Ast Alessandro Marini.  "Un tema che sta davvero a cuore ai cittadini di Tolentino, e che merita di essere trattato con onestà e con rispetto di chi ogni giorno segue la questione con la massima attenzione - sottolinea Tatò -. La procedura avviata con la pubblicazione della zona carente di Tolentino non aveva dato il risultato sperato, e non aveva consentito di individuare un medico disponibile: un dato che conferma come il problema non sia l'assenza di iniziative, ma la difficoltà concreta di reperire professionisti, una criticità che non riguarda solo Tolentino ma molti territori". Di fronte a questa situazione, la rappresentante di Fratelli d'Italia ha spiegato l'iniziativa intrapresa in prima persona al fianco della collega di minoranza, Monia Prioretti: "Proprio per questo, negli ultimi giorni, insieme alla consigliera Prioretti ci siamo attivate per contribuire alla ricerca, coinvolgendo la rete di conoscenze dei nostri figli e sensibilizzando chiunque, attorno a noi, potesse dare un contributo. Un ringraziamento va a tutti coloro che abbiamo contattato e che si sono mostrati sensibili alle necessità della nostra collettività, permettendoci di individuare tre giovani laureati oggi in fase di contrattualizzazione con l'Ast. Ringraziamo i giovani medici che con grande senso di responsabilità hanno compreso la difficoltà e si sono messi a disposizione". Nel suo intervento, Silvia Tatò ha richiamato anche le politiche di programmazione attuate a livello regionale per contrastare la carenza strutturale di camici bianchi: "Sul fronte strutturale, la Regione Marche ha intanto aumentato le borse di studio per il corso di formazione specifica in medicina generale, dalle 30 previste per il triennio 2020-2023 alle 98 del triennio 2026-2029, di cui 30 finanziate con risorse regionali aggiuntive. Una misura che non risolve l'emergenza di oggi, perché la formazione richiede tempo, ma che costruisce una risposta per i prossimi anni". "Per questo non si può far passare l'idea che l'AST e la Regione siano rimaste ferme, né che basti un ordine del giorno che chiede genericamente agli enti competenti di 'attivarsi' su una partita che stanno già giocando. Oltre ai quattro medici che sono in fase di contrattualizzazione infatti, presso la Cittadella sanitaria di via Colombo è già operativo l'ambulatorio diurno straordinario, rivolto in via prioritaria alle persone temporaneamente prive del medico di famiglia", puntualizza Tatò. "Le criticità restano, e nessuno intende sottovalutarle: si può e si deve chiedere di più. Ma va fatto partendo dai fatti, verificando gli impegni assunti e sostenendo le soluzioni già avviate; non si intende inoltre in alcun modo sminuire il lavoro e il senso di responsabilità dei medici di base che in queste settimane hanno retto un carico ben oltre l'ordinario: proprio a loro va il ringraziamento e la riconoscenza per le difficoltà che stanno affrontando. Il segnale che la problematica in questione possa essere affrontata superando la politica lo dimostra il voto unanime in consiglio comunale il quale ha accolto anche le osservazioni della nostra minoranza. Ringrazio l'assise consiliare per la maturità dimostrata su un tema tanto delicato", conclude la consigliera Tatò.

30/07/2026 18:38
Macerata, sette giorni da assessore: a Oriana Piccioni 1.346 euro di indennità. Giunta da oltre 56mila euro al mese

Macerata, sette giorni da assessore: a Oriana Piccioni 1.346 euro di indennità. Giunta da oltre 56mila euro al mese

Le indennità di funzione della giunta comunale di Macerata e del presidente del Consiglio comunale sono state confermate. Tra i compensi previsti c’è anche quello destinato a Oriana Piccioni, ex assessore entrata e uscita dall’esecutivo nel giro di pochi giorni: per il periodo dal 25 giugno al primo luglio, quando ha rassegnato le dimissioni per lasciare spazio a Deborah Pantana, percepirà 1.346,17 euro lordi. Una permanenza decisamente breve quella della commercialista maceratese nel secondo mandato del sindaco Sandro Parcaroli. Piccioni, già assessore al bilancio nella precedente amministrazione e rappresentante della Lega, è stata sostituita nell’ambito del mini rimpasto di maggioranza che ha portato all’ingresso di Pantana, esponente di Noi Moderati, con l’obiettivo di ristabilire gli equilibri tra le diverse forze politiche che sostengono la giunta. Hanno chiesto l'aspettative lavorativa la vicesindaco Francesca D’Alessandro, titolare delle deleghe alle politiche sociali e alle pari opportunità, Lorella Benedetti, assessore alla cultura e all’istruzione, e Paolo Renna, assessore alla sicurezza urbana, polizia locale e protezione civile. Non l'ha inveceichiesta il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani. Per questo motivo la sua indennità viene ridotta della metà: dai 5.796 euro previsti passa a 2.898 euro lordi. Per quanto riguarda i compensi della giunta, l’indennità lorda mensile più alta spetta alla vicesindaco D’Alessandro, pari a 7.245 euro. Gli assessori ricevono invece 5.796 euro lordi al mese. Rientrano in questa fascia Andrea Marchiori, assessore ai lavori pubblici, Barbara Antolini, con delega a bilancio e partecipate, Lorella Benedetti, Paolo Renna, Giuseppe Romano, assessore al commercio, Riccardo Sacchi, con deleghe a turismo, sport e grandi eventi, Pierfrancesco Tasso, responsabile di servizi amministrativi, politiche giovanili e famiglia, e Deborah Pantana, assessore all’ambiente e ai gemellaggi. La spesa complessiva mensile lorda per le indennità di assessori e presidente del Consiglio comunale ammonta quindi a 56.511 euro. A questa cifra si aggiunge, soltanto per questa occasione, il compenso di 1.346,17 euro destinato a Oriana Piccioni per i sette giorni trascorsi in giunta. Gli aumenti delle indennità degli amministratori locali sono legati alla normativa introdotta dal governo Draghi, che nel corso degli anni ha portato a un incremento significativo degli stipendi destinati ai rappresentanti degli enti comunali. 

30/07/2026 17:20
Bando Centri commerciali naturali, Viviamo Civitanova: “Prima il Comune diceva no, poi progetto presentato”

Bando Centri commerciali naturali, Viviamo Civitanova: “Prima il Comune diceva no, poi progetto presentato”

CIVITANOVA MARCHE – «Non chiediamo polemiche, ma trasparenza». È il messaggio della presidente di Viviamo Civitanova APS, Manola Gironacci, che interviene sul progetto legato ai Centri Commerciali Naturali finanziato attraverso il bando della Regione Marche, sollevando una serie di interrogativi sul percorso seguito dall’amministrazione comunale. L’associazione ricostruisce le tappe della vicenda spiegando di aver segnalato già lo scorso aprile l’opportunità del bando regionale all’assessore al Commercio Roberto Pantella, mettendo a disposizione la propria collaborazione e riferendo della disponibilità di diversi commercianti interessati a partecipare. Secondo Gironacci, il coinvolgimento del Comune sarebbe stato fondamentale per poter presentare la candidatura: «Il bando richiedeva un percorso che non poteva essere affrontato autonomamente dai singoli operatori. Servivano l’individuazione dell’area, la costruzione del progetto e il coordinamento delle attività». L’associazione riferisce di aver successivamente sollecitato nuovamente l’amministrazione e di aver ricevuto, nel mese di maggio, la comunicazione che il Comune non avrebbe partecipato al bando per difficoltà burocratiche e per la mancanza dei tempi necessari alla predisposizione della documentazione. Una risposta che, secondo Viviamo Civitanova, aveva fatto perdere un’opportunità a diversi operatori commerciali già interessati all’iniziativa. «Abbiamo accettato quella decisione – spiega Gironacci – pur con rammarico, perché significava rinunciare a un’occasione importante per il commercio cittadino. Poi abbiamo appreso che un progetto è stato comunque predisposto e presentato». Da qui la richiesta di chiarimenti avanzata dall’associazione. Secondo quanto riportato da Viviamo Civitanova, il progetto coinvolgerebbe tre attività: Ghibli Srl, Chalet Antonio e Pizzeria Ciak. L’associazione precisa di non contestare la partecipazione delle imprese coinvolte, ma chiede di conoscere i criteri utilizzati per individuare gli operatori e le modalità con cui sarebbero stati informati gli altri commercianti. Tra le domande rivolte all’amministrazione ci sono: quando sia stata presa la decisione di partecipare al bando, quando sia iniziata la predisposizione della domanda, quali valutazioni abbiano portato alla scelta dell’area interessata e come siano stati coinvolti gli operatori economici presenti sul territorio. Un passaggio riguarda anche la zona individuata per il progetto, che secondo l’associazione non coinciderebbe con il cuore storico commerciale della città, ma interesserebbe principalmente il comparto del lungomare sud. Viviamo Civitanova richiama inoltre la vicenda dei 13mila euro destinati alle aperture serali, iniziativa inizialmente condivisa con l’associazione Centriamo e successivamente assegnata esclusivamente a quest’ultima. «Anche in questo caso – afferma Gironacci – non formuliamo accuse, ma chiediamo di conoscere i criteri adottati». L’associazione pone l’attenzione anche sulla tempistica indicata negli atti amministrativi: secondo la ricostruzione fornita, la manifestazione di interesse sarebbe stata protocollata il 21 luglio, il progetto approvato dalla Giunta il 24 luglio e la scadenza del bando regionale fissata al 27 luglio. «Ci chiediamo come sia stato possibile predisporre un progetto completo in soli tre giorni – sottolinea Gironacci – dopo che nei mesi precedenti era stato comunicato che non c’erano le condizioni per partecipare». La presidente di Viviamo Civitanova ribadisce infine che l’obiettivo dell’intervento è ottenere chiarezza sul procedimento. «Quando si parla di risorse pubbliche – conclude Gironacci – la trasparenza non è una cortesia, ma un dovere. Tutti i commercianti devono avere le stesse possibilità di conoscere le opportunità, aderire e partecipare».

30/07/2026 14:23
Comuni montani, il Consiglio di Treia chiede di rivedere il decreto: "A rischio scuola, sanità e agricoltura"

Comuni montani, il Consiglio di Treia chiede di rivedere il decreto: "A rischio scuola, sanità e agricoltura"

Il Consiglio comunale di Treia fa fronte comune contro il decreto attuativo della Legge Calderoli che ridefinisce l'elenco dei Comuni montani. L'assemblea ha approvato un ordine del giorno con cui chiede al Governo di rivedere il provvedimento che, a livello nazionale, esclude circa 700 Comuni dalla classificazione di "montani", tra cui 29 nelle Marche e lo stesso Comune di Treia. Per il sindaco Franco Capponi, la questione va ben oltre una semplice modifica amministrativa. «La firma del decreto – ha dichiarato – non comporta soltanto la perdita di una denominazione, ma del diritto ad accedere a fondi essenziali e a norme di tutela per la scuola, la sanità e lo sviluppo delle aree interne. In sostanza, mette a rischio la sopravvivenza di questi territori». Sul documento si è registrata la convergenza di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale. Tra gli interventi, quello del consigliere Andrea Mozzoni (Fratelli d'Italia), che ha espresso una dura critica nei confronti del provvedimento. «Sono in totale dissenso – ha affermato –. Non considero questa una riforma, ma un taglio indiscriminato, privo di logica, che finisce per favorire dinamiche politiche lontane dalle esigenze dei territori dell'entroterra». Nel suo intervento il sindaco ha poi illustrato le conseguenze che, secondo l'Amministrazione comunale, deriveranno dall'esclusione di Treia dall'elenco dei Comuni montani. Tra le principali preoccupazioni figurano la maggiore difficoltà nel mantenere aperti i plessi scolastici e nell'evitare accorpamenti di classi, la perdita delle agevolazioni fiscali per i terreni agricoli, il venir meno degli incentivi destinati ai medici di base che operano nelle aree interne e la cancellazione di bonus rivolti alle giovani famiglie e all'acquisto o alla ristrutturazione della prima casa. Capponi ha inoltre criticato il metodo con cui sarebbe stato adottato il decreto, parlando di un «schiaffo istituzionale» nei confronti dei sindaci, dell'Anci, dell'Uncem e delle altre associazioni degli enti locali che, fino agli ultimi incontri con il Ministero, ritenevano fosse ancora aperto un confronto per modificare la normativa. Secondo il primo cittadino, il decreto rischia di accelerare lo spopolamento dei piccoli centri, favorendo la chiusura delle aziende agricole, la riduzione dei servizi sanitari e scolastici e un progressivo impoverimento economico e sociale delle aree interne, con possibili ripercussioni anche sulla manutenzione del territorio e sul dissesto idrogeologico. Per questo il Consiglio comunale ha chiesto una revisione della normativa e l'attivazione di misure compensative, ribadendo che la tutela dei Comuni montani rappresenta una priorità strategica per il futuro delle Marche. «Difendere le aree interne – conclude Capponi – significa tutelare il presidio del territorio, la sicurezza ambientale, l'agricoltura, la qualità della vita e il patrimonio umano, culturale ed economico di una parte fondamentale della nostra regione».

30/07/2026 11:35
Variante bocciata in Consiglio, Forza Italia: "No a un compromesso al ribasso per Civitanova"

Variante bocciata in Consiglio, Forza Italia: "No a un compromesso al ribasso per Civitanova"

Forza Italia Civitanova interviene per chiarire la propria posizione dopo la bocciatura in Consiglio comunale della variante urbanistica relativa alla Zona Industriale B. Il partito rivendica la coerenza della scelta compiuta in aula, sostenendo che il voto contrario sia stato dettato dalla volontà di garantire una riqualificazione dell'area più ambiziosa e di qualità. A spiegare le ragioni della decisione è il segretario cittadino Paolo Giannoni, che respinge le ricostruzioni circolate nelle ultime ore. «C'è chi prova a raccontare dinamiche che non corrispondono alla realtà – afferma Giannoni –. La nostra posizione è sempre stata chiara. La Zona Industriale B costituisce uno dei principali accessi a Civitanova Alta ed è un'area strategica che attende una riqualificazione da oltre trent'anni. Nel primo passaggio abbiamo sostenuto l'avvio dell'iter per senso di responsabilità, ma il progetto preliminare presentato si è rivelato insufficiente, limitandosi a una semplice ripartizione delle volumetrie senza una visione complessiva dello sviluppo dell'area». Nel corso della seduta consiliare, il voto contrario di Forza Italia è stato espresso dalla consigliera comunale Paola Fontana, che ha rappresentato la posizione del partito. Per Giannoni, la decisione non rappresenta un cambio di rotta, ma la naturale conseguenza della valutazione del progetto. «Modificare la propria posizione di fronte a un intervento che non offre adeguate garanzie sotto il profilo urbanistico non significa essere incoerenti, ma rispettare gli impegni assunti con i cittadini. Una buona amministrazione non si misura dalla rapidità con cui approva gli atti, bensì dalla capacità di realizzare interventi che producano valore e servizi per la comunità». Il segretario azzurro ribadisce quindi la disponibilità del partito ad aprire una nuova fase di confronto per individuare una soluzione condivisa. «Forza Italia non difende interessi particolari. Siamo convinti che la scelta compiuta abbia evitato un compromesso al ribasso. Adesso è necessario riaprire il dialogo tra tutte le forze politiche e lavorare a un progetto capace di valorizzare realmente la Zona Industriale B e uno degli ingressi principali a Civitanova Alta».

30/07/2026 10:34
Discarica provinciale, il Comitato rilancia il ricorso: "Corridonia ora è più esposta"

Discarica provinciale, il Comitato rilancia il ricorso: "Corridonia ora è più esposta"

Si è svolta lunedì 27 luglio l'assemblea del Comitato "Corridonia Green No Discarica", che ha riunito i residenti della frazione di Cigliano e numerosi cittadini interessati per fare il punto sul ricorso relativo alla procedura di individuazione del sito destinato alla futura discarica provinciale. Nel corso dell'incontro è stato illustrato l'attuale stato dell'iter amministrativo. Corridonia occupa attualmente il quinto posto nella graduatoria dei siti individuati, una posizione che, secondo il Comitato, potrebbe diventare particolarmente critica qualora i ricorsi presentati dai Comuni classificati nelle prime posizioni dovessero essere accolti. Proprio per questo, i promotori dell'iniziativa hanno deciso di proseguire la tutela delle proprie ragioni attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento. Sono ventidue i cittadini che hanno conferito mandato all'avvocato Forte per predisporre i motivi aggiunti al ricorso originario presentato nel 2020, con l'obiettivo di chiedere l'annullamento delle delibere approvate dall'ATA3 nelle sedute del 6 e del 15 maggio. Secondo il Comitato, le principali contestazioni riguardano la modifica della graduatoria, che ha visto Corridonia passare dal sesto al quinto posto. Una procedura che, viene evidenziato, sarebbe stata oggetto di rilievi anche da parte dell'Ufficio Ambiente della Regione Marche, ente sovraordinato all'ATA3. Tra gli elementi contestati figurano inoltre alcuni aspetti contenuti nella relazione finale elaborata dall'Università Politecnica delle Marche, ritenuti penalizzanti per il sito di Bore Chienti, nel territorio di Corridonia. In particolare, il ricorso contesta l'applicazione dei criteri relativi alla visibilità dai centri abitati e dai luoghi di interesse storico, nonché il parametro riguardante la distanza minima dai corsi d'acqua. Il Comitato sottolinea inoltre come la graduatoria approvata sia destinata a mantenere validità non solo per l'eventuale realizzazione di una discarica per rifiuti urbani, ma anche, in prospettiva, per un impianto destinato ai rifiuti speciali non pericolosi. Nel corso dell'assemblea è stata infine annunciata l'avvio di una campagna di raccolta fondi per sostenere le spese legali. I cittadini che intendono contribuire potranno rivolgersi ai componenti del direttivo del Comitato, che rilasceranno regolare ricevuta, oppure effettuare una donazione sulla carta prepagata intestata al Comitato "Corridonia Green No Discarica".

30/07/2026 10:14
Macerata, la maggioranza diserta l'aula: salta il Consiglio comunale, protestano le opposizioni

Macerata, la maggioranza diserta l'aula: salta il Consiglio comunale, protestano le opposizioni

 Seduta deserta e lavori rinviati. Il Consiglio comunale di Macerata, convocato per il pomeriggio di oggi, non si è svolto per mancanza del numero legale. Era la terza seduta della settimana, ma in aula si sono presentati soltanto 14 consiglieri, un numero insufficiente per consentire l'avvio dei lavori. Secondo quanto emerso, alla base dell'assenza di gran parte della maggioranza non ci sarebbero particolari tensioni o tatticismi politici interni, quanto piuttosto il periodo estivo: diversi consiglieri sarebbero già in ferie, mentre altri avrebbero scelto di non partecipare alla seduta. L'episodio ha però provocato la dura reazione delle opposizioni. Il consigliere del Partito Democratico Narciso Ricotta ha definito quanto accaduto «un atteggiamento irrispettoso», sottolineando come la seduta fosse stata convocata su richiesta della stessa giunta comunale. Tra i banchi della maggioranza erano presenti soltanto il consigliere di Forza Italia Sandro Montaguti, il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani e l'assessora al Bilancio Barbara Antolini. Se ne riparlerà venerdì prossimo, quando il Consiglio tornerà a riunirsi in seconda convocazione. In quell'occasione, per la validità della seduta sarà sufficiente la presenza di 11 consiglieri, oltre al sindaco. Assenze permettendo.   (Foto di repertorio) 

29/07/2026 19:34
Sicurezza a Civitanova, Fratelli d'Italia pungola Ciarapica: "Vigilanza privata e stop alcol nei distributori" (VIDEO)

Sicurezza a Civitanova, Fratelli d'Italia pungola Ciarapica: "Vigilanza privata e stop alcol nei distributori" (VIDEO)

La sicurezza torna al centro del dibattito politico a Civitanova Marche. Nel corso di una conferenza stampa ospitata questa mattina nella sala del consiglio comunale, Fratelli d'Italia ha rivolto un appello al sindaco Fabrizio Ciarapica, chiedendo un cambio di passo sulle politiche per il controllo del territorio e la prevenzione del degrado urbano. L'incontro, convocato dai vertici regionali, provinciali e cittadini del partito, ha visto la partecipazione del consigliere regionale Pierpaolo Borroni, del coordinatore provinciale Massimo Belvederesi, dell'assessora Barbara Capponi e dei consiglieri comunali Paolo Nori, Siria Carella e Roberto Tiberi. Assenti per impegni sopraggiunti il capogruppo Andrea Ruffini, il consigliere Pierluigi Capozucca e l'assessore Roberto Pantella. Il consigliere regionale Pierpaolo Borroni ha ricordato come Fratelli d'Italia avesse già sollevato la questione della sicurezza urbana lo scorso anno, chiedendo all'amministrazione comunale un rafforzamento dei controlli attraverso un maggiore utilizzo della videosorveglianza e il supporto della vigilanza privata. "Nel 2025, durante le riunioni di maggioranza, erano stati destinati 30 mila euro a questo scopo, risorse che però non sono mai state impiegate e sono confluite nell'avanzo di amministrazione. Oggi - ha aggiunto Borroni - non è più possibile aspettare". Per il consigliere regionale la situazione richiede risposte tempestive. "Fratelli d'Italia, con tutti i vertici cittadini e provinciali, chiede all'amministrazione di riprendere in mano il tema della sicurezza perché non è più tollerabile quello che accade sul territorio cittadino, tra disordine, degrado urbano ed episodi che destano preoccupazione. È opportuno che l'amministrazione cambi decisamente rotta e avvii una vera politica della sicurezza seguendo gli indirizzi del progetto regionale 'Marche Sicure'". Tra le richieste avanzate dal partito figurano il divieto di vendita di alcolici ed energy drink nei distributori automatici presenti in città, l'attivazione di un servizio di vigilanza privata con funzioni di controllo e segnalazione alle forze dell'ordine, l'istituzione di un tavolo permanente tra amministrazione comunale, assessorato al commercio e operatori economici del lungomare, oltre alla richiesta di una stazione mobile dei carabinieri sul lungomare durante la stagione estiva. "Gran parte di questi interventi - ha spiegato Borroni - potrebbero essere attuati in tempi rapidi attraverso un'ordinanza sindacale e una variazione di bilancio che utilizzi il fondo di riserva. Ci aspettiamo che il sindaco accolga queste richieste in tempi brevi". Nel corso della conferenza è intervenuta anche l'assessora ai servizi sociali Barbara Capponi, che ha illustrato le proposte elaborate da Fratelli d'Italia sulla base della delibera della giunta regionale n. 875 del 6 luglio 2026. "L'atto approvato dalla Regione Marche individua diversi assi strategici per rafforzare la sicurezza - ha spiegato -. Per quanto riguarda l'asse dedicato all'educazione alla legalità e alla cittadinanza, proponiamo l'istituzione di un osservatorio istituzionale di prevenzione che metta in rete gli assessorati alle Politiche sociali e alle Politiche giovanili, l'Ambito territoriale sociale, l'Ast e, nelle nostre intenzioni, anche un referente del Tribunale per i minorenni". L'obiettivo, secondo Capponi, è quello di creare uno strumento permanente capace di monitorare i fenomeni di disagio giovanile, favorire il confronto tra le istituzioni e programmare interventi educativi e di prevenzione più efficaci. Le proposte illustrate da Fratelli d'Italia saranno ora sottoposte all'attenzione dell'amministrazione comunale, chiamata a valutare l'eventuale adozione delle misure richieste dal partito.

29/07/2026 16:40
Pd Macerata, cambio al vertice: Mario Iesari è il nuovo segretario

Pd Macerata, cambio al vertice: Mario Iesari è il nuovo segretario

Il circolo cittadino del Partito Democratico di Macerata ha un nuovo segretario. È Mario Iesari il nome scelto all’unanimità dal congresso cittadino riunito ieri sera nella sede provinciale del partito. Contestualmente è stata eletta Alessia Scoccianti alla presidenza dell’Assemblea. Il congresso ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso unitario che ha portato il partito a ritrovarsi attorno a un progetto politico condiviso, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza sul territorio e rilanciare l’attività del circolo cittadino. Numerosi gli iscritti che hanno partecipato ai lavori, prendendo parte al dibattito sulla relazione programmatica presentata dal neosegretario Iesari. Al centro del confronto le prospettive future del Pd maceratese, il ruolo del partito nella città e le strategie per affrontare le prossime sfide politiche. Nel corso dell’assemblea è stato inoltre rinnovato il direttivo cittadino, che sarà composto da Andrea Bertini, Roberto Cappelloni, Giuliano Centioni, Ninfa Contigiani, Stefano Di Pietro, Massimo Lanzavecchia, Marina Lombardello, Alessandra Machella, Zeno Meriggi, Sokhna Sonia Ndao, Paola Ottaviani, Romeo Renis, Caterina Rogante, Giovanni Smargiassi, Katia Soldini, Giuseppe Spernanzoni e Pierpaolo Tartabini. L’incarico di tesoriere è stato affidato a Raffaele Berardinelli. Nei prossimi giorni sarà invece definita la nuova segreteria cittadina. Nel suo intervento programmatico Mario Iesari ha indicato alcune priorità per il futuro del Partito Democratico a Macerata: "Rafforzare il radicamento nella società cittadina, costruire una proposta politica credibile e capace di crescere nel tempo, ampliare il confronto con le forze alleate e rendere l’organizzazione del partito sempre più efficace e vicina alle esigenze della comunità". Durante il congresso non è mancato il ringraziamento alla segretaria uscente Ninfa Contigiani, al presidente uscente Massimo Lanzavecchia e al direttivo che negli ultimi anni ha guidato il circolo cittadino, accompagnandolo verso il nuovo percorso 

28/07/2026 13:00
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