Non si è fatta attendere la replica di Gianluca Tittarelli, chiamato in causa dall'imprenditore Alberto Simonetti sul caso del centro commerciale di Piediripa dopo il recente pronunciamento del Tar. Tittarelli, ex candidato sindaco per il centrosinistra, interviene con una nota netta per chiarire la propria posizione e spostare il focus del dibattito dal terreno politico a quello tecnico e territoriale.
"Non ho mai avuto il piacere di parlare con il sig. Simonetti, né di persona né al telefono", esordisce Tittarelli, stigmatizzando la scelta di sollevare la questione a mezzo stampa all'indomani dell'esito elettorale a Macerata. "Replico alle farneticanti affermazioni apparse sui giornali premettendo una cosa fondamentale: i fatti relativi alla votazione del consiglio comunale di Macerata sono avvenuti a maggio del 2025, più di un anno fa, quando per quel che mi riguarda non c’era nessun progetto politico all’orizzonte. La mia candidatura è emersa solo molti mesi dopo, nell'ottobre dello scorso anno".
Tittarelli rivendica poi il proprio diritto alla partecipazione civica, respingendo le accuse sulla sua presenza in aula durante le sedute comunali: "Non ero l’unico uditore, c’erano residenti di Piediripa e altri maceratesi. Seguire l’assise è un diritto sacrosanto di ogni cittadino. Riguardo poi a presunte campagne e fantomatici striscioni contrari all'iniziativa, vorrei capire a cosa alluda Simonetti: non è mai esistito nulla di tutto ciò. Ho sempre e solo espresso la mia opinione da cittadino e da professionista".
Tittarelli entra poi nel merito economico della vicenda: "Siamo abituati alle cifre propagandistiche, ma parliamo di fatti. In passato è stato dichiarato che i negozi del nuovo centro sarebbero in buona parte provenienti dalle strutture esistenti sul territorio, come il Val di Chienti o il Corridomnia. Se così fosse, i 400 posti di lavoro tanto sbandierati risulterebbero a saldo zero: si tratterebbe solo di un trasferimento di attività".
Una logica che, secondo l'esponente di centrosinistra, si scontra anche con la realtà proprietaria del territorio: "Molti operatori commerciali del Val di Chienti sono proprietari delle mura del proprio negozio. Sarebbe antieconomico lasciare vuoto un locale di proprietà per andare ad aprirne uno identico nel nuovo centro pagando l'affitto".
La nota si sposta poi sulla sostenibilità complessiva dell'opera. Tittarelli chiede al promotore del progetto di fare chiarezza sui reali players e sulle catene commerciali concretamente interessate, in un territorio che - nel raggio di 30 chilometri - conta già 8 strutture commerciali. "Si tratta davvero di un'opportunità o dell'ennesimo consumo di suolo senza un chiaro piano commerciale?", incalza Tittarelli.
L'affondo finale riguarda la vivibilità di Piediripa, quartiere in cui Tittarelli vive e lavora: "Simonetti ha pensato a come garantire la viabilità? È previsto un investimento importante in tal senso? Chi parla non vive i problemi quotidiani di Piediripa, dove la mattina e dopo le 17:30 si creano file interminabili di auto. Pensare di risolvere tutto con l'allargamento del tratto finale di via Bramante è un'illusione, le due rotatorie vicine farebbero comunque da tappo".
"Io non respingo gli investimenti - conclude Tittarelli - ma favorisco quelli che hanno un riscontro positivo effettivo sulla comunità. Un progetto del genere poteva avere senso 12 o 15 anni fa. Oggi, con la contrazione dei consumi e un mercato già maturo, non è attuabile. Se la stragrande maggioranza dei cittadini non sente il bisogno di questo nuovo centro, una domanda bisognerebbe farsela".
"Non perdiamoci di vista". Sembra essere questa, in estrema sintesi, la frase che meglio riassume le dichiarazioni rilasciate a caldo dal segretario provinciale del Partito Democratico, Angelo Sciapichetti, chiamato ancora una volta a commentare l'ennesima sconfitta del centrosinistra – o del "campo largo", che dir si voglia – nelle recenti elezioni amministrative maceratesi.
Come spesso accade in questi casi, i vincitori festeggiano e i perdenti spiegano, prendendo in prestito la celebre espressione dell'allenatore Julio Velasco. Sciapichetti, nel commentare il risultato, ha scelto la strada della coesione e della ricostruzione: "Un grazie a Gianluca Tittarelli e a tutti i candidati che ci hanno messo la faccia e si sono impegnati in una battaglia dura e difficile. Adesso ci vuole lucidità, calma e sangue freddo; analizzata la sconfitta, bisogna ripartire insieme da questo risultato per continuare un'attraversata nel deserto complicata, per nulla semplice e tanto meno breve. Perderemmo due volte se le tante risorse umane, gli entusiasmi che si sono creati, le amicizie che sono nate dovessero disperdersi".
Parole condivisibili, che però si inseriscono in un copione ormai noto. Un Partito Democratico provinciale che sembra non aver ancora fatto davvero i conti con gli errori del recente passato. Ogni sconfitta viene analizzata, discussa, sezionata. Poi, puntualmente, alla tornata elettorale successiva, gli stessi limiti sembrano ripresentarsi sotto forme diverse ma con effetti analoghi.
A pagare il conto politico più immediato è stata la segretaria regionale Chantal Bomprezzi, che ha rassegnato le dimissioni all'indomani del ballottaggio di Macerata. Una decisione maturata dopo una serie di battute d'arresto che hanno visto il centrosinistra uscire sconfitto già al primo turno a Fermo, Senigallia e San Benedetto del Tronto.
Resta allora la domanda: esistevano davvero i margini perché il campo largo - peraltro non così largo, vista l'assenza degli esponenti di Azione confluiti nel progetto del candidato del Terzo Polo, Mattia Orioli - potesse vincere a Macerata?
È una domanda legittima, alla quale non pretendiamo di dare una risposta definitiva. Alcuni elementi, però, meritano di essere osservati.
La giunta guidata da Sandro Parcaroli ha certamente beneficiato di un'importante mole di opere pubbliche portate a compimento durante il mandato. Dal cantiere di via dei Velini al sottopasso di via Roma, fino al nuovo polo natatorio, molti interventi sono stati realizzati grazie alle risorse del Pnrr e del Fondo Complementare Sisma, spesso completando percorsi amministrativi avviati da precedenti amministrazioni. La cosiddetta "filiera istituzionale", in questo senso, sembra aver funzionato.
Non sono mancate, tuttavia, le difficoltà. La vicenda del mattatoio, l'aumento della Tari di circa il 50% in sei anni e le criticità del commercio cittadino hanno rappresentato dossier tutt'altro che marginali. La progressiva scomparsa dei negozi di prossimità alimentari, la chiusura del Mercato delle Erbe e la mancata attivazione del nuovo mercato ortofrutticolo raccontano una città che continua a fare i conti con problemi strutturali.
Macerata, insomma, non ha compiuto quel salto di qualità che molti cittadini e amministratori auspicavano. Né è diventata "l'Atene delle Marche", come era stato profetizzato all'inizio dell'esperienza amministrativa di Parcaroli.
Lo stesso sindaco uscente ha impiegato molto tempo prima di sciogliere le riserve sulla propria ricandidatura, maturata anche grazie alla spinta decisiva del leader della Lega Matteo Salvini.
Sul fronte opposto, il centrosinistra è sembrato partire ancora una volta in ritardo. La candidatura di Gianluca Tittarelli, imprenditore stimato e presidente della Val di Chienti e della Pallavolo, è arrivata soltanto nelle fasi finali delle trattative interne alla coalizione. Una coalizione che, peraltro, ha perso subito un pezzo importante con l'uscita della lista Officina delle Idee, che ha successivamente sostenuto la candidatura di Marco Sigona.
Solo in vista del ballottaggio si è cercato di ricomporre il quadro, ma era probabilmente troppo tardi. Così come è apparsa una mossa della disperazione il coinvolgimento di Romano Mari, presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Macerata ed ex presidente del Consiglio comunale, chiamato a intercettare il voto moderato, cattolico e quello delle frazioni, dove il centrodestra ha raccolto ampi consensi, soprattutto a Villa Potenza grazie all'exploit di Paolo Renna. Obiettivo che, evidentemente, non è stato raggiunto.
Sarebbe facile, oggi, rifugiarsi nel consueto ragionamento sui numeri. Parcaroli ha ottenuto 10.716 voti su 36.441 aventi diritto, pari al 29,41% dell'intero corpo elettorale maceratese. Un dato che può alimentare riflessioni sulla rappresentatività politica e sull'astensionismo crescente. Resta però un fatto: Tittarelli non ha fatto meglio e la sconfitta è stata netta.
Forse il margine per ottenere un risultato diverso esisteva. Ma la verità è che il consenso si costruisce molto prima delle campagne elettorali. Si costruisce attraverso una presenza costante sul territorio, con un'opposizione seria, credibile e riconoscibile. Non basta comparire a ridosso del voto nella speranza di aver individuato il candidato giusto o il "cavallo vincente" del momento.
Nemmeno l'esito del referendum ha fornito indicazioni utili. Anche a Macerata hanno prevalso i No, ma si trattava di una consultazione caratterizzata da dinamiche politiche completamente differenti rispetto alle elezioni amministrative.
Per il resto, la campagna elettorale non passerà alla storia per contenuti particolarmente innovativi. È stata lunga, spesso polemica, non priva di schermaglie da entrambe le parti. Dall'uscita del sindaco di Filottrano Luca Paolorossi contro la candidata di 'Altra Macerata' Helena Pieroni, alle accuse di attacchi personali denunciate dallo stesso Parcaroli, fino alle immancabili polemiche social. Altra nota stonata, l'assenza totale di donne nella corsa alla carica più alta: cinque candidati sindaco, tutti uomini. Un paradosso evidente, che stride ancor di più se si pensa che quest'anno l'Italia celebra l'ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne.
Anche i festeggiamenti della vittoria amministrativa sono apparsi, a tratti, sopra le righe, quasi si fosse trattato di una finale di un qualche torneo calcistico.
A uscire sconfitti, ancora una volta, sono stati soprattutto il confronto sui contenuti e la capacità di discutere serenamente del futuro della città. I social network hanno confermato di essere il ventre molle del dibattito pubblico, terreno fertile per tifoserie, rancori e contrapposizioni spesso lontane dai problemi concreti dei cittadini.
Mentre la politica si divide tra analisi delle sconfitte, rivendicazioni delle vittorie, strategie, coalizioni e regolamenti di conti interni, Macerata continua a fare i conti con questioni ben più concrete: il commercio che arretra, i servizi da migliorare, le periferie che chiedono attenzione, i giovani che cercano opportunità.
Per il resto, passata la sbornia elettorale, la città tornerà alla sua quotidianità. Le polemiche lasceranno spazio ai problemi di sempre, le promesse alla prova dei fatti e le analisi del voto alle necessità di chi in questa città vive ogni giorno. Come scriveva Ennio Flaiano: "E pensare che c'è un sacco di gente che vive e lavora a Macerata".
USSITA – Entra ufficialmente nel vivo la nuova amministrazione comunale di Ussita. Nel pomeriggio si è riunito il Consiglio comunale per il primo atto della consiliatura: il giuramento della sindaca Silvia Bernardini, che ha così dato avvio al nuovo mandato amministrativo.
Nel corso della seduta, il primo cittadino ha ufficializzato la composizione della Giunta, nominando il vicesindaco e gli assessori che la affiancheranno nell’esecutivo, con la contestuale firma dei decreti di assegnazione delle deleghe. Il sindaco ha inoltre comunicato l’attribuzione di incarichi specifici a tutti i consiglieri di maggioranza, con l’obiettivo dichiarato di costruire un’amministrazione partecipata e diffusa, in cui ogni componente della squadra sia coinvolto nella gestione del territorio.
La guida dell’esecutivo resta saldamente nelle mani della sindaca Bernardini, che trattiene per sé alcune delle materie considerate più strategiche, a partire dalla ricostruzione post-sisma e dalla gestione finanziaria. Tra le deleghe figurano infatti bilancio, servizi e politiche sociali, lavori pubblici, politiche del personale, politiche agricole e zootecniche e patrimonio.
Il ruolo di vicesindaco è stato affidato a Paolo Del Brutto, che avrà anche le deleghe allo sport, alla protezione civile, alla sicurezza urbana e al servizio idrico. Completa la Giunta l’assessore Roberto Napoleone, con competenze su turismo, eventi e manifestazioni, commercio, artigianato locale e attività economiche, oltre alla polizia locale.
Ampio spazio è stato riservato anche ai consiglieri comunali, a cui sono stati assegnati incarichi di coordinamento su settori specifici della vita amministrativa. Tra questi, il servizio elettrico e l’efficientamento energetico, l’associazionismo e le politiche giovanili, l’urbanistica e i bandi europei, la manutenzione del territorio e del decoro urbano, l’ambiente e le politiche sociali, fino alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, oltre a istruzione, pari opportunità, gestione dei rifiuti e personale esterno.
“Con questa seduta iniziamo ufficialmente un percorso di grande responsabilità”, ha dichiarato la sindaca Silvia Bernardini. “Ho voluto fortemente che ogni consigliere avesse un ambito specifico di cui occuparsi: Ussita ha bisogno dell’energia, del tempo e delle competenze di tutti. Dalla ricostruzione post-sisma alle nuove tecnologie, passando per turismo, decoro urbano e sociale, la nostra sarà un’amministrazione presente, aperta al dialogo e al servizio della comunità”.
Bernardini ha ricordato anche il valore personale del momento istituzionale, sottolineando come, pur trattandosi del quarto giuramento da sindaco dopo oltre trent’anni dalla prima esperienza, l’indossare la fascia tricolore rappresenti ancora oggi “un’emozione, un onore e una grande responsabilità”.
Il primo cittadino ha infine ringraziato la squadra e i cittadini che hanno sostenuto il progetto amministrativo, ribadendo l’impegno a rappresentare l’intera comunità di Ussita con spirito di servizio e attenzione costante al territorio.
Il giorno più atteso si è rivelato anche il più rapido. Dopo due settimane di scontri politici, audio trafugati, compromessi storici con i cattolici, confronti mancati e polemiche di ogni genere, il ballottaggio di Macerata si è chiuso senza particolari sorprese.
La suspense, semplicemente, è durata pochissimo.
Già alle 16:00 il distacco tra i due candidati appariva netto, tanto da rendere evidente quale sarebbe stato l'esito finale. Una situazione molto diversa rispetto a due settimane fa, quando ribaltamenti continui avevano caratterizzato una giornata infinita. Questa volta il comitato di Sandro Parcaroli ha potuto festeggiare a ragione.
Le emozioni sono arrivate dopo il responso delle urne. Da una parte la soddisfazione per una riconferma tutt'altro che scontata, dall'altra il rammarico per un risultato che non è riuscito a riaprire la partita.
All'arrivo in piazza, Sandro Parcaroli si è mostrato visibilmente felice per la rielezione, parlando di continuità amministrativa e auspicando un'opposizione capace di confrontarsi sui temi nell'interesse della città. Poco dopo è arrivata anche la telefonata di Matteo Salvini, che ha sottolineato il valore politico della conferma maceratese per la Lega, promettendo un ritorno in città in occasione della prima del Macerata Opera Festival.
Poi spazio alla festa. Brindisi, bottiglie stappate, fotografie e applausi hanno accompagnato una serata iniziata nella sede elettorale di via Giacomo Matteotti e proseguita successivamente nella sala consiliare del Comune.
Nel frattempo, in via Giacomo Leopardi, Gianluca Tittarelli ha affrontato la sconfitta insieme alla coalizione che lo ha sostenuto. Ha riconosciuto la chiarezza del risultato, espresso il proprio rammarico e ribadito la volontà di portare avanti un'opposizione costruttiva sui punti del programma. Non sono mancati i ringraziamenti a candidati, volontari e sostenitori, insieme alla soddisfazione per il percorso compiuto durante la campagna elettorale.
Alla fine è arrivata anche l'immagine che nelle ultime settimane era mancata: la stretta di mano tra i due protagonisti. Fredda, formale, forse inevitabilmente distante, ma comunque significativa. Più che un gesto di riconciliazione, il segnale che il confronto elettorale è terminato e che adesso si torna alla normale dialettica istituzionale.
Si chiudono così due mesi intensi, spesso sopra le righe, che hanno tenuto la politica cittadina al centro dell'attenzione quotidiana. Ora le urne hanno parlato, i vincitori festeggiano, gli sconfitti ripartono dall'opposizione e Macerata può finalmente voltare pagina verso la stagione estiva.
Entusiasmo e soddisfazione tra i rappresentanti di Maceratesi per Parcaroli, la lista civica nata sulla scia dell’esperienza regionale di Marchigiani per Acquaroli, dopo la riconferma di Sandro Parcaroli alla guida del Comune di Macerata. Il risultato del ballottaggio è stato accolto come una conferma del lavoro svolto dall’amministrazione uscente e della fiducia accordata dai cittadini al progetto politico del centrodestra.
A esprimere per primo la soddisfazione della lista è stato Francesco Luciani, capolista e primo eletto nonché fortemente in odore di assessorato nella prossima Giunta, che ha definito l’esito delle urne "un risultato straordinario". "Ci siamo ripresi quei dieci punti che non ci avevano consentito di vincere al primo turno per pochi voti - ha aggiunto ai nostri microfoni -. Sono veramente contento che insieme al senatore Salvatore Piscitelli siamo riusciti a costruire una squadra in appena trenta giorni e a ottenere il 6,40%. Abbiamo portato in Consiglio comunale due consiglieri e adesso inizieremo a lavorare insieme a Sandro Parcaroli".
Luciani ha poi rivolto un apprezzamento personale al sindaco riconfermato: "Da presidente uscente posso soltanto dire che Sandro Parcaroli è una persona straordinaria". Soddisfatto anche Salvatore Piscitelli, coordinatore provinciale di Marchigiani per Acquaroli, che ha sottolineato il valore del risultato raggiunto dalla lista civica e il consenso ottenuto dal sindaco uscente. "Parcaroli è stato davvero molto bravo, ha lavorato bene per cinque anni e questo gli è stato riconosciuto dagli elettori, così come è stato riconosciuto il lavoro della squadra che abbiamo costruito negli ultimi trenta giorni prima delle elezioni. Il 6,40% per una lista civica è davvero un ottimo risultato".
Secondo Piscitelli, il dato più significativo è rappresentato dalla partecipazione al voto anche nel turno di ballottaggio: "Sandro Parcaroli è stato fortemente voluto dalla città. Un’affluenza rimasta sostanzialmente stabile rispetto al primo turno significa che i cittadini volevano fortemente questo sindaco, una persona che ama Macerata e che nei cinque anni passati ha realizzato interventi importanti che da tempo non venivano portati avanti".
Il coordinatore provinciale ha quindi ribadito la volontà della lista di contribuire all’attività amministrativa nei prossimi anni. "Siamo felicissimi e contribuiremo con le nostre idee e le nostre proposte a fare ancora tutto ciò che serve per Macerata. Condivideremo il programma e ci impegneremo attraverso i consiglieri comunali eletti e con la squadra che supporterà il sindaco Parcaroli".
Nel corso dei festeggiamenti non sono mancati i ringraziamenti ai candidati che hanno preso parte all’esperienza civica. "Voglio ringraziare tutti i candidati della nostra lista - ha sottolineato Luciani -. Sono stati straordinari e non c’è stato nessuno che abbia preso zero voti".
Parole condivise da Piscitelli, che ha evidenziato l’impegno e la partecipazione dimostrati da tutti i componenti della squadra. "Hanno dedicato il loro tempo e si sono appassionati profondamente alla città di Macerata, dando un contributo enorme. Non abbiamo costruito una lista di semplice riempimento, ma un gruppo formato da persone realmente interessate a partecipare e a mettere a disposizione le proprie competenze. Un patrimonio che continuerà a lavorare in squadra con i rappresentanti eletti anche nei prossimi anni".
Soddisfazione e fiducia nel futuro da parte degli esponenti di Fratelli d’Italia dopo la riconferma di Sandro Parcaroli alla guida del comune di Macerata. Il successo del candidato della coalizione di centrodestra al ballottaggio viene letto come il riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi cinque anni e come una scelta di continuità da parte dei cittadini.
Per il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, Parcaroli è stato capace di costruire una prospettiva per la città: "È una figura che ha dato tanto a Macerata, perché Sandro Parcaroli è riuscito veramente a costruire una visione per questa città, una visione indispensabile. Un capoluogo di provincia, se vuole essere credibile, deve avere una prospettiva che va oltre il quotidiano e lui è riuscito a darla in questi anni, tra tante difficoltà. I fatti e i risultati hanno parlato per lui".
Acquaroli ha inoltre sottolineato il valore territoriale della sfida elettorale, definendola "un test importante" per un capoluogo strategico nel cuore delle Marche: "Macerata è un territorio che aveva bisogno di prospettive e questo risultato dà continuità. Per realizzare i progetti servono tempi lunghi e una visione di medio e lungo termine".
Sulla stessa linea il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che interpreta il risultato come una conferma della bontà dell’azione amministrativa del centrodestra: "Macerata finalmente si è risvegliata e ha capito la differenza tra una buona amministrazione di centrodestra e una di centrosinistra. In questi anni sono state messe in campo opere che per trent’anni erano state soltanto immaginate".
Borroni ha evidenziato il ruolo della filiera istituzionale tra Comune, Provincia, Regione e Governo, indicando tra gli interventi più significativi l’Intervalliva, il sottopasso di via Roma e il nuovo ospedale cittadino: "I maceratesi hanno capito che si può cambiare e modernizzare una città che vive di cultura ma che ha bisogno di innovazione. Questi primi cinque anni di Sandro sono stati importanti e significativi".
Anche il consigliere regionale Andrea Putzu ha accolto con entusiasmo la vittoria del sindaco uscente, sottolineando il valore politico del risultato ottenuto: "I maceratesi hanno premiato il buon governo e Macerata può continuare a crescere con Sandro Parcaroli e con l’amministrazione comunale". Putzu ha inoltre voluto ringraziare l’intera coalizione di centrodestra per il lavoro svolto durante la campagna elettorale: "È stata una grande squadra che ha vinto contro non solo un campo largo, ma un campo larghissimo".
Il peso politico delle Marche continua a crescere all'interno delle nuove geografie della destra italiana. Fabrizio Ciarapica e Luca Rigone, freschi esponenti locali di Futuro Nazionale, sono stati ufficialmente chiamati a raccogliere le fila del movimento in occasione della prima Assemblea Nazionale Costituente, in programma a Roma nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno, nella cornice dell'Auditorium della Conciliazione.
La convocazione ufficiale è stata formalizzata dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, di stretto concerto con il presidente nazionale, il generale Roberto Vannacci, per inaugurare ufficialmente i tavoli di lavoro che andranno a definire lo statuto, l'organigramma e l'identità programmatica del sodalizio politico. All'appuntamento romano prenderà parte anche Paolo Diop, atteso sul palco del congresso nel ruolo strategico di ospite relatore.
"Negli ultimi mesi Futuro Nazionale sta registrando un trend di crescita molto significativo nelle Marche - fanno sapere i vertici locali del partito - raccogliendo un numero crescente di adesioni spontanee". Questo forte radicamento locale ha spinto la segreteria nazionale a inserire formalmente le Marche tra le prossime tappe ufficiali del tour politico del generale Roberto Vannacci.
L'imminente due giorni dell'Assemblea Costituente rappresenterà, dunque, lo spartiacque fondamentale per tracciare le linee guida e la futura organizzazione del movimento. Delegati e rappresentanti provenienti da ogni regione d'Italia si ritroveranno a Roma per un confronto diretto.
Roberto Cherubini, volto simbolo del Movimento 5 Stelle nel comune di Macerata ed esponente pentastellato più votato al primo turno, ha scelto di rinunciare alla poltrona di consigliere comunale che avrebbe dovuto occupare tra i banchi della minoranza. Una rinuncia spontanea e fortemente simbolica, volta a favorire il ricambio generazionale all'interno delle istituzioni locali.
Attraverso una nota ufficiale, Cherubini ha voluto spiegare i dettagli e le profonde motivazioni etiche che lo hanno spinto a questa scelta, partendo dal ringraziamento alla sua base elettorale: "Pochi giorni fa, al primo turno, ho avuto l'onore di essere eletto in Consiglio Comunale con il Movimento 5 Stelle, grazie alla fiducia di 200 cittadine e cittadini che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale. Un gesto che porto nel cuore e per il quale sarò sempre grato".
Tuttavia, l'ex consigliere pentastellato ha chiarito come la coerenza politica richieda azioni concrete: "Oggi, proprio in nome di quella fiducia e dei valori che mi hanno portato in politica, ho deciso di rimettere il mio mandato. Lo faccio per cedere il posto ad Alice Verdicchio, 30 anni, insegnante di storia dell'arte, donna capace e appassionata, che rappresenta esattamente ciò di cui la politica italiana ha bisogno: una visione giovane, fresca e autentica del presente e del futuro".
Le parole di Cherubini si trasformano anche in una lucida e amara riflessione sul panorama istituzionale italiano, troppo spesso sordo alle istanze delle nuove generazioni: "Troppo spesso la politica parla di giovani senza mai davvero lasciargli spazio. I consessi istituzionali del nostro Paese restano dominati da chi, per età e per esperienza generazionale, fatica a immaginare il mondo attuale e quello che verrà. Io ho scelto di fare un passo indietro concreto, non solo a parole".
"Ai 200 che hanno votato per me dico: il vostro voto è ancora vivo. Sarò al fianco di Alice in ogni momento del suo mandato, insieme a tutto il gruppo M5S di Macerata, che la sosterrà con piena dedizione. Auspico che, vista l'età media del nuovo Consiglio, questo mio gesto non rimanga isolato", ha concluso Cherubini.
L'eco della vittoria di Sandro Parcaroli ha raggiunto immediatamente Roma. Nel pieno dei brindisi e dell'entusiasmo fuori dalla sede elettorale in Corso Matteotti, con il sindaco circondato dai militanti e stretto a Mauro Lucentini, segretario provinciale del Carroccio e fresco di elezione nel Consiglio Federale nazionale del partito, il telefono del primo cittadino ha squillato: dall'altro capo del filo c'era il segretario della Lega, Matteo Salvini.
Il vicepremier si è rivolto confidenzialmente al sindaco chiamandolo "Sandro", senza nascondere una profonda soddisfazione: "Grande Sandro, grande Sandro! Sono davvero orgoglioso del lavoro che hai e che abbiamo fatto insieme. Ci aspettano altri cinque anni di passione, di cantieri, di lavoro e di grande cambiamento per la città. Per qualsiasi cosa, ci tengo a dirtelo, ritienimi a tua totale e completa disposizione". Salvini ha poi voluto rimarcare il peso specifico di questo successo sul piano personale e politico: "Questo di Macerata è, in assoluto, uno dei risultati elettorali di cui sono più felice negli ultimi anni".
La conversazione ha regalato anche un momento di ilarità quando si è toccato il tema della cultura e della prossima stagione lirica, da sempre fiore all'occhiello della città. Di fronte alla domanda di una eventuale presenza del vicepremier allo Sferisterio, Salvini non ha avuto esitazioni, scherzando sulla sua presenza: "L'ho promesso e lo confermo, sarò un ospite fisso alla prossima stagione lirica. Anzi, vi dico di più: metterò direttamente la tenda fuori dallo Sferisterio".
"Questo di Macerata è stato un test davvero importantissimo per la Lega - ha sottolineato Salvini -. È stata una giornata bellissima, penso anche alla straordinaria vittoria ottenuta a Lecco, in Lombardia, dove governava il Partito Democratico e dove eravamo all'opposizione da anni, così come alla conferma ad Arezzo, in Toscana. Diciamo che sono tutti dei bellissimi risultati in giro per l'Italia. Però Macerata è Macerata, ha un sapore speciale. Con tutto l'amore che posso avere per le altre città, quello di Macerata è stato l'unico, fondamentale passaggio che abbiamo dovuto conquistare e vincere sul terreno del ballottaggio".
La telefonata si è poi conclusa con i calorosi ringraziamenti del primo cittadino ("Grazie Matteo, un abbraccio forte"), prima che Parcaroli venisse nuovamente assorbito dall'entusiasmo degli alleati per fare rotta verso il palazzo comunale di piazza della Libertà.
I numeri finali del ballottaggio non lasciano spazio a interpretazioni e consegnano una sconfitta abbastanza netta alla coalizione progressista. A fare la differenza è stata la capacità del sindaco uscente di intercettare un bacino di nuovi elettori superiore rispetto allo sfidante: se Gianluca Tittarelli è passato dagli 8.435 voti del primo turno ai 9.020 del secondo (con un incremento di +585 voti), Sandro Parcaroli ha saputo fare di meglio, balzando da 10.044 a 10.716 preferenze finali (pari a un saldo positivo di +617 voti). Una forbice che ha scavato un solco definitivo e incolmabile di 1.696 voti di scarto complessivi tra i due contendenti.
Davanti ai nostri microfoni, lo sconfitto Gianluca Tittarelli ha analizzato a caldo il responso delle schede con onestà intellettuale: "Non ho ancora avuto modo di esaminare nel dettaglio i dati parziali dei vari quartieri e delle singole zone cittadine, ma il dato macroscopico e unico è sotto gli occhi di tutti: il centrodestra ha vinto e noi abbiamo preso meno voti. Come ho già avuto occasione di sottolineare in altre sedi, faccio i miei migliori auguri alla parte che ha vinto questo ballottaggio con un chiaro vantaggio, così come faccio gli auguri alla città e a tutti i maceratesi".
"Per quanto mi riguarda da vicino, posso dire che è stata una campagna elettorale davvero interessante, appassionante e molto impegnativa, specialmente per una persona come me che viene prestata alla politica e che non si era mai trovata prima d'ora ad affrontare una simile competizione - ha aggiunto Tittarelli -. Questa avventura mi ha dato l'opportunità straordinaria di conoscere tantissime realtà e tantissime persone. Ci tengo a ringraziare pubblicamente ancora una volta tutti i miei candidati, un ringraziamento che rinnovo in questa sede perché insieme a loro abbiamo portato avanti in questi due mesi e mezzo un percorso faticoso ma estremamente appagante. Bisogna semplicemente prendere atto del risultato: nelle sfide ci deve essere sempre un vincitore e un perdente, e in questo caso noi non siamo i vincitori".
Dello stesso tenore sono state le dichiarazioni di Marco Sigona, rappresentante della lista Officina delle Idee, che nella seconda fase della campagna elettorale aveva unito le forze con il polo progressista per tentare la rimonta: "Siamo davanti a una sconfitta che deve essere riconosciuta con lucidità. È evidente che l'elettorato maceratese si è dimostrato più propenso a scegliere una linea di continuità nell'amministrazione cittadina, piuttosto che abbracciare quel forte segnale di cambiamento che noi avevamo proposto e promosso all'interno della nostra campagna elettorale".
Sigona rivendica tuttavia la bontà e la tenuta dell'accordo siglato dopo il primo turno: "L'unico dato che, nel computo complessivo, può in qualche modo confortarmi è che Officina delle Idee ha effettivamente apportato quella differenza di voti che era nelle nostre intenzioni. Grazie all'accordo programmatico strategico che avevamo stretto con Gianluca Tittarelli, siamo riusciti ad acquisire quel pacchetto di voti in più che ha fatto crescere la coalizione. Questo testimonia il rispetto profondo che c'è stato sia nei confronti della mia lista, sia per tutto l'elettorato di Officina delle Idee e per la mia stessa persona".
Lo sguardo di Sigona è già proiettato verso l'attività amministrativa che prenderà il via all'interno dell'aula di piazza della Libertà: "Prendiamo atto che la situazione è questa e valuteremo in Consiglio comunale se saremo in grado di mettere in piedi un'opposizione di tipo costruttivo. Dal canto mio, avendo superato ufficialmente lo sbarramento del 3%, entrerò di diritto nell'Assise civica e sono pronto ad apportare, laddove sarà possibile, tutto il mio contributo personale per il bene di Macerata".
Un pomeriggio di festeggiamenti è quello che ha sancito la riconferma di Sandro Parcaroli alla guida del capoluogo. Accompagnato dalla moglie, il sindaco ha vissuto i momenti decisivi dello spoglio seguendo una precisa cronologia: prima un passaggio istituzionale nel proprio ufficio all'interno del palazzo comunale in Piaggia della Torre, poi il trasferimento nella sede elettorale di corso Matteotti per scatenare la festa, i brindisi e l'abbraccio con i militanti e i candidati della coalizione.
Proprio nel pieno delle celebrazioni, Parcaroli ha ricevuto la telefonata di congratulazioni del leader della Lega Matteo Salvini (leggi qui cosa si sono detti). I festeggiamenti si sono poi conclusi con un ritorno trionfale in Comune, nella sede di piazza della Libertà, dove il sindaco si è concesso il tradizionale e simbolico affaccio dal balcone sopra la piazza. Qui è stato raggiunto anche dal governatore delle Marche, Francesco Acquaroli.
Davanti ai nostri microfoni, il primo cittadino ha espresso tutto il suo orgoglio per il risultato ottenuto: "Queste ultime due settimane sono state bellissime perché ho girato in lungo e in largo tutti i quartieri, visitando i negozi e incontrando tantissime persone che mi hanno stretto la mano - ha dichiarato -. Ho scelto volutamente di portare avanti una campagna elettorale corretta, senza attaccare nessuno, dicendo ai cittadini esclusivamente quello che avevo intenzione di fare per Macerata, e questo stile alla fine ci ha premiati".
Guardando al futuro immediato del suo secondo mandato, Parcaroli afferma: "Ripartiamo da tutto ciò che c'è da fare, forte di un programma immenso di ben 80 pagine che copre le esigenze della città a 360 gradi. Vedo tanti amici felici intorno a me per questa vittoria, ma la mia testa è già rivolta alle cose da fare. Adesso comporremo la squadra della giunta, insedieremo il Consiglio comunale e andremo avanti spediti. Posso contare su un consiglio forte e una giunta importante, composta da persone di spessore che lavoreranno sodo anche per il futuro dell'ospedale e della sanità cittadina".
Alla domanda su quanta continuità ci sarà con l'esecutivo precedente, il sindaco ha risposto con pragmatismo: "Qualcuno della vecchia squadra ci sarà sicuramente, ma provvederemo a valutare ogni profilo partendo sempre dai punti del programma. Al primissimo posto, ad esempio, c'è il "fattore famiglia". In questi anni abbiamo investito ingenti risorse nel settore sociale e continueremo a farlo con convinzione. Penso che, rispetto al dibattito se fare cinque, quattro o tre tagli dell'erba nelle aree verdi, sia decisamente più importante trovare i fondi per sostenere chi si trova in una situazione di reale bisogno".
Parcaroli ha tracciato anche un bilancio politico sul peso della coalizione, evidenziando l'ottima performance della sua lista: "La Lega ha affrontato un test elettorale molto importante, dimostrando il proprio valore anche grazie al traino della lista civica che ha fatto da vero e proprio baricentro. Il dato politico principale è che Macerata torna finalmente a occupare una posizione di assoluta centralità. Nei miei passati cinque anni e mezzo di esperienza in Consiglio comunale ho dovuto mandare giù parecchi rospi amari, per questo penso che l'opposizione debba certamente fare il proprio lavoro vigilando sui temi caldi, ma debba anche saper mettere in campo un'opposizione di tipo costruttivo. Dal canto nostro posso garantire che, se dai banchi della minoranza arriverà una proposta importante e valida per la città, io sarò il primo a votarla a favore".
"Voglio fare una dedica speciale soprattutto alla mia famiglia, che in queste settimane ha dovuto sopportare di tutto, a partire dai miei nipoti di sei e dieci anni. Purtroppo hanno dovuto subire e ascoltare tante cattiverie gratuite, e questo non lo trovo affatto giusto. Questa vittoria è prima di tutto per loro", ha concluso il rieletto sindaco.
La definitiva riconferma di Sandro Parcaroli sulla poltrona di primo cittadino accende l'entusiasmo della Lega Marche, che esprime profonda soddisfazione per l'esito del turno di ballottaggio nel capoluogo.
Il segretario regionale del Carroccio, Giorgia Latini, ha commentato a caldo con grande entusiasmo lo spoglio del pomeriggio: "Finalmente è stata fatta giustizia. La straordinaria vittoria di Sandro Parcaroli dimostra come i maceratesi abbiano saputo riconoscere il valore del nostro progetto - ha dichiarato l'onorevole -. Questo ballottaggio, che si è dovuto svolgere per un pugno di voti mancanti al primo turno, ha solo confermato ciò che i cittadini avevano già espresso chiaramente due settimane fa. Si va avanti con il buongoverno e con una solida filiera istituzionale, pronti a portare a compimento tutti i progetti avviati finora".
Latini ha poi tracciato la linea programmatica per il futuro prossimo della nuova giunta guidata dal sindaco: "Continueremo a lavorare senza sosta per lo sviluppo del territorio nei settori strategici della cultura, delle infrastrutture, del turismo e dell'università, valorizzando appieno le grandissime potenzialità che Macerata possiede".
Al clima di festa si uniscono anche le dichiarazioni congiunte del commissario comunale Renzo Marinelli e del commissario provinciale Mauro Lucentini (quest'ultimo presente al fianco di Parcaroli fin dai primi pesanti parziali del pomeriggio): "La riconferma di Sandro Parcaroli premia prima di tutto la serietà di un'amministrazione che è rimasta costantemente vicina alle reali necessità della popolazione maceratese. Questo grande risultato ci spinge ora a proseguire con ancora maggiore determinazione il percorso di crescita intrapreso, forti del sostegno di una comunità cittadina che ha dimostrato di desiderare solo concretezza e stabilità".
Aggiornamento ore 19:15 (DATO DEFINITIVO - 44 sezioni su 44) – Lo spoglio si è ufficialmente concluso in tutte le 44 sezioni del territorio comunale, sigillando i numeri definitivi di questo ballottaggio. Sandro Parcaroli si riconferma sindaco di Macerata con il 54,30% dei consensi, per un totale di 10.716 voti. Lo sfidante del centrosinistra, Gianluca Tittarelli, si ferma al 45,70% raccogliendo 9.020 voti.
Intorno alle ore 16:15 Sandro Parcaroli è arrivato nella sua sede elettorale accompagnato dalla moglie, dalla vicesindaco uscente Francesca D'Alessandro, e dagli esponenti della Lega Mauro Lucentini e Luca Buldorini, quando i parziali indicavano ormai una tendenza del tutto irreversibile.
Con la proclamazione del sindaco, scatta ufficialmente il riparto dei 32 seggi del Consiglio comunale di Macerata, ridisegnato dal premio di maggioranza del 60% assegnato alle liste a sostegno del vincitore. Il distacco numerico definitivo tra i due candidati è stato di 1.696 voti a favore di Sandro Parcaroli
I dati definitivi e ufficiali (44 sezioni su 44)
• SANDRO PARCAROLI (Centrodestra) – RICONFERMATO SINDACO » Voti definitivi: 10.716 » Percentuale finale: 54,30%
• GIANLUCA TITTARELLI (Centrosinistra - M5S) » Voti definitivi: 9.020 » Percentuale finale: 45,70%
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Aggiornamento ore 16:20 (41 sezioni su 44) – Sandro Parcaroli riconfermato sindaco di Macerata. Arriva il verdetto definitivo dalle urne del capoluogo: con 41 sezioni scrutinate su 44 complessive, la matematica assegna ufficialmente la vittoria al sindaco uscente del centrodestra. Sandro Parcaroli vince il ballottaggio e si riconferma alla guida di Macerata ottenendo il 53,90% dei consensi, pari a 9.749 voti reali.
Il distacco accumulato rende ormai matematicamente incolmabile il divario per lo sfidante della coalizione progressista Gianluca Tittarelli, che chiude la sua corsa al 46,10% raccogliendo 8.338 voti.
Con sole 3 sezioni ancora da inserire nel sistema elettorale, Parcaroli supera la soglia della maggioranza assoluta con un vantaggio di ben 1.411 voti, dando il via ai festeggiamenti nel quartier generale del centrodestra per i prossimi cinque anni di mandato.
I dati parziali in tempo reale (41 sezioni su 44)
• SANDRO PARCAROLI (Centrodestra) – ELETTO SINDACO » Voti attuali: 9.749 » Percentuale: 53,90% » Dato di partenza 1° turno: 10.044 voti (49,96%)
• GIANLUCA TITTARELLI (Centrosinistra - M5S) » Voti attuali: 8.338 » Percentuale: 46,10% » Dato di partenza 1° turno: 8.435 voti (41,95%)
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Aggiornamento ore 16:05 (35 sezioni su 44) – Il quadro politico si fa sempre più nitido man mano che ci si avvicina alle battute finali dello spoglio. Con l'ufficializzazione dei dati relativi a 35 sezioni su 44 complessive, il candidato del centrodestra Sandro Parcaroli incrementa ancora il suo vantaggio portandosi al 53,04% dei consensi, equivalenti a 7.998 voti scrutinati.
Gianluca Tittarelli si ferma al 46,96% con un bottino parziale di 7.080 voti. La forbice che separa i due contendenti compie un ulteriore balzo in avanti a favore del sindaco uscente, toccando quota 918 voti di distacco. Con sole 9 sezioni rimaste da scrutinare prima del verdetto definitivo, la tendenza appare ormai solidamente tracciata.
I dati parziali in tempo reale (35 sezioni su 44)
• SANDRO PARCAROLI (Centrodestra) » Voti attuali: 7.998 » Percentuale: 53,04% » Dato di partenza 1° turno: 10.044 voti (49,96%)
• GIANLUCA TITTARELLI (Centrosinistra - M5S) » Voti attuali: 7.080 » Percentuale: 46,96% » Dato di partenza 1° turno: 8.435 voti (41,95%)
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Aggiornamento ore 15:55 (32 sezioni su 44) – Lo scrutinio entra ufficialmente nella sua volata finale. Con l'ingresso dei dati ufficiali di 32 sezioni su 44 complessive, il sindaco uscente Sandro Parcaroli blinda il suo vantaggio salendo al 52,68% delle preferenze, pari a 7.160 voti incassati.
Si riduce lo spazio di manovra per lo sfidante del centrosinistra e Movimento 5 Stelle, Gianluca Tittarelli, che si attesta al 47,32% raccogliendo 6.431 voti. La forbice reale tra i due candidati alla guida del capoluogo si allarga ancora e si fissa su un distacco di 729 voti a favore del primo cittadino uscente. Con 12 sezioni ancora da scrutinare prima del verdetto finale, il trend a favore della coalizione di centrodestra appare sempre più solido.
I dati parziali in tempo reale (32 sezioni su 44)
• SANDRO PARCAROLI (Centrodestra) » Voti attuali: 7.160 » Percentuale: 52,68% » Dato di partenza 1° turno: 10.044 voti (49,96%)
• GIANLUCA TITTARELLI (Centrosinistra - M5S) » Voti attuali: 6.431 » Percentuale: 47,32% » Dato di partenza 1° turno: 8.435 voti (41,95%)
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Aggiornamento ore 15:50 (27 sezioni su 44) - Lo scrutinio supera ampiamente la metà del percorso e si stabilizza su un trend favorevole al centrodestra. Con i dati ufficiali di 27 sezioni scrutinate su 44 complessive, il sindaco uscente Sandro Parcaroli si attesta al 52,23% dei consensi, mettendo in cassaforte 5.910 voti.
Gianluca Tittarelli è fermo al 47,77% con 5.406 voti. La forbice reale tra i due contendenti torna ad allargarsi leggermente e si fissa su un distacco di 504 voti a favore del primo cittadino uscente. Una distanza che, con sole 15 sezioni ancora da scrutinare, inizia a pesare sull'economia generale della sfida.
I dati parziali in tempo reale (27 sezioni su 44)
• SANDRO PARCAROLI (Centrodestra) » Voti attuali: 5.910 » Percentuale: 52,23% » Dato di partenza 1° turno: 10.044 voti (49,96%)
• GIANLUCA TITTARELLI (Centrosinistra - M5S) » Voti attuali: 5.406 » Percentuale: 47,77% » Dato di partenza 1° turno: 8.435 voti (41,95%)
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Aggiornamento ore 15:40 - Quando le sezioni ufficialmente completate sono 20 su 44 (sfiorando il giro di boa del 50% dei seggi cittadini), il candidato del centrodestra Sandro Parcaroli vede ridursi il vantaggio accumulato nel blocco precedente, assestandosi al 52,55% delle preferenze con 4.156 voti complessivi.
Scatto in avanti per lo sfidante della coalizione progressista, Gianluca Tittarelli, che riprende quota, rosicchia due punti percentuali e si porta al 47,45% raccogliendo 3.753 voti. La forbice reale tra i due contendenti torna a stringersi sensibilmente dopo la fiammata del centrodestra: il distacco si riduce ora a 403 voti.
I dati parziali in tempo reale (20 sezioni su 44)
• SANDRO PARCAROLI (Centrodestra) » Voti attuali: 4.156 » Percentuale: 52,55% » Dato di partenza 1° turno: 10.044 voti (49,96%)
• GIANLUCA TITTARELLI (Centrosinistra - M5S) » Voti attuali: 3.753 » Percentuale: 47,45% » Dato di partenza 1° turno: 8.435 voti (41,95%)
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Aggiornamento ore 15:30 - Con il progressivo afflusso dei dati dai seggi, lo scrutinio nel capoluogo inizia a delineare un trend più marcato. Quando è stato completato il conteggio in 11 sezioni su 44 complessive (pari al 25% del totale cittadino), il candidato del centrodestra Sandro Parcaroli guadagna terreno e consolida la prima posizione, portandosi al 54,52% delle preferenze con 2.239 voti all'attivo.
Flette leggermente rispetto ai primissimi blocchi di schede lo sfidante del centrosinistra e Movimento 5 Stelle, Gianluca Tittarelli, che scende al 45,48% raccogliendo finora 1.868 voti.
La forbice reale tra i due candidati alla poltrona di primo cittadino si allarga, superando per la prima volta la soglia delle trecento unità: sono 371 i voti di distacco che separano in questo momento il sindaco uscente dal rivale della coalizione progressista.
A un quarto delle sezioni scrutinate si registra una decisa accelerazione di Sandro Parcaroli, che riesce a capitalizzare un vantaggio di nove punti percentuali in questa fase.
(Articolo in costante aggiornamento. Ricaricare la pagina per visualizzare i nuovi dati sulle sezioni)
Visto il caso particolare di Mandatoriccio, dove il primo turno delle elezioni comunali si è chiuso con una perfetta parità a 852 voti tra i due candidati, viene quasi naturale chiedersi cosa accadrebbe se una situazione simile si verificasse anche a Macerata, proprio alla vigilia del ballottaggio. Peraltro, dato curioso, sinora si conosco soltanto i dati della sezione ospedaliera ed è effettivamente perfetta parità: 11 voti per Parcaroli e 11 voti per Tittarelli.
Nel piccolo centro calabrese, sotto la soglia dei 15mila abitanti, l’uguaglianza dei voti ha reso necessario un nuovo passaggio alle urne per rompere l’equilibrio. Ma il caso è diverso da quello di una città come Macerata, che rientra invece tra i comuni sopra i 15mila abitanti, dove il sistema elettorale è regolato dall’articolo 72 del Testo unico degli enti locali, consultabile integralmente sul sito del Testo unico enti locali.
Proprio questa differenza è decisiva. Nei comuni più piccoli, come nel caso di Mandatoriccio, il meccanismo elettorale è più diretto e può arrivare, in situazioni eccezionali come un pareggio perfetto, a richiedere una nuova votazione per individuare il sindaco. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, invece, come spiega chiaramente anche il funzionamento del ballottaggio, il sistema prevede sempre una “catena di spareggi” già stabilita dalla legge, proprio per evitare qualsiasi incertezza dopo il secondo turno.
Nel caso in cui il ballottaggio di Macerata dovesse chiudersi con un risultato perfettamente identico tra i due candidati, non si tornerebbe alle urne. La legge stabilisce infatti che a fare la differenza non sia un nuovo voto, ma il collegamento con le liste che hanno ottenuto complessivamente più consensi al primo turno. È il criterio della cosiddetta “cifra elettorale complessiva”, cioè la somma dei voti ottenuti dalle liste collegate al candidato sindaco. Se anche questo parametro risultasse identico, cosa estremamente rara ma teoricamente possibile, entrerebbe in gioco un ulteriore criterio previsto sempre dall’articolo 72, come riportato anche nella versione aggiornata del TUEL: verrebbe proclamato eletto il candidato più anziano d’età.
Si tratta di un sistema previsto dalla normativa proprio per garantire la proclamazione dell'eletto anche nell'ipotesi eccezionale di una perfetta parità di voti al ballottaggio, senza necessità di una nuova consultazione elettorale.
Si sono chiuse puntualmente alle ore 15:00 di oggi, lunedì 8 giugno, le operazioni di voto per il ballottaggio che deciderà il sindaco di Macerata per i prossimi cinque anni. Il dato definitivo sull'affluenza ufficializzato dagli uffici elettorali del comune fissa la partecipazione totale al 54,16% degli elettori aventi diritto.
La città risponde con una buona tenuta democratica al secondo turno, limitando la tradizionale flessione da ballottaggio: lo scarto rispetto alla tornata dello scorso 24 maggio – quando la percentuale finale si era attestata al 55,64% – è infatti di appena l'1,48% in meno. Un distacco minimo che conferma la forte mobilitazione delle rispettive coalizioni fino all'ultimo minuto utile. Negli istanti successivi alla chiusura dei seggi sono iniziate immediatamente le operazioni di spoglio delle schede nelle 43 sezioni ordinarie e in quella ospedaliera.
L'analisi dettagliata del file dei votanti fotografa una partecipazione a macchia di leopardo sul territorio comunale, replicando in buona parte i trend geografici emersi nelle rilevazioni intermedie.
La palma d'oro per la maggiore affluenza va alla Sezione 14, che ha chiuso con un notevole 67,91% di votanti (seppur in lieve calo rispetto al 70,50% del primo turno). Ottima la risposta democratica anche alla Sezione 15 con il 65,11% (rispetto al precedente 66,67%) e alla Sezione 4, che si attesta al 64,87% (contro il 66,78% di due settimane fa).
Sul fronte opposto, il record negativo spetta alla Sezione 22, vero e proprio fanalino di coda dell'affluenza cittadina, dove si è recato alle urne soltanto il 27,36% degli iscritti (un dato quasi identico al 27,23% del primo turno). Molto staccate dalla media comunale rimangono anche la Sezione 17, ferma al 31,43% (era al 33,71% al primo turno) e la Sezione 16, che chiude le urne registrando il 35,77% di partecipazione.
Con la certificazione dei dati dei votanti, l'attenzione si sposta ora interamente sui tavoli di scrutinio. I presidenti di seggio e gli scrutatori sono già al lavoro per il conteggio delle preferenze che decreterà il vincitore della contesa elettorale. I dati reali delle primissime sezioni scrutinate cominceranno ad affluire a breve, delineando i primi distacchi reali.
“Osservare il presente con lenti diverse, per acquisire consapevolezza della nostra storia corruttiva e del rischio che la corruzione rappresenta ogni giorno. Ma al tempo stesso, orientare lo sguardo verso le profonde trasformazioni, i grandi investimenti pubblici, le opere strategiche e quei territori segnati da disastri ambientali e ritardi cronici che attraversano l'Italia da Nord a Sud: per far luce su questi ambiti, occorre dare seguito al nostro diritto di sapere”.
Sono le parole con cui l’associazione Libera contro le mafie rilancia la sua campagna Fame di verità e giustizia, attraverso una mobilitazione nazionale in occasione della ricorrenza decennale della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (8 giugno 2016) della legge che ha introdotto in Italia il FOIA (Freedom of Information Act).
In Centro Italia, tale ricorrenza s’intreccia con quella ben più dolorosa del sisma che ha colpito l'Appennino, di cui ancora sono estremamente visibili i segni di una precarietà strutturale e di una ricostruzione pubblica afflitta da una cronica lentezza.
Paolo Gasperini, coordinatore di Libera Marche, spiega: "Non potevamo che unire queste due ricorrenze. All'interno della campagna nazionale Fame di verità e giustizia, abbiamo scelto di muoverci su due binari simultanei: inforcare quegli occhiali che ci aiutano a mettere a fuoco, riconoscere e comprendere come si strutturano i fenomeni corruttivi sul nostro territorio. Contemporaneamente, allungare il nostro cannocchiale civico, guardando lontano sulla ricostruzione pubblica".
I dati finora disponibili sulla ricostruzione pubblica e forniti dal Commissario alla ricostruzione, emersi grazie al prezioso lavoro dell’associazione ActionAid, fotografano una situazione bloccata. All'interno dei 138 comuni del cratere, la fine dell’emergenza resta un miraggio per circa 20.000 abitanti, mentre le Soluzioni Abitative in Emergenza (SAE) ospitano ancora 2.700 nuclei familiari.
Lo scenario è critico soprattutto per le infrastrutture pubbliche e collettive: su 1.873 progetti totali, solo il 18% risulta concluso, mentre nel 65% dei casi i cantieri non sono mai partiti. A questo si aggiunge un pesante deficit di trasparenza: le ultime informazioni pubbliche disponibili risultano vecchie di oltre un anno e non riflettono l'avanzamento reale attuale.
L’opacità dei dati non è un problema burocratico, ma il terreno fertile in cui rischiano di radicarsi dinamiche illecite. Per questo la prima azione di Libera si concentra sull'uso di specifiche lenti analitiche per leggere la storia giudiziaria locale, a partire dal processo tuttora in corso dinanzi al Tribunale di Ascoli Piceno sullo smaltimento delle macerie post-sisma nell'ascolano e nel fermano.
L'inchiesta della Procura sta investigando su un presunto legame illecito tra un funzionario dell'Ufficio Terremoto della Regione Marche e i vertici di un'azienda privata. Al centro del caso non c'è uno scambio di denaro, ma un passaggio di informazioni riservate su aziende concorrenti e la promessa di avanzamenti di carriera e quote societarie in cambio di pressioni per favorire la ditta nell'affidamento dei servizi.
Proprio per anticipare e disinnescare questi processi opachi prima che si trasformino in illecito, Libera vuole guardare lontano tramite lo strumento del FOIA. L'obiettivo è l'edilizia scolastica: l'ambito che registra il maggior volume di spesa (195 progetti per 675 milioni di euro stanziati), ma che risulta paradossalmente tra i più arretrati, con un indice di attuazione medio fermo a un preoccupante 4,3-4,4.
Le tre distinte domande di accesso civico generalizzato, inviate direttamente ai Comuni e alle Province interessate, puntano a sbloccare i dati aggiornati sui cronoprogrammi e sugli Stati Avanzamento Lavori (SAL) di tre precise ferite aperte sul territorio marchigiano. Il Polo scolastico "Betti-Fracassetti" di Fermo, con un investimento da oltre 22 milioni di euro, è tra i più costosi dell'intero cratere ma le procedure risultano ancora bloccate nelle fasi iniziali. L'Istituto Superiore "Filippo Corridoni" di Corridonia, progetto da circa 20 milioni di euro, risulta ancora fermo alla fase iniziale di progettazione. Il nuovo Polo scolastico "Filelfo" di Tolentino, opera strategica da quasi 24 milioni di euro, continua invece a rappresentare una ferita sociale aperta per il territorio.
Paolo Gasperini aggiunge: "La nostra domanda rivolta alle istituzioni competenti mette in campo azioni esemplari: abbiamo scelto queste tre scuole, ma la necessità di trasparenza riguarda l'intera mappa della ricostruzione. Con queste domande vogliamo spingere l'intera macchina pubblica verso la promozione della trasparenza e il cambiamento, dimostrando che il diritto di sapere è la precondizione per restituire sicurezza e spazi vitali alle nostre comunità, sul solco di una democrazia monitorante radicata nei territori".
In corrispondenza con questa duplice attivazione, i presidi marchigiani daranno vita a una campagna di mobilitazione che culminerà nelle giornate del 10 e del 12 giugno rispettivamente ad Ascoli e Senigallia. In entrambe le città vi sarà una mobilitazione di piazza dalle 18 alle 20, durante la quale verranno presentati i dati relativi al caso corruttivo territoriale, seguita alle 21 dalla proiezione pubblica del docufilm “Tra le macerie” e dalla presentazione, da parte di ActionAid, degli ultimi dati disponibili sulla ricostruzione.
Ad Ascoli Piceno l'appuntamento è previsto il 10 giugno in piazza del Popolo e successivamente alla Bottega del Terzo Settore. A Senigallia, il 12 giugno, gli eventi si svolgeranno lungo Corso II Giugno presso la libreria Mondadori e successivamente a Palazzetto Baviera.
Dall’invio delle domande FOIA, nel territorio marchigiano verrà attivato pubblicamente il conto alla rovescia di 30 giorni entro cui le amministrazioni sono chiamate per legge a rispondere.
L'offensiva civile non riguarda soltanto le Marche. A Nord sono state avviate azioni FOIA rivolte al Comune di Milano per ottenere i dati sugli extra-costi dei Giochi Olimpici, mentre al Sud è stata presentata una richiesta di open data al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno in Campania per tracciare la filiera delle bonifiche ambientali e passare definitivamente "dai fuochi ai dati".
Mauro Lucentini entra a far parte del Consiglio Federale della Lega, l’organo direttivo nazionale del partito. La nomina arriva in seguito alle dimissioni del deputato veneto Erik Pretto e vede Lucentini subentrare in qualità di primo dei non eletti.
Lucentini, attuale vicesegretario vicario della Lega Marche e commissario provinciale della Lega di Macerata, entra così nel principale organismo decisionale del partito a livello nazionale.
Soddisfazione da parte della segreteria regionale della Lega Marche. La segretaria regionale Giorgia Latini sottolinea il significato politico della nomina. "Buon lavoro a Mauro Lucentini per questo nuovo impegno nel Consiglio Federale – afferma –. Questo passaggio rappresenta un rafforzamento per la Lega nella nostra regione e il riconoscimento del lavoro svolto sul territorio. Un risultato che consente alla Lega Marche di essere ancora più presente all’interno della struttura nazionale del partito".
"I loro voti non sono andati persi", dice Lucentini rivolgendosi ai delegati che lo avevano sostenuto al Congresso. "Questo nuovo incarico è un'opportunità fondamentale per rafforzare la Lega nelle Marche. - ha aggiunto - Nel corso degli anni ho sempre operato al servizio del partito, ricoprendo i ruoli di commissario a Fermo, Pesaro e Macerata, oltre all'impegno a livello regionale. Proseguirò su questa strada con la medesima dedizione".
Sale l'affluenza alle votazioni per il ballottaggio nel capoluogo. Alla rilevazione delle ore 23, ultima della prima giornata di voto, a Macerata si è recato alle urne il 42,58% degli aventi diritto, un dato in crescita rispetto al 29,79% registrato alle ore 19 e che testimonia una maggiore partecipazione nelle ore serali.
La città chiude dunque la domenica elettorale con una percentuale superiore al 40%, in attesa della riapertura dei seggi e delle ultime ore di voto che saranno decisive per definire il quadro complessivo della partecipazione.
Analizzando nel dettaglio i dati delle singole sezioni emergono differenze significative tra le diverse aree della città. La partecipazione più elevata è stata registrata nella sezione elettorale numero 14, ospitata presso il Circolo Acli di via Galasso da Carpi, dove alle ore 23 aveva votato il 53,27% degli elettori iscritti. Un dato che supera di oltre dieci punti percentuali la media cittadina e che colloca la sezione ai vertici della classifica dell'affluenza.
All'estremo opposto si trova invece la sezione numero 22, allestita presso la Scuola De Amicis nell'omonima via, che ha fatto segnare il dato più basso della città con il 20,94% dei votanti.
Resta ora da verificare quale sarà la risposta dei cittadini nella giornata conclusiva di voto e quale sarà il dato definitivo che uscirà dalle urne maceratesi.
Entra nel vivo la sfida decisiva per l'elezione del nuovo sindaco di Macerata, che vede contrapposti Sandro Parcaroli per la coalizione di centrodestra e Gianluca Tittarelli per lo schieramento di centrosinistra. I dati della seconda rilevazione ufficiale offrono una panoramica dettagliata sulla partecipazione dei cittadini: alla rilevazione delle ore 19, la percentuale dei votanti si è attestata al 29,92%, registrando un lieve e fisiologico calo rispetto al primo turno di due settimane fa, quando alla stessa ora si era recato alle urne il 32,09% degli aventi diritto. Guardando ai singoli seggi, il tasso di partecipazione più basso appartiene alla sezione numero 17 di via Verdi, che si ferma al 18,43% confermando l'andamento del primo turno, mentre l'affluenza più elevata è stata riscontrata presso la sezione 5 del Convitto, dove ha votato il 36,05% degli elettori, eguagliando esattamente la stessa percentuale di quattordici giorni fa.
Si sono aperte regolarmente questa mattina le urne nei quarantiquattro seggi dislocati sul territorio comunale di Macerata per il secondo turno di votazioni che decreterà chi tra il sindaco uscente Sandro Parcaroli e lo sfidante Gianluca Tittarelli guiderà il capoluogo nei prossimi cinque anni.
La prima rilevazione ufficiale delle ore 12:00 fotografa una situazione di sostanziale stabilità sul fronte della partecipazione democratica: l'affluenza media provvisoria si attesta infatti al 13,65% degli aventi diritto. Un dato che mostra un lievissimo sussulto positivo se confrontato con il 13,37% registrato alla medesima ora durante il primo turno di domenica 24 maggio.
L'analisi dei flussi quartiere per quartiere evidenzia come l'elettorato stia rispondendo alla chiamata alle urne in modo differenziato a seconda delle zone cittadine.
Andando a spogliare i dati trasmessi dagli uffici elettorali del comune, la palma di seggio più virtuoso di questa prima metà di giornata spetta alla Sezione 24, dove si è già recato a votare il 20,13% degli iscritti (in forte crescita rispetto al 15,80% del primo turno). Ottime performance di partecipazione si registrano anche alla Sezione 5 con il 18,69% (un balzo netto rispetto al 12,68% di due settimane fa), seguita a ruota dalla Sezione 27 che marca un 18,11% a fronte del precedente 10,74%.
Sopra la media generale della città viaggiano anche i seggi storici del centro e della prima periferia: la Sezione 2 tocca quota 18,04%, la Sezione 34 fa registrare lo stesso identico 18,04% e la Sezione 4 si fissa al 17,96%.
La percentuale più bassa in assoluto viene segnalata alla Sezione 22, dove l'affluenza si è fermata ad appena il 6,68% (in calo rispetto al 9,03% della prima tornata). Dinamica analoga alla Sezione 17, che non va oltre il 7,71% di votanti a mezzogiorno.
Sotto la doppia cifra percentuale troviamo anche la Sezione 10 al 9,26% (comunque in lieve aumento rispetto all'8,56% del primo turno) e la Sezione 43 che chiude la sponda dei seggi minimi al 10,05%. Nessun dato percentuale, come di consueto per le prime ore, è pervenuto dalla Sezione 44 ospedaliera per via delle ridotte dimensioni del corpo elettorale fluttuante della struttura sanitaria. I seggi rimarranno aperti oggi fino alle ore 23:00 e domani, lunedì 8 giugno, dalle ore 7:00 alle 15:00. La prossima rilevazione ufficiale sull'affluenza è prevista per le ore 19:00.