"Riteniamo profondamente inopportuna la nota diffusa dal presidente provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi sulla vicenda delle Terme di Sarnano, non solo nel merito, ma anche nei tempi. A pochi giorni da un appuntamento elettorale importantissimo come quello di Macerata, nel quale il centrodestra dovrebbe presentarsi compatto, serio e concentrato sugli obiettivi comuni, leggere attacchi pubblici rivolti a un sindaco sostenuto dalla coalizione appare francamente incomprensibile".
Così Federico Marconi, commissario comunale di Forza Italia Sarnano, interviene dopo la presa di posizione di Fratelli d’Italia sulla gestione della società termale da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Fantegrossi.
"I panni sporchi, quando ci sono, si lavano all’interno della coalizione e non si mettono in piazza a mezzo stampa - prosegue Marconi -. Se davvero l’obiettivo è trovare una soluzione ai problemi, ci si siede intorno a un tavolo, si discute, ci si confronta, anche duramente se necessario, ma con spirito costruttivo. Sparare sulla stampa, invece, serve solo ad alimentare tensioni, creare confusione e offrire una pessima immagine del nostro paese".
Forza Italia respinge anche l’accusa secondo cui Fratelli d’Italia sarebbe stata “tagliata fuori” dalle scelte dell’amministrazione. "La verità è che Fratelli d’Italia si è progressivamente autoesclusa dal percorso amministrativo. Il consigliere Battaglioni ha rimesso le deleghe sulle Terme già nel gennaio del 2025 e, successivamente, la costituzione di un gruppo consiliare autonomo ha di fatto collocato quella componente in una posizione diversa rispetto alla maggioranza. Parlare oggi di esclusione subita significa raccontare solo una parte della storia, e nemmeno quella più corretta".
Per Marconi, il punto centrale resta la situazione concreta della società che gestisce le Terme: "Questa amministrazione ha ereditato una società agonizzante. Il sindaco, una volta insediato, si è trovato davanti a una serie di situazioni e di sorprese tutt’altro che positive, che lo hanno inevitabilmente costretto a rivedere rotta, ma perseguendo la strategia iniziale del programma elettorale condiviso: tentare il risanamento della società ma soprattutto provare ad attuare la privatizzazione". "Governare significa anche questo - puntualizza Marconi -: fare i conti con la realtà, non con gli slogan della campagna elettorale. Quando emergono elementi nuovi, un amministratore serio ha il dovere di cambiare impostazione se ritiene che ciò sia necessario per tutelare l’interesse pubblico".
Il commissario comunale di Forza Italia invita poi a distinguere tra le Terme come patrimonio del territorio e la società che le gestisce: "La bufera riguarda la società di gestione, non le Terme di Sarnano in sé. Le qualità delle nostre acque, della struttura e del potenziale termale sono conosciute da tutti. Continuare a parlare male delle Terme e, di riflesso, di Sarnano, non è certo una bella vetrina per il paese. Chi ha davvero a cuore Sarnano dovrebbe misurare le parole, perché ogni dichiarazione pubblica contribuisce a costruire o a danneggiare l’immagine della nostra comunità".
Marconi contesta infine il riferimento a un presunto accordo con la minoranza: "Parlare di inciucio o di accordo con la minoranza serve solo a spostare l’attenzione dal problema vero. Peraltro, se come viene sostenuto dallo stesso Belvederesi i consiglieri di minoranza non hanno seguito il sindaco nemmeno sul tentativo di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Stm richiesto dall’attuale Amministratore della società, di quale accordo stiamo parlando? È FDI che in realtà ha tradito il programma elettorale: va ricordato infatti che nel recente Consiglio comunale proprio incentrato nel procedere alla privatizzazione, nonostante in precedenza vi fosse un’intesa su tale questione, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha lasciato l’assise e non sostenuto la linea. È una contraddizione evidente. Si lancia un’accusa pesante, ma poi sono gli stessi fatti richiamati da Fratelli d’Italia a smentirla".
La conclusione è un appello alla responsabilità: "I sarnanesi sono stanchi di questo continuo clima di sospetto, di accuse e di veleno riversato sul paese. Sarnano ha bisogno di soluzioni, non di polemiche. Ha bisogno di chi lavora per difendere le Terme, non di chi usa le Terme per regolare conti politici. Se Fratelli d’Italia, attraverso il suo presidente provinciale, vuole davvero contribuire a risolvere questa vicenda, si sieda a un tavolo e porti proposte concrete. Diversamente, il rischio è quello di parlare di cose che non si conoscono fino in fondo o che vengono raccontate in maniera parziale e distorta".
"Forza Italia Sarnano - chiude Marconi - con lealtà, senso di responsabilità e nel pieno rispetto del mandato elettorale ricevuto dai cittadini, sostiene con forza il sindaco Fabio Fantegrossi e continuerà ad appoggiare ogni percorso utile a tutelare le Terme, l’interesse pubblico e l’immagine del nostro territorio. Lo faremo senza alimentare inutili guerre interne, che non servono né al centrodestra né, soprattutto, a Sarnano".
Si è svolta presso la Sala Polifunzionale “Cesare Lami” la presentazione ufficiale della lista civica “Muccia Rinasce”, guidata da Giulia Menciotti, 36 anni, avvocato, giovane madre, originaria di Terni e residente a Muccia da circa dieci anni.
All’incontro ha preso parte un folto gruppo di cittadini. Presente anche il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che ha espresso il proprio sostegno alla lista.
La candidatura di Menciotti ruota attorno a un messaggio centrale: trasformare la “volontà di restare” in un vero e proprio “diritto di restare”. Un tema che richiama da vicino le difficoltà vissute dalle comunità dell’entroterra, in particolare dopo il terremoto, e la necessità di garantire condizioni concrete per continuare a vivere nei territori più fragili.
La lista si presenta con una composizione eterogenea, che unisce esperienze amministrative, professionali, associative e rappresentanze della comunità locale. Ne fanno parte figure legate al volontariato, giovani lavoratori, imprenditori, professionisti e cittadini di origine straniera residenti nel territorio.
Tra i candidati figurano Sergio Bentivoglio, ex consigliere comunale e da anni impegnato nel volontariato; Barbara Carnevali, imprenditrice e già consigliera di minoranza per due mandati; Giovanni Casoni, già sindaco di Fiordimonte con una lunga esperienza politica e amministrativa; Lorenzo Ceccarelli, esperto di turismo e management alberghiero; Carlo Francesco Chiarolla, avvocato e specialista in normative europee; Adina Dikedzic, giovane madre di origini bosniache, indicata come voce delle famiglie e dei lavoratori stranieri; Alessandro Micucci, impiegato Enel e rappresentante delle nuove generazioni; Francesco Nebbia, presidente dell’associazione “Massa nel Cuore” e promotore della Sagra del Tartufo di Massaprofoglio; Massimo Zerani, conoscitore del territorio e del settore venatorio; e Laura Bizzarri, dottoressa in Giurisprudenza e funzionaria al Comune di Ancona.
Nel corso della presentazione, Menciotti ha spiegato le ragioni della propria candidatura, legandole alla vita quotidiana della comunità e al tema dei servizi essenziali: "Chi ha scelto di restare a Muccia dopo il terremoto lo ha fatto con il cuore. Il nostro compito è fare in modo che quella scelta non diventi un sacrificio. È una comunità con radici profonde, con persone straordinarie e con un potenziale inespresso che aspetta solo di essere liberato. Noi siamo qui per questo. Costruire una Muccia che non si spopola, dove restare non sia una scelta obbligata ma un diritto sostenuto da lavoro, servizi, ambiente curato e comunità viva".
Futuro Nazionale annuncia l’apertura del nuovo comitato territoriale nella città di San Severino Marche, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del movimento sul territorio e creare uno spazio dedicato alla partecipazione politica e al confronto con i cittadini.
Contestualmente alla nascita del comitato è stato nominato nuovo portavoce cittadino Fabio Verbenesi, che avrà il compito di coordinare le attività locali e favorire il dialogo con la comunità.
L’iniziativa, spiegano i promotori, "punta a costruire un punto di riferimento aperto e dinamico, rivolto in particolare ai giovani, alle famiglie, alle imprese locali e a tutti coloro che intendono contribuire attivamente alla crescita del territorio attraverso idee, progetti e partecipazione".
«L’apertura del comitato di San Severino Marche rappresenta un passo importante per rafforzare la presenza di Futuro Nazionale nelle Marche e costruire un rapporto diretto con i cittadini, valorizzando le energie e le competenze locali», dichiarano i promotori del progetto.
Nella nota viene inoltre rivolto un ringraziamento a Marco Alfei, referente del Comune di Macerata, per la collaborazione fornita nella fase iniziale di organizzazione.
Il primo appuntamento pubblico del nuovo comitato è in programma per domani, 17 maggio, in Piazza del Popolo a San Severino Marche, dove sarà allestito un gazebo informativo dedicato alla presentazione del movimento e al tesseramento dei nuovi aderenti.
MACERATA – Si accende il confronto politico all’interno dell’ATA 3 di Macerata dopo l’assemblea che ha approvato due decisioni destinate a far discutere: la modifica della graduatoria dei siti idonei alla nuova discarica provinciale e il riconoscimento di un ecoindennizzo al Comune di Cingoli pari a 18,33 euro a tonnellata.
A intervenire è Alleanza Verdi e Sinistra, che attraverso il co-portavoce provinciale Sandro Bisonni definisce le scelte adottate “gravi”, contestando in particolare l’introduzione di nuovi criteri nella selezione dei siti.
Secondo Avs, la graduatoria originaria elaborata dall’Università Politecnica delle Marche, su incarico dell’ATA, era “il risultato di un lavoro tecnico serio, basato su criteri oggettivi e verificabili”. La successiva modifica sarebbe invece avvenuta attraverso l’inserimento di parametri “di natura squisitamente politica”, giudicati tali da alterare l’impianto tecnico del lavoro precedente.
“La politica, quella peggiore, ha preso il posto della scienza”, afferma Bisonni, sottolineando come la nuova impostazione potrebbe essere oggetto di ricorso al TAR. Secondo l’esponente di Avs, infatti, una procedura basata su criteri introdotti in un secondo momento rischierebbe di essere annullata in sede amministrativa, con conseguente allungamento dei tempi decisionali sul sistema provinciale dei rifiuti.
Nel documento politico viene inoltre evidenziato come, in caso di ritorno alla graduatoria iniziale, alcuni territori oggi esclusi potrebbero trovarsi coinvolti nelle future scelte impiantistiche, con ulteriori ritardi e costi per la gestione dei rifiuti.
Secondo punto contestato riguarda l’ecoindennizzo riconosciuto al Comune di Cingoli, fissato a 18,33 euro per tonnellata di rifiuti conferiti. Un importo che, secondo Avs, risulterebbe significativamente superiore rispetto allo standard ordinario derivante dalla quota prevista del tributo speciale.
“Ci mancherebbe – osserva Bisonni – Cingoli ha diritto a compensazioni adeguate per i disagi, ma questa cifra è il risultato di anni di inerzia e mancata programmazione”.
Nel comunicato si sottolinea inoltre come i costi complessivi del sistema di gestione dei rifiuti, compresi i conferimenti fuori provincia, si riflettano sulle tariffe TARI a carico dei cittadini, con un aumento stimato del 9,2% nell’ultimo anno.
Avs chiede infine “il ritorno a una procedura trasparente, basata esclusivamente su criteri tecnici verificabili e indipendenti da logiche territoriali o politiche”, e l’apertura di un confronto complessivo sul sistema integrato provinciale dei rifiuti, ritenuto ormai non più rinviabile.
USSITA – Il consigliere comunale del Comune di Ussita, Guido Rossi, ha comunicato di aver trasmesso nella giornata odierna un esposto formale al Ministero dell’Interno, alla Prefettura di Macerata, alla Procura della Repubblica di Macerata e alla Procura Generale della Corte dei Conti.
Nel documento vengono segnalate “una serie di criticità riguardanti il funzionamento dell’attività amministrativa e consiliare del Comune di Ussita”.
Al centro della segnalazione vi sarebbe la mancata iscrizione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, convocato per il 19 maggio 2026, delle interrogazioni consiliari presentate dallo stesso consigliere in data 18 e 20 aprile 2026. Il tutto, secondo quanto riportato, sarebbe avvenuto “senza alcuna comunicazione preventiva, motivazione o giustificazione procedurale”.
Rossi sottolinea come la vicenda, a suo avviso, comporti una compressione del ruolo dei consiglieri: “Si tratta di un fatto che, oltre a comprimere il diritto-dovere di controllo politico-amministrativo attribuito ai Consiglieri comunali dal Testo Unico degli Enti Locali, dallo Statuto e dal Regolamento del Consiglio comunale, si inserisce in un quadro più ampio di persistenti difficoltà nell’esercizio delle prerogative istituzionali”.
Secondo quanto riportato nell’esposto, tali difficoltà sarebbero presenti “fin dall’inizio dell’amministrazione Bernardini, nel settembre 2020”.
Nel documento vengono inoltre segnalate ulteriori criticità, tra cui interrogazioni consiliari a risposta scritta “prive di riscontro”, richieste di documentazione amministrativa “in alcuni casi evase solo dopo l’intervento del difensore civico/garante regionale oppure ancora senza risposta”, oltre a “ritardi e ostacoli nell’accesso agli atti necessari all’esercizio del mandato consiliare”.
Rossi evidenzia anche problematiche legate ai documenti contabili: “criticità inerenti l’approvazione dei bilanci e la mancata trasmissione della documentazione richiesta a supporto degli atti”.
Nel suo esposto, il consigliere afferma che tali circostanze, considerate nel loro insieme, “appaiono lesive dei principi di trasparenza, correttezza istituzionale e democraticità dell’azione amministrativa”.
Infine, Rossi chiarisce la natura dell’iniziativa: “L’esposto non ha finalità polemiche o personali, ma mira esclusivamente a tutelare il corretto funzionamento delle istituzioni comunali e il diritto dei cittadini a un’amministrazione trasparente e rispettosa delle regole”.
Il consigliere si dice ora fiducioso che le autorità competenti possano procedere alle verifiche del caso e adottare eventuali iniziative ritenute opportune.
MONTEFANO – Tensione istituzionale sulla questione discarica, dopo la protesta andata in scena ieri sera che ha visto il duro intervento del vicesindaco di Montefano, Mirco Monina, intervenuto contro le modalità con cui sarebbe stata ridefinita la graduatoria tecnica del progetto.
Nel suo intervento, Monina ha denunciato quella che definisce una modifica sostanziale dei criteri di valutazione precedentemente condivisi.
«Una maggioranza di amministratori – ha dichiarato – ha fatto squadra, sovvertendo una graduatoria stilata con metodi scientifici in precedenza concordati tra tutti. Sono stati inseriti criteri politici del tutto opinabili, studiati per avvantaggiare comuni “amici” risultati primi nella graduatoria della Politecnica delle Marche».
Secondo il vicesindaco, la nuova impostazione avrebbe alterato l’equilibrio originario del procedimento: “Non è decisionismo, ma la sostituzione dei criteri scientifici con valutazioni politiche arbitrarie”, ha aggiunto.
Monina ha poi puntato il dito contro le conseguenze della decisione: “Vengono penalizzate le comunità più piccole, con meno strumenti per difendersi e incidere sui processi decisionali”.
Nel suo intervento non è mancata una critica più ampia al quadro istituzionale provinciale, con riferimento al ruolo del capoluogo: “Si sta smarrendo il senso di comunità provinciale, sostituito da logiche di appartenenza e convenienza politica”.
Il vicesindaco ha quindi parlato di una scelta che, a suo giudizio, comprometterebbe il valore stesso del metodo tecnico utilizzato in precedenza: “Quando criteri scientifici pesano meno di criteri politici già bocciati, si perde credibilità e trasparenza”.
Infine, Monina ha ribadito la posizione del Comune di Montefano e la volontà di opposizione condivisa con altri territori: “Non accetteremo queste logiche. Continueremo a batterci insieme alle comunità di Filottrano e Osimo per difendere ciò che riteniamo un principio di giustizia amministrativa”.
La vicenda si inserisce in un contesto di forte confronto politico tra enti locali, con posizioni sempre più distanti sul metodo di valutazione e sulle scelte relative alla gestione dell’impiantistica dei rifiuti.
MACERATA – Si è tenuto oggi, al Cinema Italia di Macerata, il congresso regionale di Forza Italia Marche, che ha portato nel capoluogo il segretario nazionale del partito, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani. Un lungo applauso ha accolto il leader azzurro, atteso in una sala gremita da amministratori, militanti e simpatizzanti provenienti da tutta la regione.
Dopo l'inno di Forza Italia e quello di Mameli, ad aprire ufficialmente il congresso è stato il capogruppo azzurro al Senato e presidente del congresso Enrico Costa, che ha nominato vicepresidenti Jessica Marcozzi e Gianluca Pasqui, segretario provinciale del partito.
Forza Italia Marche arriva al congresso con numeri che il partito definisce “positivi” e con un obiettivo preciso: confermare il deputato Francesco Battistoni alla guida regionale del movimento. Nel corso della giornata è stato proiettato anche un video dedicato ai risultati raggiunti dal partito nelle Marche, oggi seconda forza della coalizione di centrodestra e terzo partito a livello regionale.
Tra i primi interventi quello del sindaco di Macerata Sandro Parcaroli: "Forza Italia mi sostiene con una lista forte in un centrodestra unito. Vinceremo, anche al primo turno". Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci ha invece ricordato il sostegno ricevuto nel post sisma: "A Pieve Torina ci ricordiamo bene l’arrivo di Antonio Tajani. Con il suo modo sommesso portò alla nostra comunità speranza e concretezza che, grazie a questa filiera governativa, sono diventate realtà. Oggi siamo il più grande cantiere d’Europa".
Gentilucci ha poi ringraziato Battistoni "per l’opportunità di diventare presidente della Provincia" e Gianluca Pasqui "con cui abbiamo condotto tante battaglie", sottolineando anche le future sfide amministrative del territorio, tra cui quella legata all’individuazione della nuova discarica.
Sul palco anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha ricordato il rapporto costruito con Forza Italia sin dalla campagna elettorale regionale: "Cinque anni fa il Pd aveva scelto le Marche come ‘Ohio d’Italia’ e in quella difficile campagna elettorale Forza Italia mi è stata vicino sia politicamente che personalmente. In questi anni ho trovato amici e un alleato sincero e leale".
Acquaroli ha poi rilanciato la sfida delle prossime amministrative: “Abbiamo sempre messo l’interesse generale davanti a quello di parte. Vi aspetto da domani mattina nelle sfide amministrative: il buongoverno della Regione può dare una grande spinta anche ai territori”.
Molto applaudito l’intervento del coordinatore regionale Francesco Battistoni, che ha rivendicato il legame storico tra Forza Italia e Macerata: “Macerata non è stata scelta solo perché qui si vota, con la segretaria cittadina Barbara Antolini e l'assessore uscente Riccardo Sacchi impegnati in una campagna importante, ma perché qui venne Silvio Berlusconi. La prima riunione nelle Marche l’ho fatta proprio a Macerata e tutto è ripartito da qui”.
Battistoni ha ricordato anche il fondatore del partito: “Il 12 giugno 2023 resterà scolpito in tutti noi. Berlusconi ci ha insegnato il significato di libertà, dignità, riforme e politica al servizio degli altri. Un racconto che sembrava finito e che invece è continuato grazie alla leadership di Antonio Tajani”.
Nel suo intervento il deputato ha toccato diversi temi regionali e nazionali: dalla conquista del Comune di Ancona con Daniele Silvetti fino alla candidatura della città a Capitale italiana della Cultura 2028, passando per la crisi Electrolux di Cerreto d’Esi. “In queste ore il nostro pensiero va ai lavoratori e alle loro famiglie. Non esiste libertà economica senza coesione sociale”.
Battistoni ha quindi rivendicato il lavoro sull’inclusione delle Marche nella Zes: “Qualcuno la definiva una ‘zona elettorale speciale’, invece oggi è una grande opportunità concreta per il territorio”. Poi il riferimento al porto di Ancona e al Parco del Conero: “Tajani ha fatto molto per la crescita del porto di Ancona. E vogliamo trasformare il Parco del Conero da regionale a nazionale”.
Il momento più atteso è stato l'intervento di Antonio Tajani, che ha rilanciato il ruolo centrale di Forza Italia nel centrodestra italiano: “Una grande forza politica, dopo aver perso il suo leader, ha il dovere di continuare il progetto politico che lui aveva lanciato. Dobbiamo aggregare cittadini attorno ai nostri valori”. Il leader azzurro ha sottolineato come i congressi siano “la massima espressione della democrazia” e non “la vittoria del partito delle tessere”.
Parlando delle Marche, Tajani ha definito la regione “un territorio fantastico che merita di più”, ricordando anche le iniziative culturali organizzate tra Macerata e Recanati: “La cultura è uno strumento di crescita economica e promozione turistica. Qui c’è un patrimonio religioso, storico e paesaggistico straordinario”.
Il ministro ha poi affrontato i temi di sport e sanità: “Lo sport non deve essere soltanto quello dei campioni, come Elisabetta Cocciaretto, di cui la madre fa aprte della nostra assemblea. Deve diventare un fenomeno sociale. Sport, sanità e alimentazione significano qualità della vita e permettono di invecchiare meglio”.
Quindi il passaggio politico più netto: “Forza Italia è il centrodestra e sarà sempre alternativa alla sinistra. Non esiste alcun pericolo di inciuci: lo dicono loro per mettere in difficoltà il centrodestra”.
Tajani ha ribadito le differenze interne alla coalizione come valore aggiunto: “Abbiamo sensibilità diverse ma condividiamo grandi obiettivi comuni. Essere diversi non significa essere traditori”. Infine l’attacco alla patrimoniale e la difesa del ceto medio: “Noi difendiamo la proprietà privata, la casa e il ceto medio”.
E la chiusura più personale: "Sono fiero di essere il segretario nazionale di Forza Italia. Ma prima di tutto mi sento un militant"”. Ai nostri microfoni, riguardo alle prossime amministartive di Macerata, ha dichiarato: "La lista di Forza Italia sostiene il sindaco Parcaroli, un imprenditorie amico che ha ben governato e merita di continuare a governare, così come Macerata, indipendentemente dal numeri di abitanti, merita attenzioni per la sua bellezza e per quello che può dare per la vita culturale e universitaria. Per questo merita anche l'attenzione dei leader di partito".
A concludere la giornata anche gli interventi degli altri membri dell’assemblea, tra cui il sindaco di Ancona Daniele Silvetti.
Si accende il confronto politico sulla nuova discarica provinciale. Il candidato sindaco di Macerata del centrosinistra, GianlucaTittarelli, insieme all’intera coalizione, ribadisce la propria contrarietà all’ipotesi di realizzazione dell’impianto nel territorio comunale.
“La vicenda della nuova discarica provinciale conferma il fallimento della gestione della destra alla guida della Provincia e del Comune di Macerata – afferma Tittarelli –. Dopo anni di ritardi e assenza di una strategia sul ciclo dei rifiuti, si sta tentando di scaricare il problema sui territori e sui cittadini, modificando criteri e graduatorie in modo improvvisato e opaco”.
Il centrosinistra sottolinea come già in passato siano state evidenziate criticità ambientali, paesaggistiche e viarie legate ai siti individuati, oltre ai costi infrastrutturali ritenuti elevati.
“La nuova graduatoria appare inoltre condizionata da logiche politiche ed elettorali – prosegue la nota – con il rischio di aprire una stagione di ricorsi e ulteriori ritardi che finiranno per pesare su famiglie e imprese”.
Da qui la richiesta di un cambio di approccio: “Serve una gestione trasparente, fondata su criteri realmente tecnici, sul coinvolgimento dei territori e su una seria programmazione provinciale del ciclo dei rifiuti, elementi finora mancati”.
Si chiude con il sindaco uscente Sandro Parcaroli il nostro viaggio tra le vie del centro storico alla scoperta dei candidati alle prossime elezioni amministrative. Una passeggiata su Corso della Repubblica per ripercorrere cinque anni di amministrazione e guardare ai progetti futuri della città.
«Fare il sindaco non significa tagliare nastri o mettersi la fascia – dice subito Parcaroli –. Lo fai per i cittadini, per realizzare un programma e portare avanti cose concrete». Da qui la scelta di ricandidarsi: «Mi sono chiesto se avevo ancora la forza e la salute per affrontare altri cinque anni. La risposta è stata sì».
Il sindaco uscente rivendica soprattutto il lavoro sulle opere pubbliche. «Abbiamo fatto tante infrastrutture perché Macerata era rimasta indietro», sottolinea, citando il sottopasso di via Roma, le nuove piscine e i progetti ancora da completare. Tra questi, la Cambogiano-Mattei: «È un’infrastruttura importantissima perché unirà le due vallate e snellirà il traffico della città». Ma guarda anche oltre: «Ho in mente altre opere, come il collegamento per i vigili del fuoco e il completamento della Regina fino alla costa».
Parcaroli difende con decisione il progetto del nuovo ospedale cittadino: «A chi continua a dire che non ci sono i soldi io rispondo: perché non state tranquilli e vi unite invece di criticare?». Poi entra nei dettagli: «Parliamo di una struttura da 65mila metri quadrati, su 15 ettari. L’investimento iniziale è di 185 milioni, ma arriveremo probabilmente a 300 milioni con le attrezzature».
Tra i passaggi più significativi dell’intervista, anche quello dedicato al futuro dello sport cittadino. Sandro Parcaroli torna infatti sul progetto di un nuovo palazzetto multifunzionale da 4mila-4.500 posti e lega direttamente l’opera alla possibilità di ospitare grandi eventi sportivi. «La Lube Volley l’abbiamo fatta andare a giocare a Civitanova – afferma –. Cercheremo di portarla su anche con un bel palazzetto perché quando la Lube gioca ci sono 4mila persone». Un’idea che il sindaco uscente considera strategica non solo dal punto di vista sportivo, ma anche economico e di attrattività per la città. «Serve una struttura moderna e multifunzionale – spiega – capace di ospitare sport, spettacoli, concerti e grandi eventi durante tutto l’anno». Lo Sferisterio, per quanto monumento simbolo della città, secondo Parcaroli non basta: «È meraviglioso, ma funziona soprattutto d’estate. Ci serve qualcosa utilizzabile tutto l’anno». E aggiunge: «Con un palazzetto così potremmo riportare qui anche grandi eventi sportivi».
Parcaroli definisce Macerata «una città universitaria, culturale e sportiva». E rivendica i risultati raggiunti: «L’anno scorso abbiamo avuto 67mila visitatori». Poi cita uno dei progetti di cui va più orgoglioso: «Abbiamo creato l’opera per i bambini allo Sferisterio. Sono arrivati 16mila ragazzi e questo ci ha permesso di ottenere 400mila euro all’anno dal ministero».
Uno dei temi su cui insiste maggiormente è quello della digitalizzazione. «Una smart city significa avere dati e usare quei dati per migliorare i servizi». L’esempio è quello del traffico urbano: «Se conosci i flussi reali puoi organizzare meglio i trasporti pubblici e ottimizzare le risorse senza sprecare soldi». E aggiunge: «Dobbiamo digitalizzare tutto: traffico, cassonetti, uffici, servizi amministrativi».
Parcaroli ripercorre anche il suo ingresso nel mondo della politica: «Quando mi sono candidato non sapevo quasi nulla di consigli comunali e ordini del giorno». Una scelta nata dal rapporto personale con la città: «Macerata mi ha dato tantissimo. Qui ho aperto il mio primo negozio nel 1982 e qui è cresciuta la mia azienda». E rivendica il proprio approccio: «La fascia non mi cambia come persona. La mia porta è sempre aperta».
Tra i momenti più curiosi dell’intervista, anche il racconto dell’incontro con Steve Jobs negli anni Ottanta. «Partii da un garage di Camerino e mi ritrovai a Cupertino», racconta sorridendo. «Steve Jobs mi accompagnò personalmente a vedere la produzione del Macintosh». Un’esperienza che ancora oggi considera formativa: «Vedere la Silicon Valley e quei ragazzi lavorare in ambienti innovativi mi aprì la mente. È quel tipo di visione che vorrei per i giovani anche qui».
Infine la previsione elettorale, secca: «Vincerò al primo turno». Una convinzione che nasce dal contatto quotidiano con la città: «La gente mi ferma e mi dice: bravo che ti sei ricandidato, continua così».
Poi l’appello finale ai cittadini: «In cinque anni non puoi fare tutto. Per questo chiedo un altro mandato: per completare ciò che abbiamo iniziato e fare continuare a crescere Macerata».
Quale futuro attende il capoluogo e i centri della provincia di fronte a un calo demografico sempre più marcato? Se ne è discusso all’Hotel Centrale, in un incontro promosso dal Circolo della Rosa, dove esponenti politici e amministratori si sono confrontati sulla proposta di una Federazione dei Comuni. Un progetto ambizioso per trasformare il territorio in un'unica "Città Grande" capace di attrarre investimenti e trattenere i talenti locali.
Il dibattito, moderato dall’avvocato Mandrelli, si è aperto con l'analisi di Pellegrini (candidato del Terzo Polo) e Valori su un dato definito "allarmante": la fuga dei giovani laureati verso il Nord Italia o l’Europa. Secondo i relatori, questi vengono sostituiti da un'immigrazione spesso sottoqualificata, impoverendo il tessuto sociale. La soluzione proposta è una «terapia d’urto» basata sull'economia della conoscenza, attraverso la creazione di un Polo Tecnologico che metta in rete Università, centri di ricerca e il nuovo ospedale.
Il cuore del confronto ha riguardato i tempi e i modi di questa trasformazione. Pellegrini e Valori spingono per una "fusione a freddo", ovvero la creazione di un unico comune entro il 2029, dove gli attuali centri diventerebbero dei "municipi". L'obiettivo è duplice: dare certezze ai cittadini e intercettare i benefici economici che la legge garantisce alle fusioni.
"Gli attuali confini comunali risalgono al 1865, quando ci si spostava a piedi - ha incalzato Pellegrini -. Oggi, nell'era di internet e degli smartphone, possiamo risiedere a Treia, lavorare a Civitanova e mandare i figli a scuola a Macerata. Nei fatti siamo già un’unica comunità".
L'incontro ha visto una sostanziale convergenza sugli obiettivi, ma diverse sfumature sull'approccio istituzionale. Al tavolo sono intervenuti l’assessore uscente Iommi (Forza Italia), Vitali (Officina delle idee) e il sindaco di Treia Capponi. Durante il dibattito hanno preso la parola anche il candidato sindaco del Terzo Polo, Orioli, il primo cittadino di Pollenza Romoli e l’architetto Sensini.
Mentre il Terzo Polo preme per un processo rapido, posizioni come quella di Romoli suggeriscono un percorso più graduale partendo dall'unione dei servizi, pur mantenendo l'attuale assetto. Per i promotori dell'incontro, tuttavia, Macerata deve esercitare una leadership forte e credibile per guidare questo processo di federazione, indispensabile per non perdere risorse preziose.
L'avvocato Mandrelli, in chiusura, ha dato appuntamento a un nuovo confronto dopo le elezioni amministrative, confermando la centralità di un tema che ridisegnerà i confini politici e sociali del maceratese.
Tra continuità amministrativa, rilancio turistico e servizi alla comunità: è questa la visione di Domenico Ciaffaroni, candidato sindaco di Montefortino con la lista “Uniti per Montefortino” in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
Nel corso dell’intervista rilasciata nel cuore del suggestivo borgo alle pendici dei Monti Sibillini, Ciaffaroni ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi anni dopo il sisma e illustrato le priorità del programma elettorale: ricostruzione, turismo, sviluppo, politiche sociali e rilancio del territorio. «Questa candidatura nasce fondamentalmente per completare il lavoro già avviato in questi cinque anni, anzi quasi sei, perché è stata una consigliatura anomala a causa del Covid», ha spiegato Ciaffaroni.
Il candidato ha sottolineato il valore della continuità amministrativa, evidenziando la presenza nella squadra di quattro componenti della precedente esperienza amministrativa: oltre a lui, Leonardo Alessandrini, Giovanni Sacche e Leonello Marcolini. Accanto a loro, diversi nuovi candidati e giovani del territorio: Pamela Leoni, Chiara Sciamanna, Martin Heidrich, Stefano Bruni, Leonardo Levantesi e Giusto Viola. «È un grande rinnovamento nella continuità amministrativa», ha detto, parlando di una squadra composta da persone unite dall’amore per Montefortino.
Gran parte dell’intervista è stata dedicata alla delicata fase della ricostruzione. Montefortino, secondo comune della provincia di Fermo per estensione territoriale dopo il capoluogo, conta circa 80 chilometri quadrati, 35 nuclei abitati e oltre 110 chilometri di strade comunali. «Gestire un territorio simile non è semplice», ha ricordato Ciaffaroni. Il candidato ha ripercorso le difficoltà affrontate subito dopo il sisma: due campi di accoglienza, uno estivo con 110 sfollati e uno invernale ospitato all’interno dello stabilimento delle acque minerali, dove trovarono sistemazione circa 380 persone.
Tra le priorità dell’amministrazione, ha spiegato, c’era quella di evitare lo spopolamento della comunità: «Non disperdere questa piccola comunità è stata l’azione fondamentale». Secondo i dati forniti dal candidato, furono dichiarate inagibili circa 1.800 abitazioni e coinvolte 120 famiglie. Oggi, ha riferito, restano fuori casa soltanto 27 nuclei familiari. «La ricostruzione privata è quasi terminata», ha aggiunto, parlando anche di circa 50 milioni di euro di investimenti arrivati sul territorio.
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il lavoro svolto insieme agli altri comuni dell’area montana. Ciaffaroni ha ricordato la nascita di un’associazione che coinvolge nove comuni tra le province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, da Arquata del Tronto a Castelsantangelo sul Nera, con l’obiettivo di promuovere insieme il rilancio turistico ed economico dei Sibillini. «Il sisma ci ha insegnato a unirci e a fare squadra», ha affermato.
Il progetto più importante, secondo il candidato, è la DMO dei Sibillini, sviluppata con il supporto di un esperto proveniente dal Trentino per costruire una strategia comune di promozione turistica. «I Sibillini sono un unicum in tutta Italia, qui c’è la montagna vera», ha sottolineato.
Tra i punti cardine del programma c’è il turismo. Ciaffaroni ha indicato come simboli del territorio la Gola dell’Infernaccio e il Santuario della Madonna dell’Ambro. Quest’ultimo, ha ricordato, è il secondo santuario marchigiano per presenze e il più antico santuario mariano della regione, con una storia che risale intorno all’anno Mille.
«Sono luoghi frequentati da oltre 200-250 mila turisti e fedeli all’anno», ha spiegato. L’amministrazione ha già avviato interventi di riqualificazione del santuario e punta a migliorare ulteriormente accessibilità e sicurezza grazie anche ai fondi della ricostruzione coordinata dal commissario Guido Castelli. Attenzione anche alla Gola dell’Infernaccio, dove sono previsti nuovi interventi per la messa in sicurezza e la valorizzazione del percorso naturalistico.
Tra i progetti annunciati c’è anche la realizzazione di una nuova struttura ricettiva. «Il Comune ha investito su un glamping a cinque stelle», ha dichiarato Ciaffaroni. La struttura dovrebbe offrire circa 100 posti letto, un ristorante e servizi di alta qualità, tra cui una spa, con l’obiettivo di ampliare la capacità ricettiva del territorio, oggi caratterizzata soprattutto dalla presenza di agriturismi e poche strutture alberghiere.
Ampio spazio anche alle politiche sociali. Montefortino lavora insieme all’Ambito sociale 24 e ad altri comuni del territorio per servizi dedicati alle persone fragili, all’assistenza domiciliare e scolastica. Ciaffaroni ha rivendicato alcune scelte dell’amministrazione comunale, tra cui il trasporto scolastico gratuito. «Penso che siamo uno dei pochissimi comuni a garantire gratuitamente questo servizio agli studenti», ha detto. Tra gli obiettivi futuri c’è anche il potenziamento del progetto educativo ispirato al metodo Montessori, già avviato nella scuola dell’infanzia.
Il candidato ha inoltre annunciato la realizzazione di un nuovo edificio scolastico finanziato con circa 7 milioni di euro legati alla ricostruzione post-sisma: una struttura moderna che comprenderà anche un palazzetto dello sport.
Nel settore sportivo, l’amministrazione ha già riqualificato un vecchio campo sportivo trasformandolo in uno spazio polivalente con campi da pallavolo, tennis, basket e paddle, oltre a un percorso vita, una parete per l’arrampicata dedicata ai bambini e un’area per gli animali. Prevista anche la demolizione dei vecchi spogliatoi per realizzare una nuova struttura polifunzionale destinata a eventi, feste e attività per la comunità.
Parlando della lista “Uniti per Montefortino”, Ciaffaroni ha insistito sul forte legame dei candidati con il territorio. «Siamo tutti di Montefortino. Ci siamo nati, ci abitiamo e non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare questo splendido comune».
Infine, il passaggio più personale: il ricordo delle botteghe del paese e dei suoni dell’infanzia. «Quando passeggio per queste vie sento ancora i rumori delle botteghe di quando venivo a scuola. Il mio sogno è rivederle vive».
In chiusura, l’appello agli elettori: «Votate la lista numero uno, Uniti per Montefortino. Ci siamo impegnati con professionalità e dedizione, vogliamo continuare a farlo per voi».
A Macerata il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli è intervenuto a sostegno della candidatura a sindaco di Gianluca Tittarelli e della lista Avs in vista delle prossime amministrative. Presenti all’incontro anche Gianluca Carrabs, componente dell’esecutivo nazionale e tesoriere regionale di Europa Verde, il co-portavoce provinciale di Europa Verde Sandro Bisonni ed i candidati della lista maceratese di Avs Patrizia Sagretti, Giovanni Romagnoli, Rita Morresi, Silvia Miliozzi e Caterina Cirioni (co-portavoce provinciale di Europa Verde).
Nel corso dell’iniziativa sono stati affrontati i temi di ambiente, giustizia sociale, gestione urbana e politiche nazionali, con dure critiche rivolte all’amministrazione guidata dal sindaco Parcaroli e al Governo Meloni.
Il co-portavoce provinciale di Europa Verde Sandro Bisonni ha attaccato l’operato dell’attuale amministrazione comunale, sostenendo che “non c’è niente di buono fatto dall’attuale amministrazione”. Bisonni ha puntato il dito soprattutto contro la gestione del verde pubblico: “Una cosa l’ha fatta. Ha tagliato alberi e reso questa città sempre meno vivibile”.
Sulla stessa linea Gianluca Carrabs, che ha parlato di una Macerata “non valorizzata” dall’amministrazione uscente. “Macerata può essere un laboratorio importante – ha dichiarato – perché possiede un patrimonio unico e raro che dovrebbe essere utilizzato per far conoscere la città nel mondo”. Carrabs ha poi criticato le politiche regionali sui rifiuti e sugli inceneritori: “Nelle Marche vogliamo realizzare inceneritori mentre in altre parti vengono dismessi”. Secondo l’esponente Avs, il centrosinistra avrebbe concrete possibilità di vittoria nel capoluogo: “Nonostante nelle Marche il voto sul referendum sia andato a destra, qui a Macerata si è andati a sinistra”.
Il candidato sindaco Gianluca Tittarelli ha ribadito la volontà di proporre una visione alternativa per la città. “La comunità è aperta a visioni importanti”, ha affermato - "Noi rimarchiamo la differenza. L’obiettivo è alla portata e noi siamo pronti”.
L'intervento più atteso è stato quello di Angelo Bonelli, che ha collegato i temi locali alle questioni nazionali e internazionali. Il leader di Avs ha parlato di una “prospettiva disastrosa” lasciata ai giovani dalla destra, denunciando l’aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali. “C’è una rabbia sociale che fa paura – ha detto – perché questa destra è forte con i deboli e debole con i forti”.
Bonelli ha criticato le politiche energetiche del Governo, definendo il nucleare “la fonte più costosa” e indicando invece nelle energie rinnovabili il futuro del Paese. “C’è una campagna di disinformazione su energia e nucleare – ha dichiarato – mentre alcune lobby pensano di continuare a succhiare soldi ai cittadini attraverso forme di energia che consolidano il potere invece di redistribuirlo”.
Il parlamentare ecologista ha poi sottolineato come il voto di Macerata possa avere anche un valore politico nazionale. “Se vogliamo cambiare l’Italia dobbiamo partire da Macerata. Votare Tittarelli significa iniziare a cambiare passo anche a livello nazionale”.
Nel suo intervento Bonelli ha lanciato un appello ai cittadini maceratesi affinché sostengano la lista di Alleanza Verdi e Sinistra “per portare più giustizia sociale e ambientale”. Ha inoltre accusato la destra locale di essere “nemica dell’ambiente”, tornando sulle polemiche per il taglio degli alberi in città e criticando il disegno di legge nazionale sulla caccia attualmente in discussione in Parlamento.
Tra i temi affrontati anche emergenza abitativa, sanità pubblica e consumo di suolo. “La povertà assoluta è aumentata – ha affermato – e milioni di persone non riescono ad accedere alle cure pubbliche per le liste d’attesa troppo lunghe”. Bonelli ha poi criticato le spese militari del Governo e il sostegno alle politiche internazionali dell’amministrazione americana, citando anche la situazione umanitaria a Gaza.
Per quanto riguarda le proposte amministrative, il leader Avs ha indicato alcune priorità: stop al consumo di suolo, nuova gestione dei rifiuti, forestazione urbana e recupero degli immobili da destinare ad affitti calmierati. “Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche quella che ci aspetta sarà l’estate più calda di sempre – ha spiegato – e abbiamo bisogno di creare aree d’ombra per proteggere soprattutto gli anziani dagli effetti delle ondate di calore”.
L’incontro si è concluso con un messaggio di fiducia sulla possibilità di costruire a Macerata un’alternativa politica capace di unire ambiente, diritti sociali e rigenerazione urbana.
Sui rimborsi dei danni da fauna selvatica nei campi causati dai selvatici, in particolare dai cinghiali, il nuovo sistema di risarcimenti sta iniziando a dare i risultati attesi.
“Un cambio di passo notevole rispetto al passato – dice il direttore di Coldiretti Marche, Alberto Frau – e questo va fortemente evidenziato perché finalmente le procedure, prima spesso confuse e differenziate tra i vari ambiti territoriali di caccia, sono ora più precise, rapide, uniformi e all’interno di un percorso trasparente e uguale per tutti.
In passato, come ci è capitato di denunciare più volte, per ottenere un risarcimento si potevano attendere anche quattro anni; ora la situazione è totalmente mutata ed entro la fine di giugno prevediamo che tutti i danni da fauna dovrebbero essere allineati alla fine del 2025, ponendo le Marche tra le regioni più virtuose in materia di risarcimenti”.
Si attende a breve anche la seconda tranche dei pagamenti relativi al secondo semestre 2024, mentre per il 2025 i fondi risultano già stanziati.
“Diamo atto all’assessore regionale Giacomo Bugaro – prosegue il direttore Frau – di aver dato grande impulso agli uffici regionali per velocizzare le procedure e per aver stanziato i fondi richiesti, dimostrando una forte attenzione anche al mondo agricolo. Da anni si attendeva un cambio di passo in tal senso.
Crediamo che l'Assessore, con la sua esperienza, potrà anche dare organicità al sistema venatorio regionale in un'ottica di corretta gestione del territorio, che vada a favorire e migliorare la coesistenza tra agricoltura e caccia. Pensiamo anche che, insieme all'Assessore, si possano inoltre mitigare alcune lacune che erano emerse dalle proposte di revisione del regolamento sulla gestione degli ungulati licenziate dagli uffici regionali e trovare punti di caduta condivisi, anche nell'ottica di seguire quanto oggi in vigore con l'ordinanza del Commissario Straordinario Filippini in materia di lotta alla PSA”.
Nel solo 2025 sono state quasi 1200 le richieste di risarcimento presentate dagli agricoltori marchigiani, numeri che confermano quanto il problema della fauna selvatica abbia inciso sulle campagne.
“Grazie alla dematerializzazione delle denunce di danno, da caricare direttamente sul portale regionale Siar, abbiamo una procedura tracciata, più veloce e trasparente – prosegue Frau – che permette, inoltre, di monitorare in tempo reale ed in modo scientifico, la distribuzione dei danni nella regione, i tempi di gestione, l’entità dei danni dichiarati e quelli effettivamente riconosciuti.
Si tratta di un cambio di rotta importante che nasce anche dalle pressanti richieste avanzate da Coldiretti che ha più volte evidenziato alla Regione Marche i problemi legati all'eventuale sovrannumero dei cinghiali e degli ungulati, responsabili di danni ingenti e conseguenze pesanti sulla capacità delle aziende agricole di programmare investimenti e mantenere coltivazioni remunerative”.
Nel pomeriggio di oggi, 12 maggio, presso il Caffè Centrale Plus di Macerata, il sottosegretario Prisco è entrato nel vivo dei contenuti del nuovo Decreto Sicurezza, illustrando le linee guida del provvedimento e la sua applicazione nel contesto urbano. L'evento, introdotto dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Belvederesi alla presenza dei vertici locali del partito, ha offerto una panoramica sulle strategie governative per il contrasto alla criminalità e la gestione integrata del territorio.
L'analisi è partita dai risultati ottenuti a livello locale, che mostrerebbero segnali di miglioramento rispetto ai dati nazionali. In merito a questo andamento, è stato dichiarato: "A Macerata il tasso di criminalità è sceso più che in media nazionale, particolarmente sui reati e lo spaccio di droga. Questo significa che accanto al lavoro preziosissimo delle forze dell'ordine c'è stata anche un'attività attenta dell'amministrazione comunale di presidio del territorio, di qualificazione urbana e di controllo degli spazi".
Il provvedimento affronta il tema della sicurezza urbana con una visione nazionale che punterebbe a ridurre i fenomeni di degrado legati all'immigrazione irregolare. La strategia illustrata si muove su due direttrici: il blocco delle partenze nei Paesi d'origine e una gestione rigorosa degli ingressi regolari attraverso il decreto flussi, con l'intento di colpire il business dei trafficanti. Sul fronte della criminalità giovanile, il decreto introduce misure specifiche contro le baby gang, prevedendo l'arresto in caso di reati gravi e l'espulsione per i soggetti stranieri coinvolti in attività illecite.
Un punto centrale dell'intervento ha riguardato il potenziamento degli strumenti operativi, come le "zone rosse" e il Daspo urbano, affiancati da investimenti per la videosorveglianza e l'assunzione di nuovo personale di Polizia Locale. Parallelamente, la riforma mira a garantire maggiore tutela legale alle Forze dell'Ordine, affinché non siano soggette a procedimenti automatici nello svolgimento dei propri compiti in situazioni di urgenza. A questo proposito, è stato sottolineato: "Si ritiene intollerabile che un carabiniere o un poliziotto che fa il suo dovere si ritrovi iscritto nel registro degli indagati per aver sventato una rapina o salvato un cittadino inerme. Queste norme sono considerate di buon senso e non di parte".
L'incontro si è concluso evidenziando come la sinergia tra governo e amministrazioni locali sia la chiave per trasformare le norme in risultati concreti, garantendo un controllo del territorio efficace e una risposta tempestiva alle richieste della cittadinanza.
Garantire l'accesso alle cure sanitarie per gli animali anche alle fasce più fragili della popolazione. È questo l'obiettivo centrale del progetto di "medicina veterinaria sociale" lanciato da Andrea Blarasin, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e candidato alle prossime elezioni amministrative. La proposta punta a istituire un servizio strutturato che coinvolga le professionalità della medicina veterinaria, sia pubblica che privata, per rispondere a una sensibilità sempre crescente verso il benessere animale.
Attualmente, l’assistenza veterinaria è interamente a carico dei proprietari e non rientra nei livelli essenziali di assistenza. In un contesto di crescente difficoltà economica, questa condizione costringe spesso molte famiglie a scelte drastiche. "Non possiamo ignorare questa realtà perché dietro ogni animale c’è una persona" spiega Blarasin, sottolineando come per molti anziani o cittadini soli, un cane o un gatto rappresenti un affetto fondamentale. L'iniziativa mira quindi a evitare che le difficoltà economiche si trasformino in rinunce alle cure o, nei casi più critici, nell'abbandono dell'animale stesso.
Il cuore della proposta risiede nella costruzione di un modello integrato pubblico-privato. "L’idea è quella di creare una rete di strutture sanitarie, tra cui ambulatori, cliniche e ospedali, capaci di offrire prestazioni a costi sostenibili o agevolati per chi si trova in condizioni di fragilità economica - spiega Blarasin -. Attraverso strumenti come convenzioni e prestazioni a prezzi calmierati, il progetto punta a soddisfare il fabbisogno sanitario delle comunità garantendo servizi solidali laddove le condizioni sociali lo richiedano".
"Non si tratta solo di tutelare gli animali, ma di sostenere le persone e migliorare la qualità della vita nelle nostre comunità" conclude il candidato consigliere.
Treia sarà presente a Roma, domani, alla manifestazione promossa dai sindaci e dagli amministratori dei Comuni esclusi dalla nuova classificazione dei “Comuni montani”, per chiedere al Governo una revisione della riforma e il reinserimento dei territori storicamente riconosciuti come montani. L’appuntamento è fissato alle ore 10 in Piazza Colonna, nei pressi di Palazzo Chigi, da dove una delegazione proseguirà poi verso Piazza Capranica, sede della manifestazione.
Anche il Comune di Treia prenderà parte alla mobilitazione insieme a tutti e 29 Enti Marchigiani e alle rappresentanze del territorio, le associazioni degli agricoltori e cittadini profondamente colpiti dalla penalizzazione inflitta ai questi territori e per sostenere una battaglia considerata importante per il futuro delle aree interne e dei cittadini che vi abitano.
«Si tratta di una rivisitazione completamente scellerata che sacrifica e mette ulteriormente in difficoltà zone già di per sé più fragili dal punto di vista economico come le attività agricole e sociali come la penalizzazione nella formazione delle classi nei vari ordini d’istruzione - sottolinea il sindaco di Treia, Franco Capponi -. Non è una semplice classificazione burocratica senza danni, come hanno maldestramente provato a farla passare, ma si tratta del riconoscimento delle caratteristiche e delle difficoltà che i nostri territori vivono quotidianamente".
"Essere esclusi dalla classificazione dei Comuni montani significa rischiare di perdere opportunità, risorse e strumenti importanti per sostenere le comunità delle aree interne, nel caso di Treia anche messe a dura prova dal sisma - prosegue Capponi -. Per questo saremo a Roma insieme agli altri amministratori, con spirito unitario e istituzionale, per chiedere attenzione, ascolto e una revisione di una scelta che riteniamo penalizzante per tanti Comuni e cittadini. Parliamo di mettere a rischio incentivi previsti per questi territori, bonus, agevolazioni fiscali; le autonomie scolastiche".
L’iniziativa nasce dalla volontà di difendere i diritti e le peculiarità dei territori che rischiano di perdere riconoscimenti e opportunità legate allo status di Comune montano, con possibili ricadute su servizi, risorse e sostegno alle comunità locali. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, il Comune ha inoltre messo a disposizione alcuni posti per il trasferimento a Roma, con partenza da Treia e fermate lungo il percorso fino a Colfiorito.
Ieri pomeriggio si è svolto a Macerata un incontro elettorale con l'onorevole Luigi Marattin, segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico, a sostegno del candidato sindaco Mattia Orioli e del candidato al Consiglio comunale Riccardo Cogliandro del Terzo Polo.
Mattia Orioli ha sottolineato la profondità del progetto politico del Terzo Polo per Macerata, che non terminerà con le amministrative del 24 e 25 maggio, bensì "inizierà il suo cammino per la costruzione politica dell'unica vera alternativa a Macerata e in Italia a questo bipolarismo inconcludente".
Riccardo Cogliandro è intervenuto ponendo l'accento sulla caratteristica imprescindibile della politica: il coraggio. "Il terzo polo a Macerata ha fatto del coraggio la sua cifra fondamentale, proponendo un'offerta politica ed un programma tutto incentrato sul coraggio: federazione dei Comuni, termovalorizzatore, semplificazione burocratica", ha affermato.
L'onorevole Marattin ha espresso il suo "totale sostegno al lavoro svolto a Macerata dal terzo polo", lavoro che - ha sottolineato "sto cercando di portare avanti anche a livello nazionale". Il segretario del Partito Liberaldemocratico ha poi descritto i valori e le iniziative politiche del partito, "tutte volte alla crescita - ha ribadito -: concorrenza; scuola; incentivi alla fusione di piccole aziende". "Macerata, con il Terzo Polo, torna ad essere esempio e stimolo politico per tutta l'Italia", ha concluso Marattin.
La gestione del canile comunale torna al centro dello scontro politico a Macerata. In occasione dell'ultimo consiglio comunale, la consigliera e candidata del Partito Democratico, Ninfa Contigiani, ha puntato il dito contro la variazione di bilancio di 265.000 euro (spalmati su tre anni) approvata per la struttura, definendo il cambio di rotta dell’amministrazione di centrodestra come un "salasso per le tasche dei cittadini".
Secondo l'esponente dem, i dati contabili confermano i dubbi espressi sin dall'inizio della legislatura sul passaggio dalla Cooperativa Sociale Meridiana all'Associazione Enpa. "I numeri non mentono" incalza Contigiani, evidenziando come il costo giornaliero per il mantenimento di ogni singolo cane sia lievitato drasticamente: "Siamo passati da 1,56 euro a 2,50 euro al giorno, senza che a questo corrisponda un documentato salto di qualità nei servizi offerti".
La consigliera sottolinea inoltre una riduzione dell'efficienza gestionale: "La Cooperativa Meridiana si occupava del benessere dei cani, delle adozioni (insieme ai volontari dell’Ass. Argo) e al contempo di curare l’estesa area verde del canile non solo i box interessati dall’esiguo numero di cani imposto con la nuova gestione (80 cani per 250 posti) come ora".
L'attacco di Contigiani si sposta poi sulla gestione del patrimonio immobiliare, lamentando la perdita dei fondi del Superbonus 110% che avrebbero potuto riqualificare l'edificio comunale, oggi definito "in malora".
"Siamo di fronte alla dimostrazione plastica che l’approccio ideologico del centrodestra alla gestione dei servizi pubblici produce spesso inefficienza", afferma la candidata del PD. Per la consigliera, non si tratta solo di sensibilità verso gli animali, ma di pura capacità amministrativa: "Spendere di più per ottenere lo stesso risultato, o peggio, è un danno per la comunità".
La campagna elettorale per le elezioni amministrative di Macerata entra ufficialmente nel vivo. Sabato 16 e domenica 17 maggio, il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, sarà nel capoluogo per lanciare la corsa di Sandro Parcaroli, che punta alla riconferma per il suo secondo mandato da sindaco.
La ricandidatura di Parcaroli alla guida dello schieramento di centrodestra è stata un'operazione politica fortemente voluta proprio dallo stesso Salvini. Il tour maceratese del vicepremier inizierà nella serata di sabato con un momento dedicato alla base e ai vertici locali: è prevista, infatti, una cena di partito presso il ristorante della Filarmonica, nel cuore di Macerata, per serrare i ranghi in vista della tornata elettorale.
Il momento clou della visita istituzionale si terrà però la mattina successiva, domenica 17 maggio. L'appuntamento è previsto alle ore 8:00 a Piediripa, dove il leader della Lega, insieme al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, effettuerà un sopralluogo tecnico al cantiere del nuovo ponte in costruzione.
Il Partito Democratico di Macerata ha presentato questa mattina la lista dei candidati a sostegno di Gianluca Tittarelli. Una conferenza stampa nella quale sono intervenuti la segretaria cittadina Ninfa Contigiani, il capogruppo uscente Narciso Ricotta, il consigliere uscente e ricandidato Andrea Perticarari e lo stesso candidato sindaco, insieme ai candidati della lista.
"Una lista plurale, ricca ed energetica", ha detto la segretaria del Pd Ninfa Contigiani, aprendo l’incontro. "È stato un percorso bello e interessante quello che ha costruito questa lista. Abbiamo ricevuto apertura e disponibilità. Sono persone che hanno accolto la sfida per una partita che per questa città è importante. C’è voglia di partecipare e fare".
Contigiani ha sottolineato la composizione della lista, definita rappresentativa di competenze differenti e caratterizzata da una forte presenza femminile. "Rappresentiamo al meglio anche il territorio cittadino. C'è voglia di partecipazione, ma in questa città ci sono ostacoli alla partecipazione. Siamo un misto tra le radici dell'esperienza e l’energia della novità. Volti nuovi e esperienza. La parola che ci unisce è esserci".
Duro l’intervento del capogruppo uscente Narciso Ricotta nei confronti dell’amministrazione Parcaroli. "L'esperienza di questi ultimi cinque anni con Parcaroli è stata particolare anche per me che di esperienza ne ho tanta. Assente e, quando presente, silente, senza difendere le sue idee. Un’esperienza negativa e una figura che per me è fallimentare".
Ricotta ha poi evidenziato le divisioni interne al centrodestra cittadino: "Il gruppo attuale della Lega non si presenta in toto. Altri due candidati sindaci si presentano contro Parcaroli, dopo averlo supportato cinque anni fa. Altro fatto interessante è che gente come Micucci Cecchi e la De Padova che lo hanno sempre criticato ora si ricandidano con lui. Noi al contrario siamo una coalizione unita con un candidato valido che rappresenta varie anime della sinistra".
Anche il consigliere uscente e ricandidato Andrea Perticarari ha insistito sul tema della compattezza politica e amministrativa. "Cinque anni di diatribe e scontri pubblici tra esponenti della stessa coalizione e degli stessi partiti, tra consiglio e giunta. Cercano di mettere la sabbia sotto il tappeto. Ma voglio parlare di noi. Dobbiamo creare una squadra unita di governo per risolvere gli intoppi che Parcaroli non è riuscito a risolvere".
Perticarari ha poi auspicato un nuovo atteggiamento all'interno del consiglio comunale: "Vorrei che molti di noi entrassero in Consiglio anche per esprimere la loro personalità. In questi cinque anni ho visto molta gente votare e non discutere. Con l’impegno concreto si migliora la città, con confronto e discussione si portano avanti iniziative serie".
Nel corso della presentazione sono intervenuti anche i candidati della lista, toccando diversi temi considerati prioritari: dai giovani al rilancio del senso di comunità, passando per ambiente, agricoltura, assistenza agli anziani e valorizzazione del centro storico senza dimenticare le periferie. Tra i concetti più richiamati, quello di "una città immobile e che non guarda ai giovani" e la necessità di "creare una città che si prende cura delle persone".
A chiudere la conferenza è stato il candidato sindaco Gianluca Tittarelli. "La cosa più importante è la nostra città, di cui ci vogliamo prendere cura. Riportare l’attenzione su cosa non è stato fatto. Questo è lo spirito che ha portato queste persone a mettersi in gioco".
Tittarelli ha parlato di una "differenza netta rispetto a ciò che c'è adesso", aggiungendo che "Macerata deve tornare ad avere il ruolo che le spetta come capoluogo. E guardare a chi è dietro. Avere la sensibilità e l’attenzione a temi fondamentali su cui si basa la nostra coalizione".
La lista del Partito Democratico è composta da Luigi Benedetti, Giorgia Berardinelli, Andrea Bertini, Roberto Cappelloni, Silvia Ciccioni, Ninfa Contigliani, Laura Corbelli, Stefano D’Amico, Tommaso Domizi, Franco Forti, Alessia Giampaolo, Mario Iesari, Marina Lombardello, Alessandra Machella, Primo Mascitti, Paolo Minocchi, Angela Montironi, Giuseppe Nardi, Sokhna Ndao, Paola Ottaviani, Andrea Perticarari, Francesca Pierandrea, Cristina Rapacci, Romeo Renis, Narciso Ricotta, Alessia Scoccianti, Alia Simoncini, Katia Soldini, Daniele Staffolani, Gianfranco Storti, Pierpaolo Tartabini e Mario Tullio.