Da Stefano Mei, consigliere M5S a Civitanova Marche riceviamo
Il Movimento 5 Stelle di Civitanova si aspettava un cambio di marcia ma, ad oltre due mesi dall’insediamento, la nuova amministrazione si sta mostrando ben poco rispettosa del consiglio comunale che è espressione della città.Il sindaco sembra fin troppo impegnato nelle assunzioni di parenti e amici nei cda di tutte le partecipate il cui numero di poltrone è esploso! Il presidente del consiglio comunale Morresi non ha ancora trovato il tempo di nominare le commissioni consiliari, strumento fondamentale per amministrare in modo organico e razionale, poiché è in quella sede che si elaborano le azioni da intraprendere in termini di bilancio,sociale, ambiente, urbanistica, turismo e commercio, che poi vengono discusse in consiglio comunale.
Senza questi passaggi fondamentali, le decisioni vengono prese in modo disorganico e antidemocratico, senza avere la possibilità di dialogo e confronto con al maggioranza, al punto che malumori filtrano tra gli stessi consiglieri di maggioranza perché le decisioni finora prese sono state calate dall’alto e senzanessuna consultazione.Cos'altro ci dobbiamo aspettare?
In oltre sessanta giorni dall’insediamento abbiamo assistito all'assegnazione selvaggia di poltrone e alle pazze spese per superare i record festivalieri di Silenzi, ma nulla di fatto sul problema della sicurezza, loro cavallo di battaglia elettorale, la cui soluzione ora sembra dipendere dall’intervento di altri fattori esterni...Il M5S richiama con forza questa amministrazione al senso di responsabilità e chiede di iniziare a lavorare sul serio per la nostra città!
“La scadenza dell’incarico ad Errani non sia un alibi per i ritardi e le responsabilità della Regione. Ceriscioli deve cambiare marcia sulle politiche post sisma”.
Ad affermarlo l’on. Lara Ricciatti, vice presidente del gruppo Articolo 1 - Movimento democratico e progressista alla Camera, e Massimo Montesi, coordinatore del movimento a Macerata.
“In queste settimane - continuano - abbiamo assistito ad un biasimevole dibattito sul futuro del Commissario alla ricostruzione Errani, trasformando in polemica politica una scelta di carattere istituzionale. Sarebbe più utile per tutti invece concentrarsi sui fatti e sui prossimi necessari passi da compiere. Errani, come ha riconosciuto lo stesso Ceriscioli, ha fatto un ottimo lavoro, mentre sono attribuibili proprio alla gestione regionale ritardi ed inefficienze.
Purtroppo, in molti casi - osservano i due esponenti di Articolo 1 - siamo ancora in fase di emergenza e i tempi prolungati degli interventi sono ormai intollerabili. Per questo chiediamo con forza al Presidente Ceriscioli un nuovo modello di governance istituzionale per gestire la fase post sisma, che operi su un livello di area vasta, provinciale, con una maggior condivisione delle decisioni ed un coinvolgimento effettivo delle rappresentanze sociali e rappresentative delle imprese. Un modello che porti ad una condivisione di scelte e priorità, nonché ad una concentrazione delle risorse disponibili e degli interventi nei comuni più colpiti, sulla base dell’esperienza del ’97 e degli allora Patti territoriali.
Restano prioritarie la consegna di tutte le casette per la popolazione e dei moduli stalla per gli allevatori sprovvisti; il rilancio delle attività produttive e sopratutto un piano per le scuole, considerato che chi soggiorna lungo la costa è stato costretto ad iscrivere i propri figli presso plessi scolastici lontani dai luoghi di origine”.
Primo via libera del Parlamento europeo allo stanziamento di 1,2 miliardi del Fondo europeo di solidarietà a favore delle zone terremotate del Centro Italia. La commissione Bilanci dell'eurocamera ha approvato quasi all'unanimità (1 voto contrario su 37) il testo, firmato da Giovanni La Via (Ap-Ppe), che consentirà l'erogazione della somma più elevata mai proposta dalla Commissione europea da quando il Fondo di solidarietà è stato creato nel 2002.
Ora la parola passa all'intera assemblea, che sarà chiamata a votare la proposta durante la Plenaria che si svolgerà a Strasburgo dall'11 al 14 settembre. Gli ambasciatori degli Stati membri Ue hanno già approvato a luglio l'erogazione dei 1,2 miliardi, ma il via libera sarà ufficializzato il 4 settembre con un passaggio formale in Consiglio. (Ansa)
Da Andrea Caprodossi, Stefano Cardinali, Alessia Scoccianti, Stefano Siroti riceviamo:
In tanti abbiamo sostenuto fin dal primo momento Matteo Renzi convinti dalla sua tenacia rinnovatrice e da allora non abbiamo mai smesso di credere nella politica intesa come coraggio e verità.Sono passati gli anni e Renzi è cresciuto, ha dato prova di tenacia, coraggio, forza, autonomia. In questi anni sono aumentati i suoi detrattori ma anche i suoi sostenitori. La sua intelligenza è stata sempre quella di non chiudersi in un recinto,di superare i pregiudizi, di anticipare e sperimentare spazi nuovi e sconosciuti. L'ultimo congresso nazionale evoca in modo eloquente e simbolico la sua capacità di apertura e innovazione. Tantissime sono le persone che lo hanno sostenuto con entusiasmo, pur partendo da posizioni originarie differenti .Evocare oggi la purezza della prima adesione è un errore e maschera un disegno diverso e divisivo ovvero un mero disegno correntizio che lo stesso Renzi non riconosce.Non basta alzare la bandiera del rinnovamento per allontanare da se stessi l'esame autentico di innovatore.Il rinnovamento è nei contenuti non nelle parole. Ed oggi più che mai rinnovare significa camminare tutti insieme nella stessa direzione. Perché la politica è coraggio, il coraggio di concorrere insieme a raggiungere la stessa meta, cercando le ragioni comuni che uniscono piuttosto che quelle che dividono. L'appello di Manzi, Sciapichetti e Micucci va in questa direzione e sarebbe bene accoglierlo senza pregiudizio. Per questo, ancor più nella fase così delicata che attraversa la nostra provincia, respingiamo la politica degli insulti, delle reciproche accuse e recriminazioni, degli attacchi sulla stampa, delle insinuazioni.Pensiamo che i cittadini maceratesi in questa fase attendano non ulteriori divisioni o polemiche, ma risposte concrete ai problemi della ricostruzione e dell'emergenza post sisma. Proprio per questo siamo convinti del valore dell'unità all'interno del nostro partito per la quale continueremo a impegnarci e riteniamo che Francesco Vitali, affiancato da una segreteria operativa e motivata a lavorare al servizio del territorio provinciale, possa continuare ad interpretare, come ha già fatto in passato, questa aspirazione unitaria.
Ci dispiace che Mario Morgoni voglia respingere questa proposta per la quale continueremo a lavorare, avendo davanti l'obiettivo dell'unità, del cambiamento e del rafforzamento del partito nel nostro territorio .
“Necessario un immediato chiarimento sulla possibilità che il progetto di rigassificatore ‘Tritone’ possa tornare ad essere una minaccia concreta per le nostre coste”.
A sostenerlo l’on. Lara Ricciatti e il coordinatore provinciale di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista Massimo Montesi, sul rischio che riprenda piede il progetto della piattaforma offshore a largo di Porto Recanati, ‘archiviato’ dalla stessa società proponente nel 2012.
Il progetto aveva trovato una forte opposizione delle comunità locali, mentre aveva ottenuto un parere favorevole sulla compatibilità ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente.
Ricciatti ha predisposto una interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro Galletti se la recente istanza di persistenza dell’interesse al ricorso, relativo alla richiesta di annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente che riteneva ambientalmente compatibile il progetto del terminale offshore, sia un atto “prodromico ad una ripresa delle attività tecnico-amministrative volte alla realizzazione del rigassificatore”.
“La battaglia contro ‘Tritone’ ha visto in passato un ampio schieramento delle comunità territoriali - osservano Ricciatti e Montesi -; l’ipotesi che ci sia un rinnovato interesse intorno a questa opera, sospesa in passato solo per contingenze di mercato, deve spingerci alla massima allerta, perché al ritorno di condizioni economiche favorevoli cresce il rischio che vengano rispolverati i vecchi progetti. Per questo riteniamo opportuno che il Ministro dell’Ambiente fornisca subito dei chiarimenti a riguardo”.
Non si placa la questione politica sui Rom a Civitanova. Oggi arriva la replica del sindaco Fabrizio Ciarapica all'ex primo cittadino Tommaso Claudio Corvatta.
"Noto con piacere che ultimamente l'ex sindaco Corvatta sta dimostrando un particolare interesse agli sgomberi dei rom, con ripetuti interventi sulla stampa e tanto di servizi fotografici pubblicati sui social. Questo controllo del territorio gli fa certamente onore ma, arrivando a due mesi dalla sua sconfitta e dopo cinque anni di tolleranza per quei reati, definiti dalla sinistra "percezioni", risulta poco credibile.
Di sicuro il sottoscritto in due mesi non può risolvere i disastri che la passata Amministrazione ha fatto in cinque anni, portandoci alla situazione in cui siamo.
Nessuno ha detto che i rom siano spariti, ma posso tranquillamente affermare che, contrariamente a Corvatta che si è accorto del problema solo in campagna elettorale, mi sono occupato della questione sin dalla prima settimana d'insediamento. Mi sono incontrato con le Forze dell'ordine, ho esposto il problema al Prefetto e ho chiesto controlli più serrati. Questi controlli ci sono stati. L'Arma dei Carabinieri, gli agenti della Polizia di Stato e della della Municipale hanno effettuato diversi sgomberi e ho inviato una pattuglia fissa dei Vigili alla zona commerciale. Questi sono fatti, non promesse, e questi interventi ci stanno aiutando ad arginare il problema sicurezza che, lo sappiamo anche noi, non si risolverà in pochi mesi.
Non so cosa intenda Corvatta quando dice che non basta la repressione. Certo è che i suoi rimedi non sono i miei, e che i nostri modi di fare sono molto lontani. Lui è stato quello che ha organizzato convegni sull'integrazione dei rom nella sala del consiglio comunale (ci sono delibere con i contributi che ha elargito per questa causa); sempre Corvatta si è spinto a promettere lavoro e casa, ospitando gente con foglio di via per reati contro il patrimonio.
Preciso quindi che questi modi di fare non sono certamente i miei. Non prendo consigli sulla sicurezza, non favorirò mai chi non rispetta le regole, non darò mai niente a chi viene a delinquere a Civitanova: questi soggetti saranno allontanati con gli strumenti che avrò a disposizione. Questa è la diversità tra me e Corvatta, il quale vorrebbe nascondere la sua vera storia attribuendo al sottoscritto la sua incapacità."
Con l’avvicinarsi dell’avvio dell’anno scolastico cresce il dibattito circa l’applicazione ed il rispetto della legge 119/2017, conversione del Decreto Lorenzin, che prevede la vaccinazione obbligatoria degli studenti. Non vaccinare il proprio figlio significa rischiare che questi venga escluso dal ciclo scolastico.
“Numerosi colleghi si sono rivolti all’Anci Marche ed al presidente perché i cittadini, riconoscendo nei sindaci il ruolo di referente diretto per ogni tipo di problematica, hanno investito anche noi della questione. Ci tengo a precisare – ha detto Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche – che i sindaci delle Marche si atterranno agli obblighi di legge pur aiutando il sistema”.
“Detto questo – ha aggiunto – siamo pronti a collaborare al fianco di tutte le istituzioni per far sì che tutto si svolga con la massima serenità nel rispetto delle normative vigenti pur riconoscendo. Martedì 29 agosto è prevista una riunione presso la Regione Marche con Asur e Provveditorato agli Studi, che ha all’ordine del giorno sia il tema della regolare partenza dell’anno scolastico negli 87 comuni del cratere, altra questione di primaria importanza per la quale Anci Marche si è adoperata con grande impegno, che l’applicazione della legge 119”.
Da Irene Manzi, deputato maceratese del Partito Democratico, e Angelo Sciapichetti, assessore maceratese alla Regione Marche, riceviamo
Nel prossimo mese di ottobre il Partito Democratico sarà chiamato su tutto il territorio nazionale a rinnovare gli organi direttivi dei propri circoli, comunali e provinciali. Un momento importante di confronto che arriva a pochi mesi dalle primarie che hanno portato alla riconferma di Matteo Renzi a segretario del Pd e che, per il Maceratese, duramente colpito dai terremoti del 2016, arriva nel pieno della complessa fase di passaggio dall'emergenza alla piena ricostruzione. Una fase delicata che richiede l'impegno di tutti, ad ogni livello istituzionale, e che esige un partito forte ed unito, impegnato a lavorare a tempo pieno nel processo di ricostruzione di questi territori a fianco degli amministratori locali e dei propri rappresentanti nelle istituzioni, in raccordo con le forze economiche e sociali. Un processo di ricostruzione non solo materiale ma capace di offrire prospettive concrete di futuro per chi vive in questa provincia.
Un impegno importante ed ambizioso che richiede un Partito Democratico forte e coeso al proprio interno. Non è questo il momento della divisione e della contrapposizione al nostro interno. Pensiamo, invece, che questo sia il momento della costruzione di un percorso unitario e trasparente che coinvolga, il prima possibile, i coordinatori di circolo, i rappresentanti istituzionali del Partito Democratico del nostro territorio, nella individuazione di una segreteria unitaria capace di riunire le energie migliori presenti al nostro interno, motivate ad impegnarsi nella costruzione di una fase nuova e importante per questa provincia. E' il percorso che anche nelle altre province della nostra regione il Partito Democratico sta attuando intorno a candidature unitarie. E' lo stesso percorso che, auspichiamo, possa attuarsi anche qui a Macerata, senza sottrarsi al dibattito e al confronto interno, ma provando ad individuare insieme una figura non divisiva che, a tempo pieno, possa lavorare, insieme a tutti coloro che vorranno essere coinvolti, per la crescita della comunità politica di cui facciamo parte.
Botta e risposta sulle nomine al CdA dell’ ATAC tra il gruppo consiliare PD e il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica. Queste le parole del gruppo PD: “Un Cda dell’Atac allargato da tre a cinque membri per piazzare tutti i sostenitori di Vince Civitanova. E’ il caso di Daniele Rossi, di Vince Civitanova, fratello del consigliere comunale Monia Rossi, sempre di Vince Civitanova, nominato nel Consiglio di Amministrazione dell’ATAC.
E’ stata presentata una diffida per falso ideologico, che riguarda la delibera relativa ai ‘Provvedimenti per le nomine dei rappresentanti comunali in enti e istituzioni’. Quel documento si rifaceva ad un atto precedente, votato nel 2012, ma ne ometteva una parte sostanziale, e cioè quella che allargava anche agli assessori, oltreché al sindaco, i fattori di incompatibilità. La diffida è stata inoltrata al Presidente del Consiglio Comunale, al segretario generale del Comune, al dirigente responsabile del settore e, per conoscenza, alla Prefettura di Macerata, con la richiesta che la delibera venga annullata per il principio di autotutela della p.a.”
La risposta di Ciarapica non si è fatta attendere. Il sindaco ha infatti precisato:
“Non si possono fare polemiche senza conoscere le norme, questo significa offendere la dignità delle persone e denigrarle pubblicamente con accuse prive di fondamento. La sinistra non fa che alzare polveroni attaccandosi ad appigli inesistenti.
Nello specifico, mi chiedo se i consiglieri del Pd conoscano davvero il significato della parola incompatibilità o conflitto d'interessi, attribuita a Daniele Rossi, il quale non risulta avere quote né essere dipendente dell'azienda di famiglia. L'incompatibilità nelle partecipate, per legge, appartiene solo al Sindaco e non ha niente a vedere con i consiglieri comunali i quali non partecipano a votazioni di punti specifici nel caso si ravvisi un evidente conflitto di interesse. Questa è una regola generale che gli smemorati della sinistra fanno finta di dimenticare.”
Il consigliere Sauro Pigini, capogruppo del Gruppo Consiliare del Movimento 5Stelle, chiede al sindaco di Porto Recanati che sulla vicenda dell’Hotel House si colmino importanti lacune informative. L’edificio, composto da circa 480 abitazioni, oltre che da garage e negozi, secondo il consigliere Pigini "vista anche la non cura degli iniziali proprietari, è divenuto negli anni un simbolo di degrado urbano, attirando l’attenzione del ministro Cécile Kyenge che, in visita, ha dichiarato di voler approfondire la questione fondi a disposizione di tutta l’area esterna, per valutare se ci sia modo di intervenire all’interno, stante l’elevato degrado sociale in cui la comunità vive.”
Pigini chiede una chiarezza che sarebbe fondamentale, oltre che per la gestione del complesso, per orientare l’opinione pubblica, come sempre divisa ed infiammata. Nel dettaglio, il capogruppo M5S chiede al sindaco in una interrogazione numeri precisi che riguardino: i locali accatastati come abitazioni, garage o locali commerciali; le persone risultanti dimoranti nel complesso, con ospiti e/o conviventi; la media mensile delle richieste di domicilio temporaneo; le unità abitative accatastate come prima o seconda abitazione; i contribuenti effettivi di TASI, IMU e TARI.
Trasparenza e dati certi sarebbero fondamentali per porre un freno alle lingue di chi continua a parlare di abusività, spaccio e delinquenza incontrollata da un lato e, dall’altro, di chi continua a procrastinare interventi.
Da Fausto Troiani, vicesindaco di Civitanova, riceviamo
Ritorna l’ accusa di Parentopoli e il PD tappezza di manifesti la città nella speranza si ignori che è capace di far di molto peggio, salvo poi l’abilità di nascondere magistralmente le scelte compromettenti.
Allargando la lettura quotidiana dei giornali, dalle testate locali a quelle nazionali, si possono apprendere interessanti notizie che riguardano la nostra Regione, con particolare riferimento agli incarichi per la ricostruzione post terremoto. Sul Fatto Quotidiano di venerdì 11 agosto, si riporta uno spiacevole episodio della vicepresidente della Regione con deleghe ai lavori pubblici, Anna Casini, che avrebbe insultato due donne sfollate, sentendosi minacciata perché avevano espresso un disagio per i ritardi e inefficienze istituzionali legati al sisma. Ma la notizia più curiosa arriva alla fine dell'articolo, quando la giornalista Sandra Amurri cita la delibera con la quale il fratello di Anna, Carlo Casini è stato assunto nell'ufficio speciale per la ricostruzione guidato da Cesare Spuri alle dipendenze del commissario straordinario Vasco Errani e del vicecommissario Luca Ceriscioli, presidente Pd della Regione Marche, percependo una indennità aggiuntiva al suo stipendio di circa due mila euro al mese.
Trovo strano che una notizia di tale portata sia sfuggita ai dirigenti della sinistra civitanovese, che della 'Parentopoli' hanno fatto il loro cavallo di battaglia sin dal 2012 e che di recente hanno tappezzato di manifesti Civitanova per denigrare le scelte dell'attuale Amministrazione relative all'Atac. Dopo aver incassato una sonora batosta alle ultime elezioni, gli esponenti della sinistra locale stanno riempendo di post ironici i social, dopo aver spulciato l'albero genealogico degli assessori e consiglieri di destra, ma non dicono una parola di chi, a poca distanza, occupa posti di gran lunga più prestigiosi vantando strette parentele. Peccato che i Dem cittadini piombino in un silenzio assordante quando gli incarichi vengono conferiti dai loro compagni.
Nel caso specifico di Carlo Casini, selezionato con avviso lampo e decisamente ben remunerato, non è dato conoscere la giustificazione del Governatore, ma l'intellighenzia PD riterrà l'assunzione più che legittima, poiché il professionista è di tale levatura che non nominarlo significherebbe discriminarlo a causa di un cognome. Cosa che però non vale a Civitanova, e ci si chiede il perché. “Due pesi, due misure?” verrebbe da dire...
Da Maurizio Mangialardi, presidente Anci Marche, riceviamo
“Ad un anno dalla prima tragica scossa di terremoto di magnitudo 6.0 che il 24 agosto diede il triste via allo sciame sismico ancora attivo che ha colpito soprattutto la nostra regione, il pensiero di Anci Marche va ovviamente a tutti coloro che hanno perso la vita, 299 vittime e 388 feriti accertati in 4 regioni, ed ai loro familiari. Va alle comunità dei comuni collinari e montani delle Marche che hanno subito i danni maggiori in termini di patrimonio pubblico e privato, ma anche artistico e culturale oltre che a quello dei luoghi di culto. Il pensiero va poi ovviamente ai sindaci, 87 quelli del cratere nelle sole Marche oltre agli altri interessati, di quei comuni che con il massimo impegno, assistiti dai molti volontari giunti da tutta Italia, si sono adoperati nella prima emergenza ed oggi, a distanza di un anno, per rendere il più possibile operativa la fase di ricostruzione. Il loro infaticabile lavoro al fianco dei propri concittadini ha rimarcato l’imprescindibile ruolo che essi ricoprono con spirito di servizio nei confronti delle rispettive comunità di appartenenza. In questi mesi il Governo italiano ed il Parlamento, grazie anche all’insistente azione propositiva dell’Anci, hanno approvato con efficacia ed efficienza i provvedimenti normativi, contenenti coperture economiche garantite, necessari non solo a gestire l’emergenza ma a programmare il futuro nei comuni colpiti dall’evento distruttivo più grave del dopoguerra.
Ricordo le innumerevoli riunioni in particolare con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On. Maria Elena Boschi nelle quali siamo stati a fianco della Regione Marche per chiedere attenzione, rispetto degli impegni presi, velocizzazione dei processi. L’auspicio è che soluzioni abitative siano presto disponibili per tutti i cittadini che ne hanno fatto richiesta. Sia rispettato il cronoprogramma presentato che prevede il 90% della SAE assegnate entro la fine del 2017. Rimarco il lavoro sinergico e costante con il vice commissario Ceriscioli, intensificatosi e rafforzatosi nell’ultimo periodo, così come l’auspicio che si possa proseguire nell’attività di formazione del personale chiamato al disbrigo delle pratiche burocratiche richieste ai cittadini. Con il Commissario straordinario Vasco Errani e con il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, entrambi dimissionari per motivi diversi, il confronto ed il dialogo in questo anno è stato costante e molto franco, anche in una situazione straordinariamente tragica. La speranza nel futuro nasce dal sostegno al completo ripristino delle attività agricole, artigianali ed imprenditoriali in genere, che danno lavoro a chi vive nell’entroterra e ne assicurano la continuità. Molto è stato fatto per garantire l’avvio del prossimo anno scolastico nei vari comuni al quale manca meno di un mese, e per proseguire nel ripristino e nella ricostruzione delle opere pubbliche fondamentali. Accanto ad esse l’auspicio è che anche l’edilizia privata possa avere un’importante accelerazione. Molto si è irrimediabilmente perso in termini di patrimonio artistico e culturale ma tanto si è recuperato e si sta facendo per restaurarlo e restituirlo alle comunità grazie al sostegno generoso di tanti enti ed associazioni a partire dallo straordinario contributo offerto dal Pio Sodalizio dei Piceni. A distanza di un anno resta forte la responsabilità di proseguire in quest’opera incessante per completare il lavoro avviato.
C’è ancora tanto da fare ma, in presenza di un quadro normativo chiaro e di risorse certe, un asse forte costituito da tutte le componenti, cittadini, sindaci, governo regionale, ha la possibilità di concludere in tempi brevi il lavoro già iniziato diventando un esempio di efficacia ed efficienza italiana”.
Il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, commenta le polemiche sorte in merito ai compensi della Giunta e dei CdA delle partecipate:
"Per i compensi della Giunta comunale ci siamo attenuti alla legge, non spendiamo né un euro in più, né un euro in meno. Per quanto riguarda il sottoscritto, informo che è scattata la decurtazione del 50% dovuta al fatto di essere dipendente di un'azienda e che non ho certo la possibilità di avere un sostituto. Vorrei anche precisare che nella mia famiglia non si gode del privilegio di pensioni o di vitalizi da vent'anni a questa parte, come capita ad altri politici, e che le mie azioni di beneficenza le gestisco in maniera privata, senza farne oggetto di ripetuti annunci sulla stampa. La rinuncia alle due indennità della passata Amministrazione restano scelte personali e a quanto mi risulta non sono neanche sempre tracciabili i fondi risparmiati dall'Ente.
Altro discorso per l'Atac: la passata Amministrazione ha speso 41 mila euro all'anno fino al 2015 per due persone, a fronte dei nostri 40 mila attuali. Tutti sanno, inoltre, che è stato ritagliato un abito su misura per l'amministratore delegato, figura che prima non esisteva, per soddisfare gli appetiti politici del Pd. Il risparmio dovuto al pensionamento di Cognigni non acquista di certo valore di encomio perché anche in questo caso è stato imposto dalla legge e va da sé che anche noi ci adegueremo in caso di futuri pensionamenti nel Cda. Allargare il numero dei componenti è un criterio del tutto legittimo e arriva dopo la nuova normativa che ci impedisce di nominare dipendenti comunali; un consiglio più ampio a nostro parere garantisce maggiore rappresentatività nell'azienda e una migliore gestione delle problematiche. Un buon governo della città non scaturisce certo automaticamente dalla rinuncia a qualche indennità, soprattutto se coperta da altri vitalizi poiché anche i vitalizi sono frutto di soldi pubblici. Ma in merito alla passata gestione della 'cosa pubblica' i cittadini hanno avuto le idee chiare e non mi sembra ci sia da aggiungere molto".
Il comune di San Severino Marche, esprime la sua vicinanza al commissario per la ricostruzione Vasco Errani, in seguito alla notizia della conclusione del suo incarico.
Il Sindaco Rosa Piermattei ha voluto salutare il commissario con queste parole: "Ringrazio il commissario per il lavoro che è riuscito a svolgere sin qui, sicuramente attraversando non poche difficoltà. Grazie per il suo instancabile impegno quotidiano e per aver cercato di difendere gli interessi di tutti i cittadini che hanno subito e continuano a subire gravi danni a causa di questo terremoto del quale lei si è fatto portavoce. Ho conosciuto una persona straordinaria e di enorme spessore umano. Le auguro il meglio per il suo futuro".
Il sindaco Piermattei aggiunge: "Il premier Gentiloni ha dichiarato che ci sarà un nuovo commissario; non posso esimermi nell'esprimere la mia preoccupazione e spero che il dibattito riguardante la sua nomina non provochi ulteriori ritardi alle tante risposte che i cittadini stanno aspettando da tempo."
Sulla recente visita dell'eurodeputata Cecile Kyenge all'Hotel House di Porto Recanati interviene la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia, Elena Leonardi, la quale rimane a sua volta stupita dallo stupore dell'ex ministro sull'assenza di intervento delle istituzioni.
La Kyenge scarica barile sulle istituzioni locali – prosegue la Leonardi – eppure è stata Ministro per l'Integrazione, quando era seduta su quella poltrona avrà mai sentito parlare di problema dell'Hotel House? Possibile che nessun esponente marchigiano del PD abbia pensato di sottoporle la situazione chiedendo un intervento dello Stato?
Com'è che l'ex ministro si fa vedere solo ora che ci si avvicina alla scadenza del Governo sostenuto dal Pd e all'imminente voto sullo Ius Soli?
La capogruppo di Fratelli d'Italia ricorda ai rappresentanti del Pd che "vogliono approfondire" in merito al progetto inerente gli spazi pubblici e il risanamento dell'area esterna all'Hotel House, basta recarsi in Comune e visionare le carte depositate all'epoca del Commissario Prefettizio che ne ha la paternità.
Il vero problema – afferma Leonardi – è chi considera "zona franca" dove svolgere i propri traffici di droga e criminalità varia: basta ricordare l'accoltellamento ad un pachistano avvenuto poche ore dopo la partenza della visita lampo della Kyenge.
Chi afferma che la soluzione sta nell'approvazione della legge sullo Ius Soli fa finta di non vedere quanto accaduto in Europa e nei giorni scorsi in Spagna con i sanguinari attentati compiuti da chi proprio dello Ius Soli ha beneficiato. Dove sta l'integrazione in questa realtà multietnica dove i fatti di cronaca nera sono all'ordine del giorno? Bisogna investire in sicurezza – prosegue Leonardi – e contrastare efficacemente l'integralismo.
La rappresentante regionale del partito della Meloni invita la Kyenge a non fare solo passerelle ma a svolgere efficacemente il suo ruolo di europarlamentare lavorando affinché a Porto Recanati pervengano nuovi fondi europei per risolvere la questione "Hotel House" in maniera concreta e non solo con le parole.
“Nella settimana in cui si commemorano le vittime del terremoto del Centro Italia il governo non smette di gettare benzina sul fuoco. La descrizione della situazione nel cratere sismico fatta oggi da Gentiloni è quasi farsesca: sviando ogni autocritica dietro all’alibi della “sequenza di scosse senza precedenti”, il premier ha parlato di sforzo eccezionale profuso dal governo e ha definito “ottimo” il lavoro di Vasco Errani. Una presa in giro che fa provincia alla luce della lunga sequela di rinvii, ritardi, errori e inadempienze che gli abitanti delle aree interessate conoscono purtroppo bene. Promuovere a pieni voti l’operato di Errani, che è stato pressoché inesistente visto che non una sola pietra è stata rimessa dov’era prima degli eventi sismici, è delirio puro. Ora Palazzo Chigi vuol dare maggiori responsabilità agli enti locali, a partire dai quattro presidenti di regione che però sin qui si sono contraddistinti in una scriteriata gara a chi fa peggio per ciò che è stato di loro competenza. Per far questo però si dovrà rimettere mano alla legge che disciplina la governance del post-sisma, che in materia di ricostruzione prevede la figura del commissario, quindi ci vorrà tempo. Dunque dal 9 settembre nella stanza dei bottoni mal funzionanti di Errani arriverà un altro “capo” a gestire le operazioni, e in base alle prime indiscrezioni i due nomi in “pole” sarebbero quello di Claudio De Vincenti, attuale ministro per la coesione Territoriale, e quello di Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. In pratica due delle tante persone che negli ultimi 12 mesi dai comodi uffici governativi hanno fatto spallucce di fronte ad ogni disastro gestionale relativo al post-sisma. Gentiloni sa bene che gli sfollati dell’area montana hanno i nervi a fior di pelle: la maggior parte di essi è ancora costretta ad alloggiare nei residence della costa dopo un anno, la rimozione delle macerie procede a passo di lumaca, la consegna delle “casette” peggio ancora e tanti comuni come Castelsantangelo sul Nera o Ussita, giusto per citarne due, sono quasi off-limits per il dissesto delle strade. Pensare di rimpiazzare Errani con un esponente di questa sciagurata e tutt’altro che amata stagione di governo sarebbe visto da molti come un insulto. Sugli Appennini si spera in una governance pragmatica e competente dal punto di vista tecnico, non nell’ennesimo figuro “smorza-toni” di matrice governativa messo lì a fare il gioco delle tre carte di fronte all’insipienza della macchina. Il premier rinsavisca, e trovi figure più competenti e meno divisive: gli sfollati davvero non ne possono più”.
Così Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati.
"Per i 27 comuni che hanno richiesto le casette su 78 aree, ora tutti i cantieri sono attivi, per ora abbiamo consegnato solo 42 casette, entro il 24 agosto il numero raddoppierà, meno di quello che speravamo ma entro fine anno ci sarà il rientro del 90 per cento delle famiglie in 1800 casette in costruzione". Così il governatore delle Marche Luca Ceriscioli nella conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla ricostruzione post terremoto.
Sono 87 i Comuni delle Marche che hanno segnalato danni dopo il sisma dell'agosto 2016 e successivi, e ad oggi gli sfollati sono 32mila, ha detto Ceriscioli. Quanto alle macerie, "dei 52 comuni che hanno richiesto la rimozione, 44 non ne hanno più sulle strade. L'80% delle macerie è stato rimosso, 125mila tonnellate finora, con un ritmo di 2.000 tonnellate al giorno, e il ritmo a settembre crescerà. 125mila ton finora rimosse". Ceriscioli ha anche reso noto che "solo per gli investimenti sono state complessive messe a disposizione risorse per oltre 1 miliardo di euro". "Una cifra significativa" per la quale ha ringraziato il commissario Errani, e che ci permette di guardare con fiducia in avanti. "Poter contare su queste risorse significa dare un messaggio di fiducia per ripartire" ha concluso.
Ha preso servizio la settimana scorsa (il 16 agosto ndr), a Palazzo Sforza, il Segretario generale Sergio Morosi, che fu nominato in precedenza dal sindaco Massimo Mobili con decreto del 27 febbraio 2008 fino al maggio 2012. Morosi subentra alla dottoressa Gabriella Mariotti che fu nominata nell'ultimo periodo del mandato dell'ex sindaco Corvatta.
Il dottor Sergio Morosi è nato a Camerino il 26 marzo 1957, dove risiede. Ha ricoperto anche la carica di sindaco del Comune di Ussita (MC). Laureato in Giurisprudenza presso l’Ateneo di Camerino nel 1980, ha conseguito poi l’idoneità alle funzioni di segretario comunale nel 1982, presso la Luiss di Roma e l’abilitazione alle segreterie generali per tutti i comuni e capoluoghi, anche quelli superiori a 250 mila abitanti. Per ricoprire l’incarico a Civitanova, Morosi ha lasciato la segreteria generale del Comune di Tolentino.
Questa mattina, la foto ufficiale insieme al sindaco Fabrizio Ciarapica, che gli ha rinnovato il benvenuto da parte di tutta la Giunta, dopo diversi incontri intercorsi per l'organizzazione dei futuri progetti dell'Ente.
“Morosi è una persona competente e preparata – ha commentato Ciarapica – dalle indubbie capacità umane e professionali. Ho avuto modo di lavorare con lui quando ero assessore ed è un piacere ritrovarlo oggi che sono Sindaco. E' una scelta che va verso la continuità, visto che conosce bene le problematiche della città e questo rappresenta per noi un vantaggio. Insieme contiamo di dare risposte immediate e tempestive alle varie necessità dell'Ente”.
Manuela Berardinelli, Presidente Alzheimer Uniti Italia Onlus, lancia un appello e scrive ai rettori delle università, ai sindacati, alle associazioni di categoria per prendere una posizione unitaria "chiara e netta nei confronti della Regione".
"Ritengo sia arrivato il momento (prima che sia troppo tardi) di prendere in mano quanto è rimasto del nostro territorio" scrive Berardinelli "ed indirizzare la politica regionale affinché ci siano subito risposte all’interno di una progettualità seria che tenga conto delle esigenze della persona.
La nota di Palazzo Chigi sulla vicenda Errani «non si tratterebbe di dimissioni ma di una uscita legata alla scadenza dell'incarico prevista per il prossimo 9 settembre», perché si sarebbe entrati in una fase di «normalità» che possono gestire le Regioni senza la figura di un commissario straordinario”, è vergogna su vergogna, fosse anche per ragioni di protocollo, addurre la motivazione che quello che doveva fare è stato fatto ed ora si è ristabilita la normalità, è offensivo, imbarazzante.Ricostruzione è una parola quasi cancellata dal vocabolario di chi ha subito danni.
Senza parlare poi delle persone sfollate, le casette che secondo le promesse della prima ora avrebbero dovuto ripopolare gli Appennini intorno ad aprile 2017 sono un vero miraggio.Nel frattempo il numero delle persone da assistere è aumentato di almeno dieci volte e questo tratto di Appennini è ancora un cumulo di macerie contese su chi deve occuparsene.Chiedo a tutti voi di incontrarci per procedere formalmente nel prendere una posizione chiara e netta nei confronti della Regione.Una soluzione possibile potrebbe essere affidare, da subito, tutto ai sindaci senza intermediari, con la collaborazione delle Associazioni ed Enti/Società locali di varia pertinenza.Penso sia nostro dovere sia a livello morale che sociale nell’ambito del ruolo e della rappresentanza che abbiamo accettato di adempiere".
"Oggi Errani e la Presidenza consegneranno i risultati del lavoro. Posso dire che il governo ogni giorno è stato vicino alle popolazioni terremotate con l'impegno a ricostruire e a essere presenti". Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio al Meeting di Rimini.
"Questi episodi - spiega - sono stati di una gravità senza precedenti. Il terremoto di ottobre, il più forte mai registrato, preceduto da uno in agosto molto grave. L'impegno è stato grandissimo su un cratere molto esteso. Ma credo che i primi segni di una buona ricostruzione partita ci siano. Oggi verranno indicati. Lavoreremo e lo faremo ogni giorno con impegno sempre maggiore", conclude. (Ansa)