Mercoledì 29 giugno, la città di Civitanova Marche ricorda la ricorrenza del 78esimo anniversario della Liberazione. Il 29 giugno del 1944, la città veniva liberata dal nazifascismo grazie al valore dei soldati polacchi del Reggimento "Lancieri dei Carpazi" che attraversarono il fiume Chienti, ma quel giorno, un giovane militare polacco mise il piede su una mina tedesca e perse la vita.
Il programma delle celebrazioni è organizzato dal Comune con il patrocinio della Provincia di Macerata, d’intesa con l’Anpi. La cerimonia si apre a Santa Maria Apparente, sulla riva del fiume Chienti alle 10:30, dove le autorità comunali e provinciali deporranno una corona di alloro presso la targa in ricordo del soldato polacco ucciso.
Il corteo si sposterà a Civitanova Alta, presso il ponte di Madonna degli Angeli, alle 11, con la deposizione della corona di alloro sulla targa che ricorda il passaggio dei mezzi corazzati delle truppe alleate che poi proseguirono lungo la strada Provinciale per la liberazione degli altri Comuni. Alle 11:30, la giornata commemorativa terminerà con la deposizione di un’altra corona di alloro presso la lapide della ricorrenza della Liberazione di Civitanova Marche in piazza Gramsci.
È Mauro Sclavi il nuovo sindaco di Tolentino. L'affermazione del candidato del terzo polo civico è stata netta, arrivando a sfiorare il 60% (58,36%) delle preferenze al ballottaggio. Sono oltre mille i voti di vantaggio con cui ha distanziato la candidata della coalizione di centrodestra Silvia Luconi: 5201 voti contro 3.711 voti.
Sclavi ha atteso il risultato nella sede elettorale di piazza Peramezza, sfoggiando la stessa camicia blu indossata in occasione dell'esito elettorale del primo turno. Forse la scaramanzia ha giocato il suo ruolo. "Domani mattina cominciamo subito a metterci al lavoro, dimostreremo che si potrà avere un dialogo diverso con i cittadini e con le persone - le prime parole di Sclavi da sindaco -. Questo è un voto che la piazza ha espresso dimostrando che l'arroganza non paga e non vince. Si è trattato di un voto di opinione e non di partito. Nei seggi c'è stata una netta differenza e questo implica che i partiti stanno perdendo l'appeal".
"Noi abbiamo avuto garbo, dedico questa gioia e questo giubilo ai cittadini che abbiamo avvicinato in campagna elettorale - aggiunge Sclavi, attorniato dai sostenitori in festa -. Siamo onorati per il consenso ricevuto. I primi 100 giorni non dobbiamo fermare ciò che è stato iniziato. Andremo a costruire una squadra competente con delle capacità amministrative e tecniche. Non ci saranno scambi tra partiti o logiche di voti ricevuti, si ragionerà soltanto in base alla competenza. I nomi? Ancora nessuno, l'unico nome che attualmente conoscete è il mio. I voti sono un conto, il merito un altro".
"L'appoggio di D'Este? Probabilmente ha dato la spinta finale verso la vittoria, ma prima di tutto c'è stata una spinta morale. Lui ha già detto che non vorrà nessuna delega, ma io lo pregherò di fare ciò che sa far meglio, cioè occuparsi del sociale. Spero che in qualche maniera riusciremo a collaborare sotto questo punto di vista. Farebbe del bene alla città" conclude Sclavi.
In sede accorrono anche i due candidati consiglierei Alessandro Massi, entusiasta per la vittoria, ed Alessia Pupo, che subito dopo aver conosciuto l'esito del ballottaggio si è lasciata andare alla commozione. Cartolina finale è lo spumante stappato al fianco di moglie e figli.
Corridonia ha scelto. La nuova prima cittadina è Giuliana Giampaoli che ha battuto lo sfidante Manuele Pierantoni, vicesindaco uscente ed espressione della coalizione di centrosinistra. La candidata del centrodestra si è affermata in maniera netta nel ballottaggio di questa sera con il 55,62% dei voti e prenderà il posto dell'ex sindaco Paolo Cartechini.
Entrambi i candidati hanno atteso l'esito degli scrutini, iniziati alle 23:00 dopo la chiusura dei seggi, nelle loro sedi elettorali, per poi incontrarsi nella piazza centrale.
“Il risultato mi fa onore – interviene la neo eletta sindaca Giampaoli. Io e tutta la squadra ci credevamo molto, ma è andata ben oltre le nostre aspettative. Ringraziamo uno a uno i cittadini che ci hanno votato per la loro fiducia. Dopo aver quasi centrato l’obiettivo al primo turno, questa conferma è ancora più importante.
Per il futuro cercheremo di fare di tutto per riavvicinare le persone all’amministrazione e farle riappassionare alla politica. Il nostro primo passo sarà entrare nella casa comunale, essere un gruppo unito che sappia aprire le porte alla cittadinanza". Ecco alcune foto dei festeggiamenti della nuova sindaca Giuliana Giampaoli:
Giuliana Giampaoli è la nuova prima cittadina di Corridonia con una percentuale totale del 55,62% (3090 voti). Manuele Pierantoni totalizza il 44,38% (2466 voti). Il ballottaggio, dunque, conferma l'esito del primo turno, nel quale Giampaoli aveva già sfiorato la vittoria. Si tratta di un segnale di discontinuità rispetto al passato, visto che Pierantoni era il vicesindaco in carica nell'amministrazione uscente, quella capitanata da Paolo Cartechini.
Tolentino sceglie il cambiamento. Dopo dieci anni di amministrazione Pezzanesi, il ballottaggio premia Mauro Sclavi, candidato sindaco del polo civico. Sclavi, già presidente del consiglio comunale, ha avuto la meglio della vicesindaco uscente Silvia Luconi, espressione della coalizione di centrodestra in maniera netta raccogliendo il 58,36% delle preferenze. Luconi si è fermata al 41,6%, con 3.711 voti.
Il Consiglio comunale in base alle preferenze riportate dai candidati sarà composto, oltre che da Mauro Sclavi quale nuovo sindaco, da Flavia Giombetti, Stefano Servili per Tolentino Civica e Solidale, Alessando Massi, Alessia Pupo, Benedetta Lancioni, Fabiano Gobbi, Samanta Casali, Fabio Borgiani, Antonio Trombetta per Tolentino Popolare, Diego Aloisi per Riformisti Tolentino, Silvia Luconi (candidato sindaco) Francesco Pio Colosi per Fratelli d’Italia, Monia Prioretti, Silvia Tatò per Tolentino nel Cuore, Massimo D’Este (candidato sindaco) e Luca Cesini per il Partito Democratico.
Mauro Sclavi ha primeggiato in tutte le sezioni ad eccezione della 18. Ecco nel dettaglio i risultati sezione per sezione:
LE PRIME PAROLE DI SCLAVI DA SINDACO: LEGGI QUI
Grande festa per il ballottaggio di Civitanova. I cittadini hanno scelto la continuità: Fabrizio Ciarapica, candidato della coalizione di centrodestra, si riconferma sindaco con il 53,99% delle preferenze rispetto a circa il 46,01% della diretta avversaria di centrosinistra Mirella Paglialunga.
Per la città rivierasca si apre dunque la stagione del secondo mandato. Non ha, infatti, convinto la maggioranza degli elettori la proposta alternativa del centrosinistra che aveva in Paglialunga la sua candidata.
Entrambi i contendenti hanno atteso l'esito degli scrutini, iniziati alle 23:00 dopo la chiusura dei seggi, nelle loro sedi elettorali. Già poco prima della mezzanotte, il risultato finale è stato confermato dagli stessi sostenitori del candidato di Forza Italia, dando il via ai festeggiamenti.
Di seguito, il video con le prime dichiarazioni:
Fabrizio Ciarapica si conferma sindaco di Civitanova Marche. È quanto si evince dallo scrutinio delle 40 sezioni totali, in base al quale il sindaco uscente, candidato della coalizione di centrodestra ottiene il 53,93% delle preferenze (7360 voti). Mirella Paglialunga, candidata della coalizione di centrosinistra, insegue con il 46,01% delle preferenze (6272 voti).
Lo spoglio delle schede è iniziato alle ore 23:00, subito dopo la chiusura dei seggi. L'affluenza è del 38,52%, in calo rispetto al primo turno quando votarono il 51,69% degli aventi diritto.
Crolla l'affluenza: nelle Marche si è recato alle urne meno del 20,72 % degli aventi diritto. I seggi sono rimasti aperti dalle 7 di questa mattina sino alle 23, per scegliere il nuovo sindaco nei tre comuni andati al ballottaggio in provincia di Macerata: Civitanova Marche, Tolentino e Corridonia. Nel Maceratese l'affluenza complessiva è stata del 26,66% dei potenziali votanti.
Questa, nel dettaglio, l'affluenza in ciascuno dei tre comuni chiamati al voto: Civitanova Marche (38,52%, contro il 51,71% del primo turno), Tolentino (51,05% contro il 55,68% della prima tornata), Corridonia (42,31%, 10 punti % in meno rispetto al primo turno). Lo spoglio è in corso in questi minuti, ha preso avvio subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti.
Affluenza alle urne che si conferma in calo rispetto al primo turno, anche a Tolentino dove alle 12 era stato registrato un dato opposto (leggi qui). I seggi sono aperti dalle 7 di questa mattina, e resteranno a disposizione degli elettori sino alle 23, per scegliere il nuovo sindaco nei tre comuni andati al ballottaggio in provincia di Macerata: Civitanova Marche,Tolentino e Corridonia.
Nel Maceratese alle ore 19 l'affluenza è del 28,40% degli aventi diritto (36,83% al primo turno), in linea col dato regionale che si ferma al 28,82%.
Questa, nel dettaglio, l'affluenza in ciascuno dei tre comuni chiamati al voto: Civitanova Marche (25,53%, contro il 35,91% del primo turno), Tolentino (35,42% contro il 39,50% della prima tornata), Corridonia (26,85%, contro il 35,80% primo turno). Lo spoglio inizierà a partire dalle ore 23.00, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti.
Arrivano i primi dati sull'affluenza alle urne. Seggi aperti dalle 7 di questa mattina fino alle 23 per eleggere il nuovo sindaco nei tre comuni andati al ballottaggio in provincia di Macerata: Civitanova Marche,Tolentino e Corridonia.
Nel Maceratese alle ore 12 l'affluenza è del 14,38% degli aventi diritto (15,19% al primo turno), in linea col dato regionale che si ferma al 14,75%.
Questa, nel dettaglio, l'affluenza in ciascuno dei tre comuni chiamati al voto: Civitanova Marche (12,85%, contro il 15,30% del primo turno),Tolentino (19,10% contro il 17,02% della prima tornata),Corridonia (12,6%, contro il 12,51% primo turno). Lo spoglio inizierà a partire dalle ore 23.00, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti.
“In considerazione delle tante e importanti questioni che necessitano di essere affrontate con estrema urgenza, invitiamo il sindaco e la giunta a procedere con speditezza all’approvazione dei piani attuativi redatti e consegnati dallo studio Karrer. L’adozione dei piani consentirà ai tanti cittadini proprietari di abitazioni ubicate nelle aree perimetrate di poter finalmente avviare le attività necessarie alla ricostruzione delle loro abitazioni e al Comune di affidare la progettazione dei lavori necessari a mettere definitivamente in sicurezza il centro storico della città”. Il gruppo consiliare di minoranza – guidato da Sandro Sborgia – si rivolge così alla nuova Giunta Lucarelli appena insediata.
“Auspichiamo che la nuova amministrazione – prosegue in una nota la minoranza - in considerazione dei tempi ristrettissimi per la presentazione dei progetti volti all’acquisizione dei fondi del Pnrr, faccia proprie le proposte avanzate dall’amministrazione uscente con particolare riguardo ai progetti relativi alla misura B2.2 dei fondi integrativi sisma per la sistemazione e la riqualificazione degli impianti sportivi e per la creazione di spazi e strutture per il Coworking”.
“Con l’occasione desideriamo esprimere un sincero ringraziamento al commissario prefettizio Paolo De Biagi per il lavoro svolto e per la considerazione rivolta ai progetti di rigenerazione urbana relativi all’interramento degli elettrodotti di “Vallicelle”, alla ristrutturazione delle mura storiche con relativa messa in opera di un sistema per la loro illuminazione artistica, alla realizzazione di un impianto di risalita meccanizzato al parcheggio “Malatesta”; progetti avviati dalla passata amministrazione e di recente presentati per essere ammessi a finanziamento”.
Il gruppo Ripartiamo, forte del consenso ricevuto, “continuerà a profondere il massimo impegno perché il lavoro fatto in questi anni non vada perduto. Consapevoli delle difficoltà legate alla rigenerazione del nostro territorio, ci dichiariamo fin da subito disponibili a collaborare nella direzione di una velocizzazione del processo di ricostruzione secondo gli obiettivi fissati e nel solco del lavoro fatto”.
“Allo stesso modo contrasteremo con forza ogni tentativo di cancellare o modificare sostanzialmente il Programma Straordinario di Ricostruzione, la revisione dei Piani Attuativi o altre iniziative che dovessero portare ad ulteriori quanto inutili e dannose perdite di tempo”. “Il Gruppo Ripartiamo continuerà a profondere tutto il suo impegno per il bene della città e nell’interesse dei cittadini a garanzia dell’esercizio corretto dell’azione amministrativa esercitando il controllo politico-amministrativo che le compete. Buon lavoro alla nuova giunta e viva la città di Camerino”.
Tutto pronto – o quasi – per il rush finale di queste elezioni Comunali 2022 nella Provincia di Macerata. Appurato il calo di affluenza alle urne rispetto alla tornata del 2017, il caos nei seggi imputato alla concomitanza con il voto per il Referendum Giustizia e la conclamata sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni e figure politiche, l’attenzione ora è tutta riversata sul ballottaggio dei Comuni di Corridonia, Civitanova Marche e Tolentino.
Un’altra domenica di votazioni quella del 26 giugno, divisa fra dovere civico e voglia di svago estivo: visti i precedenti, tutto lascia presupporre un’ulteriore incremento degli astenuti, a fronte dei pochi ma decisi simpatizzanti di una certa fazione politica o di quell’altra. Perché, alla fine, la competizione – seppur sul piano locale – sarà ancora una volta fra Centrodestra e Centrosinistra.
Il primo, forte sul piano nazionale della cavalcata estremista di Giorgia Meloni (leader FdI), abbastanza da deviare l’attenzione rispetto la caduta libera di Matteo Salvini (Lega) e le timide incursioni di Silvio Berlusconi (FI). Il secondo, fermo sulle posizione moderate di Enrico Letta – che con il suo PD ha registrato un consolidamento generale dei consensi grazie anche ai risultati finora ottenuti con le Comunali -, ma ancora più indeciso sulle alleanze da stringere in vista delle Politiche 2023. Soprattutto, dopo l’addio ai 5 stelle da parte di Luigi di Maio.
Un’analisi questa che, indubbiamente, avrà il suo peso a Civitanova nel confronto finale tra Fabrizio Ciarapica (FI) e Mirella Paglialunga (PD). Il sindaco uscente ha sicuramente convinto di più il proprio elettorato rispetto a 5 anni fa, ma non abbastanza da evitare un altro ballottaggio (leggi qui). Fatto interessante, se si considera una candidata Paglialunga che molti hanno definito “a digiuno di politica”: ma, a quanto pare, persuasiva nei suoi argomenti quel tanto che basta per provare a rovinare la festa a Ciarapica e soci (leggi qui). Va da sé che a giocare un ruolo decisivo saranno anche le possibili alleanze processate in queste ultime due settimane (da una parte piuttosto che dall’altra) con i candidati flop della prima tornata (leggi qui).
Fari puntati anche su Tolentino, dove i cittadini sono chiamati a scegliere fra Silvia Luconi (“Tolentino nel Cuore”, coalizione centrodestra) e Mauro Sclavi (Polo Civico). La favorita ed ex braccio destro di Giuseppe Pezzanesi (sindaco uscente) ha puntato per tutto il corso della propria campagna elettorale su argomenti come “ricostruzione e rilancio” della città. Di fatto, raccoglie un’eredità che – a detta di molti – rischia di far passare in secondo piano le urgenze del centro storico rispetto a quelle della periferia più industriale, sulla quale convergeranno buonissima parte dei fondi Sisma e del Pnrr. Dall’altro lato, ci sarà uno Sclavi che con ogni probabilità potrà godere dell’appoggio di Massimo D’Este e soci (oltre che dei suoi, già sbilanciati a destra), e per il quale il futuro di Tolentino dipende in primis dalla partecipazione attiva dei suoi abitanti (leggi qui).
In ultimo, saranno le coalizioni di Centrodestra e Centrosinistra – guidate rispettivamente da Giuliana Giampaoli e Manuele Pierantoni – a contendersi la prima poltrona di Corridonia. Sicuramente, la leader di “Cambiamo Corridonia” potrà contare sul pacchetto di voti che il cognato-deluso Sandro Scipioni vorrà cedergli, qualora fosse scemato nel frattempo il potere persuasivo degli argomenti elettorali (concentrati su comunicazione, marketing e brandizzazione della città). Sull’altro fronte, non sarà semplice per Pierantoni farsi carico ulteriormente delle aspettative dei gruppi consiliari di maggioranza che nei mesi passati ne avevano promosso la canidatura (leggi qui). Sicuramente, i voti di questo ballottaggio restituiranno una volta per tutte anche il 'feedback' popolare nei confronti dell’ultima amministrazione Cartechini: e quindi, anche la sincera volontà di dare o meno continuità a tutta una serie di progetti e investimenti messi (per il momento) sotto naftalina.
Il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli ha nominato la Giunta che lo affiancherà nell’azione amministrativa. Le deleghe degli assessorati sono stati assegnate a tre donne e un uomo. In particolare: la vicesindaca sarà Antonella Nalli (409 preferenze), già assessora dal 2014 al 2019 a cui sono state affidate le deleghe alla Cultura, i Servizi Sociali, Rapporti con le frazioni e la Protezione civile.
A Silvia Piscini (che ha ottenuto 395 preferenze) vanno le deleghe all’Istruzione, il Turismo, lo Sport, le Politiche giovanili e i Rapporti con la popolazione studentesca; Erika Cervelli (274 preferenze) già assessora dal 2014 al 2019 avrà le deleghe al Bilancio, la Programmazione economica e finanziaria, i Tributi, l’Ambiente, l’Agricoltura e le Attività produttive; a Stefano Falcioni ( 248 preferenze) sono state affidate le deleghe all’Urbanistica, i Lavori pubblici e la Manutenzione. Il sindaco Roberto Lucarelli ha tenuto per sé le deleghe alla Ricostruzione, alla Sanità, alla Polizia Locale e al personale.
“Il criterio utilizzato nella scelta nella Giunta, come preannunciato – ha spiegato il sindaco Roberto Lucarelli - è stato in base alle preferenze, posto che da sempre ho sostenuto di poter contare su una squadra formata da persone qualificate. Ne abbiamo quindi discusso insieme, prendendo le decisioni di comune accordo”. Il gruppo consiliare di Maggioranza sarà composto da: Gianluca Pasqui, Alessandro Salvetti, Giovanni Fedeli e Cesare Pierdominici. Nei prossimi giorni saranno individuati tra i consiglieri di Maggioranza anche i referenti del Sindaco. Il primo Consiglio comunale è stato fissato per mercoledì 29 giugno alle ore 21.15 e sarà trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube del Comune di Camerino.
"Sono stati giorni difficili. Per chi è rimasto nel Movimento 5 Stelle, come me, e per chi è uscito come Luigi Di Maio. Voglio esprimere tutta la mia amarezza per quello che è successo. Sessanta persone, sessanta parlamentari che escono dalla loro storia, dal movimento che hanno creato, sono un fatto umano e politico gigantesco". Ad affermarlo, in una nota, è Mirella Emiliozzi, unica parlamentare maceratese dei 5 Stelle.
"Io ho fatto la mia scelta. Rimango all'interno del Movimento, ma questo non mi impedisce di dire che ciò che è successo ci impone la responsabilità di un’analisi profonda e sincera degli errori che evidentemente sono stati fatti anche nella gestione del movimento stesso", aggiunge la deputata.
"Rimanere per correggere gli errori, è questo lo scopo che mi sono data, rendere più precise, più incisive, più chiare le nostre battaglie, comunicarle alla popolazione - spiega Emiliozzi -. Se solo si pensa all’enorme stimolo economico che abbiamo impresso all’economia nazionale con il Superbonus, all'opportunità di risparmio nelle bollette offerta a tutti con la possibilità di fare le comunità energetiche, a quanto poco si sappia in realtà sul reddito di cittadinanza".
"E come dimenticare il baluardo alzato in difesa delle donne col Codice Rosso o all’argine imposto alla corruzione con lo Spazzacorrotti. Io voglio continuare a fare questo. Voglio mantenere il mio impegno per il bene dei cittadini e per farlo dobbiamo cambiare marcia. Io continuo a credere che lo si possa fare dentro al Movimento 5 Stelle" conclude Emiliozzi.
"Mai parole come quelle scritte da Zeno Meriggi calano come una pietra tombale sulla dignità umana e civile dei dem maceratesi. Impossibile sottrarsi a conseguenze legali di pari impatto". A denunciarlo, citando Carlo Levi, sono il commissario della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti e il referente provinciale della Lega Macerata, Luca Buldorini.
Nel mirino degli esponenti del ‘Carroccio’ è finito un post sui social di Zeno Meriggi, componente del direttivo del circolo del Partito democratico, ex presidente dell’associazione Anteas e componente del collegio dei probiviri dell’Anffas.
Meriggi, infatti, ha titolato "Rievocazione della marcia su Roma" la foto che ritrae il corteo istituzionale con il nuovo gonfalone cittadino seguito da sindaco, vescovo, autorità politiche, militari e civili.
“È ignobile e civilmente irricevibile il richiamo alla marcia su Roma per un corteo rappresentativo di un evento pensato e realizzato per unire gioiosamente tutte le anime della città - dichiarano Marchetti e Buldorini - Ancora una volta il PD si mostra vittima della superbia intellettual-ideologica che gli ottunde ogni capacità di equilibrato giudizio”.
"Prova ne è che l’autore del post, proteso a denigrare l’indenigrabile, finisce per dare del ‘marciatore su Roma’ al proprio capogruppo (Narciso Ricotta, ndr) dando luogo ad un doppio, clamoroso autogoal - aggiungono i due esponenti della Lega -. La proposta del presidente del Consiglio maceratese, il leghista Francesco Luciani, di avviare l’iter che ha portato al titolo di Città è stata condivisa all’unanimità, quindi anche dal gruppo consiliare Pd, nonostante nei vent’anni in cui ha amministrato abbia lasciato la pratica languire in un cassetto".
"Quella di Meriggi, e di coloro che hanno entusiasticamente condiviso il suo post, è un’esternazione grave e da condannare: per la circostanza, il periodo storico in cui è maturata, con una guerra alle porte, e per aver colpito non solo gli uomini, ma il patto stesso tra i cittadini, Macerata e l’Italia intera" concludono Marchetti e Buldorini
"Trascorso poco più di un mese dal concretizzarsi dell’ottenimento del contributo pubblico di circa 2,5 milioni di euro per la ricostruzione degli edifici pubblici adibiti a residenza economica popolare, l'amministrazione comunale di Sefro comunica la consegna dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per le Aree Sisma 2009 e 2016, per un ammontare complessivo che supera il milione di euro". A comunicarlo è il consigliere con delega ai lavori pubblici Corrado Carminelli.
"Si tratta del finanziamento, destinato ad opere per la collettività, più importante e mai intercettato nel comune capoluogo della trota e dell’acqua - aggiunge il consigliere -. Infatti sono oggetto dei tre progetti, conclusi e approvati, il rifacimento e ammodernamento dell'impianto sportivo campo di calcetto Enrico Fracassini, la riqualificazione e rifunzionalizzazione della pista di pattinaggio e parco pubblico, Bosco Incantato incluso, e la creazione di un'area di sosta e interscambio tra mobilità dolce e classica. Inoltre rientrano nel finanziamento anche la messa in sicurezza ed il rifacimento di tre importanti tratti di strade comunali del capoluogo e delle frazioni di Sorti e Agolla".
I tempi dettati dal Ministero sono stretti: dovranno ora iniziare le operazioni di gara ed, entro dicembre 2022, dovranno essere affidati e quindi avviati i lavori.
"Questo importante traguardo" sottolinea il sindaco Pietro Tapanelli “funge da giusta cornice dell’operato dell’amministrazione comunale tutta. Maggioranza e minoranza hanno sempre collaborato con grande spirito d’iniziativa per il bene comune. Ormai non manca molto alla fine del mandato e i progetti avviati sono davvero molto importanti per il Comune di Sefro, ma anche per tutta l’alta valle del Potenza e dello Scarzito. Il lavoro è appena iniziato e i prossimi mesi saranno ancora più impegnativi".
Il Comune di Sefro è un cantiere a cielo aperto. Molte sono le opere in corso e molte altre sono in partenza. Spiega il Sindaco: "Un lavoro di questo tipo è possibile quando si mettono insieme alcuni essenziali fattori. Il primo è quello della squadra: quando tutti lavorano per l’obiettivo comune, come sta succedendo a Sefro, tutto è realizzabile. Il secondo: il lavoro dei dipendenti. Senza l’impegno e l’abnegazione degli impiegati e degli operai non si raggiunge alcun obiettivo. L’ultimo tassello è il divertimento. Sembra banale, ma bisogna divertirsi, con serietà, in ciò che si fa. Politica inclusa. Quando il fare diventa un peso è il caso di smettere, anche perché niente dura in eterno".
"Una foto che vale più di mille parole". Così il candidato sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha commentato l'immagine che ritrae la stretta di mano con Massimo D'Este, a margine dell'incontro tenutosi nella giornata di ieri durante il quale si sono confrontate le rispettive coalizioni: terzo polo civico e centrosinistra.
"Dopo una costruttiva e amichevole discussione è emersa la convergenza su cinque punti programmatici" sottolinea Sclavi. Nello specifico: necessità di mantenere la scuola Don Bosco in centro storico; sistemazione più dignitosa per gli studenti, i docenti e il personale scolastico del Campus; gestione Assm e comunità energetiche; cultura e turismo; servizi sociali.
"Tengo a sottolineare come la discussione non abbia riguardato incarichi istituzionali, ma si sia basata esclusivamente sui programmi, nel pieno interesse di Tolentino. La novità del nostro modo di fare politica è proprio questa: non è dove ti trovi a definirti, ma quello che fai", puntualizza Sclavi che aggiunge: "Massimo voleva cambiare come me. Non c'è riuscito da solo, ci riusciremo in due".
L'armonia raggiunta si evince anche dall'esplicita dichiarazione dei due coordinatori del gruppo "Dipende da noi", Nazzareno Tiranti e Barbara Salcocci: "Invitiamo tutti i cittadini e le cittadine che hanno a cuore il futuro di Tolentino, a votare Mauro Sclavi al ballottaggio del 26 giugno prossimo".
All'incontro, infatti, non erano presenti solo i leader ma anche i rappresentanti delle liste: Partito Democratico (Matteo Pascucci), Tolentino Rinasce (Martina Cicconetti), Civico22 (Paolo Dignani) e Dipende Da Noi (Nazzareno Tiranti) per la coalizione di D'Este; Tolentino Civica e Solidale (Stefano Servili), Tolentino Popolare (Alessandro Massi) e Riformisti Tolentino (Diego Aloisi) per la coalizione di Sclavi.
In merito ai giorni rimanenti di campagna elettorale, il candidato civico evidenzia: "Faccio una campagna elettorale diversa da quella della Luconi. Personalmente ritengo che se le persone hanno voglia di ascoltarmi, possono venire a farlo nel corso dei dibattiti pubblici. Mi metto a disposizione dei cittadini, non li vado a disturbare". Proprio nella serata di lunedì si è tenuto il primo appuntamento in piazza Maurizi che Sclavi definisce "molto partecipato. Ogni sera ci sarà un incontro (quest'oggi al Parco d'Isola d'Istria, ndr)".
Sempre nella giornata di ieri D'Este ha però avuto un colloquio, stavolta individuale, con Silvia Luconi. La candidata sindaco della coalizione di centrodestra lo ha definito "un incontro sereno e disteso, abbiamo condiviso alcune tematiche che sono sentite indistintamente da tutta la comunità (sisma, le scuole, la sanità, il sociale). Ci siamo lasciati con il reciproco impegno di dialogare in maniera costruttiva tra maggioranza e minoranza, pur rimanendo nel rispettivo perimetro politico".
"Non abbiamo assolutamente parlato di ruoli, di accordi e di poltrone perchè svilire tematiche importantissime come quelle amministrativo-politiche ad un semplice ruolo credo che sia quanto di più negativo per la comunità - spiega Luconi -. Una comunità che, in questo periodo di ricostruzione, ha bisogno di punti fermi e di toni pacati, ma al contempo di fermezza nell'esecuzione delle progettualità".
"Sono in giro per la città cercando di raggiungere quante più persone possibili - conclude Luconi -, i cittadini vogliono capire chi sia Silvia. Vogliono comprendere la mia personalità e il mio atteggiamento, oltre alla volontà di portare avanti una serie di questioni importanti per Tolentino. Sicuramente è finita un'epoca amministrativa fondamentale per il nostro comune e se ne apre una nuova con la mia figura, che la città sta studiando".
Editoriale. Vi è un luogo nel quale la politica risulta ancora essere terreno fertile per idee e proposte sane: scambi utili da valutare per il bene della comunità. Per visioni future da condividere e attuare soprattutto con l’arrivo dei fondi del PNRR. Un identikit che però non sembra rimandare al Comune di Civitanova Marche.
Il principale centro della provincia maceratese, insieme a Tolentino e Corridonia, sarà chiamato al voto domenica 26 giugno per il ballottaggio tra il sindaco uscente, Fabrizio Ciarapica, e la candidata del centrosinistra, Mirella Paglialunga.
Da questi due nomi uscirà il prossimo primo cittadino che amministrerà il comune rivierasco per un lustro, chiamate dalla Regione e da Roma permettendo… E se al primo turno la coalizione di centrodestra ha sensibilmente migliorato la percentuale di voti con i quali presentarsi al ballottaggio rispetto a cinque anni fa - quando Ciarapica si impose su Corvatta - si può dire essere andata oltre le previsioni anche la Paglialunga.
Con una sfida che, nonostante i 15 punti percentuali di differenza tra i due, risulta al momento del tutto aperta. E fin qui tutto bene. A lasciare perplessi però sono i buoi che gridano cornuti agli asini, utilizzando tematiche che dovrebbero appartenere allo schieramento politico opposto. Appartiene di certo alla lista Francesco Micucci, capolista del Partito Democratico, eletto consigliere comunale con 330 preferenze.
Micucci, che secondo vari rumors sarebbe stato in competizione con la Paglialunga come prescelto del centrosinistra per la candidatura a sindaco, si è scagliato contro Ciarapica sul tema della sicurezza, punto forte concreto proprio dell’amministrazione uscente e tematica sulla quale il sindaco ha spesso fatto leva nel corso della campagna elettorale.
Poi vi è Vinicio Morgoni, candidato sindaco in una lista civica finita sotto il 3%, che dopo vari screzi neppure tanto celati con la Paglialunga, ha scelto di favorire Ciarapica per il ballottaggio in perfetto stile democristiano. Ma lui non si presentava come ex? O forse ha percepito odore di promesse? Quali, al momento, non è dato sapere.
Perplessi ha lasciato la conferenza stampa tenuta dalla prof Paglialunga lo scorso 17 giugno all’insegna del volemose bene tutti purché non sia Ciarapica il prossimo sindaco. Un modus operandi simile a quello che ha portato avanti nel corso della propria campagna elettorale anche Silvia Squadroni. Spoiler: non le è andata granché bene.
Non tutta la colpa è da attribuire alla capolista di SiAmo Civitanova e prossima consigliera comunale, intendiamoci: il telefono di Mirella Emiliozzi e della sua addetta stampa è rimasto sordo alle chiamate della nostra redazione nel post voto. E non è un caso. Prendere appena poco più del 2%, dopo aver addirittura smosso l’ex premier Giuseppe Conte in un incontro flop in quel di piazza XX settembre, è una figuraccia che in politica dovrebbe portare a far saltare un po’ di teste.
Ma torniamo alla conferenza della Paglialunga. Nessun apparentamento ufficiale in ottica ballottaggio, ha tenuto a specificare. Ma un - anche in questo - neppure tanto celato strizzare l’occhio agli scontenti della Squadroni “che continuerà a portare avanti la sua battaglia contro Ciarapica”, ha aggiunto la prof.
Si parla oggi di forte unità di intenti nel centrosinistra in previsione del ballottaggio, ma in realtà il Partito Democratico, per tramite di vari emissari, ha a più riprese cercato un accordo in ottica ballottaggio proprio con la Squadroni già nel corso della campagna elettorale, come pubblicato da Picchio News. Ipotesi smentita a mezzo stampa dal Pd ma non esclusa - de facto - dalla stessa Emiliozzi che ha spaccato il centrosinistra in città.
Una campagna elettorale, come detto, con i buoi che hanno dato dei cornuti agli asini. Ma una riflessione la merita un eventuale apparentamento Paglialunga - Squadroni, coinvolta negli ultimi giorni di campagna elettorale nell’inchiesta pubblicata da parte di Picchio News ai cui microfoni ha però scelto di non parlare. E poi ci sono i fascisti veri, travestiti da agnelli, che potrebbero entrare di diritto all’interno di Palazzo Sforza.
Almeno due i nuovi possibili consiglieri comunali che, in caso di vittoria di Ciarapica, riporteranno “Faccetta nera” a risuonare nelle stanze in cui nulla accade ma tutto succede. A testimoniarlo, anche in questo caso, svariati messaggi diffusi nelle chat di WhatsApp con immagini inequivocabili. Ma non è il caso di smetterla di dare dei cornuti agli asini, buoi che non siete altri? Io lascio qua: da buon asino, metto le ali e volo via.
"Tra i tanti proclami postati sui social in questi giorni dagli esponenti del governo Ciarapica, leggiamo anche di enfatizzazioni del loro risultato elettorale, con cui si vorrebbe far credere che il 46,58% dei cittadini civitanovesi abbia votato per Ciarapica. Niente di più falso, perché sappiamo bene che, con un'astensione al voto del 48.29%, la percentuale attribuita alla coalizione di Ciarapica, va parametrata al 51,71% di votanti e non al totale della popolazione civitanovese avente diritto".
È quanto afferma Mirella Paglialunga, candidata sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative di Civitanova Marche, nel commentare i dati del primo turno della tornata elettorale.
"Ciò sta a significare che poco più del 23% dei cittadini civitanovesi ha scelto Ciarapica - puntualizza la candidata del centrosinistra -. Chi non ha votato è più che mai importante che lo faccia ora perchè non è accettabile delegare a meno di 1/4 della popolazione civitanovese scelte così determinanti per il futuro della città".
"L’espressione di voto è la ragione e la manifestazione suprema della democrazia, conquistata con sacrificio dalle generazioni precedenti e io faccio appello a tutte le donne e a tutti gli uomini civitanovesi perchè vadano a votare, per il bene della nostra città e delle future generazioni", aggiunge Paglialunga.
La candidata del centrosinistra pone l'attenzione anche su un altro dato: "Ho ricevuto 400 preferenze personali, oltre ai voti corrispondenti alla sommatoria dei voti dati alle liste. Ciarapica ha ricevuto invece solo 176 preferenze personali. La partita, quindi, è ancora tutta da giocare ed è una partita decisiva per il futuro della nostra città".
Altra riflessione riguarda l’esito del voto riferito a ciascuna lista della coalizione di centrodestra di cui Ciarapica è candidato sindaco: "Faccio notare che il suo elettorato non ha premiato due sue liste che non avranno consiglieri comunali e che Ciarapica entrerà in consiglio comunale con 5 liste anzichè 7 anche in caso di sua vittoria. La mia coalizione, in caso di mia vittoria, manterrà invece forti e salde tutte le 6 liste che entreranno tutte con rappresentanti qualificati, in consiglio comunale", evidenzia Paglialunga.
"Il suo elettorato, con il voto, ha premiato le posizioni più estreme della sua coalizione - prosegue la candidata -. Credo che l'elettore moderato della coalizione di centrodestra di Fabrizio Ciarapica debba riflettere molto e decidere di favorire invece un impegno che eviti lo slittamento ideologico e culturale del governo della città verso posizioni estreme. Diversamente, potranno esserci conseguenze impattanti sul futuro della nostra città rispetto ai valori fondativi della nostra democrazia".
"Voglio segnalare ai cittadini civitanovesi una questione riferita alla par condicio: ad oggi non risulta che il Sindaco uscente abbia accettato di aderire a confronti pubblici con me che sono l'altra candidata sindaca, come solitamente avviene nella campagna elettorale per il ballottaggio - dichiara Paglialunga -. Confronti proposti da televisioni locali e/o giornali".
"Pertanto lo invito - giovedì 23 giugno, alle 18:30 - ad un confronto pubblico e trasparente, nel luogo simbolo della democrazia cittadina che è la sala del consiglio comunale. Propongo questo modello: senza giornalisti, solo cittadini liberi che vogliano essere presenti senza applaudire e senza poter intervenire a favore dell'uno o dell'altra. Ci rivolgeremo reciprocamente 5 domande, non conosciute, a cui ciascuno di noi avrà 2 minuti per rispondere. Spero che il sindaco uscente mi risponda positivamente" conclude Mirella Paglialunga.
"Una sinistra asfittica e perdente continua una campagna di odio e di violenza mediatici nei miei confronti, da oltre 4 anni, con le solite insignificanti e menzognere accuse di maschilismo, sessismo e razzismo". A dichiararlo è il vicesindaco uscente di Civitanova Marche Fausto Troiani, alla vigilia della settimana che porterà al ballottaggio del 26 giugno, giorno in cui si conoscerà il nome del nuovo primo cittadino.
"Chi mi conosce sa che sono accuse infondate, chi non mi conosce ne ha le scatole piene - aggiunge -. A sostegno delle loro accuse, questi campioni della democrazia e del diritto citano mie presunte affermazioni comparse sui social e per le quali sono finito sotto processo per tre procedimenti, per il primo di questi, anche se nessuno lo ha detto, sono già stato assolto e, confidando in una giustizia senza 'pressioni', confido che anche gli altri due procedimenti abbiano la stessa conclusione".
"Poi ci saranno i risarcimenti per danno all’immagine - precisa Troiani -. Detto ciò, tutto questo odio rappresenta il segno palese che non hanno argomenti politici, non hanno idee amministrative, non hanno progetti per la città".
"Sicuramente non possono accusarmi di assenteismo, corruzione, malagestio et similia e di questo ne vado fiero; poi se l’obiettivo politico della sinistra è battere Troiani (e non Ciarapica) allora possiamo dire che questa sinistra è alla canna del gas" conclude il vicesindaco uscente.