Politica

Morrovalle, trasporto scolastico e mensa si prenotano solo online: al via digitalizzazione dei servizi

Morrovalle, trasporto scolastico e mensa si prenotano solo online: al via digitalizzazione dei servizi

Il Comune di Morrovalle accelera sulla digitalizzazione dei servizi. Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i bandi per le iscrizioni ai servizi di trasporto scolastico e mensa per l’anno scolastico 2022/2023. Per entrambi la domanda di adesione dovrà essere presentata esclusivamente online accedendo alla nuova piattaforma E-Civis mediante credenziali Spid o Cie. Una rivoluzione rispetto agli anni passati, quando la domanda andava comunque presentata in formato cartaceo. "Nei mesi scorsi abbiamo iniziato un processo di digitalizzazione che si consolida ulteriormente con questo due nuovi passi in avanti – spiega Chiara Marinacci, consigliera comunale con delega alle politiche della famiglia e dell’infanzia, che ha seguito l’iter da vicino – abbiamo attivato questa piattaforma che si chiama E-Civis che supporta al momento questi due tipi di servizi. Per quanto riguarda la mensa, in particolare, i genitori potranno controllare tramite questa piattaforma lo stato dei pagamenti e dei buoni pasto, senza la necessità di emettere buoni cartacei e doverli affidare ai bambini. Un passo in avanti verso una semplificazione che guarda al futuro". Per iscriversi al servizio mensa (riservata ai bambini delle scuole dell’infanzia e del nido comunale) c’è tempo fino al 16 agosto, mentre per il trasporto scolastico c’è tempo fino al 25 agosto. La piattaforma E-Civis è raggiungibile al link: http://morrovalle.ecivis.it.  

20/07/2022 13:08
Crisi di governo, la linea dura del M5s. Emiliozzi: "Ok al Draghi bis, ma serve una nuova visione politica"

Crisi di governo, la linea dura del M5s. Emiliozzi: "Ok al Draghi bis, ma serve una nuova visione politica"

“C’era una volta un avvocato che sfidò un banchiere”. Non è certo la favola da raccontare ai bambini prima della buonanotte: piuttosto, un romanzetto dal finale ancora aperto, e che se restasse tale avrebbe tutt’al più le fattezze di un buon best seller (con riserva dell’attuale crisi dell’editoria, s’intende). Tornando con i piedi per terra, il tutto si riduce alla ‘trepidante’ attesa di conoscere l’esito del prossimo voto di fiducia (prima al Senato e poi alla Camera) che decreterà il governo Draghi bis o ulteriori formule per tenere insieme i cocci dell’Italia fino al 25 settembre. Nei giorni scorsi, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, aveva declinato a voce i 9 punti di quel documento che, di fronte alla sostanziale indifferenza del premier Mario Draghi, è stato in ultima battuta la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo l’uscita dai ranghi del ministro Luigi Di Maio, serviva ribadire una certa compattezza e (soprattutto) credibilità del comparto pentastellato agli occhi di una politica che ormai lo riteneva prossimo al tramonto. Il “conto” è servito: reddito di cittadinanza, salario minimo, precariato, famiglie e imprese, transizione ecologica, Superbonus 110%, cashback fiscale, rateizzazione delle cartelle esattoriali e contrasto alla violazione delle prerogative parlamentari. Per alzare la voce e ridefinire il proprio ruolo anche all’interno dell’esecutivo, il M5s ha dovuto ricorrere il 14 luglio scorso alla formula dell’astensionismo rispetto all’ultimo ddl n. 2668 (cd. decreto aiuti), aprendo di fatto alla crisi di governo. In queste ultime ore, anche all’interno della Regione Marche continua a crescere il dibattito sul futuro dell’esecutivo, eludendo di fatto le conseguenze strettamente materiali che gli italiani si troverebbero comunque a dover fronteggiare. Come se caro vita e crisi energetica non fossero già abbastanza. All’unica parlamentare maceratese dei 5 stelle, Mirella Emiliozzi, abbiamo chiesto un’analisi di questo delicato momento storico, in virtù anche del recente tavolo di confronto fra i vari rappresentanti e il loro leader. Onorevole, cosa è emerso dall'ultima riunione del Movimento? È stata una riunione fiume, in cui il Presidente Conte ha esortato tutti ad esprimersi con franchezza, e così è stato. Il dato comune è l’estrema preoccupazione espressa da ognuno per le mancate risposte concrete ai problemi urgenti che impattano pesantemente sulla vita dei cittadini e che abbiamo posto nel documento che il Presidente Conte ha consegnato al premier Draghi. Un esempio su tutti: basterebbe una telefonata dello stesso presidente del Consiglio per disincagliare la questione della cessione dei crediti che sta strozzando migliaia di imprese, tecnici e famiglie. Sul piano nazionale si può pensare che questa sia l'ennesima bagarre fra leader di partito. Ma una crisi adesso cosa comporta sul piano locale? Chiunque abbia letto il documento sui 9 punti presentato a Draghi dal M5S può facilmente rendersi conto che stiamo ponendo questioni concrete e urgenti che riguardano la vita di imprese e famiglie. Niente di più lontano da questioni politiche di lana caprina! E tengo a precisare che quel documento non è affatto un libro dei sogni, ma propone soluzioni molto precise a problemi altrettanto reali: esattamente quello che ci si aspetterebbe da un governo di unità nazionale in uno dei momenti più difficili della nostra storia. Conte sta osando questo braccio di ferro con Draghi per ridare credibilità al Movimento dopo l'uscita di Di Maio? Sono molto amareggiata da quello che è successo. Credo che se si riuscisse a mettere da parte gli stereotipi e a ragionare nel merito, ci si renderebbe conto che in pochi anni un giovane e poco esperto M5S ha impresso a questo Paese una spinta mai vista prima, pur dovendo di volta in volta negoziare con forze politiche che, nonostante anni di governo, non hanno mostrato di riuscire ad interpretare i bisogni reali delle persone. Mi riferisco alle comunità energetiche e alla possibilità di auto consumare l’energia prodotta dal proprio impianto: se ci avessero ascoltato al tempo, il problema del caro bollette sarebbe molto meno pesante ora! Mi riferisco al Superbonus che permette di riqualificare e ristrutturare il nostro patrimonio immobiliare, di renderlo eco compatibile e, non ultimo, di stoppare la cementificazione, senza considerare l’eccezionale impulso economico che rappresenta. Mi riferisco al cash back che ha incentivato l’uso della moneta elettronica e la cui prosecuzione poteva essere l’inizio della risoluzione dell’annosa questione dell’evasione fiscale. E ancora lo Spazzacorrotti, il Codice Rosso e così via. Sicuramente tutto perfettibile, ma sbaglia chi fa. Lei è stata subito convinta di seguire la linea di Conte? E perché? Io non ho scelto fra Conte e Di Maio. 14 anni fa mi sono unita a questo progetto iniziato con i meet up e che ho contribuito a realizzare. Credo che abbiamo ancora tanto da dire in termini di ambiente, di riorganizzazione industriale, sociale. Mi guardo intorno e, nonostante tutte le nostre imperfezioni, non vedo ancora nessun’altra forza orientata al futuro come il M5S, anzi, finora ho visto tante resistenze per mantenere lo status quo. L'alleanza in virtù delle politiche 2023 continua a tendere verso il centrosinistra? Una simile eventualità implicherebbe comunione di intenti, non di convenienze. Anche l’appoggio ai temi che abbiamo messo sul tavolo del Presidente Draghi può essere indicativo. Vedremo. Temete che certi leader di centrodestra possano sfruttare la situazione per ottenere ulteriore consenso in modo da essere decisivi alle prossime elezioni? Non è un timore, è una realtà. Da una parte è inevitabile che chi sta all’opposizione raccolga il malcontento, ma un conto è incanalare la protesta verso un progetto costruttivo (come ha fatto il M5S), e un altro è soffiare sul fuoco come purtroppo vedo fare pericolosamente dalle destre. Lei cosa auspica da questa crisi di Governo? Nel mio mondo ideale mi piacerebbe che un uomo come Mario Draghi, che, certamente per capacità personali ha avuto tanto, arrivato alla sua età sentisse il desiderio di restituire altrettanto ai suoi concittadini. Tornando alla realtà, sarebbe sufficiente tracciare una linea, guardare cosa si è fatto, raddrizzare con decisione gli errori e andare avanti con quello che c’è ancora da fare, possibilmente con capacità di visione.

20/07/2022 10:00
Crisi Governo, Acquaroli ribadisce: "Non rispondiamo all'appello per chiedere a Draghi di restare"

Crisi Governo, Acquaroli ribadisce: "Non rispondiamo all'appello per chiedere a Draghi di restare"

"Non rispondiamo all'appello per chiedere a Draghi di restare a palazzo Chigi, credo che nella filiera istituzionale ognuno ha il suo ruolo e deve rispondere a tutti i cittadini". Così il presidente delle Marche Francesco Acquaroli (Fratelli d'Italia) ha ribadito la sua posizione in merito alle dimissioni del presidente del consiglio alla vigilia delle comunicazioni che Mario Draghi farà in Parlamento sulla crisi di Governo. "Ritengo fondamentale ci sia rispetto di tutti i livelli - ha osservato Acquaroli - e soprattutto sia lasciato al Parlamento il suo ruolo, quello di decidere come e per chi votare per la nostra nazione. È sempre molto importante rispondere a tutti i cittadini quando si ricopre un ruolo istituzionale, non si dovrebbe scendere nell'agone politico in questa maniera. Io devo rappresentare tutti, poi è chiaro che ho una mia idea ma fare un appello che va ad entrare nelle dinamiche del Parlamento è sbagliato e fuori dal nostro ruolo".  

19/07/2022 19:32
Riforma piano sanitario, un nuovo direttore e banda ultra larga: le richieste dei sindaci dell'Av 3

Riforma piano sanitario, un nuovo direttore e banda ultra larga: le richieste dei sindaci dell'Av 3

È stato approvato questa mattina dall’Assemblea dei sindaci dell’Area Vasta 3 il documento con le osservazioni, inviate alla Regione Marche, relativamente alla nuova legge di organizzazione del servizio sanitario regionale marchigiano in discussione in queste settimane. "La nuova legge di organizzazione del servizio sanitario regionale è un’opportunità per migliorare il sistema socio-sanitario della nostra regione e dei nostri territori, riorganizzando gli stessi sulla base dei mutamenti socio-demografici e delle conseguenze dovute all’elevata spinta alla mobilità insita nella globalizzazione - si legge nel documento -. Per tali ragioni la proposta ha bisogno di passaggi istituzionali intensi e del necessario approfondimento con la messa a disposizione di dati aggregati e dati territoriali". Tre le proposte avanzate dai sindaci c’è la necessità di “stabilire un modello chiaro di relazione e di operatività, che sia il più possibilmente sovrapponibile alle esigenze degli attuali Ambiti che, ad oggi, hanno dato prova di buona funzionalità, visto che attualmente si relazionano molto di più con i dipartimenti che con i distretti”. Nel testo si chiede anche di “prevedere l’introduzione obbligatoria del fascicolo sanitario e favorire la banda ultra larga, specialmente per collegare tutte le strutture del Servizio socio-sanitario regionale”. I sindaci, inoltre, hanno chiesto di inserire nella legge la previsione “della nomina di un direttore dell’integrazione socio-sanitaria che dovrà competere agli ambiti sociali nei quali i sindaci potranno indirizzare tutti gli aspetti organizzativi dei servizi di supporto sociosanitari con l’integrazione sociale dei territori. Il direttore socio-sanitario sarà indicato con procedure ad evidenza pubblica dal coordinamento delle Ats delle Aree vaste di competenza. Questo per favorire al meglio l'integrazione dei servizi sociali”. Nel documento si propone anche la realizzazione di un sistema informativo avanzato e unico per tutta la regione in modo che, soprattutto per le prestazioni diagnostiche, le varie Ast possano interagire per il superamento di determinate criticità dovute a carenze o emergenze epidemiologiche. "Il sistema informativo delle varie Ast, inoltre, dovrà essere supportato e integrato con un sistema informativo regionale in modo che il controllo di gestione - chiedono i sindaci -, la valutazione comparativa dei costi, dei rendimenti, dei risultati e dell’indice di mobilità passiva, il grado di efficacia e di efficienza raggiunto da queste, siano misurabili e comparabili". Tra le richieste è stata anche esplicitata quella del Comune di Montefano di essere inserito nel Distretto socio-sanitario di Macerata e non più in quello di Civitanova. "Sono molto soddisfatto perché i sindaci hanno lavorato insieme per definire un documento che potesse andare a delineare ancora meglio alcuni aspetti della legge di riforma del servizio sanitario predisposto dalla Regione - spiega il presidente della Provincia, Sandro Parcaroli -. Lavorare insieme, in sinergia, è l’unico modo per far crescere il nostro territorio, soprattutto in ambito sanitario dopo quanto abbiamo visto negli ultimi due anni di pandemia". 

19/07/2022 17:45
Civitanova, Paglialunga vicepresidente del Consiglio: "Non volteremo le spalle agli elettori"

Civitanova, Paglialunga vicepresidente del Consiglio: "Non volteremo le spalle agli elettori"

Sono stati svelati sabato 16 luglio i nomi dei nuovi assessori dell'amministrazione di Civitanova (leggi qui): il rieletto sindaco Fabrizio Ciarapica ha pronunciato le deleghe in occasione del primo consiglio comunale, affidando a Mirella Paglialunga, a capo della coalizione "Dipende da noi" - uscita sconfitta dal ballottaggio elettorale del 26 giugno - il ruolo di vicepresidente dell'assemblea consiliare.  "Il movimento 'Dipende da Noi' conferma a quanti lo hanno votato e alla cittadinanza intera che, nella città e in Consiglio comunale - commentano gli esponenti della lista in una nota stampa -, continuerà la sua azione per il rinnovamento della politica e del governo di Civitanova. L’esito elettorale dello scorso 26 giugno non ci ha fatto sparire, sarebbe un incomprensibile voltafaccia verso l’elettorato e verso le molte persone di tutte le liste di centro-sinistra che hanno lavorato per costruire la coalizione. Il programma, il metodo d’azione innovativo e la qualità delle sue persone di riferimento mantengono tutto il loro valore".  "La coalizione andrà avanti e svilupperà la sua azione con le forze politiche e i soggetti sociali sinceramente e attivamente disponibili. Questo è l’impegno che ci siamo presi con la cittadinanza - continua la nota - e che non vogliamo disattendere, sapendo fin dall’inizio che il cammino avviato sarebbe dovuto andare ben oltre la scadenza elettorale. Ringraziamo le persone che ci hanno votato e quanti hanno lavorato e lavoreranno con impegno sincero a questo progetto, a partire proprio da Mirella Paglialunga. La nostra candidata sindaca ha dato prestigio, forza e credibilità al centro-sinistra, aumentando i consensi tra il primo e il secondo turno del voto, ma soprattutto garantendo un vero progetto per Civitanova e un metodo di lavoro partecipativo e trasparente. "In tale cammino Mirella Paglialunga, che intanto ha avuto la fiducia di oltre 6.272 cittadine/i, potrà rafforzare il suo ruolo di riferimento per una vera svolta anche agli occhi dei molti che non hanno votato il 26 giugno. Il progetto per Civitanova, presentato alle elezioni, è la base di proposte e azioni da sviluppare nei quartieri, con la cittadinanza, ed è anche la base che ispirerà la nostra azione di opposizione, rigorosa e costruttiva, in Consiglio Comunale. Appena possibile questo impegno potrà dare un nuovo governo alla città. Il processo di rinnovamento della politica a Civitanova è stato sì rallentato dall’esito elettorale, ma non è stato vanificato, perché ormai è nata una forte comunità di singoli, associazioni e nuove forze politiche determinata ad andare avanti facendo del proprio meglio per il futuro comune".

18/07/2022 19:39
Crisi Governo - Carancini, bordate ad Acquaroli: "Non pensa con la sua testa, è 'piccolo uomo' di Meloni"

Crisi Governo - Carancini, bordate ad Acquaroli: "Non pensa con la sua testa, è 'piccolo uomo' di Meloni"

"Della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ormai non ci stupiamo più. Che con il suo livore politico sia arrivata addirittura a definire i sindaci del nostro Paese, i sindaci di ogni colore, burattini nella mani di esperti manovratori la dice lunga su quanto lei, che ha sempre urlato e mai amministrato, non possa assolutamente sapere nulla dell’impegno, del valore, del senso di responsabilità che ogni santo giorno gli amministratori mettono in campo, non per il loro ego, né per la loro rabbia, ma per il bene delle comunità". A dichiararlo, in una nota, è il consigliere regionale Romano Carancini.  Sindaci che, aggiunge Carancini, "mettendoci come sempre la faccia e ragionando al plurale, oltre ogni logica di appartenenza, tentano di scongiurare le dimissioni di Draghi che determinerebbero per l'Italia una deleteria e insanabile instabilità in un momento storico di fortissime criticità".  "Desta sgomento che proprio Giorgia Meloni, in sfregio al valore delle istituzioni, potrebbe assumere il ruolo di Presidente del Consiglio. E chiaramente lo farebbe tenendo per mano i suoi fedeli 'piccoli uomini' che non vogliono crescere, o non possono crescere, tra cui il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli" attacca Carancini.  Il consigliere dem è sferzante nei confronti di Acquaroli: "Predilige gli interessi di partito a quelli dei marchigiani, non pensando con la propria testa, non interpretando le reali necessità della nostra regione, non assumendo con forza e voce chiara il ruolo di governatore, non opponendosi alle dinamiche politiche di servilismo e alle imposizioni che arrivano dall’alto". "Il Presidente della nostra Regione preferisce dimostrare tutta la sua inconsistenza politico-amministrativa, la sua mancanza di visione e di capacità, il suo disinteresse per il futuro dei cittadini, facendosi tenere la mano da 'mamma Giorgia' la quale, senza alcun rispetto, sminuisce il valore dei sindaci italiani, offende la loro personale intelligenza e il loro senso del dovere e, soprattutto, butta fango sulle istituzioni, quelle stesse che il Presidente della Regione Marche dovrebbe difendere a testa alta, invece di abbassarla nel timore che la mamma lo sgridi" conclude Carancini.

18/07/2022 12:35
Morrovalle, messa in sicurezza della strada Folgaretti e dimissioni Castignani: il resoconto del consiglio comunale

Morrovalle, messa in sicurezza della strada Folgaretti e dimissioni Castignani: il resoconto del consiglio comunale

Sette i punti all’ordine del giorno nel consiglio comunale di Morrovalle andato in scena venerdì scorso, 15 luglio, all’auditorium Borgo Marconi. Dopo l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, si è entrati nel vivo con il secondo punto, quello relativo alla surroga del consigliere comunale dimissionario Matteo Castignani e la sua sostituzione con Lorenzo Minciacca: surroga votata all’unanimità. Al punto numero 3 si è discusso dell’approvazione delle linee programmatiche del mandato amministrativo 2021-2026, atto di carattere tecnico richiesto dalle nuove normative di legge che contiene i piani dell’amministrazione comunale per il quinquennio a venire. "Del nostro programma avevamo già parlato ovviamente in campagna elettorale meno di un anno fa e lo avevamo messo più di recente nel Dup – ha rimarcato il sindaco Andrea Staffolani – la nuova riforma ci impone di riportarlo in consiglio con una delibera i cui contenuti li conosciamo di fatto tutti".   Il punto numero 4 ha visto l’ok all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree che saranno interessate dall’intervento di messa in sicurezza della strada comunale Folgaretti. "Sono stati contattati tutti i privati proprietari di terreni ricadenti nell’area dell’intervento, prima di procedere alla gara di appalto bisogna effettuare questo passaggio tecnico – ha spiegato Staffolani – questo progetto era contenuto nel nostro programma, lo stiamo portando avanti grazie a 980 mila euro di fondi ministeriali che abbiamo intercettato. "Già nel 2016 la strada Folgaretti era stata individuata come una di quelle con problematiche importanti a livello idrogeologico, frane e acqua spesso finisco per attraversare la strada durante eventi meteorologici particolarmente intensi - ha ricordato Staffolani -. La strada verrà allargata mediamente di circa un metro, per il resto non ci saranno grandissimi stravolgimenti rispetto al tracciato attuale". La delibera è stata votata all’unanimità. A seguire, ai punti 5 e 6, la ratifica di due delibere di giunta approvate nelle settimane passate: la prima riguarda una variazione di bilancio legata ai trasferimenti statali in occasione dell’organizzazione degli ultimi referendum (con l’arrivo di 1.973 euro dallo Stato a titolo di rimborso delle spese), la seconda si è resa invece necessaria per introitare un contributo statale di 32 mila euro per la manutenzione straordinaria delle strade comunali. "Fondi del Ministero che ci assegnano 7 mila euro in più per l’abbattimento delle barriere architettoniche in via Dante Alighieri, intervento atteso da decenni", ha precisato il sindaco Staffolani. Al settimo e ultimo punto via libera all’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2022. "Sostanzialmente è un controllo dei conti che fa il Comune durante l’anno - ha approfondito l’assessore al bilancio Alfredo Benedetti - le voci principali riguardano variazioni relative alla Tari, il controllo delle utenze con gli aumenti che ci sono stati negli ultimi periodi e l’applicazione dell’avanzo 2021, una cifra di 300 mila euro che usiamo per vari interventi: 27 mila euro per agevolazioni Tari per le aziende, 3 mila euro per la sistemazione di alcuni loculi cimiteriali, 70 mila euro per la sistemazione di diverse aree verdi pubbliche e i restanti 200 mila euro per manutenzioni straordinarie delle strade comunali. Sempre per le manutenzioni stradali, ma sull’annualità 2023, avremo 98 mila euro in più grazie a un contributo statale che abbiamo ottenuto".  

18/07/2022 11:13
Tolentino, la replica di D'Este: "Vicepresidenza a Luca Cesini? Nessuna cambiale da pagare"

Tolentino, la replica di D'Este: "Vicepresidenza a Luca Cesini? Nessuna cambiale da pagare"

"Il riconoscimento leale, da galateo politico, che ha assegnato la vice presidenza a Luca Cesini, non va svilito definendolo una 'cambiale da pagare'. Abbiamo accolto positivamente l'atteggiamento politico della giunta Sclavi nei nostri confronti. Questo atto politico però, ha liberato energia dissacratoria e considerazioni poco nobili verso chi rappresenta una parte dell'elettorato della città". A dichiararlo è Massimo D'Este, consigliere comunale e capogruppo della coalizione di centro-sinistra 'Tolentino Città Aperta', nel replicare alle accuse mosse da Silvia Tatò, Monia Prioretti e Silvia Luconi (leggi qui).  "Il nostro ruolo in consiglio comunale sarà libero da condizioni, critico e costruttivo, ed è per questo motivo che non abbiamo accettato ruoli istituzionali, che sarebbero stati strumentalizzati o definiti moneta di scambio - aggiunge D'Este -. Lo sanno anche le pietre, abbiamo detto 'no' ad offerte che avevano l’unica volontà di formare al meglio la squadra di governo. Il centro destra parla della nostra poltrona come risarcitoria, io invece di chi non ha avuto la minima considerazione, giustamente consentita, di permetterci l'ingresso in una delle tre commissioni, nel ruolo di minoranza". "Abbiamo abbastanza calcio nelle ossa, ci muoveremo sempre nel rispetto delle regole, ma anche con coscienza. Quella poltrona di riserva alla presidenza del Consiglio, per noi ha molta importanza, e non sarà avvelenata da quello che si vuole far passare come un risarcimento ai nostri favori. Forse non si è capito che siamo costruttivamente in opposizione a questa amministrazione, in compagnia del centro destra con i quali, se ci verrà concesso, intendiamo dialogare e confrontarci, sempre se ci saranno presupposti migliori di quanto emerso nel consiglio comunale di esordio" conclude Massimo D'Este.

18/07/2022 10:10
Potenza Picena, Alessandro Zan ospite della terza serata di "Dialoghi verso Mondi Possibili"

Potenza Picena, Alessandro Zan ospite della terza serata di "Dialoghi verso Mondi Possibili"

Sarà Alessandro Zan l'ospite della terza serata di "UFO - Dialoghi Verso Mondi Possibili". L'evento è in programma per giovedì 21 luglio, alle 21:15, in Piazza Stazione, a Potenza Picena.  Alessandro Zan, relatore del famoso Ddl che porta il suo nome nonché componente della 2ª Commissione Giustizia alla Camera, "affronterà il tema fondamentale dei diritti, sia di quelli vecchi minacciati da fortissime spinte regressive, sia di quelli nuovi ancora da conquistare", sottolineano gli organizzatori. "Una questione che al di là delle apparenze interessa veramente tutti, perché troppo spesso ci si accorge dei diritti solo quando si rischia di perderli - aggiungono -. Una riflessione approfondita sul fatto che anche nelle società più progredite il cammino dei diritti, se non adeguatamente protetto e coltivato, può invertire pericolosamente il senso di marcia". A moderare la serata una figura di eccezione: Elena Tambini, giornalista di Tgcom24. All'incontro interverrà anche l'onorevole del Partito Democratico Mario Morgoni.

18/07/2022 09:42
Crisi Governo, Morani critica: "Acquaroli non firma per Draghi, gravissimo"

Crisi Governo, Morani critica: "Acquaroli non firma per Draghi, gravissimo"

"I presidenti di Regione del partito della Meloni non firmano l’appello per Draghi. Tra loro anche il presidente della mia regione, le Marche, Francesco Acquaroli. Reputo questo comportamento gravissimo perché Acquaroli antepone l’interesse del suo partito al bene della comunità marchigiana". Lo scrive su Facebook Alessia Morani, deputata del Partito Democratico. "La nostra regione - aggiunge - ha un importante tessuto di piccole e grandi imprese e migliaia di lavoratori che hanno assoluta necessità che il governo prosegua la propria azione per evitare che altre gravi crisi colpiscano un territorio già fortemente provato da delocalizzazioni e terremoto. Non ci possiamo assolutamente permettere che si perdano i fondi del Pnrr e che non si prendano provvedimenti per la crisi energetica e per i rincari che stanno mettendo in difficoltà le famiglie". "I marchigiani - conclude - si meritano un presidente che pensi al loro bene e non un 'soldato di partito' impegnato più a compiacere la propria leader che a tutelare la propria comunità".  

17/07/2022 17:34
Ciarapica, ecco i nomi e le deleghe della nuova amministrazione

Ciarapica, ecco i nomi e le deleghe della nuova amministrazione

È il giorno del disvelamento della squadra di assessori che affiancherà il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica nei cinque anni di secondo mandato. Le riserve sono state definitivamente sciolte nella movimentata mattinata di oggi. La cerimonia di presentazione ufficiale è invece avvenuta alle 18 in occasione della convocazione del primo Consiglio comunale. Ad aprire i lavori è stato il consigliere “anziano” Francesco Micucci (Pd), subentrato al consigliere Barbara Capponi (FdI), nominata assessore. Assente per motivi personali la consigliera Lidia Iezzi (Pd). Il Segretario Generale Sergio Morosi - nel rispetto del Testo unico degli enti locali - ha ufficializzato i sette tra donne e uomini che comporranno la nuova Giunta comunale di Civitanova Marche: tra loro nessun professionista che arriva dall'esterno, ma soltanto gli appartenenti alle 7 liste della coalizione di centro-destra che hanno appoggiato Ciarapica alle elezioni.  Presidente del Consiglio è Fausto Troiani (Vince Civitanova), eletto con 14 voti in seconda votazione (8 schede bianche e 1 (Paglialunga). L’assemblea ha quindi eletto quale vice presidenti, Giorgio Pollastrelli (Lega) e Mirella Paglialunga. La rappresentanza più significativa sarà quella di Fratelli d'Italia che, dopo giorni di febbrili trattative, avrà ben due asessorati. Si tratta di Barbara Capponi (assessore con delega ai Servizi sociali, famiglia, infanzia, pari opportuità, scuola, edilizia e scoiale popolare) e Francesco Caldaroni (assessore con delega al commercio, pesca, politiche giovanili).  Per Forza Italia il rappresentante è Claudio Morresi (assessore al Bilancio, partecipate, transizione al digitale nei servizi comunali, rapporti con le categorie economiche, personale, ufficio Europa e sport), mentre l'assessore della Lega Giuseppe Cognini conserva le deleghe a decoro urbano e ambiente.  Per le civiche Civitanova Unica e Vince Civitanova, invece, entreranno in giunta Ermanno Carassai (assessore ai lavori pubblici), Manola Gironacci (delega al turismo, eventi, valorizzazione, subentrando come consigliere come prima dei non eletti proprio a Carassai) e Roberta Belletti (assessore all'urbanistica). Infine, al sindaco faranno capo le questioni inerenti all'assesorato alla Cultura.  “E’ per me un privilegio ricoprire per la seconda volta il ruolo di Sindaco della Città di Civitanova Marche - ha dichiarato Ciarapica, salutando la giunta e i vari collaboratori - è un onore indossare la fascia tricolore che mi impegno a portare con alto senso del dovere e nello stesso tempo con grandissima umiltà. Intendo ripagare la fiducia che la città ha riposto in me con responsabilità mettendomi a disposizione di tutti con impegno, dedizione, onestà e integrità morale e, aggiungo, anche con l’esperienza e la competenza maturate nel precedente mandato amministrativo". In chiusura di seduta, il Consiglio ha eletto la Commissione elettorale comunale, che risulta così composta: Polverini, Bianchi, Campetelli (sostituti: Centioni, Murri e Mercuri). Con la nomina ad assessori, tutti i membri della nuova giunta sono decaduti dalla carica di consigliere comunale alla quale erano stati eletti. Nel corso della prima seduta consiliare di oggi pomeriggio, pertanto, a loro sono subentrati i primi dei non eletti di ciascuna lista. Questi i nomi, gruppo per gruppo. FdI: Pantella Roberto, Tiberi Roberto, Nori Paolo, Centioni Maria Luce. Civitanova Unica: Fontana Paola, Crocetti Gianluca, Campetelli Paola, Turchi Pierpaolo. Vince Civitanova: Troiani Fausto, Mercuri Marino, Capozucca Pierluigi Forza Italia: Croia Piero, Renzi Niccolò. Lega: Polverini Fabiola, Pollastrelli Giorgio junior. Pd: Paglialunga Mirella, Micucci Francesco, Rosati Yuri, Iezzi Lidia. Dipende da noi: Mancini Roberto. Ascoltiamo La Città: Murri Letizia. La Nuova Città: Gismondi Piero. Siamo Civitanova: Silvia Squadroni, Lavinia Bianchi.    

16/07/2022 21:19
Corridonia, "potere alle donne" nella giunta Giampaoli: Calvigioni è la vicesindaca. Insediato il Consiglio

Corridonia, "potere alle donne" nella giunta Giampaoli: Calvigioni è la vicesindaca. Insediato il Consiglio

Questa sera si è svolto l’insediamento del Consiglio Comunale di Corridonia con giuramento del sindaco, l’elezione del presidente e la presa d’atto della comunicazione della nomina della giunta comunale. Ecco i nomi dei componenti della nuova amministrazione e le relative deleghe: Giuliana Giampaoli sindaco tiene per sè le deleghe alle Politiche per l’ambiente ai lavori pubblici, urbanistica e Protezione Civile. Nelia Calvigioni vene nominata vicesindaca con deleghe ai Servizi sociosanitari e scolastici, Polizia municipale e sicurezza. Matteo Grassetti ottiene le deleghe al bilancio, patrimonio, Società partecipate, Personale, Sport e riqualificazione impianti con attuazione linee di mandato. Matteo Porfiri riceve l'assessorato alle manutenzioni, decoro urbano, politiche per l’agricoltura e  filiere – efficentamento energetico – servizi cimiteriali.  Massimo Cesca ottiene le deleghe all Cultura, Istruzione, Turismo, Attività produttive, Rapporti con le Istituzioni, Servizi demografici – S.U.A.P. – Contenzioso dell’Ente; Gemma Acciarresi riceve l'assessorato con deleghe alle Politiche per le attività commerciali e piccolo artigianato, Politiche giovanili ed InformaGiovani, Eventi di promozione prodotti ed eccellenze e  manifestazioni ricreative. Ecco i nomi, invece, dei consiglieri che hanno ricevuto la delega. Francesco Calia quella ai Rapporti con la Polizia Municipale; Monitoraggio ed attuazione del programma di mandato; Pio Chiaramoni:Tutela del territorio, verde, consorzi stradali, riqualificazione e valorizzazione Villa Fermani. Onelia Ceschini: Rapporti con Quartieri, Frazioni ed Istituti Scolastici Superiori, Adesione Progetti Ambito Giovani; Turismo scolastico e scambi culturali. Gioele Giachè: Eventi sportivi, rapporti con le Associazioni, digitalizzazione e innovazione tecnologica. Giovanna Pierucci: Imprenditoria femminile e relativi contributi e finanziamenti; Valentina Fioretti: Politiche per la salute, inclusione e barriere architettoniche, adesione progetti Ambito disagi e povertà, telemedicina; Catia Luciani: Pari Opportunità; Rievocazioni storiche, Gemellaggi, Sport storici; Daniela Serafini: Progetti e politiche educative, Ricostruzione scolastica e viabilità.  

15/07/2022 22:45
Tolentino, il Pd non ci sta: "Cesini vicepresidente del Consiglio? Nessun accordo politico"

Tolentino, il Pd non ci sta: "Cesini vicepresidente del Consiglio? Nessun accordo politico"

"Il Pd non ha mai chiesto né accettato alcun ruolo offerto dalla maggioranza. Non ci sono accordi politici. Non facciamo parte della giunta né avremo incarichi prerogativa del sindaco e della sua maggioranza. L’elezione di Luca Cesini a vicepresidente non è una cambiale. Ridurla a ciò è provocatorio e offensivo". A dichiararlo è Matteo Pascucci, segretario comunale del Partito Democratico di Tolentino, nel replicare a quanto affermato da Silvia Luconi, Silvia Tatò e Monia Prioretti (leggi qui).  "L’incarico di vicepresidente, di carattere meramente simbolico, spetta statutariamente al consigliere di opposizione che riesca ad ottenere almeno i 2/3 dei voti del Consiglio. Ovvero ad un consigliere che riesca ad ottenere il consenso anche di una parte della maggioranza - aggiunge Pascucci -. Per questo la votazione è unitaria e non riservata alle minoranze che non hanno i voti per eleggerlo da sole". "La coalizione 'Tolentino Città Aperta', avendone diritto, ha presentato la candidatura di Luca Cesini, il più 'anziano' tra gli eletti, per anni di esperienza innanzitutto, alla quarta esperienza in consiglio comunale - spiega il segretario del Pd -. Una candidatura autorevole al pari di quella della consigliera Monia Prioretti. Consigliera che rispettiamo e stimiamo". "Nessuna altra candidatura è stata presentata. Auguriamo a Luca, a Massimo D’Este di svolgere al meglio il loro ruolo, e agli organi monocratici e collegiali eletti, di operare nel rispetto delle istituzioni locali e della comunità tutta" conclude Matteo Pascucci. 

15/07/2022 18:45
Cesini eletto vicepresidente del Consiglio, Tolentino nel Cuore insorge: "Fatto politico gravissimo"

Cesini eletto vicepresidente del Consiglio, Tolentino nel Cuore insorge: "Fatto politico gravissimo"

"La democrazia non si dimostra con un consiglio comunale in piazza e questo è ampiamente dimostrato dal fatto politico gravissimo avvenuto ieri sera nella seduta di insediamento. La prima grande e gravissima violazione della democrazia, uccisa da una pura ripartizione di poltrone". Ad affermarlo sono le consigliere comunali di 'Tolentino nel Cuore' Silvia Luconi (capogruppo), Monia Prioretti e Silvia Tatò a seguito della nomina di Luca Cesini come vicepresidente del Consiglio comunale.  "Per la prestigiosa carica di vicepresidente del consiglio, a Tolentino da sempre, sia quando noi siamo stati amministratori, sia negli anni in cui era maggioranza il centrosinistra, per prassi consolidata, si è ogni volta proposto per questo ruolo il consigliere e la lista di minoranza che avessero ottenuto più voti e più consenso", spiegano Luconi, Prioretti e Tatò. "Non ci è stata data la possibilità di proporre il nostro nome in consiglio comunale, come si è sempre fatto dalla notte dei tempi - aggiungono -. Noi avremmo proposto Monia Prioretti, donna e politico equilibrato, appartenente ad una lista civica, capogruppo di Tolentino nel Cuore dell'Amministrazione uscente, componente della attuale seconda forza politica della città". "Avremmo proposto Monia perché conosciuta per la sua preparazione e per il suo senso di abnegazione, per la sua equidistanza, per il suo rispetto profondo delle istituzioni e per il suo civismo che avrebbe dunque reso questa proposta condivisibile e accettabile da chiunque, non appartenendo a nessun partito politico in particolare", ribadiscono Tatò e Luconi. "Invece riceviamo una telefonata, seppur cordiale, del neo sindaco, il quale ci propone come vicepresidente Luca Cesini, motivando la scelta con il fatto che, in virtù dell'accordo politico con il quale il Partito Democratico e la coalizione di Massimo d'Este hanno permesso la vittoria di Sclavi, non avrebbe avuto senso comportarsi diversamente", rivelano le consigliere del gruppo 'Tolentino nel Cuore'. "Se è vero come è vero che questo ruolo vada lasciato alla minoranza consiliare con più voti, il PD non lo è proprio; esprime infatti un solo consigliere comunale perché D'Este, arrivato terzo e dunque escluso dal ballottaggio, siede in consiglio solo in quanto candidato sindaco. Capiamo tuttavia che certe cambiali vadano in un modo o nell'altro pagate e capiamo che il sindaco mai avrebbe avuto la chance della vittoria con soli 500 voti di lista ed è per questo che oggi deve rispettare dei patti, ma non possiamo renderci complici di questo modo di fare politica che francamente non ci appartiene" concludono Luconi, Prioretti e Tatò.  

15/07/2022 16:10
Macerata, emergenza siccità del fiume Chienti. Forza Italia: "Si contrasta con piano strategico"

Macerata, emergenza siccità del fiume Chienti. Forza Italia: "Si contrasta con piano strategico"

Focus sulle strategie per combattere l'emergenza siccità: sarà questo il punto su cui verterà l'ordine del giorno che il capogruppo Sandro Montaguti e Barbara Antolini, consiglieri di Forza Italia, presenteranno al prossimo Consiglio Comunale di Macerata del 25 e 26 luglio.  "Nel nostro territorio è grave la situazione di siccità del fiume Chienti che sta causando notevoli danni in molti settori - aggiungono Montaguti e Antolini -, rischiando anche di non riuscire a garantire con le centrali idroelettriche il 'dmv' (deflusso minimo vitale), in quanto costrette per la siccità a lavorare a basso regime o addirittura a fermarsi, con un altissimo rischio ambientale".  "In risposta a questa emergenza di portata storica, anche a fronte di future crisi idriche, si intende promuovere una proposta strategica tesa a garantire un piano di sostenibilità e resilienza ai territori agricoli e all’ambiente" spiegano i consiglieri comunali di Forza Italia.  Nello specifico, la proposta di Montaguti e Antolini prevede quattro articolazioni. In primis, "avviare immediatamente la costruzione di nuovi invasi, recependo la proposta progettuale dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (ANBI), denominata 'piano laghetti', già in possesso dei competenti Consorzi di bonifica per la realizzazione di 200 invasi su tutto il territorio nazionale con un costo stimato di circa 3,5 miliardi di euro". "Tale iniziativa consente di ridurre i prelievi dalle falde acquifere, e quindi minor consumo di energia elettrica e, allo stesso tempo, di produrre energia idroelettrica e fotovoltaica con impianti galleggianti sulla superficie degli invasi stessi, assicurando il rilascio della risorsa in caso di siccità per alimentare i sistemi irrigui" precisano i consiglieri nel loro ordine del giorno.  Montaguti e Antolini richiedono anche la definizione di "un contratto istituzionale di sviluppo (CIS) sul tema della risorsa idrica che coinvolga i territori interessati" e la garanzia di "specifici fondi per i prossimi tre anni nella prossima legge di bilancio". Infine, la definizione di un "piano completo di ristori che possa mitigare almeno in parte le ingenti perdite che il mondo agricolo sta subendo e subirà nei prossimi mesi".  I    

15/07/2022 11:30
Tolentino, folla in piazza per il primo Consiglio comunale: ufficiali le deleghe agli assessori

Tolentino, folla in piazza per il primo Consiglio comunale: ufficiali le deleghe agli assessori

Una rosa bianca consegnata dal sindaco Mauro Sclavi a tutte le donne presenti in Giunta e nel Consiglio Comunale, oltre alla nomina di Alessandro Massi come presidente dell'assise. Così si è aperto il primo Consiglio comunale post-elezioni a Tolentino, convocato giovedì sera in piazza della Libertà, per conferire gli incarichi ai neo eletti assessori nonché ufficializzare i nuovi consiglieri. Location insolita, quella del "forum magnum", quanto fortemente voluta da Sclavi “per far tornare protagonista il dibattito cittadino”. E la cittadinanza ha risposto, con una folta presenza.  Dopo la nomina della squadra che formerà la Giunta avvenuta lo scorso 9 luglio, è stata la volta della formalizzazione delle deleghe: a Diego Aloisi (Riformisti Tolentino) va quella al bilancio, patrimonio, politiche fiscali e turismo; mentre a Flavia Giombetti (Tolentino Civica e solidale) - come preannunciato – viene confermato l’assessorato alla ricostruzione pubblica e privata, gestione dell'emergenza sisma 2016 e al pnrr. A Fabiano Gobbi (Tolentino Popolare) viene conferita la delega alle attività produttive e commercio, a Elena Lucaroni (Tolentino Civica e solidale) le politiche sociali, salute ed istruzione; mentre Alessia Pupo (Tolentino popolare) – nominata vicesindaco – ottiene anche gli incarichi allo sport, all'edilizia privata e all'urbanistica. Il primo cittadino Mauro Slcavi ha tenuto per sè le deleghe alla cultura, lavori pubblici, polizia locale, personale e rapporti con le partecipate, decentramento. È il re delle preferenze, Alessandro Massi, dunque, il successore di Luca Scorcella alla carica di presidente del Consiglio comunale. "Si tratta della seconda carica della città - rimarca lo stesso Massi -, non stiamo parlando dell'inserviente del Comune. Svolge un ruolo cruciale che negli ultimi tempi forse è mancato, svuotando questa carica del suo valore". "Si tratta di una visione che si contrappone a quella delle ultime legislature, che vedeva solo l'assegnazione di determinati ruoli come una manifestazione di potere - ha aggiunto -. Noi riteniamo il Consiglio comunale un protagonista insieme alla Giunta e al sindaco".  Come vicepresidente del Consiglio comunale è stato, invece, eletto Luca Cesini, rappresentante del Partito Democratico. Scelta non condivisa da Silvia Luconi, capogruppo di 'Tolentino nel Cuore' che avrebbe voluto in questo ruolo la consigliera Monia Prioretti. Criticata, da Luconi, anche la scelta di Massi: "Lo avrei voluto vicesindaco o assessore, essendo stato il re delle preferenze - ha dichiarato durante il suo intervento -. Invece ha preferito un ruolo equidistante per tenersi lontano da eventuali tempeste, evitando di macchiare la sua immagine che rimarrebbe certamente più pulita per eventuali ruoli e candidature future". Cambia volto anche la maggioranza dell’assise con Stefano Servili di Tolentino Civica e solidale che - su richiesta del primo cittadino Sclavi – rinuncia alla carica di consigliere per ricoprire quella di presidente dell’Assm. Per la lista di Servili entrano dunque in Consiglio anche Giordano Tassellli (capogruppo) e Luigino Luconi. Nella prima comunicazione da sindaco in Consiglio comunale Sclavi ha rimarcato l'intenzione di ospitare alcune classi dei licei nella sede dell'ex Filelfo, in collaborazione con la provincia di Macerata: "Bisognerà fare le verifiche del caso, perchè noi abbiamo a cuore la sicurezza dei ragazzi - ha detto -. Una volta completate, cominceranno i lavori e, il prima possibile, cercheremo di portare almeno dieci classi all'interno del Filelfo. Abbiamo dato all'Istituto la facoltà di scegliere cosa far rientrare all'interno di una struttura scolastica vera e propria".  "Mi scuso pubblicamente con la città - ha poi aggiunto Sclavi -. In occasione dei 'mercoledì dello shopping' abbiamo fatto grande festa, ma anche troppo. L'ordinanza terminava a mezzanotte e trenta, mentre fino all'1:46 si è sentita musica. Queste cose non vorrò che accadano più".  Per 'I Riformisti' ufficializzato anche l’ingresso di Alba Mosca, mentre per 'Tolentino popolare (la lista più votata) entrano nelle fila della maggioranza - oltre a Benedetta Lancioni, Samanta Casali, Fabio Borgiani e Antonio Trombetta - anche Mirko Angelelli e Fabio Montemarani (capogruppo). Nei banchi della minoranza siederanno, per la coalizione di centrodestra, la candidata sindaco non eletta Silvia Luconi, Francesco Pio Colosi per la lista Fratelli d’Italia, Monia Prioretti e Silvia Tatò per la lista 'Tolentino nel Cuore'. La coalizione di centrosinistra sarà, invece, rappresentata nell'assise comunale da Massimo D’Este, candidato sindaco non eletto, e Luca Cesini per la lista del Partito Democratico. 

15/07/2022 10:07
Mario Draghi si dimette: "La maggioranza che ha sostenuto questo Governo non c'é più"

Mario Draghi si dimette: "La maggioranza che ha sostenuto questo Governo non c'é più"

 “La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c'è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell'azione di governo". Così il premier Mario Draghi in Consiglio dei ministri di oggi, convocato in seguito allo strappo del Movimento Cinque Stelle riguardo il voto di fiducia al Senato sul decreto Aiuti. Il premier, dopo un’ora di colloquio al Quirinale, ha riunito il Cdm per annunciare la sua decisione di tornare al Colle e rinunciare,quindi, all’incarico di presidente del Consiglio. “In questi giorni da parte mia c'è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche", ha proseguito il premier. "Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente". “Dal mio discorso di insediamento in Parlamento – ha dichiarato ancora Draghi -  ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia.  Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi”. Il premier Mario Draghi, secondo quanto si apprende dall'Ansa, durante la riunione del Consiglio dei ministri avrebbe detto che mercoledì riferirà alle Camere”. ++ AGGIORNAMENTO ORE 20:36 ++ Mattarella respinge le dimissioni di Draghi. La crisi aperta dallo strappo del M5s, che non ha votato al Senato la fiducia sul decreto Aiuti, prende così una nuova piega. Il presidente della Repubblica, si legge in una nota del Quirinale, "non ha accolto le dimissioni e ha invitato il presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica". Draghi, secondo quanto si apprende da fonti ministeriali, durante la riunione del Cdm avrebbe detto ai ministri che mercoledì riferirà alle Camere.   

14/07/2022 19:26
Morrovalle, Matteo Castignani lascia il consiglio comunale: al suo posto Lorenzo Minciacca

Morrovalle, Matteo Castignani lascia il consiglio comunale: al suo posto Lorenzo Minciacca

Nelle scorse settimane, Matteo Castignani ha presentato le sue dimissioni da consigliere comunale di Morrrovalle. Nella seduta di consiglio di venerdì sera (ore 21.15, auditorium San Francesco) l’assise civica dovrà ratificare la surroga del consigliere uscente, che sarà sostituito da Lorenzo Minciacca. Giovedì mattina Castignani e Minciacca hanno incontrato il sindaco Andrea Staffolani nel suo ufficio per un momento di saluto e un ideale “passaggio di consegne”. "Una decisione che è maturata nel corso degli ultimi mesi - commenta Castignani -, ho sentito venir meno quello slancio e quella voglia di fare con cui ho affrontato sempre la mia esperienza e con essa due principi che ritengo fondamentali nell’azione politica: la presenza al fianco dei cittadini e la passione, elementi senza i quali non riuscirei a dare al massimo il mio contributo. Per questo ho ritenuto opportuno fare un passo indietro». "Matteo mi ha spiegato le motivazioni della sua decisione, gli avevo chiesto di prendersi un po’ di tempo per rifletterci ma è risoluto nella sua scelta, che quindi siamo costretti con dispiacere ad accettare - afferma Staffolani - ha dato tanto all’amministrazione comunale nella giunta Montemarani nel ruolo di assessore ed è stato comunque importante nel suo ruolo di consigliere in questi primi mesi del mio mandato". "Lo ringrazio di tutto, confermandogli che se e quando ritroverà gli stimoli giusti le porte saranno sempre aperte per lui. Al suo posto entra Lorenzo che è un ragazzo che ha qualità e voglia di fare: gli faccio il mio in bocca al lupo, c’è tanto da fare per realizzare la nostra idea di città e c’è bisogno del contributo di tutti" conclude Staffolani.  

14/07/2022 17:51
Emergenza cinghiali, Carloni: "Pronti alla protesta, serve ampliare periodo di caccia"

Emergenza cinghiali, Carloni: "Pronti alla protesta, serve ampliare periodo di caccia"

"È grave che una parte del parlamento nazionale e delle Commissioni, soprattutto a guida del Movimento 5 Stelle, ostacoli l’approvazione di un decreto condiviso tra le Regioni e il Ministero della transizione ecologica, sul quale anche altri Ministeri competenti concordano". È netta la presa di posizione del vicepresidente della regione Marche Mirco Carloni, assessore all’Agricoltura, nel sottolineare la "necessità che la bozza del decreto interministeriale di modifica all’articolo 19 della legge 157 del 1992, possa concludere il suo iter e venga emanato".  “C’è un ampio consenso trasversale - afferma Carloni -. Questo decreto contiene due questioni attese dal territorio: l'ampliamento del periodo di caccia al cinghiale e la possibilità, da parte delle Regioni, di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette. È ora che l’iter del provvedimento riprenda il suo corso, per risolvere un’emergenza nazionale, già ampiamente fuori controllo”. "A distanza di due mesi è giunto il momento di decidere e assumersi le responsabilità. Abbiamo sostenuto convintamente l’assessore del Veneto, il leghista Federico Caner, coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, che ha indetto una giornata di protesta a Roma, affinché la politica non si sovrapponga alle ragioni tecniche, alle questioni amministrative e al buonsenso nella gestione dei problemi, in questo caso quello dei cinghiali”, conclude Carloni.  

14/07/2022 15:06
PD Marche, attacco a Carloni e alla giunta Acquaroli. "Assenti e arroganti, offesa alla democrazia"

PD Marche, attacco a Carloni e alla giunta Acquaroli. "Assenti e arroganti, offesa alla democrazia"

Nel primo pomeriggio di oggi (12 luglio 2022) il gruppo assembleare del Partito Democratico ha lasciato l’aula mentre erano in corso i lavori del consiglio regionale. La drastica decisione è stata presa per protestare contro l’immotivato allontanamento del vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Mirco Carloni, durante il dibattito su alcune mozioni riguardanti i rincari energetici. “Dopo un’attesa durata 7 mesi – hanno sottolineato i dem in una nota stampa – dovuta anche alle continue assenze di Carloni, oggi si doveva finalmente discutere la nostra proposta di istituire un fondo anticrisi per dare risposte alle famiglie e alle imprese marchigiane colpite duramente dal caro energia. Il vicepresidente, invece, ha preso la parola solamente per sottolineare che questo tipo di intervento non poteva essere realizzato e se ne è andato, non degnandosi neppure di ascoltare gli interventi dei consiglieri, né di replicare a eventuali richieste di chiarimenti e spiegazioni”. “Ma quale serietà – prosegue la nota - si può attribuire a chi si comporta in questo modo? Come possono i colleghi del centrodestra continuare a tollerare un modo di fare che lede anche la loro dignità? Tra l’altro, Carloni ci ha ormai da tempo abituato a questa pratica che non ha nulla a che fare con la democrazia. Basti pensare alle tante volte che il consiglio regionale è stato costretto a sospendere o rinviare l’esame di atti e proposte a causa delle sue assenze dovute alla partecipazione a fiere, mercatini e manifestazioni alimentali di ogni genere e in ogni angolo d’Italia. Chiediamo a Francesco Acquaroli un’immediata inversione di tendenza: non è più accettabile che i suoi assessori non stiano in aula neppure quando si discute di argomenti che riguardano le loro deleghe. Lui è il presidente e ha il dovere di garantire il corretto comportamento istituzionale della sua giunta”. “Non siamo abituati a queste iniziative – chiude il comunicato dei consiglieri del Partito Democratico – ma a tutto c’è un limite. L’arroganza con cui la giunta Acquaroli continua a umiliare l’aula è divenuta ormai insopportabile. Le continue assenze del presidente, la svogliata presenza di qualche assessore per garantire il rispetto formale del regolamento del consiglio, ma soprattutto lo sprezzante, reiterato e ostentato disprezzo utilizzato da Carloni per interagire con l’Assemblea, rappresentano un’offesa sia nei confronti dei consiglieri di maggioranza e opposizione, sia nei confronti dei dipendenti regionali che di adoperano per consentire il regolare svolgimento delle attività consiliari”.

12/07/2022 19:21
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