"Servono almeno 50 commenti social o Sandro se ne va e molla": quell'audio che manda in tilt la comunicazione di Parcaroli
Ore, anzi giorni di fibrillazione nel centrodestra maceratese in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno. Una campagna elettorale che, più che sui programmi, sembra ormai misurarsi sul livello di tensione interna, alimentato nelle ultime ore dall’effetto politico dell’accordo tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Macerata ed ex presidente del Consiglio comunale.
Un’intesa che, nelle letture del centrodestra, avrebbe “spostato” più il clima che i numeri, contribuendo a rendere più nervosa la fase finale della sfida contro il sindaco uscente Sandro Parcaroli.
Proprio Parcaroli nei giorni scorsi ha diffuso una nota in cui ha criticato quello che definisce "un uso strumentale del voto dei cattolici da parte di Tittarelli e del centrosinistra". Una polemica che si inserisce in un contesto più ampio, dove il richiamo all’elettorato cattolico resta terreno politicamente conteso, non solo a Macerata ma anche a livello nazionale, dove il confine tra sensibilità religiosa e comunicazione politica appare spesso piuttosto labile. Del resto, non è una novità che simboli e richiami alla tradizione cattolica vengano utilizzati in modo disinvolto da più schieramenti; basti pensare al leader della Lega Matteo Salvini, più volte protagonista di uscite pubbliche con rosari e simbologie religiose esibite nei contesti di campagna elettorale.
E proprio su questo punto si innesta la riflessione – inevitabile e forse un po’ scolastica, ma politicamente significativa – sul rapporto tra religione e spazio pubblico. In teoria, come ricordato dal costituzionalismo contemporaneo, la democrazia liberale si fonda su un principio di separazione tra Stato e religione, il cosiddetto “institutional secularism” descritto da Rosenfeld: una cornice in cui le diverse visioni del mondo convivono senza che lo Stato si identifichi con una di esse. Un equilibrio che, nella pratica politica, resta però sempre piuttosto elastico.
Macerata, più che il dibattito teorico, pesa il clima da campagna elettorale. A contribuire a questo clima sarebbe anche un audio circolato nelle ultime ore, diventato virale su WhatsApp e attribuito al responsabile comunicazione dello staff del sindaco uscente per la campagna elettorale. Nel messaggio si inviterebbero sostenitori della coalizione e assessori uscenti a “reagire” e intervenire sui social, in particolare nei commenti alle notizie pubblicate dai giornali online, per contrastare la narrazione avversaria.
Il tutto accompagnato da un passaggio che, secondo quanto riportato nell’audio, sarebbe particolarmente esplicito: "Sandro è molto inc... perché non vede alcuna difesa da parte nostra agli attacchi che sta ricevendo sulla questione Mari. Se non abbiamo almeno una cinquantina di nostri commenti entro domattina, lui se ne va, molla".
Un invito alla mobilitazione digitale che, di per sé, non avrebbe nulla di particolarmente sorprendente nell’epoca della politica permanente sui social. Ma che, nel contesto già teso del ballottaggio, viene letto come ulteriore segnale di nervosismo nella coalizione.
Il tutto mentre si consolida l’effetto politico dell’intesa tra Mari e Tittarelli, che il centrosinistra presenta come un rafforzamento del profilo moderato della coalizione, con l’obiettivo di allargare il consenso in vista della sfida decisiva.
Un’operazione che guarda anche alle frazioni, dove il centrodestra ha ottenuto risultati significativi al primo turno e dove si gioca una parte importante del recupero possibile.
Di qui, secondo le letture politiche, anche la crescente tensione nel campo del sindaco uscente, che si trova ora a dover difendere posizioni acquisite e contemporaneamente gestire un quadro di alleanze in rapido movimento.
Nel mezzo, tra accuse sul voto cattolico, audio virali e strategie social, si consuma una campagna elettorale che rischia di ripiegarsi su se stessa, sempre più autoreferenziale e sempre meno capace di misurarsi con la domanda di fondo, la più semplice e insieme la più esigente: quale progetto di governo sarà davvero in grado di convincere gli elettori di Macerata?

nubi sparse (MC)
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