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Politica Macerata

Macerata, Contigiani (Pd) attacca sulla Tari: "Gli aumenti sono il frutto delle scelte della destra"

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"L'assessore Renna scarica le responsabilità sui cittadini, ma dimentica le vere cause dell'aumento della Tari". Torna ad attaccare la gestione del centrodestra la consigliera comunale di minoranza e segretaria del Partito Democratico cittadino, Ninfa Contigiani, che interviene nel dibattito sul Piano economico-finanziario del servizio rifiuti, in discussione lunedì prossimo in Consiglio comunale, mentre martedì 28 il Consiglio regionale sarà chiamato ad affrontare il nuovo Piano regionale dei rifiuti.

"La realtà - sostiene Contigiani - è che il Piano economico-finanziario per il quadriennio 2026-2029 continuerà a rimodulare la Tari al rialzo, confermando un incremento dei costi del servizio. Sono questi i fatti. Poi ci sono le cause, che l'assessore Renna, nell'intervento pubblicato sulla stampa, fa finta di dimenticare, arrivando perfino ad accusare i cittadini di essere stanchi e poco efficienti perché, nelle zone più popolose, la raccolta differenziata non funzionerebbe e non verrebbero rispettati gli orari di conferimento".

Secondo la consigliera dem, la situazione sarebbe ben diversa. "Per correttezza andrebbe ricordato che i maceratesi, prima del cambio di governo in Provincia e nei Comuni, facevano la raccolta differenziata e la facevano bene, tanto che il territorio era arrivato a sfiorare il 75%. Se oggi i costi aumentano è perché in questi anni sono state compiute precise scelte politiche che hanno compromesso il sistema".

Contigiani individua quattro responsabilità principali dell'attuale amministrazione. "La prima è l'abbandono di ogni attività di sensibilizzazione, formazione e informazione. Sono stati eliminati incontri pubblici, laboratori nelle scuole, momenti di confronto con i cittadini e perfino la distribuzione del calendario della raccolta, giustificando tutto con un presunto risparmio di carta. Così si è smesso di accompagnare i cittadini nel corretto conferimento dei rifiuti".

"La seconda responsabilità riguarda la gestione della nuova discarica. Quando la destra è arrivata al governo ha trovato un percorso già avviato, con gli otto siti ritenuti idonei. Ha azzerato tutto perché, nel frattempo, alcune amministrazioni erano cambiate colore politico. Dopo cinque anni non è ancora stata individuata una soluzione e, nel frattempo, sono state forzate procedure e graduatorie. Prima il sindaco di Macerata commissiona uno studio che individua il sito nel territorio comunale, poi, con le elezioni alle porte e sotto la pressione dei cittadini, insieme al presidente della Provincia Gentilucci modifica la graduatoria orientandola verso Montefano, Comune non amministrato dal centrodestra".

Per la consigliera, il ritardo avrebbe avuto anche conseguenze economiche. "In questi anni, mentre si rinviavano le decisioni, si è continuato a conferire i rifiuti a Cingoli pagando una tariffa di abbancamento enormemente più elevata, con costi che hanno finito per gravare sulle tasche dei cittadini".

Infine l'affondo sulla governance del Cosmari. "La destra ha voluto conquistare la presidenza e la maggioranza del Consiglio di amministrazione del Consorzio, chiedendo al centrosinistra di svolgere un ruolo puramente di facciata. Abbiamo rifiutato quella proposta e credo che sia stata una scelta giusta, perché la gestione di questi anni ha portato il Cosmari a una situazione di grave difficoltà finanziaria".

Secondo Contigiani, dietro queste scelte ci sarebbe una strategia precisa. "Si sta progressivamente indebolendo il servizio pubblico del Consorzio dei Comuni attraverso decisioni sbagliate e continui aumenti tariffari, così da convincere i cittadini che l'unica soluzione sia il termovalorizzatore affidato a una gestione privata".

Una prospettiva che, secondo la consigliera di opposizione, sarebbe tutt'altro che immediata. "Anche un eventuale termovalorizzatore dovrebbe essere localizzato, finanziato, progettato, appaltato e costruito, conclude Cintigiani. Sono procedure che richiedono tempi lunghi. È difficile immaginare che possa entrare in funzione prima di almeno dieci anni. Nel frattempo, però, i cittadini continuano a pagare una Tari sempre più alta".

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