Eolico e fotovoltaico, dove installare gli impianti? La regione Marche alla ricerca di "aree idonee"
Dove potranno essere installati i nuovi impianti da fonti rinnovabili nelle Marche? È questa la domanda al centro del confronto avviato dalla Regione sulla proposta di legge per l'individuazione delle cosiddette "aree idonee", cioè le zone nelle quali potranno essere localizzati gli impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Il punto di partenza è l'obiettivo fissato per il 2030: le Marche dovranno aggiungere 2,3 gigawatt di nuova potenza rinnovabile rispetto al 2020. Il Piano Regionale Energia e Clima quantifica il traguardo in 2.347 megawatt.
A pesare maggiormente sarà il fotovoltaico, con 1.747 MW, circa il 74% della nuova potenza prevista. I pannelli trasformano la luce del sole in energia elettrica e potranno trovare spazio soprattutto su tetti, aree industriali e zone già urbanizzate. Una parte dell'obiettivo riguarda anche l'agrivoltaico, dove produzione di energia e attività agricola possono convivere sullo stesso terreno.
L'altra grande voce è l'eolico, con 600 MW previsti. Si tratta degli impianti che sfruttano il vento per produrre elettricità. Il piano regionale attribuisce un ruolo importante all'eolico offshore, quindi realizzato in mare, mentre considera più limitato il potenziale dell'eolico terrestre.
Il tema delle aree idonee nasce proprio dalla necessità di capire dove collocare questi nuovi impianti. La Regione punta a privilegiare superfici già trasformate, come le aree industriali, cercando di limitare il consumo di nuovo suolo.
Secondo le stime regionali, per raggiungere l'obiettivo del 2030 saranno necessari circa 25 chilometri quadrati, pari allo 0,25% della superficie delle Marche.
Ed è proprio sul rapporto tra transizione energetica e tutela del territorio che interviene Giacomo Bugaro, assessore regionale all'Energia. «Lo sviluppo energetico non può però avvenire a discapito del territorio: vogliamo salvaguardare le colline, i terreni agricoli e il paesaggio delle Marche, coniugando la crescita delle rinnovabili con la tutela dell'agricoltura e dell'identità dei nostri territori», ha dichiarato Bugaro, come riportato dall'ANSA.
L'assessore ha inoltre spiegato che il confronto appena avviato con categorie economiche e portatori di interesse rappresenta un «percorso di ascolto» utile a migliorare il testo della proposta di legge, prima del passaggio in Giunta e poi in Consiglio regionale.
“Area idonea”, però, non significa automaticamente che lì verrà costruito un impianto. L'individuazione indica che quella zona può essere considerata compatibile con la localizzazione di determinati impianti, mentre ogni singolo progetto dovrà comunque rispettare vincoli e procedure autorizzative.
La partita, quindi, non riguarda soltanto quanta energia rinnovabile produrre, ma anche dove produrla, cercando di conciliare gli obiettivi energetici con la tutela del paesaggio, dell'agricoltura e del territorio marchigiano.

nubi sparse (MC)
Stampa
PDF
