Parcaroli-Buldorini esultano, ma quella sul mattatoio è una vittoria che sa di sconfitta
Verrebbe da dedicare a Luca Buldorini, vicepresidente pro tempore della Provincia e consigliere di minoranza ad Appignano,“Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni e un paio di versi di quella popolare quanto profonda canzone. “È uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita/Bilancio che non ho quadrato mai/Posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio/ Ma con che risultati, non saprei…” Appunto.
Si dà il caso che Buldorini, non si sa a che titolo se non di amicizia con Sandro Parcaroli, di buon mattino abbia annunciato urbi et orbi che il Tribunale di Macerata ha accolto il ricorso presentato dal Sindaco ed ha annullato l’asta per il mattatoio con due motivazioni: incongruità del prezzo e il fatto che il Comune avesse comunque manifestato l’intenzione di partecipare. Buldorini esulta, ma siccome l’esultanza stavolta non gliel’ha scritta l’intelligenza artificiale a cui frequentemente e maldestramente ricorre per esporre il suo pensiero, ha sbagliato tutto. Scrive: “Un risultato che è stato possibile anche grazie alla competenza, alla lucidità tecnica e alla professionalità dell’avvocato Paolo Giustozzi” che, sia detto per inciso, è l’avvocato del sopradetto pompiere, soprannominato Valigetta per i suoi frequenti viaggi a Roma. Ebbene l’avvocato che ha istruito e sostenuto il ricorso è Massimo Bertola, ma gli errori del patrocinatore della dignità di Sandro Parcaroli sono soprattutto di sostanza.
Per Buldorini oggi è uno di quei giorni che “ti prende la malinconia” perché se ha pazienza di leggere si accorgerà che all’euforia, ingiustificata dai fatti, per il mattatoio seguirà qualche preoccupazione per le candidature. Andiamo perciò con ordine. L’accoglimento del ricorso da parte del Tribunale sull’ormai famosa asta per il mattatoio vinta da Ilario Marcolini — che si è aggiudicato terreni e immobili del CeMaCo di proprietà del Comune al 68% per 395 mila euro — è un boomerang per Parcaroli. Ora siamo di fronte a uno scenario che dal punto di vista delle relazioni tra Parcaroli e Marcolini diventa dirimente.
Come si ricorderà, Parcaroli, prima di decidere in perfetta solitudine di ritirare il Comune dall’incanto contro la delibera del Consiglio comunale che lo impegnava a partecipare all’asta, ricevette privatamente Ilario Marcolini. Dopo quel colloquio, Marcolini si è trovato da solo a concorrere e ha beneficiato dello sconto di legge del 25% sulla base d’asta di 525 mila euro. Ora delle due l’una: se Marcolini ricorre contro il pronunciamento odierno del tribunale si apre un contenzioso onerosissimo per il Comune e dall’esito incerto; ma se Marcolini non ricorre, significa che sull’asta c’era un’intesa preventiva col Comune.
E poi ci sono altre due questioni che si aprono. Ora il Comune viene reimmesso nell’asta, ma la base resta sempre quella dei 525 mila euro e, per espressa dichiarazione del Sindaco, il Comune quei soldi non li ha. Deve accendere un mutuo e teoricamente potrebbe farlo in forza della delibera disattesa però dal Sindaco. E come si fa? Se la rimette in votazione è sicuro che gliela votano tutti? E se tiene fede alla variazione di bilancio che lui ha smentito, è sicuro che la Corte dei Conti non abbia nulla da dire? Sarebbe una straordinaria forma di autocrazia. Comunque la si guardi, questa faccenda rivela una incapacità amministrativa inqualificabile. Ed è un giudizio che nei prossimi giorni peserà e non poco sul futuro politico di Sandro Parcaroli e della sua corte.
Seconda considerazione: fa sapere l’attuale direttore del CoZoMa che per far funzionare il mattatoio serve almeno un milione di euro da spendere in ristrutturazione. Il successo del Sindaco sbandierato da Buldorini sarebbe quello di esporre il Comune a un esborso minimo di 1,6 milioni di euro. Va sempre ricordato che i soldi del Comune escono dalle tasche dei contribuenti.
Resta comunque da spiegare una terza cosa: se come ha affermato il Giudice il prezzo di aggiudicazione è troppo basso, perché il Comune non ha comunque partecipato all’asta che si sarebbe aggiudicata risparmiando molti quattrini? Parcaroli nella seduta del 25 gennaio scorso ha spiegato, con dotto ricorso al Devoto-Oli, “perché non c’avio li sordi”. Rendendo palese che il Comune di Macerata non dispone di circa 100 mila euro quanti ne servivano per il deposito cauzionale. Ciò che i trionfalismi odierni dimenticano è che la condotta di Parcaroli ha diversi aspetti di enorme criticità: mancanza di trasparenza, rischio di intervento della Corte dei Conti e una sciatteria amministrativa che erode l’autorevolezza dell’ente. Un pericolo avvertito anche dalle forze di maggioranza che hanno detto sì alla commissione d’inchiesta sul mattatoio voluta dal consigliere Pd Andrea Perticarari, ma con una postilla: indagare su tutti i precedenti vent’anni di gestione del CeMaCo.
Questo clima ha allarmato Ancona, dove si starebbe ragionando sull’eventualità della ricandidatura di Parcaroli. Si comincia a pensare che non sia più un cavallo davvero vincente. Il Sindaco stesso pare aver detto, dopo un colloquio con il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, che non vuole compiere in queste settimane che ci separano dal voto (fissato per il 24 e 25 maggio) atti tali da impegnare il futuro Sindaco. E dunque, se si riapre l’asta, parteciperà o meno?
Ma due cose sono sicure: la prima è che l’offensiva lanciata da Luca Paolorossi, Sindaco di Filottrano, contro Francesco Acquaroli ha avuto un effetto immediato. La linea telefonica Ancona-Roma è diventata rovente: alla fine Matteo Salvini avrebbe chiamato Paolorossi per proporgli l’investitura a Presidente della Provincia di Ancona. Ma in politica non esistono pasti gratis. Salvini, per salvaguardare Paolorossi ed evitare che il Sindaco si ricordi di essere "camerata" di Roberto Vannacci (di cui Luca Buldorini è stato fino a ieri un fervente adepto), avrebbe acconsentito a ridiscutere la candidatura di Macerata.
Al punto di scaricare Sandro Parcaroli? Non è detto. Di certo si sa che è già stato individuato un altro candidato che garantisce di più l’aderenza al Centrodestra e ha un grado di preparazione amministrativa assai più elevato. Staremo a vedere. Una cosa però è sicura: se venisse rilanciato Parcaroli, la giunta sarebbe scelta altrove e certo il “quartetto eccetera” (Festino, Valigetta, Lego e Imballo) non avrebbe più la certezza del posto. Eh sì, potrebbe essere uno di quei giorni che… si parte con l’illusione di aver portato a casa un grande successo e si finisce per scoprire che la realtà è un'altra. Insomma, la toppa peggiore del buco. Perché a volte succedono cose da matti, anzi da mattatoio!
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