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Provincia di Ancona, Paolorossi si ritira: “Non mi candido più, è tutta una questione di giochi di potere”

Provincia di Ancona, Paolorossi si ritira: “Non mi candido più, è tutta una questione di giochi di potere”

Colpo di scena nella corsa alla presidenza della Provincia di Ancona. Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, annuncia la rinuncia alla candidatura con un video pubblicato sui propri canali social, accompagnato da un messaggio diretto: «Quanti anni sono che la Provincia di Ancona è a sinistra? Praticamente da sempre. Io non chiedevo una poltrona, chiedevo il voto ai consiglieri provinciali solo per cercare di migliorare».

Una presa di posizione netta, che arriva dopo giorni di tensioni interne alla coalizione di centrodestra e trattative sui tavoli regionali. Nel messaggio scritto Paolorossi prende atto del nuovo scenario: il nome che emergerebbe come candidato sarebbe quello di Thomas Cillo, espressione civica e sindaco di Monte San Vito. «Benissimo – scrive – daremo tutto il supporto a lui con la speranza che qualcosa cambi».

Ma è nel video che il tono si fa ancora più duro. Paolorossi denuncia apertamente logiche di spartizione politica legate anche agli equilibri nelle altre Province marchigiane. «C’è da presentare le firme, il nome di Paolorossi ancora non viene fatto perché è tutta una questione di potere, di tavoli, perché si vota anche in provincia di Macerata, Fermo e Ascoli. Se la giocano sui tavoli».

Un attacco diretto alle dinamiche interne al centrodestra, con riferimenti espliciti a Forza Italia e Udc, accusati di voler “bruciare” la sua candidatura. «Io volevo fare il presidente di Provincia per fare ciò che non ha fatto l’attuale presidente del Pd, che per sei anni ha lasciato strade e scuole allo sbando. Volevo dare una mano alla coalizione, ma siccome c’è qualcuno che mi vuole bruciare, allora vi dico che io non mi candido più. Metteteci il vostro, io la faccia non ce la metto».

Nel passaggio finale, Paolorossi chiama in causa direttamente il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «Devo tutelare le 3.540 persone che mi hanno votato e che mi hanno permesso di portare voti ad Acquaroli. Se tu, Francesco, sei tanto bravo ma non riesci a tenere coeso il centrodestra perché tutti ti tirano per la giacca, mi dispiace per te, ti voglio bene, ma io la faccia per voi non la perdo».

La conclusione è tranchant: «Non mi candido. Sono affari vostri». Una rinuncia che lascia il segno e che evidenzia tensioni ancora vive dentro la coalizione regionale.

 
 
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